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IL CACCIATORE DI AQUILONI

Personaggi:

 Amir: protagonista del romanzo, è un bambino che abita con suo padre Baba in una casa della zona
nord di Kabul. La madre è morta dandolo alla luce e venne allattato dalla stessa balia di Hassan. è
magro e pallido dalle spalle strette, gli occhi di color castano chiaro e basso per la sua età (12). Non
sapeva giocare a calcio, ma amava leggere e inventare storie. Di Amir è molto sottolineata la
debolezza, infatti è spesso il suo migliore amico Hassan a difenderlo.
 Hassan: figlio di Ali e Sanaubar. Ha un viso tondo, con il naso largo e piatto, gli occhi a mandorla,
giallo oro, verdi, o azzurri come zaffiri a seconda della luce. Ha piccole orecchie dall'attaccatura
bassa e il mento appuntito. Ha il labbro leporino, che in seguito verrà corretto tramite
un'operazione chirurgica. Il bambino è sempre pronto a proteggere il suo migliore amico; si può
notare ciò quando Assef, con una grande ammirazione per Hitler, cerca di colpire il più debole,
fortunatamente interviene Hassan che con la sua fionda lo colpisce all’occhio sinistro. In seguito si
scoprirà che Hassan e Amir sono fratellastri, e che in realtà Sanaubar aveva tradito il marito con
Baba. Hassan si sposa con Farzana, ma poi i due verranno assassinati dai talebani e il loro bambino,
Sohrab, rimarrà orfano.

Commento:

Il libro inizia con una telefonata che riceve il protagonista, Amir. Da questo momento la storia è raccontata
attraverso un flash back che durerà per quasi tutto il romanzo: Amir e suo padre Baba vivono in
Afghanistan, precisamente nella città di Kabul. Sono due personaggi benestanti e vivono nella loro villa con i
loro servi (hazara) Ali e suo figlio Hassan. Amir è orfano di madre, morta dopo averlo dato alla luce,
episodio che il padre non gli ha mai effettivamente perdonato. Anche la madre di Hassan non vive più con
lui e suo padre, perché è fuggita dopo una settimana dal parto. Amir ed Hassan sono molto legati e
sviluppano un’amicizia molto stretta, giocano spesso insieme, leggono racconti sotto un albero di melograni
vicino casa, ma la cosa che li lega di più è la gara di aquiloni. Amir ed Hassan, ogni inverno, partecipavano
alla competizione aerea che consisteva nel far volare il proprio aquilone facendolo rimanere più tempo
possibile in volo, abbattendo, se necessario, anche aquiloni avversarsi: Amir guidava l’aquilone ed Hassan
invece era il migliore nel riuscire a recuperare l’ultimo aquilone abbattuto. In una delle tante gare vincono
ma, abbattendo l’ultimo aquilone rimasto in cielo, Hassan corre per cercare di recuperarlo. L’amico,
vedendo che non faceva più ritorno, si mise alla ricerca di lui, finendo per imbattersi in una scena di brutale
da parte di Assef, un bambino tedesco sostenitore di Hitler, e dei suoi amici. Amir spaventato decide di non
reagire e di abbandonare l’amico quando ne aveva più bisogno, momento che spezzerà per sempre la loro
amicizia. Hassan lo avrebbe certamente difeso, come già gli era capitato di fare in passato, ma Amir, che ha
una scelta davanti, decide di lasciare l’amico al suo destino. Dopo l’accaduto non riesce nemmeno a
guardarlo in faccia e si terrà questo senso di colpa per molti anni, tanto da non volerlo più come suo
servitore.

Dopo cinque anni iniziò la guerra e i due proprietari della villa decisero di trasferirsi in America, dove Amir
in seguito diventerà scrittore. Si innamora di Soraya con cui decide di sposarsi e, poco dopo, Baba, il padre,
si ammala di cancro e muore. Un giorno il giovane riceve una telefonata da Rahim Khan per informarlo della
sua malattia ed egli decide di tornare in Pakistan, dove viene a conoscenza della posizione di Hassan.
Quando lo rivide non poté credere ai suoi occhi; era ormai un uomo sposato che stava per diventare padre.
Il bambino nacque e decise di chiamarlo Sohrab, eroe delle storie che Amir leggeva all’amico; i due coniugi,
purtroppo, morirono fucilati dai talebani e il bambino rimase orfano. Quest’ultimo venne affidato a un
orfanotrofio e, per rimediare agli errori del passato, Amir decise di prendersene cura. Arrivato a
destinazione scoprì che era già stato adottato da un uomo; non si arrese e andò a casa dell’uomo che si
scopre poi essere Assef. Dopo un sanguinoso combattimento, sebbene Amir stesse per perdere, era
soddisfatto di quello che aveva guadagnato, perché sentiva di essersi sdebitato con l’amico. Grazie anche
all’intervento d Sohrab, egli riesce a vincere il combattimento e scappare col bambino. Dopo aver deciso di
portarlo con sé in America, riscontrò, però, molti problemi, tanto da portare il giovane a decidere di
tagliarsi le vene. Dopo ver atteso la guarigione del giovane, Amir riuscì comunque nel suo intento e si
trasferirono tutti insieme in America; Sohrab, però, non vuole più lottare e decide di non parlare più. Solo
quando l’uomo gli mostrò come far volare gli aquiloni, il giovane accenna un sorriso.

L’autore Khaled Hosseini riesce a rappresentare l’amicizia, l’amore e la violenza in un libro che colpisce il
lettore a ogni pagina. Con Il cacciatore di aquiloni ricostruisce la devastazione e la guerra in Afghanistan. Il
viaggio che compie Amir tornando nel suo paese di origine è un viaggio alla ricerca di se stesso.

Questo romanzo ci racconta la vita di un ragazzo cresciuto senza la madre, che cerca l’affetto di un padre il
quale sembra non comprenderlo, e non apprezzare il suo carattere tranquillo, né il suo amore per i libri. Ma
la distanza di un genitore e i suoi silenzi hanno radici profonde a cui soltanto il tempo potrà dare risposta.

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