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Il MoviSAT esprime solidarietà a tutte le famiglie, le imprese di qualsiasi genere ed ai lavoratori

coinvolti nella disastrosa inondazione del 25 dicembre 2009. Auspica un rapido e concreto
risarcimento per i danni subiti e invita tutte le istituzioni del territorio, in particolare Comune e
Provincia, a far sentire la propria voce nei confronti della Regione, ma soprattutto del Governo e
della protezione civile affinché le promesse dei primi giorni si concretizzino realmente in risorse.
Il MoviSAT esprime apprezzamento per il lavoro che le autorità, le ditte coinvolte ed i volontari
hanno svolto subito dopo l'alluvione per ripristinare la sicurezza del territorio e per aiutare i cittadini
e le ditte colpite dall'alluvione.
Inoltre auspica che le indagini in corso da parte della Magistratura nel mettere in piena luce le
cause che hanno condotto al verificarsi della rottura dell’argine, portino ad individuare le eventuali
responsabilità per evitare che in futuro, altri disastri come questo abbiano a ripetersi. Per la
sicurezza della collettività è indispensabile che siano attuati i piani di verifica e messa in sicurezza
degli argini; piani, questi ultimi, che l'autorità di bacino del Serchio aveva approvato già 6 anni fa,
che l’allora ministro Matteoli aveva controfirmato e poi disatteso per mancanza di risorse.
Gli argini in sicurezza e la manutenzione sono fondamentali, soprattutto di fronte ai cambiamenti
climatici e ad una pianificazione del territorio dissennata e spesso legata a logiche speculative e di
cementificazione selvaggia. Il problema è serio: stiamo toccando con mano i danni provocati da un
sistema che ha sempre concepito la natura come una realtà da dominare e i beni comuni come
risorse da saccheggiare o ignorare.
L’esondazione del Serchio nel nostro territorio, al di là delle eventuali responsabilità, impone
alcune riflessioni.
Il primo dato di fatto è che l’acqua è andata a riempire un’area naturalmente predisposta ad essere
un grande lago palustre. Forse è il caso di pensare a correttivi che insieme alla messa in sicurezza
attivino delle forme di tutela e di prevenzione sia per i cittadini sia per le attività produttive già
insediate.
Pensiamo a quanto sia stato importante aver avuto dei terreni agricoli liberi a Nord di Migliarino;
terreni che hanno svolto la funzione di bacino di raccolta delle acque. Diversamente ben più
devastante sarebbe stato l’impatto sui centri abitati che per larga parte sono stati risparmiati.
Elevare il livello di attenzione su interventi futuri che possano creare condizioni di rischio per
l’intera collettività civile e produttiva.
Il MoviSAT dopo questa “lezione” subita dal nostro territorio sarà ancora più determinato nel
contrastare chiunque voglia continuare ad aggredire il nostro territorio in una logica di rapina e di
profitto, non per fanatismo ambientalista come qualcuno afferma, ma nella convinzione che la
salute e la sicurezza siano dei valori irrinunciabili e imprescindibili.
Come Movimento saremo accanto a tutti quei cittadini che a gran voce e a tutti i livelli istituzionali
chiedono maggiori risorse da destinare alla sicurezza ed alla ripresa della normalità.
Nel contempo invita tutte le istituzioni a non attendere le grandi opere progettate ma ad attuare da
subito tutti quegli interventi atti a ridurre il rischio di nuove esondazioni. Ci preme rammentare che
ad oggi siamo tornati al 24 dicembre, dato che è stata solo effettuata la riparazione dell’argine. I
rischi sono ancora gli stessi.
Infine nei prossimi giorni ci faremo promotori di una prima iniziativa nei confronti dell’autorità di
bacino del fiume Serchio e della stessa Giunta regionale per richiedere l’inserimento del vincolo di
inedificabilità in tutte le aree agricole che sono state sommerse dalle acque.

MOVISAT
Movimento per la Salute, l’Ambiente e il Territorio
www.movisat.blogspot.com – icittadini@gmail.com