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Corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie Mediche

Anno Accademico 2006/2007


La genomica nutrizionale – NUTRIGENOMICA – studia le
interazioni tra dieta e geni.

I nutrienti presenti nel cibo possono regolare e/o alterare


l’espressione e/o la struttura dei geni, oppure possono agire
in maniera differente sui vari individui a seconda del loro
patrimonio genetico.

Studiando il legame che intercorre tra geni, nutrienti


specifici e malattie – diabete cardiopatie tumori sindromi
neurodegenerative invecchiamento – sarebbe possibile
formulare un programma di alimentazione modellato sul
profilo genetico del soggetto.
Il nuovo (?!) campo (o mercato?!) della genomica
nutrizionale sta decollando sia in America che in
Europa.

Allo stato attuale, la genomica nutrizionale non è


andata molto oltre rispetto alle direttive di sana
alimentazione, attente ma pur sempre standard.

Il campo della nutrigenomica inoltre si interseca con


quello degli alimenti funzionali.
Oggi discutiamo tutti di «radicali liberi», presto
parleremo di «nutrigenomica» e nessuno ci risponderà
«nutri… che?».
Sapremo tutti che è la scienza che ci aiuterà a restare
sani e giovani più a lungo: come?
Intervenendo direttamente sul nostro DNA con la
medicina più consigliata dai tempi di Ippocrate: il
CIBO.

L’elisir di giovinezza quindi sembra che abbia a che


fare con il cibo, con nutrienti disparati come il curry, il
vino rosso, il licopene, unità ORAC e il DNA.
ALIMENTAZIONE
Metionina

Tetraidrofolato Serina

S-adenosil- Glicina
metionina
Accettore
di metili
Metionina 5,10 metilentetraidrofolato
Vitamina B12 sintasi
Accettore
metilato 5,10 MTHF
S-adenosil- reduttasi NADPH
omocisteina
5 Metiltetraidrofolato NADP +

Omocisteina

Cistationina b-sintasi Vitamina B6


uridilato timidilato

Cistationina
5,10-metenil-THF e 10-formil-THF

Cisteina
Purine: adenina e guanina

Solfato+H O
2
Visione d’insieme del metabolismo
dei folati e della vitamina B12
Urine
Curry, 'elisir di giovinezza‘, per il cervello

Il CURCUMINO, pigmento che regala il tipico colore giallo


ocra alla spezia orientale, sembrerebbe proteggere i neuroni da
malattie degenerative.

A scoprire il segreto della popolazione dell'India, dove


Alzheimer e Parkinson hanno un'incidenza sette volte minore
che negli Usa, è uno studio italo-americano condotto
dall'Istituto di Scienze Neurologiche del CNR di Catania in
collaborazione con il Rockfeller Neuroscience Institute di
Washington e coordinato da Giovanni Scapagnini.
Il curry è una miscela di aromi e spezie di origine indiana,
tostati in padella e poi pestati finemente, dalla composizione
molto variabile.
I componenti principali sono: il curcumimo (a cui si deve il
colore giallo carico dei cibi cucinati con il curry), il
cardamomo, il coriandolo, il pepe nero, lo zenzero, la noce
moscata, ma anche fieno greco, chiodi di garofano, cannella e
peperoncino.

La parola curry è europea e deriva dal nome “cari”


(assegnatogli dal popolo Tamil dell’India meridionale e del
nord di Ceylon), che significa salsa.
ROS  SPECIE REATTIVE DELL’ O2

L’ossigeno per il suo potere ossidante si comporta come un forte


accettore di elettroni e ciò porta alla formazione di vari intermedi
reattivi noti come Specie Reattive dell’Ossigeno o ROS

Radicali di O superossido
Radicali liberi: (ROS) idrossile
molecole con n°dispari
di e- negli orbitali esterni Radicali di N ossido nitrico
instabili e molto reattivi (RNS) diossido nitrico
ROS
perossinitrito
Perossido di idrogeno Radicali tiolici

Acido ipocloroso
Reazioni chimiche di formazione dei ROS
Reazioni chimiche di formazione dei ROS
e- Ossidasi
Mitocondri O2 O2• Radicale superossido

SOD
2 O2• + 2H+ H2O2 + O2
Perossido di idrogeno

H2O2 + Fe2+ (o Cu 1+)  OH- + OH• + Fe3+ (o Cu 2+)


Reazione di Fenton Radicale idrossilico

H2O2 + O 2•  O2 + OH- + OH•


Reazione di Haber-Weiss Radicale idrossilico

idrolisi
H2O H• + OH• Radicale idrossilico
Fonti endogene Difese antiossidanti Fonti esogene
Mitocondri Sistemi enzimatici Raggi UV
Perossisomi SOD, CAT, GSH-Px Radiazioni ionizzanti
NADPH ossidasi Sistemi non enzimatici Inquinamento
Citocromo P450 Glutatione, vitamine A Fumo
E C B6 B9, chelanti Chemioterapici

 ROS 

Alterazione di Alterazione di
funzioni fisiologiche
omeostasi funzioni fisiologiche

Danni Danni
casuali specifici

Crescita normalità
Fagocitosi Invecchiamento
Apoptosi Malattia
Detossificazione Morte cellulare
Danni ossidativi provocati dai ROS
Le macromolecole biologiche
più esposte al danno ossidativo
Ossidazione dei residui aa (pro, lys, arg, hys)
Ossidazione dei gruppi SH Perdita di attività delle metallo-
di metionina e cisteina
Proteine proteine emoproteine, Cu/ZnSOD
Formazione di ponti disolfuro
Frammentazione peptidica
intra- e inter-molecolari

Rottura o riarrangiamento della doppia elica


DNA Mutazioni G  T
Ossidazione delle basi puriniche e pirimidiniche

Formazione di isoprostani
da acido arachidonico  NO
PUFA  PGI2 prostaciclina
α-linolenico omega-3
molecole di adesione
Le LDL ossidate  infiltrazione cellulare
LDL captate dai macrofagi  tono vasomotorio
infiltrano la parete arteriosa aggregazione piastrinica
 cellule schiumose  ateroma
Teoria dei radicali liberi sull’invecchiamento
Harman formulò tale teoria a invecchiamento eccesso di ROS
metà degli anni cinquanta (1956)
insorgenza di malattie cronico-degenerative
declino del sistema aterosclerosi, malattie cardiovascolari, diabete, cancro,
immunitario declino cognitivo, malattie neurodegenerative, demenza

Disordine
DNA strutturale
Malattie cronico-
Disordine degenerative
Proteine strutturale
ROS
Perdita fluidità
PUFA di membrana
Aterosclerosi
LDL
LDL ossidate
Funzioni benefiche dei ROS
I ROS sono mediatori essenziali di importanti reazioni
biologiche protettive per la salute dell’uomo
Neutrofili e macrofagi quando fagocitano batteri
e microrganismi vanno incontro alla cosiddetta
Fagocitosi
esplosione ossidativa con iperproduzione dei ROS
ed eliminazione dell’ospite dannoso
“poliziotto” o “angelo custode” della
cellula
Apoptosi Processo biologico destinato alla eliminazione selettiva
di cellule precancerose e cancerose, di cellule infettate
da virus, di cellule danneggiate, che possono nuocere.

Reazioni di detossificazione
Trasduzione di
Altre di sostanze tossiche farmaci
segnali mitogenici
cancerogeni chimici
Dannosa
La terapia antiossidante

Utile
Dannosa

No riduzione dell’incidenza
Trial clinico “ATBC” di cancro al polmone
in maschi fumatori
N. Engl. J. Med., 1994 Più alta incidenza di cancro
al polmone e di mortalità tra i
fumatori che ricevevano β-carotene

Trial clinico “CARET”


in fumatori e lavoratori dell’asbesto  cancro al polmone
Omenn, N. Engl. J. Med., 1996
Utile

Diminuzione incidenza di cancro


della prostata con la vitamina E

Nelle persone che assumono antiossidanti


con la dieta in particolare b-carotene, vit. E,
vit.C, selenio da soli o in associazione come cancro gastrico
farmaci o per via naturale con vegetali
cancro del colon
cancro della prostata
Minore incidenza
cancro esofageo
cancro del polmone
Benefici della vitamina E in non fumatori
nella malattia di Alzheimer
Sano, N. Engl. J. Med., 1997 AV, in review Salganik, 2001
A rischio di cancro, malattie cardiovascolari,
IperROSproduttori neurodegenerative cataratta a causa del danno
ossidativo dei costituenti cellulari

Antiossidanti Potrebbero risultare efficienti

A rischio di cancro a causa della minore attività


IpoROSproduttori delle reazioni biologiche protettive dei ROS
quali la fagocitosi, l’apoptosi, la detossificazione

Antiossidanti Potrebbero risultare non efficienti a causa di


Blocco apoptosi e detossificazione
Interferenza con chemioterapici pro-apoptotici
Biomarkers di stress ossidativo

Lipidi
biomolecole
DNA
ossidate
Proteine

Vitamine A - E - C
b-carotene – folati
B12 - B6 – selenio
antiossidanti Mg – Zn – Cu -
omocisteina

SOD - CAT - GSH-Px


GSH-Rx – TRX1 nel GR
Biomarkers di ossidazione lipidica

1. Sostanze reattive dell’acido tiobarbiturico (TBARS)

Il saggio TBARS Saggio spettrofotometrico che misura un


su plasma cromogeno che si sviluppa tra l’ TBA
e malonildialdeide (marker di lipossidaz.)
Poco specifico per
interferenza con altri Si preferisce quindi usare l’HPLC
substrati del TBA

perossidazione di acidi grassi n-6


pentano
2. Idrocarburi volatili
perossidazione di acidi grassi n-3
etano

test semplice ma poco specifico


3. F2-isoprostani

Derivano dalla perossidazione ROS-indotta


degli acidi arachidonico e linolenico
costituenti fondamentali delle membrane

Sono molecole prostaglandino-simili

L’isoprostano più abbondante è la


8-isoprostaglandinaF2α (8isoPGF2α)

Si dosano sulle urine meglio che sul siero

Metodo della GS/MS


costoso per screening ma sensibile e specifico

Saggio immunoenzimatico
meno specifico per reazioni crociate con altri prostanoidi
Biomarkers di danno ossidativo del DNA

1. 8-oxo-deossiguanosina (8-oxo-dG)

È il marker più usato per valutare


il danno ossidativo del DNA

L’ossidazione del C-8 della guanina


provoca una trasversione G T nel DNA

Misurata su DNA di linfociti


e di altri tessuti e sulle urine

HPLC, GC/MS, ELISA


2. Autoanticorpi verso HMdU

L’HMdU deriva dall’ossidazione della timina

L’uomo produce autoanticorpi contro HMdU

Dosaggio con ELISA

3. COMET assay (variante con Endonucleasi III)

Elettroforesi su microgel del DNA singole cellule


Se ci sono danni all’elica, il DNA si rilassa
e assume l’aspetto della coda di una cometa
l’ampiezza della cometa è proporzionale
al danno e al numero di “breaks” sul DNA
Biomarkers di ossidazione delle proteine

Proteine carbonilate

Plasma

Saggio colorimetrico convenzionale


con dinitrofenilidrazina

Saggio ELISA

Elevati valori di proteine carbonilate sono associate con


malattia di Alzheimer, Parkinson, distrofia muscolare
di Duchenne, artrite reumatoide