MONOLOGO MARTHA
Da Chi ha paura di Virginia Woolf? Di Albee
Michelle Poleacova Semionova
C’è stato soltanto un uomo in tutta la mia vita che mi ha... fatta felice. Soltanto uno. George... mio
marito. Proprio lui. George che è li fuori nel buio... George che è buono è con me e che io insulto;
che mi capisce e che io respingo; che sa suscitare in me una risata che io soffoco in gola; che sa
tenermi stretta di notte tanto da scaldarmi e che io mordo tanto da farlo sanguinare; che sa sempre
imparare i nostri giochi con la stessa rapidità con cui io ne cambio le regole; che può farmi felice,
quando non voglio essere felice, e invece si, voglio essere felice. George e Martha: triste, triste,
triste. Cui non perdonerò mai di esser venuto per restare; di avermi visto e di aver detto: si, si può
tentare; che ha commesso l’odioso, l’offensivo, l’insultante sbaglio di amarmi e per questo deve
essere punito. George e Martha: triste, triste, triste. Che sopporta, il che è insopportabile; che è
gentile, il che è crudele; che comprende, il che è incomprensibile... Un giorno.., no, una notte...una
qualunque stupida notte, imbottita di liquore.., andrò troppo in là... e gli spezzerò la schiena... o lo
leverò di mezzo una volta per tutte... ed è quello che mi merito.