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Estratti da “La comunità terribile”

<a href=http://bloom0101.org/page1.html TIQQUN Estratti da “La comunità terribile” La comunità terribile è la sola forma di comunità compatibile con questo mondo. Tutte le altre comunità sono immaginarie. Non “proprio” impossibili ma possibili solo a momenti e - in ogni caso - mai nella pienezza della loro attuazione : piuttosto eterotopie, zone di opacità assente, perpetuamente in atto di costituzione e in via di scomparsa. La comunità terribile non è soltanto possibile, è già reale, è già da sempre in atto. Non è mai in potenza, non ha né divenire né futuro, né fini veramente esterni a sé, né desiderio di diventare altro ma solo di persistere. Ora che il nichilismo più feroce è passato dalla parte dei dominanti l'Altro non ci accoglie, ci rimanda all'Altro che è in noi. Perchè non abbandoniamo la comunità terribile ? Perchè il mondo è tessuto della stessa inesistenza agitata della comunità terribile. C'è tra loro una continuità nascosta, indecifrabile all'uno e all'altra .. Non incontrarsi è impossibile, i destini hanno il loro clinamen. Anche sulla soglia della morte, nell'assenza a noi stessi, gli altri non smettono di urtarci sul terreno liminare della fuga. Noi e gli altri. Ci separiamo per disgusto ma non riusciamo ad unirci per scelta. Eppure ci ritroviamo uniti. Uniti e fuori dell'amore, allo scoperto e senza reciproca protezione. Così eravamo prima della fuga. Così siamo sempre stati. Nessun patto ci tiene insieme se non la spontaneità dei sorrisi, la crudeltà inevitabile, gli accidenti della passione. Il tempo della comunità terribile è impenetrabile, incombe sulle vite lasciandole prive di spessore. E' un'attesa senza fine, una distesa uniforme di discontinuità disordinate. E' il tempo della libertà ingenua, in cui tutti fanno ciò che vogliono perchè è impossibile volere altro da quello che c'è già. Il concetto di ordine nella comunità terribile è ovviamente abolito ma implacabilmente rimpiazzato dall'effettività del rapporto di forza. Nell'eterno ritorno della comunità terribile l'informalità è il mezzo più appropriato per la costruzione inconfessata di gerarchie impietose. La comunità si coagula e si formalizza senza mai prendere forma perchè la forma essendo sensibile e corruttibile espone al divenire. " id="pdf-obj-0-8" src="pdf-obj-0-8.jpg">

La comunità terribile è la sola forma di comunità compatibile con questo mondo.

Tutte le altre comunità sono immaginarie. Non “proprio” impossibili ma possibili solo a momenti e - in ogni caso - mai nella pienezza della loro attuazione : piuttosto eterotopie, zone di opacità assente, perpetuamente in atto di costituzione e in via di scomparsa.

La comunità terribile non è soltanto possibile, è già reale, è già da sempre in atto.

Non è mai in potenza, non ha né divenire né futuro, né fini veramente esterni a sé, né desiderio di diventare altro ma solo di persistere.

Ora che il nichilismo più feroce è passato dalla parte dei dominanti l'Altro non ci accoglie, ci rimanda all'Altro che è in noi.

Perchè non abbandoniamo la comunità terribile ? Perchè il mondo è tessuto della stessa inesistenza agitata della comunità terribile. C'è tra loro una continuità nascosta, indecifrabile all'uno e all'altra ..

Non incontrarsi è impossibile, i destini hanno il loro clinamen.

Anche sulla soglia della morte, nell'assenza a noi stessi, gli altri non smettono di urtarci sul terreno liminare della fuga.

Noi e gli altri. Ci separiamo per disgusto ma non riusciamo ad unirci per scelta. Eppure ci ritroviamo uniti. Uniti e fuori dell'amore, allo scoperto e senza reciproca protezione. Così eravamo prima della fuga. Così siamo sempre stati.

Nessun patto ci tiene insieme se non la spontaneità dei sorrisi, la crudeltà inevitabile, gli accidenti della passione.

Il tempo della comunità terribile è impenetrabile, incombe sulle vite lasciandole prive di spessore. E' un'attesa senza fine, una distesa uniforme di discontinuità disordinate. E' il tempo della libertà ingenua, in cui tutti fanno ciò che vogliono perchè è impossibile volere altro da quello che c'è già.

Il concetto di ordine nella comunità terribile è ovviamente abolito ma implacabilmente rimpiazzato dall'effettività del rapporto di forza.

Nell'eterno ritorno della comunità terribile l'informalità è il mezzo più appropriato per la costruzione inconfessata di gerarchie impietose.

La comunità si coagula e si formalizza senza mai prendere forma perchè la forma essendo sensibile e corruttibile espone al divenire.

La reversibilità è il segno sotto cui si colloca ogni evento che ha luogo in seno alla comunità terribile. E' questa stessa reversibilità - con il suo seguito di paure e insoddisfazioni - ad essere irreversibile. E il tempo della infinita reversibilità è un tempo illeggibile, non-umano. E' il tempo delle cose, della luna, degli animali, delle maree : il tempo di ciò che è inconoscibile a sé stessi.

La comunità terribile non può permettere che nel suo seno esista una vita non conforme condotta liberamente, può permettere soltanto una sopravvivenza nei suoi ranghi. Fonda la sua unanimità massiccia e quasi militare sulla rimozione del conflitto, del litigio tra forme-di-vita. Unanimità che è al tempo stesso disegualmente condivisa e violentemente rinchiusa in una collettività che deve rendere possibile la libertà. Un regime di verità in cui si pretende di realizzare la libertà senza metterne in discussione la forma.

Chi - nella comunità terribile - fa un uso pericoloso, effettuale del discorso, chi propugna l'atto di verità che mette in discussione i rapporti di potere così come sono - hic et nunc - nell'amicizia, nella politica, nell'amore, mette in pericolo prima di tutto sé stesso esponendosi nelle maglie relazionali.

Per questo la comunità terribile applica al suo interno la più stretta polizia discorsiva, diventando la propria stessa censura. La comunità terribile è così ancora un altro luogo, speculare ai non-luoghi del mondo, in cui si resta appesi all'analfabetismo emozionale, o in uno stato di minorità infantile. Il bambino non è tanto colui che non parla, quanto colui che resta escluso dai giochi di verità. La comunità terribile è un agglomerato umano i cui membri non si accompagnano, non si conoscono. La comunità terribile conosce il mondo ma non si conosce. Non c'è nessuna coscienza al di qua dell'esistenza, e nessuna autocoscienza al di qua dell'attività ma soprattutto non c'è coscienza nell'attività di inconscia autodistruzione che regola il funzionamento della comunità terribile La comunità terribile riproduce instacabilmente un'economia di piacere sado-maso. Il fatto che questo metabolismo emozionale resti nascosto è una continua fonte di sofferenza per i membri della comunità terribile che diventano incapaci di valutare le conseguenze dei loro gesti affettivi. La comunità terribile è attraversata da ogni sorta di complicità ma tali complicità non determinano in nessun caso la sua forma. La sua forma è piuttosto la diffidenza. I membri della comunità terribile sono diffidenti gli uni degli altri perchè non sanno niente di sé stessi o degli altri. La comunità terribile diventa quindi impossibile da esperire se non nella immediatezza, immediatezza inorganica, che non rivela niente. L'educazione sentimentale nella comunità terribile si fonda sull'umiliazione sistematica. Nessuno si può credere portatore di una forma di affettività che abbia diritto di cittadinanza nella comunità. Il tipo egemonico di affettività all'interno della comunità corrisponde paradossalmente alla forma che all'esterno viene percepita come la più arretrata. La tribù, il villaggio, il clan, la banda, la famiglia sono universalmente riconosciute come le formazioni umane più crudeli e meno gratificanti ma persistono malgrado tutto all'interno della comunità terribile. Le donne devono assumere una forma di virilità che ormai nel non-mondo esterno persino i maschi rifiutano. E tutto ciò percependosi come donne dalla femminilità difettosa rispetto alla fantasia maschile dominante - compiutamente dominante anche in seno alla comunità terribile. Nella comunità terribile le donne non potendo diventare “degli” uomini, devono diventare “come” gli uomini, prigioniere degli stereotipi più retrivi.

Se nella comunità terribile nessuno ha il diritto di dire la verità sui rapporti umani per le donne questo è doppiamente vero. La donna che fa un uso effettuale del discorso, che fa scattare un dispositivo di verità in seno alla comunità terribile sarà immediatamente catalogata come isterica.

La patofobia della comunità terribile si manifesta spesso come repressione indiretta della parola femminile. Non è che si faccia tacere la donna : semplicemente il confine con la follia, su cui il dispositivo di verità femminile potrebbe situarsi, viene cancellato discretamente, giorno per giorno.

Poiché la comunità terribile si fonda su rapporti inconfessati finisce inevitabilmente per sprofondare nelle relazioni più residuali e “primitive”. Le donne sono comunque destinate alla gestione delle cose concrete, delle faccende ordinarie e gli uomini alla violenza e alla direzione.

In questa squallida riproduzione di clichè sessuali obsoleti il solo rapporto possibile tra uomo e donna è il rapporto di seduzione.

Ma poiché la seduzione generalizzata sarebbe esplosiva per la comunità terribile essa viene severamente incanalata, codificata, mimata e rappresentata. Se e quando viene agìta, può trovare sbocco solo nella forma di coppia eterosessuale monogama. Si stabilisce così un familiarismo di gruppo che è anche un fascismo di branco. Anche le amicizie, in seno alla comunità terribile, rientrano nell'immaginario rachitico e stilizzato del familiarismo, o del clan. Uomini e donne si sfiorano in una irriducibile estraneità.

La comunità terribile si autolimita anche se non riposa in nessuna forma. Per questo non può conoscere l'estasi e si accontenta, di fronte alla sussistenza residuale del mondo, di pretendere solo una maggiore pienezza.