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LE LESIONI LEGAMENTOSE

DELLA CAVIGLIA
C. Fusco

LA CAVIGLIA
FREQUENTE SEDE DI
LESIONE TRAUMATICA

STRUTTURA PIU ROBUSTA DEL


RETROPIEDE
ELEMENTO DI TRASMISSIONE
DELLE FORZE DI CARICO

R. D. Ferkel, 2000

La caviglia
(articolazione tibio-peroneo-astragalica)
una trocleoartrosi

TROCLEOARTROSI
- CILINDRO CONVESSO ASTRAGALICO
- MORTAIO TIBIO-PERONEALE

MOVIMENTI
FLESSIONE - ESTENSIONE
20-30
30-50

Il movimento di Flesso-Estensione si svolge


esclusivamente a livello della Tibio-Tarsica
La Prono-Supinazione un movimento complesso che si
svolge prevalentemente a livello della Sotto-Astragalica

COMPORTAMENTO CINEMATICO
PRINCIPALI ATTI DI
MOTO (correlati al
movimento del piede):
1. flessione
(dorsiflessione)
2. estensione
(flessione plantare)
GLI ARCHI DI MOVIMENTO NON
PARTICOLARMENTE AMPI: valore
medio durante il cammino 30
FLESSIONE PLANTARE
A 7

0-12% ciclo del passo

DORSIFLESSIONE A 10

12-48% ciclo del passo

FLESSIONE PLANTARE
A 20

48-62% ciclo del passo

DORSIFLESSIONE FINO
A POSIZIONE NEUTRA

62-100% ciclo del paso

ESCURSIONE ARTICOLARE E
LA STABILITA DELLA CAVIGLIA
1- CONFORMAZIONE OSSEA
2- STABILIZZATORI ATTIVI
3- STABILIZZATORI PASSIVI

I LEGAMENTI DELLA CAVIGLIA

PRINCIPALI
LATERALI
MEDIALI

ACCESSORI
ANTERIORE
POSTERIORE

COMPARTIMENTO LATERALE
3 LEGAMENTI
PAA
nastriforme, appiattito e
quadrilatero
PC
cordoniforme
PAP
quasi orizzontale di forma trapezoidale

COMPARTIMENTO MEDIALE
LEGAMENTO DELTOIDEO
ROBUSTA STRUTTURA TRIANGOLARE
4 FASCI
TIBIO-ASTRAGALICO ANT.
TIBIO-SCAFOIDEO
TIBIO-CALCANEARE
TIBIO-ASTRAGALICO POST.

STRATO SUPERFICIALE ESTRATO PROFONDO

EVENTI TRAUMATICI
- INCIDENTI SPORTIVI (LESIONI NELLO SPORT)
- SCIVOLATE SUL TERRENO O SULLE SCALE
- CADUTE DA DIVERSE ALTEZZE
- INFORTUNI PROFESSIONALI
- INCIDENTI STRADALI

E STATO STIMATO CHE NEGLI STATI UNITI OGNI GIORNO SI


VERIFICANO 27.000 DISTORSIONI DI CAVIGLIA

DEFINIZIONE
LA DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA
PUO ESSERE DEFINITA COME UNA
LESIONE DELLE PARTI MOLLI DI
QUESTA ARTICOLAZIONE QUANDO IL
MOVIMENTO DELLASTRAGALO NEL
MORTAIO TIBIO-PERONEALE ECCEDE
I LIMITI FISIOLOGICI IMPOSTI DAI
LEGAMENTI CHE LO VINCOLANO
P.E. SCRANTON,2001

LA CAVIGLIA
ARTICOLAZIONE CON PIU ALTA INCIDENZA DI
LESIONI NELLO SPORT
DISTORSIONI CAVIGLIA: 15-20%
JAKSON, 1974
BALWIN, 1982
JORGENSEN, 1984
MAEHLUM, 1984
KLIST, 1989
WEBB, 1990
LANZETTA, 1991
HEIDT, 1993
PETERSON, RENSTROM, 2001

ISTITUTO DI SCIENZA DELLO SPORT


DAL 1993-1996
3348 ATLETI
(Atleti delle varie Federazioni e Societ Sportive Nazionali )
CON LESIONI ACUTE E CRONICHE DELLAPPARATO LOCOMOTORE

1/3 DELLE LESIONI PIEDE-COLLO PIEDE

NEL 32% LESIONI ACUTE

DISTORSIONI CAVIGLIA: 84,9%

INCIDENZA PER TIPO DI SPORT


BASKET

31,5

CALCIO

19,2%

PALLAVOLO

13,7%

ATLETICA

13,45

GINNASTICA

7,95

TENNIS

3,3%

RUGBY

1,8%

PALLA A MANO

1,6%

HOCKEY

1,6%

FOOTBALL A.

1,6%

JUDO

1,6%
LANZETTA-VENTURA 1990

PREVALENZA DEL MECCANISMO


TRAUMATICO NON DA CONTATTO
LE GESTUALITA SPORTIVE PIU COINVOLTE
NICHOLAS 1978
CORRERE
SALTARE
MANTENERE LA POSIZIONE
DEAMBULARE
CALCIARE
LANCIARE

GLI SPORT PIU A RISCHIO QUELLI


IN CUI IL GESTO SALTARE E
MASSIMAMENTE RAPPRESENTATO
BASKET
VOLLEY
CALCIO
GINNASTICA
WEBB, 1990
FRIGNANI, 1991
PETERSON, 2001

I FATTORI PREDISPONENTI
INTRINSECI ED ESTRINSECI
RIVESTONO UN IMPORTANTE RUOLO EZIOLOGICO
NELLA DETERMINAZIONE DELLA LESIONE

LINDIVIDUAZIONE E LA CORREZIONE DI TALI


FATTORI PUO DIMINUIRE IL RISCHIO DI LESIONE
CLANTON, 1998

FATTORI PREDISPONENTI
INTRINSECI ED ESTRINSECI
Talune caratteristiche morfologiche e funzionali
(Lassit capsulo-legamentosa costituzionale,sovrappeso, dismetrie,anomalie
assiali o torsionali dellarto inferiore, squilibri posturali)

Alterazioni dellappoggio (anomalie del retropiede)


Squilibri muscolari (ipotonia peronieri)
Alterazioni e disturbi propriocettivi
Calzature non idonee
Terreni irregolari, fangosi o ghiacciati, sintetici

FATTORI DETERMINANTI
Contatto incongruo al suolo allatto del saltare
o nella ricaduta dallalto
Arresto brusco
Rapido cambio direzionale

Contatto con lavversario

NEI TRAUMI ACUTI DI CAVIGLIA DEL CALCIATORE

RAPPORTO
LESIONE/ TIPO DI TERRENO
SU CAMPI IN TERRA BATTUTA : 25%
SU CAMPI IN ERBA: 17%

INCIDENZA SUI TERRENI DURI , SPECIE SE IRREGOLARI


RISPETTO AL MANTO ERBOSO
LA SPIEGAGIONE PATOGENETICA POTREBBE ESSERE
LEGATA ALLE CALZATURE

RUOLO DELLE CALZATURE


SUL TERRENO DURO USO DICALZATURE CON TACCHETTI
PIU BASSI E NUMEROSI

SU ERBA CALZATURE CON TACCHETTI


PIU ALTI E IN MINOR NUMERO

FREQUENZA DANNO ANATOMICO


LEGAMENTI LATERALI (57%)
LEGAMENTO MEDIALE

TRAUMA IN INVERSIONE (90%)


TRAUMA IN EVERSIONE (10%)

TRAUMA IN INVERSIONE
COMPLESSO CAPSULOLEGAMENTOSO ESTERNO
con sequela progressiva del danno

90% DELLE DISTORSIONI DI CAVIGLIA


RICADUTA DA UN SALTO
BRUSCHI CAMBI DI DIREZIONE
IRREGOLARITA DEL TERRENO
CONTRASTI DI GIOCO

SEQUELA LESIONI CAPSULO-LEGAMENTOSE LATERALI

CAPSULA ANTERO-LATERALE
LEG. PERONEO-ASTRAGALICO ANT.
FASCI ANTERIORI SINDESMOSI TIBIO-PER. DIST.
LEG. PERONEO-CALCANEARE
LEG. PERONEO-ASTRAGALICO POST.

GRACE,1984

TRAUMA IN EVERSIONE
COMPLESSO CAPSULOLEGAMENTOSO MEDIALE

(10%) DELLE DISTORSIONI DI CAVIGLIA


MENO FREQUENTE
GENERALMENTE NON GRAVE
LEGAMENTO DELTOIDEO MINIMAMENTE STIRATO
(PERUGIA, 1995)
TRAUMA IN FLESSIONE

Capsula posteriore

TRAUMA IN ESTENSIONE

Capsula anteriore e lussazione dei peronieri

LESIONI ASSOCIATE
CORRELATE ALLEVENTO TRAUMATICO
INIZIALE
OPPURE
DOVUTE AGLI STRESS RIPETUTI NELLE
INSTABILITA CRONICHE
DI CAVIGLIA

Lesioni associate allinstabilit di caviglia


Strutture patologiche
Tenosinovite dei peronei

77%

Impingement

67%

Lassit del retinacolo

54%

Sinovite

49%

Corpi mobili intra-articolari

26%

Rottura longitudinale del peroneo breve

25%

Lesioni condrali dellastragalo

23%
(DiGiovanni 2000)

LESIONI DELLA SINDESMOSI TIBIO-PERONEALE DISTALE


Distorsione di caviglia/danno sindesmosi:
63% (diagnosi con RMN, Brown 2004)
Lesione isolata della sindesmosi in una distorsione di caviglia:
1%-11% (Grass 2000)
INSUFFICIENZA DELLA SOTTOASTRAGALICA
Strutturale: danno anatomico
Funzionale: da squilibri muscolari, da disordini propriocettivi
da lassit legamentosa

DEVONO ESSERE DIAGNOSTICATE E TRATTATE

DIAGNOSI
LA PRECISA DIAGNOSI QUALITATIVA
E QUANTITATIVA DELLINSTABILITA
DI CAVIGLIA

CORRETTO MANAGEMENT
TERAPEUTICO

CLASSIFICAZIONI
Criteri anamnestico-evolutivi
Criteri anatomo-patologici
Segni e sintomi clinici
Criteri funzionali

CLASSIFICAZIONE ANAMNESTICO EVOLUTIVA


LESIONI ACUTE
LESIONI ACUTE SU PRECEDENTI
LASSITA CRONICA
(LANZETTA, 1983 )

CLSSIFICAZIONE ANATOMO-PATOLOGICA
4 GRADI
GRADO
GRADO
GRADO
GRADO

0
1
2
3

SENZA VERA ROTTURA


LESIONE P.A.A.
LESIONE P.A.A. + P.C.
LESIONE P.A.A. + P.C. + P.A.P.
(CASTAING, 1968, 1972)

CORRELAZIONE GRADO DI LESIONE- ESAME CLINICO


WEST POINT GRADING SISTEM , 1996
GRADO I: allungamento del LPAA.
Lieve tumefazione, dolorabilit ed
ecchimosi. Capacit di carico completa o
parziale. Non instabilit.
GRADO II: parziale lesione del LPAA e
LPC. Moderata dolorabilit, tumefazione
ed ecchimosi. Deambulazione difficoltosa
senza stampelle. Instabilit assente o
lieve.
GRADO III: completa lesione del LPAA,
LPC e LPAP. Tumefazione dolorabilit ed
ecchimosi marcata e diffusa. Non
capacit di carico. Franca instabilit.

ITER DIAGNOSTICO
Anamnesi
Es. Clinico
Es. strumentali morfologici
Es. strumentali funzionali

ANAMNESI
ELEMENTI DI MAGGIOR RILIEVO

Meccanismo traumatico
Sensazione avvertita dal paziente
spostamento articolare
Instabilit al tentativo di carico

Precedenti eventi traumatici alla


medesima caviglia o alla controlaterale
Instabilit cronica post-traumatica
Instabilit costituzionale

ESAME OBIETTIVO
CLASSIFICAZIONE IN 3 GRADI
GRADO 1
Lieve tumefazione,
Dolorabilit ed ecchimosi.
Capacit di carico completa o parziale.
Non instabilit
GRADO 2
Moderata tumefazione,
dolorabilit ed ecchimosi,
deambulazione difficoltosa
senza stampelle.
Instabilit assente o lieve

GRADO 3

Marcata tumefazione,
dolorabilit ed ecchimosi.
Non capacit al carico.
Franca instabilit

CLANTON T., 2000


La domanda che ci dobbiamo porre :
Caviglia stabile
Caviglia instabile

Test clinici specifici


patognomonici

Esami
strumentali mirati

TEST DEL CASSETTO


ASTRAGALICO
Corretta esecuzione
Comparazione con
controlaterale
Leccessiva traslazione
anteriore del piede indica che
almeno il legamento peroneoastragalico anteriore

CLANTON, 2000

completamente rotto

TEST DELLO STRESS


IN INVERSIONE
Sensazione di un eccessivo
movimento del piede durante
linversione

Lesione dei legamenti


PAA e PC

LESIONI CAPSULO-LEGAMENTOSE
MEDIALI
Il 2,8 % di lesioni laterali si associa a
lesione del compartimento mediale
Bruns J. et al., 1987

La lesione isolata del legamento deltoideo


senza lesione legamentosa laterale rara
Il suo interessamento viene valutato
mediante test di stress in eversione

ULTERIORI TEST CLINICI PER LE LESIONI ASSOCIATE

Test della pressione: viene esercitata


una pressione con il pollice sulla
porzione anteriore della sindesmosi T.P

Lesione Sindesmosi
T.P. distale

Pressione sulla porzione prossimale


del perone

Frattura di Maisonneuve

Pressione sul 5 metatarso per


valutare la eventuale concomitanza

Frattura di Jones

Test per la valutazione della


sottoastragalica

Lesione legamento
interosseo

ESAMI STRUMENTALI
MORFOLOGICI
RX-GRAFIE STANDARD E DINAMICHE
ECOGRAFIA
TC
RMN
Gli esami strumentali, quando necessari, devono essere mirati
in base al quadro clinico, ed inoltre nelle lesioni acute minori
siamo daccordo con C.N. Van Dijk, 2000:

ESAME RADIOGRAFICO
Rimane lesame di base per la valutazione dei traumi
Non necessario nelle forme piu lievi e qualora
non sia presente una dolorabilit ossea localizzata

Esame Rx standard con proiezioni


AP
Laterale
Obliqua (visualizzazione mortaio
con la sindesmosi TP)

Rx dinamiche (sotto stress).


Trovano indicazione, se i test clinici di instabilit sono positivi, per
la quantificazione dellinstabilit, sia nelle lesioni acute che nelle
croniche piu severe.
M.J. Breitenseher, 1999

CLASSIFICAZIONE RX-GRAFICA
STRESS IN VARO-EQUINO FORZATO
STRESS IN EQUINO CON ANTERO-PULSIONE
LANZETTA, 1977
VARO

ANTERO-PULSIONE

GRADO 0

< 10

< 5mm

GRADO 1

10-18

5-10 mm

GRADO 2

19-25

11-15 mm

GRADO 3

> 25

> 15 mm

SUCCESSIVAMENTE
ALTRI VALORI ASSOLUTI DI LESIONE PER IL
TILTING DELLASTRAGALO

M. GLASGOW, 1980
O. KORKALA, 1987
L. Konradsen, 1991

> 6
> 15

C.N. Van Dijk, 1996

> 9
> 10

F. Spechiulli, 1999

> 3

Peraltro un Tilting negativo non esclude la presenza di lesioni legamentose.


Infatti studi clinici e su cadavere hanno dimostrato che lo stress in varo diventa
positivo solo se entrambi i legamenti PAA e PC sono lesionati

J.R. Cass, 1994

ECOGRAFIA:

Operatore dipendente

TAC:

se si sospetta un difetto
osteocondrale o una
frattura subtalare non
visibile radiograficamente

RMN:

Pu essere utile nei casi piu gravi e


per la diagnosi delle lesioni associate

Sindesmosi T. P. Distale K.W. Brown,2004


Sottoastragalica O. Jard, 2002
Lesioni condrali J. Linklater, 2002

ANAMNESI, ESAME CLINICO ED ESAMI


STRUMENTALI MORFOLOGICI

Ci consentono di distinguere

Instabilit
meccaniche

Instabilit
funzionali

Riabilitazione delle distorsioni di


caviglia

Dott. C.Fusco

TRATTAMENTO
INSTABILIT ACUTA
QUANDO ?
COME ?
PERCHE ?

QUANDO
SEMPRE (TUTTI I GRADI DI LESIONE)

TEMPESTIVAMENTE

COME
I e II GRADO:
CONSERVATIVO
PRICE

EVENTUALE TRATTAMENTO
CHIRURGICO DELLE LESIONI
ASSOCIATE
OSSEE
LEG. DELTOIDEO
CONDRALI
ATLETI, TILT TEST, RX STRESS > 15 gradi

GRANDE CONTROVERSIA

III GRADO

TRATTAMENTO CHIRURGICO

Vs TRATTAMENTO CONSERVATIVO

Brostrom 1966

Sommer 1989

Gronmark 1980

Zwipp 1989

Brooks 1981

Kannus 1991

Korkala 1987

Kaikkonen 1996

Pijnenburg 2000

Povacz 1998
Kerkhoffs 2003

TRATTAMENTO

CONSERVATIVO
CHIRURGICO

TRATTAMENTO CONSERVATIVO
Protection
Rest
Ice
Compression
Elevation

PROTECTION
IMMOBILIZZAZIONE

Gesso
Splint

TRATTAMENTO FUNZIONALE

Tape
Bendaggio elastico
Lace-up
Supporto semi-rigido

REST
Relativo riposo
ridurre il livello di attivit
incoraggiare precoce
mobilizzazione protetta

La immobilizzazione ritarda la
sintesi di collagene e la
riparazione legamentosa
Andriacchi 1988
Buckwalter 1995

Eccessiva mobilizzazione dopo


lesione acuta pu condurre
ad instabilit articolare
Cawley 1991

Buckwalter 1996

ICE
15 X 4/die
vasocostrizione,
< tumefazione
Pi veloce ritorno alla
completa funzionalit
Hocutt, 1982

COMPRESSION
Bendaggio elastico
Splint pneumatico
> Pressione interstiziale
promuove rissorbimento nel
sistema venoso e linfatico.

ELEVATION

RIDUZIONE
EDEMA

TRATTAMENTO CHIRURGICO
SCOPO IDEALE DELLA CHIRURGIA E RISTABILIRE FUNZIONE E
STABILITA, SENZA COMPLICANZE.

Artroscopico
Artrotomico
Artrotomico/Artroscopico
RIPARAZIONE LEGAMENTOSA
ANATOMICA
NON ANATOMICA

PRINCIPI DELLA RIABILITAZIONE

MINIMIZZARE GLI EFFETTI DELLIMMOBILIZZAZIONE


NON STRESSARE ECCESSIVAMENTE I TESSUTI
IN FASE DI GUARIGIONE
PROGREDIRE DOPO RAGGIUNGIMENTO DI OBIETTIVI
BASARE IL PROTOCOLLO SULLE RICERCHE ATTUALI
ADATTARE IL PROGRAMMA RIABILITATIVO AL PAZIENTE

FASE IMMEDIATA POST-trauma


BENDAGGIO
CRIOTERAPIA
TERAPIA FARMACOLOGICA
ARTO IN POSIZIONE ANTIDECLIVE
MOBILIZZAZIONE PRECOCE
ESERCIZIO ISOMETRICO
LIMITAZIONI DEL CARICO secondo
tipo di intervento ed indicazione del Chirurgo
EVENTUALE USO PLANTARI
- Correzione asse di carico
- Indicazione del Chirurgo

PRIMA FASE
Obiettivi

Recupero dellarticolarit
Minimizzare lipotrofia muscolare
Ripristino di un corretto schema del passo
(Iniziale recupero dellequilibrio e della coordinazione)
Ripresa attivit della vita quotidiana

PRIMA FASE

MOBILIZZZAZIONE
- Attiva
- Attiva assistita
- Passiva

Inibizione reciproca: la contrazione isotonica di un agonista causa rilassamento


riflesso dellantagonista consentendo il suo allungamento.
W.D. BANDY ET AL, 1994

Importanza degli esercizi attivi per il ROM

PRIMA FASE
STRETCHING DEL GASTROCNEMIO-SOLEO
Stretching dinamico dalla posizione seduta

PROPRIOCETTIVA

ELETTROSTIMOLAZIONE ARTO INF.

PRIMA FASE

ESERCIZI IN ACQUA
- ROM
- Esercizi per la deambulazione
- Iniziale recupero tono muscolare
- Rieducazione propriocettiva precoce
- Coordinazione neuro-muscolare
- Ricondizionamento aerobico

PRIMA FASE
ESERCIZI IN ACQUA

PRIMA FASE
ESERCIZI IN ACQUA

SECONDA FASE
Obiettivi

Recupero del tono-trofismo muscolare


Ripristino del controllo propriocettivo e della kinestesia
Preparazione alla fase avanzata

SECONDA FASE
POTENZIAMENTO MUSCOLARE CON THERABAND:
Muscoli della caviglia
- Flessione plantare
- Flessione dorsale
- Inversione
- Eversione

SECONDA FASE
POTENZIAMENTO MUSCOLARE:
Altri Muscoli arto inferiore

SECONDA FASE
POTENZIAMENTO MUSCOLARE
IN ACQUA:
- nuoto con pinne
- galleggianti
- pesi

SECONDA FASE

POTENZIAMENTO MUSCOLARE
IN PALESTRA:
- a carico naturale
- con macchine (resistenze adeguate)

SECONDA FASE
STRETCHING STATICO E DINAMICO
- Gastrocnemio-soleo
- Altri Muscoli arto inferiore

Inibizione autogena: il muscolo allungato si contrae per azione del fuso


neuromuscolare; se la durata > a 6 sec. gli impulsi dall organo tendineo di Golgi
per riflesso inibiscono il fuso con rilassamento ed allungamento.
D. WALLIN ET AL, 1985

Lallungamento deve essere mantenuto per almeno 15


prolonged Low Load Stretch

W.D. BANDY ET AL, 1994


K.E. LIGHT ET AL, 1984

SECONDA FASE
PROPRIOCEZIONE
- Tavolette
- Esercizi complessi in acqua
- KAT 2000

TERZA FASE
Obiettivi

Preparazione sport-specifica
Ricondizionamento globale dellapparato locomotore
Ritorno allo sport in condizioni di sicurezza

TERZA FASE
POTENZIAMENTO MM ARTO INFERIORE IN PALESTRA
CORSA
Attendere pi a lungo se lesione cartilagine in zona di carico
RESISTENZA ED ELASTICITA MUSCOLARE
GRADUALE RITORNO ALLA GESTUALITA
RIPRESA ATTIVITA SPORTIVA
- Valutazioni funzionali
- Test di agilit e coordinazione

TERZA FASE

RINFORZO MM ARTO INFERIORE IN PALESTRA

EQUILIBRIO, FLESSIBILITA E COORDINAZIONE

TERZA FASE

CORSA

RITORNO ALLA GESTUALITA

TERZA FASE
RIPRESA ATTIVITA SPORTIVA: VALUTAZIONI FUNZIONALI
RITORNO ALLO SPORT:

ROM COMPLETO

RECUPERO DELLA FORZA-ATTIVIT MUSCOLARE DELLA


CAVIGLIA

OTTIMALE CONTROLLO PROPRIOCETTIVO

RIADATTAMENTO DELLAPPARATO LOCOMOTORE ALLA


DISCIPLINA SPORTIVA

RECUPERO DEL PROPRIO PATTERN IDEALE

TERZA FASE
RIPRESA ATTIVITA SPORTIVA: AGILITA E COORDINAZIONE

Per determinare se un atleta pronto o meno per iniziare la


progressione funzionale per il ritorno allo sport
ESEMPIO DI TEST :
Single Leg Hop Series
Prima si esegue con il lato sano
2 cicli di riscaldamento
Media di 2 prove effettuate
Calcolo della differenza % lato/lato
(media lato sano/media lato leso *100)

Ritorno allo sport: Hop test > 85%

PRINCIPI DEL RECUPERO


NEUROMUSCOLARE DELLA
CAVIGLIA INSTABILE
C. Fusco

CONTROLLO NEUROMUSCOLARE
MUSCLE STRENGHT
MUSCLE REACTION TIME

PROPRIOCEPTION

POSTURAL CONTROL
Richie Jr. 2001

Deafferentazione articolare
Riduzione della risposta propriocettiva
dopo lesioni capsulari e legamentose della
caviglia.
INSTABILITA FUNZIONALE

Freeman,M.A.R. 1965

SISTEMA PROPRIOCETTIVO
IL SISTEMA PROPRIOCETTIVO
NEL SUO INSIEME E COMPOSTO DA:
PROPRIOCEZIONE, CHINESTESIA,
INFORMAZIONI SENSORIALI,
VISIVE E VESTIBOLARI

ALLUM, 1993-1995
FITZPATRICK, 1994

SHERRINGTON, 1906

PROPRIOCEZIONE:
(RE)CEPTUS: RICEVERE
PROPIUS:SE STESSO

CHINESTESIA:
KIN(MA):
MOVIMENTO
CISTHS(IS):
SENSAZIONE

PROPRIOCETTORI
CLASSIFICAZIONE FREEMAN E WIKE, 1964

PRINCIPALI LOCALIZZAZIONI
TIPO I (RUFINI): TESSUTI CAPSULO-LEGAMENTOSI E
CUTE
TIPO II (PACINI): TESSUTI CAPSULO-LEGAMENTOSI,
FASCE MUSCOLARI E CUTE
TIPO III (GOLGI): TENDINI E GIUNZIONE MUSCOLOTENDINEA
TIPO IV (T. NERVOSE LIBERE): CAPSULA ARTICOLARE E
TESSUTO CONNETTIVO INTRAMUSCOLARE
RECETTORI PRINCIPALMENTE COINVOLTI
NELLA PROPRIOCEZIONE
CLELAND E RHYMER, 1990-1993

A.Ceccarini,G.Cerulli et.all 1984


Presenza di meccano-recettori tipo II di
Pacini e Golgi,tipo I di Ruffini e Terminazioni
Nervose libere nei legamenti calcaneoscafoidei plantari e nei fasci ricorrenti scafosustentacolari del tibiale posteriore.
Michelson, 1995
Recettori tipo I, II e terminazioni nervose libere nei
legamenti peroneo-astragalici e nel legamento
deltoideo della caviglia.

RECUPERO NEURO-MUSCOLARE:
METODI DI VALUTAZIONE
NON ESISTE UN UNICO STRUMENTO
PER MISURARE IL SISTEMA
PROPRIOCETTIVO NEL SUO
COMPLESSO

TEST RPP
(REPRODUCTION OF PASSIVE POSITIONING)

DINAMOMETRO ISOCINETICO MODIFICATO:


RIPRODUZIONE ATTIVA DI UN ANGOLO
ARTICOLARE FISSATO IN MANIERA PASSIVA
AD OCCHI APERTI O CHIUSI

PROPRIOCEZIONE

TEST TTDPM
(THRESOLD TO DETECT PASSIVE MOTION)

DINAMOMETRO ISOCINETICO MODIFICATO:


MUOVENDO LARTICOLAZIONE ,CON
VELOCITA ANGOLARE BASSA , IL SOGGETTO
AVVERTE IL MOVIMENTO E LA SUA DIREZIONE
AD OCCHI CHIUSI

CHINESTESIA

TEST P.R.T.A.I
(Peroneal Reaction Time to sudden Ankle Inversion)

VALUTAZIONE CON ELETTROMIOGRAFIA DI


SUPERFICIE DEL TEMPO DI REAZIONE
DEI MUSCOLI PERONEI DOPO
INVERSIONE IMPROVVISA E RAPIDA
DELLA CAVIGLIA.

Lynch S.A,Eklund U.et all.1996

P.N.F TIMING
QUANDO IL GRADO DI ELASTICITA CAPSULO- LEGAMENTOSA
E LA VALIDITA DEL CONTROLLO MUSCOLARE, PERMETTE
MOVIMENTI FINALIZZATI DI CRESCENTE COMPLESSITA SENZA
INDURRE DOLORE.
FRANCAVILLA V.C 2003

TIME - BASED
CRITERION - BASED
Manal, Snyder-Mackler 96

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


SEDUTO, pedana di Freeman:
- Flesso-estensione
- Inversione-eversione
- Circonduzione

G.Puddu,A.Giombini,
A.Selvanetti.2001

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


Tearapia manuale controresistenza
Modello KABAT

E.VIEL 1986

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


Esercizi propriocettivi in acqua

Scarsa letteratura
Non provata efficacia

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


Stazione eretta, pedana di Freeman:

Appoggio bipodalico

Occhi aperti/chiusi

Appoggio monopodalico
Lepart,S.M.,PinciveroD.M. 1997

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


Spinte destabilizzanti sull atleta
Balzi in tappeti elastici
Circuiti composti da diverse pedane instabili

Irgang,J.J,Whitney 1994

ESERCIZI RIABILITATIVI SPECIFICI


Ripresa graduale gestualita sportspecifica

THE RATIONALE FOR OPEN AND CLOSED KINETIC CHAIN ACTIVITIES FOR
RESTORATION OF PROPRIOCEPTION AND NEUROMUSCULAR CONTROL
FOLLOWING ANKLE INJURY
J.Irrgang,R.Neri 2000

RIPROGRAMMAZIONE
NEUROMOTORIA
NELLE LESIONI CRONICHE, NON
TRATTATE CORRETTAMENTE,SI
POSSONO INSTAURARE MECCANISMI DI
COMPENSO
PERMANENTI

ALTERAZIONI POSTURALI GLOBALI


Donelli M.1997

PREVENZIONE
CORREZIONE DEI FATTORI PREDISPONENTI
- INTRINSECI
- ESTRINSECI

PER RIDURRE IL RISCHIO DEI FATTORI DETERMINANTI


NEI TRAUMI NON DA CONTATTO

-ESERCIZI PROPRIOCETTIVI