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Le novit del cd.

collegato lavoro a cura della Redazione giuslavoristica Edizioni Simone

La legge 4 novembre 2010, n. 183, il cd. collegato lavoro, dopo un travagliato iter parlamentare durato circa due anni e dopo il rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica, opera unimportante riforma della disciplina del lavoro, che tocca aspetti, quali, tra laltro, i congedi e i permessi, gli ammortizzatori sociali, i servizi per limpiego, gli incentivi alloccupazione, lapprendistato, loccupazione femminile, il lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni, la vigilanza e le misure contro il lavoro sommerso. Ma le novit pi rilevanti del provvedimento, a maggior ragione per larea legale e per coloro che si trovano a dover affrontare la prova orale dellesame abilitazione, sono senzaltro quelle che riguardano la materia del

licenziamento e delle controversie di lavoro. x Licenziamento x Disciplina processuale del lavoro x Et per laccesso al lavoro x Lavoro a progetto x Contratto di lavoro a tempo determinato x Certificazione del contratto x Mercato del lavoro x Orario di lavoro, congedi e permessi x Indennit d malattia e risarcimento dei danni x Lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni x Vigilanza Licenziamento Per presentare ricorso contro il licenziamento non pi condizione di procedibilit della domanda aver effettuato il tentativo di conciliazione extragiudiziale. Per quanto concerne limpugnazione del licenziamento, resta fermo il termine di decadenza di 60 giorni decorrente dalla ricezione della comunicazione in forma scritta del recesso (o dalla comunicazione, anchessa in forma scritta, dei motivi, se non

contestuale); limpugnativa pu essere effettuata con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale (come prima). La novit, che si applica in tutti i casi di invalidit del licenziamento, consiste nellobbligo di effettuare lazione giudiziale, depositando il ricorso, entro i successivi 270 giorni, pena linefficacia dellimpugnazione (art. 6, co. 1 e 2, L. 604/1966, modificati). In alternativa si pu decidere, entro il medesimo termine di 270 giorni, per una soluzione conciliativa, comunicando alla controparte la richiesta di un tentativo di conciliazione o arbitrato. In caso di rifiuto della controparte o di mancato accordo, il ricorso al giudice deve essere depositato entro 60 giorni.

Oltre che in tutti i casi di invalidit del licenziamento, le regole di impugnazione indicate valgono anche per le seguenti fattispecie: legittimit del termine apposto al contratto; recesso del committente (rapporti di co.co.co. e lavoro a progetto); trasferimento del lavoratore da ununit produttiva ad unaltra ex art. 2103 c.c. (il termine decorre dalla ricezione della comunicazione del trasferimento); nullit del termine apposto al contratto di lavoro ex artt. 1, 2 e 4 D.Lgs. 368/2001 (il termine decorre dalla scadenza del medesimo); cessione del contratto di lavoro avvenuta in caso di trasferimento di azienda ex art. 2112 c.c. (il termine decorre dalla data del trasferimento); richiesta di costituzione o di accertamento di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal titolare del contratto (compresa lipotesi di somministrazione irregolare ex art. 27 D.Lgs. 276/2003); contratti di lavoro a tempo determinato.

Infine il provvedimento precisa che, nellaccertarne la legittimit delle motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice deve tenere conto delle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro o nei contratti individuali di lavoro certificati.

Disciplina processuale del lavoro

1. La soppressione dellobbligo del tentativo di conciliazione extragiudiziale

soppresso lobbligo di effettuare il tentativo di conciliazione extragiudiziale

(gli artt.

410bis e 412bis c.p.c. sono stati infatti abrogati), ad eccezione delle controversie riguardi latto di certificazione del contratto di lavoro (in tal caso il tentativo di conciliazione deve essere esperito dinanzi alla commissione di certificazione). Nella generalit dei casi, dunque, chi intende agire in giudizio ha solo la facolt (e non lobbligo) di promuovere, prima dellazione giudiziaria, un tentativo di conciliazione.

2. Le modalit di risoluzione extragiudiziale delle controversie Il provvedimento innova le modalit di risoluzione extragiudiziale nel caso in cui chi intende agire in giudizio decida volontariamente di intraprendere tale via, prima del ricorso o in alternativa ad esso. In pratica, il tentativo di conciliazione pu oggi svolgersi, su base volontaria, con modi differenti: - davanti alla commissione di conciliazione istituita presso la DPL territorialmente competente (conciliazione in sede amministrativa); - davanti alla commissione di conciliazione in sede sindacale (commissione prevista dal contratto collettivo); - davanti alla commissione di certificazione; - avvalendosi della conciliazione arbitrale.

2.1 Il tentativo di conciliazione davanti alla commissione di conciliazione istituita presso la DPL territorialmente competente (conciliazione in sede amministrativa)

La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende il decorso di ogni termine di decadenza, per la durata del tentativo di conciliazione e per i 20 giorni successivi alla sua conclusione (art. 410 c.p.c., sostituito). Svolto l iter procedurale previsto dalla legge, se la conciliazione riesce, anche limitatamente ad una parte della domanda, viene redatto separato processo verbale, reso esecutivo, su

istanza della parte interessata, con decreto dal giudice; se la conciliazione non riesce, la commissione di conciliazione deve comunque formulare una proposta per la bonaria definizione della controversia, che pu essere accettata o meno dalle parti (se non accettata senza adeguata motivazione, il giudice ne tiene conto in sede di giudizio). Al successivo ricorso giudiziario devono essere allegati i verbali e le memorie concernenti il tentativo di

conciliazione non riuscito.

Secondo liter previsto listante deve consegnare o spedire alla DPL e, in copia anche alla controparte, la richiesta del tentativo di conciliazione, debitamente sottoscritta, contenente le generalit dellistante e del convenuto, lindicazione del luogo ove sorto il rapporto di lavoro ovvero dove si trova lazienda o una sua dipendenza alla quale addetto il lavoratore o presso la quale lavorava alla cessazione del rapporto, il luogo dove devono essere fatte le comunicazioni e lesposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa. Se la controparte accetta di conciliare, deve depositare nei 20 giorni seguenti, presso la commissione di conciliazione, una propria memoria difensiva. Se invece trascorrono inutilmente i 20 giorni, ciascuna delle parti libera di adire lautorit giudiziaria. Nei 10 giorni successivi al deposito, la commissione fissa la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione da tenersi entro i successivi 30 giorni.

2.2

Il tentativo di conciliazione davanti alla commissione di conciliazione

in sede

sindacale (commissione prevista dal contratto collettivo)

In tal caso non si applicano le disposizioni dellart. 410 c.p.c. Il processo verbale di avvenuta conciliazione depositato presso la DPL a cura di una delle parti o per il tramite dellassociazione sindacale; successivamente, il direttore della DPL lo deposita nella cancelleria del Tribunale ove il giudice, su istanza della parte interessata, lo dichiara esecutivo con decreto.

2.3 Davanti alla commissione di certificazione

Il tentativo di conciliazione pu certificazione (art. 31, co. 13,).

essere esperito anche dinanzi alle commissioni di

2.4 Avvalendosi della conciliazione arbitrale La conciliazione arbitrale pu avvenire con le seguenti modalit e presso i seguenti organismi: presso la commissione di conciliazione amministrativa (DPL), cui le parti, durante lo

svolgimento del tentativo di conciliazione o al suo termine in caso di mancata riuscita, affidino mandato a risolvere in via arbitrale la controversia (art. 412 c.p.c., sostituito); presso le sedi sindacali secondo quanto stabilito dai contratti collettivi c.p.c., sostituito); (art. 412ter

Nel mandato le parti devono indicare, fra laltro, il termine (non superiore a 60 giorni) per lemanazione del lodo e richiedere eventualmente che il giudizio avvenga secondo equit, nel rispetto dei principi generali dellordinamento e di quelli che regolano la materia, compresi quelli derivanti dalla normativa comunitaria.

presso le camere arbitrali istituite dalle commissioni di certificazione (si applica, in quanto compatibile, la procedura per larbitrato innanzi alla commissione di conciliazione della DPL);

presso un collegio di conciliazione e arbitrato irrituale sostituito). La parte che intende ricorrervi notifica

(art. 410quater c.p.c., un ricorso

alla controparte

contenente, tra laltro, loggetto della domanda, le ragioni di fatto e di diritto sulle quali la stessa si fonda, i mezzi di prova e leventuale richiesta al collegio di decidere secondo equit, nel rispetto dei principi generali dellordinamento e dei principi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari. Esperito liter previsto dalla legge, se la conciliazione riesce, il verbale acquista efficacia di titolo esecutivo su istanza della parte interessata, mentre se la conciliazione non riesce, il collegio provvede, ove occorra, a interrogare le parti e ad ammettere e assumere le prove, altrimenti invita allimmediata discussione orale. La controversia decisa, entro 20 giorni dalludienza di discussione, mediante un lodo;

Liter prevede che in caso di accettazione, dopo la scelta degli arbitri, la parte convenuta deve depositare entro 30 giorni una propria memoria difensiva. Entro 10 giorni il ricorrente pu depositare una memoria di replica ed il convenuto, nei successivi 10 giorni, pu depositare una controreplica. Entro 30 giorni deve tenersi ludienza durante la quale il collegio esperisce il tentativo di conciliazione.

mediante clausola compromissoria inserita nel contratto di lavoro (art. 30, co. 10). Tale facolt riconosciuta ad entrambe le parti, datore di lavoro e lavoratore, che possono cos devolvere ad arbitri eventuali controversie nascenti dal rapporto di lavoro, rinviando alle procedure di arbitrato presso la commissione di conciliazione della DPL o presso il collegio di conciliazione e arbitrato irrituale. Per intraprendere tale iter, necessario che vi siano apposite previsioni in tal senso dei contratti collettivi di lavoro (in mancanza, sar emanato un provvedimento ministeriale sostitutivo) e che si proceda alla certificazione della clausola compromissoria. Sono escluse le controversie relative alla risoluzione del contratto di lavoro; la clausola compromissoria non pu essere pattuita n sottoscritta prima che sia concluso il periodo di prova, se previsto, ovvero, in tutti gli altri casi, se non sono trascorsi almeno 30 giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro.

Nei succitati casi di arbitrato, il lodo impugnabile ai sensi dellart. 808ter c.p.c., nonch nei casi previsti dallart. 829, co. 4 e 5, c.p.c. (per violazione delle regole di diritto e dei contratti collettivi, impugnazione che nelle controversie di lavoro resta sempre possibile). Le transazioni e le rinunce effettuate dalle parti non sono impugnabili (art. 2113, co. 4, c.c.). Il lodo acquista efficacia (convenzionale), con decreto del giudice, se le parti hanno dichiarato per iscritto di accettare la decisione arbitrale o se trascorso inutilmente il termine per impugnare il lodo o se, impugnato, il ricorso stato respinto dal Tribunale.

Lart. 808ter c.p.c. stabilisce che il lodo annullabile dal giudice nei seguenti casi: se la convenzione dellarbitrato invalida o gli arbitri hanno pronunciato su conclusioni che esorbitano dai suoi limiti; se gli arbitri non sono stati nominati con le forme e nei modi stabiliti dalla convenzione arbitrale; se il lodo stato pronunciato da chi non poteva essere nominato arbitro a norma dellart. 812 c.p.c.; se gli arbitri non si sono attenuti alle regole imposte dalle parti come condizione di validit del lodo; se non stato osservato nel procedimento arbitrale il principio del contraddittorio.

3. Conciliazione giudiziale

Il giudice, nelludienza di discussione, tenta la conciliazione della lite. Il provvedimento prevede che egli formuli alle parti una proposta transattiva. La mancata comparizione delle parti o il rifiuto della proposta transattiva, senza giustificato motivo, costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio (art. 420, co. 1, c.p.c., modif.).

4. Conciliazione nel settore pubblico Le controversie di lavoro del settore pubblico sono regolate dagli artt. 410, 411, 412, 412ter e 412 quater c.p.c. (vengono meno gli artt. 65 e 66 D.Lgs. 165/2001 che disciplinavano, rispettivamente, il tentativo obbligatorio di conciliazione e la procedura di conciliazione da svolgere innanzi al collegio in tale ambito). x Et per laccesso al lavoro Il provvedimento riduce a 15 anni let per laccesso al lavoro limitatamente ai percorsi di apprendistato per lespletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, attraverso i quali possibile assolvere lobbligo scolastico (art. 78, co. 8). x Lavoro a progetto aggiunta ai casi gi previsti dal D.Lgs. 276/2003 unulteriore ipotesi di esclusione dallobbligo di riconduzione del rapporto di collaborazione ad un contratto di lavoro a progetto. Sono escluse le prestazioni di durata complessiva non superiore a 240 ore annue nellambito dei servizi di cura e assistenza alla persona (art. 61 D.Lgs. 276/2003, modificato). Inoltre, relativamente al contenzioso che riguarda la materia in questione, si stabilisce che, fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di accertamento della natura subordinata di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, il risarcimento dovuto dal datore di lavoro al prestatore di lavoro compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilit di retribuzione. Condizione che il datore di lavoro abbia offerto la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato e la conversione a tempo indeterminato del contratto in corso.

x Contratto di lavoro a tempo determinato Il provvedimento (art. 32, co. 5-7) detta specifici criteri relativi al risarcimento in caso di conversione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato. Lindennit dovuta dal datore di lavoro al lavoratore di importo compreso tra 2,5 e 12 mensilit dellultima retribuzione percepita dal lavoratore e determinata tenendo conto dei criteri individuati dallart. 8 L. 604/1966. Lindennit pu essere ridotta a 6 mensilit quando in base ad accordi collettivi il datore di lavoro tenuto ad assumere i lavoratori di occupati a tempo determinato nellambito di specifiche graduatorie. La determinazione dellindennit svolgimento. x Certificazione del contratto Gli effetti della certificazione valgono per tutto il contenzioso in materia di lavoro : le parti possono ottenere la certificazione di tutti i contratti in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro (art. 75, co. 1, D.Lgs. 276/2003, sostituito). Inoltre le commissioni di certificazione possono costituire camere arbitrali per la definizione delle controversie di lavoro e hanno il compito di certificare la clausola compromissoria con cui le parti effettuano volontariamente la devoluzione ad arbitri delle controversie nascenti dal contratto (art. 31, co. 10, 12, 13). x Mercato del lavoro Il provvedimento (art. 46) interviene nella disciplina del mercato del lavoro, prevedendo lennesimo riassetto della stessa  viene infatti rinnovata la delega prevista dalla L. 247/2007 per il riordino della normativa in materia di servizi per limpiego  e, al contempo, effettuando alcuni aggiustamenti alla regolamentazione attuale per aumentare lefficienza del mercato e linteroperabilit tra operatori privati e pubblici. A tal fine:  sono semplificate le regole per lautorizzazione ad operare da parte delle agenzie di mediazione privata (art. 4, co. 2, D.Lgs. 276/2003, sostituito); si applica ai giudizi futuri ed a quelli in corso di

 le agenzie per il lavoro e agli altri soggetti autorizzati devono garantire linterconnessione con la Borsa continua nazionale del lavoro e linvio di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro, compresi i casi in cui un percettore di sussidio o indennit pubblica rifiuti senza giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una occupazione congrua (art. 5, co. 1, lett. f), D.Lgs. 276/2003, sostituito);  possono essere autorizzati ad operare sul mercato del lavoro anche i gestori di siti internet e le associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la tutela, lassistenza e la promozione delle attivit imprenditoriali, del lavoro, della formazione o delle disabilit;  tutte le Pubbliche Amministrazioni devono trasmettere alla Borsa continua nazionale del lavoro le informazioni relative alle procedure per laffidamento di incarichi di collaborazione e alle procedure per lassunzione di personale (art. 15, co. 1bis, D.Lgs. 276/2003);  le Universit pubbliche e private devono conferire alla Borsa continua nazionale del lavoro i curricula dei propri studenti, che sono resi pubblici anche nei siti internet dellAteneo (art. 6, co. 1, D.Lgs. 276/2003, modif.);  in deroga al regime generale, per le Pubbliche Amministrazioni, la comunicazione di assunzione al competente ufficio pubblico, nonch quella per la proroga, la trasformazione e la cessazione del rapporto di lavoro avvenire entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione (artt. 4bis, co. 5, e 9bis, co. 2, D.Lgs. 181/2000, modificati). x Orario di lavoro, congedi e permessi Il provvedimento interviene in materia di orario di lavoro (art. 7) riformulando le sanzioni previste per le violazioni in materia di durata media dellorario di lavoro, di riposo settimanale e giornaliero, nonch di ferie annuali (art. 18bis, co. 3 e 4, D.Lgs. 66/2003). Inoltre rinnovata la delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi, fruibili dai lavoratori dipendenti di datori di lavoro pubblici e privati (art. 3). sostanzialmente modificata, poi, la disciplina in materia di permessi per lassistenza a soggetti portatori di handicap (art. 33, co. 3, 5 e 7bis, L. 104/1992). Tra i nuovi criteri rilevano:

i tre giorni di permesso mensile per assistenza al disabile spettano soltanto ai parenti e affini entro il secondo grado;  i parenti e gli affini entro il terzo grado hanno diritto ai permessi solo se i genitori o il coniuge della persona con handicap da assistere abbiano compiuto i 65 anni di et oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti, o siano deceduti o mancanti;  il diritto non pu essere riconosciuto a pi di un lavoratore dipendente per lassistenza alla stessa persona; non pi necessaria la convivenza con il disabile da assistere per il diritto ai permessi; il diritto alla scelta della sede di lavoro deve essere esercitato con riguardo al domicilio della persona da assistere (non pi a quello del lavoratore che d assistenza).

x Indennit di malattia e risarcimento danni Per gli eventi accaduti a soggetti che hanno diritto allindennit di malattia erogata dallINPS ed imputabili a responsabilit di terzi, limpresa di assicurazione, prima di procedere alleventuale risarcimento del danno, deve darne comunicazione immediatamente allINPS che deve trasmettere, entro i successivi 15 giorni, allimpresa di assicurazione un certificato di indennit corrisposte, cd. CIR, attestante lavvenuta liquidazione dellindennit di malattia ed il relativo importo che conseguentemente viene rimborsato dallimpresa assicuratrice allINPS.

x Lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni Il provvedimento prevede una serie di modifiche alla disciplina del lavoro pubblico, tra cui rilevano le seguenti:  le amministrazioni pubbliche devono comunicare i dati relativi alle retribuzioni, curricula etc. dei dirigenti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, che li pubblica sul proprio sito istituzionale (art. 5);  le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione sono rese accessibili dallamministrazione di appartenenza, nel rispetto della privacy (art. 14);  la regolamentazione del lavoro alle dipendenze della P.A. deve garantire pari

opportunit alle lavoratrici ed ai lavoratori nonch lassenza di qualunque forma di violenza morale o psichica e di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, allet, allorientamento sessuale, alla razza, allorigine etnica, alla disabilit, alla religione o alla lingua, nellaccesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro (art. 21);  i dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa, senza assegni e senza decorrenza dellanzianit di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attivit professionali e imprenditoriali (art. 18);  le disposizioni di cui agli artt. 410, 411, 412, 412ter, 412quater, 420 c.p.c. in tema di processo del lavoro e modalit extragiudiziali di conciliazione si applicano anche alle controversie dei rapporti di lavoro pubblici. x Vigilanza

Il provvedimento innova in alcuni importanti aspetti la disciplina della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale stabilita dal D.Lgs. 124/2004. Le novit pi rilevanti riguardano:  sono definiti i contenuti del verbale che deve essere rilasciato dal personale ispettivo a conclusione delle attivit di verifica svolte nel corso del primo accesso ispettivo al luogo di lavoro;  nella conciliazione monocratica, laccordo tra le parti deve essere formalizzato mediante apposito verbale, dichiarato esecutivo con decreto dal giudice competente, su istanza della parte interessata;  la contestazione delle violazioni amministrative riscontrate e leventuale adozione della diffida ad adempiere avvengono mediante un unico verbale di accertamento e notificazione;  la diffida per la regolarizzazione degli illeciti amministrativi rivolta, oltre che al trasgressore (normalmente il datore di lavoro), anche alleventuale obbligato in solido. Lestinzione dellillecito subordinata alladempimento delle violazioni riscontrate entro 30 giorni dalla data di notificazione del verbale di accertamento e notificazione, nonch al pagamento della sanzione ridotta entro 15 giorni dalla scadenza dei suddetti 30 giorni.

Il provvedimento innova anche i presupposti applicativi della cd. maxisanzione amministrativa per il lavoro nero: la violazione, che comunque pu essere regolarizzata mediante diffida, si verifica in caso di impiego di lavoratori subordinati per i quali non risulti effettuata la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato ( esclusa lapplicazione in caso di lavoro domestico). La sanzione non va applicata, per, se, dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, risulta comunque la volont del datore di lavoro di non occultare il rapporto di lavoro Limporto della sanzione, di regola pari ad una somma compresa tra un minimo di 1.500 e un massimo di 12.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 150 per ogni giornata di lavoro effettivo, pu essere ridotto nel caso in cui il lavoratore risulti

regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo (in tal caso limporto va da 1.000 a 8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 per ciascuna giornata di lavoro). Limporto delle sanzioni civili connesse allevasione dei contributi (art. 116 L. 388/2000) riferiti a ciascun lavoratore irregolare deve essere aumentato del 50% (viene quindi soppresso limporto fisso, nel minimo, di 3.000).