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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

PRIMO QUADRO
NEI CIELI. IL SIGNORE, CIRCONDATO DAUEROLA, SUL TRONO. UNA SCHIERA DI ANGELI, IN GINOCCHIO. PRESSO IL TRONO, IN PIEDI, I QUATTRO ARCANGELI. IMMENSO FULGORE
CORO DEGLI ANGELI

Gloria nellalto al Dio nostro: esaltino la terra e il vasto cielo quegli che con una sua parola ha fatto vivere il tutto e che il tutto pu disperdere con uno sguardo solo. Egli lintegra forza, la saggezza, il gaudio. Noi altro non siamo che lombra chegli getta su noi, e ladoriamo per linfinita grazia daverci concesso dessere ombra del suo splendore! Leterna idea s fatta corpo, la creazione ormai compiuta. E il Signore attende da tutto ci che per lui vive lesaltazione degna.
IL SIGNORE

S, la grande opera compiuta. Il creatore riposa, gli universi si muovono. E gireranno sui loro perni per milioni danni avanti che un solo raggio sia sviato. Su, dunque, geni tutelari degli astri, su! Avviate nellinfinito il vortice senza fine, ed io gioisca nel veder roteare ai miei piedi i mondi.
<I GENI TUTELARI DEGLI ASTRI>

(corrono, e fanno roteare globi di pi grandezze, singoli o a coppie, comete e nebulose pur esse diverse nellentit misurabile e nel colore, il tutto con veloce transito accosto al trono. Sommessa musica nelle sublimi sfere.)
CORO DEGLI ANGELI

Come superbo del suo gran risplendere passa quel fiammante globo! E dona la sua luce, senza che se navveda, a un esiguo grappolo di stelle. Una di esse, per il debole lucore che riceve, la crederesti piuttosto una fioca fiammella; invece, un immenso mondo popolato di milioni di vite . Ecco due globi che paiono lottare luno contro laltro: ora si avvicinano, ora si respingono E lalterna vicenda per essi la mirabile guida perch sia esatta la loro orbita nei celesti spazi. E unaltra sfera savventa gi con fragore di tuono. Trema lanimo nel vederla allontanarsi colma di rombo; eppure vivono in essa, in dolce pace, innumerabili creature felici! E quanto modesta quella che un giorno diventer la stella dellamore Oh, sia sempre su lei una benigna mano protettrice per la consolazione in eterno del genere umano! Ecco: laggi c il sorgere di nuovi mondi, quaggi il sepolcrale buio dei mondi morti Conforto, gli uni, agli scorati; monito, gli altri, ai vanitosi. Come per voler turbare lordine arcano, sappressa la spaventosa forma di una cometa Ma tosto che il verbo del Signore si fa intendere, la sua corsa obliqua si rif armoniosa. E ora vieni, tu, diletto giovane spirito, col tuo alterno imbrunire e risplendere, col tuo ammantarti or di bianco or di verde Che lalto cielo ti benedica! Vieni innanzi sicuro, non cedere mai allo sgomento! Nei tuoi brevi limiti si porranno in lotta idee di trasfiguratrice potenza. E il bello e lorrido e il riso e il pianto in te si susseguiranno tal quale la primavera e linverno; e la luce e lombra appariranno come lalternanza della gioia e della collera del Signore. (Qui, terminato il loro compito, i geni tutelari degli astri scompaiono.)
LARCANGELO GABRIELE

A te, che hai circoscritto linfinito creando in esso la materia; a te che con una sola parola hai generato limmensit della distesa e della lontananza: osanna a te, o Idea! (Singinocchia.)
LARCANGELO MICHELE

A te, che unisci il perpetuo mutevole al tutto immutabile, creando insieme il tempo che scorre e linfinito eterno, i singoli individui e le generazioni: osanna a te, o Forza! (Singinocchia.)
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LARCANGELO RAFFAELE

A te, che spargi la beatitudine donando alle creature la coscienza della tua saggezza per cui luniverso intero sillumina: osanna a te, o Bont! (Singinocchia. Pausa.)
IL SIGNORE

E tu Lucifero, taci, immobile e presuntuoso? Non trovi, tu, alcuna parola desultanza? O forse non c nulla che ti piaccia in ci che io ho creato?
LUCIFERO

E che cosa dovrebbe piacermi? Dovrebbe piacermi che con un po di materie dotate di varie peculiarit quali forse, prima del loro manifestarsi, neppure tu supponevi, e che in ogni modo non avresti pi avuto animo di mutare, hai messo insieme alla rinfusa una quantit di sfere grandi e piccole, che si attirano, si incalzano, si respingono? Io dico che se anche la materia sveglier la coscienza in qualche verme, a lungo andare la coscienza andr smarrita, si estinguer del tutto, fino a lasciar dietro di s una inutile impassibile scoria roteante. Luomo, poi, il giorno in cui carpir questo tuo segreto, sadoperer a giungere al tuo stesso risultato con i suoi alambicchi. Sei tu che hai ammesso luomo nella tua grande fucina; e cos dovrai tollerare che si metta ciabattando a preparare intrugli, e per di pi perdonargli se farnetica di sentirsi anchesso un dio. E se alla fine, maldestro, guaster irrimediabilmente ogni cosa, ti adirerai con stizza del tutto vana perch, che altro puoi aspettarti da un dilettante? E, in definitiva, che scopo ha questa creazione? Hai composto un inno per la tua gloria, e lo hai immesso in uno strumento di incerta risonanza e non ti annoi a sentir suonare sempre e poi sempre il medesimo ritornello? degno effettivamente di un vegliardo pari tuo questo gioco che pu attrarre al pi il cuore di un fanciullo? Un gioco in cui una piccola scintilla sprizza nel fango ed imita il Signore, senza sapere che del Signore limmagine svisata e non affatto limmagine vera. Un gioco in cui destino e libert si perseguitano a vicenda anzich comporsi in armonia.
IL SIGNORE

A me dovuta la venerazione, non la critica vana!


LUCIFERO

E io altro non posso darti che ci di cui son fatto (addita gli angeli.) Ti loda gi abbastanza quella schiera sottomessa e daltronde conviene chessa ti esalti. Per questo lhai creata, come la luce crea lombra, Ma io esisto fin dalleternit.
IL SIGNORE

Ah, impudente! Non sei nato anche tu dalla materia? Doverano mai, prima, il tuo regno e la tua forza?
LUCIFERO

una domanda, questa, che anchio potrei farti, uguale.


IL SIGNORE

Dallinfinito del tempo gi viveva in me, concepito, il tutto che ora qui splende.
LUCIFERO

E nou hai sentito il vuoto che saggirava intorno alle tue idee? Il vuoto chera ostacolo alla vita, cos che, infatti, sei stato costretto a creare? Io, io Lucifero, ero quellimpedimento. Io, che sono leterno spirito della negazione. Mi hai vinto, perch io non posso che soccombere nella lotta. Cadere sempre il mio destino; ma per risorgere di volta in volta con forza rinnovellata. Tu desti una forma alla materia, ma io non smisi mai di guadagnare spazio. E accanto alla vita ora la morte, accanto alla felicit lo scoramento, lombra accanto alla

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

luce; e il dubbio sguita la speranza. Ecco, vedi: io sono dove tu sei: dappertutto. Sicch ti conosco bene. E conoscendoti bene dovrei in pi piegar la fronte per riverirti?
IL SIGNORE

Via da me, spirito ribelle, via! Potrei annientarti, ma non voglio. Per ti dico che relegato di l da ogni legame spirituale, estraneo odioso dovunque tu sia, lotterai sempre fra la scoria. Ti accompagner nella implacata solitudine lossessivo pensiero di scuotere inutilmente la tua pesante catena terrestre: perch vana la tua battaglia contro il Signore!
LUCIFERO

No: non puoi respingermi da te con tanta facilit, come strumento diventato superfluo. Fu dentrambi la creazione, e ora pretendo la mia parte.
IL SIGNORE (con ironia)

Sia come tu vuoi. Volgi lo sguardo gi sulla terra. Fra gli alberi dellEden, proprio nel mezzo ve n due altissimi chio ora maledico: quelli son tuoi.
LUCIFERO

S, sei gran Signore, ma misuri con mani avare. Tuttavia, a me basta un palmo di terra: perch vi metta piede la mia negazione. Da l rovescer il tuo mondo. (Si avvia.)
CORO DEGLI ANGELI

Via, via dal cospetto di Dio, maledetto! E osanna a te, Signore, datore della Legge.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

SECONDO QUADRO
NEL PARADISO TERRESTRE. AL CENTRO LALBERO DEL SAPERE E LALBERO DELLA VITA ETERNA, VENGONO INNANZI ADAMO ED EVA ACCOMPAGNATI DA VARI ANIMALI DI MITE DOMESTICHEZZA. DA UNO SQUARCIO DEL CIELO, SIMILE A UNA GRANDE PORTA APERTA, IRROMPE IL FULGORE DELLA LUCE, GLORIA INESAUSTA DEL SIGNORE, GIUNGE IL SOMMESSO ARMONIOSO CORO DEGLI ANGELI. GIORNO DI GRAN SOLE
EVA

Vivere! Ah, che cosa dolce e bella!


ADAMO

E aver tutto per noi!


EVA

E sentirsi protetti, e altro noi non dovere che parole di gratitudine a chi ci dona questa grande gioia.
ADAMO

Vedo fin dora che per te la soggezione regola di vita. Ho sete, Eva. Guarda come ammiccano allettanti verso di noi quei frutti.
EVA

Ne colgo uno.
LA VOCE DEL SIGNORE

Fermati! Fermati! Tutta la terra tua, Adamo: ma quei due alberi devi evitarli. Un altro spirito domina nei loro frutti seducenti, e chi li assaggia muore. Vedi? Laggi dove rosseggiano i filari delluva una dolce ombra si offre alla tua quiete, se ti assale larsura di questo acceso meriggio.
ADAMO

Strano divieto Tuttavia, sembra assai severo


EVA

Perch mai questi due alberi sono pi belli degli altri? E perch la proibizione proprio per essi?
ADAMO

Perch Ma ti chiedi forse perch azzurro il cielo e perch verde il bosco? cos, e tanto basta. Ubbidiamo al divieto. Sguimi, Eva. (Vanno a sedersi dove il frascame fa ombra.)
EVA

Posa il capo sul mio petto, Adamo. Con la mano mover laria per darti refrigerio di frescura.
(Una gran folata di vento, e Lucifero, non visto dai due, appare tra le fronde.) ADAMO

Che mai questo, donna? Non mi accadde ancora di sentire una cosa simile Come se una estranea forza ostile si fosse scagliata contro di noi.
EVA

Io tremo. Anche le celesti armonie non si odono pi.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Per, qui sul tuo petto, a me sembra di udirle ancora.


EVA

Anchio, se si offusca quellalto raggio di gloria, subito lo ritrovo ne tuoi occhi, Adamo. E dove altrimenti potrei trovarlo se non in te, io che fui chiamata alla vita dal tuo caldo desiderio? Cos come il sublime disco solare per non essere solo nelluniverso si specchia sullacqua e gioca con essa, pien di giubilo davere in lei una compagna, scordando magnanimo che quella soltanto un povero riflesso del suo fuoco ardente, destinato a sparire assieme a lui, col tramontare di lui.
ADAMO

Non parlare cos. Eva, chio sento darrossire. Che importa aver voce se non c chi la intende? Che sarebbe un raggio se un colore non lo ravvivasse? E che sarei io stesso se, come in una eco o come in un fiore, non si spandesse in te ogni volta pi bello lessere mio, fino a condurmi allamore di me stesso?
LUCIFERO

Ma perch sto ad ascoltare queste sdolcinature? Meglio se risolvo dandarmene: c pericolo altrimenti che la mia fredda ragione finisca per invidiare quelle puerili sentimentalit. E grande sarebbe allora la mia vergogna. (Un fringuello prende a cinguettare da un ramo vicino.)
EVA

Senti, Adamo? E dimmi: comprendi il canto damore di quella giubilante creatura?


ADAMO

Ascoltavo or ora il mormorio del ruscello un canto uguale.


EVA

Quale meravigliosa armonia mai questa! Voci dissimili, ma il senso sempre uno solo.
LUCIFERO

Ma perch indugio ancora? Ors, allopera! Ho pur giurato la loro perdizione, e sia dunque cos Tuttavia, mi sento sullorlo del dubbio. Mi chiedo se non lotto invano contro di loro con le armi ingannevoli ed allettanti del sapere e dellambizione. Essi hanno come riparo, per far s che il cuore non ceda e ritrovi vigore nelle cadute, il sentimento. Ma perch mi arrovella? Solo chi osa vince! (Una folata di vento, come la prima.)
<LUCIFERO> (compare davanti alla coppia atterrita, con una risata, mentre la gran luce sinfosca)

Che state sognando? (Ad Eva che sta per sfuggire) Fermati, vezzosa creatura. Concedi anche a me di ammirarti per un attimo! (Eva si ferma e a mano a mano si rinfranca.)
<LUCIFERO> (a parte)

Questa la vanit che vedremo rinnovarsi per milioni e milioni di volte (Forte, alluomo) E tu, Adamo, hai paura?
ADAMO

Paura di te, miserabile forma?


LUCIFERO

(a parte) Davvero un degno prototipo dellorgoglioso genere umano


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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Ad alta voce) Ti saluto, spirituale fratello!


ADAMO

Ma chi sei, tu? E dimmi: vieni dagli sprofondi o dalle altezze?


LUCIFERO

Come vuoi: per me uguale.


ADAMO

Non sapevo che altri esseri umani esistessero, in pi di noi.


LUCIFERO

Eh, molte e molte altre cose esistono, che tu non sai e che non potrai sapere. Credi forse che quel buon vecchio ti abbia creato dalla polvere per poi spartire con te il mondo? A te il compito di lodarlo perch lui ti sostenta. Ti dice: Prendi questo e non aver timore di questaltro. Ti protegge e ti guida come si fa con una pecora. Non hai neppur bisogno di riffettere, di conoscere.
ADAMO

Di conoscere? E non conosco io gi, poich lo sento, il benefico raggio del sole? E non sono gi in me la dolcezza dellesistere e linfinita grazia del Signore che ha fatto di me il padrone di questa terra?
LUCIFERO

Tale probabilmente si ritiene anche il minuscolo verme che intacca il frutto prima che tu lo mangi: e anche laquila che piomba sul fringuello. Che cos che ti fa pi nobile di loro? Riluce in te soltanto una scintilla, atomo duna forza infinita: lo stesso del trascorrere duna spuma di ruscello che brilla un attimo prima di cadere sperduta nel fondo grigio dellalveo comune. Forse, s, un qualcosa che ora dorme inconsapevole nel tuo cuore potrebbe emanciparti e consentirti la forza di scegliere fra il bene e il male, disponendo cos del tuo destino, sciolto da colui che ti protegge. E questo qualcosa il pensiero. Ma forse, come il verme nello strame, preferisci vegetare nel molle cerchio che ti serra e condurre nellignoranza la tua vita. Assai comodo acquietarsi in una fede. Faticoso, invece, ma nobile, reggersi da s.
ADAMO

Dici cose troppo grandi; che mi stordiscono.


EVA

Cose nuove e belle; che mi entusiasmano.


LUCIFERO

Per il sapere non basta a realizzare le opere meravigliose. Ci vuole anche limmortalit. Che cosa pu esser compiuto, infatti, nei limiti duna sola vita tanto breve? Questi due alberi celano i due beni supremi: e proprio questi ti sono vietati dal tuo creatore. Ma se tu assaggi i frutti delluno saprai tutto ci che sa il tuo Dio, e se cogli i frutti dellaltro avrai leterna giovinezza.
EVA

Davvero spietato il nostro creatore!


ADAMO

Ma se cinganni? (Torna a ravvivarsi un po la luce del cielo.)


CORO CELESTE

Guai a te, o terra: sei tentata dalla negazione primordiale.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LA VOCE DEL SIGNORE

Attento, uomo, attento!


ADAMO

Che voce , daccapo, questa?


LUCIFERO

il vento che scuote i rami Aiutatemi, elementi, a far vostro luomo. (Folate e folate di vento. Di nuovo sinfosca la luce.) Questi due alberi sono miei!
ADAMO

Chi sei, dunque? Non sembri diverso da noi.


LUCIFERO

Guarda lass laquila che rotea fra le nubi, guarda qui sotto la talpa che scava nel terriccio. Ben dissimile il loro orizzonte. Il mondo degli spiriti si trova di l del cerchio del tuo sguardo, e cos tu credi luomo la creatura di pi alta elezione. Ma anche per il cane un cane rappresenta lideale pi alto, e crede di onorarti scegliendoti per compagno. E allo stesso modo che tu invece lo disprezzi e gli stai sopra a segnarne il destino, che puoi renderglielo benigno o tristo, cos noi, partecipi superbi del mondo degli spiriti, stiamo su voi con uguale alterezza.
ADAMO

Saresti tu, allora, uno di quegli spiriti?


LUCIFERO

S; e il pi forte tra i forti. Stavo sul trono dappresso al Signore, col diritto daver per me una parte del suo serto di gloria.
ADAMO

Come mai non sei rimasto nel raggiare dei cieli? Perch sei disceso qui, in questo mondo di polvere?
LUCIFERO

Ormai ero stanco di sentirmi al secondo posto. Mi noiava la monotonia di quellesistere nel mai smesso ritmo uguale di quel celeste coro di voci fanciullesche che tutto loda e nulla disapprova. Per me si conviene piuttosto la lotta; ambisco il contrasto che crea forze sempre nuove, slancio di mondi nuovi dove lanima saccresce e dove pu seguirmi solo chi possegga ardimento.
ADAMO

Dio ha detto che ci punir se seguiamo altra via che non sia quella segnata da lui.
EVA

Perch dovrebbe punirci? Se ha tracciato la via per la quale vuole che si vada, ci ha creati al tempo stesso tali che tendenze perverse non ci sviino. Perch mai ci avrebbe posti sullorlo dun abisso, preda delle vertigini, cos votandoci alla dannazione? Se poi il peccato nei suoi disegni, come il turbinare della tempesta a lato dei giorni sereni, chi potr mai asserire che la tempesta col suo rombare pi colpevole del sole che, scaldandoci, tien desta la vita?
LUCIFERO

Ecco: gi c il primo filosofo! Ne verr dopo di te, mia leggiadra sorella, una schiera lunga lunga che in milioni di modi sarroveller sullo stesso tema. Molti impazziranno, altri indietreggeranno, nessuno toccher lapprodo. Dunque, smettete questi ragionamenti. Ogni cosa si mostra in cos tanti aspetti che se uno volesse

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

considerarli tutti non solo non arriverebbe mai a una conclusione, ma, peggio, finirebbe per saperne meno di prima. Il ragionamento sottintende la morte dellazione.
EVA

Allora io colgo uno di quei frutti.


ADAMO

No: il Signore li ha maledetti (Poich Lucifero ride, Adamo prorompe:) Ebbene, fai pure donna. Cogli, e avvenga quel che vuole avvenire. Intanto acquisteremo la stessa sapienza di Dio. (Prima Eva e poi Adamo assaggiano il frutto del sapere.)
EVA

E poi, la giovinezza eterna.


LUCIFERO

Qui, venite qui. Lalbero dellimmortalit questo Spicciatevi! (Sospinge i due verso il secondo albero. Ma un Cherubino si para loro davanti, con in mano la spada fiammeggiante.)
IL CHERUBINO

Peccatori, indietro!
LA VOCE DEL SIGNORE

Adamo, Adamo, mhai abbandonato: e tabbandono anchio. Ora vedrai, rimasto solo, ci di cui sei capace.
EVA

Ah, siamo perduti!


LUCIFERO

Gi vi scoraggiate?
ADAMO

Non pensarlo! solo il brivido del risveglio. Via di qua, mia donna. Dobbiamo andare; dovunque si sia portati! Via! Ormai straniero per noi, e squallido, questo luogo.
CORO CELESTE

Piangete lacrime fraterne. Ha vinto la menzogna: e la terra perduta.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

TERZO QUADRO
PAESAGGIO AMENO, CON PALME, FUORI DEL PARADISO TERRESTRE. UNA PICCOLA ROZZA CAPANNA DI LEGNO. ADAMO STA CONFICCANDO DEI PALI NEL TERRENO PERCH SERVANO DI RECINTO. DA PARTE SUA, EVA ASSESTA UN PERGOLATO. PRESENTE ANCHE LUCIFERO
ADAMO

Questo spiazzo mio: sar esso la mia dimora, in cambio delluniverso. E lo difender dagli animali protervi e lo costringer a darmi i suoi frutti.
EVA

Ed io far s che questa pergolato sia uguale a quello che avevamo prima, onde a noi torni lincanto dellEden perduto.
LUCIFERO

Quali grandi parole, le vostre! La famiglia e la propriet: perni propulsori del mondo, cagione di ogni letizia e di ogni pena. Questi due concetti si dilateranno continuamente e diventeranno la patria e lindustria, generatrici di grandi e provvide cose, ed insieme divoratrici dei loro stessi figli.
ADAMO

Parli enigmaticamente. Tu mi hai promesso il sapere ed io per acquistarlo ho rinunciato ai piaceri dellistinto accettando la lotta pur di esser grande. E qual il risultato?
LUCIFERO

Non lo senti?
ADAMO

Sento che come Dio mi ha abbandonato gettandomi nella solitudine con le mani vuote, anchio ho abbandonato lui. E ora sono il dio di me stesso, e ci che nella lotta ottengo meritatamente mio. In questo risiedono la mia forza e il mio orgoglio.
LUCIFERO (a parte)

Presuntuoso fantoccio, ora ti ridi del cielo. Ma vorr vederti il cuore non appena nel cielo vi sia il guizzo dei lampi.
EVA

Quanto a me, il mio orgoglio riposto nel fatto che sar la madre del genere umano.
LUCIFERO (ancora a parte)

Magnifico ideale quello che riempie il cuore della donna: eternare la miseria del peccato!
ADAMO

Di che dovrei gratitudine a Dio? Del mio semplice esistere? Ma questa vita, se pur metta conto di portarne il peso, non che la resultante del mio travaglio. Il piacere dun sorso dacqua devo pagarlo col tormento dellarsura; il miele di un bacio ha per prezzo labbattimento che lo segue. Tuttavia, per essere sciolto da ogni vincolo di soggezione e trovarmi libero di creare e anche di distruggere la mia sorte, e con la sorte quantaltro scaturisce dai miei progetti, dico che forse non avrei avuto neppur bisogno del tuo aiuto: sarebbero bastate le mie sole forze. Tu non mi hai liberato dallopprimente viluppo che costringe il mio corpo a strisciare sulla polvere della terra. E sento che la mia anima fiera fermata da un qualcosa di cui non so il nome. Un qualcosa che forse sottile come un capello, e di ci dunque maggiormente mi vergogno. Vedi? Se mi slancio in alto, il

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

mio corpo ricade; se spio i segreti delle lontananze, locchio e lorecchio si rifiutano di servirmi; e se la fantasia ascende, la fame mi costringe subitamente a ridiscendere, meschino, sulla materia calpestata.
LUCIFERO

Quel qualcosa che ti lega pi forte di me.


ADAMO

Ah, s? Allora sei uno spirito ben debole se quellinvisibile ragnatela, quel niente di cui, a milioni, gli esseri neppur saccorgono, dibattendovisi con la credulit desser liberi, fatta eccezione per pochi spiriti superiori, se quel niente, ripeto, pu contendere con te.
LUCIFERO

Solo quel niente pu contendere con me: perch anchesso uno spirito. E tu certo credi che, in quanto agisce di nascosto e in silenzio, esso non sia forte. Errore. Quegli che pu creare un mondo e pu anche distruggerlo, si ravvolge nellombra: perch la sua vista darebbe le vertigini. Solo ci che fa luomo, la cui vita fuggitiva, risplende e fa chiasso.
ADAMO

Lascia dunque chio assista almeno per un istante allopera sovrumana. Sai che il mio petto racchiude forza bastevole. Vorrei vedere in qual modo essa agirebbe su me: che sono libero e saldo.
LUCIFERO

Sono: che parola insensata! Fosti e sarai. Eterno divenire ed eterno perire: cos ogni vita. Guarda invece attorno: e cerca di vedere con gli occhi dello spirito.
ADAMO

(Tutto quello a cui accenna si andr facendo di mano in mano visible.) Quale mai onda quella intorno a me che sale incessante verso lalto e si sdoppia e savventa precipite verso i poli con voce duragano?
LUCIFERO

il calore che porta vita alle plaghe ghiacciate.


ADAMO

E questi due flutti di fiamma che mi corrono accanto rombando, e m fatica non lasciarmi trascinare mentre ne sento tuttavia leffetto vivificante al pari dunebbrezza, che cosa sono?
LUCIFERO

La forza magnetica.
ADAMO

Sotto di me la terra trema. Quel che io ho finora ritenuto compatto e informe diventato materia in ebollizione: che lotta, irresistibile, per esistere, e per darsi una forma, laggi come cristallo, quaggi come germoglio Oh, in mezzo a questo caos, dove se nandr la mia individualit? Che ne sar del mio corpo in cui, stolto, tanto fidai, credendolo saldo, per realizzare i miei grandi progetti, cresciuti nella mia grande ambizione? Fanciullo viziato, che in me ora sussisti per darmi gioie e dolori parimente, altro non sarai che una manciata di polvere; e ci che ti animava diventer acqua ed aria senza peso. Lacceso colore della gioiosa vita vaporer sperso come nuvola. Ogni mia parola e ogni idea del mio cervello consumeranno or questa or quellaltra parte del mio essere. Arder. Ed il fuoco vorace sar forse attizzato da un misterioso spirito che vorr scaldarsi durante il mio incenerimento Via da me, visioni che mi conducete alla follia! Come lottare contro centinaia di elementi, sapendosi abbandonati? una tortura orrenda! Perch respinsi la provvidenza? Il mio istinto laveva avvertita senza per apprezzarla. Adesso la mia ragione la vorrebbe ma ormai tutto inutile, inutile.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EVA

Dici giusto, Adamo. Sento anchio come te Quando lotti con le belve o quando io mi sento stanca del lavoro nel nostro giardino, se getto uno sguardo nel mondo n in cielo n in terra mi appare un sol viso fraterno ed amico; nessuno che incoraggi e protegga. Ah, non era cos una volta, nel tempo felice.
LUCIFERO (beffardo)

Ma se avete anime cos miserine che vi prendono i brividi freddi se non c una mano che vi sostiene; se avete tanto bisogno di star sottomessi, vuol dire che evocher per voi un dio ben pi pietoso che non laspro vecchio: lo spirito della terra. Lo conosco: fa parte del coro celeste: un fanciullo bello e modesto Su, spirito, appari: invano resisteresti: ti chiama, e chi altri loserebbe?, la primordiale negazione! (Dalla terra si sprigionano fiamme; una nuvola nera e densa si forma - solcata dallarcobaleno - che terribilmente romba.)
LUCIFERO (arretrando)

Chi sei tu, visione paurosa? Non ho chiamato te. Il genio tutelare della terra ha sembianze di mansuetudine.
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Quegli che nel coro celeste ti appare mansueto, nella sfera sua propria invece forte ed infinito. Son qui perch m fatto obbligo di ubbidire se uno spirito chiama. Per, ricordati: altro levocarmi, altro il dominarmi. Se assumessi il mio vero aspetto, quei due poveri vermi sarebbero annientati, e tu stesso schianteresti a terra.
LUCIFERO

Allora dimmi come potr avvicinarsi, a te cos fiero, luomo che vuole accettarti per suo dio.
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Mi trover commisto allacqua, sparso nel nembo, steso sui prati: dappertutto dovegli guardi con forte desiderio e con elevato pensiero. (Scompare.) (Leggiadre ninfe popolano i boschetti e le fontane.)
EVA

Guarda questi gentili volti fraterni! Guarda con quanta grazia ci salutano. Non siamo pi soli e abbandonati. Con loro arrivata la felicit in mezzo a noi. Ci conforteranno nel dolore, ci consiglieranno per il meglio nei nostri dubbi.
LUCIFERO

Certo, migliori consiglieri non potevate avere di queste leggiadre figurazioni, voi che nel chiedere gi sapete ci che volete: la loro risposta corrisponde sempre al vostro desiderio. Guardano sorridendo i cuori ignari, e con sembiante di orribile mostro quelli che disperano. Vi appariranno in cento forme, mutevoli sempre: ombra fresca al filosofo indagatore, ideale perpetuo dei sempre giovani cuori
ADAMO

Che significa questa rutilante fantasmagoria che mi si svolge davanti? Io non la capisco. Per me, essa un aggiuntivo mistero. Non tenermi pi a bada, Lucifero. Fa chio sappia tutto, cos come hai promesso.
LUCIFERO (a parte)

Un giorno ti sar amaro questo sapere Rimpiangerai la tua ignoranza. (A voce alta) Abbi pazienza. Sai pure che anche un solo attimo di gioia devi meritarlo con la lotta. Navrai di cose da imparare, navrai di delusioni da subire prima di capire tutto.
ADAMO
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

facile, a te, parlare di pazienza: ti davanti leternit. Ma io non ho potuto mangiare i frutti della vita. La mia esistenza, perch tanto breve, mi sprona ad affrettarmi.
LUCIFERO

Tutto ci che vive, lalbero secolare come linsetto effimero, vive ugualmente a lungo. Vive, gioisce, ama, e soccombe quando, compiuta la sua giornata, ha soddisfatto i suoi desideri. Non il tempo che cammina: siamo noi che cambiamo; e un secolo e un giorno sono suppergi la stessa cosa. Non temere: anche tu raggiungerai il tuo fine. Per non devi credere che in questo corpo di fango sia racchiusa lessenza umana. Hai visto le formiche e le api? A migliaia e migliaia le operaie vanno e vengono stupidamente, sincalzano alla cieca, si smarriscono, scompaiono. Ma la totalit vive come un unico individuo imperituro, e lavora con fermezza per realizzare il piano prestabilito. Finch non venga la fine estrema per cui anche il tutto perisce. Lo stesso per il tuo corpo: che si dissolver in polvere. Ma risorgerai in cento forme, senza che nulla tu debba ricominciare. I peccati li sconterai nel tuo figliolo. Continuer in lui persino la tua gotta. E ci che avrai provato e sentito ed appreso rimarr tuo per milioni di anni.
ADAMO

Ci pu forse consolare un vegliardo. Ma il mio cuore giovane anela a ben altro. Anela ad unocchiata nel futuro: fa dunque che veda perch devo lotfare e quel che dovr sofirire.
EVA

Anchio vorrei vedere se in queste tante tramutazioni non perisca o diminuisca la mia grazia.
LUCIFERO

E sia. Chiamo su voi un incantesimo per il quale vedrete lavvenire fino al suo termine negli aspetti fuggevoli del sogno. Ma se quel termine poi vi apparir come inutile, e troppo ardua la lotta che vi aspetta, non lasciatevi abbattere: non disertate la lotta. Vi dar un breve raggio del cielo, e per esso crederete che tutto quanto avrete visto non fu che visione menzognera Quel lieve raggio la speranza! (Intanto conduce Adamo ed Eva nella capanna: dove i due saddormentano.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

QUARTO QUADRO
IN EGITTO. DAVANTI SAPRE UN PORTICO. ADAMO, NELLASPETTO DI UN GIOVANE FARAONE, SIEDE SUL TRONO. GLI ACCANTO, IN VESTE DI SUO MINISTRO, LUCIFERO. A RISPETTOSA DISTANZA, UNO SPLENDIDO CORTEGGIO. NELLO SFONDO, SCHIAVI LAVORANO ALLA COSTRUZIONE DI UNA PIRAMIDE, SORVEGLIATI DA GUARDIANI LE CUI FRUSTE SONO GARANZIA DI RIGOROSA DISCIPLINA. GIORNO CHIARO
LUCIFERO

Maest, il tuo popolo, che darebbe felice il suo sangue per te, ti domanda ansioso quale sia mai langustia che non lascia riposare sui cuscini del trono il gran Faraone. Perch eludi le gioie del giorno e i sogni arridenti della notte e non affidi la cura dei tuoi grandi progetti allo schiavo cui un tal compito spetta, quando gi tua ogni gloria del mondo, e cos il potere e quanti sono i piaceri a disposizione delluomo? Ti appartengono gli immensi tesori di cento province; per te saprono i calici dei pi fragranti fiori, per te maturano i pi dolci frutti Verso di te sospirano i cuori di migliaia di donne: la bionda bellezza dagli occhi languidi, vagheggiata immagine della gentilezza e del delicato sentire, ugualmente che la belt della bruna dagli occhi incendiati di ardore e dalle anelanti labbra; tutte, tutte sono tue. La loro sorte dipende dal tuo capriccio. Esse sanno che la loro missione si compie sol con lallietare un tuo momento
ADAMO

Niente di ci mi attira, perch mi offerto come obbligato tributo. Mi giunge senza chio debba lottare e dunque non ho ragione di compiacermene. Osserva invece lopera che sto innalzando: credo daver trovato, con essa, la strada pi giusta per arrivare alla vera grandezza. tale opera che la natura medesima non potr non piegarsi ad ammirarla: essa far vivere il mio nome nei millenni. N terremoti n uragani riusciranno mai ad abbatterla. Ormai luomo pi forte di Dio.
LUCIFERO

Sii sincero, Faraone: una mano sul cuore e dimmi se sei davvero felice in questo tuo miraggio.
ADAMO

No. Sento lo stesso un vuoto, un vuoto indicibile Ma non importa. Io non vado in cerca della felicit, bens della gloria. E la gloria mi davanti. Mi basta che la folla non savveda del mio tormento. Compiangendomi, cesserebbe di adorarmi.
LUCIFERO

Ma se un giorno taccorgessi che la gloria un luminello tanto vano quanto stolto?


ADAMO

Non possibile.
LUCIFERO

Tuttavia, se fosse cos?


ADAMO

Ne morrei, maledicendo il mondo del futuro.


LUCIFERO

Anche se convinto, non ne morirai. Viceversa, ricomincerai daccapo, con lo stesso risultato di prima. (I guardiani percuotono con tale violenza uno degli schiavi che questi, urlando di dolore, irrompe, inseguito, nel portico, e si accascia ai piedi del trono.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LO SCHIAVO

Aiuto, mio signore! (Eva, nellaspetto di moglie dello schiavo, esce dalla schiera dei lavoranti e si getta sul marito, con un grido dambascia.)
EVA

Inutilmente lo supplichi. Chi non soffre non capisce il patire altrui. La voce del dolore si abbatte troppo in basso per un trono cos alto. Chiama me, piuttosto. Ti far scudo e quei colpi cadranno sul mio corpo.
ADAMO

(ai guardiani che, avventandosi, vorrebbero trascinare via lo schiavo e la moglie) Lasciateli. E andatevene. (I guardiani sallontanano.) Quale ignoto sentimento minvade lanima? E chi questa donna? Che magia in lei da incatenare a s il grande Faraone mentre essa si contorce tutta nella polvere? (Si alza.)
LUCIFERO

Niente pi che uno dei tanti fili coi quali, irridendo, ti avvolge il tuo Signore per costringerti a ricordare di essere non pi che un bruco anche se, presuntuoso, cerchi di levarti a volo come se di gi farfalla. Hai visto or ora quant forte quel filo sottile sottile Sfugge dalle dita, e proprio per questo io non posso strapparlo.
ADAMO

(scende i gradini del trono) E non tentare neppure. Pi mi serra e pi m gradito.


LUCIFERO

Ma non risponde a dignit che un sovrano, o un sapiente, soffra e gema entro quel filo.
ADAMO

Che dovrei fare, allora?


LUCIFERO

Nullaltro che questo: metterti a negare col tuo sapere lesistenza di quel filo; come daltronde ne ridono la forza e la materia.
ADAMO

Io non so n deriderlo n negarlo.


EVA (allo schiavo)

Caro, il sangue scorre Ma lo fermer. Ti fa male?


LO SCHIAVO

Solo il vivere mi fa male. Ma non pi per molto, ormai.


EVA

Non dir cos. Saresti vissuto invano fino a questi giorni se tu morissi ora che mhai ritrovato.
LO SCHIAVO

Perch vive lo schiavo? Per portar pietre alla piramide del potente. Poi, messa anche la sua prole sotto lo stesso giogo, muore. Milioni per uno.
ADAMO
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Tremende parole, Lucifero.


LUCIFERO

Parole di uno che delira.


ADAMO

Che altro ha detto?


LUCIFERO

Non te ne curare, Faraone. Gran cosa davvero, questa di uno schiavo di meno sulla terra!
EVA

Per te, un numero insignificante; per me, invece, tutto un mondo. (Allo schiavo) Come potr riavere, caro, il tuo amore?
LO SCHIAVO

Il mio non pi. Dimenticami, mia compagna, per sempre. (Muore.)


ADAMO

Ti accolgo io, donna. Portate via il morto. (Viene sollevata la spoglia.) Ascendi i gradini, donna, fino a me. Il tuo posto sul trono. Siamo tutte due sovrani: io della forza e tu della grazia. Prima o poi dovevamo incontrarci.
EVA

Gran Faraone, so bene ch in te decidere la sorte di una schiava; e non mi oppongo. Solo ti chiedo: lasciami un po di tempo tutto mio, e poi comanda.
ADAMO

Non dir questa parola! Il mio potere, dunque, non va pi in l del mio comando?
EVA

Ti basti ora conoscere che il tuo comando non mi d pena. Ma non invidiare al morto le lacrime di questi momenti. Vedi com bello, anche spento? Dio, quanta bellezza, pur nella morte! (Si getta sulla spoglia.)
ADAMO

Morte e bellezza! Quale contrasto Tanta composta serenit si fa scherno delle nostre mire o un pietoso concedere alle nostre vanit?
LUCIFERO

Lo schiavo liberato dalla morte ti dice a sfida: Ora sono pi forte delle tue catene.
ADAMO

Pace ai morti e gioia a chi vive. Lui non sente pi il tuo pianto, donna, ed io soffro se non ho il tuo sorriso. (La spoglia portata via. E Adamo conduce Eva sul trono.) Al mio fianco, donna! (Si levano lamenti fra gli schiavi. Eva trasale.) Che hai, mio amore?
EVA

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Non senti i gemiti del popolo?


ADAMO

Li sento, per la prima volta! Ah, non davvero una musica che possa dar piacere. Ma tu non farci caso. Baciami e scordati del mondo. (A Lucifero) Fai tacere quel lamento.
LUCIFERO

Non posso. un diritto del popolo. Lo ha ereditato insieme col giogo. (Si odono daccapo i gemiti. Eva manda un grido. Adamo balza in piedi.)
ADAMO

Tu soffri, donna, e io non so come aiutarti. Il molteplice dolore mi giunge attraverso il tuo cuore per colpirmi a somiglianza di saetta. E ora a me pare che lintero mondo invochi aiuto.
EVA

Annientami, Faraone, ma perdonami se il doloroso invocare del tuo popolo mi strazia. So bene di essere la tua schiava e che lo scopo della mia vita di dar gaudio alla tua. Devo dimenticare, lo so, tutto ci che fuori di me: la miseria, la grandezza, i miraggi, quegli che non pi, cos che sia per te il mio sorriso e ardente ti sia la mia bocca. Ma se il popolo, che ha milioni di braccia ed tuttuno, geme sotto la sferza, allora su me, che sono parte di quel corpo, se ne ripercuote uguale la sofferenza.
ADAMO

E anche su me, nel tuo stesso modo, Milioni per uno. Lha pur detto quegli che non pi.
EVA

Gran Faraone, ora sei triste, per causa mia Scacciami, oppure insegnami ad esser sorda.
ADAMO

Ad ammaestrare tu sei la pi brava. Mhai insegnato a cogliere quei lamenti. Ma ormai non li voglio pi sentire. Sia libero il popolo! Che vale la gloria di un solo essere se ottenuta a prezzo del patire e della morte di milioni di creature nelle quali spira il mio stesso alito umano? Milioni di volte mi saddentrerebbe la sofferenza a petto di una gioia sola.
LUCIFERO

Vaneggi, Faraone. La sorte della folla quella di essere aggiogata alla macina in cui vrtica ogni ordine sociale. Fu creata per questo. Se oggi la liberi, ci che tu perdi non va a suo vantaggio: perch essa andr subito in cerca di un nuovo padrone. Credi forse che lavresti potuta avere al tuo guinzaglio se non sentisse la necessit di un padrone, o se avesse in cuore una sua propria coscienza?
ADAMO

Allora, se non le pesa il servaggio, perch si lamenta?


LUCIFERO

Si lamenta, ma non sa precisamente di che cosa. Ogni uomo anela a dominare: ed questo anelito, e non la fratellanza, a spingere la moltitudine sotto la bandiera della libert. Tuttavia, di questo la folla non ha vera coscienza: il suo impulso, unicamente istintivo, rivolto a tutto ci che, apparendole nuovo, spera realizzi i suoi sogni di felicit. Da qui, la negazione nei confronti di quel che gi esiste. Il popolo simile a un mare profondo; e non v luce che possa attraversare lenorme massa dacqua. Essa rimane sempre scura, ad eccezione dellonda che sopravanza. E quellonda, forse, ora, sei tu.
ADAMO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

E come mai proprio io?


LUCIFERO

Tu, o un tuo simile, che, in chiaro di quel certo istinto, riesca, in sembiante di ammirato eroe della libert, a prendere il tuo posto. Con ci, il padrone avr mutato soltanto di nome. E rimane, senza alcun beneficio per il popolo.
ADAMO

Il tuo contorto ragionamento vorrebbe mostrare che non c via duscita


LUCIFERO

Invece una via c. Dai a pochi prescelti delle catene, anelli e altri ninnoli ancora, e di loro: Ecco, vi pongo pi in alto della folla anonima, vi faccio nobili. Ti crederanno, e, subito disprezzando la folla, accetteranno su di s il tuo disprezzo.
ADAMO

Non tentarmi con ingannevoli sofismi. Non voglio pi saperne di schiavi! Siano liberi tutti! Proclama tu stesso questo mio ordine, e fa presto. Affrettati: cos che se mi pentissi, sia gi tardo il pentimento.
LUCIFERO (A parte)

Vai pure innanzi su tale strada, presuntuoso che credi di percorrerla per tuo volere, mentre invece londa del destino che ti trascina. (Sallontana.)
ADAMO

Questopera resti incompiuta. E sia monito, cos come rimane, a chi ambisce a cose troppo grandi; sia limmenso interrogativo dellumana forza e dellumana debolezza. (Clamori di giubilo da poco lontano. Gli schiavi si disperdono. E Lucifero torna.)
<LUCIFERO>

Esulta, popolo! Davanti a te il grande s inchinato. Ma non credere che tu ve labbia costretto.
EVA

Gioisci anche tu, caro. Che vale la gelida gloria? Essa viscida serpe che striscia fra di noi.
ADAMO

Tuttavia, la gloria bella


EVA

Se ne stia lontana! Senti? Nessuno geme. Ormai non c pi nulla a turbare la nostra felicit. Che altro desideri se puoi riposare sul mio seno?
ADAMO

Com limitato il tuo orizzonte, donna! Ma vero: proprio ci attira verso di te il maschio, fiero per sua natura. Il forte spinto ad amare il debole, cos come la madre serra fra le braccia con affetto maggiore il figlio pi inetto.
EVA

Forse, Faraone, gi ti ho noiato con questo mio sciocco discorrere. Perdonami. Non so che farci se non sono sapiente.
ADAMO

E non devi desiderare di esserlo, mia donna. Di acume ne ho gi io in me quanto basta. Non mi chino sul tuo petto in cerca di forza, di grandezza, di scienza. Tali cose le trovo nei miei libri. Tu non devi che parlare. Che

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

io oda soltanto la tua voce: essa vibra per infiniti raggi nel pi profondo del mio essere. Qualunque cosa ti piaccia dire, m ugualmente cara. Non ci domandiamo perch canta e cos che canta lusignolo quando estasiati ne ascoltiamo i trilli. Sii soltanto un fiore, un gioiello magari inutile ma col vanto essenziale della bellezza. (A Lucifero) Nondimeno, un desiderio incrina la mia gioia. Un desiderio forse insensato Accontentami: fa chio possa dare una sola ardita occhiata nella trama del futuro, onde io veda che cosa rimarr della mia fama fra qualche millennio.
LUCIFERO

Mentre vi baciavate, non hai sentito una lieve brezza sfiorarti il viso e subito svanire? Essa lascia, dove trascorre, una sorta di pulviscolo sottilissimo. In un anno lo strato sar gi simile a una ruga, e in un secolo alto un cubito. Nel corso di pi millenni, poi, esso seppellir le tue piramidi assieme al tuo nome sotto le dune sabbiose. Lo sciacallo ululer nei tuoi giardini ora tanto ameni, e nel deserto andr ramingo un popolo di accattoni e di schiavi. (Ci che Lucifero dice si render visibile di mano in mano.) E tutto questo non per effetto di uragani sconvolgitori e di terremoti pieni di rombo, bens per effetto di quella lieve brezza che ti ha sfiorato e che non cessa mai.
ADAMO

Spettacolo tremendo!
LUCIFERO (con ironia)

Non aver paura: sar soltanto il tuo spirito a sperdersi; il corpo rimarr, fatto mummia; per servire al curioso indagare degli studenti Le tue fattezze sfigurate non diranno se tu fosti un re oppure uno schiavo. (D un calcio a una mummia nel frattempo apparsa davanti al trono; e quella ruzzola gi sui rimanenti gradini.)
ADAMO (balza in piedi, prorompendo:) Visione terrificante, via insieme con te! Vane mire e stolte ambizioni, via! Non odo che un grido: Milioni per uno!. Debbo dare a questi milioni di creature il loro posto in uno stato libero: altro non possibile. Il singolo sparisca, e rimanga solamente il popolo ch la totalit dei singoli. EVA

E lascerai anche me, il tuo amore?


ADAMO

Te, il trono, tutto. Guidami, Lucifero, guidami incontro a nuove mte. Ho perso gi gran tempo valido lungo la strada sbagliata. (Prende ad avviarsi, con la spada in pugno.)
EVA

Mio re, se un giorno tornerai deluso, il tuo cuore trover asilo nel mio.
ADAMO

S. Ho il presentimento che ritrover anche te, purificata essenza. E non mabbraccerai, allora, per ubbidienza di schiava, ma, fatta uguale a me, con impulso di vera gioia. (Via.)
LUCIFERO

Non c bisogno di correre tanto! Arriverai sempre in tempo alla mta, e forse anche prima che tu non speri. E piangerai nellaccorgerti quanto sia stato inutile il viaggio e io rider di te. Ma andiamo, ora. Avanti!

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

QUINTO QUADRO
IN ATENE. LAGOR, CON NEL CENTRO UNA TRIBUNA. SU UN LATO DELLA PIAZZA IL PORTICO ANTERIORE DI UN TEMPIO CON STATUE DI DI, GHIRLANDE DI FIORI E UNARA. EVA, IN ASPETTO DI LUCIA, MOGLIE DI MILZIADE, INSIEME COL FIGLIO CIMONE E ALCUNE ANCELLE CHE RECANO OGGETTI SACRIFICALI, SI AVVIA VERSO IL PORTICO DEL TEMPIO. NELLA PIAZZA SAGGIRA IL POPOLO CENCIOSO. MATTINO SOLEGGIATO
EVA

Di qui, figlio mio, di qui. Vedi? Da quella parte, laggi, tuo padre part su una veloce nave per combattere in lontani lidi, ai confini della patria, contro un popolo selvaggio che, audace, si lev a minacciare la libert del nostro paese. Preghiamo, figlio mio, a che il cielo sorregga la giusta causa di questa terra e a noi riconduca sano e salvo il tuo eroico genitore.
CIMONE

Ma perch mio padre andato in luoghi tanto lontani a difendere questo popolo cencioso e inetto lasciando nellafflizione la sua cara sposa?
EVA

Non giudicare il tuo buon padre. Gli di puniscono i figli che a ci sattentano. Solamente la moglie amorosa pu chiudere in s il lamento per le imprese che il consorte affronta. Ma segli non andasse gli cadrebbe addosso la vergogna: tuo padre ha fatto quel che un uomo deve fare.
CIMONE

Tu temi, madre mia, chegli non abbia bastante valore e sia sconfitto?
EVA

No, no. Tuo padre un prode, e vincer. Una sola cosa temo: che non sappia vincere se stesso.
CIMONE

Che vuoi dire?


EVA

Lanima ha una voce potente: lambizione. Nello schiavo essa dorme, e se mai avvenga che si svegli, la stessa limitata sfera dazione di chi la nutre pu condurre al delitto. Se invece nutrita dal fiotto vermiglio della libert, lambizione appare come cosa degna e onorevole, fino a diventare espressione di virt civile. Proprio questa virt crea tutto ci che bello e grande. Ma quando lambizione eccede, allora si volge ad assaltare la matrice stessa da cui nacque, e combatte contro di lei fino a che o luna o laltra soccombe, svenata. Ecco: se in tuo padre lambizione trasmodasse, se tradisse questa sua e nostra patria sacra, io lo maledirei Oh, preghiamo, figlio mio. (Entrano sotto il prstilo del tempio, mentre la piazza sempre pi si affolla.)
PRIMO POPOLANO

Ma insomma, nessuna notizia dun qualche interesse. Come se il nostro esercito non riuscisse neppure a sapere dove si trova il nemico.
SECONDO POPOLANO

E qui tutti dormono. Non c pi, come invece una volta, qualcuno che abbia delle idee da concretare, dei piani che poi a portarli in fondo si richieda la voce del popolo sovrano. Da stamattina mi aggiro per la piazza, e ancora non ho trovato chi voglia comprare il mio voto.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

PRIMO POPOLANO

Uh, che vita noiosa! Che si potrebbe fare?


TERZO POPOLANO

Un po di torbidi non ci starebbero male, dico. (Intanto Eva, acceso il fuoco sullara e lavatesi le mani, si prepara allatto del sacrificio propiziatorio; le ancelle intonano un inno, che, strofa dopo strofa, sinterseca nello svolgersi della scena che segue: la quale simpernia in due demagoghi che, nella piazza ormai gremita, si contendono la tribuna.)
PRIMO DEMAGOGO

Gi di qui: questo posto mio. La patria corre pericolo se io non parlo! (Dal popolo si levano urli di approvazione.)
SECONDO DEMAGOGO

Invece in pericolo se parli tu! Vattene, ch sei un venduto. (Il popolo ride e batte le mani.)
PRIMO DEMAGOGO

Tu non sei un venduto perch non c nessuno che ti voglia comprare. Cittadini: io vi parlo con dolore perch un cuore generoso non pu non soffrire se costretto a buttar gi un grande dal carro del trionfo per trascinarlo davanti al vostro tribunale.
SECONDO DEMAGOGO

Cominci bene, ribaldo! Infiori la vittima gi da te destinata al sacrifizio.


PRIMO DEMAGOGO

Via di qui!
VOCI DAL POPOLO

Ma perch si sta a sentire questo buffone? (Taluni, ormai sulla tribuna, spingono via, percuotendolo, il secondo demagogo.)
PRIMO DEMAGOGO

Quantunque il cuore mi dolga, parler lo stesso. Perch pi su di qualsiasi capo desercito io pongo te, o degnissimo popolo sovrano.
SECONDO DEMAGOGO

E sovrano sarebbe questo famelico branco di gente venale che al pari dei cani si serra attorno alla tavola del padrone per averne le briciole? Non invidio, vile, il tuo gusto.
VOCI DAL POPOLO

Abbasso! Abbasso! Anche lui un traditore! (Il secondo demagogo viene di nuovo e pi violentemente percosso.)
EVA

(sacrifica due colombe e sparge incenso sullara) Sacra Afrodite, accogli questo incenso votivo, ascolta la mia preghiera. Non verde alloro invoco per la fronte del mio sposo, bens la domestica quiete per il suo cuore di prode. (Fra le spire del fumo appare Eros sorridente. Lo attorniano le Criti, e gli gettano rose. Tutto il gruppo si prostra devotamente.)
LE ANCELLE

Esaudiscila.
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EROS

Sia benedetto il tuo puro cuore, o donna.


LE CRITI

E sia su te la protezione delle Criti.


LE ANCELLE

Siano rese grazie a te, Afrodite.


PRIMO DEMAGOGO

Popolo, ascolta dunque laccusa: il grande Milziade ha venduto la patria.


SECONDO DEMAGOGO

Mentisci! Mentisci! State a sentire me o ve ne vergognerete e ve ne pentirete quando sar troppo tardi.
PRIMO POPOLANO

Via di l, insolente! (Lo trascinano in mezzo alla folla.)


PRIMO DEMAGOGO

Popolo, egli ha nelle sue mani il fiore della tua giovent. Colui che seppe prendere Lemno dun sol colpo, ora se ne sta inerte davanti a Paro. S venduto!
TERZO POPOLANO

A morte!
PRIMO CITTADINO

Oh, gridate, su! O vi scaccio senza paga dai miei campi. (Il sacraficio terminato. Le deit scompaiono.)
EVA (alzandosi) Che vociare questo, l fuori? Figlio mio, andiamo a vedere. CIMONE

Stanno giudicando un traditore, madre.


EVA (mentre scende i gradini del prstilo) Mi si stringe il cuore ogni volta che vedo il popolo affamato giudicare i grandi. Quando un magnanimo cade nel fango, il volgo ne gode con maligna gioia, e lo copre dimproperi come a legittimare la sua propria bassezza. SECONDO POPOLANO

Vorrei gridare, padrone, ma sono rauco.


SECONDO CITTADINO

Ecco di che ungerti la gola.


SECONDO POPOLANO

E ora che cosa devo gridare?


SECONDO CITTADINO A morte, grida!

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

SECONDO POPOLANO

A morte! A morte!
EVA

Infine, di chi si tratta?


SECONDO DEMAGOGO (avvicinandosi a lei)

Di chi altri se non di quegli che duna testa tutti li sopravanza, ed questa la cosa per loro intollerabile?
EVA

Milziade? Oh, sommi di! E anche tu, vecchio Crispo, che mio marito liber dalla schiavit, anche tu gli gridi a morte?
CRISPO

Compatiscimi, signora. Di noi due solo uno pu vivere Chi me lha ordinato, d da mangiare a me e ai miei tre figlioli.
EVA

Sciagurato! Quanto in basso sei sceso! Pure, ti compatisco, perch fu la fame a spingerti. Ma tu, Tersite, e voialtri qui, che siete ricchi, e che potete dormire tranquilli perch mio marito respinge i nemici alle porte Oh, che ingratitudine!
TERSITE

Anche se tanta lamarezza, che possiamo fare di diverso? Cos vuole il popolo. Chi rischierebbe ogni suo avere sfidando il mare quando il mare un solo immenso clamore di spaventose ondate?
PRIMO DEMAGOGO

Ecco: ora bandisco la sentenza del popolo!


LUCIFERO

(in veste di guerriero, con le fattezze stravolte, entra di corsa) Gran pericolo! Il nemico alle porte!
PRIMO DEMAGOGO

Assurdo. Non pu essere che il nostro valoroso capo non labbia respinto.
LUCIFERO

Ma proprio lui il nemico! Ha saputo delle trame orditegli contro da voialtri, e una giusta ira gli si scatenata dentro. Cos, mentre qui si sta concionando, egli avanza col ferro e col fuoco.
SECONDO DEMAGOGO

Dobbiamo a voi, traditori, questa sciagura.


VOCI DAL POPOLO

Uccidiamo i traditori! Viva il nostro condottiero Guai a noi. Si salvi chi pu. la fine di tutto.
PRIMO DEMAGOGO

No! Rendiamogli onore: tutti alle porte!


EVA

Oh, di! Dolorosa la sentenza che ti strappava a me, mio sposo. Ma pi amara ancora, anche se potr riaverti, che tu labbia giustificata col tuo ritorno.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

PRIMO POPOLANO

Impadronitevi della moglie! E se la nostra citt patir danno, muoia lei col suo figliolo.
EVA

Morr volentieri per te, sposo adorato, purch la maledizione della patria non si abbatta sulla mia creatura.
CIMONE

Non temere per me, madre. Vieni, vieni. Questo santuario ci salver da ogni offesa. (Si rifugiano nel prstilo del tempio, tuttavia inseguiti. Ma due ninfe distendono un nastro di rose davanti alla folla, la quale perci subito retrocede. Or ecco di lontano squilli di tromba. Il popolo, fra grida sgomentate, si disperde in disordine. Le ninfe scompaiono.)
LUCIFERO (si frega le mani ridendo)

Non c che dire, un bello scherzo! A volte piace allintelletto ghignare l dove i cuori si schiantano. (Rivolto al tempio) Vorrei soltanto che non mi turbasse di continuo la vista di quella belt che perpetuamente rifiorisce Sento di tremare nellalone del suo fascino, che tuttavia dovrebbe essermi estraneo; che fa casta la nudit e nobile il peccato; che solo col roseo sfiorare delle sue pure labbra rende sublime il destino. Ma perch il mio regno, co suoi orrori e con lansia tremenda del dubbio, tarda tanto a comparire e a disperdere questo incantesimo capace di rialzare ogni volta luomo proprio mentre sul punto di soccombere nella lotta impegnata con me? Vedremo, per, quando fra non molto si lever lorrore della morte, se non avr fine questo vostro uggioso gioco di ombre. (Adamo, in figura di Milziade, ferito, viene trasportato sulla piazza, in testa a una schiera armata. Gli si prostrano dinnanzi in atto supplichevole il popolo e i demagoghi.)
VOCI DAL POPOLO

Viva il condottiero! Perdonaci, magnanimo.


ADAMO

Che accaduto per chiedermi clemenza? Che cosa pu chiedere il forte al dehole? E come mai non mi vengono incontro la mia sposa e il mio figliolo? Forse subirono maltrattamenti?
EVA

Milziade, perch sei tornato se neanche tua moglie pu rallegrarsi del tuo ritorno? Sorreggimi, caro figlio mio, perch le forze mi mancano Ah, tuo padre non ti lascer neppure un nome onorato.
ADAMO

Che significa tutto ci? Non capisco. Il popolo mi scongiura, mia moglie mi maledice E intanto il mio petto sanguina per la patria.
EVA

Ma pi sanguina la patria ed il mio cuore con essa. Perch, dimmi, ritorni e sei tuttora a capo darmati?
ADAMO

Forse non spetta al mio grado una onorevole scorta? Sono tornato perch questa grave ferita non mi permette pi di conservare il comando. Sono qui per rimettere il potere al popolo sovrano che me lo diede, e a cui dar conto. E ora vi congedo, miei prodi: avete ben meritato il riposo del focolare domestico. Anchio appendo la mia spada sullara; e la consacro a te, Pallade Atena. (Si fa condurre su per i gradini del tempio. I suoi armati poi si disperdono in varie direzioni.)
EVA (allaciandosi al collo del marito)

Oh, Milziade, mio valoroso e nobile Milziade, non pu esservi donna pi felice della tua donna. Guarda,

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

guarda tuo figlio come ti somiglia: come s fatto grande e bello!


ADAMO

Miei cari!
CIMONE

Sapevo bene che quel che fa mio padre sempre benfatto.


EVA

Non farmi vergognare: ci la sposa doveva saperlo anche meglio.


ADAMO Figlio: appendi tu la spada di tuo padre. CIMONE (appende larma)

Custodisci, dea, questa lama sacra, fintanto che io stesso un giorno non torni a riprenderla.
EVA

Su questo duplice voto, io, sposa e madre, spargo lincenso. Assistici, Pallade. (Lincenso si leva.)
PRIMO DEMAGOGO (nel frattempo salito sulla tribuna)

Non ho visto giusto dicendo che era un traditore? Che si venduto a Dario? La ferita non che un pretesto: per smettere di combatterlo.
VOCI DAL POPOLO

A morte!
ADAMO

Che cos che si grida laggi?


EVA

Oh, Milziade, parole tremende. Di nuovo la folla ti accusa desser traditore.


ADAMO

Ridicola accusa. Traditore io che vinsi a Maratona?


EVA

Cos, cos. un mondo ben tristo quello che qui ritrovi.


PRIMO DEMAGOGO

Perch tardate a impadronirvi di lui? (La folla saccalca davanti ai gradini del tempio. Tra la folla c anche Lucifero.)
EVA

Milziade, non muoverti. Qui, nellinviolabile tempio, sei al sicuro. Perch hai sciolto lesercito? Perch non hai fatto un rogo di questa tana di ribaldi? Gente tanto ignobile non merita che catene. Essa sente che tu sei nato per dominarla, che sei pi nobile di tutti loro insieme, e vuole ucciderti per non cadere ai tuoi piedi inginocchiata.
PRIMO DEMAGOGO

Avete sentito come parla la moglie di un traditore?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EVA

Se una moglie ha diritto di difendere lo sposo anche se colpevole, tanto pi deve farlo se esso leale e lavversario vile. Vile come voi.
PRIMO DEMAGOGO

Perch il popolo sovrano si lascia offendere fino a tal punto?


PRIMO POPOLANO

E se invece avesse ragione?


PRIMO CITTADINO

Chi parteggia per loro sospetto. Urlate, anime di pecora, o creperete di fame!
VOCI DAL POPOLO

A morte!
ADAMO

Fai riparo al nostro figliolo perch non veda il mio sangue. E tu, sposa, scostati dal mio petto. Il fulmine che si abbatte sulla rupe non deve colpire anche te. Che io solo muoia. E perch poi dovrei vivere quando vedo come sia stato fallace il miraggio di quella libert per la quale combattei lungo tutta la mia vita?
PRIMO DEMAGOGO

E ancora indugiate?
VOCI DAL POPOLO

A morte!
ADAMO

Non maledico questo popolo vile. Non ha colpa. suo destino che la miserabilit lo faccia schiavo e che la schiavit lo riduca a farsi strumento sanguinario di uomini biecamente faziosi. Solo io fui pazzo a credere che a un tale popolo si convenisse la libert.
LUCIFERO (a parte)

Hai dettato la tua epigrafe. Che andr bene anche per moltaltre tombe di grandi.
ADAMO

Portatemi gi. Non voglio pi essere protetto dal santuario. (Si fa trasportare gi dai gradini, dopo aver sospinto Eva fra le braccia delle ancelle con dolce tenerezza.) Eccomi: sono pronto.
SECONDO DEMAGOGO

Difenditi: non perso tutto ancora.


ADAMO

Se parlassi per difendermi, troppo, e anche di pi, mi dorrebbe la ferita.


SECONDO DEMAGOGO

Fallo! Hai pur visto che dianzi questo popolo si strisciava davanti a te, nella polvere.
ADAMO

Proprio per questo inutile. La folla non perdona mai a se stessa la propria vergogna.
LUCIFERO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Sei deluso, dunque?


ADAMO

Oh, tanto, tanto!


LUCIFERO

Ti sei accorto di essere stato per la folla stolta un signore troppo pi nobile di quel che essa si meriti?
ADAMO

Pu darsi. Ma sia una cosa che laltra comportano una pena. Seppur con nomi diversi, il destino uno solo. Ed inutile contrastare il destino. N io vorr farlo. E poi, perch un cuore che abbia grande fervore deve ambire al pi alto, sempre al pi alto? Ciascuno viva per se stesso, e cerchi solo i piaceri coi quali riempie la sua vita effimera. E dopo savvii, ebbro, verso lAde. Guidami su una nuova strada, Lucifero, e guarder ridendo nelle virt e nei patimenti degli altri, nullaltro curando che la conquista di gioie tutte mie. E anche tu, o donna, che, cos come parve al mio cuore, alzasti per me nel deserto lincantata delizia di un pergolato, saresti ora pazza se tu, donna onesta, volessi fare del tuo figliolo un cittadino onesto. Ben a ragione ti schernirebbe dal lupanare la meretrice ubriaca col viso tinto e le labbra avide di baci. Godi, dunque, e nel tripudio rinnega ogni virt. Al patibolo ora, alla punizione, non per aver compiuto qualcosa di spregevole, bens perch animato da unidea grande. (Nel frattempo stato portato davanti ai gradini un ceppo. Accanto al ceppo s posto Lucifero con la scure. Adamo piega il capo.)
PRIMO DEMAGOGO

Sia fatta giustizia. Viva la patria!


LUCIFERO (sussurrando allorecchio di Adamo)

Un belladdio, non vero? Prode signor mio, non ti mette uno strano brivido addosso lalito gelido della morte dal volto grottescamente orrendo?
EVA

Oh, Pallade, non hai dato ascolto alla mia preghiera. (Dal tempio scende il genio della morte, in sembianze di giovane mite e malinconico. Porta con s una corona di fiori e una fiaccola capovolta. Si accosta a Adamo.)
ADAMO

Pallade ti ha ascoltato, Lucia. Il cielo con te, e il mio cuore colmo di pace.
LUCIFERO

Siate voi maledette, vane illusioni che ancora una volta guastate il mio momento pi bello.
EVA

Ti maledico, popolo dellanimo abietto. Hai spezzato brutalmente la mia felicit, gettandone nella polvere lancor rorido fiore. Ma non ti sar mai tanto dolce la libert quanto dolorosa stata per me.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

SESTO QUADRO
A ROMA. UN PORTICATO A COLONNE, CON STATUE DI DI E VASI DORNAMENTO NEI QUALI BRUCIANO PROFUMI. SULLO SFONDO, LA VISTA DEGLI APPENNINI LONTANI. IN MEZZO, UNA TAVOLA IMBANDITA COL TRICLINIO ATTORNO. ADAMO NELLASPETTO DI SERGIOLO, E LUCIFERO NELLA FIGURAZIONE DI MILONE, CON LORO C CATULO: TUTTE TRE NEL TRIPUDIO DELLA CRAPULA. LE CORTIGIANE EVA (NELLASPETTO DI GIULIA), IPPIA E CLUVIA, VESTITE IMPUDICAMENTE, GOZZOVIGLIANO ANCHESSE. SU UNA SORTA DI PODIO SI SVOLGE UNA LOTTA DI GLADIATORI, ALCUNI SCHIAVI IN ATTESA DI ORDINI, FLAUTISTI SUONANO. CREPUSCOLO; E POI NOTTE
CATULO

Sergiolo, guarda com svelto e agile quel gladiatore con la faccia rossa. Scommetterei che vince.
ADAMO

No, per Ercole!


CATULO

Dici per Ercole Ma c ancora qualcuno che crede negli di? Di piuttosto per Giulia: e ti creder di pi.
ADAMO

Allora: per Giulia!


LUCIFERO

Proprio una base forte al tuo giuramento. Una falsa dea al posto di un falso iddio Eppoi, come intenderlo? Ti riferisci alla sua bellezza o al tuo amore? Oppure alla sua fedelt verso di te?
CATULO

La bellezza fugace. E se anche non fosse cos, quel che oggi piace domani tannoia. Una donna meno bella ti attrae con leccitazione del nuovo.
ADAMO

Intendevo la fedelt, io. C forse qualcheduno pi prodigo di me con la sua donna?


IPPIA

Ah, sciocco. Puoi forse abbracciarla allinfinito? E se pur lo potessi, tu che non hai tregua nellinseguire il piacere, tu che non smetti mai di cercarlo, e inutilmente perch in una donna sola non puoi trovare che un frammento di volutt, tu che perci hai sempre dinanzi lirraggiungibile miraggio della perfetta bellezza e del godimento assoluto, come puoi sapere che anche lei non sia una volta o laltra sedotta da un capriccio, da un sogno, da una illusione? Se gi non attratta dai muscoli di un gladiatore
ADAMO

vero, Ippia, vero. Non proseguire. Ma perch questa perpetua attrazione nel gorgo della volutt, uguale allarsura inconclusiva di Tantalo, se poi non ho la forza di Ercole e non posso tramutarmi al pari di Proteo? Meglio allora lo schiavo dispregiato che dopo una settimana di triboli gusta unora di godimento, cos intensa che neppure pu sognarsela il padrone. Sarebbe dunque il piacere il sorso dacqua dellassetato, mentre chi simmerge nei flutti vi annega?
LUCIFERO

Quale splendido corso di morale si sta tenendo qui, sul seno di belle ragazze, davanti alle coppe infiorate! Ma

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

la vostra scommessa, dunque?


ADAMO

Se perdo, Giulia tua.


CATULO

E se vinci?
ADAMO

Mi prendo il tuo cavallo.


CATULO

Fra quattro settimane potrai riaverla, la tua Giulia. Se no, la butto nella vasca delle murene.
LUCIFERO

Guarda quel bel pesce grasso, Giulia. Mangialo, perch c la probabilit che tu debba ingrassarne un altro!
EVA

E non credi di diventare anche tu cibo di vermi immondi? Chi vive goda, e se non sa godere, almeno rida. (Beve.)
ADAMO (al gladiatore) Oh, animo! CATULO

Avanti! Coraggio! (Il gladiatore di Catulo cade e implora per la propria vita alzando una mano. Adamo vorrebbe far segno di grazia, ma Catulo gli afferra la mano, glielabbassa e serrando il suo stesso pugno piega il pollice verso il gladiatore.) Recipe ferrum, bastardo vile. Ne ho gi abbastanza di schiavi e non sono un esoso. Eppoi, non voglio affatto privarvi, belle ragazze, di questa stuzzicante scenetta. Lo so che un bacio tanto pi dolce e il desiderio tanto pi caldo se sprizza un po di sangue. (Il gladiatore cade morto sotto i colpi dellavversario.)
ADAMO

Il cavallo mio. Giulia, vieni: abbracciami Portate via, voialtri, questa spoglia. Venite, danzatrici. Vogliamo uno spettacolo di danza. Basta, ormai, con la lotta. (Si porta via il gladiatore ucciso. Sul palco rialzato salgono le danzatrici.)
CATULO

Vieni qui, Cluvia. Non mi piace davvero rimaner fermo a rimirare gli altri che sabbracciano.
LUCIFERO

E noi due, Ippia, non vorremmo seguire il loro esempio? Prima per bagnati le labbra: che non vi sia veleno Ecco, cos va bene. Divertiamoci, colomba mia.
ADAMO

Perch il tuo cuore batte cos forte, Giulia? Tanto forte che mi sembra di non trovarci riposo sopra (Tuttun seguito di bisbigli fra Adamo e Eva.)
LUCIFERO

Hai sentito? Quel pazzo parla ancora del cuore

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

CATULO

Invece a me, cara, non minteressa il tuo cuore. Fai con esso tutto ci che vuoi, pur che io non sappia che cosa, e pur che non abbiano pause per me i tuoi baci caldi.
CLUVIA

Mio generoso amante, bevo alla tua salute! (Beve.)


CATULO

Va bene, Cluvia. Ma non ritrarre, da sotto, il morbido braccio, n il tenero seno. Vedi che gi m caduta dal capo la corona? (Alle danzatrici) Che eccitanti movenze nel vostro ballo! Quale voluttuoso fuoco e, insieme, quale dolce grazia!
CLUVIA

Ma io ti copro gli occhi! Non voglio che tu cerchi in loro quel che so fare anchio e che tu non lodi mai. (Indicando Lucifero) Guarda piuttosto quella faccia agra. Che gli serve la bella ragazza accanto se al pi riesce a farla addormentare, e intanto commenta coi sorrisi beffardi e il gelo degli occhi le cento sciocche ma dolci paroline che danno profumo alla festa?
CATULO

Hai ragione. Un ceffo simile capace di raggelare lempito poetico di una intera brigata. Se uno non avverte lincanto dellora che trascorre, e non vi si abbandona, non un uomo come si deve e farebbe meglio a non muoversi di casa.
IPPIA

Davvero ho paura che quel poveraccio abbia gi addosso il morbo nero che infierisce sulla citt.
ADAMO

Via questa lugubre visione! Qui ci vuole una canzone gioconda. Chi sa la pi bella?
IPPIA (cantando)

N vino n amore ci bastino mai: di ogni bicchiere diverso il sapore. Questa dolcissima ebbrezza la nostra esistenza indora siccome il sole la tomba. N vino n amore ci bastino mai: di ogni fanciulla diverso lincanto. Questa dolcissima ebbrezza la nostra esistenza indora siccome il sole la tomba.
CATULO

Bella! E tu, Cluvia, quale canzone conosci?


CLUVIA (cantando)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Fu pazzo un tempo il mondo. Di Lucrezia al vedovo talamo saccost cavaliere vaghissimo Ma anzich donar fiamme allintruso, essa, non donna di conio, un pugnale nel petto simmerse.
TUTTI

Rallegriamoci di vivere oggi: ch il mondo certo da allora insavito.


CLUVIA

Fu pazzo un tempo il mondo. Restar quieto Bruto poteva in sua magione Ma ei volle invece lottar siccome vil masnadiero a pro del volgo cencioso! E del suo sangue intrise la terra.
TUTTI

Rallegriamoci di vivere oggi: ch il mondo certo da allora insavito.


CLUVIA

Fu pazzo un tempo il mondo. Vanto di s avean gli eroi ed era sacro ci che d riso oggi Se di loro alcun tornasse sarebbe per noi sollazzo e nei circhi buon cibo alle belve.
TUTTI

Rallegriamoci di vivere oggi: ch il mondo certo da allora insavito.


LUCIFERO

Ah, Cluvia, sei stata pi brava di Ippia! Vorrei essere io lautore di questa canzone.
ADAMO

E tu non canti, Giulia? Perch sei triste? Attorno a noi tutto tripudio .Non trovi dolce riposare sul mio petto?
EVA

S s: tanto dolce Ma perdonami, Sergiolo: la felicit mi adombra. La felicit che ride non mi sembra la pi vera. Anche nel pi ineffabile dei momenti si mescola una stilla di cruccio Forse perch sentiamo che quellattimo non che un fiore che subito appassisce.
ADAMO

Devessere vero perch anchio sento cos.


EVA

Pi ancora, poi, se ascolto una musica, un canto. Non mimporta il senso preciso delle parole. I suoni mi cullano come le onde una barca, e mi sento posata nel sogno. I suoni savvivano, mi portano al mio tempo

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

lontano, quando sotto i palmizi lucenti al gran sole la mia anima di fanciulla brillava anchessa, pura ed innocente. Allora io mi sentivo destinata a nobili cose Oh, perdona questo mio folle risognare Ti bacio, ed eccomi desta!
ADAMO

Basta con la musica, basta con la danza. Questo mare di invariabile dolcezza mi d s tanta nausea che ormai desidero qualcosa damaro. Dellassenzio nel mio vino, una spina sulle labbra rosse, un periglio sopra il mio capo (Le danzatrici vanno via. Giungono da fuori urli di dolore.) Che grida son queste? Magghiacciano il sangue!
LUCIFERO

Stanno crocifiggendo alcuni scriteriati. Farneticavano sulla giustizia e sulla fratellanza.


CATULO

Benfatto! Perch non se ne stavano a casa loro badando solo a godere, senza pensare alle cose del mondo? Perch impicciarsi nelle faccende degli altri?
LUCIFERO

Il mendico vuole il ricco per fratello. Ma poi, a parti invertite, il primo inchioder laltro sulla croce.
CATULO

Meglio di tutto allora non preoccuparsi n dei poveri n dei potenti n della pestilenza che falcia la citt, e neppure di ci che vogliono gli di. (Si odono daccapo gli alti lamenti.)
ADAMO (comme fra s) I suoni mi cullano come le onde una barca e mi sento posata nel sogno mi portano al mio tempo lontano quando mi sentivo destinata a nobili cose. Hai detto cos, Giulia? EVA

Cos. (Ed sopravvenuta ormai la notte. Davanti al porticato sfila un corteo funebre al suono di tibie, con torce, con donne che piangono lamentosamente. La comitiva dei gaudenti rimane per qualche tempo irrigidita e zitta.)
LUCIFERO (con una sghignazzata)

A quanto vedo, il vostro buonumore s alquanto annebbiato. O forse finito il vino e larguzia se n andata, in tal misura che persino questo signore dal ceffo agro ci vede una certa esagerazione? Forse qualcuno tra noi ha paura, e magari s gi convertito?
ADAMO (scaglia la sua coppa contro Lucifero) Crepa, se credi che ti convenga! LUCIFERO

Allora, ecco, faccio venire un nuovo ospite che pu darsi vi riporti lallegria. Su, schiavi, hortate qui colui che passa al lume delle torce: gli offriremo un bicchiere di vino. (Il morto condotto dentro, in una bara scoperchiata, e viene deposto sulla tavola. Gli accompagnatori rimangono nel fondo. Lucifero brinda:) Su amico, bevi. Oggi a te, domani a me.
IPPIA

Preferisci forse un bacio?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LUCIFERO

Ma s, abbraccialo, e rubagli lobolo di bocca.


IPPIA

Se bacio te, perch non potrei baciare lui? (Si china e bacia il morto. Dal gruppo degli accompagnatori si stacca e avanza lapostolo Pietro.)
LAPOSTOLO PIETRO

Fermati! Col bacio respiri la peste! (Tutti si alzano inorriditi.)


TUTTI

La peste! Orrore! Fuggiamo!


LAPOSTOLO PIETRO

Razza abietta, gente vile! Fin quando ti sorride la fortuna sei come la mosca nei raggi del sole. Insolente e beffarda, calpesti Dio e la virt. Ma se il pericolo batte alla porta e ti minaccia la possente mano di Dio, allora ti prostri, ti fai piccola e spaurita e disperata. Non senti come grava su te il castigo del cielo? Guardati in giro: lurbe si sta sfasciando. Un rozzo popolo straniero calpesta le tue messi doro, lordine abbattuto. Pi nessuno comanda e pi nessuno ubbidisce. Ladri e assassini saggirano dovunque a testa eretta tra le pacifiche dimore, e dietro di loro sammucchiano gli affanni e gli orrori, e soccorsi e piet non arrivano n dalla terra n dal cielo. Riesci forse a soffocare nelle ebbrezze voluttuose la voce che ti percuote lanima e che invano ti sospinge a mte pi degne? Non sei soddisfatta, no. Il piacere ti si tramuta in disgusto; ti domina lapprensione e le labbra ti tremano. Tutto inutile. Non hai nessuna fede, e i tuoi vecchi di altro non sono che pietre stecchite (Le statue degli di crollano) Ecco, si riducono in polvere, e intanto tu non trovi un nuovo dio che ti sollevi dal fango. Guardati in giro. Che cos che svuota la tua citt forse pi ancora della peste? Migliaia di cittadini lasciano i loro molli giacigli e vanno in rozza veste di anacoreti nella desolazione della Tebaide a cercarvi alcunch che sospinga a nuovi impulsi i sensi ottenebrati S, razza degenere, scomparirai dalla scena del mondo ch avviato a purificarsi.
IPPIA (si accascia addosso alla tavola)

Ahim, che tremendo dolore! Suda freddo, e il fuoco dellOrco nelle mie vene La peste! La peste! Sono perduta! Nessuno di voi mi sorregge, nessuno a cui io diedi dovizia di gaudi?
LUCIFERO

Oggi a te, domani a me, mia cara.


IPPIA

Uccidetemi, dunque. O cada anche su voi la maledizione.


LAPOSTOLO PIETRO (accostandosi a Ippia) Non maledire, figliola. Perdona, invece. Ci sono io ad aiutarti; e c con me Dio, leterno Dio dellamore sacro. Innalzati fino a lui! Ecco: in questacqua lanima tua si purgher dogni scoria che la intride, e a lui sinvoler. (La battezza da un vaso ch sulla tavola.) IPPIA

Padre mio, come tutto lieve (Muore.)


CATULO (sul punto di avviarsi)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Sento disgusto di questo mondo di peccati. Prender anchio oggi stesso la via della Tebaide.
CLUVIA

Aspetta, Catulo: vengo con te. (Catulo e Cluvia dispaiono.)


ADAMO (si fa innanzi pensoso, seguito da Eva)

E tu, Giulia, rimani? Che cosa cerchi qui, qui dove la morte ha ucciso la gioia?
EVA

Il mio posto non forse dove tu sei? Ah, Sergiolo, quali e quanti nobili sentimenti avresti potuto trovare sul mio petto Invece altro non vi hai cercato che il piacere effimero.
ADAMO

E anche in me stesso, Giulia Che peccato che cos debba essere. Perire miseramente, tristemente: e soffrire fino ad allora. Oh, se Dio esiste (singinocchia levando le mani verso il cielo) se lui veglia davvero su noi, se la sua potenza sta su noi, ssciti un popolo nuovo, e glinfonda unidea nuova con la quale redimere tutto ci che, ora lo vedo, guasto e corrotto. Noi non abbiamola forza per creare qualcosa di pi alto Dio, ascoltami! (Nel cielo appare la croce, circonfusa daureola. Sullo sfondo dei monti guizzano i roghi delle citt in fiamme. Dalle cime discendono orde semibarbare. Si ode, di lontano, un inno sacro.)
LUCIFERO (rimuginando fra s)

Questa poi tal vista che mi fa rabbrividire. Ma non devo io lottare contro gli uomini? Ci che io non posso fare, lui a farlo. Ma gi altre volte ho assistito a scherzi del genere. A un certo punto scompare laureola e rimane solamente la cruda croce insanguinata.
LAPOSTOLO PIETRO

Dio ti ha esaudito. Guarda: il decrepito mondo mette germogli nuovi. Guerrieri barbari avvolti in pelli dorso gettano tizzi di fuoco sulle citt opulente; i loro cavalli calpestano le messi dei secoli trascorsi e trovano stalle fra le mura dei templi abbandonati. Ma portano un sangue fresco nelle vene impoverite. E coloro che nei circhi cantano inni sacri mentre i leoni squarciano i loro petti, traggono con s la nuova idea: lidea della fratellanza e della liberazione dellindividuo E questa idea scuoter il mondo dalle fondamenta.
ADAMO

Lo sento: lanima ha bisogno di ben altro che la pigra volutt sui gonfi cuscini. Se crede, il lento scorrere del sangue nel cuore di per s gioia senza paragone
LAPOSTOLO PIETRO

Sia dunque questo il tuo fine: a Dio la gloria, a te il lavoro. E luomo sia libero di far valere tutto ci che in lui, seguendo una sola legge: il vicendevole amore.
ADAMO

Su, allora, a combattere e a infervorarmi per questa nuova idea. Creare un mondo nuovo dove fiorisca la virt cavalleresca e, presso allaltare, la poesia della donna prescelta. (Accostandosi allapostolo Pietro, si avvia.)
LUCIFERO

Adamo, ti accende limpossibile? Tuttavia ci per luomo cosa degna e gloriosa. E certo piace a Dio, che cos verso il cielo ti sospinge. E piace anche al demonio per farti poi disperare. (Si pone dietro ad Adamo, per seguirlo.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

SETTIMO QUADRO
A COSTANTINOPOLI. UNA PIAZZA. CITTADINI CHE DAPPRINCIPIO PASSEGGIANO SVAGATAMENTE. NEL MEZZO, DI SFONDO, IL PALAZZO DEL PATRIARCA. A DESTRA UN CONVENTO DI SUORE; A SINISTRA UN BOSCHETTO. ADAMO, IN ASPETTO DI TANCREDI, NEL PIENO DELLET VIRILE, SI FA INNANZI CON ALTRI CAVALIERI, ALLA TESTA DI UNA SCHIERA DI CROCIATI DI RITORNO DALLASIA: BANDIERE SPIEGATE, FRA IL RULLO DEI TAMBURI. LUCIFERO IN VESTE DI SCUDIERO DI TANCREDI. SERA; POI LA NOTTE
PRIMO CITTADINO

Altra torma di barbari! Meglio correre a sprangare porte e finestre, ch non li prenda la voglia del saccheggio.
SECONDO CITTADINO

Nascondiamo le donne. Questa gentaglia conosce bene le delizie dei serragli.


PRIMO CITTADINO

E le nostre donne altrettanto bene il diritto di chi vince.


ADAMO

Fermi tutti! Perch fuggite davanti a noi? Non vedete questa sacra insegna che ci affratella verso un unico fine? Torniamo dallaver portato in Asia la luce della nostra fede e la legge dellamore per far s che milioni di barbari, proprio laddove fu la culla di Nostro Signore, ne godessero la grazia E ora non troveremmo amore fra voialtri?
PRIMO CITTADINO

Abbiamo gi sentito discorsi di questo genere. E poi ci bruciarono le case. (I cittadini corrono via in pi direzioni.)
ADAMO (ai cavalieri) Questo, vedete, il maledetto frutto che si ottiene allorch, senza tema di sventolare il sacro vessillo, ignobili avventurieri, lusingando con turpi mire il popolo, riescono a farsi credere condottieri degni. Miei cavalieri, fintanto che le nostre spade sono consacrate allalta gloria di Dio e alla difesa della donna e al fulgore della prodezza, la nostra missione di frenare il popolo indemoniato per poi guidarlo sulla via delle cose grandi e meritorie. LUCIFERO

Parli bene, Tancredi. Ma se avverr che il popolo non ti voglia pi per suo capo?
ADAMO

La vittoria l dov la virt. Lo domer!


LUCIFERO

Supponi che possegga anchesso la virt. Ti abbasserai fino a lui?


ADAMO

Perch abbassarmi? Non sar cosa pi nobile che io innalzi lui fino a me? Disertare il campo di unaspra lotta per mancanza di compagni vile quanto il non voler compagni per non spartire con loro i premi.
LUCIFERO

Ma guarda a che ridotta la grande idea per cui morirono i martiri nel circo! Sarebbe questa la liberazione

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

del singolo? Invero, una assai strana forma di fratellanza.


ADAMO

Non ironizzare. Credi che io non comprenda la sublime dottrina? Essa laspirazione della mia vita, come credo lo sia per chiunque abbia in s una sacra scintilla. Chi viene verso di noi sar accolto fraternamente. Un colpo di spada pu essere bastevole a farlo riconoscere per cavaliere degno di far parte del nostro Ordine. Tuttavia, noi dobbiamo difendere i puri tesori dellOrdine contro linsanire degli istinti in ebollizione. Oh, venga alla fine, e presto, il tempo in cui sia possibile considerare compiuta la nostra redenzione, e, abbattuta ogni barriera, sia in tutti il concetto della purezza. N di ci possibile dubitare perch proprio la sublime luce di Dio ha avviato la grande opera. Avete visto, amici, le accoglienze di qui: lasciati soli, in una citt cos grande Non ci rimane che accamparci in quel bosco, come gi ci capitato fra i pagani, in attesa che le cose volgano al meglio. Andate, dunque; io vi raggiunger. Ciascun cavaliere risponde della sua schiera. (Lesercito dei crociati dispone laccampamento.)
LUCIFERO

Un vero peccato che le tue belle idee non abbiano per frutto che la famosa mela bacata: rossa di fuori, ma un marciume dentro.
ADAMO

Finiscila! Non sai credere mai a qualcosa di nobile.


LUCIFERO

Se anche credessi a qualcosa di nobile, a che servirebbe se poi la tua gente non ci crede? Questo Ordine di cavalieri che tu poni come un faro tra i marosi, un giorno si spegner ruinando. Diventer cos, per lardito nocchiero, uno scoglio ancor pi pericoloso daltri che mai non diedero luce. Tutto ci che sulla terra vive e spande beneficio destinato a perire nel tempo. Dissolto lo spirito, non rimane che lentit corporale, fattasi carogna, ad ammorbare di fetidi miasmi il mondo che gli cresciuto intorno. Non diversa la conclusione per tutto quanto stette a significare il passato con le sue ricorrenti grandezze.
ADAMO

Ma forse prima che il nostro Ordine si dissolva, le sacre dottrine che ha in s avranno conquistato le folle, e nulla avremo pi da temere.
LUCIFERO

Le sacre dottrine Proprio quelle sono la vostra dannazione! Trovatane una, la rigirate, lassottigliate, laffilate, lacuite finch non vi diventi follia o catena. La ragione incapace di idee esatte e tuttavia luomo, presuntuoso, ne va continuamente in cerca. Osserva questa spada: potrebbe essere pi grossa o pi sottile di un capello, con ci non mutando di un nulla la sua sostanzialit. Si potrebbe andare innanzi allinfinito. Dov, insomma, il punto preciso che fa da limite? Listinto se navvede? S: ma solo quando il contrasto anche pi che appariscente. Ma perch sto qui a scervellarmi? Ci si affatica a discutere Piuttosto guarda un po in giro (Ricompaiono diversi cittadini.)
ADAMO

Amici: la mia gente stanca e chiede asilo. Spero che questa richiesta non sia vana nella metropoli della cristianit.
TERZO CITTADINO

E chi ci dice che tu non sia un eretico, peggiore dei pagani?


QUARTO CITTADINO

Credi all homousion o all homoiusion?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Non capisco.
LUCIFERO

Non pronunciarti! Questa la cosa pi importante.


QUARTO CITTADINO

Vedi? Dubita. un eretico anche lui.


MOLTI

Via via. Andiamoci a chiudere nelle nostre case. Maledetto chi dar asilo a questa gente. (Si sbandano.) (Il patriarca, in pompa principesca e col suo corteggio, esce dal palazzo; lo segue una torma di monaci, di scorta a degli eretici incatenati. Dietro, soldati e popolo.)
ADAMO

C da strabiliare! Ma chi quel principe che savvicina, cos altero, cos sprezzante?
LUCIFERO

il sommo sacerdote, il gran patriarca successore degli apostoli.


ADAMO

E quella plebaglia inqualificabile che, a piedi scalzi e con maligno livore e finta umilt, accompagna la gente in ceppi?
LUCIFERO

Uno stuolo di monaci; della congrega dei cristianicinici.


ADAMO

Non ne vidi mai di somiglianti fra i miei monti.


LUCIFERO

E qui invece ne vedrai ancora, e di pi. Come sai, la lebbra si propaga lentamente. Stai attento a non offenderli. gente di virt rigida, e perci appunto implacabile.
ADAMO

Di quale virt pu menar vanto una gente siffatta?


LUCIFERO

La virt del tormento e della rinuncia: la stessa che il tuo maestro avvi sulla croce.
ADAMO

Egli redense il mondo, mentre questi epigoni da strapazzo bestemmiano Dio perch, lo stesso che se fossero dei ribelli, ne respingono le grazie. Chi contro una zanzara impugna unarma che, adoperata con valore, servirebbe ad affrontare un orso, non pu essere che un dissennato.
LUCIFERO

Ma essi possono farlo se scambiano una zanzara per un orso! E, sentendosi eroi, non hanno forse il diritto di condannare allinferno i gaudenti?
ADAMO

Come Tommaso, vedo e non credo. Voglio vederli in faccia questi che mi paiono strane apparizioni (Va incontro al patriarca.)
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Padre, noi siamo i soldati del Santo Sepolcro e tuttavia il popolo di qui ci nega asilo dopo tanta fatica di cammino. Tu che sei cos potente, aiutaci.
IL PATRIARCA

Figlio mio, ora non ho tempo di occuparmi di inezie simili. La gloria di Dio e la salute spirituale del popolo mi chiamano a giudicare gli eretici che spargono veleno e crescono come la gramigna. Ci adoperiamo a distruggerli col ferro e col fuoco e, ci nonostante, linferno ce li rimanda con sempre rinnovellata assiduit. Ma se siete i prodi delle crociate, perch andate a combattere i saraceni, cos lontani? I nemici peggiori sono qui. Muovete dunque contro i loro villaggi, sterminateli quanti sono, senza risparmiare le donne, i vecchi, i bimbi.
ADAMO

Non puoi volere che persino gli innocenti


IL PATRIARCA

Anche il serpente innocente quando piccolo o quando perde il dente del veleno. E lo risparmieresti per questo?
ADAMO

Davvero devessere spropositata la loro colpa se accende di tanta ira la Chiesa che vuole amore.
IL PATRIARCA

Non ama luomo chi ne lusinga il corpo, bens chi ne guida lanima, se anche sul filo della spada o traverso le fiamme, verso colui che disse: Non porto sulla terra pace, ma guerra. E costoro che professano una trista credenza affermano l homoiusion nel mistero della Santa Trinit, mentre la Chiesa ha fatto dell homousion un dogma della sua fede.
I MONACI

A morte! Il rogo gi acceso.


ADAMO

Rinunciate, amici, a quella i . Lolocausto della vostra vita sar assai pi accetto se loffrirete combattendo da valorosi per il Santo Sepolcro.
UN VECCHIO ERETICO

Non ci tentare, Satana. Moriremo per la nostra vera fede dove Iddio ce lo comanda.
UN MONACO

Sfrontato! Osi parlare di vera fede?


IL VECCHIO ERETICO

Il concilio di Rimini non forse dalla nostra parte, ed altri anche?


IL MONACO

Tutti in errore. Il sinodo ortodosso di Nicea diede piena ragione a noialtri.


IL VECCHIO ERETICO

Settari, ecco. Fu gi uninsolenza voler competere con noi. Dove li avete dei padri della Chiesa come Ario e i due Eusebi?
IL MONACO

E voi avete forse Atanasio?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

IL VECCHIO ERETICO

Dove sono i vostri martiri?


IL MONACO

Ne abbiamo pi di voi.
IL VECCHIO ERETICO

Proprio bei martiri, guarda. Tentati dal demonio e finiti nella dannazione. Non siete altro che la grande Babilonia, la meretrice di cui san Giovanni ha scritto che scomparir dal mondo.
IL MONACO

E voi? Voi s che siete il drago dalle sette teste, lanticristo di cui parla san Giovanni: ignobili e vili compari del demonio.
IL VECCHIO ERETICO

Serpenti, ingordi, lascivi, ladri!


IL PATRIARCA

Ora basta! Abbiamo indugiato anche troppo: al rogo, in nome di Dio!


IL VECCHIO ERETICO

Hai detto giusto, scellerato: in nome di Dio, ecco le vittime. Siete i pi forti, e potete fare ci che volete. Ma sar il cielo a giudicarvi. Io vi dico che le ore delle vostre colpe sono contate: il nostro sangue generer sempre e sempre nuovi combattenti. Lidea vivr, la fiamma dei roghi getter luce fin nei pi tardi secoli. Andiamo, amici: ci attende la morte gloriosa.
GLI ERETICI (cantando in coro)

Mio Dio, mio Dio, perch mi hai abbandonato? Perch stai lontano dalla mia salvezza e dalle mie parole di fiero lamento? Mio Dio, io grido durante il giorno e tu non rispondi. Di notte ancora; e mai ho pace Eppure sei santo. (Salmo XXXV.)
I MONACI (sintromettono col loro coro nel coro degli eretici)

Confondi, o Signore, quelli che contendono con me, e combatti quelli che combattono me. Prendi la targa e lo scudo e levati in mio aiuto. Snuda la lancia e chiudi il passo a quelli che mi fanno guerra. (Salmo XXII.) (Intanto il patriarca e il corteo tutto quanto si allontanano. Alcuni monaci, con dei libercoli in mano, si mescolano ai crociati.)
LUCIFERO

Perch sei ammutolito? E perch rabbrividisci? Hai limpressione di una tragedia? Vedila come commedia e ti divertirai.
ADAMO

Non scherzare, ti prego. possibile mai che per una i si possa affrontare la morte con tanta risolutezza? Ma allora che cosa grande e che cosa sublime?
LUCIFERO

Probabilmente ci che per gli altri ridicolo. Solo un filo separa i due concetti, e solo una voce del cuore giudica per luno o per laltro; impulso enigmatico che pu divinizzare oppure uccidere col sarcasmo.
ADAMO

E doveva capitarmi dassistere a siffatto traviamento, a questo micidiale dibattito appigliato alla presunzione

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

del sapere; e vedere gli effetti del veleno estratto con arte piccosa dal pi rorido e pi illuminato dei fiori Conobbi anchio quel fiore bellissimo nei primi anni della fede perseguitata. Dov il nucleo di colpe che lha ridotto in cos malo modo?
LUCIFERO

Gi il vincere contiene la colpa. Rompendo la compattezza, la vittoria suscita interessi disparati. E l dove il pericolo saccentua le forze di difesa si uniscono e creano i martiri. il caso di quegli eretici.
ADAMO

In verit, io qui getterei la spada per tornarmene nel mio paese nordico, dove lombra delle vergini selve, lonest e i candidi sentimenti resistono ancora al veleno di questa subdola epoca: se una voce segreta non mi dicesse di continuo che a me commesso il compito di rigenerare giustappunto lepoca che ora viviamo.
LUCIFERO

Prospettiva vana. Perch allindividuo non sar mai concesso di vincere il proprio tempo. Il tempo un fiume che trasporta o sommerge: luomo vi nuota, ma non lo comanda. Quelli che la storia chiama grandi altro non fecero e non fanno che capire il secolo del loro transito, perci influenzandolo: ma capire non dar vita a idee nuove. Non albeggia perch il gallo canta, bens il gallo canta perch albeggia. E coloro che, laggi, incatenati e scherniti, vanno verso il martirio, antivedono lavvenire delluomo: in essi albeggia lidea nuova. E muoiono per un qualcosa che poi i posteri respireranno, del tutto immemori, insieme con laria della strada. Ma ormai basta. Dai piuttosto unocchiata al tuo accampamento Che mercato vi fanno quei subdoli monaci? Di che concionano, gesticolando frenetici? Stiamo a sentire.
UN MONACO (in mezzo a un gruppo di crociati radunatiglisi stretti stretti attorno)

Comprate, o valorosi, comprate il libro della penitenza. la guida sicura in tutti i vostri dubbi, ed insegna quanti anni dovr patire nellinferno lomicida, e quanti il libertino, il sacrilego, il falso testimonio. In pi vinsegna come il ricco possa riscattare un anno di pena con una ventina di denari, e il povero con tre denari soli, e come chi non abbia alcun contante riesca a cavarsela con un congruo numero di frustate. Compratela questa ottima guida, compratela!
I CROCIATI

Uno a me. Anche a me uno, padre.


ADAMO

Ignobile chi vende e ancor pi ignobile chi compra. Sguaina la spada e disperdi questo lurido mercato.
LUCIFERO (impacciato)

Abbi pazienza, ma non posso. Quel monaco l un mio vecchio compare Eppoi, a me non che proprio dispiaccia il mondo come ora fatto. Se oggi si esalta grandemente la gloria di Dio, anche per me ci sono proseliti Tu solo stai avendo la peggio. (Eva, nellaspetto di Isaura, ed Elena, ancella di Eva, corrono gridando verso Adamo, inseguite da alcuni crociati che per rapidamente sallontanano.)
EVA (come stesse per svenire)

Proteggimi, cavaliere.
ADAMO (sollevandola) Torna in te, nobile signora. Qui sei al sicuro. Apri i tuoi begli occhi Com bella! Un vero incanto. Che cosa le accaduto? ELENA

Stavamo godendo la ombrosa frescura del nostro giardino, sedute tranquillamente sullerba, con lorecchio al canto dellusignolo, quando abbiamo visto dun tratto dietro un cespuglio due occhi lampeggiare di selvaggia

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

cupidit. Siamo scappate, piene di spavento, inseguite da quattro crociati che ansavano di bramosia e che qui, se non ci fossi stato tu, ci avrebbero preso.
ADAMO (guarda Eva non ancora del tutto riavutasi) Non so se desiderare che tu ti risvegli E se poi dilegui come svanisce un sogno? Come pu esistere un corpo di cos nobile fattura, cos immateriale, cos adorabile? LUCIFERO

Un corpo immateriale! In verit, il destino non potrebbe punire di pi gli innamorati che realizzando tutto ci che essi, farneticando, attribuiscono alle loro belle.
ADAMO

Mi sembra daverti gi conosciuta, una volta, come fossimo stati insieme ai piedi di Dio.
LUCIFERO

Vorrei soprattutto che tu non dimenticassi una cosa. Questa: tanto pi lamore ha sapore in due, tanto pi insipido per un terzo che non ci ha che fare.
ADAMO

Leva gli occhi su me Sorride! Ti ringrazio, cielo.


EVA

Prode cavaliere, mi hai salvato. Come posso ringraziarti?


ADAMO

E non sono gi un ricco premio le parole che mi dici?


LUCIFERO (a Elena)

Magro premio E tu non dai a me neppur quello?


ELENA

Di che cosa io dovrei esserti grata?


LUCIFERO

Credi forse dessere stata salvata anche tu dal nobile cavaliere? Che pretesa! Il cavaliere pensa alla dama e lo scudiero allancella della dama.
ELENA

Non vedo per me alcun vantaggio. Se mi mostrer riconoscente sar come se mi avessero raggiunta. Se invece non ti sar grata, la cosa lo stesso in perdita Perch quei quattro che cinseguivano non erano per niente da scartare.
ADAMO

Dove vuoi che taccompagni, nobile signora? Non hai che ordinarmelo.
EVA

Proprio qui davanti c la porta del convento.


ADAMO

Del convento? Ma che quella porta, allora, non precluda le mie speranze. Dammi un tuo segno da porre su questa croce, un qualcosa che, mentre la croce mi esorta a lottare, evochi limmagine del mio sogno pi bello e faccia meno pesare gli anni che mi separano dal ricevere da te il mio premio.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EVA

Eccoti questo nastro.


ADAMO

Questo nastro oscuro come la notte? Dammi, donna, la speranza e non il dolore!
EVA

Il mio segno questo, non posso dartelo diverso. Nel chiostro non germoglia la speranza.
ADAMO

Ma neppure lamore! E dove ci sei tu non ci pu non essere lamore. La tua veste mi dice che non hai ancora pronunciato i voti
EVA

Non mi tormentare di pi con le tue domande: perch io soffro nel veder crescere il tuo dolore.
LUCIFERO

E chiuderanno anche te quelle mura?


ELENA

S. Ma non getter in mare la chiave.


LUCIFERO

Peccato. Perch se ci invece accadesse ci scriverei sopra una bella elegia.


ELENA

Vattene, impostore.
LUCIFERO

Perch? Non sarebbe forse un atto generoso se risolvessi di buttarmi in mare alla ricerca della tua chiave?
ELENA

Ma non lo pretendo
LUCIFERO

Io invece mi ci preparo. Anzi, mavvio. E i mostri marini mi azzanneranno.


ELENA

Torna indietro: muoio dalla paura. Piuttosto, metter la chiave sul davanzale della finestra.
ADAMO

Se non posso spartire con te la tua dolorosa sorte, fa chio conosca almeno il tuo nome. Che mi sia dato cos invocare nelle mie preghiere la celeste benedizione sul tuo capo.
EVA

Il mio nome Isaura. E il tuo, cavaliere? La preghiera si addice meglio alle labbra duna vergine reclusa.
ADAMO

Tancredi.
EVA

Il Signore sia con te, Tancredi. Addio.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Oh, Isaura, non mi lasciare cos presto. Non far chio maledica il mio nome che tu hai pronunciato or ora per la prima volta nel darmi insieme laddio. Breve stato il nostro momento: breve anche per crederlo un sogno E come prolungarlo se rimani per me un enigma, se non mi dato di ricamarlo coi fili dorati di ci che stata la tua vita?
EVA

Sentimi, allora. Anche mio padre fu cavaliere del Santo Sepolcro e una notte il feroce nemico ne assal laccampamento. Selvaggio grido, e fuoco, e strage. Non cera speranza di salvezza. Egli allora fece voto alla Madonna di consacrarle me, chero bambina, se avesse potuto tornare. Torn E per quel suo voto io ho preso lostia santa.
ADAMO

Madre di Dio, tu che sei lincarnazione del puro amore, come mai non ti rivoltasti offesa ad un voto cos crudo che imprimeva sulle tue virt il marchio duna colpa, mutando in una pena la grazia celeste?
ELENA

E a te non importa conoscere le mie vicende?


LUCIFERO

Le so gi. Hai amato, sei stata tradita. Hai amato di nuovo e stavolta sei stata tu a tradire. Altro amore, di cui poi ti sei annoiata. Ora il tuo cuore, vuoto, aspetta lospite successivo.
ELENA

Strano parlare! C forse in te il diavolo? Per non maspettavo che tu fossi cos ingenuo da supporre vuoto, ora, il mio cuore.
LUCIFERO (a Adamo)

Affrettati, mio signore. Tu non riesci ad accomiatarti e io non riesco a porre un argine alla mia vittoria.
ADAMO

Isaura! Ogni tua parola come una spina che mi trafigge. Addolciscine il tossico con un bacio.
EVA

Cavaliere, come osi? Hai pur saputo del mio giuramento.


ADAMO

Ma forse a me proibito damarti?


EVA

Tu sei felice Ma, io, come potr dimenticarti? Vado, Tancredi. Se rimango ancora, le forze mi abbandonano Addio: ti rivedr lass.
ADAMO

Addio. Il ricordo di questo giorno sar sempre con me. (Eva entra nel convento.)
ELENA (a parte)

Ma che codardo! Devo proprio pensare io a tutto? (Ad alta voce) Non cercare le chiavi in mare Le troverai sulla mia finestra. (Segue Eva.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO (tornando alla realt delle cose)

Dunque, andiamo.
LUCIFERO

Ormai tardi. Vedi che razza di scervellati mai la tua Ora considera la donna come lo strumento dei suoi appetiti animaleschi e le cancella con ruvida mano dal viso la lieve rugiada della poesia, privando se stessa del pi delicato aspetto dellamore; ora invece la pone sullaltare come una dea, e sanguina per lei, e combatte per lei, tuttavia sempre invano, fino a che il bacio di lei si spegne, sterile. Perch non la guarda e lapprezza unicamente come donna, nel preciso mbito della sua missione? (Intanto s fatto buio, e sorge la luna. Eva e Elena compaiono alla finestra del convento.)
EVA

Con quale ardore mi fissava, e come tremava! Davanti a me, egli, leroe, tremava. Ma fede e virt impongono chio rimanga qui a soffrire, vittima consacrata.
ELENA

Che strane e pazze creature, noi donne! Se ci ribelliamo ai pregiudizi, eccoci avviate come animali lascivi al piacere, lasciandoci dietro il senso della dignit, e finiamo rotolate e dispregiate nel fango. Se viceversa subiamo quei pregiudizi, allora, tremando della nostra stessa ombra, si finisce per veder sfiorire la giovinezza, per umiliare i non conosciuti vezzi, privando noi ed altrui di tante vivide gioie. Non si potrebbe scegliere una via di mezzo? Come pu recar danno una breve avventura di tanto in tanto, perseguita con tatto e discrezione? Questo, ecco, non lo capisco. Inutile: la donna non fatta di solo spirito.
EVA

Elena, guarda fuori se c ancora Non credo che se ne sia andato cosi presto. Vorrei tanto risentirne la voce
ADAMO (a Lucifero) Vedi se alla finestra, se seguita a guardare Potessi ammirare ancora la sua bella persona! Oh, Isaura, non adirarti se indugio dellaltro qui. EVA

Sarebbe assai meglio per tutte due se tu non fossi pi qui. Un cuore ferito pu anche risanare, forse presto. Ma un nuovo colpo lo fa sanguinare con dolore raddoppiato.
ADAMO

Non temi, Isaura, di questa dolce notte che come un solo e immenso cuore palpita damore, mentre solamente noi due non possiamo amarci? Non temi dessere rapita nel suo incantesimo?
EVA

Sento anchio ci che tu dici di sentire: ma come il trasvolare di un magico sogna forse sceso insieme con me dal cielo alla terra. Vibra nellaria un soavissimo canto, schiere di folletti si sorridono e si baciano di foglia in foglia. A noi due, Tancredi, tutto ci non dice pi nulla.
ADAMO

E perch, perch? C limpedimento maligno di questo muro? E non potr passare di l da esso, io che ho espugnato tanti fortilizi dei pagani?
LUCIFERO

No di sicuro: il muro difeso dallo spirito di questo nostro tempo, che , non scordartelo, pi forte di te.
ADAMO

E chi lo dice?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Si vede nel fondo avvampare un rogo.)


GLI ERETICI (in coro, da lontano)

Sottrai alla spada la mia anima; salva lunico mio bene dalle zampe del cane. Liberami dalle fauci del leone; salvami dallassalto del liocorno. E il tuo nome esalter presso i miei fratelli, e ti loder nella grande adunanza. (Salmi XXI e XXIII.)
EVA

Piet, Signore, per le anime dei peccatori:


ADAMO (colmo di raccapriccio) Quale terribile canto! LUCIFERO

il vostro canto nuziale.


ADAMO

Fosse pur cos, non mi spavento. Mi sento pronto, per te, amore, a sfidare il tutto.
I MONACI (in coro da lontano)

Si vestano di vergogna e vituperio quelli che si fanno superbi davanti a me. Giubilino e si rallegrino quelli che invocano la mia giustizia. E dicano sempre: Magnificato sia il Signore che vuole la pace del suo servo. (Salmi XXVI e XXVII.) (Al principiare di questo coro, Adamo, che sera avvicinato alla porta del convento, si ferma. Un gufo stride sulla torre: streghe volano per laria, mentre uno scheletro, sorto allimprovviso dal terreno, si pone proprio sulla porta in atto di minaccia contro Adamo.)
EVA (chiude di colpo la finestra)

Aiutaci, Signore Iddio!


LO SCHELETRO

Via da questa sacra soglia!


ADAMO

Chi sei tu; apparizione orrenda?


LO SCHELETRO

Io sono quegli che sar sempre presente in ogni tuo bacio, in ogni tuo amplesso.
LE STREGHE (sghignazzando)

Dolce seminagione, o tu frutto acerbo. Cova serpenti, o tu colomba. Vieni, Isaura!


ADAMO

Quali mostruose figure! Siete cambiate voi o sono cambiato io? Vho gi conosciute quando sorridevate Che cosa, ora, realt e che cosa parvenza? Il vostro incantesimo mi ferma il braccio.
LUCIFERO

Ma guarda in quale piacevole compagnia son venuto a trovarmi, inaspettatamente! Da tempo attendevo una fortuna di tal fatta Questo vago stuolo di streghe beneducate che superano in impudicizia persino le ninfe ignude! E questo vecchio amico, figura e spettro della morte, che fa la caricatura alla virt e cos la rende esecrabile ai figli della terra Un saluto a tutti! Proprio un peccato che non mi resti tempo per passare la notte a chiacchierare con voi (Le apparizioni scompaiono.)
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Su su, Tancredi. La tua bella ha chiuso la finestra. A che rimanere dellaltro qui al buio? Col vento freddo potresti pigliarti un malanno E poi, Elena verr qui fra poco. Come mi comporter con lei? Il diavolo non pu fare allamore Si renderebbe ridicolo nei confronti di se stesso, e perderebbe logicamente tutto il suo potere. Strano! Luomo, col suo cuore ardente, spasima damore e non raccoglie che sofferenze, mentre il diavolo, col suo petto gelido, deve durar fatica ad arginarlo.
ADAMO

Conducimi verso una nuova via, Lucifero! Ho combattuto per unidea santa e questidea lho trovata immiserita dagli errori e segnata di maledizioni. Per la gloria di Dio s fatto olocausto duomini Ma luomo ancor troppo degenere per afferrare la verit dei miei ideali. Ambivo a nobilitare i nostri piaceri e su di essi invece stato impresso il marchio del peccato. Intendevo diffondere dappertutto la virt cavalleresca e proprio quella mha infisso un pugnale nel petto. Via di qui, alla ricerca di un nuovo mondo! Ho fatto ben vedere ci che valgo, cos nel combattere come nelle rinunce. Posso ormai senza vergogna rinunciare anche al compito estremo che mero prefisso. Nulla pi deve accendermi allentusiasmo. Vada il mondo a suo talento. Non mi attenter pi a guidarlo, e osserver invece del tutto indifferente i suoi errori. Sono stanco, stanco; e voglio riposare.
LUCIFERO

Riposa, dunque. Per non credo affatto che il tuo spirito, questa forza irrequieta, ti consenta il riposo Seguimi, Adamo.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

OTTAVO QUADRO
A PRAGA, IL GIARDINO DEL PALAZZO IMPERIALE. A DESTRA UN AMPIO PERGOLATO; A SINISTRA LA TORRE DI UNA SPECOLA, E DAVANTI A QUESTA UNA VASTA LOGGIA CON LA SCRIVANIA DI KEPLERO E SEDIE E STRUMENTI ASTRONOMICI. NELLA LOGGIA, LUCIFERO, IN VESTE DI UN FAMIGLIO DI KEPLERO. NEL GIARDINO PASSEGGIANO GRUPPI DI CORTIGIANI E DI DAME, FRA CUI ANCHE EVA, FIGURATA COME BARBARA, MOGLIE DI KEPLERO. LIMPERATORE RODOLFO STA CONVERSANDO CON ADAMO, CH IN ASPETTO DI KEPLERO. NEL FONDO ARDE IL ROGO DI UN ERETICO. SERA; E POI NOTTE. DUE CORTIGIANI SI FANNO INNANZI.
PRIMO CORTIGIANO

Ancora un rogo. Chi c sopra a crogiolarvisi? Un eretico o una strega?


SECONDO CORTIGIANO

Non lo so proprio. Non pi di moda interessarsene. Oggi come oggi solo la plebaglia si affolla attorno ai roghi, e anchessa ormai senza pi ammattire di gioia. Guarda, zitta, o borbotta fra s.
PRIMO CORTIGIANO

Ai miei tempi, invece, cose simili si traducevano in grandi feste. Vi si radunava la nobilt, la corte Come mutano i tempi, come decadono! (Passano oltre.)
LUCIFERO

In una sera cos fresca, quel fuoco quanto di meglio ci volesse Per, gi da un bel pezzo sparge calore, e c da credere che presto si spenga. E non si spegner per una qualche virile risoluzione che dia posto a un giudizio nuovo, bens perch in questepoca di pigrizia non si trova pi chi voglia gettare altri ciocchi nella bragia E mi toccher patire il freddo. Inutile: non c grande idea che non finisca per perire nel modo pi meschino. (Entra nella torre della specola, mentre si approssimano Rodolfo e Adamo.)
RODOLFO

Keplero, preparami loroscopo. Stanotte ho fatto un brutto sogno e ho paura delle congiunzioni in cui potrebbe incappare la mia stella. Gi poco tempo addietro comparve nel suo alone un sinistro segno, in prossimit della testa del serpente.
ADAMO

Sar fatto, sire.


RODOLFO

Quando poi saranno trascorsi questi giorni climaterici, seguiteremo il grande lavoro non ancora sbocciato nel successo. Ho riletto lHermes Trismegisto, il Synesius, lAlbertus, il Paracelso, la Chiave di Salomone, e altri trattati e ho finito per scoprire dov il nostro errore. Mentre arroventavamo il vecchio re, sono apparsi il corvo e il leone rosso. Dopo, per cagione della duplice influenza di due pianeti, si sviluppata una duplice sorta di mercurio, ottenendo in tal modo il precipitato della pietra filosofale. Per, mancandoci il fuoco umido e lacqua secca, non abbiamo potuto ottenere il sacro connubio, cio il glorioso risultato di ridar la giovinezza alle vecchie arterie e di mutare in nobili i metalli vili.
ADAMO

Ho capito, sire.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

RODOLFO

Unaltra cosa Circolano a corte brutte voci sul tuo conto. Si dice che saresti seguace di una nuova dottrina, e che sottoponi a critiche i dogmi della santa Chiesa. Proprio ora, vedi un po, che tua madre in prigione sotto la gravissima accusa di nefaste stregonerie, ti metti in sospetto anche tu con quella tua ostinazione a volerla liberare.
ADAMO

Sono suo figlio, sire.


RODOLFO

Figlio La vera madre la santa Chiesa. Lascia perdere. Il mondo va bene come va ed opera di guastamestiere cercar di mutarlo. Non ti ho coperto di favori? Tuo padre, lo sai bene, era un oste, eppure mi sono adoperato a porre la tua nobilt pi su dogni sospetto, cosa non priva di grossi fastidi per me. Ti ho fatto posto vicino al mio trono, dandoti cos la possibilit di avere la mano della bella Barbara Mller Perci, figlio mio, ti ripeto: sii prudente. (Esce. Adamo si sofferma pensieroso sui gradini della loggia. Due altri cortigiani vengono dal fondo.)
TERZO CORTIGIANO

Guarda lastronomo com daccapo cogitabondo.


QUARTO CORTIGIANO

Poveraccio: la gelosia non gli d tregua. inutile: non sa punto adattarsi al nuovo clima Si vede di lontano ch ancora e sempre un plebeo.
TERZO CORTIGIANO

Non arriva a capire che un vero cavaliere, quando adora la sua donna come una divinit, sarebbe pronto a dare il sangue per lei se la calunnia tentasse di sgualcirne la virt. Ma lui sospetta negli omaggi altri fini
EVA

(assieme ad un altro gruppo, nel quale si trovano il primo e il secondo cortigiano, si unisce agli altri due cortigiani, e batte col ventaglio, ridendo, sulla spalla del secondo cortigiano) Basta, cavaliere, per amor del cielo! I tuoi scherzi mi fanno morire dal ridere. Guarda invece come sono tremendamente seri questi due signori. Oh, vi ha gi forse contagiato il maledetto spirito della Riforma? Se cos, via dai miei occhi. Non posso soffrire gente di tal fatta; gente che con biliose e malinconiche concezioni ci invidia questo mondo cos brillante, e cos comodo, e ne escogita uno diverso.
TERZO CORTIGIANO

Questaccusa non ci tocca affatto, cara signora. Chi di noi pu volere dei mutamenti?
PRIMO CORTIGIANO

Piuttosto, se non sbaglio, c l un tale che ha sul volto qualche segno scuro
EVA

Mio marito? Poveretto. Vi prego di risparmiargli sospetti del genere; e proprio davanti a me, che gli sono legata col vincolo sacro. malato, molto malato.
SECONDO CORTIGIANO

Lo fanno ammalare questi tuoi occhi stellanti?


TERZO CORTIGIANO

Osa egli ci che nessuno oserebbe, ossia offenderti col sospetto della gelosia? Oh, se potessi, come tuo cavaliere, gettare il guanto in faccia a quel temerario! (Sono giunti nel frattempo vicino ad Adamo.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Maestro, sono molto contento dincontrarvi. Perch vorrei andare nelle mie tenute e mi occorrerebbe un pronostico sul tempo che far.
PRIMO CORTIGIANO

E io vorrei loroscopo per mio figlio, che nato la notte scorsa, dopo la mezzanotte.
ADAMO

Bene, signori: domattina saranno pronti tutte due.


QUARTO CORTIGIANO

Gli invitati se ne vanno Andiamocene anche noi.


TERZO CORTIGIANO

La scala da questa parte Buonanotte, signora (Sottovoce) Fra unora.


EVA (anchessa con lieve bisbiglio) Sotto il pergolato a destra (A voce alta) Buonanotte, signori. Vieni, caro Giovanni. (Tutti gli altr vanno via. Sulla loggia non rimangono che Adamo e Eva. Adamo siede su una poltrona, Eva gli sta davanti. Il buio si addensa.) [EVA]

Giovanni, avrei bisogno di denaro


ADAMO

Non ho pi neanche un soldo. Tutto ci che avevo te lo sei gi preso.


EVA

Dunque, io devo sempre subire la povert? Le dame di corte splendono come pavoni, e io mi vergogno a farmi vedere da loro nello stato in cui sono. Se qualche cortigiano sinchina incontrandomi e mi dice sorridendo che fra quelle dame io sembro addirittura la loro regina, allora arrossisco per te che lasci comparire cos conciata questa regina.
ADAMO

Non mi affatico forse giorno e notte? Non tradisco per te persino la scienza? Non hai sentito? La tradisco e la contamino degradandomi a stillare predizioni sul tempo ed oroscopi. Nascondo ci che la mia anima ha pienamente afferrato e dico cose che so in anticipo essere false. Dovrei nel caso arrossire io, ridotto come sono ad esser peggio delle sibille, che almeno esse credevano nei loro presagi e invece io non ci credo punto. E perch tutto questo? Per vederti contenta. A chi va il prezzo di tali ignobili bugie? Niente io chiedo al mondo, fuorch la notte con le sue stelle vivide e larmonia delle sublimi sfere. Il resto tuo. E non dimenticare che la cassa imperiale quasi sempre vuota, e cos mi pagano saltuariamente, pur se insisto e insisto. Anche ci che riscuoter domani lo dar a te Eppure, seguiti a mostrarti ingrata. Vedi, questo ci che mi fa male.
EVA (piangendo)

Mi rinfacci i tuoi sacrifici Ma i miei non li conti? Di nobile famiglia, ho legato il mio destino alla tua discutibile entit. vero o no che solo per mezzo mio oggi puoi vivere nellalta societ? Lingrato sei tu: e ti sarebbe difficile negarlo.
ADAMO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Lintelligenza e il sapere sono forse una discutibile entit? forse di oscura origine il raggio che scende dal cielo e mi tocca la fronte? Quale altra nobilt esiste fuor di questa? Quella a cui voialtri date tal nome non che qualcosa di effimero, senzanima, facile a diventar polvere. Viceversa la mia nobilt concreta, e giovane in eterno. Se tu riuscissi finalmente a capirmi, se la tua spiritualit fosse parente alla mia, come sperai al nostro primo bacio, allora saresti orgogliosa di me, e non cercheresti la felicit fuor del mio cerchio, non mostreresti davanti al mondo tutto quanto in te di dolce, per riserbare al nostro focolare solo ci ch in te di amaro. Ti ho amato infinitamente, mia donna. E tamo ancora. Ma quale acre gusto ha il miele che pur mi irrora il cuore a goccia a goccia Maggiore poi la mia tristezza pensando a quali nobili intendimenti potresti ascendere se tu sentissi dessere una vera donna! Sfortunatamente, invece, il destino ha annullato in te questo alto concetto. Non pi che un fantoccio-idolo colei che, nelle tue stesse sembianze, apparve uguale a dea al tempo dei cavalieri. In quel tempo, che fu grande, si aveva piena fede nella donna. Ma ora siamo in unepoca immiserita, quella fede s spersa e la futile idolatria che la sostituisce serve solo a veder di celare il vizio. Potrei divorziare, soffrendo atrocemente per il mio cuore lacerato E cos, chi sa, darei una certa tranquillit al mio spirito, e tu andresti forse incontro a un vivere meno disagiato. Ma vi si oppone quanto prefissato: lautorit, il comandamento della Chiesa. E dobbiamo sopportare ogni cosa insieme fino a che la tomba non ci disciolga. (Piega il capo sulle mani. Eva, commossa, laccarezza.)
EVA

Non ti accorare troppo, Giovanni, se a volte ti dico questa o questaltra cosa. Neppur ora intendevo rattristarti. Ma devi capire: la corte cos sfarzosa e le sue dame cos superbe e pronte allo scherno E non posso competere con loro. Non c pi fra noi ombra di rancore, nevvero? Buonanotte. Non ti dimenticare il denaro, domattina. (Scende la breve scalea e savvia nel giardino.)
ADAMO

Quale bizzarro miscuglio di torbido e di soave, la donna. Un impasto di tossico e di miele. Come mai, anche cos, ci attrae? Forse perch la bont le propria, mentre il peccato insito nelle epoche che la vedono nascere Ehi, famiglio!
LUCIFERO

(si fa innanzi con, una lampada che poi posa sul tavolo.) In che mi comandi, maestro?
ADAMO

Ho bisogno di un pronostico sul tempo e di un oroscopo per nascita. Preparali subito.


LUCIFERO

Magnifici e splendidi, naturalmente. Infatti, chi darebbe denaro per una brutta verit?
ADAMO

Non tali, in ogni modo, che appaiano assurdi.


LUCIFERO

Eh, non mi sarebbe neanche possibile inventarne uno che poi i genitori non lo credessero. Non ogni nuovo nato un Messia, una stella che raggia sulla famiglia? Solo pi tardi spunta il solito cialtrone. (Scrive.) (Intanto Eva ha raggiunto il pergolato. Il terzo cortigiano le va incontro.)
CORTIGIANO

Quanto mhai fatto languire ad aspettarti, crudele!


EVA

Gi: tu ritieni grande il sacrificio di esporti al vento freddo della notte Invece io che tradisco il mio nobile e

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

buon marito, e mi attiro per te la maledizione del cielo e la condanna del mondo
TERZO CORTIGIANO

Maledizioni del cielo e condanne del mondo non possono penetrare nel buio di questo pergolato.
ADAMO (meditabondo) Ho invocato il sopravvenire di una et senza pi lotte e in cui pi nessuno offendesse lordine sociale e i consacrati principi; unet che mi concedesse finalmente il riposo, necessario a veder rimarginare, sorridendo, le tante ferite infertemi nelle lunghe battaglie. Questepoca venuta, ma a che pro se in me continua a vivere lanima, ch il tormentoso sacro retaggio ricevuto dalluomo di per s ignaro? Lanima ci spinge ad agire, non ci concede mai il riposo, sempre pronta alla battaglia contro il pigro godere Via, famiglio, portami del vino! Tremo in tutte le vene. Ah, questo mondo proprio gelido Riscaldiamoci col vino! Nellaridit del presente non c altro di meglio per ritrovare gli entusiasmi, per staccarsi dal fango che insudicia. (Lucifero porta il vino che Adamo sorseggia via via, fino al termine del quadro.) Apri dunque per me, davanti a me, cielo infinito, il tuo ideale e misterioso libro! Se arriver a scoprire le tue leggi, allora scorder let che mi sovrasta e tutto quanto mi circonda. Tu sei eterno e il mondo passa di volta in volta; tu mi innalzi e il mondo mi schiaccia. CORTIGIANO

Oh, Barbara, se tu potessi essere mia A ben vedere, se Dio chiamasse a s tuo marito, egli si troverebbe nelle migliori condizioni per studiare il firmamento Non aspira a ci, e da sempre?
EVA

Taci, cavaliere. Lo piangerei cos tanto che le lacrime non mi consentirebbero neppure di baciarti.
CORTIGIANO

Dici cos per scherzo?


EVA

No. Dico cosa vera.


CORTIGIANO

Chi pu capire in questanima colma di enigmi? Barbara: tu, allora, non mi ami Dimmi: se io fossi un proscritto, un povero, che faresti per il tuo fedele adoratore?
EVA

Ora come ora non saprei.


ADAMO

Ah, venga il tempo che sia capace di sciogliere questa funesta apatia e affronti con rinnovata forza ogni vecchiume, per erigersi a giudice e punisca e sollevi! (Si alza e raggiunge vacillando lestremit della loggia.) Il tempo che non tema le ardue prove, e nemmeno abbia timore di profferire le parole risolutive: quelle che, fattesi di mano in mano valanga, spingano tutti su una via di irremissibile fatalit; tanto fatale, anzi, da travolgere fin colui che le abbia per primo pronunciate! (Si ode il canto della Marsigliese.) Eccolo, lo sento, linno dellavvenire! Ecco la grande parola, il talismano che ringiovanir la terra.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

NONO QUADRO
RAPIDAMENTE IL QUADRO DI PRIMA S MUTATO: AL POSTO NEL GIARDINO IMPERIALE DI PRAGA LA PIAZZA DI GRVE A PARIGI. LA LOGGIA ORA IL PALCO DELLA GHIGLIOTTINA, LA SCRIVANIA LA GHIGLIOTTINA STESSA: ACCANTO ALLA QUALE S MESSO, IN FIGURAZIONE DI BOIA, LUCIFERO. ADAMO, NELLASPETTO DI DANTON, ALLESTREMIT DEL PALCO, ARRINGA LA FOLLA TUMULTUANTE. AL RULLO DI UN TAMBURO COMPARE UNA CENCIOSA SCHIERA DI COSCRITTI CHE SI PONE IN FILA DAVANTI ALLA GHIGLIOTTINA. SPLENDE UN GRAN SOLE
ADAMO

(seguitando nellarringa) Libert, uguaglianza, fraternit!


LA FOLLA

Morte a chi non vuol capirlo!


ADAMO

S: morte. Un appello e una sferzata salveranno la grande idea assalita da ogni parte. Luno lo grideremo ai buoni: La patria in pericolo, e i buoni si leveranno in armi; laltra la tuoneremo agli iniqui: Tremate!, e al rimbombo periranno. Contro di noi sono insorti i monarchi: per risposta, abbiamo scagliato davanti ad essi la testa del nostro re. Lo stesso hanno fatto i preti, e noi abbiamo tolto i fulmini dalle loro mani, ponendo sul trono la ragione da tanto mai tempo perseguitata. E intanto non risonato invano lappello della patria ai buoni: undici corpi desercito combattono ai confini e la nostra eroica giovent corre di continuo a prendere il posto dei prodi che cadono. Chi dice che una follia sanguinaria sta decimando la nazione? Quando si fonde il metallo, le scorie si staccano: ma il nucleo pi prezioso maggiormente riluce. Ci dicano pure che siamo dei sanguinari, ci considerino pure dei mostri: limportante che la patria sia grande e libera.
I COSCRITTI

Dateci le armi! Le armi e un capo!


ADAMO

Cos bello. Chiedete solo le armi! Eppure subite la penuria di tante altre cose: vi cadono a brandelli i vestiti e siete scalzi Saranno le baionette a procurarvi tutto, poich vincerete! Il popolo invincibile. Or ora su questo palco sprizzato il sangue di un generale che s lasciato battere alla testa delle nostre truppe
LA FOLLA

Era un traditore!
ADAMO

Avete detto la parola giusta. Dico che il popolo non ha altro tesoro se non quello del suo sangue stesso, prodigato per la patria, generosamente. Ed un traditore chi non sa con quel sacro tesoro conquistare il mondo. (Dalla fila dei coscritti si fa innanzi un ufficiale.)
UFFICIALE

Cittadino, mettimi al suo posto e laver quellonta.


ADAMO

La fiducia ch in te, amico, certo degna di lode. Ma prima devi conquistare sul campo la certezza di mantener la parola.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

UFFICIALE

Questa certezza vive nellanimo mio. E daltronde una testa ce lho anchio e pu darsi valga pi di quella or ora caduta.
ADAMO

E chi mi resta garante che la darai, se te la chiedo?


UFFICIALE

Chi pu essere garante migliore di me stesso, che non faccio alcun conto della vita?
ADAMO

Di solito i giovani non la pensano cos.


UFFICIALE

Cittadino, ancora una volta ti chiedo quel posto.


ADAMO

Se avrai pazienza, arriverai alla mta.


UFFICIALE

Mavvedo, cittadino, che non hai fiducia in me. Impara allora a considerarmi meglio. (Si spara alla tempia.)
ADAMO

Peccato. Avrebbe meritato una pallottola nemica Portatelo via, amici. E a rivederci dopo la vittoria. (I coscritti si allontanano a passo di marcia.) Oh, potessi condividere la vostra sorte A me riserbata la lotta, e non la gloria. Non un nemico a faccia a faccia, davanti al quale il cadere merito che si aureola. Invece un nemico segreto, che dal suo nascondiglio ordisce trame subdole contro di me e contro la santa patria.
LA FOLLA

I nomi! E moriranno!
ADAMO

I sicuri li additai: e sono gi morti.


LA FOLLA

Ma i sospetti? Chi sospetto colpevole: gli imprime il segno di colpa il popolo, giudice infallibile. A morte gli aristocratici, a morte! Via alle prigioni, e sia fatta la giustizia sacra del popolo. (La folla fa per incamminarsi verso le prigioni.)
ADAMO

Il pericolo non viene dalle prigioni. Laggi sono nostre alleate le sbarre solide; e in pi laria irrespirabile basta di per s a infiacchire muscoli e cervello: non mette conto di curarsene. Piuttosto, il tradimento opera a testa alta, e ghigna, e affila il pugnale, sui banchi della Convenzione.
LA FOLLA

Su, allora, alla Convenzione, che non stata scelta come si deve Ma alla Convenzione meglio dopo. Prima, per esercitarci, alle prigioni! E tu, Danton, nel frattempo segnaci la lista di tutti i traditori. (La folla ora savvia minacciosa. Intanto, alcuni sanculotti trascinano davanti al palco della ghigliottina un giovane marchese ed Eva, nellaspetto di sorella del marchese.)
UN SANCULOTTO
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Ecco gli altri due aristocratici. Questo volto altero e questo fine abito bianco bastano da soli a dichiararli colpevoli.
ADAMO

Quale nobile coppia! Salite, giovani.


IL SANCULOTTO

E noi andiamo a raggiungere i compagni: l c lavoro per noi, e la morte per i traditori. (I sanculotti si avviano con altri della folla. I due giovani salgono sul palco, intorno al quale non ci sono pi che alcune guardie.)
ADAMO

Non so quale simpatia mi attira verso di voi Ecco, vi salver, a rischio della mia vita.
IL MARCHESE

No, Danton. Se siamo colpevoli e non ci condanni ti fai traditore della patria. Se invece non ci macchia alcun delitto, allora non abbiamo bisogno della tua vana piet.
ADAMO

Chi sei tu che parli in tal modo a Danton?


IL MARCHESE

Sono un marchese.
ADAMO

Chetati! Non lo sai ancora che non esiste altro titolo che quello di cittadino?
IL MARCHESE

Non ho saputo che il mio re abbia abolito i titoli.


ADAMO

Smettila, disgraziato che sei! Entra nel nostro esercito e farai carriera.
IL MARCHESE

Cittadino, non ho avuto dal mio re il permesso di entrare in una milizia straniera.
ADAMO

Allora morirai.
IL MARCHESE

E con questo? Sar un altro della mia famiglia che morir per il suo re.
ADAMO

Perch ti avventi con tanta temerit nel precipizio della morte?


IL MARCHESE

Ritieni forse che questo nobile privilegio spetti solamente a voialtri plebei?
ADAMO

Capisco: me che sfidi! Accetto la sfida; e vedremo. Ti salvo, a dispetto del tuo stesso volere, e forse lavvenire, tosto che si siano spente le passioni partigiane, mi sar riconoscente di aver serbato alla vita un cos forte carattere. Guardie, portatelo a casa mia. Voi ne rispondete. (Alcune guardie nazionali armate conducono via il marchese.)
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EVA

Fratello, sii forte.


IL MARCHESE

Dio ti assista, sorella. (Sallontana.)


EVA

Eccoti qui unaltra testa, non peggiore di quella di Rolando.


ADAMO

Parole assai dure per cos delicate labbra.


EVA

Siamo sul patibolo: non luogo di parole tenere.


ADAMO

Questo terribile palco il mio mondo. Quando vi sei salita, un lembo di cielo vi disceso: per chiuderti in una sorta di sacrario.
EVA

I sacerdoti non irridevano neppure agli animali, vittime predestinate sullara dei numi.
ADAMO

La vittima, credilo, sono io. Se anche c chi invidia il mio potere, io, disprezzando la vita e la morte, guardo senza gioia questo mio trono dove ogni giorno cadono tante teste mozzate, e aspetto che venga il mio turno. Fra tanto sangue, si fissa anche pi tremenda la mia solitudine, allato di questo pensiero; devessere pur bello amare! Oh, donna, insegnami per un sol giorno questa divina scienza, e poi porr tranquillamente il capo sotto la mannaia.
EVA

E tu, in questo mondo di orrori, vorresti amare? Non rabbrividisce la tua coscienza?
ADAMO

La coscienza prerogativa del volgo. Chi trascina con s un destino non ha tempo per guardarsi attorno. Hai mai sentito che un uragano si sia fermato per non abbattere sulla sua strada una rosa? Eppoi, chi potrebbe esser tanto temerario da giudicare luomo che appartiene alla vita pubblica? Chi riesce a vedere il filo che fa muovere sulla scena un Catilina o un Bruto? Oppure si crede che chi assurge a fama cessi di essere di questo mondo e si senta un tal superuomo da trascurare, come inesistenti, le cento e cento piccole questioni e preoccupazioni del vivere quotidiano? Non lo pensare nemmeno. Il cuore batte anche sul trono, e se Cesare ebbe unamante, questa amante magari lo ritenne non pi che un bravuomo, forse non immaginando affatto che la terra tremasse sgomenta sotto i passi di lui. E se cos, allora dimmi: perch tu non potresti amarmi? Sei una donna e io sono un uomo Si dice che il cuore ami oppure odi a seconda di ci che porta seco dalla nascita. Io sento che il mio cuore affine al tuo. Dunque, non puoi non coglierne il richiamo.
EVA

E fosse anche cos, a che servirebbe, se tu sei guidato da un dio tanto diverso da quello ch in me? No: noi non potremmo comprenderci mai.
ADAMO

Lascia queste idee sorpassate. Perch vuoi sacrificare a deit sparite? Per la donna non esiste sullara dei numi che un solo iddio sempre giovane: il cuore.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

EVA

Anche un altare abbandonato pu avere i suoi martiri. Danton, cosa ben pi nobile rispettare con devozione le rovine che inchinarsi al sorgere di una nuova potenza. E in ci si identifica la missione pi degna della donna.
ADAMO

Non mhanno visto ancora invischiato nei sentimentalismi E se qualcuno, amico o nemico, vedesse questuomo, incalzato a frustate dal destino a ripulire il mondo con la furia delluragano, vedesse me, dico, sospirare, qui sul patibolo, con gli occhi bagnati di lacrime che bruciano, per una fanciulla certo direbbe che Danton finito. Riderebbero di me, ecco, e allora nessuno pi mi temerebbe. E tuttavla, io imploro da te un raggio di speranza.
EVA

Se, oltre la tomba, il tuo spirito pacificato potr mondarsi della insanguinata polvere di questa epoca, forse
ADAMO

Non dire questo, giovinetta. Io non credo nel tuo aldil. Combatto senza speranza contro il mio destino. (La folla, con, insanguinate armi e levando sulle picche le teste mozze, ritorna, ebbra di ferocia. Alcuni salgono sul palco.)
LA FOLLA

Abbiamo fatto giustizia! Con che orgogliosa gente si avuto a che fare!
UN SANCULOTTO (dando un anello a Danton)

Eccoti questanello: sia esso la mia offerta ai piedi della patria. Me lha ficcato in mano uno di quegli infami quando gli ho avvicinato il coltello alla gola. Quella gena ci scambia per ladri Ma tu sei ancora viva? Toh, vai a raggiungere i tuoi fratelli! ( Trafigge Eva, che rotola dietro al patibolo.)
ADAMO (coprendosi gli occhi)

Ahim, la fine! Chi pu opporsi a te, destino?


LA FOLLA

E ora alla Convenzione! Guidaci, cittadino. Hai segnato i nomi dei traditori? (La folla scende dal palco Eva, nellaspetto di una popolana cenciosa e furibonda, si fa innanzi dal gruppo dei tumultuanti, e, con in una mano un pugnale e nellaltra una testa recisa, si precipita verso Danton.)
EVA

Danton, guarda questo cospiratore. Ti voleva uccidere Invece ho ucciso io lui!


ADAMO

Se meglio di me avrebbe tenuto questo posto, hai fatto male; se no, hai fatto bene.
EVA

Ho fatto bene. E voglio un premio: passa una notte con me, granduomo.
ADAMO

Quale simpatia pu mai nascere in un cuore simile? Come ci pu essere un tenero sentire in un cuore di belva?
EVA

Mi pare, cittadino, che tu ti stia atteggiando ad aristocratico con tanto di sangue blu. Oppure deliri, con quel tuo parlare romantico? Tu sei un uomo, io sono una donna. Una donna giovane che ti ammira. Mi spinge a te, granduomo, lammirazione.
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO (tra s)

Mi sento tutto scosso da brividi Non sopporto una vista cos tremenda Bizzarra e meravigliosa somiglianza! Chi ha veduto langelo, e poi lha visto cadere, quello solo pu dire daver assistito a qualcosa di simile Le stesse fattezze, la stessa figura, la stessa voce. Tutto! Solo differenze da poco: Tanto da poco da non poterle nemmeno individuare. Nonostante, come diversa, in tutto . La prima non potevo averla, come protetta da unaureola; da questaltra mi tiene lontano il lezzo dellinferno.
EVA

Che cosa stai borbottando fra te e te?


ADAMO

Stavo contando, donna. E mavvedo che non ho tante notti quanti sono i traditori che ancora infestano la patria.
LA FOLLA

Alla Convenzione! Rivelaci i nomi! (Frattanto, seguiti da nuova folla, giungono Robespierre, Saint-Just e altri membri della Convenzione che salgono tutti su un palco improvvisato.)
SAINT-JUST

Come potrebbe rivelare i nomi di persone delle quali egli il complice principale? (Il popolo rumoreggia.)
ADAMO

Osi accusarmi, Saint-Just? Non conosci dunque la mia forza?


SAINT-JUST

Lavevi, questa forza: nel popolo. Ora per il popolo, nella sua sagacit, ha capito ci che sei effettivamente e sancir il decreto della Convenzione.
ADAMO

Non riconosco altro giudice che il popolo. E il popolo, lo so, mi amico. (Si levano pi vivi i clamori.)
SAINT-JUST

Solo chi nemico della patria tuo amico. Il popolo sovrano ti giudicher. Io ti accuso davanti a lui di aver tradito la patria frodando i beni dello stato e manifestando simpatie verso gli aristocratici. Ti accuso inoltre di ambire a governare dispoticamente.
ADAMO

Attento, Saint-Just! La mia voce tuono che pu annientarti. E le tue accuse sono false!
ROBESPIERRE

Non lasciatelo parlare! Lo sapete benissimo che la sua lingua velenosa come quella di un serpente. Arrestatelo, in nome della libert.
LA FOLLA

Ben detto. Non ascoltiamolo! Non ascoltiamolo! Muoia! (Circondano Danton, come per farlo prigioniero.)
ADAMO

Non ascoltatemi, dunque. Ma neppure io star a sentire le vostre accuse infami. Non mi vincerete coi discorsi,
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

come non potreste vincermi coi fatti. Tu, Robespierre, mi hai soltanto preceduto. Tutto qui. ed meglio se non te ne vanti. Depongo le armi io stesso: ne ho avuto abbastanza. Per, senti questunica cosa, Robespierre: fra tre mesi percorrerai la medesima via su cui adesso mincammino. Boia, sii abile: tu uccidi un gigante. (Piega la testa sotto la mannaia.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

DECIMO QUADRO
TUTTO TORNA RAPIDAMENTE COMERA NELLOTTAVO QUADRO. ADAMO, DI NUOVO IN ASPETTO DI KLEPERO, DORME COL CAPO RECLINATO SULLA SCRIVANIA. LUCIFERO, COME SUO FAMIGLIO, GLI VICINO E GLI BATTE SULLA SPALLA. STA SPUNTANDO IL GIORNO
LUCIFERO

Stavolta, niente decapitazione.


ADAMO (alzandosi) Dov che mi trovo? E dove sono i miei sogni? LUCIFERO

Volati via, insieme coi fumi della sbornia, maestro.


ADAMO

In questo tempo di vilt, soltanto lebbrezza riesce a creare cose grandiose? Quale imponente visione m apparsa! Cieco chi non vi riconosce la scintilla di Dio, anche se offuscata di sangue e di fango Colpa e virt erano grandi allo stesso modo, e luna e laltra affascinanti perch segnate da una impronta di forza. Meglio non mi fossi destato Ora, se mi guardo attorno, ancor pi vile mi appare la, bassezza di questepoca, in cui la colpa mascherata dal sorriso e la virt mentisce ravvolta nellabitudine.
LUCIFERO

Conosco anchio queste nausee del mattino, dopo lubriachezza.


EVA (uscendo dal pergolato) Vai vai, allontnati. Era tutto giusto il mio sospetto. Osi spingermi a uccidere mio marito E credi capace di un simile delitto proprio la donna che sarebbe, come proclami con manifesta falsit, lideale del tuo cuore? CORTIGIANO

Per amor del cielo, cara, calmati. Se la gente se naccorge vien fuori uno scandalo.
ADAMO

E anche quelle due donne non erano che un mio sogno? Ma che sto mai dicendo? Unica era la donna, in un duplice aspetto, mutevole a seconda dellirrequieto mutare del mio destino, come londa che splende e sincupisce da un minuto allaltro.
EVA

Ecco, lo scandalo la tua preoccupazione maggiore. Che importa a te del peccato, a te cavaliere senza macchia, pur che rimanga occulto? Voi uomini vi burlate della donna finch essa non ripudia come un pregiudizio la tradizione della sua virt ancestrale. A quel punto, la riguardate, ridendone con disprezzo, come un basso strumento per i vostri vizi. Vai vai! Non voglio pi vederti.
CORTIGIANO

E ancora esageri. Ci rideranno dietro tutti, se diamo troppa importanza a una cosa che non esce dalle comuni vicende Noi due cincontreremo ancora e vedrai che sorrideremo e scherzeremo, senza dirci neanche una parola su ci che successo. Buon giorno, signora. (Si allontana.)
EVA

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Miserabile! Eccomi qui, ora, con la mia colpa e con le mie lacrime. (Anchessa si allontana.)
ADAMO

Cos, non era che un sogno; ed finito. Ma non proprio tutto finito. Le idee sono pi forti della sorda materia. Questa pu essere abbattuta dalla forza; quelle vivono in eterno. E vedo diffondersi le mie sacre idee, nobili e purificatrici, dappertutto nel mondo. E se anche lentamente, non importa.
LUCIFERO

Il giorno avanza, maestro. lora della lezione. I giovani si radunano, gi impazienti di carpire una parola della tua sapienza. (Suona la campanella della specola.)
ADAMO

Non ti far beffa del mio sapere. Io arrossisco quando di esso mi lodano.
LUCIFERO

Ma non istruisci tanti ottimi giovani?


ADAMO

Non li istruisco: piuttosto li ammaestro a raccapezzarsi in questa o in quella cosa che essi non arrivanoa capire o a fare. Lignorante si stupisce e magari crede che le belle parole servano a far sorgere gli spiriti La verit che si tratta soltanto di un apparato, buono a coprire la nostra complessiva ciarlataneria. (Viene avanti a passi rapidi un discepolo e sale sulla loggia.)
IL DISCEPOLO

Ti sei degnato, maestro, di chiamarmi qui, con la promessa di soddisfare la mia sete di sapere, dandomi il modo di vedere pi a fondo nelle cose. E di ci non credi capaci gli altri tuoi allievi.
ADAMO

Verissimo. La tua diligenza tale che merita questo privilegio.


IL DISCEPOLO

Ed eccomi davanti a te, con lanima che trema dal desiderio di scrutare nel laboratorio della natura, di afferrare tutto, di godere di pi, dominando in un superiore mbito il mondo della materia e il mondo dello spirito.
ADAMO

Desiderio smodato. Tu, infinitesima molecola delluniverso, come potresti scorgere il meraviglioso insieme? Chiedi il dominio, e il sapere, e linfinita gioia Se il tuo petto non si schiacciasse sotto tanto peso e potessi ottenere tutto ci che brami, allora saresti pari a Dio. Volgiti a cose meno grandi e pu darsi che tu le abbia.
IL DISCEPOLO

Quali che siano i segreti del sapere che tu, maestro, mi vorrai rivelare, io navr sempre guadagno: perch sento che da solo non posso comprendere nulla.
ADAMO

Va bene. E poich ne sei degno, tintrodurr nei pi reconditi sacrari: dove vedrai il vero cos come lo vedo io stesso. Ma che non ci sia orecchio profano a sentirci. Perch la verit, se diffusa tra il popolo, nel mondo odierno, sarebbe terribile, mortale addirittura. Verr il tempo, e fosse gi arrivato!, in cui di quel vero discorrer liberamente luomo della strada: ma allora il popolo sar maturo quanto basta. Qua la mano, per promessa che non rivelerai ad alcuno ci che avrai inteso. Bene. Cos. E ascolta.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

IL DISCEPOLO

Tremo dal desiderio e dal timore


ADAMO

Che cosa mi hai detto, dianzi, figliolo?


IL DISCEPOLO

Che so di non poter capir niente da solo.


ADAMO (con una certa cautela) E neppure io, e, credimi, nessun altro. La filosofia non che la poesia delle cose che non ci sono chiare. E questa dottrina ancora fra le pi innocue perch, in un mondo pervaso di chimere, essa si appaga soltanto di s, tranquillamente. Per ha per compagne molte altre dottrine che, presuntuose al massimo, non fanno che disegnare sulla sabbia; e asseriscono che una linea figura un abisso e un cerchio un santuario E nel medesimo istante in cui tu ridi di questa commedia, ti accorgi che si tratta di una farsa tremendamente seria. Perch mentre, col cuore che trema dangoscia, badi a scansare quei disegni, ecco, ora qui ora l, un trabocchetto dove il temerario che li attraversi cade senza pi scampo. Tale stoltezza, vedi, raffrena di continuo il cammino degli uomini. Proprio lei difende, in forma di sacra venerazione, il potere costituito. IL DISCEPOLO

Capisco, capisco. E sar sempre cos?


ADAMO

Un giorno si rider di tutto questo. Lo statista da noi dichiarato grande, lortodosso da noi ammirato, saranno considerati dai posteri non pi che degli istrioni. E al posto loro ci sar la vera grandezza, quella semplice, quella naturale, quella che fa saltare il cavallo solamente dove in effetti c un fosso e lascia la strada battuta solo quando ha davanti a s un campo libero. Cos la dottrina che ora ci conduce a follie co suoi arzigogoli nessuno dovr pi propriamente studiarla in quanto subito accessibile.
IL DISCEPOLO

Avremo dunque il limpido Linguaggio che parlarono gli apostoli? Ma se tutto il resto non che un mero ciarpame, non uccidere la mia fede nellarte. Larte non si raggiunge senza determinate regole.
ADAMO

Tuttavia, anche larte raggiunge la massima perfezione quando espressa in tal modo che proprio di essa non ci savvede.
IL DISCEPOLO

Devo allora fermarmi davanti alla fredda realt? E non vero invece che senza lideale lopera rimane priva di anima?
ADAMO

Qui hai ragione. Lideale sintride nello spirito dellopera e la fa somigliante alla natura stessa, e rende vivo e compiuto ci che, se quello mancasse, rimarrebbe spento e informe. Ma, anche idealizzando, non credere di poter mai competere con la grande natura il cui soffio perennemente vivo. Lascia dunque da parte le regole e i modelli. Colui che possiede una forza, se Dio vive in lui, parler parole adatte a convincere, sar scultore, sar poeta. E pianger se lanima gli duole, e rider nel sognare le ebbrezze del piacere. Anche se vorr avviarsi ad altri traguardi, una sua mta la raggiunger ugualmente. S, potranno venire le teorie per nuove regole astratte allopera di lui Ma non saranno che dimpaccio al suo genio: e non basteranno a librare in alto il mediocre.
IL DISCEPOLO

Oh, dimmi, maestro, dimmi ci che devo fare! Dopo aver dedicato tante notti allo studio non sar che uguale

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

allultimo stolto? E vano tutto il mio lavoro e inutile ogni mia fatica?
ADAMO

Non inutile. Perch proprio questo ti d il diritto di disprezzare le ingannevoli seduzioni della scienza. Chi non ha ancora guardato in faccia il pericolo, un vile se indietreggia. Chi invece ha affrontato da prode il rischio pu scansare lo sciocco attaccabrighe e nessuno dubiter del suo coraggio. Prendi dunque queste ingiallite pergamene, questi in-folio con la muffa sopra, e gettali nel fuoco. Sono essi che cintrappolano il cammino, che impoltriscono la nostra mente. Sono essi che tramandano al mondo nuovo gli errori del passato, fossilizzati in altrettanti pregiudizi. Al fuoco! E, noi, fuori, allaperto! A che apprendere che cosa il canto e che cosa il bosco e spendere e sperdere tra le mura polverose duna stanza, senza mai gioie, tutta la tua vita? O forse ti appare cos lunga, la vita, da poter studiare teorie fino alla tomba? Dai, insieme con me, un addio alla scuola: la dorata giovinezza ti conduca verso i gioiosi raggi del sole e verso il giubilo dei canti. E tu, dubbiosa guida, conduci me verso quel mondo che certo sorger quando saranno comprese appieno le idee dei magnanimi spiriti: e dalla esacrata polvere delle rovine i celati pensieri potranno trovar voce nelle parole finalmente libere.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

UNDICESIMO QUADRO
A LONDRA. MERCATO FRA LA TORRE E IL TAMIGI. UN CHIASSOSO SCIAMARE DI FOLLA, LA PI VARIA. ADAMO, IN ASPETTO DUOMO AVVIATO ALLA MATURIT, STA INSIEME CON LUCIFERO IN UN ALTO BASTIONE DELLA TORRE. LA SERA VICINA
CORO

(come intonandosi al brusio della folla e con laccompagnamento di una musica sommessa) Sempre mugghia il mar della vita e ad ogni ondata un nuovo mondo: rimpiangi luna che scompare e temi luna che sinnalza. Or temi che il singolo cada, preda della invasata folla, or che un despota sopravvenga a cagionar lutti a milioni. Tu tremi per la poesia e il d dopo per la scienza Vorresti raccoglier le onde, ma il recipiente ben meschino. Quanto vana la tua fatica: un po dacqua e non pi raccogli nel maestoso mare che mugghia; mugghia e mai si stanca, ridendo. Lascia che superbo risuoni: la vita sa da s la mta, n di essa alcunch va disperso nella lotta che mai non cessa. Sempre nuova appare la vita pur rimanendo antica sempre: sappi dunque, uomo, ascoltarne leterno e suggestivo canto.
ADAMO

Ecco, ecco: proprio quel che ho sempre sognato! Invece finora non ho fatto che brancolare in un labirinto. Ormai per la vita mi sta davanti nella sua pienezza: e quanto bello questo suo canto che consolando incta!
LUCIFERO

bello sentirlo di qui, stando in alto, come il canto supremo duna chiesa. Le voci, anche se rauche, e i gemiti e i singulti si mescolano e diventano melodia che quass ci raggiunge. Iddio stesso lascolta cos, e perci crede daver fatto il mondo proprio come si deve. Ma quanto diverso udremmo lo stesso canto se potessimo coglierlo in basso in basso, l dove si sente anche il battito del cuore.
ADAMO

Che vale, ora, la tua ambiguit? Non senzaltro pi degno questo mondo degli altri che con tanto spasimo mhai fatto attraversare? Le mura illebbrosite sono crollate, e sono spariti i terribili fantasmi che, circonfusi di non si sa che gloria, il passato tramandava al futuro come maledizioni tormentose. Sapre alluomo la libera disputa; e di piramidi col sacrifizio degli schiavi non se ne innalzano pi.
LUCIFERO

A questaltezza, neppure in Egitto sarebbe arrivato il gemere degli schiavi Metti da parte il lamento e vedi
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

come sono divine quelle opere. E ad Atene non oper forse con giustizia il popolo sovrano sacrificando il suo grande condottiero nel momento in cui la patria era in pericolo? Il fatto che, visti da questaltezza, non ci turbano n i sentimenti che trascorrono n le lacrime delle donne.
ADAMO

Taci, eterno sofista, taci!


LUCIFERO

Eppoi, anche se vero ch cessato il pianto, non c dubbio che tutto s fatto pi meschino. Dov ormai laltezza che attrae, labisso che sgomenta? E dove la magica mutevolezza della nostra vita? Questa non pi un mare che si agita e raggia: bens uno stagno liscio liscio, pieno di ranocchi.
ADAMO

C un compenso nellavvedersi del diffuso benessere.


LUCIFERO

Tu, ecco, giudichi da questa specie di alto podio la vita che si muove sotto i tuoi piedi, precisamente come la storia giudica il passato. Non ne senti i gemiti, n le voci arrochite. Del passato, la storia ode solo il canto.
ADAMO

Ah, ora anche Satana fa il romantico e sdrottina a destra e a manca. gi un progresso.


LUCIFERO (additando la Torre)

Non c nulla di strano. Stiamo contemplando un mondo nuovo annidati in uno spettrale avanzo del tempo che fu.
ADAMO

Tuttavia, a me non piace affatto il posto in cui ora siamo. Non amo le cose diroccate. Anzi, scendo senzaltro nel mondo nuovo, sicuro di ritrovare nel flusso delle sue onde la grande poesia e le grandi idee. Forse non si manifesteranno pi nelle titaniche lotte che nel passato scuotevano addirittura il cielo: ma in pi limitate espressioni creeranno latmosfera confacente a un vivere pi giusto e benedetto.
LUCIFERO

Sarebbe preoccupazione inutile se tu lo temessi. Finch esister la materia, sempre sar presente il mio potere che, come negazione, in lotta con quella. Finch ci sar un cuore umano e la mente sia capace di pensieri, e lordine sancito ponga argini al desiderio, nel mondo dello spirito vivranno in contemporaneit, per essere osteggiate, la poesia e lidea Ma ora dimmi: quale aspetto dovremo assumere allorch, scendendo, ci mescoleremo al chiasso della folla? Perch cos come siamo non ci dato rimanere se non quass, in questo luogo dove attorno svolano le illusioni del passato.
ADAMO

Un aspetto qualsiasi. Grazie agli eventi nuovi, ormai non ci sono pi distinzioni. E se vogliamo conoscere ci che il popolo sente, non c che sostare dove esso mareggia a onde fitte: (Scendono entrambi nellinterno della Torre, per riapparire presto gi alla porta travestiti da operai; e via senzaltro tra la folla. Un burattinaio sta accosto al proprio baraccone, dove c, in giacchettina rossa, una scimmia legata a una catena.)
IL BURATTINAIO

Da bravi, signori, per di qua, per di qua. Lo spettacolo sta per incominciare. Una commedia spassosissima dove potrete vedere come il serpente sedusse la prima donna, che era gi una curiosona, e come questa pose luomo nei guai fin da allora. Potrete vedere con quanta dignit questa scimmia imita luomo, e in pi un orso che fa il maestro di ballo. Per di qua, da bravi, per di qua, signori! (Gran ressa davanti al baraccone.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LUCIFERO

Adamo, qui si parla proprio di noi! Torna proprio bene essere stati protagonisti di una cosa che anche dopo sei millenni tiene allegra la giovent!
ADAMO

Lasciamo questa stupida farsa Andiamocene.


LUCIFERO

Stupida farsa? Guarda invece come si divertono quei rosei giovincelli che poco fa forse sonnecchiavano sui banchi di scuola stando a sentire la vita di Cornelio Nepote. Infine chi ha ragione? Quelli che sinoltrano nella vita con vivido sentimento della forza, o quelli che ne escono col cervello ormai consunto? Credi di essere pi soddisfatto tu ascoltando un dramma di Shakespeare che non costoro davanti a questo grottesco guazzabuglio?
ADAMO

Ma proprio quel che grottesco io non lo posso soffrire.


LUCIFERO

Questantipatia te lha attaccata il mondo greco. Invece, a me, figlio, o se ti piace padre, che tanto fra gli spiriti suppergi la stessa cosa, a me piace giustappunto il grottesco insinuatosi nelle nuove tendenze romantiche. Su un volto umano le smorfie duna scimmia, ossia uno sprizzo di fango su ci che fu magnifico; i sentimenti pervertiti sotto le tonache venerande; le parole pudiche in bocca alle sgualdrine; lincensamento dei vili e dei meschini; le invettive degli impotenti ai piaceri amorosi: tutto questo mi fa dimenticare daver perso il mio regno, perch mi dato riviverlo in forme mutate.
IL BURATTINAIO (battendo spalla sulla di Adamo)

Oh, buonalana che non sei altro, stai occupando gratis un bel posto Ma lo sai chi che offre divertimenti senza spesa? Chi stufo della vita e aspetta che lo impicchino. (Adamo e Lucifero si traggono in disparte, mentre si fa innanzi una piccola fioraia che vende violette.)
LA FIORAIA

Violette: le prime annunciatrici della primavera. Compratele! Sono fiorellini che sfamano unorfana e ornano anche chi povero.
UNA MADRE (comprando le violette)

Dammele, dammele: per le manine del mio figliolo morto.


UNA FANCIULLA (comprando anchessa le violette)

Stanno bene nei miei capelli neri.


LA FIORAIA

Violette, violette! Compratele, signori! (Presto, poi, sallontana.)


UN GIOIELLIERE (dalla sua baracca)

Quella stupida erba ci fa sempre concorrenza. Non c verso che passi di moda. Eppure, per un bel collo non c ornamento pi adatto dun bel vezzo di perle. E per avere le perle un uomo deve affrontare con disperato coraggio i mostri dei fondali marini. (Compaiono insieme due giovinette della borghesia.)
PRIMA GIOVINETTA

Quante belle stoffe! Quanti bei gioielli!

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SECONDA GIOVINETTA

Ci fosse mai un giovanotto a regalarceli, almeno come dono della fiera!


PRIMA GIOVINETTA

I giovanotti doggi lo farebbero soltanto con un vergognoso secondo fine.


SECONDA GIOVINETTA

Ma neanche. Non hanno il minimo buongusto. Li hanno guastati le donne scostumate e il caviale.
PRIMA GIOVINETTA

Sono cos presuntuosi che non si curano affatto di noi.


SECONDA GIOVINETTA

O se no tanto timidi che non si attentano a nulla. (Si allontanano.) (Sotto un frondoso pergolato c una mescita; e, attorno a un tavolo, operai se la spassano bevendo. Pi in fondo, musica e ballo. Soldati, borghesi, popolo dogni gradazione sociale, si divertono con chiasso o stanno a guardare.)
LOSTE (fra i suoi avventori)

Allegri, signori! Lieri passato e il domani rimane sempre davanti a noi. Dio d da mangiare anche agli uccelli, e tutto vanit, dice la Bibbia.
LUCIFERO

Questa filosofia mi piace. Sediamoci qui, su questo pancone allombra, e osserviamo come il popolo riesce a divertirsi a buon mercato, col vinello asprigno e la musica stonata.
PRIMO OPERAIO (dal tavolo)

Le macchine, ve lo dico io, le ha inventate il diavolo: ci levano il pane di bocca.


SECONDO OPERAIO

Purch ci resti il vino, si pu anche non curarcene.


PRIMO OPERAIO

I ricchi, poi, sono altri diavoli che ci succhiano il sangue. Ne venisse qui uno, giuro che lo manderei allinferno Qualche altro esempio, del tipo di quello di poco fa, non ci starebbe male.
TERZO OPERAIO

E che ci guadagneresti? Oggi intanto quel nostro compagno lo impiccano. E le cose andranno avanti precise a prima.
SECONDO OPERAIO

Discorsi scemi. Io, se capitasse qui il ricco che tu dici, non gli farei certo del male. Lo inviterei piuttosto a sedersi accanto a me, e allora si vedrebbe chi fra noi due sa fare il vero signore e sa meglio spassarsela.
LOSTE (a Adamo)

Che posso servire a lor signori?


ADAMO

Niente.
LOSTE

E allora via da questa panca, che mia, vagabondi. Credete forse che io il denaro lo rubi? O che mia moglie e
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

mio figlio siano al mondo per poi mettersi a chieder lelemosina?


ADAMO (alzandosi) Come ti permetti di parlare a questo modo? LUCIFERO

Non stare a confonderti con un insolente di tal fatta.


ADAMO

Ma s, andiamocene. Gi tante volte s visto come un uomo diventa peggio duna bestia.
LUCIFERO

Per, vedi, proprio qui c quel che io cercavo da tanto tempo. Qui ci si diverte, si sta allegri in piena promiscuit, come un tripudio di baccanale plebeo che accende di un bel rosa le facce, come una maschera di fugace illusione che fa parer lontana la miseria. Non forse questa una cosa stupenda?
ADAMO

A me ripugna. (Nel frattempo, Adamo e Lucifero sono giunti presso quelli che stanno ballando. E compaiono due mendicanti che litigano.)
PRIMO MENDICANTE

Questo posto mio. Ecco qui il permesso.


SECONDO MENDICANTE

Non hai nessuna piet per me. Devo crepare? Sono senza lavoro da due settimane.
PRIMO MENDICANTE

Allora non sei neanche un vero mendicante; sei un miserabile guastamestieri. Chiamo subito una guardia. (Il secondo mendicante se ne va mogio mogio. Il primo mendicante si pone al posto che gli spetta.)
<PRIMO MENDICANTE>

Per le cinque piaghe di Ges, signori, fate la carit a un povero disgraziato. (Un soldato strappa la ballerina dalle braccia di un artigiano.)
SOLDATO

Fila via, bifolco! Credi dessere anche tu un qualcuno?


ARTIGIANO

Sentirai chi sono se non lo sai ancora!


SECONDO ARTIGIANO

Non ti scalmanare, amico. meglio se lo scansi. La gloria e il potere stanno dalla sua parte.
PRIMO ARTIGIANO

C bisogno che per di pi usi il disprezzo? Non gli basta succhiarci il sangue come una mignatta?
UNA MERETRICE (canticchiando)

Fin dagli artigli dei draghi una volta via si strappavano le mele doro. Ancor oggi esse maturano belle: ma di draghi nessuno pi ne vede Gran balordo chi estatico le mira e, pur voglioso, coglierle non osa.
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Saccosta a un giovane e laccarezza.)


LUCIFERO (assorto a guardare quelli che si divertono)

Vedi, questa civetteria proprio di mio gusto. Il ricco deve far mostra dei suoi tesari. La cassa di ferro su cui sta seduto lavaro pu contenere tanto loro che la sabbia Addirittura commovente la gelosia di quellimberbe: osserva come spia ogni occhiata della sua ragazza. Conosce il valore del momento. Egli sa benissimo che la ragazza sannider pi tardi fra le braccia di un altro: e tuttavia pensarci ora cosa vana.
ADAMO (a un musicante) Perch offendi larte a questo modo? Sii sincero: ti piace proprio quello che suoni? IL MUSICANTE

Macch. Anzi per me una vera pena infilare tutti i santi giorni gli stessi motivi e vedere, incredibile, come la gente ci si diverte, persino urlando di gioia. E queste grida a volte tornano e mi ossessionano nel sogno. Ma che posso farci? Bisogna vivere, e altro non so fare.
LUCIFERO (sempre attento a guardare la folla)

Chi supporrebbe, nella giovinezza che pure trasvola, una filosofia di cos profondi concetti? Quella ragazza sa che lattimo che sta godendo non affatto lultimo della sua vita, e mentre il giovanotto labbraccia cerca con lo sguardo il successivo ganimede Ah, cari ragazzi, che gran piacere mi date: sorridendo voi lavorate a mio profitto. Siete il peccato e la miseria: non posso che benedirvi.
SECONDO ARTIGIANO (canterellando) Pu ridersi del diavolo chi con fervido cuore festeggia i baci e il vino dopo laspro lavoro di lunga settimana. (Giungono gli ultimi accordi duna musica di chiesa. Eva, nellaspetto di una ragazza della borghesia, con in mano il libriccino delle preghiere e un mazzetto di fiori, esce di chiesa, insieme con la madre.) UN VENDITORE

Venga qui, signorina bella. Nessuno pu servirla pi a buon mercato. UN ALTRO VENDITORE Non gli dia retta. Merce antiquata, la sua, e misure false. Venga da me, signorina.
ADAMO

Tu, Lucifero, mi fai rimaner qui, in questo luogo spregevole, e intanto laggi sta passando, e quasi non me naccorgevo, la felicit fatta persona.
LUCIFERO

Non poi una novit, direi.


ADAMO

uscita or ora di chiesa Com bella, com bella!


LUCIFERO

Magari andata in chiesa per farsi guardare, e per guardare a sua volta.
ADAMO

Non toccarla col tuo gelido cinismo. Le aleggia ancora sulle labbra la preghiera

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LUCIFERO

Maccorgo che stai per convertirti. Anzi, tavvii a diventare pietista.


ADAMO

Scherno di cattiva lega, il tuo. Peggio per me, daltronde, se ho lanima arida. Ma mi piace credere che nel cuore duna giovinetta vivano i pregiudizi, la santa poesia e lintatta purezza di un fiore.
LUCIFERO

E allora mostramelo un tal lembo di cielo! Perch neppure dal diavolo puoi pretendere che indovini sempre i tuoi gusti. Deve bastarti che io ti aiuti a soddisfarli.
ADAMO

Chi altri potrebbe essere se non quella giovane?


LUCIFERO

Cos ragiona anche il picchio quando prende un verme. Si guarda intorno golosamente e crede che quello sia il bocconcino pi gustoso del mondo, mentre il piccione lo guarda con ripugnanza. Anche luomo trova sovente il suo bene, o crede perlomeno di trovarlo, l dove per un altro c invece linferno.
ADAMO

Quale dignit, quale candore verginale Quasi non oso andarle vicino
LUCIFERO

Coraggio. Non sei poi un novellino con le donne. N certo mi sbaglio a credere che lei non abbia un desiderio maggiore che quello, diciamo, di accasarsi.
ADAMO

Taci.
LUCIFERO

E, forse, in un palazzo! (Intanto un giovanotto si accosta ad Eva e le offre una focaccia impastata nel miele a forma di cuore.)
IL GIOVANOTTO

La prego, signorina: si degni accettare dalle mie mani questo dono della fiera.
EVA

Com gentile, Arturo, a ricordarsi sempre di me.


LA MADRE

Da un po non ci vediamo, vero? Perch non viene a trovarci? (Seguitano a parlare a voce bassa. Adamo osserva innervosito la scenetta; fino a che il giovane non si allontana.)
ADAMO

Quello sbarbatello avr dunque ci che il mio cuore virile inutilmente sospira? Con quanta confidenza s trattenuto con lui a parlare e come gli ha sorriso! E ora lo saluta anche da lontano. Dio, che tormento, che strazio. Bisogna che le parli. (Si avvia incontro ad Eva.)
LA MADRE

I genitori di Arturo sono ricchi, non c dubbio alcuno. Ma non so come vedano la sua relazione con te. Perci non devi trascurare del tutto il suo rivale, che anche oggi ti ha fatto limprovvisata di questi bei fiori.
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Mi permettono, signore, di accompagnarle, affinch non capiti loro nulla di male in questa baraonda?
EVA

Ma che sfacciataggine la sua?


LA MADRE

Via, insolente! Crede forse che la mia figliola sia una di quelle che si lasciano far complimenti da tutti?
ADAMO

Sarebbe forse possibile non farle dei complimenti? Assai volte m occorso di sognare proprio come ora lo vedo lideale della vera perfezione di donna.
LA MADRE

Continui a sognare, allora. E sogni ci che le pare e piace. Ma non fioriranno mai i vezzi di mia figlia per un fannullone quale certo lei . (Adamo nellimbarazzo. In quel mentre una zingara savvicina ad Eva.)
LA ZINGARA

Cara signorina, cara fanciulla che siete una meraviglia del mondo, lasciatemi vedere un po la vostra bianca manina e vi dir quali e quante gioie, certo infinite, la sorte riserba alla vostra felice vita. (Legge la mano, e poi:) Signorina, avrete uno sposo bello anzi, proprio qui vicino e bei figlioli e salute e ricchezza. (La zingara riceve del denaro.)
LUCIFERO (indicando Adamo)

Sorella, leggi anche il destino del mio compagno.


LA ZINGARA

Ecco Non ci vedo chiaro: o fame o capestro.


ADAMO (ad Eva)

Perch respingermi a questo modo? Io sento, fanciulla, che il suo cuore stato creato per appartenermi
EVA

Mamma, non permettere


LA MADRE

Se lei non si leva di torno chiamo una guardia!


EVA

Non tarrabbiare, mamma. Capir da s. E alla fin fine non ha commesso nulla di male. (Le due donne se ne vanno.)
ADAMO

Poesia santa, sei dunque sparita del tutto da questo mondo cos prosaico?
LUCIFERO

Macch sparita. E la focaccia a forma di cuore, e il mazzolino di fiari, e il ballo, e lombra del pergolato, che altro sono? Non essere troppo esigente: questo il punto. Ci sono ancora abbastanza cose al mondo per lasciar correre la fantasia.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

A quale scopo, se la cupidigia e il gretto interesse stanno dappertutto in agguato e non esiste pi in alcun luogo lentusiasmo che sorga al di fuori dogni interesse?
LUCIFERO

Non vero: c anche lentusiasmo. E sai dove si trova? Su quei banchi di scuola dove la vita, proprio la vita, non sia ancora penetrata a sviare i cervelli. Ecco, proprio ora vengono degli studenti (Compaiono infatti alcuni studenti, come a passeggio.)
PRIMO STUDENTE

Allegria, ragazzi! Lasciamoci dietro tutta la muffa e vediamo di metter su qualche bel divertimento.
SECONDO STUDENTE

Fuori, via, allaperto! Detesto la citt col suo ordine che sa di sbarre, mi ripugna questo mondo di bottegai.
TERZO STUDENTE

Vediamo dattaccar briga con qualcuno. Sar uno spasso eccitante e virile.
PRIMO STUDENTE

Strappiamo le ragazze dalle braccia dei soldati. Succeder subito la battaglia. Poi ce nandremo con le ragazze fuor di porta. Denari per qualche boccale di birra e per la musica ne abbiamo, e cos ce la spasseremo fino a sera come nababbi, con tante belle gote accosto accosto, trofei della nostra prodezza.
QUARTO STUDENTE

Magnifico! Addosso ai filistei!


PRIMO STUDENTE

Cos ci sentiremo amici anche pi di prima, e ci divertiremo a pi non posso E certo verr anche il giorno in cui la nostra energia, accesa dentusiasmo patrio, avr un pi nobile campo di contesa. (Gli studentti se ne vanno tuttinsieme.)
ADAMO

Ci, in un mondo cos terra-terra, m cagione di conforto. Vintravvedo il germe dunet migliore.
LUCIFERO

Potrai vedere in qual modo si sviluppa il germe, non appena scossa la polvere delle aule. Quei due industriali che si stanno avvicinando, furono da giovani precisi precisi agli studenti che hai visto or ora. (Due industriali vengono innanzi, discorrendo.)
PRIMO INDUSTRIALE

Inutile, non posso sostenere la concorrenza. Tutti vogliono la roba a prezzo sempre pi svilito, e allora devo per forza produrre merce pi scadente.
SECONDO INDUSTRIALE

Direi che meglio ridurre il salario agli operai.


PRIMO INDUSTRIALE

E come si fa, se gi ora si lamentano, quei dannati, e dicono che non ce la fanno a vivere? Magari avranno anche un po di ragione, e tuttavia chi dice loro di sposarsi, di mettere al mondo una mezza dozzina di figlioli?
SECONDO INDUSTRIALE

Lavorino di pi, ecco. Stiano in fabbrica anche met della notte. Per riposare basta laltra met, e tanto di guadagnato per loro se non hanno tempo di sognare.
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Si allontanano cos come son venuti.)


ADAMO

Alla larga da uomini simili! Perch poi me li hai messi sotto gli occhi? Ora piuttosto vorrei sapere dov andata quella ragazza Questo il momento, Lucifero, di mostrarmi il tuo potere: fa dunque in modo chessa mi stia a sentire.
LUCIFERO

Lucifero non spreca le sue energie per cosucce di tal genere.


ADAMO

Ma ci che per te un nonnulla, per me tutto il mondo!


LUCIFERO

Puoi averla. Tuttavia mderati nei sentimenti, e non aver timore di dir bugie. Rgolati come ti dico io e ti cadr fra le braccia. (Ad alta voce, in modo che senta la zingara di prima, ch dietro di loro come chi origlia senza farsene avvedere) Milord, lei avr visto ormai quanto sia inopportuno mescolarsi travestiti in mezzo alla folla. Non si rischiano che fastidi a ripetizione. Se questa gente sapesse che quattro nostre navi provenienti dalle Indie stanno per approdare qui, si comporterebbe in ben altra maniera.
ADAMO

Probabilissimo.
LA ZINGARA (in disparte)

Quel che sento, pu valere un buon gruzzolo. (A Adamo) Una parola, prego. Vi siete voluto travestire e io, per punirvi, vi ho detto quella brutta profezia. Perch dovete sapere che per me non esistono segreti: da gran tempo me la intendo con Satana.
LUCIFERO (tra s)

Ci mancherebbe anche questa, vecchia megera.


LA ZINGARA

Le vostre navi approderanno entro oggi. Ma per vossignoria c qualcosa di pi interessante C che una fanciulla bellissima langue damore per voi.
ADAMO

E come posso fare per averla?


LA ZINGARA

Ma se gi quasi vostra!
ADAMO

Mi ha respinto.
LA ZINGARA

Proprio per questo dico che gi quasi vostra. Fra poco sar di nuovo qui tenete a mente le parole dellindovina. (Via in fretta.)
ADAMO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Lucifero, questa strega ti d dei punti.


LUCIFERO

Non ne discuto i meriti, che son notevoli. E ora sta facendo le veci del diavolo. (Un ciarlatano viene innanzi su un carretto, strombettando. Circondato dalla folla, si ferma.)
IL CIARLATANO

Largo, largo. E usatemi rispetto. Mirate la mia testa: s incanutita a furia di star piegata sui libri di scienza, alla ricerca dei tesori che la natura nasconde.
ADAMO

Ma, Lucifero, che razza di matto quello?


LUCIFERO

la scienza, che, per campare, fa limbonitrice Suppergi quel che tu hai gi fatto quando ti mettesti ad approfondirla Solo che adesso le occorre pi chiasso duna volta.
ADAMO

Io non mi sono mai comportato a quel modo. una vergogna.


LUCIFERO

Non colpa sua se ha paura e vuole evitare che sul tuo tumulo sia posto lepitaffio che dice: Ex gratia speciali mortuus in hospitali. Sacrificatosi giorno e notte per gli altri, ora va alla busca duna qualche ricompensa.
IL CIARLATANO

Ho faticato senza posa per il bene del genere umano, ed ecco qui il prodigioso risultato: in questo vasetto c lelisir di vita che ringiovanisce i vecchi e risana gli ammalati. Lo usavano nellantico pi lontano i grandi faraoni. Ecco il filtro magico di Tancredi, il cosmetico adoperato da Elena, lastrologia di Keplero
ADAMO

Hai sentito che cosa vende? Noi abbiamo cercato la luce nellavvenire, e quello l lha trovata nel passato.
LUCIFERO

Il presente riscuote scarsa stima, come un granduomo visto in camicia da notte. Dopo dieci anni di matrimonio sappiamo quante lentiggini ha sul corpo la nostra donna.
IL CIARLATANO

Comprate, comprate. Chi compra non se ne pente. Unoccasione come questa non s mai vista e non ci sar mai in futuro. Occasione unica.
LA FOLLA (in disparate voci che saccavallano)

A me! A me! Compro i vasetti anche a occhi chiusi! Che fortuna! Che cose preziose!
LUCIFERO

Secondo me, non c nessuno che proprio ci creda Eppure, vedi, tutti safiannano attorno a ci che stimano miracoloso. (Assieme alla madre, ritorna Eva. La zingara segue la giovane, continuando a parlarle piano piano.)
EVA

inutile. Vi conosciamo bene.


LA ZINGARA

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Chio sia dannata se non ho detto il vero. Quel signore tanto innamorato di voi che vi prenderebbe per amante oggi stesso. Potreste abitare in un palazzo come una principessa. E poi, teatri, balli, pariglie.
LA MADRE

A ripensarci bene, cento volte pi conveniente che avvizzire con una cuffia in testa nella fetida bottega di un ciabattino sporco.
LA ZINGARA

Guardate, signorina. Vi sta cercando.


EVA

Non bello da parte sua che non mabbia visto ancora. Ha mani fini, s; e il portamento di vero signore.
LA MADRE

A me non dispiace neppure il suo compagno, bench abbia il naso alquanto adunco e le gambe storte. Ma una persona distinta, un uomo maturo. Io me ne vado, figliola: il mio aiuto migliore lasciarvi soli per un po.
LA ZINGARA (a Adamo)

Ecco la bella! Dio, come langue per voi!


ADAMO

Volo da lei. Che gioia, che gioia!


LA ZINGARA

Ma non scordatevi dellintermediaria


LUCIFERO (d delle monete alla zingara)

Questo denaro da parte del mio amico. Da parte mia, una bella stretta di mano.
LA ZINGARA (con uno strillo)

Che mano ruvida!


LUCIFERO (mentre la zingara sallontana)

Direi che invece ti dovrebbe piacere se tu fossi davvero quella che fingi di essere, vecchia strega.
EVA (a Adamo) Se vuole, pu donarmi una cosuccia della fiera; questo belletto, per esempio; mi piacerebbe. ADAMO

Lincanto che hai sul viso un belletto che non ha luguale. (Il ciarlatano se ne va.)
EVA

Oh, lei molto gentile.


ADAMO

Non farmi arrossire. Vorrei metterti al collo diamanti e perle, e non per adornarlo, che non ne ha bisogno, ma perch non avrebbero un pi bel raso su cui splendere.
EVA

Da quella parte vi sono molti gioiellieri. Ma vendono cose che non sono adatte a una povera ragazza come me.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Andiamo a vedere.
LUCIFERO

inutile. Per caso ho qui con me gioielli meravigliosi (Porge a Eva una quantit di gioielli, chessa ammira e subito se li prova al collo e alle braccia con grande felicit.)
EVA

Che splendori! Come minvidieranno!


ADAMO

Ma questo cuoricino non lo vorrei pi vedere


EVA

Lo butto via senzaltro, se le d fastidio. (Getta a terra la focaccia a forma di cuore.)


LUCIFERO

Benissimo. E io lo calpesto. (Latto segue alle parole.)


EVA

Che c? venuto un lamento, o m parso? (In quellistante compare, portato su una carretta, un condannato alla pena di morte; la folla lo segue facendo ressa.)
LA FOLLA (voci che sintrecciano)

Facciamo presto, via! Io lo dicevo chera uno da guardarsene. E per di pi un ostinato. Andiamogli dietro.
ADAMO

Che voco mai questo? E perch questa frenetica calca?


EVA

Portano uno al patibolo Meno male che ci troviamo qui. Andiamo anche noi. uno spettacolo eccitante. E che bella occasione perch mi vedano i gioielli!
ADAMO

Che delitto ha commesso quello sciagurato?


EVA

Non lo so.
LUCIFERO

Non ha importanza. Ma te lo posso dire io. Da molto tempo lavorava nella fabbrica di Lovel. Per le esalazioni del piombo sono velenose. E cos, a furia di respirarle, sammal. Dovettero ricoverarlo per pi settimane allospedale Sua moglie, una bella donna, fin per trovarsi nel bisogno. Lovel aveva un figlio: giovane, e, direi, di buon cuore. Insomma, i due sincontrarono, si capirono, scordarono il rimanente
PRIMO OPERAIO

Coraggio, compagno. Sei un martire. Il tuo nome rimarr alto fra noi per sempre.
LUCIFERO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Il marito guar, ma non trov a casa la moglie. Per giunta, il suo posto in fabbrica era gi stato preso da un altro. Cerc lavoro altrove Niente. Allora, con lanimo inacerbito, minacci il figlio di Lovel. Che gli rispose a schiaffi. Quel disgraziato aveva a portata di mano un coltello E adesso, eccolo l, sulla carretta. E il vecchio Lovel impazzito. (Su queste ultime parole appare il vecchio Lovel, con la immalinconita dignit di un demente.)
LOVEL

Menzogna, menzogna! Io non sono pazzo. Altrimenti come potrei capire le parole che mi bisbigliano le labbra delle ferite di mio figlio? Prenditi, se le vuoi, tutte le mie ricchezze, ma fa chio non senta pi quel bisbiglio. E piuttosto chio riesca a impazzire davvero.
TERZO OPERAIO

Coraggio! Non aver paura! Un giorno sarai vendicato.


PRIMO OPERAIO

Tieni alto il capo! I colpevoli sono loro. (Sparisce la carretta col condannato, e poi la folla del seguito.)
ADAMO

Perch mi perseguitate, visioni agghiaccianti? Chi pu dire chi sia il pi colpevole? O sarebbe la societ lunica colpevole? Quando essa imputridisce, il delitto vi cresce rigoglioso.
LOVEL

S: la societ Prendi le mie ricchezze, tutte quante, e fa che cessi il bisbiglio di quelle ferite (Sallontana.)
EVA

Andiamo. Altrimenti non si trova pi posto.


ADAMO

Ti benedico, sorte, che non mi hai fatto giudice. Com facile emanar leggi stando seduti comodamente in poltrona. Facile giudicare per chi si attiene alla superficie: difficile invece per chi intenda scrutare il cuore, fino a considerarne ogni piega.
LUCIFERO

Con principi di questo genere un processo non arriverebbe mai in fondo. Nessuno fa il male perch il male si chiama cos. Persino il diavolo tira fuori le sue brave ragioni e ciascuno crede le proprie su tutte le pi valide. C appositamente il giurista per tagliare il nodo complicato, visto che, tanto, neppur migliaia di filantropi riuscirebbero a sbrogliarne i fili. (Nel frattempo sono arrivati sotto la Torre, dove, in una nicchia, c unimmagine sacra.)
EVA

Un momento solo, caro. Lascia che io deponga questo mazzetto di fiori sotto limmagine sacra.
LUCIFERO (sottovoce)

Non glielo permettere! Non glielo permettere o tutto perduto.


ADAMO

una creatura innocente Perch impedirglielo?


EVA

Fin da bambina mi sono abituata, passando di qui, a ricordarmi di questa immagine. Tanto pi proprio ora Mi sbrigo in un attimo, e dopo, andando pi alla svelta, ci rifaremo del tempo speso qui.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Aggiusta i fiori sotto limmagine Ma subito i fiori appassiscono, e sul collo e sulle braccia i gioielli si mutano in lucertole che strisciano via.) Mio Dio, che accade?
LUCIFERO

Il mio monito stato vano.


EVA

Aiuto! Aiuto!
ADAMO

Clmati, cara, clmati. C chi guarda Di gioielli te ne dar degli altri, e pi preziosi ancora.
EVA

Via! Via da me! Aiuto! Piet! Due istrioni e una vecchia strega hanno atrocemente offeso una ragazza onesta. (Ormai la gente infittisce. E ritorna la zingara insieme con due guardie.)
LA ZINGARA

Eccoli, eccoli l! Loro mhanno dato le monete false che mi si sono sciolte in mercurio tra le mani!
LUCIFERO

Forse la colpa lhanno le tue mani, e non il denaro. Filiamocela, Adamo: comincia a spirare un brutto vento per noi. (Scompaiono nella Torre per poi riapparire in cima a un bastione, mentre dabbasso crescono la jolla e il mormorio.)
ADAMO

E ancora una delusione! Credevo bastasse abbattere gli spettri del passato e dare alle forze libert dagire Ho tolto alla macchina una delle sue ruote principali, la piet, che pur la teneva in sesto, e non ho pensato a sostituirla con unaltra; con unaltra pi forte. Che disputa mai questa dove chi impugna unarma si pone contro un avversario ignudo? Che indipendenza mai questa dove cento si piegano al giogo di uno solo per non patire la fame? una lotta di cani attorno a un osso. Invece la societ chio vagheggio deve proteggere e non condannare, spronare e non intimorire. Una societ che operi con le energie di tutti, che sia quale la concepisce lavvedutezza illuminata, con leggi cui presieda la chiara intelligenza. E tutto ci verr, lo sento, lo so. Guidami, conducimi, Lucifero, verso quel mondo.
LUCIFERO

Uomo, sei vanitoso! Poich il tuo corto sguardo vede laggi non pi che una confusa folla, credi che nella fucina della vita non esista alcun ordine n cooperazione alcuna. Se per indaghi per un attimo solo con gli occhi dello spirito, vedrai che esiste un comune sforzo. Solo che gli uomini, affannandosi come fanno, lavorano a mio profitto, e non a profitto di s, come invece credono. Sono troppo meschini, ecco. (Si fa buio. Tutto il mercato brulica di folla. Nel mezzo, un gruppo termina di scavare una fossa profonda. Poi tutti vi ballano attorno, e alla fine uno dopo laltro vi saltano dentro, chi in silenzio e chi dopo aver detto le parole nei vari modi che qui seguono:)
CORO

Su, batti e ribatti la zappa ch ci occorre entroggi finire: tardi gi sarebbe domani sanco lopra mai si conchiude. Culla e bara identiche cose, e ci che oggi si termina ricomincia allalba domani.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Sempre gli affamati e i satolli Ci che or cade doman risorge. (Sodono rintocchi di campana a morto.) Rintocca la campana il vespro: lora del riposo sopraggiunta. Tornino allopra quei che lalba chiamer domani alla vita.
IL BURATTINAIO

Recitar la commedia e divertire Ma io non mi sono divertito.


LOSTE

Tutti hanno bevuto la lor parte di vino. Amici, chiudo bottega e buonanotte.
LA FIORAIA

Le violette lho vendute tutte. Ne cresceranno dellaltre, e fin sulla mia tomba.
LA ZINGARA

Han voluto conoscere il futuro, e ora chiudono gli occhi sgomentati.


LOVEL

Non mhanno dato la felicit, le ricchezze. Ma ormai mi offrono senza spesa il grande sonno.
LOPERAIO

la sera del sabato, la settimana chiusa. Potr finalmente dar riposo alla mia fatica.
LO STUDENTE

Ho fatto un bel sogno Perch mhanno disturbato? Torna, bel sogno, e sguita e sguita.
IL SOLDATO

Mi son creduto guerriero e prode, e ora cado in una sporca fossa.


LA MERETRICE

Lebriet se n andata, il belletto consumato. Qui fa freddo Che non sia meglio qui sotto?
IL CONDANNATO

Rimanete, catene, su questo polverume abietto. Vedo una diversa giustizia di l da questa nera soglia.
IL CIARLATANO

Abbiamo imbrogliato e luno e laltro col nostro sapere Ora, davanti al vero, tutti trasecoliamo.
EVA

A che tapri davanti a me, cupa profondit? Credi che matterrisca la tua notte? Altro non cadr entro di te che polvere, polvere, nata dalla terra. Io ti attraverser, col capo circonfuso daureola. Mapre il cammino alla mia patria eterna il genio dellamore, della poesia e della giovinezza. Su questa terra, solamente il mio sorriso reca la grazia allorch, quale raggio di sole, si posa con dolcezza su un viso. (Lascia cadere nella fossa il velo e il manto e si leva verso lalto, cinta daureola.)
LUCIFERO

La riconosci, Adamo?
ADAMO

Eva! Eva!
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

DODICESIMO QUADRO
IL CORTILE DI UN GRAN FALANSTERO COSTRUITO A FORMA DI U. AL PIANTERRENO DELLE DUE ALI DEL FABBRICATO CORRE UN PORTICO A COLONNE, E QUIVI, NELLA PARTE DI DESTRA, FRA MACCHINE A VAPORE IN MOVIMENTO, DIVERSI OPERAI SONO INTENTI AL LAVORO. A SINISTRA, IN UNA SORTA DI MUSEO, IL MEZZO AI PI DISPARATI OGGETTI RELATIVI ALLE SCIENZE NATURALI E A STRUMENTI DI MECCANICA, DI ASTRONOMIA, DI CHIMICA, E ALTRE COSE ANCORA, UNO SCIENZIATO ASSORTO NELLOPERA SUA. TUTTI GLI APPARTENENTI AL FALANSTERO VESTONO ABITI UGUALI, COME DUNIFORME. SBUCATI DAL SUOLO, ADAMO E LUCIFERO APPAIONO NEL MEZZO NEL CORITILE. GIORNO
ADAMO

Dove siamo venuti? Che paese questo? E chi lo abita?


LUCIFERO

Lascia perdere: sono morte le vecchie idee. Non era forse un concetto meschino quello della patria? Lo gener il pregiudizio e a difenderlo stavano le angustie mentali e gli antagonismi. Tutta la terra ormai una sola grande patria, e gli uomini si sentono associati per una mta comune. Sullordine che sovrasta tranquillo e benefico, vigila, rispettata, la scienza.
ADAMO

Allora, se cos, vuol dire che il mio ideale s venuto realizzando. Tutto ci meraviglioso, preciso a come io lo desideravo. Una sola cosa mi d qualche rimpianto: il concetto della patria, sparito. Secondo me, esso poteva sussistere anche nellordine nuovo Il cuore umano ha bisogno di certi limiti: poich paventa linfinito, esso perde della sua propria intensit nellincontrollato dilatarsi. attaccato al passato e allavvenire. Temo che non si entusiasmi per il mondo intero come si entusiasmava, affascinato, per la tomba dei suoi genitori. Chi verserebbe il sangue per la sua famiglia, allamico d tuttal pi una lacrima.
LUCIFERO

A quel che pare, respingi il tuo ideale prima ancora di vederlo effigiato.
ADAMO

Non cos. Per son curioso di sapere qual mai lidea capace di tenere unito il mondo tutto quanto, e che sa volgere lentusiasmo - ch poi il sacro fuoco delluman genere, acceso, finora, a quel che sembra, per cento futilit e per gran seguito di vane contese - in direzione di una mta pi nobile. Ma, insomma, dove siamo? Che luogo questo? Dimmelo; e poi guidami: perch la mia anima gioisca della felicit che luomo ha ricevuto qual meritato premio alle sue tante lotte.
LUCIFERO

Siamo in un falanstero; uno dei tanti di questo tempo. Qui vivono gli uomini delle nuove idee.
ADAMO

Vediamolo, dunque.
LUCIFERO

Non aver tanta fretta. Anzitutto spogliamoci di questa vecchia pelle. Se ci presentiamo come Adamo e Lucifero, la vedi la diffidenza di questo mondo ultra sapiente? Ci annienterebbero, o ci chiuderebbero in qualche alambicco
ADAMO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

E ancora dei discorsi senza n capo n coda.


LUCIFERO

Nel mondo del mio spirito non possibile farne di diversi.


ADAMO

Fa come vuoi. Ma sbrigati. (Lucifero d a s e a Adamo il medesimo aspetto degli appartenenti al falanstero.)
LUCIFERO

Ecco: indossa questabito. Capelli men ricciuti Cos. Siamo pronti.


ADAMO

Parliamo a quello scienziato


LUCIFERO

Salve, scienziato.
LO SCIENZIATO

Non disturbate la mia grande opera. Non ho tempo per chiacchiere.


LUCIFERO

Ce ne dispiace molto. Noi, vedi, siamo aspiranti scienziati del falanstero numero mille, venuti da cos lontano perch attratti dalla tua fama.
LO SCIENZIATO

Lodevole zelo, lo riconosco. Daltronde, ora posso anche lasciare a mezzo il mio lavoro Purch nel mio alambicco la temperatura non sabbassi, la materia ubbidir lo stesso al mio volere.
LUCIFERO

Non mi ero ingannato. Persino in te, che sei riuscito a distillare la natura e luomo, rimasta come ultima scoria la grande vanit.
LO SCIENZIATO

Ora possiamo intrattenerci. Ma a quale ramo vi siete propriamente dedicati?


ADAMO

Noi non limitiamo ad una sola parte dello scibile lansia della nostra conoscenza: noi vogliamo conoscere il tutto.
LO SCIENZIATO

un errore. Nel piccolo si cela il grande; troppe sono le cose, e la nostra vita breve.
ADAMO

vero. So bene che un edificio non sorge se non c chi porta la sabbia e chi taglia le pietre. Ma lo stesso gente che brancola nella caligine e che non ha la minima idea dellopera a cui collabora. A saper tutto larchitetto. Bench non sia capace di tagliare una pietra, chi crea lopera, simile a un dio, lui. Cos, anche la scienza ha i suoi grandi architetti.
LUCIFERO

Per questo appunto siamo venuti da te, granduomo.


LO SCIENZIATO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Avete fatto bene, e vi apprezzo. I vari e doviziosi rami della scienza, al pari dei tratti di un organismo, sono ammirevoli soltanto nel loro insieme.
LUCIFERO

Come una bella donna.


LO SCIENZIATO

Tuttavia, la chimica
LUCIFERO

il perno, e contiene la vita.


LO SCIENZIATO

Deduzione giusta.
LUCIFERO

La stessa cosa mi ha detto della matematica un matematico.


LO SCIENZIATO

Ognuno per vanit si considera al centro dellorizzonte.


LUCIFERO

Tu hai fatto bene a scegliere la chimica quale materia che meglio ti si attaglia.
LO SCIENZIATO

Ne sono pi che certo. Diamo ora unocchiata al museo. Non c luguale al mondo. Vi si vedono esemplari, bene impagliati, di animali scomparsi dei tempi lontanissimi. Vivevano a migliaia e migliaia fra i nostri avi quando questi erano ancora barbari; e si spartivano, insieme, il dominio della terra. Di essi ci sono arrivate bizzarrissime storie. Per esempio, questanimale si dice che servisse da locomotiva
ADAMO

un cavallo. Per di razza imbastardita. Ti so dire che il cavallo Alborak era assai diverso.
LO SCIENZIATO

Di questaltro si narra che luomo lo tenesse come suo amico, senza dovergli dar nulla, e senza che lavorasse: sapeva capire persino nei pensieri delluomo, solo a guardarlo attentamente. Si dice inoltre che fece suo anche il peccato delluomo, ossia lidea della propriet, e anzi, ponendosene a guardiano, sacrificava per essa, occorrendo, la vita. Riferisco quel che ci stato tramandato; il che non significa che io ci creda. Sta di fatto che in antico cerano cose fra le pi strane e utopie fra le pi assurde. Un avanzo nel racconto che vi ho fatto.
ADAMO

Si tratta di un cane: ed tutto vero ci che hai detto di lui.


LUCIFERO

Attento, Adamo: finirai per tradirti.


LO SCIENZIATO

Questaltro animale era lo schiavo delluomo povero


ADAMO

Come poi luomo povero fu il bue delluomo ricco.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LO SCIENZIATO

E questaltro ancora il re del deserto


ADAMO

Il leone. Dopo c la tigre, ed ecco l lagile capriolo Quali animali restano, dunque, nel mondo?
LO SCIENZIATO

Che domanda! Sar come da voi. Quelli che sono utili e che la scienza non ancora riuscita a sostituire: il suino e la pecora. Non per cos difettosi come li ebbe a creare la imperfetta natura. Il suino tuttun grassume vivente, la pecora un impasto di carne e di lana. E tutte due servono agli umani scopi selettivi al pari dellopera degli alambicchi. Ma, come maccorgo, tutto ci gi lo sai. Passiamo ad altro. Ecco i nostri minerali. Osservate questo enorme pezzo di carbone: di questa materia ne esistevano prima montagne intere e gli uomini potevano prendersela gi belle pronta, mentre ora invece la scienza la deve distillare dallaria con grande fatica. Questo metallo qui lo chiamavano ferro e finch non si esaur non occorse scavare dellaltro per avere lalluminio. Questo loro: metallo una volta molto ricercato e molto inutile. Perch in quel tempo, quando luomo con fede cieca adorava esseri superiori a se stesso, superiori financo al destino, ador fra questi esseri anche loro: e gli sacrificava sugli appositi altari il benessere e il diritto, e tutto ci chera santo, pur di procurarsene un solo magico pezzetto, in cambio del quale poteva avere tutto, tutto; persino, incredibile!, il pane.
ADAMO

Vediamo altre cose, perch di queste so gi.


LO SCIENZIATO

Sei davvero molto sapiente, straniero. Vediamo allora i vegetali delle epoche remote. Ecco lultima rosa sbocciata sulla terra. Fiore superfluo, non pi che un ninnolo per grandi rimasti bambini. Con altre centomila sorelle, una volta essa sottraeva i terreni pi fertili alle ondeggianti distese delle messi. Del tutto inconcepibile che gli uomini abbiano potuto perdersi dietro simili futilit, e che fin lo spirito abbia germinato anchesso dei fiori, le chimere poetiche per esempio, e lillusoria indagine della fede. A questo modo, cullato fra le braccia dei sogni ingannevoli, luomo sperdeva il meglio delle sue forze, eludendo, cos, lo scopo della vita. Qui conserviamo ancora, come rarit, due di quelle opere. La prima di poesia, e il suo autore, quando ancora, con colpevole presunzione, lindividuo sarrogava dei diritti, si chiamava Omero. Egli vi descrive un mondo immaginario, lAde, che noi da gran tempo abbiamo dimostrato falso riga per riga. Laltra opera lAgricola di Tacito: quadro ridicolo ed insieme riprovevole delle idee del mondo barbaro.
ADAMO

Sicch di quei grandi giorni sono rimasti solo quei pochi fogli, come un testamento E non potrebbero essi avere invece la virt dinfiammare i degeneri nepoti sino a spronarli ad unazione capace di travolgere limpalcatura dellodierno mondo artificiale?
LO SCIENZIATO

Losservazione pu anche reggere. Tuttavia, vedi, noi siamo riusciti a capire che il veleno nascosto in essi molto pericoloso. Cos, non permesso leggerli se non a chi abbia passato i sessantanni e si sia sempre dedicato alla scienza.
ADAMO

Ma le fiabe cantate dalle nutrici non istillano un qualche presentimento nei cuori ancora tanto teneri?
LO SCIENZIATO

Certo. E appunto per questo le nostre nutrici parlano ai nostri bambini soltanto di aritmetica e di geometria.
ADAMO (a parte) Che infami! Non si peritano di rubare ai cuori lincanto dellet pi bella!

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LO SCIENZIATO

Proseguiamo. Guardate questi strumenti e questi oggetti. Strane forme, non vero? Questo un cannone sulla cui bocca c una scritta misteriosa: Ultima ratio regum. Chi sa come ladoperavano? Ed ecco una spada, arnese che serviva unicamente per uccidere. Chi con essa uccideva non era considerato affatto un omicida. Questo quadro qui stato eseguito tutto a mano, e forse richiese, a compirlo, la met duna vita umana. Il soggetto, puoi vederlo, non che una favola bislacca. Oggi il sole si sosti tuisce alluomo in lavori siffatti; e mentre luomo idealizzava, falsando, il sole risponde ai nostri scopi con la massima fedelt.
ADAMO (a parte) Ma larte, lanima, dove sono confinate? LO SCIENZIATO

E questaltri oggetti, a centinaia? Vedeteli: tutti infronzolati, puerilmente adorni Disegni di fiori su questa coppa, arabeschi chimerici sulla spalliera di questa sedia Tutta fatica sprecata dalle mani degli uomini. Forse lacqua disseta di pi se bevuta in quella coppa o pi comodo sedere su una sedia cos aggeggiata? Le nostre macchine fanno tutto ci, e non gli uomini, e in modo pi semplice e pi conveniente garantendo la perfezione in quanto, per un esempio, loperaio che oggi fa una vite, non far altro che viti fin allultimo dei suoi giorni.
ADAMO

Ma non c vita, non c individualit, non c limpulso a superare il maestro qualunque sia il lavoro! Dove, tanto la forza che il pensiero, troveranno la maniera di conclamare la loro origine divina? Se anche volessero battersi, sol guardando attorno, in un mondo tutto regola e tutto geometria, non troverebbero neppure il fascino del pericolo. Non una sola belva in cui scontrarsi. Cos, anche la scienza mha deluso. Una noiosa scuola per ragazzini al posto della sperata felicit.
LO SCIENZIATO

Non prospera forse qui da noi la fratellanza? C forse qui da noi un solo uomo che ora soffra le privazioni materiali? Idee come le tue davvero meriterebbero una punizione.
ADAMO

E qual dunque lidea che ispira allunione una gente cosiffatta? Che riesca ad animarla verso una mta comune?
LO SCIENZIATO

La possibilit di sussistere. Quando luomo comparve sulla terra, questa era una dispensa ben fornita. Gli bastava stendere una mano per cogliere tutto ci che gli occorreva. E, cos, scial spensierato, come il bruco nel formaggio; nella sua rosea ebriet ebbe tempo per cercare, tra supposizioni romanzesche, aneliti e poesia. Ma oggi, noi, avvertiti che il formaggio finisce e che la fame rimane, dobbiamo essere parsimoniosi: altrimenti, poich siamo agli ultimi bocconi, finiremmo per morir di fame. Di qui a quattromila anni il sole sar spento e la terra non germiner pi nessuna pianta. Per, questi quattro millenni li abbiamo a nostra disposizione per veder di sostituire il sole: uno spazio di tempo che credo sufficiente allapposita ricerca dei nostri scienziati. Lacqua, questa materia che contiene ossigeno ed ottima conservatrice del calore, gi ora viene impiegata come mezzo di riscaldamento. I segreti dellorganismo sono ormai prossimi ad essere tutti scoperti Fortuna che siamo entrati in questo discorso, perch quasi quasi stavo per scordarmi del mio alambicco, punto focale del problema al quale anchio mi dedico.
LUCIFERO

Luomo s invecchiato dassai se per creare un organismo ricorre a un alambicco. Supponiamo pure che gli riesca Verrebbe fuori un mostro, paragonabile a un pensiero senza parole, a una passione damore senza loggetto dellamore; un essere scartato dalla natura, senza contrasti, senza parentela, senza concretezza individuale. Infatti, da che riceverebbe un carattere qualsivoglia, chiuso ad ogni influenza esterna, ignaro del patire, destato al vivere da un tubo di vetro?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LO SCIENZIATO

Guarda, guarda come il liquido bolle e come brilla! Forme appariscenti si muovono qua e l nellampolla calda e ben compressa. Reazioni chimiche e affinit conseguenti tutte si fondono, e la materia costretta a plasmarsi secondo il mio volere.
LUCIFERO

Ti ammiro, scienziato. Ma dimmi ci che ancora non conosco: potresti impedire ai corpi affini dattirarsi e ai contrari di respingersi?
LO SCIENZIATO

Discorsi balordi: la legge dei corpi quella che , eterna ed immutabile.


LUCIFERO

Capisco. Tuttavia, su che si fonda una tale legge?


LO SCIENZIATO

Su che si fonda? legge perch cos. E lesperienza ce ne d di continuo la dimostrazione.


LUCIFERO

Tu allora sei soltanto un fuochista della natura. Il resto essa lo compie da sola.
LO SCIENZIATO

Ma sono io che, qui nel vetro, le impongo dei limiti, per poi trarla viva, in forme nuove, dalla misteriosa oscurit.
LUCIFERO

Ancora non vedo segno di vita.


LO SCIENZIATO

Non potr mancare. Io, che ho spiato ogni segreto dellorganismo, che ho tante e tante volte notomizzato la vita
LUCIFERO

E ogni volta hai avuto a che fare solo con dei ca daveri La scienza segue zoppicando il passo svelto della sempre giovane esperienza. simile al poeta prezzolato il quale commenta al re i grandi fatti accaduti, ma presagirli non pu.
LO SCIENZIATO

Inutile schernire. Basta solo una scintilla; e poi la materia sar vita.
ADAMO

Resta a vedere come potrai averla, quella scintilla.


LO SCIENZIATO

Non c che un passo.


ADAMO

Gi. E chi non ha fatto ancora questo passo, ancora non ha fatto nulla e non pu nulla. Gli altri passi ti hanno fatto attraversare il cortile, ma questo, lultimo, ti porterebbe dentro un santuario. Ci potr essere chi potr farlo? (Intanto il fumo che salza dallalambicco prende ad essere pi denso ed ecco che tuona.)
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA (dalaggrovigliato fumo)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Non ci sar mai! Questo alambicco troppo stretto e troppo largo, per me! Tu mi conosci, Adamo, non vero? Ed essi invece non sospettano neppure il mio esistere.
ADAMO

Hai udito la voce dello spirito? Oh, vedi, vedi, uomo debole e tutto boria: come potresti vincere lo spirito che lass si libra?
LO SCIENZIATO

Sei preda del delirio. Mi preoccupi (Lalambicco scoppia, lo spirito sparisce.) scoppiato! Devo ricominciare da capo larduo lavoro. Stavo per raggiungere la mta, e un invisibile ostacolo, un cieco futile caso, mi manda tutto in rovina!
LUCIFERO

Una volta lo chiamavano destino. Ed era men vergognoso rimanere schiacciati sotto la sua potenza che ora arrendersi al cieco futile caso. (Si ode il suono duna campanella.) Che vuol dire questo suono?
LO SCIENZIATO

Il lavoro finito. lora della passeggiata. La gente delle fabbriche e dei campi verr qui a radunarsi. E verr punito chi sar incorso in qualche mancanza. Poi si assegneranno i bambini e le donne, per il loro futuro. Andiamo, perch in questo compito ho parte anchio. (In una lunga fila si fanno avanti gli uomini, in unaltra le done. Alcune di esse, fra cui Eva, hanno con s i figli. Come vengono a trovarsi al centro del cortile si dispongono in un gran cerchio, e un vecchio si pone in mezzo a loro. Adamo, Lucifero e lo scienziato sono in primo piano, davanti al museo.)
IL VECCHIO

Numero trenta.
LUTERO (uscendo dalla schiera)

Son qua.
IL VECCHIO

Daccapo hai fatto riscaldare troppo le caldaie. Si direbbe che tu voglia di proposito recar danno a tutto il falanstero.
LUTERO

E chi resiste alla tentazione allorch la fornace rugge e sempre pi sinfuria e lampeggia e scuote e con mille lingue vorrebbe lambirci e avvolgerci e annientarci? Chi, dico, ristarebbe dallattizzare il fuoco di pi e di pi, consapevole com di poterlo dominare? Oh, tu non puoi capire il fascino del fuoco, tu che lhai visto soltanto sotto una pentola.
IL VECCHIO

Tutta retorica vana. Oggi starai senza mangiare.


LUTERO (tornando al suo posto nella schiera)

S: ma domani ravviver di nuovo il fuoco.


ADAMO

Ho visto bene o no? Quelluomo io lo conobbi, ai suoi tempi. Era Lutero!


IL VECCHIO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Numero duecentonove.
CASSIO (venendo innanzi)

Eccomi.
IL VECCHIO

Gi ti ho ammonito, e questa la terza volta, di non metterti a litigare senza motivo.


CASSIO (ritirandosi)

Senza motivo? Forse perch non vengo a lamentarmi? Ma un vile chi invoca aiuto pur avendo ancor valido il braccio. Sarebbe forse pi debole di me il mio avversario? Non affatto. E allora perch non si difende?
IL VECCHIO

Non ribattere. La stessa conformazione del tuo cranio, cos nobile, cos perfetto, non giustifica, anzi il contrario, questa tua tendenza. il sangue che troppo ti bolle; un sangue indocile. Andrai in clinica e ci rimarrai fintanto che tu non ti ammansisca.
ADAMO

Cassio! Non mi riconosci? Ho combattuto con te a Filippi. Come pu questo spietato ordinamento tralignare al punto da non avvedersi di un s nobile cuore e ritenerlo per di pi un ostacolo alla sua gelida teoria?
IL VECCHIO

Numero quattrocento,
PLATONE (venendo anchesso dalla schiera)

Eccomi.
IL VECCHIO

Ti sei nuovamente sprofondato nelle tue fantasticherie, e cos il gregge che ti fu affidato si disperse. Per tenerti sveglio starai in ginocchio sui piselli secchi.
PLATONE (mentre torna al suo posto)

Anche sui piselli secchi andr innanzi nei miei cari sogni.
ADAMO

Quale mai parte ti toccata, Platone, in questa societ che tu tanto agognavi!
IL VECCHIO

Numero settantadue.
MICHELANGELO (presentandosi, come gi gli altri)

Son qui.
IL VECCHIO

Hai lasciato in disordine la bottega.


MICHELANGELO

S: perch devo sempre far piedi di seggiole, e non altro che squallidi piedi di seggiole. Tante volte vho detto: lasciatemi al mio estro, lasciatemi scolpire un qualche fregio, e invece nulla. Pur di cambiare, ho chiesto di intagliare almeno le spalliere delle seggiole: neppur quelle! Allora, per non impazzire, ho lasciato bottega e tormento. (Se ne va.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

IL VECCHlO

Labbandono ti punito col rimanere chiuso nella tua stanza. Non godrai di questa bella e tiepida giornata.
ADAMO

Quale inferno devessere per il dio del tuo cuore, o Michelangelo, il non poter creare Quanti, dogni parte, volti noti, e quanti spiriti, e quante forze primigenie! Questo ha combattuto con me, quello mor da martire, questaltro sent per s troppo angusta la terra. E come li ha livellati, come li ha resi nani, lo Stato. Vieni, Lucifero, andiamocene: lanima mia non sopporta pi una vista simile.
IL VECCHIO

Oggi, due bambini toccano let in cui non pi loro necessaria lassistenza della madre. Devono perci essere affidati alleducandato comune. Avanti, avanti. (Eva e unaltra donna si fanno innanzi con le loro creature.)
ADAMO

Quale radiosa apparizione! Dunque, anche in questo mondo spento la poesia continua ad esistere!
LUCIFERO

Ebbene. Adamo, non si va?


ADAMO

Al contrario: questo il momento migliore per rimanere.


IL VECCHIO

E tu, scienziato, esamina la conformazione cranica di questi bambini. (Lo scienziato fa ci che gli stato detto di fare.)
EVA

Che cosa mai debbo aspettarmi, ora?


ADAMO

Oh, quale voce


LUCIFERO

Che incanto pu dare a te questa ch una donna qualunque, a te che avesti i baci di Semiramide?
ADAMO

Non avevo ancora visto costei.


LUCIFERO

E daccapo la vecchia solfa degli innamorati! Ognuno crede dessere stato proprio lui il primo a scoprire la passione: prima di lui, ecco, nessuno aveva saputo amare una cosa che torna di continuo, da millenni e millenni.
LO SCIENZIATO

Di questo bimbo qui ne faremo un medico, di questaltro un pastore.


IL VECCHIO

Sta bene. Ora portateli via. (Si cerca di togliere i figlioli alle rispettive madri. Eva si oppone.)
EVA

Non lo toccate! mio figlio! Chi pu strappare una creatura dal petto della madre?
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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

IL VECCHIO

Levateglielo! Che cos questindugio?


EVA

Figlio mio! Ti ho nutrito col sangue del mio cuore, e non c forza che possa vincere questo sacro vincolo. Dovrei rinunciare a te per sempre, a te che andresti a sperderti nella massa anonima, invano cercato dai miei occhi, invano acuendo la mia ansiet fra centinaia di volti uguali ed estranei?
ADAMO

Uomini, se c ancora per voi qualcosa di sacro, lasciate a questa madre il suo figliolo.
EVA

Non pu che essere cos! Straniero, sii benedetto.


IL VECCHIO

Straniero, ti stai avventando in un gioco temerario. Se lasciassimo tornare il pregiudizio della famiglia, subito crollerebbe ogni sacra conquista della scienza.
EVA

Nulla mimporta della vostra gelida scienza! giusto che ceda quando la natura parla.
IL VECCHIO

Avete fatto, voialtri?


ADAMO

Non toccatela! L c una spada Volete chio vi faccia vedere come si adopera?
LUCIFERO

Frmati, fantasma! (Mette una mano sulla spalla di Adamo: e Adamo rimane immoto.) Frmati al fatale potere della mia mano.
EVA

Oh, figlio, figlio mio! (Si accascia, mentre le portano via il bambino.)
IL VECCHIO

Due donne, qui, non hanno chi faccia coppia con esse. Si faccia avanti chi vuole averle.
ADAMO

Questa la desidero io.


IL VECCHIO

Qual il tuo parere, scienziato?


LO SCIENZIATO

Uomo esaltato e donna isterica. Nascerebbe una prole degenere. Perci, connubio da sconsigliare senzaltro.
ADAMO

Ma io, se lei acconsente, non rinuncio.


EVA

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Sono per te, magnanimo.


ADAMO

Io ti amo, donna, con tutto lardore del mio cuore.


EVA

Anchio te: e, sento, per sempre.


LO SCIENZIATO

una pazzia. Bizzarrissima cosa veder risorgere questi spettri del passato nel nostro secolo di luce. Ma da dove venite?
ADAMO

Da un tardivo raggio dellEden.


LO SCIENZIATO

Vi compiango.
ADAMO

E perch compiangerci? Questa pazzia il nostro giubilo. Noi non invidiamo la vostra assennatezza. Tutto quanto nel mondo fu grande e fu nobile nacque da una somigliante pazzia: e ad essa mai e poi mai potr porre confini la ponderata ragione. Questa la voce dello spirito che a noi arriva dalle sublimi sfere come dolcissima armonia, per attestare la nostra affinit con essa, invitandoci a disprezzare il vile polverume del mondo, insieme additandoci le mte pi alte. (Abbraccia strettamente Eva.)
IL VECCHIO

E stiamo ancora a sentirli? Via: portateli allospedale!


LUCIFERO

Qui bisogna rimediare, e subito. Svignamocela, Adamo. (Spariscono sotto terra.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

TREDICESIMO QUADRO
IL VUOTO. SI VEDE NELLA LONTANANZA IMMENSURABILE UN LEMBO DELLA TERRA: CHE DI MANO IN MANO IMPICCOLISCE FINO AD APPARIRE COME UNA STELLA CHE SI CONFONDE IN MEZZO ALLE ALTRE. LA SEMIOSCURIT DEL PRINCIPIO DEL QUADRO DIVENTA, CON LENTO PROGREDIRE, BUIO PROFONDO. ADAMO, NELLASPETTO DI UN VECCHIO, VOLA ASSIEME A LUCIFERO
ADAMO

Dove mai ci condurr questo folle volo?


LUCIFERO

Non volevi salire verso le sfere pi alte, libero dogni scoria? Nelle sfere da cui ti giunse, se ben compresi, la voce di uno spirito affine al tuo?
ADAMO

vero: ma non ne immaginavo tanto desolato il viaggio. Questo spazio cos deserto, cos ostile, come se laggirarvisi fosse un sacrilegio. In me,poi, si scontrano due opposti sentimenti: sento quanto sia meschina la terra che mi tien costretta lanima e dunque anelo ad uscirne; nel tempo stesso sannidano in me il rimpianto e il dolore del distacco. Ah, Lucifero, guarda verso la lontana terra: dapprima sono scomparsi alla nostra vista i fiori, poi le tremule fronde dei boschi; e i cari paesaggi a noi ben noti son diventati una sola distesa, senza la minima mutevolezza. Ci che poteva attrarre s sbiadito. Non pi che sgorbi esigui le montagne. Fin la nube gravida di folgori in cui il contadino, gi, avvertiva, sgomentandosene, un misterioso monito, si sfa in un fumigare miserrimo. E il mare, lo sterminato mare urlante? Si stende a guisa di chiazza grigia sul globo che, roteando, si frammischia, si perde, tra infiniti globi che gli somigliano Ed era il nostro mondo! Oh, Lucifero, e lei, lei? Dovevamo proprio staccarci anche da lei?
LUCIFERO

Da qui, dallalto posto in cui ora siamo, inevitabilmente vediamo scomparire per prima la bellezza, poi la grandezza e poi la forza. E altro non ci restano che le gelide misure.
ADAMO

Ci lasciamo dietro le stelle e non vedo pi nessuna mta e non un limite che ci si metta a fronte Senzamore e senza lotta, che scopo ha la vita? Sento freddo, Lucifero; tremo.
LUCIFERO

Se tutto il tuo eroismo finisce qui, allora meglio tornare a trastullarci nella polvere.
ADAMO

No. Avanti, invece. Soffrir fino a quando non siano disciolti tutti i legami che mi avvincono alla terra. Ma che avviene? Mi si ferma il respiro, le forze mabbandonano, la ragione mi sannebbia Sarebbe dunque assai pi che una favola il racconto di Anteo che vivere poteva solamente se a contatto con la polvere?
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

S: non solo una favola. Tu mi conosci gi. Sono lo spirito della terra. E devi sapere che sono io, soltanto io, a respirare in te. Ora sei arrivato alla barriera ch il limite estremo del mio potere. Perci, torna indietro, e vivrai. Oltrepassando la barriera, morresti, come linfusorio se lascia la goccia dacqua in cui guizza. Per te, questa goccia la terra.
ADAMO

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Ti sfido! Inutilmente cerchi di spaventarmi. Pu darsi che il mio corpo sia tuo, ma lanima soltanto mia. Pensiero e verit non conoscono barriere: esistevano ancor prima del tuo mondo di materia.
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Uomo presuntuoso! Prvati, e cadrai allistante. Puoi davvero credere che il profumo esistesse prima della rosa, la forma prima del corpo, il raggio prima del sole? Oh, se tu la vedesssi, la tua anima derelitta, vagare nel vuoto senza fine, con la vana pretesa di capire e di farsi capire in un mondo che, essendole estraneo, nulla mai le dice e nulla mai sente. La vedessi, ne avresti raccapriccio. Perch ogni sentimento e ogni pensiero che in te si agitano altro non sono che lirradiazione di quellimpasto di materia che tu chiami terra e che, se non fosse pi cos, cesserebbe di esistere insieme con te. Il bello e il brutto, la salvezza e linferno, che cosa sono se non concetti desunti dal mio spirito e compenetrati nella tua piccola patria? E ci che qui verit eterna, in un altro mondo probabilmente lassurdo, e altrove forse impossibile ci che qui naturale. Altrove il peso non esiste e la vita vi perdura immota. Infine: ci che qui aria, l pensiero, e voce ci che qui luce, e cristallo inamovibile ci che qui pianta che fiorisce.
ADAMO

Non mi farai indietreggiare: la mia anima tende allalto.


LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Adamo, Adamo! Lattimo supremo savvicina Torna indietro: sulla terra puoi essere grande; ma se ti stacchi dal cerchio del creato, Dio non ti conceder daccostarti a lui: e ti distrugger miseramente.
ADAMO

E la morte non mi distrugger al modo stesso?


LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Non pronunciare, Adamo, proprio nel mondo dello spirito, linutile parola della vecchia menzogna. La natura inorridisce a sentirla. La morte un sacro e inviolabile segreto che Dio ha voluto conservare per s solo. Neppure il pomo della sapienza pu infrangerne il suggello.
ADAMO

Sar io a infrangerlo. (Volano oltre Adamo manda un grido e si irrigidisce.) la mia fine
LUCIFERO (ride)

La vecchia menzogna ha dunque vinto! (Scosta Adamo da s, e seguita:) Questa divinit-fantoccio pu ormai roteare nellinfinito spazio come un nuovo pianeta: dove la vita potrebbe ricominciare, ancora una volta a mio vantaggio.
LA VOCE DELLO SPIRITO DELLA TERRA

Troppo presto, Lucifero, la tua maligna gioia. Egli ha toccato appena appena il limite di l dal quale c il mondo estraneo. Ma non facile staccarsi dal mio regno La conosciuta voce ti chiama, figlio: torna in te.
ADAMO (riavendosi)

Di nuovo io vivo E so di vivere perch soffro. Tuttavia questa sofferenza mi dolce. Che cosa tremenda non sentirsi che un nulla! Lucifero, riconducimi sulla mia terra. Anche se vi ho combattuto tante inutili battaglie, voglio laggi combattere ancora: e mi sentir felice.
LUCIFERO

Tante prove a vuoto, e ancora credi nellutilit di nuove lotte? Quale scopo puoi sperare di raggiungere? In verit, un simile caparbio spirito puerile non pu averlo che luomo.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

Non pi mattirano le illusioni, sciocche di per s. So che non raggiunger la mta neanche la centesima volta. Non importa. La mta in che si identifica, alla fin fine? Col forzato cessare di ogni nobile battaglia: poich lultimo approdo la morte. Ma la vita non cessa di essere lotta. Lo scopo delluomo, dunque, la sua lotta stessa.
LUCIFERO

Questa, te lo concedo, potrebbe anche essere una bella consolazione: ma bisognerebbe che lideale della lotta fosse davvero un grande ideale. Domani invece ti riderai di ci per cui oggi combatti e ti parr un gioco di ragazzi quel che prima taveva tanto appassionato. Non hai versato il tuo sangue a Cheronea per la difesa della libert? E non pugnasti a fianco di Costantino per affermare il dominio di lui sul mondo? E sei stato, e sei caduto, martire della fede, per schierarti pi tardi, con larma della scienza, contro quella tua fede stessa.
ADAMO

Tutto vero. Pure, anche se vano si dimostr lideale, esso mi diede entusiasmo, mi innalz: lo sentii, ed quel che importa, grande e sacro. E sta di fatto che comunque io abbia agito, in nome della croce o della scienza, della libert o dellambizione, il genere umano andato innanzi, sempre progredendo. Oh, Lucifero, riportarmi, s, sulla terra: verso nuove battaglie.
LUCIFERO

Evidentemente, non ricordi pi le parole dello scienziato. Egli disse che fra quattro millenni il mondo sar una cosa fredda e che di lotte, allora, non ce ne saranno pi.
ADAMO

Se la scienza non lavr vinta. Ma vincer. Lo sento, lo so.


LUCIFERO

E poi? Che lotta, che grandezza, che forza ci possono essere in quel mondo tutto artificiale, come gi lhai visto, regolato secondo schemi di raziocinio teoretico?
ADAMO

Che quegli schemi salvino intanto la terra; e, dopo, passino. Daltronde, passa ogni cosa, tosto che abbia adempiuto al suo compito. Importa che sorga una nuova idea capace di animare nuovamente il mondo. Torniamo laggi: ardo dal desiderio di conoscere per quale altra dottrina mi esalter sulla terra slvata.
LUCIFERO

Sia cos: torniamo.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

QUATTORDICESIMO QUADRO
PAESAGGIO MONTUOSO, NEVE E GHIACCIO, NON UN ALBERO: DESOLAZIONE INFINITA. IL SOLE, ROSSO GLOBO SENZA RAGGl, FRA ROTTI VELARI DI NEBBIA. CHIARIT INCERTA. SI VEDE, IN PRIMO PIANO, IN MEZZO A BETULLE NANE E GINEPRI E CESPUGLI BASSI ALLUNGATI, UNA CAPANNA ESCHIMESE. ADAMO, IN ASPETTO DI VECCHIO ORMAI CADENTE, DISCENDE DAI MONTI SORREGGENDOSI A UN BASTONE. GLI ACCANTO LUCIFERO
ADAMO

Perch ci stiamo aggirando in questo sconfinato mondo della neve dove la morte ci guata con le orbite vuote? Qui non si sente altro rumore che quello del tuffo di qualche foca, allarmata dallo scricchiolio dei nostri passi. Qui le piante sono stanche di lottare, e fra i licheni rabbriviscono gli stenti cespugli. Fin la luna dallarrossato volto ci guarda in mezzo alle caligini tal quale la funebre lampada dun sepolcreto. Conducimi dove verdeggiano le palme, nei cari paesi del sole e dei profumi, dove lanima delluomo si dispiega nella piena consapevolezza di ci che vale e pu.
LUCIFERO

Ci siamo gi! Quel globo rossiccio il tuo sole. Sotto di noi passa lequatore La scienza non riuscita a mutare il destino del mondo.
ADAMO

Orribile mondo, buono solamente per morire. Non ci pu essere rimpianto a lasciarlo. Lucifero, io che un tempo fui presso la culla delluomo e vidi quali speranze di meraviglioso futuro verano cullate dentro; io che combattei sempre e fino in fondo le pi ardue battaglie; io, primo ed ultimo uomo in meditazione su questo predisposto sepolcreto, dove la natura ha gi disteso la sua funebre coltre, vorrei ora sapere come s andata spegnendo la mia stirpe. In una lotta nobilmente audace, oppure miserevolmente, facendosi a grado a grado pi inetta, di generazione in generazione, e mai un impulso di grandezza, s da non meritare neanche una lacrima?
LUCIFERO

Ah ah, se tu sei fiero del tuo grande spirito, come a te piace di chiamare quella certa forza che fa pulsare il sangue e che gonfi verso lideale il tuo petto una volta giovane, non desiderare di assistere alla tua fine, testimone della tua fine, nel tuo stesso giaciglio di morte. Quella che viene lora della trasecolante revisione di certi conti che furon fatti senza badare al creditore. Lagonia disperde tutte le splendenti immagini che diedero risalto al vivere: e nessuno pu sapere quali fra di esse silluminarono della verit. Il flebile gemito che conclude lultima lotta, in effetti non che una beffarda risata su quante siano state le dispute della vita delluomo.
ADAMO

Perch non perii su nellalto, quandero ancora in possesso di tutte le mie energie e sentivo appieno la presenza della mia anima? Ora devo invece ascoltare lorazione funebre di me medesimo, e pronunciata con la pi glaciale indifferenza da uno spirito che mai non prese parte alle mie battaglie, e che non condivide con me neppure la morte.
LUCIFERO

Nel pianto col quale accompagni il risveglio dai sogni che ti furon cari alla comprensione schietta, riconosco una volta di pi il ceppo da cui derivi. Ma stai tranquillo: la tua progenie vive tuttora. Guarda: l c una capanna Ed ecco farsi sulla porta luomo che labita. (Esce dallabituro un eschimese, armato per la caccia alla foca.)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

E quella figura deforme, quella forma grottesca, sarebbe lerede usurpatore della mia grandezza? Ah, Lucifero, perch me lhai fatta vedere? La consolazione peggiore dellambascia.
LESCHIMESE

Allora, gli di esistono davvero Eccoli: sono proprio davanti a me Ma chi sa: saranno buoni o saranno cattivi? Il meglio da fare, intanto, filar via. (Saffretta per tornare nella capanna.)
LUCIFERO

Un momento: frmati.
LESCHIMESE (prostrandosi)

Piet, signore. Sacrificher a te la prima foca che prendo. Ma tu sentimi e non farmi del male.
LUCIFERO

Con quale diritto riscatti la tua vita con quella della foca?
LESCHIMESE

Col fatto che io sono pi forte di lei. Il pesce mangia il verme, la foca il pesce, e io, allora, mangio la foca.
LUCIFERO

E poi il grande spirito si ciber di te.


LESCHIMESE

Lo so, lo so. Ma il poco tempo che la sua piet mi concede per rimanere in vita io lo ripago con olocausti di sangue.
ADAMO

Concetto spregevole.
LUCIFERO

Tuttavia, che cosa hai fatto tu di diverso? Lunica differenza fra voi due che lui sacrifica le foche e tu le vite umane. Entrambi a una divinit che tu foggiasti ad immagine tua ed egli, similmente, ad immagine sua.
LESCHIMESE

Vedo che sei andato in collera, e capisco la mia miserabilit. Ho osato invocare il benefico dio del sole, scordandomi che concede ma non chiede, e che secondo le antiche nostre leggende regn una volta anche su queste lande. Perdonami, e lo maledir in perpetuo.
ADAMO

Gran Dio, volgi fin qui lo sguardo e arrossisci nel vedere a qual grado di abiezione s ridotto il tuo capolavoro: luomo.
LESCHIMESE

Il tuo compagno molto arrabbiato: ha fame anche lui?


LUCIFERO

Tuttaltro. arrabbiato perch non ha fame.


ADAMO

Che stolta irrisione mai questa?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

LUCIFERO

N irrisione n altro: la verit. Il tuo ragionamento quello dun uomo satollo, mentre il ragionamento del tuo simile la filosofia dello stomaco digiuno. E non vintendereste mai luno con laltro a furia dargomentazioni. Invece vintendereste subito se anche tu avessi fame e se anche lui fosse sazio. S, s, inutile farsi delle illusioni: sempre in voialtri prevale la bestia, e solo le volte che vi possibile placarla torna a far capolino luomo; tuttavia gi pronto, allora, a disprezzare con protervia lessenza pi vera di se medesimo.
ADAMO

Un discorso, questo, degno solamente di te, Lucifero: di te che trascini con maligna gioia nel fango tutto ci che sacro. Dunque, tutte le grandi idee e tutte le nobili azioni altro non sarebbero che fumo di cucina o insulsi prodotti di leggi della materia combinati fra di loro in modo da tenerli bene in vita?
LUCIFERO

E non cos, difatti? Credi forse che Leonida sarebbe morto nelle famose gole se invece di nutrirsi di brodo nerastro, in quella sua repubblica dove non esistevano neanche le monete, avesse gustato le ebbrezze delle volutt orientali in una bella villa luculliana? E credi che Bruto si sarebbe ucciso se fosse tornato a casa alla svelta, disperdendo tutte quante le eccitazioni della pugna presso la bella Porzia con un buon pranzo e una buona dormita? Da che nascono il peccato e la virt? Non sono forse i miasmi della miseria a far prosperare luno, e laltra invece non forse generata dal sole, dal senso della libert trasmesso via via, nellanima e nel corpo, fino agli ultimi rampolli? Quanti, dopo aver fatto i loro conti, risolvono di appendersi a un albero: ma se una inaspettata mano li scioglie dal laccio, ecco che al nuovo contatto della vita dimenticano ci per cui volevano sopprimersi. Se il grande Hunyadi non fosse nato in mezzo a un popolo degno di lui, se co, mettiamo, lombra duna tenda saracena si fosse mossa sopra la sua culla, chi avremmo avuto al posto di quellinvincibile eroe della cristianit? E se il caso avesse posto Lutero sulla cattedra di san Pietro e Leone X sulla cattedra di professore duna universit germanica, chi sa se non avesse fatto la riforma questultimo e non fosse stato laltro a scomunicare laudace ribelle? E ancora: a che sarebbe giunto Napoleone se il sangue di tutto un popolo non gli avesse spianato la strada dei superbi trionfi? Forse sarebbe marcito in qualche sudicia caserma.
ADAMO (chiudendo ratto la bocca a Lucifero) Basta! Tutto ci che deduci, tanto pi sembra semplice e vero quanto pi dannoso. Il credere congetturando superstiziosamente acceca solo gli ottusi, incapaci per natura ad avvertire lo spirito che, sospingendoci, s agita in noi e con noi. I migliori, invece, potrebbero riconoscere la forza di quellalto impulso se proprio la tua dottrina, tutta di aride teorie, non li sopraffacesse. LUCIFERO

Allora rivolgiti al tuo compagno. Una lezioncina ancora non ti far male per conoscere te stesso.
ADAMO

Siete in molti a stentar la vita da queste parti?


LESCHIMESE

S: pi di quanti mi riesca contarne con le dita delle mani. Per la verit, i miei vicini son riuscito ad ucciderli tutti; ma ne vengono sempre di nuovi, e le foche scarseggiano troppo. Se sei un dio, ti scongiuro: fai in modo che siano meno gli uomini e di pi le foche.
ADAMO

Andiamocene, Lucifero. Ne ho avuto abbastanza.


LUCIFERO

Perch non dare almeno unocchiata alla sua donna?

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ADAMO

No no: non voglio vederla. Luomo invilito gi una vista che ripugna e non porta che a sentimenti di disprezzo. Ma se la donna, questo ideale, questa incarnazione della poesia, daltrettanto decaduta, allora la ripugnanza scavalcherebbe i confini dellorrore. Vieni via: non voglio vederla. (Frattanto Lucifero ha spinto Adamo verso la capanna. Con un calcio spalanca luscio dellabituro, e nellinterno si scorge Eva, nellaspetto di moglie delleschimese. Adamo, dalla soglia, la fissa come assorto.)
LUCIFERO

Non ravvisi in lei una vecchia conoscenza? Abbracciala, dunque. Questo dabbenuomo si riterr offeso a morte se non farai un onore del genere, almeno quello, alla sua donna.
ADAMO

Abbracciare una donna simile, io che ho tenuto fra le mie braccia Aspasia? S: affiora in lei qualcosa che appartenne alle fattezze di quellaltra: ma in tal modo da farmi credere di vederla mutata in bestia, se mi baciasse.
LESCHIMESE (entrando nella capanna)

Donna, ecco degli ospiti. Accoglili come si deve. (Eva si getta al collo di Adamo e lo trascina dentro.)
EVA

Ti saluto, straniero. Vieni a riposare.


ADAMO (svincolandosi dalla stretta)

Aiuto, Lucifero! Via, via di qui! Riportami indietro nel tempo. Basta ormai col futuro. Non voglio vedere il mio destino maledetto, le lotte tutte inutili. Lasciami solo riflettere se debbo contrastare ancora la sorte che Dio intese darmi
LUCIFERO

Sia cos. E ora svegliati, Adamo! Il tuo sogno finito.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

QUINDICESIMO QUADRO
IL QUADRO DI PRIMA SI TRASFORMA NELLAMENO PAESAGGIO DI PALMIZI GI APPARSO NEL TERZO QUADRO. ADAMO, DI NUOVO GIOVANE, ESCE TUTTO TRASOGNATO DALLA CAPANNA, E SI GUARDA INTORNO, ATTONITO. EVA, DENTRO LA CAPANNA, DORME ANCORA. NEL MEZZO STA LUCIFERO. GIORNO RADIOSO
ADAMO

Dove siete finite, visioni tremende? Qui tutto ancora vive e sorride, uguale a come lo lasciai; ma il mio cuore oppresso,
LUCIFERO

Uomo presuntuoso! Pretendi forse che, sol perch un verme perisce, si sconvolga lordine della natura, che una nuova cometa fiammeggi nella notte e che la terra tremi?
ADAMO

Ho solamente sognato o ora che sogno? E non pu darsi che sia qualcosa pi del sogno la vita che nima, magari per un minuto solo, la materia morta, per disperdersi poi, e per sempre, insieme con essa? Perch mai questa veloce consapevolezza, se serve a guardare non pi che gli orrori del nonessere?
LUCIFERO

Stai piagnucolando. Soltanto la vilt subisce senza combattere i colpi che potrebbe evitare. Il forte invece fissa tranquillo gli eterni verbi del destino, e non piagnucola: egli pensa piuttosto a ci che meglio conviene per resistere ad essi. Il destino sovrasta la storia, e tu altro non sei che un suo strumento: il destino ti fa muovere.
ADAMO

No: bugia! La volont libera; e io lho meritata in pieno. Per essa ho rinunciato al paradiso. Ho molto imparato dalle visioni del mio sogno, molte illusioni mi sono cadute, e ora non dipende che da me la scelta di unaltra via.
LUCIFERO

E potresti farlo, se per loblio e la perpetua speranza non si sposassero al destino In tal modo che mentre luno risana la ferita, laltra stende un tappeto sulla voragine e dice incoraggiandoti: Cento temerari vi son caduti, ma tu sarai lunico fortunato che lattraverser. Ma quando ti facesti scienziato, tu, fra le tante cose strane, vedesti una certa tenia capace di vita solo in un nibbio o in un gatto e che tuttavia il suo primo stadio di crescita pu viverlo solamente in un topo. Eppure, questo non vuol dire che tutti i topi debbano soggiacere agli artigli del nibbio o agli unghioli del gatto. Ve ne sar di essi che, prudenti, arriveranno a morir di vecchiaia, in famiglia. Ma, ecco, una legge ineluttabile vigila perch cadano preda dellavversario tanti topi quanti ne occorrono per far vivere nei millenni anche quella certa tenia. Lo stesso succede delluomo. Non luomo come tale, come individuo a s, che porta le catene: bens invece il genere umano tutto quanto. Lentusiasmo, al pari di una piena, lo trascina verso una cosa oggi e verso unaltra cosa domani. I roghi avranno sempre le loro vittime come sempre ci saranno quelli che se ne rideranno. E chi voglia tener conto dei numeri savvedr, meravigliato, della coerenza del destino che ripartisce con esattezza di proporzioni matrimoni e lutti, peccati e virt, follie e suicidi.
ADAMO

Basta! Mi balena unidea Posso rivoltarmi unaltra volta contro di te, Dio. Anche se il destino mi dir cento volte: Devi vivere fino a qui, io posso ridermene, perch, se non mi piace, posso non vivere. Non sono io tuttora solo in questo mondo? Ecco: davanti a me c una rupe e subito sotto la voragine. Un salto e lultima delle mie imprese si conclude. Metto fine alla commedia.

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

(Adamo sincammina verso la rupe; in quel mentre Eva saffaccia alluscio della capanna.)
LUCIFERO

Fine! Che parola assurda! Come se ogni minuto non fosse principio e fine al tempo stesso. Neppure di questo ti sei accorto nelle visioni durate per pi millenni?
EVA

Adamo, perch ti sei allontanato da me? Lultimo tuo bacio stato tanto freddo, e anche ora sul tuo viso c unombra daffanno e di corruccio Mi fai paura.
ADAMO (allontanandosi un altro po) E tu perch mi segui sempre? Perch spii i miei passi? Luomo, padrone di questo mondo, ha ben altri compiti che perdersi in moine. E la donna, che non arriva a capir questo, gli solo dimpaccio (Sintenerisce.) Ma perch non hai continuato ancora un poco a dormire? Ora mi sar pi grave il sacrificio di cui son debitore allavvenire. EVA

Se stai a sentirmi, forse, al contrario, ti sar pi lieve. Perch proprio lavvenire, che ti pareva incerto, ormai sicuro.
ADAMO

Che intendi dire?


EVA

Sul tuo viso comparir il sorriso, ne sono certa, non appena ti sussurrer allorecchio Ma vienmi dunque vicino Adamo: io mi sento madre.
ADAMO (cadendo in ginocchio) Signore, hai vinto! Eccomi nella polvere. Senza di te, contro di te, vana la mia lotta. Sollevami o abbattimi: tapro il mio cuore. LUCIFERO

Verme che sei! Hai dimenticato la tua grandezza, che devi tutta a me?
ADAMO

Non me ne curo: non fu che vuota illusione; e questa invece la pace.


LUCIFERO

E tu, donna sciocca, di che ti vanti? Il tuo figliolo, anche se nellEden, stato concepito nel peccato: e porter sopra la terra colpa e miseria.
EVA

Se Dio vorr, un altro figliolo sar concepito nella miseria, per cancellarla, recando nel mondo la fratellanza.
LUCIFERO

Osi ribellarti a me, schiava? Su dalla polvere, tu, bestia. (Tira un calcio verso Adamo. Il cieto si spalanca ed appare il Signore circondato dallaureola degli angeli.)
IL SIGNORE

Nel fango, spirito superbo! Non esiste grandezza al mio cospetto.


LUCIFERO (curvandosi ripetutamente)

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

Ah, maledizione, maledizione!


IL SIGNORE

Alzati, Adamo. Non avvilirti, poich, vedi, ti concedo di nuovo la mia grazia.
LUCIFERO (in disparte)

A quel che vedo, qui sta incominciando una scenetta di famiglia, bella forse per il sentimento, ma noiosa quanto mai per lintelletto. meglio andarsene alla svelta. (Fa per avviarsi.)
IL SIGNORE

Lucifero, dovr dire una parola anche a te. Rimani. E tu, figlio, parla e dimmi che cos che ti tormenta.
ADAMO

Signore, orribili visioni mi hanno sgomentato ed io non so quanta verit vi sia. Oh, dimmi, dimmi qual la sorte che mi attende! Il mio tutto in questa esistenza breve, di limiti cos ristretti, tra le cui lotte la mia anima stilla come un vino che, quando sia purificato, tu versi sulla terra e vada a intridersi con la polvere? O non forse destinasti questa pura essenza a qualcosa di migliore? La mia progenie andr nobilitandosi cos da accostarsi di mano in mano al tuo trono, oppure, come animale alla macina, faticher fino alla morte senza mai uscire dallobbligato cerchio del suo tragitto? Ci sar un premio per il generoso che la pusillanime folla irride per il sangue versato? Illuminami: e, riconoscente, accetter il mio destino, per grave che possa anche essere. Nel cambio, non potr che guadagnarci: perch questa incertezza linferno.
IL SIGNORE

Non chiedermi di pi sul mistero che la benefica mano di Dio cela agli sguardi curiosi. Se tu vedessi che la tua anima posa sulla terra sol per poco e che, poi, leternit attende, allora, sulla terra ove sei, la sofferenza non sarebbe pi virt. E se tu vedessi che la polvere assorbir la tua anima, che sprone avresti a rinunciare ai piaceri dellattimo fugace a pro delle grandi idee? Meglio dunque se il tuo avvenire lo vedi brillare traverso le nebbie: e che, se anche ti toccher soggiacere sotto il peso della vita, ti consoler, sollevandoti, il sentimento delleterno. Infine, se mai ti vincesse lorgoglio, la stessa brevit dellesistenza non potr che ridurlo in limiti giusti: e la grandezza e la virt saranno cose sicure.
LUCIFERO (ridendo)

Ti stai proprio anniando a una bella carriera! Dunque, grandezza e virt ti guideranno Per, queste due parole possono farsi corpo soltanto se le affiancano, per scortarle, la superstizione, il pregiudizio e lignoranza. Perch mai, mi domando, mi son messo in una cos grossa impresa con luomo, ch impastato di fango e di raggi di sole, troppo piccolo per il sapere e troppo grande per esser cieco del tutto?
ADAMO

Non irridermi, Lucifero, non farti beffa di me. Ho appurato leffetto della tua sapienza: non pi che freddo al cuore. Ma, Signore, chi mi sosterr nel cammino lungo la via giusta? Quando volli gustare il frutto del sapere, tu ritirasti da me la tua mano che guidava.
IL SIGNORE

Hai braccia forti e cuore nobile. Il campo che invita ad operare sterminato; pure, se saprai ascoltare, sempre udrai in te stesso una voce che ti richiamer e ti rialzer: seguila! E se, nel tumulto della tua vita operosa, ti accadr di non sentire quella voce, che viene dagli eterni spazi, sar lanima di questa debole donna, ch pi linda perch pi lontana della tua dalle ignobilt degli interessi, a sentirla. La voce, poi, attraversate le vene del suo cuore, si tramuter in canto e in poesia. Col canto e con la poesia, essa star al tuo fianco, nella buona ventura e nellavversa fortuna, genio sorridente e genio consolatore. E tu, Lucifero, anello tu pure del mio universo, continua nella tua opera: la tua fredda scienza, la tua fatua negazione saranno un lievito aggiuntivo al fermento delluomo. Lo faranno a volte dubitare, ma non importa: luomo ritorner ogni volta di nuovo a me. Ma la tua pena, Lucifero, sar eterna: perch vedrai continuamente diventar germe del nobile e del bello tutto

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LUMANA TRAGEDIA (olasz/Italian)

ci che ti prenda voglia di distruggere.


CORO DEGLI ANGELI

Gran dono poter lilerament scegliere tra il bene e il male, tuttavia sentendo sopra di noi, a farci scudo, la grazia del Signore. Opera dunque coraggiosamente e non dolerti se lanonima folla ti rimane ingrata. Chi sadopera a cose alte non pu veder come mta laltrui bratitudine, bens soltanto la stima di se stesso. Dagire in diverso modo si vergogna. La coscienza di questa vergogna inchioda il vile alla terra e innalza il generoso. Ma non ti abbagli nellandare, anche se per superba strada, lillusione che ci che compi per far gloria a Dio, quasi che Dio abbia bisogno di te come strumento del destino. Anzi, per te gi premio che Dio tabbia concesso di operare in sua vece.
EVA

Ah, comprendo questo canto Sii lodato, mio Dio.


ADAMO

Anchio ne avverto il senso: e lo seguir. Solo la fine Potessi dimenticarla!


IL SIGNORE

Uomo, ho parlato! Lotta; e, lottando, abbi fede!

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