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STUDIO LEGALE
AVVOCATI
LIBERO MANCUSO FRANCESCO PAOLA
ROMA BOLOGNA
VIA DEL BABUINO, 48 VIA BARBERIA, 9
PATROCINANTI IN CASSAZIONE
ECC.MA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE II PENALE
RINUNCIA AI TERMINI
E MEMORIA DI REPLICA
NEL RICORSO RG 13208 DEL 2011
Ecc.mo Signor Presidente,
il sottoscritto avv. Libero Mancuso, quale difensore di Cornelio Veltri, non avendo
ricevuto lavviso di fissazione di udienza, dichiara con la presente di rinunciare ai
termini di legge.
Avendo infine appreso, in data 13.4.2012, dellavvenuto deposito di memoria effettuato
in data 6.4.2012, oltre i termini di cui allart. 611 del codice di rito, intende porre in
evidenza prima ancora della sua inutilizzabilit, sotto il profilo dellesenzione per la
Ecc.ma Corte dellobbligo di sottoporla al proprio esame ai fini della decisione, la
circostanza che essa introduce ulteriori conferme in ordine alla sussistenza, ormai
pacifica e comprovata, di un soggetto giuridico a ristrettissima composizione familiare
chiamato con lo stesso nome del partito, il quale si sostituisce al partito spacciandosi per
esso dinanzi alla Camera dei Deputati ed in sede processuale (cfr. da ultimo lordinanza
Cass. 1 civile n. 20625 del 11.12.2011, allegata alla memoria depositata in vista della
Camera di Consiglio del 27.1.2012, che ha dichiarato inammissibile la memoria di

costituzione della Italia dei Valori in un regolamento di competenza poich non si


comprende se essa ha agito come Associazione o come Movimento politico cos
accertandosi con effetto ormai di giudicato sostanziale la predetta dicotomia e diversit,
e ci che radicalmente smentisce il GIP su tale decisivo punto). La quale Associazione
familiare cos come rivendicato nella stessa memoria contiene nel proprio statuto
clausole che subordinano ladesione ad essa alla cooptazione da effettuarsi addirittura
per atto notarile da parte del proprio Presidente, di talch gli unici soggetti che ne
rappresentano la totalit dei soci, cos come evidenziato da ultimo nella delibera di
associazione del 26.7.2004 sono lo stesso Presidente, la di lui Consorte e una prestanome
che fa la tesoriera della Associazione e del Partito.
Ebbene detto soggetto giuridico Associazione familista, cos come connotato dal
codice fiscale in atti, che ha richiesto ed appreso fondi pubblici elettorali per decine di
milioni di euro, profittando della carenza di controlli della Camera dei Deputati ente
erogatore ai sensi di legge, essendosi in pratica costruito un congegno per assicurare ad
essi gestione personale e segregata, ci che va di pari passo con tutti gli elementi
documentali in atti, gran parte dei quali non esaminati dal GIP per effetto della
dichiarazione di inammissibilit della opposizione (una articolata perizia di parte che
ricostruisce acquisti immobiliari per milioni di euro da parte dellindagato, in
coincidenza temporale e cronologica con lerogazione dei fondi, alcuni dei quali tenuti
obiettivamente occulti per effetto dellerrore nella indicazione del codice fiscale
dellacquirente nellatto pubblico di acquisto; cessioni di crediti per oltre otto milioni di
euro la cui sussistenza era stata negata e che non risultano riportati nei rendiconti; sono
spacciati come rendiconti del partito i bilanci della Associazione familista cos come
identificata dal proprio codice fiscale, i quali consistono in mere auto dichiarazioni dello
stesso indagato; i cosiddetti rendiconti presentano poste illeggibili e generiche quanto
ingenti; sono in atti auto liquidazioni per centinaia di milioni di euro prive di causale
etc.).
Tali condotte, e prima di tutto ovviamente le condotte di sostituzione a monte dinanzi
alla Camera dei Deputati da parte di soggetto familista chiamato con lo stesso nome del
partito, lo scrivente considera di eccezionale spregiudicatezza e gravit, disastrose ed

avventuriere, alla stessa stregua delle altre, specificamente oggetto dellesposto-denuncia


a mezzo delle quali, essendo stata delibata da parte del Tribunale civile di Roma (nel
corso del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo n. 351 del 2008 ottenuto da Il
Cantiere contro la Camera dei Deputati, ancora pendente in primo grado), la dicotomia
e diversit tra i due soggetti giuridici, associazione familista e partito, e a fronte delle
deduzioni di cui sopra, esponenti dellUfficio di presidenza del Partito hanno tentato di
spacciare nel verbale di assemblea dell1.12.2009 per atto Notaio Mandato di Roma
essere il codice fiscale del partito quello della Associazione familista chiamata con lo
stesso nome, cos ponendo in essere ulteriori condotte di falso ed occultamento, e tanto
anche riprova della acquiescenza mostrata nel corso degli anni dagli stessi soggetti.
Tutte tali condotte, e questo loggetto del ricorso per cassazione, hanno valenza pluri
offensiva, quale che sia la qualificazione penalistica che se ne voglia dare (truffa
aggravata, falso, riciclaggio o altro), poich esse oltre a ledere la Camera dei Deputati, la
quale non ha mai effettuato controlli allinfuori che prendere atto delle auto dichiarazioni
supportate da carta di identit dellauto dichiaratosi rappresentante legale del soggetto
avente titolo ai rimborsi, che possono essere ovviamente esclusivamente i partiti e i
movimenti politici, non le associazioni familiste con lo stesso nome che si sostituiscono
ad essi, direttamente ledono i diritti di partecipazione politica e di chance,
patrimonialmente valutabili pur se non risarcibili per equivalente, degli associati al
partito, dei candidati, dei dirigenti del partito, delle forze e dei gruppi politici che a vario
titolo hanno concorso con la Italia dei Valori alla costituzione di liste e le quali
lamentino la illecita sottrazione, avvenuta mediante le condotte di sostituzione e/o le
malversazioni di cui sopra, di risorse essenziali ai fini della partecipazione alla arena
politico elettorale come nella natura di primario rilievo costituzionale dei fondi
pubblici elettorali, in proporzione della rappresentanza parlamentare ottenuta, come
nella fattispecie.
Questo infine il

dato

ineludibile ed

essenziale,

niente affatto

valutato

nellarchiviazione: lo stretto ed indissolubile il collegamento tra gestione dei fondi


pubblici elettorali e diritti di partecipazione politica, ci cui consegue la richiamata

valenza plurioffensiva delle condotte volte a malversare detti fondi o a deviarli dalla
destinazione propria, di primario rilievo costituzionale.
Tale essenziale principio voglia la Ecc.ma Corte affermare, ci che si reputa tanto pi
necessario in presenza di condotte s dannose e pericolose le quali purtroppo, come si
legge sulla stampa, sono diffuse presso le attuali classi politiche, nella attuale assenza di
controlli da parte della Camera dei Deputati, ci che non autorizza certo a poterne
spregiudicatamente profittare.
Tanto premesso
Rinuncia
ai termini di legge e, riportandosi alle proprie difese da ultimo espresse con la memoria
depositata in vista della Camera di Consiglio del 27.1.2012 chiede laccoglimento del
ricorso con ogni effetto di legge.
Con profonda osservanza.
Roma-Bologna, 14 aprile 2012
Libero Mancuso