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LETTERA APERTA

Chi vi scrive è il MoviSat, Movimento per la Salute, l'Ambiente e il


Territorio, un Coordinamento spontaneo di cittadini, unito dalla voglia di partecipare
ed essere informato sulle scelte che influiscono sul nostro territorio. Nasce nel
febbraio 2007 per opporsi alla proposta di un insediamento commerciale a Migliarino
(Comune di Vecchiano in prov. Di Pisa), detto "Parco Commerciale San Rossore",
più comunemente noto come "progetto IKEA".
Scriviamo questa lettera per rendervi partecipi delle nostre preoccupazioni e di alcune
delle ragioni che ci vedono contrari alla scelta di insediare un mega centro
commerciale proprio a ridosso della nostra frazione (il progetto prevede
l’urbanizzazione di circa trenta ettari di terreno agricolo, per di più a rischio idraulico
elevato, con 500.000 mc di cemento, parcheggi per oltre 6.000 posti macchine, con
un indice di fabbricabilità di 2,6 mc/mq).
Prima di entrare nel merito di questa vicenda riteniamo opportuno farvi conoscere, in
breve, la storia del nostro Comune perché solo ripercorrendo le tappe fondamentali
del nostro passato, si può meglio spiegare i motivi che ci portano necessariamente a
dire “no” ad un tale intervento.
Negli anni ‘60-‘70 il nostro territorio divenne oggetto di una delle più grandi
speculazioni edilizie dell’Italia di quell’epoca avesse mai conosciuto, tesa a
trasformare tutta la fascia costiera che si estende da Viareggio fino alla foce del fiume
Serchio, in un enorme porto turistico, distruggendo per sempre quell’oasi naturale che
lo stesso Presidente Martini definì una “perla ambientale” della Toscana.
Fu solo grazie alla massiccia mobilitazione della maggioranza dei cittadini
vecchianesi, insieme all’aiuto di tante personalità appartenenti al mondo scientifico e
culturale e all’impegno della appena nata Regione Toscana, che si riuscì a bloccare
questo insidioso progetto denominato “Villaggio porto Cristina”. Dopo tante battaglie
nel 1979, con un’amministrazione di sinistra - PCI - che elaborò un nuovo Piano
Regolatore (il precedente fu bocciato dal Ministero dei Lavori Pubblici), fu promossa
e concretizzata la costituzione del Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-
Massaciuccoli.
Da quel momento in poi le amministrazioni comunali che si sono succedute al
governo del nostro comune hanno sempre operato per la salvaguardia e la
valorizzazione del territorio, attraverso politiche di sviluppo compatibile correlate
alla presenza del parco, risorsa di inestimabile valore.
Questa elevata sensibilità dei cittadini e degli amministratori verso la salvaguardia dei
diritti fondamentali, quali il diritto alla salute e del paesaggio, ha fatto sì che dalla
costituzione del Parco ad oggi, le situazioni di degrado territoriale fossero
necessariamente bloccate (basti pensare alla chiusura delle cave di sabbia nel lago di
Massaciuccoli, di quelle all’interno della tenuta di Migliarino e delle cave di pietra
calcarea che investivano tutto il paesaggio collinare del nostro Comune,
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all’impedimento della realizzazione di una discarica al confine con Massarosa,
ecc…).
Questo breve resoconto storico per farvi capire quale possa essere stato il nostro stato
d’animo di fronte ad una proposta così impattante al punto di ridisegnare le scelte
politiche portate avanti coerentemente in questi ultimi trent’anni.
Oggi abbiamo questo progetto, presentato più volte con alcune variazioni che si sono
succedute nel tempo (4 progetti presentati ad oggi), dal Consorzio Toscano
Costruzioni - CTC - insieme alla multinazionale IKEA, con il quale si ipotizza la
realizzazione, appunto, di un Parco Commerciale in un’area dichiarata agricola dal
Piano Strutturale del nostro Comune, adiacente allo svincolo dell’autostrada (A11-
A12), a ridosso della frazione di Migliarino e della Statale Aurelia, che confina con il
Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Le previsioni di cui si parla sono incompatibili con il piano strutturale vigente.
La costruzione di un nuovo centro commerciale (270.000 mq) in un'area
agricola, richiede - necessariamente - una serie di varianti ai piani urbanistici.
In breve, evidenziamo solo alcune fra le più importanti conseguenze, che un
insediamento di tale struttura indurrebbe nella nostra zona:

- un bacino di utenza di circa due milioni e mezzo di visitatori l’anno, concentrati


durante i giorni festivi, oltre al conseguente incremento dei mezzi di “logistica”
derivanti da un’attività commerciale di questo genere, provocherebbero un impatto
non indifferente sul precario equilibrio del sistema infrastrutturale dell’area, già così
compromesso ed insufficiente a sostenere un ulteriore aumento di traffico;
- un reale innalzamento dei livelli di inquinamento dell’aria ed acustico, a danno della
salute di tutti i cittadini: in primis della frazione di Migliarino.
- una compromissione del tessuto socio-economico della piccola-media impresa,
artigianale e commerciale, dell’area, non compensato quantitativamente e
qualitativamente dai risvolti occupazionali sbandierati in modo strumentale ma, di
fatto, prevalentemente a tempo determinato e di tipo precario;
- una sicura riduzione attrattiva del territorio dal punto di vista ambientale e turistico,
visto che sono molti coloro che apprezzano e vivono il nostro litorale (per la bellezza
e l’unicità del parco naturale, all’interno del quale è incastonata una spiaggia fra le
più belle della Toscana ad esclusivo utilizzo pubblico - solo 2 strutture private su
circa 3 km di spiaggia libera);
- una riduzione sensibile del livello di tranquillità e di qualità della vita,
caratteristiche che nel tempo hanno saputo attrarre nuovi abitanti e visitatori.

Siamo fermamente convinti che lo sviluppo del nostro territorio non possa che andare
verso un’unica direzione, quella cioè della valorizzazione degli aspetti turistici
ricettivi e delle peculiarità produttive legate al territorio e nel pieno rispetto
dell’ambiente. Le carenze infrastrutturali, che nel progetto trovano un accenno di
risposta solo in funzione dell’entrata e dell’uscita dal parco commerciale, sarebbero
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necessariamente aggravate e, tutto il territorio, andrebbe a perdere quella serenità che
fino ad oggi hanno contribuito a mantenere un elevato standard di qualità della vita
anche nella nostra frazione.
Accettare un simile progetto significherebbe per noi negare la nostra storia, le
battaglie che ci hanno fatto diventare grandi, l’idea e la speranza che il concetto di
sviluppo sostenibile non sia una scatola vuota, il principio connesso alla prevenzione
e alla precauzione, la valorizzazione delle tipicità e delle identità del nostro Paese.
La nostra è una scelta politica precisa che ha alla base la qualità sociale ed urbana,
la prevenzione e l’idea che prima di consumare nuovo territorio, si siano verificate
tutte le possibilità di recupero e di sostituzione dell’arredo urbano che ci circonda.
E’ per tutti questi motivi che scriviamo. Scriviamo affinché si possa venire a
conoscenza delle pressioni che il nostro comune, ed in particolare la nostra frazione,
subisce quotidianamente.
Se chiediamo il vostro aiuto è perché nonostante che il consiglio comunale abbia
rifiutato il progetto nel 2007, per problemi soprattutto di tipo infrastrutturale, si
continua ad annunciare questa proposta in un’area che, se fosse accolta, dovrebbe
prevedere il cambio di destinazione d’uso da agricolo a commerciale, con una
norma ad personam, favorendo in modo inequivocabile le imprese proponenti
che quei terreni hanno già acquistato/opzionato recentemente.
Noi riteniamo che un’inchiesta giornalistica potrebbe favorire la ricerca della verità:
quali ulteriori interessi ci sono in gioco (per noi ovvi ma per altri lontani).
Quello che ci preoccupa è la mancanza di trasparenza e avanziamo dubbi sulla prassi
seguita per arrivare a questa proposta.
Altra questione dubbia è che la proposta del Parco Commerciale, sottoforma di
semplice osservazione come se si trattasse di una semplice abitazione, è avvenuta
solo dopo l’approvazione del Piano Strutturale del Comune (che ha lasciato quei
terreni agricoli), e che, nonostante fosse già ufficializzato nel dicembre del 2005, è
stato presentato ai cittadini solo dopo le elezioni comunali avvenute nell’aprile del
2006. Dal 2007 ad oggi tanto è successo.
Quello che più ci preoccupa è l’indecisione della politica, o meglio la scelta di
percorrere una strada a fari spenti, facendo scelte poco chiare e poco partecipate a
tutti i livelli.
Ricordiamo solo l’ultima avvenuta alla fine del 2009: la scelta di affidare due studi di
valutazione per l’area interessata dal progetto, uno sulla mobilità e uno sullo sviluppo
socioeconomico. Quest’ultimo avrebbe dovuto contribuire a dipingere uno scenario
più articolato e complesso facendo dialogare possibilità e vocazioni. In realtà si è
limitato a confermare la validità di un’unica possibilità: quella della grande
distribuzione usando, per costruire grafici e percentuali, i dati di fonte Ikea.
Ecco perché occorre far luce su questa lunga vicenda: noi siamo decisi a non
mollare, ma abbiamo bisogno di essere aiutati.

www.movisat.blogspot.com – icittadini@gmail.com
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