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Introduzione

Lattenta osservazione dei comportamenti umani la base per costruire, o decidere di non farlo, un rapporto con le persone che il destino decide di farci incontrare. Gi Teofrasto nel IV secolo a.C. aveva descritto nei suoi Caratteri alcuni profili di uomini del suo tempo, dipingendo con sorprendente precisione i principali tratti presenti nella personalit umana. Lattualit di quello scritto porta a pensare che non siamo affatto cambiati, e forse non cambieremo mai. E assai difficile convivere con le persone che si scelto di frequentare, a volte quasi impossibile sopportare quelle la cui presenza ci viene imposta. La Costituente definisce lItalia una Repubblica fondata sul lavoro, ma dimentica (o forse sottintende) luomo, che il lavoro lo crea e lo distrugge a suo piacimento, artefice poco divino del destino proprio ed altrui. Per moltissime persone lavoro sinonimo di ufficio. Lufficio, nel suo piccolo, uno spaccato delluniverso umano: al suo interno, si lavori o no, trascorre la maggior parte della propria esistenza una moltitudine di persone, che nellarco di una vita passa pi tempo con i colleghi che con le persone care. Cambiano i tempi, ma il posto fisso (pi pubblico che privato) tuttoggi una meta agognata. Ma quando lufficio pubblico, le aspettative a volte possono essere ben presto disattese, a partire dal concorso. Gi, il concorso. Indovinello: che differenza passa tra un concorso pubblico e Moira Orfei mentre sfreccia a duecento allora bordo di una Cinquecento? Nessuna, perch sono tutti truccati. Non serve studiare, approfondire, passare notti insonni con un libro di diritto amministrativo o costituzionale sul letto. Basta una parola ben appoggiata, ed il gioco fatto, il posto servito. E non importante arrivare primi, tanto quando ti presenti in ufficio il giorno dellassunzione, si pu star certi che le stanze ed i posti migliori sono gi assegnati. Se si fortunati, si pu avere a disposizione uno sgabuzzino polveroso, una vecchia scrivania Olivetti e qualche pesciolino dargento che guarda con compassione. Sedersi e aspettare. Possono trascorrere mesi, anni, e, se non si protesta, una vita intera.

E in tutto questo, il lavoro dov? Ingenui come si pu essere alla prima esperienza lavorativa, ci si potrebbe aspettare che in un ufficio, anche se pubblico, si applichi almeno letimo della parola ufficio, ossia opus facere. Niente di pi errato. E guai a chiedere di lavorare: arriveranno subito penna, matita, gomma e un block notes, generalmente insieme ad un oceano di promesse. Qualcosa succeder. Se si ha la passione per la scrittura, almeno si potr ingannare il tempo. Pazienza se i colleghi assunti con te, nella stanza di fianco alla tua, gi sono al lavoro. Vuol dire che saranno migliori di te, chiss. Pochi anni di lavoro in una pubblica amministrazione possono essere sufficienti per portare allannichilimento il software cerebrale di una persona normale, ma, se si tenaci nel sopportare e curiosi nellosservare, si ha la rarissima occasione di imbattersi in personaggi che difficilmente si avrebbe modo di trovare tutti insieme in natura. Nemmeno allo Zoo. Sarebbe interessante istituire, allinterno di ciascuna amministrazione pubblica, una postazione privilegiata, magari camuffata fra classificatori e armadi, dalla quale chiunque, a pagamento, possa osservare non visto la vita quotidiana allinterno degli uffici italiani. Una sorta di clerkwatching, dove le specie protette da scrutare sono per certo meno rare di fenicotteri o aironi, ma non per questo meno interessanti. Lautore, che per proseguire losservazione (nonch per un pi prosaico motivo: mantenere il posto di lavoro) preferisce restare nellanonimato, garantisce che mentre i profili descritti nel libello esistono realmente, da qualche parte, allinterno di un qualsiasi apparato pubblico o privato, i tratti somatici dei personaggi sono pi o meno frutto della sua fantasia. Sta allattento lettore osservare, senza dare nellocchio, colleghi o semplici conoscenti, e ritrovare fra essi i personaggi descritti nel libello. Buon divertimento.

Lumido Viscido quanto basta per tirartela in culo al momento del bisogno, lumido non ti guarda mai negli occhi quando ti parla, con voce sempre e comunque impostata. Di solito non entra mai nella tua stanza, e, quando lo fa, per chiederti un favore. Inizia a chiacchierare del pi e del meno, magari dellultima giornata di campionato o di donne, ma a un certo punto abbassa leggermente il tono della voce e, guardandosi intorno sospettoso per accertarsi che nessuno possa sentire, ti prende sottobraccio e ti prospetta, sussurrando

soavemente, un incarico apparentemente prestigioso del quale, a suo dire, lui si priva volentieri per farti un favore proprio perch sei tu. In realt lincarico (quasi sempre sciocco e per lo pi rognoso) glielo ha affibbiato poco prima il capo e lui nella merda fino al collo, non avendo n il tempo n la voglia di portarlo a termine. Se accetti, spinto da sete di lavoro, si aspetta grandi ringraziamenti, non perdendo occasione di vantarsi con gli altri colleghi per averti affidato un incarico. Se invece, scoperto il trucco, rifiuti, va in giro a dire che non hai voglia di fare un cazzo e che al mondo lavora solo lui. Proveniente dal pi squallido paesotto dellhinterland con lanello al naso, lumido veste moderatamente male, ma crede di essere lultima reincarnazione di Petronio, arbiter

elegantiarum, dispensando giudizi e regalando al popolo preziosi consigli per un look


vincente. Sfoggia improbabili doppiopetto marron con camicie a fiori preferibilmente dello stesso colore, adagiandovi sopra cravatte tinta unita tendenti, manco a dirlo, al marron, vantandosi di essere lunico depositario del tono su tono. Allanulare della mano destra sfoggia un orribile anello a cascione
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di fondo di bottiglia celeste, segno distintivo del

gaggiume

paesano sciorinato dallumido a dispetto dei suoi atteggiamenti vagamente

snobistici assunti nei confronti dei colleghi. Il grave ritardo di almeno venticinque anni che lumido ha accumulato nei confronti della moda, unitamente ai suoi modi seriosi e compassati, gli conferisce laspetto di un signore di circa cinquantacinque anni mal portati, pur avendone a malapena trenta, creando in tal modo unillusione ottica della quale si serve per darsi arie da grande saccente con i colleghi essendo in realt una nullit totale. Limpostazione classica del modo di vestire si ripercuote infelicemente anche nei metodi di corteggiamento utilizzati nei confronti del gentil sesso, durante i quali lumido solito adoperare lo stratagemma, per lo pi desueto, del piedino sotto il tavolo al ristorante nelle cene fra colleghi. In base a un sondaggio effettuato fra le vittime, le costanti valanghe di merda scaricategli addosso in seguito a tali avances paiono essere dovute al calzino marron bucato (con lalluce che fa capolino), rigorosamente corto e maleodorante, che lumido indossa per titillare le gambe delle sventurate.
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anello pacchiano di grosse dimensioni, generalmente doro massiccio con incastonato un brillante falso. termine che indica attitudini rozze, volgari e fuori moda

I continui insuccessi riportati in tali occasioni lo costringono sovente a ricorrere, suo malgrado, al truffaldino , cui si rivolge per recuperare il materiale umano occorrente per scaricare i suoi istinti animaleschi, sintende dietro pagamento di ingenti somme di denaro. 1Possessore convinto di pacchiane automobili di grossa cilindrata, che stridono sensibilmente con lo status sociale di eterno sfigato del personaggio in questione, suole rivestire gli interni delle sue gabillac
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con foderine camaleontiche, adagiando sopra il lunotto posteriore enormi

cuscini rivestiti di folcloristici pizzi e merletti, segno distintivo della sua umile estrazione. Temutissimo dai colleghi per via delle sue ghiandole sudoripare andate sicuramente a male, lumido responsabile di numerosi raffreddori causati dalle correnti daria artificialmente provocate per evacuare la pestilenziale scia di miasmi, con la quale solito annunciarsi fino a trenta metri prima del suo arrivo, e che rimane a farti compagnia in stanza per almeno diciassette/diciotto minuti dopo la sua uscita. 1Lumido appartiene generalmente alla categoria degli yesman 5, sempre pronto a leccare il culo al primo capetto che gli capita a tiro, salvo poi parlarne male alle spalle. E disposto a tutto, e pur di arrivare (dove, lo sa solamente lui) non perde occasione di evidenziare i tuoi errori al capo, non per cattiveria, per carit, ma per rassicurarlo che lui quegli errori non li avrebbe mai fatti. Se parla bene di te, il momento di preoccuparti. Da prendere con le molle (nel naso).

Il migliore Non c cosa peggiore che imbattersi nel migliore. Sommo custode dellonniscienza infusasi da s medesimo, considerato che Dio e lui sono la stessa persona, guarda tutti dallalto della suo scranno doro, alto, ma tanto alto che per vederti gli sono necessari i binocoli. Sa gi tutto prima e pi degli altri, e sul lavoro ha solo da insegnarti e mai da imparare. E solitamente di mole notevole, e forse per questo si auto convinto di poter risolvere da solo i problemi dellumanit. Il buco dellozono? La fame nel mondo? Il processo di desertificazione?

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profilo professionale che verr esaminato in seguito, NDR.

parola dalletimo incerto, probabilmente derivante dalla fusione fra i termini cadillac (automobile di lusso americana) e gabillo (persona rozza e ignorante proveniente in genere dai paesi) 5 persona che pur di far carriera disposta a dire sempre s ai superiori.

Ci pensa lui. Pare essere in linea diretta con Bill, Boris e Karol, che spesso ricorrono a lui per dirimere le questioni pi importanti. Se hai una bella automobile, la sua sar sicuramente pi bella. Con la sua motocicletta, costruita in un unico esemplare fatto su misura per lui, capace di infrangere il muro del suono, arrivando in ufficio sempre prima di te. Il suo velocissimo gommone lungo da qui alleternit. Se la prua ancorata a Civitavecchia, la poppa tocca la banchina del molo di Cagliari, per cui non necessario salpare per attraversare il Tirreno: basta camminarci dentro. Se solo avesse le ali volerebbe, ma a sentir lui lo fa anche senza. Fuma pi sigarette di te e meglio di te, ben sapendo che comunque pu smettere come e quando vuole. Appeso nella sua stanza non c il solito crocifisso imposto da Mussolini nei pubblici uffici, bens, vista limportanza che il migliore assume allinterno della struttura, una croce a grandezza naturale con sopra il povero Ges in carne ed ossa. Il suo orologio subacqueo funziona benissimo anche a tremila metri sotto il livello del mare, circa la met della profondit alla quale solito scendere in apnea quando non in forma, trattenendosi una buona mezzora sul fondo per fare la posta allo squalo bianco, che ama catturare con le mani nude. Il tutto quando non ha voglia di camminare sullacqua. Suo figlio ha preso tutto dal padre, e, caso unico al mondo, si laureer col massimo dei voti prima di diplomarsi, o, male andando, sempre e comunque prima di tuo figlio. Nessuno lavora mai quanto lui, e anche quando non fa niente, lo fa pi di te. Sar pure il migliore, ma qualche volta primeggia anche nello sparo di cazzate.

II gazzosaro Gran Maestro nellarte dellaffabulazione mistificata, il gazzosaro pare avere sempre con s una scorta di lievito Paneangeli, col quale accresce e moltiplica per mille i suoi racconti su fatti raramente accaduti. Temibilissimo quando inizia a parlare a ruota libera su qualsivoglia tema, comincia il discorso dagli albori della civilt per finire ai giorni nostri senza trascurare una panoramica sul futuro, circostanziando fatti magari banali con i dettagli pi insignificanti, nonch con inutili

descrizioni su persone ed eventi quasi mai realmente esistiti. Mette becco su qualsiasi argomento, sfoggiando la tuttologia pi assoluta, ma in nessun caso con cognizione di causa. Mai stuzzicarne lo sproloquio. Se preso a piccolissime dosi (uno/due minuti a lustro), comunque compagnia piacevole.

Public relationman per eccellenza, conosce mille persone, ma tutte superficialmente. Quando
ti chiama al telefono, al novanta per cento dei casi per chiedere un favore per s o per altri, si dilunga oltremodo in convenevoli gonfi di salamelecchi, producendo nellinterlocutore listintivo gesto di mettersi la cornetta in tasca per quaranta/cinquanta minuti, circa la met del tempo a lui necessario per arrivare al nocciolo della questione. Sorriso fasullo sempre stampato sul viso, con gli altri ostenta spavalda sicurezza anche quando gli eventi sembrano trascinarlo senza scampo in un oceano di merda, ma quando chiude la porta del suo ufficio piange e si dispera come un bambino, invocando la mamma e arrivando al punto di minacciare il suicidio tagliandosi le vene col temperalapis. Promette cose che sa di non poter mantenere, che puntualmente non mantiene. E bugiardo, ma talmente bugiardo che arriva a fare i cento metri in nove secondi netti con vento contrario, e vanta amicizie importanti che spesso non sanno neppure chi lui sia. Sempre in disaccordo con le sue affermazioni, dice una cosa e quasi sempre ne pensa unaltra uguale ed opposta, confondendo le idee agli altri ma soprattutto a se stesso. Il suo ufficio costantemente assediato da numerosi clientes 6, fra cui pochi debitori e molti creditori di favori, che quando restituisce finiscono spesso per svantaggiare il presunto favorito. Raramente nella sua sede di lavoro, sortendo cos leffetto di trasformare gli uffici vicini in fumose anticamere dattesa, nelle quali si riversano gli scocciatori pi disparati che lo cercano senza mai trovarlo. I suoi progetti, manco a dirlo ambiziosissimi, si trasformano sempre in bolle di sapone, o meglio, di gazzosa, inebriante, spumeggiante, ma pur sempre gazzosa, che quando si stappa non fa mai il botto. Da dividere per due.

codazzo di persone che in genere seguivano nellantica Roma i personaggi importanti, nella speranza di ottenere favori di qualsiasi tipo

Il fantasma Lunico essere umano che non c anche quando c. Il fantasma, in genere di sesso femminile, ha il dono dellubiquit, e, pur risultando formalmente presente nella sede di lavoro, viene avvistato contemporaneamente in minimo due o tre luoghi diversi, come al mercato con in mano buste della spesa oppure dentro una boutique mentre si misura un vestito. Gode sempre e comunque di ampia protezione, si sa benissimo da parte di chi, e quandanche sembra essere sullorlo del licenziamento, se la cava sempre con un semplice buffetto sulla guancia. Ha sempre il doppio lavoro, che esercita in ufficio e fuori come se nulla fosse, sfruttando per fini personali gli strumenti messi a disposizione dalla struttura. Pi che un normale telefono, il suo un centralino multilinea: riceve ma soprattutto fa chiamate urbane e interurbane per fini personali, tenendo il suo interno occupato per mattinate intere. Impossibile contattarlo per motivi di lavoro. Addirittura nocivo essere in duplex con lui. Sono stati segnalati casi in cui si occupa persino di spettacolo, e per tale motivo ospita nel suo ufficio cantanti in erba, presentatori o prestigiatori di ogni et e sesso, trasformandolo in una sala audizioni aperta a chiunque abbia velleit di esibirsi. Non termina mai gli incarichi assegnatigli, chiede ferie in continuazione e, non tornando mai nel giorno previsto per il suo rientro, lascia improvvisamente nella merda i colleghi. Dovunque si trovi, solito mandare un certificato medico fasullo attestante i malesseri pi disparati, quali per esempio: slogatura della cacca, frattura della palpebra o distorsione dello starnuto al momento dellemissione. Riesce sempre e comunque a convincere il capo della veridicit della malattia, magari usando il trucco della camicetta scollata. Indossa appositamente numerosi braccialetti e collanine di metallo o simil-oro, che quando passa nei corridoi suonano come campane nel giorno di festa, cos che i colleghi, suggestionati, li sentono anche quando non suonano, convincendosi che il fantasma sia sempre presente, anche se, come gi detto, non lo mai. Maschera lestrema scaltrezza, guadagnata dopo anni di lavoro in altra struttura pubblica, con unapparente beata ingenuit, suscitando la tenerezza di capi e colleghi e facendosi in tal modo perdonare le sue frequentissime cappellate.

Del tutto inaffidabile ma dopotutto simpatico.

Il Cralista Unico dipendente che durante la carriera non ha mai lavorato, neppure un giorno che uno, stato uno dei primi ad aver assimilato alla perfezione la fondamentale legge fisica secondo la quale quantit di lavoro svolto e impegno profuso incidono dello zero virgola zero per cento sulla busta paga. Fondatore indiscusso di una vera e propria corrente di pensiero che ha creato numerosi epigoni, c ancora chi lo chiama scemo. Si distingue per il volto sempre sereno e sorridente, nonch per la perenne abbronzatura, conquistata centimetro dopo centimetro in seguito allesposizione ai raggi solari cui si sottopone, sdraiato nel balcone del suo ufficio, durante lorario di lavoro. Il suo habitat naturale costituito dal bar, nel quale trascorre lottanta per cento della sua giornata per cos dire lavorativa, costituendo una reale minaccia per lavventore medio, che ben difficilmente potr scorrere anche solo per un attimo i quotidiani, essendo questi ultimi sequestrati fin dalla mattina presto dal cralista, in special modo quelli sportivi, e restituiti senza riscatto cinque minuti prima delluscita. Ha in genere un passato da calciatore nelle categorie inferiori, fatto che, a suo dire, gli conferisce laura di unico intenditore di calcio in ufficio, per cui tutto quello che dice lui legge, e guai a contrariarlo. Se per caso lufficio ha una propria nazionale, il lidr maximo delle scelte tattiche si auto nomina selezionatore indiscusso della squadra, diramando convocazioni cervellotiche solo in funzione del grado di amicizia o simpatia nei suoi confronti, suscitando in tal modo antipatie e dissapori fra i colleghi. Dopo ogni santa partecipazione della squadra a tornei di qualsiasi genere (casualmente organizzati in altre regioni), e a prescindere dalla classifica ottenuta, con i soldi del CRAL si improvvisa Trimalcione in sontuose cene a base di aragosta e gamberoni, che lo vedono primeggiare nella difficile disciplina dellingurgitamento a scrocca di grandi quantit di cibo nel minor tempo possibile. La sua scrivania si distingue per le grandi praterie presenti sulla superficie, in cui non si evidenzia la bench minima traccia di qualsivoglia pratica o fascicolo.

Nella sua stanza fanno per bella mostra di s coppe, targhe e trofei vari, di cui si arroga il diritto di detenzione, pur non avendo quasi mai influito sulle esigue vittorie raggiunte dalla squadra. Al lavoro non si annoia mai, e, quando non si gira i pollici, finge di occuparsi del CRAL o associazioni equipollenti, inventandosi cos mille scuse per uscire senza timbrare. Durante il periodo natalizio e pasquale impegnato nella distribuzione ai colleghi di panettoni e colombe, trattenendone per un congruo numero e vendendole sottobanco ad amici e parenti, mentre per carnevale offre a tutti zeppole di seconda mano. Geniale ma irritante per chi costretto a lavorare ma non vorrebbe farlo.

Il sindacalista Il suo profilo professionale si avvicina molto, per mole di lavoro svolta, a quello del cralista, motivo per cui la sua trattazione segue a ruota quella del suo simile. A differenza del primo per, il sindacalista nei primi tempi ha anche lavoricchiato, ma, quando ha scoperto il sindacato, si sostanzialmente licenziato, dedicando il cento per cento del suo tempo allassociazione. Si esprime per lo pi in un linguaggio incomprensibile, fatto di termini quali indennit di area,

quiescibilit e non pensionabilit, dei quali si picca di conoscere solo lui il significato. Quando
lo si contrasta, argomentando le proprie tesi con prove inconfutabili, si adira e, diventando paonazzo, cambia discorso farfugliando qualcosa nel linguaggio sopra menzionato. Vive generalmente barricato nel suo spoglio ufficio, usando laccortezza di mettere un pezzetto di legno tra porta e pavimento, per far s che chiunque intenda entrare di scatto per sorprenderlo mentre non combina un cazzo, abbia difficolt nellaprirla, dandogli in tal modo il tempo necessario per ricomporsi se sta facendo la siesta. Ospita talvolta suoi confratelli, con i quali si intrattiene per ore ed ore senza arrivare ad alcuna conclusione degna di nota, ma quando esce lo fa per lintera mattinata, digitando sullorologio il codice di permesso sindacale anche quando va a fare i bagni turchi. E lunico in

grado di costringere il capo ad affermazioni tipo almeno mezzoretta al lavoro me la potresti anche dedicare. Anche lui, come il fantasma, ama occuparsi di spettacolo in ufficio, stavolta in prima persona, provando nel corridoio arie tratte da operette di secondordine, che ogni tanto mette in scena nei peggiori teatrini parrocchiali di periferia. Con i neo-assunti, facendo leva sul fatto che non hanno ancora avuto la sfortuna di conoscerlo, si vanta di essere il padre putativo di attivit importantissime, che, a suo dire, i colleghi invidiosi gli hanno soffiato per gelosia mossa dalla paura che, vista la sua particolare abilit, diventasse troppo potente, e quindi scomodo, allinterno della struttura. Mediocre conoscitore della normativa pensionistica, abilissimo, per far dispetto al capo che gli vorrebbe dare un calcio in culo, nel presentare domanda di pensionamento per poi ritirarla entro i tempi previsti, quando il capo gi pregusta il sapore forte e piacevole della vittoria. Il suo massimo farsi dire dai figli buon lavoro pap quando esce di casa con la sua ventiquattrore, rigorosamente vuota come un pozzo nel deserto del Gobi. Del tutto innocuo ma irritante.

Neuro In natura si presenta in due forme, sempre e comunque pericolose: neuro dalla nascita e per cause contingenti. Tralasceremo in questa sede la trattazione della prima fattispecie, dato che costituisce di per s un caso comune di disturbo, e dunque argomento discusso ampiamente su qualsivoglia testo medico riguardante gli stati alterati della mente. Il neuro del secondo tipo proviene generalmente dal lavoro privato, nel cui ambito ha prestato la sua attivit per un numero variabile da cinque a dieci anni, per circa otto ore al giorno ed allo stipendio mensile di un milione e sette circa straordinari compresi. La vittoria di pubblico concorso, se da una parte migliora laspetto economico- finanziario, dallaltra influisce negativamente sulla stabilit della sua psiche. Iperattivo per natura, ben difficilmente in grado di reggere limpatto con i ritmi messicani dellente pubblico, ed a farne le spese sempre e solo la sua pazienza. Irritato dai colleghi

anziani inoperosi fino al punto di desiderarne continuamente la morte, lancia continuamente anatemi al loro indirizzo ogni qual volta entrano nella sua stanza per scambiare quattro chiacchiere, a suo modo di vedere solo per perdere tempo o, peggio che mai, per fare ora. E in genere ragioniere, e si occupa prevalentemente, con grande competenza, di materie fiscali e tributarie, argomenti di per s fonte di nervosismo e irritazione, non fossaltro per le numerose modifiche che intervengono nella normativa con quotidiana frequenza. Quasi sempre fumatore incallito, usa le armi chimico batteriologiche -per lo pi rutti e troddi
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- per allontanare presenze a lui sgradite che si avventurino nella sua stanza, fatto che

contribuisce non poco a creare lalone di scontrosit che pare caratterizzarlo. In realt un buono, disponibile e assolutamente affidabile, fino a che non gli gira la

ciribiricoccola, ed allora che, in preda ai raptus pi violenti, diventa capace di tutto, anche di prendere a calci nel culo le colleghe pi miti ed indifese. Amante delle scommesse (clandestine e non), altres il pi valido esponente della sistemistica avanzata, competenza per la quale assai ricercato da tutti i colleghi per consulenze varie su pronostici di qualsiasi tipo: lotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totosei, corse di cavalli, di cani e di qualsiasi altro genere animale su cui si possa scommettere. Superstizioso per natura, scorge sempre un capro espiatorio su cui scaricare le colpe delle sue mancate vincite, sul quale riversa ogni luned unampia gamma di maledizioni, adoperando a tal fine i suoi innumerevoli amuleti dei quali ama ornarsi, fra i quali spiccano un gobbetto doro, limmancabile quadrifoglio e un ferro di cavallo grandezza naturale appeso al collo. Pericolosissimo in auto durante le missioni per lavoro. Fuma in continuazione anche mentre guida, e la nuvola di nicotina prodotta lo inebria a tal punto da farlo scattare per un nonnulla. Meglio evitare di essere trasportati da lui in siffatte occasioni, soprattutto se si ha fretta di tornare a casa. Si dice che, pur di fare un dispetto a colleghi a bordo della sua auto, responsabili della sua irritazione, possa alternare nellandatura punte di centottanta allora con tratti percorsi a passo duomo, ed il tutto in meno di un minuto.

peti

E assai incline agli amori in ufficio, ma, a causa della sua innata timidezza, molto lento nel corteggiamento, pur garbato nonostante tutto, sortendo in tal modo leffetto di farsi soffiare dagli avversari i favori delloggetto del suo desiderio. Sar pure un buono, ma meglio non contrariarlo.

La crastula Il lettore non sardo avr senzaltro difficolt ad inquadrare il profilo professionale in questione, che per presente in natura anche negli uffici di tutta la penisola. Lautore ha ritenuto opportuno utilizzare tale termine dalle origini strettamente cagliaritane per il semplice motivo che si attaglia perfettamente alle caratteristiche del personaggio, sempre e comunque di sesso femminile. La crastula
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, in buona sostanza, quella che fa propri i cazzi degli altri (generalmente in

senso figurato), arrogandosi per giunta il diritto di divulgarli agli altri prima possibile. In genere zitella, corpo minuto, viso appuntito, naso sottile, occhi piccoli, ha per bocca e orecchie giganti, delle quali incrementa la funzionalit mediante lutilizzo di sofisticati congegni elettronici (imbuti e/o bicchieri di vetro) che, appoggiati su pareti e porte, le permettono di carpire importantissime informazioni di lavoro, quali per esempio telefonate tra amanti e chiacchierate con la parrucchiera o il macellaio, fatti comunque che mai e poi mai la riguardano direttamente. Sa cazzi e controcazzi di tutti indistintamente, venendo in alcuni casi a conoscenza degli eventi addirittura prima che si verifichino, palesando doti di chiaroveggenza. Il bar costituisce lhabitat prediletto dalla crastula, non fossaltro per la gran mole di parole prodotte contemporaneamente dagli ignari avventori. La tecnica di approccio, perfezionata durante anni e anni di intercettazioni e sputtanamenti, consiste nel sostare con mal celata indifferenza dietro ogni gruppo di colleghi che chiacchierano del pi e del meno sorseggiando il caff, porgendo cos il suo sensibilissimo apparato uditivo in direzione della chiacchiera, che con naturalezza viene a depositarsi nel capace padiglione auricolare.
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letteralmente: pettegola

E per in seguito alla fondamentale fase di elaborazione che la crastulata

fluisce con

estrema facilit dallenorme bocca, deformata e modificata mediante laggiunta di particolari sempre piccanti o maliziosi, se non addirittura mutata totalmente nella sostanza. Nulla sfugge al setaccio a trama fitta della crastula, che spesso utilizza lamicizia interessata con le centraliniste della struttura per intercettare le comunicazioni private delle sue vittime: acquisto di nuova autovettura nonostante la rata del mutuo regionale di lire

ottocentosettantaseimilacinquecento al mese, accompagnata con un sibillino come faranno a permettersela, neonato della collega che non assomiglia per niente al padre, tresca nemmeno tanto segreta fra capo e segretaria, ricrescita di capelli mal dissimulata, tutto per lei fa brodo, purch si crastuli. Maestra nellarte di strappare confidenze di qualsiasi tipo, chiude sempre la frase con un rassicurante se me lo dici non lo dico a nessuno, salvo poi diffondere immediatamente la notizia, che puntualmente ritorna distorta alla fonte dopo aver effettuato il giro di tutti gli uffici in ventiquattro minuti dalla confidenza, che costituisce il secondo miglior tempo regionale di sputtanamento. Ti frega una volta sola ma pur sempre ti frega.

Lo scalatore Il figuro in questione (lusuale accostamento con laggettivo losco in questo caso appropriato) rappresenta lomologo di Messner in qualsiasi ambiente lavorativo strutturato per gerarchie. Sempre elegantissimo, mai un capello fuori posto, lo scalatore millanta competenze che raramente possiede, spacciandosi per il pi grande esperto vivente nel suo settore. A primo impatto pare anche convincente, ma bastano circa quattro-cinque minuti di conversazione per mettere a nudo la sua assoluta cialtroneria, attestata con regolare certificato di laurea per corrispondenza posto ben in mostra su una parete del suo ufficio.

pettegolezzo

Unico esemplare di dipendente pubblico che si gloria di appartenere a tale casta, lo scalatore da evitare come la peste fuori dal posto di lavoro, allorch, soprattutto durante feste o cene, ti sputtana di fronte a tutti dicendo di essere tuo collega, dopo che per anni eri riuscito a nascondere il fatto di lavorare in un ente pubblico. E taccagno con i colleghi e generosissimo con i superiori: con i primi solito usare il vecchio trucco di estrarre il portafoglio dal taschino, finta degna del miglior Schillaci, per poi temporeggiare presso la cassa nella speranza che qualcuno, come puntualmente accade, paghi; con i superiori sgomita per pagare il conto, mostrando a tutti il portafoglio di riserva gonfio dei soldi risparmiati in anni di scrocca, usando la lingua, solitamente lunga e rasposa, per raschiare la cacca rimasta eventualmente attaccata ai culi dei capi dopo la mattutina defecazione, per poi scaricarla immediatamente sui colleghi sparlando col capo, nel maldestro tentativo di far loro le scarpe. Si riportano casi di invito a interi consigli damministrazione. E spesso protetto da un politicante di periferia, del quale vanta lamicizia, peraltro quasi mai corrisposta, e di cui copia generalmente il look sostenendolo come galoppino portaborse durante le varie campagne elettorali e come redattore di importanti documenti

programmatici, ottenendo in cambio il resto di niente. Convinto del suo irresistibile fascino magnetico, uso rivolgere continui e ripetitivi apprezzamenti alle colleghe, che per tendono a scrollarselo di dosso usando vari stratagemmi, quali per esempio: uso di insetticidi-spray per piattole e cimici nonch collari antipulci, richiesta continua del suo peso, assunzione in sua presenza di farmaci anticolerici, oppure mediante frasi vagamente allusive tipo se non ti sciacqui immediatamente dai coglioni mi suicido. La sua unica scalata la fa quando si guasta lascensore.

Il missionario Religioso di nome ma non di fatto, il missionario ricopre solitamente mansioni dirigenziali in uffici pubblici aventi numerose sedi distaccate nel territorio regionale, o, comunque, laddove il lavoro svolto fuori dalla sede dufficio venga profumatamente retribuito mediante rimborsi chilometrici.

Corporatura tozza e ricurva, incedere lievemente claudicante, bocca spropositatamente larga per fagocitare con avidit, il missionario si distingue in genere per loleoso riporto bianco composto da otto-capelli-otto lunghi quindici metri ciascuno che, partendo dallascella destra, ed attraversando tutta la rossiccia calotta cranica, finisce allaltezza dellorecchio sinistro. Tale particolare acconciatura, che il personaggio in questione lava circa due volte lanno, provoca una continua caduta di forfora a falde larghe, che, depositandosi copiosa sulle spalline della giacca sempre stupidamente blu, crea un poco rassicurante effetto bianco Natale in qualsiasi stagione. Tali caratteristiche fisiche, gi di per s ripugnanti, sono aggravate dalluso di vestiti rozzi e grossolani perennemente spataccati ( lunico possessore di jeans con le pinces), che

contribuiscono a fare di lui un individuo oltremodo ributtante, del quale pochi possono vantarsi di aver sostenuto la vista per pi di tre secondi senza vomitare. Il missionario lunico benefattore al mondo che il bene lo fa solo a se stesso, risultando persino nocivo ai presunti assistiti, in genere imprenditori che vengono sovente depredati di beni (in genere prodotti agricoli) da loro guadagnati col sudore della fronte, dei quali il religioso ritiene di doversi appropriare in cambio del suo discutibile operato. E proprio per tale motivo che acquista automobili dal cofano assai capace, in cui uso stivare mandrie intere di porcellini da latte, dai quali naturalmente attratto per notevole affinit estetica, che porta nel suo ufficio issandoli, per farli sgocciolare dal sangue, ad appositi ganci appesi alle pareti, spacciandoli per posters coi colleghi pi miopi. Recordman regionale di missioni effettuate nel territorio regionale, il religioso laico si guadagnato, strada facendo, il Volante dOro, ambito riconoscimento col quale vengono insigniti coloro che portano il Verbo dellAmministrazione il pi lontano possibile. Amico di molti ristoratori, sua abitudine, per arrotondare la gi gonfia busta paga, chiedere loro vecchie fatture inutilizzate, al fine di farsi rimborsare i pasti anche quando non mangia in ristorante. Quando lo fa, raggiunge sempre e comunque la cifra massima prevista, gonfiandosi come un otre di enormi quantit di cibo e vino, per poi cadere nelle braccia di Morfeo sotto il primo albero che trova, trascorrendo in tal modo lo straordinario pomeridiano. Moralizzatore nato, il missionario non perde mai occasione di dettare rigidissime regole comportamentali, redarguire i suoi collaboratori che arrivano in ufficio anche con un solo

minuto di ritardo, e lesinare la concessione di straordinari, indennit e permessi, dimenticandosi le sue scrocco-missioni trascorse a caccia grossa oppure allestero accompagnato dalle bagasce pi care a spese dellAmministrazione. Le sue peregrinazioni non hanno confini, e lo conducono ovunque ci sia da viaggiare gratis alle spalle del contribuente: dalla sagra della patata di Pabillonis
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al New York Fancy Food 11,

il missionario esercita la difficile Ars Scroccandi in qualsivoglia occasione gli capiti a tiro. E veramente pericoloso nellatto di organizzare fiere, mostre o manifestazioni in genere, allorch riesce a far sparire nel nulla quintali di prodotti, per poi farli riapparire come per incanto negli enormi freezer di casa sua, addirittura meglio di Silvan o del mago Copperfield. Attaccato al denaro come il peggiore cravattaro di Gerusalemme, impossibile vederlo mettere mano al portafoglio per pagare i conti del bar, che solito saldare con la refurtiva proveniente dalle sue razzie, costituita in questo caso da birre o bevande sempre scadute, avanzate da qualche fiera o manifestazione che sia. Penalmente perseguibile.

Il collega perfetto Specie in via destinzione, ne rimangono ormai pochissimi esemplari al mondo, a causa dello sterminio dissennato cui viene sottoposto ad opera di ingordi colleghi bracconieri, che, per sfruttarne le sue uniche doti di gentilezza e disponibilit, finiscono per soggiogarlo totalmente alle proprie volont, privandolo della sua libert personale anche fuori dellufficio. Assai competente in materie giuridiche ed economiche, il collega perfetto non perde occasione di aiutare i colleghi in difficolt, e, non lesinando consigli e suggerimenti preziosissimi, riesce sempre a tirarli fuori dalla merda, elemento primordiale in cui gli stessi si trovano sempre a sguazzare a causa del loro micidiale mix di sbadataggine, incompetenza e presunzione. Timido e taciturno fino allinverosimile e dallaspetto vagamente dimesso, accentuato dalluso di occhialoni da miope spessi dieci centimetri e dalla calvizie incipiente che lo fa apparire pi
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paesotto in provincia di Cagliari, sinonimo di localit sperduta e poco interessante importante manifestazione fieristica internazionale del settore agro-alimentare

vecchio di almeno tredici anni, il collega perfetto assomiglia nellaspetto e nelle movenze ad un koala, e, come il primo si rifugia nelle alte fronde degli eucalipti, cos lui portato a rinchiudersi nel suo ufficio per mattinate intere, che trascorre chino sulla scrivania leggendo e studiando, nutrendosi soltanto delle foglie di felce presenti nella sua stanza, per perfezionare le sue gi perfette conoscenze al solo scopo di metterle quanto prima al servizio degli altri. Grande esperto di informatica, assillato quotidianamente dalle continue richieste di assistenza provenienti dai colleghi di tutti gli uffici, che si rivolgono unicamente a lui per trovare una soluzione a problemi in genere stupidi e banali, che lui si precipita a risolvere senza battere ciglio, trascurando il pi delle volte anche le proprie esigenze fisiologiche pur di accontentarli. Lo smisurato altruismo di cui dotato lo porta a esporsi in prima persona per coprire le frequenti cappellate compiute dal compagno di stanza, prendendosi sonori cazziatoni dal capo al suo posto e sobbarcandosi il lavoro supplementare, quasi mai retribuito, per risolvere sempre con successo- i casini creati dallo stupido collega. La sua innata disponibilit lo porta ad essere perennemente reperibile ovunque si trovi: il suo telefonino, del quale ha diffuso ingenuamente il numero, trilla di continuo, preso dassalto dai colleghi pi molesti, che lo costringono spesso a tornare in ufficio anche quando in ferie o in viaggio di nozze, per sostituirli in quanto malati o magari solo per fargli uno scherzo. Patrimonio dellUmanit o caso da WWF.

Il truffaldino Corporatura tozza, gambe di gran lunga pi corte del busto e fitti peli neri anche sulla schiena che gli conferiscono laspetto di un orango, il truffaldino porta sempre e comunque gli occhiali da sole, evidentemente per nascondere i suoi piccolissimi occhietti fasulli che, se esposti impunemente, sputtanerebbero in un baleno la sua reale professione, che consiste nellesporre i colleghi pi ingenui alle pi sonore inculate. Profilo professionale presente, oltre che negli uffici pubblici e privati, nei registri indagati delle procure di tutto il mondo, il truffaldino trascorre le sue giornate lavorative alla continua ricerca di un pollo da spennare e cucinare, non dandosi pace finch non lo trova.

Profondo conoscitore della psicologia dei pennuti, costituiti generalmente da colleghi assunti tra le categorie protette o comunque colpiti da gravi handicap, ne osserva minuziosamente le caratteristiche ed i gusti, e, adattando ad essi il suo modo di comportarsi, li asseconda in tutto e per tutto per ottenerne la fiducia. Una volta inquadrato il pollo, gli si avvicina con estrema cautela per non spaventarlo e, parlando sempre a bassa voce, gli propone affari a suo dire particolarmente vantaggiosi, nei quali lo sventurato collega avr sicuramente tutto da perdere e, manco a dirlo, il truffaldino tutto da guadagnare. Assai sagace nello scovare i punti deboli dellavversario, per portare a compimento le sue sottili trame solito sfruttare linnata debolezza che il pubblico dipendente nutre per il sesso (non sempre gentile), unico sfogo concessogli da una vita avara di soddisfazioni personali. Grande conoscitore delle mete del turismo sessuale a pagamento, che frequenta sovente a causa delle sue gravi difficolt nel reperire uno straccio di donna senza pagarla, organizza allinterno dellufficio i viaggi della trombata, nei quali riesce a coinvolgere i colleghi pi disperati, quelli cio con quantit di sperma giunti ormai a livelli di guardia. E proprio durante tali prosaici pellegrinaggi che il truffaldino solito raggirare le sue vittime, che, a causa dellannebbiamento cerebrale provocato dal liquido seminale giunto ormai al cervello, abbassano le difese, ponendosi in tal modo alla merc del malandrino. Grazie a tangenti sui conti di alberghi e ristoranti, pizzi sulle prestazioni delle puttane, commissioni elevatissime al momento dei cambi di valuta e furti diretti in camera, il truffaldino riesce ad introitare persino un milione al giorno alle spalle delle sue vittime ignare, che arrivano a spendere fino a sette milioni a settimana volo escluso. Applicando alla lettera il detto se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, quando il truffaldino non riesce a convincere il pollo ad andare a Cuba o in Ungheria, organizza in quattro e quattrotto la tratta delle bianche, ingaggiando troione dellest che riescono nel difficile intento di far scialacquare alle sciagurate vittime i risparmi di una vita di lavoro T.F.R. compreso, costringendoli spesso ad indebitarsi con gli strozzini per pagare le ingenti spese sostenute in pochi giorni dalle ragazze. Mai averlo alle spalle senza indossare mutande di ferro.

Il malato immaginario Presente con uno o pi esemplari in qualsiasi struttura pubblica o privata, compete per assenteismo con il fantasma ed il sindacalista, avendo spesso la meglio per quantit minima di presenze effettuate nel corso dellanno. Perenne zoppia artificialmente indotta mediante inserimento di sassi nella scarpa destra o sinistra, colorito pallido spesso accentuato dalluso di cerone, volto sempre sofferente manco avesse un pugnale costantemente conficcato in un fianco, lesemplare in questione si trascinava stancamente (luso dellimperfetto sar chiarito in seguito, N.D.R.) per i corridoi emettendo lagnosi gemiti per attirare lattenzione dei colleghi al fine di suscitare compassione, nella speranza che, mossi a piet, non gli affidassero lavori per lui sempre troppo gravosi. Sempre e comunque sanissimo e di sana e robusta costituzione, il malato immaginario tentava di dissimulare maldestramente la sua rubiconda pancia, meritatasi in luculliani pranzi a dispetto del suo presunto malessere, indossando abiti scuri, che, contrastando col pallore delle sue membra, creavano leffetto cadavere incassato, che induceva spesso i colleghi a toccarsi quando passava. Il fatto che la sfiga la portava davvero, e tale infelice caratteristica, unita alla sua cronica voglia di non fare un cazzo, lo portava a non durare pi di tre-quattro mesi allinterno dei vari uffici, dai quali veniva sovente sbattuto fuori a calci nel culo con durissime lettere di trasferimento. Colpito dal perenne complesso di inferiorit che in genere assale il dipendente pubblico, il malato immaginario inseguiva fuori dallufficio il riscatto sociale che riteneva di meritare, tentando la sorte in attivit imprenditoriali nellambito della ristorazione, settore in cui vantava grande competenza, andate per puntualmente in fallimento dopo pochi mesi dalla partenza, tra grandi risate di scherno e prese per il culo da parte dei colleghi. Tutto (e con ci si spiega luso dellimperfetto) finch durato il capo del personale che gli ha dato protezione per anni e anni, chiudendo un occhio sui certificati falsi come Giuda che il suo

medico compiacente -un ragioniere esperto di contraffazioni- gli elargiva con facilit dietro pagamento mediante bottiglie di vino. La nomina del nuovo capo ha per stravolto il suo status, che, al momento della stesura del capitolo che lo riguarda, lo pone di fronte a due strade, entrambe tortuose: cacciata a suono di corno dallufficio (se verr riconosciuto inabile al lavoro), oppure operativit a tempo pieno con indosso il basto da mulo, che presumibilmente il sanissimo malato dovr indossare per portare i cinque quintali di pratiche arretrate accumulatesi in lustri di totale inattivit. Da proporre come docente allActor Studios.

Pacciani Erede naturale del famoso maestro fiorentino, del quale utilizza degnamente il cognome, tenta di ripercorrerne la luminosa carriera allinterno degli uffici, insidiando qualsiasi creatura di sesso femminile che respiri. Sessantanni circa ben portati, pantaloni stretti a vita alta e maglietta nera attillata, pancia alla zuava mal celata dalla cintura Gibaud, undici capelli cotonati e tinti di un indefinibile colore tendente al biondo catarro, lazzimato maniaco inforca sempre un paio di occhiali scuri graduati anche quando notte, per osservare non osservato culi e tette di qualsiasi grandezza o foggia, limportante che siano attaccati a una donna o presunta tale. Fedina penale da fare invidia a Jeffrey Damher, Andreji Cickhathilo e al mostro di Marcinelle messi insieme, il maniaco ha in corso numerosi procedimenti penali a suo carico per molestie sessuali, solitamente perpetrate nei confronti di neo assunte, che riesce spesso ad irretire facendo leva sulla loro ingenuit. Ignaro della posizione di assoluta precariet che lo vede in bilico fra il licenziamento in tronco e la sedia elettrica a Sing Sing, il maniaco persevera nella sua attivit allinterno della struttura, tentando di violentare a destra e a manca qualsiasi cosa gli capiti a tiro, sedie e scrivanie comprese, riuscendo nel difficile intento di metterne incinta pi duna. Allontanato varie volte dalla struttura in seguito alle condanne, Pacciani si ripresenta in ufficio come se nulla fosse, coperto dal capo di turno al quale promette, in cambio della sua

protezione, minorenni disponibili a tutto, delle quali si improvvisa tutore di non si sa bene quale parte del corpo. E proprio per la sua enorme esperienza acquisita negli anni in campo giudiziario, seppure dalla parte dellaccusato, che il capo, per non sporcarsi le mani, affida al mostro gli incarichi pi scabrosi, quali per esempio la redazione di lettere punitive e note disciplinari contro colleghi innocenti, nonch azioni di alto spionaggio condotte dal buco della serratura del bagno, in genere rivolte verso colleghi che si sono macchiati di colpe gravissime: non iscriversi al sindacato al quale lui e il capo fanno parte, non violentare quotidianamente almeno tre donne, non nascondere il telefono dentro il cassetto ogni volta che si va via dallufficio, e delitti similari. Il sensibilissimo olfatto di cui dotato riesce a percepire lessenza di figa presente nel corridoio prospiciente la sua stanza anche a porta chiusa, che il maniaco dischiude silenziosamente per affacciarsi a sbirciare il culo della collega di passaggio, chiudendosi subito dopo in bagno per farsi la sega. Durante i frequenti contatti con le colleghe pi esuberanti, che lo evitano come un appestato, non le guarda negli occhi neanche per un istante quando parla lui, tenendo incollato lo sguardo alle tette delle sventurate; quando invece parlano loro, il porco le ascolta emettendo sospiri e crescenti gemiti di piacere, che culminano quasi sempre in una copiosa eiaculazione precoce che Pacciani non riesce a nascondere, evidenziata dalla inconfondibile macchia biancastra di liquido seminale che si viene a formare a ridosso della cerniera dei pantaloni. Da rinchiudere quanto prima a Chernobyl. Dopo ventanni dare i resti allo Yeti, farglieli ingoiare, dare lo Yeti in pasto al mostro di Loch Ness, ucciderlo, darlo allOrca Assassina e allo Squalo 3, farli mangiare da Godzilla, imbarcare il tutto sullo Shuttle, lanciarlo su una cometa destinata a unaltra galassia, fare inghiottire la galassia da un buco nero, ma potrebbe non bastare.

La burocratessa Viso scavato e perennemente in tensione, acuita dalla mancanza di un fidanzato dalla bellezza di trentanni e per questo acida come uno yoghurt scaduto da circa tre mesi, il profilo professionale in questione elegge il proprio habitat naturale in ogni carrozzone pubblico-

clientelare italiano, nel quale funge per lo pi da freno a mano, contribuendo a consolidare limmagine bradipica conquistata, senza neanche troppi sforzi, dal settore pubblico nel corso dei decenni. Amante segreta -ma non troppo, visto che lo sanno anche i muri- del capo, si umilia e gli si prostra masochisticamente a m di zerbino, ricevendo in cambio colossali cazziatoni senza motivazione alcuna, fatti giusto per il gusto di cazziarla. Afflitta da una forma grave di stolta abnegazione indefessa, la burocratessa trascorre la sua scazzata esistenza allinterno dellufficio, ove peraltro pernotta, traendo enorme soddisfazione e gratificazione nel rallentare le iniziative portate avanti a fatica dai colleghi che tentano di accelerare le procedure da lei imposte, non si sa bene con quale diritto. Riesce in pieno nellintento di portare alla paralisi qualsiasi attivit le capiti a tiro, facendo languire le pratiche sopra la sua scrivania per mesi e mesi, producendo il difficile risultato di farle ammuffire o di far affondare loro le radici nella scrivania. Diversi sono gli accorgimenti escogitati dalla burocratessa per inceppare i procedimenti, ma il vischio spalmato sui fogli pare essere il trucco preferito. Nonostante lo striminzito diplomino di perito agrario, si arroga il diritto di correggere le lettere di tutti i colleghi, anche di quelli laureati, modifica frasi perfette ed introduce nuove regole grammaticali ed improbabili costruzioni sintattiche, pur rimanendo dellopinione che la consecutio temporum sia un programma televisivo di previsioni meteorologiche. Attraverso lutilizzo di ragionamenti lambiccati e astrusamente cervellotici, riesce a sindacare persino sulle virgole e sui punti delle lettere a lei sottoposte, trovando sostanziali differenze anche tra luso di un visto che e di un considerato che allinterno di una banale deliberazione, salvo poi trascurare importanti aspetti sostanziali, ai quali d sempre scarsissimo peso. Veramente temibile quando si imbarca, non interpellata, in spiegazioni su qualsivoglia argomentazione riguardante le procedure amministrative da seguire in ufficio, allorch palesa la sua terribile e tediosa prolissit, esprimendo con tortuosi giri di parole duranti ore concetti elementari facilmente spiegabili in tre parole. A tale riguardo, va menzionato lespediente usato dai colleghi quando se la vedono piombare in stanza, che consiste nel far squillare il suo telefono per farla correre a rispondere, salvo poi scappare in bagno non appena lei esce.

Numerose ed autorevoli voci riportano che abbia condotto al suicidio involontario alcuni colleghi per giramento (e conseguente strozzatura) di coglioni, mentre altre la considerano cagione di numerose orchiti elefantiache. La burocratessa si intromette spesso in affari che quasi mai la riguardano direttamente, tendendo lorecchio quando si parla male del suo amato (in senso biblico) capo, e stimolando altres le critiche nei suoi confronti, al solo fine di indurre i colleghi a parlar male di lui, per poi fargli la spia nei momenti di intimit, unico stratagemma finora da lei trovato per farlo giungere a una copiosa eiaculazione. Per il bene dellufficio e dellintero apparato genitale dei colleghi, se qualcuno conosce un negro superdotato della trib mandinga o kunta kinte glielo presenti.

La mignotta Immancabile e quasi sempre immarcescibile, vista la longevit della carriera, presente in uno o pi esemplari in qualsiasi struttura pubblica o privata che comporti una Direzione Generale. La mignotta palesa le sue straordinarie peculiarit fin dal momento dellassunzione, allorch, mediante appoggi (strictu sensu) ottenuti da politici potenti o presunti tali, si fa inserire generalmente nella pianta organica della segreteria della Direzione Generale della struttura, sciorinando la sua vastissima gamma di referenze, che vanno dal pompino rigato alla classica pecorina, doti delle quali fa largo uso anche in ufficio, vantandone addirittura linvenzione. Sguardo che vola sempre allaltezza del cavallo dei colleghi, bassa e smilza, abbronzatura invernale lampadata che le conferisce laspetto di una bottarga di muggine rinsecchita, la mignotta, comunque bruttina, senza seno e per giunta con le gambe storte, costituisce una valida valvola di sfogo per il Direttore, in genere un vecchio sporcaccione bavoso con gobba, pantaloni scagallonati12 nel retro e regolamentare pancia alla zuava che straborda da una cintura troppo stretta. Colazione, pranzo o cena, la mignotta sempre disponibile ad accompagnare su richiesta il vegliardo in qualsivoglia occasione capiti a tiro, orgogliosa di
tipica sacca daria mista a cacca che si forma nel retro dei pantaloni dei bambini dopo che se la sono fatta addosso, che si riscontra anche in molti adulti col culo piatto.
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ostentare lintimit ormai consolidata con la pi alta carica della struttura, credendo in tal modo di suscitare le invidie delle colleghe che si presumono, sbagliandosi, pi mignotte di lei. Daltra parte il vegliardo di turno, gongolante nel mostrare ad amici e parenti (moglie esclusa) le grazie pi o meno fiorite della mignotta, ricambia le sue prestazioni concedendole il diritto di posteggio nel parcheggio a lui riservato. La mignotta, non accontentandosi certo dellunica erezione che il vecchio in grado di fornirle bimestralmente, ricerca ampia soddisfazione tra i membri del Comitato dei Giovani Colleghi, avendo cura di scegliere la sua vittima al mare durante lestate, allorch in grado di procedere con facilit alla misurazione del membro medesimo, agevolata in tale operazione dalla aderenza degli slip al loro contenuto al momento delluscita dallacqua della vittima. Operata tale importante scelta, che in genere ricade su esemplari pi giovani di lei di almeno una decina danni, la mignotta capace di mollare il marito non appena saggiate le doti funamboliche del puledro, suscitando oltremodo le ire del capo vegliardo, che per vendicarsi la tratta da mignotta (manco a dirlo) di fronte a tutti i colleghi, revocandole immediatamente il beneficio del parcheggio e adottando provvedimenti intimidatori nei confronti del fidanzatino, arrivando perfino a trasferirlo nellufficio pi lontano da quello dellamante. Una volta andato in pensione il vegliardo e mollato il fidanzatino, la mignotta viene generalmente trasferita in altra sede per esigenze di servizio (o meglio, di servizietti), riuscendo nel difficile intento di rendere sazia una pianta organica di 137 persone nel breve volgere di tre mesi. Applicando alla lettera i Corsi e ricorsi storici del Vico, la mignotta rientra nella vecchia struttura su espressa richiesta del nuovo Direttore, non meno bavoso e laido del precedente, ricoprendolo quotidianamente delle sue particolari attenzioni. Fondatrice di una vera e propria corrente di pensiero, influenza le scelte di vita delle colleghe meno esperte, creando una sorta di harem di bruttone adipose e semistagionate sempre a disposizione del Direttore, denominato la trib dalle lingue marron, che prende il nome dal tipico colore delle loro lingue, dovuto ad anni ed anni di leccate di culi enormi. Pericolosissimo incontrarla al mare, ma meno male che esiste.

Il buffone

Generalmente divertente, allegro anche quando non dovrebbe esserlo, a volte persino fuori luogo, il buffone nasconde dietro il perenne sorriso stampato sulla bocca un animo profondamente triste e malinconico, dovuto a uninfanzia trascorsa in solitaria, magari in un collegio per soli maschi. Geniale nelle trovate a danno dei colleghi, il buffone non perde occasione di organizzare scherzi di qualsiasi tipo, sciorinando le sue grandi doti di imitatore, caratterista e trasformista, con le quali riesce spesso a trarre in inganno i malcapitati colleghi che hanno la sfortuna di trovarsi nel suo mirino. La sua apparente aria da innocente, dovuta agli occhialini tondi da bravo ragazzo che il buffone, dotato di vista acutissima, inforca al solo scopo di creare unimmagine innocua di s, gli permette di ordire le peggiori trame in veste di regista occulto dei suoi scherzetti, riuscendo quasi sempre a farla franca e sviando da s i sospetti, dal momento che non si espone mai in prima persona, proprio come il peggiore compagnetto del secondo banco. La sua enorme abilit lo porta a coinvolgere le stesse vittime degli scherzi, che si accorgono solo alla fine di essere i destinatari dei tranelli che loro stessi hanno ordito con lui. Paladino della libert di pensiero e della correttezza, (pur non essendo egli stesso uno stinco di santo) il buffone un attento osservatore dellanimo umano, del quale in grado di cogliere i vari aspetti positivi e negativi, che riesce mirabilmente utilizzare per mettere impietosamente alla berlina le vittime dei suoi lazzi, orditi senza alcun malanimo nei confronti dei soggetti che attuano comportamenti furbeschi e disonesti. Mago nei travestimenti, il buffone non perde occasione per assumere in ufficio le spoglie dei pi svariati personaggi, facendo comparire nei corridoi spenti e tristi dellufficio un apicoltore con tanto di cappello, fatto con un cestino dei rifiuti, che chiede contributi per la creazione dun alveare di api giganti, oppure un sacerdote petulante che benedice gli impiegati recitando interi passi dei Vangeli apocrifi (dei quali si vanta dessere profondo conoscitore) e bestemmiando. Liniziale buonumore mostrato dal buffone al momento dellassunzione viene per stemperato nel corso degli anni, durante i quali si scontra inevitabilmente con la cattiveria, lipocrisia e la

malafede dei colleghi, attitudini contro le quali egli assolutamente disarmato, essendo per nascita dindole fondamentalmente buona. Venuto per caso a conoscenza, allet di trentanni circa, dellinesitenza di Babbo Natale, di Pinocchio e della Fata Turchina, il buffone reagisce alle angherie subite con larma della satira degna di Orazio o Giovenale, che utilizza a profusione per scagliarsi contro gli accozzati, gli ignoranti e gli arroganti presenti allinterno della struttura. I suoi scritti, concisi ed incisivi, colpiscono i punti deboli dei destinatari con enorme vis , ma raramente il buffone riesce nel suo intento di moralizzare, attraverso lironia pungente, i personaggi che popolano lintero mondo pubblico, ormai corrotti nellanimo fino al midollo (in nota castigat ridendo mores). Raro esempio di sicurezza e attendibilit, il buffone, sempre e comunque disponibile con tutti, spesso vittima innocente della sua goliardia, risultando inviso ai superiori, che gli preferiscono colleghi in apparenza seri e grandi lavoratori, mentre in realt sono grandi cazzeggiatori ed assolutamente incompetenti ed inaffidabili. proprio contro tali personaggi che il buffone si scaglia con il suo umorismo, mettendoli alla berlina e sputtanando i loro traffici illeciti e gli intrighi orditi spesso a scapito dei colleghi onesti. Da premiare.

Il Portavoce Profilo professionale emergente, il Portavoce un personaggio sui generis, in virt del particolare rapporto lavorativo che lo vede legato alle strutture in cui riesce ad intrufolarsi, termine appropriato per definire il sorgere del rapporto di lavoro in seno allamministrazione che si assume, volente o nolente, lonere di dargli uno stipendio in cambio di nessun servizio reso. Il portavoce penetra negli uffici allimprovviso, senza aver superato un regolare concorso n tantomeno un colloquio di lavoro, ma solo in forza di un semplice rapporto clientelare, semplicemente imposto al presidente della struttura da un politico della maggioranza. Senza n arte n parte, il portavoce si presenta con un curriculum vitae del tutto eterogeneo, che elenca le qualifiche pi disparate, da quella di commesso in negozi dabbigliamento a cantante di gruppi folk dei paesi dellhinterland, fino a giungere miracolosamente alle

mansioni di portavoce (ma sarebbe pi corretto usare il termine di portaborse...ma qualcosa la porta sempre), con uno stipendio di circa 1.500 euro netti al mese. Profondo conoscitore di almeno cinque lingue straniere, non riesce a spiccicare una parola che una in francese, inglese e spagnolo, mentre si professa abilissimo nel croato, hindi, islandese del nord, tibetano e nel dialetto dellisola di Pasqua, paesi ove si vanta di aver vissuto per circa 40 anni, nonostante lui di anni ne abbia 38. Grande esperto in qualsiasi materia dello scibile umano e non, riesce sempre nel difficile intento di non sapere un cazzo sui temi principali che fondano la materia in cui a suo dire pi esperto. Grazie alle sue innumerevoli gaffes inanellate negli interventi pubblici durante i quali porta la voce del padrone, la struttura in cui presta servizio perde costantemente credibilit e con essa il suo presidente, che quasi sempre ignaro delle fesserie proferite dal suo portavoce, che a malapena riesce a portare fuori della bocca perfino la propria, figuriamoci quella di altri. Interpellato sulle cazzate sparate durante gli sfortunati convegni che lo vedono relatore, del tutto ignorante sugli argomenti affrontati, si cava sempre dallimpiccio con la frase latina relata refero, che crede inglese e della quale non sa neppure lontanamente il significato. Perennemente abbronzato, il portavoce utilizza sempre gli stessi vestiti, seguendo una moda colonial-caddozza13, a suo dire adatta per i suoi numerosissimi viaggi in paesi tropicali nei quali non mai stato personalmente, facendosi anche in questo caso portavoce dei suoi amici e conoscenti viaggiatori. Tokyo, Bangkok, New York, Los Angeles per lui non hanno segreti, giacch in ciascuna di queste citt vanta fantomatiche conoscenze altolocate che, a suo dire, lo accolgono a braccia aperte ogni volta che giunge inatteso: in realt non ha mai varcato i confini italiani, e le poche volte che si recato nella penisola per portare qualche borsa o bisaccia contenente tangenti o forme di formaggio con i vermi stato accolto con disgusto dallultimo usciere del destinatario e mandato fuori a calci in culo dalledificio. Con la sua parlantina svelta ed il suo fare ammiccante ha la stolta presunzione di ingannare ed irretire chiunque abbia la sfiga di lavorare nel suo piano, ma il suo irritante comportamento truffaldino viene sgammato14 dai colleghi dopo soli cinque minuti di

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Sporca, trasandata Scoperto, smascherato

frequentazione, motivo per cui viene sistematicamente evitato come lAIDS se per caso lo si incontri nei corridoi. Presuntuoso ed arrogante, si professa superiore per grado gerarchico a tutti gli impiegati della struttura, pur contando meno del due di picche, in forza di unautorit che mai alcuno dotato di senno gli pu aver conferito. Si crede furbo come una volpe ma in realt un povero tonto coglione che per riesce nella facile impresa di ingannare il suo presidente, tonto come e forse pi di lui, facendogli credere di essere infallibile ed imputando ad altri le sue incredibili cazzate commesse nel tentativo di mettersi in evidenza alle spalle degli impiegati che sfortunatamente lo incocciano per motivi di lavoro. Dannoso per la struttura. Non bastano due gambe per prenderlo a calci.

Il presidente Ex sindacalista, ex portaborse, ex impiegato nullafacente presso un qualsivoglia pachiderma pubblico (Enel, Telecom et similia), il presidente di ogni struttura che si rispetti generalmente un ex, in virt del risciacquo senza candeggina effettuato quinquennalmente allinterno degli enti politici, a seguito del cambio di maggioranza. Povero in canna, il presidente ha in genere il culo di sposare una donna ricca e di buona famiglia che lo presenta, per farli ridere dei suoi comportamenti bislacchi, negli ambienti dlite della citt, in cui ha per lopportunit di conoscere i massoni pi massoni fra i massoni, ai quali deve la sua improvvisa ascesa dalla vendemmia alla gestione della cosa pubblica. Grossolano, rozzo e dalligiene approssimativa, pancia alla zuava dovuta ai magnamagna raggranellati nel corso della carriera, mani tozze e guance rosse da contadino perennemente ubriaco, il presidente veste oltremodo male, indossando completi scompagnati e, intorno al collo sudicio, pacchiani foulard di finta seta dai colori improponibili tendenti al vomito dopo una sbronza da birra, che fanno pendant con calzini corti da basket dal bordo rosso verde, portati dentro mocassini in pecari neri da risuolare. Costretto da magnacci pi potenti di lui a tragarsi dietro nullafacenti a lui stesso indesiderati, il presidente si presenta inizialmente in punta di piedi, passando per uomo moderato e

disponibile, ricevendo tutti, dallusciere al primo dirigente, con ampi sorrisi dovuti ad una dentiera ballerina a cinquanta denti appositamente modificata per sorridere di pi. Ben presto per il suo operato, dapprima inappuntabile, retto e paradossalmente quasi non disonesto, vira sensibilmente verso le reali attitudini che ogni presidente possiede per corredo cromosomico, mostrando le sue reali doti: arroganza, presunzione, ignoranza nonostante la laurea presa per corrispondenza, superficialit nel trattare le qustioni pi delicate ed estrema attenzione per gli affari che riguardano personalmente lui, i suoi clientes e i vari leccaculo della struttura che gli si affannano dietro come avvoltoi con la scusa di consigliarlo, ma con il reale obiettivo di raccogliere le misere briciole che avanzano dai suoi intrighi truffaldini. Bramoso di viaggi fino al parossismo, non perde occasione per salire su un qualsiasi aereo che capiti a tiro con la scusa pi banale, organizzando dal nulla finte fiere in Giappone guardacaso durante i mondiali di calcio, alle quali partecipano non aziende assistite dalla struttura, bens lui e i suoi scagnozzi, che da soli riescono nel difficile intento di riempire lintera business class di un Airbus della Japan Airlines, ed il tutto a spese del contribuente. Con le miglia guadagnate alle spalle degli impiegati, ai quali nega qualsiasi rimborso dovuto con la scusa di far risparmiare la struttura, compie portentosi viaggi da mille e una notte intorno al mondo con la gentile consorte e i suoi amici. Le volte che viene chiamato a presenziare ad incontri istituzionali allestero organizzati in paesi per lui scarsamente appetibili o nei quali gi stato, o invia il suo portavoce (che come gi detto combina in genere pasticci peggio di Bertoldo in Francia), oppure non si presenta agli appuntamenti di lavoro, preferendo girare per la citt come turista, accompagnato dalla moglie e dal suo folto seguito di parassiti, salvo poi accampare le scuse pi puerili, quali gomma forata, indirizzo non trovato, mal di stomaco et alia. Se malauguratamente qualche impiegato della struttura ha la sfortuna di essere invece puntualmente presente allincontro e ha limpudenza di far notare la sua assenza al ritorno in ufficio, il presidente, conscio dello sputtanamento subito, sbraitando come un leone in gabbia si adopera prontamente per smentire la sua assenza, dando del visionario al povero impiegato, vessandolo oltremisura durante tutta la sua onesta carriera lavorativa e preferendogli durante i viaggi accompagnatori pi accondiscendenti, che sono costretti a

seguirlo allestero anche nei cessi pubblici per chiedere la carta igienica in sua vece, giacch lui non conosce nemmeno una parola che una dinglese o francese. Sommo esperto di latrocinio, si adopera incessantemente per scovare ogni espediente per rimpinguare la sua gi ricca busta paga, giungendo al punto di simulare il cambio di residenza in un comune lontano dalla sede della struttura, nella quale ovviamente non dimora neppure un minuto allanno, allo scopo incamerare la missione quotidiana dal paese alla citt. Grazie alla sua pluriennale esperienza dimbroglione maturata nelle precedenti esperienze pseudo-lavorative, finge di non conoscere le pi elementari norme che regolano i rimborsi dovuti in caso di missioni, per le quali si fa anticipare somme spropositate rispetto alle reali esigenze di spesa, salvo poi scagliarsi urlante e senza ritegno contro lingenuo ma zelante impiegato che giustamente gli trattiene gli importi indebitamente incassati. Se lo sa Berlusconi...

Il consigliere damministrazione Proveniente in genere dal pi sfigato paesello della regione, il consigliere , come il presidente, generalmente un ex consigliere regionale che perpetua la sua carica di quinquennio in quinquennio e di ente in ente, scaldando le sedie che ospitano il suo scimmiesco deretano senza produrre il bench minimo risultato positivo per la struttura, risultando anzi sempre dannoso. Fumatore di puzzolenti sigari di terza scelta che invadono col loro odore tutti gli ambienti ascensori compresi, il consigliere sempre alto un metro ed un cazzo, ha un riporto chilometrico che tenta pateticamente di ricoprire limmancabile pelata ed in genere ha un pessimo rapporto con sapone, deodorante e spazzolino, come si pu evincere dalle camicie che cambia solo allinizio del suo mandato e dallalito puzzolente di carogna che ha ingoiato un topo morto con le calze sporche. Anziano imbroglione di tre cotte, il consigliere mostra generalmente grande incompetenza sui temi oggetto delle decisioni del consiglio, non distinguendo neppure tra un caff buono ed una ciofeca, contribuendo in tal modo ad affossare in brevissimo tempo anche la struttura pi seria ed efficiente.

Amante dei viaggi, manco a dirlo come il presidente, adotta in toto le tattiche seguite dal suo

primus inter pares durante le numerosissime trasferte, organizzate al solo scopo di intascare i
soldi dei rimborsi ed incrementare i punti guadagnati col programma millemiglia delle compagnie aeree. Maleducato, volgare, stupido e buzzurro pi del presidente, ottuso e ladrone, il consigliere non perde occasione per tentare lapproccio durante le fiere con le impiegate pi brutte della struttura (si era gi detto che era stupido!), con avances rozze e volgari e facendo leva sul suo presunto savoir faire, venendo puntualmente scacciato con veemenza dalle poverette fra urla e minacce di denuncia per molestie sessuali. Come se non bastasse, con la complicit di qualche ridicolo funzionarietto di un assessorato, in genere suo compaesano, invita alle manifestazioni organizzate allestero parenti, amici e conoscenti, ai quali non solo rimborsa le spese di viaggio, vitto ed alloggio, bens riesce a far ottenere un compenso giornaliero in cambio di importanti prestazioni istituzionali quali guida turistica, traduzioni delle pietanze nei ristoranti e gestione dei rapporti con le troie del posto. Durante le sue rarissime presenze nello stand requisisce il ripostiglio dei prodotti per le degustazioni e si riunisce in esso con stuoli di clientes e burini suoi compaesani, che si buttano con lui barbaramente a terra mangiando con le nude mani formaggi e salsicce destinati al pubblico e ubriacandosi pietosamente: le urla belluine emesse dai selvaggi fra giochi di morra e del soldato attirano lattenzione dei visitatori dello stand che, disgustati dallo spettacolo, si allontanano con una smorfia promettendo di non comprare alcun prodotto proveniente da una regione cos incivile. Tornato in sede, si vanta con i colleghi dei successi riportati in fiera e con le giovani impiegate, omettendo invece di essere andato come sempre a puttane con i soldi del contribuente, e di essere stato respinto anche da esse a causa del suo alito fetente e della puzza emanata dalle parti intime, che non vedono una goccia dacqua dalla legislatura precedente. Riapriamo il carcere dellAsinara.

Lo sfigato Basso, tarchiato, busto lungo e gambe corte, lo sfigato proviene casualmente dallo stesso paesello del consigliere damministrazione, fatto che giustifica il particolare legame che li unisce, paragonabile per intensit al rapporto tra puttana e magnaccio. In realt lo sfigato un ex collega, dal momento che, a cagione di dissidi venuti alla luce con alcuni colleghi (leggi: tutti) per la spartizione di missioni allestero a spese del contribuente, stato costretto (leggi: mandato via a calci in culo) ad emigrare in altra struttura, ove stato accolto come un lebbroso in fase terminale, ripartendo da zero come usciere. La sua peculiare attitudine a leccare il culo dei potenti gli fa guadagnare rapidamente la qualifica di lingua marron, che utilizza spessissimo parlando male alle spalle dei colleghi pi onesti e tessendo invece le lodi dei pi ambigui. Ignorante a tal punto da non sapere cosa sia lignoranza, lo sfigato generalmente un perito agrario sottratto purtroppo (o per fortuna) alla campagna per essere consegnato ad una scrivania, dalla quale pretende senza successo di dirigere persone molto pi intelligenti e preparate di lui, pur essendo in grado a malapena di scrivere correttamente il proprio nome su un foglio in italiano. Lascesa inarrestabile (finch non lo scopre la Finanza) della sua carriera dovuta alla sua amicizia particolare col consigliere damministrazione, al quale funge da zerbino, scendiletto e carta igienica, grazie alla sua linguetta rasposa che gli asporta i residui avanzati in seguito alle sedute quotidiane sul cesso. Lo sfigato afflitto perennemente da enormi e insormontabili complessi dinferiorit causati dalla sua estrema bassezza, che lo porta ad odiare profondamente le persone pi alte di un metro e cinquanta, dal momento che viene da esse sovrastato impietosamente. proprio a cagione di tale difficolt relazionale che lo sfigato reca in s un astio profondo per il genere umano globalmente inteso, giacch in esso trova rarissimamente adulti pi tappi di lui, a parte Fagiolino del circo Orfei. Lamore che lo acceca a prima vista allorch incontra individui muniti dei suoi stessi requisiti fisici gli fa perdere totalmente il senno, a tal punto da farlo innamorare follemente degli sventurati che incappano nello sfigato per motivi di lavoro, ai quali dedica dubbie e particolari

attenzioni, disvelando cos le sue reali predisposizioni naturali, abilmente camuffate con un classico matrimonio di facciata, come vedremo puntualmente fallito. Linfima statura corporea si specchia con assoluta fedelt anche nellanimo, dotato distinti bassi e triviali che ben si armonizzano col viso da viscido che lo sfigato si ritrova. Ambiguit, cattiveria, invidia cieca, ignoranza e disonest dimorano comodamente nei pensieri e nelle azioni, che si ritorcono puntualmente su s medesimo facendogli perdere le cose pi preziose che Iddio ingiustamente gli ha dispensato, come moglie e figli: questi, stanchi dei suoi umori e atteggiamenti fasulli, abbandonano il tetto familiare imbarcandosi sul primo volo per lo Rwanda, ove trovano ad accoglierli Tutsi ed Hutu, senzaltro pi buoni, piacevoli e tolleranti di lui. Totalmente incompetente in qualsivoglia materia dello scibile, lo sfigato viene posto dal suo magnaccia a dirigere il settore pi importante della struttura, ossia quello delle fiere allestero, lui che a malapena riesce a dirigere il flusso dorina in direzione della tazza. Grazie alla sua posizione, lo sfigato riesce a viaggiare per le fiere di tutto il mondo con i suoi compari di malaffare, per giunta a scrocca e con i soldi del contribuente, accontentando i clientes del suo pappone o dellassessore di turno, inetti ai quali affida dimpero importanti incarichi che puntualmente vengono mal eseguiti, ed il tutto in barba alle pi elementari norme di trasparenza attualmente vigenti per il regolare svolgimento delle procedure pubbliche. E durante tali pellegrinaggi che lo sfigato vola in business class con magnaccio, parenti, consorti ed imberbi amichetti verso le pi importanti capitali del mondo, senza mai sapere dove stia andando, a cagione della sua totale ignoranza di qualsivoglia lingua che non sia il sardo. Arrivato a destinazione, ignora i motivi per i quali si sia recato col, vagando inconsapevole per la citt col suo codazzo di turisti a scrocca, dimorando e mangiando negli alberghi e nei ristoranti pi lussuosi della citt, dei quali non sa nemmeno pronunciare il nome senza storpiarlo rovinosamente. Condotto malauguratamente al Guggenheim Museum di New York piuttosto che al Muse dOrsay di Parigi, lo sfigato sbuffa per lignoranza dopo solo cinque minuti di visita, disgustato

da Picasso, Van Gogh e Caravaggio, ed arrivando ad affermare che quadri come quelli di Mondrian o Kandinsky li sa fare anche lui. per allo scoccare del decimo minuto di visita che lo sfigato decide generalmente di abbandonare le sale espositive, uscendo infuriato dal Museo alla ricerca del ristorante pi prestigioso della zona, ove sceglie le pietanze pi schifose e pi care giacch non capisce nemmeno unacca del men che gli viene sottoposto dai camerieri fra grasse risate di scherno. Ma lultimo giorno lavorativo (si fa per dire) che lo sfigato d il meglio di s, recandosi presso lo stand di rappresentanza della sua struttura, ove rastrella e saccheggia tutti i prodotti alimentari ed artigianali portati per loccasione, facendo incetta di vini, formaggi, bicchieri pregiati, cestini e quantaltro, materiali che imballa personalmente scrivendo per sopra le singole scatole i nomi degli impiegati appartentemente pi ingenui e per giunta a loro insaputa: il trucco gli permette da una parte di riconoscere immediatamente la merce rubata una volta rientrata in ufficio, e dallaltra di evitare spiacevoli conseguenze nel caso in cui le autorit dovessero sventare il furto, salvando cos il culo a scapito dei colleghi innocenti, che vengono spesso condannati ingiustamente a pagare personalmente per i latrocinii commessi dal ladrone sfigato. Per piet se ne parlato bene.