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COMUNICATO

Ormai nulla più ci sorprende. E’ questa la situazione in cui, volenti o nolenti, portiamo
avanti oggigiorno la nostra storia comune. Non ci sorprende l’inserimento - forzato - del
mega Parco Commerciale (più comunemente denominato IKEA), all’interno di un verbale
d’accordo al Piano Strutturale dell’area Pisana che l’ufficio di Piano Strategico ha
elaborato e posto ai comuni interessati. Non ci sorprende vedere un interesse privato
all’interno di un documento che parla, o dovrebbe parlare, di sole opere pubbliche,
nell’interesse esclusivo dei cittadini. Non ci sorprenderebbe nemmeno se il nostro
Comune, se i nostri amministratori, non fossero stati consultati preventivamente in merito
all’avvio di detto Piano. Tutto questo non ci sorprende perchè, oggi, l’importanza del
rispetto delle regole e del bene comune sono sopraffatti dallo spettro della ridondanza e
dell’ingordigia che si annidano nelle stanze di potere - di qualsiasi colore - e che quasi
tutto tramano tranne raddrizzare l’asticella dell’etica e della trasparenza.
Stracciato il rispetto delle regole, in quanto il progetto proposto da IKEA – CTC è già stato
bocciato dal regolamento regionale sul commercio. Devastato il bene comune, in quanto i
terreni dove si vorrebbe far costruire il centro commerciale, sono agricoli e questo
permetterebbe una gigantesca speculazione edilizia a vantaggio dei soliti furbetti del
quartierino. Il MoviSAT, come abbiamo ricordato più volte, non è contro qualsiasi tentativo
di sviluppo, e quindi creazione di posti di lavoro, ma riteniamo importante e vitale che tale
sviluppo debba nascere dal rispetto del nostro territorio. Caratteristiche che un centro
commerciale di tale portata (oltre 25 ha di superficie) non possiede. Siamo fermamente
convinti che i cittadini sapranno riflettere su questo tentativo di agevolare il privato nel
piano delle opere pubbliche che dovrebbe essere al servizio della collettività. Come
cittadini abbiamo la responsabilità e il diritto di sensibilizzare gli amministratori di qualsiasi
livello, prima di tutto cittadini come noi, che uno sviluppo del “momento” è uno sviluppo
della “fretta”. Devono recuperare i ritardi e i vuoti che hanno creato, perché lì arriva
l’ingordigia e la ridondanza, ma non per questo devono prediligere un’economia globale, a
vantaggio di pochi, a scapito di un’economia locale, a vantaggio di tutti.

Vecchiano, 13 marzo 2010

MOVISAT
Movimento per la Salute, l’Ambiente e il Territorio

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