Sei sulla pagina 1di 1

E Ufficiale

ufficiale : a me sta sul cazzo il divenire, o meglio la dittatura flussista del divenire cos come la subiamo da due secoli circa Tutti, ma veramente tutti, dalla filosofia alla psicologia alle religioni variamente applicate a forme di esoterismo posticcio o di reale spiritualit non fanno altro che dirci : tu non esisti se non nel divenire. Una gran scoperta. E cos - come abbiamo detto - uno dei nemici giurati dei flussisti diventa la ripetizione la ripetizione, per loro la somma ingiuria, un interdetto scagliato sul divenire, l infame stato di paralisi del flusso come se fosse possibile, come se il flusso avesse un senso. Per questo i flussisti enfatizzano spesso il ruolo degli stati di grazia : un picco, un culmine di queste montagne russe che amano tanto, precludendosi la possibilit di capire qual la potenza specifica del continuum. Cos davvero un ritornello, ad esempio ? Una struttura che ripetendosi rafforza e configura il continuum e rende vitale il flusso. Si potrebbe proprio dire che lo mantiene in vita per noi, dato che di noi non gliene potrebbe fregar di meno com giusto e fatale. La controprova la possiamo rintracciare nella musica minimalista che lavorando proprio sul continuum e sulla ripetizione non ovviamente bisogno di alcun ritornello. Uno dei paradossi pi buffi che spesso i flussisti amano i mantra, dove appunto la ripetizione ci scioglie nellenergia universale non li assale neanche per un momento il sospetto che sia il contrario : la potenza nel mantra sta nella struttura che imprime al divenire non nella dissoluzione, nel dissolvimento puramente ipnotico - e tanto pi illusorio - di qualcosa o di qualcuno in qualcosalttro. Per tutto questo i flussisti non dovrebbero respirareLa ripetizione non nientaltro che ogni forma continuum che si stabilisce dentro il flusso. E tra ripetizione e differenza non c appunto differenza .