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LETTERA APERTA

A:

Presidente Regione Toscana, Claudio Martini;


Candidato Presidenza Regione Toscana, Enrico Rossi;
Presidente Provincia di Pisa, Andrea Pieroni;
Assessore Provincia di Pisa, Valter Picchi;
Assessore Provincia di Pisa, Giacomo Sanavio;
Assessore Provincia di Pisa, Gabriele Santoni;
Assessore Provincia di Pisa, Graziano Turini;
Sindaco Comune di Vecchiano, Rodolfo Pardini;
Assessore Comune di Vecchiano, Luca Baldoni;
Assessore Comune di Vecchiano, Massimiliano Angori;
Assessore Comune di Vecchiano, Enio Francesco Chicca;
Assessore Comune di Vecchiano, Serena Dilda;
Assessore Comune di Vecchiano, Federico Meini;
Assessore Comune di Vecchiano, Bruno Sermonti;
Presidente Parco San Rossore - Migliarino - Massaciuccoli, Giancarlo Lunardi;
Segretario Generale Autorità di Bacino fiume Serchio, Raffaello Nardi;
Presidente Consorzio di Bonifica Viareggio Massaciuccoli, Fortunato Angelici;

CC:

Capogruppo Comune Vecchiano Lista Insieme per Vecchiano, Massimo Marianetti;


Capogruppo Comune Vecchiano Lista Rinnovamento, Ione Orsini;

Dopo l’evento disastroso che ha interessato drammaticamente centinaia di cittadini del


Comune di Vecchiano e tutto il comparto industriale/artigianale/agricolo piegando,
economicamente e moralmente, numerose imprese, il MoviSAT - Movimento per l’Ambiente, la
Salute e il Territorio, intende portare avanti, senza alcuna remora né timori, la battaglia per la
Tutela del Territorio, affinché nel nostro comune non si debba mai più assistere a sciagure come
quelle che hanno caratterizzato le ultime festività natalizie.
La devastante vicenda che ha coinvolto il nostro comune, fa parte di una realtà tutta italiana;
un Paese trafitto da calamità, da nord a sud, ed usurpato da quello che più di bello possiede:
territorio, paesaggio e tradizioni.
Nell’ultimo ventennio il consumo di territorio in Italia ha assunto proporzioni preoccupanti e
un’estensione depredante. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e
industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi
opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.). Soltanto negli ultimi quindici anni
circa tre milioni di ettari di terreno, equivalenti ad un’intera regione come il Lazio, un tempo agricoli,

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sono stati asfaltati e/o cementificati e questo consumo di suolo, sovente, si è trasformato in puro
spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno
che ha cessato di produrre vera ricchezza.
La cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde
idriche e non reca più alcun beneficio né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.
Non solo; conseguenza di questa politica, sono i sempre più frequenti episodi di dissesto
idrogeologico che pongono a forte rischio la sicurezza e la salute dei cittadini.
Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e
salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari sovente speculativi: un circolo vizioso
che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane.
Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile
come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).
Tutto ciò porta da una parte lo svuotamento di molti centri storici e dall’altra l’aumento di
nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi
e così via all’infinito, con effetti alla lunga, devastanti dando vita a quella che si può definire la “città
continua”.
Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali oggi troviamo immense periferie urbane,
quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.
Ma noi pensiamo che i legislatori e gli amministratori abbiano il dovere di fare scelte diverse e
seguire strade alternative.
Le scelte che proponiamo risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del
risparmio di suolo, alla cosiddetta “crescita zero”, al rispetto della vocazione naturale del territorio e
nella conservazione delle tradizioni che porterebbe ad indirizzare il comparto edile nel
risanamento, valorizzazione e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente con specifico
riferimento agli aspetti della staticità dei fabbricati, del risparmio energetico e del miglioramento del
confort abitativo.
Il tempo degli slogan elettorali è finito: vogliamo fatti concreti e riscontrabili quotidianamente.
Ad oggi il territorio vecchianese, come altri in Italia, resiste e possiamo ancora considerarlo
un’oasi di serena coesistenza tra uomo e natura, grazie anche alle politiche amministrative locali
che, fino ad oggi, hanno preservato questa sorgente naturale (Parco, Mare, Lago, Campagna).
La rottura degli argini del fiume Serchio, che ci tocca da vicino, il terremoto che ha colpito
intere regioni come l’Abruzzo e il Molise, le frane in Calabria (per citare solo alcune tragedie
recenti), impongono una serie di importanti riflessioni e azioni che la macchina amministrativa, di
qualsiasi livello, non può permettersi di prorogare ancora nel tempo.
Nell’ottica di una seria e responsabile prevenzione del nostro territorio, al fine di suggerire
pratiche migliorative agli strumenti legislativi in essere oggi, il MoviSAT chiede agli Enti preposti e
agli Organi di tutela e controllo del territorio, di:

- IInnsseerriirree vviinnccoollii ddii iinneeddiiffiiccaabbiilliittàà iinn ttuutttee llee aarreeee aaggrriiccoollee cchhee ssoonnoo ssttaattee ssoom
mmmeerrssee ddaalllee
aaccqquuee nneeii ccaassii ddii ccaallaam it à e i n ca r att e r is t iche d i f or t
mità e in cara teristiche di forte rischio idrogeologico; e r is c hio idr og e o lo g i co
-- IInntteennssiiffiiccaarree ii m moonniittoorraaggggii ssuulllee ccoonnddiizziioonnii ffiissiicchhee ddeeggllii aarrggiinnii ddeeii ffiiuum
mii ee ddeeii ffoossssii,, llee
mmaannuutteennzziioonnii,, ee ddaarrnnee ppeerriiooddiiccaam meennttee rriissccoonnttrroo aalllee cciittttaaddiinnaannzzee iinntteerreessssaattee m
meeddiiaannttee
iinnccoonnttrrii ppuubbbblliiccii llooccaallii,, iinn m odo t elem a t ic o
modo telematico, etc.); , e t c. ) ;

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Sappiamo che la nostra Regione, da sempre, si è dimostrata sensibile alla cura e alla
conservazione del nostro territorio che include un bellissimo e unico paesaggio e, proprio in virtù di
questo, vediamo positivamente l’adozione di un Piano Paesaggistico che, proprio nei giorni scorsi
ha concluso il suo Town meeting.
Non vorremmo assistere, in un futuro prossimo allo stravolgimento dei principi su cui si basa il
Piano.
Considerare il paesaggio come un bene naturale dinamico anziché immutabile non deve essere
un concetto politichese adattabile ai vari appetiti e non deve giustificare una corsa “al fare senza
pensare”.
Ci sentiamo di dire che la nostra comunità è anche la comunità del Parco (San Rossore –
Migliarino – Massaciuccoli) e ci auguriamo che tale Piano prenda in seria considerazione, e non
escluda, le esperienze e le competenze dei Parchi regionali toscani che molto hanno dato, e daranno,
in una materia delicata come quella paesaggistica.
Non vediamo occasione migliore di questa per augurarci che i soggetti chiamati in causa al
“governo del territorio”, introducano il prima possibile regole/regolamenti come:

- RReeiinnttrroodduuzziioonnee ddeellloo ssppiirriittoo ddeelll’’aarrtt.. 1122 ddeelllaa LLeeggggee 1100//7777 ((LLeeggggee ““BBuuccaalloossssii””)),, eelliim
miinnaattoo
ccoonn iill TTeessttoo UUnniiccoo ddeelll’’eeddiilliizziiaa nn.. 338800//22000011;;
- OObbbblliiggoo ddii aaddoozziioonnee,, ddaa ppaarrttee ddeeggllii EEnnttii ccoom muunnaallii,, ddeeggllii ssttrruum meennttii rreeggoollaattoorrii ((ppiiaannoo
ssttrruuttttuurraallee,, rreeggoollaam
meennttoo uurrbbaanniissttiiccoo ee ppiiaannoo iinntteeggrraattoo ddii iinntteerrvveennttoo)) ccaappaaccii ddii ccoonnsseerrvvaarree ee
vvaalloorriizzzzaarree ee rriiqquuaalliiffiiccaarree iill tteerrrriittoorriioo ee llee rriissoorrssee eessiisstteennttii sseennzzaa nneecceessssaarriiaam
meennttee pprreevveeddeerree
uulltteerriioorrii eessppaannssiioonnii;
- RReeggoollee cchhee iinnddiiccaannoo ccoonn cchhiiaarreezzzzaa,, aa ttuuttttii ii lliivveelllii ee nneelllee ffoorrm mee ddii vvoollttaa iinn vvoollttaa rriitteennuuttee ppiiùù
ooppppoorrttuunnee,, llee m miissuurree ee ggllii iinntteerrvveennttii iiddoonneeii aa m
meetttteerree iinn ssiiccuurreezzzzaa iill tteerrrriittoorriioo iinntteessoo ccoom
mee
cciittttaaddiinnii eedd aattttiivviittàà pprroodduutttiivvee;;
- NNoonn pprroocceeddeerree aa nneessssuunn nnuuoovvoo ppiiaannoo ddii iinnsseeddiiaam meennttii rreessiiddeennzziiaallii ssee nnoonn aattttrraavveerrssoo,, iinn vviiaa
pprriioorriittaarriiaa,, iill rreeccuuppeerroo ddii vvoolluum
mii ggiiàà eessiisstteennttii.

Vogliamo che la Regione Toscana, e gli altri Enti territoriali, procedano ad una modifica
virtuosa degli strumenti normativi in modo da renderli efficaci contro la speculazione edilizia e la
cementificazione.
Siamo cittadini, tutti, e come tali abbiamo il dovere e il diritto di essere responsabili, non fosse
altro perché lo dobbiamo alle future generazioni.

MOVISAT
Movimento per la Salute, l’Ambiente e il Territorio
www.movisat.blogspot.com – icittadini@gmail.com