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Limprenditore

Requisiti
giuridici

Attivit di
godimento e
impresa

Impresa
illecita

1.1 La nozione di imprenditore


Art.2082: imprenditore colui che esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine
della produzione o dello scambio di beni o servizi.
Lart.2082 fissa i requisiti minimi che devono ricorrere perch un dato soggetto sia imprenditore.
Dallarticolo si ricava che limpresa attivit (serie coordinata di atti) ed attivit caratterizzata da uno
specifico scopo (la produzione o lo scambio di beni o servizi) e da specifiche modalit di svolgimento
(essa deve essere svolta in maniera organizzata, con metodo economico e con professionalit).
1.1.1 Lattivit produttiva
attivit dimpresa lo svolgimento di unattivit produttiva, cio di unattivit volta alla produzione di
nuova ricchezza grazie alla produzione, o allo scambio, di beni e servizi.
Non impresa lattivit di mero godimento. Classico lesempio del proprietario di immobili che li
concede in locazione: egli non imprenditore in quanto si limita a godere i frutti dei propri beni.
Certamente illegittime sono anche le societ immobiliari di comodo: societ il cui patrimonio attivo
costituito esclusivamente dagli immobili conferiti dai soci e la cui attivit si esaurisce nel concedere tali
immobili in locazione a terzi o agli stessi soci. Tali societ sono nulle.
Unattivit pu, per, costituire allo stesso tempo godimento di beni preesistenti e produzione di nuovi
beni o servizi. Ed in tal caso, in presenza degli altri requisiti richiesti dallart.2082, fa acquistare la qualit
di imprenditore. Ad esempio lattivit alberghiera: le prestazioni locative sono accompagnate
dallerogazione di servizi collaterali (pulizia locali, cambio biancheria, etc.) che eccedono il mero
godimento del bene.
infine opinione ormai decisamente prevalente che la qualit di imprenditore deve essere riconosciuta
anche quando lattivit produttiva illecita. Ferma restando lapplicazione delle sanzioni amministrative
e penali, non vi alcuna ragione per sottrarre al fallimento un contrabbandiere o un produttore di droga.
Tuttavia, chi viola la legge non potr avvalersi delle norme che tutelano limprenditore: da un
comportamento illecito non possono mai derivare effetti favorevoli per il suo autore.
1.1.2 Lorganizzazione
Il legislatore qualifica limpresa come attivit organizzata e definisce lazienda come il complesso dei
beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa.
Occorre precisare che affinch una data attivit produttiva possa dirsi organizzata in forma di impresa
basta un minimo di organizzazione di lavoro proprio o di capitale, tale per cui si possa ritenere superata
la soglia della semplice auto-organizzazione del proprio lavoro. Al di l si diventa imprenditore ed
imprenditori piccoli o grandi a seconda del caso concreto.

Lattivit
dimpresa e
scopo di lucro

1.1.3 Leconomicit dellattivit e scopo di lucro


Per avere unimpresa essenziale che lattivit produttiva sia condotta con metodo economico, cio
secondo modalit che consentano almeno lautosufficienza economica (pareggio fra i costi e i ricavi).
Lo scopo di lucro non considerato requisito essenziale per lattivit economica. La risposta
decisamente negativa se per scopo lucrativo si intende il movente psicologico dellimprenditore (lucro
soggettivo). Ci in quanto la disciplina giuridica deve considerare solo elementi oggettivi.
La risposta deve essere per negativa anche se per scopo di lucro si intende il lucro oggettivo, cio il fatto
che lattivit deve essere svolta secondo modalit volte a massimizzare i ricavi. La nozione di
imprenditore infatti nozione unitaria, comprensiva sia dellimpresa privata (fra cui vi anche limpresa
mutualistica) sia dellimpresa pubblica; e ci implica che requisito essenziale pu essere considerato solo
ci che comune a tutte le imprese e a tutti gli imprenditori.
Limpresa pubblica e limpresa cooperativa (che ha scopo mutualistico) dimostrano perci che il requisito
minimo essenziale dellattivit di impresa leconomicit della gestione e non lo scopo di lucro.

Attivit
stagionali
Unico affare e
impresa
per conto
proprio

1.1.4 La professionalit
Professionalit lesercizio abituale e non occasionale di una data attivit produttiva.
La professionalit non richiede che lattivit imprenditoriale sia svolta in modo continuato e senza
interruzioni: per le attivit stagionali sufficiente il costante ripetersi degli atti di impresa secondo le
cadenze di quel dato tipo di attivit.
imprenditore anche chi compie un unico affare, se questo comporta il compimento di operazioni
molteplici e lutilizzo di un apparato complesso, e si imprenditori anche se si produce beni per uso
personale (impresa per conto proprio). La destinazione al mercato della produzione non infatti richiesta
da alcun dato legislativo.
1.2 Impresa e professioni intellettuali
I liberi professionisti (avvocati, dottori commercialisti, notai, etc.) non sono mai in quanto tali
imprenditori. Il professionista imprenditore solo se lesercizio della professione costituisce elemento di
una attivit organizzata in forma dimpresa.
il caso del medico che gestisce una clinica privata nella quale opera, o del professore titolare di una
scuola privata nella quale insegna. In questi casi si in presenza di due distinte attivit, intellettuale e di
impresa, e troveranno perci applicazione nei confronti dello stesso soggetto sia la disciplina specifica
dettata per la professione intellettuale (ad es: necessit di iscrizione agli albi professionali), sia la
disciplina dellimpresa. Il professionista intellettuale che si limita a svolgere la propria attivit non
diventa mai imprenditore ( perci risulta escluso dallo statuto dellimprenditore, con i suoi vantaggi
quali la sottrazione al fallimento ma con anche i suoi svantaggi, quali linapplicabilit della disciplina
dellazienda, dei segni distintivi e della concorrenza sleale; divieto per i professionisti di farsi pubblicit,
etc.).

Le categorie di imprenditori

Attivit
agricole
essenziali

Nuova nozione:
il ciclo
biologico

2.1 Imprenditore agricolo


imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo, selvicoltura,
allevamento di animali e attivit connesse.
Coltivazione del fondo, selvicoltura ed allevamento di animali sono attivit tipicamente agricole. Esse
hanno per subito una profonda evoluzione dal 1942 ad oggi. Oggi il progresso tecnologico pu dar luogo
ad ingenti investimenti di capitali anche in agricoltura e pu sollevare sul piano giuridico il dubbio se
alcuni imprenditori agricoli debbano essere ricompresi sotto la disciplina delle imprese commerciali (
quindi se giusto il loro esonero dalla tenuta delle scritture contabili nonch dal fallimento).
Al riguardo si stabilito che impresa agricola ogni impresa la cui attivit fondata sullo svolgimento di
un ciclo biologico naturale. Nessuna rilevanza ha il modo di produzione (e quindi se si utilizzano ingenti
capitali).
Lattuale articolo 2135 afferma che: per coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali si
intendono le attivit dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico, di carattere vegetale o
animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Coltivazione
del fondo
Selvicoltura

Allevamento
di animali

La produzione di specie vegetali sempre qualificabile come attivit agricola essenziale, anche se
realizzata con metodi che prescindono del tutto dallo sfruttamento della terra e dei suoi prodotti.
Ne consegue che sono coltivazioni del fondo anche le coltivazioni in serra e la floricoltura.
La selvicoltura concepita come attivit caratterizzata dalla cura del bosco per ricavarne i relativi
prodotti. Non costituisce perci attivit agricola lestrazione di legname disgiunta dalla
coltivazione del bosco.
Si intende non solo lallevamento diretto ad ottenere prodotti tipicamente agricoli (carne, latte,
lana) ma anche lallevamento di cavalli da corsa, lallevamento e laddestramento di razze canine.
Ancora, impresa agricola lallevamento di animali da cortile (polli, conigli, etc.) e
lacquacoltura (pesci).
Limprenditore ittico, cio limprenditore che esercita lattivit di pesca professionale diretta alla
cattura di organismi acquatici in ambienti marini, salmastri o dolci, considerato imprenditore
agricolo.

Attivit
agricole per
connessione

In base al terzo comma dellart. 2135 si intendono connesse:


le attivit dirette alla manipolazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ottenuti
prevalentemente da unattivit agricola essenziale;
le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o
risorse normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata.
Le une e le altre sono attivit oggettivamente commerciali. industriale e non agricoltore chi produce
olio o formaggi; commerciante e non agricoltore chi ha un negozio di frutta e verdura. Queste attivit
sono per considerate agricole quando sono in connessione con una delle tre attivit agricole essenziali.
Per qualificare lattivit come agricola per connessione:
 necessario che il soggetto che la esercita sia imprenditore agricolo in quanto svolge in forma di
impresa una delle tre attivit agricole tipiche e inoltre che sia unattivit coerente con quella connessa
(connessione soggettiva). imprenditore commerciale il viticoltore che produce formaggi; invece
imprenditore agricolo il viticoltore che produce vino;
 necessario che si tratti di attivit avente ad oggetto beni e servizi forniti mediante lutilizzazione
prevalente di attrezzature o risorse dellazienda agricola (connessione oggettiva).
2.2 Imprenditore commerciale
imprenditore commerciale colui che esercita una o pi delle seguenti categorie di attivit:
attivit industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
attivit intermediaria nella circolazione dei beni (settore del commercio);
attivit di trasporto;
attivit bancaria e assicurativa;
altre attivit ausiliarie alle precedenti (imprese di pubblicit, etc.).
Ma come vanno qualificate le imprese che non rientrano nellelenco dellart. 2195?
Dovranno essere considerate commerciali ogni impresa che non sia qualificabile come agricola (es: le
agenzie per il collocamento di collaboratrici domestiche o imprese di pubblici spettacoli).

Piccolo
imprenditore: il
criterio della
prevalenza

2.3 Il criterio dimensionale. La piccola impresa


Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che
esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti
della famiglia. Per avere un piccolo imprenditore quindi necessario che:
 limprenditore presti il suo lavoro nellimpresa;
 il suo lavoro e quello degli eventuali familiari prevalga (in senso qualitativo-funzionale) rispetto al
capitale proprio o altrui investito nellimpresa e rispetto al lavoro altrui.
Come conseguenza, ad esempio, non mai piccolo imprenditore chi investe ingenti capitali (un
gioielliere), anche se non si avvale di nessun collaboratore. I piccoli imprenditori non falliscono.
Le societ non sono considerate, in nessun caso, piccoli imprenditori. Il criterio della prevalenza del
lavoro familiare applicabile solo allimprenditore persona fisica.
2.4 Limpresa artigiana
Secondo la legge quadro del 1985 la definizione di artigiano basata:
sulloggetto dellimpresa, che pu essere costituito da qualsiasi attivit di produzione di beni o di
prestazioni di servizi con alcuni limiti ed esclusioni;
sul ruolo dellartigiano nellimpresa, richiedendo che esso svolga in misura prevalente il proprio
lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. Ma non, si badi, che il suo lavoro prevalga sugli altri
fattori produttivi.
La qualifica di impresa artigiana riconosciuta anche alle imprese costituite in forma di societ di
persone, di S.r.l e di cooperative, purch ricorrano determinate condizioni. Ma, per le societ, il fatto di
essere societ artigiane comporta il solo vantaggio di godere di una serie di provvidenze (vantaggi) a
favore dellartigiano create dalle regioni. Non le esonera dal fallimento.
In passato, invece, tali societ erano sottratte al fallimento. Ed era diversa anche la nozione di impresa
artigiana. Per la legge del 1956, il dato caratterizzante dellimpresa artigiana risiedeva nella natura
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artistica o usuale dei beni o servizi prodotti e non nella prevalenza del lavoro familiare nel processo
produttivo.

Trasferimento della
partecipazione
Struttura
dellimpresa
familiare

2.5 Limpresa familiare


impresa familiare limpresa nelle quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini
entro il secondo grado dellimprenditore: la cosiddetta famiglia nucleare.
Il lavoro familiare nellimpresa era ed fenomeno largamente diffuso ed era fenomeno che in passato
poteva dar luogo ad abusi ed ingiustizie in quanto il lavoro familiare si presumeva prestato a titolo
gratuito. Con la riforma del diritto di famiglia del 1975 il legislatore ha voluto predisporre una tutela
minima del lavoro familiare nellimpresa.
La tutela legislativa realizzata riconoscendo ai membri della famiglia nucleare che lavorino in modo
continuato nellimpresa determinati diritti patrimoniali e amministrativi.
Diritti patrimoniali
Diritti amministrativi
diritto al mantenimento, anche se non dovuto ad Le decisioni in merito alla gestione
altro titolo;
straordinaria dellimpresa sono adottate, a
maggioranza, dai familiari che partecipano
diritto di partecipazione agli utili dellimpresa;
allimpresa stessa.
diritto sui beni acquistati con gli utili;
diritto di prelazione sullazienda in caso di
divisione.
Il diritto di partecipazione trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il
consenso unanime dei familiari gi partecipanti.
Limpresa familiare resta unimpresa individuale, sia pure caratterizzata da una particolare disciplina
delle prestazioni lavorative dei familiari dellimprenditore. Ne consegue che:
i beni aziendali sono di propriet esclusiva dellimprenditore;
i diritti patrimoniali dei partecipanti allimpresa costituiscono semplici diritti di credito nei confronti
dellimprenditore;
gli atti di gestione ordinaria rientrano nella competenza esclusiva dellimprenditore.
Si deve inoltre ritenere che limprenditore agisca nei confronti dei terzi in proprio e non quale
rappresentante dellimpresa familiare. Come conseguenza, se limpresa commerciale (e non piccola),
solo il famigliare-imprenditore sar esposto al fallimento.

Lacquisto della qualit di imprenditore

Il principio
della spendita
del nome

3.1 Limputazione dellattivit di impresa


Lindividuazione del soggetto cui applicabile la disciplina dellimpresa non solleva problemi quando gli
atti di impresa sono compiuti direttamente dallinteressato o da un suo rappresentante che contratta in suo
nome. infatti principio generale del nostro ordinamento giuridico che se un terzo investito con un
mandato della rappresentanza, grazie alla spendita del nome, tutti gli effetti degli atti posti in essere dal
mandatario in nome del mandante si producono direttamente nella sfera giuridica del mandante.
3.2 Esercizio indiretto dellattivit di impresa. Limprenditore occulto
Lesercizio dellimpresa pu esser fatto attraverso una persona interposta senza mandato. Abbiamo cos
due soggetti:
1. il soggetto che compie in proprio nome i singoli atti dellimpresa (imprenditore palese o
prestanome);
2. il soggetto che fornisce al primo i necessari mezzi finanziari, o che dirige di fatto limpresa e fa propri
tutti i guadagni (imprenditore occulto).
In tale situazione gli atti di impresa saranno formalmente decisi dallimprenditore palese, ma evidente
che nella sostanza ogni decisione sar adottata dallimprenditore occulto.
Questo particolare modo di operare non solleva problemi fin quanto gli affari prosperano. Ne solleva di
ben gravi quando gli affari vanno male ed il soggetto utilizzato dal dominus sia una persona fisica
nullatenente.
fuori di dubbio che i creditori potranno provare il fallimento del prestanome: questi ha agito in proprio
nome ed ha perci acquistato la qualit di imprenditore commerciale. altrettanto indubbio che, data
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linsufficienza del relativo patrimonio, i creditori ben poco potranno ricavare dal fallimento del
prestanome.

Quali sono i possibili rimedi?


Limprenditore occulto, secondo una corrente presente nella dottrina, dovrebbe fallire in quanto vi un
collegamento inscindibile fra potere e rischio di impresa; ma tale teoria ha scarsi consensi, la premessa su
cui si fonda non ha un solido fondamento normativo ed smentita dai principi che regolano la societ di
capitali. Infatti, dal 1993, per le Srl e oggi anche per le SpA neppure la qualit di socio unico porta di per
s lassunzione di responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali. Ne consegue che nel nostro
ordinamento il dominio di fatto di unimpresa individuale o di una societ di capitali non condizione
sufficiente per esporre a responsabilit e fallimento; n, tanto meno, determina di per s lacquisto della
qualit di imprenditore. Limprenditore occulto, quindi, non fallisce.

Principio di
effettivit

3.3 Lacquisto della qualit di imprenditore: inizio dellimpresa


La qualit di imprenditore si acquista con leffettivo inizio dellattivit di impresa (ovvero col compimento
del primo atto di gestione).
Tuttavia, leffettivo inizio dellattivit di impresa spesso preceduto da una fase preliminare di
organizzazione. Da qui il problema se si diventa imprenditori gi nella fase preliminare di organizzazione.
Gli atti di organizzazione fanno acquistare la qualit di imprenditori quando, per il loro numero e per la
loro significativit, manifestano in modo non equivoco lo stabile orientamento dellattivit verso un
determinato fine produttivo. Perci, un singolo atto non sar di regola sufficiente perch una persona
fisica diventi imprenditore; e anche pi atti non potrebbero bastare se risultano essere inespressivi o non
coordinati funzionalmente (ad es: affitto di un locale, acquisto di un auto, richiesta di un fido bancario).
Per la societ anche un solo atto di organizzazione imprenditoriale, se significativo, potr essere
sufficiente per affermare che lattivit di impresa iniziata (ad es: latto con cui una societ alberghiera
acquista unarea fabbricabile).
3.4 La fine dellimpresa
Anche la fine dellimpresa dominata dal principio di effettivit: la qualifica di imprenditore si perde con
la cessazione effettiva dellattivit.
Lesatta determinazione del giorno di cessazione dellattivit di impresa ha poi particolare rilievo per
limprenditore commerciale. Ci in quanto la legge fallimentare prevede che lo stesso pu essere
dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dellattivit.
Al riguardo occorre tenere presente che la fine dellimpresa di regola preceduta da una fase di
liquidazione. Tale fase costituisce ancora esercizio dellimpresa e la qualit di imprenditore si perde solo
con la chiusura della liquidazione. Chiusura che si verifica solo con la definitiva disaggregazione del
complesso aziendale. Non per necessario, si precisa, che siano stati pagati tutti i debiti contratti durante
lesercizio dellimpresa.
Per le societ, la cancellazione dal registro delle imprese presuppone non solo la disgregazione
dellazienda, ma anche lintegrale pagamento delle passivit ad opera dei liquidatori e la definizione dei
rapporti fra i soci. Non vi dovrebbero perci essere dubbi che la cancellazione dal registro delle imprese
determina la fine dellimpresa societaria. Ci nonostante, la giurisprudenza per oltre 50 anni ha affermato
che la societ, bench cancellata dal registro delle imprese, doveva ritenersi ancora esistente ed esposta al
fallimento, fin quando non fosse stato pagato lultimo debito. A questo stato di cose ha posto di recente
fine la Corte Costituzionale, essa ha affermato che lanno per la dichiarazione di fallimento decorre dalla
cancellazione dal registro delle imprese.

Capacit e impresa
Capacit

4.1.1 Incapacit e incompatibilit


La capacit allesercizio di attivit di impresa si acquista con la piena capacit di agire e quindi al
compimento dei diciotto anni. Il minore o lincapace che esercita attivit di impresa non acquista la
qualit di imprenditore, ferma restando lapplicazione delle norme che regolano la sorte di singoli atti
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Incompatibilit

Inizio

Continuazione

Minore
emancipato

dallo stesso compiuti. Ad esempio, il minore che con raggiri ha occultato la sua minore et non diventa
imprenditore anche se i contratti conclusi non sono annullabili.
Non costituiscono limitazioni della capacit di agire, ma semplici incompatibilit, i divieti di esercizio di
imprese commerciale posti a carico di coloro che esercitano determinate professioni (ad es: impiegati
dello stato, avvocati, notai). La violazione di tali divieti non impedisce lacquisto della qualit di
imprenditore commerciale, ma espone a sanzioni amministrative e ad un aggravamento delle sanzioni
penali per bancarotta in caso di fallimento.
4.1.2 Limpresa commerciale degli incapaci
Il legislatore stabilisce che in nessun caso consentito linizio di una nuova impresa commerciale in
nome e nellinteresse del minore, interdetto o inabilitato.
consentita solo la continuazione dellesercizio di una impresa commerciale preesistente.
Intervenuta lautorizzazione del tribunale alla continuazione dellesercizio dellimpresa, chi ha la
rappresentanza legale (tutore o genitore) pu compiere tutti gli atti che rientrano nellesercizio
dellimpresa, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione.
Quanto allinabilitato, intervenuta lautorizzazione alla continuazione, potr esercitare personalmente
limpresa, con lassistenza del curatore.
Diversamente, il minore emancipato pu essere autorizzato dal tribunale anche ad iniziare una nuova
impresa commerciale. Con lautorizzazione il minore emancipato acquista la piena capacit di agire. Pu
esercitare limpresa senza assistenza del curatore e pu compiere da solo tutti gli atti che eccedono
lordinaria amministrazione anche se estranei allesercizio dellimpresa.

Lo statuto dellimprenditore commerciale


Funzione

Gli atti da
registrare

5.1 Il registro delle imprese


Il registro delle imprese lo strumento di pubblicit legale delle imprese individuali commerciali non
piccole e delle societ commerciali. Il registro serve per rendere di pubblico dominio determinati atti o
fatti relativi alla vita delle imprese in modo che tali atti non solo siano resi accessibili ai terzi ma che
diventino opponibili a chiunque, indipendentemente dalleffettiva conoscenza.
La tenuta del registro delle imprese affidata, per ogni provincia, alla camera di commercio.
I fatti e gli atti da registrare sono specificati da una serie di norme e sono diversi a seconda della struttura
soggettiva dellimpresa. Riguardano, essenzialmente, gli elementi di individuazione dellimprenditore e
dellimpresa (dati anagrafici, ditta, oggetto, sede principale, etc.), nonch la struttura e lorganizzazione
della societ (atto costitutivo e sue modificazioni, nomina e revoca degli amministratori, etc.)
Il registro delle imprese articolato in due sezioni: sezione ordinaria e sezione speciale.
Nella sezione ordinaria sono tenuti alliscrizione le societ commerciali e gli imprenditori commerciali
individuali non piccoli (e quindi le societ, i gruppi europei di interesse economico con sede in Italia, gli
enti pubblici che perseguono unattivit commerciale; le societ estere con sede in Italia).
Liscrizione nel registro delle imprese ha funzione di pubblicit legale. Serve cio non solo a rendere
conoscibili i dati pubblicati, ma ha anche, a seconda dei casi, efficacia dichiarativa, costitutiva o
normativa.
Efficacia
dichiarativa
Efficacia
costitutiva
Efficacia
normativa

I fatti e gli atti sono opponibili a chiunque dal momento della loro registrazione. Lomessa
iscrizione non impedisce che il fatto non possa essere opposto ai terzi: limprenditore che ha
omesso la registrazione pu sempre provare che il terzo era ugualmente a conoscenza del fatto
(ad esempio, perch gli era stato comunicato attraverso una lettera).
In alcuni ipotesi, tassativamente previste, liscrizione un presupposto perch latto sia
effettivamente produttivo di effetti. (caso SpA)
In altri casi, liscrizione presupposto per lapplicazione di un determinato regime giuridico
(caso della Snc: la societ esiste anche senza iscrizione ma la mancata registrazione impedisce
che operi un regime di autonomia patrimoniale meno gravoso per i soci della societ).

Prima di procedere alliscrizione, lufficio del registro deve controllare che la documentazione
formalmente regolare (regolarit formale), nonch lesistenza e la veridicit dellatto (regolarit
sostanziale); lufficio non pu rilevare dufficio eventuali cause di nullit o di annullabilit dellatto.
Nella sezione speciale sono soggetti ad iscrizione:
gli imprenditori agricoli individuali;
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i piccoli imprenditori individuali;


le societ semplici;
gli imprenditori artigiani, gi iscritti nellapposito albo;

Liscrizione nella sezione speciale ha funzione di pubblicit notizia. Tuttavia, per gli imprenditori
agricoli, i coltivatori diretti del fondo e le societ semplici esercenti attivit agricola, liscrizione ha
efficacia di pubblicit legale.

Principio
generale

5.2 La scritture contabili obbligatorie


Le scritture contabili sono documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi, dei
singoli atti svolti nellesercizio dellattivit dimpresa.
La tenuta delle scritture contabili obbligatoria per gli imprenditori che esercitano attivit commerciale,
con esclusione dei piccoli imprenditori; inoltre, le societ commerciali sono obbligate alla tenuta delle
scritture anche se non esercitano attivit commerciale.
Secondo lart. 2214 limprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura
e dalle dimensioni dellimpresa.
Le scritture necessarie per unordinata contabilit variano a seconda del tipo di attivit, delle dimensioni e
dellarticolazione territoriale dellimpresa. In ogni caso, devono essere tenuti:
 il libro giornale, che un registro cronologico e analitico. In esso devono essere indicate giorno per
giorno le operazioni relative allesercizio dellimpresa. Basta che le operazioni siano registrate
nellordine in cui sono compiute e non necessariamente il giorno stesso del loro compimento;
 il libro degli inventari, che un registro di tipo periodico-sistematico. Deve essere redatto allinizio
dellesercizio dellimpresa e successivamente ogni anno.
Inoltre, devono essere conservati, per ciascun affare, gli originali della corrispondenza commerciale
(lettere, fatture, etc.) ricevuta e le copie di quella spedita. A seconda della dimensione e del tipo limpresa
pu tenere il libro mastro, il libro cassa, il libro magazzino (utile per la contabilit di magazzino).

Sanzioni

Efficacia
probatoria

5.3 Regolarit delle scritture contabile. Efficacia probatoria


Le scritture contabili e la corrispondenza commerciale deve essere conservata per 10 anni. Per garantire
la veridicit delle scritture contabili e per impedire che le stesse siano successivamente alterate imposta
losservanza di determinate regole formali e sostanziali nella loro tenuta.
Formalit estrinseche: in base allattuale disciplina, il libro giornale e il libro degli inventari devono
essere numerati progressivamente pagina per pagina prima di essere messi in uso. Sono invece state
soppresse la vidimazione annuale e lobbligo della bollatura foglio per foglio.
Formalit intrinseche: tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo le norme di una ordinata
contabilit: senza spazi in bianco, senza interlinee, senza abrasioni e in modo che le parole cancellate
restino leggibili.
Limprenditore che non tiene regolarmente le scritture contabili non pu utilizzarle come mezzo di prova
a suo favore. , inoltre, assoggettato alle sanzioni penali per i reati di bancarotta in caso di fallimento.
Le scritture contabili, siano o meno regolarmente tenute, possono sempre essere utilizzate dai terzi come
mezzo processuale di prova contro limprenditore che le tiene. Al contrario perch limprenditore possa
utilizzarle come prova devono ricorrere tre condizioni: le scritture devono essere regolarmente tenute; la
controparte deve essere a sua volta un imprenditore (obbligato alla tenuta delle scritture contabile); la
controversia sia relativa a rapporti inerenti allesercizio dellimpresa.

La rappresentanza commerciale
6.1 Ausiliari dellimprenditore commerciale e rappresentanza
Nello svolgimento della propria attivit limprenditore pu avvalersi della collaborazione di altri soggetti.
La collaborazione pu riguardare anche la conclusione di affari con terzi in nome e per conto
dellimprenditore: lagire in rappresentanza.
Il fenomeno della rappresentanza regolato in via generale dagli art.1387ss del codice civile. per
regolato da norme speciali quando si tratta di atti inerenti allesercizio di impresa commerciale posti in
essere da alcune figure tipiche di ausiliari interni (institore, procuratori e commessi), che per la loro
La
rappresentanza
commerciale

posizione assegnata nellimpresa, sono destinati ad entrare stabilmente in contatto con i terzi e a
concludere affari per limprenditore.
Per la posizione rivestita nellorganizzazione aziendale, institore, procuratori e commessi sono
automaticamente investiti del potere di rappresentanza dellimprenditore e di un potere commisurato al
tipo di mansione che la qualifica comporta. Il loro potere di vincolare direttamente limprenditore non si
fonda cio sulla presenza di una procura, ma costituisce effetto naturale di quella determinata
collocazione nellimpresa ad opera dellimprenditore. Questi potr modificare il contenuto legale tipico
del potere di rappresentanza degli ausiliari, ma in tal caso occorre uno specifico atto, opponibile ai terzi
solo se portato a loro conoscenza.

Institore

Procuratore

Commesso

institore colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o
di un ramo particolare della stessa. , nel linguaggio comune, il direttore generale dellimpresa o
di una filiale o di un settore produttivo.
 linstitore pu compiere in nome dellimprenditore tutti gli atti pertinenti allesercizio
dellimpresa (rappresentanza sostanziale), ma non pu vendere, affittare lazienda o
ipotecare i beni immobili in quanto la rappresentanza limitata agli atti che riguardano la
gestione dellimpresa (gestione = esercizio dellimpresa);
 tenuto, congiuntamente con limprenditore, alladempimento degli obblighi di iscrizione
nel registro delle imprese e alla di tenuta delle scritture contabili dellimpresa o della sede
cui preposto;
 linstitore, negli atti con i terzi, deve spendere il nome dellimprenditore affinch latto
compiuto e i relativi effetti ricadono direttamente sul rappresentato. Se non spende il nome
solo linstitore personalmente obbligato; tuttavia, obbligato anche limprenditore, quando
gli atti compiti dallinstitore siano pertinenti allesercizio dellimpresa a cui preposto;
 linstitore pu stare in giudizio, sia come attore che come convenuto, per le obbligazioni
dipendenti da atti compiuti nellesercizio dellimpresa a cui preposto (rappresentanza
processuale).
Le limitazioni ai poteri dellinstitore da parte dellimprenditore sono opponibili ai terzi solo se
latto di limitazione stato pubblicato sul registro delle imprese, salvo la prova che i terzi
conoscevano lesistenza delle limitazioni al momento della conclusione dellaffare.
I procuratori sono coloro che in base ad un rapporto continuativo sono preposti a dirigere un
circoscritto e determinato settore operativo dellimpresa (sono procuratori, ad esempio, il
direttore del settore acquisti, del personale, etc.). Il procuratore:
 ha il potere di compiere per limprenditore tutti gli atti pertinenti a un circoscritto e
determinato settore operativo dellimpresa;
 non ha la rappresentanza processuale dellimprenditore, neppure per gli atti da lui posti in
essere;
 non soggetto agli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture
contabili;
 risponde da solo (e non insieme allimprenditore) per gli atti compiuti senza la spendita del
nome dellimprenditore.
I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che li
pongono in contatto con terzi. Essi possono compiere gli atti ordinariamente rientranti nel loro
incaricato. I commessi non possono n concedere dilazioni o sconti che non siano duso e, se
preposti alla vendita nei locali dellimpresa, non possono esigere il prezzo fuori dai locali stessi,
n possono esigerlo allinterno dellimpresa se alla riscossione destinata apposita cassa.

Lazienda

Azienda e
impresa
Unit funzionale
dellazienda
Avviamento

7.1 Lazienda
Lart. 2555 definisce lazienda come il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio
dellimpresa. Lazienda costituisce lapparato strumentale di cui limprenditore si avvale per lo
svolgimento e nello svolgimento della propria attivit.
Lazienda un insieme di beni eterogenei caratterizzati dallunitaria destinazione ad uno specifico fine
produttivo.
Il rapporto di strumentalit e di complementariet fra i singoli elementi costitutivi dellazienda fa s che il
complesso unitario acquisti di regola un valore di scambio maggiore della somma dei valori dei singoli
beni che in un dato momento lo costituiscono. Tale maggior valore si definisce avviamento. Si distingue
tra:
8

avviamento oggettivo, ricollegabile a fattori che permangono anche se muta il titolare dellazienda (si
pensi, ad esempio, alla capacit di un complesso industriale di consentire la produzione a costi
competitivi sul mercato);
avviamento soggettivo, dovuto allabilit operativa dellimprenditore e in particolare alla sua abilit
nel formare, conservare e accrescere la clientela.

7.2 La circolazione dellazienda


Lazienda pu essere loggetto di un atto di disposizione quale la vendita. importante stabilire se un
determinato atto di disposizione dellimprenditore sia da qualificare come trasferimento di azienda o
come trasferimento di singoli beni aziendali; non sempre la distinzione agevole nella pratica.
Si ha un trasferimento di azienda quando latto di disposizione comprende lintero complesso aziendale
oppure, pur comprendendo solo un ramo particolare dellazienda, esso risulta dotato di organicit
operativa
I contratti devono essere stipulati con losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei
singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto (ad esempio, il
conferimento dazienda in una societ di capitali dovr sempre avvenire per atto pubblico). Per tutte le
imprese soggette a registrazione prescritto che i contratti di trasferimento devono essere iscritti nel
registro delle imprese nel termine di 30 giorni.
La vendita dellazienda produce un ulteriore effetto il divieto di concorrenza: chi aliena unazienda
commerciale deve astenersi, per un periodo di tempo massimo di 5 anni, dalliniziare una nuova impresa
che possa per oggetto, ubicazione o per altre circostanze sviare la clientela dallazienda ceduta. Il divieto
di concorrenza per derogabile e ha carattere relativo: sussiste nei limiti in cui la nuova attivit
dellalienante sia potenzialmente idonea a sottrarre clientela allazienda ceduta.
Successione nei
contratti
aziendali

Successione nei
crediti
aziendali

Successione nei
debiti aziendali

Lacquirente subentra in tutti i rapporti contrattuali in corso di esecuzione che lalienante ha


stipulato con fornitori, finanziatori, lavoratori e clienti. . Il consenso del terzo contraente non
necessario per il trasferimento del contratto; dal trasferimento il terzo contraente dovr eseguire
le proprie prestazioni nei confronti del nuovo titolare dellazienda.
Tuttavia, il terzo pu recedere dal contratto entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento se
sussiste una giusta causa. Il recesso determina lestinzione del contratto e non il ritorno del
contratto in testa allalienante.
La notifica al debitore ceduto o laccettazione da parte di questi, sostituita da una sorta di
notifica collettiva: liscrizione del trasferimento dellazienda nel registro delle imprese.
Da tale momento la cessione dei crediti relativi allazienda ceduta ha effetto nei confronti dei
terzi, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione. Tuttavia, il debitore ceduto
liberato se paga in buona fede allalienante.
Questa disciplina circoscritta alle imprese soggette a registrazione con effetti di pubblicit
legale; negli altri casi trova applicazione la disciplina generale della cessione dei crediti.
Non ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore.
Lalienante non liberato da tali debiti se non risulta che i creditori vi hanno consentito; inoltre,
nelle imprese commerciali, lacquirente dellazienda risponde in solido dei debiti suddetti se
risultano dai libri contabili obbligatori.
Per i debiti di lavoro lacquirente dellazienda risponde, in solido con lalienante, anche se non
risultano dalle scritture contabili o anche se lacquirente non ne ha avuto conoscenza allatto del
trasferimento.

7.3 Usufrutto dellazienda


La costituzione in usufrutto di un azienda comporta il riconoscimento in testa allusufruttuario di
particolari poteri-doveri. Lusufruttuario deve esercitare lazienda sotto la ditta che la contraddistingue.
Inoltre, deve condurre lazienda senza modificarne la destinazione ed in modo da conservare lefficienza
dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. La violazione di tali obblighi
determinano la cessazione dellusufrutto per abuso dellusufruttuario.
Il potere-dovere di gestione dellusufruttuario comporta che lo stesso non solo pu godere dei beni
aziendali, ma ha anche il potere di disporne nei limiti segnati dalle esigenze della gestione.
Lusufruttuario ha quindi il potere di acquistare ed immettere nellazienda nuovi beni; beni che diventano
di propriet del nudo proprietario e sui quali lusufruttuario avr diritto di godimento. Al termine
dellusufrutto lazienda risulter composta in tutto o in parte da beni diversi da quelli originari. pertanto

previsto che venga redatto un inventario allinizio e alla fine dellusufrutto e che la differenza fra le due
consistenze venga regolata in denaro.
7.4 Affitto dellazienda
Laffitto di azienda un contratto diverso dalla locazione di un immobile destinato allesercizio di attivit
di impresa: nel primo caso, oggetto del contratto un complesso di beni organizzati; nel secondo caso, il
contratto ha per oggetto il locale in quanto tale.

La disciplina della concorrenza


8.1 La legislazione antimonopolistica italiana e comunitaria
La libert di iniziativa economica e la competizione fra imprese non possono tradursi in atti e
comportamenti che pregiudicano in modo rilevante e durevole la struttura concorrenziale del mercato.
La legge 287/1990 ha istituito lautorit garante della concorrenza e del mercato che vigila sul rispetto
della normativa antimonopolistica, adotta i provvedimenti antimonopolistici necessari ed irroga le
sanzioni amministrative e pecuniarie previste dalla legge. Per il settore bancario tuttavia competente la
banca dItalia e per il settore delle assicurazioni lIsvap. La competenza dellautorit italiana ha carattere
residuale: circoscritta alle pratiche anticoncorrenziali che hanno rilievo esclusivamente locale e che non
incidono nel mercato comunitario. Per queste ultime competente in via esclusiva la commissione UE.
8.2 Le pratiche anticoncorrenziali
Tipologie

Intese
restrittive della
concorrenza

Abuso di
posizione
dominante

Abuso di
dipendenza
economica

Concentrazioni

Descrizione
Le intese sono comportamenti concordati fra imprese, anche attraverso organismi comuni
(consorzi, associazioni di imprese, etc.), volti a limitare la propria libert di azione sul mercato.
Ad es: accordi con cui si fissano prezzi uniformi o si contingenta la produzione.
Vietate sono solo le intese che hanno per oggetto o per effetto limpedire, il restringere o il
falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza allinterno del mercato o in una sua
parte rilevante. Sono lecite, al contrario, le intese minori: le intese che non incidono in maniera
rilevante sullassetto concorrenziale del mercato. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto.
Chiunque pu agire in giudizio per farne accertare la nullit.
Ad unimpresa in posizione dominante in particolare vietato di:
 imporre prezzi o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravosi;
 impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato;
 applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti.
vietato labuso dello stato di dipendenza economica nel quale si trova unimpresa cliente o
fornitrice rispetto ad una o pi altre imprese anche in pozione non dominante sul mercato. Si
intende per dipendenza economica la situazione in cui una impresa sia in grado di determinare,
nei rapporti commerciali con unaltra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi. Il
patto attraverso il quale si realizza labuso di dipendenza economica nullo ed espone al
risarcimento dei danni nei confronti dellimpresa che ha subito labuso.
Si ha concentrazione quando:
 due o pi imprese si fondono dando luogo ad ununica impresa (concentrazione giuridica);
 due o pi imprese, pur restando giuridicamente distinte, diventano ununica entit
economica (concentrazione economica).
Diversi sono gli strumenti giuridici che possono dar luogo ad unoperazione di concentrazione:
fusione, scissione, acquisto di unazienda, etc. Identico per il risultato economico:
lampliamento della quota di mercato realizzato attraverso operazioni che comportano la
riduzione del numero delle imprese indipendenti operanti nel settore. Le concentrazioni
diventano illecite quando danno luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato.
Pericolo questo che ovviamente sussiste solo per le concentrazioni di maggior dimensione.
perci stabilito che solo le operazioni di concentrazione che superano determinate soglie di
fatturato devono essere preventivamente comunicate rispettivamente allautorit italiana o alla
commissione. Lautorit pu senzaltro vietare la concentrazione se ritiene che la stessa
comporta la costituzione di una posizione dominante con effetti distorsivi per la concorrenza
stabili e durevoli. In alternativa, pu autorizzarla prescrivendo le misure necessarie per impedire
tali conseguenze.

10

8.3 Le limitazioni legali alla concorrenza


Linteresse generale pu legittimare la soppressione della libert di concorrenza attraverso la costituzione
per legge di monopoli pubblici.
Quando la produzione di determinati beni o servizi attuata in regime di monopolio legale, il legislatore
si preoccupa di tutelare gli utenti contro possibili comportamenti arbitrari del monopolista. Lart. 2597
pone un duplice divieto a carico di chi opera in regime di monopolio:
 lobbligo di contrattare con chiunque richieda le prestazioni e di soddisfare le richieste che siano
compatibili con i mezzi ordinari dellimpresa;
 lobbligo di rispettare le parit di trattamenti fra i diversi richiedenti.
8.4 Le limitazioni convenzionali della concorrenza
Il patto che limita la concorrenza riferito a un determinato ambito territoriale o, alternativamente, a un
determinato tipo di attivit. posto anche un limite massimo di durata: cinque anni.
Finalit esclusiva della disciplina di tutelare il soggetto che assume convenzionalmente lobbligo di non
concorrenza, evitando cos uneccessiva compressione della sua libert individuale di iniziativa
economica.
Tipologia: costituiscono esempi classici di patti limitativi della concorrenza i cartelli e i consorzi
anticoncorrenziali. Frequenti sono anche le pattuizioni limitative della concorrenza inserite in contratti fra
produttori e rivenditori (ad es: concessione di vendita in esclusiva).
8.5 La concorrenza sleale
I fatti, gli atti e i comportamenti che violano la correttezza e la professionalit nella competizione fra
imprenditori sono atti di concorrenza sleale. Tali atti sono repressi e sanzionati anche se compiuti senza
dolo o colpa e anche se non hanno arrecato un danno ai concorrenti. Basta il danno potenziale: vale a dire
che latto sia idoneo a danneggiare laltrui azienda.
Interessi tutelati: linteresse tutelato dalla disciplina della concorrenza sleale non si esaurisce
nellinteresse degli imprenditori a non veder alterate le proprie probabilit di guadagno per effetto di
comportamenti sleali dei concorrenti. Tutelato anche il generale interesse che non vengano falsati gli
elementi di valutazione e di giudizio dei consumatori.
Atto di
confusione

Atto di
denigrazione e
atto di vanteria

Pubblicit
menzognera
Concorrenza
parassitaria
Dumping
Storno di
dipendenti

un atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con lattivit
di un concorrente. lecito attrarre a s laltrui clientela, ma non lecito farlo avvalendosi di
mezzi che possono trarre in inganno il pubblico sulla provenienza dei prodotti e sullidentit
personale dellimprenditore.
Il primo consiste nel diffondere notizie e apprezzamenti sui prodotti e sullattivit di un
concorrente, idonei a determinare il discredito. Il secondo lappropriazione di pregi dei prodotti
o dellimpresa di un concorrente.
Comune a questi atti la finalit di falsare gli elementi di valutazione del pubblico. Con la
denigrazione si tende a mettere in cattiva luce i concorrenti danneggiando la loro reputazione.
Con la vanteria si intende incrementare il proprio prestigio attribuendo ai propri prodotti pregi e
qualit che in realt appartengono ad altri concorrenti.
Fra gli atti contrari al parametro della correttezza professionale rientra la pubblicit menzognera:
falsa attribuzione ai propri prodotti di qualit o pregi non appartenenti ad alcun concorrente.
Consiste nella sistematica imitazione delle altrui iniziative imprenditoriali, sia pure con
accorgimenti tali da evitare la piena confondibilit delle attivit.
la sistematica vendita sottocosto dei propri prodotti, finalizzata alleliminazione dei
concorrenti.
La sottrazione ad un concorrente di dipendenti particolarmente qualificati attuata con mezzi
scorretti.

11

La societ semplice, la societ in nome collettivo

Snc regolare e
irregolare

9.1 I caratteri essenziali della societ semplice e della Snc


La societ semplice un tipo di societ utilizzabile solo se lattivit di impresa non commerciale (in
sostanza viene utilizzata soltanto da imprese agricole). Per costituire la societ semplice occorre
liscrizione nel registro delle imprese nella sezione speciale; tale iscrizione ha efficacia di pubblicit
legale.
La societ semplice il regime residuale dellattivit societaria non commerciale, destinato a trovare
applicazione ove non risulti che le parti hanno voluto costituire la societ secondo uno degli altri tipi
legislativamente previsti.
La societ in nome collettivo un tipo di societ che pu essere utilizzato sia per lesercizio di attivit
commerciale che per lesercizio di attivit non commerciale.
La Snc il regime residuale dellattivit societaria commerciale; una specifica opzione per questo tipo di
societ necessaria solo se lattivit da esercitare non commerciale.
La societ in nome collettivo regolata, in parte, per rinvio alle norme sulla societ semplice e in parte
con norme specifiche. Come tutte le societ commerciali, la Snc soggetta alliscrizione nel registro delle
imprese con effetti di pubblicit legale. Il mancato adempimento di questo obbligo di pubblicit non
impedisce che la societ venga ad esistenza. Se lobbligo viene adempiuto, la societ assume una
determinata condizione giuridica che si suole descrivere come societ regolare; altrimenti, essa una
societ irregolare.
LA COSTITUZIONE

La societ si costituisce tramite un contratto stipulato tra i soci.


Il contratto della societ semplice non soggetto a forme particolari. Il contratto di societ pu formarsi
anche oralmente o tacitamente, cio desunto dal comportamento concludente delle parti (societ di fatto).
Per quanto riguarda la societ in nome collettivo affinch sia regolare latto costitutivo deve essere
redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Deve inoltre contenere le seguenti indicazioni:
1. le generalit dei soci;
2. la ragione sociale;
3. i soci che hanno lamministrazione e la rappresentanza della societ;
4. la sede della societ;
5. loggetto sociale;
6. i conferimenti di ciascun socio;
7. i criteri di ripartizione degli utili;
8. la durata della societ.
Anche ai fini della registrazione non tutte queste indicazioni sono per essenziali. E non lo sono in
particolare i nn.3 e 7, la cui mancanza supplita da norme di legge.
LA FORMA DEI CONFERIMENTI

La libert di forma per la costituzione delle societ di persone incontra un limite quando forme speciali
sono richieste dalla natura dei beni conferiti. La forma scritta a pena di nullit necessaria quando il
12

conferimento ha per oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari, anche per il semplice godimento a
tempo indeterminato o per un tempo eccedente i nove anni. tuttavia opinione diffusa che la forma
scritta richiesta solo per la validit del conferimento immobiliare, non per la validit del contratto
sociale.

Societ di
fatto

Societ
occulta

Societ
apparente

9.2 Societ di fatto, societ occulta


Per la costituzione di una societ di persone non necessario latto scritto. Il contratto di societ si pu
perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso di societ di fatto. La societ di fatto
regolata dalle norme della societ semplice se lattivit esercitata non commerciale; mentre se
commerciale regolata dalle norme della s.n.c. irregolare.
Una societ di fatto che esercita attivit commerciale esposta al fallimento, e il fallimento della societ
determina automaticamente anche il fallimento di tutti i soci: sia dei soci noti al momento della
dichiarazione di fallimento (soci palesi), sia dei soci occulti (cio dei soci la cui esistenza stata solo
successivamente scoperta).
La prova dellesistenza dei soci occulti pu basarsi anche su presunzioni rivelatrici degli elementi
essenziali del contratto di societ nei rapporti interni (conferimento, gestione comune, etc.), purch gli
indizi siano univoci e concordanti. In breve, lesteriorizzazione della qualit di socio non necessaria.
Dalla societ con soci occulti va tenuto distinto il fenomeno della societ occulta. societ occulta la
societ costituita con lespressa e concorde volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno1.
Sicch, per comune accordo, lattivit di impresa svolta per conto della societ, ma senza spenderne il
nome. La societ esiste fra i soci, ma non viene esteriorizzata. Lo scopo di limitare la responsabilit nei
confronti dei terzi al patrimonio (di solito modesto) del singolo gestore.
La mancata esteriorizzazione della societ non impedisce ai terzi di invocare la responsabilit anche della
societ occulta e degli altri soci. Necessario e sufficiente e che i terzi provino lesistenza del contratto di
societ e che gli atti posti in essere dal soggetto siano riferibili alla societ, seppure non sia stata
esteriorizzata. Perci, dichiarato il fallimento di un imprenditore individuale, la giurisprudenza
prevalentemente non esita ad estenderne il fallimento, una volta acquisita la prova che esiste la societ,
alla societ e agli altri soci occulti.
La societ apparente una societ che, se non ancorch esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve
considerarsi esistente allesterno quando due o pi persone operino in modo da ingenerare nei terzi
lincolpevole affidamento circa lesistenza effettiva della societ. cos preclusa la possibilit degli
apparenti soci di eccepire linesistenza della societ e la societ apparente assoggettata al fallimento
come una societ di fatto realmente esistente.
9.3 Linvalidit della societ
Per linvalidit del contratto costitutivo di una societ di persone valgono le cause di nullit e le cause di
annullabilit previste dalla disciplina generale dei contratti. Si avr:
 nullit quando il contratto contrario a norme imperative o loggetto illecito.
 annullabilit in caso di incapacit delle parti o di consenso viziato per errore, violenza o dolo.
necessario distinguere fra cause di invalidit che colpiscono lintero contratto di societ e cause di
invalidit che colpiscono solo una singola partecipazione (ad es: partecipazione di un minore non
autorizzato). In questo secondo caso, se la partecipazione non essenziale per il conseguimento
delloggetto sociale, il contratto resta valido e produttivo di effetti per gli altri soci e la societ continuer
fra costoro.
LA NULLIT DELLA SOCIET OPERANTE

La situazione si fa complessa quando, nonostante linvalidit, lattivit sociale di fatto iniziata dando
luogo allacquisto di diritti e allassunzione di obbligazioni nei confronti di terzi.
In questo caso la retroattivit della nullit del contratto cede il posto ad un altro e diverso principio
generale. Fermo restando che le cause di invalidit delle societ di persone sono quelle previste dalla
disciplina generale dei contratti, la sentenza di nullit intervenuta dopo linizio dellattivit operer come
semplice causa di scioglimento della societ. Perci:
1

La societ occulta pu essere una societ di fatto, ma pu risultare anche da un atto scritto tenuto ovviamente
segreto dai soci.

13






restano in vita tutti gli atti precedentemente posti in essere in nome della societ;
i soci non sono liberati dallobbligo di eseguire i conferimenti promessi;
resta ferma lautonomia patrimoniale della societ e la responsabilit personale dei soci per le
obbligazioni sociali;
con la sentenza di nullit si apre la fase di liquidazione.

9.4.1 I conferimenti
Con la costituzione della societ il socio si assume lobbligo di effettuare i conferimenti determinati nel
contratto sociale.
La determinazione La determinazione convenzionale del conferimento dovuto da ciascun socio non per condizione
dei conferimenti
essenziale per la valida costituzione di una societ di persone. Alleventuale silenzio in merito dellatto
costitutivo supplisce la legge con norme dispositive. Infatti, nel silenzio del contratto si presume che:
a) tutti i conferimenti devono essere eseguiti in denaro;
b) se i conferimenti non sono stati determinati si presume che i soci siano obbligati a conferire, in parti
uguali tra loro, quanto necessario per il conseguimento delloggetto sociale.
I beni
conferibili

Conferimento
di beni in
propriet

Conferimento
di beni in
godimento

Conferimento
di crediti
Il socio
dopera

Diversamente da quanto avviene nella SpA, nessuna limitazione poi posta allautonomia privata per
quanto riguarda le entit conferibili. Nelle societ di persone pu essere perci conferita ogni entit (bene
o servizio) suscettibili di valutazione economica.
9.4.2 La disciplina dei conferimenti
Il codice detta una specifica disciplina per alcuni tipi di conferimenti diversi dal denaro: conferimenti di
beni in natura, conferimenti di crediti, conferimento dopera.
Per il conferimento di beni in propriet disposto che la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei
rischi sono regolati dalle norme sulla vendita.
Il socio tenuto alla garanzia per evizione e per rischi sulla cosa. Sul socio grava inoltre il rischio del
perimento per caso fortuito della cosa fin quando la propriet non sia passata alla societ (o al momento
della stipulazione del contratto, per cosa determinata, o al momento della loro specificazione, se si tratta
di cose determinate solo nel genere).
Il perimento della cosa, prima che la propriet sia acquistata dalla societ, comporta che il socio pu (ma
non deve) essere escluso dalla societ.
Per i beni conferiti in godimento, il rischio a carico del socio che le ha conferite. Questi potr perci
essere escluso dalla societ qualora la cosa perisca o il godimento diventi impossibile per causa non
imputabile agli amministratori. Il bene conferito in godimento resta di propriet del socio e avr diritto
alla restituzione del bene al termine della societ nello stato in cui si trova.
Il socio che conferisce crediti risponde nei confronti della societ dellinsolvenza del debitore ceduto nei
limiti del valore assegnato al suo conferimento.
Nelle societ di persone il conferimento pu essere costituito anche dallobbligo del socio di prestare la
propria attivit lavorativa (manuale o intellettuale) a favore della societ.
Il socio dopera non un lavoratore subordinato e non ha diritto al trattamento salariale e previdenziale
proprio dei lavoratori subordinati. Il compenso per il suo lavoro rappresentato dalla partecipazione ai
guadagni della societ. Sul socio dopera grava il rischio dellimpossibilit di svolgimento della
prestazione, anche per causa a lui non imputabile; gli altri soci possono escluderlo per la sopravvenuta
inidoneit a svolgere lopera conferita. Inoltre, in fase di liquidazione egli parteciper solo alla
ripartizione delleventuale attivo che residua dopo il rimborso del valore nominale del conferimento dei
soci che hanno apportato capitali. Non ha, perci, diritto a percepire, in prededuzione, una somma di
denaro pari al valore globale dei servizi prestati alla societ.

14

Trasferimento
della quota
sociale
Pubblicit

Le
modificazioni a
maggioranza

9.5 Modifiche allatto costitutivo


Nella societ semplice e nella Snc il contratto sociale pu essere modificato soltanto col consenso di tutti
i soci, se non convenuto diversamente.
Fra le modificazioni del contratto sociale rientrano anche i mutamenti nella compagine sociale. Per il
rapporto fiduciario che normalmente intercorre fra i soci, il consenso di tutti i soci necessario per il
trasferimento della quota sociale sia fra vivi che a causa di morte. In mancanza, il trasferimento
improduttivo di effetti per la societ e gli altri soci.
Nelle Snc le modificazioni dellatto costitutivo sono soggette a pubblicit legale e finch non sono state
iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili ai terzi, a meno che non si provi che i terzi ne
avevano conoscenza.
Se la regola per le modifiche dellatto costitutivo lunanimit, lart.2252 consente per che possa essere
convenuto diversamente. Tuttavia si esclude che la maggioranza possa modificare le basi essenziali
della societ e quindi, ad esempio, mutare radicalmente loggetto sociale.
La preoccupazione di fondo impedire possibili abusi della maggioranza. Tuttavia, non esiste nellattuale
disciplina delle societ di persone un principio inderogabile che escluda decisioni a maggioranza
riguardanti le basi essenziali della societ. Il che non significa per che i poteri modificativi della
maggioranza siano senza limiti. In materia debbono trovare applicazione i principi generali quali:
lobbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede ed il rispetto della parit di trattamento fra i
soci.
9.6 Il capitale sociale
Una disciplina del capitale sociale del tutto assente nella societ semplice. Anzi, non neppure richiesta
la valutazione iniziale dei conferimenti. Il che si spiega anche col fatto che la societ semplice (in quanto
destinata esclusivamente allesercizio di attivit non commerciale) non obbligata alla tenuta delle
scritture contabili ed alla redazione del bilancio. Il capitale sociale, nella societ in nome collettivo, il
valore in denaro dei conferimenti di beni eseguiti o promessi dai soci, quale risulta dalle valutazioni
compiute nellatto costitutivo.
Nel corso del tempo, il capitale sociale rimane inalterato fino quando una modificazione dellatto
costitutivo non ne determini laumento o la riduzione. Vi sono delle norme a tutela dellintegrit
patrimoniale:
vietata la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (utili fittizi);
se si verifica una perdita del capitale sociale, non si pu ripartire utili fino a che il capitale non sia
reintegrato o ridotto in misura corrispondente;
vietato agli amministratori di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o liberarli dallobbligo di
ulteriori versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale.

Riduzione reale
del capitale
sociale

Se viene adottata una delibera di riduzione del c.s., per tutelare i creditori sociali, essa pu essere eseguita
solo dopo che siano decorsi 3 mesi dalliscrizione nel registro delle imprese e a condizione che entro tale
termine nessuno dei creditori sociali anteriori alliscrizione abbia fatto opposizione
9.7 Partecipazione dei soci agli utili e alle perdite
nullo il patto leonino, il patto con il quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili e
alle perdite (art. 2265).
Sono altres nulle le convenzioni sociali fra soci non risultanti dallatto costituivo (patti parasociali), che
violano tale articolo. Perch si abbia nullit di tali patti parasociali per necessario che essi siano privi
di una propria giustificazione causale fra le parti stipulanti e, quindi configurino un negozio in frode alla
legge. Cos, ad esempio, non pu considerarsi nullo il patto con cui un socio si impegna a riversare ad un
altro tutti gli utili di sua spettanza, a titolo di rimborso di un prestito ricevuto.

Criteri legali di
ripartizione

Se il contratto nulla dispone:


gli utili (o le perdite) spettanti ai soci si presumono proporzionali ai conferimenti;
il valore dei conferimenti fra le parti si presumono uguali;
la quota spettante al socio dopera fissata dal giudice secondo equit;
nel caso in cui fosse determinata solo la parte di ciascuno nei guadagni, si presume che nella stessa
misura debba determinarsi la partecipazione alle perdite (si applica anche al caso contrario).

15

Diritto agli utili

Nella societ semplice il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con lapprovazione del
rendiconto. Nelle Snc il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con lapprovazione del
bilancio desercizio.
Nelle societ di persone, lapprovazione del bilancio condizione sufficiente perch ciascun socio possa
pretendere lassegnazione della sua parte degli utili. Di conseguenza, la maggioranza dei soci non pu
deliberare la non distribuzione degli utili, a tal fine necessario il consenso di tutti i soci.

9.8 Responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali


Nella societ semplice e nella Snc delle obbligazioni sociali risponde la societ col proprio patrimonio
che costituisce garanzia primaria ma non esclusiva, dato che per le obbligazioni sociali rispondono
personalmente e illimitatamente anche i singoli soci.
Societ
semplice

Societ in nome
collettivo

Nella societ semplice, la responsabilit personale di tutti i soci principio dispositivo, parzialmente
derogabile. Lart. 2267 dispone infatti che in tale societ per le obbligazioni sociali rispondono inoltre
personalmente e solidalmente i soci che hanno agito in nome e per conto della societ e, salvo patto
contrario gli altri soci. Per questi ultimi, soci non investiti del potere di rappresentanza, la responsabilit
personale pu essere esclusa o limitata da un apposito patto sociale. Patto che per opponibile ai terzi
solo se portato a loro conoscenza con mezzi idonei. In mancanza, la limitazione della responsabilit o
lesclusione della solidariet sono opponibili solo a coloro che ne hanno avuto effettiva conoscenza.
Nella Snc la responsabilit illimitata e solidale di tutti i soci inderogabile. Leventuale patto contrario
non ha effetto nei confronti dei terzi.
Socio nuovo ed ex socio: chi entra a far parte di una societ gi costituita risponde con gli altri soci per le
obbligazioni sociali anteriori allacquisto della qualit del socio. Allopposto, nei casi in cui il rapporto
sociale si scioglie limitatamente ad un socio, questi o i suoi eredi sono responsabili verso i terzi per le
obbligazioni sociali fino al giorno in cui si verificato lo scioglimento.

Societ
semplice e
Snc irregolare

Societ in
nome collettivo
regolare

La tutela dei
creditori
personali

Liquidazione
della quota

9.9 Responsabilit della societ e responsabilit dei soci: beneficio della preventiva
escussione
I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla societ in
quando godono del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. Il beneficio opera per
diversamente nella societ semplice e nella Snc irregolare, rispetto alla Snc regolare.
Nelle societ semplice il creditore sociale pu rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente
responsabile e sar questi a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i
beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera quindi in via di
eccezione ed il socio sar tenuto a pagare ove non provi che nel patrimonio sociale esistano beni non solo
sufficienti, ma prontamente ed agevolmente aggredibili dal creditore istante.
Questa disciplina si applica anche alla Snc irregolare, ferma restando per la responsabilit solidale ed
illimitata di tutti i soci.
Nella Snc regolare il beneficio descussione opera automaticamente. Anche se la societ in
liquidazione, i creditori sociali non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo
lescussione del patrimonio sociale.
9.9 Il creditore particolare del socio
Il patrimonio della societ insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed intangibile da parte dei
creditori di questi ultimi. Il creditore personale del socio non per del tutto sprovvisto di tutela. Sia nella
societ semplice sia nella collettiva egli pu:
far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio debitore;
compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione della societ;
Nella societ semplice e nella Snc irregolare, il creditore particolare del socio pu inoltre chiedere la
liquidazione della quota del suo debitore provando che gli altri beni del debitore sono insufficienti a
16

soddisfare i suoi crediti. In questo caso la societ tenuta a versargli entro 3 mesi, una somma di denaro
corrispondente al valore della quota al momento della domanda.
Al contrario, nella Snc regolare, il creditore personale di un socio non pu chiedere la liquidazione della
quota finch dura la societ; tale regola vale fino alla scadenza della societ fissata nellatto costitutivo.
Nel caso in cui i soci prorogano la durata della societ (anche in maniera tacita, ovvero per fatti
concludenti dei soci) il creditore pu chiedere la liquidazione della quota del suo debitore provando che
gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti.

Nozione

Amministrazione
disgiuntiva

Amministrazione
congiuntiva

9.10 Lamministrazione della societ


Il potere di amministrazione il potere di decidere quali affari realizzare e come, nellambito delloggetto
sociale.
Secondo il modello legale ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ. Latto
costitutivo pu tuttavia prevedere che lamministrazione sia riservata solo ad alcuni soci.
Ma in ogni caso, quando lamministrazione della societ spetta a pi soci (tutti o alcuni) ed il contratto
sociale nulla dispone in merito alle modalit di esercizio del potere di amministrazione, trova
applicazione il modello legale dellamministrazione disgiuntiva. Ciascun socio amministratore investito
del potere di intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale, senza essere
tenuto a richiedere il consenso o il parere degli altri soci amministratori.
Lampio potere di iniziativa individuale tuttavia temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a
ciascuno degli altri soci amministratori. Lopposizione va esercitata prima che loperazione sia stata
compiuta e, se tempestiva, paralizza il potere decisorio del singolo amministratore.
Con lopposizione si determina un conflitto fra i soci; conflitto sulla cui soluzione decide la maggioranza
dei soci calcolata per quote.
Nel contratto sociale i soci possono prevedere lamministrazione congiuntiva. Con lamministrazione
congiuntiva necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni
sociali. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che per lamministrazione sia necessario il consenso
della maggioranza di quote.
La maggior rigidit dellamministrazione congiuntiva (allunanimit o a maggioranza di quote)
temperato dal riconoscimento ai singoli amministratori del potere di agire individualmente quando vi sia
urgenza di evitare un danno alla societ.
9.11 I soci amministratori
Per legge ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ. I soci possono, tuttavia,
stabilire che lamministrazione spetti soltanto a uno o ad alcuni di loro.
La nomina pu essere fatta nellatto costitutivo o per atto separato e tale costituzione acquista rilievo al
momento della revoca:
la revoca dellamministratore nominato nel contratto sociale comporta una modifica di questultimo:
deve perci essere decisa allunanimit dai soci (se non convenuto diversamente) e la revoca non ha
effetto se non ricorre una giusta causa;
lamministratore nominato in atto separato revocabile anche quando non ricorre una giusta causa,
salvo il diritto al risarcimento dei danni.

I soci non
amministratori:
informazione e
controllo

Per quanto riguarda i diritti e gli obblighi degli amministratori, lamministratore investito per legge del
potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale; dai poteri degli amministratori restano
esclusi solo gli atti che comportano modificazioni al contratto sociale (ad es: non si pu cambiare il tipo
di attivit previsto nellatto costitutivo).
Per quanto riguarda i doveri degli amministratori, essi devono tenere le scritture contabili e redigere il
bilancio desercizio. Inoltre, verso la societ gli amministratori sono solidalmente responsabili degli atti
compiuti, con conseguente obbligo di risarcire i danni alla stessa arrecati; tuttavia, la responsabilit non si
estende a quei amministratori che dimostrino di essere esenti da colpa.
Nella societ in nome collettivo regolare, le limitazioni al potere di rappresentanza iscritte nel registro
delle imprese sono opponibili ai terzi.
Ogni socio non amministratore ha un potere di controllo sulloperato degli amministratori consistente:
nel diritto di chiedere agli amministratori notizia dello svolgimento degli affari sociali;
nel diritto di consultare le scritture contabili;
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Modello
legale

Modelli
statutari

Opponibilit
ai terzi

nel diritto di ottenere il rendiconto annuale.

9.12 Amministrazione e rappresentanza


Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi quella di rappresentanza della societ
(cosiddetto potere di firma). Il potere di rappresentanza il potere di agire compiere atti giuridici con terzi
in nome della societ.
Secondo il modello legale, vi puntuale coincidenza fra potere gestorio e potere di rappresentanza.
Infatti, la rappresentanza della societ spetta a ciascun socio amministratore, e:
nel caso di amministrazione disgiunta, ogni amministratore da solo pu stipulare atti in nome della
societ (firma disgiunta);
nel caso di amministrazione congiuntiva (decisa nellatto costitutivo), tutti i soci amministratori
devono partecipare alla stipulazione dellatto (firma congiunta).
Latto costitutivo pu tuttavia prevedere una diversa regolamentazione del potere di gestione e del potere
di rappresentanza. Pu:
riservare la rappresentanza legale della societ solo ad alcuni soci amministratori;
pu stabilire per la rappresentanza modalit di esercizio diverse da quelle valevoli per il potere di
gestione (ad esempio, pu essere stabilita la firma congiunta per determinati atti che se
lamministrazione disgiuntiva);
prevedere la firma disgiunta per gli atti che non superano un dato importo o per quelli di normale
gestione e la firma congiunta per quelli di ammontare elevato.
Le limitazioni, sia originarie sia successive, o lestinzione del potere di rappresentanza degli
amministratori non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si provi
che i terzi ne hanno avuto effettiva conoscenza.
9.13.1 Scioglimento del singolo rapporto e scioglimento della societ
Il singolo socio pu cessare di far parte della societ per morte, recesso o esclusione. Il principio
ispiratore di fondo che domina tali vicende quello della conservazione dellente societario.
Il venir meno di uno o pi soci non determina in alcun caso lo scioglimento della societ; di per s
comporta solo la necessit di definire i rapporti patrimoniali fra i soci superstiti ed il socio uscente o gli
eredi del socio defunto, attraverso la liquidazione della quota sociale. Tale principio di conservazione
della societ opera anche quando resta anche un solo socio. Infatti, il venir meno della pluralit dei soci
opera come causa di scioglimento solo se la pluralit non ricostituita nel termine di 6 mesi.
9.13.2 La morte del socio
La morte del socio produce come effetto ex lege lo scioglimento del rapporto fra tale socio e la societ,
con il conseguente obbligo per i soci superstiti di liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi nel
termine di 6 mesi. I soci superstiti non sono tenuti a subire il subingresso in societ degli eredi del
defunto.
Tale disciplina ha carattere dispositivo. Lart. 2284 concede infatti ai soci superstiti altre due possibilit:
1. possono decidere lo scioglimento anticipato della societ; gli eredi non hanno cos pi diritto alla
liquidazione della quota entro 6 mesi, ma devono attendere la conclusione delle operazioni di
liquidazione della societ;
2. possono decidere di continuare la societ con gli eredi del socio defunto, ma perch gli eredi
diventino soci occorre il consenso di tutti i soci superstiti e degli eredi.
9.13.2 Il recesso
Il recesso lo scioglimento del rapporto sociale per volont del socio. Se la societ :

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a tempo indeterminato ogni socio pu recedere liberamente. Il recesso deve essere comunicato a tutti
gli altri soci con un preavviso di almeno 3 mesi e diventa produttivo di effetti solo dopo che sia
decorso tale termine;
a tempo determinato, il recesso ammesso solo se sussiste una giusta causa. Anche la volont di
recedere per giusta causa deve essere portata a conoscenza degli altri soci, ma in tal caso il recesso ha
effetto immediato.

9.13.3 Lesclusione
Lesclusione del socio dalla societ opera di diritto:
 quando il socio viene dichiarato fallito, salvo che il fallimento sia quello della societ;
 quando il creditore particolare di un socio ha ottenuto la liquidazione della quota.
In altri casi lesclusione rimessa alla decisione dei soci. I fatti che legittimano la societ a deliberare
lesclusione di un soggetto sono:
gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale (ad es: sistematico
comportamento ostruzionistico del socio);
linterdizione, linabilitazione del socio o una condanna che comporti linterdizione anche temporanei
dai pubblici uffici;
i casi di sopravvenuta impossibilit di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio
(perimento della cosa da conferire in propriet, prima del relativo passaggio; sopravvenuta inidoneit
del socio dopera a svolgere lopera conferita).
Lesclusione deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste. La deliberazione (motivata) deve
essere comunicata al socio escluso ed ha effetto decorsi 30 giorni dalla data di comunicazione.

Calcolo della
quota

9.13.4 La liquidazione della quota


In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un socio, questi ha diritto alla
liquidazione della quota sociale.
Pi esattamente il socio non pu pretendere la restituzione dei beni conferiti in propriet e non pu
neanche pretendere la restituzione dei beni conferiti in godimento fin quando dura la societ (salvo che
sia stato diversamente pattuito). Ma ha diritto a una somma di denaro che rappresenti il valore della sua
quota nella societ.
Il valore della quota determinato in base alla situazione patrimoniale della societ nel giorno in cui si
verifica lo scioglimento del rapporto. Per calcolarla occorre attribuire ai beni il loro valore effettivo (e non
quello prudenziale risultante da bilancio), nonch tenendo conto del valore di avviamento dellazienda e
degli utili e delle perdite sulle operazioni in corso. Il pagamento della quota deve essere effettuato entro 6
mesi dal giorno dello scioglimento del rapporto.
9.14.1 Scioglimento della societ: le cause di scioglimento
Le cause di scioglimento della societ semplice, valide anche per la Snc, sono:
1. il decorso del termine fissato nellatto costitutivo (la societ si intende tacitamente prorogata a tempo
indeterminato quando, decorso il termine, i soci continuano ad eseguire lattivit sociale);
2. il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo;
3. la volont di tutti i soci;
4. il venir meno della pluralit dei soci, se nel termine di 6 mesi questa non ricostituita;
5. altre cause previste dal contratto sociale.
poi causa specifica di scioglimento della Snc, il fallimento della stessa; in tal caso per la liquidazione
avviene secondo le regole di tale procedura concorsuale e non secondo la disciplina che stiamo trattando
in questa sede.
Tutte le cause di scioglimento operano automaticamente (di diritto) per il solo fatto che si sono verificate.

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Effetti

Revoca della
liquidazione

Poteri dei
liquidatori

Divieti

9.14.2 La societ in stato di liquidazione


Verificatasi una causa di scioglimento la societ entra automaticamente in stato di liquidazione.
Attraverso la liquidazione si provvede al soddisfacimento dei creditori sociali ed alla distribuzione fra i
soci delleventuale residuo attivo.
Lulteriore attivit della societ deve ormai tendere solo alla definizione dei rapporti in corso e perci i
poteri degli amministratori sono per legge limitati al compimento degli affari urgenti; cos come i
liquidatori che ad essi subentrano non possono intraprendere nuove operazioni e rispondono
personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi in violazione del divieto.
Sorge inoltre il diritto dei soci a che si dia avvio al procedimento di liquidazione attraverso la nomina dei
liquidatori ed il diritto alla liquidazione della quota, una volta estinti i debiti sociali.
Il passaggio della societ dalla fase di gestione attiva alla fase di liquidazione non quindi senza
conseguenze per lorganizzazione sociale e per i soci.
I soci possono sempre autorizzare o rettificare gli atti non urgenti compiuti dai soci amministratori e le
nuove operazioni effettuate dai liquidatori, cos rimuovendo i limiti legali ai loro poteri. Inoltre, lo stesso
stato di liquidazione pu essere revocato dai soci. La decisione di revoca dovr essere tuttavia adottata
allunanimit.
9.14.3 Il procedimento di liquidazione
Il procedimento legale di liquidazione inizia con la nomina dei liquidatori, la quale richiede il consenso di
tutti i soci se nellatto costitutivo non diversamente previsto.
Dopo la nomina, i liquidatori prendono il posto degli amministratori e, insieme ad essi, redigono
linventario dal quale risulta lo stato patrimoniale della societ. In tal modo vengono fissate nel tempo le
eventuali responsabilit degli amministratori per la gestione di loro competenza e lattivit degli stessi si
esaurisce.
Entrano cos in funzione i liquidatori, il cui compito quello di definire i rapporti che si ricollegano
allattivit sociale: conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione fra i soci
delleventuale residuo attivo. Per procedere al pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono
chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti.
Sui liquidatori incombe un duplice divieto:
non possono intraprendere nuove operazioni, operazioni cio che non sono in rapporto di mezzo a
fine rispetto allattivit di liquidazione;
non possono ripartire fra i soci i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati pagati o non
siano state accantonate le somme necessarie per pagarli.
Estinti tutti i debiti sociali la liquidazione si avvia allepilogo con la definizione dei rapporti fra i soci. I
liquidatori devono restituire ai soci i beni conferiti in godimento nello stato in cui si trovano.
Resta infine da ripartire fra i soci leventuale attivo patrimoniale residuo convertito in denaro. Il saldo
attivo di liquidazione destinato innanzitutto al rimborso del valore nominale dei conferimenti,
leventuale eccedenza poi ripartita fra tutti i soci in proporzione della partecipazione di ciascuno nei
guadagni.

Bilancio
finale e piano
di riparto

Collettiva
irregolare

Collettiva
regolare

Nessuna regola procedimentale specifica prevista per la chiusura del procedimento di liquidazione della
societ semplice.
Nella Snc, invece, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione ed il piano riparto. Il
primo esporr la situazione patrimoniale finale. Il secondo invece una proposta di divisione fra i soci
dellattivo residuo.
Con lapprovazione del bilancio, i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.
9.14.4 Lestinzione della societ
Nella Snc irregolare la chiusura del procedimento di liquidazione determina lestinzione della societ,
sempre ch la relativa disciplina sia stata rispetta e siano stati perci soddisfatti tutti i creditori sociali. In
mancanza, la societ dovr considerarsi ancora esistente, anche perch manca un atto formale che segni
chiaramente il momento finale della sua vita.
Principi diversi valgono per la Snc registrata. In particolare, per la Snc stabilito che, approvato il
bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro
delle imprese
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Lart. 2312 dispone che con la cancellazione del registro delle imprese la societ si estingue, quandanche
non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. I creditori insoddisfatti per non sono senza tutela:
possono agire nei confronti dei soci, che restano personalmente ed illimitatamente responsabili, e nei
confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento imputabile a colpa o a dolo di questi ultimi.

La societ in accomandita semplice

Le due categorie
di soci

10.1 Nozione e caratteri distintivi


La societ in accomandita semplice una societ di persone che si differenzia dalla Snc per la presenza di
due categorie di soci:
i soci accomandatari che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali;
i soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita.
Lamministrazione della societ compete esclusivamente ai soci accomandatari.
Laccomandita semplice il solo tipo di societ di persone che consente lesercizio di unimpresa
commerciale con limitazione del rischio e non esposizione a fallimento personale per alcuni soci (gli
accomandanti).
Latto costitutivo della societ deve indicare quali sono i soci accomandatari e quali sono gli
accomandanti. Latto soggetto ad iscrizione nel registro delle impresa, e lomessa registrazione
comporta lirregolarit della societ. Lomessa registrazione non impedisce la nascita della societ e resta
ferma la distinzione fra soci accomandatari e accomandanti.
Per quanto riguarda la ragione sociale essa deve essere formata col nome di almeno uno dei soci
accomandatari e con lindicazione del tipo sociale. Non pu essere inserito nella ragione sociale il nome
dei soci accomandanti, ci per evitare che i terzi possano fare affidamento anche sulla responsabilit
personale di tali soci. Se il nome dellaccomandante compare nella ragione sociale, egli perde il beneficio
della responsabilit limitata ma non diventa socio accomandatario e quindi rimane sempre e comunque
escluso dallamministrazione della societ.
LAMMINISTRAZIONE DELLA SOCIET

Lart. 2320 stabilisce il divieto di immistione: gli accomandanti non possono compiere atti di
amministrazione, n trattare o concludere affari in nome della societ, se non in forza di una procura
speciale valida per singoli affari. Laccomandante che viola il divieto di immistione risponde di fronte ai
terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali (presenti, passate e future) che sono
imputabili alla societ e, in caso di fallimento, anchegli sar dichiarato fallito al pari degli altri soci
accomandatari.
Per quanto riguarda lamministrazione allinterno della societ laccomandante privo di ogni potere
decisionale: non pu decidere alcun atto di impresa e non pu neppure partecipare alle decisioni degli
amministratori. Gli accomandanti:
possono solo prestare la loro opera, manuale o intellettuale, allinterno della societ sotto la direzione
degli amministratori;
se latto costitutivo lo consente, possono dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni;
hanno il diritto di avere la comunicazione annuale del bilancio e di controllarne lesattezza,
consultando i libri e gli altri documenti della societ. In quanto esclusi dallamministrazione della
societ, gli accomandanti non sono tenuti a restituire gli utili fittizi eventualmente riscossi, purch essi
siano in buona fede e gli utili risultino da un bilancio regolarmente approvato.
Alla nomina e alla revoca degli amministratori concorrono tutti i soci.
SCIOGLIMENTO DELLA SOCIET

La societ si scioglie quando rimangono soltanto soci accomandatari o soci accomandanti, sempre che nel
termine di 6 mesi non sia stato sostituito il socio che venuto meno. Inoltre, se vengono meno i soci
accomandatari, i restanti soci devono nominare un amministratore provvisorio (che pu essere anche un
accomandante) i cui poteri sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione; lamministratore
provvisorio non risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali.
Per quanto riguarda il procedimento di liquidazione e lestinzione dellimpresa valgono le regole della
societ in nome collettivo. Tuttavia, cancellata la societ dal registro delle imprese, i creditori
insoddisfatti potranno far valere i loro crediti nei confronti dei soci accomandanti solo nei limiti di quanto
hanno ricevuto a titolo di quota di liquidazione. Mentre gli accomandatari rispondono illimitatamente.
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IL TRASFERIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE SOCIALE

Se latto costitutivo non dispone diversamente, il trasferimento per atto fra vivi della quota degli
accomandatari pu avvenire solo col consenso unanime di tutti i soci; per quanto riguarda gli
accomandanti, per il trasferimento necessario il consenso dei soci che rappresenti la maggioranza del
capitale sociale.
Per la trasmissione a causa di morte, per gli accomandatari, per il trasferimento della quota richiede oltre
al consenso dei soci superstiti anche il consenso degli eredi. Per gli accomandanti, invece, la loro quota
liberamente trasferibile, senza perci che sia necessario il consenso dei soci superstiti.
10.2 Il divieto di concorrenza del socio
Nelle societ in nome collettivo incombe su tutti i soci (e, limitatamente ai soci accomandatari, in caso di
societ in accomandita semplice) lo specifico obbligo di non esercitare per conto proprio o altrui
unattivit concorrente con quella della societ. La violazione del divieto espone il socio al risarcimento
dei danni nei confronti della societ e legittima gli altri soci a deciderne lesclusione.

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La societ per azioni: caratteri generali

Nozione

Personalit
giuridica

Responsabilit
dei soci

Lorganizzazione
corporativa

Le azioni

SpA e grande
impresa

11.1 Nozione e caratteri essenziali


La societ per azioni forma con la societ in accomandita per azioni e con la societ a responsabilit
limitata la categoria delle societ di capitali.
La societ per azioni una societ di capitali nella quale per le obbligazioni sociali risponde soltanto la
societ col suo patrimonio e la cui partecipazione sociale rappresentata da azioni.
Caratteri essenziali:
In quanto persona giuridica, per legge trattata come soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci e
gode perci di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. La societ e solo la societ qualificabile
come imprenditore.
Nella SpA i soci sono obbligati solo ad eseguire i conferimenti promessi e i creditori sociali possono fare
affidamento solo sul patrimonio della societ per soddisfarsi.
A garanzia dei creditori della societ opera il principio per cui la societ non pu costituirsi se non con un
minimo di capitale sociale proprio (fissato ad un importo pari a 120.000 .). Tuttavia, i creditori della
societ non si trovano tutti su un medesimo piano: leffetto traslativo dellinsolvenza si verifica solo a
danno dei creditori economicamente pi deboli (piccoli fornitori, etc.) in quanto i creditori
economicamente pi forti sono nella condizione contrattuale di poter esigere dalla societ particolari
garanzie reali o personali che ricadano anche sulle persone fisiche dei soci.
La societ per azioni unorganizzazione corporativa basata sulla necessaria presenza di tre distinti
organi:
1. lassemblea;
2. amministratori;
3. collegio sindacale.
Il singolo socio in quanto tale non ha alcun potere diretto di amministrazione e di controllo. Ha solo il
diritto di concorre col suo voto in assemblea alla designazione dei membri dellorgano amministrativo e
di controllo. Il funzionamento dellassemblea poi dominato dal principio maggioritario ed il peso di
ogni socio in assemblea proporzionato alla quota di capitale da lui sottoscritto.
Le quote di partecipazione della societ sono rappresentate da titoli di partecipazione omogenei e
standardizzati, dette azioni.
11.2 Societ per azioni e tipologia della realt
La societ per azioni il tipo di societ pi importante nella realt economica; grazie ai suoi caratteri
essenziali la forma che viene scelta dalle imprese di media e grande dimensione a capitale sia privato
che pubblico.
Essa viene scelta perch la limitazione del rischio individuale dei soci e la possibilit di pronta
mobilitazione dellinvestimento costituiscono strumenti che favoriscono la raccolta degli ingenti capitali
di rischio di cui ha tipicamente bisogno la grande impresa.
Cos lutilizzo della forma della societ per azioni rende possibile la compartecipazione di un numero
ristretto di soci, che assumono liniziativa economica e sono animati da spirito imprenditoriale (azionisti
imprenditori), con una gran massa di piccoli azionisti animati dal solo intento di investire fruttuosamente
il proprio risparmio (azionisti risparmiatori) e che sono rassicurati dalla possibilit di disinvestimento
veloce.

Le societ per azioni non si identificano solo con limpresa di grande dimensioni con azioni diffuse fra il
pubblico. Con esse coesistono un gran numero di societ per azioni composte da un numero non elevato
di soci e costituite per la gestione di imprese di dimensioni modeste (ci possibile in quanto il capitale
minimo per costituire una Spa di 120.000 , cifra certamente non cospicua).
Tipologia della Nella societ a ristretta base azionaria, i problemi sono quelli della tutela dei soci di minoranza e dei
realt e problemi creditori di fronte a possibili abusi dei soci che detengono la maggioranza del capitale e degli
di disciplina
amministratori. Al contrario, nelle societ con azioni diffuse tra il pubblico vi anche lesigenza di
garantire il corretto funzionamento dellintero mercato.
SpA a ristretta
base azionaria

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La costituzione della societ per azioni

Fasi

Costituzione
simultanea

Costituzione per
pubblica
sottoscrizione

12.1.1 Il procedimento di costituzione


La costituzione della societ per azioni si articola in due fasi essenziali:
1. la stipulazione dellatto costitutivo per atto pubblico;
2. liscrizione dellatto costitutivo nel registro delle imprese.
12.1.2 La stipulazione dellatto costitutivo
La stipulazione dellatto costitutivo pu avvenire secondo due diversi procedimenti:
a) Per costituzione simultanea, latto costitutivo stipulato immediatamente da coloro che assumono
liniziativa per la costituzione della societ (soci fondatori); tali soggetti provvedono contestualmente
alla sottoscrizione del capitale sociale iniziale;
b) Per costituzione per pubblica sottoscrizione, si arriva alla stipulazione dellatto costitutivo al termine
di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base
di un programma predisposto da coloro che assumono liniziativa (promotori).
12.1.3 Latto costitutivo: forma e contenuto
Latto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit della societ.
Latto costitutivo deve, per legge, indicare:
1) la generalit dei soci e degli eventuali promotori;
2) la denominazione, e il comune ove sono poste la sede della societ e le eventuali sede secondarie;
3) loggetto sociale (il tipo di attivit economica che si intende svolgere);
4) lammontare del capitale sociale sottoscritto e versato;
5) il numero e leventuale valore nominale delle azioni;
6) il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura;
7) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti;
8) i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori;
9) il numero degli amministratori e i loro poteri;
10) il numero dei componenti del collegio sindacale;
11) la nomina dei primi amministratori e sindaci;
12) limporto globale delle spese per la costituzione poste a carico della societ;
13) la durata della societ (pu essere a tempo indeterminato).
Lomissione di una o pi di tali indicazioni legittima il rifiuto del notaio di stipulare latto costitutivo.

Atto costitutivo e
statuto

Latto costitutivo ha nella pratica un contenuto pi ampio di quello minimo richiesto per legge, anche
perch prassi riprodurre anche le norme che regolano il funzionamento degli organi sociali. Cos,
sovente, si preferisce, procedere alla redazione di due sintetici documenti:
 un primo, nel quale si manifesta la volont di dare vita al rapporto sociale;
 un secondo, lo statuto, contenente le norme di funzionamento della societ.
Anche se sono due documenti distinti, atto costitutivo e statuto costituiscono un contratto unitario. Ne
consegue che anche lo statuto va redatto per atto pubblico a pena di nullit.

Capitale minimo
e
altre condizioni

12.1.4 Le condizioni per la costituzione


Il capitale sociale deve essere interamente sottoscritto e non deve essere inferiore a 120.000 .
Occorre rispettare le disposizioni relative al versamento dei conferimenti; in particolare che sia versato
presso una banca il 25% dei conferimento in denaro o, nel caso di atto unilaterale lintera somma.

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Vincolo dei
contraenti

Deposito
dellatto
costitutivo

12.1.5 Gli effetti della stipulazione dellatto costitutivo


La stipulazione dellatto costitutivo non di per s condizione sufficiente per la costituzione della societ.
Produce tuttavia una serie di effetti immediati e preliminari.
I contraenti restano vincolati dalla dichiarazione di costituire la societ e non possono ritirare il loro
consenso, se validamente espresso, fin quando non risulti che alla costituzione della societ non si pu
addivenire per fatti estranei alla loro volont.
I sottoscrittori hanno tuttavia diritto di rientrare in possesso delle somme versate se la societ non
iscritta nel registro delle imprese, entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto costituivo. Decorso tale
termine latto costitutivo perde efficacia.
Con la stipulazione dellatto costitutivo sorge inoltre lobbligo del notaio che lha ricevuto di depositarlo,
entro 20 giorni presso il registro delle imprese. Se il notaio non provvede, lobbligo incombe sugli
amministratori nominati nellatto costitutivo. Nellinerzia di entrambi, ogni socio pu provvedervi a spese
della societ.

12.1.6 Il controllo notarile e liscrizione nel registro delle imprese


Abolito il giudizio di omologazione da parte del tribunale competente, il controllo di legittimit dellatto
Dal controllo
giudiziale al costitutivo e dello statuto rimesso al notaio rogante.
controllo notarile Il notaio, se mancano le condizioni richieste dalla legge per la valida costituzione della societ, deve
rifiutarsi di rogare latto e di depositarlo presso il registro delle imprese.
Lufficio del registro delle imprese verifica la regolarit formale della documentazione ricevuta e iscrive
la societ nel registro.
Efficacia
Liscrizione nel registro delle imprese determina il completamento della fattispecie costitutiva della
costitutiva
societ per azioni. Con liscrizione la societ acquista la personalit giuridica e viene ad esistenza.

Responsabilit dei
soggetti agenti
Emissione e
vendita di azioni

La nullit del
contratto
La nullit della
societ iscritta

12.1.7 Le operazioni compiute prima delliscrizione


Pu verificarsi che fra la stipulazione dellatto costitutivo e liscrizione della societ nel registro delle
imprese vengano compiute operazioni in nome della costituenda societ (ad es: spese notarili e di
registrazione).
innanzitutto stabilito che:
 per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione sono illimitatamente e
solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito.
 vietata lemissione delle azioni prima delliscrizione della societ nel registro delle imprese (ci per
evitare possibili operazioni speculative).
Una volta perfezionatosi il procedimento di costituzione, la societ resta automaticamente vincolata alle
obbligazioni precedentemente assunte in suo nome che erano necessarie per la sua costituzione.
La societ invece libera di accollarsi o meno le obbligazioni derivanti da operazioni non necessarie per
la costituzione. Perci, se si tratta di atti compiuti dai futuri amministratori, necessario che, dopo
liscrizione, lorgano competente della societ approvi loperazione perch su di essa ricadano le relative
obbligazioni. Laccollo della societ non fa venir meno la responsabilit verso i terzi dei soggetti agenti
(accollo cumulativo).
12.2 La nullit della societ per azioni
Il procedimento di costituzione della societ per azioni ed in particolare latto costitutivo possono essere
affetti da vizi ed anomalie.
Prima della registrazione vi solo un contratto di societ; pertanto, tale contratto pu essere dichiarato
nullo o annullato nei casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti.
Dopo liscrizione della societ nel registro delle imprese la nullit della societ per azioni pu essere
dichiarata soltanto per:
mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma dellatto pubblico;
illiceit delloggetto sociale;
mancanza nellatto costitutivo di ogni indicazione riguardante:
a) la denominazione della societ;
b) i conferimenti;
c) lammontare del capitale sociale;
d) loggetto sociale.
25

Gli effetti

Sanabilit

La dichiarazione di nullit opera solo per il futuro come causa di scioglimento; la dichiarazione di nullit
non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della societ dopo liscrizione nel registro delle
imprese.
Infine, mentre la nullit di un contratto insanabile, la nullit della societ iscritta non pu essere
dichiarata quando la causa di essa stata eliminata e di tale eliminazione stata data pubblicit con
iscrizione nel registro delle imprese, prima che sia intervenuta la sentenza dichiarativa di nullit.
Le esigenze di conservazione della societ sono cos tutelate al massimo, prevalendo sullinteresse del
singolo socio alla soppressione della societ invalida.
12.3.1 I patrimoni destinati
La societ per azioni pu limitare il rischio di impresa ad uno specifico affare attraverso la costituzione di
un specifico patrimonio destinato in via esclusiva ad esso entro i limiti del 10% del proprio patrimonio
netto.
Il patrimonio dellimpresa societaria resta unico, ma negli ambiti degli affari della societ sono
individuati cos due patrimoni separati. Si realizza cos effetti equivalenti a quelli conseguibili con la
costituzione di una distinta societ, ma senza il dovere di affrontare i maggiori costi e la maggiore
complessit organizzativa che essa comporterebbe.
La costituzione di patrimoni destinati avviene con delibera adottata dallorgano amministrativo della
societ a maggioranza assoluta dei suoi componenti. La delibera costitutiva deve contenere una serie di
dati volti a consentire lidentificazione:
 dellaffare;
 dei beni e dei rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato.
La deliberazione, verbalizzata da un notaio, diventa produttiva di effetti trascorsi 60 giorni dalliscrizione
nel registro delle imprese. Perch la separazione operi necessario che gli atti compiuti in relazione allo
specifico affare rechino espressa menzione del vincolo di destinazione.
Realizzato laffare gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve essere depositato presso
lufficio del registro delle imprese. Se permangono creditori insoddisfatti, questi possono chiedere entro
tre mesi la liquidazione del patrimonio destinato che avverr osservando, in quanto compatibili, le
disposizioni sulla liquidazione della societ.
12.3.2 I finanziamenti destinati
Unaltra modalit di costituzione di un patrimonio destinato la si ha quando la societ stipula con terzi un
contratto di finanziamento per un specifico affare, pattuendo che al rimborso totale o parziale del
finanziamento siano destinati una parte dei proventi.
Il contratto di finanziamento deve indicare gli elementi essenziali delloperazione specificando i beni
strumentali necessari per la realizzazione dellaffare e il relativo piano finanziario con indicazione della
parte coperta dal finanziamento e quella coperta della societ.
Il patrimonio separato in tal caso formato dai proventi dellaffare, dai relativi frutti e dagli investimenti
eventualmente effettuati in attesa del rimborso al finanziatore. Una copia del contratto devessere iscritta
nel registro delle imprese e la societ deve adottare sistemi di incasso e di contabilizzazione separati.
Delle obbligazioni nei confronti del finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato, salvo
che la societ abbia prestato garanzie con il proprio patrimonio generale.

I conferimenti nella societ per azioni

I principi
ispiratori

13.1.1 Conferimenti e capitale sociale


I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ. La
loro funzione essenziale di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento
dellattivit di impresa.
La disciplina dei conferimenti ispirata a una duplice finalit:
1. garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla societ;
2. garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero. Ci per evitare che il valore
complessivo dei conferimenti sia inferiore allammontare globale del capitale sociale con evidente
inganno per i creditori sociali.
26

Il versamento dei
conferimenti

Trasferimento di
azioni non
liberate

Mancato
pagamento

Le entit non
conferibili

Beni
immateriali

La relazione di
stima

La verifica della
stima

Effetti

13.1.2 I conferimenti in denaro


Nella SpA i conferimenti devono essere effettuati in denaro se nellatto costitutivo non stabilito
diversamente.
Per garantire fin dalla costituzione della societ leffettivit almeno parziale del capitale, disposto
lobbligo del versamento immediato presso una banca del 25% (o dellintero ammontare in caso di
societ per azioni unipersonale) dei conferimenti in denaro. Costituita la societ gli amministratori sono
liberi di chiedere in ogni momento i restanti versamenti ancora dovuti. I centesimi mancanti non
richiamati rappresentano un credito della societ verso i soci.
Le azioni non interamente liberate sono trasferibili. Devono per essere nominative e dal titolo azionario
devono risultare i versamenti ancora dovuti e in caso di trasferimento lobbligo dei versamenti residui
grava sia sullacquirente che sul venditore. La responsabilit del venditore rimane solo per 3 anni
dalliscrizione del trasferimento nel libro dei soci.
Sempre per agevolare lacquisizione dei conferimenti poi dettata una speciale disciplina qualora il socio
non esegua il pagamento delle quote dovute: il socio in mora nei versamenti non pu esercitare il diritto
di voto e la societ pu richiedere lesecuzione forzata delladempimento o avvalersi di una procedura pi
celere quale la vendita coattiva delle azioni del socio moroso.
La vendita coattiva devessere rivolta a favore degli altri soci; in mancanza di offerte, le azioni possono
essere vendute a mezzo di una banca a tutti i terzi. In caso di mancata vendita coattiva la societ pu
escludere il socio dalla societ, trattenendo i conferimenti gi versati e salvo il risarcimento dei maggiori
danni. Le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della societ e questa pu tentare di
rimetterle in circolazione entro lesercizio. Svanita anche questa possibilit la societ deve annullare le
azioni e ridurre il capitale sociale per lammontare corrispondente.
13.1.3 I conferimenti diversi dal denaro
I conferimenti diversi dal denaro devono essere integralmente liberati al momento della sottoscrizione.
Inoltre, diversamente da quanto previsto per le societ di persone non ogni entit economica diversa dal
denaro pu formare oggetto di conferimento imputabile a capitale sociale.
Non possono formare oggetto di conferimento:
 le prestazioni di opera o di servizi. La difficolt di dare una valutazione oggettiva e attendibile mal si
concilia con lesigenza di garantire leffettiva acquisizione da parte della societ e leffettivo valore
del conferimento.
 lapporto di cose generiche, future o altrui, nonch di prestazioni periodiche di beni. In tutti questi
casi, il consenso del conferente non determina n limmediato acquisto della propriet del bene, n
limmediata messa a disposizione della stessa (che il invece il codice civile richiede per i beni diversi
dal denaro).
Al contrario, sono conferibili ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica oggettiva e
di immediata messa a disposizione della societ (ad es. diritti di brevetto, apporti di know-how, etc.).
13.1.4 La valutazione
I conferimenti diversi dal denaro devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione.
Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto
designato dal tribunale (con questo si vuole assicurare una valutazione oggettiva e veritiera). La relazione
deve essere allegata allatto costitutivo, e quindi deve rimanere poi depositata presso luffici del registro
delle imprese. Il valore della stima ha carattere provvisorio.
Entro 180 giorni dalla costituzione della societ, gli amministratori devono controllare le valutazioni
contenute nella relazione di stima. Nel frattempo le azioni corrispondenti sono inalienabili e devono
restare depositate presso la sede della societ.
Se dalla revisione risulta che il valore dei conferimenti inferiore di oltre un quinto rispetto a quello per
cui avviene il conferimento, la societ deve ridurre proporzionalmente il capitale sociale e annullare le
azioni che risultano scoperte. Al socio concessa una duplice alternativa per non vedere cos ridotta la
propria partecipazione, pu:
versare la differenza in denaro, mantenendo cos inalterato il numero delle azioni;
recedere dalla societ, con conseguente diritto alla liquidazione del valore attuale delle azioni
sottoscritte.

27

13.1.5 Gli acquisti potenzialmente pericolosi


Lobbligo di assoggettare a stima i conferimenti in natura poteva in passato essere eluso con un semplice
espediente. Chi intendeva conferire un bene in natura figurava nellatto costitutivo come un socio che si
era obbligato a conferire denaro; appena costituita la societ vendeva alla stessa il bene, per importo
corrispondente alla somma da lui dovuta, con la conseguenza che il suo debito di apporto si estingueva
per compensazione.
Per fare tali operazioni oggi necessaria la preventiva autorizzazione dellassemblea ordinaria e la
presentazione da parte dellalienante della relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale
quando:
il corrispettivo pattuito pari o superiore al decimo del capitale sociale;
lacquisto compiuto nei due anni dalliscrizione della societ nel registro delle imprese.
In caso di violazione di tale disciplina lacquisto resta valido, ma gli amministratori e lalienante sono
solidalmente responsabili per i danni causati alla societ, ai soci e ai terzi.
13.2 Azioni con prestazioni accessorie
Oltre lobbligo dei conferimenti, latto costitutivo pu prevedere lobbligo dei soci, tutti o alcuni, di
eseguire prestazioni accessorie non consistenti in denaro, determinandone anche contenuto, durata,
modalit e compenso. Ad esempio, lobbligo del socio di prestare la propria attivit lavorativa nella
societ; lobbligo di effettuare forniture periodiche di materie prime.
Le prestazioni accessorie costituiscono uno strumento utile per vincolare stabilmente i soci ad effettuare a
favore della societ prestazioni che non possono formare oggetto di conferimento. Le azioni con
prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli
amministratori.

Le azioni
Nozione

Caratteri
tipizzanti

14.1 Nozione e caratteri


Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella societ per azioni.
Nelle SpA il capitale sociale sottoscritto diviso in un numero di parti di identico ammontare, ciascuna
delle quali costituisce unazione ed attribuisce identici diritti nella societ e verso la societ.
I caratteri tipizzanti delle azioni sono:
 uguaglianza di valore;
 indivisibilit;
 uguaglianza di diritti;
 libera trasferibilit.
14.2.1 Azioni e capitale sociale. Il valore delle azioni
Le azioni devono essere tutte di uguale valore. Si definisce valore nominale delle azioni la parte del
capitale sociale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria.
La disciplina attuale consente lemissione di due tipi alternativi di azioni: azioni indicative del valore
nominale, azioni senza valore nominale (ma non consentito emettere contemporaneamente i due tipi di
azioni). Nel caso di azioni senza valore nominale, lo statuto indica soltanto il capitale sottoscritto e il
numero di azioni emesse e la partecipazione al capitale del singolo azionista sar espressa non in una cifra
monetaria ma in una percentuale del numero complessivo delle azioni emesse.
Al contrario nel caso di azioni indicative del valore nominale, il valore nominale (in quanto deve essere
riportato nello statuto) pu essere variato solo attraverso una modifica dellatto costitutivo e poich il
valore nominale devessere indicato sul titolo, in caso di cambiamenti, si dovr procedere alla
sostituzione di tutti i titoli.

Valore di
emissione

Per tutte le azioni (con o senza valore nominale) vale la regola che in nessun caso le azioni non possono
essere emesse ad un valore inferiore al loro valore nominale. Altrimenti si avrebbe per la differenza la
formazione di capitale sociale solo apparente.
Al contrario, le azioni possono essere emesse per un valore superiore al valore nominale (emissione con
sovrapprezzo); lemissione con sovrapprezzo obbligatoria quando stato escluso o limitato il diritto
dopzione degli azionisti sulle azioni di nuova emissione.
28

Valore di
mercato

Diverso ancora il valore di mercato: il valore che risulta giornalmente in borsa; indica il prezzo di
scambio delle azioni valutato in quel determinato giorno.
14.2.2 Lindivisibilit delle azioni
Luguaglianza del valore delle azioni principio inderogabile in quanto lazione lunit minima di
partecipazione e ad essa corrisponde un complesso unitario e non frazionabile di diritti e poteri sociali. Le
azioni sono perci indivisibili.
Se pi soggetti diventano titolari di ununica azione, si instaura fra gli stessi una situazione di propriet
indivisa; di conseguenza, essi devono nominare un rappresentate comune per lesercizio dei diritti verso
la societ.

I diritti
dellazionista

Uguaglianza dei
diritti
Uguaglianza
relativa

Uguaglianza
oggettiva

Disuguaglianza
soggettiva

Poteri speciali
dello stato in
societ
privatizzate

14.3.1 La partecipazione azionaria. Luguaglianza dei diritti


Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare un complesso unitario di
diritti e poteri di natura amministrativa (diritto di intervento e di voto), di natura patrimoniale (diritto agli
utili) ed anche a contenuto complesso amministrativo e patrimoniale (diritto dopzione, diritto di
recesso).
Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti, ma siamo di fronte ad una uguaglianza relativa e
non assoluta ed ad unuguaglianza oggettiva e non soggettiva.
Luguaglianza relativa in quanto si possono creare categorie di azioni fornite di diritti diversi, fermo
restando che quando in una societ coesistono diverse categorie di azioni, luguaglianza deve essere
rispettata nellambito di ciascuna categoria.
Luguaglianza poi oggettiva e non soggettiva. Uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce, non i
diritti di cui ciascun azionista globalmente dispone, dovendosi al riguardo tener conto del numero delle
azioni di cui ciascuno titolare.
Pi esattamente, se si assume come angolo visuale la posizione soggettiva dellazionista, i diritti sociali
possono essere distinti in tre diverse categorie:
1. Diritti indipendenti dal numero di azioni possedute. Sono tali il diritto di intervento nellassemblea, il
diritto di denuncia al collegio sindacale, il diritto di esame dei libri sociali.
2. Diritti che competono solo se si possiede una determinata percentuale del capitale sociale. Sono tali il
diritto di chiedere la convocazione dellassemblea o di ottenerne il rinvio; il diritto di ottenere che il
collegio sindacali indaghi sui fatti denunciati, il diritto di impugnare le deliberazioni assembleari
invalide.
Questi diritti sono tradizionalmente definiti come diritti delle minoranza.
3. Diritti che spettano ad ogni azionista in proporzione del numero delle azioni possedute. Sono tali il
diritto di voto, il diritto agli utili ed alla quota di liquidazione, il diritto dopzione, il diritto di
assegnazione gratuita di azioni.
Ed proprio con riferimento a questi diritti che si coglie la situazione di disuguaglianza soggettiva
degli azionisti. Cos come vero che ogni azione attribuisce il diritto di voto; non meno vero che
risulta diversa la posizione di chi possiede una sola azione o di chi titolare di mille azioni. E diversa
anche la misura in cui ciascuno parteciper alla distribuzione degli utili, e cos via.
Quando entrano in gioco interessi pubblici di particolare rilevanza, il legislatore introduce deroghe al
principio capitalistico, con il riconoscimento allo Stato o ad enti pubblici di poteri societari svincolati
dallammontare della partecipazione azionaria.
Fra i poteri speciali dello stato possiamo ricordare il potere di veto alladozione di una serie di delibere di
particolare rilievo strategico.
14.3.2 Unit ed autonomia delle partecipazioni azionarie
Le azioni costituiscono partecipazioni sociali distinte. Lazionista pu sottoscrivere od acquistare pi
azioni ed in tal caso diventa titolare di una pluralit di partecipazioni azionarie, non gi di ununica e
unitaria partecipazione. questo il principio dellautonomia delle azioni.
Ne consegue, com ovvio, che lazionista pu disporre in modo autonomo e separato delle azioni
possedute. Ad esempio, pu venderne solo alcune, oppure conservare la piena propriet di un certo
numero e concedere le altre in usufrutto.

29

Azioni ordinarie e
azioni speciali
Le assemblee
speciali.
Lorganizzazione
di gruppo

Categorie di
azioni e diritto di
voto

Azioni
privilegiate

Azioni correlate

14.4.1 Le categorie speciali di azioni


Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina
legale. Le azioni speciali si contrappongono alle azioni ordinarie. Esse vengono create con lo statuto o
con una successiva modificazione dello stesso.
La presenza di categorie speciali di azioni comporta una modifica nellorganizzazione interna della
societ per la presenza di diversi gruppi di azionisti con interessi parzialmente non coincidenti. infatti
stabilito che, se esistono diverse categorie di azioni, le delibere dellassemblea generale che pregiudicano
i diritti di una di esse devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata.
Alle assemblee speciali si applica la disciplina delle assemblee straordinarie ma, se la societ quotata, si
applica la disciplina dellorganizzazione degli azionisti di risparmio che prevede quorum assembleari
meno elevati e la nomina di un rappresentante degli azionisti speciali.
La previsione normativa indubbiamente tutela gli azionisti di categoria; li tutela per come gruppo e non
individualmente, dato che lassemblea di categoria decide pur sempre a maggioranza, sia pure qualificata.
Di conseguenza, linteresse della maggioranza prevale sulla volont individuale.
14.4.2 Il contenuto della partecipazione azionaria
La societ gode di ampia autonomia nel modellare il contenuto della partecipazione azionaria, sia pure
con losservanza dei limiti espressamente posti dalla legge (fra i limiti vi il divieto di emettere azioni a
voto plurimo; azioni cio che attribuiscono ciascuna pi di un voto).
Con la riforma del 2003 tutte le societ possono emettere:
1. azioni senza diritto di voto;
2. azioni con diritto di voto limitato;
3. azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente
potestative2.
Azioni senza voto, a voto limitato e subordinato non possono superare complessivamente la met del
capitale sociale (in modo da evitare una eccessiva concentrazione di potere nelle mani degli azionisti a
voto pieno).
Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella
distribuzione degli utili e nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ. Nessuna
disciplina specifica dettata per quanto riguarda natura e misura del privilegio.
altres consentita lemissione di azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dellattivit
sociale di un determinato settore, ad esempio di un ramo aziendale. In ogni caso stabilito che non si
corrisponderanno dividendi se lattivit complessiva della societ registra una perdita.
14.4.3 Le azioni di risparmio
Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate in
mercati regolamentati italiani o europei. Non possono superare, in concorso con le azioni a voto limitato,
la met del capitale sociale.
Le azioni di risparmio sono del tutto prive di voto e devono essere necessariamente dotate di privilegi di
natura patrimoniale; inoltre, a differenza delle altre azioni, possono essere al portatore, assicurando cos
lanonimato, utile a fini fiscali. Per quanto riguarda i privilegi latto costitutivo che deve determinare il
contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalit e i termini per il suo esercizio.
La disciplina poi completata dalla previsione di unorganizzazione di gruppo per la tutela degli interessi
comuni. Lorganizzazione si articola nellassemblea speciale e nel rappresentate comune.
Lassemblea delibera sugli oggetti di interesse comune e in particolare sullapprovazione delle delibere
dellassemblea della societ che pregiudicano i diritti degli azionisti di risparmio.
Il rappresentante comune, nominato dallassemblea di categoria, provvede allesecuzione delle
deliberazioni dellassemblea e tutela gli interessi comuni degli azionisti di risparmio nei confronti della
societ. Gli riconosciuto il diritto di assistere nelle assemblee della societ e di impugnarne le
deliberazioni, diritti che sono preclusi al singolo azionista di risparmio.

Ad es: azioni senza voto, che riacquistano tale diritto se la societ non consegue o non distribuisce utili per un certo periodo di
tempo

30

14.4.4 Le azioni a favore dei prestatori di lavoro


La societ pu deliberare di assegnare in via straordinaria una parte degli utili ai propri dipendenti quale
incentivo e gratificazione del loro lavoro, favorendo cos il cosiddetto azionariato operaio.
14.5 Azioni e strumenti finanziari partecipativi
Dalle azioni, anche di categoria speciale, vanno tenuti distinti gli strumenti finanziari partecipativi. A
differenza delle azioni, gli strumenti finanziari partecipativi non sono parti del capitale sociale. Gli
apporti con cui essi sono liberati non sono assoggettati alla disciplina propria dei conferimenti in quanto
non sono imputati al capitale sociale, pur contribuendo ad incrementare il patrimonio sociale.
Non essendo azioni, essi non attribuiscono la qualit di azionista e possono essere forniti solo di diritti
patrimoniali o anche di diritti amministrativi ma con lesclusione del diritto di voto nellassemblea degli
azionisti. Tuttavia, possono essere dotati di diritto di voto su argomenti specificamente indicati (come la
nomina di un componente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un
sindaco).
14.6.1 La circolazione delle azioni: i titoli azionari
SpA non quotate: abbiamo i titoli azionari (o certificati azionari) che sono i documenti che rappresentano
le quote di partecipazione dei soci nella societ. I certificati azionari possono essere titoli semplici o
multipli; possono cio rappresentare una o pi azioni. Ferma restando lindivisibilit del titolo unitario, il
possessore di un titolo multiplo pu chiederne in ogni momento il frazionamento in pi titoli di taglio
minore.
Societ quotate in mercati regolamentati le azioni (e le obbligazioni): i titoli azionari sono rappresentate
da semplici registrazioni contabili con soppressione materiale dei titoli cartacei. Questo sistema
obbligatorio anche per le societ con azioni e obbligazioni non negoziate in mercati regolamentati ma
diffuse fra il pubblico in misura rilevante. invece facoltativo per le altre societ.
14.6.3 Azioni nominative e azioni al portatore
Per ragioni fiscali, vige il principio della obbligatoria nominativit dei titoli azionari; la regola della
nominativit obbligatoria non vige per per le azioni di risparmio che possono essere al portatore.
Le azioni si fanno rientrane nella categoria dei titoli di credito causali. Sono cio titoli di credito che
possono essere emessi solo in base ad un determinato rapporto causale.
Il trasferimento delle azioni al portatore opera con la semplice consegna del titolo, quello delle azioni
nominative con la girata e liscrizione del nuovo socio nel registro dei soci. La qualit di socio si
trasmette da un soggetto ad un altro senza necessit del consenso della societ. Lannotazione del
trasferimento nel libro dei soci un atto dovuto da parte della societ.

Limiti
legali

Limiti
convenzionali

Sindacato di
blocco

Limiti
statutari

Divieto
temporaneo di
alienazione

14.6.4 I limiti alla circolazione delle azioni


Le azioni sono in via di principio liberamente trasferibili. La liberata trasferibilit tuttavia esclusa o
limitata per legge in determinate ipotesi. Ad esempio:
1)
le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non possono essere alienate prima del
controllo di valutazione;
2)
le azioni con prestazione accessoria non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di
amministrazione.
Dai limiti legali alla circolazione delle azioni vanno tenuti distinti i limiti convenzionali, determinati cio
da accordi intercorsi fra i soci. Questi ultimi vanno ancora distinti a seconda che risultino dallo stesso atto
costitutivo della societ (limiti statutari) o da accordi non consacrati nellatto costitutivo (patti
parasociali).
I limiti alla circolazione delle azioni risultanti da patti parasociali vengono definiti sindacati di blocco ed
hanno lo scopo di evitare lingresso in societ di terzi non graditi. Essi sono assoggettati ai limiti di durata
ed agli specifici obblighi informativi previsti per i sindacati di voto.
Linopponibilit ai terzi dei patti parasociali spiega perch molto spesso si preferisca inserire accordi in
tal senso nellatto costitutivo. In tal modo le clausole limitatrici della circolazione acquistano efficacia
reale: vincolano tutti i soci, anche futuri; possono e debbono essere fatte valere dalla societ nei confronti
del terzo acquirente delle azioni.
31

Clausole di
prelazione

Clausole di
gradimento

La nuova disciplina consente anche che lo statuto vieti del tutto la circolazione delle azioni sia pure per
un periodo non superiore a 5 anni dalla costituzione della societ o dal momento in cui il divieto viene
introdotto.
Per quanto riguarda invece le clausole statutarie finalizzate a limitare la circolazione delle azioni esse
possono assumere le formulazioni pi varie. Le pi diffuse sono le clausole di prelazione, le clausole di
gradimento e le clausole di riscatto.
La clausola di prelazione la clausola che impone al socio che intende vendere le azioni di offrirle
preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni. La proposta di acquisto
indirizzata ai soci beneficiari del patto di prelazione dovr specificare il prezzo offerto dal terzo, nonch
le altre modalit rilevanti del contratto che si intendere concludere con lo stesso.
La clausola di prelazione consente di impedire lingresso in societ di soci non graditi, senza precludere
allazionista che ne voglia uscire di realizzare il valore economico della sua partecipazione.
Le clausole di gradimento possono essere a loro volta distinte in due categorie:
1. clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dellacquirente (ad esempio:
cittadinanza, categoria professionale, etc.);
2. clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso (placet) di un organo sociale, quasi
sempre costituito dal consiglio di amministrazione (clausola di mero gradimento).
La validit delle clausole di gradimento del primo tipo stata sempre fuori contestazione. Per quanto
riguarda le seconde la disciplina previgente le dichiarava inefficaci (legge 281/1985). Lattuale disciplina,
invece, consente linserimento nellatto costitutivo di clausole che subordinano il trasferimento, anche a
causa di morte, delle azioni al mero gradimento di organi sociali o di altri soci se prevedono, in caso di
rifiuto del gradimento:
a) un obbligo di acquisto a carico della societ o degli altri soci,
b) o il diritto di recesso per lalienante.

Clausole di
riscatto

Introduzione
successiva e
soppressione

I temperamenti previsti dallattuale disciplina delle clausole di gradimento (recesso o acquisto da parte
della societ o dei soci) ridimensionano il rilievo pratico di un altro problema in passato vivacemente
dibattuto: le conseguenze del rifiuto del placet fra alienante ed acquirente.
Espressamente disciplinata oggi anche lintroduzione di clausole statutarie che prevedono un potere di
riscatto delle azioni da parte dei soci e della societ al verificarsi di determinati eventi (ad esempio: in
caso di morte dellazionista per evitare che subentrino gli eredi). Il valore di rimborso di tali azioni
determinato applicando le corrispondenti disposizioni in tema di diritto di recesso dellazionista e trova
applicazione anche il relativo procedimento di liquidazione.
Le clausole statutarie limitative della circolazione possono essere introdotte o rimosse nel corso della vita
della societ con delibera dellassemblea straordinaria. Ma in tal caso, se lo statuto non dispone
diversamente, riconosciuto il diritto di recesso ai soci che non hanno concorso allapprovazione della
delibera.

Le obbligazioni
15.1 Nozione e tipologia
I titoli obbligazionari documentano un credito verso la societ. Le obbligazioni sono titoli di credito che
rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di
finanziamento a favore della societ.
Lobbligazionista ha diritto a una remunerazione periodica fissa (interessi) svincolata dai risultati
economici della societ finanziata e il diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla
scadenza pattuita.
Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, lemissione di obbligazione deliberata dagli
amministratori. La delibera di emissione deve risultare da verbale redatto da un notaio ed soggetta a
controllo di legalit da parte dello stesso e a iscrizione nel registro delle imprese. Essa produce effetti e
pu essere eseguita solo dopo liscrizione.
Lammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro. Nel libro delle obbligazioni
devono essere annottate lammontare delle obbligazioni via via estinte, nonch il cognome e il nome dei
titolari di obbligazioni nominative, i trasferimenti e i vincoli relativi a queste ultime.

32

15.2 I limiti allemissione di obbligazioni


In base allattuale disciplina la societ per azioni pu emettere obbligazioni, nominative o al portatore,
per una somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale sottoscritto, della riserva
legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato.
Tuttavia, la societ pu emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato quando:
le obbligazioni sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali;
le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di propriet della societ;
ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale.
15.3 Lorganizzazione degli obbligazionisti
I prestiti obbligazionari si caratterizzano per la previsione di unorganizzazione di gruppo degli
obbligazionisti volta a tutelare gli interessi degli stessi verso la societ articolata in due organi:
1. il rappresentante comune;
2. lassemblea degli obbligazionisti.

Il
rappresentante
comune

La nomina soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. Il rappresentante dura in carica
per un periodo non superiore a 3 esercizi ed rieleggibile; pu essere revocato dallassemblea
anche senza giusta causa salvo il diritto al risarcimento dei danni.
Il rappresentante comune in particolare:
esegue le deliberazioni dellassemblea degli azionisti;
assiste alle operazioni per lestinzione a sorteggio delle obbligazioni (le operazioni sono
nulle in sua assenza, a meno che non viene sostituito da un notaio);
ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.
Il singolo obbligazionista ha comunque il potere di tutelare i propri diritti nei confronti della
societ; tuttavia, sono escluse le azioni individuali quando sono incompatibili con le delibere
prese dallassemblea degli obbligazionisti.
Lassemblea degli obbligazionisti delibera:
sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune;
sulle modificazioni delle condizioni del prestito.

Lassemblea
degli
obbligazionisti

Lassemblea convocata dagli amministratori della societ o dal rappresentante comune degli
obbligazionisti. La convocazione obbligatoria quando ne fatta richiesta da tanti
obbligazionisti che rappresentano un 1/20 dei titoli emessi e non estinti.
Per le delibere di modificazione delle condizioni del prestito necessario (anche in seconda
convocazione) il voto favorevole degli obbligazionisti che rappresentano la met delle
obbligazioni emesse e non estinte. Le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti sono
iscritte nel registro delle imprese a cura del notaio che deve redigerne il verbale.

15.4 Tipi di obbligazioni


Vi sono dei tipi speciali di obbligazioni, quali, ad esempio, le obbligazioni convertibili in azioni.
Esse sono obbligazioni che attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa societ, in base a un
prefissato rapporto di cambio, utilizzando come riferimento le somme gi versate.
Competente a deliberare lemissione di obbligazioni convertibili lassemblea straordinaria (con
possibile deroga agli amministratori, se previsto dallatto costitutivo). Le obbligazioni convertibili devono
essere offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente
emesse.
Inoltre, la delibera di emissione delle obbligazioni convertibili non pu essere adottata se il capitale
sociale sottoscritto non stato integralmente versato e le obbligazioni convertibili non possono essere
emesse al di sotto del loro valore nominale.
Lassemblea che delibera lemissione delle obbligazioni deve determinare il rapporto di cambio, nonch il
periodo e le modalit di conversione. Deve inoltre deliberare laumento del capitale sociale per un
ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni da attribuire in conversione.
Vi sono tre distinte regole che possono alterare il valore del diritto di conversione:
1. in caso di aumenti del capitale sociale a pagamento e di nuove emissioni di obbligazioni convertibili,
il diritto dopzione spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili;
2. in caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione per perdite, il rapporto di cambio
automaticamente modificato in proporzione alla misura dellaumento o della riduzione del capitale.

33

3. la societ non pu deliberare la riduzione volontaria del capitale sociale, la fusione con altra societ,
la scissione o la modificazione delle disposizioni regole per la ripartizione degli utili, fin quando non
siano scaduti i termini fissati per la conversione. Il divieto pu essere superato concedendo agli
obbligazioni la facolt di conversione anticipata.

Lorganizzazione della societ per azioni


16.1.1 Gli organi sociali
La SpA si caratterizza per la necessaria presenza di tre distinti organi, ciascuno investito per legge di
specifiche funzioni:
 lassemblea dei soci, organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono per
legge circoscritte alle decisioni di maggior rilievo della vita sociale;
 lorgano amministrativo, a cui compete la gestione dellimpresa;
 lorgano di controllo interno, con funzioni di controllo sullamministrazione della societ.
Affianco al sistema tradizionale abbiamo due sistemi alternativi: il sistema monistico e il sistema
dualistico. Il sistema tradizionale trova applicazione in mancanza di diversa previsione statutaria.
16.1.2 Il sistema dualistico
Prevede la presenza di:
 un consiglio di gestione, nominato dal consiglio di sorveglianza, che svolge le funzioni proprie del
consiglio di amministrazione;
 un consiglio di sorveglianza, di nomina assembleare, a cui sono attribuite sia funzioni di controllo
proprie del collegio sindacale, sia funzioni di indirizzo della gestione che nel sistema tradizionale
sono proprie dellassemblea dei soci.
Consiglio di sorveglianza (collegio sindacale): lassemblea ordinaria nomina e revoca i componenti del
consiglio di sorveglianza e delibera in ordine allesercizio dellazione di responsabilit nei loro confronti.
I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci; il loro numero, non inferiore a
tre, fissato dallo statuto.
Come per i sindaci, nelle societ quotate lo statuto deve prevedere che almeno un componente effettivo
sia eletto dalla minoranza. Inoltre, almeno un componente effettivo del consiglio di sorveglianza deve
essere scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili.
Competenze e poteri: il consiglio di sorveglianza esercita le funzioni proprie del collegio sindacale nel
sistema tradizionale.
Nel contempo, al consiglio di sorveglianza attribuita larga parte delle funzioni dellassemblea ordinaria.
Infatti:
nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso;
approva il bilancio desercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato;
promuove lesercizio dellazione di responsabilit nei confronti dei componenti del consiglio di
gestione (competenza, questultima, che conserva anche lassemblea).
Responsabilit: i componenti del comitato di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la
diligenza richiesta dalla natura dellincarico. Sono solidalmente responsabili fra di loro e con i
componenti del consiglio di gestione per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe
prodotto se avessero vigilato in conformit dei doveri della loro carica.
Consiglio di gestione (amministratori): Le funzioni del consiglio di gestione coincidono con quelle del
consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale. Come differenze:
numero di componenti non inferiore a due;
non trova applicazione la cooptazione: se vengono a mancare uno o pi componenti del consiglio di
gestione, il consiglio di sorveglianza provvede senza indugio alla loro sostituzione.

34

Consiglio di
amministrazione

Comitato per il
controllo sulla
gestione

16.1.3 Il sistema monistico


Lamministrazione e il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione e dal
comitato per il controllo sulla gestione.
Consiglio di amministrazione: eletto dallassemblea, si applicano le disposizioni del sistema
tradizionale ma con una significativa differenza determinata dal fatto che, poich dal suo ambito devono
essere estratti i componenti dellorgano di controllo, almeno 1/3 dei componenti del consiglio di
amministrazione deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci.
Comitato per il controllo sulla gestione: i componenti sono nominati dal consiglio di amministrazione fra
i consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza, nonch dei requisiti di onorabilit e professionalit
eventualmente stabiliti dallo statuto. Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel
registro dei revisori contabili. Se la societ quotata almeno un componente di controllo devessere
prescelto fra gli amministratori eletti dalla minoranza.
Funzioni: coincidenti con quelle del collegio sindacale.

Lassemblea dei soci


Nozione

Assemblea
generale e
assemblea
speciale

Convocazione
dellassemblea

17.1 Nozione e distinzioni


Lassemblea lorgano composto dalle persone dei soci. La sua funzione quella di formare la volont
della societ nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dallatto costitutivo.
Lassemblea lorgano collegiale che decide secondo il principio maggioritario. La volont espressa dai
soci riuniti in assemblea, che rappresentano determinate aliquote del capitale sociale (maggioranza del
capitale), vale come volont della societ e vincola tutti i soci, anche se assenti o dissenzienti, purch
siano state rispettate le norme che regolano il procedimento assembleare.
A seconda delloggetto delle deliberazioni, lassemblea si distingue in ordinaria e in straordinaria.
Assemblea ordinaria: competenze
Assemblea straordinaria: competenze
 approva il bilancio;
 sulle modificazioni dello statuto;
 nomina e revoca le cariche sociali (gli  sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri
amministratori, i sindaci e il presidente del
dei liquidatori;
collegio sindacale, e quando previsto il  su ogni altra materia espressamente
soggetto a cui affidato il controllo contabile);
attribuita dalla legge alla sua competenza.
 determina il compenso degli amministratori e
dei sindaci (se non stabilito dallatto
costitutivo);
 delibera
sulle
responsabilit
degli
amministratori e dei sindaci.
Lassemblea unica e generale se la societ ha emesso solo azioni ordinarie. Quando invece sono state
emesse diverse categorie di azioni, o strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi,
allassemblea generale si affiancano le assemblee speciali di categoria.
17.2 Il procedimento assembleare
La convocazione dellassemblea decisa da:
 gli amministratori, che possono disporre di essa ogni qualvolta che lo ritengano opportuno. Per legge,
risulta obbligatorio convocare lassemblea almeno una volta lanno, entro 120 giorni dalla chiusura
dellesercizio, per lapprovazione del bilancio.
 gli azionisti; occorre che la richiesta, rivolta allorgano amministrativo, provenga da tanti soci che
rappresentino almeno il 10% del capitale sociale o una percentuale minore prevista nello statuto. Se
gli amministratori non provvedono e neppure i sindaci, la convocazione predisposta dal presidente
del tribunale;
 il collegio sindacale, che convoca lassemblea:
a) ogni qualvolta che la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano
provveduto;
b) previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, qualora
nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia
necessit di provvedere.
35

Luogo di
convocazione
Avviso di
convocazione

Lordine del
giorno

Assemblea
totalitaria

Quorum

Lassemblea convocata nel comune dove ha sede la societ se lo statuto non predispone diversamente.
La convocazione disposta mediante avviso da pubblicare nella gazzetta ufficiale della repubblica,
almeno 15 giorni prima di quello fissato per ladunanza (30 giorni per le societ quotate). Ma tale
modalit pu essere sostituita dalla pubblicazione in almeno un quotidiano indicato dallo statuto.
Lavviso deve contenere lindicazione del giorno, dellora e del luogo delladunanza, nonch lelenco
delle materie da trattare (ordine del giorno).
Lordine del giorno delimita la competenza di quellassemblea nelle diverse convocazioni e impedisce
che si possa deliberare su argomenti ulteriori e diversi. Tuttavia, sono consentite le delibere strettamente
consequenziali ed accessorie. Ad esempio, se allordine del giorno la revoca degli amministratori,
lassemblea pu deliberare anche sulla nomina dei nuovi.
La convocazione preventiva serve per rendere noto a tutti i legittimati ad intervenire alla riunione e
permette di conoscere gli argomenti su cui si dovr deliberare. Perci, pur in assenza di convocazione,
lassemblea costituita quando presente lintero capitale sociale con diritto di intervento e partecipa
allassemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo. Tale assemblea
pu deliberare su qualsiasi argomento, ma la sua competenza instabile e precaria. Infatti, ciascuno degli
intervenuti pi opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente
informato, impedendo cos che si arrivi a deliberare su quel punto.
17.3 Costituzione dellassemblea. Validit delle deliberazioni
Si definisce quorum costitutivo la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea
perch questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori.
Si definisce quorum deliberativo la parte di capitale sociale che si deve esprimere a favore di una
determinata deliberazione perch questa sia approvata.
Lattuale disciplina stabilisce che nel computo del quorum costitutivo non si tiene conto delle azioni
senza diritto di voto (non vanno perci conteggiate le azioni a voto limitato, le azioni di risparmio,
nonch le azioni di godimento senza diritto di voto).
La disciplina del quorum costitutivo e deliberativo diversa per lassemblea ordinaria e straordinaria
nelle diverse convocazioni:
Quorum Assembleari
Ordinaria

1 convocazione

Cost: 50% del capitale


Del: maggioranza dei
presenti
Cost: Del: maggioranza dei
presenti

2 convocazione

Convocazioni
successive
(facoltative)
Autonomia
statutaria

Innalzabile, tranne che


per:
Approvazione del bilancio
Nomina e revoca delle
cariche sociali.

Straordinaria
Societ che non fanno
Societ che fanno appello al
appello al mercato
mercato
Cost: Del: 50% del capitale

Cost: 50% del capitale


Del: 2/3 del capitale
presente

Cost: 1/3 del capitale


Del: 2/3 del capitale presente
Quorum speciali: 50%+1 del capitale per l'esclusione del
diritto d'opzione; per trasformazione eterogenea: 2/3 del
capitale + consenso dei soci che acquistano responsabilit
illimitata.

Cost: 20% del capitale


Si applicano le regole della Si applicano le regole della
Del: 2/3 del capitale
seconda convocazione
seconda convocazione
presente

Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste ma non consentito prevedere


maggioranze pi elevate per lassemblea ordinaria di 2 convocazione per lapprovazione del bilancio e
per la nomina e la revoca delle cariche sociali. Ci per evitare che sia ostacolata ladozione di delibere
essenziali per la sopravvivenza della societ.
36

Il presidente

Poteri propri

Poteri derivati

Discussione

Rinvio
dellassemblea

Votazione
Verbalizzazione

Diritto di
intervento

Legittimazione
allintervento

Voto per
corrispondenza

La disciplina del
codice
Limiti

17.4 Svolgimento dellassemblea. Verbalizzazione


Lassemblea presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta col voto
della maggioranza dei presenti.
Il presidente dirige i lavori dellassemblea, assicurando che lassemblea si svolga in modo ordinato e nel
rispetto delle norme che ne regolano lattivit.
In particolare, il presidente ha ampi poteri direttamente attribuiti dalla legge alla sua competenza. Egli:
 dichiara aperta e chiusa la seduta;
 pone in discussione gli argomenti allordine del giorno;
 regola gli interventi e modera il dibattito;
 mette in votazione le diverse proposte e proclama i risultati.
Al presidente dellassemblea deve essere riconosciuto anche il potere di assumere decisioni su aspetti
dellattivit assembleare non regolati dalla legge, dallo statuto o dal regolamento assembleare e perci
rimessi alla discrezionalit dellassemblea stessa. Ad esempio, scelta del sistema di votazione, la
sospensione o lo scioglimento della riunione. Tali decisione sono tuttavia adottate dal presidente come
interprete della volont dellassemblea (poteri derivati).
Manca qualsiasi norma che disciplini il dibattito assembleare. Non vi dubbio tuttavia che ogni votante
abbia diritto di prendere parte alla discussione per cercare di orientare la decisione degli altri soci. Il
presidente pu per adottare i provvedimenti necessari per prevenire o impedire un esercizio non corretto
del diritto di discussione. Ad esempio, pu fissare la durata massima degli interventi.
Ai soci intervenuti, che raggiungono 1/3 del capitale sociale rappresentato in assemblea, riconosciuto il
diritto di ottenere il rinvio delladunanza di non oltre 5 giorni, dichiarando di non essere sufficientemente
informati sugli argomenti posti in discussione. Il diritto di rinvio pu essere esercitato una sola volta per
lo stesso oggetto.
Nulla stabilito per quanto riguarda i sistemi di votazione consentiti per le assemblee sociali. Il modo con
cui procedere alla votazione (per alzata di mano, per schede) pu essere liberamente deciso di volta in
volta.
Le delibere assembleari sono riportate in un verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario. Il verbale
deve indicare la data dellassemblea, lidentit dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno;
deve altres indicare le modalit e il risultato delle votazioni e deve consentire lidentificazione dei soci
favorevoli, astenuti o dissenzienti. In caso di assemblea straordinaria, il verbale devessere redatto da un
notaio. I verbali devono essere poi trascritti nellapposito libro delle adunanze e delle deliberazioni
dellassemblea, tenuto a cura degli amministratori.
17.5 Il diritto di intervento. Il diritto di voto
Possono intervenire in assemblea (insieme ad amministratori, sindaci, rappresentante comune degli
azionisti di risparmio e degli obbligazionisti) gli azionisti con diritto di voto. Il diritto di intervento non
compete agli azionisti senza diritto di voto. Si afferma cos un rapporto di strumentalit fra diritto di
intervento e diritto di voto.
Lattuale disciplina ha poi semplificato le formalit per lintervento in assemblea. Non pi necessario il
preventivo deposito delle azioni presso la sede della societ o presso banche indicate nellavviso di
convocazione ed venuto meno il divieto di ritiro dei titoli prima che lassemblea abbia avuto luogo.
Preventivo deposito e divieto di ritiro anticipato possono per essere previsti dallo statuto, che deve
fissare il termine entro il quale il deposito deve avvenire. Inoltre, per le azioni dematerializzate il deposito
dei titoli sostituto da una comunicazione dellintermediario che tiene i relativi conti, cos consentendo
agli investitori istituzionali di poter continuare ad operare sul mercato.
Lo statuto pu inoltre consentire lespressione del voto per mezzo di corrispondenza.
17.6 La rappresentanza in assemblea
Gli azionisti possono intervenire in assemblea personalmente o a mezzo di rappresentante.
La partecipazione a mezzo rappresentante oggi regolata da due diverse discipline: una applicabile a tutte
le SpA, laltra applicabile in alternativa alla prima solo alle societ con azioni quotate.
Gli azionisti possono farsi rappresentare in assemblea, ma lo statuto pu escludere o limitare tale facolt.
La delega deve essere conferita per iscritto e deve contenere il nome del rappresentante (non ammessa
una delega in bianco). Le societ possono delegare solo un proprio dipendente o collaboratore. La delega
sempre revocabile.
37

Divieti soggettivi

Limitazione
numeriche

Regole comuni

Il conflitto di
interessi del
socio

Per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio vale la regola che la delega pu essere
conferita solo per singole assemblee. Tale limitazione non opera se si tratta di procura generale o di
procura conferita ad un proprio dipendente da societ.
La rappresentanza non pu essere conferita ad una serie di soggetti espressione del gruppo di comando
della societ o sotto linfluenza dello stesso. E cio: membri degli organi amministrativi e di controllo,
amministratori di societ da essa controllate, etc.
Inoltre, per quanto riguarda il numero dei soci che la stessa persona pu rappresentante sono state
introdotte delle limitazioni:
a) non pi di 20 soci;
b) se si tratta di societ quotate, non pi di 50, 100, o 200 soci a seconda che il capitale sociale non
superi 5 milioni, 25 milioni o se la societ superi 25 milioni di .
I divieti soggetti e le limitazione relative al numero dei soci hanno come risultato solo di rendere pi
complesso e costoso il rastrellamento di procure e non pone di certo un freno allincetta di deleghe da
parte dei gruppi di comando. Di conseguenza, la riforma del 1998, ha introdotto per le sole societ
quotate, in alternativa alla disciplina del codice, gli istituti della sollecitazione e della raccolta delle
deleghe:
 la sollecitazione la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta a tutti gli azionisti da parte di
uno o pi soggetti (committente), che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto, che
possono riguardare anche solo alcuni degli argomenti allordine del giorno. Il committente deve
necessariamente rivolgersi ad un intermediario, che effettua la sollecitazione su incarico e per conto
del committente, mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega.
 la raccolta di deleghe al voto la raccolta di deleghe di voto effettuata dalle associazioni di azionisti
esclusivamente nei confronti dei propri associati. Lassociazione (che deve essere composta da
almeno 50 persone fisiche) esercita la raccolta mediante diffusione del solo modulo di delega fra gli
associati e, diversamente da quanto avviene per la sollecitazione, non tenuta a richiedere ladesione
a specifiche proposte di voto.
La Consob stabilisce con regolamento regole di trasparenza e di correttezza per lo svolgimento della
sollecitazione e della raccolta di deleghe. In ogni caso le informazioni diffuse devono essere tali da
consentire allazionista una decisione consapevole e la delega rilasciata, in seguito a sollecitazione o
raccolta, deve contenere le istruzioni di voto e sono revocabili, mediante dichiarazione espressa portata a
conoscenza dellintermediario o dellassociazione, fino al giorno precedente lassemblea.
17.7 Limiti allesercizio del voto. Il conflitto di interessi
Con lesercizio del voto il socio concorre alla formazione della volont sociale in proporzione al numero
di azioni possedute.
Lesercizio del diritto al voto in via di principio rimesso allapprezzamento discrezionale del socio, il
quale per deve esercitarlo in modo da non arrecare un danno anche solo potenziale al patrimonio della
societ. Con losservanza di questo limite, la maggioranza pu liberamente determinare la volont sul
merito delle deliberazioni assembleari. Infatti, le deliberazioni assembleari regolarmente adottate sono
annullabili solo se la maggioranza si sia ispirata esclusivamente ad interessi extrasociali, con danno
(anche solo potenziale) per la societ.
Questo limite si desume con chiarezza dalla disciplina del conflitto di interessi.
Lazionista in conflitto di interessi se, in una determinata delibera, ha un interesse personale
contrastante con linteresse della societ. In presenza di tale situazione al socio non fatto divieto di
votare. Il socio libero di votare o di astenersi, ma se vota e la delibera approvata con voto suo
determinante, allora, la delibera, se reca danno alla societ impugnabile. Perch la delibera sia
annullabile necessario che si presentino due condizioni:
il suo voto sia stato determinante (prova di resistenza);
la delibera possa danneggiare la societ (danno potenziale).
Nulla impedisce perci al socio di perseguire con la delibera anche un proprio interesse personale, purch
ci non avvenga a discapito del patrimonio sociale. Due ipotesi tipiche di conflitto di interessi sono poi
previste dal codice che:
1) vieta ai soci amministratori di votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit;

38

2) vieta, nel sistema dualistico, ai soci componenti del consiglio di gestione (amministratori) di votare
nelle deliberazioni riguardanti nomina, revoca o responsabilit dei consiglieri di sorveglianza
(collegio sindacale).
Abusi a danno
della minoranza

Deliberi
annullabili

Soggetti
legittimati

Tutela reale e
tutela risarcitoria

Temine

Il procedimento

Effetti
Sostituzione
della delibera

Cause di nullit

Effetti

Qui il conflitto certo ed il pericolo di danno evidente. Perci il diritto di voto senzaltro inibito.
La disciplina del conflitto di interessi consente di reprimere gli abusi della maggioranza a danno del
patrimonio sociale. Si pu tuttavia verificare che una deliberazione sia adottata dalla maggioranza per
danneggiare non la societ, bens i soci di minoranza. In questi casi non invocabile il conflitto di
interessi (in quanto la societ non subisce alcun danno), tuttavia, si afferma lannullabilit della delibera
se la stessa stata ispirata solo dallo scopo di danneggiare i soci di minoranza.
17.8 Le deliberazioni assembleari invalide
Lannullabilit rappresenta la regola per le delibere assembleari invalide. In particolare, possono dar vita
ad annullabilit della delibera:
 la partecipazione allassemblea di persone non legittimate, ma solo se determinanti per la regolare
costituzione dellassemblea;
 linvalidit di singoli voti o il loro errato conteggio, ma solo se determinanti per il raggiungimento
della maggioranza;
 incompletezza del verbale, ma solo se impedisce laccertamento del contenuto, degli effetti e della
validit della delibera.
Limpugnativa della delibera pu essere proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge:
 soci assenti, dissenzienti o astenuti (ma non gli azionisti senza diritto di voto);
 amministratori;
 consiglio di sorveglianza, collegio sindacale e rappresentante comune degli azionisti di risparmio.
Inoltre, per evitare azioni pretestuose non riconosciuto al singolo socio il diritto di impugnativa. Solo
gli azionisti con diritto di voto che rappresentano, congiuntamente, 1 del capitale sociale nelle societ
che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il 5% nelle altre sono legittimati allimpugnazione3.
Lo statuto pu ridurre o escludere questo requisito.
Limpugnazione devessere proposta entro 90 giorni dalla data di deliberazione o, se questa soggetta a
iscrizione nel registro delle imprese, entro 90 giorni dalliscrizione.
Lazione di annullamento proposta davanti al tribunale del luogo dove ha sede la societ. I soci devono
dimostrare di essere possessori al tempo dellimpugnazione del prescritto numero di azioni.
Limpugnativa preclusa allazionista che, pur avendo votato contro la delibera, si nel frattempo
spogliato delle azioni.
La proposizione dellazione non sospende di per s lesecuzione della delibera. La sospensione pu per
essere chiesta dallimpugnante.
Lannullamento obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti sotto la propria
responsabilit. Restano in ogni caso salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede.
Lannullamento non ha luogo se la delibera sostituita con unaltra presa in conformit alla legge o
allatto costitutivo o se la delibera viziata stata revocata. La sostituzione ha effetto sanante retroattivo.
Restano salvi, in ogni caso, i diritti acquistati dai terzi, anche non in buona fede, sulla base della
deliberazione sostituita.
17.9 Le deliberazioni nulle
La delibera nulla solo in tre casi previsti dalla legge:
1. impossibilit o illiceit delloggetto;
2. mancata convocazione dellassemblea;
3. mancanza del verbale.
La nullit delle delibere assembleari pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere
rilevata anche di ufficio dal giudice.
3

Come correttivo della limitazione del diritto di impugnativa, riconosciuto ai soci non legittimati a proporla il diritto di
chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformit della delibera alla legge o allatto costitutivo. innegabile,
per, che si tratta di azione soggetta ad oneri probatori (ammontare del danno, nesso causale) tuttaltro che agevoli da assolvere.

39

Rimane valido il principio che la delibera nulla inefficace, salvo che venga retroattivamente sanata (per
decorrenza del termine di impugnazione o per sostituzione con un'altra delibera valida). E, in ogni caso,
non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della
delibera.

Casi speciali

Cause di nullit
Tipologia

Funzione

Irrilevanza per la
societ

Validit fra le
parti
Forma e durata

Pubblicit

A differenza dellazione di nullit di diritto comune, possono esser impugnate senza limiti di tempo solo
le delibere che modificano loggetto sociale prevedendo attivit illecite o impossibili. In tutti gli altri casi
vi un termine di decadenza di 3 anni, che decorre dalla iscrizione nel registro delle imprese.
Una specifica disciplina, che riduce ulteriormente loperativit delle cause di nullit, e poi prevista per
alcune delibere di particolare rilievo (aumento del capitale sociale, riduzione reale del capitale, emissione
delle obbligazioni). Lazione di nullit, per i tre casi esposti, soggetta al termine di decadenza di 180
giorni.
Nel caso di mancata convocazione per lapprovazione del bilancio il termine di 90 giorni.
17.10 I sindacati di voto
I sindacati di voto sono accordi (patti parasociali) con i quali alcuni soci si impegnano a concordare
preventivamente il modo in cui votare in assemblea.
I sindacati di voto assumono le configurazioni pi varie. Possono avere carattere occasionale o
permanente; possono riguardare tutte le delibere assembleari o soltanto quelle di un determinato tipo (ad
es: nomina degli amministratori).
I vantaggi dei sindacati di voto sono evidenti. Essi danno un indirizzo unitario allazione dei soci
sindacati e se questi vengono a costituire il gruppo di comando, il patto di sindacato consente di dare
stabilit di indirizzo alla condotta societaria. Quando stipulato fra soci di minoranza consente una
migliore difesa dei comuni interessi.
I pericoli dei sindacati di voto sono altrettanto evidenti. I sindacati di comando cristallizzano il gruppo di
controllo, soprattutto se stipulati a tempo indeterminato e se sono combinati con un sindacato di blocco
delle azioni (contratto parasociale che obbliga laderente a non vedere le azioni o a venderle solo a
determinate persone facenti parte del patto).
I sindacati di blocco e di voto vincolano solo le parti contraenti. Perci, il voto dato in assemblea resta
valido anche se espresso in violazione degli accordi di sindacato. Inoltre, la presenza di un sindacato di
voto pu riflettersi sulla validit delle delibere solo quando uno o pi soci sindacati versino in conflitto di
interessi con la societ. Infatti, in tal caso il conflitto si estende anche agli altri partecipanti al sindacato.
Nella prova di resistenza si dovr perci tener conto di tutti i voti sindacati.
Al contrario, fra le parti, la violazione di un sindacato di blocco comporta che linadempiente sar tenuto
al risarcimento del danno nei confronti degli altri soci contraenti.
I patti parasociali possono essere stipulati in qualsiasi forma. Il legislatore ne fissa per la durata, al fine
di evitare una cristallizzazione delle posizioni di potere.
Se stipulati a tempo determinato non possono avere durata superiore a 5 anni (3 per le quotate), ma sono
rinnovabili alla scadenza. Possono essere stipulati anche a tempo indeterminato, ma in tal caso ciascun
contraente pu recedere con un preavviso di 180 giorni.
I patti parasociali sono soggetti ad un particolare regime di pubblicit:
nelle societ quotate i sindacati di voto devono essere comunicati alla Consob, pubblicati per estratto
sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese. La violazione di tali obblighi di
trasparenza comporta la nullit dei patti e la sospensione del diritto di voto relativo alle azioni
sindacate;
nelle societ non quotate ma che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, i patti devono essere
dichiarati in apertura di assemblea. Lomessa dichiarazione sanzionata con la sospensione del
diritto di voto alle azioni a cui si riferisce il patto parasociale;
nelle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, nessuna forma di pubblicit
prevista.

40

Amministrazione
Struttura

Funzione

Potere gestorio
Potere di
rappresentanza

Altre funzioni

Rapporto di
amministrazione
e mandato

18.1 Struttura e funzione dellorgano amministrativo


Nel sistema tradizionale, la societ per azioni non quotata pu avere sia un amministratore unico sia una
pluralit di amministratori, che formano in tal caso il consiglio di amministrazione.
Alle societ quotate imposta lamministrazione pluripersonale, allo scopo di consentire la nomina di
almeno un amministratore da parte dei soci di minoranza.
Il numero di componenti del consiglio di amministrazione liberamente determinato dallo statuto.
Inoltre, il consiglio di amministrazione pu essere articolato al suo interno con la creazione di uno o pi
organi delegati, che danno luogo alle figure del comitato esecutivo e degli amministratori delegati.
La struttura dellorgano amministrativo non quindi fissata in modo rigido, per consentirne il migliore
adeguamento alle concrete esigenze operative dellimpresa sociale.
Gli amministratori sono lorgano a cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa sociale e ad essi
spetta compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale. Le funzioni di cui
sono per legge investiti:
 gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti la gestione della societ che non sono
riservati dalla legge allassemblea. questo il cosiddetto potere gestorio degli amministratori.
 gli amministratori (tutti o alcuni) hanno la rappresentanza generale della societ. Hanno cio il potere
di manifestare allesterno la volont sociale, determinata dallassemblea o dallo stesso organo
amministrativo, ponendo in essere i singoli atti giuridici in cui si concretizza lattivit sociale;
 gli amministratori danno impulso allattivit dellassemblea; la convocano e ne fissano lordine del
giorno;
 curano la tenuta dei libri contabili e redigono annualmente il progetto di bilancio da presentare
allassemblea;
Le funzioni degli amministratori sono inderogabili da parte dellautonomia privata. Dei relativi poteri essi
non possono essere spogliati e dai relativi doveri non possono essere dispensati. Si tratta di funzioni di cui
gli amministratori sono investiti per legge, nonch di funzioni che essi esercitano in posizione di formale
autonomia rispetto allassemblea.
Tuttavia, leggendo il codice, si vede laffermazione che i diritti e gli obblighi degli amministratori sono
regolati dalle norme del mandato. Non bisogna per cadere nel facile equivoco di ritenere che il rapporto
di amministrazione sia un rapporto di mandato. I poteri e i doveri degli amministratori sono, sotto pi
profili, diversi e pi ampi di quelli di un mandatario. Cos, lamministratore investito per legge del
potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale. Per esso non opera perci il limite degli
atti di ordinaria amministrazione posto per il mandatario generale.
18.2 Il rapporto assemblea-amministratori
La competenza gestoria dellassemblea ha carattere delimitato e specifico: sussiste solo per gli atti
espressamente previsti dalla legge (nomina e revoca di amministratori e sindaci, approvazione del
bilancio, distribuzione dei dividendi, etc.).
La competenza gestioria degli amministratori ha invece carattere generale: sussiste per tutti gli atti di
impresa che non siano riservati allassemblea e che si pongono in rapporto di mezzo a fine rispetto al
conseguimento delloggetto sociale.

Autonomia degli
amministratori

Gli amministratori quindi, una volta nominati dallassemblea, sono investiti di poteri propri, non derivati
dallassemblea, esercitabili in posizione di piena autonomia rispetto allassemblea stessa.
Con la riforma del 2003, lart. 2380-bis afferma il principio che la gestione dellimpresa spetta
esclusivamente agli amministratori.
Lo statuto pu prevedere solo che lassemblea sia chiamata ad autorizzare atti di gestione di competenza
degli amministratori. Ma, anche in tal caso, lautorizzazione dellassemblea non esonera gli
amministratori da responsabilit penale e da responsabilit civile verso i creditori e verso la societ
stessa. Ne consegue che, malgrado lapprovazione assembleare, gli amministratori sono sempre liberi di
non dare attuazione ad atti di gestione che configurano una violazione dei doveri di corretta gestione e di
salvaguardia del patrimonio sociale.
41

Nomina e
competenza

Requisiti.
Amministratori
indipendenti

Cause di
ineleggibilit e
incompatibilit

Durata

Cessazione
dallufficio

Decorrenza

Sostituzione
degli
amministratori

Clausola simul
stabunt, simul
cadent
Pubblicit

18.3 Nomina. Durata e cessazione dalla carica


La nomina degli amministratori spetta allassemblea ordinaria, fatta eccezione per i primi amministratori,
che sono nominati nellatto costitutivo.
Le legge o lo statuto possono tuttavia riservare la nomina di uno o pi amministratori allo Stato o ad enti
pubblici (questi amministratori possono essere revocati solo dallente che li ha nominati).
Il numero degli amministratori fissato nello statuto. Questo per pu anche limitarsi ad indicare il
numero minimo e massimo ed in tal caso sar lassemblea che procede alla nomina a fissare di volta in
volta il numero degli amministratori.
Gli amministratori possono essere soci o non soci. Gli amministratori di societ quotate devono tutti
possedere, a pena di decadenza, i requisiti di onorabilit fissati per i sindaci con regolamento del
Ministero per la giustizia. Inoltre, se il consiglio di amministrazione composto da pi di 7 membri, uno
di essi deve essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci.
Non possono essere nominati amministratori linterdetto, linabilitato, il fallito o chi stato condannato
ad una pena che comporta linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o lincapacit ad esercitare
uffici direttivi.
Numerose cause di incompatibilit sono poi previste da leggi speciali. Le cause di incompatibilit,
diversamente da quelle di ineleggibilit, comportano solo che linteressato tenuto ad optare fra luno e
laltro ufficio; non rendono perci invalida la delibera di nomina.
La nomina degli amministratori non pu essere fatta per un periodo superiore a tre esercizi; e lattuale
disciplina puntualizza che essi scadono alla data dellassemblea convocata per lapprovazione del bilancio
relativo allultimo esercizio della loro carica.
Sono cause di cessazione dellufficio prima della scadenza del termine:
1. la revoca da parte dellassemblea, salvo il risarcimento dei danni se la revoca senza giusta causa;
2. la rinuncia da parte dellamministratore;
3. la decadenza dallufficio, ove sopravvenga una causa di ineleggibilit;
4. la morte.
Lamministratore che rinuncia allufficio deve darne comunicazione scritta al consiglio di
amministrazione e al presidente del collegio sindacale.
La rinuncia dellamministratore ha effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli
amministratori. In caso contrario, le dimissioni hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza del
consiglio si ricostituita in seguito allaccettazione dei nuovi amministratori.
Nei casi in cui gli effetti della cessazione non sono differibili (morte, decadenza, dimissione della
minoranza degli amministratori), dettata una particolare disciplina per la sostituzione degli
amministratori mancanti:
1. se rimane in carica pi della met degli amministratori nominati dallassemblea, i superstiti
provvedono a sostituire provvisoriamente quelli venuti meno, con delibera consiliare approvata dal
collegio sindacale (cooptazione). Gli amministratori cos nominati restano in carica fino alla
successiva assemblea che potr confermarli nellufficio o sostituirli;
2. se viene a mancare pi della met degli amministratori nominati dallassemblea i superstiti devono
convocare lassemblea perch provveda alla sostituzione dei amministratori mancanti ed i nuovi
amministratori cos nominati scadono con quelli in carica allatto della nomina;
3. se vengono a cessare tutti gli amministratori, il collegio sindacale deve convocare con urgenza
lassemblea per la ricostituzione dellorgano amministrativo. Nel frattempo, il collegio sindacale
compie gli atti di gestione ordinaria.
Lattuale disciplina, inoltre, riconosce la validit delle clausole statutarie che prevedono la cessazione di
tutti gli amministratori e la conseguente ricostruzione dellintero collegio da parte dellassemblea a
seguito della cessazione di alcuni amministratori (clausole simul stabunt simul cadent).
La nomina e la cessazione dalla carica degli amministratori soggetta ad iscrizione nel registro delle
imprese. Alliscrizione della nomina devono provvedere i nuovi amministratori, entro 30 giorni dalla
notizia della loro nomina, semprech accettata. Liscrizione della cessazione avviene a cura del collegio
sindacale entro lo stesso termine.

42

Compenso

Divieto di
concorrenza

18.4 Compenso. Divieti


Per i membri del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, modalit e misura del compenso
sono determinati dallatto costitutivo o dallassemblea allatto della nomina. Per gli amministratori
investiti di particolari cariche in conformit dello statuto (ad esempio, amministratore delegato), la
remunerazione invece stabilita dalla stesso consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio
sindacale. Su tale remunerazione lassemblea non ha competenza; in base allattuale disciplina tuttavia, se
lo statuto lo prevede, lassemblea pu per fissare un importo complessivo per la remunerazione di tutti
gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolare cariche.
La centralit della posizione degli amministratori nella direzione della societ li rende partecipi di tutti i
segreti aziendali e ci ispira alcuni specifici obblighi e divieti posti a loro carico. Gli amministratori di
societ per azioni non possono:
 assumere la qualit di soci a responsabilit illimitata in societ concorrenti;
 esercitare unattivit concorrente per conto proprio;
 essere amministratori o direttori generali in societ concorrenti, salva autorizzazione dellassemblea.
Linosservanza del divieto espone lamministratore alla revoca dallufficio per giusta causa ed al
risarcimento degli eventuali danni arrecati alla societ.
18.5.1 Il consiglio di amministrazione: attivit deliberativa
In presenza di un consiglio di amministrazione necessario operare delle distinzioni per quanto riguarda
le modalit di esercizio delle funzioni proprie dellorgano amministrativo, che sono:
1. attivit deliberativa;
2. rappresentanza;
3. funzione di vigilanza; da ritenersi infine che lattivit di vigilanza spetti, oltre che al consiglio
collegialmente, anche al singolo amministratore individualmente. E ci in quanto il singolo
amministratore in ogni caso personalmente e solidamente responsabile dei danni che alla societ
possono derivare dallomessa vigilanza.

Convocazione.
Presidente

Le delibere
consiliari

Verbalizzazione

Invalidit delle
delibere
consiliari

Interessi degli
amministratori

Ci fissato, passiamo ad esaminare la disciplina delle delibere consiliari.


Lattuale disciplina stabilisce che, se lo statuto non prevede diversamente, il consiglio di amministrazione
convocato dal presidente stesso, il quale ne fissa anche lordine del giorno, ne coordina i lavori e
provvede affinch tutti gli amministratori siano adeguatamente informati sulle materie iscritte allordine
del giorno.
Per la validit delle deliberazioni del consiglio di amministrazione necessaria la presenza della
maggioranza degli amministratori in carica, salvo che lo statuto non richieda un quorum costitutivo pi
elevato. Le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
presenti (voto per teste).
Nulla disposto in via generale per la verbalizzazione delle delibere consiliari. tuttavia prevista la
tenuta di un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione dal quale
devono risultare le delibere adottate.
Lart. 2388 prevede che possano essere impugnate tutte le delibere del consiglio di amministrazione che
non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Limpugnativa pu essere proposta dagli
amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non dai soci) entro 90 giorni dalla data
della deliberazione. Inoltre, quando la delibera consiliare lede direttamente un diritto soggettivo del socio
questi avr diritto di agire giudizialmente per far annullare la delibera. Lannullamento delle delibere
consiliari non pregiudica i diritti acquistati in buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione delle
stesse.
Lamministratore che in una determinata operazione ha, per conto proprio o di terzi, un interesse non
necessariamente in conflitto con quello della societ:
a) deve darne notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale precisando la natura, lorigine e la
portata;
b) se si tratta di un amministratore delegato, deve astenersi dal compiere loperazione investendo della
stessa lorgano collegiale competente. Non pi fatto obbligo per allamministratore interessato di
non votare in consiglio di amministrazione;
c) in entrambi i casi il consiglio di amministrazione deve adeguatamente motivare le ragioni e la
convenienza per la societ delloperazione.
43

La delibera del consiglio di amministrazione qualora possa recare danno alla societ (danno potenziale),
impugnabile non solo quando lamministratore in conflitto di interessi ha votato e il suo voto stato
determinante (prova di resistenza), ma anche quando sono stati violati gli obblighi di trasparenza,
astensione e motivazione sopra indicati.
Limpugnazione per annullare la delibera pu essere proposta, entro 90 giorni dalla delibera, dal collegio
sindacale, dagli amministratori assenti e dissenzienti nonch dagli stessi amministratori che hanno votato
a favore se lamministratore interessato non ha adempiuto agli obblighi di informazione sopra indicati.

Comitato
esecutivo
Amministratori
delegati
La delega. Limiti

Competenza
concorrente

Dovere degli
organi delegati

e degli
amministratori

Amministratori
con
rappresentanza

Potere di
gestione e potere
di rappresentanza

18.5.2 Comitato esecutivo. Amministratori delegati


Nelle societ per azioni di maggiori dimensioni frequente unarticolazione interna del consiglio di
amministrazione per rendere pi razionale ed efficiente la gestione corrente dellimpresa sociale. Se latto
costitutivo o lassemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione pu delegare le proprie
attribuzioni ad un comitato esecutivo o ad un amministratore delegato.
 Il comitato esecutivo un organo collegiale. Le sue decisioni sono adottate in riunioni alle quali
devono assistere i sindaci.
 Lamministratore delegato (uno o pi) un organo unipersonale.
E poi possibile la coesistenza di un comitato esecutivo e di uno o pi amministratori delegati con
competenze ripartite.
La creazione e larticolazione degli organi delegati devono essere previste dallo statuto o devono essere
consentite dallassemblea ordinaria. La designazione dei membri del comitato esecutivo e degli
amministratori delegati invece fatta dallo stesso consiglio di amministrazione, che determina inoltre il
contenuto, i limiti e le eventuali modalit di esercizio della delega.
In base allattuale disciplina non possono essere delegati:
la redazione del bilancio di esercizio;
la facolt di aumentare il capitale sociale e di emettere obbligazioni convertibili;
gli adempimenti posti a carico degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale
sociale per perdite;
la redazione del progetto di fusione o di scissione.
La delega non spoglia per il consiglio di amministrazione della attribuzione delegate. Il consiglio pu
sempre avocare a s operazioni rientranti nella delega e resta, pertanto, formalmente in posizione
sovraordinata rispetto al comitato esecutivo ed agli amministratori delegati.
Lattuale disciplina, peraltro, puntualizza le funzioni proprie degli organi delegati, essi:
curano che lassetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ sia adeguato alla natura e
alle dimensioni dellimpresa;
riferiscono periodicamente al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale sul generale
andamento della gestione.
Nel contempo, per consentire uneffettiva partecipazione di tutti i consiglieri alla gestione della societ si
dispone che tutti gli amministratori devono agire informati e ciascuno pu chiedere agli amministratori
delegati che siano fornite in consiglio informazioni relative alla gestione della societ.
18.5.3 Rappresentanza della societ
Fra le funzioni di cui gli amministratori sono investiti per legge vi la rappresentanza della societ.
In presenza di un consiglio di amministrazione, gli amministratori investiti del potere di rappresentanza
devono essere indicati nello statuto o nella deliberazione di nomina. Inoltre, se pi sono gli
amministratori con rappresentanza, la pubblicit legale di nomina deve specificare se essi hanno il potere
di agire disgiuntamente (firma disgiunta) o congiuntamente (firma congiunta). Di regola, la
rappresentanza attribuita al presidente del consiglio e ad uno o pi amministratori delegati.
 Il potere di rappresentanza riguarda lattivit esterna: il potere di agire nei confronti dei terzi in
nome della societ.
 Il potere di gestione riguarda invece lattivit amministrativa interna, la fase decisoria delle
operazioni sociali.

44

Invalidit della
nomina

Limitazioni
volontarie del
potere di
rappresentanza

Limitazioni
legali

Salvo il caso dellamministratore unico e dellamministratore delegato con rappresentanza, vi nella


societ per azioni una scissione fra potere gestorio e potere di rappresentanza degli amministratori:
1. il primo compete al consiglio di amministrazione o al comitato esecutivo ed esercitato
collegialmente, con delibere prese a maggioranza;
2. il secondo spetta ad uno o pi amministratori ed esercitato disgiuntamente o congiuntamente.
La rappresentanza degli amministratori assoggettata a due principi cardine:
1. intervenuta liscrizione nel registro delle imprese, le cause di nullit e di annullabilit della nomina,
non sono opponibili ai terzi, salvo che la societ provi che i terzi erano a conoscenza di queste cause
di invalidit;
2. la societ resta vincolata ai terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limitazioni
volontarie poste ai loro poteri di rappresentanza. Ad esempio, se nello statuto si prevede che gli atti
superiori ad un determinato ammontare devono essere preventivamente deliberati dallassemblea.
Tale limitazione certamente consentita e viene iscritta nel registro delle imprese. Ma, per lart.
2384, le limitazioni al potere di rappresentanza che risultano dallo statuto non sono opponibili ai terzi,
anche se pubblicate, salvo che si provi lesistenza di un accordo fraudolento fra amministratore e
terzo diritto a danneggiarla; non sufficiente che provi leffettiva conoscenza (mala fede) da parte del
terzo dellesistenza di limitazioni statutarie del potere di rappresentanza.
Restano invece opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori.
questo il caso dellamministratore unico o dellamministratore delegato che stipuli un contratto in
conflitto di interessi con la societ. Il contratto sar annullabile su richiesta della societ se il conflitto di
interessi era conosciuto o riconoscibile dal terzo.
18.6.1 La responsabilit degli amministratori verso la societ
Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato in tre direzioni:
 verso la societ;
 verso i creditori sociali;
 verso i singoli soci o terzi.

Criterio di
diligenza

Responsabilit
solidale

Esonero da
responsabilit

Esercizio
dellazione
Revoca di diritto

Azione della
minoranza

Gli amministratori incorrono in responsabilit verso la societ e sono tenuti al risarcimento dei danni
quando non adempiono ai loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico e dalle loro
specifiche competenze (cio con la normale diligenza professionale di un amministratore di societ).
Lobbligazione degli amministratori unobbligazione di mezzi non di risultato. Perci il giudice non pu
sindacare il merito delle decisioni degli amministratori, ma verificare se essi hanno osservato con
diligenza gli obblighi di condotta specifici, nonch quello generale di amministrazione diligente.
Se gli amministratori sono pi di uno, sono responsabili solidalmente. Se il comportamento dannoso
imputabile solo ad alcuni amministratori (amministratori delegati o membri del comitato esecutivo), con
essi rispondono in solido anche gli altri amministrazioni per la violazione degli specifici obblighi posti a
loro carico, in quanto non hanno prevenuto o impedito lattivit dannosa dei primi.
Lamministratore esonerato da responsabilit purch:
 abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del
consiglio di amministrazione;
 del suo dissenso dia immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.
Lesercizio dellazione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberato dallassemblea
ordinaria. La relativa delibera pu essere presa in occasione della discussione del bilancio, anche se non
iscritta allordine del giorno, purch si tratti di fatti di competenza dellesercizio cui si riferisce.
La deliberazione dellazione di responsabilit comporta la revoca automatica degli amministratori contro
cui proposta la delibera solo se approvata col voto favorevole di almeno 1/5 del capitale sociale; se
non si raggiunge tale percentuale del capitale sociale sar necessaria una distinta ed espressa delibera di
revoca.
Con la riforma del 2003 lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa
anche dagli azionisti di minoranza. Per evitare azioni giudiziarie pretestuose i soci che assumono
liniziativa devono rappresentare almeno il 20% del capitale sociale (1/40 per le societ che fanno ricorso
al capitale di rischio). Lazione promossa dalla minoranza tramite uno o pi rappresentanti comuni, ed
diretta a reintegrare il patrimonio sociale, non a risarcire il danno eventualmente subito dai soci agenti.

45

Prescrizione

Rinunzia e
transazione

Si tratta della stessa azione di responsabilit che la societ pu esperire previa delibera assembleare.
Perci la societ deve essere necessariamente chiamata in giudizio. Ed, in caso di accoglimento della
domanda, tenuta a rimborsare agli attori le spese di giudizio che non siano state poste a carico o che non
si possano recuperare dagli amministratori soccombenti.
Lazione di responsabilit pu essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione dellamministratore dalla
carica.
La societ pu rinunciare allesercizio dellazione di responsabilit o pervenire ad una transazione con gli
amministratori. Luna o laltra devono per essere espressamente deliberate dallassemblea e, in questo
caso, non vi devessere il voto contrario di un minoranza qualificata: 1/5 del capitale sociale, ridotto a
1/20 nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale. In mancanza, la rinuncia e la transazione sono
senza effetto.
18.6.2 La responsabilit degli amministratori verso i creditori sociali
Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali solo per linosservanza degli obblighi
interenti alla conservazione dellintegrit del patrimonio sociale. Lazione pu essere promossa dai
creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacente dei loro crediti.
18.6.3 La responsabilit degli amministratori verso singoli soci o terzi
Le azioni di responsabilit della societ e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento
del danno spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o
colposi degli amministratori. Perch il singolo socio o il terzo possano chiedere agli amministratori il
risarcimento dei danni devono ricorrere due presupposti:
1. il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nellesercizio del loro ufficio;
2. la produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del terzo. Caso classico di danno
diretto quello degli amministratori che con un falso bilancio inducono i soci o i terzi a sottoscrivere
un aumento di capitale a prezzo eccessivo.

Il collegio sindacale

Composizione

Nomina

Requisiti di
professionalit

19.1 Composizione. Nomina. Cessazione


Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della societ per azioni a cui sono attribuite funzioni
di vigilanza sullamministrazione della societ.
Il collegio sindacale delle societ con azioni non quotate si compone di 3 o 5 membri effettivi; devono
inoltre essere nominati 2 membri supplenti.
Per le societ quotate, fermo restando il numero minimo di 3 sindaci effettivi e 2 supplenti, latto
costitutivo pu oggi determinare liberamente il numero dei sindaci.
I primi sindaci sono nominati nellatto costitutivo, successivamente vengono nominati dallassemblea
ordinaria. questo un motivo di scarsa funzionalit del collegio sindacale: controllanti e controllati sono
in definitiva espressione dello stesso gruppo di comando.
Tuttavia, per le societ quotate, 1 membro effettivo del collegio sindacale deve essere eletto dalla
minoranza con le modalit stabilite dalla Consob con regolamento. Il collegio sindacale cos reso
espressione dellintera compagine azionaria e la presenza di sindaci eletti dalla minoranza offre maggiori
garanzie di effettivo svolgimento di controllo.
Nella stessa direzione si muovono le norme che regolano la scelta dei membri. Oggi tutti i sindaci devono
possedere requisiti di professionalit.
Nelle societ non quotate, almeno un sindaco effettivo ed uno supplente devessere scelto fra gli iscritti
nel registro dei revisori contabili.
Gli altri sindaci devono essere eletti fra avvocati, dottori commercialisti, professori di ruolo in materie
economiche e giuridiche, etc.
Per le societ quotate i requisiti di professionalit dei sindaci sono fissati con regolamento del Ministro
della giustizia. Il regolamento prescrive che un sindaco effettivo o due (se il numero dei sindaci
superiore a tre) e un sindaco supplente devono essere necessariamente scelti tra gli iscritti nel registro dei
revisori contabili. Gli altri sindaci, possono anche non essere revisori contabili, ma in tal caso devono
sempre possedere prederminati requisiti di professionalit di tipo giuridico-aziendale.

46

Cause di
ineleggibilit

Compenso
Durata

Revoca

Decadenza

Sostituzione

Pubblicit

Controllo
sullamministra
zione

Attivit
sostitutiva

Caratteri del
controllo

Informazione

Ai sindaci si applicano le stesse cause di ineleggibilit previste per gli amministratori. Per assicurare la
loro indipendenza, sono previste ulteriori e pi restrittive cause di incompatibilit. Non possono essere
infatti sindaci:
il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori, nonch degli amministratori
facenti parte dello stesso gruppo;
coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte dello stesso gruppo da un rapporto di
lavoro o da un qualunque rapporto di natura patrimoniale (consulenza) che ne comprometta
lindipendenza. Per le societ quotate non si richiede che i rapporti di lavoro o professionali abbiano
carattere continuativo.
Finalit di indipendenza dei sindaci persegue anche la disciplina del loro compenso, che deve essere
predeterminato ed invariabile nel corso di carica.
I sindaci restano in carica per 3 esercizi e sono rieleggili. I sindaci scaduti restano in carica fino alla
nomina dei nuovi. Costituiscono causa di cessazione dallufficio prima della scadenza del termine: la
morte, la revoca, la rinuncia e la decadenza.
Sempre per garantire lindipendenza, lassemblea pu revocarli solo se sussiste una giusta causa. Inoltre,
la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale, al fine di verificare se ricorre una giusta causa.
Costituisce causa di decadenza dallufficio il sopraggiungere di una delle cause di ineleggibilit, nonch
la cancellazione dal registro dei revisori. Decade inoltre il sindaco che non assiste alle assemblee o le
diserta.
In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco subentrano automaticamente i supplenti in
ordine di et. I supplenti restano in carica fino alla successiva assemblea, che provvede alla nomina dei
sindaci effettivi e supplenti necessari.
La nomina e la cessazione dallufficio dei sindaci devono essere iscritte, a cura degli amministratori, nel
registro delle imprese.
19.2 Il controllo sullamministrazione
Il collegio sindacale vigila sullamministrazione della societ globalmente intesa e si estende a tutta
lattivit sociale, al fine di assicurare che essa venga svolta nel rispetto della legge e dellatto costitutivo,
nonch dei principi di corretta amministrazione.
La vigilanza del collegio sindacale esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori in quanto
organo investito della gestione della societ, ma riguarda anche lattivit dellassemblea e pu estendersi
in ogni direzione.
A carico dei sindaci sono poi posti specifici poteri-doveri di iniziativa, in sostituzione dellassemblea o
degli amministratori, per assicurare il rispetto della legalit dellattivit sociale. In particolare:
 convocano lassemblea ed eseguono le pubblicazioni prescritte per legge in caso di omissione da
parte degli amministratori;
 chiedono al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale sociale obbligatoria per legge, ove
lassemblea non vi provveda e gli amministratori restino inerti.
Il controllo del collegio sindacale sullamministrazione , salvo il compimento di specifici atti previsti per
legge, un controllo di carattere globale e sintetico.
Il collegio sindacale controlla il rispetto sostanziale da parte degli amministratori degli specifici obblighi
di condotta loro imposti, nonch dei principi di corretta amministrazione. Inoltre consentito ai sindaci di
segnalare agli amministratori e allassemblea fatti e comportamenti che a loro avviso esprimono una linea
di gestione imprudente o non avveduta. Oltre per il collegio non pu spingersi.
Per consentire al collegio sindacale lefficace svolgimento della propria attivit, la legge pone a carico
degli amministratori numerosi obblighi di comunicazione. In particolare, nelle societ quotate, gli
amministratori devono riferire tempestivamente al collegio sindacale sullattivit svolta, sulle operazioni
compiute di maggior rilievo economico, nonch su quelle a rischio di conflitto di interessi. Inoltre, il
collegio sindacale pu scambiare informazioni con i corrispondenti organi di societ controllate in merito
ai sistemi di amministrazione e di controllo e allandamento generale dellattivit sociale.
POTERI DEI SINDACI

I sindaci hanno il potere di:


 intervenire alle riunioni dellassemblea;
 intervenire alle riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo;
47

 di impugnare le relative delibere.


Inoltre, possono procedere ad atti di ispezione e di controllo, nonch possono agli amministratori
chiedere notizie sullandamento delle operazioni sociali o su determinati affari.
Il collegio sindacale pu:
 previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare lassemblea qualora
nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente
necessit di provvedere;
 promuovere il controllo giudiziario sulla gestione, se ha il fondato sospetto che gli amministratori
abbiamo compiuto gravi irregolarit nella gestione.
Nelle societ quotate, il collegio sindacale deve comunicare senza indugio alla Consob le irregolarit
riscontrate nellattivit di vigilanza.
19.3 Il funzionamento del collegio sindacale
Il collegio sindacale deve riunirsi ogni 90 giorni. Il collegio sindacale regolarmente costituito con la
presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
Delle riunioni devessere redatto un verbale, sottoscritto da tutti gli intervenuti, che viene poi trascritto
nel libro delle adunanze e delle delibere del collegio sindacale.
Lattivit di controllo pu essere sollecitata dai soci: ogni socio pu denunciare al collegio sindacale fatti
che ritiene censurabili. Vi sono due casi:
 se la denuncia proviene da solo un socio il collegio sindacale obbligato solo a tenerne conto nella
relazione annuale allassemblea;
 se la denuncia proviene da tanti soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale (il 2% per le
societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) il collegio sindacale deve indagare senza
ritardo sui fatti denunciati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte allassemblea,
convocandola immediatamente quando ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente
necessit di provvedere.
19.4 La responsabilit dei sindaci
Al pari degli amministratori, i sindaci devono adempiere ai loro doveri con la professionalit e la
diligenza richieste dalla natura dellincarico.
Lobbligo di risarcimento dei danni grava esclusivamente sui sindaci, di regola solidalmente fra loro,
qualora il danno sia imputabile al mancato o negligente adempimento dei loro doveri. Ad esempio, uno o
pi sindaci hanno violato il segreto dufficio. Inoltre, i sindaci sono responsabili in solido con gli
amministratori per i fatti o le omissioni di questi ultimi, qualora il danno non si sarebbe prodotto se i
sindaci avessero vigilato in conformit degli obblighi della loro carica.

Le modificazioni dello statuto


Nozione

Delibera
assembleare
Controllo
notarile

Omologazione
facoltativa

23.1 Nozione
Costituisce modifica dello statuto di una SpA ogni mutamento nel contenuto oggettivo del contratto
sociale (atto costitutivo e statuto).
Le modificazioni dello statuto possono avere il pi diverso contenuto e possono variamente incidere sulla
preesistente struttura organizzativa della societ.
23.2 Il procedimento
Le modificazione statutarie rientrano nella competenza dellassemblea straordinaria.
Le delibere modificative dello statuto erano originariamente soggette ad omologazione da parte del
tribunale. La soppressione del controllo giudiziario sullo statuto ed il conseguente affidamento al notaio
dei relativi compiti di controllo non hanno per fatto venire del tutto meno il controllo giudiziario sulle
delibere modificative dello statuto, ma lo hanno reso eventuale e facoltativo.
Infatti, in base allattuale disciplina il notaio che ha verbalizzato la delibera dellassemblea che, chiuso
il verbale, verifica ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge e, entro 30 giorni, ne richiede
liscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito.
Tuttavia, se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge ne d comunicazione
tempestiva agli amministratori. Nei 30 giorni successivi questi possono ricorrere al tribunale affinch lo
48

Efficacia

stesso, verificato ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ordini con proprio decreto
liscrizione. E lattuale disciplina puntualizza che in caso di inerzia degli amministratori la delibera
definitivamente inefficace.
Nel contempo si dispone che la deliberazione non produce effetti se non dopo liscrizione e quindi non
pu essere eseguita prima della stessa.
23.3 Diritti di recesso
In presenza di delibere modificative di particolare gravit, la minoranza tutelata dalla previsione di
maggioranze pi elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso.

Cause
inderogabili

Cause
derogabili

Cause statutarie

Societ a tempo
indeterminato

Esercizio diritto
di recesso
Determinazione
valore azioni

Rimborso delle
azioni

Il diritto di recesso pu essere esercitato per legge dai soci che non hanno concorso (in quanto
dissenzienti, assenti o astenuti) alle deliberi riguardanti:
 la modificazione delloggetto sociale, purch questa consista in un cambiamento significativo
dellattivit della societ (non ad esempio in una integrazione ma in una modifica significativa);
 la trasformazione della societ;
 il trasferimento della sede sociale allestero;
 la revoca dello stato di liquidazione;
 leliminazione di una o pi cause di recesso derogabili o previste dallo statuto;
 la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso;
 le modificazione dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione.
In tutti questi casi il diritto di recesso non pu essere soppresso dallo statuto ed nullo ogni patto volto ad
escluderlo o a renderne pi gravoso lesercizio.
Il diritto di recesso spetta ancora, salvo che lo statuto disponga diversamente, ai soci che non hanno
concorso allapprovazione delle delibere riguardanti:
 la proroga del termine di durata della societ;
 lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni (ad es: introduzione di una
clausola di prelazione).
Inoltre, nelle societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio, lo statuto pu prevedere
ulteriori cause di recesso.
Nelle ipotesi fin qui esaminate il recesso costituisce lestrema reazione del socio di fronte ad una
modificazione non desiderata di elementi essenziali del contratto sociale. Ma dopo la riforma del 2003 il
recesso costituisce anche un temperamento alla durata potenzialmente illimitata del vincolo sociale:
infatti nelle societ non quotate a tempo indeterminato tutti i soci possono recedere liberamente con un
preavviso di 180 giorni, allungabile dallo statuto fino ad un anno.
La riforma ha voluto ribadire il principio generale secondo cui, nei contratti a tempo indeterminato, deve
essere consentito ai contraenti di recedere con preavviso.
Le azioni per le quali esercitato il recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso
la sede della societ. Questultima inoltre pu sottrarsi al rimborso delle azioni se entro 90 giorni
(successivi al recesso) revoca la delibera che lo legittima o delibera lo scioglimento della societ.
stabilito che nelle societ non quotate il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli
amministratori tenuto conto della consistenza patrimoniale della societ e delle sue prospettive
reddituali.
Nelle societ quotate il valore di liquidazione determinato facendo esclusivo riferimento alla media
aritmetica dei prezzi di chiusura nei 6 mesi che precedono la convocazione dellassemblea. Sono cos
neutralizzate eventuali oscillazioni anomale delle quotazioni di borsa.
Vi unarticolata disciplina per il procedimento di liquidazione delle azioni del socio recedente:
 le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci in
proporzione al numero delle azioni possedute.
 per la parte non acquistata dai soci possono essere collocate sul mercato.
 in caso di mancato collocamento presso i soci o presso terzi, le azioni vengono rimborsate mediante
acquisto da parte della societ. In assenza di utili e riserve disponibili deve essere convocata
lassemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale, o lo scioglimento della
societ.
49

23.4.1 Le modificazioni del capitale sociale


Una specifica disciplina dettate per le modificazioni dello statuto relative al capitale sociale.

Condizioni

Laumento
delegato

23.4.2 Laumento reale del capitale sociale


Con laumento a pagamento del capitale sociale la societ intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a
titolo di capitale di rischio. Laumento d luogo allemissione di nuove azioni a pagamento, che vengono
sottoscritte dai soci attuali, cui per legge riconosciuto il diritto dopzione, ovvero da terzi che cos
diventano soci.
Per evitare la formazione di un vistoso capitale sociale rappresentato prevalentemente da crediti verso
soci, non consentito eseguire un aumento del capitale sociale fino a che le azioni precedentemente
emesse non sono interamente liberate.
Competente a deliberare laumento di capitale lassemblea straordinaria dei soci.
La competenza dellassemblea non ha tuttavia carattere inderogabile. Lo statuto o una successiva
modifica dello stesso possono attribuire agli amministratori la facolt di aumentare il capitale. Tuttavia:
 deve essere predeterminato lammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il
capitale sociale;
 la delega pu essere concessa per un periodo massimo di 5 anni, rinnovabile.
Agli amministratori pu essere conferita la facolt di decidere autonomamente in merito a che tipo di
categorie di azioni emettere (ordinarie o speciali). Inoltre lattuale disciplina consente che agli
amministratori sia riconosciuta anche la facolt di deliberare in merito allesclusione o alla limitazione del
diritto di opzione dei soci.
Con la tecnica dellaumento per delega, la manifestazione di volont della societ di procedere
allaumento del capitale costituita dalla delibera del consiglio di amministrazione. Perci, il relativo
verbale deve essere redatto da un notaio e la delibera soggetta a iscrizione nel registro delle imprese.

Sottoscrizione
parziale

Attestazione

Funzione

Oggetto

Azioni non
optate

Una specifica disciplina dettata per la sottoscrizione del capitale sociale. La deliberazione (assembleare
o consiliare) di aumento deve fissare il termine, non inferiore a 30 giorni dalla pubblicazione dellofferta,
entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte.
Pu per verificarsi che laumento di capitale non sia integralmente sottoscritto. In tal caso, il capitale
aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto se la deliberazione di aumento lo abbia
espressamente previsto. In mancanza di tale previsione laumento di capitale inscindibile e la
sottoscrizione parziale non vincola n la societ n i sottoscrittori; questi ultimi sono liberati dallobbligo
di conferimento assunto e hanno diritto alla restituzione delle somme gi versate.
Avvenuta la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione, entro 30 giorni gli amministratori devono
depositare unattestazione nel registro delle imprese che laumento del capitale stato eseguito. Fin
quando tale attestazione non iscritta, laumento di capitale non pu essere menzionato negli atti della
societ, dato che non vi alcuna certezza che lo stesso abbia avuto luogo.
23.4.3 Il diritto dopzione
Il diritto dopzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento
del capitale sociale a pagamento.
Il diritto dopzione consente a ciascun socio di mantenere inalterata la proporzione con la quale ciascuno
partecipa al capitale e al patrimonio sociale. Serve quindi a mantenere inalterata la proporzione in cui
ciascun socio partecipa, attraverso il voto, alla formazione della volont sociale.
Tutto ci comporta che il diritto di opzione ha un proprio valore economico che lazionista pu
monetizzare cedendolo a terzi qualora non voglia o non possa concorrere allaumento del capitale sociale.
Il diritto di opzione ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni
convertibili in azioni emesse dalla societ. Il diritto dopzione attribuito a ciascun azionista in
proporzione al numero di azioni gi possedute.
Per lesercizio del diritto dopzione la societ deve concedere agli azionisti un termine non inferiore a 30
giorni (ridotto a 15 per le societ quotate), che decorre dalliscrizione dellofferta di opzione nel registro
delle imprese.
Gli amministratori non sono liberi di collocare a loro piacimento le azioni che siano rimaste inoptate.
Infatti:
50

1) se le azioni non sono quotate, i soci che hanno esercitato il diritto dopzione hanno diritto di
prelazione nella sottoscrizione delle azioni non optate;
2) se le azioni sono quotate, i diritti di opzione residui devono essere offerti nel mercato regolamentato
dagli amministratori, per conto della societ, e il ricavato della vendita va a beneficio del patrimonio
sociale.
Esclusione del
diritto
dopzione

Sovrapprezzo

Il diritto dopzione degli azionisti in tutto o in parte sacrificabile in presenza di situazioni oggettive
rispondenti ad un concreto interesse della societ.
1. Il diritto dopzione escluso per legge se le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in
natura. Linteresse della societ a procurarsi determinati beni per legge valutato come prevalente
rispetto allinteresse individuale dei soci alla sottoscrizione dellaumento.
2. il diritto dopzione pu essere escluso quando linteresse della societ lo esige. La delibera di
esclusione deve essere approvata con una maggioranza rafforzata (50+1 del capitale sociale in tutte le
convocazioni);
3. quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ.
Nei casi di esclusione del diritto dopzione obbligatoria lemissione di nuove azioni con sovrapprezzo in
modo da ridimensionare il pregiudizio patrimoniale degli azionisti attuali.
Inoltre, nelle societ con azioni quotate lo statuto pu escludere il diritto dopzione nei limiti del 10% del
capitale preesistente, purch il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ci sia
confermato da apposita relazione della societ incaricata della revisione contabile.
23.4.4 Laumento nominale del capitale sociale
Laumento gratuito del capitale sociale posto in essere dallassemblea straordinaria imputando a
capitale le riserve disponibili iscritte in bilancio. Possono essere utilizzate le riserve facoltative e le
riserve statutarie prive di specifica destinazione; non imputabile a capitale la riserva legale per la parte
che non supera il 20% del capitale sociale. Il passaggio a capitale delle riserve comporta che tali somme
vengano assoggettate al vincolo di stabile indisponibilit proprio del capitale sociale.
Modalit di attuazione: laumento pu essere attuato o aumentando il valore nominale delle azioni in
circolazione o mediante lemissione di nuove azioni (che saranno assegnate gratuitamente agli azionisti in
proporzione a quelle gi possedute).

Condizioni

Opposizione
dei creditori

Modalit di
esecuzione

23.4.5 La riduzione del capitale sociale. La riduzione reale


riduzione reale la riduzione del capitale sociale che d luogo ad un corrispondente rimborso ai soci del
valore dei conferimenti ed a una corrispondente riduzione del patrimonio sociale.
Oggi la riduzione del capitale sociale pu essere disposta dalla societ anche per cause diverse dalla
esuberanza (in passato unica causa ammissibile).
La riduzione del capitale sociale resta per circondata da una serie di cautele sostanziali e procedimentali,
in quanto loperazione potenzialmente pericolosa per i creditori sociali e per i soci di minoranza: riduce
la consistenza del patrimonio sociale e pu pregiudicare lo svolgimento dellattivit di impresa.
Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del minimo legale di 120.000 . Inoltre, se la societ
ha emesso obbligazioni, se con la riduzione non si rispetta il limite legale allemissione di queste ultime.
Sono poi previste particolari cautele procedimentali.
Lavviso di convocazione dellassemblea deve indicare le ragioni e le modalit della riduzione, in modo
che i soci ne siano preventivante informati.
La delibera, adottata con le normali maggioranze previste per le modificazioni dello statuto, pu essere
eseguita solo dopo 90 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese. Entro questo termine, i creditori
sociali possono fare opposizione alla delibera di riduzione. Lopposizione sospende lesecuzione della
delibera fino allesito del giudizio sulla stessa. Il tribunale pu disporre che lesecuzione abbia luogo lo
stesso se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori.
La riduzione pu aver luogo mediante liberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti, o
mediante rimborso agli stessi del capitale. La societ pu anche procedere allacquisto e al successivo
annullamento di azioni proprie. Le modalit di riduzioni prescelte in ogni caso devono assicurare la parit
di trattamento degli azionisti.

51

23.4.6 La riduzione del capitale sociale per perdite


La riduzione del capitale sociale per perdite consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale al minor
valore del patrimonio netto. quindi una riduzione puramente nominale, dato che non comporta di per s
alcuna riduzione del patrimonio sociale; questultima si infatti gi verificata per effetto delle perdite
subite dalla societ.
Riduzione La societ non obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita non sia superiore ad un 1/3
facoltativa del capitale sociale nominale.
Anche se non obbligata, la societ pu tuttavia ugualmente ridurre il capitale per perdite per poter
distribuire gli utili successivamente conseguiti: distribuzione altrimenti vietata fin quando le perdite non
siano state colmante.
La riduzione facoltativa per perdite segue la disciplina generale delle modificazioni dellatto costitutivo.
Se la societ ha emesso obbligazioni, la riduzione facoltativa per perdite pu essere disposta solo in
proporzione delle obbligazioni rimborsate.
Riduzione La riduzione del capitale sociale diventa obbligatoria quando il capitale diminuito di oltre un terzo in
obbligatoria conseguenza di perdite. La relativa disciplina per parzialmente diversa a seconda che il capitale si sia o
meno ridotto anche al di sotto del minimo legale:
 se il minimo legale non intaccato: gli amministratori convocano di fronte alla perdita senza indugio
lassemblea straordinaria. Lassemblea pu decidere limmediata riduzione del capitale sociale o il
rinvio a nuovo delle perdite. Tuttavia, se entro lesercizio successivo la perdita non diminuisce a
meno di 1/3, lassemblea ordinaria che approva il bilancio deve ridurre il capitale in proporzione delle
perdite accertate; in mancanza, la riduzione disposta dufficio dal tribunale.
 se il minimo legale intaccato, lassemblea, convocata senza indugio dagli amministratori, pu
deliberare:
a) la riduzione del capitale sociale e il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al
minimo legale;
b) la trasformazione della societ.
Se la societ non prende nessuna decisione, si scioglie ed entra in liquidazione.
23.5 Le operazioni della societ sulle azioni proprie
Le operazioni sulle azioni proprie sono particolarmente pericolose per lintegrit del capitale sociale. Per
questo motivo, lacquisto di azioni proprie impiegando delle riserve disponibili consentito solo a
determinate condizioni:
le somme impiegate per lacquisto non possono eccedere lammontare degli utili distribuibili e delle
riserve disponibili (in pratica risulta vietato acquistare azioni proprie intaccando il capitale sociale);
le azioni acquistate devono essere interamente liberate;
lacquisto devessere autorizzato dallassemblea ordinaria che fissa lammontare massimo delle
azioni da acquistare e la durata (che non pu essere superiore a 18 mesi);
il valore delle azioni acquistate non pu eccedere la decima parte del capitale sociale, tenuto conto
delle azioni possedute da controllate.
Se vengono violate queste condizioni le azioni devono essere vendute entro 1 anno dal loro acquisto, in
mancanza si proceder al loro annullamento.

I libri sociali. Il bilancio

Libri obbligatori

20.1 I libri sociali obbligatori


Oltre ai libri e le scritture contabili previsti in via generale per limprenditore commerciale, la SpA deve
tenere anche i libri indicati dallart.2241 destinati a documentare i profili essenziali dellorganizzazione e
della vita della societ. I libri sociali obbligatori sono:
1. Il libro dei soci. In questo libro devono essere indicati il numero delle azioni emesse, il cognome ed il
nome dei titolari delle azioni nominative, i trasferimenti ed i vincoli ad esse relativi, nonch i
versamenti eseguiti.
2. Il libro delle obbligazioni. Devono essere indicati il numero delle obbligazioni emesse e di quelle
estinte, il cognome e il nome dei titolari di obbligazioni nominative, nonch i trasferimenti.
3. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, nel quale vanno trascritti anche i verbali
redatti per atto pubblico.
52

4. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione.


5. Il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale.
Diritto di
ispezione

Nozione

Il socio ed il rappresentante comune degli azioni di risparmio hanno diritto ad esaminare solo il libro dei
soci e quello delle adunanze e delle deliberazioni dellassemblea.
invece precluso lesame degli altri libri sociali dandosi cos prevalenza sotto tale profilo allinteresse
della societ al segreto.
20.2 Il bilancio desercizio
Il bilancio desercizio il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro, veritiero e corretto, la
situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico conseguito alla fine dellesercizio dalla
societ.
Il bilancio desercizio costituisce:
a) per i soci il solo strumento legale di informazione contabile sullandamento degli affari sociali;
b) per i creditori sociali il mezzo per conoscere la consistenza del patrimonio della societ; patrimonio
che, fra laltro, rappresenta la sola garanzia su cui essi possono fare affidamento;
c) per il fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito della societ.

I principi contabili
internazionali:
Ambito di
applicazione

Adozione
facoltativa

Le clausole
generali

Per effetto del diritto comunitario, limpiego dei principi contabili internazionali obbligatorio per la
redazione dei bilanci di esercizio e consolidato delle societ con azioni o altri strumenti finanziari quotati
o diffusi tra il pubblico in misura rilevante. inoltre obbligatorio per societ quali banche e assicurazioni.
In tal modo, lUE ha inteso rendere agevolmente confrontabili i bilanci di imprese operanti in diversi
Stati, superando le persistenti divergenze fra le normative nazionali.
Per tutte le altre societ per azioni, ladozione dei principi contabili internazionali facoltativa.
20.3 Principi fondamentali della disciplina del bilancio
Pur divergendo sotto molti profili, la disciplina nazionale e i principi contabili internazionali condividono
alcuni postulati. Principi cardine che dominano la redazione del bilancio sono:
 il principio della chiarezza;
 il principio della rappresentazione veritiera e corretta.
Il nostro codice afferma al riguardo che il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare
in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il risultato economico
desercizio.
Il bilancio, quindi, devessere redatto in modo da poter assolvere la sua funzione informativa:
a) il principio della chiarezza trova sviluppo nelle norme che regolano la struttura e il contenuto del
bilancio;
b) il principio di verit e correttezza nelle norme che fissano i criteri di valutazione dei diversi cespiti
patrimoniali.

Altri principi
Prudenza

Bilancio di
competenza
Continuit

Ulteriori principi rafforzano le clausole generali. infatti stabilito che:


la valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di
continuazione dellattivit; ci al fine di evitare che nel bilancio risultino utili non effettivamente
realizzati;
nella redazione del bilancio si deve tener conto dei ricavi e dei costi di competenza economica
dellesercizio indipendentemente dalla data dincasso o di pagamento;
i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro, se non in casi
eccezionali e con lobbligo per gli amministratori di motivare la deroga nella nota integrativa e di
illustrarne linfluenza.
20.4 La struttura di bilancio redatto secondo la disciplina del codice civile
Il bilancio di esercizio si articola in 3 parti destinate ad integrarsi reciprocamente:
1. lo stato patrimoniale;
2. il conto economico;
3. la nota integrativa.

53

Criteri di
redazione

Bilancio in
forma
abbreviata
Stato
patrimoniale

Conto
economico

La nota
integrativa

La relazione
sulla gestione

In applicazione del principio di chiarezza, sono dettagliatamente indicate le voci che devono figurare nei
tre documenti contabili. Inoltre sono dettate alcune regole generali che devono essere rispettate nella
redazione di tali documenti:
a) Le singole voci devono essere inserite nello stato patrimoniale e nel conto economico secondo
lordine tassativo fissato per legge.
b) Le voci sono organizzate in grandi categorie omogenee (contraddistinte da lettere maiuscole), a loro
volta articolate in sottocategorie (numeri romani), in voci (numeri arabi) ed in alcuni casi in sottovoci
(lettere minuscole).
c) Per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico deve essere indicato limporto della
voce corrispondente dellesercizio precedente al fine di agevolarne il riscontro.
d) vietato il compenso di partite, ovvero di costi e ricavi che per legge devono essere iscritti
distintamente
Alle societ che non superano determinate dimensioni consentita la redazione di un bilancio in forma
abbreviata (nel quale ridotto il numero delle voci dello stato patrimoniale e del conto economico,
nonch delle indicazioni richieste dalla nota integrativa).
Lo stato patrimoniale rappresenta in modo sintetico la composizione del patrimonio della societ. Lo stato
patrimoniale deve essere redatto nella forma a colonne contrapposte (prima le attivit, poi il patrimonio
netto e le passivit) secondo lo schema fissato dallart. 2424.
Il conto economico espone il risultato economico dellesercizio attraverso la rappresentazione dei ricavi
conseguiti e dei costi sostenuti nellesercizio. Il conto economico deve essere redatto in forma scalare.
Grazie a questa forma possibile verificare una serie di totali parziali che permette di tenere distinto il
risultato della specifica attivit della societ (utile o perdita della gestione ordinaria), da quello
determinato da oneri e proventi di diversa natura (o finanziaria o straordinaria).
La nota integrativa fornisce una serie di informazioni integrative (criteri di valutazione, variazione degli
stessi) sulla situazione patrimoniale e finanziaria, sul risultato economico desercizio, nonch sul numero
dei dipendenti, sui compensi di amministratori e sindaci, sulle azioni e sugli strumenti finanziari emessi
dalla societ. In particolare, vanno elencate le partecipazioni in societ controllate e collegate.
Il bilancio deve essere inoltre corredato dalla relazione sulla gestione degli amministratori, nonch da
relazioni del collegio sindacale e del revisore contabile, che per non costituiscono parte integrante del
bilancio. La relazione sulla gestione, in particolare, un allegato esterno al bilancio che assolve la
funzione di resoconto sulla gestione della societ e sulle sue prospettive future.
20.5 La struttura di bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali
Il bilancio desercizio redatto secondo i principi contabili internazionali ha, oltre allo stato patrimoniale,
al conto economico e alle note al bilancio (che assolvono la funzione di nota integrativa), anche altri due
documenti:
 il prospetto delle variazioni del patrimonio netto.
 il rendiconto finanziario.

Finalit

Tale pi complessa struttura corrisponde ad una pi ampia funzione informativa assegnata al bilancio dai
principi contabili internazionali: quella di rappresentare anche i flussi di cassa. Vale a dire di
informazioni utili per valutare la capacit di unimpresa di far fronte ai debiti in scadenza e di effettuare
nuovi investimenti, ma che n lo stato patrimoniale n il conto economico forniscono, essendo redatti
per competenza e non per cassa.
20.6 I criteri di valutazione nel codice civile
La redazione del bilancio comporta per molti cespiti il compimento di una serie di stime da parte degli
amministratori, volte a determinare il valore da iscrivere a bilancio.
un punto di estrema delicatezza poich coinvolge i margini di discrezionalit degli amministratori:
sottovalutazioni delle attivit e sopravalutazioni delle passivit deprimono lutile dando luogo alla
formazione delle riserve occulte; cio utili che la societ ha conseguito, ma che non risultato a bilancio in
seguito al gioco delle valutazioni.
Per evitare questi effetti distorsivi, il legislatore ha stabilito come principi generali la prudenza e la
continuit nei criteri di valutazione e ha fissato dettagliatamente i criteri cui gli amministratori devono
attenersi nelle valutazioni dei diversi cespiti:
54

Immobilizzazioni

Partecipazioni
Costi
pluriennali
Crediti
Rimanenze

Progetto di
bilancio

Deposito

Poteri
dellassemblea
Pubblicit
Relazione
semestrale

Vizi di
procedimento

Vizi di
contenuto

Limiti legali
alla
impugnazione

Le immobilizzazioni vanno iscritte in bilancio al costo storico (al costo dacquisto o di


produzione), nel quale vanno computati anche gli oneri accessori.
Il valore delle immobilizzazioni la cui utilizzazione limitata nel tempo (ad esempio per via
dellobsolescenza) devono essere sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio in relazione
alla residua possibilit di utilizzazione del bene, attraverso la diretta riduzione della valore
iscritto nellattivo. In tal modo viene ripartito fra gli esercizi, sulla base di un piano di
ammortamento, il costo inizialmente sopportato.
Se il valore di unimmobilizzazione risulta durevolmente minore del costo storico regolarmente
ammortizzato si potr svalutare il cespite; tuttavia se vengono meno i motivi della svalutazione,
essa non potr essere mantenuta in bilancio.
Possono essere valutate al costo o col metodo del patrimonio netto.
I costi di impianto, di ampliamento, di ricerca o di sviluppo e di pubblicit possono essere
iscritti nelle immobilizzazioni solo se hanno unutilit pluriennale. Devono essere ammortizzate
in un periodo non superiore ai 5 anni. Lavviamento pu essere iscritto solo se acquistato a
titolo oneroso.
Devono essere valutati secondo il valore prudente di realizzo e quindi svalutati nel caso in cui si
ritengono di dubbia o difficile realizzazione.
Le rimanenze di prodotti, materie prime, titoli o partecipazioni iscritti nellattivo circolante
devono essere iscritte al costo dacquisto o, se minore, al valore di realizzo desumibile
dallandamento del mercato.

20.7 Il procedimento di formazione del bilancio


Lassemblea ordinaria deve essere convocata per approvare il bilancio almeno una volta lanno, entro il
termine stabilito dallo statuto comunque non superiore a 120 giorni dalla chiusura dellesercizio sociale
(180 giorni, se la societ tenuta alla redazione del bilancio consolidato).
Gli amministratori redigono il progetto di bilancio e tale funzione non delegabile al comitato esecutivo
o agli amministratori delegati. A tal fine, nelle societ quotate gli amministratori si possono avvalere della
cooperazione di un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
Almeno 30 giorni prima della data stabilita per lassemblea, il progetto di bilancio con la relazione degli
amministratori deve essere fatto pervenire al collegio sindacale il quale esprimer un proprio giudizio sul
bilancio riassunto in un apposita relazione. Analoga relazione predisposta dal soggetto incaricato del
controllo contabile, il quale esprime anche il proprio giudizio sul bilancio.
Il progetto di bilancio ed i relativi allegati, con la relazione degli amministratori, dei sindaci e del
soggetto incaricato del controllo contabile, devono restare depositati in copia nella sede della societ
durante i 15 giorni che precedono lassemblea, in modo che i soci possano prenderne visione.
Lassemblea pu approvare o respingere il bilancio. Ma, in ogni caso, lapprovazione del bilancio non
implica n la liberazione degli amministratori n dei sindaci per le responsabilit incorse nella gestione
sociale.
Entro 30 giorni dallapprovazione una copia del bilancio deve essere depositata, a cura degli
amministratori, presso lufficio del registro delle imprese.
Nelle societ con azioni quotate in borsa gli amministratori devono redigere una relazione semestrale
sullandamento della gestione.
20.8 Invalidit della delibera di approvazione
Nel caso in cui il bilancio di esercizio presenti vizi ed irregolarit che riguardano il procedimento di
formazione dello stesso (ad esempio, omesso deposito nella sede sociale) la relativa delibera assembleare
di approvazione annullabile.
Il bilancio di esercizio pu inoltre presentare irregolarit che riguardano il suo contenuto. In tal caso si
ritiene che la delibera di approvazione di un bilancio non chiaro e non preciso ha oggetto (contenuto)
illecito, in quanto adottata in contrasto con norme imperative inderogabile dettate a tutela di un interesse
generale. Altres nulla la delibera in caso di mancanza di convocazione o del verbale.
Le azioni di annullabilit o di nullit non possono essere pi esercitate dopo che stato approvato il
bilancio dellesercizio successivo.
Inoltre, se il soggetto incaricato della revisione non ha formulato rilievi, la legittimazione
allimpugnazione della delibera di approvazione spetta, sia per le cause di annullabilit che di nullit, solo
55

Limpugnativa
della Consob

a tanti soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale. La societ posta al riparo da azioni
promosse da sparute minoranze che in passato avevano dato vita a impugnative puramente ricattatorie.
Nelle societ quotate, limpugnativa per la mancata conformit del bilancio alle norme che ne
disciplinano i criteri di redazione pu essere proposta in ogni caso dalla Consob, nel termine di 6 mesi dal
deposito del bilancio presso lufficio di registro delle imprese.
20.4 La distribuzione degli utili
Chiamata a deliberare la distribuzione degli utili lassemblea ordinaria. Nel sistema dualistico a tal fine
provvede lassemblea convocata dal consiglio di sorveglianza.
Non tutti gli utili sono per distribuibili fra i soci, ci per alcuni vincoli di destinazione imposti per legge
o dallatto costitutivo:
 dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente almeno al 5% degli stessi per
costituire una riserva legale; ci fino a quando la riserva non raggiunge il 20% del capitale sociale. La
riserva legale costituisce un accantonamento imposto per legge a salvaguardia dellintegrit del
capitale sociale, in modo da evitare che eventuali perdite negli esercizi futuri colpiscano direttamente
il capitale sociale riducendolo;
 lo statuto pu imporre la costituzione di una riserva statutaria con funzione del tutto simile a quella
della riserva legale. Tuttavia, le somme accantonate possono essere rese distribuibili attraverso una
delibera dellassemblea straordinaria che modifica lo statuto;
 discrezionalmente lassemblea ordinaria pu imporre la nascita di riserve facoltative;
 ulteriori vincoli di destinazione degli utili possono derivare da norme statutarie che prevedono una
partecipazione agli utili a favore dei promotori o degli amministratori.
Utili distribuiti
ai soci

Limiti al potere
dellassemblea

Utili fittizi

Acconti sui
dividendi

Gli utili di cui lassemblea che approva il bilancio pu disporre a favore dei soci sono perci costituiti:
a. dagli utili distribuibili di esercizio;
b. dagli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti (riserve disponibili e utili riportati a
nuovo).
Diversamente da quanto visto per le societ di persone, nella societ per azioni lapprovazione del
bilancio non determina di per s linsorgere di un diritto individuale degli azionisti allimmediata
assegnazione della propria parte degli utili. A tal fine necessaria unulteriore e distinta delibera
dellassemblea di distribuzione utili. Linteresse del gruppo di comando al reinvestimento degli utili
nellattivit sociale (autofinanziamento) cos chiaramente privilegiato rispetto allinteresse del singolo
socio alla distribuzione annuale degli utili.
La discrezionalit della maggioranza nel decidere la destinazione degli utili ad autofinanziamento trova
tuttavia temperamento nel pi volte richiamato principio generale di correttezza e buona fede
nellesecuzione del contratto di societ: si pu avere lannullabilit della delibera (con cui si stabilisce di
non distribuire utili) solo di fronte a comportamenti platealmente abusivi del gruppo di comando: mancata
distribuzione di utili per pi esercizi ispirata dal solo fine di indurre i soci di minoranza a disfarsi delle
azioni.
Inoltre, il potere dispositivo dellassemblea in tema di distribuzione degli utili pu essere limitato da
clausole statutarie che riconoscono a determinate categorie di azioni il diritto alla percezione annuale di
un dividendo minimo, ovviamente sempre ch vi si siano utili distribuibili. Per tutti gli altri azionisti un
diritto di credito verso la societ allerogazione dei dividendi sorge invece solo in seguito alla delibera
assembleare di distribuzione degli utili.
La societ non pu comunque pagare dividendi se non per utili realmente conseguiti e risultanti da
bilancio regolarmente approvato.
N pu procedere alla distribuzione di dividendi se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del
capitale, fin quando il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
Linosservanza di tali condizioni d luogo alla distribuzione di utili fittizi. La relativa delibera
assembleare nulla per illiceit delloggetto e gli amministratori e sindaci sono esposti a responsabilit
penale. Tuttavia, gli azionisti non sono obbligati a restituire i dividendi quando:
erano in buona fede al momento della riscossione;
i dividendi sono stati distribuiti in base a un bilancio regolarmente approvato.
Le societ per azioni il cui bilancio assoggettato al controllo da parte di societ di revisione possono
distribuire ai soci acconti sui dividendi. Occorre per che la distribuzione dei dividendi sia prevista dalla
56

statuto e occorre la delibera dagli amministratori sulla base di un prospetto contabile dal quale risulti che
la situazione economica-patrimoniale della societ consenta la distribuzione dei dividendi.

I gruppi di societ
25.1 I gruppi di societ
Il gruppo di societ unaggregazione di imprese societarie formalmente autonome e indipendenti luna
dallaltra, ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria. In altre parole, tutte le societ appartenenti al
gruppo sono sotto linfluenza dominante di ununica societ (capogruppo) che, direttamente o
indirettamente, le controlla e le dirige secondo un disegno unitario.

Per quanto riguarda gli aspetti di diritto societario, la presenza di aggregazioni societarie sollecita una
specifica disciplina diretta a:
assicurare unadeguata informazione sui collegamenti di gruppo, sui rapporti finanziari e commerciali
fra societ del gruppo, nonch sulla situazione patrimoniale e economica del gruppo unitariamente
considerato;
evitare che eventuali intrecci di partecipazioni alterino lintegrit patrimoniale delle societ coinvolte;
evitare che le scelte operative delle singole societ del gruppo pregiudichino le aspettative di quanti
fanno affidamento esclusivamente sulla consistenza patrimoniale e sui risultati economici di una
determinata societ.
25.2 Societ controllate e direzione unitaria
societ controllata la societ che si trova sotto linfluenza dominante di unaltra societ (controllante)
che in grado di indirizzarne lattivit nel senso da essa voluto.
Il controllo societario pu assumere diverse forme:
1) maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea ordinaria, controllo azionario di diritto;
2) disponibilit dei voti sufficienti per esercitare uninfluenza dominante nellassemblea ordinaria,
controllo azionario di fatto;
3) particolari vincoli contrattuali con la societ, controllo contrattuale.
Dalle societ controllate vanno tenute distinte le societ collegate. Sono collegate le societ sulle quali
unaltra societ esercita uninfluenza notevole, ma non dominante. Linfluenza notevole si presume
quando nellassemblea ordinaria pu essere esercitato almeno 1/5 dei voti, o 1/10 se la societ partecipata
quotata in borsa.
25.3 La disciplina dei gruppi
Linformazione sui collegamenti: Per quanto riguarda linformazione sui collegamenti societari istituita
unapposita sezione del registro delle imprese nella quale sono iscritti i soggetti che esercitano attivit di
direzione e coordinamento e le societ alla stessa sottoposte. Le controllate sono tenute ad indicare negli
atti e nella corrispondenza la soggezione allaltrui attivit di direzione e di coordinamento. Gli
amministratori delle societ controllate che omettono di provvedere alliscrizione o allindicazione sono
responsabili dei danni che soci o terzi possono subire per la mancata conoscenza di tali fatti
Linformazione contabile di gruppo: scattano in sede di redazione del bilancio specifici obblighi di
informazione contabile.
25.4 La tutela dei soci e dei creditori delle societ controllate
La riforma del 2003 introduce specifici strumenti di tutela a favore degli azioni di minoranza e dei
creditori delle societ controllate destinati a fungere da limiti allesercizio dellattivit di direzione e di
coordinamento da parte della capogruppo. Al riguardo previsto che:
1) le decisioni delle societ controllate ispirate ad un interesse di gruppo devono essere adeguatamente
motivate, onde consentire una valutazione degli eventuali danni che le stesse arrecano alla societ
sottoposta allaltrui attivit di direzione;
2) il rimborso di finanziamenti infragruppo postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori
(tranne i crediti verso la capogruppo);
57

3) Se la societ controllata supinamente si attiene alle direttive di gruppo lesive del proprio patrimonio,

la societ capogruppo tenuta a indennizzare agli azionisti e creditori i danni dagli stessi subiti per
il fatto che la propria societ non ha rispettato i principi di corretta gestione societaria e
imprenditoriale arrecando cos un danno ai soci (minor redditivit e al valore della partecipazione
sociale), nonch ai creditori sociali per la lesione cagionata allintegrit del patrimonio;
4) riconosciuto il diritto di recesso:
 ai soci di una societ non quotata quando entra a far parte di un gruppo o ne esce, se ne deriva
unalterazione delle condizioni di rischio dellinvestimento e non venga promossa unofferta
pubblica dacquisto che consenta al socio di alienare la propria partecipazione;
 quando la capogruppo delibera una trasformazione che comportamento il mutamento del suo
scopo sociale (ad es: da societ ad associazione) o un cambiamento delloggetto sociale, tale da
alterare in modo sensibile le condizioni economiche e patrimoniali della societ controllata.

Nozione

Obblighi.
Esoneri

Regole di
redazione

Area di
consolidamento

20.5 Il bilancio consolidato di gruppo


Il bilancio consolidato il bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio desercizio. In
esso rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria e economica del gruppo considerato nella sua
unit, sulla base dei bilanci di esercizio delle singole societ del gruppo opportunamente rettificati.
Il bilancio consolidato costituisce un utile strumento di informazione sulla situazione globale del gruppo.
Non incide invece sulla determinazione dellutile distribuibile, che resta quello risultante dai bilanci di
esercizio delle singole societ di gruppo.
Il bilancio consolidato deve essere redatto dalla societ di capitali che controlla altre imprese (anche non
societarie) e dalle societ cooperative che controllano societ di capitali. Sono tuttavia esonerati
dallobbligo di redigere il bilancio consolidato i gruppi di minore dimensione, purch nessuna delle
imprese del gruppo sia una societ quotata.
A partire dal 2005, le societ che emettono azioni o altri strumenti finanziari quotati, o diffusi presso il
pubblico in maniera rilevante, sono tenute a redigere i propri bilanci consolidati in conformit ai principi
contabili internazionali. Per le altre SpA ladozione facoltativa.
Le discipline nazionale ed internazionale determinano in modo non identico quali controllate includere
nel bilancio consolidato:
 in base ai principi contabili internazionali, il bilancio consolidato deve includere tutte le societ
controllate, con lunica eccezione delle societ sottoposte a controllo temporaneo.
 meno rigorosa, la disciplina nazionale fa obbligo di escludere dallarea di consolidamento le societ
che svolgono unattivit del tutto eterogenea rispetto alla maggior parte delle imprese controllate.
Per altri aspetti, la disciplina nazionale ed i principi contabili internazionali presentano significative
analogie, che ne giustificano la trattazione unitaria.
Il bilancio consolidato redatto dagli amministratori della capogruppo. Il bilancio si articola nelle stesse
voci del bilancio desercizio, tuttavia devono essere eliminati i rapporti interni di gruppo, in particolare
nella redazione del bilancio occorre escludere:
 le partecipazioni della controllante in imprese incluse nel consolidamento;
 i crediti e i debiti fra le imprese incluse nel consolidamento;
 i proventi e gli oneri relativi ad operazioni effettuate fra le stesse;
 gli utili e le perdite conseguenti.

Procedimento
di formazione

Accertamento
di conformit

La formazione del bilancio consolidato segue lo stesso procedimento del bilancio desercizio. Vi per
una significativa differenza: il bilancio consolidato non assoggettato ad approvazione da parte
dellassemblea. Nel sistema tradizionale e monistico costituisce atto degli amministratori; nel sistema
dualistico approvato, invece, dal consiglio di sorveglianza. Ne consegue che nei confronti del bilancio
consolidato, che presenta vizi di contenuto, non applicabile la disciplina dellinvalidit delle
deliberazioni assembleari, bens quella dellinvalidit delle delibere del consiglio di amministrazione
(applicabile nel sistema dualistico anche alle delibere invalide del consiglio di sorveglianza).
Se la societ che redige il bilancio assoggetta a revisione contabile obbligatoria, i soci che
rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono per richiedere al tribunale di accertare la
conformit del bilancio consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione.

58

Lo scioglimento della societ per azioni

Le singole
cause

Accertamento e
pubblicit

La posizione
degli
amministratori

28.1 Le cause di scioglimento


La societ per azioni si scioglie ed entra in stato di liquidazione col verificarsi di una delle seguenti cause:
1. il decorso del termine di durata fissato nellatto costitutivo;
2. il conseguimento delloggetto sociale o la sua sopravvenuta impossibilit;
3. limpossibilit di funzionamento dellassemblea. necessario per che la paralisi dellorgano
assembleare, per assenteismo degli azionisti o per contrasti che impediscono la formazione delle
maggioranze, precluda ladozione delle delibere necessarie per il funzionamento della societ (ad es:
lapprovazione del bilancio);
4. la riduzione del capitale (per perdite) al di sotto del minimo legale; salvo che lassemblea deliberi la
riduzione ed il contemporaneo aumento del capitale ad una cifra superiore al minimo legale, oppure
la trasformazione della societ;
5. la deliberazione dellassemblea straordinaria di scioglimento della societ a seguito del recesso di uno
o pi soci, ovvero allimpossibilit di provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il
capitale sociale o allopposizione dei creditori alla riduzione;
6. la deliberazione dellassemblea (straordinaria) di scioglimento anticipato, per la quale nelle societ
che non fanno appello al mercato del capitale di rischio richiesta la maggioranza rafforzata di pi di
un terzo del capitale sociale anche in seconda convocazione;
7. le altre clausole previste dallatto costitutivo o dallo statuto (ad es: scadenza di una concessione,
morte di un determinato socio).
Verificatasi una causa di scioglimento gli amministratori devono procedere senza indugio al suo
accertamento e alliscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione
assembleare che ne dispone lo scioglimento. Alla denominazione della societ deve essere aggiunta
lindicazione che si tratta di societ in liquidazione.
Liscrizione nel registro delle imprese della causa di scioglimento acquista con la riforma del 2003
particolare rilievo. Per quanto riguarda gli effetti connessi al verificarsi di una causa di scioglimento
decorrono dal momento delliscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione di accertamento del
consiglio di amministrazione o della delibera assembleare che dispone lo scioglimento.
In caso di ritardo o di omissione nellaccertamento e nelliscrizione, gli amministratori sono
personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla societ, dai creditori sociali e dai terzi.
28.2 La societ in stato di liquidazione
Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina limmediata estinzione della societ: si deve
prima procedere, attraverso il procedimento di liquidazione, al pagamento dei creditori sociali e alla
ripartizione fra i soci delleventuale residuo attivo.
Gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori ma, contestualmente allaccertamento
della causa di scioglimento, devono convocare lassemblea per le deliberazioni relative alla liquidazione.
Sono inoltre responsabili della conservazione dei beni sociali fin quando non li abbiano consegnati ai
liquidatori.
Infine, e soprattutto, vedono limitati i loro poteri. Infatti, per il semplice verificarsi di una causa di
scioglimento (e quindi indipendentemente dalliscrizione della stessa nel registro delle imprese) gli
amministratori conservano il potere di gestire la societ ai soli fini della conservazione dellintegrit e del
59

I poteri
dellassemblea

Revoca dello
stato di
liquidazione

Nomina dei
liquidatori

Revoca

Pubblicit

Poteri, doveri,
responsabilit

Pagamento dei
creditori

Bilancio finale di
liquidazione

Approvazione
tacita

Cancellazione
della societ

valore del patrimonio sociale, in attesa di farne consegna ai liquidatori. Per gli atti o le omissioni posti in
essere violando tale limitazione, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei
danni arrecati alla societ, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi.
Meno agevole invece definire i limiti che lattivit deliberativa dellassemblea incontra durante la
liquidazione. infatti controverso se siano compatibili con lo stato di liquidazione talune delibere
modificative dello statuto: aumento del capitale sociale a pagamento, riduzione facoltativa, etc.
comunque certamente consentita la fusione con altre societ, fin quando non sia iniziata la distribuzione
dellattivo.
La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale
esercizio con delibera dellassemblea straordinaria, previa eliminazione della causa di scioglimento. Nelle
societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio richiesta la maggioranza rafforzata di un
terzo del capitale sociale anche in seconda convocazione. Inoltre, ai soci che non hanno concorso alla
deliberazione riconosciuto il diritto di recesso. Infine, anche i creditori sociali sono tutelati. La revoca
ha, infatti, effetto solo dopo 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese, termine entro il quale i
creditori sociali anteriori alliscrizione possono proporre opposizione.
28.3 Il procedimento di liquidazione
Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o pi liquidatori. Salvo diversa disposizione
dello statuto, i liquidatori sono nominati dallassemblea straordinaria, con delibera che ne fissa anche il
numero, le regole di funzionamento e i poteri.
I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento di liquidazione. Valgono per essi le
cause di ineleggibilit e di decadenza previste per gli amministratori.
I liquidatori possono essere revocati dallassemblea con le maggioranze prescritte per lassemblea
straordinaria. Se sussiste giusta causa sono revocabili anche dal tribunale, su istanza dei soci, dei sindaci
o del pubblico ministero, cos sottolineandosi linteresse generale al corretto svolgimento della
liquidazione.
I provvedimenti di nomina e di revoca sono soggetti a iscrizione nel registro delle imprese.
Con liscrizione della nomina dei liquidatori, gli amministratori cessano dalla carica.
Poteri, doveri e responsabilit dei liquidatori sono modellati su quelli degli amministratori, sia pure con
alcuni adattamenti imposti dalla peculiarit dello stato di liquidazione:
 i liquidatori devono adempiere i loro doveri con la diligenza e la professionalit richieste dalla natura
dellincarico;
 i liquidatori devono prendere in consegna dagli amministratori i beni e i libri sociali, nonch redigere
con gli stessi linventario del patrimonio sociale;
 i liquidatori possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della societ. Scompare il divieto
di intraprendere nuove operazioni e la connessa responsabilit personale per gli affari intrapresi.
Lattivit dei liquidatori deve essere innanzitutto diretta al pagamento dei creditori sociali. Essi non
possono perci ripartire fra i soci i beni della societ fin quando non sono pagati tutti i creditori noti o non
siano state accantonate le somme necessarie per pagarli. Se i fondi disponibili sono insufficienti, i
liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti sulle azioni non
interamente liberate.
Completata la liquidazione del patrimonio sociale con la conversione in denaro dellattivo, i liquidatori
redigono il bilancio finale di liquidazione, indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione
dellattivo (piano di riparto).
Il bilancio finale di liquidazione deve essere approvato dai singoli soci e non dallassemblea, dato che a
questo punto entra in gioco linteresse del singolo allottenimento della quota di liquidazione. E per
agevolare questa fase del procedimento di liquidazione previsto un meccanismo di approvazione tacita.
Il bilancio depositato presso lufficio del registro delle imprese e si intende approvato se, entro 90 giorni
dal deposito, nessun socio abbia proposto reclamo davanti al tribunale.
Lapprovazione del bilancio finale di liquidazione libera i liquidatori di fronte ai soci per lattivit svolta
28.4 Lestinzione della societ
Il procedimento di liquidazione si chiude con la cancellazione della societ dal registro delle imprese.
Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ

60

Sopravvenienze
passive

Fallimento della
societ

dal registro delle imprese. Compiuta la liquidazione, i libri della societ sono depositati presso lufficio
del registro delle imprese.
Intervenuta che sia la cancellazione del registro delle imprese, ferma restando lestinzione della societ, i
creditori sociali rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti:
nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscossi in base al bilancio finale
di liquidazione;
nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento dipeso da colpa di questi.
La cancellazione dal registro delle imprese segna quindi lestinzione della societ per azioni, quandanche
vi siano creditori (noti o ignoti) non soddisfatti.
I creditori tuttavia possono chiedere il fallimento della societ entro un anno dalla cancellazione dal
registro delle imprese.

La trasformazione, la fusione e la scissione delle societ


31.1 La trasformazione
La trasformazione il cambiamento di tipo di societ, o il passaggio da una societ di capitali ad altro
tipo di ente giuridico, e viceversa.
Continuit dei Caratteristica propria dellistituto la regola della continuit dei rapporti giuridici: con la trasformazione
rapporti giuridici lente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti giuridici anche processuali
dellente che ha effettuato la trasformazione.
Nozione

Trasformazione
omogenea

Trasformazione di
cooperative

Trasformazione
eterogenea

Maggioranze

Delibera di
trasformazione

Stima del
patrimonio

Lattuale disciplina distingue fra trasformazione omogenea e trasformazione eterogenea.


La trasformazione omogenea il cambiamento da societ di capitali a societ di persone e viceversa. Il
cambiamento del tipo di societ trattato dalla legge come una modifica dellatto costitutivo, sia pure
assoggettata ad una specifica disciplina. La trasformazione non comporta per lestinzione della societ
preesistente e la nascita di una nuova societ: la stessa societ che continua a vivere in una rinnovata
veste giuridica e conserva i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione.
Espressamente vietata la trasformazione di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ
lucrativa. Tuttavia, ora consentita la trasformazione delle altre societ cooperative in societ lucrative o
in consorzi. stata inoltre consentita la trasformazione di societ di capitali (ma non di persone) in
societ cooperative, che configura uno dei casi di trasformazione eterogenea.
Oltre che nellipotesi appena indicata, si ha trasformazione eterogenea nel passaggio da una societ
capitali in un ente non societario, e viceversa.
31.1.2 La trasformazione omogenea: il procedimento di trasformazione
Per decidere la trasformazione omogenea:
nelle societ di persone sufficiente il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la
partecipazione attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non ha concorso alla decisione
riconosciuto il diritto di recesso;
per le societ di capitali necessaria una delibera dellassemblea straordinaria da adottare nelle
societ per azioni non quotate con maggioranze rafforzate. I soci che non hanno concorso alla
deliberazione hanno diritto di recesso.
La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per latto
costitutivo del tipo di societ prescelto (ad es: nel caso di trasformazione di societ di persone in societ
di capitali la delibera deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni prescritte dalla legge
per latto costitutivo e del tipo di societ prescelto).
Inoltre, alla delibera di trasformazione deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio
sociale, redatta secondo le norme stabilite per i conferimenti in natura nella societ per azioni.
La delibera di trasformazione in societ di capitali, al pari dellatto costitutivo, soggetta a controllo di
legittimit da parte del notaio che ha redatto il verbale e a iscrizione nel registro delle imprese. Con
liscrizione il procedimento si completa e la trasformazione produce i suoi effetti.

61

Soci a
responsabilit
illimitata

Procedimento di
liberazione

Trasformazione di
societ di capitali
Trasformazione in
societ di capitali

31.1.2 La responsabilit dei soci


La trasformazione pu comportare un mutamento del regime di responsabilit dei soci:
Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali,
lattuale disciplina dispone che oltre allapprovazione in assemblea della trasformazione richiesto il
consenso dei soci che assumo responsabilit illimitata. Inoltre, tale responsabilit opera anche per le
obbligazioni anteriori alla trasformazione:
Nellipotesi inversa, quando a seguito della trasformazione viene meno la responsabilit illimitata, i soci
non solo liberati dalla responsabilit per le obbligazioni sociali anteriori alliscrizione della delibera di
trasformazione nel registro delle imprese. La trasformazione opera solo per il futuro.
Tuttavia, vi una disciplina che agevola la liberazione dei soci. infatti stabilito che:
a) il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a
responsabilit illimitata;
b) il consenso alla trasformazione (e quindi alla liberazione dei soci) si presume, se ai singoli creditori
stata comunicata la trasformazione per raccomandata ed essi non hanno negato nel termine di 60
giorni la loro adesione, (silenzio vale assenso).
E, si badi, leventuale dissenso non impedisce la trasformazione della societ.
31.1.3 La trasformazione eterogenea
La trasformazione eterogenea la trasformazione di societ di capitali in consorzi, societ cooperative e
viceversa.
Si applica in quanto compatibile la disciplina della trasformazione omogenea di societ di capitali, ma
richiesta una maggioranza pi elevata: il voto favorevole dei 2/3 degli aventi diritto.
Pi articolata la trasformazione in societ di capitali.
Nei consorzi, la trasformazione deve essere deliberata dalla maggioranza assoluta dei consorziati. La
trasformazione delle fondazioni disposta dallautorit governativa.
Latto di trasformazione deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni previste dalla
legge per latto di costituzione del tipo adottato.
Le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano decorsi 60 giorni dallultimo
adempimento pubblicitario richiesto. Entro tale termine i creditori dellente che si trasforma possono
proporre opposizione alla trasformazione.
31.2 La fusione
La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola. Essa pu essere realizzata in due diversi
modi:
 con la costituzione di una nuova societ che prende il posto di tutte le societ che si fondono;
 mediante assorbimento in una societ preesistente (fusione per incorporazione).

Societ in
liquidazione
Funzione
economica

La fusione pu aver luogo sia fra societ dello stesso tipo (fusione omogenea), sia fra societ di tipo
diverso (fusione eterogenea). La fusione fra societ eterogenee comporta anche la trasformazione di una o
pi societ che si fondono.
La partecipazione alla fusione non consentita alle societ che si trovano in stato di liquidazione e che
abbiamo gi iniziato la distribuzione dellattivo.
La fusione uno strumento di concentrazione delle imprese societarie che consente di ampliarne la
dimensione e la competitivit sul mercato. La fusione inoltre un istituto che d luogo ad una
concentrazione giuridica e non solo economica.
La societ incorporante o la nuova societ assume i diritti e gli obblighi delle societ partecipanti alla
fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. I creditori delle
societ estinte potranno far valere i loro diritti sulla societ risultante dalla fusione.
A loro volta, i soci delle societ che si estinguono diventano soci della nuova societ e ricevono in
cambio alla loro originaria partecipazione azioni di questultima, in base a un predeterminato rapporto di
cambio.
Il procedimento di fusione si articola in 3 fasi essenziali:
Il progetto di fusione: Il progetto di fusione deve avere identico contenuto per tutte le societ partecipanti
alla fusione e deve contenere le seguenti indicazioni:
1. il tipo, la denominazione sociale, la sede delle societ partecipanti alla fusione;
2. latto costitutivo della nuova societ risultate dalla fusione o di quella incorporante;
62

3. il rapporto di cambio in base al quale saranno assegnate ai soci delle societ che si estinguono le
azioni della societ risultante dalla fusione.
Il progetto di fusione devessere iscritto nel registro delle imprese.
Gli amministratori di ciascuna delle societ partecipanti devono:
 redigere una situazione patrimoniale aggiornata delle proprie societ.
 redigere una relazione che illustri e giustifichi il progetto di fusione e in particolar modo il rapporto di
cambio.
 infine, per ciascuna societ partecipante alla fusione uno o pi esperti, designati dal tribunale,
devono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di cambio; esprimendo cos un parere
sulladeguatezza del metodo seguito dagli amministratori per la determinazione dello stesso.
Il progetto di fusione, le relazioni degli amministratori e degli esperti, le situazioni patrimoniali di tutte le
societ partecipanti alla fusione, nonch i bilanci degli ultimi tre esercizi delle stesse, devono restare
depositati in copia nelle sedi di ciascuna delle societ partecipanti alla fusione durante i 30 giorni che
precedono lassemblea.
La delibera di fusione: Nelle societ di persone la delibera di fusione richiede la maggioranza del
capitale sottoscritto dai soci. Al socio che non abbia consentito alla fusione riconosciuto il diritto di
recesso.
Nelle societ di capitali deliberata dallassemblea straordinaria. Nel caso di fusione eterogenea, i soci
che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso; diritto che riconosciuto anche in
caso di fusione omogenea per le Srl.
Latto di fusione: Latto di fusione deve essere redatto per atto pubblico, anche se la societ
incorporante o la nuove societ risultante dalla fusione una societ di persone, e devessere iscritto nel
registro delle imprese da tutte le societ partecipanti alla fusione. Dallultima iscrizione nel registro delle
imprese decorrono gli effetti della fusione. Per tutelare i creditori sociali la fusione pu essere attuata solo
dopo che siano trascorsi 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese dellultima delibera delle
societ che vi partecipano. Entro tale termine, ciascun creditore pu proporre opposizione alla fusione. Se
alla fusione partecipano societ con soci a responsabilit illimitata e la societ risultante dalla fusione
una societ di capitali, resta ferma la responsabilit personale dei soci delle prime per le obbligazioni
anteriori alla fusione. La liberazione degli stessi potr aversi solo col consenso dei creditori.
Invalidit dellatto: i soci hanno solo lintervallo di tempo che intercorre fra la delibera di fusione e
lultima iscrizione dellatto di fusione per proporre limpugnativa. Dopo, linvalidit dellatto di fusione
non pu pi essere pronunciata; resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente
spettante a soci o a terzi danneggiati dalla fusione.
31.3 La scissione
Con la scissione il patrimonio di una societ scomposto e trasferito, in tutto o in parte, ad altre societ.
La scissione pu essere:
totale: una societ si estingue senza che per si abbia la liquidazione della stessa, dato che lattivit
continua tramite le societ beneficiarie della scissione che assumono i diritti e gli obblighi
corrispondenti alla quota di patrimonio loro trasferita;
parziale: la societ scissa resta in vita sia pure con un patrimonio ridotto e continua lattivit
parallelamente alle societ beneficiarie.
Beneficiarie della scissione possono essere:
una o pi societ di nuova costituzione (scissione in senso stretto);
una o pi societ preesistenti (scissione per incorporazione) che vedono incrementare il loro
patrimonio e la compagine sociale per lingresso dei soci della societ scissa.
Come per la fusione, alla scissione non possono partecipare societ in liquidazione che hanno gi iniziato
la distribuzione dellattivo.
IL PROCEDIMENTO DI SCISSIONE

Gli amministratori devono redigere un unitario progetto di scissione. Il quale deve contenere:
 lesatta descrizione degli elementi patrimoniali;
 i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle societ beneficiarie.
63

Nella scissione totale se vi sono attivit di incerta attribuzione esse sono ripartite fra le societ
beneficiarie in proporzione della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse. Delle passivit di
dubbia imputazione rispondono in solido tutte le societ beneficiarie. Nella scissione parziale le relative
attivit restano in testa alla societ trasferente; delle passivit rispondono in solido sia questa che le
societ beneficiarie. Per la situazione patrimoniale, la relazione degli esperti e degli amministratori,
integralmente richiamata la disciplina della fusione.

Il controllo contabile
21.1 La societ di revisione
Le societ di revisione sono societ di persone o di capitali il cui oggetto sociale devessere limitato
allorganizzazione e alla revisione contabile di aziende.
 La societ di revisione devessere iscritta in un apposito albo speciale tenuto dalla Consob; la Consob
vigila sullattivit delle societ di revisione per controllarne lindipendenza e lidoneit tecnica.
21.2 Conferimento dellincarico e revoca
La societ di revisione alla quale demandato il controllo nominata per la prova volta nellatto
costitutivo; successivamente lincarico conferito dallassemblea, sentito il collegio sindacale. Se la
societ quotata omette di adottare la delibera relativa, lincarico conferito dufficio dalla Consob.
Lincarico di controllo o di revisione contabile ha la durata di 3 esercizi e nelle societ quotate non pu
essere rinnovato per pi di 2 volte.
Non possono essere incaricati del controllo contabile, e se incaricati decadono dallufficio, i sindaci della
societ o di societ facenti parte dello stesso gruppo. Lo statuto pu inoltre prevedere altre cause di
ineleggibilit, nonch cause di incompatibilit e ulteriori requisiti di professionalit.
Lincarico pu essere revocato dallassemblea solo per giusta causa e sentito il parere del collegio
sindacale. Inoltre, come per i sindaci, la deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto del
tribunale. Le delibere di conferimento dellincarico e di revoca sono iscritte nel registro delle imprese e
nelle societ quotate devono essere trasmesse alla Consob con la documentazione dalla stessa stabilita.
21.3 Funzioni e responsabilit
Il revisore deve verificare nel corso dellesercizio, con periodicit trimestrale, la regolare tenuta delle
scritture contabili e deve verificare che il bilancio desercizio (e il bilancio consolidato) corrisponda alle
risultanze delle scritture contabili e sia conforme alle norme che lo disciplinano.
Il giudizio sul bilancio viene graduato secondo quattro modelli: giudizio senza rilievi; giudizio con rilievi;
giudizio negativo; dichiarazione di impossibilit di esprimere il giudizio.
Se si verificano gli ultimi due casi la societ di revisione deve informare immediatamente la Consob.
Il soggetto incaricato del controllo contabile deve adempiere i propri doveri con diligenza professionale.
responsabile della verit delle sue attestazioni e deve conservare il segreto sui fatti e documenti di chi
ha conoscenza per ragioni dufficio.

La Consob
22.1 Linformazione societaria
La Consob un organo pubblico di vigilanza sul mercato dei capitali. La Consob svolge un ruolo centrale
per assicurare unadeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli eventi di rilievo che
riguardano la vita della societ che fanno appello al pubblico risparmio, in modo da consentire agli
investitori scelte pi consapevoli.
Due sono i principi cardini dellattuale disciplina dellinformazione societaria:
1. tutte le societ, quotate o non, con azioni e obbligazioni diffuse fra il pubblico devono
tempestivamente informare il pubblico, secondo le modalit stabilite dalla Consob, di qualsiasi fatto
la cui conoscenza pu influire sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari;
2. la Consob pu richiedere che siano resi pubblici le notizie e i documenti necessari per linformare il
pubblico sulla gestione aziendale. La Consob ha infatti prescritto che siano messi tempestivamente a
disposizione del pubblico i documenti contabili periodici: il bilancio desercizio e relazione
semestrale degli amministratori.
64

La Consob poi investita di ampi poteri di indagine e di intervento al fine di vigilare sulla correttezza
dellinformazione fornita.

Le partecipazioni rilevanti
24.1 Linformazione sulle partecipazioni rilevanti
Tutti coloro che partecipano, direttamente o indirettamente, in una societ con azioni quotate in misura
superiore al 2% del capitale di questa e le sole societ con azioni quotate che partecipano direttamente o
indirettamente, in societ con azioni non quotate o in s.r.l. in misura superiore al 10% del capitale sociale,
devono comunicare alla Consob e alla societ di revisione di possedere una partecipazione rilevante.
E molto importante la comunicazione di tali fatti soprattutto per evitare il fenomeno di partecipazioni
incrociate e per rendere note le reali posizioni di potere dei maggiori azionisti. Chi viola tali obblighi
soggetto a sanzioni pecuniarie e alla sospensione del voto relativo alle azioni per le quali stata omessa la
comunicazione.
24.2 Lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate
Il passaggio di propriet di pacchetti azionari che permettono il controllo di societ quotate deve avvenire
con la massima trasparenza e con modalit che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di
maggioranza che loperazione pu comportare.
Per realizzare tali obiettivi sono introdotti due principi:
il lancio di unOpa obbligatorio quando trasferito il pacchetto di controllo di una societ quotata;
lOpa deve svolgersi nel rispetto di determinate regole di comportamento volte a tutelare i destinatari
dellofferta e il regolare funzionamento del mercato.
Iniziamo a esaminare i casi di Opa obbligatoria:
tenuto a promuovere unOpa chiunque, in seguito ad acquisti a titolo oneroso, venga a
detenere una partecipazione superiore al 30% delle azioni che attribuiscono diritto di voto
nelle deliberazioni assembleari. Lofferta deve avere ad oggetto lacquisto della totalit
delle azioni quotate ancora in circolazione che attribuiscono diritto di voto.
Opa
successiva LOpa cos lanciata consente agli azionisti di minoranza di societ quotate di uscire dalla
totalitaria societ a seguito del mutamento dellazionista di controllo.
Alcuni casi specificati per legge (operazioni dirette al salvataggio di imprese in crisi,
trasferimenti fra societ dello stesso gruppo) esonerano la societ a promuovere
obbligatoriamente lOpa successiva totalitaria.
Chi intende acquisire il controllo di una societ quotata pu sottrarsi allobbligo di
promuovere lonerosa Opa successiva totalitaria lanciando unOpa preventiva che lo porti a
detenere una partecipazione superiore al 30%.
Lopa preventiva pu essere parziale o totale:
Opa

lOpa preventiva diretta a conseguire tutte le azioni con diritto di voto non soggetta a
Preventiva


Opa
residuale

condizione e lofferente pu fissare liberamente il prezzo dacquisto;


lOpa preventiva parziale deve avere per oggetto almeno il 60% delle stesse azioni e lesonero
dallOpa successiva totalitaria deve essere autorizzato dalla Consob ed subordinato
allapprovazione dellofferta da parte degli azionisti di minoranza della societ bersaglio.

Chiunque venga a detenere pi del 90% delle azioni con diritto di voto tenuto a lanciare
unopa sulla totalit delle azioni con diritto di voto ancora in circolazione, al prezzo fissato
dalla Consob, se non ripristina entro 90 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il
regolare andamento delle negoziazioni.

LO SVOLGIMENTO DI UNOPA
LOpa una proposta irrevocabile rivolta, a parit di condizioni, a tutti i titolari di prodotti finanziari che
ne formano oggetto. Ogni clausola contraria nulla. Prima di lanciare unOpa bisogna darne preventiva
comunicazione alla Consob.
Lofferta verr poi eseguita sotto il costante controllo della Consob, alla quale sono riconosciuti ampi
poteri regolamentari in merito allo svolgimento della stessa. La Consob pu inoltre sospendere o
dichiarare decaduta lofferta in caso di violazione della relativa disciplina legislativa e regolamentare.
Lofferta pu essere aumentata o modificata durante loperazione e laumento si estende anche a coloro
che hanno gi aderito allofferta.

65

Per quando riguarda le tecniche di difesa dopo il lancio di unOpa stabilito che gli amministratori della
societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possono contrastare lofferta quali:
acquisti di azioni proprie, massicci aumenti di capitali, trasformazione della societ. Il divieto pu essere
rimosso con delibera dellassemblea, appositamente convocata, approvata da una maggioranza del 30%
del capitale sociale in ogni convocazione. Fra le azioni di difesa la societ bersaglio pu anche avvalersi
di unOpa concorrente da parte di eventuali alleati della societ bersaglio.
LOpa scade e diventa irrevocabile se stato raggiunto il quantitativo minimo specificato nel documento
di offerta. Nel caso in cui le adesioni siano superiori il documento di offerta si dovr specificare se si
proceder ad una riduzione proporzionale o se lofferente si riserva la facolt di acquistare ugualmente
tutti i titoli.

La societ per azioni unipersonale


In base allattuale disciplina consentita la costituzione della societ per azioni con atto unilaterale di un
unico socio fondatore. Anche nelle societ per azioni unipersonale per le obbligazioni sociali di regola
risponde la societ col proprio patrimonio, salvo alcuni casi eccezionali; quali:
 non stata osservata la disciplina sullintegrale liberazione dei conferimenti (il socio unico tenuto a
versare interamente i conferimenti in denaro presso una banca entro 90 giorni dalla stipulazione);
 non stata attuata la specifica pubblicit dettata per la societ per azioni unipersonale (i dati
anagrafici del socio unico devono essere iscritti nel registro delle imprese).
Per consentire ai terzi di conoscere se la societ unipersonale, negli atti e nella corrispondenza (ma non
nella denominazione sociale) della societ deve essere indicato se questa ha un socio unico.

Il controllo giudiziario sulla gestione


27.1 Il controllo giudiziario sulla gestione
Il controllo giudiziario sulla gestione una forma di intervento dellautorit giudiziaria nella vita delle
societ che viene attuato se vi il fondato sospetto che gli amministratori abbiamo compiuto gravi
irregolarit nella gestione. Le gravi irregolarit possono essere denunciate allautorit giudiziaria:
dai soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale (5% nelle societ che fanno ricorso al mercato del
capitale di rischio);
dal collegio sindacale;
nelle societ che fanno ricorso al mercato dei capitali liniziativa pu essere assunta anche dal
pubblico ministero nonch dalla Consob quando sospetti gravi irregolarit dei doveri dei sindaci.
Il tribunale non pu procedere dufficio. Il procedimento attivato con la denuncia si articola nella fase
istruttoria in cui si accerta lesistenza delle irregolarit; a tal fine il tribunale pu far eseguire lispezione
dellamministrazione della societ da parte di un consulente designato. Successivamente vengono presi i
provvedimenti che possono essere di due tipi:
1. il tribunale pu disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare il ripetersi di irregolarit e
convocare lassemblea della SpA per le deliberazioni conseguenti;
2. nei casi pi gravi, il tribunale revoca gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nomina un
amministratore giudiziario. I poteri e la durata in carica dellamministratore giudiziario sono
determinati dal tribunale col decreto di nomina. Lamministratore giudiziario investito per legge del
potere di proporre allassemblea lazione di responsabilit contro gli amministratori e sindaci. Egli ha
la rappresentanza della societ ma non pu compiere atti eccedenti lordinaria amministrazione senza
lautorizzazione del presidente del tribunale.
Prima della scadenza dellincarico lamministratore giudiziario pu proporre:
a) la nomina di nuovi amministratori e sindaci;
b) la messa in liquidazione della societ.
Lassemblea libera di deliberare o meno nel senso proposto dallamministratore giudiziario.

La societ in accomandita per azioni


29.1 Caratteri distintivi
La societ in accomandita per azioni si caratterizza:

66

per la presenza di due categorie di soci:


1. i soci accomandatari, che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e sono per
legge amministratori della societ;
2. i soci accomandanti, che sono obbligati verso la societ nei limiti della quota di capitale sottoscritto.
 per il fatto che le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni.
Latto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari che saranno di diritto i primi
Atto costitutivo
amministratori della societ.
Denominazione Devessere costituita dal nome di almeno di uno dei soci accomandatari e devessere presente
lindicazione di Sapa.
sociale
Nellaccomandita per azioni:
 i soci indicati nellatto costitutivo come accomandatari sono tutti di diritto amministratori
della societ e senza limiti di tempo.
Gli accomandatari possono essere revocati anche se non concorre una giusta causa salvo il
diritto al risarcimento dei danni; la revoca deliberata dallassemblea straordinaria secondo
le maggioranze prescritte per essa;
Distinzione fra  il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore non risponde per le
obbligazioni della societ sorte posteriormente allinscrizione nel registro dellimprese della
i soci e loro
cessazione dellufficio;
responsabilit
 il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento
dellaccettazione della nomina e risponde per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da
tale momento;
 i soci accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi per le
obbligazioni sociali ma i creditori sociali possono agire nei confronti degli accomandatari
solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale;
Rispetto alla SpA vi sono alcune norme particolari.
 gli accomandatari, in quanto soci amministratori, non hanno diritto di voto nelle
deliberazione di nomina e di revoca dei sindaci, nonch in quelle concernenti lesercizio
Assemblea
dellazione di responsabilit nei loro confronti;
 le modificazioni dellatto costitutivo non solo devono essere deliberate dallassemblea ma
devono essere approvate da tutti i soci accomandatari;
Lunica deviazione rispetto alla disciplina dettata per le Spa sta nel divieto per gli accomandatari
Collegio
di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina e la revoca dei sindaci.
sindacale
Oltre alle cause stabilite per le SpA ulteriore causa la cessazione dalla carica di tutti gli
Scioglimento
amministratori, se nel termine di 180 giorni non si provveduto alla loro sostituzione.

La societ a responsabilit limitata


30.1 La costituzione della societ
La societ a responsabilit limitata una societ di capitali nella quale:
per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio;
le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni;
il capitale sociale minimo per la costituzione della societ 10.000 ;
la Srl pu essere costituita a tempo indeterminato; in tal caso ogni socio pu recedere dalla societ dando un
preavviso di 6 mesi (che lo statuto pu allungare fino ad un anno);
la Srl pu essere costituita anche da un unico socio.
Denominazione La denominazione sociale pu essere liberamente formata come nella societ per azioni, ma
deve contenere lindicazione di Srl.
sociale
Come nelle societ di persone, nella Srl possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo
suscettibili di valutazione economica. Inoltre, il versamento presso una banca del 25% dei
conferimenti in denaro al momento della costituzione (o dellintero ammontare dei
conferimenti se si tratta di una Srl unipersonale) pu essere sostituito dalla stipula di una
Conferimenti
polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria.
Socio moroso: il socio moroso non pu partecipare alle decisioni dei soci; resta altres ferma la
facolt per la societ di vendere coattivamente le quote del socio moroso.
Il capitale della societ a responsabilit limitata diviso in base al numero dei soci e ciascun
socio diventa titolare di ununica quota di partecipazione corrispondente alla frazione di
capitale sociale da lui sottoscritta; mentre le azioni tutte di egual valore, le quote sono cos di
Quote sociali e
diverso ammontare (a meno che ciascun socio non sottoscriva la stessa frazione del c.s.
diritti dei soci
sottoscritta da tutti gli altri).
Ulteriore differenza rispetto alle azioni che leventuale certificato di quota rilasciato dalla

67

societ costituisce semplice documento probatorio della qualit di socio e della misura della
partecipazione sociale, non un strumento per la circolazione della stessa.

Trasferimento
delle quote

Recesso dei soci

Esclusione del
socio

Titoli di credito

La regola base che i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione
da ciascuno posseduta e che, se latto costitutivo non dispone diversamente, le partecipazioni
dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento. Tale regola pu essere
derogata dallautonomia statutaria dato che latto costitutivo pu prevedere lattribuzione a
singoli soci di particolari diritti riguardanti lamministrazione della societ o la distribuzione
degli utili (ad es: si pu stabilire che una quota personale pu essere privilegiata nella
distribuzione degli utili).
Il trasferimento della quota valido e efficace fra le parti per effetto del semplice consenso.
per produttivo di effetti nei confronti della societ solo dal momento in cui iscritto nel libro
dei soci. Latto costitutivo pu limitare o escludere il trasferimento delle quote, accentuando
cos il carattere personale alla partecipazione sociale.
Per assicurare la trasparenza nella cessione delle quote i trasferimenti per atto fra vivi devono
risultare da scrittura privata autenticata da un notaio, il quale entro 30 giorni deve depositarla
per liscrizione nel registro delle imprese. Il trasferimento deve essere poi annotato nel libro dei
soci, su richiesta dellalienante o dellacquirente, i quali devono esibire latto da cui risulta il
trasferimento e lavvenuto deposito ai fini delliscrizione nel registro delle imprese. Con
liscrizione nel registro dei soci il trasferimento diventa efficace nei confronti della societ.
Pluralit di trasferimenti: se la quota alienata a pi persone, prevale che per primo effettua
liscrizione nel registro delle imprese purch sia in buona fede.
Operazioni sulle proprie quote: alla societ a responsabilit limitata vietato in modo assoluto
lacquisto di proprie quote.
Espropriazione della quota: la quota pu formare oggetto di espropriazione da parte dei
creditori personali del socio, con conseguente vendita forzata.
Latto costitutivo stabilisce quando il socio pu recedere e le relative modalit. Il recesso
riconosciuto per legge in una serie di casi:
 se la societ a tempo indeterminato ogni socio pu recedere con un preavviso di almeno
180 giorni (e latto costitutivo pu allungare fino ad un anno);
 se la societ a tempo determinato possono recedere i soci che non hanno consentito
(assenti, astenuti e contrari):
a) al cambiamento delloggetto sociale o del tipo di societ;
b) alla sua fusione o scissione;
c) alla revoca dello stato di liquidazione;
d) al trasferimento della sede sociale allestero;
e) alleliminazione di una o pi cause di recesso previste dallo statuto;
f) al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto
sociale o dei diritti particolari attribuiti al socio.
 il diritto di recesso riconosciuto al socio contrario allaumento del capitale sociale; per le
societ a responsabilit limitata soggette allaltrui attivit di direzione e coordinamento si
applicano anche le specifiche cause di recesso in precedenza esaminate per la spa.
Per quanto riguarda la liquidazione della quota, si prevede che essa sia offerta in opzione agli
altri soci o a un terzo concordemente individuato dai soci stessi.
Come nelle societ di persone, latto costitutivo pu prevedere specifiche cause di esclusione
del socio per giusta causa. Per il rimborso si applica la disciplina del recesso.
Lo statuto pu prevedere lemissione di titoli di debito stabilendo modalit di emissione.
I titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori;
possono essere sottoscritti solo da investitori professionali che, in caso di successiva
circolazione, rispondono per legge della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti
che non siano investitori professionali o soci della societ emittente.
Inoltre, lo statuto a stabilire se la competenza ad emettere titoli di debito spetta ai soci o agli
amministratori e quali sono le maggioranze necessarie. La decisione di emissione che ne fissa
le condizioni del prestito e le modalit di rimborso devessere iscritta nel registro delle imprese.

30.2 Gli organi sociali


Lassemblea convocata dagli amministratori con lettera raccomandata spedita ai soci, almeno
otto giorni prima delladunanza. Lassemblea regolarmente costituita con la presenza di tanti
Assemblea
soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale sottoscritto e delibera a
maggioranza assoluta del capitale intervenuto. Non prevista unassemblea di seconda

68

convocazione con maggioranze ridotte e non necessaria la pubblicazione dellavviso di


convocazione nella gazzetta ufficiale.
Sono rimesse inderogabilmente alla decisione dei soci:
 lapprovazione del bilancio e la distribuzione degli utili;
 la nomina degli amministratori;
 la nomina dei sindaci e del revisore;
 le modificazione dellatto costitutivo;
 la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione
delloggetto sociale o dei diritti dei soci;
 qualsiasi argomento sottoposto alla loro approvazione dagli amministratori o da tanti soci
che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale.

Impugnazione
delle delibere

Amministratori

Collegio
sindacale

Controllo dei
soci

Di regola su queste materie decide lassemblea; tuttavia, latto costitutivo pu prevedere che le
decisioni siano adottate mediante consultazione scritta. In tal caso le decisioni sono adottate col
voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno il 50% del capitale sociale. La
decisione con voto assembleare per necessaria per le modificazioni dellatto costitutivo, per
le decisioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una modifica dei
diritti dei soci, nonch per la riduzione del capitale per perdite obbligatoria.
Le decisioni che non sono prese in conformit della legge o dellatto costitutivo possono essere
impugnate dai soci che non vi hanno consentito anche individualmente entro 90 giorni dalla
trascrizione nel libro delle decisioni dei soci.
Possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse, ma nel termine di 3 anni, le decisioni
aventi oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza di informazione. Infine, possono
essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale
prevedendo attivit impossibili o illecite.
Lamministrazione affidata a uno o pi soci, nominati con decisione dei soci, che restano in
carica a tempo indeterminato. Quando lamministrazione affidata a pi persone queste
costituiscono il consiglio di amministrazione.
Latto costitutivo pu prevedere che gli amministratori operino non gi collettivamente, bens
disgiuntamente o congiuntamente come nelle societ di persone; ed in tal caso si applica la
relativa disciplina. Devono comunque essere decise col metodo collegiale la redazione del
progetto di bilancio e dei progetti di fusione e scissione, nonch la decisione dellaumento di
capitale per delega.
Per quanto riguarda la disciplina dellazione di responsabilit:
1. affermata la responsabilit degli amministratori verso la societ e verso i singoli soci o
terzi direttamente danneggiati, ma non si fa menzione dei creditori sociali;
2. responsabili solidalmente con gli amministratori sono anche i soci che hanno
intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ, i soci o
i terzi;
3. lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dal
singolo socio, il quale pu chiedere, come provvedimento cautelare, la revoca degli
amministratori in caso di gravi irregolarit nella gestione.
Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale o di un revisore
determinandone competenze e poteri. Nella Srl la nomina del collegio sindacale obbligatoria
se il capitale sociale superiore a 120.000 o se non ricorrono le condizioni stabilite per la
redazione del bilancio desercizio in forma abbreviata. In tal caso la disciplina del collegio
sindacale quella propria della societ per azioni. Nella societ in cui manca il collegio
sindacale alcuni dei poteri controllo propri dei sindaci sono riconosciuti direttamente ai soci.
Ogni socio non amministratore ha diritto di avere dagli amministratori notizie dello
svolgimento degli affari sociali e di consultare i libri sociali e i documenti relativi
allamministrazione.

30.3 Altri aspetti della disciplina


Vale la disciplina delle Spa.
Bilancio
Vale la disciplina delle Spa. Tuttavia, lesclusione del diritto di opzione nel caso di aumenti
reali di capitali possibile se espressamente prevista dallo statuto e in tal caso i soci che non
Modifiche
hanno consentito alla decisione hanno diritto di recesso dalla societ; tale esclusione non
dellatto
consentita quando laumento del capitale sociale reso necessario da una riduzione dello stesso
costitutivo
per perdite.
Per la riduzione del capitale sociale nelle Srl vale la disciplina delle Spa.
Vale la disciplina delle Spa.
Scioglimento

69

Le societ cooperative
32.1 Le societ con scopo mutualistico
Le societ cooperative sono societ a capitale variabile che si caratterizzano per lo specifico scopo perseguito nello
svolgimento dellattivit di impresa: lo scopo mutualistico.
Il tratto distintivo delle societ cooperative rispetto a tutti gli altri tipi di societ, in precedenza esaminati, risiede
quindi nello scopo economico perseguito. Pi esattamente, identico lo scopo-mezzo delle societ cooperative e
delle societ lucrative: esercizio in comune di una determinata attivit economica. Diverso invece lo scopo-fine:
nelle societ lucrative, la produzione di utili (lucro oggettivo) da distribuire fra i soci (lucro soggettivo); nelle
societ cooperative, lo scopo mutualistico.
Ma in che cosa consiste esattamente lo scopo mutualistico?
Lo scopo
Lo scopo mutualistico indica un particolare modo di organizzazione e di svolgimento dellattivit di impresa che si
mutualistico
caratterizza per la gestione di servizio a favore dei soci. Questi ultimi sono cio i destinatari elettivi (ma non
esclusivi) dei beni o servizi prodotti dalla cooperativa, ovvero delle possibilit di lavoro e della domanda di materie
prime dalla stessa create.
Il che consente ai soci della cooperativa di ottenere condizioni pi vantaggiose di quelle di mercato. con formula
Il vantaggio
mutualistico sintetica, ma efficace, si dice che nella cooperativa i soci si fanno imprenditori di se stessi.
Anche i soci di una cooperativa mirano perci a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio
patrimoniale, attraverso lo svolgimento di attivit di impresa. il risultato economico perseguito non per la pi
elevata remunerazione possibile del capitale investito (lucro soggettivo). invece quello di soddisfare un comune
preesistente bisogno economico (il bisogno di lavoro, il bisogno del bene casa, il bisogni di generi di consumo, di
credito, e cos via). E di soddisfarlo conseguendo un risparmio di spesa per i beni e servizi acquistati dalla societ
(cooperative di consumo), o una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti (cooperative di
produzione e di lavoro).
In ci consiste lessenza del vantaggio mutualistico.
Soci sovventori La legge consente tuttavia la presenza, accanto ai soci cooperatori, di soci non specificatamente interessati alla
prestazioni mutualistiche ed il cui ruolo esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario per lo
svolgimento dellattivit della cooperativa.
32.2 Scopo mutualistico e scopo lucrativo
Le societ cooperative sono caratterizzate da uno scopo prevalente, ma non esclusivamente mutualistico. Se latto
costitutivo lo prevede, esse possono svolgere anche attivit con terzi. E lattivit con terzi di regola finalizzata alla
produzione di utili; pu essere cio attivit oggettivamente lucrativa.
Nelle cooperative, lo scopo mutualistico pu quindi (salvo precisa limitazione statutaria) coesistere con unattivit
Scopo
mutualistico e con terzi produttiva di utili. Incompatibile con scopo mutualistico e resta per lintegrale distribuzione ai soci
lucro soggettivo
degli utili prodotti dalla cooperativa. cos disincentivata la partecipazione ad una cooperativa di soci (anche
sovventori) animati dal solo intento di ricavare la pi alta remunerazione possibile del capitale investito.
32.3 Le cooperative a mutualit prevalente
Lattuale disciplina generale delle societ cooperative si basa sulla distinzione fra societ cooperative a mutualit
prevalente e altre societ cooperative. Le prime godono di tutte le agevolazioni previste per le societ cooperative, le
seconde non godono delle agevolazioni di carattere tributario, pur continuando a godere di altre agevolazioni (ad
esempio, finanziarie o lavorative).
Cooperative a Elementi caratterizzanti delle cooperative a mutualit prevalente sono:
la presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori;
mutualit
prevalente
la circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci (cooperative di consumo),
o deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro) o beni e servizi
apportati dagli stessi (cooperative di produzione e di lavoro).

Perdita della
qualifica

Pi precisamente nelle cooperative di consumo, i ricavi delle vendite dei beni e delle prestazioni di servizi verso i
soci devono essere superiori al 50% del totale dei ricavi delle vendite. Nelle cooperative di lavoro (o di produzione)
il costo del lavoro (il costo delle materie prime) dei soci deve essere superiore al 50% del costo totale del lavoro
(della produzione).
Perdono la qualifica di cooperative a mutualit prevalente le societ che per due esercizi non rispettino tali
condizioni.
Le societ cooperative a mutualit prevalente sono tenute ad iscriversi in un apposito albo delle societ cooperative,
tenuto a cura del Ministero delle attivit produttive.

70

32.4 I caratteri strutturali


previsto un numero minimo di soci per la costituzione e la sopravvivenza della societ. Nel contempo si richiede
ai soci specifici requisiti soggettivi; e ci per assicurare che la compagine sociale sia composta, almeno in
Numero e
requisiti dei soci prevalenza, di persone appartenenti a categorie sociali specificamente interessate a fruire dei beni prodotti
dallimpresa cooperativa.
Limiti alle quote e Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio e alla percentuali di utili agli stessi
alla distribuzione di distribuibile.
utili
Le variazioni del numero e delle persone dei soci e le conseguenti variazioni del capitale sociale non comportano
Variabilit del
modificazioni dellatto costitutivo. cos data alla societ una struttura aperta che facilita lingresso di nuovi soci e
capitale
il recesso di quanti non sono pi interessati allattivit mutualistica.
Ogni socio cooperatore persona fisica ha diritto in assemblea a un solo voto, qualsiasi sia il valore della sua quota o
Voto per teste
il numero delle sue azioni.
Le societ cooperative sono sottoposte a vigilanza dellautorit governativa al fine di assicurarne il regolare
funzionamento amministrativo e contabile.
Vigilanza
governativa

32.5 La costituzione della societ


Numero minimo Per procedere alla costituzione di una societ cooperativa necessario che i soci siano almeno nove. La societ si
dei soci
scioglie e deve essere posta in liquidazione se il numero di soci scende al di sotto del minimo e non reintegrato il
numero nel termine massimo di un anno.
Procedimento Il procedimento di costituzione ricalca quello previsto per la Spa o la Srl a seconda della disciplina applicabile alla
societ da costituire. Per quanto riguarda latto costitutivo, in particolare, necessario inserire:
Atto costitutivo 1. i requisiti e le condizioni per lammissione di nuovi soci e il modo e il tempo in cui devono essere eseguiti i
conferimenti;
2. le condizioni per leventuale recesso e per lesclusione dei soci;
3. le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione degli storni
Denominazione
sociale
Controllo.
Pubblicit

La denominazione sociale della societ pu essere formata liberamente, ma deve contenere lindicazione di societ
cooperativa.
Latto costitutivo sottoposto al controllo di legalit da parte del notaio rogante (fra i cui poteri rientra anche quello
di accertare la presenza dello scopo mutualistico) e, su richiesta dello stesso, deve essere iscritto nel registro delle
imprese. Con liscrizione la societ cooperativa acquista personalit giuridica.
Le cooperative che intendono godere dei benefici fiscali e delle altre agevolazioni sono poi tenute alliscrizione
nellAlbo delle societ cooperative.

32.6 I conferimenti. La responsabilit dei soci


Conferimenti La disciplina dei conferimenti e delle prestazioni accessorie identica a quella delle SpA, salvo che lo statuto non
abbia optato per la disciplina della Srl.
Responsabilit Con la riforma del 2003 nelle societ cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col suo
patrimonio. Il socio moroso pu essere escluso dalla societ.
per le
obbligazioni Il creditore personale di un socio non pu agire esecutivamente sulla quota o sulle azioni dello stesso. Inoltre,
sociali
lattuale disciplina non gli consente pi di fare opposizione in caso di proroga della societ.

Limiti
massimi
Soci
sovventori

32.7 Le quote. Le azioni


Nelle cooperative la partecipazione sociale pu essere rappresentata da quote o da azioni, a seconda che la
cooperativa sia regolata dalla disciplina delle SpA oppure della Srl.
Per stimolare lallargamento della compagine azionaria, nessun socio, persona fisica, avere una quota superiore a
centomila euro. Tuttavia, nelle cooperative con pi di 500 soci latto costitutivo pu elevare tale limite fino al 2%
del capitale sociale.
Le previsioni di limiti massimi alla partecipazione di ciascun socio pongono vistosi ostacoli per la raccolta di
capitale di rischio. Nasce cos la figura dei soci sovventori.
La figura dei soci sovventori consente la raccolta di capitale di rischio anche fra soggetti sprovvisti degli specifici
requisiti soggettivi richiesti per partecipare allattivit mutualistica
Latto costitutivo pu stabilire particolari condizioni a favore dei soci sovventori per la ripartizione degli utili. Per
evitare per che la partecipazione dei soci sovventori sia animata da scopi esclusivamente speculativi, stabilito che
il tasso di remunerazione dei soci sovventori non pu essere maggiorato in misura superiore al 2% rispetto a quello
previsto per gli altri soci. Sono poi introdotte delle regole volte a evitare che i soci sovventori prendano il
sopravvento nella gestione della societ: latto costitutivo pu attribuire a ciascun socio sovventore pi voti, ma non
oltre 5.

Azioni di
partecipazione
cooperativa

71
Obbligazioni

Altra forma di finanziamento sono le azioni di partecipazione cooperativa. Esse sono prive di voto e sono
privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Le azioni di partecipazione cooperativa possono
essere emesse al portatore, se interamente liberate (e sono quindi liberamente trasferibili e godono dellanonimato).
Alle societ cooperative stata di recente consentita anche lemissione di obbligazioni. Il limite allemissione
individuato nellammontare del capitale versato e delle riserve risultanti dallultimo bilancio approvato.
32.8 Gli organi sociali, lassemblea
Stessa disciplina delle Spa ed identico il riparto delle funzioni. Alcune significative deviazioni sono introdotte per
lassemblea.
Il peso di ciascun socio cooperatore in assemblea svincolato dallammontare della partecipazione sociale. Per i
soci persone fisiche trova rigida applicazione il principio una testa, un voto.
Valgono inoltre le seguenti regole:
 hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni; ci per evitare
che gli amministratori possano manipolare le maggioranze ammettendo un numero massiccio di soci allultimo
momento;
 il socio pu farsi rappresentare in assemblea solo da un altro socio; e, ciascun socio non ne pu rappresentarne
pi di dieci.
32.9 Amministrazione. Controlli. Collegio dei probiviri
Quanto al sistema tradizionale, con lattuale disciplina caduta la regola che tutti gli amministratori deviano essere
soci cooperatori; sufficiente che solo la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori.
prassi consolidata la previsione negli statuti delle cooperative di un ulteriore organo sociale: il collegio dei
probiviri. A tale organo affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e societ, riguardanti il
rapporto sociale o la gestione mutualistica.
Oltre al controllo del collegio sindacale le societ cooperative sono anchesse assoggettate al controllo giudiziario
sulla gestione. Legittimati al ricorso sono 1/10 del numero complessivo dei soci, ridotto a 1/20 per le cooperative
che hanno pi di 3.000 soci.
32.10 La vigilanza governativa
Le societ cooperative sono sottoposte al controllo dellautorit governativa, al fine di assicurare il regolare
funzionamento amministrativo e contabili delle stesse ed il rispetto delle condizioni richieste per la concessione
delle agevolazioni tributarie e creditizie. La vigilanza spetta al ministero del lavoro ed esercitata tramite ispezioni
ordinarie (biennali) e ispezioni straordinarie (disposte ogni qualvolta che se ne ravvisa lopportunit).
32.11 Bilancio. Utili e ristorno.
La formazione del bilancio di esercizio delle societ cooperative assoggettata alla disciplina della SpA. Regole
specifiche sono dettate per la destinazione degli eventuali utili prodotti:
la riserva legale del 30% anzich del 5%; inoltre, tale obbligo sussiste indipendentemente dallammontare
raggiunto dalla riserva legale;
il 3% degli utili netti obbligatoriamente destinato ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo
sviluppo della cooperazione;

Limiti alla
distribuzione
degli utili

Cooperative a
mutualit
prevalente

Infine, e soprattutto, sono posti dei limiti alla distribuzione fra i soci degli utili residui, comprimendo cos il profilo
lucrativo della partecipazione sociale.
Lattuale disciplina introduce una netta distinzione fra societ cooperative a mutualit prevalente ed altre societ
cooperative.
Per queste ultime sufficiente che latto costitutivo fissi la % massima dei dividendi che possono essere ripartiti tra i
soci cooperatori.
Disciplina pi restrittiva prevista per le societ cooperative a mutualit prevalente. Gli statuti di tali societ devono
prevedere:
il divieto di distribuire dividendi in misura superiore allinteresse massimo dei buoni fruttiferi postali aumentato
di 2 punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore
al due per cento rispetto a tale limite massimo;
il divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori;
lobbligo di devolvere, in caso di scioglimento della societ, lintero patrimonio sociale (deducendo soltanto il
capitale e i dividendi eventualmente maturati) ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione.

72

Ristorni

Dagli utili (remunerazione del capitale) vanno tenuti distinti i ristorni. Questi costituiscono rimborso ai soci di parte
del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla cooperativa (cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, o
integrazione della retribuzione corrisposta dalla cooperativa per le prestazioni del socio (cooperative di produzione e
di lavoro). I ristorni costituiscono uno degli strumenti tecnici per attribuire ai soci cooperatori il vantaggio
mutualistico derivante dai rapporti di scambio intrattenuti con la cooperativa. Alle somme distribuite ai soci a titolo
di ristorno non sono applicabili le limitazioni che la legge pone alla distribuzione degli utili.
32.12 Lo scioglimento
Valgono per le societ cooperative le cause di scioglimento previste per le societ di capitali, con la sola differenza,
dovuta alla variabilit del capitale sociale, che solo la perdita totale del capitale causa di scioglimento della
societ.
Sono poi cause specifiche di scioglimento:
la riduzione dei soci al di sotto del numero minimo di nove (o tre), se questo non reintegrato entro un anno;
la liquidazione disposta coattivamente dallautorit governativa.
Per quanto riguarda la destinazione del residuo attivo di liquidazione, nelle cooperative a mutualit prevalentemente
mutualistica lintero patrimonio sociale netto (dedotto solo il capitale versato e rivaluto e i dividendi eventualmente
maturati) deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
32.13 I consorzi di cooperative
I consorzi di cooperative sono forme di organizzazione collettiva cui le societ cooperative ricorrono per
raggiungere un maggior grado di efficienza e di competitivit sul mercato.
La legge Basevi ne prevede tre diversi tipi:
1. consorzi di cooperative per lesercizio in comune di attivit economica;
2. consorzi di cooperative ammissibili ai pubblici appalti;
3. consorzi fra societ cooperative per il coordinamento della produzione e degli scambi.
32.14 Il gruppo cooperativo paritetico
Anche le societ cooperative possono dar vita a organizzazioni di gruppo. Questo fenomeno, diffuso nel settore
bancario e assicurativo, fondato sulla base di un accordo contrattuale con cui pi societ cooperative si
impegnano stabilmente a conformarsi ad una direzione unitaria che ciascuna concorre a determinare su un piano di
parit rispetto alle altre (gruppo paritetico).
La legge fissa il contenuto minimo del contratto richiedendo che siano indicate in esso: la durata, la cooperativa cui
affidata la direzione del gruppo e i relativi poteri, nonch i criteri di compensazione e lequilibrio nella
distribuzione dei vantaggi derivanti dallattivit comune.
Ogni cooperativa pu recedere dal contratto senza oneri di alcun tipo qualora le condizioni dello scambio risultino
pregiudizievoli per i propri soci. Il contratto deve essere depositato in forma scritta presso lalbo delle societ
cooperative.
32.15 Le mutue assicuratrici
Le mutue assicuratrici, o societ di mutua assicurazione, sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta
interdipendenza che per legge esiste fra la qualit di socio e la qualit di assicurato: non si pu acquistare la qualit
di socio, se non assicurandosi presso la societ.
I soci assicurati sono obbligati verso la societ al pagamento di contributi, che costituiscono sia da conferimento sia
da premio di assicurazione; essi sono calcolati con i criteri tecnici propri dei premi di assicurazione e, al pari di
questultimi, sono di regola pagati periodicamente.

La societ europea
33.1 Finalit e modi di costituzione
La societ europea un tipo di societ, predisposta dallUE, per offrire a imprese o gruppi di imprese operanti in pi
stati membri la possibilit di organizzarsi in una forma giuridica uniformemente regolata in tutti gli ordinamenti
nazionali comunitari. La societ europea una societ per azioni, dotata di personalit giuridica, in cui ciascun socio
risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto; il capitale minimo di 120.000
. La societ europea pu essere costituita solo in cinque casi:
1. quando si fondono societ per azioni soggette alla legge di stati membri differenti;
2. quando due o pi societ per azioni, o societ a responsabilit limitata, promuovono la costituzione di una
societ europea holding al fine di sottoporsi a una direzione unitaria;

73

3.

4.

una societ europea affiliata pu essere costituita per atto unilaterale da parte di unaltra societ europea oppure
quando due o pi enti (anche non societ) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari
diversi costituiscono una societ europea controllata in comune;
la societ europea pu nascere dalla trasformazione di una societ per azioni costituita secondo la legge di uno
stato membro, purch questultima controlli da almeno due anni una societ soggetta alla legge di un altro
ordinamento comunitario.

Il procedimento di costituzione si conclude con liscrizione della societ nel registro delle imprese (se la societ
europea ha sede in Italia). Liscrizione determina lacquisto della personalit giuridica da parte della societ.
Pertanto, per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione rispondono in solido e
illimitatamente coloro che le hanno poste in essere, salvo patto contrario. Dopo la costituzione, la societ pu
assumerne i relativi obblighi.
33.2 Lassemblea
La struttura interna della societ europea si caratterizza per la presenza dellassemblea dei soci; lamministrazione
pu essere organizzata secondo il sistema dualistico o quello monistico. Competenze, organizzazione, svolgimento e
procedure di voto sono regolate dalle norme in tema di assemblea delle societ per azioni dello stato in cui la societ
europea ha sede.
Quorum: le deliberazioni vengono prese di regola a maggioranza semplice dei voti, ma per le modificazioni dello
statuto necessaria la maggioranza di almeno due terzi dei voti. Tali quorum si applicano soltanto se la legge dello
stato dove ha sede la societ non preveda maggioranze pi elevate per le deliberazioni dellassemblea della societ
per azioni.
33.3 Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione
La societ europea si caratterizza per la presenza di forme di coinvolgimento dei lavoratori nella gestione.
Lorgano di rappresentanza dei lavoratori: le disposizioni di riferimento prevedono la costituzione di un organo di
rappresentanza dei lavoratori, i cui componenti siano eletti o designati dai dipendenti della societ europea.
Lorgano di rappresentanza ha diritto di essere informato e consultato almeno una volta lanno dai competenti
organi della societ europea in merito allevoluzione delle attivit e delle prospettive della societ.
La partecipazione dei lavoratori alla gestione: se nelle societ che partecipano alla costituzione della societ europea
son gi previste delle regole di coinvolgimento dei lavoratori alla gestione; allora, la societ europea riconosce ai
dipendenti il potere di eleggere, raccomandare od opporsi alla designazione di alcuni membri dellorgano di
amministrazione (nel sistema monistico) o di vigilanza (nel sistema dualistico).
Occorre infine precisare che non vi alcun obbligo di introdurre disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla
gestione se nessuna societ prima della costituzione della societ europea lo prevedeva.
33.4 Scioglimento e liquidazione
Rinvio alla disciplina locale delle societ per azioni dello stato ove la societ ha la sede sociale.

Le societ

Le societ
Le societ sono organizzazioni di persone e di mezzi create dallautonomia privata per
lesercizio in comune di unattivit produttiva. Il legislatore nazionale mette a disposizione
dellautonomia privata otto tipi di societ. A questi si aggiungono altri due tipi, regolati dal
diritto comunitario: la societ europea e la societ cooperativa europea.
Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in
comune di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili. Tuttavia stato previsto che la
societ a responsabilit limitata e la societ per azioni siano costituite anche con un atto
unilaterale. Sia pure con tale eccezione, le societ sono enti associativi a base contrattuale che si
caratterizzano per la contemporanea presenza di tre elementi:
i conferimenti dei soci; i conferimenti sono le prestazioni in cui le parti del contratto di
societ si obbligano. La loro funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio per
lo svolgimento dellattivit di impresa. Infatti, col conferimento ciascun socio destina
stabilmente parte della propria ricchezza personale allattivit comune e si espone al rischio
di impresa.
1. lesercizio in comune di unattivit economica; lesercizio in comune di attivit economica
il cosiddetto scopo-mezzo del contratto di societ e per oggetto sociale si definisce la
specifica attivit economica che i soci si propongono di svolgere. Tale attivit deve essere
predeterminata nellatto costitutivo della societ ed modificabile solo con losservanza
delle norme che regolano le modifiche dellatto costitutivo. In tutte le societ loggetto
sociale deve consistere nello svolgimento di unattivit produttiva condotta con metodo

74

economico.
lo scopo di divisione degli utili. Le societ operano con metodo economico e per la
realizzazione di un risultato economico a favore esclusivo dei soci. In particolare, una
societ pu essere costituita per svolgere attivit di impresa con terzi allo scopo di
conseguire utili (lucro oggettivo) destinati ad essere successivamente divisi fra i soci (lucro
soggettivo). Tale scopo definito come scopo di lucro o di profitto ed anche lo scopo
tipico (anche se non esclusivo) che il legislatore assegna alle societ di persone e alle
societ di capitali.
Societ sono per anche le societ cooperative e queste per legge devono perseguire uno
scopo mutualistico. Tale scopo quindi quello di procurare un vantaggio competitivo che
ha effetto diretto nelle sfere individuali dei singoli soci e che pu consistere in un loro
risparmio di spesa o in una maggiore remunerazione del lavoro prestato dai soci nella
cooperativa. Le societ cooperative quindi non sono societ istituzionalmente preordinate
per la realizzazione di un lucro soggettivo, anche se non le precluso di svolgere attivit
con terzi e di conseguire utili da tale attivit (lucro oggettivo).
Il patrimonio sociale il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno a capo alla
societ. La consistenza del patrimonio sociale accertata periodicamente con la redazione
annuale del bilancio desercizio. Si definisce patrimonio netto la differenza positiva fra attivit e
passivit.
Il patrimonio costituito ha funzione di garanzia per i creditori della societ.
Il capitale sociale nominale esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dallatto
costitutivo della societ. Il capitale sociale rimane immutato nel corso della vita della societ fin
quando, con modifica dellatto costitutivo, non se ne decide laumento o la riduzione. Il capitale
sociale assolve due funzioni:
una funzione vincolistica, indica la frazione (quota ideale) del patrimonio netto non
distribuibile fra i soci e assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione allattivit sociale;
una funzione organizzativa, il capitale sociale nominale serve per accertare periodicamente,
tramite il bilancio desercizio, se la societ ha conseguito utili o perdite.
Il capitale sociale funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni
soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo (diritto di voto), sia di carattere patrimoniale
(diritto agli utili ed alla quota di liquidazione).
2.

La personalit
giuridica delle
societ

Le societ fra
professionisti

Le societ di
mezzi

Le societ di capitali e le societ cooperative, in quanto persone giuridiche, sono trattate come
soggetti distinti dai soci. Le societ di persone, al contrario, non hanno la personalit giuridica.
Lattivit dei professioni intellettuali non considerata attivit dimpresa. Tuttavia, sono state
accolte soluzione permissive in vari paesi dellUE che sollecitano sempre pi anche da noi un
intervento legislativo volto a consentire la costituzione di societ fra professionisti. Dopo diversi
progetti, a tuttoggi un regolamento governativo per fissare le norme in materia non stato
ancora emanato, sicch deve ritenersi ancora non consentita la costituzione di societ fra
professionisti.
Unica eccezione la societ di avvocati, introdotta in seguito a una direttiva CE, volta a
facilitare il libero esercizio della professione di avvocato nellambito dellunione europea. La
societ fra avvocati ha per oggetto esclusivo lesercizio in comune dellattivit professionale di
rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio svolta dai soci.
Essa regolata dalle norme della societ in nome collettivo. Ma, in particolare:
 per la societ fra avvocati si prevede che tutti i soci devono essere in possesso del titolo di
avvocato e non consentita la partecipazione ad altra societ di capitali;
 la societ iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese relativa alle societ fra
professionisti e liscrizione ha funzione di pubblicit notizia;
 la societ fra avvocati non soggetta al fallimento;
 solo il socio o i soci incaricati (e non tutti i soci) sono personalmente responsabili per
lattivit professionale svolta in esecuzione di un incarico. Con essi risponde la societ con
il proprio patrimonio. Tuttavia sono responsabili illimitatamente e solidalmente tutti i soci
qualora la societ ometta di comunicare, prima dellinizio dellesecuzione del mandato,
quali di essi sono stati incaricati.
La societ di mezzi una societ costituita da professionisti per lacquisto e la gestione in
comune di beni strumentali allesercizio individuale delle rispettive professioni ( una societ di
produzioni di servizi e non di unattivit professionale).
Ad es: due medici per dividersi le spese di studio, costituiscono una societ per la gestione di
ogni aspetto non strettamente professionale delle loro attivit. Una tale societ non ha per
oggetto lesercizio della professione medica; questa infatti svolta dai singoli medici.

75

Le societ di
servizi
imprenditoriali

Le societ di servizi imprenditoriali sono le societ che offrono sul mercato un servizio
complesso, per la cui realizzazione sono necessarie prestazioni professionali di soci o di terzi
ma che sono di carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla
societ.
Classico esempio la societ di engineering: lattivit di tale societ non si esaurisce nella
semplice progettazione di opere di ingegneria, ma comprende anche ulteriori prestazioni quali la
realizzazione e la vendita di impianti ed attrezzature industriali. Queste societ svolgono
unattivit che non identificabile con quella propria degli ingegneri e degli architetti dato che
lelaborazione dei progetti solo parte di una ben pi complessa attivit di natura
imprenditoriale.

76