Fogliaccio 66 Rid
Fogliaccio 66 Rid
66 – Agosto 2012
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Egregio Signor Direttore, pella in proposito, che il pro- cinque anni fa, ai 46 milioni
ho letto i giorni scorsi sul blema dell’eccesso di nascite di oggi.
«Corriere della Sera» un arti- non esiste. Perché, se ci si fosse pre-
colo intitolato: «L’eccesso di La regola è questa: Crescite occupati di questo, si sareb-
popolazione non può sfo- et multiplicamini. be concluso che, per eli-
garsi all’estero»; articolo che In quanto poi a coloro che minare le principali cause
francamente mi ha impressio- negano l’esistenza di Dio, e del preoccupante aumento
nato, e anche un po’ irritato. quindi, delle Leggi divine, di popolazione si dovrebbe
Infatti, l’autore, parlando di in quanto a coloro cioè che prima ancora di «controllare
questo che, secondo lui, è «il più sono ancorati alla terra dal le nascite»:
arduo problema nazionale, il più rigoroso materialismo, 1. Incrementare la morta-
problema che ci angoscia», noi rispondiamo che parla- lità infantile. Mortalità infan- «IL COLMO DELL’INGENUITÀ»
traccia un quadro quanto mai re di «necessità di controllare tile che, mezzo secolo fa, era LA DIDASCALIA DI QUESTO DISEGNO-COLLAGE DI GG DEL 1936 MANCA: SI PUÒ INTUIRE
nero della situazione e fa cata- e limitare le nascite» è, prima spaventosamente alta e che CHE LA MOGLIE VORREBBE INIZIARE UN DISCORSO MOLTO SERIO CON IL MARITO...
strofiche previsioni per il prossi- ancora che una bestemmia oggi il progresso scientifico Archivio disegni Giovannino Guareschi – Roncole Verdi (PR)
mo domani, fino a prospettare contro Dio, una bestemmia e sociale hanno ridotto stra-
– qualora non si adottino oppor- contro la natura. ordinariamente. venir distrutte da scosse di la scienza medica e dell’assi- «A diciotto anni verrà colpito
tune contromisure – il pericolo Quando noi pensiamo che 2. Incrementare la mor- terremoto che oggi – pure stenza sociale dovranno esse- da paralisi», si farebbe pre-
dell’immiserimento dell’Italia in il mare, l’immenso e scon- talità degli adulti: trent’an- essendo della stessa inten- re potenziate al massimo sì sto a rimediare: il «Corriere»
un paio di lustri. Così, oggi, oltre finato mare, prima che un ni fa una polmonite, una sità – riescono al massimo a che tutti ne possano godere. permetterebbe ai coniugi di
alle paurose diavolerie atomiche, uomo pensasse a dar la cac- bronchite, una appendicite far crepare i muri di qualche Risponderà, con una logi- mettere al mondo un altro
su noi incomberebbe ad portam cia ai pesci, è rimasto per equivalevano novanta volte vecchia casa. Quindi:proibire ca veramente straordinaria, figlio che portasse il cartel-
il flagello della sovrappopola- esempio alcuni miliardi di su cento a una condanna a le costruzioni di cemento che chi nasce dovrà essere lino: «Sano e intelligente».
zione e la conseguente miseria anni (centinaia di miliardi, morte. La TBC portava sicu- armato, le costruzioni anti- tutelato in modo da poter Ma, stando così le cose,
generale. (...) miliardi di miliardi, chi lo ramente alla tomba. Per non sismiche in modo che popo- rimanere il più possibile limitando cioè le nascite,
Di convinzioni demografi- sa?) in completo e incontrol- parlar del resto. Quindi: lazioni di interi grossi centri vivo. Invece, per contro- impedendo cioè che dopo
che erano uomini come Niccolò lato potere dei pesci, e quan- ripristinare la facilità estre- urbani possano essere elimi- battere questo aumento di tre figli di qualità cattiva o
Machiavelli, G. B. Vico, Pietro do pensiamo che, pur essen- ma di prendersi un’infezio- nate dai terremoti. popolazione originato dalla mediocre, due coniugi pos-
Verri, Cesare Beccaria. Non ho do dotati d’una prolificità ne e di morire sotto i ferri 7. Incrementare gli incen- diminuzione della mortalità sano mettere al mondo per
citato, per ovvie ragioni (e... eccezionale, i pesci non sono del chirurgo. Eliminare la di, le inondazioni eliminan- infantile, dei cataclismi, del- esempio due figli di prima
precauzioni) Mussolini ed il mai riusciti a sovrappopolare penicillina, la streptomicina, do i pompieri e gli argini. le epidemie eccetera, baste- qualità utili alla efficiente
suo principio: numero eguale a il mare, ci vien da sorridere eccetera. Eliminare il DDT [Link] ogni assistenza rà limitare il numero delle conservazione della specie,
potenza; per quanto anche qui davanti alle preoccupazioni e prodotti similari in modo ai lavoratori in modo che i nascite. e utilissimi al progresso e
sia ancora da dimostrare che era del «Corriere della Sera» e di da poter ripristinare faccen- poveri non possano curar- Semplice e supremamente alla civiltà, si avrebbe, a un
in errore. (...) chi la pensa come quelli del de come il tifo petecchiale si e debbano morire anche sciocco, se mi permettete, bel momento, un impoveri-
Franco Spotorno «Corriere della Sera». eccetera. quando potrebbero guarire. l’espressione poco educata. mento fisico e spirituale della
Il problema della superpo- 3. Incrementare i deces- 9. Incrementare la mortali- Perché nasce chi nasce, e specie.
Questa non è una grana polazione non esiste: rego- si collettivi, vietando quel- tà senile in modo da accorcia- ognuno nasce come nasce. Quante volte s’è dato che
vera e propria. Da un pezzo, le inflessibili, matematiche, le norme igieniche e quei re la media della vita umana. E non basta che la mamma in una famiglia di sette figli,
e da più parti, ci si sollecita esistono, invece, sulle quali medicamenti che hanno fat- E via discorrendo. e il papà siano sani e intel- sei siano creature insignifi-
ad affrontare il problema si basa il funzionamento di to sparire dal nostro paese le Perché queste sono le cau- ligenti perché nascano dei canti e insufficienti mentre
della superpopolazione e la tutte le cose dell’universo. epidemie di tifo, di colera. se dell’aumento di popola- figli sani e intelligenti. Da il settimo è un genio?
faccenda della limitazione Il Padreterno, prima di cre- Riportare l’Italia al tempo zione: in cinquantacinque genitori sani e intelligenti Tutto è combinato secon-
delle nascite. are l’universo, non ha aspet- della peste di Milano. anni se ne è fatta della strada possono nascere figli malati e do precise e inviolabili leggi
Cogliamo l’occasione che tato di leggere il «Corriere 4. Eliminare quel controllo e la chirurgia, addirittura, cretini. O viceversa. E, anche dalla natura. E il Padreter-
ci offre Franco Spotorno per della Sera». Aveva già delle sanitario che in cinquant’an- trapianta gli occhi. se il «Corriere della Sera» no ha organizzato le cose in
liquidare definitivamente la idee sue. ni ha reso impossibile prati- E allora? Chiameremo stabilisse che i due coniugi X modo che queste regole non
questione. E a chi ci obiettasse che camente la messa in commer- nemico dell’umanità chi ha debbano fermarsi al secondo possano venir violate da chi
Non accettiamo di pole- questo è un discorso da umi- cio di carne marcia et similia. scoperto la vaccinazione anti- figlio, si vedrebbe, magari, voglia vivere da giusto.
mizzare né di discutere le parroco di campagna, noi 5. Eliminare il servizio vaiolosa, o la puntura contro come si vede, che il primo Noi, quindi siamo decisa-
sull’opportunità o meno del- risponderemo meraviglian- d’acqua potabile: ciò permet- il tifo e la difterite? Chi ha figlio è malato, che il secon- mente contro l’eutanasia.
la limitazione delle nascite doci che un giornale come il terebbe di tornare ai deces- trovato i raggi X? do è cretino. Lo si vedreb- Noi affermiamo che nessuno
non per spirito di intolleran- «Corriere della Sera» (non è si per ingerimento di acqua Chi, insomma, ha trovato be, come succede di solito, al mondo può sentirsi auto-
za, ma con lo stesso spirito il solo giornale, purtroppo) inquinata. il sistema di guarire malattie quando i due figli sono già rizzato a dire: questo uomo
col quale ci rifiutiamo di affronti una faccenda del 6. Incrementare quelle che fino a cinquant’anni fa diventati uomini. non può guarire e morirà
discutere sulla esistenza di genere con tanta faciloneria. che sono definite le cala- erano sicuramente mortali? Se i bambini nascessero tra un anno o dieci anni e
Dio. Senza cioè spiegare quali mità nazionali. La storia ci Non credo che il «Corriere con un cartellino compilato sempre soffrirà, perciò aiu-
Per noi Dio esiste. sono le cause che hanno por- racconta che fino a meno di della Sera» pensi a questo. con queste indicazioni: «A tiamolo uccidendolo noi.
Con lo stesso spirito noi tato la popolazione italiana cinquant’anni fa, città inte- Il «Corriere» vi risponderà ventitré anni si rivelerà incapa-
rispondiamo a chi ci inter- dai 35 milioni di cinquanta- re come Messina potevano invece che le conquiste del- ce, criminale eccetera», oppure continua a pag. 4
C
inque film inediti con protagonisti don Camillo e Peppone: questo, in nove parole, Maresciallo «Reverendo!»
il succo di quanto avrò sotto mano alla fine del lavoro che sto facendo sulle sceneg- Don Camillo «Maresciallo, i miei polli!»
giature originali, scritte da Giovannino Guareschi, per i cinque lungometraggi con Maresciallo «Cosa succede?»
protagonisti Fernandel e Gino Cervi, il tutto con un crescendo di differenze, fra la stesura Don Camillo «I miei cinque polli, quelli della festa di sabato. Rubati!»
dell’autore e quella dei “cinematografari”, dal primo «Don Camillo» all’ultimo film della Maresciallo «Quando?»
serie: “Il compagno don Camillo”. Per chiarire meglio cosa s’intenda per inedito, segue Don Camillo «Adesso. Sono entrato alle dieci in sagrestia e i polli c’erano. Alle undici precise
questo mio piccolo preambolo, il testo della scena che Giovannino voleva inserire come sono uscito e i polli non c’erano più.»
finale ne «Il ritorno di don Camillo»: una scena del tutto diversa da quella che concluse il maresciallo toglie un notes per fare degli appunti
poi il film, ovvero quella dell’alluvione che invece, per Guareschi, doveva essere il motivo Maresciallo «Non avete sentito niente? Il cane non ha abbaiato?»
– plausibilissimo! – per il ritorno al paese del parroco, spedito in montagna per punizione. Don Camillo «Stavo ripassando il canto dell’inno per i ragazzi. Non potevo sentire.»
Il motivo per cui Giovannino voleva un film diverso, lo si capisce dalla lettera che inviò al Maresciallo «Avete qualche sospetto?»
regista Duvivier e nella quale scrisse: «Il lievito del primo film, ciò che lo rende leggero e don Camillo allarga le braccia e scuote il capo
appetitoso è costituito dal nocciolo della vicenda. Due accaniti avversari lottano duramen- Don Camillo «No.»
te senza mai diventare nemici, perché ascoltano la voce della loro coscienza (Cristo). Tesi Maresciallo «Tutto serve per le indagini: avevano qualcosa di speciale quei cinque polli?»
consolante in un mondo pieno d’odio e vuoto di coscienza. Nel primo film – lo analizzi – il don Camillo con sguardo triste e lontano.
confronto fra i due antagonisti è sempre vivo, sempre presente dal principio alla fine. E dal Don Camillo «Sì: erano miei...»
principio alla fine ogni contrasto si risolve felicemente. I due protagonisti si odiano con dissolvenza
amore. Nel secondo film, manca quasi completamente questo palese, eterno contrasto. E il
film manca di lievito.» Perciò Guareschi voleva nuove scene e soprattutto quella che segue, in paese circola la notizia del furto delle galline
che prende spunto dalla rivincita della squadra di calcio di don Camillo (Gagliarda) su quella la gente commenta il fattaccio d’attualità. Due vecchiette
di Peppone (Dynamos). Questo per rimarcare, anche nel secondo film, l’eterno contrasto Donna «Quando si arriva a rubare le galline a un parroco, significa che non c’è più timor di Dio.»
fra i protagonisti e per dare alla vicenda il lievito che mancava. Alla fine, come sempre, due uomini
nonostante lo straordinario successo di tutti i film, si capisce benissimo che aveva ragione, Uomo «Le aveva destinate per la festa di sabato. Povero don Camillo, come mi dispiace!»
ancora una volta, Giovannino! (Egidio Bandini) due giovanotti
Giovanotto 1 (comunista, uno di Peppone) «Gli sta bene! Voleva far mangiare la bile agli altri.
episodio delle galline e del processo che io propongo come finale Adesso la mangi lui! Vedi che c’è un Dio per tutti?»
Speaker Man mano che i giorni passavano la campagna elettorale si infervorava sempre di più... Giovanotto 2 «Hai ragione! Dio incomincia a diventarmi simpatico!»
E sempre di più gli animi si eccitavano... Anche le più piccole cose diventavano importanti... La
gente si inviperiva per i fatti più insignificanti... Le farse diventavano drammi... il Maresciallo riceve una lettera
sotto le parole dello speaker, rapide visioni delle vie di Brescello sopra gente che commenta e discute animatamente indignata o ridendo
con un crescendo di manifesti, cartelli, cartelloni, striscioni di tela appiccicati o appesi un po’ (a seconda che è di parte rossa o no) Lo speaker spiega
dappertutto sui muri, attraverso strade eccetera. Con questo crescendo bisogna dar l’idea della Speaker Il maresciallo si diede da fare interrogando a destra e a sinistra. Non trovò niente di
battaglia preelettorale che sta animandosi sempre di più. Capannelli di persone. Discussioni animate. più di quello che non sapesse quando la posta del pomeriggio del sabato gli portò una strana
Titoloni di giornali. Altoparlanti. Tribune per comizi eccetera. lettera.
Ultimo particolare: il giornale murale della Società Sportiva “La Gagliarda” scena del maresciallo che rientra nella palazzina della Stazione C.C. Si siede al tavolo e incomincia
recante affisso un cartello scritto a caratteri di scatola a guardare la posta. Particolare da non dimenticare perché è a conoscenza di tutti e divertirà molto
la gente. L’operazione si svolge così: Un carabiniere apre delicatamente con un tagliacarte la busta
Peppone e soci davanti all’albo della Gagliarda e consegna la lettera al maresciallo e la busta a un altro carabiniere seduto vicino a lui. L’altro
si può leggere il grande manifesto: «Uomini della “Gagliarda”! Avete vinto! carabiniere rivolta la busta aprendola completamente e poi torna a incollare due dei tre lembi
Avete trionfato! Avete schiacciata, polverizzata la fiera avversaria, e oggi la “Dynamos” mettendo la busta in una scatola. Il maresciallo legge la lettera e assume via via un’aria di stupore e
ha abbassato la tracotante testa e giace nella polvere! Uomini della Gagliarda! Per festeggiare di preoccupazione. Poi si asciuga il sudore e dice:
la splendida vittoria, sabato sera siete invitati a casa mia per il GRANDIOSO PRANZO che io Maresciallo «La gente sa. Quelle galline ci daranno una grana tremenda!»
personalmente vi offro! Così, mentre noi masticheremo soffice cacciatora di pollo, 5 polli, uno per ogni
goal, gli altri masticheranno la meritata bile!» Don Camillo riceve una lettera
Macchina indietro: appaiono Peppone e soci fermi davanti al giornale murale su don Camillo che tristemente guarda il calendario col foglietto “sabato”, lo speaker spiega
Peppone «Ha la spudoratezza di parlare di vittoria! Quella non è una vittoria: è un furto.» Speaker Ma, quel giorno, la posta del pomeriggio doveva portare anche a don Camillo una
Nero «Lascia perdere, capo: verrà il giorno che i polli li mangeremo noi e la bile la mastiche- strana lettera sul tipo di quella ricevuta dal maresciallo.
ranno loro!» don Camillo alza gli occhi. Bussano alla finestra. Apre e ritira una lettera. La apre lentamente e ne
Peppone «Che quelle galline vi rimangano in gola!» trae un foglio scritto in modo strano, con lettere ritagliate da giornali e incollate. Si legge la lettera:
don Camillo nel pollaio si complimenta con le cinque grosse galline «Se volete rivedere le vostre galline andate stasera alle 9 in casa di...» don Camillo volta pagina e
per la fine gloriosa che il destino ha loro riservata. legge per conto suo il resto. Sbarra gli occhi.
Nel pollaio ci sono anche un piccolo galletto spennacchiato e una gallinella patita dissolvenza.
Don Camillo «Rallegratevi, piccole mie, per la fine che il destino vi ha riservato! Avrete l’or-
goglio di partecipare alla festa che riunirà attorno a voi i vittoriosi uomini della “Gagliarda”. arrivate le nove di sera Don Camillo va a rivedere le sue galline
Avrete il privilegio di porre il suggello alla vittoria più radiosa che lo sport ricordi!» (rivolto al don Camillo scavalca una siepe ed entra in un orto. Si avvicina alla casa. Si avvicina
galletto e alla gallinella) «E voi non rammaricatevi se siete oggi esclusi. I goal da festeggiare erano a una finestra chiusa dalla quale trapela luce. Guarda nella fessura. Si avvicina alla
solo cinque: il destino vi riserva per le future vittorie della Gagliarda e per le future sconfitte porta. Mette la mano sulla maniglia. La porta si apre. Attorno a una grande tavola imbandita,
dell’aborrita rivale!» Peppone e i cinque consiglieri stanno allegramente mangiando. Cacciatora di pollo. Don Camillo
conta nell’enorme piatto 5 teste di pollo. Gli altri restano muti
Peppone alla Casa del popolo Don Camillo «Scusate, non sapevo di trovare tanta gente! Volevo semplicemente parlarvi del sussidio
Peppone alla Casa del Popolo sta parlando coi suoi fidi. Peppone sta guardando all’asilo... Non ha importanza: passerò domani.»
un giornaletto. Si vede dapprima un disegno rappresentante cinque galline e si legge nella battuta: Peppone «Si accomodi, reverendo. Se vuol restare servito?»
«Sì, noi ci rimettiamo le penne: però la figura del pollo la fa Peppone!» Don Camillo «Grazie: roba indigesta, per me.»
Peppone «Continua a provocare, non la smette più! Anche il giornaletto ha fatto!» don Camillo esce chiudendo la porta. Peppone e i suoi rimangono silenziosi. Poi il Brusco
entra di corsa il Nero Brusco «Era una scusa: aveva un altro scopo.»
Nero «Capo! Sta facendo anche l’inno!» Bigio «Secondo me ha mangiato la foglia.»
Peppone «Che inno?» Lungo «Quello ne sa una più del diavolo.»
Nero «L’inno per la festa di sabato! Adesso sta componendo la musica in sagristia!» Smilzo «Non sarebbe neanche un prete!»
Nero «Ho l’idea che abbiamo fatto una grossa stupidaggine.»
in sagristia Don Camillo sta componendo l’inno Peppone scuote le spalle e continua a mangiare
seduto al piccolo armonium, don Camillo sta componendo la musica dell’inno. Prova qualche Brusco «Siamo in periodo elettorale: per uno scherzo quei maledetti possono montare uno
nota, la scrive sul pentagramma. Canterella accompagnandosi col piccolo armonium scandalo spaventoso.»
Don Camillo «È Peppone grande e grosso / e in politica assai rosso / ma oggi è invero / nero nero Peppone interviene
è piccino / poverino / un Peppino / sembra ahimè. / Cinque a zero / Cinque a zero Peppone «Basta! L’idea è mia, il colpo l’ho fatto io. La responsabilità è mia. Voi non sapete
Che mostarda / che mostarda / la Gagliarda / oggi vi dà!...» niente! Voi dovete semplicemente dire che eravate in riunione con me! Capito?»
don Camillo si compiace; raccoglie le carte e si avvia. bussano. Tutti alzano la testa. Appare il maresciallo
Passando davanti al Cristo, si inchina e fa per andarsene, ma il Cristo lo richiama Maresciallo «Scusi, signor sindaco: avrei bisogno di parlarle.»
Cristo «Don Camillo che cos’hai sotto il braccio?» Peppone «Dica pure.»
Don Camillo «Musica... Una canzoncina per festeggiare una piccola vittoria...» Maresciallo «È cosa privata.»
Cristo «O per festeggiare una piccola sconfitta?» Peppone si alza e raggiunge il maresciallo nell’andito
Don Camillo «Grossa sconfitta, Gesù. Enorme, disastrosa.» Maresciallo «È assai imbarazzante quello che debbo fare. Ma ormai se ne parla in giro. Ho
Cristo «Don Camillo, canta per rallegrarti del bene tuo, non del male altrui.» ricevuto delle segnalazioni anonime... Mi perdoni: può dirmi dove ha passato il suo tempo dalle
Don Camillo «Gesù: la musica raddolcisce gli animi.» 22 alle 23 di mercoledì scorso?»
PRETURA SALA: PEPPONE E “BANDA DELLE GALLINE” ALLA SBARRA SCHIZZO DI GG PER LA SCENA FINALE IN CHIESA
Peppone e i suoi complici. Peppone sta davanti al Pretore Il testo e lo schizzo sono tratti dalla sceneggiatura di GG
Pretore «Le testimonianze del maresciallo e del suo sottoposto parlano chiaro. E poi lei è stato per il film «Il ritorno di don Camillo»
colto assieme agli altri imputati con la refurtiva nel sacco... Anzi, nel piatto.» Archivio Giovannino Guareschi – Roncole Verdi (PR)
da pagina 4 Chi non è in grado di dare funzionato come funziona rano vivere secondo natura, secondo natura. Infatti l’in- Le statistiche degli studiosi
la vita a un morto, non ha il oggi, non è detto che fra un il problema non può esistere. cremento della prolificazio- non servono a niente.
Se pure un uomo fosse diritto di toglierla a un vivo. minuto debba essere ancora Franco Spotorno poi, non ne si può ottenere soltanto Sono vuota letteratura a
ridotto a una polpetta, fin Nessuno sa cosa succederà così. Perché fra un minuto abbia dubbi: numero vuol con sistemi naturali, anzi sfondo aritmetico, fine a se
che il suo cuore batte è vivo fra un minuto, perché nes- potrebbe essere finita la pri- dire potenza. Non perché inducendo gli uomini a non stessa.
a tutti gli effetti e, fino all’ul- suno al mondo conosce il ma parte di un Grande Ciclo l’abbia detto Mussolini, ma andare contro natura. Il Granista
timo battito di questo cuore, segreto dell’Armonia divi- e incominciarne una nuova... perché questo è nella regola Parlare di diminuire la pro- (Giovannino Guareschi)
pur se una cosa del genere na che regola tutte le cose Questa della limitazione delle cose umane. lificazione è andare contro Da«L’Ammasso delle grane»,
non è mai successa, quest’uo- dell’universo. Se per tremi- delle nascite non è una gra- Parlare di incremento del- natura, violare le leggi della «Candido» 36, pp. 20 21,
mo può guarire. la miliardi d’anni tutto ha na: per gli uomini che deside- la prolificazione è parlare natura. (...) 7 settembre-1952