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(t(rprsnr)

(Auce ool-gradoatore) ',§' ."

Frammento iniziale della


«Toccata e Juga» in re
min. di Bach. La scrittura
nu$icale, ricca di ghirigori
e sDolazzi, è quasi un
anticipo oisirso dell'eJJetto
sonoro.

Il piccolo organo che Bach


teneoa nella sua casa dà
Arnstadt. Su questo
strumento il musicista
aoeoa modo di prooare le
sue composizioni,

Musica e arte:

Ascolta un frammento della celebre «Toccata e fuga, in re mi-


Hll nore di Bach (BWV 565): è il suono dell'organo il vero protagonista
di questo brano; un suono che Bach si diverte a maneggiare e a
presentarci in tutte le sue possibilità sonore.
Un chiaro esempio di musica fine a se stessa, lontana da ogni
'§ ,rr"o"*rr^, intendimento descrittivo o di comunicazione emozionale.
J. S. Bach <<Toccata e fuga»> in
re min. BM1W 565.

CLa musica: cosa comunica?


Come fa a comunicare?
Attraverso gli esperimenti che ti abbiamo proposto, hai potuto
constatare che la musica può esprimere sentimenti, emozioni, stati
d'animo come ad esempio: paura, serenità, gioia, desolazione,
angoscia, stupore, amore, odio, aggressività, potenza, maestosità,
ecc. Non per niente, dicevamo, i registi dei films si servono del
linguaggio dei suoni per dare maggior espressività alle loro
immagini.
Ma la musica può andare anche oltre questo tipo di
comunicazione. Può cercare di tradurre in suoni e ritmi anche degli
awenimenti reali; può evocare immagini, può addirittura
raccontare una vera e propria vicenda.
Molti musicisti hanno lavorato in questo senso, e uno dei primi
e dei più bravi è stato il veneziano Antonio Vivaldi.
Puoi trovare la biografia di Vivaldi a pag. 299.
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Molte musiche di Vivaldi hanno titoli specifici: «Il cardellinor,
«La Stravaganza>>, «La Tempesta di Mare», «La Notte», «La
Lingua di S. Antonio», «Al Santo Sepolcro», ecc. Ognuno di questi
titoli non è altro che lo spunto da cui Vivaldi partiva per creare
musiche che avevano intendimento «descrittivo». Tra gli esempi più ^CVivalDt
«.0 {u6ttro tldg;Mlil
6il61[ro -rlda,
famosi in questo senso, troviamo «Le quattro Stagioni». Sono
quattro concerti dedicati ognuno ad una stagione dell'anno. Ogni
stagione ci presenta diverse scene descritte, a volte, fin nei minimi
particolari. E questa descrizione non è fatta con parole o immagini,
ma con Ia musica. Tutti questi concerti sono autentici capolavori e Una delle innumereaoli
meriterebbero un ascolto approfondito ma, come primo esempio, edizioni discograJiche delle
abbiamo scelto una parte del concerto intitolato «l'Autunno». Per «Quattro stagioni» di
capire le varie situazioni descritte in questa musica è necessario, Viaaldi.
dapprima, leggere Ia poesia che lo stesso Vivaldi ha scritto come
introduzione al concerto. Essa rappresenta «la chiave» che ci
permette di decifrare il messaggio, apparentemente nascosto, che si
cela dietro le note.

Ecco la poesia:

L'autunno
(4. Vivaldi)
Celebra il villanel con balli e canti
del felice raccolto il bel piacere
e del liquor di Bacco accesi tanti
finiscono col sonno il lor godere.

Fermiamoci qui perché è questa la parte che ora ci interessa.


Come vedi sono almeno tre le situazioni che I'Autore ci presenta:
I. la festa ed il ballo dei contadini; «Danza di contadini» in un
2. gli ubriachi (che sono diventati «accesi», cioè rossi, per aver celebre quadro di D.
bevuto troppo vino); Teniers il gioaane esposto
al museo spagnolo del
3. il sonno. che fa seguito alle abbondanti libagioni. Prado (Madrid).

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Lqeu&..d ffil
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Se, a questo punto, ascolti la prima parte del concerto l'«Autun-
no», non ti sarà difficile individuare questi tre diversi momenti:
l. Ia danza, per il ritmo regolare e pulsante;
2. I'ubriaco, per i ghirigori apparentemente sconclusionati, del
violino;
3. iI sonno, per I'andamento lento e tranquillo.

Hrz Ma questo non è che una prima sommaria vedrrta d'insieme


della musica. Volendo si può andare molto più a fondo e cercare di
ricostruire le immagini anche nei dettagli.
Prima di fare questo, però, conviene riflettere e cercare di ri-
spondere ad almeno una domanda. Come ha fatto Vivaldi a descri-
vere le varie situazioni? che processo logico ha seguito?
Potremmo rispondere così a questa domanda: Vivaldi ha cercato
di tradurre in suoni e ritmi i moairnenti suggeriti dai vari personag-
gi che via via vengono descritti. Vuole, ad esempio. descrivere Ia
danza? Egli non fa altro che immaginare i movimenti della danza e
quindi tradurli in ritmi. Vuole descrivere I'ubriaco? Cercherà di
immaginare i movimenti di un ubriaco (il cammino barcollante, il
singhiozzo, le cadute, ecc.) e quindi tradurrà questi movimenti in
musica. Giocando poi sull'impiego di diversi strumenti e soprattutto
sull'impiego dello strumento solista, potrà compiere un processo
analogo a quello del regista cinematografico. Se, ad esempio, r,uol
dare una visione d'assieme, un «campo lungo, (come si usa dire
quando si prepara la sceneggiatura di un film), farà suonare tutta
I'orchestra. Se vuole mettere un personaggio in primo piano lascerà
I'orchestra di sottofondo e darà una parte di rilievo allo strumento
solista.
Se questo che abbiamo descritto è veramente il processo logico
seguito da Vivaldi per comporre la sua musica, è possibile ora com-
piere il processo inverso; partendo dalla musica, cioè, risalire all'im-
magine.

dalla musìca all'immagine


(Analisi del primo tempo del concerto

«L'AUTUNNO»
di A. Viuoldi)

Celebra il villanel con balli e canti


del felice raccolto il bel piacere

Tutta la prima parte ha un ritmo E la danza di festa dei contadini:


ben marcato. L'andamento è veloce:
suona tutta l'orchestra: la danza è

il ritmo è semplicel i passi della danza sono semplici:


il motivo non presenta salti e solo tre è ancora la semplicità c la serenità dei contadi-
note vicine, (La, si bem , sol): ni che esprimono gioia per il felice raccolto:

I numeri parentesi si riferiscono al numero delle battute del concerto vivaldiano.

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vtilizza prevalentemen(r' suoni brevi: (gti 1r ) i passi sono corti;
i suoni sono leggcrmente staccati: / i passi sono un poco saltellanti;
il quinto suono è più lungo; c'è un appoggio sul quinto passo;
il quarto suono è accentato: uno slancio sull'ultimo passo breve prima di ri-
cadere sul passo di appoggio:
entra il violino principaler (14-26) l'attenzione si concentra su un danzatore
solista:
violoncello e clavicembalo lo accompagnanoi altri contadini, in secondo piano, gii fanno
corona:
la musica rimane pressoché invariata. il danzatorc ripete (saìvo poche varianti) i movi-
menti che prima venivano fatti da tutti.

e del liquor di Bacco accesi tanti

il violino principalc propone un motivo a note è l'ubriaco che avanza barcollante:


brevissimÉ tit àr,. p.o.èdorlo pcr salti: (32)
?
passa dagli àcuti ai gravi c viccvcrsa: (33-35) si piega in avanti e si tira su, caracollandr:l
anche il ritmo dell'accompagnamcnto è irrego- sono altri ubriachi in secondo piano;
lare:
il violino propone una serie di scalc discendenti l'ubriaco tende a scivolare e inciampa più voltel
rapidissime con un salto linale accentato;
(36-38)
accenno al motivo iniziale; (39) un breve sguardo ad altri contadini che conti-
nuano a danzare:
le note salgono a spirale; (39-40) I'ubriaco gira su se stesso:

una serie di lun§he scale rapide discendenti che scivola piu volte, tende a cadere ma si rialza
terminano su uu.a nota lunga: (4I-43) per poi di nuovo ricadere;
orchestra: 14l-431 altri contadini accorrono per sorreggerlo;
note lunghe; 144-45 e 47-44\ diviene un po' malinconico e implorante;
note rapide legate del violino e note brevi e gira ancora su se stesso e tende a cadere ma gli
staccate dell'orchestra: (45-4a) altri lo sorreggono:
note rapide legate: (49-50) cammina strascicando i piedil
trilli su una scala ascendentel (50-52) si riprende e si tlra su:
il violoncello propone note rapidc che saltano: altri contadini gli saltano intornol
(5O-52)

lunga e rapida scala discendcnte: (53) scivola ancora e cade:


note in contrattempo; (54-56) si rialza e tentenna:
ripresa del ritmo e del motivo iniziale; (57-67\ Io sguardo si riporta su un altro punto dove al-
tri contadini continuano la loro danza:
note rapide legatc a due del violino principale: ancora I'ubriaco in primo piano:
(67-69)
note rapide che vanno a fcrmarsi su una nota cominciano i primi sintomi del sonno. forse sba-
lunga alta: (7O-72) diglia:
note rapide chc saltano: (73) forse parla tra di sé farfugliando;
ritmo sincopato: (7 4-7 5l inciampa ancora e tentennai
una nota bassa (rapida e staccata) ripetuta più siIlgt],iozza:
volte che si alterna con tre notc alte legatc: (76-
771

I'orchestra ripropone il motivo e ritmo iniziali ancora la danza degli altri contadini con dci
con introduzione di varianti; (77-86) passi variati rispetto a1l'iniziot
violino principale con scala ascendente, salti e ancora I'ubriaco che tenta invano di rialzarsi e
nota di appoggio bassa: (87-88) rcsistcrc al sonno:

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finiscono col sonno il lor godere

nota lunga che salc per poi ricadere su I'ubriaco si sdraia, rcspira prolbndamente (qui
ta lunga piu bassa: (89-96) Vivaldi riproducc proprio il ritmo del rcspiro
profondo):
idem: (89-96) piano piano il sonno si impossessa di lui:
le note scendono ora quasi dorme:
nota lunghissima finalmentc dorme; (la nota lunga simboleggia
l'assenza di ritmo. cioè di tempo: il sonno. ir)[at-
ti. è fuori dal tempo e dallo spazio):
gli altri violini (esclusi quindi gli strumenti dai il liuscio delte liondc'degli albcri mosse da una
suoni gravi), propongono un motivo semplice e Ieggera brezza culla dolccmente l ubriaco:
uniformer (97-l05)
riprende il motivo iniziale. (106-115) ora, mentre I'ubriaco dorme beatamente, altri
contadini proseguono la festa,

Questa dettagliata analisi e gli esperimenti che ti abbiamo


proposto più sopra dovrebbero averti fornito una risposta chiara
alle domande che venivano formulate in testa ai paragrafi I e 2.
Concludiamo questa parte proponendoti un confronto e una
riflessione. Osserva i riquadri sottostanti; esprimono uno stesso
concetto con tre tipi diversi di linguaggio; oerbale, Jiguratioo e
nxusicale.
Quale dei tre linguaggi ti sembra il più intuitivo ed
- immediato?
- Quale ilil più preciso?
più astratto e difficile da capire?
- Quale
Linguaggio oerbale Linguaggio Jiguratioo

Ecco gi,à l'alba


appare

Torquato Tasso

Litrguaggio

(Ec - co già l'al 'baap

Clarrdio-Monteverdi; clal 2" libro tli madrigali.

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à
s

Canaletto. Riceaimento
dell' amb as ciat o r e imp erial e
a Palazzo Ducale.

Il linguaggio verbale è sicuramente il mezzo più evoluto e


perfetto di cui I'uomo può disporre per esprimersi. Vi sono alcuni
fatti o alcune sensazioni, però, che si possono descrivere più
efficacemente con altri tipi di linguaggio. Se tu, ad esempio, dovessi
raccontare un incidente automobilistico a quale linguaggio non
verbale potresti ricorrere? E come potresti fare per descrivere il
sorgere del sole? Oppure un sentimento di nostalgia, o una
sensazione di paura?
Discuti le tue risposte anche con l'insegnante di italiano e di
educazione artistica.

*$:F Vivatdi non era molto stimato dai veneziani suoi contempo-
ranei. ll grande commediografo Carlo Goldoni, che tra l'altro
conobbe personalmente Vivaldi, scrive di lui: oEccellente suo-
nator di violino ma mediocre compositore".
lJn gentiluomo del tempo/ un certo Angelo Coudar, esprime
invece un giudizio piit lusinghiero: «...Tra tutte le musiche da
me udite, le uniche che hanno detto qualcosa di nuovo sono
quelle di un tal Vivaldi veneziano. Egli ha descritto in un gran
concerto di violini le quattro stagioni dell'anno...u
I visitatori illustri di Venezia erano molti, anche ai tempi di Vi-
valdi. E pare che nessuno di loro volesse mancare ai concerti
che si tenevano tutte le domeniche presso i quattro oOspeda-
li, cittadini. Abbiamo così delle testimonianze interessanti, la-
sciateci da questi visitatori. Vediamone qualcuna:
l'inglese.Burney scrive: nAvevano voci d'ange.lo e. suonavano
con perizia qualsiasi strumento. Non so se piit m'abbia incan-
tato l'esecuzione o la composizione,.
ll grande drammaturgo Goethe annota nelle sue memorie:
oNon avevo nessuna idea di voci simili,.
E così il filosofo francese Rousseau che aggiunge: oNon cono-
sco nulla di così voluttuoso, di così commovente come quella
musica",
Un altro francese, un certo Philippe Le Monnier continua: oll
pubblico conosce il nome delle bianche orfanelle celate die-
tro la grata dai viticci d'oro; i loro nomi corrono sulle labbra
lungo le calli'grige. 5i chiamano La Chiaretta, La Zabetta, La
Margherita, La Barbarina, La Padovanina...u.

(*) Presso l'Ospedale della Pietà le esecutrici dei concerti erano separate dal pub-
blico da una grata in legno dorato raffigurante itralci di un albero della vite.
Questa curiosa usanza era stata introdotta sia per dare maggior suggestione alle
esecuzioni musicali, sia per togliere dalla vista degli spettatori Ie figure non sempre
gradevoli delle ragazze che prendevano parte al concerto.
Alcune di queste iagazze, infatti, avevano il viso deturpato dai postumi di malattie
infettive (specialmente vaiolo) che a quei tempi erano abbastanza frequenti, specie
tra gli orfani e gli abbandonati.

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