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il Ducato

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Mensile - 1 marzo 2013 - Anno 23 - Numero 2 Ducato on line: ifg.uniurb.it

Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

Viabilit

Il Montefeltro dimenticato
Politiche 2013
LEDITORIALE
o storico Nando Cecini, analizzando e rielaborando i dati contenuti in un vecchio testo (Viaggi e viaggiatori del Settecento in Emilia Romagna), ha rilevato che su 186 viaggiatori transitati allora per le Marche, uno soltanto era passato per Urbino. La Citt ducale, che lUnesco tutela come patrimonio dellumanit, bella ma irraggiungibile. Oggi come ieri. Anzi ora molto pi di una volta, considerando che nellera digitale sono importanti i collegamenti fisici, ma soprattutto quelli virtuali. Siamo rimasti indietro per strade e ferrovie, ma anche nelle reti del nuovo millennio, cio quelle telematiche. Urbino un po emblema e simbolo di questa regione che di omogeneo non ha quasi nulla. Forse soltanto il nome che, essendo al plurale, gi allude al molteplice. In passato, quando bisognava opporsi alla forza degli

Fano-Grosseto si riparla dellincompiuta


alle pagine 6 e 7

Ferrovia

Il treno, 50 km per realizzare un piccolo sogno


alle pagine 8 e 9

Trasporti

Pochi fondi troppi tagli tanti disagi


alle pagine 10 e 11

Il viaggio

Strada per strada il dissesto della viabilit


a pagina 12

Parlano i nuovi protagonisti Tutti i risultati delle sezioni


alle pagine 2, 3, 4 e 5

Urbino, bella ma sempre irraggiungibile


invasori, lessere inafferrabili e sfuggenti era considerata una virt per riuscire meglio a sgattaiolare fra le pieghe della storia. In unepoca segnata da processi di massificazione e uniformit, i marchigiani sono accusati di eccessivo individualismo e di una naturale propensione allisolamento. Le statistiche nazionali evidenziano per unaltra realt: un piccolo angolo di paradiso dove si vive meglio e pi a lungo; siamo

ai primi posti nei parametri per la qualit della vita; siamo la regione pi industrializzata dItalia (per rapporto abitanti-imprese); abbiamo gli stessi distretti industriali della Lombardia e due pi del Veneto. Il modello marchigiano, studiato dagli economisti di tutto il mondo, ha incuriosito e affascinato anche lex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Eppure, nellimmaginario collettivo, siamo rimasti alla definizione contenuta nei libri di scuola degli anni Cinquanta, cio una regione a prevalente vocazione agricola. Ci, in parte, anche vero perch, pure nel settore agricolo, abbiamo sviluppato eccellenze che ci collocano ai primissimi posti nelle graduatorie di qualit e delle produzioni di nicchia.
continua a pagina 2

il Ducato

La coalizione di centrosinistra vince, ma adesso alle prese con lo tsunami

Gli eletti nella provincia:


Camilla Fabbri, senatrice Pd Marco Marchetti, deputato Pd

Vado in Parlamento con grande umilt


TOMMASO CHERICI

Abbiamo un problema: la governabilit

on sottovalutiamo ma rispettiamo il voto degli italiani questo il commento di Camilla Fabbri, allalba della sua prima esperienza parlamentare come senatrice del Pd - vado in Parlamento con lo stesso atteggiamento che ho adottato in passato: con una modestia profonda ma anche con una grande determinazione. Camilla Fabbri nata a Pesaro e tutta la sua vita girata intorno alla provincia che le ha dato i natali. Dopo gli studi, nel 1989 stata assunta come contabile dalla Confederazione Nazionale dellArtigianato di Gabicce Mare e dopo solo due anni stata promossa funzionaria. Nel 1995 il suo primo incarico politico con lelezione a consigliere comunale di Pesaro. Tra la ne degli anni 90 e i primi anni 2000 cresce il suo peso allinterno del Cna di Pesaro no a diventare nel 2003 responsabile del personale, del bilancio e dellarea sindacale della provincia. Nel 2003 anche nominata Consigliere nella provincia di Pesaro e Urbino, con la funzione di promuovere i principi di uguaglianza e di pari opportunit. Nel 2012 la scelta di correre per le elezioni politiche nelle liste del Partito Democratico le spalanca le porte del Parlamento. Camilla infatti viene inserita come secondo nome della lista per la regione Marche e si aggiudica un seggio al Senato. Una poltrona che per appare tuttaltro che comoda con i problemi di governabilit che gi si stanno materializzando a poche ore dal voto. Penso che sarebbe sbagliato tornare a votare subito ha commentato la neo senatrice in questa situazione economica non possiamo permettere al paese di aspettare altri mesi. LItalia ha bisogno di riforme, di politica, di lavoro e di misure anticrisi. Dobbiamo provare responsabilmente a governare, anche con questi numeri.

Q
La senatrice Fabbri ha avvertito la necessit di cambiamento del paese e questo bisogno di trasformazione, secondo lei, uno dei motivi del fenomeno Movimento Cinque Stelle: Nel voto a Grillo c sia il voto di protesta sia quello di chi vuole cambiare. Forse nel Pd non abbiamo colto no in fondo questa volont di cambiamento ma il Partito Democratico, anche grazie ai temi portati avanti da Renzi, si rinnovato. Nella nostra provincia e nella nostra regione molti dei parlamentari eletti sono alla prima esperienza. Questo non bastato per conquistare una maggioranza salda ma secondo la senatrice non si deve fare marcia indietro ma spingere ulteriormente verso un rinnovamento profondo. Camilla Fabbri convinta di dover puntare sulle politiche del lavoro e sullabbassamento della pressione scale: Dobbiamo venire incontro a quelle migliaia di aziende che nelle Marche tentano di resistere a questa gravissima situazione economica. La riduzione del costo del lavoro, del cuneo scale e labbattimento dellIrap: questi, secondo la senatrice, i punti principali da attuare subito per aiutare la ripresa economica.

uella del Pd stata una vittoria di misura, ottenuta con un minimo scarto di voti. Una vittoria che non ha dato certezze ma ha invece riproposto i problemi politici italiani. Anche allinterno del partito vincitore, sono numerosi i candidati che, pur avendo conquistato un posto in parlamento, guardano con preoccupazione al futuro del paese. Uno di loro Marco Marchetti, neo deputato che si appresta ad affrontare la sua prima difficile esperienza parlamentare. Speravo in un risultato migliore commenta Marchetti ma soprattutto che da queste elezioni uscisse una maggioranza che garantisse subito una governabilit e unimmagine credibile dellItalia allestero. Gi stamani tutti gli indicatori di come il mondo ci guarda hanno dato segnali preoccupanti, dalla crescita dello spread al calo dei valori della borsa. La mia pi grande preoccupazione aggiunge il neo deputato che lItalia non possa farcela a vivere altri mesi di campagna elettorale o di instabilit politica. Gli sforzi devono essere fatti richiamando tutti a un senso di responsabilit. Marco Marchetti nato a Pesaro 35 anni fa. Figlio di operai, entrato nel Pd fin dagli albori del partito. Nel 2009 il primo incarico significativo con lelezione a segretario provinciale del partito. Nel dicembre 2012 rinuncia al suo ruolo per candidarsi alle primarie. Prende tantissimi voti nella sua provincia, dove risulta il pi votato tra tutti i candidati del Pd ed inserito come terzo nome nella lista dei candidati delle Marche per la Camera dei Deputati. Il suo ingresso in Parlamento non sar per dei pi tranquilli, visto che il suo partito dovr vedersela con il ritorno del Pdl e il boom del Movimento Cinque

Stelle. Avevo avvertito una crescita del movimento di Grillo ma non mi aspettavo che potesse diventare il primo partito del paese. Ha saputo unire la protesta degli elettori di destra e di sinistra. Ora la sua sfida fornire una proposta. Per adesso non ci sono segnali incoraggianti, ma lesperienza insegna (come gi accaduto in passato per i leghisti) che a Roma la prospettive cambiano e non di poco. Nella campagna elettorale di Berlusconi, Marco Marchetti riconosce invece una precisa tattica territoriale: Ha concentrato i suoi sforzi nelle regioni roccaforte del Pdl per puntare a indebolire la maggioranza del Pd al Senato, ed lobiettivo che ha raggiunto. Oltre a una politica per rilanciare leconomia e la sanit, Marchetti punta sulle infrastrutture: Il completamento della Fano-Grosseto una grande partita che si gioca a livello europeo e che ci deve vedere tutti uniti e compatti perch la sua realizzazione potrebbe essere a portata di mano. Il compimento di questa arteria avrebbe un importante ritorno sul piano sia economico che turistico. (t.c.)

LEDITORIALE
segue dalla prima pagina

Siamo ai vertici per lavoro, creativit e genialit, ma viviamo in un microcosmo che, nellera della globalizzazione, non regge pi. La conformazione orografica del territorio accentua la difficolt di rapporti che diventa un freno alla competitivit. Lunico collegamento ferroviario trasversale (la Ancona Roma) ancora a binario unico come ai tempi dello Stato Pontificio. Da pi di ventanni si parla di raddoppio, ma sono stati realizzati solo piccoli tratti che hanno inciso marginalmente sui tempi di percorrenza. Arrivare a Urbino in treno da Roma unavventura: non bastano quattro ore di viaggio (senza tener conto dei

Urbino, bella ma sempre...


ritardi cronici), pi unaltra mezzora di autobus da Pesaro fino al capoluogo feltresco. Peggio ancora la situazione viaria. Tutti i collegamenti trasversali si fermano allAppennino. Tra Bologna e Pescara non c unautostrada che colleghi lAdriatico con il Tirreno, quindi con Roma e Firenze. La Fano Grosseto diventata una specie di favola senza fine. I primi progetti risalgono a 52 anni fa, quando Presidente del Consiglio era Amintore Fanfani. Per il traforo della Guinza sono stati spesi 300 milioni di euro. E stato realizzato un solo foro di circa sei chilometri: la legge impone invece una galleria per ogni senso di marcia. Per realizzare lastrada dei due mari servono quattro miliardi, ridotti con le ultime varianti a poco meno di tre. Nelle ultime settimane (vedi servizi allinterno) c stato un riaccendersi di interesse attorno allopera che coinvolge tre regioni e cinque province. Speriamo che non siano solo sceneggiate mediatiche pre elettorali. Per decenni abbiamo parlato della bretella come toccasana per spezzare lisolamento atavico di Urbino. Anni di contenzioso e di polemiche, ridimensionato il progetto (da quattro a due corsie), spesi miliardi (di lire) solo per eliminare qualche curva e risparmiare una manciata di secondi. In ogni caso unopera dimezzata e inutile senza il raccordo con la Fano Grosseto, ancora di l da venire. Eppure nel dopoguerra abbiamo avuto diversi marchigiani ai vertici delle istituzioni (Presidenti del Consiglio e Segretari di partito) e

tantissimi leader sono stati catapultati ed eletti nelle Marche. Forse anche nella politica abbiamo dimostrato limiti e virt che accompagnano la nostra storia: la flemma, la riottosit, la ritrosia, la modestia, lincapacit di battere i pugni. Michel de Montaigne, nel 1581, nel suo Giornale di viaggio in italia cos descriveva Urbino: ... in cima a un monte di media altezza, ma adagiantesi da ciascun lato secondo ogni piega del pendio, di modo che non ha nulla su un medesimo piano e dovunque si deve salire e scendere. Apparentemente sembra che nulla sia cambiato. E noi continuiamo a ragionare come le grandi famiglie ricche: Abbiamo cose straordinarie, ma non ci facciamo caso

ELEZIONI

di Grillo. I vincitori parlano dellimmediato futuro: che in bianco e nero

promesse e problemi
Andrea Cecconi, deputato M5S Lara Ricciatti, deputata Sel

Mi chiedo: come Al Pd la prima mossa creare posti di lavoro? e poi vedremo


MARTA CIONCOLONI

essuna alleanza formale con la coalizione di centrosinistra o di centrodestra, ma siamo consapevoli che c bisogno di lavorare insieme. Abbiamo dei punti fermi per i quali combatteremo, su tutto il resto si pu mediare. il commento di Andrea Cecconi, neoeletto del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Marche. Nato a Pesaro, il 28 febbraio 1984, ha sempre vissuto nel capoluogo marchigiano. Ha una laurea in Scienze Infermieristiche, conseguita nel novembre 2009 alla Facolt di Medicina e Chirurgia dellUniversit Politecnica delle Marche ed impiegato, a tempo indeterminato nellAzienda Sanitaria della provincia. Prima di diventare infermiere ha lavorato come meccanico, magazziniere e operatore socio sanitario. Eletto nella lista del Movimento 5 Stelle per la circoscrizione Marche tramite il meccanismo del voto online, ha aderito al movimento gi nel 2008, perch simpatizzante di Beppe Grillo n dallapertura del suo Blog. Nel 2009 ha preso parte al Meetup di Pesaro e partecipato alle elezioni comunali, come candidato per il consiglio, nella Lista Civica 5 Stelle. In seguito ha curato lattivit di supporto al consigliere comunale eletto. In occasione del referendum del maggio 2011, stato attivo nella promozione e nella raccolta rme lanciata dal Forum Nazionale dei Movimenti per lAcqua; a livello regionale ha appoggiato e ha partecipato alla raccolta rme Zero Privilegi, per la riduzione delle indennit e labolizione dei vitalizi dei consiglieri regionali delle Marche. Abbiamo preso milioni di voti e, sinceramente, ce lo aspettavamo ha commentato Cecconi - a questo punto il Pd deve avere lintelligenza di supportare le nostre istanze, perch in questo momento lItalia non pu permettersi di restare sette o

G
otto mesi immobile. A livello nazionale mette in primo piano la questione del riassetto delle province dal 94 che se ne sente parlare, ma i partiti si mettono di traverso: proprio nelle province che hanno i loro centri di potere. Sono spese non pi sostenibili per i cittadini. Diminuire la spesa per gli organi statali signica meno pressione scale sulla popolazione. A livello regionale le parole dordine del neodeputato sono rilanciare e proteggere il made in Italy, ma quello vero, quello prodotto in Italia in ogni passaggio. Le Marche devono tornare a essere un centro di eccellenza. In secondo luogo, e in quanto coinvolto in prima persona, solleva il problema della sanit, la spacciano come una delle pi virtuose, ma la realt tuttaltra: appalti sfavorevoli alle amministrazioni, forniture di beni e servizi a prezzi di gran lunga superiori al mercato, assunzione del personale con criteri clientelari e modelli organizzativi vetusti. Se ben regolamentata e organizzata, ci sono i fondi necessari a garantire un servizio di qualit e, considerate le numerose eccellenze e competenze distribuite sul nostro territorio, per svilupparsi come uno dei migliori servizi sanitari al mondo.

li italiani ci hanno detto una cosa molto chiara: non abbiamo incarnato quella richiesta di cambiamento che ci veniva fatta. Questo stato il commento di Lara Ricciatti, eletta come deputata alla Camera per Sinistra Ecologia e Libert, nella circoscrizione Marche. stata inserita in lista dopo avere ottenuto la vittoria nelle primarie di Sel del 30 dicembre 2012 con 811 preferenze, 100 in pi rispetto al coordinatore regionale del partito Edoardo Mentrasti, classe 1956. Lara nata a Fano e ha 27 anni. Ha iniziato la specializzazione in Relazioni e Cooperazione Internazionale, dopo una triennale in Scienze Politiche allUniversit di Urbino. Per preparare la tesi di laurea in governance europea, ha trascorso sei mesi a Bruxelles, tra febbraio e luglio dello scorso anno. Come molti giovani della sua generazione, ha spesso afancato allo studio lavori stagionali e precari. La sua esperienza politica comincia nel 2000, con liscrizione alla Sinistra Giovanile, per approdare poi ai Democratici di Sinistra come responsabile dellorganizzazione della sezione di Fano e, in seguito, in Sinistra Democratica. Attualmente segretaria provinciale di Sinistra Ecologia e Libert per Pesaro e Urbino. Mi candido perch lottare per il lavoro non vuol dire solo difendere i posti di lavoro - aveva dichiarato alla vigilia delle elezioni - ma capire come crearne di nuovi. Combattere la precariet non signica soltanto pretendere leggi migliori, ma anche imparare a condividere informazioni ed esperienze per creare nuove attivit. Laura afferma di credere nella politica e sostiene che fare politica la pi concreta e alta espressione dellessere cittadini. Per insoddisfatta del risultato elettorale ed convinta che non ci sar il tempo necessario per le riforme mirate a un rilancio del territorio.

Sarebbe bello avere la possibilit di portare avanti le nostre idee, ma la situazione di forte ingovernabilit che si venuta a creare ci porter nuovamente al voto in tempi brevi. Quindi la giovane deputata, al momento, guarda pi al nazionale che al locale, sostenendo la necessit di lavorare in primo luogo alle fondamenta delle istituzioni: Quello che si pu fare riposizionare la politica sui giusti binari, cercando prima di tutto di cambiare la legge elettorale, che la causa principale di questa situazione. Anche Lara parla della necessit di mediare sul terreno comune, sulle zone di conne tra idee differenti, ma scettica sulla possibilit di una reale collaborazione. Per quanto riguarda laffermazione del Movimento 5 Stelle a primo partito nazionale, ammette di non essersi stupita: I risultati ci dicono che il paese nettamente diviso in vari pezzi: da una parte un voto non solo di protesta, ma anche di richiesta di cambiamento, che si espresso nel movimento di Grillo e che condanna i partiti tradizionali a una sorta di esilio; dallaltra c ancora lItalia di Berlusconi. (m. c.)

IL VOTO DELLA REGIONE E DELLA PROVINCIA


CAMERA: circoscrizione MARCHE
VOTI SEGGI RIV. CIVILE 2,2% RIV. CIVILE 1,83% 0 RIV. CIVILE 1,7% RIV. CIVILE 1,4% CENTRO SINISTRA 31,1% 10 (9Pd - 1 Sel) CENTRO SINISTRA 33,18% 5 (Pd) CENTRO SINISTRA 32,7% CENTRO SINISTRA 34,8% CENTRO 10,7% 1 CENTRO 10,02% 1 CENTRO 10,0% CENTRO 9,5% CENTRO DESTRA 21,2% 2 (Pdl) CENTRO DESTRA 22,24% 1 (Pdl) CENTRO DESTRA 19,6% CENTRO DESTRA 20,5% MOV. 5 STELLE 32,1% 3 MOV. 5 STELLE 30,29% 1 MOV. 5 STELLE 33,6% MOV. 5 STELLE 31,6% ALTRI 2,7% ALTRI 2,44% 0 ALTRI 2,49% ALTRI 2,32%
3

SENATO: circoscrizione MARCHE


VOTI SEGGI

CAMERA: provincia di Pesaro-Urbino


VOTI

SENATO: provincia di Pesaro-Urbino


VOTI

il Ducato

Camera e Senato: i voti


CAMERA SEZIONI 1-10
Sez. 1 Piano S. Lucia Sez. 2 Piano S. Lucia Sez. 3 Piano S. Lucia Sez. 4 Volponi via Oddi Sez. 6 Sez. 8 Sez. 5 Sez. 7 Sez. 9 Sez. 10 via via via via Elementari Ex elem. Piansevero Piansevero Piansevero Piansevero Schieti Cavallino

La Destra Pdl - Popolo della libert Mir - Moderati in rivoluzione Fratelli dItalia Lega Nord

1 33 1 2 2

2 74 1 5 9

2 49 3 6 6

2 64 2 2 3

7 55 1 8 4

1 76 1 6 3

2 57 0 6 2

1 34 1 4 1

1 71 0 8 0

1 35 1 3 4

TOTALE CENTRODESTRA
Fare Casapound Udc - Unione di Centro Fli - Futuro e Libert Scelta civica per Monti

39
4 0 6 1 41

91
9 0 11 1

66
3 0 9 2

73
13 1 10 0

75
7 1 9 1

87
4 0 8 2

67
3 0 3 3

41
3 0 5 0

80
3 0

44
3 0 1 1

8
0 19

TOTALE CENTRISTI
Cd - Centro democratico Sel - Sinistra ecologia e libert Pd - Partito democratico

48 0
12 109

65 77 1
18 176

39 50 1
20 123

72 82 6
27 188

42 52 3
21 220

59 69 4
27 167

38 44 0
23 187

29 34 0
14 169

27
2 11 314

31 33 1
31 160

TOTALE CENTROSINISTRA
Pcl - Partito comunista lavoratori Movimento 5 Stelle Io Amo lItalia Forza Nuova Rivoluzione Civile

121
1 55 1 0 21

195
3 93 1 3 11

144
3 63 0 0 14

221
1 98 2 1 10

244
1 137 1 3 15

198
0 149 0 0 8

210
1 84 2 0 7

183
1 76 0 1 16

327
5 188 3 1 7

192
2 100 0 1 11

TOTALE VOTI

290

483

343

502

536

515

418

355

641

386

SENATO SEZIONI 1-10


Sez. 1 Piano S. Lucia Sez. 2 Piano S. Lucia Sez. 3 Piano S. Lucia Sez. 4 Volponi via Oddi Sez. 5 Sez. 6 Sez. 7 Sez. 8 Sez. 9 via via via via Elementari Piansevero Piansevero Piansevero Piansevero Schieti Sez. 10 Ex elem. Cavallino

Io Amo lItalia Rivoluzione Civile Lega Nord Mir - Moderati in Rivoluzione Pdl - Popolo della libert La Destra Fratelli dItalia

0 8 2 1 33 0 3

2 10 6 0 83 1 5

0 11 5 3 51 2 7

2 11 4 2 64 1 3

0 10 3 2 53 7 6

1 4 4 0 74 0 8

2 9 2 1 54 3 4

0 15 0 0 32 1 4

3 10 1 1 70 2 5

0 8 2 0 36 1 3

TOTALE CENTRODESTRA
Movimento 5 Stelle Pd - Partito democratico Sel - Sinistra ecologia e libert

39
53 112

95
80 173

68
52 132

74
77 179

71
112 230 17

86
123 171

64
75 193

37
65 178

79
159 294

42
79 157

Cd - Centro democratico TOTALE CENTROSINISTRA


Forza Nuova Pcl - Partita comunista lavoratori Fare Scelta civica per Monti

18 0 130
0 1 3 44

15 1 189
2 3 7 69

15 0 147
0 4 4 42

22 5 206
1 2 11 83

2 249
3 1 8 47

21 4 196
1 1 5 59

16 0 209
0 2 2 36

8 0 186
0 1 3 32

9 4 307
1 4 2 23

27 0 184
1 2 3 28

TOTALE VOTI

278

457

328

467

501

476

399

339

588

347

ELEZIONI

sezione per sezione


CAMERA SEZIONI 11-20
Sez. 11 Ex elem. Pallino Sez. 12 Sez. 13 Elementari Elementari Trasanni Gadana Sez. 14 Piano S. Lucia Sez. 16 Sez. 18 Sez. 15 Sez. 17 Materna Elementari Elementari Ex elem. Canavaccio Mazzaferro Montesoffio Torre Sez. 19 Pieve di Cagna Sez. 20 Ospedale Civile

La Destra Pdl - Popolo della libert Mir - Moderati in rivoluzione Fratelli dItalia Lega Nord

2 31 1 5 2

3 95 1 10 5

3 64 3 8 11

2 93 1 19 8

2 70 0 2 9

0 92 2 5 12

5 90 2 4 6

2 33 0 3 3

2 60 0 4 4

0 6 0 2 1

TOTALE CENTRODESTRA
Fare Casapound Udc - Unione di Centro Fli - Futuro e Libert Scelta civica per Monti

41
1 0 2 1 22

114
6 0 7 2

89
9 0 5 2

123
11 0 6 1

83
4 0 10 0

111
6 1 13 4

107
6 1 8 4

41
6 0 6 1

70
3 1 3 0

9
0 1 0 0

TOTALE CENTRISTI
Cd - Centro democratico Sel - Sinistra ecologia e libert Pd - Partito democratico

25 0
9 150

57 66 1
16 317

56 63 0
18 304

51 58 3
14 233

44 54 1
10 117

65 82 0
38 271

71 83 4
22 262

32 39 2
11 150

16 19 1
8 144

3 3 0
1 15

TOTALE CENTROSINISTRA
Pcl - Partito comunista lavoratori Movimento 5 Stelle Io Amo lItalia Forza Nuova Rivoluzione Civile

159
2 73 1 1 6

334
1 249 3 5 17

322
5 181 1 3 18

250
3 137 0 0 9

128
5 128 0 4 13

309
9 267 2 3 16

288
1 173 1 1 17

163
1 74 3 2 10

153
3 140 0 1 8

16
0 4 0 0 0

TOTALE VOTI

309

795

691

591

419

806

678

339

398

33

SENATO SEZIONI 11-20


Sez. 11 Ex elem. Pallino Sez. 12 Sez. 13 Elementa- Elementari ri Trasanni Gadana Sez. 14 Piano S. Lucia Sez. 15 Sez. 16 Sez. 17 Sez. 18 Ex elem. Materna Elementari Elementari Torre Canavaccio Mazzaferro Montesoffio Sez. 19 Pieve di Cagna Sez. 20 Ospedale Civile

Io Amo lItalia Rivoluzione Civile Lega Nord Mir - Moderati in Rivoluzione Pdl - Popolo della libert La Destra Fratelli dItalia

2 6 4 1 30 2 4

1 11 6 2 91 4 8

0 14 10 5 60 7 5

1 7 4 0 93 1 15

0 12 8 0 65 4 2

1 10 11 2 94 1 5

1 16 3 2 93 3 5

1 9 4 0 35 0 3

1 7 5 0 57 1 4

0 0 1 0 6 0 2

TOTALE CENTRODESTRA
Movimento 5 Stelle Pd - Partito democratico Sel - Sinistra ecologia e libert

41
61 146

111
218 295

87
163 301

113
108 212

79
116 118

113
240 273

106
154 248

42
70 145

67
125 142

9
6 13

Cd - Centro democratico TOTALE CENTROSINISTRA


Forza Nuova Pcl - Partita comunista lavoratori Fare Scelta civica per Monti

4 0 150
2 2 2 22

21 1 317
5 3 4 63

9 3 313
3 4 7 50

13 4 229
1 2 11 52

13 0 131
4 3 4 42

29 1 303
3 6 5 66

27 3 278
2 0 4 75

9 4 158
2 2 2 32

6 0 148
1 5 3 16

1 0 14
0 0 0 4

TOTALE VOTI

288

733

641

524

391

747

636

318

373

33

il Ducato

Fra cantieri abbandonati e brandelli di asfalto

Viaggio nel deserto della Fano-Grosseto


La cosiddetta E78 da ventanni il simbolo di unItalia disastrata
MARIO MARCIS VALERIA STRAMBI
Una rete isola il cantiere, ma non difcile ritagliarsi un valico per passare. Anche se i tempi delle corse clandestine in moto e dei mercatini abusivi in galleria sono niti, laccesso ancora possibile. Un lucchetto arrugginito chiude il grosso cancello arancione di una delle due gallerie. Attraverso la grata si vede la ne del tunnel. Laltra galleria appena abbozzata e forse non vedr mai la luce. pronta anche la strada che si tuffa nel traforo: ci sono i guard-rail, lasfalto, ma anche la ruggine. Dallaltra parte della montagna c lUmbria. Oltrepassata la Guinza la strada sarebbe dovuta arrivare no a un nuovo traforo, quello che sbuca a Parnacciano. Un cancello arancione ci ricorda che siamo davanti a un altro pezzo di E78. I resti degli striscioni di chiss quale protesta, sono il biglietto da visita di questo teatro abbandonato. Qui la strada non c, la terra si mescola con i resti del cantiere: bulloni, masserizie, cartelli, riuti. Ci sono persino dei cavi di rame che spuntano dal suolo. Un muro di cemento impregnato dacqua incornicia lentrata della galleria. Il terreno fradicio e i nostri scarponi si riempiono di fango. Il ume che scorre dallaltra parte della strada sembra penetrare ovunque. Lo scenario pi degradato di quello della Guinza. Per arrivare a Parnacciano, oggi, bisogna superare il passo di Bocca Trabaria, a 1049 metri di altitudine. Qui il percorso si trasforma in un viaggio della speranza. Trovarsi davanti un tir pu rallentare ulteriormente il tragitto. Non ci sono piazzole di sosta e sorpassare molto pericoloso. La neve si accumula a bordo strada, riducendo ancora di pi la larghezza delle carreggiate. Incrociamo un camion che, costretto ad allargare la manovra, invade la nostra corsia. Le montagne si alternano a piccoli paesini, superiamo i borghi di Sompiano e Lamoli dove, poco dopo labbazia benedettina di San Michele Arcangelo, una casetta diroccata degli attrezzi dellAnas mostra lo stato di abbandono della zona. Superato il valico si passa il conne umbro, ma vista la lunghezza del percorso, sembra di aver passato una frontiera. Iniziala discesa no a San Giustino, una strada panoramica, ma impensabile per chi non ha tempo di gustarsi il paesaggio. In mezzora facciamo quindici chilometri e arriviamo al paese, dove si conclude il nostro viaggio.

artiamo da Urbino una mattina di febbraio tersa e gelida per scoprire i luoghi simbolo di una strada, la Fano-Grosseto, che da decenni aspetta di essere completata. Dalla costa adriatica a quella tirrenica, 270 chilometri di curve e dislivelli che tagliano lAppennino attraverso Marche, Umbria e Toscana. La due mari nuovamente sul tavolo delle tre amministrazioni regionali. Ma, gira e rigira, sempre il vecchio tracciato, quello delleterna incompiuta. Da Urbino a San Giustino ci vuole poco pi di unora, ma con la neve e il ghiaccio quasi due, sempre che il passo di Bocca Trabaria sia aperto. Con una strada normale, questi 65 chilometri si farebbero in tre quarti dora. Dalla citt Ducale si sale verso Montesofo, frazione di poche anime a 500 metri sul livello del mare. La strada stretta e ghiacciata e in certi punti manca il guardrail. Non ci sono indicazioni, ma non ce n bisogno, la direzione possibile una s o l a . Ur b a n i a sembra lontanissima, ma la strada migliora. In poco tempo si arriva a Mercatello sul Metauro mentre il ume ci accompagna per buona parte del viaggio. Dal paese si arriva al monumento simbolo dellincompiuta: la galleria della Guinza. La troviamo sepolta dalla neve e dalloblio. difcile anche trovare lo svincolo che da Mercatello sul Metauro porta alle gallerie. Tutti gli abitanti del paesino conoscono il mostro di cemento e ci indicano la strada con un sorriso amaro. Sono passati ventitr anni da quando il primo novembre 1990 il ministro democristiano Gianni Prandini tagliava il nastro per inaugurare linizio dei lavori. Percorriamo una stradina stretta. Una donna che passeggia col cane toglie ogni dubbio: alla ne di quel sentiero troviamo la montagna bucata dalla galleria. La strada dimenticata ci sfugge alla vista perch ricoperta da mezzo metro di neve. Avrebbe dovuto essere linizio di un tracciato di quasi 6 chilometri per collegare le Marche allUmbria, invece, quel che rimane un paesaggio fantasma, simbolo dei 300 milioni di euro sprecati negli anni.

Nelle foto a destra, la galleria abbandonata di Parnacciano, il paese in provincia di Perugia, alle pendici meridionali di Bocca Trabaria In basso, il cantiere transennato: come si vede, la galleria a senso unico

Marche, Umbria e Toscana si consorziano

Fine lavori? Nel 2022


T
oscana, Umbria e Marche sembrano nalmente aver trovato un accordo sul destino della Fano-Grosseto. A siglare lintesa, la costituzione della societ fra le tre regioni, un sistema di partenariato tra pubblico e privato promosso dai presidenti Enrico Rossi, Catiuscia Marini e Gian Mario Spacca. Forse dicono tutti e tre questa lunica formula possibile per completare lopera. Quel che certo che la nuova Fano-Grosseto coster meno. Ci saranno delle varianti che faranno risparmiare circa 900 milioni di euro. Il costo totale sar di circa 2,9 miliardi. Le modiche al tracciato saranno cinque: due riguardano la Toscana, una lUmbria e due le Marche. La prima variante la BettolleArezzo. Il tratto Rigomagno-Monte S.Savino sar sostituito dallutilizzo di infrastrutture gi esistenti come il tragitto della A1 dal casello di Valdichiana a quello di Arezzo. Fino a Palazzo del Pero la FanoGrosseto utilizzer il raccordo autostradale di Arezzo, gi programmato da Autostrade S.p.A. In Umbria la situazione pi complessa. Il nodo da sciogliere lottimizzazione del tracciato Le Ville-Parnacciano. Qui era stato forte limpatto ambientale; ora occorrer spendere meno rispettando di pi il territorio. Le varianti marchigiane sono quellediMercatellosulMetauroediFermignano. Se il progetto originario prevedeva lutilizzo della galleria della Guinza, nella nuova bozza si pensa a una galleria pi corta e pi a valle. Sul tratto che va da Fermignano a Urbania, invece, c lidea di far passare la strada lungo il corso del Metauro, nella zona nota come Piana di Asdrubale. In questo modo si eviterebbe la costruzione

Un paesaggio lunare testimone di 300 milioni buttati in 23 anni

di altri viadotti e gallerie. La E78 rientra nel progetto della rete transeuropea di trasporto (Ten-T) che d la possibilit di accedere ai fondi strutturali dellUnione europea. Il 26 marzo scadr il bando per partecipare allassegnazione degli ultimi nanziamenti: in ballo ci sono 250 milioni di euro. In questo modo i costi scenderebbero ancora. I lavori saranno afdati a un privato, con molta probabilit il colosso austriaco Strabag che il 15 gennaio ha presentato il progetto al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Il fatto strano che, mentre non c niente di denitivo, si pensa gi al pedaggio. forse prematuro farsi domande su come far funzionare gli ingegnosi sensori elettronici austriaci quando ancora manca lasfalto. Eppure alla Strabag si parla gi di free-ow, una sorta di barriere elettroniche che sostituiranno i caselli: delle speciali videocamere registreranno lingresso e luscita dei veicoli calcolando auto-

maticamente la classe di pedaggio. I vantaggi sarebbero un minor impatto ambientale, una riduzione dei costi e la possibilit di evitare le code. Nemmeno si conosce la data esatta di inizio dei lavori e gi le polemiche sulle future gabelle infuriano tra le popolazioni locali. Sar per questo che i vertici delle tre regioni hanno voluto chiarire subito la questione. I pedaggi, pur inevitabili, saranno alleggeriti da esenzioni e agevolazioni, garantiscono Rossi, Marini e Spacca per calmare le proteste. Saranno modulati in maniera tale da salvaguardare le utenze di pendolari e cittadini dei relativi territori ha dichiarato Spacca. Il sogno della Fano-Grosseto sta lentamente prendendo forma, ma i tempi sono ancora lunghi. I lavori non dovrebbero terminare prima del 2022. Anche se fosse vera questa data, dal momento in cui fu posata la prima pietra al giorno dellinaugurazione saranno passati 42 anni. (m.m.; v.s.)

TRASPORTI
Lepopea della Due mari

Napoleone ebbe una bella idea

Diecimila rme contro lidea del ticket anticipato

No al pedaggio senza strada


I
l sogno della Fano-Grosseto per qualcuno rischia di trasformarsi in un incubo. Ne convinto Giacomo Rossi, presidente del Fronte di azione popolare di Pesaro-Urbino. Il pedaggiamento della E78 un affronto per tutti i cittadini che anno dopo anno si sono visti prosciugare le tasche per la costruzione di pezzi di strada poi lasciati l. Secondo Rossi, sono stati proprio gli abitanti dei paesini che si affacciano sulla due mari, a rimetterci di pi. E adesso, sentir parlare di pedaggi, suona un pocome lennesimo conto da pagare. Poco importa che in ballo ci sia il completamento di una strada che consentirebbe di rendere umana la traversata dellAppennino e che ridurrebbe lisolamento delle Marche. Non servono a niente le rassicurazioni del presidente Gian Mario Spacca chiosa Rossi non vogliamo nessun pedaggio, n alleggerito, n con esenzioni. Il Fronte di azione popolare non contrario alla realizzazione della Fano-Grosseto, ma qualsiasi proposta che implichi ulteriori sacrici da iniggere alle popolazioni locali verr respinta in partenza. Daltra parte, se la strada venisse lasciata cos com, con tutti i suoi chilometri di curve in mezzo alle montagne, sarebbe difcile vederlo come un risparmio. Eppure il movimento che, come tengono a sottolineare coloro che ne fanno parte, non risponde a nessun orientamento politico e sotto questo aspetto ricorda in qualche modo i No Tav, non disposto a scendere a compromessi. Da alcuni mesi ha avviato una petizione contro i pedaggi sulla E78 ed riuscito a raccogliere pi di 10.000 rme. La protesta arrivata no ai Comuni, ordini del giorno sono stati presentati e approvati da Fano a Mercatello sul Metauro, passando per Saltara, Cartoceto, Fossombrone, Apecchio, Pergola e Montemaggiore. Secondo i promotori, il Fronte non pi limitato alla sola regione Marche, ma potrebbe coinvolgere anche lUmbria e la Toscana. Il dialogo con le forze che si stanno occupando del nuovo progetto della E78 non sembra andare da nessuna parte. stato deciso di cambiare il tracciato senza coinvolgere minimamente i cittadini sottolinea Giacomo Rossi neppure le amministrazioni locali sono state avvertite e questo un ulteriore abuso. Il presidente della regione Marche Gian Mario Spacca non ha intenzione di fare passi indietro e, a detta del Fronte di azione popolare, rimasto ambiguo sulla questione. In ogni caso il movimento continuer ad andare avanti con la raccolta rme e il fascicolo verr consegnato direttamente in regione. Una manifestazione, prevista per ne marzo, chiuder la maratona di proteste. Il luogo che abbiamo scelto simbolico ha dichiarato Giacomo Rossi ci incontreremo a S.Liberio, nel comune di Montemaggiore al Metauro, dove venne scontto Asdrubale. Forti del sostegno che ci viene da cittadini e imprenditori che fanno parte del tessuto locale, sconggeremo il nuovo Asdrubale. Si prospetta una battaglia campale per una strada che, allo stato attuale, diventa difcile tracciare su una mappa. (v.s.)

al 1829 al 1841 passarono solo 12 anni. Tanti ce ne vollero per realizzare quella che denominata la Ss 73 bis Bocca Trabaria, lunica ancora oggi praticabile per raggiungere la costa tirrenica da quella adriatica, passando per gli Appennini. Al termine dei lavori gli ambasciatori dello Stato ponticio e del Granducato di Toscana rmarono a Urbino il verbale di chiusura dei lavori. Grazie a questaccordo le merci e le genti iniziarono a viaggiare tra i due stati pi agevolmente. A Roma serviva il legno e nelle Marche e in Umbria ce nera in abbondanza. Il corso del Tevere, no ad allora il modo pi veloce per far muovere le merci in quel pezzo di Italia, non dava le stesse garanzie che avrebbe offerto la nuova strada. Il progetto originario della 73 bis, antenata della E78, era stato concepito durante il Regno dItalia napoleonico, nel 1810, quando a Compigne, in Francia, fu pubblicato il tragitto della Due mari afdato allingegnere conte Rambaldo. Nel 1960, in pieno boom economico, i governi democristiani iniziarono a pensare a una superstrada che collegasse Fano con Grosseto e che facilitasse il movimento di persone e merci nel centro Italia. La nuova E78 avrebbe dovuto collegare le due citt di mare attraverso Siena, Arezzo e Urbino in un percorso lungo 270 chilometri. I principali ostacoli erano le montagne e andava concepito un sistema di gallerie attraverso le quali evitare i tratti di strada pi impervi. La Guinza il simbolo storico della grande incompiuta: solo per approvarne i lavori, lAnas ci mise 20 anni. Tra il 1968 e il 1988 si complet liter burocratico che avrebbe permesso alla E78 di collegare la valle del Metauro con lUmbria, dal paese di Mercatello no a Selci. Nel frattempo la Due mari era diventata strada europea E78 grazie allAccordo europeo sulle grandi strade a trafco internazionale rmato a Ginevra. Correva lanno 1990 e lallora ministro ai Lavori pubblici del sesto governo Andreotti, Giovanni Prandini, stappava lo spumante davanti al cantiere da cui sarebbero nate le gallerie della Guinza. Tre erano gli anni previsti per completare il traforo, ma non fu cos. Il 1992 fu lannus horribilis: una parte del diaframma del foro pilota cedette, rallentando pesantemente i lavori, e la Sir (Societ imprese riunite), societ vincitrice dellappalto, fall. Anche il primo biennio dellIfg tra il 1992 e il 1993 si occup della Guinza, articoli ripresi anche lanno scorso da Alberto Soa nella sua inchiesta Unutopia lunga due mari. Nel 1994 i lavori furono interrotti. I cantieri vennero riaperti solo nel 2000, perch nel frattempo, lincendio nella galleria del Monte Bianco del 24 marzo 1999, rivoluzion le normative. Se nel 2002 il traforo della Guinza sarebbe stato quasi utilizzabile, rimaneva un problema: dallaltra parte della galleria c lUmbria. Alluscita manca la strada, tuttattorno a Parnacciano c solo aperta campagna. In quel momento fu palese uno scarso coordinamento tra le regioni coinvolte nella costruzione della E78.Cos, nel 2004si chiuse. La prima idea di project nancing tra pubblico e privato fu di Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture del governo Prodi. Nonostante linteresse, la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna si del perch le stime di trafco non erano state ritenute sufcienti. Senza il privato, si cap che sarebbe stato difcile trovare i 4 miliardi necessari per il completamento dellopera. Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, nel 2009 raggiunse un accordo di massima con il governo Berlusconi. Dopo, il silenzio. Il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, insieme ad altri amministratori locali, il 26 Settembre 2010, occup la galleria della Guinza. Latto simbolico funzion e il 18 Ottobre il ministro Altero Matteoli incontr gli amministratori. Dal tricolore lungo 1861 metri, fatto slare lungo il percorso della Due mari nel 2011 no a oggi, lattenzione per la Fano-Grosseto vivissima. Laccordo tra le tre regioni, potrebbe essere il nuovo sponsor delleterna incompiuta. Se ci sono riusciti il Granducato di Toscana e lo stato Ponticio nell800, possono farcela anche loro. (m.m.)

il Ducato

Ferrovia, metr leggera, pedal di montagna: in arrivo decine di progetti

La crisi spinge verso il treno


A conti fatti, un servizio su rotaia di nuova concezione potrebbe facilitare i collegamenti di tutta la Provincia
LUCIA LAMANTEA GIOVANNI RUGGIERO
ba - e favorisce la promozione delle eccellenze del nostro territorio. Al ritorno del treno tra Fano e Urbino ha pensato negli ultimi 15 anni anche la Provincia di PesaroUrbino, ma sia le Ferrovie dello Stato che il ministero delle Infrastrutture hanno sempre escluso lipotesi per la scarsa convenienza - sostiene il presidente della giunta provinciale, Matteo Ricci per dovere di amministratori dobbiamo guardare avanti. Lintenzione adesso di sviluppare un vero e proprio parco urbano, con una pista ciclabile e pedonale che prender il posto dei binari, attraversando tutti i centri abitati della bassa valle, tra Fano e Calmazzo, e connettendo in pochi chilometri i servizi presenti nella zona, oltre a collegare di pi il mare con uno dei centri rinascimentali pi importanti al mondo. Nella parte pi alta della valle, invece, tra Calmazzo e Urbino i tecnici provinciali stanno valutando lipotesi del bici-treno lungo le rotaie gi esistenti, afancando il percorso ciclabile e pedonale alla linea dei binari. Nei paesi europei, e in alcune grandi citt italiane - dice larch. Maurizio Bartoli, dirigente provinciale allurbanistica - la bici il mezzo pi usato per brevi spostamenti: puntiamo a ridurre il trafco delle auto del 30-40% e aumentare la qualit della vita dei residenti. La pista ciclabile non solo sembra la soluzione pi pratica, ma anche la pi economicamente sostenibile: Attrezzando il percorso ciclabile con il minimo indispensabile, coster circa 100.000 euro a chilometro - sostiene ling. Alberto Paccapelo, dirigente dei lavori di competenza provinciale. La data del cantiere non c ancora e nellincertezza sul futuro delle Province, rimane almeno il tempo di cercare una bici e cominciare ad allenarsi per conquistare le salite del Montefeltro.

ultima volta che il treno si ferm a Urbino correva lanno 1987. Il 2 febbraio il tratto ferroviario tra la citt e Fano, classicato come ramo secco, fu tagliato dalle Ferrovie dello Stato. Da 26 anni gli unici collegamenti tra il centro ducale e il resto della regione viaggiano su gomma: autobus e automobili. Nel pieno di una crisi economica che non risparmia soprattutto i bilanci delle famiglie e con limpennata dei prezzi del carburante, lidea di ripristinare la linea ferroviaria potrebbe essere, nalmente, una buona idea. Negli anni si sono accavallate le proposte pi disparate per la tratta Fano-Urbino. Nel 1989 lingegnere urbinate Raffaello Cioppi ipotizzava prima una linea direttissima che collegasse Roma a Venezia passando per Fabriano e Urbino, poi un anello ferroviario Pesaro-Fano-Urbino. C stato chi ha immaginato un treno texano a vapore, pi adatto magari ai turisti amanti del kitch pronti a immergersi in unatmosfera western tra le vallate del Metauro, ma troppo lento per essere utile a potenziali pendolari. Lipotesi che ha raccolto pi tentativi di sviluppo stata quella di una metropolitana leggera di supercie, a partire dallidea dellarchitetto Gianciarlo De Carlo nel 1991 e sviluppata negli anni successivi diventando anche oggetto di tesi di laurea. La creativit, per quanto rivoluzionaria o eccentrica, deve confrontarsi col tempo che passa, la tecnologia che cambia e le risorse economiche pubbliche sempre pi scarse. Secondo lo studio dellagenzia regionale di Sviluppo Marche (Svim) del febbraio 2004, ci sono pi contro che pro nel ripristino della ferrovia. Intorno ai binari sono nate nuove case e capannoni industriali; il degrado delle traversine di legno, delle gallerie piene di inltrazioni dacqua, dei binari deformati o da riparare, senza dimenticare il terreno di fondazione ormai instabile richiederebbe ricerca di materiali e quindi costi di rifacimento elevatissimi. Si tratta di almeno 75,5 milioni di euro che la Regione Marche dovrebbe stanziare per intero dopo che, nel 2002, Rete Ferroviaria Italiana (R) ha abbandonato lidea per scarsa redditivit. N tantomeno si sono fatti avanti imprenditori privati, vista la scarsa quantit di utenza stimata dal rapporto Svim. Non sono daccordo i volontari dellassociazione Ferrovia Valle Metauro che da 12 anni si battono per il ripristino della tratta FanoUrbino. Con passione si dedicano alla manutenzione ordinaria delle rotaie, tagliano i rovi, ripuliscono dalle erbacce, nella convinzione che il treno su quei binari torner a correre. Il presidente Carlo Bellagamba sicuro che le risorse per ripristinare la tratta ci sarebbero e cos anche un numero adeguato di passeggeri, tra residenti e turisti: Il treno funzionale al turismo della zona - dice Bellagam-

Nelle foto, in alto a destra, la stazione di Calmazzo ai primi del 900. Al lato, una delle ultime immagini del treno Fano-Urbino Sotto, il prototipo della bici-treno per un percorso turistico-rinascimentaledi soli 14 chilometri

Sul bici-treno, 14 km attraverso un Montefeltro di cartone

Una Disneyland per la ferrovia


ANTONELLA FERRARA

i vuole una bella immaginazione a pensare che possa esistere una bici che si muove su rotaia. Eppure il bicitrenoesiste. stato brevettato dallazienda di biciclette Tecnobike che, raccogliendo un idea lanciatadaIlRestodelCarlino,harealizzatoun veicolo piuttosto bizzarro che, pur muovendosi su rotaia, non un treno ma uno strano mutante costituito da due bici e un telaio centrale. Lanostraidea-affermaRobertoDamiani,giornalista de Il resto del Carlino tra gli ideatori del progetto StraUrbino Express- quella di creare un treno a pedali completamente green, sfruttando le risorse che si hanno gi e risparmiando i 90 milioni necessari per il recupero della ferrovia. Un viaggio, quello a bordo del bici-treno, che dovrebbe far rivivere le suggestive atmosfere del borgo medievale ripercorrendo lantico tracciato della ferrovia dismessa. Un itinerario sospeso nel tempo tra le bellezze naturalistiche

della Valle del Metauro e gli antichi splendori della citt del Duca. Il progetto StraUrbino Express vorrebbe unire la conservazione della ferrovia alla valorizzazione dellidentit culturale e naturalistica del territorio attraverso la ricostruzione di unambientazione rinascimentale lungo i binari: una Disneyland culturale pensata ad hoc per il territorio urbinate. Stazionedipartenzadelbici-trenodovrebbeessere Canavaccio. Da qui, sui vecchi binari dismessi, partir un percorso di 14 chilometri che tra natura ed edici medievali (ricostruiti, come delle sceneggiature teatrali), si concluder a Urbino. Il progetto del Parco del Rinascimento lascia un p perplessi, ma potrebbe inserirsi allinterno di un dibattito che da anni anima i comuni del Montefeltro tra nostalgici del schio dei treni e sostenitori delle piste ciclabili. Lassociazione FVM ha gi puntato il dito contro il bici-treno sostenendo che il progetto garantisce la speculazione edilizia e gli interessi di una certa lobby di potere. Eppure gli ideatori diStraUrbino Express sono convinti che il parco sha da

fare. I fondi per costruirlo potrebbero provenire da quei 400.000 euro che la Regione ha stanziato per nanziare progetti ciclistici da realizzare sui tratti ferroviari dismessi. Compito della Provincia- continua Damianisar quello di erogare i fondi pubblici per ripulire la rete ferroviaria, recuperare e mettere in sicurezza i caselli. I privati, invece, dovranno fornire quel capitale necessario per realizzare il parco e le bici. Tra qualche mese sar pubblicato il bando provinciale per costituire una societ pubblicoprivatachesioccuperdigestireifondiperlacostruzione del parco. Lidea della pedalata assistita nella Disneyland del Montefeltro ha sollecitato la curiosit del presidente della Provincia, Matteo Ricci, che insieme allassessore alledilizia di Urbino, Massimo Spallacci, guarda con favore al progetto. Intanto in primavera- una data precisa ancora non c- il bici-treno realizzato dalla Tecnobike far il suo debutto sulla tratta Canavaccio-Urbino: sar l occasione per vedere lo strano veicolo sfrecciare solitario sul binario dismesso.

TRASPORTI
Una storia lunga un secolo

Marcord chel trn per Fan


LORENZA FERNANDA PELLEGRINI

Tre architetti, un progetto: ecco il metro-tram

Metauro metropolitano
L
a valle del Metauro come una grande area suburbana metropolitana: una citt diffusa dove i singoli comuni si aprono luno allaltro in ununica identit territoriale, attraversati da una metropolitana leggera a zero impatto ambientale lungo i binari della vecchia tratta ferroviaria Fano-Urbino. Lidea nasce nel 2006 da una tesi di laurea di tre architetti Francesca Marchi, di Urbino, Mariarita Micozzi e Monia Pica sotto la guida del prof. Giuseppe Ciorra della Facolt di Architettura dell Universit di Camerino. Il lavoro si basato sul rapporto dellagenzia regionale Svim di due anni prima, considerando non solo dati e soluzioni funzionali al recupero della linea ferroviaria: Ma anche loccasione per ridisegnare il paesaggio dice larch. Francesca Marchi - entrando per la prima volta nel vivo di un dibattito troppo spesso superciale. Il metro-tram sviluppato nella tesi un sistema di trasporto basato su un veicolo pi simile a un tram cittadino, capace di viaggiare sia sulle rotaie tradizionali che sui binari tramviari urbani. Prodotto dallitaliana Ansaldo, il mezzo alimentato sia a carburante sia a lelettricit, riduce linquinamento atmosferico, perch disincentiva luso dellauto privata, ed pi pratico da usare per disabili e anziani. Come gi accade oggi per i pullman che collegano Urbino a Pesaro, le corse del metrotram possono essere di due tipi: una veloce da 45 con poche fermate nei centri pi popolosi, unaltra da 1 ora e 20 venti minuti con soste pi frequenti tra ogni paesino della valle. La riconversione della ferrovia in metropolitana sarebbe utile a tutti: dalloperaio che deve raggiungere il capannone della sua azienda, allo studente universitario diretto a Urbino. Il primo esempio di metro-tram nasce in Germania nei primi anni 90, si diffonde in Francia e Olanda oltre che in citt italiane come Torino, Milano e Bergamo. A Urbino se ne parla dal 1991, su proposta dellarchitetto Giancarlo De Carlo, padre del recupero urbano del centro ducale. Finora tutte le proposte sulla metropolitana leggera Fano-Urbino non sono mai uscite dalle tavole dei tecnici: per le casse pubbliche un biglietto di almeno 75,5 milioni di euro ancora troppo caro. ( l.l.; g.r.)

uori dalla stazione di Fabriano rumore di cocchio e scalpitio di tacchetti. La natura respira frizzantina nella calma assopita dellautunno e della gente dopo una notte di ballo e di canto e di vino. Vino e danze per festeggiare linaugurazione della linea ferroviaria che collega la cittadina a Urbino. il 1898. Un giovane facchino cade a terra inciampando in un baule e stizzito replica alle risate di chi lo chiama ubriacone: S casca un signior ha sbigiat, scasca un purett mbriag. E un savio signorotto attempato sdrammatizzando sogghigna:Meglio puzza de vi che dojo santo. Tutti in carrozza. Il vapore diventa nuvola e i passeggeri salgono frettolosi per prendere posto. I curiosi restano sulla banchina a immaginare le gambe della Gigina che esibisce, vanitosa, i suoi abiti alla moda. Sartoria francese, sottolinea il marito.Se tutte le corna cavesser un lampione saria na gran luminazione!, commenta il barbiere. Le femmene so comme le chitare: tuttu dipenne da chi le fa sonare, precisa il garzone. Il vento muove le foglie che ondeggiano, di qua, di l, di qua, di l. Si parte! In un lampo un cronista del Corriere delle Marche salta sul treno. Ha il atone, rischiava di perderlo. Con s ha qualche foglio sparso per appuntare i suoi pensieri e dalla piccola valigia che lo segue spunta una copia de LAurore. In quelledizione leditoriale di mile Zola, Jaccuse. Il giovane non riesce a mettere a fuoco il paesaggio che scorre veloce lungo il nestrino della sua cabina perch alcune frasi continuano a ronzargli nella testa. Scriveva, il francese, a Monsieur le Prsident in difesa del capitano dellEsercito Alfred Dreyfus, ebreo vittima di un processo ingiusto:Latto che io compio non che un mezzo rivoluzionario per accelerare lesplosione della verit e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce. Il treno taglia la terra, quasi accarezza il Metauro mandando il suo grido. La voce delle Marche nalmente vede. Apre gli occhi sul verde delle colline popolate da lanosi ricci bianchi. Siamo arrivati a Urbino. Stazione di Urbino. Una coltre bianca, cremosa, avvolge i binari, la gente. La nebbia circonda tutto, confonde, cancella spazio e tempo. I lustri son passati ma come fosse ieri. Si sente leco della campana del passaggio a livello. Il silenzio aiuta a capire meglio le cose, sospira un giovane uomo. Poche manciate di anni, circondate dallodore dolciastro del sigaro. Un toscano estratto in tutta fretta dalla sua custodia. La fretta dei fumatori dopo un viaggio in treno. Nella mente del passeggero ancora il sentiero di caramelle, i carri, i costumi del carnevale di Fano che si appena lasciato alle spalle. Ma quei cinquanta chilometri doveva percorrerli, il docente universitario. La nebbia si dirada e appare nitido, nei

suoi colori accesi, un manifesto. Marciare, non marcire, c scritto. Al professore lo slogan futurista non piace e il suo pensiero vola a Borges: Marinetti forse lesempio pi famoso di scrittore che vive delle sue invenzioni e che non inventa quasi niente. La Belle Epoque ormai un lontano ricordo, come la settimana rossa che pi di quarantanni prima aveva agitato Ancona, proprio mentre le Ferrovie Padane, grazie al regio decreto, avevano cominciato a costruire quella linea ferroviaria che laveva portato nella citt ducale. Quello di oggi il secolo breve, della guerra, delle leggi razziali, dei nazionalismi, dei regimi appena scontti. Tutto cambiato, anche la radio. Prima si ascoltava la voce di Maria Luisa Boncompagni, poi, in gran segreto, ci si sintonizza sulle frequenze di radio Londra. Oggi quelle onde son quasi ricordo, c la televisione. Nei grigi del tramonto luomo prende ato commosso: Ecco dove ho cominciato da capo e mi sono messo a studiare, non pi sui libri ma a contatto di una realt povera, fatta di cose semplici ma molto pi vere di quelle che avevo fantasticato nella mia egoistica e personale biblioteca. Urbino diventata per me un ltro della coscienza, lo strumento per capire che le parole hanno un senso, hanno valore se corrispondono alle cose. Un rumore fastidioso, di clacson, interrompe la riessione del letterato. Carlo, vien su che te port a mangia dal Leon. Tre chilometri di curve e poi, eccoli l, i torricini innevati. Bo sorride, a casa. Con gli anni il treno diventa obsoleto. Orari inadeguati, scarsa manutenzione. Non pu competere con lautomobile. Ah, quando cera Lui anche i treni arrivavano in orario! La motorizzazione di massa ha trascinato nel dimenticatoio il fascino discreto della ferrovia. antieconomica e i rami secchi van tagliati. Nel 1987 la Fano-Urbino smette di esistere, cancellata con un colpo di penna dalle Ferrovie dello Stato. La tv locale parla al Montefeltro di tanti e diversi progetti per ridare vita alla ferrovia: una metropolitana allaperto, una vaporiera alla maniera texana con nalit turistico-immaginiche, un treno ad alta velocit per collegare Venezia a Roma passando per Urbino. Ma tutto cambia e tutto resta uguale. A trentanni dallultimo treno, la stazione di Urbino si ripopola. lora di pranzo e gli operai della Benelli affollano la banchina a caccia di un raggio di sole. Un picnic frugale nellora daria. Francesco smette di ascoltare i compagni e si allontana. Camminando lungo i binari incontra dei volontari dellassociazione Ferrovia Valle del Metauro, con le mani sporche di chi strappa le erbacce che avvolgono il sentiero metallico per tenerlo in vita. Locchio si perde seguendo le rotaie, nella galleria. Poi buio, silenzio.

il Ducato

Altri 2 milioni e mezzo di tagli per i trasporti pubblici: le Marche morticate

Addio a 400 mila chilometri


Amadori della Filt-Cgil: Raschiato il fondo del barile. Adesso la scure caler sui lavoratori precari
MARIA GABRIELLA LANZA
del trasporto pubblico locale su gomma le risorse pro-capite tra le pi basse dItalia. Secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico, nel 2011 e nel 2012 hanno ricevuto 89 milioni di euro. La regione con pi nanziamenti stata la Lombardia con 848 milioni di euro, seguita dalla Campania con 607 milioni di euro. Agli ultimi posti insieme alle Marche si posizionano lUmbria con 70 milioni di euro, la Basilicata con 66 e il Molise con 30. Degli 89 milioni di euro ricevuti, le Marche ne hanno spesi 78. Avanzano circa 10 milioni di euro che erano stati destinati alla bigliettazione elettronica: macchinette per lerogazione dei biglietti negli autobus e nelle stazioni che non sono ancora state installate. Una parte di quel denaro pu essere utilizzata per tamponare i buchi causati dai prossimi tagli, afferma Amadori. In questo modo si eviterebbe di eliminare servizi indispensabili per i cittadini e soprattutto posti di lavoro. Una ipotesi questa non cos remota, come conferma Sergio Strali, dirigente con competenza ai trasporti pubblici alla Regione: Qualche incidenza sul lavoro precario ci sar. Dove ci sono meno risorse bisogna procedere al ridimensionamento, dice Strali. Per fare cassa la Filt propone di ritoccare il prezzo dei biglietti: Si potrebbe aumentarli di 5 centesimi. Le Marche hanno una delle tariffe pi basse in Italia, solo un euro e cinque centesimi. In questo modo si potrebbe resistere no alla nuova gara dappalto. A giugno, infatti, sar indetto un bando a livello europeo per la gestione del trasporto pubblico locale che attualmente nella provincia di Pesaro Urbino nelle mani di Adriabus. La gara aprir nuovi scenari anche se probabilmente si andr verso una proroga dei termini, come afferma Domenico Papi, assessore ai Trasporti della provincia di Pesaro Urbino, nominato da meno di due mesi. Manca un quadro normativo di riferimento per indire il nuovo bando. Crediamo che la scadenza venga rinviata di alcuni mesi. Per ora, comunque, lunica certezza il taglio del 4 per cento ai nanziamenti per il trasporto pubblico locale. Secondo lassessore Papi saranno 400.000 i chilometri urbani ed extraurbani non pi percorsi dai bus. Meno corse signica meno lavoro e un servizio peggiore per i cittadini dice Papi, che si opposto alla decisione della Regione. Nella provincia di Pesaro Urbino sono circa 400 le persone impiegate nel settore trasporto, un settore importante soprattutto per la citt ducale che dal 1985 non ha pi una ferrovia. Nelle numerose frazioni del comune i mezzi pubblici rappresentano lunico modo per restare collegati con il resto del mondo.

Fondi, Regioni a confronto


REGIONI
Lombardia
Campania Lazio Abruzzo 2011 Fondi Fondi spesi concessi 850 608 737 139 796 400 799 121 2012 Fondi Fondi spesi concessi 848 607 736 139 796 377 630 121

agli, tagli, tagli e ancora tanti tagli. Un ritornello n troppo noto per il trasporto pubblico locale delle Marche. Anche questanno i nanziamenti destinati alla mobilit urbana ed extraurbana saranno ritoccati al ribasso: una sforbiciata del 4 per cento, due milioni e mezzo di euro in meno. Seicentomila euro solo nella provincia di Pesaro Urbino. Non una novit: nel 2012 cera gi stato un taglio del 5 per cento. Allora fu eliminato il surplus, il superuo che poi per molti cittadini superuo non : via le doppie corse, quelle festive e quelle meno frequentate. Per Urbino la perdita stata di 60.000 km urbani. E poi naturalmente ci sono loro, i lavoratori precari, quelli senza garanzie e per questo meno tutelati. Lo scorso anno, secondo Maurizio Amadori, segretario provinciale della Federazione Italiana Lavoratori e Trasporti della Cgil, venticinque persone assunte a tempo determinato non sono state riconfermate. Una di queste Rosario Formisano, 31 anni. Ha lavorato come autista per 4 anni allazienda di trasporti Ami: Ero stato assunto a tempo determinato, poi a causa dei tagli non mi hanno rinnovato il contratto. Ora sono disoccupato. E questanno? Abbiamo gi raschiato il fondo del barile. Il rischio che altri lavoratori precari perdano il posto. Siamo preoccupati soprattutto per Urbino: il servizio di trasporto pubblico stato gi riorganizzato. rimasto lindispensabile. I tagli ora colpiranno la parte interna della provincia e i servizi che hanno una domanda debole saranno i primi a saltare, dice Amadori. Dal primo marzo non arriveranno pi soldi alle aziende che gestiscono il servizio pubblico. La giunta regionale si assunta una grave responsabilit. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca dovrebbe andare meno in giro per il mondo e pensare di pi ai cittadini, afferma convinto Amadori. Giorgio Londei, presidente di Adriabus, il consorzio pubblico e privato che dal 2008 gestisce il trasporto su gomma della provincia di Pesaro Urbino ha affermato che altri tagli non sono sopportabili: Potremmo essere costretti a toccare la carne viva dice Londei, riferendosi a un possibile taglio al personale.Lo scorso anno abbiamo scelto la via meno dolorosa, quella di ridurre le corse soprattutto la domenica, quando le scuole sono chiuse e i lavoratori non devono recarsi al posto di lavoro. Ora non ci aspettavamo nuovi tagli. Le Marche destinano al settore

MARCHE

89

84

89

78

C un avanzo di 10 milioni di euro: ma andranno alle nuove biglietterie elettroniche

I dati si riferiscono ai fondi destinati al traporto pubblico locale (esclusa Trenitalia) Fonte: ministero dello Sviluppo economico

Corse ridotte e orari irragionevoli dellAdriabus

Domenica? Arrangiatevi
FEDERICO CAPEZZA

l rumore del trolley sui sampietrini ghiacciati di via Raffaello: quasi lalba, ancora buio e una studentessa assonnata e intirizzita dal freddo si guarda intorno circospetta cercando di non scivolare. Non c tempo da perdere, mancano pochi minuti alla partenza del pullman per Roma. Borgo Mercatale sembrava unisola lontana quando era partita alle 5 dal suo appartamento in zona ospedale. Se ci fosse stato un autobus a traghettarla verso la meta, avrebbe dormito mezzora in pi. Ma non c. Non possiamo mettere una navetta a quellora spiega Giorgio Londei, presidente di Adriabus la gente si deve attrezzare, magari facendosi accompagnare in automobile. Questa lunica pecca di un servizio che tutti i giorni collega Urbino a Roma, ma anche lemblema del trasporto pubblico nel Montefeltro. E le cose devono cambiare se la citt ducale vuole aggiudicarsi il titolo di capitale europea della cultura nel 2019. Lambizione deve fare i conti con la realt dei fatti: 420 mila chilometri in meno per il trasporto pubblico su gomma nellintera provincia nel 2012, 60 mila solo nel comune di Urbino, corse festive quasi azzerate e linee urbane accorpate per risparmiare. Negli ultimi dodici mesi, tre linee (la 4, la 21 e la 24) sono state fagocitate dalle nove superstiti, con itinerari diversi, strategicamente riorganizzati per coprire tutto il territorio. Una razionalizzazione che per ha penalizzato soprattutto gli abitanti dei quartieri periferici e delle frazioni, costretti ad attese pi lunghe alle fermate. Stessa sorte, se non peggiore, per chi di domenica vuole spostarsi da una parte allaltra del territorio comunale. Condannati a rimanere nel limbo della mobilit gli abitanti di via della Stazione, orfani della navetta gratuita in servizio solo nei giorni feriali. Quasi costretti a prendere lautomobile i residenti delle Cesane, che hanno a disposizione due sole corse festive. Anche la gita fuori porta diventata quasi un incubo. Mettiamo che un turista voglia trascorrere una domenica sul lungomare di Fano, innanzitutto cercherebbe online la solu-

Londei: La gente deve darsi da fare: si pu sempre chiedere un passaggio

zione pi vantaggiosa. Navigando sul sito di Adriabus troverebbe curiose indicazioni: una sola corsa alle 16.35 con cambio a Pesaro, per arrivare a destinazione unora e mezza dopo. A quel punto sgranerebbe gli occhi, perch sullo schermo apparirebbe un unico orario per il ritorno, mezzora dopo larrivo. Se per il turista fosse particolarmente meticoloso e attento scoprirebbe a pi di pagina una sezione orari con ben altre informazioni: c unaltra corsa, ma si guadagnano solo 30 minuti in pi. Il costo? Pi di 7 euro per una sola ora a Fano. Tuttaltra cosa rispetto al passato, quando cerano quattro corriere dirette che nei giorni festivi coprivano la tratta. Ma la domenica sacricabile: Abbiamo deciso di tenere solo alcune corse per Pesaro dice Londei perch nel ne settimana non ci sono le scuole. la scelta meno dolorosa. Veniamo al collegamento con laltro capoluogo della provincia, Pesaro. Nonostante i tagli al settore, sono ancora 27 i pullman che fanno la spola tra la costa e lentroterra: 15 lente e 12 le corse rapide, che impiegano venticinque minuti in meno. Anche se nei giorni di maggiore afuenza Adriabus mette a disposizione due corriere simultanee, capita spesso che i viaggiatori debbano trascorrere tre quarti dora in piedi, nonostante il regolamento lo proibisca. Teniamo pronti i mezzi demergenza sottolinea il presidente della compagnia di trasporti pi di questo non possiamo fare. Volendo uscire dai conni della provincia, si possono raggiungere diverse localit: Ascoli Piceno, servita dalla compagnia Senesi con una corsa al giorno al prezzo di 20 euro; Riccione, con il bus extraurbano 107 che parte nei giorni feriali alle 13.45; Arezzo, al prezzo di due cambi (Lamoli e San Sepolcro) e di 10 euro e 50 centesimi, raggiunta da due corse nei giorni feriali escluso il sabato. Per mete ancora pi remote come Napoli e Sapri ci si pu rivolgere al gruppo Rocco, che tutti i giorni alle 11.30 parte da Borgo Mercatale. E, dulcis in fundo, Urbino-Agrigento, un viaggio di quasi 18 ore (quanto un volo Roma-Sydney) lungo lo Stivale, disponibile solo luned, mercoled e venerd, al ragionevole prezzo di 65 euro.

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TRASPORTI

In alto: sempre meno autobus a Piazza Mercatale, nodo del trasporto urbano ed extraurbano della citt A destra: la tanto contestata navetta che arriva al cimitero di San Bernardino

A PESCARA NON SI PU SCENDERE


Biglietto online a prezzo ridotto, wi a bordo e tutta la comodit di non dover fare cambi. Peccato soltanto che, arrivati a Pescara, non si possa scendere dallautobus: manca lautorizzazione allo scarico. Linconveniente burocratico il passeggero indesiderato del nuovo pullman che collega Urbino a Cosenza, frutto della collaborazione tra Adriabus e Simet. La linea, che ha debuttato il 22 febbraio scorso, si ferma anche ad Ancona, Bari e Crotone. A Pescara, per il momento, si pu solo salire, ma Adriabus assicura che la soluzione del problema questione di giorni. La corsa per la Calabria parte ogni mercoled, venerd e sabato alle 13 da Piazza Mercatale, mentre le partenze per Urbino sono ogni marted, venerd e domenica con arrivo nella citt ducale alle 23.15. Il costo del biglietto per lintera tratta di 65 euro, con forti sconti per chi acquista online.

VENUS SE NE VA
Un pullman in meno a Borgo Mercatale. Da gioved 28 febbraio gli urbinati non vedranno pi la livrea color vinaccia delle linee Venus, che assicuravano ogni giorno il collegamento tra la citt ducale e Reggio Calabria passando per Perugia e Roma. La tratta, alternativa ad Adriabus per la capitale, era entrata in vigore da meno di tre mesi, ma adesso la Venus ha deciso di accorciare litinerario partendo da Perugia anzich da Urbino, motivando la scelta con esigenze aziendali.

IL CIMITERO IRRAGGIUNGIBILE
La domenica mattina, che ci sia neve o meno, andare al cimitero di San Bernardino quasi impossibile. A meno che tu non sia Speedy Gonzales. Perch se invece sei unanziana vedova, non avrai neanche il tempo di inerpicarti su per le scale del lotto 2007 per mettere un ore sotto la tomba del parente defunto. Esisterebbe il reale rischio di trascorrere lintera giornata l. La linea 7 che porta al cimitero da Borgo Mercatale, la domenica mattina fa solo due corse: una alle 9, laltra alle 9.45. Ma non sempre stato cos. Il 7 festivo era un servizio eliminato del tutto, abbiamo rimesso la corsa della domenica afferma Massimo Benedetti, direttore generale Adriabus concordando gli orari con gli utenti. Se allungassimo il tempo tra i due passaggi ci sarebbe qualcuno che si lamenterebbe perch il lasso di tempo sarebbe troppo elevato.

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il Ducato
URBINO-FIRENZE
Distanza: 184 km Durata: 2 h 40 m Pedaggio A1: 3,90 Costo carburante: benzina: 28,51 diesel: 20,19 gpl: 13,71 Punti critici: manto stradale rovinato sulla ss73 verso Arezzo

TRASPORTI
URBINO-BOLOGNA
Distanza: 175 km Durata: 2 h Pedaggio A14: 9,40 Costo carburante: benzina: 23,97 diesel: 16,98 gpl: 11,48 Punti critici: lavori in corso sulla A14 per la terza corsia

URBINO-ROMA
Distanza: 295 km Durata: 3 h 35 m Pedaggio A1: 4,10 Costo carburante: benzina: 43,98 diesel: 31,15 gpl: 21,07 Punti critici: scarsa illuminazione e buche sulla superstrada E45

URBINO-PESCARA
Distanza: 246 km Durata: 2 h 30 m Pedaggio A14: 12,70 Costo carburante: benzina: 34,78 diesel: 24,64 gpl: 16,62 Punti critici: lavori in corso sulla A14 per la terza corsia

Quattro vie di fuga da Urbino: un solo incubo

E le chiamano strade
AGNESE FIORETTI DIANA OREFICE

onciliare le partenze dei pullman con gli orari delle lezioni spesso impossibile; il treno aumenterebbe le speranze, ma stato soppresso nel 1987. A questo punto, valigie nel bagagliaio e ingraniamo la prima. Sono quattro le principali vie di fuga per chi sceglie la macchina, ognuna con le sue complicazioni: Bologna, Pescara, Roma e Firenze. Non sono solo gli emiliani a passare per Bologna, ma tutti gli studenti diretti al nord. Una slata di rotatorie ci accompagna no a Pesaro, dove imbocchiamo lautostrada A14. Stiamo comodamente viaggiando su tre corsie, ma a Rimini la strada si restringe a due. I cantieri si spostano senza abbandonarci mai. In alcuni tratti sono segnalati i varchi aperti: manca il conne tra i due sensi di marcia. In altri punti la seconda corsia ricavata sottraendone una alle vetture che viaggiano nellaltra direzione: sono invasioni e zigzag causati da lavori avviati da anni. Alluscita avremo speso 9,40 euro di pedaggio, e passato in macchina circa due ore. Anche verso Pescara ci ritroviamo sulla A14. La costruzione della terza corsia continua a creare disagi, rendendo le due percorribili sempre pi strette e trafcate. Il limite

di velocit a volte dimezzato (60 km/h), ma sono in pochi a rispettarlo: a destra la costante la di camion procede a rilento, mentre a sinistra le macchine sfrecciano. Di giorno i segnali di deviazione sono poco visibili e li notiamo allultimo momento. Lo stesso vale per luscita di Ancona nord: in alcuni periodi il cartello resta totalmente coperto dalle recinzioni dei cantieri e ci accorgiamo del casello solo 200 metri prima. Uscendo a Pescara, il pedaggio di 12,70 euro, dopo un viaggio di due ore e mezza. Le voci riguardanti i lavori per la terza corsia della A14 sono contrastanti. La centrale operativa di Pescara del gruppo Autostrade S.p.a. ha dichiarato che i cantieri nelle Marche sono aperti da quattro o cinque anni. Un operatore dellarea di servizio Chienti est ricorda il 23 settembre 2007 come data dinizio dei lavori: la terza corsia era una misura necessaria, no a prima della crisi. Oggi inutile, perch la A14 ha perso il 40-50% di trafco. Devono comunque nirla per obblighi della Comunit europea e ci metteranno almeno altri due anni. Otto anni per 175 km sono decisamente troppi. Diretti verso la costa tirrenica, altre complicazioni. Afdandoci a Google maps, per andare a Roma dovremmo raggiungere Gubbio e proseguire per Perugia sulla strada regionale 298. Chi lha percorsa ha laria del sopravvissuto: zero illuminazione, buche e tante curve.

Anche i pi frettolosi preferiscono fare qualche chilometro in pi, passando per Umbertide. La situazione migliora, nonostante lilluminazione resti scarsa, in particolare nelle gallerie. Il tragitto no a Umbertide a una corsia e incontrare un camion un supplizio assicurato. Con i 12 chilometri del Passo della Contessa lasciamo le Marche per entrare nellUmbria e in una mezzora raggiungiamo la superstrada E45 no a Orte. Manto stradale danneggiato, poche aree di servizio e anche qui poca illuminazione; in un tratto del senso di marcia inverso (da Orte a Umbertide) lasfalto sfondato. Imboccata lautostrada A1, tiriamo un sospiro di sollievo: tre corsie che, in 45 minuti e 4,10 euro di pedaggio, ci portano a Roma. In tutto abbiamo impiegato 3 ore e mezza. Verso Firenze, passare per Umbertide resta di nuovo la scelta migliore. La soluzione pi veloce, proposta da Google maps, la statale 73bis di Bocca Trabaria, ma una strada di montagna piena di curve e tornanti. Da Umbertide, invece, risaliamo la E45 per una ventina di minuti no a Sansepolcro; da qui a Le Ville percorriamo la statale 73, raggiungendo Arezzo. Nellultimo tratto il manto stradale rovinato. Da Arezzo imbocchiamo lautostrada A1, che no a Firenze a due corsie e ben percorribile: spendiamo 3,90 euro di pedaggio. Arrivati a destinazione, avremo viaggiato per due ore e 40 minuti.

Nella mappa, in alto, i quattro percorsi che da Urbino portano a Bologna, Pescara, Roma e Firenze

A TU PER TU CON LA CONTESSA


Avete mai viaggiato da Urbino verso Bologna, Pescara, Roma o Firenze? Viaggio della speranza o piacevole escursione? Ester Moscati: Tre ore da casello Milano a casello Pesaro (360 km). Unora da casello Pesaro a Urbino-Ospedale (28 km). Camion, pullman, camion... rotonde, rotonde, rotonde, rotonde, rotonde, rotonde, rotonde, rotonde, rotonde... Luca Albergati: Potrei raccontare il mio viaggio dalle Cesane a Urbino e devo dire che senza fuoristrada pesante distruggerei una normale auto in meno di un anno! Luca Spallacci: Per Roma la strada migliore la Contessa e lE45. Strada un po di... curve, buche e stradale col telelaser.

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CITT

La discarica delle polemiche avr una capacit di 739.000 metri cubi

Lamoltiplicazionedi CaLucio
Restano riservati i rilievi della Forestale sui livelli di inquinamento. E aumentano difdenze e sospetti
ELISA TOMASSO

ualcuno dice che garriscano, i gabbiani. Quelli di C Lucio stridono, urlano. Un lamentio orrido e continuo. Denso, come densa la quantit di riuti che la discarica destinata a contenere, per via del progetto di ampliamento presentato dalla Marche Multiservizi s.p.a. che porter il sito da una capacit di 59.500 metri cubi a 739.500 mc, dodici volte tanto, seconda, C Lucio, solo a C Asprete (1.570.000 mc). Previsione di durata del sito: 38 anni in totale. Obiettivi di raccolta differenziata entro il 2021, 65,2%. Per forza di cose, la legge 152 del 2006 lo impone. E i Comuni gi stanno pagando per la loro inefcienza. E mentre i gabbiani aumentano, le rane lungo il ume Metauro spariscono e i cani del rifugio di C Lucio si ammalano. I casi di tumori leucemici aumentano. Ma cosa centra la discarica? Montesofo, localit Urbino. Statale SS73bis. Km.57, Bocca Trabaria Ovest. C Lucio raccoglie i riuti di 30 comuni della Provincia e nel 2006 fu oggetto di indagini giudiziarie che portarono alla condanna per inquinamento ambientale dellallora direttore, ma mai al sequestro del sito. Laccusa: sversamenti ripetuti di percolato nel ume. E normale che i cittadini siano in allerta. Che controllino. Settimane fa si sono costituiti in comitato; ci sono gli attivisti del Progetto Acqua di Urbania che si sono dotati dellattrezzatura necessaria per monitorare le acque meteoriche a valle del sito di smaltimento, che a C LAgostina conuiscono nel Metauro; c Legambiente che gestisce il canile costruito a ridosso della discarica. E controllano perch hanno paura e perch non sono stati mai informati su nulla. Controllano perch assistono al via vai di camion provenienti dalla Romagna e dal Veneto che portano, dicono loro, i fanghi da smaltire in discarica. Sono preoccupati perch vedono che la raccolta differenziata non si fa come si dovrebbe. Sono preoccupati perch lodore proveniente dalla discarica insopportabile e chi lavora al canile preoccupato per la propria salute ci dice Francesco Bolognini di Legambiente. Stiamo anche pensando di lasciare la gestione del rifugio a partire dal 2014, ma poi chi ci andr? Nessuno. E i cani restano abbandonati a s stessi. C la Forestale, che il 3 febbraio ha effettuato i prelievi degli scoli e lArpam che li ha analizzati ma che non ha potuto rendere pubblici i risultati perch oggetto di indagine giudiziaria, ci dicono telefonicamente. Chi ha deciso di costruire tutto in un unico sito? Discarica, canile, pale eoliche rigorosamente ferme, qualche isolato pi in l, un bel campo di pannelli fotovoltaici. Un sito non adatto

da quello che dicono i cittadini, perch tra laltro molto acquoso alla base, dove nellantichit pare ci fosse una grande fontana dove tutti, animali compresi, si andavano ad abbeverare e rifornire. Le decisioni sono antiche. E riguardano la Comunit Montana Alto e Medio Metauro e il Comune di Urbino. Tra i Comuni che hanno preso posizione e richiesto chiarimenti marted scorso, non c Franco Corbucci. Che non cera neppure alla conferenza dei servizi in cui si decideva sullampliamento del sito. E che, a fronte di un nutrito indennizzo per il fatto di ospitare la discarica nel suo territorio, accusato da ecologisti e cittadini di non investire nella raccolta differenziata porta a porta, lunica, come da Piano Provinciale, in grado di assicurare gli obiettivi di legge e portare ad un ciclo virtuoso dei riuti. Lassessore provinciale allambiente, Tarcisio Porto, che giorni fa dal Corriere Adriatico condannava lallarmismo ingiusticato sulla vicenda, garantisce che sono in corso indagini di carattere amministrativo per il livello di ammoniaca (24 milligrammi litro invece che 0,40 in-

dicati dalla legge; quantit 425 volte maggiore a quella di unacqua non contaminata) rilevato dal Progetto Acqua nelle acque di scolo della discarica, che dovrebbero essere meteoriche, di pioggia e quindi non inquinate. Ma prende le distanze dalle decisioni sullampliamento del sito. Se in Giunta mi chiedono lautorizzazione, devo darla, non posso fare altrimenti; daltro canto, lampliamento, se pur non in questi termini, permetter di accumulare risorse economiche per il post mortem, la fase di chiusura e bonica della discarica. Lampliamento si fa perch necessario o per questioni prettamente economiche, come dichiarato da Porto? Intanto lassessore allambiente fa una promessa: Entro 15 giorni organizzer un incontro pubblico con gli abitanti di Montesofo per rispondere a ogni loro perplessit. Montesofo localit di Urbino, il ume Metauro la fonte di approvvigionamento del Montefeltro e non solo. Quellacqua la bevono tutti. Laddizionale per il mancato obiettivo di raccolta differenziata, la pagano i cittadini. Gli urbinati ci saranno a questincontro?

La discarica di Ca Lucio in localit Monte Sofo

Nel 2011 erano cinque, ma il mestiere rende sempre di meno

Solo tre taxi e in via destinzione


ni ne lavoro ventiquattro dice Angelini e se guadagno 3000 euro al mese la met se ne va fra assicurazione, bollo e carburante. Molti giovani, a causa delle troppe spese, iviamo in una citt patrimonio non se la sentono di prendere la licenza da dellUnesco e ci sono solo tre tatassista. Il lavoro qui principalmente exxi, una vergogna. Durante il traurbano: Il sabato e la domenica si lavobreve tragitto a bordo del taxi bianco di ra poco, al massimo porto qualche ragazGiorgio Angelini, da Piazza del Rinascizo greco al porto di Ancona. Almeno prima mento a via Mazzini, lanziana cliente, una avevamo i convegni universitari e portavasignora curata e ben vestita, non fa che rimo i professori. Ora non abbiamo pi petere questa frase. Lui ascolta e annuisce, nemmeno quelli. mentre cerca di schivare con la sua Fiat Sono lontani i tempi in cui Bravo le tante macchine parle persone prendevano il tacheggiate fra i vicoli del centro xi per raggiungere la staziostorico. Secondo me dice il ne ferroviaria di Fossato di tassista manca la manutenVico, a 75 chilometri, spenzione della viabilit e ci sono dendo 150 euro. Inoltre troppi ticket di accesso alla zoqui, dice Angelini, manca la na a traffico limitato. Se ci fosmentalit di prendere il tase una regolamentazione pi xi: Se una persona ha un adeguata si potrebbe avere contrattempo, va dal vicino qualche licenza in pi. In efdi casa, non chiama il taxi. fetti, i tassisti a Urbino sono Il conducente spiega che una specie in estinzione. molti si stupiscono perch, Nel 2009 erano nove poi sette, dicono, che tre tassisti sono lanno scorso erano rimasti in troppi:Nei piccoli centri cinque e ora sono solo tre: un pi facile trovare i noleggi italiano, un macedone e un con conducente, ci sono marocchino. Certo che accameno vincoli non c n parrarsi un taxi in questa citt lobbligo del tassametro n non facile: il telefono del radella licenza. In effetti Madiotaxi in Piazza Mercatale rio Grottaroli, titolare di un squilla a vuoto. Per contattarautonoleggio a Fermignane uno bisogna avere il numeno, dove di taxi non ce n ro di cellulare, e per avere il nunemmeno uno, spiega che: Il signor Giorgio Angelini, uno dei tre tassisti rimasti a Urbino mero di cellulare bisogna anSe non c concorrenza noi dare o alla stazione dei taxi, donatura economica, afferma Fernando Saautisti possiamo aspettare le chiamate pove sono scritti su un pezzo di carta appeso vini, un tassista in pensione da un anno e steggiati in piazza, anche se vietato. al muro, oppure sul sito internet del cocon trentanni di esperienza alle spalle. Ci Quanto alle tariffe sono pi vantaggiose: mune che, in caso di urgenza, non prosono tante spese ma il lavoro, quando c, Noi chiediamo infatti 0.60 euro al chiloprio il massimo della comodit. Inoltre, piuttosto remunerativo: Su trenta giormetro. sempre meno persone possono permet-

TEODORA STEFANELLI

tersi un taxi. Il numero di corse in Italia sceso, e le tariffe sono aumentate del 5%. I prezzi a Urbino non sono certamente economici: dallanno scorso il costo della corsa minima, aumentato da 6,50 euro a 7 euro e c stato un aumento di 10 centesimi delle tariffe per chilometro di percorrenza: da 1.25 euro a 1.35 euro (fonte: Polizia Amministrativa di Urbino). La crisi economica ha influito moltissimo sul lavoro dei tassisti in Italia: Le persone non hanno pi i soldi. C un problema di

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il Ducato

CULTURA/SPETTACOLI

Intervista a Pupi Avati, regista dei sentimenti

Io sono i miei lm ma il cinema italiano ha perso se stesso


GIUSEPPINA AVOLA ILARIA BETTI
vere a che fare con i mostri sacri della cultura italiana, non cosa da tutti i giorni. Poi capita che Pupi Avati venga a Urbino per tenere una lezione su Cinema e vita e ripensi a tutte le volte che al botteghino ti hanno staccato un biglietto per un suo lm. Il mio cinema riette quello che sono io, il mezzo per dire agli altri chi sono. Quando conosco lautore di unopera che ho amato molto ci dice Pupi Avati - vorrei trovare una coincidenza. Rimango sempre deluso se scopro che nellintimit molto diverso da quello che produce. In che modo il cinema ha cambiato la sua vita? Lha cambiata in modo determinante. Allinizio, pensate un po, mi occupavo di alimenti surgelati. Poi improvvisamente mi sono trovato nella condizione di poter raccontare storie che immaginavo, che inventavo io. Un privilegio di pochissimi, che ha avuto un costo in termini di aspettative, delusioni, frustrazioni, sogni che non si sono realizzati. La mia vita, la vita di mia moglie, dei miei familiari stata del tutto scombussolata da questa mia professione. Anche se faccio questo lavoro da 45 anni, rimane ancora oggi un percorso impervio. Com cambiato il cinema di Pupi Avati dallesordio ad oggi? La crescita, lessere transitato attraverso tante et della vita inevitabilmente mi ha cambiato. Il mio cinema riette totalmente quello che sono io, somiglia a quello che sto dicendo, al mio tono di voce, alla mia et, a come sto seduto, a cosa manger oggi a pranzo, a quello che penso delle ultime elezioni, a quello che penso dei miei gli. Il mio cinema una sintesi di quello che sono io. In questo momento. Ma non detto che tra un anno sia la stessa cosa perch nel frattempo avr maturato esperienze diverse. Girerebbe un lm politico? No. Il mondo politico lontano, ma mi incuriosisce enormemente. Non sono genericamente indignato dalla politica, sono piuttosto incuriosito. Mi piacerebbe scoprire com nella realt luomo politico, come si comporta quando a casa, quando sta con i suoi gli. C molta contraddittoriet tra privato e pubblico. Che tipo di cinema preferisce? A me piace il cinema in cui mi identico, in cui ritrovo me stesso, nel quale sento che il regista sta parlando a me non alla massa, in modo intimo, personale. Di questo cinema in Italia se ne fa

poco. Perch oggi il cinema italiano soffre? Il cinema riette il paese in cui lo si fa. LItalia si sbarazzata in un modo molto provinciale delle sue identit. Noi cerchiamo di orecchiare cinematograe che hanno poco a che fare con le nostre peculiarit. E questo fa s che il cinema italiano abbia perduto molto appeal. Anche la televisione ha le sue responsabilit: si andata a sostituire al cinema e propone forme narrative altamente diseducative non tanto per i contenuti ma per la confezione stessa. Questo fa s che il palato del pubblico italiano, che ha un palato molto rafnato, abbia perso la sua sensibilit. Anche i prodotti cinematograci risentono della sciatteria che la televisione, la cui regola aurea lauditel, ha imposto. Il cinema italiano gode ancora di talenti? Pippo Mezzapesa, regista esordiente del lm Il paese delle spose infelici che ho premiato personalmente al Festival di San Marino, un autore che mi interessa

molto: ha fatto un lm delizioso che non ha avuto successo. Purtroppo un cinema cos rafnato non si giova dellaiuto della distribuzione e del denaro pubblico, di tutto ci che possa supportare un autore emergente. Con la cultura si pu vivere? Ogni persona che coltiva dentro di s un sogno di questo genere compie un percorso proprio che completamente diverso dagli altri. Ciascuno deve considerare quale sia il suo progetto culturale. Ogni autore ha una sua identit e questa identit condiziona il suo percorso e i suoi obiettivi. Ci sono alcuni che fanno cinema per soldi, altri, come me, che lo fanno perch attraverso questo mezzo riescono a dire agli altri chi sono. Lei quindi un privilegiato. Io ho avuto unopportunit che non ha avuto quasi nessuno. Il cinema che faccio fortemente autobiograco. Poter replicare un evento della mia vita mi d modo di compiere una riessione, di rivalutare il mio comportamento. Capita a pochi di poter vivere due volte la stessa storia. A me succede.

Pupi Avati

LIrlanda in festa ritorna il 6 marzo a Borgo Mercatale

Undici giorni (e notti) a tutta birra


M
ancano solo le scogliere a strapiombo, i ragazzi lentigginosi dai capelli rossi e i verdi prati irlandesi coperti di rugiada. Per il resto, Urbino attrezzata per offrire dieci giorni di festa in attesa del Saint Patricks Day del 2013 allombra dei torricini. Dal 6 al 17 marzo Borgo Mercatale si trasformer in unoasi celtica per ospitare la seconda edizione di Irlanda in festa. Guiness, leprechaun e musica folk sono solo alcuni degli elementi del festival ospitato allinterno di una tensostruttura nella quale saranno allestiti un ristorante di cucina tipica irlandese i cuochi arrivano direttamente da Cork - e una birreria, oltre a numerosi stand di artigianato locale e celtico. solo una delle tante iniziative che valorizzano la citt. Lanno scorso stato un successo - afferma il consigliere comunale Federico Scaramucci, tra gli organizzatori dellevento - il festival ha attratto 20 mila persone in 5 giorni. una festa che richiama gente che altrimenti non verrebbe a Urbino in questo periodo dellanno. Levento, nato da unidea del rock club bolognese Estragon, organizzato dallassociazione culturale Orfeo e coinvolge un consistente numero di giovani volontari, circa cinquanta a sera, molti dei quali appartenenti alle associazioni studentesche Fuorikorso, Cuspide e Agor oltre agli studenti Erasmus in citt in questo momento. Unatmosfera giovane e convinviale, di ebbra spensieratezza e allegre danze nel cuore di Urbino, ma nel rispetto della citt e dei suoi abitanti. I gruppi musicali che si alterneranno sul palco saranno diversi e sar possibile partecipare a stage di danza celtica oltre che a competizioni sportive, come la partita di rugby Italia-Irlanda prevista per sabato 16 marzo. Abbiamo voluto fare un esperimento di raccolta fondi continua Scaramucci e abbiamo aperto una pagina sul web di crowdfunding afnch chiunque possa nanziare levento con piccole donazioni. un modo per rendere protagonisti i cittadini del rilancio delle attivit culturali a Urbino. Il festival ha il patrocinio di vari enti tra i quali il Comune di Urbino e la Provincia ed ha come partner Confcommercio, Confesercenti e Asscom Commercianti Urbino. Sono previste navette nel ne settimana da Fano, Pesaro e dallentroterra per consentire di partecipare allevento. Non ci saranno le scogliere a strapiombo, i ragazzi lentigginosi dai capelli rossi, ma i verdi campi urbinati non sono da meno . (g.a.)

TRA FOLLETTI E SPREVENGOLI


Durante i giorni della festa di San Patrizio, attenti! Oltre ai leprechaun, i tipici gnomi irlandesi, dalle fattezze di anziani e lanima burlona, potreste trovarvi di fronte altre creature magiche, caratteristiche di questi luoghi. Si chiamano sprevengoli e sono i folletti un po dispettosi che abitano il Montefeltro. Hanno un cappello rosso e scarpine a guscio di noce e un passatempo: saltare sulla pancia dei dormienti ingordi, provocando incubi. Per vederli scomparire basta togliergli il berretto, ma non certo unimpresa facile: gli sprevengoli sono velocissimi. Cos come i loro parenti, folletti dei boschi, che assalgono i viandanti che hanno smarrito la via, folletti che fanno i dispetti nelle case, folletti custodi di tesori: ogni localit del Montefeltro nasconde una leggenda legata a queste strane creature. Tra boschi misteriosi, sorgenti limpide e caverne (con una predilezione per le rocce), gli spiritelli si insinuano in ogni cavit del terreno, salvo poi fuoriuscire per far visita a qualche malcapitato.

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UNIVERSIT

Un osservatorio per garantire i lavoratori e favorire i ricercatori del settore

LOlympus della sicurezza


Sul nostro sito - dice Paolo Pascucci - le informazioni giuste per magistrati, avvocati e sindacalisti
CHIARA NARDINOCCHI

n servizio pubblico e gratuito per informare il cittadino sulla sicurezza del lavoro da un punto di vista giuridico. Questa lidea alla base del progetto Osservatorio Olympus lanciato nel 2006 da docenti e ricercatori della facolt di giurisprudenza di Urbino. A crederci stato soprattutto uno dei suoi ideatori, il prof. Paolo Pascucci che nel dipartimento urbinate insegna diritto del lavoro. Di solito si parla di salute e sicurezza sul lavoro da un punto di vista medico e tecnico. A monte per ci sono leggi e norme a cui far riferimento. Lobiettivo iniziale di Olympus - dice Paolo Pascucci - era quello di diffondere una cultura sulla sicurezza e salute dei lavoratori da un punto di vista giuridico. Per abbattere le barriere spaziali e rendere pi facile la fruizione, si deciso di diffondere i principi legali sulla sicurezza in un sito web gratuito http://olympus.uniurb.it. Il sito non solo utile agli studenti per trovare materiali giuridici continua Pascucci ma anche a chi si occupa di sicurezza sul lavoro da diverse angolazioni: avvocati, magistrati, sindacati e gli stessi imprenditori. Dal 2006 a oggi sono stati 10 milioni gli accessi al sito. Il successo travalica le nostre aspettative, ma premia gli sforzi del gruppo di esperti che si impegna ogni giorno, ha aggiunto Pascucci. Il progetto sostenuto anche dalla Regione e dalla direzione regionale dellInail che contribuiscono economicamente per favorire il lavoro dei ricercatori universitari. A sei anni dalla sua creazione sottolinea il professore - lOsservatorio conosciuto in Italia e allestero come liniziativa pi efficace sul diritto della sicurezza sul lavoro. Inizialmente il sito fungeva soprattutto da archivio di fonti normative e giurisprudenziali, cio sentenze di giudici che si sono occupati di casi legati alla sicurezza dei lavoratori. I suoi creatori non si sono accontentati di attivare il sito e di farlo crescere, ma hanno sviluppato anche altri progetti, come per esempio una serie di convegni nazionali volti allapprofondimento scientifico. Il successo del sito risiede anche nellevoluzione che ha avuto negli anni. Alle banche dati costantemente aggiornate, allinterno del sito stata inserita nel 2011 anche una rivista scientifica online per dare spazio al commento e allinterpretazione dei dati normativi e giurisprudenziali, dice Pascucci. I Working papers di Olympus, questo il nome della rivista, possono contare su un comitato internazionale di

Paolo Pascucci, professore di Diritto del Lavoro al dipartimento di giurisprudenza delluniversit di Urbino

esperti che decide imparzialmente quali articoli pubblicare. La cassa di risonanza virtuale ha contribuito a diffondere il messaggio dellOsservatorio fino a Roma. Nel giugno 2012 alcuni esperti che lavorano al progetto Olympus sono stati invitati dal Senato della Repubblica per aiutare a redigere il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro ossia il decreto legislativo 81 del 2008. Altri hanno collaborato con la commissione parlamentare dinchiesta sul fenomeno delle morti bianche. Quando si chiede al professor Pascucci di commentare il triste primato della provincia di Pesaro-Urbino come provincia con pi numero di morti sul lavoro, risponde con il suo gioco di parole preferito: La sicurezza sul lavoro fortemente legata alla sicurezza del lavoro. Questo per dire che quando il lavoratore precario ossia quando c minore esperienza e si pi esposti al ricatto occupazionale, aumentano esponenzialmente i rischi dincolumit del lavoratore. La sicurezza dipende da come il lavoro organizzato: dalle ore di lavoro, dalla formazione del lavoratore e del datore di lavoro. Pascucci conclude sottolineando che linsicurezza di macchinari e ambienti di lavoro alla lunga risulta molto pi costosa della loro messa in sicurezza. E poi continua - non si pu paragonare un essere umano alla cinghia di un macchinario.

Cuspide e Agor: scintille per 8000 euro

Il bando della discordia


n democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica diceva Gandhi. E proprio la politica sembra essere alla base dello scontro che sta inammando in questi giorni il consiglio degli studenti. Ad accendere la miccia la decisione di riaprire il bando per i fondi alle attivit studentesche da parte di Roberto Merlo, presidente del consiglio degli studenti e membro del associazione studentesca Cuspide. Ogni anno lUniversit mette a disposizione degli studenti un fondo per nanziare attivit culturali e sociali. Il consiglio degli studenti esamina le proposte e decide a chi destinare parte del budget. Spesso parte del fondo stanziato dallUniversit resta inutilizzato e sta al consiglio degli studenti decidere come impiegarlo. Negli anni passati il consiglio ha deciso allunanimit di devolvere il residuo a iniziative sociali oppure di accorparlo al fondo dellanno successivo. Per motivi burocratici questanno molte associazioni sono state tagliate fuori dai nanziamenti per le iniziative studentesche, ha dichiarato Mariano Marano, rappresentante degli studenti. Dello stesso avviso Roberto Merlo: Per coinvolgere pi associazioni, ho deciso di accelerare i tempi e, senza convocare il consiglio degli studenti, ho chiesto al rettore e al direttore amministrativo di fare un secondo bando per assegnare il fondo residuo di 8 mila euro. La decisione di Merlo stata fortemente contestata dal sindacato degli studenti Agor. Il fatto che il presidente del consiglio studentesco non abbia consultato lorgano di rappresentanza prima di prendere una simile decisione - ha commentato Antonio Stol, rappresentante degli studenti e coordinatore di Agor - rende illegittimo il

bando. Lassociazionismo alla base del nostro gruppo, ma senza regole non si va da nessuna parte. A lamentarsi sono stati anche alcuni partecipanti al bando. A causare dissenso limprecisione sui termini del secondo bando. Per legge, nessuna associazione pu avere pi del 15% del totale del fondo. Essendo questanno di circa 40 mila euro, nessuno poteva richiedere pi di 6 mila euro. Nel secondo bando ha dichiarato Giovanna Erede dellassociazione La Ginestra non era specicato quanto si potesse richiedere. Ho fatto un progetto secondo i parametri del primo bando e mi ritrovo a poter usare solo mille euro. Alcune polemiche sono nate anche per il bando creato dallErsu che permette agli studenti di svolgere dei lavori di piccola manutenzione(come spalare neve davanti ai collegi, rimuovere murales o tinteggiare) retribuiti dallente universitario. Per accedere alla graduatoria dellErsu bisogna risiedere allinterno di uno dei collegi. un criterio ingiusto dice Antonio Astol perch a chi non ha vinto la borsa di studio, anche per poco, viene preclusa la possibilit di accedere a queste agevolazioni. Alle affermazioni di Astol, Marano risponde che Agor non sa pi a cosa aggrapparsi per screditare il nostro lavoro. Ai collegi ci conosciamo tutti, ma non tutti fanno parte di Cuspide. Dire che il bando favorisce solo i nostri amici un altro tentativo di infangarci. Secondo alcuni studenti la mancanza di comunicazione tra Universit, consiglio e studenti a trasformare delle opportunit in campi di battaglia. Secondo altri la divisione politica dei gruppi di rappresentanza a creare tensioni allinterno del consiglio degli studenti. (c.n.)

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il Ducato

SPORT

Valdone Petrauskaite della Chateaux dAx si confessa: Urbino la mia patria

Una schiacciata vi seppellir


Con il cambio del tecnico e il carisma di Paola Croce, il gruppo urbinate punta a risalire le classiche
LORENZO NICOLETTI
prematura esclusione dalla Champions League. Epilogo inevitabile di queste difficolt stato lesonero del tecnico Guidetti, sostituito da Donato Radogna. A questo punto - dice pur nelle difficolt, scattato qualcosa nella mente del gruppo, che ci ha portato a risollevarci. Un aiuto arrivato anche dallacquisto di Paola Croce che ci sta dando un grande sollievo, lei una vera campionessa, che riesce a prendersi delle responsabilit aiutandoci moltissimo. Ma forse il vero segreto di questa squadra proprio nel gruppo Dodici-tredici ragazze davvero unite, senza alcuna differenza tra giovani e veterane. La lunga chiacchierata con Valdone Petrauskaite si chiude con un accenno alla piaga del doping: lei giura che la pallavolo e il doping sono lontani anni luce. una bella conclusione e speriamo bene.

l suo lavoro schiacciare palloni al di l della rete con forza e precisione, come una leonessa pronta a dare la zampata decisiva a una partita in bilico. Valdone Petrauskaite, pallavolista lituana della Chateau dAx, ogni domenica ruggisce in campo con grande agonismo, ma tolti calzoncini e maglietta da gioco si trasforma in una ragazza semplice e dolce che analizza la situazione del volley a 360, parlando anche della vita privata. Cos, tra aneddoti e ricordi inizia un ideale viaggio dal Mar Baltico alla citt ducale, seguendo un unico filo conduttore: la passione sportiva. Valdone era ancora una bambina quando cominci a scoprire la pallavolo, merito soprattutto di mia madre - dice - che ha giocato sia in Lituania che nel campionato polacco. Pian piano quello che sembrava soltanto un divertimento, grazie anche a un innato talento, diventa una vera professione e in poco tempo gli orizzonti cominciano a cambiare. Le frontiere si aprono a esperienze agonistiche nei maggiori campionati dEuropa: prima in Francia, poi in Italia, quindi in Turchia per tornare di nuovo nel nostro paese. Un percorso articolato ma entusiasmante, che riesce a trovare una sua dimensione ideale nel 2009, quando la strada si dirige verso il Montefeltro arrivando sino ad Urbino. Qui sto bene, mi sento a casa, questa citt unisola feliceafferma con gli occhi vivaci e sinceri di chi non ha nulla da camuffare. Il rapporto con la societ ottimo, i tifosi sono fantastici e credo siano tra i migliori dItalia prosegue, dimostrando il suo rapporto inscindibile con quella che non soltanto una squadra ma quasi una seconda pelle. In realt una battuta darresto tra Valdone e la Chateau dAx c stata nel 2011, quando dopo la conquista della prima storica coppa Cev, i loro destini hanno preso binari differenti, relegando la giocatrice nella lontana Russia. Ma la nostalgia del territorio urbinate ha preso il sopravvento e dopo solo una stagione la Petrauskaite tornata ora a guidare la squadra giallo-bl cercando di dare il massimo per raggiungere il sesto posto e qualificarci cos per i play-off. A complicare il 2013 della Chateau dAx hanno contribuito diversi fattori, primo fra tutti un inizio di stagione stentato con poche vittorie e la

La pallavolista lituana (nella foto a sinistra), atleta di punta della squadra tornata dopo una pausa che nel 2011 lha vista gareggiare in una formazione russa In basso, prelievi antidoping di laboratorio

Armstrong, Schwartzer, Cipollini: c ancora lo sport pulito?

Doping, il crepuscolo degli dei


la parola fatidica nello sport, quella che si cerca di debellare con insistenza ma puntualmente torna alla ribalta, distruggendo carriere e primati: stiamo parlando del doping. Nellultimo anno, purtroppo, entrata di forza negli articoli sportivi e di cronaca nera. Lasciando da parte il caso Pistorius, dove forse il doping centra e non centra, le pagine dei giornali hanno iniziato ad occuparsene sin dallo scorso agosto, quando il cielo azzurro delle Olimpiadi di Londra stato oscurato dal caso Alex Schwarzer. Il mito del campione trasparente, del ragazzo dalla faccia dangelo che vince con sacrici e dedizione si sgretolato in un baleno, gettando nello sconforto una nazione intera, perplessa e confusa. Poco dopo, senza soluzione di continuit, il doping tornato a minare le fondamenta dello sport con le ammissioni delle proprie responsabilit di Lance Armstrong. Leroe dei sette Tour de France consecutivi sceso dal piedistallo, lasciando il ciclismo orfano di gran parte della sua storia recente. Sempre dal mondo delle due ruote arrivata la notizia che anche Mario Cipollini, il Re leone delle volate, sprintava con laiuto di sostanze proibite, falsando cos i molti record di vittorie stabiliti soprattutto al Giro dItalia. Per avere un quadro pi preciso del fenomeno ci siamo rivolti ad un esperto del settore come il Dottor Piero Benelli, responsabile del centro di medicina dello sport di Urbino e medico della nazionale italiana maschile di volley. A differenza di quel che si potrebbe pensare, il quadro non

proprio cos desolante e le cose stanno cambiando con qualche sorpresa positiva. Alcuni casi del passato sono stati smontati grazie allefcacia delle indagini degli operatori della Wada (lagenzia mondiale contro il doping). Secondo Benelli simili risultati si sono potuti raggiungere grazie anche alle nuove tecniche degli ultimi anni come laumento dei controlli a sorpresa che nonostante violino in qualche modo la privacy degli atleti, che sono tenuti rivelare ogni giorno la loro posizione, sono uno scotto da pagare ed un piccolo deterrente per disincentivare le pratiche illecite. In questo quadro non va certo dimenticata lefcacia del testamento biologico cio i parametri di alcuni valori ematici che se modicati non costituiscono reato, ma permettono di tenere sotto controllo alcune situazioni sospette. Nonostante ci, non bisogna considerare il doping un male scontto e la battaglia per debellarlo sempre aperta, la ricerca di uno sport pulito, al di l di ogni retorica, uno degli obiettivi del terzo millennio. La sda ancora pi ardua perch le sostanze dopanti non sono una prerogativa dello sport professionistico, ma si radicano anche fra i dilettanti, nelle palestre e tra i pi giovani, provocando seri problemi alla loro integrit psicosica. Quindi per battere questa autentica piaga bisogna partire da lontano, attuando un rinnovamento culturale, attraverso politiche di educazione che combattano lideologia del mondo moderno del tutto e subito. (l.n.)

ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: STEFANO PIVATO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo". Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIUSEPPE PAIONI; per l'Ordine: NICOLA DI FRANCESCO, STEFANO FABRIZI, SIMONETTA MARFOGLIA; per la Regione Marche: JACOPO FRATTINI, PIETRO TABANELLI; per la Fnsi: GIOVANNI ROSSI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 http://ifg.uniurb.it/giornalismo; e-mail: redazioneifgurbino@gmail.com Direttore responsabile: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI Stampa: Arti Grafiche Editoriali Srl - Urbino - 0722328733 Registrazione Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
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