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Ammortizzatori sociali

In Italia oltre 1,6 milioni di persone non sono tutelate da ammortizzatori sociali: gran parte dei precari, soprattutto giovani, ma anche una quota non piccola di altri lavoratori non hanno i requisiti per l'indennit di disoccupazione o durante la crisi hanno terminato i periodi e sono rimati senza alcuna tutela. E ora, dopo quattro anni di crisi, anche per molti lavoratori in cassa integrazione gli ammortizzatori si stanno esaurendo e migliaia di persone non hanno neppure la certezza della pensione al termine della mobilit per le scelte del governo. La CGIL si batte perch, oltre a dare copertura all'emergenza, sia varata una organica riforma degli ammortizzatori sociali che garantisca a tutti due forme di tutela e ha avanzato una organica proposta: la Cig in caso di difficolt temporanea dell'impresa, con garanzia di rientro in azienda e ricorso a formazione mirata durante i periodi di non lavoro; l'indennit di disoccupazione, in caso di perdita di lavoro. Vogliamo assicurare a tutti una copertura reale pari all'80% del salario, fino ad un tetto massimale realistico di 1800 euro, e copertura figurativa per tutto il periodo. La durata dei benefici sar modulata garantendo per a tutti in modo eguale tre anni di ricorso massimo alla Cig ed almeno 24 mesi di tutela dopo il licenziamento, e abbattendo le barriere che oggi impediscono ai precari di accedervi. Non ci dovranno pi essere distinzioni nei trattamenti in base alle dimensioni dell'impresa, al settore di appartenenza o al territorio o la tipologia di lavoro, i diritti e le garanzie devono essere uguali per tutti, compresi quanti oggi figurano in modo improprio essere lavoratori autonomi (come i falsi contratti di collaborazione). Crediamo inoltre che vada previsto anche un reddito di ultima istanza, che protegga le persone quando gli ammortizzatori finiscono, che sia finanziato non dalla contribuzione ma dalla fiscalit generale, ed abbia come fine il reinserimento nel mondo del lavoro. Molti diranno che l'idea bellissima, ma come si paga il tutto? La CGIL propone un meccanismo di finanziamento che possa coprire il costo di questa riforma estendendo la contribuzione in modo graduale e calibrato verso chi oggi non paga nulla e pure ha utilizzato i cosiddetti ammortizzatori in deroga gravando

sul bilancio pubblico, cio sulle tasse che paghiamo tutti e aumentando il costo del lavoro precario. Riformare gli ammortizzatori sociali possibile, assicurare a tutti una protezione durante la crisi un dovere, reinserire tutti nel mondo del lavoro la nostra sfida e il nostro impegno.