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Prot.100 /12/11/ uil Roma, 20 dicembre 2011 ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PROF. AVV. PAOLA SEVERINO SEDE Oggetto: Nuovo Appello sullo stato della Giustizia Italiana. Premesso che: nella XV Legislatura stato predisposto dal Governo un disegno di legge, N. 2873/A.C., recante "Istituzione dell'ufficio per il processo, riorganizzazione funzionale dei dipendenti dell'Amministrazione giudiziaria e delega al Governo in materia di notificazione ed esecuzione di atti giudiziari, nonch registrazione di provvedimenti giudiziari in materia civile", il quale scaturiva da un protocollo di intesa firmato dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali del personale della giustizia, in data 9/11/2006; tale disegno di legge prevedeva la riqualificazione del personale giudiziario attraverso un progetto di valorizzazione che avrebbe permesso: la ricomposizione dei profili professionali, una maggiore flessibilit, 2.800 assunzioni, un progetto di modernizzazione, la rideterminazione delle piante organiche, il recupero dei crediti e maggiori risorse finanziarie, investimenti adeguati per il processo telematico e l'informatizzazione; il disegno di legge di cui sopra stato approvato in maniera bipartisan e con gli emendamenti dell'opposizione pro tempore, dalla II Commissione permanente (Giustizia) della Camera nel gennaio 2008 (9/01/2008);

il disegno di legge citato, il cui iter stato interrotto a causa della cessazione della Legislatura, stato ripresentato nella presente Legislatura, dal Gruppo Parlamentare del PD alla Camera dei Deputati e dal Gruppo Parlamentare dellIDV al Senato; le trattative relative all'annoso problema della vera riqualificazione che i lavoratori della giustizia attendono dal 2000, rese stringenti dalla necessit di adeguare il contratto integrativo di Ministero dopo la firma del contratto collettivo nazionale del lavoro 2006-2009, si sono arenate con la nuova Legislatura e con il precedente Governo Berlusconi; lex Ministro Alfano ha ricevuto le organizzazioni sindacali solo nel febbraio 2009: sebbene in quella occasione il Ministro abbia assicurato soluzioni in tempi brevi, iniziative risolutive in merito non sono state mai intraprese; il Governo nell'allegato al Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013 ha stabilito che, per attuare le riforme in programma e quelle gi avviate (riforma del codice civile, pacchetto sicurezza, eccetera), necessario riqualificare il personale e procedere a 3.000 assunzioni in modo tale da sopperire alle "gravi carenze di organico" e garantire la prosecuzione del servizio. Si chiedono, dunque, 40 milioni di euro per le progressioni professionali tra le aree e 114 milioni di euro per le assunzioni; I Rappresentanti dellAmministrazione del settore giudiziario hanno tuttavia dichiarato pi volte di non poter garantire i cosiddetti passaggi di area che porterebbero alla ricomposizione dei profili professionali, in quanto le previsioni contenute nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013 non hanno avuto alcun esito. Infatti, lAmministrazione Giudiziaria, nonostante il suddetto DPEF, non andata mai oltre la garanzia di un mero passaggio economico per il personale da finanziare con i soldi del Fondo unico di amministrazione (Fua), inizialmente destinato a finanziare la produttivit individuale e di gruppo; rilevato che: il CCNL 2006/2009, per garantire una maggiore flessibilit nell'ambito dei profili, individua il profilo professionale e il lavoro ad esso riconducibile su di un'unica area funzionale;

il Contratto Integrativo del 5 aprile 2000 aveva ricomposto i processi lavorativi in figure professionali uniche capaci di garantire, anche grazie ad alcuni accordi sulla interfungibilit, la prosecuzione del servizio, nonostante le gravi carenze di organico; il CCNL 2006/2009, impone che tali figure professionali vengano ricomposte in un'unica area, verso l'alto, per una maggiore qualificazione degli stessi lavoratori; nelle more della riorganizzazione del comparto giustizia, l'amministrazione ha proposto una prima ipotesi di Ordinamento professionale, firmata in data 15 dicembre 2009, che apparsa subito contraria al contratto nazionale 2006-2009 di cui sopra, al punto tale che perfino lARAN in data 4/02/2010 ha sollevato diversi rilievi ed osservazioni, invitando lAmministrazione Giudiziaria ad apportare le adeguate modifiche nel rispetto dei principi contrattuali. Dopo la successiva preintesa del 3 marzo 2010, in data 29/07/2010 stato siglato lAccordo del nuovo CCNI, dallAmministrazione, dalla CISL , dallUNSA e dalla Federazione Intesa, che rappresentano le minoranze dei lavoratori; il nuovo Ordinamento Professionale nascente dal CCNI del 29/07/2010, nei fatti, divide il lavoro, separa le funzioni e scompone le figure professionali verso il basso e non prevede alcun impegno formale che vincoli l'Amministrazione a mettere in campo una proposta programmatica finalizzata alla progressione professionale, con i passaggi giuridici ed economici, con la previsione della ricomposizione dei Profili Professionali verso lalto, in attuazione dei principi contrattuali di cui ai commi 4 e 6 dellart. 10 del CCNL 2006/2009. A tal riguardo bisogna superare anche gli ostacoli posti in essere dallentrata in vigore della Legge n. 15 del 2009, in relazione alla riserva dei posti e al titolo di studio, perch, altrimenti, per migliaia di cancellieri, ufficiali giudiziari e altri dipendenti, lattivit prestata per pi di dieci anni sar resa nulla e non consentir di procedere alla ricomposizione dei profili e alla progressione nella carriera; il nuovo CCNI entrato in vigore il 29 luglio scorso e prevede un Ordinamento Professionale che dequalifica, demansiona e mortifica i Dipendenti dellAmministrazione Giudiziaria. Dallentrata in vigore del Contratto Integrativo 7900 Cancellieri, 1800 Ufficiali Giudiziari e altre migliaia di Dipendenti sono stati SCIPPATI delle loro funzioni che garantivano da oltre dieci anni. Un CCNI firmato contro lo stesso CCNL dei Ministeri 2006/2009, in particolare a causa della

mancata applicazione dei commi 4 e 6 dellart. 10 gi citati, nonch in dispregio delle norme di Legge e dei Codici e coloro che lo hanno sottoscritto si sono assunti una Gravissima Responsabilit perch lOrdinamento Professionale nascente non solo ha umiliato e dequalificato il personale Giudiziario ma sta gettando gli Uffici Giudiziari nel caos pi totale con un ulteriore peggioramento del servizio reso alla cittadinanza. Quindi, un ordinamento che anche in contrasto con i principi costituzionali del buon funzionamento degli Uffici e ci dimostrato dagli ordini di servizio discordanti che Dirigenti e Capi degli Uffici hanno emanato e stanno emanando in tutta Italia per far fronte alle novit dellOrdinamento stesso, nonch dalla nota - circolare Prot. 103/1(A)/1757/CD/DGPF-I del 30/11/2010, a firma del Capo Dipartimento del DOG, Dott. Luigi Birritteri, che interpretano unilateralmente il Nuovo Ordinamento Professionale, sfruttando ed utilizzando le figure professionali ad uso e consumo, come se le stesse fossero pezzi di ricambio di una macchina che si possono montare e/o smontare secondo la necessit del ricambio. Tutto ci vergognoso non solo dal punto di vista contrattuale e normativo, ma anche da punto di vista umano; tale accordo inoltre viziato dalla marginale rappresentativit delle organizzazioni sindacali che hanno aderito e firmato lo stesso. Non stata invece oggetto di trattativa la proposta di accordo, completa di un ordinamento rispettoso del contratto collettivo nazionale del lavoro e improntato all'efficienza ed alla flessibilit, presentata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali; motivazione dei lavoratori del Settore>>. Peraltro, il 20 gennaio 2010, in occasione della relazione annuale alle Camere, lo stesso ex Ministro Alfano, comunicava che: <<oggi sono gi confluiti nel FUG oltre 1,59 miliardi di , somma nellambito della quale si evidenziano 631,4 milioni di disponibili per la riassegnazione pro-quota al Settore Giustizia>>. Inoltre, in data 30 settembre 2010, il quotidiano ITALIA OGGI nel confermare sostanzialmente questa versione dei fatti sosteneva che il tesoretto fosse di 1,7 miliardi di (pag. 8) e che per il Fondo Giustizia era in arrivo la firma di Tremonti, con una assegnazione del 50% al Viminale e del 50% al Ministero di Alfano (fifty-fifty / pag. 44), ovvero 79 milioni allInterno e 79 milioni alla Giustizia. Per di pi, il 30/11/2010 attraverso le Agenzie Stampa veniva riportato che in pari data il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna le quote delle risorse intestate al Fondo Unico Giustizia (FUG), nella misura del 49% al Ministero dellInterno, nella

misura del 49% al Ministero della Giustizia e del 2% allentrata del Bilancio dello Stato. Notizia confermata dal Sottosegretario Caliendo e dal Dott. Belsito (anche se in maniera contraddittoria sulle cifre) in occasione dellincontro sul FUA per lanno 2010, che si tenuto presso il Ministero della Giustizia (Sala Livatino) in data 1/12/2010. La sollecitazione al chiarimento su questo tema specifico stata richiesta proprio dalla scrivente O.S., ritenendo quanto mai necessario ed urgente destinare e assegnare queste somme al Fondo Unico di Amministrazione della Giustizia (FUA), con priorit assoluta ed esclusiva per incentivare e valorizzare il Personale Giudiziario. Peraltro, nella trasmissione Porta a Porta, alla fine del mese di dicembre del 2010, il Ministro degli Interni, On. Roberto Maroni, ha dichiarato che Equitalia, proprio fino allultimo periodo dellanno 2010, aveva gi recuperato 2 miliardi e 200 milioni di Euro.Di questa storia, fino ad oggi, purtroppo, non si saputo ancora nulla; invece, si venuti a conoscenza che nel 2009 e nel 2010 2 miliardi e 300 milioni di Euro sono andati in perenzione, perch il Ministero della Giustizia non li ha spesi e utilizzati.In relazione alla somma complessiva gi recuperata da Equitalia Giustizia, questa O.S. chiede che venga fatta chiarezza fino in fondo e che, in ogni caso, questi fondi vadano assegnati al Ministero della Giustizia (FUA) e, quindi, al Personale Giudiziario; come intenda dare concreta esecuzione a quanto stabilito nel Documento di Programmazione economico-finanziaria in relazione alle necessit pregiudiziali per procedere alle riforme, ovvero alla vera riqualificazione del personale e almeno a 8.000 (ottomila) nuove assunzioni, considerate le improcrastinabili necessit di coprire i 4.000 posti vacanti, rispetto allattuale dotazione organica, nonch di sostituire anche il personale giudiziario andato massicciamente in pensione negli ultimi sei anni (7 mila pensionamenti complessivi, di cui 4 mila negli ultimi 3 anni e si prevedono almeno 1.500 pensionamenti tra il mese di dicembre di questanno e nellarco dellanno 2012). Nellambito di questo contesto bisogna tenere nella debita considerazione anche la soluzione occupazionale dei cosiddetti Tirocinanti della Giustizia, (lavoratori percettori di Cassa Integrazione guadagni, di mobilit, etcc.), che operano o che hanno operato negli Uffici Giudiziari dei Distretti di Roma, di Milano, etcc. in seguito alla stipula di specifiche convenzioni tra gli Enti Locali

(Province, Regioni, etcc.) con il Ministero della Giustizia, recependo, sostanzialmente, dei progetti mirati in relazione al sostegno del reddito e alle politiche attive sul lavoro. Concretamente, si pu prevedere, con la garanzia di una corsia preferenziale, la riserva di un migliaio di posti per questo tipo di precariato attraverso la procedura di un concorso per soli titoli, seguendo lo stesso iter che nel corso degli anni stato utilizzato per gli ex trimestrali, per gli ex autisti triennali, per gli ex messi di conciliazione non dipendenti comunali, per gli ex LSU, i quali con questo tipo di soluzione concorsuale, hanno coronato il loro sogno di entrare definitivamente nei ruoli del Ministero della Giustizia, Dipartimento dellOrganizzazione Giudiziaria, risolvendo, conseguenzialmente, il loro grande dramma occupazionale. In via subordinata, sempre in riferimento ai suddetti Tirocinanti della Giustizia si potrebbe anche seguire la strada di assunzioni triennali e/o di progetti di formazione e lavori triennali, con lutilizzazione, come copertura finanziaria, del contributo unificato da una parte e di specifici fondi Europei dallaltra, fermo restando che il traguardo finale dovr, comunque, essere quello della immissione definitiva nei ruoli del Ministero della Giustizia, come salvaguardia concreta del loro stato occupazionale e come contributo effettivo alla causa della Giustizia Italiana. E da rilevare, tra le altre cose, la necessit di continuare ad utilizzare la preziosa collaborazione di queste persone, che hanno acquisito conoscenze ed esperienze concrete nel lavoro peculiare degli Uffici Giudiziari, contribuendo a dare un po di ossigeno alla disastrosa situazione della GIUSTIZIA ITALIANA. Peraltro, la loro indispensabile presenza stata pi volte e a pi riprese sottolineata non solo dai Dirigenti ma anche dai Capi degli Uffici Giudiziari (Presidenti, Procuratori, etcc), i quali hanno sponsorizzato, senza se e senza ma, la loro permanenza allinterno del Pianeta Giustizia. Chiaramente per le altre 7 mila assunzioni si dovr procedere con regolari concorsi esterni, finalizzati allassunzione di Giovani laureati e non, i quali, giustamente, aspettano anche loro ansiosi e speranzosi di poter trovare uno sbocco occupazionale per garantirsi un futuro positivo, contribuendo nel contempo al miglioramento della macchina giudiziaria italiana; se intenda operare per riesaminare la proposta presentata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali e reperire i fondi previsti

nel Documento di programmazione economico-finanziaria (aumento del contributo unificato), nonch quelli previsti per il FUG (recupero spese giustizia, recupero dei diversi crediti, etcc. etcc.), necessari a garantire la prosecuzione del servizio giustizia anche attraverso lurgente ed indispensabile rifinanziamento del FUA, ormai privo di ossigeno e senza spazi di iniziative economiche per il futuro; se intenda operare per rivedere lAccordo del 29/07/2010 tenendo conto delle previsioni contrattuali, costituzionali e di Legge, e per dargli validit anche sotto laspetto democratico in quanto, in questo caso, verrebbe firmato dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali e dunque rappresentativo del maggior consenso da parte dei lavoratori della giustizia, anche alla luce dellenorme contenzioso giurisdizionale che si aperto e che sempre pi continua a svilupparsi, al fine di contrastare lo scellerato accordo relativo al CCNI del 29 luglio 2010; se intenda procedere alla reinternalizzazione del servizio di assistenza informatica, di stenotipia, di fonoregistrazione e di verbalizzazione, al fine di garantire una maggiore sicurezza al servizio della giustizia; se intenda riesaminare la tematica sulla riorganizzazione degli Uffici Giudiziari, con un confronto ampio ed effettivo con le OO.SS. maggiormente rappresentative. E assurdo, gravissimo, inconcepibile e vergognoso che su una tematica cos delicata e fondamentale per le sorti della Giustizia italiana, che modificher gli assetti organizzativi e la Geografia degli Uffici Giudiziari, con il conseguente impatto e coinvolgimento diretto di una moltitudine di persone (da 4 a 6 mila dipendenti e alcune migliaia di Magistrati), n il Ministro della Giustizia precedente (Sen. Nitto Palma), n Lei Signor Ministro e n lAmministrazione (di prima e di adesso), abbiate sentito la minima esigenza di confrontarvi concretamente con le OO.SS. maggiormente rappresentative. A tuttoggi, apprendiamo le notizie, peraltro da verificare, solo dalla stampa e dalle chiacchiere ministeriali. Quando si arriva a calpestare le pi elementari regole della DEMOCRAZIA e delle buone relazioni sindacali, rispetto alle norme e agli accordi precedenti o vigenti, vuol dire che larroganza del potere tecnico-politico o parlamentare oramai non ha pi confini,

significando che i cosiddetti Tecnici e/o Politici alla fine sono la stessa cosa o meglio appartengono alla stessa Casta. Carissimo Signor Ministro della Giustizia, Prof. Avv. Paola Severino, ci dimostri che almeno Lei voglia ripristinare allinterno di questa Amministrazione le buone regole democratiche e sindacali, ma, in particolare, ci dia lesempio di in cambio di rotta e di direzione operando per risolvere realmente i problemi del personale giudiziario e della Giustizia Italiana; se intenda procedere per mettere in campo una Riforma della Giustizia che sia veramente di livello Europeo, assegnando al personale giudiziario un ruolo centrale, sapendo che lo stesso chiede da anni una effettiva valorizzazione professionale sul modello Europeo, con lestensione dei principi giuridici ed economici del cosiddetto Cancellierato alla Tedesca, alla Francese, allAustriaca, etcc; una Giustizia veramente Europea che riesca a stare al passo delle Nazioni che hanno i sistemi pi avanzati di civilt giuridica a livello mondiale; se, infine, intenda impegnarsi, concretamente e fattivamente, a mettere in piedi un Progetto Complessivo di rilancio della Giustizia Italiana, prevedendo un serio e vasto programma di investimenti in risorse finanziarie, in risorse umane e nei mezzi, percorso obbligato e necessario, per avere anche in Italia una Giustizia efficiente, efficace, giusta, equa, rapida e tempestiva, al fine di poter affermare a voce alta e senza vergogna che lItalia veramente la Patria del Diritto e della Civilt Giuridica. Si resta in attesa di adeguate risposte. Distinti saluti. Il Segretario Generale UILPA-GIUSTIZIA Antonino Nasone