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Linee Pedagogiche

Le linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei mirano a garantire uguali opportunità di sviluppo per tutti i bambini, enfatizzando la centralità del bambino e i suoi diritti. Queste linee sono il risultato di un processo collaborativo e si basano su normative europee e nazionali, proponendo un approccio educativo inclusivo e di qualità. Il documento sottolinea l'importanza di un sistema integrato di educazione e istruzione che risponda alle esigenze delle famiglie e delle diverse culture presenti nella società.

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Le linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei mirano a garantire uguali opportunità di sviluppo per tutti i bambini, enfatizzando la centralità del bambino e i suoi diritti. Queste linee sono il risultato di un processo collaborativo e si basano su normative europee e nazionali, proponendo un approccio educativo inclusivo e di qualità. Il documento sottolinea l'importanza di un sistema integrato di educazione e istruzione che risponda alle esigenze delle famiglie e delle diverse culture presenti nella società.

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Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei

Premessa
Le linee pedagogiche per il sistema integrato 06, predisposte dalla commissione nazionale ai sensi
del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.65 art.10,c 4 —> offrono un contributo alla realizzazione
degli obiettivi espressi nel decreto stesso.
Queste linee pedagogiche raccolgono i lavori delle scienze dell'educazione, i contributi di buone
pratiche educative, le indicazioni della normativa europea e nazionale più recente —> per offrire
nuovi stimoli di riflessione e piste del lavoro a chi operano nei servizi educativi.
Il filo rosso di questo documento = è la centralità del bambino nel processo educativo e i valori
della partecipazione, dell'accoglienza e del rispetto di cui ciascuno è portatore.
Queste linee pedagogiche sono frutto di un percorso che ha previsto numerose fasi. La prima
stesura è stata fatta dalla commissione nazionale 06 con il contributo gli altri esperti poi, sottoposta
a una revisione critica esterna. Il testo che affronteremo è il risultato della rielaborazione del
documento dopo le osservazioni e i suggerimenti ricevuti condivisi dalla commissione.

Parte I - I diritti dell’infanzia


Il decreto legislativo 13 aprile 2017, numero 65 —> ha istituito il sistema integrato di educazione
ed istruzione dalla nascita ai sei anni —> la finalità è garantire a tutti i bambini uguali opportunità di
sviluppo sociale, cognitivo, emotivo, affettivo, relazionale in un ambiente professionalmente
qualificato. Il sistema integrato propone una visione unita del segmento 0-3 che comprende i
servizi educativi per l’infanzia e il segmento 3-6 che corrisponde alle scuole dell’infanzia.
Il punto di riferimento sicuro
La convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 20 novembre 1989 —>
sancisce il rispetto dei diritti dei bambini = e il principio base che deve guidare qualsiasi scelta in
campo formativo. I diritti dei bambini devono essere tradotti in leggi e il compito spetta la
Repubblica, dallo Stato alle regioni agli enti locali.
Si tratta di progettare insieme per permettere l'apprendimento e la socializzazione —> bisogna
garantire ogni bambino il diritto all'educazione e che ciascuno si senta riconosciuto e accolto. Il
bambino è un soggetto che ha un diritto all'interno della famiglia, delle società e delle istituzioni
educative —> deve esercitare le prime forme di cittadinanza attiva.
Negli ultimi decenni, i documenti europei e le leggi nazionali regionali hanno sviluppato
ulteriormente i diritti dell’infanzia , soprattutto il diritto all'educazione e alla cura fin dalla nascita —>
con la partecipazione attiva di educatori, insegnanti, coordinatori pedagogici e ricercatori —>
questo ha permesso di creare un orizzonte educativo 06 dalle basi solide.
Gli orientamenti della commissione europea
La commissione europea prevede nella carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 7
dicembre 2000 —> il diritto individuale all'istruzione alla formazione. I documenti europei del 2011
in poi —> sono il risultato di un confronto allargato al quale hanno contribuito numerosi esperti che
propongono scenari dei diritti dei bambini di realizzare anche all'interno dei servizi educativi.
Nella raccomandazione del consiglio europeo del 22 maggio 2019 —> è ribadita più volte la
centralità del bambino —> il diritto ad essere coinvolto nelle scelte che lo riguardano, ad affrontare
esperienze e a socializzare. Si riconosce che i bambini sono disponibili alla relazione,
all'apprendimento attraverso codici e linguaggi diversi.
“ l'offerta educativa è concepita al meglio quando si basa sul presupposto fondamentale che
l'educazione e la cura sono inseparabili”.
Le cinque dimensioni di qualità per politiche per l'infanzia e prassi educative e coerenti:
- l’accesso
- La piena professionalità degli operatori
- Il curricolo per il benessere = fondato sul riconoscimento delle differenze personali
- Il monitoraggio e la valutazione
- Norme nazionali, regionali e locali per garantire la qualità dell’offerta
- Finanziamenti e strutturali adeguati
L'approccio europeo è sistemico, olistico e inclusivo —> per cogliere l'intero sviluppo della persona
e che possa rispondere all'evoluzione dei bisogni e dei contesti sociali, culturali ed economici.
Nasce il sistema integrato 06
I nidi e le scuole dell'infanzia nel nostro paese = sono istituzioni che nascono da una cultura
assistenziale conciliativa.
La scuola dell'infanzia sorge fin dall'ottocento nel mondo privato —> nel 1968 con la legge 444
diventa impegno prioritario dello Stato.
Il nido —> inizio dei servizi educativi viene ottenuto dall'associazionismo laico, cattolico e
sindacale come servizio assistenziale pubblico comunale con la legge 1044 del 1971. Grazie al
lavoro di educatori e ricercatori il nido con la legge 107 del 2015 —> viene definitivamente iscritto
nel sistema educativo ( passa da un'impostazione assistenziale a un’educativa).
Le storie della scuola dell'infanzia e del nido grazie al decreto legislativo 65 del 2017 si incontrano
per il rispetto al bambino.
Articolazione del nuovo sistema
I servizi educativi e le scuole dell'infanzia, definiti dall’articolo 2 del decreto legislativo 65 del 2017
—> costituiscono i sistemi integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni e
riguardano servizi di comunità in cui vi è la presenza di più bambini. Il sistema 06 viene indirizzato,
programmato e coordinato dallo Stato e si divide in diverse strutture educative.
Sappiamo che si è visti che a qualcun amico tutti i tre anni sono denominati servizi educativi per
l’infanzia.
Il decreto legislativo 65 del 2017 distingue due categorie principali di servizi educativo per
l’infanzia:
• Il nido o micronido = accoglie i bambini dai 3 ai 36 mesi di età e la sezione per primavera per
bambini tra i 24 e i 36 mesi. Garantiscono un'esperienza di vita quotidiana per il benessere fisico
e psicologico, ricca di occasioni di socialità e apprendimento. Offrono ai genitori un importante
sostegno. Le sezioni primavera sono improntate ai bambini nel terzo anno di vita e aiutano
l'ingresso nella scuola dell’infanzia.
• I servizi integrativi = con diverse formule organizzative e progettuali arricchiscono l'offerta
educativa:
• Gli spazi gioco = accolgono i bambini nel secondo e terzo anno di vita per un tempo ridotto nella
giornata offrendo occasioni di socialità, già apprendimento
• I centri per bambini in famiglie = accolgono i bambini nei primi mesi di vita insieme a un familiare,
proponendo momenti di socialità, apprendimento e agli adulti incontri e confronti
• I servizi educativi in contesto domiciliare = uno più educatori accolgono in modo continuativo con
diverse modalità un gruppo ridotto di bambini tra i 3:36 mesi
Le scuole dell’infanzia —> accolgono i bambini tra i 3 e 6 anni proponendo un'esperienza di vita,
relazione apprendimento in continuità con i servizi educativi per l’infanzia.
Importanti sono i poli per l’infanzia = accolgono in unica struttura o edifici vicini, servizi educativi di
tipologie diversa e sezioni di scuola dell’infanzia —> favoriscono una maggiore flessibilità nella
pianificazione dell'offerta educativa + un migliore utilizzo delle risorse + riflessioni sui percorsi
educativi.
Un sistema pubblico-privato accreditato e paritario
Il quadro descritto delinea un disegno istituzionale complesso che chiede coordinamento,
integrazione tra Stato, regioni, enti locali e soggetti pubblici e privati —> con il fine di attuare i diritti
e il benessere delle nuove generazioni.
Il potenziamento delle politiche educative per l'infanzia deve essere sostenuto da una solida
governance —> le istituzioni pubbliche devono garantire le migliori condizioni e tenuta del sistema,
attraverso i diversi livelli di coordinamento che raggruppano aspetti normativi, educativi,
organizzativi, gestionali e di monitoraggio costante.
Importante è la sostenibilità finanziaria che poggia sulla fiscalità generale per i servizi educativi
pubblici e le scuole statali e comunali, con eventuali contributi delle famiglie per le rette.
Molti parametri indicano che le diseguaglianze sono in aumento —> è necessario l'impegno di tutti
i livelli istituzionali, come previsto dal decreto legislativo 65 del 2017 —> per sostenere e ampliare
il sistema integrato 06.
Politiche per i diritti dell’infanzia
Bisogna garantire una presenza diffusa di servizi educativi per l'infanzia su tutto il territorio
nazionale con una copertura almeno al 33% di servizio tipo pieno (nidi e sezioni primavera). I
servizi integrativi sono considerati un elemento complementare dell’offerta.
Bisogna investire anche sull’accessibilità = fondamentale perché i servizi educativi svolgono
appieno il loro ruolo. Per favorire un accesso più ampio —> necessario che si completi il percorso
tracciato dal decreto legislativo 65 del 2017.
Occorre inoltre realizzare la generalizzazione della scuola dell’infanzia = prevede per il 2030 la
frequenza del 96% dei bambini dai tre anni fino all'entrata nella scuola dell’obbligo. Per garantire il
livello di frequenza in tutti i territori —> bisogna mettere in atto misure e piani di investimento per la
qualificazione delle strutture esistenti e la progettazione di nuove.
Le famiglie dovrebbero poter scegliere tra numerosi servizi educativi scolastici che offrono qualità,
continuità e stabilità di relazioni, possesso di titoli di studio richiesti, informazioni specifica, percorsi
di formazione continui e la presenza di un coordinatore pedagogico. Per favorire l'accessibilità è
importante l'impegno economico dello Stato delle regioni e l'accordo tra i diversi soggetti gestori
sui criteri per l'accesso, le rette e la programmazione dell’offerta.
Le politiche per i diritti dell’infanzia —> sono importanti perché permettono servizi educativi e
scuole dell'infanzia di qualità che rendono una città in territorio più misura umana, con gli enti
inclusive, in piena sintonia con l'articolo tre della costituzione italiana.

Parte II - Un ecosistema formativo


I bambini oggi vivono in un ecosistema nel quale le molte influenze culturali si incontrano, ma non
sempre si riconoscono —> sono culture educative, che riguardano i valori, l'alimentazione, lo stile
dei bambini e non solo le culture legate all'origine della famiglia.
Una società in movimento: le sfide del presente
L'attenzione all'educazione dell'infanzia fa emergere anche complessità e contraddizioni che
ricadono sul riconoscimento dei diritti dei bambini.
L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile —> propone etti strategici per la salvaguardia del
pianeta e dell'ambiente, il rispetto della persona umana impegnandosi a sconfiggere la povertà, a
favorire l'occupazione, a promuovere la coesione sociale e un'istruzione di qualità.
Disuguaglianze e povertà = si assiste a un aumento delle disuguaglianze, della povertà e del
disagio sociale che sono facilmente trasmissibili da generazione o generazione. La partecipazione
a programmi pre scolastici di qualità da parte dei bambini che vengono da famiglie svantaggiate —
> porta al conseguimento di competenze quinti migliori.
Famiglie senza “reti” e pluralità dei modi di essere famiglia = sono diffusi sempre più nuclei familiari
ristretti, composti da soli genitori o uno e bambini spesso caratterizzati da solitudine. In questi
ultimi anni si sono moltiplicati i modi di essere e fare famiglia —> con differenze legate a scelte
culturali, etiche e personali. L'insieme dei servizi educativi propone dialogo, incontro, conoscenza
per i genitori per i bambini. Un nido o un centro per bambini e famiglie o una scuola per l’infanzia
—> rendono meno soli e costituiscono un sostegno per conciliare i tempi di vita e lavoro dei
genitori.
La dimensione interculturale e multilingue = la multiculturalità —> si manifesta quotidianamente
quando nei servizi educativi si incontrano bambini e famiglie che hanno origini diverse e parlano
lingue diverse. La dimensione interculturale = e invece una conquista educativa, una dimensione
da costruire che richiede la capacità di trasformare un gruppo di bambini diversi —> in
un'opportunità di conoscenza reciproca, in un'esperienza interculturale.
I nuovi intrecci culturali non riguardano solo la provenienza geografica, ma anche le scelte e gli stili
di vita quotidiana.
La complessità culturale e il multilinguismo richiedono una formazione specifica, competenza,
ascolto —> stimola la conoscenza del mondo, apri nuovi orizzonti a nuove sfide. È importante
comunicare direttamente con i genitori che parlano lingue diverse e richiede educatori e insegnanti
di mettersi in gioco con curiosità e impegno.
L'esposizione è una pluralità di lingue negli anni durante i quali si costruisce il linguaggio —> apre
la mente, attiva i processi meta linguistici, permette di avere un atteggiamento linguistico positivo e
aperto agli apprendimenti futuri. L'apprendimento di una lingua avviene attraverso la relazione, i
gesti, la condivisione di esperienze, giocando, ascoltando storie.
L'evoluzione dell'idea di disabilità = la persona viene considerata nella sua interezza, andando
oltre alla diagnosi e mettendo in luce le potenzialità del soggetto e non le mancanze —> per
affrontare il tema dell’inclusione. Si è fermato che i problemi delle persone con disabilità non sono
solo individuali —> devono essere assunti dall'intera collettività che deve rimuovere le barriere
fisiche o mentali.
Si è affermato il diritto di frequenza fin dal nido per i bambini con disabilità —> è una nuova sfida
per elaborare una didattica flessibile, capace di includere le diverse abilità e diversi livelli di
competenza, perché tutti siano parte del percorso di apprendimento.
I media e la cultura digitale = lo sviluppo tecnologico introduce continui cambiamenti nei modi di
apprendere, relazionarsi, fare esperienza di adulti e bambini. I socio media danno vita a nuove
dinamiche di gruppo e tali mutamenti possono creare spesso diffidenza. È importante che anche
nello 06, si continua a sviluppare occasioni che permettono a bambini e adulti di scoprire le
dinamiche che sono rese possibili da questi ambienti di scambio online —> è necessario per il
presente per il futuro.
I cambiamenti del mercato del lavoro = il mercato del lavoro, impone sempre più orari e tempi non
prevedibili. Soprattutto le condizioni della donna lavoratrice sono più difficili e portano spesso
licenziamento, dopo la nascita dei figli —> grandi disparità. Le scuole dell'infanzia e i servizi
educativi possono essere un tassello importante di politica del lavoro che riconoscano i diritti dei
bambini e dei genitori. Investire sull'educazione è una risposta anche a questo problema.
Le ecologie delle relazioni
La crescita di un bambino è una sfida che impegna tutta la società che collega la responsabilità dei
genitori con quelli della comunità —> in modo che il bambino possa avere le migliori condizioni di
vita. I genitori e tutto il sistema di relazioni intorno al bambino devono rispettare i diritti
fondamentali per una crescita sana e per l'ampliamento delle potenzialità individuali di ciascuno —
> creando un vero e proprio ecosistema formativo.
Il bambino competente e ricco di potenzialità —> porta il suo mondo, i suoi linguaggi nel nido e
nella scuola —> e incontra un altro mondo che lo invita ad aprirsi e a condividere.
Famiglie come partner di un'alleanza educativa
I servizi educativi e le scuole dell’infanzia —> segnano l'ingresso del bambino in una comunità
educante ma anche una nuova partnership con i genitori, fondata sulla fiducia e sul rispetto
reciproco. Gli educatori, gli insegnanti e genitori si devono confrontare in modo collaborativo —>
solo dalla coerenza educativa tra tutte le figure adulte —> può nascere un percorso formativo che
sviluppi tutti gli aspetti del bambino (emotivo sociale cognitivo…)
Il servizio educativo per l'infanzia e la scuola dell’infanzia = sono il primo contesto sociale in cui il
bambino si confronta con i pari e adulti diversi, con regole e valori che non sono quelli già
sperimentati —> la conoscenza reciproca tra genitori e personali educativo, il dialogo aperto,
l'ascolto, la coprogettazione di ambienti e percorsi educativi = sono momenti di un'alleanza
educativa. Anche la partecipazione, la documentazione = sono strumenti che permettono di
dimostrare e discutere l'agire educativo quotidiano.
La continuità del percorso educativo e di istruzione
La continuità del percorso educativo non bisogna intenderla solo in senso verticale, ma anche
orizzontale —> dove i servizi educativi e scuole dell'infanzia si devono confrontare con una più
ampia comunità, formata da servizi sociali, psicologi e sanitari.
Si devono progettare percorsi che facciano conoscere e avvicinino i genitori alle risorse del
territorio —> questo rende il nido e la scuola un punto di riferimento importante per le famiglie.
Anche il curriculum deve tener conto del contesto sociale e territoriale —> per avvicinare i bambini
alle prime esperienze di cittadinanza.
I valori fondativi: rispetto, accoglienza, democrazie e partecipazione
I servizi educativi e la scuola dell'infanzia si fondano sul rispetto dell'essere umano, valorizzano le
potenzialità e le differenze dei bambini e dei genitori che accolgono in una partecipazione
democratica.
Lo 06 è costituito da contesti aperti alle famiglie con provenienze diverse —> accoglie la differenza
dei percorsi di vita, dell'identità, dei tempi di crescita, delle modalità relazionali, delle concezioni di
educazione. Ciò richiede di imparare a rispettare e a convivere con le differenze, a contrastare gli
stereotipi per avere uno sguardo più largo.
I servizi educativi e le scuole = sono comunità nelle quali ciascun membro porta le proprie
caratteristiche, la propria individualità e accetta regole per un benessere collettivo, pur non sempre
condividendole.
La presenza di genitori provenienti da altri paesi —> favorisce l'ampliamento della visione
educativa e permette di creare un lessico comune all'interno di una cultura che non rinuncia a
promuovere parità di genere, accoglienza, pace, democrazia.
La democrazia, con il rispetto, la libertà, la responsabilità —> fa parte dell'apprendimento dei
bambini.
I servizi educativi e le scuole dell’infanzia = sono un'importante modo per includere e per creare
coesione sociale e per promuovere cittadinanza democratica.

Parte III- La centralità dei bambini


La riscoperta dell’infanzia
L'educazione dalla nascita ai sei anni riguarda la totalità di ogni bambino, che è unico, irripetibile e
deve essere rispettato in quanto persona e per la sua unicità.
Nei primi sei anni di vita, i bambini crescono in modo dinamico sul piano corporeo, sociale,
cognitivo e linguistico. Il percorso di sviluppo in questa età è fortemente influenzato dal contesto
familiare e ambientale ed è caratterizzato da accelerazioni, pause e anche regressioni. Il tempo
della crescita non è uguale per tutti e l'educazione infantile —> deve aver presente ogni bambino
con le sue diverse potenzialità, risorse e difficoltà.
I bambini e le loro potenzialità
I bambini conoscono il mondo attraverso la percezione, la relazione e l’azione —> la corporeità e i
sensi permettono la comunicazione e la conoscenza. I bambini pensano, si pongono domande e
cercano risposte in modo attivo.
L'adulto deve aiutare i bambini a riconoscere le proprie emozioni per poi insegnare a autoregolarle.
Occorre dare spazio all'immaginazione, al pensiero diverso —> lasciando lo spazio anche per
l’ozio. I bambini devono essere lasciati liberi di esprimere la loro individualità, desideri, bisogni e di
relazionarsi con chi li circonda.
Il gioco è il loro modo di esprimersi, di scoprire, di conoscere e di elaborare l’esperienze. I bambini
hanno un forte interesse per gli altri bambini.
L'intreccio di educazione e cura
La relazione educativa è sempre accompagnata dalla cura, essendo consapevoli che:
- in quest'età educazione, cura, socialità, emozioni, apprendimento sono tutte intrecciate
- La cura è un atteggiamento relazionale che comunica fiducia e valore
- Gli aspetti relativi al benessere del bambino sono fondamentali
- Alla cura del corpo del bambino va dato un particolare valore educativo per il relativo sviluppo
psicofisico
- L'atteggiamento di cura richiama la necessità di dare voce al bambino
Le relazioni tra bambini
Le relazioni tra bambini —> sono fondamentali per lo sviluppo sociale, per gli apprendimenti, per lo
sviluppo senso motorio, cognitivo, linguistico —> permettono in sostegno reciproco.
Nei servizi educativi, i bambini incontrano altri bambini e imparano ad apprendere con gli altri dagli
altri + percepiscono che fanno parte di un gruppo + cominciano ad interiorizzare le prime regole.
La scelta dell’inclusione
Tre principi e le finalità del sistema 06 sono citati:
• Ridurre gli svantaggi culturali, sociali e relazionali
• Promuovere l'inclusione in tutti i bambini —> tutti i bambini infatti sono diversi, alcuni presentano
disabilità o bisogni educativi speciali —> bisogna accorgerli con attenzione e riconoscere il loro
diritto l'educazione e che devono essere accompagnati nel loro percorso.
È importante dunque che educatori insegnanti abbiano le conoscenze adeguate sullo sviluppo e
sulle variazioni che ci sono nelle disabilità —> per organizzare un ambiente educativo che
consente all'inclusione di tutti.
La presenza di bambini con comportamenti o competenze diverse = rappresenta un'importante
esperienza formativa per tutti —> i bambini capiscono che sono tutti diversi.
Un contesto educativo è inclusivo —> quando:
1. Valorizza le differenze
2. Riconosce e sviluppa potenzialità e attitudini
3. Mette la persona al centro
I bisogni speciali e le disabilità si manifestano spesso durante le prime esperienze in servizi
educativi —> il loro riconoscimento è spesso difficile per i genitori —> è importante qui la
sensibilità, responsabilità e competenza degli educatori avviare con i genitori un dialogo costruttivo
nell'accertare la difficoltà. Quando ci sono problemi, è importante costruire i rapporti di scambio
con gli operatori —> la collaborazione permette a educatori di comprendere meglio la condizione
del bambino.
L'apprendimento come elaborazione di significati
L’apprendimento = si fonda sul naturale curiosità dei bambini verso l'ambiente che li circonda —>
verso i fenomeni fisici e naturali, oggetti materiali, altre persone, eventi sociali.
Chi apprende è il bambino stesso, MA è l'adulto che deve promuovere e sostenere
l’apprendimento.
• Deve individuare l'oggetto del loro interesse
• accompagnare le emozioni dei bambini
• sostenere la loro ’iniziativa
• favorire la costruzione condivisa di significati.
Gli ambienti devono essere progettati bene, esteticamente gradevoli, attrezzati, sicuri e stimolanti
—> completano e potenziano l'intervento dell’educatore.
L'importanza del gioco
Il gioco è spontaneo, libero, finalizzato a se stesso e caratterizzato dal piacere.
Giocando i bambini —> possono esprimere e elaborare i propri vissuti affettivi, costruire le proprie
identità, conoscere i significati, esplorare, conoscere il mondo fisico e sociale.
Il gioco promuove il benessere —> è la voce dei bambini.
Nello 06 bisogna riconoscere la centralità del gioco = predisponendo spazi adeguati e concedendo
tempi dilatati al gioco, arricchendolo con proposte di esperienze educative, materiali, contenuti.
Parte IV - curricolo e progettualità: le scelte organizzative
Il termine curriculum è inusuale ed è dibattuto nei servizi educativi per l'infanzia, dove si usa più
frequentemente il termine “progetto pedagogico”.
L'educazione nello 06: scopi e processi
L'educazione nel sistema integrato 06 —> ha come scopo primario, promuovere la crescita dei
bambini. Le principali finalità dell’educazione:
- la crescita armonica e il benessere psicofisico
- La costruzione dell’autostima
- L'elaborazione di un'identità di genere
- La conquista dell’autonomia
- L'evoluzione delle relazioni sociali
- Lo sviluppo della capacità di collaborare
- Lo sviluppo delle competenze comunicative linguistiche
- L'avvio del pensiero critico
Le finalità educative —> vengono promosse e sostenute attraverso esperienze che tengono conto
delle peculiarità, caratteristiche e potenzialità di ciascun bambino —> assumendo un approccio
olistico.
Progettualità e intenzionalità pedagogica: progettazione e curriculo
La progettualità e l'intenzionalità pedagogica si sviluppano ottenendo conto dei bambini e del
contesto sociale culturale, si realizzano attraverso strategie, metodologie e strumenti che vanno
dichiarati.
• La progettazione = è incentrata sulla cura, accoglienza, gioco, attività —> parti da occasioni
specifiche e da opportunità offerte dall’ambiente, si arricchisce nel tempo
• L'idea di curricolo = è una cornice di riferimenti, traiettorie e obiettivi condivisi che vanno
interpretati in ogni servizio educativo in modo specifico. I curricoli 06:
- rispondono agli interessi del bambino, favorendo il benessere e soddisfando i bisogni
- Promuovono la partecipazione, l'iniziativa, le creatività, l’empatia
- Riconoscono l'importanza del gioco, della natura, della musica, dell’arte
Nella costruzione del curricolo —> gli insegnanti ed educatori devono avere in mente le direzioni
da seguire durante il percorso.
I sistemi simbolici-culturali e i campi di esperienza
La progettualità pedagogica —> mette al centro l'iniziativa dei bambini e esplicitata nei campi di
esperienza = fanno riferimento ai diversi aspetti dell'intelligenza umana e ai sistemi simbolico
culturali:
- lo star bene con il proprio corpo
- Capacità di ascoltare, comunicare
- Riconoscere le qualità tattili, sensoriali
- Essere abili di rappresentare il mondo e socializzare
- La capacità di osservare il mondo e la realtà
- Acquisire competenze sociali e relazionali
I sistemi simbolici culturali —> vanno considerati come quadri a disposizione degli educatori —>
che si servono per interpretare e amplificare le esperienze dei bambini. I campi di esperienza —>
favoriscono l'espressione, la scoperta e l'acquisizione di conoscenze.
Il curricolo del quotidiano
L'organizzazione degli spazi, dei tempi e dei gruppi —> permette il buon funzionamento della vita
quotidiana e il benessere dei bambini e promuove il consolidamento dell’identità. Per progettare è
necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
Le routine —> svolgono una funzione regolativa dei ritmi della giornata sono in riferimento per
nuove esperienze, sono importanti, vanno progettate perché devono arricchire, permettere di
acquisire padronanza di sé. Sono inoltre occasioni di cura di intimità, di scambio conversazioni.
L'organizzazione dell'ambiente e della giornata educativa = permette di far capire le scelte che il
gruppo di lavoro condivide.
L’ambiente educativo: il terzo educatore
Gli spazi interni e all'aperto, gli arredi, i materiali —> rendono possibile l'acquisizione dei
comportamenti, l'esplorazione, il gioco, le attività. L'ambiente va progettato in modo consapevole.
Lo spazio parla = la disposizione degli arredi, la scelta dei colori, la pulizia, l’ordine —> raccontano
a chi entra una realtà caratterizzata da attenzione, impegno verso chi frequenta quell’ambiente.
Lo spazio esterno = è fondamentale per l'riorganizzazione della giornata educativa, deve essere
curato, progettato. Lo spazio interno ed esterno devono essere collegati —> per permettere ai
bambini di essere liberi e autonomi.
La progettazione deve tenere conto di alcuni criteri guida:
• Sicurezza e accessibilità per tutti i bambini, la sicurezza permette di vivere in serenità
l’esperienza
• Inclusività = devono essere assenti, barriere e presenti elementi che accolgono e orientino,
ambienti rassicuranti e stimolanti
• Riconoscibilità = i bambini devono facilmente identificare l’ambiente
• Differenziazione funzionale = la configurazione dell'ambiente deve essere coerente con il
progetto educativo
• Flessibilità = arredi e pareti —> devono poter essere modificabili per l'attività da svolgere
• Gli spazi per l'igiene, il riposo —> devono essere gradevoli
• Anche gli spazi per gli adulti devono essere progettati accuratamente
• Infrastrutturazione tecnologica per l'attività didattica e per i contatti con gli adulti
I materiali scelti, la disposizione, la loro manutenzione e riparazione —> fanno parte della
progettazione educativa. I materiali devono essere sostenibili, poveri e naturali, strutturati —> che
stimolino l'esplorazione e la fantasia, giocattoli, libri. A disposizione dei bambini dovrebbero esserci
sempre materiali per attività individuali di gruppo, per l'uso all'aperto, per le attività espressive.
Attenzione, posta anche alla scelta di sussidi tecnologici.
Il tempo: variabile pedagogica
L'organizzazione del tempo = è un elemento chiave per il benessere del bambino, per
incoraggiarlo a esplorare, a interagire, ad apprendere —> il tempo deve essere disteso.
La ripetizione —> offre sicurezza e fiducia
La variazione —> offre stimoli e suggerimenti
Sia la ripetizione che la variazione = sono fondamentali per i processi di apprendimento e per la
costruzione della conoscenza.
La giornata deve essere riconoscibile dai bambini —> consente loro di prevedere e di orientarsi,
agendo con pertinenza; inoltre la giornata deve consentire soste, confronti e decisioni.
I vari momenti della giornata devono essere divisi in modo fluido e graduale = devono essere
momenti di tranquillità e conversazione —> i bambini imparano a vivere il tempo senza ansia e con
autoregolazione.
Nella progettazione vanno considerati anche i tempi degli adulti, i passaggi di consegne, i saluti e
bambini e quelli necessari per le attività.
Socialità e gruppi
Le istituzioni educative per l’infanzia = sono luoghi di socialità diffusa dove i bambini vivono e
apprendono le prime regole di una comunità che non è familiare.
Una socialità positiva si promuove attraverso:
- relazioni degli adulti con i bambini con atteggiamenti di cura
- La funzione mediatrice dell'adulto che promuove le competenze dei bambini
- Il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze delle specificità
- La valorizzazione della dimensione del gruppo
L'organizzazione per gruppi omogenei o eterogenei per età —> risponde a diversi criteri che
riguardano la continuità e la qualità delle relazioni tra bambini.
Il gruppo omogeneo = permette di apprezzare la specificità di bisogni legati all'età, di predisporre
mirate situazioni di apprendimento e di favorire la stabilità delle relazioni.
Il gruppo eterogeneo = è come una comunità che continua nel tempo, in cui vi sono bambini che
entrano ed escono.
Le esperienze con bambini di età diversa —> favoriscono l'osservazione reciproca, l'invenzione
limitazione. La compresenza di età diverse —> favorisce l'attivazione di abilità sociali, cognitive,
emotive complesse e permette di superare i limiti della rigida distinzione per età.
Riorganizzare la giornata educativa e i gruppi —> porta un riposizionamento dell'adulto nel suo
stare ad essere con i bambini.

Parte V - Coordinate della professionalità


Il gruppo di lavoro e la continuità
La presenza nel gruppo di figure maschili e di persone di origine culturali diverse —> arricchisce il
contesto educativo e permette ai bambini di acquisire una visione sulla varietà dei rapporti sociali.
Il presupposto e il significato del progettare = la crescita e gli apprendimenti avvengono in un
continuo processo di interazione —> le loro competenze si sviluppano attraverso relazioni sociali e
lo scambio reciproco.
I bambini crescono apprendono con equilibrio, motivazione e piacere quando partecipano
attivamente alle attività.
La collaborazione tra educatori e personali educativo essenziale —> per la progettazione
educativa. Per gli educatori, progettare in continuità = costruire e pensare pratiche innovative e
congruenti con l'idea di socialità e apprendimento. La continuità coincide con il cambiamento e
l'arricchimento di situazioni.
Bisogna creare un incontro tra professionisti che provengono da esperienze diverse —> è
fondamentale la conoscenza reciproca e reciproco riconoscimento.
La coprogettazione di percorsi comuni —> prevede esperienze tra bambini di età diverse, con la
compresenza ed educatori e insegnanti, o osservazioni reciproche. La partecipazione e la
collaborazione con i genitori = è essenziale.
Osservazione e valutazione
Osservazione, documentazione e valutazione = sono gli strumenti di professionalità che
caratterizzano la nostra pedagogia dell’infanzia e che hanno contribuito alla costruzione e al
riconoscimento della sua qualità.
L’osservazione = consente di concentrare l'attenzione sui momenti specifici, raccogliere
materiali, MA è anche un atteggiamento che orienta l'intervento professionale e rende possibile
la riflessione. L'osservazione nelle sue diverse modalità, l'analisi e l'interpretazione dei materiali
raccolti —> permettono di definire progetti, proposte, profili dei bambini e servono per la
valutazione dei percorsi attuati e dei risultati raggiunti. Un'osservazione condivisa = strumento
fondamentale per comunicare con i bambini, con i genitori e tra colleghi.
La documentazione = è parte dell'esperienza educativa. Per i bambini —> la documentazione
delle proprie esperienze —> permette di apprendere e di rendere visibile e comunicabile le
proprie conquiste conoscitive. Per gli adulti —> la documentazione, la raccolta di materiali e
tracce —> consente di narrare il percorso compiuto, i traguardi raggiunti. La documentazione
realizzata in itinere viene rivista, ricostruita valutata e confrontata —> per progettare i nuovi
contesti. I materiali raccolti diventano materiali per l'aggiornamento degli insegnanti e la
progettazione della didattica, strumenti di lavoro con i bambini.
Valutazione formativa e di contesto
• Valutazione formativa = la valutazione del percorso realizzato —> rende evidenti agli occhi dei
bambini e dei genitori il percorso fatto fino a quel momento e le tappe raggiunte. L'approccio
deve essere contestuale, narrativo e descrittivo dei progressi e delle conquiste del singolo del
gruppo (in questa età, i progressi sono molto diversi da bambino bambino e influenzati da un
sacco di fattori). La valutazione —> deve individuare l'aria potenziale di ogni bambino e gruppo
—> per agire entro quest'area per sostenere la crescita. La valutazione del percorso dei bambini
è realizzata —> per riorientare le pratiche educative. La valutazione degli apprendimenti —>
deve basarsi sul gruppo di educatori, sul singolo, sul personale ausiliario, i genitori. La
valutazione formativa = è narrativa, aperta agli sviluppi successivi, sempre espressa con termini
positivi (descrive solo ciò che il bambino sa/ fa) di valorizzazione e di incoraggiamento.
• Autovalutazione e valutazione di contesto = la valutazione del contesto educativo (insieme di
materiali, risorse umane e simboliche) —> serve per riflettere sull'offerta educativa e sulle
pratiche adottate —> per individuare aspetti problematici e risorse. Questa valutazione va
effettuata periodicamente, in corso d'opera e seguita da progetti che risolvono i problemi.
Questa valutazione richiede partecipazione di educatori, collaboratori e anche ogni tanto dai
genitori. Lo svolgimento in gruppo —> permette di individuare aspetti di criticità e di qualità della
realtà educativa. Ha un carattere riflessivo e si basa sul dialogo tra i partecipanti e sul confronto
con degli indicatori. È necessario che questa attività sia svolta in modo sistematico e progettata
nei tempi e nelle modalità di realizzazione che possono essere diversi.
Dimensioni della professionalità
La professionalità degli educatori si basa su una solida cultura dell'infanzia all'interno di una
cornice pedagogica. La professionalità —> si consolida partendo dall'esperienze di tirocinio e di
ricerca e è sostenuta dalla formazione continua in servizio. La professionalità è inoltre
caratterizzata da competenze trasversali che si manifestano in alcuni aspetti comuni importanti:
- Un adulto accogliente = l'accoglienza è fondamentale l'intervento educativo, il lavoro degli adulti
deve essere accogliente, gli ambienti accoglienti, anche l'organizzazione e le relazioni con i
genitori. L'ambientamento va collocato in questa cornice = questo periodo richiede una
progettazione attenta e specifica dei tempi, degli spazi, dei materiali e deve essere dunque
accogliente.
- Un adulto in ascolto = l'ascolto è il punto di partenza per tutti gli interventi educativi. L’ascolto —
> permette una comprensione più profonda di ogni bambino nella sua totalità —> il bambino
sente se l'adulto lo ascolta —> questo è un segno di rispetto, cerca di riconoscerlo e di
comprenderlo. Un adulto che ascolta, osservava e cerca di comprendere il bambino —> sarà poi
in grado di intervenire o non considerando le diverse situazioni. L'ascolti inoltre permette una
conoscenza più profonda di ciascun bambino con i suoi genitori.
- Un adulto incoraggiante = un approccio rispettoso, positivo, gioioso e aperto —> caratterizza le
figure educative che si occupano dell’infanzia. L'adulto mantiene una sintonia emotiva
intellettuali con i bambini sia con i singoli sia con il gruppo —> promuovendo un ambiente
educativo inclusivo, democratico, che ascolti e che dia a voce a tutti i bambini. Svolge funzioni di
esempio, accompagnamento, valorizza e prende spunto dal gioco e dall'iniziativa dei bambini —
> per articolare le proposte.
- Un adulto regista = la regia educativa = è una didattica indiretta nella quale hanno grande spazio
le riprese, gli sviluppi progettati a partire dai comportamenti dei bambini (tutto ciò a fianco della
proposta educativa)
- Un adulto responsabile = agli educatori insegnanti è chiesto di accompagnare i bambini ad
acquisire autonomia, esprimere emozioni, svilupparsi. Le modalità di proporre e gestire le regole
nella vita quotidiana emergono nelle situazioni ad alta intensità emotiva = questo è uno degli
aspetti più importanti dello stile educativo —> deve seguire una traiettoria coerente, condivisa
nel gruppo di lavoro e comunicate ai genitori.
- Un adulto partecipante = la capacità di relazioni e comunicazione tra educatori e i genitori
caratterizza la professionalità. Una buona comunicazione con i genitori è importante per stabilire
il patto educativo. I genitori si sono sentire ascoltati, interpellati, hanno idee e valori che devono
essere presi in considerazione. Attenzione va posta alle occasioni di incontro formali e informali
con i genitori. La conoscenza del territorio e la capacità di confrontarsi con altri servizi = sono
strumenti professionali essenziali per creare una comunicazione efficace tra servizi educativi e
sanitari e per sfruttare al meglio tutte le risorse del contesto sociale culturale.

Parte VI - Le garanzie della governance


Tutta la scuola e in particolare il sistema educativo 06 —> necessitano di attenzioni continue,
investimenti economici e culturali, scelte politiche, amministrative e pedagogiche.
Le competenze nel sistema integrato 06
Il decreto legislativo 65 del 2017 —> delinea un modello di governance multi livello in cui si
prevede che il sistema integrato sia programmato, realizzato e qualificato con una collaborazione
dei diversi livelli di governo: dallo Stato, alla regione all'ente locale. La conferenza Stato regioni
autonomie locali = è la sede appropriata per comporre le diverse istanze partecipative decisionali.
1. Lo Stato = svolge funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione del sistema integrato,
costituisce il Piano di azione nazionale e il relativo finanziamento, il piano nazionale di
formazioni continua del personale, il sistema informativo dei servizi educativi e i criteri per il
monitoraggio la valutazione.
2. Le regioni = hanno un ruolo fondamentale nella programmazione nel monitoraggio e attivano il
sistema sul proprio territorio
3. Gli enti locali = hanno il compito di programmare e gestire, monitorare e vigilare anche
attraverso l'adozione di dispositivi specifici come il coordinamento pedagogico territoriale in
relazione con l'amministrazione regionale e con l'autorità scolastica statale.
La collaborazione tra i tre livelli di governo e dell'integrazione delle competenze prevista dal
decreto legislativo 65 del 2017 —> è un elemento fortemente innovativo perché rende obbligatorio
ciò che prima veniva realizzato per iniziativa autonoma dei diversi soggetti.
La dimensione nazionale della governance
Il piano di azione nazionale pluriennale = è lo strumento principale di pianificazione del sistema
integrato 06. È un atto del governo, adottato su proposta del ministro dell’istruzione. Nel piano
sono stabiliti gli obiettivi strategici e è definita la destinazione delle risorse finanziarie —> per il
consolidamento, ampliamento e qualificazione del sistema e per garantire l'accessibilità ai servizi
educativi (anche attraverso un riequilibrio territoriale —> l'obiettivo di raggiungere almeno il 33% di
copertura della popolazione sotto i tre anni da a livello nazionale e il 75% di copertura dei comuni) .
Il piano declina la tipologia di interventi ammissibili e può orientare una quota delle risorse previste
su una opzioni specifiche ritenute maggiormente idonee per la realizzazione degli obiettivi
strategici. Il piano si deve sviluppare per un certo numero di anni e l'erogazione delle risorse deve
avvenire in tempi compatibili con le esigenze di programmazione degli interventi.
Si deve inoltre costruire un sistema informativo coordinato con le regioni (espresso dal decreto
legislativo 65 del 2017) = è uno strumento essenziale per monitorare l'offerta educativa fornendo
elementi utili per programmare e consentire l'analisi dell'efficacia degli interventi nella dimensione
locale, regionale, nazionale.
Gli uffici centrali del ministero dell'istruzione, gli uffici scolastici regionali e in accordo con le regioni
e l’ ANCI —> mettono in campo azioni di supporto alla programmazione all'accompagnamento per
gli interventi che può aiutare a garantire il buon funzionamento del sistema.
Il sistema integrato a livello regionale
Un ruolo specifico è delle regioni che oltre a programmare e regolare l'offerta educativa per i
bambini sotto i tre anni, acquistano nuove responsabilità di promozione della qualità del sistema
integrato 06.
In base all'indicazioni del piano d'azione nazionale —> le regioni valutano l'adeguatezza dell'offerta
educativa in termini quantitativi e qualitativi e programmano l'utilizzo delle risorse economiche,
garantendo il cofinanziamento secondo la quota stabilita. Le regioni inoltre definiscono programmi
regionali pluriennali —> per consentire continuità e stabilità degli interventi, MA comunque
programmano la distribuzione delle risorse annualmente.
Per sostenere lo sviluppo dei bambini in un processo unitario —> è necessario promuovere a
livello regionale —> accordi di coordinamento tra le regioni, gli uffici scolastici regionali e le ANCI
regionali —> con proposte per l'attuazione e il monitoraggio del piano pluriennale.
Le regioni promuovono i coordinamenti pedagogici territoriali, valorizzando le risorse professionali
presenti nel sistema integrato e attivandone di nuove.
Inoltre, le regioni hanno la responsabilità di supportare con interventi il personale educativo,
proponendo anche specifici interventi formativi.
Nei servizi educativi per l'infanzia, le regioni —> devono definire gli standard strutturali e
organizzativi e i requisiti necessari per l'autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento.
Nella formazione di educatori e insegnanti bisogna coinvolgere le regioni —> per valutare il
fabbisogno di posti per l'immatricolazione ai corsi di laurea in scienze dell'educazione in scienze
della formazione primaria e per l'organizzazione dei tirocini.
È raccomandata —> la promozione di iniziative di ricerca azione formazione per sostenere
l'innovazione nella progettazione, nelle pratiche nelle strutture.
L'integrazione a livello locale
La responsabilità della governance sul territorio è degli enti locali con dei compiti che vanno al di là
della gestione diretta e indiretta di servizi educativi.
I comuni infatti devono coordinare la programmazione dell'offerta educativa sul territorio
costruendo una rete integrata unitaria di servizi e scuole. Per fare ciò —> è necessaria una
continua interazione con le dirigenze scolastiche statali e paritarie operanti a livello locale e anche
con i soggetti titolari dei servizi educativi per l’infanzia.
È importante —> prevedere una programmazione articolata nell'offerta pubblica di servizi educativi
per il segmento 0-3 , considerando la loro distribuzione geografica, orari e calendari di
funzionamento.
La collaborazione tra Comune e dirigenza scolastica per il segmento 3-6 è essenziale anche per la
gestione dell'accesso dei bambini alle scuole dell’infanzia —> per prevedere graduatorie in diverse
fasi per evitare che rimangono esclusi alcuni bambini.
Gli squilibri territoriali sono molto evidenti in alcune aree del paese.
Un tempo disteso fino al pomeriggio —> permette ai bambini un'esperienza quotidiana più ricca di
occasioni di apprendimento e socialità, un'alimentazione più l’equilibrata, uno spazio sociale di
maggiore autonomia contribuisce anche a contrastare gli svantaggi sociali favorendo anche
l'entrata al lavoro dei genitori.
L'ente locale mette a disposizione le risorse culturali educative del territorio.
Inoltre, i Comuni hanno la piena responsabilità di monitorare e verificare il funzionamento di tutti i
servizi educativi per i bambini sotto i tre anni, di autorizzare il funzionamento o riconoscere
l'eventuale accreditamento.
Interventi strategici per la realizzazione del sistema integrato 06
Il decreto legislativo 65 del 2017 —> ha individuato alcuni interventi strategici per la costruzione
del sistema integrato che sostengano la qualità dell'offerta educativa e garantendo la capacità di
rispondere ai cambiamenti. Nella realizzazione di questi interventi strategici intervengono tutti e tre
i livelli di governance: Stato Regioni ed Enti locali.
Il coordinatore pedagogico e il coordinamento pedagogico territoriale
Il coordinatore pedagogico —> conosce e ha l'esperienza dei contenuti dell'ambito educativo 06 e
dei suoi assetti organizzativi e gestionali che ne regolano offerte educativa. Ha il compito di curare
il funzionamento della squadra educativa e svolge la funzione di indirizzo e sostegno professionale
per il gruppo degli educatori. Arricchisce le loro professionalità e valorizza la motivazione
all'impegno educativo. Inoltre, promuove la partecipazione sollecitando l'incontro tra gli educatori,
genitori di bambini per confrontarsi sulla progettazione educativa e sulle prospettive dei bambini.
Il coordinatore propone riunioni periodiche di gruppo e strumenti come le pratiche di osservazione
e documentazione —> attraverso le quali si monitorando i bisogni dei bambini e delle loro famiglie,
si individuano le esigenze formative degli educatori e del personale inoltre propone
approfondimenti formativi qualificati.
Nelle scuole dell'infanzia, l'azione di coordinamento è svolta dal dirigente scolastico.
Il coordinamento pedagogico territoriale = è un organismo stabile nel tempo che comprende e
riunisce i coordinatori dei servizi educativi per l'infanzia su un territorio ed è un elemento
indispensabile dal punto di vista tecnico pedagogico locale di sistema integrato.
Il coordinamento insiste sulla costruzione di percorsi di continuità verticale tra servizi educativi e
scuole dell'infanzia con l'attenzione alla costruzione di poli per l’infanzia.
Partendo dall'individuazione delle diverse esigenze e dei cambiamenti sociali, demografici e
urbanistici —> propone progetti per estendere diversificare l'offerta educativa sul territorio,
monitorando e valutando, fornendo il proprio contributo tecnico. È però il compito delle regioni —>
promuove i coordinamenti pedagogici. È responsabilità dei comuni —> attivare il coordinamento
nell'ambito territoriale di loro competenza, in collaborazione con i gestori di tutte le strutture
educative. La presenza delle figure di coordinamento consolida la condivisione delle scelte di
progettazione e di gestione dell'offerta educativa sul territorio.
La formazione continua in servizio del personale
Un'organizzazione educativa di qualità coglie i bisogni e le domande, accompagni il cambiamento
e si modifica continuamente —> questo richiede un'elevata professionalità di tutti gli operatori e
presuppone una solida formazione garantita da titoli specifici. La formazione —> deve essere
improntata a una visione completa del percorso educativo 06 e comprende le competenze
organizzative, progettuali, gestionali, comunicative e la conoscenza approfondite sullo sviluppo
infantile. È importante assicurare i percorsi di tirocinio nelle strutture educative.
La formazione continua in servizio del personale = è uno degli obiettivi riconosciuti dal decreto
legislativo 65 del 2017. È lo strumento principale per sostenere alimentare la professionalità
educativa. La partecipazione alla formazione in servizio deve essere inserita tra gli obblighi di
servizio del personale prevedendo un tot di ore annuali e che venga riconosciuta, sollecitate e
facilitata da parte dei gestori.
Questa formazione sollecita il confronto tra tutti gli operatori della struttura —> affinché le scelte
professionali siano comuni e condivise.
I percorsi formativi dovrebbero riguardare l'azione, la riflessività e il miglioramento. Bisogna evitare
la trasmissione di solo conoscenze teoriche. Si devono privilegiare —> momenti di ricerca azione,
basati sull'osservazione e documentazione dell'esperienza dei bambini, percorsi riflessivi.
Un'attenzione deve essere dedicata alla formazione dei coordinatori pedagogici —> deve
riguardare i principi dell’inclusione = sviluppare uno sguardo attento alle specificità di ogni bambino
con l'inclusione di tempi e spazi adeguati.
Il coordinamento pedagogico territoriale —> ha un ruolo importante nella progettazione di iniziative
di formazione in servizio per il personale. Il coinvolgimento del coordinamento pedagogico
territoriale nell'organizzazione dei tirocini formativi nelle strutture dei corsi delle lauree in scienze
dell'educazione è previsto dal D.M 378 del 2018.
Anche lo Stato eroga risorse finanziarie a uno specifico piano nazionale di formazione, in modo
analogo le regioni e gli enti locali sono chiamati a promuovere specifiche iniziative formative.
Le sezioni primavera
Le sezioni primavera = sono uno strumento efficace per l'estensione dell'offerta formativa per i
bambini dei 24:36 mesi e per contrastare l'ingresso anticipato alla scuola dell’infanzia. Le sezioni
primavera —> offrono ai bambini un progetto educativo, un ambiente strutturato in relazione ai loro
bisogni in quell'età e alle loro autonomie, con personale con conformazioni appropriata. La loro
collocazione presso le scuole dell'infanzia prende questo servizio anche un laboratorio —> per
favorire esperienze continue tra i segmenti 0-3 e 3-6.
È fondamentale la compresenza di personale educativo e docente qualificato per le esigenze di
socialità, gioco apprendimento dei bambini durante il periodo di sviluppo del terzo anno di vita e la
transizione a nuove forme di apprendimento e conoscenza.
È necessario riservare un'attenzione particolare all'inserimento delle sezioni primavera nella rete di
servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia o operanti sul territorio.
Le sezioni primavera —> possono diventare un ambiente educativo che consolida il lavoro di
educatori, insegnanti e personale ausiliario.
I poli per l’infanzia
Il decreto legislativo 65 del 2017 —> ha avviato la costituzione dei poli per l'infanzia che accolgono
strutture educative di diverso tipo: servizi educativi integrativi, sezioni di scuola per l’infanzia —> in
un'unica struttura edilizia o in area vicine. La vicinanza tra i diversi servizi e scuole —> favorisce
una razionalizzazione di risorse economiche e organizzative + permette l'comunanza di servizi
generali, di manutenzione, spazi all'aperto e spazi di gioco o di laboratorio.
Il polo per l’infanzia = rinforza la conoscenza reciproca e la comunicazione tra il personale
educativo e insegnante, permette uno scambio continuo di riflessioni ed esperienze e crea
occasioni di attività di lavoro educativo e informazioni in comune. Facilita l'impegno di educatori e
insegnanti nella progettazione realizzazione di percorsi educativi coerenti da 0 a 6 anni.
Il polo per l'infanzia può diventare un punto di aggregazione di servizi formativi, un luogo di
incontro per genitori, di eventi culturali, scambi gemellaggi, sostegno ai genitori diventando un vero
e proprio centro risorse educative.

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