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Settembre

Martedì 30 (Centro) - presentazione del tema dell’anno

Ottobre
Martedì 7 (Ronchi) - preghiera in chiesa
Martedì 14 (Centro) - catechesi
Domenica 12 - pellegrinaggio parrocchiale
Martedì 21 (Centro) - catechesi
Domenica 26 - domenica speciale V elementare
Martedì 28 (Centro) - MARTEDÌ “A SCELTA”

Novembre
Martedì 4 (Centro) - catechesi
Martedì 11 (Centro) - catechesi
Domenica 16 - inizio Avvento e domenica speciale I media
Martedì 18 (Sciarè) – meeting sul servizio
Domenica 23 - ritiro adolescenti
Martedì 25 (Sciaré) - “martedì missionario”
Domenica 30 - domenica speciale IV elementare

Dicembre

Martedì 2 (Sciarè) – MARTEDÌ “A SCELTA”


Martedì 9 (Sciarè) – preparazione festa
Domenica 14 - domenica speciale
III elementare
Martedì 16 (Sciarè) - Confessioni
Domenica 21- Raccolta viveri per missioni
Martedì 23 (Sciarè) - Festa di Natale adolescenti e 18-19venni

Gennaio

Martedì 13 (Arnate) - incontro/testimonianza


Domenica 18 - domenica speciale V elementare
Martedì 20 (Centro) - MARTEDÌ “A SCELTA”
Martedì 27 (Centro) - catechesi
Febbraio

Martedì 3 (Centro) - catechesi


Domenica 8 - domenica speciale I media
Martedì 10 (Centro) - catechesi
Domenica 15 - domenica speciale III elementare
Martedì 17 (Arnate) - incontro / testimonianza
Martedì 24 (Centro) - MARTEDÌ “A SCELTA”

Marzo

Domenica 1 - Inizio Quaresima


Martedì 3 (Ronchi) - preghiera in chiesa
Domenica 8 - domenica speciale IV elementare
Martedì 10 (Centro) - catechesi
Martedì 17 (Centro) - catechesi
Martedì 21 (Centro) - lavori per la Briciola di Pace
Domenica 29 - Briciola di Pace
Martedì 31 (Sciarè) - preparazione alla Confessione

Aprile

Domenica 5 - Domenica delle Palme


Martedì 7 (Sciarè) - Confessioni
Giovedì 9 - Govedì Santo e Raccolta viveri
Domenica 12 - Pasqua
Martedì 14 - Vacanza
Martedì 21 (Centro) - catechesi
Martedì 28 (Centro) - catechesi

Maggio

Martedì 5 (Centro) - MARTEDÌ “A SCELTA”


Domenica 10 - domenica speciale IV elementare
Martedì 12 (Ronchi) - preghiera in chiesa
Martedì 19 (nei tre oratori) - oratorio feriale
Martedì 26 (nei tre oratori) - oratorio feriale
Domenica 31 - domenica speciale III elementare

Giugno

Martedì 2 - Vacanza e San Siro cresimandi


Gli Incontri… Martedì 30 settembre

CATECHESI ADOLESCENTI
2OO8/ O9
Comunità Pastorale S. Cristoforo

Tema dell’anno: In cammino con gli altri

 Agli inizi del nostro cammino desideriamo


interrogarci sul senso della presenza dell'altro per la
nostra vita.

 Che cosa c'entrano gli altri con me, con la mia vita?
Perché mi riguardano? Perché, poi, insieme,
dovremmo occuparcene? ...
Chi è l'altro?

Gli altri per me sono: Un peso?


A)INDISPENSABILI
B) ININFLUENTI
C) SIMPATICI
Un bene?
D)AMICI
E) GIUDICI Una risorsa?
F) …

Arcipelago

Gruppo di isole vicine le une alle


altre, situate nello stesso mare e con
uguali caratteristiche morfologiche.
Isola

Tratto di terra emersa circondato


da ogni parte dalle acque
dell’oceano, mare, lago, fiume
ma…

..anche territorio che rimane


come staccato dai circostanti per
le sue peculiari caratteristiche.

Isola

Tratto di terra emersa circondato


da ogni parte dalle acque
dell’oceano, mare, lago, fiume
ma…

..anche territorio che rimane


come staccato dai circostanti per
le sue peculiari caratteristiche.
Nessun uomo è un’isola..

… L’UOMO È RELAZIONE!

La pianta della vita non cresce nella


solitudine di un deserto.
Vivere con gli altri non è un fatto che si può
ignorare o rifiutare con una semplice
decisione: fa parte dell’essere uomini.
VE LA RICORDATE LA
STORIA DI ROBINSON
CRUSOE, VERO?

L’ideale quindi di Robinson Crusoe - abitare da soli il mondo quasi fosse un'isola tutta
per sé, priva di intrusi (salvo naturalmente scoprire in essa il solito Venerdì che,
appunto, mi serve - l'altro al mio servizio) - non regge.

L’altro…

L’Altro

accoglienza

Missione e
conflitto servizio

Amicizia e
affettività
 L’altro, allora, chiunque sia, è di casa in me; e io,
volendolo o meno, sono di casa negli altri, influenzo
la loro vita, sempre; in bene o in male, a seconda
delle relazioni che ciascuno, con e di fronte all'altro,
sa porre in essere.

Di propriamente mio c'è ...


soltanto una parte di me,
quella che corrisponde all'agire che effettivamente
dipende da me, di cui sono responsabile.
Ma gran parte di quello che sono proviene da altri, e
la maggior parte del mio agire per gli altri non è che
un ... "restituire" qualcosa del molto che abbiamo
ricevuto, di cui siamo tutti debitori.
 Dire: «io mi sono fatto da solo» non ha davvero
senso; senza gli altri, semplicemente non saresti.

?
…Ne sei davvero convinto, però ?

Martedì 7 0ttobre 2008


Canto iniziale

Cerchi un sorriso negli occhi degli uomini,


sogni avventure che il tempo porta con sé
danzi da sempre la gioia di vivere
hai conosciuto l’uomo che ti ha parlato di un tesoro.

E quel tesoro sai cos’è, è la tua vita nell’amore


è la gioia di chi annuncia l’uomo che tornerà
e allora sciogli i tuoi piedi e va’
tendi le mani e va’ dove vita è davvero.

Vivi nel mondo la storia degli uomini


apri il tuo cuore a chi nel mondo ha chiesto di te
chiedi emozioni che corrano libere
ed hai creduto all’uomo che ti ha parlato di un tesoro.

Canti la pace nei gesti degli uomini


offri speranza a chi da tempo domanda un perché.
Vivi l’attesa del dono che libera
ed hai amato l’uomo che ti ha parlato di un tesoro.

Dal Vangelo di Matteo (cap. 25)

14Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio,


chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
15A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno,
a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
16Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli
e ne guadagnò altri cinque.
17Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
18Colui invece che aveva ricevuto un solo talento,
andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò,


e volle regolare i conti con loro.
20Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi
hai consegnato cinque talenti;
ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
21Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone,
sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto;
prendi parte alla gioia del tuo padrone.
22Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse:
Signore, mi hai consegnato due talenti;
vedi, ne ho guadagnati altri due.
23Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone,
sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto;
prendi parte alla gioia del tuo padrone.

24Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse:


Signore, so che sei un uomo duro,
che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
25per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
26Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infedele (pauroso),
sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
27avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così,
ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.
28Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.

29Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza;


ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
30E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre;
là sarà pianto e stridore di denti.

Per riflettere

“La causa del fallimento è la falsa immagine che abbiamo del Signore. Se lo riteniamo
cattivo ed esigente, il nostro rapporto con Lui non è di amore, ma legalistico, pauroso e
sterile”.

“Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo denaro: ti rendo quanto mi hai dato”.
Anche noi che ascoltiamo siamo tentai di dare ragione al servo e ingiusta invece la
pretesa del padrone.
Ma è sbagliato.
La parabola vuole farci cambiare prospettiva: non più quella deprimente di chi obbedisce
per paura, ma la prospettiva dell’amore che è senza calcoli (non si limita a riconsegnare
ciò che ha ricevuto) ma anche senza paura.
Il servo della parabola è come rimasto paralizzato dalla paura ...

Concedimi o Signore di stare alla tua presenza


e di adorarti nel profondo del mio cuore.
Aiutami a fare silenzio
intorno a me e dentro di me
in modo da poter meglio ascoltare la tua voce.
Ispira tu i miei pensieri, desideri, sentimenti;
fortifica la mia volontà,
affinché possa cercare sempre ciò che è più gradito a te.
Rendimi libero dalle paure
e capace di disponibilità alla tua volontà.
Spirito Santo dono del Padre
crea in me un cuore nuovo
capace di amare Cristo e i fratelli,
libero per potersi donare senza riserve
seguendo Cristo umile e povero.
Maria, Regina, madre di Gesù e madre della Chiesa
modello di disponibilità alla voce di Dio
aiuta la nostra preghiera con la tua preghiera.
Amen.

Per pregare

· Il volto di Dio che conosco mi rassicura, conforta e incoraggia oppure mi fa paura?


Chiedo che il Signore mi illumini

· Quali caratteristiche di Dio mi piacciono? Ringrazio.

· Vivo la mia fede con sensi di colpa (“se non vado a Messa non mi sento a posto”) oppure
sono contento di poter rispondere con gioia a Dio? Chiedo aiuto

· Ho delle paure che mi bloccano? Quali sono? Dio mi può liberare da queste paure?
Come? Mi affido a Lui

Martedì 14 ottobre

Anche se fa parte dell’essere uomini e non è possibile


ignorarlo, questo tema non è scontato:
dalla buona o dalla cattiva relazione con gli altri dipende la
riuscita o meno della mia vita: la quotidiana frequentazione
degli altri è sempre fonte di entusiasmi o di tristezze, di gioia
o di arrabbiature, di amore o di odio …
E’ quindi essenziale parlarne…

Il Vangelo, per esempio, ci dice che dalla relazione con gli


altri o con l’Altro dipende la nostra salvezza…

Dal Vangelo di Matteo (cap. 25)

31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul
trono della sua gloria.
32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il
pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla
sinistra.
34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da
bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete
visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo
visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti
abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 46E se ne andranno […] i
giusti alla vita eterna”.

Proviamo a ragionare insieme:

➢ Qual è il motivo dell’importanza degli altri per la mia vita? Prova a ragionare su queste
frasi:

La vita di ciascuno, le decisioni che si prendono


lasciano traccia di sé nella vita degli altri…

Se la presenza degli altri è così


essenziale alla vita e alla crescita,
non è possibile fare progetti solo per se stessi,
rifiutando o dimenticando il mondo intorno a noi”.

Il corpo, nei gesti che manifestano le intenzioni,


nelle parole che esprimono i pensieri,
ci espone sempre agli altri, ci fa comunicare con loro.
Udire e vedere il mondo degli uomini, dei fatti, delle cose suscita in noi reazioni, scelte,
decisioni.
La vita cresce o è mortificata
attraverso questa rete sottile, ma resistente, di legami
che si intrecciano giorno dopo giorno.
Dalla loro qualità
dipende la mia felicità.

➢ Qual è allora la conseguenza di tutto questo?


In oratorio…
In famiglia…
Con gli amici…

Martedì 21 Ottobre 2008

1. Riflettiamo ancora…

«Non riflettiamo se non di rado su quanto siamo effettivamente costituiti dagli altri; non
soltanto nel momento originario di ciascuno, il nostro essere generati da altri alla vita (Ì
nostri genitori, appunto; la nostra persona esiste perché frutto di una scelta altrui, non
da sé...), e tutto quanto accompagna il nostro vissuto e ha permesso il nostro crescere
(educazione, cura della nostra salute, della nostra crescita intellettuale, etica, affettiva
ecc.). Ma, ben più, senza gli altri, anche la realtà più profonda di noi stessi, la nostra
coscienza, con la maggior parte dei suoi giudizi, valori ecc. non sarebbe così... ricca e
articolata. Ci avevi mai pensato? Quando uno dice: «questo è ciò che penso io, il mio
parere, la mia valutazione, il mio giudizio» nella maggior parte dei casi, senza escludere
evidentemente l'apporto della propria rielaborazione personale, ripropone quanto ha
acquisito da altri e ha apprezzato, facendolo entrare nel proprio... patrimonio di valori
personale. Senza gli altri, la coscienza sarebbe espressione assai debole di un "io" che,
privo di confronti, non sarebbe potuto veramente crescere. Quante volte soltanto nel
dialogo, di fronte a un altro, ho potuto approfondire conoscenze, valori; ho potuto
comprendere meglio "chi è l'altro" e, al tempo stesso, "chi sono io". Perché nell'altro mi
specchio, mi riconosco e l'altro si rispecchia inevitabilmente in me, è aiutato a
conoscersi.
L'altro, allora, chiunque sia, è di casa in me; e io, volendolo o meno, sono dì casa negli
altri, influenzo la loro vita, sempre; in bene o in male, a seconda delle relazioni che
ciascuno, con e di fronte all'altro, sa porre in essere. Di propriamente mio c'è... soltanto
una parte di me, quella che corrisponde all'agire che effettivamente dipende da me, di cui
sono responsabile. Ma gran parte di quello che sono proviene da altri, e la maggior parte
del mio agire per gli altri non è che un... "restituire" qualcosa del molto che abbiamo
ricevuto, di cui siamo tutti debitori. Dire: «io mi sono fatto da solo» non ha davvero senso;
senza gli altri, semplicemente non saresti. Ne sei davvero convinto?»

2. L’altro:
un “ostacolo”, una “possibilità” o un “mezzo”…!?

Degli altri, lo abbiamo capito, non possiamo farne a meno, dipendiamo e influiamo
inevitabilmente sulle esistenze di chi ci circonda.
Tutti abbiamo sperimentato, però, che non tutte le persone sono uguali e noi, ben presto,
abbiamo imparato a distinguerle bene: da una parte i nostri amici, dall’altra i nostri
nemici (avversari, concorrenti,…), dall’altra parte ancora persone che “ci fanno
comodo”.

Prova ora a fare l’”identikit” del “nemico ideale”, quello dell’“amico ideale”, o quello da
“sfruttare”:

 prova a discutere i criteri che ti muovono a fare queste scelte

 prova pensare quale ideale umano muove a elaborare quei criteri

 …e se gli uomini fossero per me tutti una “possibilità” invece che soltanto
“qualcuno”?

Martedì 28 Ottobre – MARTEDÌ “A SCELTA”

Martedì 4 Novembre 2008

Abbiamo visto la scorsa volta come le nostre relazioni con le altre persone siano spesso
caratterizzate da giudizi superficiali, dalle apparenze, magari da convenienze … Gli altri
vengono considerati a volte come ostacoli alla vita piuttosto che come occasione buona
per noi …
Il Signore Gesù ha da proporci una “via” particolare, anche se impegnativa:

Dal Vangelo di Luca (cap. 10)


25
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per
ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi
leggi?». 27Costui rispose: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la
tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te
stesso». 28E Gesù: «Hai risposto bene; fà questo e vivrai».

Nel Vangelo emergono “3 comandamenti”:


1) amore per Dio
2) amore per il prossimo
3) amore per se stessi

I 3 comandamenti sono tutti e 3 indispensabili: se soltanto ne tolgo 1 anche gli altri non
possono essere:

DIO

ALTRI SE STESSO

Prima domanda per la discussione:


Come metteresti in relazione i tre elementi dell’amore?
Riesci in qualche modo a collegarli e a capire come non può mancare nessuno di questi
aspetti?

Noi però vogliamo soffermarci sull’amore verso se stessi che ci pare essere quell’aspetto
meno considerato ma forse il più delicato e importante:

TESI:
se uno non ama se stesso sembra impossibile che possa voler bene agli altri e a Dio

Che cosa vuol dire secondo te “amare se stessi”? Qual è la differenza tra “amare se
stessi”, “egoismo”, “narcisismo”?

Uno potrebbe pensare che amare “se stesso” significhi una sorta di egoismo. Oppure uno
pensa che l’amore per se stessi escluda l’amore per per gli altri.

Evidentemente l’amore per se stessi non è l’egoismo. Amare se stessi significa

1) accettarsi,
2)prendersi cura di sé.

Accettarsi significa invece essere consapevole del valore della mia persona,sentirsi quindi
persone amabili, avere quindi meno paura degli altri, incontrare gli altri in quanto persone e
non in quanto giudici, … alla fine incontrare gli altri e voler sinceramente bene.

Allora posso amare …!

• Solo se mi accetto posso accettare gli altri …

• Solo se mi voglio bene così come sono e mi prendo cura di me stesso


posso volerne agli altri senza essere invidioso!
posso liberarmi dalle paure che mi impediscono di stare con gli altri e di offrirmi a loro!
posso considerare gli altri come amici e non come nemici che mi rinfacciano in
continuazione il mio limite!

Una domanda in sospeso …

Come faccio ad accettarmi e a prendermi cura di me stesso?


Può centrare Dio in tutto questo? Dio mi può aiutare ad accettarmi? Come?

Martedì 11 Novembre

– Quali sono quelle cose che mi fanno sentire più in colpa?


– Si può poi porre la domanda: è giusto sentirsi in colpa?

TESI:
Il senso del peccato (che ha a che fare con Dio)
è qualcosa che mi aiuta;
il senso di colpa mi distrugge e non mi conduce
a “volermi bene”
come dice il Vangelo (“ama Dio e il prossimo come te stesso”)

Infatti:
– Il senso di colpa ha come radice una visione sbagliata di sé: io sono solamente o
molto “cattivo” … Questo non è mai giusto.

Dal Vangelo di Giovanni (cap. 8)

1Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e
tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3Allora gli scribi e i farisei
gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4gli dicono:
“Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci
ha comandato di lapidare donne come questa1. Tu che ne dici?”. 6Questo dicevano per
metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere
col dito per terra. 7E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi
di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. 8E chinatosi di nuovo,
scriveva per terra. 9Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai
più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna,
dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. 11Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù
le disse: “Neanch’ io ti condanno2; và e d’ora in poi non peccare più3”.
Dio quindi è fondamentale per la mia persona perché con il suo amore guarisce
l’immagine falsa che ho di me, mi restituisce alla dignità di persona che può e deve
essere amata. Tutto questo senza ignorare i miei errori e i miei sbagli: solo che al posto di
condannarmi (vedi vangelo v. 5) mi ama, mi fa capire che anche se c’è comunque una
distanza tra il suo amore e la mia capacità di amare (distanza = peccato) questo non mi
rende inaccettabile o indegno. Anzi sentendomi amato da Dio riesco a volermi bene e
quindi a voler bene agli altri.
1Che significa: questa donna non deve esistere, non si merita alcuna stima, non è accettabile, non
può che essere così e quindi non cambierà mai: giudizio che gli altri hanno e che a volte abbiamo
anche noi nei confronti di noi stessi.
2Dio non condanna: sa che sbagliamo, che siamo fragili. Lui però sa fare una distinzione
fondamentale: tu sbagli ma non sei uno sbaglio, io ti voglio bene anche se quello che hai fatto non
ti fa bene. Lui sa distinguere il peccato dal peccatore per cui il peccatore, per Dio, è sempre e
comunque amabile. E il peccato non è una offesa a Dio, ma qualcosa che non mi fa bene, non mi
fa essere pienamente me stesso: infatti quando sono pienamente me stesso sono “cosa molto
buona” (vedi Genesi 1,31)
3Dio non ignora il peccato, il suo “amarci comunque” non è ingenuo.
Martedì 18 Novembre

“meeting sul servizio.”- si è discusso su quanto sia importante per un ragazzo prendersi
un impegno in ambito caritativo.

Domenica 23 Novembre
- ritiro adolescenti

14
E quando egli venne4 presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi
che discutevano5 con loro. 15 Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a
salutarlo6. 16 Ed egli li interrogò: "Di che cosa discutete con loro?". 7

17
Gli rispose uno della folla: "Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno
spirito muto8. 18 Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si
irrigidisce9. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti10". 19 Egli allora
in risposta, disse loro: "O generazione incredula! Fino a quando11 starò con voi? Fino a
quando dovrò sopportarvi12? Portatelo da me". 20 E glielo portarono.

Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo13 ed egli, caduto a terra, si
rotolava spumando. 21 Gesù interrogò il padre: "Da quanto tempo14 gli accade questo?".
Ed egli rispose: "Dall`infanzia15; 22 anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e
nell`acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa16, abbi misericordia17 di noi e aiutaci". 23
Gesù gli disse: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede18". 24 Il padre del fanciullo

4Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni che scendono dal monte dopo la Trasfigurazione.
5Discutevano dell’incapacità dei discepoli di operare guarigioni. Occasione da parte degli avversari
per mettere in discussione la persona di Gesù.
6La sua persona desta comunque ammirazione, primo passo verso la fede.
7Gesù desidera che noi riconosciamo ed esprimiamo a lui che cosa ci sta a cuore; è importante
sapere cosa vogliamo noi per giungere a capire ciò che vuole lui.
8L’uomo è fatto per dialogare con Dio. Il mutismo è la manifestazione visibile del fallimento
dell’uomo che per inganno di satana è rimasto sordo a Dio che gli dice il suo amore e di
conseguenza non può rispondere con altrettanto amore
9Epilessia, malattia considerata sacra a causa della grandezza della sofferenza
10Si sottolinea l’impotenza e l’incapacità dei discepoli di fronte alla malattia, perché sono
anch’essi afflitti da un male: l’incredulità.
11Nell’AT, il lamento tipico del profeta di fronte all’incredulità del popolo, era seguito da una
minaccia. Invece qui Gesù decide comunque di prendersi cura del ragazzo.
12L’incredulità dell’uomo è una sofferenza insopportabile per Dio: lui ci ama e quindi soffre per noi
quando noi, lontani da lui, percorriamo le strade che ci fanno male.
13Alla presenza di Gesù le resistenze del male si scatenano. Prima restavano sopite, perché
dominavano incontrastate. Il male si manifesta tale davanti al bene. Solo la luce fa capire che la
tenebra ne è la mancanza, e l’occhio, pur fatto per essa, all’inizio soffre e se ne difende.
14Sottolinea la gravità della situazione.
15Questo male c’è dall’infanzia; ma non dalla nascita. L’uomo infatti fu creato ad immagine di Dio.
Solo dopo lo spirito muto si impadronì di lui. È importante sapere che il male non è la realtà
prima: noi siamo stati fatti/creati buoni. Diversamente non si può neanche desiderare il bene.
16Il padre non è ancora arrivato alla fede vera.
17È la preghiera fondamentale dell’uomo, che è bisogno (aiutaci), e bisogno di amore gratuito
(abbi misericordia). A questa preghiera corrisponde la realtà di Dio, la cui essenza è vita, e la cui
vita è misericordia.
18Per chi crede nulla è impossibile, perché è con Dio, presso il quale tutto è possibile. Scontato
che lui lo voglia, tutto dipende dalla mia fede. Questa è onnipotente perché accoglie la forza di Dio
che viene in mio aiuto e ha compassione di me. Ma come può avere fede chi non ce l’ha?
rispose ad alta voce: "Credo, aiutami19 nella mia incredulità20".

Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: "Spirito
25

muto e sordo, io te l`ordino, esci da lui e non vi rientrare più".

26
E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì21. E il fanciullo diventò come morto,
sicché molti dicevano: "E` morto". 27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli risorse.

28
Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: "Perché noi non abbiamo
potuto scacciarlo?". 29 Ed egli disse loro: "Questa specie di demòni non si può scacciare
in alcun modo, se non con la preghiera22".

Per riflettere

– Quale volto di Dio emerge da questo brano di Vangelo?


– Quali caratteristiche dell’uomo vengono sottolineate?
– Che cosa ci suggerisce di domandare a Dio questo brano?

Aiutami nella mia incredulità- riflessione personale

1. Che cosa piace di più a te di Dio così come viene descritto nel Vangelo?
Che cosa mi piacerebbe che Dio facesse/fosse per rendersi più credibile?
2. Mi sento anch’io un po’ “malato”? Da che cosa mi piacerebbe essere guarito?
Quali sono le difficoltà fondamentali della mia fede? Quali i motivi della mia
incredulità?
3. Che cosa desidero per la mia persona? Al Signore che viene a noi in questo
Avvento-Natale che cosa chiediamo per la nostra persona?

Preghiamo con un salmo (salmo 26)

Il Signore è mia luce e mia salvezza, sono essi, avversari e nemici,


di chi avrò paura? a inciampare e cadere.
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore? 3
Se contro di me si accampa un esercito,
2
Quando mi assalgono i malvagi il mio cuore non teme;
per straziarmi la carne, se contro di me divampa la battaglia,
19Il padre sembra contraddirsi: crede o è incredulo? Quest’uomo crede che Gesù è tanto potente
da aiutarlo in tutto, anche a superare l’incredulità. Chiede la fede, e la chiede con sicurezza,
fondandosi non sulla propria fede, che non c’è, ma sulla sua fedeltà. Fa appello alla sua
misericordia, che viene in aiuto dei nostri bisogni, e in particolare al nostro bisogno più profondo,
che è quello di affidarci a lui. La fede è il dono per eccellenza, che ci libera dal demonio sordo e
muto, restituendoci alla nostra vita di figli.
20Nell’incontro con Gesù il padre comprende la sua vera condizione dinanzi a Dio. Riconoscendosi
per quello che è (cioè un incredulo) il padre mostra a Gesù la sua disperazione indicando che
anche lui, come suo figlio, dipende unicamente e radicalmente dalla misericordia di Gesù. La sua
incredulità ha bisogno d’aiuto.
21Pur tormentando la sua vittima e ostentando il suo potere, il Male non può opporsi all’ordine del
Signore, suo vincitore, che libera comunque il ragazzo.
22È la preghiera del padre, che ognuno deve fare per ottenere la fede. Questa ci rende uomini,
ossia figli di Dio, capaci di ascoltarlo e di rispondergli. “non avete, perché non chiedete; chiedete e
non ottenete, perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri”(Gc 4,2b s).in realtà noi non
sappiamo neanche che cosa chiedere (Rm 8,26). Ora invece sappiamo cosa chiedere e come
chiedere: chiediamo la fede, e la chiediamo appoggiandoci sulla fedeltà a noi.
anche allora ho fiducia. 9
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
4
Una cosa ho chiesto al Signore, Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
questa sola io cerco: non abbandonarmi, Dio della mia
abitare nella casa del Signore salvezza.
tutti i giorni della mia vita, 10
Mio padre e mia madre mi hanno
per gustare la dolcezza del Signore abbandonato,
ed ammirare il suo santuario. ma il Signore mi ha raccolto.

5
Egli mi offre un luogo di rifugio 11
Mostrami, Signore, la tua via,
nel giorno della sventura. guidami sul retto cammino,
Mi nasconde nel segreto della sua dimora, a causa dei miei nemici.
mi solleva sulla rupe.
6
E ora rialzo la testa 12
Non espormi alla brama dei miei
sui nemici che mi circondano; avversari;
immolerò nella sua casa sacrifici contro di me sono insorti falsi testimoni
d`esultanza, che spirano violenza.
inni di gioia canterò al Signore. 13
Sono certo di contemplare la bontà del
Signore
7
Ascolta, Signore, la mia voce. nella terra dei viventi.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. 14
Spera nel Signore, sii forte,
8
Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo si rinfranchi il tuo cuore e spera nel
volto"; Signore.
il tuo volto, Signore, io cerco.

– Testimonianza di un seminarista e conclusione coi Vespri

Martedì 25 Novembre

- “martedì missionario” – visione di un filmato che ci ha presentato l’intervento caritativo


per l’avvento di quest’anno, ovvero il progetto “asili in foresta”, la costruzione di asili nei
villaggi in modo da rendere a più bambini possibile l’accesso a queste strutture.

Rassegna stampa – Mozambico

Il processo di pace e il ruolo della


Comunità di Sant'Egidio
Nella comprensione che la Comunità di Sant'Egidio progressivamente matura sul mondo,
conflitto e povertà sono sempre più intimamente legati.
Guerra é la "madre di tutte le povertà", distruttrice dell'impegno Umanitario per il futuro
di interi popoli, guerra civile in cui i membri di uno stesso popolo non si riconoscono più
come fratelli.

La guerra è anche assenza di ogni giustizia, come si vede in tanti paesi dove il conflitto
rende
impossibile la difesa dei più basilari diritti umani,come nell'America Latina e in Africa. Le
popolazioni civili sono le prime vittime del conflitto, schiacciate nella tenaglia degli
opposti schieramenti. Tra i civili i più
colpiti sono i poveri, i senza mezzi che nessuno difende, spesso vittime della violenza di
entrambe le parti. In paesi e terre sconvolti da tali avvenimenti, non è possibile alcun
sviluppo mentre la giustizia risulta asservita alla logica della violenza.

ll dramma dei bambini soldato


Hanno l'età in cui i bambini occidentali abbandonano i cartoni animati per passare ai
videogiochi delle guerre stellari, quelle "megagalattiche", per usare un loro ricorrente
linguaggio. L' infanzia
Invece viene rubata ogni giorno ai bambini asiatici, africani, latinoamericani.
A sette, dieci, dodici anni, la loro guerra non è un gioco, gioco, non è virtuale,
è quella vera,terribile, lastricata di odio, morte, sangue, atrocità. Bambini senza ricordi,
con gli
sguardi vuoti, o allucinati dalle droghe. Sono i baby-soldato. Un fenomeno da anni in
inarrestabile
espansione. Sono trecentomila: un esercito armato di kalashnikov, Ak47o di fucili
d'assalto americani M16, leggeri da caricare e maneggiare come armi giocattolo. Utilizzati
in sessanta paesi, da eserciti regolari, guerriglia, ribelli, milizie.
Impegnati in interminabili guerre etniche, religiose, regionali. Sono bambini e ragazzi al
di sotto dei
18 anni, costretti spesso con la forza, talvolta con false promesse,a lasciare la vita
normale per cominciare ad adoperare un fucile mitragliatore.
E ci sono anche le bambine soldato. Smentendo così il luogo comune che vuole i
maschietti amanti della guerra. In alcuni casi come in Salvador, Uganda, Etiopia, le
ragazze costituiscono un terzo dei minori che combattono nei conflitti armati.
Baby soldati il più delle volte utilizzati come carne da cannone: mandati avanti sui campi
minati, per aprire la strada all'esercito.
Prima dell'azione militare, li eccitano riempiendoli di droga. Cocaina, anfetamine o
polvere da sparo mischiata con riso, succo di canna da zucchero o hashish. I loro
addestramenti sono crudeli, perché crudeli devono essere le loro missioni. Molti erano
rapiti durante le razzie nei villaggi, e poi addestrati all'uso delle armi e della violenza. E
ancora una volta anche in questo caso è I'Africa a detenere il primato.

Naftal è nato nel Mozambico. Ha 17 anni. E'stato rapito quando di anni ne aveva undici.
In questo povero paese dell'Africa nera, ex colonia portoghese, la lunga guerra civile era
ancora in corso e, lui- era il periodo di Natale- aveva pensato di andare a fare visita ad
alcuni parenti assieme alla famiglia. I guerriglieri della Renamo arrivarono al villaggio,
ammazzarono decine di persone, ne rapirono altre. Camminò per due giorni con un sacco
di granturco da 25 chili sulle spalle.
Per due anni, Naftal sparò con il suo Ak47. «Se non lo avessi fatto, loro avrebbero sparato
a me» . E' una delle tante drammatiche testimonianze raccolte dall'Unicef, Naftal ha
combattuto per due anni, prima di essere colpito da un proiettile a una gamba.
Oggi non è solo un ex ma anche un sopravvissuto di quella carneficina che sono i
conflitti armati : nell'ultima decade sono stati uccisi oltre due milioni di bambini e
ragazzi al di sotto dei 18 anni, secondo i dati dell'Onu.

Martedì 2 Dicembre– MARTEDÌ “A SCELTA”


Martedì 9 Dicembre– preparazione festa “di beneficenza”
Martedì 16 Dicembre - Confessioni

27-30 Dicembre – Vacanze in Germania

Martedì 13 Gennaio

Incontro- testimonianza ad Arnate con il calciatore Marco Parolo

Martedì 20 Gennaio – MARTEDÌ “A SCELTA”

Martedì 27 Gennaio

Oggi parliamo di Amicizia. Parlarne è abbastanza rischioso, perché sarebbe facile cadere
nelle solite banalità e luoghi comuni. Ci interessa capire cosa ci passa per la testa…
brainstorming sull’ AMICIZIA.)
“Principi” dell’amicizia:
Dal nostro lavoro è emerso ciò che dovrebbe stare alla base di un rapporto d’amicizia.

Libertà di scelta
• Non si basa su ruoli o criteri esterni alla relazione di amicizia stessa ( è
decisamente meno problematico cambiare collega di lavoro o un compagno di
banco che il tuo migliore amico/a)
• L’amicizia può nascere tra persone che ricoprono un ruolo simile (studente,
collega) ma questo è semplicemente secondario al rapporto.
Fiducia
• Nasce un rapporto di intimità: Ho fiducia che…
1. L’altro sia onesto con me, cerchi mostrarsi il più possibile per quello che è,
senza maschere.
2. L’altro custodisca ciò che gli rivelo di me, e non riveli le mie confidenze ad altri
senza il mio permesso.
Reciprocità
• Entrambi gli attori considerano la loro, una relazione di Amicizia.
• I servizi/vantaggi che eventualmente ci scambiamo l’un altro sono un risultato
della nostra amicizia non il fine. “Sono tuo amico non perché mi interessa quello
che faresti per me ma perché mi piaci.”
Dando uno sguardo a ciò che non rientra in tutto questo, possiamo individuare alcuni
modi di stare insieme che simulano l’Amicizia, ma in realtà sono altro…

ATTENZIONE: è vera amicizia? (provare a far emergere i vari tipi di amicizia)

L’AMICIZIA-CONTENITORE:
è quella di 2 amici (o di 2 amiche) dei quali uno parla sempre e l’altro serve da recipiente
nel quale il 1° amico può mettere tutte le parole che vuole...
L’AMICIZIA-SUPERATTACK:
è quella di 2 amici (o di 2 amiche) dei quali uno è sempre incollato all'altro in maniera
appiccicosa, proprio come la marmellata. Quell’amico che sta sempre incollato non sa
stare in piedi con le proprie gambe...
AMICIZIA-“ESCLUSIVA”:
è quella dl 2 amici (o di 2 amiche) che vogliono stare insieme solo loro due e facilmente si
appartano. Sono preoccupati del loro rapporto d’amicizia e si vietano dl avere altri
amici...
AMICIZIA-BRANCO:
Il “branco” è la versione distorta del “gruppo”. é possibile appartenere solo se ci si veste
in un certo modo, o se si parla in un certo modo, si fanno certe cose... altrimenti si é
fuori del branco. Dentro il branco ognuno paga l’alto prezzo dl perdere la propria
originalità e la propria intelligenza pur di appartenervi.
A questo punto Ci interessa capire se la nostra fede
(traduci: Amicizia con Dio) c’entra in tutto questo.
Nelle relazioni d’amicizia Dio è coinvolto? Quando?

Martedì 3 Febbraio
gruppo

Cosa significa per te appartenere ad un gruppo di amici?


(Gli adolescenti dovranno rispondere su un foglio in forma anonima. In seguito saranno
letti ed attaccati su un cartellone).
Da leggere come provocazione …
"Da un po' di tempo, frequento un gruppo di amici e di amiche che, se lo sapessero i miei
genitori, mi legherebbero - come dice mio padre - ad una gamba del tavolino per non
farmi più uscire. Non è che facciano niente di male, ma se ne infischiano completamente
della chiesa e della scuola, parlano sempre di sesso in modo pesante, trovano gusto a dar
fastidio a chi non si può difendere, fanno gli svelti a fumare, a bere e - forse lo dicono
solo per sembrare più grandi - bazzicano anche con gli spinelli.
Vorrei andarmene, ma, non so perché, non ci riesco. Mi sembrano più liberi, più furbi,
più maturi di me. A me hanno messo in testa che certe cose sono buone e altre cattive,
questi invece fanno tutto quello che gli va di fare e che gli salta in testa. Ma non è più
bello così? Sbaglio a non lasciarli perdere?".
Gli amici sono fondamentali. Però bisogna stare attenti perché essi possono diventare
una seconda "mamma" che ti prende in braccio e ti porta dove vuole. In questo caso il
gruppo di amici è pericoloso perché non aiuta veramente a crescere, ma soltanto a
travestirsi da cresciuti. Allora bisogna prendere il coraggio a due mani e filarsela.

✔ E’ indispensabile per te un gruppo di amici? Perché secondo te è importante? A cosa


ti serve il gruppo?
✔ A quali condizioni, secondo te, un gruppo è “buono”? A quali è “cattivo”? Se è cattivo
sapresti prenderne le distanze?
✔ Hai mai provato a sentire disagio in un gruppo ? Quando?
✔ I gruppi di amici che frequenti ti aiutano nel tuo cammino di fede oppure ti accorgi
che a volte sono un inciampo? E se lo sono che cosa fai?
✔ Ti senti di appartenere al gruppo in oratorio.
✔ Avere obiettivi in comune rinsalda un gruppo. Quali dovrebbero essere gli obiettivi
comini per il gruppo in oratorio.
✔ Il gruppo dovrebbe tenere lontano il pericolo della solitudine: ti è mai capitato di
sentirti solo/a nel gruppo? Come hai reagito? A che condizioni non ci si sente soli nel
gruppo?
✔ Cosa fai tu per non far sentire solo qualcuno quando si è nel gruppo?

Martedì 10 Febbraio
Comunicazione

Lettura del Vangelo di Luca (Lc 7, 11-17)


11
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i
discepoli e grande folla. 12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato
al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. 13
Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: "Non piangere!". 14 E accostatosi
toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: "Giovinetto, dico a te, alzati!". 15
Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. 16 Tutti
furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi e
Dio ha visitato il suo popolo". 17 La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per
tutta la regione.
Gesù non comunica “a parole” ma “coi fatti”:
• Non ha dichiarato nulla, ne alla vedova, ne alle persone che erano con lei – non
ha proclamato: “Sono il Figlio di Dio! Io Salverò tuo figlio dalla Morte!”
• La gente non lo ha chiamato, ne gli ha chiesto qualcosa. Si sono fermati solo
quando Gesù ha toccato la bara.
• Solo dopo che la Gente ha capito chi era Gesù, o almeno, che cosa aveva fatto, la
notizia viene diffusa in tutta la Galilea.
• Gesù comunica chi è senza dire niente, ne senza essere interpellato, si espone agli
altri per come è egli stesso (senza dichiarazioni o proclami…). La gente parlerà in
base a quello che ha Fatto, perché è rimasta “colpita” dai suoi gesti.
• Gesù è uno “strano” comunicatore: Ha un modo di agire forte, diretto, senza mezzi
termini (và, ferma il corteo senza dire nulla, ferma la donna e le dice di non
piangere, compie il miracolo con un semplice comando…niente rituali)
• Un modo di comunicare da “matto”, desta stupore, curiosità, paura. Colpisce le
persone che hanno a che fare con Lui tanto che queste parleranno di Lui ad altri.
Domanda”Voi come Comunicate?”
• ci sono due grandi macro categorie, ovvero, comunicare a parole, comunicare a
gesti,a fatti.)
• questioni concrete: con che cosa comunicate? cellulare computer internet...
Definizione
"La comunicazione è fatta non solo di parole, ma sopratutto di atteggiamenti e gesti che
trasmettono valutazioni e aspettative a chi ci sta intorno”.
Domanda"Perché comunicate?"
• comunico per parlare di me, mi espongo; aspetto conferme, autostima personale;
faccio valutazioni sugli altri.
• questioni concrete: cos'è importante comunicare? quali sono le cose importanti da
dirsi, concretamente parlando, tra amici e in un gruppo?
Valutazioni: noi comunichiamo come vediamo l'altro, cosa vediamo di lui. Ognuno di noi
guarda l'altro con occhi diversi. Tendiamo a considerare totalizzante un giudizio che i
realtà è solo nostro.
(dico :"Carlo è antipatico o Carlo MI è antipatico?")
Aspettative: mi aspetto risposte positive dagli altri, cerco conferma, ovvero cerco che
l'altro mi dia in risposta un messaggio di “accettazione incondizionata”. La conferma in
questo caso genera in me un senso gratificazione e autostima.
(In un contesto di Conferma reciproca, le critiche e i “no” che ricevo, non mi impediscono
di percepire la stima e la fiducia di chi mi è di fronte. Non li vedo come un attacco alla
mia persona, ma come critica costruttiva.
Invece quando non c’è un clima di “accettazione incondizionata”, ogni critica che mi viene
fatta, mi sembra un attacco personale, che vuole danneggiarmi. L’altro è un nemico da
cui mi devo guardare, difendere.)
Valutazioni+Aspettative= responsabilità
Come noi comunicando ci esponiamo ed abbiamo delle aspettative, ovvero cerchiamo
conferme negli altri, così gli altri fanno altrettanto: cercano conferme in noi che con i
nostri atteggiamenti esprimiamo su di loro delle valutazioni.

NOI SIAMO SPECCHI L'UNO PER L'ALTRO: io mi rivedo nelle diverse valutazioni che gli
altri fanno su di me, gli altri confermano loro stessi in base alle mie valutazioni nei loro
confronti.
Ci vuole RESPONSABILITA!

(Perché ci ritroviamo tra le mani un grande potere che può condizionare pesantemente,
in positivo o in negativo, la nostra personalità, il nostro livello di autostima (mi piaccio!)…
e degli altri. )

Martedì 17 Febbraio
Incontro- testimonianza ad Arnate – Preghiera e… musica
Martedì 24 Febbraio - MARTEDÌ “A SCELTA”

Martedì 3 Marzo
Incontro- testimonianza ad Arnate – Preghiera e.. famiglia

Martedì 10 Marzo
Introduzione

Concedimi o Signore di stare alla tua presenza


e di adorarti nel profondo del mio cuore.
Aiutami a fare silenzio
intorno a me e dentro di me
in modo da poter meglio ascoltare la tua voce.
Ispira tu i miei pensieri, desideri, sentimenti;
fortifica la mia volontà,
affinché possa cercare sempre ciò che è più gradito a te.
Rendimi libero dalle paure,
e capace di disponibilità alla tua volontà.
Spirito Santo dono del Padre
crea in me un cuore nuovo
capace di amare Cristo e i fratelli,
libero per potersi donare senza riserve
seguendo Cristo umile e povero.
Maria, Regina, madre di Gesù e madre della Chiesa
modello di disponibilità alla voce di Dio
aiuta la nostra preghiera con la tua preghiera.
Amen .
Dal Vangelo di Luca (cap.7)
36
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a
tavola. 37 Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella
casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; 38 e stando dietro, presso i suoi
piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li
baciava e li cospargeva di olio profumato. 39 A quella vista il fariseo che l`aveva invitato
pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che
lo tocca: è una peccatrice". 40 Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed
egli: "Maestro, dì pure". 41 "Un creditore aveva due debitori: l`uno gli doveva cinquecento
denari, l`altro cinquanta. 42 Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due.
Chi dunque di loro lo amerà di più?". 43 Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha
condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". 44 E volgendosi verso la donna,
disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m`hai dato
l`acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i
suoi capelli. 45 Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha
cessato di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi
ha cosparso di profumo i piedi. 47 Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti
peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco". 48 Poi
disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati". 49 Allora i commensali cominciarono a dire
tra sé: "Chi è quest`uomo che perdona anche i peccati?". 50 Ma egli disse alla donna: "La
tua fede ti ha salvata; và in pace!".

Per meditare

v.36;39: Simone da buon fariseo conosce la Parola di Dio. Come mai non riesce ad avere
fede in Gesù?
v. 37: che cosa sapeva la donna di Gesù? (Lc. 5, 29-31, 6,20-21)
v. 39;44: che cosa vede Simone di questa donna? Che cosa vede Gesù?

v.42-43: chi pecca di più è più capace di gustare l’amore di Dio? Esiste davvero qualcuno
che ha da farsi perdonare di più e qualcuno che ha da farsi perdonare di meno?
v. 45-46: che cosa significa amare Gesù? Come si fa ad amarlo?che cosa mi spinge ad
amarlo?
v. 47: che cosa viene prima? L’amore di Dio che perdona e che ci rende capaci di amare,
oppure l’amore della donna per Gesù che “merita” il perdono?

Preghiamo

Beato l`uomo a cui è rimessa la colpa,


e perdonato il peccato.
2
Beato l`uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.
3
Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
4
Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d`estate inaridiva il mio vigore.
5
Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe"
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.
6
Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell`angoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.
7
Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.
8
Ti farò saggio, t`indicherò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.
9
Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d`intelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.
10
Molti saranno i dolori dell`empio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
11
Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

Martedì 17 Marzo – lavori per la briciola di pace


Martedì 21 Marzo – lavori per la Briciola di Pace
Domenica 29 Marzo - Briciola di Pace
Martedì 31 Marzo – preparazione alla Confessione
Domenica 5 Aprile - Domenica delle Palme incontro col Cardinale
Martedì 7 Aprile - Confessioni
Giovedì 9 Aprile - Giovedì Santo e Raccolta viveri
Venerdì 10 Aprile – giornata di convivenza e riflessione
Domenica 12 Aprile - Pasqua
Martedì 14 Aprile – Vacanza

Martedì 21 Aprile
dal Vangelo di Matteo (cap 6)

25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e
neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e
il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né
ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più
di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un`ora sola alla sua
vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo:
non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua
gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l`erba del campo, che oggi c`è e
domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non
affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa
indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste
infatti sa che ne avete bisogno. 33Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte
queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani,
perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena

Martedì 28 Aprile

Visione del film: Juno


Quella delle gravidanze non volute è una delle
nuove tendenze hollywoodiane.
Dopo Waitress e Molto incinta, un'altra
pellicola dal titolo Juno affronta la difficile
tematica con un tono assolutamente leggero.
Il regista è Jason Reitman che ha debuttato
dietro la macchina da presa con il film
campione d'incassi, Thank you for smoking.

Un'adolescente, sicura di sé e dalla lingua


affilata, riesce ad avere il controllo della
situazione una volta che scopre di essere
rimasta incinta di un suo coetaneo.
Tutte le questioni trattate (l'amore, il
matrimonio, la libertà) sono sollevate e mai
giudicate.
Sospesa tra le ingenuità dell'adolescenza e le
responsabilità dell'essere adulti,
la ragazza è interpretata da una bravissima
Ellen Page la cui versatilità espressiva
ha qualcosa di unico. La sceneggiatura si
caratterizza per un linguaggio molto vicino a
quello che usano i ragazzi di oggi. Anche le
situazioni narrate riescono ad avere una tale
verosimiglianza da escludere qualsiasi traccia
di finzione. Tutto il merito va a una blogger di nome Diablo Cody che è stata scoperta da
uno dei produttori mentre navigava su Internet. Colpito dal suo stile umoristico,
Novick ha deciso di chiamare la scrittrice per proporle la stesura dello scritto che, per
tutta la durata del film, si distingue per la sua natura ultra contemporanea e
spiccatamente femminile. Assolutamente originale la rappresentazione dei non
protagonisti.
Alla notizia della dolce attesa, i genitori di Juno sfidano le convenzioni
e gli stereotipi cinematografici assumendo un atteggiamento ironico e compito.
Allo stesso modo, la coppia, a cui la teenager vorrebbe affidare il bambino,
rivela di possedere molte più crepe di quelle che il loro status alto borghese
implicherebbe.
La pellicola trova il proprio equilibrio grazie anche a una serie di elementi di contorno.
Il look di Juno, le candide musiche di sottofondo e le ambientazioni cariche di colori
e di vita contribuiscono a raggiungere una buona coerenza.

Juno”:
un film, non un manifesto

La storia è quella di Juno MacGuff, sedicenne esuberante e simpaticamente


sfacciata, che per caso rimane incinta di un coetaneo. Dopo essersi confidata con
un’amica, decide che abortire è la scelta migliore e si reca in un consultorio. Lì, però,
viene sopraffatta dalla paura, dal disgusto verso una segretaria alquanto volgare e
soprattutto dal forte odore da studio dentistico, così quasi senza accorgersene corre fuori
senza essersi “levata d’impiccio” il fardello che porta in grembo. Dunque si mette in cerca
di una famiglia adatta alle esigenze, alquanto strambe, che ha per il bambino e trova una
coppia di 35-40enni decisamente attraenti e appartenenti alla società “bene” del Midwest.
A questo punto, costretta dalle circostanze, parla ai suoi della situazione, i quali non
sembrano particolarmente irritati né scandalizzati, e dopo un primo momento di
sconcerto fanno buon viso a cattivo (ma cattivo sul serio poi?) gioco.
Contrariamente ai canoni nei quali rientrano la maggior parte dei genitori moderni
(anche se poi, viste le idee che ostentano, moderni non lo sono affatto) invece di esibirsi
in urla, punizioni, e inutili prediche sulla sessualità (da reprimere, solo dopo il
matrimonio.. e via dicendo con i soliti scontatissimi luoghi comuni), i due adulti
rispettano la decisione della figlia di mettere al mondo il bambino e di darlo in adozione,
senza preoccuparsi di destare scandalo o malelingue, ma iniziando, quasi con allegria, a
preparare la ragazzina al parto.
La gravidanza continua, e il film si sussegue in scene di sottile comicità
quotidiana, fresche e giovanili quanto l’ambientazione, rese uniche da dialoghi forse un
poco sboccati, ma efficacissimi, in quanto volutamente gergali e tipici dei teenagers del
XXI secolo (fantastica la sceneggiatura di Diablo Cody).
La schiettezza di Juno ed il suo visino pulito, seppur con uno sguardo frizzante e
malizioso, sono certo originali e difficili da trovare nel contesto odierno.
La storia che “c’è e non c’è” tra lei ed il padre del bambino è molto particolare, visto che i
due erano solo amici e lei decide tutto d’un tratto di fare l’amore, trascinando Paulie
Bleeker. Il ragazzo, nel complesso, è un’ameba: inebetito, cocco della mamma, un vero e
proprio “pacioccone”, degno prodotto di genitori conservatori, che forse appunto per
questo si completa perfettamente con la vivace Juno.
”Juno” tratta di una famiglia anticonformista, di ragazzi troppo precoci che sono
però i ragazzi normali, tratta di rapporti tra persone di diversa classe sociale, e della
figura femminile
Il leggero femminismo con il quale viene trattato l’argomento della gravidanza
rappresenta infatti il punto principale della storia, che non è affatto l’importanza della
vita. Bensì l’indipendenza della donna, che deve essere libera di fare le proprie scelte,
senza che famiglia, società e soprattutto religione le pongano dei limiti. Ma ovviamente
anche senza invadere gli spazi altrui e specialmente del partner, come succede a Vanessa
Loring, la futura madre adottiva, che con il suo egocentrismo ed il suo dispotismo rende
la convivenza a lungo andare insopportabile al marito, che è già di suo una persona un
po’ schiva. Ad ogni modo è bella la figura della coppia. Vanessa inizialmente appare
esaltata, nevrotica, la post-femminista che vuole un figlio come potrebbe volere un
qualsiasi oggetto di tendenza. Però in seguito riuscirà a farsi dolce e premurosa, la madre
che Juno desidera per il bambino. Questo accade quando Vanessa, sempre compita e
rigorosa, viene sorpresa da Juno mentre gioca rilassata con la figlia di un’amica. E solo
allora, dopo che la stessa ragazzina la vede come una vera madre, che il feto si fa
finalmente sentire anche da lei, sotto la dolce carezza della sua mano. Un processo
inversamente proporzionale lo compie Mark, il marito: all’inizio infatti piace moltissimo a
Juno, ma si rivelerà poi pavido e debole, abbandonando la moglie invece di affrontarla e
palesare anche la propria volontà, dimostrando di essere un uomo.

Martedì 5 Maggio
Discussione sul film..
“la cosa migliore che puoi fare è trovare una persona
che ti ami esattamente per quello che sei”
E'sera. Juno dopo essere stata a casa di Mark e Vanessa torna a casa sua..
Prima di entrare in casa si ferma nel vialetto e raccoglie un fiore. Lo passa sulla
.pancia e poi 1o annusa, ne1 frattempo si sente la sua voce fuori campo che dice:
"Non mi rendo conto di quanto mi piace stare a casa mia finché non vado in un
posto diverso per un po' ".

Juno J: Ciao
P: Ciao versione super espansa di Junbruco. Dove sei stata?
J: Ehm... fuori ad occuparmi di alcune cose ben oltre il mio livello di maturità.
Dove sono le altre?
P: Brean ha portato Liberty Bell alla lezione di pattinaggio sul ghiaccio
J: Non 1o capite che i cosi piccoli non possono pattinare sul ghiaccio?
P: Ti vedo un po'scontrosa tesoro. Qualcosa ti rode?
J: .......Sto solo perdendo fiducia nell'umanità
P. Puoi restringere un po'il campo?
J: Mi sto... chiedendo se, tipo, due persone possono rimanere insieme per
sempre
P: Vuoi dire le coppie?
J: Si,tipo.. le persone che si amano..
P: Cos’è? Hai problemi con un ragazzo? Se stai uscendo con qualcuno non 1o
approvo nelle tue condizioni. Direi che non sta molto bene
J: No, non è questo
P: Suona un po'come una cosa schifa. Dite cosi voi, schifa? Da vomito?
J: Per favore smettila
P: Una cazzala mega galattica?
J. Non è questo il punto.... E che... Vorrei sapere che è possibile che due
persone siano felici insieme per sempre, mi serve.
P: Non è facile, questo è sicuro e... io non ho il miglior curriculum del mondo,
1o so ma sto con la tua matrigna da 10 anni e sono fiero di dire che siamo
felici. Io penso... personalmente che... la cosa migliore che puoi fare è trovare
una persona che ti ami esattamente per quello che sei, buon umore, cattivo
umore, brutta, bella, affascinante e così via. La persona giusta crederà che tu
caghi rose dal sedere. Quella è la persona con cui vale la pena stare
J: Sì....forse ho trovato quella persona
P: Certo che l'hai trovata! E'il tuo vecchiaccio. Ti sarò semp.ge vicino per volerti
bene e sostenerti in qualsiasi impiccio tu sia, è evidente.
J: Ah... senti faccio tipo.... un giro, un secondo.. ma non to4no tardi
P: D'accordo. Di un po'parlavi di me?
J: Ah.... Si.... Certo.

entra in casa e c'è il padre che sta lavorando sul tavolo della cucina
Cambia la scena

Juno e l'amica sono davanti alla casa di Poulie: si sente "Scappa!.... drogato di
Tic Tac!"
La mattina successiva Poulie trova la cassetta delle lettere traboccante di Tic Tac.