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PARADIGMA: prospettiva teorica (1. condivisa e riconosciuta dagli studiosi della disciplina 2. Fondata sulle acquisizioni precedenti 3.

Indirizza la ricerca per quanto riguarda i fatti da studiare, le ipotesi della spiegazione e le tecniche di ricerca necessarie) fornisce un modello e le indicazioni per costruirlo; una griglia di lettura attraverso la quale elaborata la teoria. Secondo KUHN possiamo distinguere la SCIENZA NORMALE (fasi della disciplina, in cui predomina un determinato paradigma) che ha un procedere lineare e cumulativo della conoscenza, e la SCIENZA RIVOLUZIONARIA (cambiamento dei problemi da proporre allindagine scientifica, riorientamento della disciplina, trasformazione della struttura concettuale, cio del paradigma.) Esistono due concezioni generali sulla natura della realt sociale: POSITIVISMO & INTERPRETATIVISMO POSITIVISMO (fondato da Comte e Spencer verso la met del XIX secolo ) Paradigma positivista: lo studio della realt sociale utilizzando le tecniche, gli strumenti e i procedimenti tipici delle scienze naturali. ONTOLOGIA realismo ingenuo (esiste una realt sociale oggettiva ed conoscibile nella sua essenza) EPISTEMOLOGIA dualista e oggettivistica, legge naturale ( dualismo: lo studioso e loggetto studiato sono indipendenti; oggettivit: lo studioso studia loggetto senza influenzarlo; leggi naturali: data loggettivit, alcuni fatti si verificano seguendo delle leggi di causa-effetto che lo studioso deve scoprire; l esclusione dei valori in favore dei fatti- deriva dalla visione del fatto sociale come dato esterno e immodificabile. METODOLOGIA strumentale a manipolativa (esperimenti, codificazione dei dati) NEOPOSITIVISMO (fondato nel XX secolo da filosofi, matematici ed economisti del circolo di Vienna negli anni 20) Paradigma Neopositivista: lo studio della realt sociale utilizzando tecniche di verifica empirica e critica delle teorie scientifiche. Le teorie perdono limpronta delle leggi deterministiche e assumono il connotato di probabilit: tutto ci che si pu fare verificare in negativo la validit delle teorie (non falsificazione della teoria da parte dei dati). Le ipotesi teoriche sono sempre esposte a una possibile falsificazione, non sono mai definitivamente valide: leggi probabilistiche. La realt esiste indipendentemente dalle conoscenze delluomo, e latto del conoscere condizionato dalle circostanze sociali e dal quadro teorico nei quali si colloca. Anche se ammettendo che le leggi naturali e sociali sono probabili e aperte a revisione, il postpositivismo non ripudia il fondamento empirico. ONTOLOGIA realismo critico (realismo: esistono relazioni di causa effetto al di fuori della mente umana; critico: ogni cosa viene messa in discussione) EPISTEMOLOGIA dualismo oggettivit modificati; leggi di medio raggio, probabilistiche e provvisorie (dualismo: consapevolezza dellinterferenza dello studioso sulloggetto studiato; oggettivit: resta lobiettivo finale della ricerca, ma pu essere raggiunto solo in modo approssimativo - falsificazione delle ipotesi -) METODOLOGIA sperimentale e manipolativa modificata ( sostanziale distacco tra studioso e studiato, ma c unapertura ai metodi qualitativi) INTERPRETATIVISMO (fondato da Max Weber allinizio del secolo scorso) Paradigma Interpretativo: la realt non pu essere semplicemente osservata, ma va interpretata. Non possibile stabilire i fattori determinanti di un evento sociale, ma si possono trovare le condizioni che lo rendono possibile. Alle leggi positiviste di generalit e obbligatoriet, si contrappongono i caratteri della specificit e della possibilit. Dilthey distingue tra scienze naturali e scienze dello spirito (secondo il rapporto che si instaura tra ricercatore e realt studiata) Windelband distingue tra scienze nomo tetiche e scienze idiografiche (facendo riferimento alla generalit o individualit delle leggi prese in considerazione) Weber distingue le scienze sociali da quelle naturali, per il loro orientamento allindividualit. Pur partendo dallindividualit, vuole arrivare ad enunciati aventi carattere generico e vuole che le scienze sociali rimangano oggettive attraverso il concetto dell AVALUTATIVITA (indipendenza dai giudizi di valore, che per hanno un ruolo fondamentale nella scelta della ricerca -> funzione selettiva dei valori) e attraverso la concezione del TIPO IDEALE (modello teorico che aiuta il ricercatore ad interpretare la realt; costruzione

ideazionale del ricercatore che non ha legami con ci che si desidera; modello astratto basato sula realt; astrazione che nasce dalla rilevazione empirica di uniformit. ) Data limportanza dellinterazione tra individui nella comprensione della societ, comincia a venire studiata la vita quotidiana. ONTOLOGIA costruttivismo e relativismo (realt multiple)( costruttivismo:il mondo conoscibile quello del significato attribuito dagli individui; relativismo: i significati variano fra gli individui o gruppi- a seconda della realt sociale; realt multiple: non esiste una realt assoluta valida per tutti, ma variano secondo le prospettive con le quali gli uomini interpretano i fatti sociali) EPISTEMOLOGIA non dualismo e non oggettivit; tipi ideali, enunciati di possibilit( non dualismo: scompare la separazione tra studioso e oggetto dello studio; non oggettivit: lo studio orientato allindividualit e alla soggettivit; tipi ideali e enunciati di possibilit: vengono utilizzate astrazioni e generalizzazioni nellinterpretazione della realt sociale) METODOLOGIA interazione empatica tra studioso e studiato( con lo scopo di capire il significato che il soggetto attribuisce ad unazione; utilizzando tecniche qualitative e soggettive) RICERCA QUANTITATIVA (approccio neopositivista) Es.: 1993 Sampson e Laub ricerca sulla devianza criminale giovanile (studio diacronico-> gli individui oggetto di studio vengono seguiti per un periodo di tempo e non solo nel momento della ricerca) 1. IPOTESI: - discussione e giustificazione del perch occorre studiare il crimine in funzione del ciclo di vita; - formulazione, alla luce dellesame della letteratura secondaria, di alcune ipotesi di fondo (relazione tra fasi del ciclo di vita e sviluppo di fenomenologie criminogene);Individuazione di alcune variabili chiave, per ogni fase del ciclo di vita; 2. DISEGNO DELLA RICERCA: - Selezione del materiale empirico (interviste, raccolta di materiale relativo a 500 soggetti, seguiti dai 25 ai 32 anni, autori di reato e altrettanti soggetti non autori di reato); 3. RILEVAZIONE EMPIRICA E RISULTATI DELLANALISI: - Standardizzazione dei dati raccolti; - costruzione di indici \ variabili misurabili, con cui analizzare quantitativamente le diverse dimensioni dinteresse (contesto familiare; ruolo della scuola del gruppo dei pari e dei fratelli \ sorelle; legami sociali adulti; modelli comparativi di crimine e devianza); 4. CONCLUSIONI E RITORNO ALLA TEORIA: Sulla base delle evidenze empiriche accumulate, viene ridiscusso e approfondito il quadro teorico sommariamente esposto allinizio della ricerca. Impostazione della ricerca: - strutturata, fasi logicamente consequenziali; - deduttivit; la letteratura fondamentale per definire teoria e ipotesi; - le ipotesi devono essere collegate a variabili misurabili quantitativamente; - il ruolo del soggetto studiato passivo (come fosse un oggetto); - il contesto della ricerca messo tra parentesi. Rilevazione e analisi dei dati: - Il disegno della ricerca precede la ricerca stessa ed nelle sue fasi, pre-ordinato e logicamente indipendente dalloggetto studiato; - le osservazioni sono compiute su campioni della popolazione, generalmente statisticamente rappresentativi; - i dati che vengono raccolti sono di carattere numerico e vengono statisticamente analizzati. Risultati: - I risultati sono presentati con tabelle o grafici; - essi servono a validare, ampliare o confutare un modello teorico-ipotetico che alla base della ricerca ; - I risultati ottenuti tendono alla generalizzabilit. Il cuore dellanalisi quantitativa costituito dal suo essere variable-based: 1. la soggettivit umana scomposta in tanti attributi quante sono le variabili costruite nellanalisi;

2. lanalisi riguarder sempre le variabili e le loro relazioni; 3. il modello di riferimento quello causale: distinzione tra una variabile dipendente (fenomeno da spiegare ad esempio il comportamento violento) e una o pi variabili indipendenti (fattori al variare dei cui valori, si modifica di conseguenza il valore della variabile dipendente ad esempio il grado di istruzione). Le principali tecniche di raccolta dati utilizzate sono: - intervista (face to face, postale o telefonica) con questionario strutturato a domande chiuse; - analisi del contenuto e analisi lessicometrica; - approccio sperimentale su piccoli gruppi; - contabilit di cose e persone (indicatori socioeconomici, indicatori demografici ISTATRICERCA QUALITATIVA (approccio interpretativo) Es.: 1991 Sancez Jankowsky ricerca sulle Gang giovanili. PROBLEMA, DISEGNO DELLA RICERCA E RACCOLTA DEI DATI: - problema: comprendere il fenomeno del crimine nel suo contesto naturale: le gang di strada; - tecnica prescelta: osservazione partecipante di 37 gang in 10 anni; IPOTESI: - Illustrazione delle categorie interpretative utili per inquadrare, interpretare e comprendere il fenomeno di studio; - non vi alcun modello teorico proposto n da validare \ confutare: i concetti sono lenti per vedere il mondo e non cose da rafforzare con dati empirici. ->non si passa in rassegna la letteratura precedente, ma si attinge solo dalla ricerca effettuata e da essa se ne traggono le conclusioni. INTERPRETAZIONE DEL MATERIALE EMPIRICO: attraverso le categorie prima illustrate, lautore ricostruisce (anche in forma narrativa) le sue osservazioni e le interpreta allo scopo di comprendere il crimine come strategia legata ad una determinata pressione ambientale e ad una certa sub-cultura. Impostazione della ricerca: - aperta, le fasi sono interdipendenti tra loro e fungono da guida; - induzione; - la letteratura ha una funzione ausiliaria; - i concetti rimangono aperti e sono utilizzati come strumenti ; - il ruolo del soggetto studiato attivo (contribuisce a costruire la ricerca); - il contesto della ricerca quello naturale; Rilevazione e analisi dei dati: - Il disegno della ricerca costruito nel corso della stessa ed variabile da caso a caso; - le osservazioni sono compiute su singoli casi non statisticamente rappresentativi ma sociologicamente significativi; - i dati che vengono raccolti (spesso attraverso interviste libere, semi-strutturate o osservazione) sono qualitativi, ricchi di significato, profondi. Risultati: I risultati sono presentati in forma narrativa o semi-narrativa (brani di interviste); vengono costruite complesse classificazioni e tipologie per scomporre e ricomporre il fenomeno studiato; uso degli ideal-tipi; i risultati ottenuti tendono alla specificit. Il cuore dellanalisi qualitativa costituito dal suo essere case-based: 1. la soggettivit umana assunta come una realt integrale e complessa, non scomponibile; 2. le soggettivit sono classificate nella loro globalit come tipi; 3. la classificazione lo schema che lega fra loro i soggetti e rende conto della complessit del mondo sociale studiato. Le principali tecniche di raccolta dati utilizzate sono: - intervista (face to face) semi-strutturata e libera; - osservazione partecipante, osservazione etnografica; - analisi interpretativa di documenti ed immagini; - Colloqui psicologici

CHE COS LA SOCIOLOGIA La SOCIOLOGIA quella disciplina che studia con metodo scientifico le diverse forme di vita umana associata, allo scopo di costruire un sapere teorico, razionale e sistematico sulla societ. Quanto consideriamo naturale, inevitabile, buono o vero pu anche non essere tale e le caratteristiche date della nostra esistenza sono fortemente influenzate da fattori storici e sociali. Questo linsegnamento fondamentale della sociologia. Charles Wright Mills :IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA cio la capacit di riflettere su se stessi senza condizionamenti da parte delle abitudini quotidiane e quindi osservarsi con occhi diversi; quindi il sociologo colui che riesce a liberarsi dai condizionamenti della situazione personale collocando le cose in un contesto pi vasto. Lo studio del comportamento, in prospettiva sociologica, deve considerare molteplici fattori: il valore simbolico; le differenze socio-culturali; le relazioni socio-economiche; lo sviluppo storico-sociale; gli stili di vita. Lo studio sistematico del comportamento umano e della societ prende avvio solo alla fine del XVIII secolo ed favorito dalle rivoluzioni: rivoluzione industriale: grandi trasformazioni socio-economiche accompagnano lo sviluppo di innovazioni tecnologiche che determinano cambiamenti dei rapporti sociali. rivoluzione francese (1789): segna il trionfo dei valori di libert e uguaglianza sullordine sociale tradizionale. Il SISTEMA SOCIALE (o societ in senso lato) un insieme di individui legati da INTERAZIONI, RELAZIONI E RAPPORTI strutturati sulla base di una cultura comune Le interazioni (sociali e tecniche) si svolgono e sono rese possibili in quanto radicate in un contesto di relazioni e rapporti sociali. Questultimi sono influenzati a loro volta dalle vicende delle interazioni. 1) Interazione sociale: processo attraverso il quale agiamo e reagiamo nel rapporto con altri soggetti sociali. Pu essere strutturata sulla base di un codice culturale (interazione sociale) oppure tecnico (ad esempio, il codice della strada che organizza la circolazione stradale) 2) Relazioni sociali: sono i legami che ci uniscono agli altri e ai gruppi. Possono essere: Primari Secondari Terziari A. Relazioni primarie: fondate sulla reciprocit, il primato dellaffettivit \ emozionalit e sulla solidariet; il legame primario comporta un investimento emozionale, cognitivo e temporale sulle persone in quanto singoli e sullesistenza del gruppo (ad esempio la famiglia fondata, in primo luogo, su relazioni primarie). I rapporti primari fondano lidea di Comunit B. Relazioni secondarie: relazioni sociali fondate sullinteresse, sulla razionalit, sulla volont associativa. Il legame secondario comporta un investimento emotivo, cognitivo e di tempo sul raggiungimento dello scopo esterno che ci si prefissati (ad esempio, i legami allinterno di unazienda). C. Relazioni terziarie: network (o reti) centrati sullindividuo, i cui nodi sono costituiti da persone singole, organizzazioni, associazioni ecc., che si estende nello spazio (e non legato al confine di un gruppo). Mentre le relazioni Primarie e Secondarie in quanto tali hanno bisogno di un luogo fisico, sociale e culturale per potere esistere, le relazioni terziarie non sono legate allidea di luogo ma di flusso. Le relazioni terziarie (o reti sociali) si formano attraverso linterazione sociale nei diversi contesti in cui si muove lattore sociale (la Societ una rete di reti sociali). Le relazioni sociali terziarie possono costituire per lattore sociale un capitale sociale, cio linsieme delle risorse relazionali che un soggetto pu mobilitare per raggiungere i suoi fini. 3) Rapporti sociali: sono i legami di interdipendenza tra i grandi gruppi sociali (partiti, forze sindacali, classi sociali ecc.). Si fondano su un confronto di forze, capacit di influenza, risorse disponibili

CULTURA E SOCIETA: La CULTURA (intesa in senso antropologico Tylor, 1871) linsieme dei SEGNI, MODI DI VITA e ARTEFATTI dei membri di una collettivit o di gruppi al suo interno, in un dato tempo e luogo.(Essa include, ad esempio, labbigliamento, le consuetudini matrimoniali, la vita familiare, le forme di produzione, le convinzioni religiose, luso del tempo libero). Tendiamo a considerare la nostra cultura come lunica, come un dato naturale, ma dobbiamo renderci conto che ogni cultura sempre relativa. Un insieme di caratteri appresi e non ereditatiQuesto insieme complesso e i suoi elementi, possono essere descritti facendo riferimento ai seguenti sistemi di classificazione: a) in base al tipo di elemento culturale; b) in base alla diffusione \ influenza; c) in base al soggetto produttore. A. IN BASE AL TIPO: - aspetti materiali (cultura materiale): artefatti prodotti da una societ (ad esempio, la penna, il computer, il libro ecc. cio tutti gli oggetti tangibili); -aspetti immateriali (cultura adattiva): linguaggio, simboli, credenze, conoscenze, saperi, valori e norme (cio tutti gli oggetti simbolici). Esiste una stretta interdipendenza tra i due insiemi. I modi di produzione allinterno di una societ o luso delle tecnologie ne sono un esempio. In generale, non pu esistere la cultura materiale senza la cultura immateriale. La prima sempre portatrice della seconda. GLI ASPETTI IMMATERIALI PI RILEVANTI PER LANALISI SOCIOLOGICA SONO: 1) I valori: le idee e le sensibilit che definiscono ci che considerato importante, degno e desiderabili in una cultura, e che guidano gli esseri umani nella loro interazione con la societ. 2) Le norme: regole di comportamento (scritte, cio formali, e non scritte, cio informali) che riflettono o incarnano i valori di una cultura. 3) I simboli: segni che rimandano a sistemi complessi di significato, e che li rappresentano (ad esempio, una bandiera rappresenta una nazione). I Miti sono costituiti da una struttura complessa di simboli, come larte. Simboli e miti, si radicano ad un livello antropologico profondo e sono alla base dellidentit collettiva e delle emozioni pubbliche di un dato gruppo. GLI ASPETTI MATERIALI PI RILEVANTI PER LANALISI SOCIOLOGICA SONO: 1) La tecnologia: artefatti creati sulla base di un sapere scientifico, volti a svolgere un determinato compito. 2) I beni di consumo: tutti quegli artefatti utilizzati in una societ per soddisfare bisogni e desideri delle persone. B) IN BASE ALLA DIFFUSIONE \ INFLUENZA: - Cultura dominante o egemone: la cultura prevalente in una determinata societ, quella che struttura il cosiddetto senso comune. - Subculture: segmenti di popolazione appartenenti a una societ ampia e distinguibili sulla base di parametri culturali (es. hacker, naturisti, hippy, partiti politici ecc.). - Controculture: gruppi che, respingendo i valori e le norme prevalenti in una data societ, elaborano e diffondono valori alternativi a quelli della cultura dominante. C) IN BASE AL SOGGETTO PRODUTTORE: - Alta cultura: la cultura prodotta intenzionalmente dagli intellettuali, secondo codici contenutistici e canoni estetici complessi e formalmente stabiliti (i saperi formali, cui si accede soprattutto con listruzione). - Cultura popolare: la cultura prodotta inintenzionalmente dai non intellettuali nel corso delle loro attivit sociali; cio la tradizione. - Cultura di massa (o Pop): la cultura prodotta intenzionalmente dai mass media, dallindustria e dallindustria culturale in genere, a scopi commerciali. Per cultura pop si intende quella parte della cultura di massa che va a sostituire la tradizionale cultura popolare.

La cultura comune, o CARATTERI CULTURALI CONDIVISI IN QUANTO EGEMONI, dai membri di un sistema, sono alla base della cooperazione e della comunicazione quanto terreno di scontro tra gruppi diversi. Allinterno di un sistema possibile individuare diverse linee di articolazione culturale che sono tanto maggiori quanto la collettivit considerata complessa ed economicamente avanzata. La SOCIALIZZAZIONE il processo attraverso cui il bambino, o un qualunque nuovo membro (es. immigrato), apprende valori, norme e stili di vita della societ di cui entra a far parte. Alcune caratteristiche della socializzazione: un processo attraverso cui il bambino inerme diventa gradualmente una persona consapevole di se stessa; - collega luna allaltra le diverse generazioni; un processo che dura quanto la vita stessa. - Permette agli individui di sviluppare il proprio potenziale di apprendimento e adattamento. SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: avviene durate linfanzia ed il periodo pi intenso di apprendimento culturale.( in questa fase lagente della socializzazione la famiglia) SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA: comincia dopo linfanzia per continuare fino alla maturit e oltre.(in questa fase gli agenti di socializzazione sono molteplici: famiglia, lavoro, scuola, gruppo dei pari, ecc.) Attraverso la socializzazione gli individui imparano a conoscere il loro ruolo sociale. Per RUOLO SOCIALE si intendono un insieme di comportamenti che ci si aspetta da chi ricopre un particolare status o posizione sociale. Lo STATUS pu essere ascritto (ovvero assegnato sulla base di fattori biologici: razza, sesso, et, ecc.) oppure acquisito (cio ottenuto attraverso una prestazione: laureato, atleta, dirigente, ecc.) In ogni societ ci sono dei MASTER STATUS cio status che hanno priorit su tutti gli altri e determinano la posizione sociale complessiva di una persona. ISTITUZIONALIZZAZIONE: avviene quando si struttura e si consolida nel corso del tempo, allinterno di una societ, un insieme determinato di valori, norme, ruoli e simboli. In sociologia LIDENTIT sempre un punto di incontro tra processo di istituzionalizzazione e di socializzazione. IDENTITA , in senso lato: nozione che le persone hanno di se stesso e di ci che per loro significativo; possiamo distinguere tra: IDENTITA SOCIALE: caratteristiche che vengono attribuite allindividuo dagli altri; indicano chi quella persona mettendola in relazione con le altre;essa ha una valenza collettiva in quanto implica caratteristiche condivise da una molteplicit.(es. studente, madre, impiegato, cattolico, coniugato, ecc.) IDENTITA INDIVIDUALE: si riferisce al processo di sviluppo personale attraverso il quale creiamo la nostra identit. Si riferisce al processo di sviluppo personale attraverso il quale elaboriamo il senso della nostra unicit. Lidentit individuale ha a che fare con il processo di individuazione (analizzato per la prima volta da Freud). Essa la prima fonte di tutti i processi di affermazione, emancipazione e soggettivazione allinterno di un gruppo. Nel sistema sociale contemporaneo in atto un potente processo di INDIVIDUALIZZAZIONE: a) lidentit sociale non si basa pi soltanto sulla posizione nel processo produttivo; b) Siamo chiamati dalle istituzioni e dalle logiche sistemiche a scegliere e costruire la nostra identit sociale; c) La nostra identit individuale, fondamento del S, tende sempre pi a frammentarsi. INTERAZIONE SOCIALE E VITA QUOTIDIANA La microsociologia presta particolare attenzione allINTERAZIONE SOCIALE, ossia al processo attraverso il quale agiamo e reagiamo nel rapporto con altri soggetti sociali. Nello studio della VITA QUOTIDIANA si presta attenzione: alle routine: ripetizione di modelli di comportamento che conferiscono forma e struttura alla nostra attivit; alla costruzione sociale della realt: la realt non fissa o statica, ma viene creata continuamente attraverso le interazioni sociali;

alle forme di socialit: modelli di interazione sociale tipicizzati, reiterati e situati in archi spaziotemporali determinati. Goffman equipara la vita sociale a una rappresentazione teatrale, in cui il comportamento dellindividuo dipende dal ruolo che sta interpretando in un dato momento. MODELLO DRAMMATURGICO: RIBALTA: costituita da quelle circostanze sociali in cui gli individui agiscono secondo ruoli formalizzati e codificati, allestendo delle rappresentazioni sceniche. RETROSCENA: costituito da quegli spazi in cui gli individui approntano gli arredi scenici e si preparano allinterazione che avverr nel contesto pi formale della ribalta. Goffman inoltre distingue fra: INTERAZIONE NON FOCALIZZATA: regolata dalla disattenzione civile e si verifica ogni volta che, in un dato contesto, gli individui si limitano a mostrare reciproca consapevolezza dellaltrui presenza. INTERAZIONE FOCALIZZATA: Si verifica quando un individuo presta direttamente attenzione a ci che altri dicono o fanno. Caratterizzata dallINCONTRO che prende avvio da unapertura, che segnala il superamento della disattenzione civile ed un momento che pu risultare rischioso in quanto possibile fonte di fraintendimenti; esso necessit di parentesi, cio di segnalatori che distinguono ogni episodio di interazione focalizzata dal precedente e dal successivo, nonch dallinterazione non focalizzata che avviene sullo sfondo. DISATTENZIONE CIVILE: linterazione in cui ciascuno segnala allaltro di aver preso atto della sua presenza, ma evita qualsiasi gesto che potrebbe essere interpretato come troppo invadente. La maggior parte delle interazioni sociali ha luogo attraverso lo scambio verbale occasionale nel corso di conversazioni informali.Il mezzo attraverso il quale questo scambio si realizza il linguaggio. Il significato di una COMUNICAZIONE VERBALE risiede sia nelle parole, sia nel modo in cui il contesto sociale struttura ci che viene detto Harold Garfinkel il fondatore dellETNOMETODOLOGIA: lo studio cio delle pratiche di uso comune, radicate in una certa cultura, di cui ci serviamo per conferire senso a ci che gli altri fanno, in particolare a ci che gli altri dicono. La comprensione di ogni forma di conversazione quotidiana presume: COMPRENSIONE CONDIVISA: supposizioni tacite che sorreggono lo scambio verbale ASPETTATIVE INESPRESSE: condivisione di convenzioni culturali inespresse su quanto si dice e perch Nelle situazioni interattive ci si aspetta costantemente quella che Goffman chiama la prontezza controllata: una dimostrazione di competenza nelle routine della vita quotidiana. Un tipico esempio di prontezza controllata sono i GRIDI DI REAZIONE: espressioni linguistiche che hanno la forma di esclamazioni inarticolate (es. Opl), che segnalano una capacit di controllo sui dettagli della vita sociale. Il significato e il modo di utilizzo dei gridi di reazione pu variare al variare del contesto sociale, nonch della cultura di appartenenza. Durante la comunicazione verbale si pu incorrere in LAPSUS LINGUAE: errori non accidentali di linguaggio o pronuncia commessi nel parlare e inconsciamente motivati. I lapsus linguae rivelano, per un breve attimo, cose che desideriamo tenere nascoste e mettono a nudo i nostri autentici sentimenti. La COMUNICAZIONE NON VERBALE lo scambio di informazioni e significati attraverso: le espressioni facciali; i gesti; le posture; i movimenti del corpo. Infatti i gesti e le posture del corpo possono: amplificare le parole; contraddire il significato manifesto delle parole. Per questo motivo, nellinterazione con gli altri, tutti noi manteniamo abilmente, quasi senza accorgercene, uno stretto e continuo controllo della mimica facciale, dei gesti e della postura. ESPRESSIONI FACCIALI GESTI E POSTURE: Gli studi condotti da Paul Elkman con il sistema di codificazione dellattivit facciale (Facs) e quello di EiblEibesfeld su bambini ciechi e sordi hanno rilevato che i movimenti dei muscoli facciali sono innati negli esseri umani, poich possibile rintracciare le stesse espressioni in tutti gli individui. PER altri studi hanno

anche sottolineato che lespressione finale del volto fortemente condizionata da fattori culturali e individuali. Le forme della vita sociale sono strettamente legate alla gestione dello spazio e del tempo le interazioni sociali sono SITUATE, ossia: si svolgono in un luogo particolare; hanno una specifica durata. Nellanalisi delle interazioni importante tenere conto della convergenza spazio-temporale: fenomeno per cui lo spostamento nello spazio associato a quello nel tempo (le distanze si accorciano se diminuisce il tempo necessario a percorrerle) Le distanze tra soggetti considerate opportune nei diversi tipi di interazione variano da cultura a cultura. Edward T. Hall distingue quattro tipi di distanza tra individui: distanza intima: (fino a 50 cm.) riservata ai soggetti con cui si ha una regolare confidenza fisica (es. genitori, amanti); distanza personale: (dai 50 ai 120 cm.) riservata agli incontro con amici e buoni conoscenti; distanza sociale: (dai 120 ai 350 cm.) riservata ai contesti formali di interazione (es. interviste); distanza pubblica: (oltre i 350 cm.) adottata da coloro che agiscono di fronte a un pubblico di spettatori Nelle societ moderne la delimitazione delle attivit fortemente influenzata dal tempo cronometrico. Oggi possibile quel complesso sistema di trasporti e comunicazioni che caratterizza la nostra vita, grazie alla standardizzazione degli orari e dei fusi orari. Internet ha avuto un enorme impatto sulla gestione dello spazio e del tempo nella vita sociale. Questo cambiamento tecnologico ha provocato una: ristrutturazione dello spazio: da casa possiamo interagire con persone che si trovano in ogni angolo del mondo; diversa percezione del tempo: enorme facilitazione della comunicazione a distanza in tempo reale. GENERE E SESSUALITA importante fare una distinzione tra genere e sesso: GENERE: concerne le differenze psicologiche, culturali e sociali tra uomini e donne e non un prodotto del sesso biologico; SESSO: concerne le differenze anatomiche e fisiologiche che caratterizzano i corpi maschili e femminili; principali filoni sociologici che interpretano i generi: a. Primo filone- DIFFERENZA NATURALE: le differenze tra uomini e donne sono fondate su una base biologica e aprioristiche; differenze innate di comportamento. Es. la caccia riservata agli uomini; CRITICHE: - il grado di aggressivit dei maschi varia da cultura a cultura, non quindi una caratteristica biologica; - le teorie sulla differenza naturale si basano sui comportamenti istintivi invece che su evidenze storiche riguardanti il comportamento umano; - il fatto che alcune caratteristiche siano universali, non significa per forza che siano di origine biologica; - viene trascurato il ruolo che ha linterazione sociale nella definizione del comportamento umano. b. Secondo filone- SOCIALIZZAZIONE DI GENERE: la differenza di genere un prodotto culturale e bisogna distinguere tra SESSO BIOLOGICO ( definito dalla nascita) e GENERE SOCIALE ( acquisito attraverso il contatto con gli agenti sociali, lindividuo interiorizza le norme e le aspettative sociali corrispondenti al proprio sesso) Questo secondo filone viene apprezzato soprattutto dai funzionalisti secondo i quali i bambini apprendono le identit di genere e i ruoli sessuali, guidati da sanzioni positive o negative. Esistono due importanti teorie sullIDENTITA DI GENERE: 1. teoria di Freud: secondo questa teoria lapprendimento delle differenze di genere incentrata sulla presenza o assenza del pene; egli divide la vita dei bambini in due fasi: - FASE EDIPICA: in cui sono fondamentali i rapporti con i genitori, egli sostiene che il bambino in questa fase (4 o 5 anni) si senta minacciato dal fatto che il padre gli richieda pi autonomia, e quindi sottratto alle cure della madre. Da qui deriva la paura della castrazione che si manifesta in

quanto il bambino vede il padre come un rivale nella lotta per le attenzioni della madre. Per le bambine invece si manifesta linvidia del pene che le induce a svalutare la madre e ad assumere atteggiamenti remissivi per il senso di colpa di non essere come il padre. - PERIODO DI LATENZA: (dai 5 anni alla pubert) in cui sono importanti i rapporti interni al gruppo dei pari omogenei per sesso. CRITICHE: - Questa teoria troppo concentrata sul problema dei genitali mentre in realt entrano in gioco molti altri fattori; - Essa formulata sullanalisi di una famiglia di tipo patriarcale e mononucleare; - Ritiene lorgano genitale maschile biologicamente superiore a quello femminile; 2. Teoria di Chodorow: ritiene che la formazione dellidentit di genere sia un esperienza pi precoce rispetto allinfanzia, e da molta pi importanza a ruolo della madre rispetto a quello del padre. il legame che i bambini instaurano con la madre li influenza enormemente nelle prime fasi della vita; tutto dipende quindi dallATTACCAMENTO alla madre. Una bambina rimane comunque pi attaccata alla madre, la imitano e ci produce sensibilit e partecipazione emotiva in esse. I bambini invece tendono a rifiutare lattaccamento con la madre e saranno quindi meno predisposti ad avere rapporti di intimit; secondo l teoria della Chodorow la maschilit ad essere definita come perdita. CRITICHE: - Questa teoria non spiega le lotte per lemancipazione femminile; - Essa focalizzata sul modello occidentale di famiglia, ma non tiene conto del fatto che i bambini potrebbero venire cresciuti da pi di una persona; MA questa teoria stata utile per lo studio dellINESPRESSIVITA MASCHILE INTERPRETAZIONI SULLE DISUGUAGLIANZE DI GENERE che sono ancora presenti nonostante le lotte per lemancipazione femminile. Approcci funzionalisti: PARSONS: sostiene che la famiglia un agente di socializzazione efficiente solo se esiste una netta divisione sessuale del lavoro; donne -> lavori espressivi; uomini-> lavori strumentali; BOWLBY: sostiene che la madre ha un ruolo fondamentale nella socializzazione primaria dei figli; se la madre fosse assente si verificherebbe la privazione materna CRITICHE: La teoria di Parsons sembra una giustificazione al ruolo subordinato delle donne allinterno della societ; La teoria di Bowlby stata criticata perch alcuni studi hanno dimostrato che lo sviluppo dei figli, i cui genitori erano assenti per qualche ora al giorno, migliore rispetto agli altri. Approcci femministi: FEMMINISMO LIBERALE: attenzione ai singoli fattori che contribuiscono alle disuguaglianze di genere (es. sessismo, discriminazione sul lavoro) tentativi di riforma graduale del sistema dallinterno; centralit dei diritti. FEMMINISMO MARXIANO: attenzione ai fattori materiali che contribuiscono alle disuguaglianze di genere, come prodotto del capitalismo. FEMMINISMO RADICALE: la subordinazione femminile il prodotto di un sistema complessivo (patriarcato) luguaglianza si pu raggiungere solo con il rovesciamento dellordine patriarcale e non semplicemente con interventi nel campo dei diritti e della sfera materiale; stessa cosa per le omossessualit. FEMMINISMO NERO: attenzione alle donne nere svantaggiate su diversi piani a causa del colore della pelle, del sesso e della collocazione di classe. RELAZIONI DI GENERE: rapporti socialmente determinati tra uomini e donne. CONNELL (1987-1995): LORDINE DI GENERE egli individua tre dimensioni che interagendo tra loro contribuiscono allordine di genere: lavoro ( divisione sessuale delle attivit), potere (relazioni basate sullautorit)e catessi (dinamica dei rapporti intimi). Nelle societ occidentali lordine di genere di tipo patriarcale GERARCHIA DI GENERE: tutti i soggetti, sia maschili che femminili, sono ordinate secondo una gerarchia basata su tipi ideali. Il maschio egemone la figura dominante su tutte le altre forme di maschilit e femminilit; il riflesso del maschio del egemone rappresentato dalla maschilit complice, al di sotto del

quale troviamo le maschilit subordinate tra cui la pi importante la maschilit omosessuale che si colloca nella parte pi bassa della gerarchia di genere maschile; per uanto riguarda la femminilit invece troviamo al di sotto del maschio egemone soltanto femminilit subordinate tra cui la femminilit enfatizzata, che orientata al soddisfacimento dei desideri maschili, e nella parte pi bassa troviamo la femminilit resistente che rifiuta il modello prevalente. La crisi della maschilit e del male breadwinner dovuta a trasformazioni socio-economiche in ambito: - lavorativo: disoccupazione, contenimento delle retribuzioni, pi tempo di lavoro, timore di licenziamento; - affettivo-familiare: relazioni meno stabili, divorzio. LA SESSUALITA UMANA la nostra epoca ha spezzato lo stretto legame tra sessualit e riproduzione, la sessualit diventata qualcosa che ognuno sceglie di esplorare e vivere a modo suo. LORBER (1994)distingue almeno 10 tipi di identit sessuali, a ancora pi numerose sono le pratiche sessuali; c per un diverso atteggiamento nei confronti delle attivit sessuali maschili e femminili che ha portato per molto tempo ad una doppia morale sessuale, la cui influenza si fa ancora sentire. KINSEY (1940-1950))studia il comportamento sessuale reale e trova un enorme discrepanza tra questi e gli atteggiamenti pubblici (particolarmente rilevante nel periodo preso in esame: dopo la seconda guerra mondiale). OMOSESSUALITA FOUCAULT (1977-1984)studia lomosessualit e dimostra che prima del diciottesimo secolo il concetto di omosessuale era praticamente inesistente; lomosessualit viene tuttora vista (almeno in occidente) come una diversit, una devianza, tuttavia sta avvenendo un processo di accettazione dellomosessualit grazie 1. al rapporto di Kinsey, che dimostr che essa molto diffusa nella societ americana; 2. La rivolta di Stonewall che vide scontrarsi poliziotti con la comunit gay; 3. La diffusione dellAIDS, che comport un alto numero di morti per linfezione, ma rafforz la comunit omosessuale. PLUMMER (1975)conduce uno studio sullomosessualit, e distingue quattro tipi di omosessualit allinterno della societ occidentale moderna: 1. Omosessualit casuale; 2. Omosessualit situata (bisessualismo); 3. omosessualit personalizzata ( praticata solo dove essa viene accettata); 4. omosessualit come stile di vita; ATTEGGIAMENTI VERSO LOMOSESSUALITA: omofobia (paura e disprezzo degli omosessuali) in atto per una lotta per il riconoscimento giuridico dei diritti degli omosessuali,(coppie di fatto: non per forza omosessuali, ma hanno gli stessi diritti delle coppie sposate); etero sessismo (Individui non eterosessuali sono classificati e discriminati sulla base del loro orientamento sessuale) IL LESBISMO: i movimenti di liberazione gay perseguono ideali maschili, mentre le femministe si cooupano soltanto delle donne eterosessuali di classe media, quindi si affermato un filone di femminismo lesbico che promuove la diffusione dei valori femminili, e viene visto come un impegno di solidariet nei confronti delle altre donne; FAMIGLIE Una famiglia un gruppo di persone direttamente legate da rapporti di parentela allinterno del quale i membri adulti hanno la responsabilit di allevare i bambini; i LEGAMI DI PARENTELA sono rapporti fondati sulla discendenza tra consanguinei; il MATRIMONIO lunione socialmente riconosciuta e approvata tra due individui adulti; famiglia nucleare: due adulti che vivono sotto lo stesso tetto con i propri figli naturali o adottivi; famiglia estesa: insieme alla coppia e ai figli vivono anche altri parenti pi prossimi; in occidente la famiglia associata alla monogamia, ma non cos ovunque: esiste la poligamia (poliginia o poliandria). APPROCCI FUNZIONALISTI delle interpretazioni teoriche della famiglia: la famiglia svolge compiti che contribuiscono a soddisfare i bisogni fondamentali della societ e a preservare lordine sociale; Secondo Parsons, le due principali funzioni della famiglia sono: socializzazione primaria e stabilizzazione della personalit; CRITICHE: queste teorie giustificano la divisione domestica del lavoro; non danno importanza alla socializzazione dei bambini attraverso altre istituzioni sociali;

trascurano le varianti familiari che non corrispondono al modello nucleare; APPROCCI FEMMINISTI: rivolgono lattenzione allinterno delle famiglie, per esaminare le esperienze delle donne nella sfera domestica. La famiglia non ununione cooperativa fondata su interessi comuni e sostegno reciproco, ma in essa si riscontrano squilibri di potere e disparit di vantaggi. I principali argomenti trattati da questo approccio sono: la divisione domestica del lavoro; la disuguaglianza dei rapporti di potere; le attivit di cura e il lavoro emotivo In Occidente, negli ultimi decenni, i modelli familiari hanno subto profonde trasformazioni: diminuita la propensione al matrimonio come fondamento della famiglia (de-istituzionalizzazione); aumentata let media al matrimonio (aumento scolarizzazione, individualizzazione crescente, famiglie marsupiali); aumentato il tasso di divorzi; sono aumentate le famiglie monoparentali (con un solo genitore); sono aumentate le famiglie ricostituite (si formano dopo un nuovo matrimonio o attraverso nuove relazioni che coinvolgono i figli delle unioni precedenti= famiglia allargata. DIVORZIO: In Occidente, per molti secoli, si considerato il matrimonio indissolubile il divorzio era concesso solo in caso di mancata consumazione del matrimonio. In seguito il divorzio fu introdotto sulla base del sistema accusatorio: per divorziare uno dei coniugi doveva accusare laltro di crudelt, abbandono del tetto coniugale o adulterio (modello oggi prevalente nelle societ dove maggioritaria la religione islamica). Negli anni 70 furono introdotte le prime leggi che prevedevano il divorzio senza colpa per divorziare non pi necessaria la colpa di uno dei coniugi, ma sufficiente che la convivenza sia diventata intollerabile. Il mutamento del diritto di famiglia, con lintroduzione del divorzio, stato accompagnato da una crescita dellinstabilit coniugale. Negli ultimi anni sono in crescita alcuni fenomeni: famiglie monoparentali: risultato di vedovanza, separazione o divorzio, madri mai sposate; seconde nozze: tutti i matrimoni successivi al primo; famiglie ricostituite: famiglie in cui almeno uno degli adulti ha figli nati da un precedente matrimonio o relazione. In queste famiglie spesso si sviluppano nuovi rapporti di parentela: il divorzio spezza il matrimonio, ma non la famiglia, soprattutto se vi sono dei bambini famiglie binucleari o allargate: i legami persistono nonostante la costruzione di nuovi rapporti familiari da parte dei genitori che si risposano Un altro fenomeno in crescita quello del padre assente: legame sporadico del padre con i figli a causa della separazione o del divorzio. - Per alcuni sociologi questo fenomeno allorigine di problemi sociali (es. esplosione dei costi per il sostegno allinfanzia, aumento dei tassi di criminalit, difficolt dei figli a diventare bravi genitori). - Per altri, invece, i crescenti livelli di occupazione femminile provocano la crisi della figura paterna: gli uomini percepiscono le donne come capaci di occuparsi dei figli in modo autosufficiente si sentono deresponsabilizzati. CONVIVENZA: il rapporto tra due persone legate sessualmente, che vivono insieme senza essere sposate FAMIGLIE OMOSESSUALI: in molti paesi i rapporti di coppia omosessuali non sono riconosciuti legalmente si fondano sullimpegno personale e sulla reciproca fiducia. RAZZE, ETNIE E MIGRAZIONI RAZZA: insieme di relazioni sociali che permette di classificare individui e gruppi assegnando loro attributi o competenze sulla base di caratteristiche biologiche; ETNIA: si riferisce ai tratti culturali che contraddistinguono una determinata comunit di persone le differenze etniche sono completamente apprese. I principali fattori che distinguono un gruppo etnico sono: la lingua; la storia;la stirpe (reale o immaginata); la religione; le usanze; lalimentazione; labbigliamento;gli ornamenti. Solitamente letnia associata alle minoranze.

I membri di una minoranza etnica (o di un gruppo minoritario) sono svantaggiati rispetto alla maggioranza della popolazione e condividono un senso di solidariet e di appartenenza comune. Il termine minoranza ha un significato non solo quantitativo, ma anche e soprattutto qualitativo esso indica la posizione subordinata di un gruppo allinterno della societ, piuttosto che la sua consistenza quantitativa. I pregiudizi possono essere positivi o negativi. I pregiudizi sono opinioni e atteggiamenti preconcetti dei membri di un dato gruppo verso gli appartenenti a un altro gruppo. - sono dettati dal sentito dire, piuttosto che dallesperienza diretta; - faticano a cambiare anche di fronte a nuovi elementi di informazione. I pregiudizi spesso di fondano sugli stereotipi caratterizzazioni rigide e tendenzialmente immutabili di un gruppo. Gli stereotipi possono: - contenere un fondo di verit, condito di esagerazioni; - derivare da un meccanismo di dislocamento sentimenti di ostilit o di rabbia vengono diretti verso oggetti che non sono la reale fonte della tensione (capro espiatorio - La discriminazione riguarda comportamenti effettivi verso i membri di un determinato gruppo, che li escludono da opportunit riservate ad altri. Il pregiudizio spesso il presupposto della discriminazione, ma i due fenomeni possono anche verificarsi separatamente (ci pu essere pregiudizio senza discriminazione, e ci pu essere discriminazione senza pregiudizio). Il razzismo la credenza che certi individui siano superiori ad altri sulla base di differenze razzializzate. Il razzismo pu essere incorporato nella struttura e nel modo di funzionare di una societ razzismo istituzionale. Il razzismo pu essere di tipo: biologico: basato sulle differenze fisiche;culturale: sfrutta la diversit culturale per discriminare alcuni gruppi. INTERPRETAZIONI PSICOLOGICHE del razzismo e della discriminazione etnica: - Individui e gruppi, ricorrendo a stereotipi, scaricano la loro conflittualit su un capro espiatorio, cui viene attribuita la colpa di ogni problema. - Alcune esperienze di socializzazione sollecitano gli individui a usare il meccanismo della proiezione: inconscia attribuzione ad altri di propri desideri o caratteristiche Studio sulla personalit autoritaria di T.W. Adorno INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE del razzismo e della discriminazione etnica: Evidenziano i processi sociali che danno vita alle concrete forme di discriminazione e utilizzano i concetti di: - etnocentrismo: diffidenza verso i membri di altre culture, giudicate nei termini della propria e della sua presunta superiorit; - chiusura di gruppo: processi attraverso i quali un gruppo preserva i confini che lo separano da altri gruppi meccanismi di esclusione; - allocazione differenziale delle risorse: distribuzione diseguale dei beni materiali lintensit del conflitto etnico massima. I modelli di integrazione etnica prevalentemente adottati nelle societ multietniche sono: - lassimiliazione: prevede labbandono di usi e costumi tradizionali da parte degli immigrati e la loro adesione ai valori e alle norme della maggioranza; - il crogiolo (o melting pot): si cerca di mescolare le diverse tradizioni in nuove forme capaci di rielaborare i modelli culturali esistenti; il pluralismo culturale: promuove lo sviluppo di una societ genuinamente pluralistica, nella quale riconosciuta uguale dignit alle diverse subculture. Leterogeneit etnica pu costituire una grande ricchezza sociale, o una grande fragilit sociale. Oggi, molti dei conflitti che infestano il globo sono basati su divisioni etniche e nel corso di questi conflitti si verificano tentativi di: - pulizia etnica: creazione di aree etnicamente omogenee attraverso lespulsione forzata delle altre etnie; - genocidio: eliminazione sistematica di un gruppo etnico da parte di un altro.

Le migrazioni, o MOVIMENTI MIGRATORI si compongono di due processi: IMMIGRAZIONE (afflusso in un paese di persone che hanno abbandonato un altro paese)e EMIGRAZIONE (luscita da un paese di persone che intendono stabilirsi in altri paesi). I movimenti migratori accentuano la diversit etnica e culturale di una societ e contribuiscono a determinare la dinamica demografica, economica e sociale. Gli studiosi hanno identificato quattro modelli migratori: - modello classico: limmigrazione largamente incoraggiata e la promessa della cittadinanza estesa a tutti i nuovi venuti (es. Canada, Usa e Australia); - modello coloniale: favorisce limmigrazione dalle ex colonie (es. Francia e Gran Bretagna); - modello dei lavoratori ospiti: prevede limmigrazione su base temporanea, per rispondere a richieste del mercato del lavoro, ma non la concessione dei diritti di cittadinanza (es. Germania, Svizzera e Belgio); - modelli illegali: ingresso illegale di immigrati in un paese Le prime teorie delle migrazioni si sono concentrate su: - fattori di push (spinta): problemi interni al paese dorigine (es. guerre, carestie, oppressione politica) che spingono le persone allemigrazione; - fattori di pull (attrazione): caratteristiche dei paesi di destinazione (es. lavoro, libert) che attirano gli immigrati Oggi gli studiosi delle migrazioni adottano un approccio sistemico i modelli migratori globali sono considerati sistemi prodotti da interazioni tra processi macro e micro. Le principali tendenze capaci di caratterizzare i modelli migratori dei prossimi anni sono: - accelerazione: aumenta il numero di migranti da un paese allaltro; - diversificazione: molti paesi sono destinatari di unimmigrazione pi diversificata che in passato; - globalizzazione: le migrazioni assumono un carattere sempre pi globale; - femminilizzazione: aumento dellemigrazione femminile legata ai cambiamenti del mercato del lavoro globale. Diaspora processo per cui unetnia abbandona il luogo di insediamento originario per disperdersi in altri paesi, spesso sotto costrizione o a causa di circostanze traumatiche. A seconda delle forze propulsive che determinano la dispersione di una popolazione, Cohen distingue cinque categorie di diaspore: - diaspora di vittime (africani, ebrei e armeni); - diaspora imperiale (britannici); - diaspora di lavoratori (indiani); - diaspora di commercianti (cinesi); - diaspora culturale (caraibici). Qualsiasi tipo di diaspora deve soddisfare i seguenti criteri: - trasferimento, forzato o volontario, da una patria di origine a uno o pi nuovi paesi; - ricordo comune della patria di origine, impegno per la sua preservazione e speranza di tornarvi; - senso di identit etnica pi forte del tempo e delle distanze; - senso di solidariet verso i membri dello stesso gruppo etnico che vivono nellarea della diaspora; - tensione nei confronti delle societ ospiti; - capacit di apportare un contributo creativo al pluralismo delle societ ospiti. STRATIFICAZIONE, CLASSI E DISUGUAGLIANZA Per descrivere le disuguaglianze tra individui e gruppi nelle societ umane, si parla di STRATIFICAZIONE SOCIALE. La stratificazione sociale un sistema di disuguaglianze strutturate tra gruppi sociali. cos possibile concepire la societ come costituita da strati ordinati gerarchicamente, dove i privilegiati stanno in alto e i meno privilegiati in basso. La stratificazione sociale pu essere determinata da diversi fattori (risorse economiche; genere; et; appartenenza religiosa; prestigio;potere.) Si possono distinguere 4 sistemi fondamentali di stratificazione delle societ umane: 1. schiavit: forma estrema di disuguaglianza => gli individui sono posseduti da altri come loro propriet;

casta: associata alle culture del sub-continente indiano e alla credenza induista della reincarnazione chi disattende i doveri della propria casta si trover in una posizione inferiore nella vita successiva; 3. ceto: caratteristico del feudalesimo europeo i ceti feudali erano formati da strati con doveri e diritti diversi; 4. classe: vasto gruppo di individui che condividono lo stesso tipo di risorse economiche, le quali influiscono sulle loro condizioni di vita. Le classi si distinguono dalle altre forme di stratificazione, poich: - non dipendono da ordinamenti giuridici o religiosi i sistemi di classe sono fluidi e i confini tra classi non sono mai netti; - la collocazione di classe , almeno in parte, acquisita frequente la mobilit sociale; - le classi si fondano su differenze economiche possesso e controllo di risorse materiali; - i sistemi di classe si fondano su rapporti impersonali le disuguaglianze di trattamento salariale, ad esempio, interessano tutti i membri di una stessa categoria occupazionale. KARL MARX E LA STRUTTURA DI CLASSE( bipolare) - Una classe un gruppo di individui che condivide un determinato rapporto con i mezzi di produzione mezzi con cui si provvede al proprio sostentamento. - Nel corso della storia si sono sempre opposte due classi principali in base ai differenti mezzi di produzione e ai differenti rapporti di produzione caratteristici del periodo storico. - Esistono coloro che sono proprietari dei mezzi di produzione (borghesia) e coloro che vendono la propria forza lavoro (proletariato). - Il rapporto tra classi sempre stato un rapporto di sfruttamento. LA TEORIA DI MAX WEBER(innumerevoli posizioni) Le dimensioni della stratificazione sociale sono: - la classe: si fonda sulla posizione di mercato possesso dei mezzi di produzione + capacit e credenziali professionali (es. qualifiche, titoli di studio); - lo status (o ceto): si fonda su differenze sociali relative allonore o al prestigio viene riconosciuto attraverso lo stile di vita (abbigliamento, abitazione, modo di parlare ecc.); - il partito: gruppo di individui che operano insieme in virt di origini, obiettivi o interessi comuni. Classe e status non necessariamente coincidono (es. nobilt decaduta o nuovi ricchi). Dal modello di Weber si possono produrre innumerevoli posizioni nella societ, e non soltanto due come nel modello Marxista. N lo status, n il partito possono essere ridotti alle divisioni di classe. Nelle societ occidentali contemporanee possibile distinguere la: - classe superiore: alti dirigenti, imprenditori e capitalisti finanziari; - classe media: professionisti, dirigenti, funzionari, impiegati, tecnici; - classe operaia: operai imborghesimento: processo attraverso il quale gli operai con redditi da classe media ne adottano anche i valori, la mentalit e gli stili di vita ; - sottoproletariato: emarginati ed esclusi. LA MOBILIT SOCIALE data dai movimenti di individui e gruppi tra diverse posizioni socioeconomiche. possibile distinguerla in: - mobilit verticale: movimento verso lalto o verso il basso nella scala delle posizioni socioeconomiche; - mobilit orizzontale: movimento geografico attraverso quartieri, citt, regioni e paesi; - mobilit ascendente: si ha quando un individuo o un gruppo guadagna in ricchezza, reddito, status ecc.; - mobilit discendente: si ha quando un individuo o un gruppo subisce una perdita di ricchezza, reddito, status ecc.(I principali fattori della mobilit discendente sono: linsorgere di problemi e disturbi psicologici;la disoccupazione; le ristrutturazioni aziendali; i tagli occupazionali;) I canali di mobilit, sono i fattori tramite i quali possibile mutare posizione (ad esempio, listruzione).

2.

Studiamo la mobilit per capire quanto e come una societ bloccata o fluida ovvero come sono distribuite, riprodotte e come funzionano le disuguaglianze di opportunit al suo interno. Attraverso loperazionalizzazione statistica di alcuni concetti, possiamo analizzare in modo sociologicamente significativo i fenomeni di mobilit. Questi concetti statistici, generalmente, sono costruiti prendendo in considerazione non la classe sociale complessivamente intesa (estremamente difficile da misurare in modo condiviso) ma la classe occupazionale intesa come un indicatore significativo della pi complessiva mobilit sociale \ disuguaglianza in societ. MOBILITA ASSOLUTA: quota di figli che hanno raggiunto una posizione occupazionale diversa da quella dei padri; - Essa misura il cambiamento di classe occupazionale da una generazione ad unaltra. MOBILIT INTERGENERAZIONALE: Essa si ottiene mettendo a confronto la posizione occupazionale del figlio al primo lavoro, con quella del padre; - Essa misura la riproduzione complessiva (effetti strutturali + effetti sistemici) delle disuguaglianze da una generazione ad unaltra, e dunque anche uno degli aspetti pi rilevanti del mutamento sociale. MOBILITA INTRAGENERAZIONALE: misura il cambiamento di posizione nel corso della vita adulta. Si misura mettendo a confronto la classe occupazionale al primo lavoro con quella detenuta al momento della rilevazione. - Essa un indicatore complessivo della distribuzione delle opportunit per una data generazione, allinterno di una societ. E dunque, anche di eventuali fenomeni di segregazione socioOccupazionale e di proattivit dei singoli. TRAIETTORIE DI MOBILIT: i percorsi seguiti dagli individui di una stessa generazione, per raggiungere una data posizione sociale. Si misura prendendo contemporaneamente in considerazione la classe dorigine, quella al primo lavoro e la classe occupata al momento della rilevazione. - Esse misurano gli archi di ampiezza della mobilit sociale e le varie tipologie di percorsi, consentendoci di capire se conta pi lazione della mobilit intragenerazionale o di quella Intergenerazionale e come si combinano. MOBILIT RELATIVA: Essa un confronto sistematico delle probabilit di raggiungere una data destinazione, anzich unaltra ad essa alternativa, da parte di individui provenienti da due classi diverse. POVERT (situazione di de-privazione di risorse materiali, utili per vivere e partecipare alla societ): - definita povera una famiglia il cui reddito o la cui spesa per consumi, si pone sotto una (variabile storicamente, culturalmente e socialmente) soglia di povert. - Esistono tre criteri fondamentali per definire la soglia: a) assoluto; la soglia definita rispetto ad un paniere minimo di beni sufficiente ad assicurare la sopravvivenza della famiglia; la povert assoluta definita come incapacit ad acquisire tale paniere b) relativo; la soglia definita in base allo standard di vita medio della societ considerata. La povert relativa la condizione in cui si trovano tutte le persone che eguagliano o sono al di sotto di questa soglia. c) Soggettivo; la soglia definita a quel livello di reddito che le famiglie considerano necessario per garantire uno standard minimo di benessere. LAVORO E ATTIVITA ECONOMICA Il LAVORO consiste nello svolgimento di compiti che richiedono uno sforzo fisico o mentale, con lobiettivo di produrre beni o servizi destinati a soddisfare i bisogni umani. IL LAVORO LA BASE DELLECONOMIA REALE insieme delle attivit concernenti la produzione e la distribuzione di beni e servizi. Nella societ contemporanea, il lavoro pu essere: - retribuito occupazione: prestazione di lavoro regolarmente retribuita con un salario o uno stipendio (o lavoro formalmente libero); - non retribuito economia informale: attivit esterne alla sfera delloccupazione regolare

Con la triplice rivoluzione (francese, americana ed industriale) e la nascita delleconomia politica, il XIX secolo si apre con la definitiva legittimazione dellattivit imprenditoriale ed acquisitiva. Nasce il mercato del lavoro inteso in senso moderno. . Attraverso un lungo percorso storico, che va dal 1848 al secondo dopoguerra, il lavoro inteso come diritto entra a far parte della maggior parte delle Costituzioni scritte. Un OCCUPAZIONE una prestazione di lavoro regolarmente retribuita con un salario o stipendio. Il lavoro retribuito offre dei benefici come: la sicurezza del reddito, lacquisizione di competenze e capacit, la diversificazione dellesperienza, la strutturazione del tempo (la giornata organizzata in base al lavoro), i contatti sociali, lidentit sociale. Secondo alcuni studiosi, la nostra societ non pi basata prevalentemente sullindustrializzazione, ma andiamo verso lECONOMIA DELLA CONOSCENZA nella quale la ricchezza aumenta grazie alle idee e alle informazioni e la maggior parte della forza lavoro impegnata nella progettazione, sviluppo e commercializzazione di beni immateriali. Sul piano strutturale, i cambiamenti relativi allo status del lavoro, sono legati alle seguenti trasformazioni: 1. sviluppo della divisione del lavoro (processi produttivi complessi e parcellizzati); 2. separazione tra abitazione e lavoro; 3. sostituzione della produzione artigianale con la produzione di massa; 4. passaggio dallautosufficienza allinterdipendenza economica. Le conseguenze di questi cambiamenti portano: MARX allALIENAZIONE dei lavoratori nella fabbrica che non controllano pi il loro lavoro, finendo per svolgere unazione in modo monotono e adottando un approccio strumentale al lavoro che li riduce a semplici strumenti per guadagnare da vivere; - DURKHEIM allANOMIA intesa come la perdita di punti di riferimento normativi; Per Durkheim la specializzazione dei ruoli professionali porta dalla solidariet meccanica tipica delle societ tradizionali) alla solidariet organica (tipica delle societ moderne). TAYLOR: organizzazione scientifica del lavoro analisi rigorosa e oggettiva di ogni singolo compito del processo produttivo (operazioni elementari) per determinare l'unico modo migliore di svolgerlo. ALCUNE CARATTERISTICHE DEL TAYLORISMO: - accurato monitoraggio dei dipendenti; - scarsa autonomia dazione; - svolgimento delle mansioni secondo standard prefissati; - salario legato alla produttivit delloperaio Con la trasformazione del taylorismo in un processo produttivo continuo e dinamico collegato ai mercati di massa si ha il passaggio al FORDISMO. La principale innovazione apportata dal fordismo stata lintroduzione della catena di montaggio (operaiomassa ALCUNI LIMITI DEL FORDISMO E DEL TAYLORISMO: - applicabilit circoscritta a settori che producono merci standardizzate per mercati di massa; - impianti produttivi altamente costosi; - elevata rigidit del sistema produttivo; - sistema a basso affidamento lalta sorveglianza sui lavoratori produce demotivazione, insoddisfazione e assenteismo. Negli ultimi decenni si assistito a un costante declino dei mercati di massa e a uno sviluppo dei mercati di nicchia beni innovativi e di alta qualit. POST FORDISMO: 1) Produzione flessibile: piccole squadre di lavoratori; uso di tecnologie avanzate; quantit ridotte di bene; soddisfazione della clientela. 2) Produzione di gruppo: motivazione dei lavoratori; partecipazione dei gruppi di lavoro al processo produttivocircoli di qualit 3) Multiskilling: competenze multiple; responsabilizzazione; capacit diniziativa; formazione sul lavoro;

Il MERCATO DEL LAVORO quellistituzione sociale regolativa, fondata sul concetto di lavoro formalmente libero o mercificazione del lavoro, tramite la quale chi in cerca di occupazione (OFFERTA DI LAVORO) incontra e si confronta con chi ha necessit di impiegare lavoro,(DOMANDA DI LAVORO). Forze Lavoro (popolazione attiva): composta dagli occupati e dai disoccupati. Popolazione non attiva: composta dagli individui che non sono pi, per ragioni det, in condizione professionale e da tutti coloro i quali non lavorano e non sono in cerca di occupazione. I principali indici statistici utilizzati per misurare le grandezze relative al lavoro sono: Il tasso di attivit: rapporto tra le Forze lavoro e la popolazione di 15 anni e pi (misura lofferta di lavoro) - Il tasso di occupazione: rapporto tra le persone occupate e la popolazione di 15 anni e pi (misura la domanda di lavoro) LA DISOCCUPAZIONE lassenza di lavoro retribuito e formalmente riconosciuto che si determina sul mercato del lavoro. Essa pu essere: frizionale: momentanea uscita dal mercato del lavoro; strutturale: mancanza di lavoro dovuta alle condizioni complessive del sistema economico sociale; I disoccupati sono individui senza lavoro, disposti a iniziare a lavorare entro due settimane e che hanno cercato lavoro nel mese precedente la rilevazione. Nella prospettiva sociologica, il mercato del lavoro rispecchia le disuguaglianze e le strutture di potere presenti nella societ ed influenzato da istituzioni quali la famiglia e il welfare state Gli attori sociali che esprimono la domanda e lofferta di lavoro sono considerati come: 1) soggetti radicati in strutture sociali che condizionano le loro preferenze e le loro azioni 2) soggetti che fanno parte di gruppi solidali al loro interno che si contrappongono sul mercato per lappropriazione dei vantaggi (materiali ed immateriali) messi a disposizione dalla moderna produzione Nel mercato del lavoro dei paesi pi sviluppati in atto una trasformazione: il passaggio dalle mansioni industriali di tipo manuale alle occupazioni impiegatizie nel settore dei servizi.Le cause di questo mutamento sono: - continua introduzione di macchine che si sostituiscono alla manodopera; - diffusione della tecnologia informatica nellindustria; - sviluppo dellindustria manifatturiera nei paesi non occidentali (es. Cina)ECONOMIA DELLA CONOSCENZA Le principali problematiche connesse al mercato del lavoro contemporaneo sono: 1. DISOCCUPAZIONE; essa pu avere conseguenze di tipo pratico (perdita del reddito; difficolt economiche) e di tipo emozionale (depressione;rassegnazione) 2. RIPRODUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE DI GENERE Le principali forme di discriminazione sono: - segregazione occupazionale di genere: uomini e donne si concentrano in lavori diversi[ segregazione verticale (concentrazione delle donne in posizioni di scarso potere e con poche prospettive di carriera) e orizzontale (destinazione di uomini e donne in diverse categorie dimpiego);] - concentrazione in lavori part-time: migliore conciliazione con gli impegni familiari, ma retribuzione ridotta, insicurezza del posto e limitate opportunit di carriera; - divario retributivo: retribuzione media delle donne occupate inferiore a quella degli uomini 3. PROBLEMI DI GESTIONE DEL TEMPO E DELLE RELAZIONI PRIMARIE (IN PARTICOLAR MODO DELLA FAMIGLIA) poich il lavoro assorbe sempre pi tempo; la donna spesso lavora. il tempo da dedicare ai figli ridotto e necessario conciliare le esigenze del lavoro con quelle della famiglia. Il dissidio famiglia-lavoro pu essere gestito grazie a: - flessibilit dellorario: autonomia nella definizione dellorario di lavoro; - job sharing: condivisione di una posizione lavorativa fra due persone; - telelavoro: possibilit di svolgere il lavoro da casa, grazie alluso di un computer; - congedi parentali: possibilit per entrambi i genitori di assentarsi dal lavoro per la cura dei figli. 4. PRECARIET

POTERE E POLITICA il POTERE la capacit di individui o gruppi di far valere la propria volont anche contro la resistenza altrui; esso non necessita del consenso. Possiamo distinguere: - Il potere economico: esercitato da coloro che possiedono beni materiali o risorse finanziarie. - Il potere ideologico: esercitato da coloro che sono in grado di influenzare lopinione altrui. - Il potere politico: esercitato da chi detiene gli strumenti della forza fisica (che viene utilizzata mediante gli apparati controllati dallo Stato per combattere tutto ci che pu intaccare la sovranit). LAUTORITA un forma legittima di potere,ci presuppone che tutti coloro che ne sono soggetti, ne riconoscono la fondatezza e acconsentono ad essa. Non esiste senza il consenso. Essa conferisce forma e stabilit al potere. WEBER distingue tre tipi di autorit (potere legittimo): potere tradizionale, potere razional legale, potere carismatico. Il potere dunque una relazione sociale asimmetrica; chi esercita potere definito lite o classe dirigente (economica, ideologica, politica): in ogni campo, sempre una minoranza che si impone e governa la maggioranza . POLITICA : - In senso lato, con il termine politica ci si riferisce allattivit decisionale che viene espletata in un qualunque ambito; - in senso specifico, la politica ha a che fare con il potere politico (esercizio o possibilit dellesercizio della coercizione fisica). In questo senso la politica, che si gioca sempre sul sottile filo consenso \ uso della forza, presenta due dimensioni: 1. Politics: regole del gioco politico, relazione amico \ nemico, nella modernit dimensione dove si articola il sottile equilibrio tra mutamento e conservazione dellordine; ha pi a che fare con la dimensione della potenza che dellautorit; 2. Policy: amministrazione e governo. E possibile grazie allesistenza di unautorit Lo STATO consiste in un apparato politico che esercita su un determinato territorio il monopolio legittimo della forza fisica. Nella societ moderna, le popolazioni sono composte da cittadini che si considerano parte di una stessa nazione, si ha quindi lo STATO NAZIONE; le cui caratteristiche sono: - Sovranit: lesercizio dellautorit su un territorio dai confini definiti, allinterno del quale lo Stato il maggior detentore dipotere e quindi lelemento pi potente; - Cittadinanza: la maggior parte dei cittadini di uno stato nazione hanno gli stessi diritti e doveri e si considerano membri a pari titolo della stessa comunit politica; - Nazionalismo: i cittadini si identificano in un insieme di simboli e credenze che esaltano il senso di appartenenza ad una nazione. Esistono due forme di regime politico: 1) DEMOCRAZIA (governo del popolo) che pu essere: a. DIRETTA (le decisioni vengono prese insieme ai detentori dei diritti politici) b. RAPPRESENTATIVA (le decisioni vengono prese da rappresentanti eletti dai detentori dei diritti politici) 2) AUTORITARISMO caratteristiche: a. Limitazioni o assenza della partecipazione del popolo alle decisioni politiche b. Precedenza degli interessi dello stato su quelli del cittadino c. assenza di procedure sancite giuridicamente per lalternanza di governo PARADOSSO DELLA DEMOCRAZIA: la democrazia si sta diffondendo in tutto il mondo, MA crescono linsoddisfazione e lindifferenza nei suoi confronti. Secondo DANIEL BELL i governi nazionali sono troppo piccoli per affrontare le grandi questioni (concorrenza economica mondiale, distruzione dellecosistema terrestre); e troppo grandi per affrontare le piccole questioni (problemi locali). La modernit porta con s lidea della reciproca autonomia tra societ politica e societ civile; tuttavia, societ politica e societ civile fanno parte del medesimo sistema e dunque sono interdipendenti; ne consegue che gli ATTORI POLITICI sono strettamente interdipendenti con i soggetti sociali (classi, gruppi economici, ecc.) e, in forme diverse, li rappresentano (formalmente o sostanzialmente)

LATTIVITA POLITICA si pu esercitare in FORMA ORTODOSSA (partiti politici, elezioni, rappresentanza), o in FORMA ETERODOSSA (rivoluzione, movimento sociale). RIVOLUZIONE :consiste nel rovesciamento di un ordine politico attraverso unazione violenta di massa. MOVIMENTO SOCIALE: unazione collettiva tesa a perseguire un interesse o un obiettivo comune di trasformazione, attraverso iniziative esterne alle istituzioni. PARTITO: unorganizzazione orientata alla conquista del potere politico. Un sistema di partito dipende da: vicende storiche; cultura politica; tipo di sistema elettorale. SISTEMA ELETTORALE MAGGIORITARIO: sistema bipartitico (convergenza verso il centro, due partiti dominanti e spesso simili) SISTEMA ELETTORALE PROPORZIONALE: sistema multipartitico (rappresentanza di alternative radicali, governi di coalizione, rischio di elezioni anticipate) MASS MEDIA E COMUNICAZIONE La comunicazione il processo connettivo di base di qualunque gruppo umano. Essa pu essere definita, in generale, come un processo tramite il quale un messaggio transita da una fonte ad un emittente, secondo un determinato canale e codice, con relativo feedback. Oltre la comunicazione interpersonale, i mass media sono, a partire dalla nascita della societ di massa (fine XIX secolo) I principali canali \ codici della comunicazione sociale. Essi influenzano lesperienza personale e lopinione pubblica, in quanto strumenti di accesso alla conoscenza da cui dipendono molte attivit sociali. Parliamo di: GIORNALI: essi - divengono quotidiani a partire dal XXIX secolo migliaia (o milioni) di lettori; - ospitano molti tipi di informazione in un formato ridotto e di facile riproduzione. I giornali sono stati a lungo il principale mezzo di trasmissione delle informazioni a un pubblico di massa. Lavvento della radio, del cinema e della televisione ha ridotto linfluenza dei giornali. La TELEVISIONE rappresenta il pi importante sviluppo verificatosi nei media nella met del XX secolo. Le reti televisive possono essere: GENERALISTE (accessibile tutti, palinsesto prefissato tv in chiaro) oppure ad ACCESSO CONDIZIONATO (via cavo ovia satellite: accessibile agli abbonati, palinsesto prefissato) I generi televisivi sono le categorie con cui i produttori e gli spettatori classificano i diversi tipi di programma (es. telegiornali, telefilm, telenovele, talk show, telequiz, soap opera). Ogni genere televisivo si differenzia dagli altri in termini di: - ambientazione; - personaggi; - meccanismi narrativi TEORIE DEI MEDIA H. INNIS: il carattere dei mezzi di comunicazione influenza lorganizzazione sociale; le societ hanno dei limiti di espansione che coincidono in gran parte con la capacit di diffusione della comunicazione; M. MCLUHAN: il mezzo il messaggio; la natura dei media influenza la societ molto pi del messaggio trasmesso (i media elettronici stanno creando un villaggio globale) J. HABERMAS: nascita e crisi della sfera pubblica; dai caff parigini ai media televisivi odierni, la politica passa attraverso il controllo e la manipolazione. Lopinione pubblica viene controllata dai media. (standardizzazione). J. BAUDRILLARD: iperrealt; (non esiste pi una realt a se stante che possiamo vedere attraverso la tv, ma una realt di grado superiore affidata alle immagini televisive. Liperrealt fatta di simulacri (immagini che ricevono senso solo da altre immagini e quindi non hanno fondamento nella realt esterna. J. THOMPSON: relazione fra media e sviluppo della societ industriale. I mass media non impediscono il pensiero critico le persone non sono ricettori passivi dei messaggi mediatici. possibile distinguere tre tipi di interazione: - interazione faccia a faccia: avviene in contesto di compresenza, ricca di indizi simbolici, rivolta a destinatari specifici, dialogica; - interazione mediata: avviene in contesti separati, povera di indizi simbolici, rivolta a destinatari specifici, dialogica (es. il telefono);

quasi-interazione mediata: avviene in contesti separati, povera di indizi simbolici, rivolta a destinatari indefiniti, monologica (es. i mass media). il termine IDEOLOGIA venne coniato da - Destutt de Tracy che ne diede una definizione NEUTRALE (Influenza delle idee sulle credenze e sulle azioni degli individui); - per MARX lideologia assumeva un inclina mento critico (Le classi dominanti controllano le idee che circolano nella societ e giustificano la loro posizione di dominio falsa coscienza); - per THOMPSON il concetto di ideologia pi vicino alla concezione critica di Marx. Sostiene inoltre ilimportanza del potere simbolico, cio luso delle idee per nascondere, legittimare o giustificare gli interessi dei gruppi sociali dominanti. Da alcuni decenni in atto una rivoluzione delle comunicazioni i cui principali fattori responsabili sono: - la globalizzazione abbattimento delle frontiere; - Internet strumento di informazione, intrattenimento, pubblicit e commercio per eccellenza. Le innovazioni tecnologiche del XX secolo hanno modificato il volto delle telecomunicazioni: - incremento della potenza dei computer; - decremento dei costi dei computer; - sviluppo delle comunicazioni via satellite e via fibra ottica; - digitalizzazione dei dati sviluppo della multimedialit e dei media interattivi. INTERNET : - Nasce al Pentagono nel 1969: consente agli scienziati della Difesa statunitense di mettere in comune risorse e condividere luso di costosi strumenti (Arpanet). Solo grazie alle universit statunitensi, Arpanet si sviluppa - Dal 1985 la rete cresciuta a un tasso annuo del 200%. - Questa crescita ha escluso gli strati meno abbienti della popolazione dei paesi sviluppati e, a livello globale, i paesi pi poveri divario digitale: disparit di accesso alle tecnologie della comunicazione elettronica. Aspetti positivi di Internet: - promuove nuove forme di relazione elettronica che integrano o potenziano le interazioni faccia a faccia; - facilita il superamento della distanza e della separazione; - espande e arricchisce la rete dei rapporti sociali. Aspetti negativi di Internet: - spinge a trascurare le interazioni con familiari e amici; - accentua lisolamento sociale e latomizzazione; - stravolge lesistenza domestica offuscando la distinzione tra lavoro e famiglia; - induce a trascurare forme di intrattenimento tradizionali (es. lettura, cinema e teatro); - indebolisce il tessuto della vita sociale. ISTRUZIONE LALFABETISMO la capacit elementare di leggere e scrivere. LA SCOLARIZZAZIONE la partecipazione (che pu essere obbligatoria) a un processo di istruzione formale allinterno di unistituzione educativa. LUNIVERSALIZZAZIONE DEI SISTEMI EDUCATIVI comporta la loro apertura allintera popolazione senza distinzioni sociali di alcun tipo (di classe, di ceto, di censo, di etnia, di religione). Oggi si sta sempre pi assistendo al passaggio dallistruzione alla formazione permanente. ISTRUZIONE: trasmissione strutturata di conoscenza allinterno di unistituzione formale durante un ciclo di studi. APPRENDIMENTO PERMANENTE: acquisizione di conoscenza che ha luogo in una pluralit di contesti ed indeterminata nel tempo. TEORIE EDUCATIVE E DISUGUAGLIANZE: BERNSTEIN: CODICI LINGUISTICI i ragazzi acquisiscono dei codici linguistici nei primi anni di vita (ristretti o elaborati)

ILLICH: PROGRAMMA OCCULTO (Secondo Illich la scuola impartisce degli insegnamenti a livello incosciente). sostiene che la nozione di scolarizzazione andrebbe messa in discussione. Inoltre sostiene che la scuola non dovrebbe essere in a forma di apprendimento precoce affidato a specifiche istituzioni ma accessibile a chiunque (c chi pensa che con lavvento di internet ci possa verificarsi) BOURDIEU: CAPITALE CULTURALE la scuola insieme ad altre istituzioni contribuisce a perpetuare le disuguaglianze sociali ed economiche. GENERE E SISTEMA EDUCATIVO: Negli ultimi anni si sta assistendo a un aumento dellimpreparazione maschile. I fattori che spiegano il migliore rendimento scolastico delle ragazze sono: - la crescita dellautostima e delle aspettative femminili; - la maggiore consapevolezza della discriminazione di genere allinterno del sistema educativo; la differenza di approccio allo studio fra ragazzi e ragazze (le ragazze sono pi motivate e maturano GOLEMAN: lintelligenza emotiva importante nel determinare le opportunit di vita almeno quanto il Qi. INTELLIGENZA EMOTIVA: modo in cui le persone utilizzano le proprie emozioni (motivazione, autocontrollo, empatia, entusiasmo, tenacia). RELIGIONE La RELIGIONE ricorre a una serie di simboli per ispirare sentimenti di riverenza o di timore ed collegata a riti o cerimonie praticati dalla comunit dei credenti. Cosa NON : - non si pu identificare con il monoteismo fede in un solo Dio (in molti casi rientra nel politeismo fede in una molteplicit di di); - non deve essere identificata con le prescrizioni morali (lidea che gli di siano interessati a come ci comportiamo su questa terra estranea a molte religioni); - non deve necessariamente spiegare le origini del mondo (molte religioni sono prive di un mito delle origini); - non pu essere identificata con una dimensione soprannaturale (alcune religioni si propongono di accettare larmonia naturale del mondo). Religione cerimonie regolari, svolte in luoghi particolari, a cui prende parte la comunit dei credenti Magia praticata da individui e non da una comunit di credenti. La MAGIA il tentativo di influenzare gli eventi con luso di posizioni, formule o pratiche rituali. Si possono identificare diversi tipi di religione: TOTEMISMO (politeista): credenza nelle virt taumaturgiche dei totem (specie animali o vegetali in possesso di poteri soprannaturali); ANIMISMO (politeista): credenza negli spiriti o fantasmi (benigni o maligni)che popolerebbero il mondo e che sarebbero in grado di influenzare il comportamento umano; [entrambe sono diffuse in societ di piccole dimensioni.] GIUDAISMO (monoteista): (o ebraismo): risale circa al 1000 a.C.; fede in un unico Dio onnipotente; Dio richiede obbedienza a rigidi codici morali; certezza nel monopolio della verit. CRISTIANESIMO (monoteista): : risale a circa 2000 anni fa; filiazione del giudaismo; cattolicesimo, protestantesimo e ortodossia sono le principali ramificazioni. ISLAM (monoteista): risale al VI secolo d.C.; il profeta Maometto ne il fondatore; Allah ha il dominio su tutta la vita umana e naturale. INDUISMO: risale a circa 6000 anni fa; politeistica; dottrina della reincarnazione; sistema delle caste. BUDDISMO: risale al VI secolo a.C.; vita di autodisciplina e meditazione; raggiungimento del nirvana appagamento spirituale. CONFUCIANESIMO: risale al VI secolo a.C.; accorda la vita umana allarmonia interna della natura; venerazione degli antenati. TAOISMO: risale al VI secolo a.C.; meditazione e non violenza per attingere alla vita superiore.

MARX E LA RELIGIONE: ideologie che tendono a giustificare gli interessi dei gruppi dominanti; FEUERBACH:La religione un insieme di idee e valori prodotti dagli esseri umani nel corso del loro sviluppo culturale, ma erroneamente proiettati su forze o personificazioni divine - La religione rappresenta lautoalienazione umana valori e idee creati dalluomo, ma considerati il prodotto di esseri estranei o separati. MARX: accetta lalienazione e definisce la religione come LOPPIO DEI POPOLI rimanda felicit e ricompense alla vita ultraterrena e insegna laccettazione delle condizioni date nellesistenza presente. DURKHEIM E LA RELIGIONE:Una religione un sistema coerente di credenze e di pratiche relative a cose sacre, cio separate e proibite, che riuniscono in una stessa comunit morale, chiamata chiesa, tutti coloro che vi aderiscono analizza la distinzione tra sacro e profano, e i rituali collettivi. LOGGETTO DEL CULTO LA SOCIETA STESSA. WEBER E LA RELIGIONE: Studio delle religioni mondiali accolgono vaste masse di credenti e influenzano il corso della storia universale. Etica protestante e spirito del capitalismo (1920) studio dellimpatto del protestantesimo sullo sviluppo dellOccidente. Esso fu molto influente in quanto la religione spingeva al lavoro come mezzo per arrivare alla salvezza. Egli convinto che gli individui nascano gi predestinati alla salvezza o alla perdizione; inoltre distingue tra ASCETISMO ULTRAMONDANO (cio quelle religioni che portano alla salvezza ma che non sono rivolte al controllo della vita materiale, ma solo a quello spirituale) e ASCETISMO INTRAMONDANO (cio quelle religioni che prevedono una condotta virtuosa in questo mondo). Una CHIESA un organismo di grandi dimensioni ben organizzato. Le chiese: hanno una struttura formale e burocratica; incentrata su una gerarchia di funzionari religiosi; tendono a impersonare laspetto conservatore della religionesono integrate nellordine istituzionale esistente. La maggior parte dei fedeli di una chiesa vi appartiene fin dalla nascita trasmissione familiare. Una SETTA un raggruppamento di credenti pi piccolo e meno organizzato, che sorge solitamente in polemica con una chiesa (es. calvinisti e metodisti). Le sette tendono a: - -scoprire e seguire la vera via; - ritirarsi dalla societ esterna; - chiudersi in comunit autonome; - essere prive di gerarchia. La maggior parte dei membri di una setta vi aderisce attivamente scelta personale. Le CONFESSIONI sono sette raffreddate e hanno cessato di essere gruppo di protesta attiva per diventare organismi istituzionalizzati. Le sette che sopravvivono oltre un certo limite di tempo si trasformano in confessioni. I CULTI sono le organizzazioni religiose meno strutturate e pi transitorie, essendo composti da individui orientati a respingere i valori della societ esterna. I singoli individui non aderiscono formalmente a un culto e possono conservare altri legami religiosi. LA SECOLARIZZAZIONE il processo attraverso cui la religione perde la sua influenza nelle diverse sfere della vita sociale. Per analizzare la secolarizzazione delle organizzazioni religiose si usano tre parametri: - il seguito: numero dei membri e di quanti partecipano attivamente alle funzioni e alle cerimonie; - linfluenza sociale: influenza delle organizzazioni religiose sulle istituzioni politiche e sulla comunit; - la religiosit: fede e valori. La secolarizzazione un fenomeno controverso, poich: - il declino della religione delle chiese tradizionali non interessa tutti i paesi occidentali es. Usa; tale processo non avvenuto ovunque e oggi interessa soprattutto i paesi post-industriali; - anche fra i paesi occidentali permangono profonde differenze riguardo alle credenze religiose;

la religiosit e la spiritualit sono ancora importanti fattori di motivazione nella vita di molte persone fede senza appartenenza: si continua a credere in Dio, ma la propria fede praticata al di fuori delle forme religiose istituzionalizzate. NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI gruppi religiosi e spirituali, culti e sette che si sono diffusi nei paesi occidentali accanto alle religioni consolidate. Essi si stanno espandendo : in risposta al processo di liberalizzazione e secolarizzazione. In essi si ritrova conforto e senso di appartenenza; in risposta allesigenza di ritrovare il contatto con i propri valori e convinzioni di fronte allinstabilit e allincertezza (B. Wilson).in risposta al bisogno di sostegno da parte di chi si sente estraneo ai valori sociali dominanti. FONDAMENTALISMO RELIGIOSO: atteggiamento mirante a mporre uninterpretazione letterale dei testi fondamentali di una religione, e la loro applicazione in ogni aspetto della cita sociale economica e politica. I sostenitori del fondamentalismo, ritengono che esista una sola verit, e non ammettono ambiguit; laccesso allinterpretazione riservato ad un ristretto gruppo di privilegiati. FONDAMENTALISMO ISLAMICO: sunnitiseguono le tradizioni che derivano dal Corano, ma tollerano la diversit di opinioni; sciitimusulmani radicali. 1978-79 rivoluzione islamica in Iran: porta alla costruzione di uno stato fondato sulla legge islamica tradizionale (sharia). FONDAMENTALISMO CRISTIANO: - la Bibbia una guida concreta per tutti gli aspetti della vita. - Reazione alle aperture teologiche; - contro la crisi morale prodotta dalla modernizzazionenuovi conservatori negli USA.