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Il Monte Zuoli, un promontorio di circa 400 m di altezza che sorge a 3 km dall'abitato di Omegna, custodisce, sulle proprie pendici, importanti

testimonianze storiche. Sul versante roccioso sono infatti riconoscibili alcune incisioni risalenti all'et preistorica, tra cui una ventina di coppelle di dimensioni alquanto rilevanti, tanto da essere riconosciute come le macrocoppelle per eccellenza dell'intero territorio provinciale. Un centinaio di metri al di sotto di questo punto, parte del versante roccioso si presenta inclinato come uno scivolo, pare in seguito alla pratica primordiale di strofinarsi sulle rocce. Secondo la tradizione, in un pi recente passato, la roccia era meta delle donne che, per invocare fertilit, si lasciavano scivolare lungo questa parete liscia. peraltro attestato anche un uso da parte dei ragazzi a scopo ludico. Il complesso, sulla cui datazione e interpretazione sono state avanzate diverse ipotesi, pu essere fatto rientrare nell'ambito dell'arte rupestre, in particolar modo nel fenomeno, alquanto problematico, dei massi coppellati. Il Monte Zuoli il luogo ideale per effettuare delle passeggiate immersi nella natura e per godere, una volta raggiunta la cima, di uno splendido panorama su tutto il Lago d'Orta. Alla sua sommit vi una sezione del Parco della Fantasia di Gianni Rodari con i Giardini della Torta in Cielo; presente anche un Percorso Vita Attiva, realizzato dai volontari dellassociazione Pro Senectute.

MONTE ZUOLI - OMEGNA

Tra i luoghi pi enigmatici del lago dOrta, un posto di diritto occupano le numerose pietre, su cui sono incisi segni la cui interpretazione costituisce una vera sfida. Cosa rappresentano, realmente, quei piccoli buchi scavati nella roccia, chiamati comunemente coppelle? Perch su alcune rocce sono incise delle canalette che collegano tra loro le coppelle? E delle linee, talora combinate a formare croci, quadrati, stelle? Per quale motivo in certi luoghi vi sono tracce di incisioni profonde, come quelle lasciate da una lama passata e ripassata pi volte nello stesso punto? Per quale motivo alcune rocce risultano levigate come se qualcosa vi fosse stato sfregato ripetutamente? E le impronte che la tradizione vuole lasciate dai Santi o dalla Madonna? O le scritte, talora incise in un alfabeto incomprensibile, che si rinvengono su lastre di pietra? A queste domande, da tempo, tentano di trovare risposte archeologi e storici. Con molta buona volont gruppi di appassionati si sono messi ad esplorare i boschi e le vallate alla ricerca di segni sulle rocce, ricavandone un notevole elenco di segnalazioni.
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CONCEPIRE UN FIGLIO DIRETTAMENTE DALLA POTENZA GENERATRICE DELLA TERRA

bene dire che non si tratta di un fenomeno esclusivo dellarea cusiana. Si pu dire, anzi, che in tutto il mondo le rocce sono la lavagna naturale su cui lumanit libera il desiderio di eternare un segno. altrettanto utile ricordare che lintelletto delluomo non lunico attore in questo campo: anche la natura modella la pietra col vento, lacqua e il calore. E che sarebbe pertanto vano cercare uninterpretazione esclusivamente in chiave umana di fenomeni che sono, in parte, naturali. Per altro, rocce dalla forma significativa, ancorch naturale, hanno sempre attirato lattenzione e linteresse della nostra specie, che ha riservato loro forme di culto o venerazione. A complicare ogni tentativo di interpretazione la perdita, spesso totale, di ogni nostra conoscenza sullimmaginario religioso e simbolico delle popolazioni che ci hanno preceduto. Per rendersi conto della forza distruttiva di questo processo di rimozione, tuttora in corso, basta un semplice esperimento. Si entri in una chiesa che abbia qualche secolo di vita e si osservino attentamente gli affreschi, gli arredi e i quadri. Dopodich si cerchi di spiegare che cosa rappresentino i singoli elementi raffigurati e il perch della collocazione allinterno delledificio. I pi giovani, in particolare, incontreranno enormi difficolt a rispondere. invece probabile che i pi anziani, in particolare tra le donne, conservino ancora qualche capacit di spiegare, ad esempio, chi siano i santi e da quali elementi (animali, oggetti, strumenti di tortura, piaghe, ecc.) derivino quel significato. Se questa la nostra, ben misera, capacit di interpretare i segni, relativamente moderni, di una religione cui buona parte della popolazione italiana aderisce, facile immaginare quanto risulti complicato comprendere il senso di segni ed immagini che appartengono ad un mondo agropastorale lontano nel tempo e legato ad antichissime ritualit pagane o paganeggianti. Da qui discende, in larga misura il mistero e il fascino, dellarte rupestre. Ci sono luoghi da cui bene che gli uomini stiano alla larga. Questo veniva ripetuto nei racconti attorno al fuoco o nelle stalle, quando alla sera ci si radunava per chiacchierare, sbrigando gli ultimi lavori della giornata. Non che quei luoghi fossero malvagi. Non tutti perlomeno. Non che il divieto fosse effettivamente esteso a tutti. Erano i maschi adulti a doverne stare lontani. Perch l, sui massi, le donne andavano a prendere i bambini. I quali potevano anche tornarci, per giocare allo scivolo sulla pietra liscia che li aveva generati. Ma gli uomini no. Per loro quello era territorio proibito e portava male avvicinarsi. Una serie di racconti raccapriccianti descrivevano, in maniera dettagliata, cosa era capitato a quei pochi, incoscienti, pazzi o empi, che avevano osato sfidare il divieto. Decisamente meglio non rischiare, pertanto. Tanto quelle erano cose di donne di cui gli uomini nulla capivano o potevano capire. Poich il valore di una donna si misurava soprattutto dai figli che riusciva a partorire, un ritardo eccessivo nel rimanere
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incinta cominciava ad essere oggetto di commenti e rimproveri pi o meno aperti. Quale donna si poteva permettere di rischiare, allora? Chi poteva rifiutare laiuto della pietra che generazioni di donne, da tempo immemorabile, avevano invocato? Nessuno ricorda pi ci che veniva compiuto; n come potessero prendere i bambini dalla roccia, perch quei riti anche allora erano avvolti dal mistero che solo alcune vecchie conoscevano e rivelavano a persone fidate. Perch i Vescovi, da secoli, avevano proibito quei culti antichi, anche se i preti preferivano non vedere e far finta di non sapere, purch le donne andassero a messa la domenica e le altre feste comandate. A nessuno interessava avere Inquisitori per il paese a far domande e ficcare il naso dove non avrebbero dovuto, perch si sa che a furia di scavare qualcosa alla fine si trova. Ma poich ci sono molte ore in un giorno e molti giorni in una settimana, non era difficile per le donne trovare il momento giusto per andare a fare una visita al masso. Qualcuna forse si lasciava scivolare sulla superficie; qualcun'altra forse deponeva offerte nelle piccole coppelle. Ciascuna sperando di poter essere madre. L cominciava la seconda parte della storia. In unepoca in cui non cerano n medici, n ospedali le uniche a poter dare una mano erano le madri pi anziane, alcune delle quali finivano con laiutare le pi giovani dopo aver aiutato s stesse, magari partorendo da sole in una vigna o in un pascolo. Del resto come fai a tirarti indietro quando puoi assistere al compiersi di un nuovo piccolo grande miracolo come la nascita di un bambino? Se si ha da fare si fa, dicevano. Senza pensarci. Cos quando veniva il tempo e le mandavano a chiamare prendevano in mano la situazione: davano ordini perch tutto fosse pronto e tutte avessero il loro ruolo; allontanavano gli uomini, che in quei momenti di ruolo non potevano averne ed erano solo dintralcio; calmavano la paura e davano indicazioni. Infine prestavano le prime cure al bambino, prima di riconsegnarlo alla madre. Oppure dovevano mandare a chiamare il prete, perch le cose erano andate male e la madre o il bambino o entrambi non ce lavevano fatta. Cosa che purtroppo accadeva troppo spesso dal sito illagodeimisteri.blogspot.com