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A PROPOSITO DELLA TERAPIA MIOFASCIALE

FT Andrzej Pilat * FT Maurizio Casciotti** RESUMEN La fascia define el contorno del cuerpo y es el rgano de la estructura y del movimiento (1). La fascia es tambin el tejido de la emocin (3,5,12). Es la estructura que permite una conexin directa entre las reacciones emocionales y las fsicas. La imagen del dolor e incapacidad de origen fsico, se confunden con el de origen emocional, porque las reacciones del cuerpo frente a un traumatismo de origen fsico o emocional son parecidas: se produce limitacin e incapacidad funcional, generalmente acompaadas por el dolor. Estas reacciones, fijadas en el cuerpo, lo obligan a adoptar patrones de movimiento lejanos a su comportamiento natural, creando compensaciones, restricciones y limitaciones funcionales en el sistema fascial. Las Terapias Miofasciales facilitan la liberacin de los residuos de un traumatismo fsico como tambin el emocional permitiendo de esta forma una curacin real no solamente por desaparicin del dolor, sino tambin por el regreso a una actividad libre de restricciones: el regreso a una funcin total. RIASSUNTO La fascia definisce il contorno del corpo ed lorgano della struttura e del movimento. La fascia anche il tessuto delle emozioni (3,5,12). la struttura che permette una connessione diretta tra le reazioni emozionali e la parte fisica. Limmagine del dolore e lincapacit di origine fisico, si confondono con quelle di origine emozionale, perch le reazioni del corpo di fronte a un trauma di origine fisica o emozionale sono molto simili: si producono limitazioni e incapacit funzionali, generalmente accompagnate dal dolore. Queste reazioni fissate nel corpo lo obbligano ad adoperare schemi di movimento lontani da quelli normali naturali, creando compensazioni, restrizioni e limiti funzionali nel sistema fasciale. La Terapia Miofasciale facilita la liberazione degli esiti dei traumi fisici come anche di quelli emozionali permettendo in questo modo una cura reale, non solamente attraverso la sparizione del dolore, ma anche attraverso il ritorno a una mobilit libera da restrizioni e quindi a un ritorno auna funzionalit totale. INTRODUZIONE La fisioterapia una delle professioni pi dinamiche del XX secolo e con un gran impeto nei primi anni di questo secolo, cerca nuove spiegazioni, esplora nuove soluzioni, investiga in nuovi sentieri riabilitativi. Uno di questi quello che ci porta al campo della Terapia Miofasciale. Il dolore di origine miofasciale non un tema nuovo nel campo della Medicina e ci sono state molte professioni di varie discipline che hanno dedicato molte ricerche scientifiche e hanno dato spiegazioni cliniche a questo fenomeno e rapidamente si sono rese conto che si stavano introducendo in un campo nuovo dai risvolti senza precedenti.

Per ci che riguarda la fisioterapia in particolare, questa rivoluzione ha permesso lo svilupparsi di molteplici professioni. Le limitazioni prodotte al sistema miofasciale producono dolore e frenano il ritorno alla normale funzione del corpo. Se si considera che le tecniche di trattamento relazionate con le liberazioni di restrizioni di origine miofasciale sono parti del programma di rieducazione che spesso vengono dimenticate dal terapista che si occupa di cercare di alleviare dal dolore il paziente, si pu capire limportanza di questo sistema. Durante gli ultimi anni si incominciato a prestare sempre maggiore attenzione al tema FASCIA e questa forma di tessuto connettivo tanto speciale e unico considerato ora dai pi che si occupano di medicina e fisiologia come la struttura pi importante del corpo umano. Queste ricerche ci hanno obbligato a riscoprire, per esempio, lanatomia , la biomeccanica e la fisiologia , discipline mediche tanto classiche che sembravano essere state esplorate in ogni possibile contenuto, per mille impeti scientifici, da coloro che hanno segnato le pagine della storia della medicina. Queste nuove nozioni servirono da base nel processo clinico denominato Terapia Miofasciale. CONCETTO CLASSICO DEL SISTEMA LOCOMOTORE In questo ordine di idee, il concetto classico del sistema locomotore del corpo basato nella descrizione anatomica della relazione tra le ossa e i muscoli, ci limita allo studio di un modello di movimento meramente meccanico. Questo modello divide il movimento del corpo negli elementi base ogni suo segmento, per in realt, quando realizziamo il movimento in un segmento determinato del nostro corpo, questo risponde come un tuttuno. Se si realizzano reazioni a catena, incluso i posti pi remoti, anche al lato contrario del corpo( rispetto al lato in movimento) attraversando quindi la linea media del corpo e realizzando reazioni anche nei posti pi insperati, sorge allora una domanda: Come si possono realizzare tali connessioni? Ci sembra ovvio che lunica struttura in grado di realizzarle la FASCIA. LA FASCIA Il dizionario medico Salvat definisce la fascia come: aponeurosi o espansione aponevrotica e laponeurosi come: membrana fibrosa bianca , lucida e resistente che serve da rivestimento per i muscoli o per unirli con altre parti che si muovono. Dallaltro lato definisce il tessuto connettivo come : tessuto di sostegno derivato dal mesoderma formato da fibre connettive, fibre elastiche e cellule. Comprende anche il tessuto lasso, quello denso, adenoide, osseo, elastico e cartilaginoso. In generale siamo abituati a considerare la fascia come un involucro muscolare con funzione meccanica, lamine di separazione tra determinati muscoli o come espansioni di inserzioni tendinee come per esempio il tensore della fascia lata o i muscoli addominali. Senza dubbio la nuova visione dellanatomia iniziata dalla curiosit e dallimpeto della maggiore conoscenza dei professionisti impegnati nella ricerca e nel confronto tra le diverse correnti della terapia manuale, motiv gli anatomisti a cercare e scoprire le nuove funzioni in questa antica scienza medica.

Lo studio di cadaveri freschi, appena congelati, senza passare per il tradizionale processo di conservazione o conservandoli con i moderni metodi di preservazione, hanno permesso di focalizzare la ricerca verso lindagine di dettagli anatomici fino ad ora no raggiunti(13). Questa svolta ha permesso una osservazione e una investigazione pi precisa, non solo degli elementi anatomici concreti, ma anche di regioni intermedie del corpo, scoprendo in questo modo, le connessioni fino ad ora sconosciute o considerate fino ad ora di poca importanza(11). Gli innovativi processi di conservazione permisero di ottenere immagini della struttura anatomica conservandone il suo aspetto naturale aggiustandola alla realt clinica. In questo modo si form una nuova visione della fascia. La fascia corporea ha un percorso continuo avvolgendo tutte le strutture somatiche e viscerali includendo le meningi. In un certo modo possiamo dire che la fascia il materiale di rivestimento che non solo avvolge tutte le strutture del nostro corpo,ma anche collega tra loro tutte le parti, offrendogli il sostegno e determinandone la forma. Si aggiunge che oltre alle funzioni di sostegno e partecipazione al movimento ha anche attivit biomeccaniche e biochimiche(14). La fascia organizza e separa , assicura la protezione e lautonomia di ogni muscolo e viscere, per anche riunisce i separati elementi corporei in unit funzionali stabilendo le relazioni spaziali tra di loro e formando in questo modo, una specie di rete ininterrotta di comunicazione corporea(3,6,11). Tra le sue propriet sottolineiamo lespansione dei nervi e dei vasi linfatici, linterscambio metabolico per la sua relazione con il metabolismo dellacqua, la funzione nutritiva in relazione con il sangue e la linfa, convertendosi nel sofisticato mezzo di trasporto tra e attraverso di tutti i sistemi dellorganismo. Il ventaglio di possibilit spettacolare. Lo si pu comparare con le connessioni dellinesplorabile rete globale di internet. Per, in primo luogo, non solo il muscolo avvolto nella fascia, lo anche ogni singola sua fibra e ognuno dei suoi fusi. (Fig.1). questa combinazione si denomina MIOFASCIA. Noi non dobbiamo dunque limitare la definizione di movimento marcatamente allazione muscolare, ma a unazione combinata e inseparabile trai muscoli e le loro fasce.

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In secondo luogo gi dal punto di vista istologico c una relazione di continuit tra il periostio e per esempio il tendine e il muscolo o il periostio e il legamento. I muscoli con le loro fibre e sloro fusi neuromuscolari avvolti in questa ragnatela che la fascia, si contraggono e cambiano di dimensioni , facendo pressione in questo modo la struttura della fascia e questa forza si trasmette attraverso il periostio( Fig.2). in questo modo si stabilisce una continua rete di comunicazione in tutto lapparato locomotore con la capacit unica di agire senza interruzioni(3,6,11).

FIG 2

NUOVO MODELLO DINAMICO DEL CORPO UMANO possibile allora pensare, ad un nuovo modello dinamico di corpo umano, basato sulla struttura fasciale. Secondo questo modello non sono le ossa ci che da la forma e neanche ci che sostiene la struttura del corpo, ma solo il tessuto connettivo ad essere incaricato di questo compito(1,3,11). Le ossa servono solamente come distanziatori che permetteno di posizionare e differenziare i distinti segmenti del corpo. I muscoli sono la fonte del movimento determinano la direzione ed eseguono il movimento(3,11). Comparare il corpo umano con una struttura statica sbagliato. Il corpo una struttura mobile. losso mai entra in contatto con lambiente che lo circonda, il tessuto connettivo lincaricato di questo compito; la sua struttura e la sua organizzazione che gli permette di sostenere il movimento(11).

TESSUTO CONNETTIVO Il tessuto connettivo, uno dei quattro tessut che compongono il corpo umano, costituisce il 16% del peso del corpo e contiene il 23% dellacqua del corpo. incaricato di diverse funzioni come ,per esempio, equilibrare nel corpo le varie forze di tensione, la elasticit,e la densit o forma parte del sistema di difesa autoimmune, inoltre facilita il movimento formando sistemi di leve ed evitando gli eccessi di frizioni, pressioni e dimpatto trai segmenti mobili(9,11). Allo stesso tempo il principale tessuto incaricato della riparazione delle ferite e degli spazi lasciati dalla morte di cellule in tessuti che non si rigenerano(9,11). Per tanto non una esagerazione compararlo, dal punto di vista funzionale con un organo o un sistema corporeo(11). Dal punto di vista strutturale, possiamo definire il tessuto connettivo come un materiale composto da proteine insolubili(principalmente il collageno e la elastina) immerse in una sostanza gelatinosa fondamentale(Fig.3). Questi elementi e tessuti que stanno attorno agiscono come un sistema integrato e non come entit separate. Come tutte le proteine , lelastina ed il collageno si rinnovano, per la prima una proteina di lunga durata, ha una forma stabile, mentre il collageno ha una corta durata e si modifica durante tutta la sua vita(11).

FIG 3 il tessuto connettivo quello che riesce, attraverso la sua capacit elastica, a sopportare e organizzare lazione delle ossa e dei muscoli(3,12). I

Il tessuto connettivo, questo sostegno naturale del corpo, deve restare in equilibrio. Non c una parte del corpo pi importante di un'altra, tutte le aree sono ugualmente rilevanti tanto il bacino come un dito o lunione cervico-dorsale. Solo cos il corpo si pu mantenere in equilibrio e funzionare in modo sano. AZIONE PROTETTRICE DEL CORPO Senza dubbio dobbiamo ricordare che la fascia no solamente presente nel sistema muscolare, essa in forma di ragnatela definisce i contorni, le dimensioni e le funzioni di ogni organo che avvolge ed in questo modo protegge anche il corpo. Le bande facciali a modi cintura sostengono il tessuto connettivo. Queste strutture sono indipendenti nella loro distribuzione anatomica del sistema muscolare, come anche nel suo funzionamento, per esempio, delle catene muscolari. Queste bande rappresentano strutture di connessione funzionale dove non esiste nel corpo una connessione anatomica diretta, per esempio, tra la fronte e la parte posteriore del corpo(3,6,9,11). In generale accettiamo lesistenza di un sistema fasciale nellapparato locomotore per cosa succede per esempio nel sistema nervoso centrale? DURAMADRE La duramadre che come lultima delle meningi avvolge lencefalo ed il midollo spinale, rappresenta una struttura del tessuto connettivo e le reazioni alle restrizioni avvengono anche a questo livello, inoltre le limitazioni che si trovano in questo strato sono in stretta correlazione con quelle miofasciale di tutto il corpo e con il sistema craniosacrale (Fig.4).

FIG 4 LIQUIDO CEFALO-RACHIDEO (LCR) Una delle funzioni pi importanti del sistema cranio-sacrale la produzione e la distribuzione del liquido cefalo-rachideo. Il liquido il mezzo nel quale si sviluppa, vive e 6

funziona il cervello e il sistema nervoso centrale. Gli scambi nella distribuzione del LCR, specialmente se ci sono aumenti di pressione dello stesso, possono essere la causa dello scatenarsi di malattie(10,11). Una corretta pressione del liquido dovuta a una armonia del ritmo cranio-sacrale, controllato attraverso la proliferazione intermittente di liquido, da parte delle cellule del plesso coronoideo. La sua pressione controllata attraverso un meccanismo di proliferazione nei ventricoli cerebrali. Questo processo ritmico di fluttuazione del LCR genera unonda che si espande ritmicamente nel cranio, nei suoi componenti soliti e tessuti molli, e si trasmette attraverso il sistema nervoso lungo tutto il corpo. Trai meccanismi di trasmissione di questa onda , il pi importante quello che si realizza attraverso la variazione di tensione della fascia. Questo impulso si trasmette lungo la colonna vertebrale arrivando fino al coccige e con ripercussioni immediate sul resto del corpo(10). CONTROLLO DELLE EMOZIONI Accettando questa spiegazione dobbiamo andare pi avanti. Il sistema nervoso centrale incaricato anche, per ipotesi, del controllo delle nostre emozioni. C una connessione diretta tra il comportamento del sistema locomotore e le emozioni(3,2). Il tipico esempio , la reazione al mezzo. Gli schemi di movimento non si devono nettamente agli impulsi di indole meccanica, la maggior parte sono dovuti ai cambi emozionali. Gli schemi di movimento sono lespressione degli schemi della personalit e viceversa. Questi schemi ripetuti con una certa frequenza hanno la capacit di fissarsi e determinano successivamente nuovi schemi di movimento(2,3). REAZIONI EMOZIONALI La paura, le preoccupazioni, la tristezzaci obbligano a collocare il nostro corpo in una postura molto lontana dalla sua naturale. La ripetizione di determinati schemi e posture porta nel tempo alla sua fissazione sovraccaricando determinati tessuti e di conseguenza si generano disturbi e dolori cronici. Il corpo ha le sue reazioni di fronte a una situazione stressante e reagisce come un tuttuno in modo totale e globale. Gli eventi emotivi e fisici stanno intimamente collegati al nostro corpo. Noi siamo abituati a percepire le emozioni in modo fisico ( Fig. 5).

FIG 5 RISPOSTA FISICA ALLE EMOZIONI La risposta fisica alle emozioni si realizza attraverso il tessuto connettivo(12). Possiamo considerare che la fascia il corpo delle emozioni(1). Le emozioni viaggiano attraverso la rete della fascia(12). Il dolore prodotto per esempio da un colpo un dolore di tipo fisico, per il dolore della nuca o della testa possono essere prodotti per un cambio di origine emozionale, senza coinvolgere direttamente la parte fisica, strutturale.

TRAUMI DEL SISTEMA FASCIALE Il corpo subisce traumi con molta frequenza. Queste lesioni producono alla base dei traumi estrinseci ed intrinseci (Fig.6). Nella maggior parte dei casi si tratta di microtraumi che si accumulano lentamente e gradualmente cambiano il comportamento meccanico della fascia, diminuendo la sua elasticit e le sue capacit di autodifesa. Di conseguenza di sviluppa uns tensione fasciale patologica che scatena dolori e la necessit di compensi (11,4,7,8). Quando parliamo di trauma non ci riferiamo solamente alla conseguenza di una caduta, a un colpo subito, o un incidente automobilistico, ma anche ai cambi posturali relazionati con le occupazioni giornaliere ed il progressivo processo di adattamento del corpo in funzione del menzionato squilibrio funzionale.

FIG 6 Il processo dei cambi pos traumatici, da questo punto di vista, inizia nella maggior parte dei casi nel sistema fasciale. I sovraccarichi creati nel processo di compensazione producono danni alla fascia, e ci si ripercuote in un corretto impaccio funzionale di altri sistemi(7,11,12). Le lesioni del sistema fasciale (retrazoini, aderenze, rotture) si possono produrre per tre motivi di base: 1. trauma del sistema fasciale - lesione diretta 2. sovraccarico del sistema fasciale (cronico o intermittente) posture viziate sviluppate nel processo di compensazione o lesioni relazionate con stress ripetuti causati per irritazioni, compressioni e restrizioni del flusso sanguigno. Queste lesioni non si producono alla base di un incidente traumatico, sono per conseguenze di microtraumi ripetuti accumulati, molte volte senza che la persona se ne accorga. Un esempio di questo tipo di lesioni la sindrome del tunnel carpale relazionato con i movimenti ripetuti e il posizionamento continuo del polso in estensione. 3. immobilizzazione prolungata , gesso, malattia cronica, chinesiofobia. Conseguenza di queste lesioni una limitata capacit di movimento e un eccessivo avvicinamento tra le strutture del sistema fasciale in tutti i livelli della sua struttura. Il sistema fasciale perde in questo modo la elasticit e la flessibilit. Si inizia il processo di formazione di incrociamento tra le fibre di collageno. Il processo pu iniziare tanto velocemente come dopo tre settimane di immobilit(7,11). difficile spiegare una lesione del sistema fasciale e le conseguenze menzionate, pensando alla sua lesione in modo simile a come si pu immaginare o capire una lesione del sistema strutturale. Molte volte troviamo una lesione che non si pu analizzare a livello della fisiologia della meccanica del movimento articolare. Ugualmente lapplicazione dei 9

procedimenti terapeutici diretti principalmente alla eliminazione del dolore (per esempio, realizzando diverse forme di terapia come le tecniche di stiramento, liberazione dei Trigger Point), otteniamo solamente dei risultati positivi parziali o temporanei. Questo processo di adattamento , alla base di u trauma o compenso post traumatico, cambia la forma del funzionamento muscolare. In condizioni normali, per realizzare un determinato movimento utilizziamo gruppi muscolari specifici. In questo modo si stabiliscono schemi di movimento caratteristici per ogni persona . Possiamo , per esempio, dal modo di camminare di una persona, riuscire a riconoscere un amico o un conoscente. Il trauma e i compensi conseguenti nel sistema fasciale cambiano la forma dei nostri schemi di movimento. Incominciamo ad agire in modo diverso: meno efficiente, meno precisa, con un maggior consumo di energia e con un progressivo sovraccarico in differenti segmenti dellapparato locomotore. Questi cambi del nostro corpo sono difficili da rilevare dal paziente stesso o dal terapeuta che effettua una valutazione della persona, specialmente se la realizziamo osservando solo i test statici o testando solo un determinato segmento corporeo. Per esempio facile apprezzare se la persona sta seduta in un modo scorretto. Senza dubbio molto pi complicato verificarlo quando la stessa persona in movimento, quando si siede o si alza dalla sedia. Le piccle imperfezioni degli schemi di movimento, ripetute innumerevoli quantit di volte durante un anno, si sommano e con il tempo producono irreversibili e prematuri cambi che affettano principalmente il sistema locomotore. Questo comportamento affetta il giusto funzionamento corporeo diminuendo la sua capacit elastica ed il movimento del tessuto(11). Se troviamo dei cambiamenti in un determinato posto del corpo, possiamo supporre che la lesione originaria sia accaduta in un altro posto e lazione terapeutica nel posto della disfunzione tender a una risposta immediata e correttrice in tutte le aree secondarie incluso il luogo nel quale si manifestano i sintomi. Le restrizioni in una regione determinata possono originare una riduzione nellampiezza del movimento in altre zone, incluse quelle pi distali. La zona dove il paziente percepisce il dolore di solito molto distante dal posto dei punti pi sensibili. I punti ipersensibili rappresentano, generalmente, le aree di relativa fissit del sistema fasciale. Queste aree di ipertonia generano la formazione di bande di tensione che si estendono verso le strutture periferiche. Al muoversi perifericamente dal punto di lesione primaria in restrizione, la struttura fasciale del corpo trasmette queste forze senza nessun cambio di intensit verso la zona del corpo che forma una specie di intermezzo con linfluenza meccanica esterna. Il corpo in risposta crea zone di relativa fissazione. Come risultato si produce un eccesso di movimento nelle regioni del corpo che si estendono dal punto primario della disfunzione. Le forze eccessive dovute alla pressione del movimento ripetitivo contrario alla barriera di restrizione possono causare una infiammazione locale o dolore. Laumento della deformit meccanica o dello stiramento dentro di questo tessuto pu scatenare una liberazione dei mediatori chimici che producono dolore. In questo modo il dolore si manifesta, nel tessuto che sar coinvolto nel processo, solo in un secondo momento. Di conseguenza siamo in presenza di un dolore riferito (12,11,5,8). Il movimento una azione preventiva contro la formazione di retrazioni e aderenze. Limmobilit del tessuto connettivo, per le ragioni anteriormente menzionate, produce cambiamenti nella sua qualit. Questo deficit di movimento appropriato altera la lunghezza del tessuto connettivo che, di conseguenza, tende ad adattarsi alla distanza pi corta trai suoi punti di inserzione. Lentamente questo comportamento porta con se la progressiva perdita della funzione e listallazione del dolore (12,11,6) ( Fig. 8). 10

FIG. 8 Il processo dei cambiamenti inizia con lalterazione della quantit e qualit della sostanza fondamentale che si manifesta con la progressiva perdita di acqua specialmente nei piani interfasciali cos come la diminuzione dei GAG. Questa riduzione porta con s lindurimento della sostanza fondamentale con la conseguente diminuzione della distanza critica tra le fibre di collageno, il che provoca la perdita della lubrificazione tra le fibre (1)( Fig.7). per prima cosa si altera il libero scivolamento tra le fibre di collageno nei punti di incrocio fisiologico producendo frizioni patologiche. Queste frizioni nella interfase tra le fibre tende a produrre un eccesso di incrociamento aumentandosi in questo modo la densit del tessuto con la conseguente diminuzione della capacit di movimento. Questo avvicinamento tra le fibre non sufficiente per creare, in questo luogo, gli incroci patologici. Questi si formano tra le fibre gi esistenti e le nuove fibrille recentemente sintetizzate. La incorporazione di questi nuovi incroci alla struttura collagene gi esistente ci che principalmente limita la elasticit del collagene impedendo il movimento naturale tra le vecchie fibre. In terzo luogo questa limitazione di movimento impedisce un corretto orientamento delle nuove fibre recentemente sintetizzate, ci aumenta la quantit degli incrociamento patologici. Dobbiamo ricordare che lorientamento adeguato delle fibre di collageno dipende dalla pressione e dal movimento adeguato. Come risultato tutta questa azione altera la plasticit e labilit della struttura del tessuto connettivo con la conseguente formazione di cordoni che induriscono il tessuto.

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FIG 7

AZIONE DIFENSIVA DEL SISTEMA FASCIALE Cos il corpo per azione difensiva del sistema fasciale, sviluppa uno schema di movimento nuovo, che mantiene questa asimmetria difensiva prodotta allo scopo di protezione contro il dolore (3,6,12). A secondo che il processo dolore-difesa duri un tempo prolungato, allora i cambi si sviluppano in un modo pi fisso. Con il tempo si trasforma in abitudine. In generale, in questo processo si sviluppa laccorciamento delle strutture che restano in disuso o utilizzate in modo limitato per lazione di protezione. Questo compenso con il tempo produce un accorciamento e deviazioni permanenti. Il sistema fasciale accumula questo comportamento e con il tempo lo converte in proprio, a causa dei movimenti costanti e ripetitivi. Questa capacit di creare e realizzare le compensazioni significa la capacit del corpo di sopravvivere. Senza di essa sarebbe impossibile per esempio camminare con una distorsione di caviglia, usare la mano con dito mozzato, etc. ORIGINE EMOZIONALE Per questa ragione qualunque azione terapeutica diretta esclusivamente alla parte fisica pu risolvere solamente il problema in modo parziale, il quale per ha un origine 12

emozionale. Solamente se abbiamo la completa chiarezza della situazione emozionale, possiamo agire in modo appropriato per curare (12,3,2). In tal modo la immagine del dolore e lincapacit di origine fisica, si confondono con quella di origine emozionale, cos le reazioni del corpo sono uguali: dolore e limitazione e incapacit funzionale. Per esempio, il dolore a livello dei trapezi uguale generato dalla stanchezza o per le preoccupazioni accumulate, come lo quando si presenta dopo di una caduta traumatica.le sensazioni fisiche e le emozionali si presentano insieme e si influenzano tra loro. Cos siamo arrivati al tema del trattamento. Con le terapie che non associano i due elementi anteriormente menzionati difficile realizzare trattamenti effettivamente completi e duraturi (12). TERAPIA MIOFASCIALE Le Terapie Miofasciale esplorano entrambi i campi. Il fisioterapista con movimenti delicati e precisi pu determinare il luogo della lesione e condurre il corpo al movimento che lo porta alla cura. Questo processo coinvolge ugualmente sia le reazioni fisiche e sia quelle emozionali. un processo complesso per in nessun momento traumatico. un procedimento fisico che facilita la liberazione degli esiti di un trauma fisico e emotivo, effetto di lesioni anteriori. Come menzionato prima il corpo si trova in un movimento costante. La facilitazione del movimento miofasciale essenziale in una terapia motoria moderna e allavanguardia. A differenza di altre terapie che guidano gli atti del corpo, in questa , il terapista annulla la gravit e permette che i movimenti naturali del corpo abbiano il predominio fino a che accada la liberazione completa. Il sistema di motoneuroni crea una intercomunicazione con il sistema facciale che spiega i processi fisico- chimici che producono i miglioramenti strutturali ed emozionali osservati in questo importante procedimento. Per questo un altro capitolo, di questo tanto esteso, innovativo e appassionante argomento.

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LEGENDA

Fig.1 Rappresentazione grafica della completa struttura dellavvolgimento del tessuto connettivo che si trova attorno ad ognuno degli elementi che formano il muscolo dandogli la forma, proteggendolo e controllando il suo svolgimento ( Pubblicato con il permesso di Pilat A., Induzione Miofasciale, McGraw-Hill Interamericana, Madrid,2003). Fig. 2 Esiste una continuit dellazione meccanica inseparabile tra il muscolo tendine, periostio e osso( per ogni ulteriore dettaglio vedere i capitoli di anatomia e biomeccanica). ( Pubblicato con il permesso di Pilat A., Induzione Miofasciale, McGraw-Hill Interamericana, Madrid,2003). Fig. 3 Rappresentazione schematica del tessuto connettivo. ( Pubblicato con il permesso di Pilat A., Induzione Miofasciale, McGraw-Hill Interamericana, Madrid,2003). Fig. 4 Il movimento reciproco tra loccipite e il sacro ( Ridisegnato da Upledger 1997). Fig. 5 La risposta corporea di fronte ad uno stress emozionale fisica. Fig. 6 Lo schema di formazione del trauma del sistema fasciale. ( Pubblicato con il permesso di Pilat A., Induzione Miofasciale, McGraw-Hill Interamericana, Madrid,2003). 14

Fig. 7 Schema della risposta meccanica allimpulso di stiramento tra le fibre sane (liberate da lincrociamento patologico) e le fibre con incrociamento patologico. Le fibre liberate da lincrociamento patologico a riposo(A), le fibre con incrociamento patologico a riposo(B), le fibre liberate da lincrociamento patologico in stiramento(C), le fibre con incrociamento patologico in stiramento(D). osservare la differenza tra le ampiezze di stiramento tra (C) e (D). Fig. 8 Il corpo sottoposto a prolungato stress meccanico o emotivo crea i suoi propri sistemi di fuga attraverso i diversi tipi di compensazioni. Tuttavia queste soluzioni danno solo un risultato positivo temporaneo, creando allo stesso tempo altre compensazioni. Con il tempo le possibilit di nuovi compensi si esauriscono ed il corpo si trova senza via di uscita entrando in un circolo vizioso di difesa, infiammazioni, dolori e una progressiva e irreversibile disfunzione. ( Pubblicato con il permesso di Pilat A., Induzione Miofasciale, McGraw-Hill Interamericana, Madrid,2003).

*Fisioterapeuta Director de la Escuela de Terapias Miofasciales Correspondencia: Apartado Postal N 75 28200 San Lorenzo de El Escorial (Madrid), Espaa **Fisioterapista Responsabile IACES per lItalia della Scuola di Terapia Miofasciale Per contatti e organizzazione di corsi e convegni: Ft Maurizio Casciotti Piacenza (Italia) e-mail: maus@enjoy.it tel. +39-0523-612166 fax +39-0523-610232

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