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Biogas: la sfida della codigestione

Categoria: Energia Alternativa | Scritto da Giovanna Lodato il 18 October 2013.

Dalla produzione casearia l'energia per mille


case. Succede a Covington, dove di recente
stato inaugurato il pi grande impianto di
codigestione a biogas dello Stato di New
York.

L'innovazione
L'impianto di Covington utilizza un motore a
gas Jenbacher di GE per fornire 1,4 Mw di
energia rinnovabile a circa mille abitazioni. Si
tratta della prima centrale a biogas nello Stato
di New York, in grado di trasformare in
energia circa 425 tonnellate al giorno di rifiuti
misti. Si reimpiegano in tal modo deiezioni
animali, scarti delle tante aziende lattierocasearie diffuse nella zona, nonch altri rifiuti
misti. Secondo prime stime il progetto pu
consentire la riduzione di 8.500 tonnellate di
Co2 immesse all'anno in atmosfera. Inoltre si
prevede di produrre circa 17.500 metri cubi di
materiale per lettiere per animali.

La tecnologia
Il sistema si fonda sul trattamento simultaneo
per via anaerobica di due o pi residui organici. La digestione anaerobica innesca una serie di reazioni biochimiche, in assenza di
ossigeno e tramite l'opera di specifici batteri. In particolare la codigestione prevede la digestione contemporanea di liquami, colture
energetiche o scarti organici di varia natura. Principale vantaggio nell'adozione di questa tecnologia dato dall'aumento della produttivit,
in quanto possibile sommare e riutilizzare sia reflui zootecnici che biomasse vegetali. L'Enea - Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e
l'Ambiente riferisce in un rapporto (Report RSE/2009/182) come Nonostante lapplicazione di questo sistema sia agli albori, la letteratura
riporta i vantaggi che talvolta esso offre: effetto di diluizione dei composti tossici; effetti sinergici sugli organismi; migliori rese per unit
volumetrica di digestione; riduzione dei costi di investimento e di esercizio. Ancora l'Enea conferma poi che la codigestione di effluenti
zootecnici con altri scarti organici al fine di aumentare la produzione di biogas pratica standard in Europa ormai da diversi anni. Una
scelta che consente di compensare le variazioni stagionali date dalla massa degli scarti e di mantenere il processo operativo in maniera
costante.

Gli accorgimenti
Naturalmente per ciascuna tipologia di biomassa esistono diverse tecnologie che ottimizzano la conversione energetica chiariscesempre
l'Enea nella nota -. Non tutti gli scarti, una volta raccolti, dovranno convergere allo stesso impianto di trasformazione. Pur se
potenzialmente sono sostanze digeribili, non detto che la loro combinazione ottimizzi il processo. Diversi sono i problemi che possono
sorgere da un impiego maldestro dei materiali: sedimenti nel digestore e accumulo di inerti che porterebbero ad una compromissione
dell'impianto, ma anche formazione di schiume e concentrazione eccessiva di gas tossici, quali l'ammoniaca. Per questo gli esperti
operano un distinguo tra sostanze facilmente degradabili mediante digestione anaerobica (percolati, acque reflue, fanghi, oli, grassi, siero)
e altre, che necessitano di particolari pre?trattamenti. Ad esempio gli scarti di macellazione o sostanze varie ad elevato tenore proteico
hanno bisogno di essere diluiti con effluenti zootecnici liquidi, in quanto possono formare metabolici che vanno a compromettere il
processo.

L'autore: Giovanna Lodato


Web editor. Formazione umanistica alle spalle, ha collaborato con diverse testate on line. Ha scritto di cultura, arte,
musica ma anche di cronaca e politica, fino ad approdare all'ambiente. Da quasi due anni ecologia nonch i temi legati
alla green economy e all'edilizia verde la fanno da padrone nella sua produzione giornalistica.

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