Sei sulla pagina 1di 3

Ecco cosa d gioia (e non piacere) alla nostra vita

ZADIE SMITH

OTREBBE essere utile distinguere il concetto di piacere da quello di gioia. Ma forse una distinzione che tutti fanno molto facilmente, di continuo, e sono solo io a essere confusa. Molta gente sembra credere che la gioia sia solo la versione pi intensa del piacere, e che ci si arrivi per la stessa strada: basta solo spingersi qualche passo pi avanti. Ma la mia esperienza dice tuttaltro. E se mi chiedeste se desidero provare pi spesso gioia nella vita, non sono affatto sicura che risponderei di s, proprio perch si dimostra unemozione molto difficile da gestire. A me non appare tanto evidente come si dovrebbe fare a conciliare la gioia con il resto della nostra vita quotidiana. Forse la prima cosa da dire che io provo almeno un po di piacere ogni giorno. Mi chiedo: sar pi della dose normale? Per me era cos anche durante linfanzia, periodo in cui, viceversa, tanta gente infelice. Non penso che sia perch mi succedono di continuo cose meravigliose, ma perch le piccole cose su di me hanno un grande impatto. Mi sembra, per esempio, di trarre una soddisfazione superiore alla norma dal cibo: qualunque tipo di cibo. SEGUE ALLE PAGINE 46 E 47

La scrittrice Zadie Smith racconta la pi ricercata delle emozioni, insensata come gli umani

ZADIE SMITH
(segue dalla prima pagina) n sandwich con luovo strapazzato comprato da uno di quei camioncini sudici su Washington Square ha veramente il potere di risollevarmi la giornata. Qualunque cosa mi venga messa davanti, in termini di cibo, di solito la promuovo col massimo dei voti. Verrebbe da pensare che alla gente piaccia cucinare per me, o mangiare in mia compagnia; ma in realt mi dicono che noioso. Quando non c giudizio critico non ci pu essere apprezzamento della competenza n gratitudine per uno sforzo speciale. Non dire che era delizioso, mi avverte mio marito, dici sempre che tutto delizioso. Ma era delizioso davvero. La cosa lo fa impazzire. Posso passare unintera giornata a pregustare un ghiacciolo. La persistente ansia che riempie il resto della mia vita si placa nel momento in cui ho il sapore di qualcosa di buono in bocca. E bench sia vero che quando il sapore finisce lansia ritorna, non abbiamo tante fonti affidabili di piacere, in questa vita, da permetterci di snobbarne una che cos facilmente a disposizione, specie qui in America. Un ghiaccioLe piccole cose lo allananas. Anche lenorme ansia della dai sandwich scrittura si pu fermain poi, hanno re per gli otto minuti su di me che ci vogliono per grande impatto mangiare un ghiacciolo allananas. Laltra mia fonte quotidiana di piacere sono ma vorrei che ci fosse un modo migliore per dirlo le facce della gente. Una ragazza dai capelli rossi, con un magnifico nasone che lei probabilmente detesta, gli occhi verdi e quella carnagione poco amante del sole composta pi di lentiggini che di pelle. Oppure un uomo adulto corpulento che fuma una sigaretta sotto la pioggia, con i baffi zuppi, sopra i quali, sorpresa: gli occhi svegli, il naso tozzo e la bocca da angioletto che aveva a otto anni. Uscendo dalla biblioteca a fine giornata affretto un po il passo verso casa per raccontare a mio marito di un adolescente spigoloso, con gli occhi di gatto, in jeans attillati e stivali a tacco alto, una normalissima felpa grigia, il trucco della sera prima e una setosa parrucca da Pocahontas indossata un po sbilenca sopra la capigliatura afro. Camminava ancheggiando, con le trecce al vento, usando lintera Broadway come sua passerella personale. Una principessina fuori servizio. Lo aggiungo per chiarezza, ma mio marito annuisce con un pizzico di insofferenza: non cera bisogno di ulteriori commenti. Anche mio marito un osservatore professionista.

INNO alla
In genere dei consigli che si trovano sulle riviste femminili bisogna solo diffidare, ma c qualcosa di vero nella vecchia massima del condividere gli stessi interessi. In effetti aiuta. A me piace starlo a sentire quando mi racconta della ragazza cinese che ha visto nellatrio, con un grosso libro di medicina in mano, cos bella che sembrava quasi dipinta. O dellaltissimo kenyano che ha incrociato in ascensore, la cui eleganza allungata riduceva tutti gli altri corpi nelle vicinanze alla condizione rattrappita e nodosa di un troll. In genere si tratta di persone che non ho visto mio marito lavora allottavo piano della biblioteca, io al quinto ma il solo ascoltarle descrivere pu essere un piacere quasi equivalente a quello di incontrarle dal vivo. E ancora pi piacevole quando ricreiamo la camminata, i gesti o la voce di questi sconosciuti, o intere conversazioni fra due persone in fila al bancomat, o due studenti su una panchina accanto alla fontana. E poi ci sono tutte le cose che fa e dice il nostro cane, totalmente antropomorfizzato e in genere offensivo, quando esprime il mondo di cose che io e mio marito non possiamo fare o dire in prima persona, fra noi o ad altra gente. State facendo il cane, ha detto di recente nostra figlia, sorprendendoci. Ha quasi tre anni e tutti i nostri linguaggi in codice stanno perdendo la loro privacy e diventandole comprensibili. Ovviamente sapevamo che prima o poi sarebbe arrivata alla piena consapevolezza, e che prima di allora avremmo dovuto smettere di litigare, fumare, mangiare carne, usare Internet, parlare della faccia delle al-

GIOIA

Quella nostra faticosa felicit cos lontana dal piacere


tre persone e dare voce al cane, ma adesso quel momento arrivato, lei capisce tutto, e noi ci ritroviamo incapaci di cambiare. Smettetela di fare il cane, ha detto, da stupidi, e per la prima volta in otto anni abbiamo guardato il cane e ci siamo vergognati. Di tanto in tanto anche la bambina un piacere, anche se perlopi una gioia, il che significa che non ci d molto piacere, ma pi che altro quella strana commistione di terrore, dolore e delizia che sono arrivata a riconoscere come gioia, e con cui adesso devo trovare un modo per convivere quotidianamente. un problema nuovo. Fino a poco tempo fa avevo conosciuto la gioia solo cinque volte in vita mia, forse sei, e ogni volta avevo tentato di dimenticarla subito dopo, per paura che il suo ricordo rendesse insensato e distruggesse tutto il resto. Diciamo sei. Tre di queste volte ero innamorata, ma solo una volta era un amore capace di funzionare, o verosimilmente in grado di procurarmi del piacere anche a lungo termine. Due volte ero drogata di sostanze molto diverse. Una volta ero nellacqua, una volta su un treno, una volta seduta in cima a un muro, una volta in cima a una collina, una volta in un locale notturno e una volta in un letto dospedale. difficile trarre conclusioni generali di fronte a un assortimento di dati cos ridotto e disomogeneo. Quello su cui sono incerta il caso del locale, e dato che si trattava sostanzialmente di unesperienza collettiva sento di poter coinvolgere il pubblico nel dibattito sulla questione. Mi rivolgo in particolare ai miei connazionali britannici. Connazionali britannici! O meglio, Lamore vero quelli di voi che hanno era alla fine avuto la fortuna di prodi una strada vare la prima generalunga e difficile zione dellanfetamina chiamata ecstasy sene mi sorprese za sperimentare le reazioni negative, a volte letali, che ora sappiamo essere state subite da altri: ecco, ho una domanda per voi. Quella era gioia? Mi interesserebbe particolarmente sentire lopinione di chi si trovava in un locale chiamato Fabric, vicino al vecchio mercato della carne di Smithfield, in una sera dellanno 1999 (mi dispiace di non saper essere pi precisa), quando il dj mix Can I Kick It? e poi Smells Like Teen Spirit al pezzo house che sembrava essere durato senza interruzioni per le quattro ore precedenti. Io, personalmente, stavo uscendo dai cavernosi bagni unisex (!) nella speranza di trovare la mia amica Sarah, o, se non lei, il mio amico Warren, o, se non lui, qualcuno che avesse piet di una ragazza che aveva preso dellecstasy di cui stava per cominciare a sentire leffetto, e che aveva perso tutti e tutto, compresa la sua borsa. Incespicando, mi reimmersi nella bolgia. Quasi tutti i maschi erano a torso nudo e quasi tutte le femmine, me compresa, indossavano strani grembiulini, di moda allepoca, che coprivano solo il davanti del torace, e mantenevano il decoro solo grazie a qualche laccetto dallaria non molto robusta legato in un fiocco grazioso dietro la schiena. Mi feci largo in mezzo a quella ressa di schiene nude sudate, disperata, chiedendomi dove, in un mega locale del genere, ci si potesse coricare per la notte (sulle scale? davanti alluscita antincendio?). Ma ogni cosa che tentavo di guardare esplodeva in mille pezzi e si rias-

sestava in una serie di frammenti che componevano un disegno, come se vivessi dentro un caleidoscopio. E comunque, dove stavo cercando di andare? Non cera pi nessun bar e nessuna chill-out zone: cera solo la pista da ballo. Era tutta una pista. Tutti ballavano. Io rimasi ferma, schiacciata da ogni lato dalle danze, convinta che da un momento allaltro sarei andata fuori di testa. Poi allimprovviso sentii Q-Tip benedetto Q-Tip! non un sintetizzatore, non un vocoder, ma Q-Tip, con la sua voce umana, che rappava sopra un beat umano. E mentre la testa mi si scoperchiava per lasciar entrare lumanissimo QTip, un tipo magro come uno spillo con due occhi enormi si allung in mezzo a un mare di corpi per prendermi la mano. Continuava a farmi la stessa domanda a ripetizione: La senti? La senti-

Levento

DA OGGI MARSIGLIA CAPITALE DELLA CULTURA


PARIGI Una grande festa popolare con fuochi dartificio, installazioni e spettacoli di strada. quello che accadr oggi e domani a Marsiglia per inaugurare un anno di mostre, spettacoli, incontri e concerti. La citt francese per tutto il 2013 si freger del titolo di capitale europea della cultura, trasformando le proprie piazze e le proprie strade in una vasta e poliedrica scena culturale. Nel corso del 2013 verranno inaugurate diverse opere architettoniche, tra cui il Mucem (Muse

Lautrice
Zadie Smith nata a Londra nel 1975 Tra i suoi libri Denti bianchi e Della bellezza. Questo testo uscito sulla New York Review of Books

vo s. I miei tacchi assurdi mi stavano uccidendo, avevo una paura tremenda di morire, ma allo stesso tempo traboccavo di godimento nel sentire che Can I Kick It? veniva suonata proprio in quel particolare istante della storia del mondo, e adesso si stava trasformando in Smells Like Teen Spirit. Presi il tipo per mano. Il coperchio della testa mi vol via definitivamente. Ballammo e ballammo. Ci abbandonammo alla gioia. Anni dopo, ascoltando una canzone intitolata Weak Become Heroes, dellartista inglese The Streets, ho trovato quellesperienza ricreata quasi perfettamente nelle sue rime, e mi sono resa conto che, cos come la maggioranza dei bambini americani che erano vivi nel 1969 videro latterraggio sulla luna, quasi tutti gli inglesi che avevano fra i sedici e i trentanni negli anni Novanta hanno incontrato una qualche versione del pa-

des Civilisations de lEurope et de la Mediterrane), lambizioso museo disegnato da Rudy Ricciotti sorto allingresso del porto vecchio. Ma anche la Villa Mediterrane, centro dedicato alle problematiche del Mediterraneo progettato da Stefano Boeri. Grazie a un budget di quasi 100 milioni di euro, nel corso dei prossimi mesi il ricchissimo programma proporr ottanta mostre e oltre quattrocento appuntamenti. (Fabio Gambaro)
RIPRODUZIONE RISERVATA

sticcaro smilzo in cui mi ero imbattuta io quella sera al Fabric. Il nome che gli d The Streets European Bob. Io ho il sospetto che sia una figura archetipica della mia generazione. Un altro esemplare di questa razza il personaggio di Super Hans nella sitcom britannica Peep Show, anche se sarebbe pi corretto dire che Super Hans European Bob da vecchio (a quarantanni). Il nome del mio pasticcaro non me lo ricordo, ma lo chiamer Sorrisone. Era uno di quegli sconosciuti che si incontravano esclusivamente sulla pista di una discoteca, oppure su una spiaggia di Ibiza. Tendevano ad avere soprannomi inesplicabili, nessun domicilio o legame familiare che si potesse mai identificare, una capacit illimitata di assumere droghe e un senso di benevolenza universale verso tutti gli uomini e le donne, a prescindere dal colore della pelle, dal credo religioso o dallo stato di alterazione. [...] Quella era gioia? Probabilmente no. Ma imitava piuttosto bene le condizioni della gioia. Racchiudeva, in forma minore, la grossa fatica che in genere precede la gioia, e la sensazione una volta raggiunta la gioia che il soggetto che la prova sia in qualche modo entrato in quellemozione, e ci sia scomparso dentro. Il piacere qualcosa che ho, una sensazione che voglio provare e fare mia. Una vacanza al mare un piacere. Un vestito nuovo un piacere. Ma sulla pista di quel locale io ero la gioia, o quantomeno un pezzetto di gioia, insieme a tutte quelle altre centinaia di persone che erano anche loro parte della gioia. (...) Lamore vero arrivato molto pi tardi. Era alla fine di una strada lunga e difficile, e fino allultimo momento ero convinta che non sarebbe sbocciato. Il suo arrivo mi ha colto cos di sorpresa, cos impreparata, che per quel giorno avevo gi programmato di andare a visitare insieme il museo dellOlocausto di Auschwitz. Sul treno che ci portava al pullman che ci avrebbe portati a destinazione, tu mi accarezzavi i piedi. Eravamo diretti verso tutto ci che rende la vita intollerabile, e provavamo lunica cosa che la rende degna di essere vissuta. E cio la gioia. Ma non serve a niente pensarci o parlarne. del tutto fuori posto accanto alla furiosa litigata su chi ha pulito la casa o andato a prendere la bambina. irrilevante quando si sta seduti tranquilli sul divano a guardare un vecchio film, o si fa limitazione di due vecchiette in un negozio, o quando io mangio un ghiacciolo Se fossimo sani mentre tu mi guardi di mente male, o quando lavoriamo su due piani di- sceglieremmo versi della stessa bi- un sentimento blioteca. Non centra pi semplice nulla con la quotidianit. La cosa che nessuno dice mai della gioia che contiene pochissimo vero piacere. Eppure se non lavessimo sperimentata affatto, almeno una volta, come faremmo a vivere? Un pensiero conclusivo: a volte la gioia si moltiplica pericolosamente. Lesempio pi famigerato sono i figli. Non gi abbastanza tremendo che la persona amata, con la quale hai provato autentica gioia, un giorno finirai per perderla? Perch aggiungere a questincubo un figlio, la cui perdita, se mai dovesse avvenire, equivarrebbe per te al totale annientamento? Va detto che una gioia altrettanto pericolosa, per molte persone, rappresentata dal cane o dal gatto, dato che le relazioni con gli animali sono in un certo senso rese ancora pi intense dalla loro ineluttabile finitudine. Uno spera sempre di andarsene prima del proprio figlio. Ma quasi sicuro che il cane se ne andr prima di lui. La gioia una follia soltanto umana. Lo scrittore Julian Barnes, parlando del lutto, una volta ha detto: Tanto valore ha una cosa, tanto fa male perderla. In realt era stato un suo amico a scrivere questa frase in una lettera di condoglianze, e Julian lha ripetuta a mio marito, che lha ripetuta a me. Da allora, quelle parole ci sono rimaste impresse per mesi, nella loro chiarezza e brutalit. Tanto valore ha una cosa, tanto fa male perderla. Che paradosso. Perch uno dovrebbe accettare delle condizioni tanto assurde? Se fossimo sani di mente e ragionevoli, ogni volta sceglieremmo senzaltro un piacere piuttosto che una gioia, come fanno, sensatamente, gli animali stessi. In fondo un piacere, quando finisce, non fa molto male a nessuno, e si pu sempre rimpiazzare con un altro di valore pi o meno equivalente. Traduzione Martina Testa 2013 Zadie Smith
RIPRODUZIONE RISERVATA