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INTRODUZIONE

AL METODO FUNZIONALE
LA STORIA:

PIONIERE WILLIAM L. JOHNSTON

NELLA SECONDA META’ DEL SECOLO

SCORSO INTUI’ LA NECESSITA’ DI

ELABORARE UN SISTEMA

DIAGNOSTICO AFFIDABILE E

RIPRODUCIBILE PER LA RICERCA, IL

DIALOGO TRA OSTEOPATI


GLI OSTEOPATI RICERCATORI

GLI STUDI DI KORR, DENSLOW E BOWLES

FORNIRONO UN PUNTO DI PARTENZA PER LA

DIAGNOSI DELLA

DISFUNZIONE SOMATICA

( PRIMA : DISFUNZIONE ARTICOLARE )


BASATO NON PIU SU MA SU TEST MACROSCOPICI DEI
TEST ARTICOLARI
SEGMENTI DISFUNZIONALI CHE

RIPRODUCESSERO LA FUNZIONE

MOTORIA INTEGRATIVA DEL CORPO.


CONCETTI GENERALI
Alla base
c’è
Quindi

ESAME DETTAGLIATO OGGETTIVO DELLA

FUNZIONE MOTORIA
( L’ APPARATO MUSCOLO-

SCHELETRICO E’ CONSIDERATO PER ALCUNI

AUTORI “korr” “IL MECCANISMO PRIMARIO

DELLA VITA”)
MA DOVE E COME SI COLLOCA
LA DISFUNZIONE ?

LA” DISFUNZIONE” E’ INTEGRATA NEL


SISTEMA MOTORIO GENERALE

E NON SI FA RIFERIMENTO ALLA


MECCANICA SPECIFICA DELLA STESSA
E LE ARTICOLAZIONI ??
ESISTONO A LIVELLO FUNZIONALE
NELL’ ORGANISMO E FANNO PARTE
DI UN’ INTEGRAZIONE DEL SISTEMA
CORPOREO.
MA CHE COS ‘E LA FUNZIONE
MOTORIA ?

NON E’ SOLO IL NOSTRO MODO DI

ESPRIMERE LA VITA MA HA UN RUOLO

FONDAMENTALE NELL’

INTEGRAZIONE DI ALTRE FUNZIONI

CORPOREE ( VISIONE D’ INSIEME )


L’ INTEGRITA’ E’ ESSENZIALE PER :
a)   LA RESPIRAZIONE
b)   LA CIRCOLAZIONE
c) LA CONSERVAZIONE DELL’ ENERGIA

E DOVE

DOLORE E INABILITA’ FISICA SONO I

DISTURBI DELLA FUNZIONE MOTORIA.


 
UNA FASE IMPORTANTE: LA
PALPAZIONE
CARATTERISTICA IMPORTANTE DELLA
VISITA

CHE INIZIA CON UNA” STRETTA DI


MANO” E PROSEGUE CON L’
INTERAZIONE VOCALE E VISIVA.
MA IN MEDICINA
OSTEOPATICA MANIPOLATIVA

E’ NECESSARIO ACQUISIRE ABILITA’

TATTILI E PROPRIOCETTIVE PER

VALUTARE IL SISTEMA SOMATICO E

GESTIRE EVENTUALI DISFUNZIONI


I TEST DI PALPAZIONE RILEVANO :

 1.DISFUNZIONE DI POSIZIONE
STRUTTURALE ( ASIMMETRIA
STRUTTURALE )

 2.    D. DI QUALITA’ DI TESSUTI

 3.    PRESTAZIONE MOTORIA


CONCETTO TEORICO

“L’ ORGANISMO E’ UN SISTEMA

MOBILE DOTATO DI SEGMENTI

MOBILI”
CONCETTO
SUPPORTATO DA BASI
NEUROFISIOLOGICHE
DOVE
ATTIVITA’ NEURONALI DI COMANDO ( REG. CORTICALE )

ATTRAVERSO FEED-BACK SENSORIALI GENERANO:

SCHEMI DI ATTIVITA’

CON SPECIFICHE SEQUENZE E ATTIVITA’ MUSCOLARI


E’ UN MODELLO
CONCETTUALE SULL’
EFFERENZA MOTORIA DEL
SISTEMA MOBILE
DOVE IL
PRODOTTO FINALE
E’ QUINDI
L’ OTTENIMENTO DI MOVIMENTI
SCHELETRICI ARMONIOSI NEI QUALI
OGNI SEGMENTO MOBILE SI TROVA NEL
POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
SU QUESTI CONCETTI SI
BASANO LE NOSTRE
VERIFICHE ( TEST ) CHE
DANNO UNA PIU’ CHIARA
VISIONE DELL’ ATTIVITA’
MOTORIA QUOTIDIANA.

 
ESEMPIO
 CONTROLLO INIZIO LATERO-
FLESSIONE DX E LAT-FLESS. SX
 
  SE POSITIVO (ASIMMETRIA DI
MOVIMENTO)
 
DISFUNZIONE MOTORIA SOMATICA E
FOCALIZZAZIONE REGIONE
SPECIFICA
MA CHI C’E DENTRO A QUESTO
INSIEME CAPACE DI
COMUNICARE CON LE NOSTRE
MANI?
L’UNITA MOBILE
E’ CIO’ CHE MANTIENE E ACQUISISCE
LA POSTURA CORPOREA ALL’
INTERNO DI UNA REGIONE
CORPOREA PER ESEGUIRE I MOV.
ATTIVI E PERMETTERE QUELLI
PASSIVI
COSTITUITA DA:
 OSSA E SUPERFICI ARTICOLARI CHE
ESEGUONO MOV. SEGMENTALI

 TESSUTI ANNESSI CHE EFFETTUANO


IL MOVIMENTO
CON FUNZIONE DI
EFFETTUARE MOVIMENTI,

STABILIZZARE LA POSIZIONE E

COORDINARE I MOVIMENTI PASSIVI


1. I TEST PASSIVI MACROSCOPICI
PALPANO:

IL COMPORTAMENTO DELL’ UNITA’


MOBILE E IL COMPORTAMENTO DELL’ UNITA’
FUNZIONALE ,
CIOE’ IL MOVIMENTO
DELL’ OSSO NELL’ AMBITO DI UN
SISTEMA IN MOVIMENTO

E NON PIU’ UNA SOLA ARTICOLAZIONE


DOVE

I TESSUTI CIRCOSTANTI
RIFLETTONO COSTANTEMENTE
IL COMPORTAMENTO DELL’ OSSO
( 2.TEST DI PALPAZIONE )
3.I TEST DI MOVIMENTO

ESTRAPOLANO IL COMPORTAMENTO

NEUROMUSCOLARE DEL SEGMENTO

NELL’ AMBITO DI UN MOVIMENTO

SPECIFICO ( LATERO-FLES. ) DELL’

INTERO SISTEMA MOBILE


QUINDI:
NON SI VALUTA IL MOVIMENTO DI
UN OSSO RISPETTO AD UN
ALTRO”

MA LA FUNZIONE MOTORIA DI

QUELLA SPECIFICA REGIONE

CORPOREA E SEGMENTALE
I SEGNI POSITIVI
FOCALIZZERANNO L’
ATTENZIONE SU UN DATO
APPARATO O REGIONE
NEL QUALE VERRA’ ESEGUITO
IL TRATTAMENTO
MANIPOLATIVO ADEGUATO
CONCETTI GENERALI
IMPORTANTI
LA DIAGNOSI FUNZIONALE SI FA
QUINDI ATTRAVERSO UNA PROVA DI
MOBILITA’ DIRETTA SUL SISTEMA
MOTORIO E NON CON L’ AIUTO DEL
PAZIENTE CHE POTREBBE
LAMENTARE ALGIA LOCALE ( POCA
AFFIDABILITA’)
IL TRATTAMENTO E’ BASATO

ESCLUSIVAMENTE SU QUELLO CHE

SENTIAMO E CHE IL SISTEMA

MOTORIO COMUNICA ALLE NOSTRE

MANI, LO SI PUO’ EFFETTUARE SU

QUALSIASI PARTE DEL CORPO.


IN OSTEOPATIA STRUTTURALE
TRADIZIONALE LA DISFUNZIONE E’
CONSIDERATA IN UNO STATO DI “ BLOCCO
ARTICOLARE”,

MENTRE NEL M. FUNZIONALE L’


ARTICOLAZ. NON E’ UN SISTEMA MOTORIO
ISOLATO MA LA STESSA ESISTE IN UN
EQUILIBRIO DINAMICO CON ALTRE PARTI DEL
CORPO IN PARTICOLARE CON IL CERVELLO.
IL SISTEMA MUSCOLARE SCHELETRICO
E’ COMPOSTO DA UN ‘ INSIEME DI
SEGMENTI MOBILI IN GRADO DI
RISPONDERE ALLE RICHIESTE DEL
CORPO DANDO COSI’ AL SISTEMA UN’
EFFETTIVA E TOTALE IMPLICAZIONE.
NELLO SPECIFICO LA TENSIONE SU UNA
ARTICOLAZIONE SARA’ IN RELAZIONE CON
ALTRE IPOMOBILITA’ DI ALTRE ZONE.
ESEMPIO:

LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO DI UNA


DISFUNZ. COSTALE RICHIEDERA’ LA
MOBILIZZAZIONE DI ALTRE PARTI DEL
CORPO ED E’ ESSENZIALE IL TRATTAMENTO
DELLE STESSE PER AVER UN TOTALE
EQUILIBRIO DEL SISTEMA
ALLA BASE DI QUESTA METODOLOGIA
OSTEOPATICA C’E IL MECCANISMO DI
CONTROLLO FEED- BACK:
IL SNC RICEVE LE
INFORMAZIONI DAL SN SPINALE ( I
PROPRIOCETTORI COMUNICANO AI CENTRI
SUPERIORI LA POSIZIONE NELLO SPAZIO
)DANDONE UNA CHIARA SITUAZIONE
DELLE ATTIVITA’ REGIONALI E
SEGMENTALI.
LA VALUTAZIONE VISIVA
INIZIALE
PROSPETTIVA DINAMICA O STATICA
DELL’ APPARATO MUSCOLO-
SCHELETRICO!!??

DINAMICA!!!!
QUESTO PERCHE’
 MOVIMENTO E POSIZIONE SONO
INSEPARABILI
 LA POSTURA E’ PERCEPITA COME STATICA
MA E’ IL RISULTATO DI EVENTI DI
MOVIMENTO E POSIZIONI

 IL MOVIMENTO DIVENTA POSIZIONE CHE


NEL TEMPO VERIFICA UN CAMBIAMENTO
E ALLA LUCE DI QUESTA
STRETTA INTERAZIONE

 CONSIDERIAMO LA POSIZIONE
ERETTA

 DINAMICA
CHE
ESPRIME LA PREVALENZA DI UNA
SINGOLA COMPONENTE POSTURALE
DELLA FUNZIONE MOTORIA
DINAMICA
 CON UN CONTROLLO TOTALE DEGLI
ASPETTI SIA FASICI CHE STATICI
LA LINEA MEDIANA
 E’ APPARENTEMENTE STATICA
POSIZIONE DI:
CLAVICOLE
ORECCHIE
SPALLE
CRESTE ILIACHE
TROCANTERI
SPINE ILIACHE
DARANNO COSI’ SEGNI VISIVI
DI ASIMMETRIE SUL PIANO
ORIZZONTALE

( NON NECESSARIO PERO’ PER L’


APPARATO SOMATICO ES: ARCHI
PLANTARI ))
ISPEZIONE DELL’ APPARATO
SOMATICO IN MOVIMENTO

LA
DEAMBULAZIONE
EVIDENZIARE
 PATOLOGIE NEURO-MUSCOLARI DELL’
ANDATURA
 SCHEMA DEL PASSO
 TRASFERIMENTO DEL PESO DA UN
PIEDE ALL’ ALTRO
 ALLINEAMENTO TESTA
 DONDOLIO ARTI SUPERIORI
ALTRI TEST GENERALI ATTIVI
( IMPRESSIONE GENERALE )
VISIONE GEOMETRICA
 LATERO- FLESSIONE
 FLESSO-
ESTENSIONE(VALUTAZIONE
CONVESSITA’ LOMBARE IN
FLESSIONE TRONCO )
 ROTAZIONI
 FLESSIONE PROFONDA
DEGLI ARTI INFERIORI
( SQUAT TEST )
 RESPIRAZIONE ATTIVA
( TORACE : ESPANSIONE
ANTERO-POSTERIORE E
LATERALE )
( SCREENING INIZIALE )

I TEST DI MOVIMENTO
MACROSCOPICI PASSIVI
VERIFICANO LA MOBILITA’ DI

CIASCUNA REGIONE CORPOREA

PRIMO PASSO SULLA FUNZIONALITA’


DEL SISTEMA SOMATICO
I TEST REGIONALI DARANNO
SEGNO POSITIVO IN PRESENZA
DI

ASIMMETRIE MOTORIE
MACROSCOPICHE
LINEE GUIDA GENERALI
 COOPERAZIONE DEL PZ. DESCRIVENDO LA
PROCEDURA

 LIEVE CONTATTO

 POSIZIONE DELLE MANI MODIFICATA

 VALUTAZIONE TATTILE E NON VISIVA

 CRITERI DI VALUTAZIONE : TEMPO E QUALITA’


NEI TEST REGIONALI :
PERCEPIRE

1. ELASTICITA’
2. AMPIEZZA MOVIMENTO
3. PUNTO DI INIZIO RESISTENZA
DOMANDE DA PORSI
 LA RESISTENZA SI PERCEPISCE PRIMA
VERSO UNA DIREZIONE O L’ ALTRA ?

 AL LIMITE MASSIMO LA QUALITA’ DI


RESISTENZA MANTIENE CEDEVOLEZZA O
BARRIERA RIGIDA ?

 AL TENTATIVO DI ANDARE OLTRE QUESTO


PUNTO, RICHIEDE FORZA MAGGIORE ?
DESCRIZIONE TEST
 POSIZIONE ERETTA:

1.SCREENING TESSUTALE:
PALPAZIONE TONO MUSCOLARE
SUPERFICIALE

SIMMETRIA DEI TESSUTI MOLLI


LIEVE PRESSIONE
DA:
 ARCHI PLANTARI
 ZONA LATERALE GAMBA E COSCIA
 GLUTEI
 MM. PARAVERTEBRALI ( L5- OCCIPITE )
 ORBITE
 MANDIBOLA , ZONA MASSETERE SIA
RILASSATA CHE SERRATA( ANCHE DA
SEDUTO PER ASCENDENZA )
VALUTAZIONE RESISTENZA ED ELASTICITA’
TESSUTALE
CONFRONTARE TRAMITE
PICCHIETTAMENTO IL LATO
DX DAL SX
SI PROSEGUE DALLE SPALLE
VERSO GLI ARTI SUPERIORI

L’ AUMENTO DEL TONO


MUSCOLARE UNILATERALE
DARA’ UN AUMENTO DI
RESISTENZA AL
PICCHIETTAMENTO
ATTENZIONE!!
AUMENTO DEL TONO PER
ARTO DOMINANTE

E
VERIFICARE SCOLIOSI
( ASIMMETRIE VERTEBRALI )
TRAMITE IL TEST DI
FLESSIONE ATTIVO
( DEVIAZIONI LATERALI )
VALUTAZIONE E PALPAZIONE
AREA TORACICA
 TEST ATTIVO DI
INSPIRAZIONE A LIVELLO
DELLA GABBIA
TORACICA

 NELLA PARTE ANTERO-


SUPERIORE
CONFRONTARE LATO DX DA
SX

 NELLA PARTE INFERO-


LATERALE
CONFRONTO DX DA SX
VALUTAZIONE DISTRIBUZIONE
PESO

 TEST DI PRESSIONE SU ROTULE IN


DIREZIONE POSTERIORE
 VERIFICA DELL’ IPERESTENSIONE
DEL GINOCCHIO
RISPOSTE DISEUGUALI = PESO
SBILANCIATO
 ES :
LATO SX AUMENTO RESISTENZA,
NO IPERESTENSIONE ,
NON ASSORBE CARICO IN POSIZIONE
ERETTA
LATO DX, ASSORBIRA’ CARICO,
AUMENTO DEL CARICO, LEGGERA
IPERESTENSIONE
VALUTAZIONE PELVI
RISPETTO ALLA LINEA MEDIANA:

NORMALITA’ : FLESSIBILE SE
SOLLECITATA CON LE TRASLAZIONI
LATERALI UGUALE A DX E A SX
IL TEST
SPINTE TRASLATORIE
SUI TROCANTERI

VERIFICARE LA
FLESSIBILITA’ AD
INIZIO MOVIMENTO
( ESERCITAZIONE AD
OCCHI CHIUSI )
LA POSITIVITA’ INDICA UNA
DISFUNZIONE SOMATICA
NELL’ AMBITO DELLA
MECCANICA
1. PELVI
2. L5-S1 E LOMBARI
3. ANCHE
ES :CASO 1
ADATTAMENTO SACRO SU ARTO SX PIU’
CORTO

IL SACRO SI FISSA E LE ALTRE


ARTICOLAZIONI SONO PIU’ MOBILI
IL SACRO COSA FA?:

SI LATERALIZZA A SX E
RUOTA A DX

FREYETTE
TEST DI TRASLAZIONE?

POSITIVO VERSO SX (DOVE


NON E’ FLESSIBILE )
LA PELVI

E’ SPOSTATA VERSO DX
I SEGMENTI LOMBARI?

SONO IN RSX E S DX
SCOLIOSI SECONDARIA LOMBARE A
CONVESSITA’ SX
I TEST DI ROTAZIONE PELVICA
 PZ. IN POSIZIONE
ERETTA:
OSTEO CON POLLICI SU
SIPS E INDICI CRESTE
ILIACHE

INDUZIONE LEGGERA
DELLA ROTAZIONE DX
E SX

LA RESISTENZA VERSO SX
E’ PERCEPITA DALLA
MANO DX
INTEGRAZIONE CON
IL TEST DELLA CICOGNA PER
POSTERIORITA’ ILIACA
POSIZIONE SEDUTA
ANALISI DEL TORACE E GABBIA
TORACICA

BRACCIA INCROCIATE DEL PZ

INDUZIONE DELLE ROTAZIONI


TRAMITE SPALLE E TRONCO

VERIFICA DELA SIMMETRIA


VERTEBRALE TORACO -
LOMBARE
MANI OSTEOPATA

 LATERALI RISPETTO ALLA SCAPOLA


 PALMO SU TESTA OMERALE

 DITA RIVOLTE IN AVANTI

 EMINENZA TENAR MANO DX E DITA


MANO SX INDUCONO LA ROTAZIONE
SX
PERCEZIONE PUNTO DI RESISTENZA
SI CONFRONTANO LE DUE
ROTAZIONI PER ESTENSIONE E
SIMMETRIA DI MOVIMENTO
(PERCEZIONE PALPATORIA E
NON VISIVA )
TEST DELLA LATERO
FLESSIONE
 STESSA POSIZIONE
 SI EFFETTUANO DELE
SPINTE VERSO IL LETTINO
 PZ. BRACCIA INCROCIATE
 L’ ASIMMETRIA
RISULTANTE CONFERMA
L’ EVENTUALE
ASIMMETRIA IN
ROTAZIONE

LIMITAZIONE GABBIA
TORACICA E FUNZIONE
RESPIRATORIA
TEST DELLA ROTAZIONE
CERVICALE
 STESSA POSIZIONE

 DOPPIO APPOGGIO FRONTO –OCCIPITALE


CON CAMBIO DI PRESA

 QUANDO INIZIA LA RESISTENZA ?

 CARATTERISTICHE ESCURSIONE MASSIMA ?


TEST PER LA LATERO
FLESSIONE CERVICALE
 IDEM POSIZIONE PZ.
 MANO SU VERTEX E MANO
SU REGIONE CERVICO-
TORACICA
 MANO LEGGERA
 ORECCHIO VERSO SPALLA
 INVERTIRE MANI
 PERCEPIRE RESISTENZA
TEST DI FLESSIONE E
ESTENSIONE CERVICALE

 FLESSIONE POSTERIORE 90° CON


DOPPIO APPOGGIO FRONTO
OCCIPITALE
 FLESSIONE ANTERIORE 45° CON
DOPPIO APPOGGIO
 PARIETO-FRONTO
 CERVICO-TORACICO

NO SIMMETRIA MA ESCURSION E
MOVIMENTO
TEST ROTAZIONI
AVAMBRACCI
VALUTAZIONE RESISTENZA
INIZIALE IN PRONO SUPINAZIONE
LA POSIZIONE SUPINA
 MASSIMO RILASSAMENTO
 SE TENSIONE SUPERFICIALE TESSUTI
RILEVATA IN PIEDI O SEDUTO
PERSISTE
SI IDENTIFICANO QUEI CAMBIAMENTI
STRUTTURALI E FUNZIONALI PIU’
IMPORTANTI CHE SONO DURATI NEL
TEMPO
SE LE RESISTENZE CAMBIANO
DA ERETTO E SUPINO E SONO
MENO EVIDENTI

INDICANO ADATTAMENTI
POSTURALI RECENTI
DA SUPINO
 LA RESPIRAZIONE
 ATTIVA:
TEST DI
INSPIRAZIONE( ACCESSO
ANTERIORE )

VALUTAZIONE SIMMETRIA
E ESCURSIONE COSTALE

SUPERIORE
MEDIA
INFERIORE
ACCESSO LATERALE

ZONA ASCELLARE MEDIA


ESTREMITA’ SUPERIORI
 ELEVAZIONE BRACCIA
VERSO LETTINO

 CON LIEVE TEST DI


PRESSIONE SU BRACCIA

 SI SAGGIA LA IPER-
FLESSIONE

( ESTENSIONE MOVIMENTO
E CARATTERISTICHE
PUNTO FINALE)
RICORDARE CHE LA DISTANZA
DELLE BRACCIA AL LETTINO
PUO’ ESSERE DATA DA
CONVESSITA’ DORSALI
ESTREMITA’ INFERIORI
 ELEVAZIONE ARTI
INFERIORI

 TRASLAZIONE DX E SX
PASSIVA

 POSITIVO DAL LATO PIU’


RESISTENTE

VALUTAZIONE ASIMMETRIA
FUNZIONALE
DELLA REGIONE LOMBO-
PELVICA E ESTREMITA’
INFERIORI
TEST CRANICO SULLA FLESSO
ESTENSIONE

VALUTAZIONE DOMINANZA
L’ ESAME DI SCREENING
E’ ESSENZIALE PER PER DEFINIRE DIVERSI
PUNTI:
1. DICE COME FUNZIONA A LIVELLO LOCALE
IL SEGMENTO
2. CREA UN ACCORDO COMUNE NELLA
VALUTAZIONE
3. E’ RIPRODUCIBILE

4. UTILE A DETERMINARE LA DISFUNZIONE


DEL SISTEMA CORPOREO
L’ EDS E’ CARATTERIZZATO DA
DIVERSE VALUTAZIONI:
 V. REGIONALE ( CERVICALE,
DORSALE,LOMBARE,SACRO-PELVI,ARTI SUP.
E INF. )

 V. PER TIPOLOGIA DI ESAME ( V.SU


SIMMETRIA, V. SU AREA ALTERATA)

 V. TISSUTALE ( PALPATORIA )

 V. DINAMICA ( RISPOSTA DI QUELL’ AREA AL


MOVIMENTO )
ESEGUZIONE VALUTAZIONE
SU
ASIMMETRIA

1. STRUTTURA
2. TESSUTO
3. MOVIMENTO
RISULTATO

DIAGNOSI SOMATICA DI

DISFUNZIONE REGIONALE
TABELLA PER REGISTRARE I
RISULTATI
 PER LA STRUTTURA SI UTILIZZA DX-SX
 PER IL MOVIMENTO LE FRECCE CHE
INDICANO LE ROTAZIONI E L’
INCLINAZIONE LATERALE( SI METTE UNA
BARRA ALLA FRECCIA PER INDICARE LA
BARRIERA )
 PER I TESSUTI SI UTILIZZA LA X CHE INDICA L’
AREA DI TESSUTO COMPROMESSO( 3 SONO
NELL’ AREA TORACICA E 3 IN QUELLA
PELVICA 2 IN QUELLA CERVICALE E LOMBARE)
 PER LA REGIONE MANDIBOLARE SI FA LA PALPAZIONE DEI MM.
MASTICATORI E SI VALUTA LA SIMMERIA

 PER LA GABBIA TORACICA SI VALUTANO I MOVIMENTI


RESPIRATORI

 PER IL CRI SI EFFETTUA UN’ ANALISI DELLA FLESSIONE E


ESTENSIONE CRANICA

 NELLA TABELLA DELLE ALTERAZIONI SI INSERISCONO LE


POSITIVITA’ DELLE 3 DIVERSE VALUTAZIONI IN RIFERIMENTO
AL DISTRETTO ANALIZZATO. ( SE COMPAIONO ALMENO 2
POSITIVITA’ TESSUTALE, DI MOVIMENTO E STRUTTURALE SI
ANNOTA LA DISFUNZIONE SOMATICA .
 QUELLA TESSUTALE DEVE ESSERE SEMPRE PRESENTE PER
DEFINIRE LA DISFUNZIONE SOMATICA
ESERCITAZIONE PRATICA
BUON LAVORO