Sei sulla pagina 1di 8

Viaggiatori stranieri in terra dAbruzzo

Oggetto: Alessandro Bianco di Saint-Jorioz Cronologia: 1860-1863 Opera: Il brigantaggio alla Frontiera pontificia. Le bande dei briganti nellaquilano dal 1860 al 1863. Lautore: Di Alessandro Bianco, conte piemontese di Saint-Jorioz, non conosciamo molto. Il suo nome rimasto essenzialmente legato al suo testo Il brigantaggio alla Frontiera pontificia. Le bande dei briganti nellaquilano dal 1860 al 1863., che egli scrisse dopo aver partecipato come Capitano nel Corpo di Stato Maggiore Generale al massacro delle popolazioni del Regno delle due Sicilie. Nel suo libro lautore cerc di spiegare le cause che portarono il Sud a reagire con le armi allinvasione piemontese, in un ottica non certo immune da parzialit. Fu testimone e protagonista di un momento storico che vide la distruzione del Regno Borbonico di Francesco II e la difficile sottomissione del meridione al Governo sabaudo e rintraccio i motivi di questi scontri e le cause che portarono al diffondersi del brigantaggio, nellignoranza e nella immoralit delle popolazioni meridionali. Lopera di Alessandro Bianco, sebbene fortemente condizionata da una prospettiva unilaterale e faziosa del fenomeno descritto, rimane comunque uninteressante testimonianza della vita delle popolazioni aquilane allindomani dellUnit dItalia. INDICE: I Paesi Avezzano Carsoli LAquila (e provincia) Oricola Pereto Poggio Cinolfi Roccacerri Tagliacozzo La natura: Gli uomini Don Jos Borjs Chiavone (Luigi Alonzi detto Memmo) Carlo Mayer Tristany Zimmermann Le tradizioni: Morale naturale e vizi dominanti: Castit, pudore Credenza religiosa Religione della classe colta Sensibilit Giuochi rovinosi e demoralizzatori

Centro Regionale Beni Culturali Via Mazara, 26 Sulmona AQ Tel/fax: 0864-211024

I Paesi Avezzano La popolazione di questo distretto apparentemente sembra indifferente e noncurante di qualunque avvenimento politico, ma si sveglierebbe nemica il giorno in cui sorgesse un evento qualunque che abbattesse anche per un momento la nostra autoritNobili e plebei, ricchi e poveri, qui tutti aspirano, meno qualche onorevole accezione ad una prossima ristaurazione borbonicaIl Clero e le Autorit civili e politiche, queste falliscono al loro compito, per essere, se non apertamente avverse, almeno di fede molto dubbia ed amici molto instabili, capricciosi e pericolosi dellattuale Governo. ...Havvi una ripugnanza indicibile in questo paese, come in tutti gli altri delle provincie meridionali senza eccezione, nellaccettare le nuove monete di bronzoLa diffidenza del popolo della citt e quello della campagna, rozzo, truce, ignorante e feroce, verso il Governo presente, proviene in massima parte dal dover essi pagare tributi maggiori e non conoscere eglino alcun vantaggio, ma bens tutti i pesi e gravan del nuovo stato di coseDi questo cumulo di mali ed errori i cattivi traggono motivo dinsinuare nel popolo ignorante, che mai non ragiona e solo giudica cogli istinti animali e cogli occhi delle sue passioni e dei suoi bisogni, che il Piemonte (cos essi chiamano il Governo Nazionale Italiano!) ha conquistate queste provincie per estollervi dei danari come da una miniera per pagare i molti debiti che lo affliggevano! Carsoli La popolazione del medio ceto di Carsoli buona; cattivissima la contadina. Sospetta, per non dire cattiva, quella di Monte Sabbinese, Villa Romana, Pietrasecca, Tufo; influenzata la prima per molto tempo dai raggiri del prete don Rocco De Angelis. LAquila (e provincia) Aquila, capitale della provincia, fu da Federico II fondata sulle ruine dellantica Furconium, e Cittaducale fabbricata nel 1308 da Roberto duca di Calabria. La provincia si compone di quattro distretti: Aquila- Sulmona- Avezzano- Cittaducale. Il territorio di questa provincia per met montuosoI gioghi pi alti sono coperti di neve pressa poco per sette mesi dellanno. I dossi sono per lo pi denudati di boschi, cagione principale del freddo jemale, di minore intensit nella citt di Aquila e suoi dintorniLa primavera e generalmente dolce e piacevole: il caldo estivo gradatamente arriva nellordinario a venticinque gradi posto nellombra il termometro; ma nellagosto tocca il trentesimo e talvolta lo supera, ma per cinque o sei giorni. Lautunno temperato a tutto ottobre, ed il freddo ordinariamente incomincia dopo il Natale. Da ci ladagio volgare: Prima di Natale n freddo n fame. Laria in generale buona da per tutto. Il distretto di Aquila per quello che ne possiede la migliore. A questo elemento purissimo principalmente dovuta la salute, la robustezza, la forma colossale degli uomini e delle donne e la longevit. I cereali, le civaie, i granoni, lo zafferano, eccellenti vini, olio squisito, ma non in quantit. Frutta gentili di tutte le specie; abbondano dippi quelle per linverno: mandorle; latticini prelibati e deccellenti formaggi. Buonissime carni di macello.Erbaggi, canape, lino, lana, cuoi, pelli, legna, carbone; materie per fabbricare, come pietre, mattoni, gesso, calce, legnami, anche di costruzione, arena, ferro. Questa provincia abbonda di acque di sorgenti, di fiumi e di laghi. La citt di Aquila primeggia sopra tutte le altre anche per acqua, per cui costruirvi si potrebbero molti e ricchi opifizi, se venisse aiutata e diretta con intelligenza e con vero amor civico. Gli opifizi consisterebbero di lini, di lane, di carte, di cuoiami, di seta, abbondando la provincia, ed in particolare il suo distretto, di armenti pecorini e bovini, di canape, di lino e trovandosi in progresso di coltura il gelso. Scanno, Sulmona, ed Introdacqua, altri comuni, ed Aquila istessa, fanno la seta

che greta vendono ai Napolitani. Lacqua della citt chiara, limpida, senza colore, senza odore, di sapor vivo, fresco, piccanteQuesto preziosissimo liquido pu con facilit trasportarsi da un punto allaltro della citt, nelinterno e fuori dellabitato. Le acque che rapidamente discendono dai monti recano gravissimi danni a pi contrade di questa provincia, annulmente ruinando o minacciando ruinare con la loro inondazione vasti campi, fertili colline, ameni vigneti, pubbliche strade, case, molini, opifiziAquila, la vallata di Sulmona, di Antrodoco ed altre contrade, presentano frequenti spettacoli di questo genere. La ragion positiva di tanto guasto, a parer mio, la zappa, la vanga, laratro delluomo che lacera il fianco ai monti, per cui la terra di fresco smossa ed investita dalle acque decorrenti sopra rapido pendio viene trascinata allingi, aprendosi ad ogni istante nuovi cavi e rigagnoli, spaccature, ruine. Oricola Oricola posta sullestremo confine, offre lopportunit di guardare a vista lo Stato Pontificio, mentre da Carsoli e Riofreddo, primi villaggi prossimi del Patrimonio di S.Pietro, per mezzo di persone fidate, giungono allAutorit militare notizie importanti di bande brigantesche e di mene reazionarie. La popolazione di Oricola e Rocca di Botte buona; in quella di Pereto havvi del marcio e del pessimo. Il sindaco, dedito al vino, si ubbriaca giornalmente: prepotente sotto ogni rapporto. Le Giunte Municipali tuttte composte di uomini interessati, freddi e indifferenti, trascurano affatto il loro mandato, e per nulla aiutano il Sindaco nelle sue funzioni amministrative ed igieniche. Alloccorrenza di urgenti sessioni, non vintervengono i membri tutti o in piccolissimo numero. Aperta la seduta, ad un frastuono di voci non succede alcun utile provvedimento, perch collinteresse comune del popolo confondono linteresse privato, ed a questo pi che a quello mirano costantemente. Luomo di corta veduta potrebbe spaventarsi allo scorgere tanta ignoranza e tanta superstizione, ma luomo che penetra i cuori si racconsola, perch scorge non intieramente cattivo il terreno, ove sparsa dal Governo buona semente possa raccogliere utili frutti. Per mancanza assoluta di strade, i paesi trovansi per cos dire isolati tra loro, interrotta ogni comunicazione commerciale; sarebbe destrema necessit che i Comuni dassero principio a s interessanti lavori, e che il governo animasse i Comuni collesempio e cogli utili soccorsi. Le vecchie istituzioni, i tollerati abusi, la mantenuta ed ordinata ignoranza, la fomentata superstizione, labituale bigottismo, puntelli tutti al trono del dispotismo, torna impossibile sradicarli di un colpo, ma spariranno col tempo, annientati dalle benefiche istituzioni di un Governo saggio e nazionale, protetto dallegida dellamore al Re, alla Patria, alla Libert! Pereto Questo Comune conta di 1270 abitanti, riunisce i comuni di Oricola e Rocca di Botte con 1600 abitanti. Poggio Cinolfi Popolazione tristissima, tutti refrattari alla leva e sbandati. Roccacerri E una citt cattivaGli abitanti di Villa S.Sebastiano sono pessimi e di malvagia indole. Forn molti briganti e sbandati, coi quali stretta con vincoli di sangue, mantiene intime relazioni nelle montagne, n li lascia senza vitto e notizie. Non giova parlare particolarmente delle altre frazioni, a motivo che i loro abitanti, villici quasi tutti di condizione, non ad altro attendono che ai propri lavori campestri. Per ad amore di verit duopo confessare, che il marcio in ognuno di essi vi esiste tuttora, ed abbisognano soprattutto di quel dirozzamento morale, e di quelle pratiche istituzioni, che dileguano la superstizione, cui massima delle colpe il regime del cessato governo.

Tagliacozzo Suddiviso in alto e basso paese, offre opposti caratteri e differenti inclinazioni e tendenze. L alto paese abitato dallinfima plebe e da quelli che si domandano propriamente caffoni, quasi tutti trafficanti con lo Stato Pontificio, sente pessimamente: ostile allattuale Governo ed ogni utile innovazione, fu lagente proncipale della reazione del primo dicembre 1860. Serba tuttore ligia affezione, bench di nascosto, al cessato regimeMormora pesantemente sul ritiro della moneta di rame, e vede di mal occhio sparire i vecchi quattriniAltamente si querela per laumento delle imposte, la carenza dei viveri, e apertamente dice che del nuovo Governo finora non sente che pesi, balzelli, gravezze dogni sorta, vessazioni e smugnamento sopra grande scala. Il basso paese al contrario, abitato da industriosi braccianti della media classe, e da quella che forma lalta borghesia, discretamente buono per non dire indifferenteIl clero in generale cattivo, irrequieto, preponderante; avverso alle libere istituzioniI redditi del Comune vengono malamente amministrati: molti terreni attigui al paese, esclusiva propriet comunale, son tenuti da particolari propietari che ne godono in frutto, a scandalo della popolazione che mormora pei violati diritti, e vede con rammarico i redditi di tutti servire piuttosto allutile individuale, che ai comuni bisogni e alle indispensabili urgenze. Nessuna delle parrocchie fornita di cimiteri: si tumulano i morti nellinterno delle chiese, a scapito delligiene e della morale; delligiene, perch dovendosi spesso aprire le tombe, entro cui fermenta la putrefazione, esala un odore pestilenziale, causa spesse fiate di mali epidemici e contagiosi; della morale, perch dopo un certo tempo dette tombe restando impedite di scheletri ed ossa duopo, per rimettere nuovi cadaveri, estrarle ed ammonticchiarle in appositi serbatoi, ove restano esposte agli occhi di tutti, a scapito del rispetto dovuto agli estinti. Provvedimento pure indispensabile sarebbe quello di vietare con multe gravi e pene che si gettassero le immondizie dalle finestre nelle pubbliche vie, doveimputridiscono a danno della pubblica igiene. La natura: Gli uomini Don Jos Borjs Antico cabeilla nella guerra di successione in Ispagna, capitan con onore parecchie guerriglie carliste contro i cristinos. Fu un illuso ed un tradito, un capo partigiano convinto e di buona fede, non un brigante nello stretto e brutto significato della parola. Egli credeva di trovare l0insurrezione ovunque e di avere unarmata ai suoi ordini. Trov lindifferenza e lavversione dappertutto e per esercito una magra, famelica e prava frotta di triviali assassini. Con un pugno di Spagnoli attravers la Calabria, la Basilicata, il Matese, lAbruzzo, circondato ovunque da truppe, inseguito come belva, tradito, manomesso e venduto da tutti; continuamente combattendo, sfuggendo al numero, ritirandosi, nascondendosi, ed or mostrandosi ed audacemente marciando al nemico per poi deluderlo ancora con marcie, contromarcie, ritirate, falsi assalti e stratagemmi; comp una marcia meravigliosa, e sfugg con singolar fortuna e talento a tutte le persecuzioni di sette corpi comandati da sette da sette generali italiani espertissimi, attivi e infaticabili: Brunetta, Della Chiesa, Maz, Villarey, Cadorna, Govone e Chiabrera, e usc vittorioso dalle prove le pi terribili e penose. Soffr impavidamente la fame, la sete, il freddo, il caldo, la pioggia, tutti gli stenti, tutte le fatiche, tutti i dolori, tuttele disillusioni le pi amare. Gi stava per toccare il desideratissimo confine, quando a poche centinaia di metri dalla frontiera Pontificia cadde spossato, sfinito di forze, moralmente e fisicamente impotente lui ed i suoi, presso Tagliacozzo, e col trov la morte con tutti i suoi - tutti! Borjs era un uomo di cuore e donore, aveva tutti i requisiti militari per fare uno dei pi distinti capi partigiani: attivit, perspicacia, tenacit, sodezza, valore, calma nel disordine, rassegnazione nei disastri, impavidezza nei maggiori pericoli e nelle peggiori sventureEgli fu il Don Chisciotte di una causa perduta e screditata, combatt i molini a vento, ma li combatt colla fede del soldato donore e di convinzione, combatt da cieco e da pazzo s, ma da generoso e da valente qual

eraQuando il capobanda Borjs si arrese, present la sua spada al maggior Franchini che la rifiut con isgarbo, dicendo che non poteva accettare la spada dun brigante e dun uomo senza onore! Interrogato se aveva qualche deposizione importante a fare merc la quale avrebbe salva la vita, lui solo, non i suoi compagni, rispose arrogantemente aver nulla a dire, e che nessuna pena o minaccia lavrebbe fatto parlare.Fu condotto sul sito della esecuzione, ove baci tutti gli spagnuoli, preg i bersaglieri di non farlo patire e che mirassero alla testa, quindi inginocchiatosi coi primi nove, inton una specie di litanie in lingua spagnuola, ed una scarica lo distese morto. Chiavone (Luigi Alonzi detto Memmo) Il pi noto ed il pi antico fra i capi briganti, era dorigine Sorano. Antico soldato indisciplinato dellesercito Borbonico e condannato a pene infamanti per infrazioni allonore, quindi uomo di malaffare e guardaboschi nel paese di Sora. Si fe conoscere per la sua vita sregolata, le sue irruenze e le sue prepotenze, e fu oggetto di spavento nella propria citt per le sfrenate libidini, le vessazioni e le concussioni di cui si rese autoreChiavone fu uno dei primi a prendere il cammino della montagna e ad innalzare il vessillo della ribellione contro il Governo Nazionale. Il suo carattere era cupo, feroce e veemente. Il suo aspetto ruvido ed aspro. Aveva per qualche cosa di meditativo nella sua fisionomia che non era senza attrattive, e gli dava somiglianza duomo non affatto comune e di non limitati pensieri: ma non era che un riflesso ingannevole della sua figura, imperocch non aveva n talenti n ingegno. Se nel suo gareggiare non ha date prove di sapienza militare e di soverchia baldanza ed ardimento, fu per il migliore tra tutti i capibanda della sua specieAmava il vestire teatrale alla Fra Diavolo suo antesignano nei fasti briganteschi dellantico reame di Napoli. Egli era quasi illetterato, od almeno scriveva con difficolt, in lingua barbara e scorrettissimo, ma scriveva molto, a tutti ed ad ogni proposito Egli si intitolava Generalissimo delle armate di Francesco II e mandava ultimati ai comandanti delle nostre truppe veramente singolari e divertenti, e datava abitualmente le sue lettere ed i suoi proclami da un paese occupato dai nostri distaccamenti come Roccavivi, Rendinara o Balzorano. Finalmente si dice che egli sia stato fucilato per ordine del capobanda TristanyLa sua morte per ancora un mistero, a Sora non vi si presta fede; i suoi nemici istessi la mettono in dubbio: intanto per opera dei comitati reazionari di Roma sorse un secondo Chiavone, un birbaccione qualunque senza fama e senza numeri, un burattino che non fece pi nulla, perch troppo nullo s stesso; ma ciper nascondere la morte del vero Chiavone ai suoi benamati Sorani, per i quali era divenuto un uomo di proposito, e la cui morte accertata avrebbe gettato nello scoramento i suoi amici e indispettitaquella buona popolazione di Sora, che in Chiavone spera e in lui vede il campione della causa borbonica, un generale di senno, una indigena celebrit. Carlo Mayer Era costui un avventuriero Sassone, fattosi seguace, come tantaltri dellex-re, non so se per procacciarsi la pagnotta, ovvero per ispirito di partito e per politiche convinzioni. Una mattina, poco dopo lalba, due soldati (.) videro in lontananza quattro individui con valigette sugli omeri a guisa di artistici viaggiatori, avanzarsi circospetti pe sentieri malagevoli di quelle ripide montagneAssicurati cos i quattro individui, e posti i fardelli sullasinello che portava i viveri a Maranola sincamminarono di nuovo a quella volta. Raggiunti infine da una pattuglia () poterono condurre i prigionieri in questo paese, assicurandoli nel Corpo di guardia. Quivi subirono dal Sindaco e dallUfficiale che comandava il distaccamento, il primo interrogatorio. Carlo Mayer si disse viaggiatore per diporto e per vaghezza demozioni, una specie di poeta e di artista, che amava percorrere le montagne per dipingerne le bellezze ed esaminarne le rovine romaneMayer, e laltro Zappa, avevano due revolvers per ciascuno appesi alla cintola. Esaminate le valigie si rinvennero altri due revolvers, un migliaio di proclami a stampa in cui si incitavano i contadini della Campania ad insorgere, alcuni stili, molte coccarde borboniche, un involto di galloncini doro per distintivi di berretto, una coppola militare, e vari oggetti di biancheria. Il Mayer poi aveva sopra di s un

portafogli pieno di memorie, una bibbia, ed una elegante catenella doro a cui pendevano quattro piccole decorazioni doro e di smalto, una delle quali papale, le altre tre borboniche Mayer e lo Zappa, cio i due che avevano impugnate le armi allincontro dei soldati, furono fucilati, gli altri due rimessi al potere giudiziario Egli mor da uomo coraggioso in piedi, gli occhi sbendati, e volle egli stesso profferire il comando: fuoco.Ci accadeva il 29 Maggio 1862. Esaminando le carte del Mayer fu a caso rinvenuta, in un angolo di un foglietto del suo Dizionario tedesco, la parola Kalkreuth, scritta in carattere germanico e quasi impercettibile. Questo nome non era nuovo, ed esaminato lArchivio del Comando della zona, si rinvenne una lettera del colonnello Lopez, scritta da Sora l11 gennaio 1862, in cui era detto: Ricevo da Roma la notizia che ieri partito da Roma un tal Kalkreuth, Sassone, che si fa chiamare Carlo Mayer. Egli latore di carte importanti dirette al partito borbonico, e di moltissimi proclami a stampaKalkreuth oltre al falso nome di Carlo Mayer era pur conosciuto presso ai borbonici sotto il nome pi poetico e romanzesco di Conte Edwino, e molti dei proclami incendiari di quellepoca sono sottoscritti con questo nome. Tristany Era costui uno spagnuolo come il Borjs, che dopo aver agitato il paese nativo per la causa di Don Carlo, esul e visse oscuro ed ignorato non so in qual parte dEuropa, e quando sorse la questione della unit italiana e le operazioni militari contro Gaeta e la capitolazione e il viaggio di Re Francesco II per lesilio di Roma, egli, al pari di tutti gli avventurieri della terra, venne a offrire la sua spada, il suo cuoreed i suoi talenti allo spodestato Borbone, e nebbe subito lodi, blandizie e pecunia. Tristany per uomo risoluto, danimo retto e pieno di convinzione; ma poco intelligente e poco operoso, egli il Fabio dei briganti, temporeggia, ma questa tattica che riusc cos onorevole e proficua in que tempi al generale Romano, nella moderna guerra di montagna e con briganti per soldati, il saggio indugiar perde il suo nome e il suo prestigio, e riesce di sfregio e disdoro al Capitano. Egli daltronde uomo gi attempato, avendo certamente compiuti i sessantanni. E per robusto, forte, alto, ben preso della persona, vegeto e prospero di figura, con folti baffi ed occhio vivissimo ed altero. E poco amato dai briganti, perch non si dedica esclusivamente alla rapina e al sangue.I suoi sforzi furno in gran parte infruttuosi, e quelli che per caso riuscirono lo furono solo parzialmente ed a suo danno, poich quei piccoli trionfigli costarono assai caro, e lasciovvi il pi delle volte il miglior nerbo delle sue bande, attalch i nostri soldati avvezzati al suo modo lento, compassato ed indeciso di guerreggiare, ogni qual volta aveva luogo una sua azione, dopo un lungo periodo di pace e di inattivit, si poteva essere sicuri che per lungo tempo non si avrebbe pi nulla a temere da lui, e si poteva, come dicesi volgarmente, dormire sulle due orecchie, poich si rintanava nelle macchie del Pontificio per prender lena e riordinarsi, e prima di rimettersi in campagna ci volevano i gangheri, ossia le ingiunzioni pressanti, ripetute, incalzanti e autocratiche di Francesco Borbone e suoi acoliti. Zimmermann E un uomo di ventisette anni, ex-luogotenente nellarmata austriaca , che ha mente e sentimenti esaltati per indole e per natura; pi artista e poeta che militare. Dipinge maestrevolmente, verseggia, canta e suona istrumenti musicali, ha ingegno fervidissimo e cervello balzano, effeminato eccessivamente, e non ha persevaranza alcuna nei suoi progetti. Nel mentre saffatica, sarrovella e si dimena per preparare una qualche spedizione, chegli vede gi brillante e piena di fama, imperitura per lui e di vantaggio per la causa del suo padrone, non strano vederlo ad un tratto scomparire e tutto abbandonare a casaccio, senza pi darsi briga n di Francesco Borbone, n de suoi briganti, n della causa della legittimit, per correre dietro pazzamente ad una qualche avventura galante. Non n un capobanda n un brigante, un pazzerello ed un originale, che ha trovato, che ha trovato poetico il farsi capobanda di un branco di furfanti germanici, e di scorrazzare la montagna in cerca di emozioni, di vedute e di belle villanelle! E uno sventato azzeccagarbugli, un pravo ragazzaccio che non potr mai riuscire a nulla, non avendo stabilit di carattere e saviezza

di mente quale si conviene per fare un buon capo partigiano. Egli ama il piacere ed i materiali godimenti della vita al di sopra di ogni altra cosa su questa terra, e i capi di parte e i capitani di partigiani che furono troppo deboli alle seduzioni del sesso ed alle altre ghiottonerie non riuscirono mai ad altro che a rovinare se stessi ed il loro partito. La leggerezza del suo carattere tanta e tale, che non recherebbe meraviglia a nessuno di noi che un giorno intraprendesse una qualche arditissima spedizione sul nostro territorio, e dopo gettatosi fra i nostri distaccamenti allerta, e compromessi i suoi compagni scomparisse repentinamente, e lontano asssai andasse, n mai pi sintendesse parlar di lui! Zimmermann chiamato il tedesco, e questo soprannome basta per alienargli tutti gli animi e tutte le simpatie del paese, tanto inveterato lodio contro lo straniero in Italia, che anche presso i briganti e queste sozze e stolidissime plebaglie vi un certo schifo naturale, una ripugnanza istintiva, un disonore tradizionale e di convenzione di fare il bravo e l ribaldaccio sotto gli ordini di uno spagnuolo o di un tedesco. Le tradizioni: Morale naturale e vizi dominanti: Castit, pudore Le donne di questa provincia per virt di temperamento sono destinate alla castit ed al pudore. La religione poi concorre assaissimo alla conservazione di questo pregio. In generale le donne di ogni classe sono pudiche. Non perci convie dire che tutte conservano il medesimo carattere e costume. E certo che le donne di questa provincia sono di soave carattere, rispettose, umili, modeste, di sensi delicati, erubescenti, timide se volete. Pieghevoli e naturalmente ripugnanti alla corruzione. Questa benefica indole le rende buone madri di famiglia, esemplari se nubili, sostenute e dignitose se coniugate, attive e industriose, economiche, semplici nei loro portamenti, pulite egentili con innocenza di modi e di maniere. Le donne di questa provincia si distinguono per tali caratteri in privato e in societ. La corruzione per si introdotta da pochi anni a questa parte nel basso ceto e nella minuta plebe, per in disegualissime proporzioni rispetto alle altre provincie vicine. Le meretrici annotate in questa provincia corrispondono alluno e mezzo ed al pi al due per cento, mentre nelle altre provincie si conta, per quanto io sappia, il dieci e dodici per cento. Il bisogno cagionato dalla povert, la mancanza di lavoro, la mancanza di un censore dei costumi, la licenza militare, la sfrontatezza e la seduzione sacerdotale, la moda e le galanterie sono i primi e veri motori del vizio. Credenza religiosa Un popolo naturalmente intelligente ragionando riconosce lesistenza di Dio. I meno acuti e colti, o affatto incolti lo riconoscono dalle opere esterne, dalle massime domestiche, dalla religion sua. Il popolo naturalmente religioso. La massa del popolo non distingue Iddio dalla Chiesa e da suoi riti. Non distingue il prete o il monaco dalla religione: non distingue le mostre commemorative della Pasqua, del Natale, dale santo A o B. Non distingue il culto interno dallo esterno: lamore e la fede dagli atti geniflessoriCrede, e ciecamente crede, che un convento di frati religione: che la ricorrenza di un santo religione: che la confessione religione: che la parola di un prete religione: che il sacerdote non si confonde co suoi vizi. Esiste Iddio. Tuti i suoi ministri sono i di lui rappresentanti: ci che comandano legge do Dio. Questo tutto. Religione della classe colta La coltura purific in essi lanimo dei vizi della cieca credenza. I soggetti versati nelle scienze filosofiche e morali sono religiosi indistamente senza ipocrisia. Dal cattolicisimo ritengono la parte vera e si beffano della artifiziale ed ingannevole. Il vizio tremendo dellateismo prende le sue dimensioni. Le dottrine dei fisiologisti si diffusero. Quelle dei pubblicisti che i doveri fan derivare dal sensualismo si dilatarono. La parola di pochi dotti trova ricetto nella classe media.

Sensibilit I cittadini di questa provincia si commovono alle belle azioni; i loro occhi si bagnano facilmente di lagrime alla vista dellinfelice: la mano vola al soccorso del misero. La piet per essi un positivo bisogno. Prevale contro questo istinto la forza dellavarizia. Nocquero immensamente le dottrine materialiste degli economisti politiciI ricchi non si commuovono facilmente alle belle azioni, n la mano stendono ascosa allignudo ed allaffamato. Giuochi rovinosi e demoralizzatori La poesia, il disegno, la musica, ed altre arti nobili, utili e gentili, erano le occupazioni di ristoro dei giovani ed anche degli adulti. Lindole naturale del cittadino di questa Provincia inclina fortemente alle belle arti, alla contemplazione ad una vita pensante. I divertimenti che sentivano di ginnastica erano il bigliardo, il giuoco della palla, lequitazione. Ora la naturale tendenza trovasi pi che disviataIl cos detto Faraone, il Zecchinetto, ed altri giuochi precipitosi richiamano nei caff, nei segreti convegni, nelle famiglie, e poi nelle bettole, nelle botteguzze, dappertutto giovani, adulti, vecchiNotti e giorni interi si consumano al giuoco; Luno spoglia laltro: la miseria per tutti. Le agiate famiglie si indebitano; altre spariscono: altre sono ridotte al confine. Gli altri vizi inseparabili dal giuoco si dilatano. La crapula, la sgualdrina, il balocco, il bagordo, la maldicenza, la satira, la calunnia, il disprezzo, la licenza, il ridicolo sulle cose sacre, il fanatismo politico. Da tutto ci gli odi, le diffidenze, le furberie, le trappole, le frodi, le truffe e quantaltro di peggio. E cos la natura vinta dal mal costume. Si pu essere morali con questo genere di vita?

Interessi correlati