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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 7 novembre 2021
32^ settimana tempo ordinario Anno XXIII n. 1013

“Giunga a te la mia preghiera, tendi l’orecchio


alla mia supplica, Signore” (Sal 87,3)
Apostolato
della preghiera
Insegnami la dolcezza
ispirandomi la carità
Novembre insegnami la disciplina
Primo venerdì dandomi la pazienza e
05/11
insegnami la scienza
illuminandomi la mente.
sant’Agostino

“Anche questa è un’elemosina...….”


Passeggiavo per la via. Un mendicante, un mente quella mano lurida e tremante.
vecchio cencioso, mi fermò. “Abbia pazienza, fratello, non ho niente”.
Aveva gli occhi infiammati, lacrimosi, le lab- Il mendicante mi guardò con i suoi occhi in-
bra violacee, le vesti a brandelli, e mostrava fiammati; le sue labbra violacee si schiusero e
piaghe ripugnanti. Oh, come la miseria ave- sorrisero, e mi strinse a sua volta le gelide
va conciato quell’essere infelice! dita.
Mi stese la mano rossa, gonfia, sudicia. “Che importa, fratello” mormorò, “grazie lo
Con un gesto mi chiese soccorso. Mi frugai stesso. Anche questa è un’elemosina!”
per tutte le tasche. Non avevo né il porta- Compresi che avevo ricevuto anch’io
monete, né l’orologio, neppure il fazzoletto; un’elemosina da quel mio fratello.
non avevo proprio nulla indosso. (I.Turgheniev, Le poesie in prosa, Lanciano
E il mendicante se ne stava sempre lì in atte- 1923)
sa.
Tendeva la mano ed era scosso da un fremi-
to lieve. Turbato, confuso, afferrai vigorosa-

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario - Numero 1013 pagina 2
I santi del giorno: San Prosdocimo di Pado-
va, vescovo; beato Antonio Baldinucci,

“La vita è la più bella delle avventure, ma solo


l’avventuriero lo scopre.” (Gilbert Keith Chester-
Domenica
Novembre
32^settimana Tempo Ordinario
7
ton)

Il Santo del giorno: san Vincenzo Grossi


Parola di Dio .
in briciole La profezia del Vangelo si esprime nell'impegno quotidiano dei
suoi testimoni che nel nome del Risorto costruiscono un mondo
nuovo giorno dopo giorno. Così fece san Vincenzo Grossi, prete
cremonese che seppe mettersi in ascolto del proprio tempo a attin-
gere alla fede per rispondere alle esigenze dei suoi contemporanei.
Quando il Signore dona, Un'opera che mise in primo piano l'educazione delle ragazze per
dona il sovrappiù dare loro un futuro e dare forma a relazioni sociali salde. Era nato
Pagina curata da Don Luciano V. M. a Pizzighettone nel 1845, figlio di un mugnaio; era stato ordinato
prete nel 1869 e quattro anni dopo era parroco a Regona di Pizzi-
“ ... La farina della giara non venne me-
ghettone. Nel 1883 divenne parroco a Vicobellignano, dove curò
no….secondo la parola che il Signore ave-
va pronunciato…...” (1Re 17,10-16) anche il dialogo con i metodisti; nel 1885 diede vita all'Istituto delle
La storia dell’incontro tra il pro- Figlie dell'Oratorio per l'educazione delle ragazze. Morì nel 1917 ed
feta Elia e la vedova di Sarèpta è santo dal 2015.
ha molto da dirci sul nostro es-
sere cristiani. Infatti spesso la
nostra fede può avere delle bat-
tute di arresto perché sembra Vangelo Mc 12,38-44
che il Signore ci chieda più di
quanto possiamo dare. Tanti In quel tempo, Gesù
eventi e situazioni, nella vita, nel tempio diceva alla
possono essere letti come ri-
chieste troppo onerose da parte folla nel suo insegna-
di Dio. Proprio come la richie- mento: «Guardatevi
sta di Elia a una povera vedova dagli scribi, che ama-
che non solo non ha il pane, ma
ha poco più di qualche grammo no passeggiare in lun-
di farina e qualche goccia di o- ghe vesti, ricevere sa-
lio. Eppure in quella richiesta luti nelle piazze, avere
esigente si nasconde tutta la
bontà di Dio. Infatti non solo la i primi seggi nelle si-
vedova ha potuto soddisfare il nagoghe e i primi po-
profeta, ma ha potuto mangiare sti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo
per diversi giorni. Più volte nei
Vangeli viene raccontata non per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Sedu-
l’esigenza della domanda, ma la to di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete.
sovrabbondanza della risposta Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi
che Dio dà all’uomo. Quando il
Signore dona, dona il sovrappiù; gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i
non il necessario, ma il centu- suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così
plo. Questo accade anche nella povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti han-
nostra vita che a volte sembra
travagliata: Dio desidera darci di no gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi
più di quanto ci occorre perché ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
lui non toglie nulla, ma dà tutto.

Non di solo pane 32^settimana Tempo Ordinario - Numero 1013 pagina 3


“ L’amore riconosce l’amore. ” a cura da don Luciano Vitton Mea - Parroco di Bovegno

Non è interessato alla L’amore riconosce l’amore.


quantità delle nostre opere
Proprio questo amore getta-
buone, delle nostre offerte,
to, come un boomerang,
ma come ci lasciamo coinvol-
riempirà la nostra vita dona-
gere con la vita dentro que-
ta a immagine e somiglianza
sti gesti.
di Dio.
Possiamo fare grandi gesti
Il Signore riconosce chi do-
di carità per soddisfare noi
na con gioia.
stessi, dando il superfluo o,
peggio ancora, sentendoci i “Non temere: va’ e anche tu
“…..Lei invece, nella sua mise- benefattori che dall’alto e- fa lo stesso”.
ria, vi ha gettato tutto quello che largiscono beni.
aveva, tutto quanto aveva per
vivere…..” La vedova povera che ha
gettato tutta intera la sua
vita, è stata riconosciuta dal
Il Signore si mette di fronte
Signore perché lui stesso ha
al tesoro e “osserva come
gettato tutta la sua vita per
la folla vi gettava monete”.
amore nostro.

Maestri di spiri- Contemplo: La grazia fondamentale


tualità

O Signore, conosci la Dio ha fatto una scelta. Dio co- e quindi che deve essere ora te-
mia debolezza:
ogni mattino prendo
nosce i cuori, Dio ha reso testi- stimoniata ad occhi aperti.
l'impegno di praticare monianza a favore di tutti con- E’ dunque un invito a guardare
l'umiltà e alla sera ri- cedendo lo Spirito Santo, Dio
conosco che ho com- a ciò che Dio ha compiuto (e
messo ancora ripetuti non ha fatto discriminazioni, continua a compiere)
atti di orgoglio. Dio ha purificato i cuori con la
A tale vista sono ten- nell’edificazione della comunità,
tata di scoraggiamen- fede: “Siamo salvati per la grazia per ispirarsi a questo modo di
to, ma capisco che del Signore Gesù”.
anche lo scoraggia- agire. Tutto ciò unendo la paro-
mento è effetto di Qual è la grazia fondamentale per- la del vangelo all’azione di mise-
orgoglio. Voglio, mio
Dio, fondare la mia ché tutti possano risentirsi in ricordia che il vangelo contiene
speranza soltanto su unità? E’ l’azione di Dio, che ha e proclama.
di te.
(Santa Teresa di Gesù costituito la comunità, che l’ha (C.M.Martini, Il riposo, pag.73)
Bambino) allargata, che ha rotto le barriere

Non di solo pane 32^ settimana del Tempo Ordinario n. 1013 pagina 4
I Santi del giorno: San Chiaro di Tours,
sacerdote; beato Giovanni Duns Scoto,

“Il valore di una persona risiede in ciò che è


capace di dare e non in ciò che è capace di
Lunedì
Novembre
32^ settimana tempo ordinario
8
prendere”. (Albert Einstein)

I Santi del Giorno: I Quattro Coronati


Parola di Dio . Che faremmo noi se ci venisse chiesto di usare gli strumenti
in briciole del nostro lavoro quotidiano per produrre qualcosa di con-
trario alla nostra fede? Avremmo il coraggio di opporci? I
santi Quattro Coronati lo ebbero e per questo pagarono con
la loro stessa vita. Un gesto coraggioso che ci ricorda che il
Vangelo non è semplice patrimonio intimo personale, ma
Mettere in atto la sapienza radice potente per costruire un'umanità nuova. Secondo la
nelle nostre scelte quoti- tradizione Claudio, Nicostrato, Simproniano e Castorio era-
diane no quattro scalpellini vissuti tra il III e il IV secolo in Panno-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
nia. Ammirati da tutti per i prodotti del loro lavoro – la cui
bellezza nasceva proprio dalla loro fede –, si videro recapita-
“ ...si tiene lontano dai discorsi insensa- re una richiesta dell'imperatore Diocleziano: una statua del
ti .....” (Sap 1,1-7) dio Esculapio. Il rifiuto costò loro prima la flagellazione e
poi l'annegamento in un fiume, all'interno di casse di piom-
Come si acquisisce la sapienza bo.
di Dio? Essa soltanto in parte
si può imparare attraverso lo
studio e la lettura. Piuttosto,
essa esige impegno, soprattut-
to in una pratica continua delle Vangelo Lc 17,1-6
virtù. Infatti la sapienza di Di-
o, come tutte le cose che ven-
gono dallo Spirito, è qualcosa In quel tempo, Gesù
di molto pratico, che si mani- disse ai suoi disce-
festa anzitutto nel comporta- poli: «È inevitabile
mento. Il peccato, l’inganno e che vengano scan-
l’ingiustizia non ci permettono dali, ma guai a colui
di vivere in maniera autentica- a causa del quale
mente sapiente secondo Dio, vengono. È meglio
anche se poi conosciamo a per lui che gli venga
memoria la Bibbia o il Catechi- messa al collo una
smo. Dunque il campo in cui
si impara la sapienza che viene macina da mulino e
dall’alto è quella del nostro sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi
comportamento, delle nostre piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una
scelte quotidiane e delle rela- colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commette-
zioni che abbiamo con gli altri. rà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritor-
Se facciamo della nostra vita nerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli
quotidiana un continuo eserci- dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose:
zio di giustizia e di amore, sia- «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a que-
mo sapienti secondo lo spirito sto gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedi-
della Bibbia; anche se non ab-
biamo titoli accademici , sare- rebbe».
mo veri amici di Dio e ricchi
della sua sapienza.

Non di solo pane 32^ settimana del Tempo Ordinario n. 1013 pagina 5
“State attenti a voi stessi ….” a cura di don Luciano Vitton Mea

all’interno della comu- ma di togliere ogni in-


nità; ma rivela anche ciampo alla ripresa di un
una misericordia senza cammino: perdonagli.
limiti verso chi pecca. Nella parola perdono
Che cosa ci vuole dire? si rivela il modo in cui
Anzitutto c’è un impe- Dio guarda ogni uomo,
rativo che richiama a uno sguardo che rialza,
ciascuno di noi la re- che apre ad un futuro di
sponsabilità personale speranza. Ognuno deve
“…...State attenti a voi di fronte al male e al trasmettere la bellezza
stessi! Se il tuo fratello com- peccato: “state attenti a dell’evangelo e non di-
metterà una colpa, rimprove- voi stessi”. Un discerni- ventare schermo che im-
ralo; ma se si pentirà, perdo- mento e una vigilanza da pedisce l’incontro con il
nagli…..” mantenere sul proprio Signore Gesù.
cuore.
Gesù dimostra una du- Non si tratta di chiu-
rezza senza appello ver- dere gli occhi sul male
so chi procura scandali commesso: rimproveralo,

Maestri di spiritualità
Contemplo: Dio ha compassione
Vieni Spirito Santo,
raggiungimi con il do-
no dell'“Intelletto”. Fa' Gesù ha compassione di questa no stare insieme, “come pecore sen-
che non confonda la
statura con la levatura, gente. Sono come un gregge di za pastore” (Mt 9,36).
che non giudichi le per-
sone dalla piega dei pecore matte e sbandate che, Gesù incomincia la sua azione
pantaloni. Dammi dopo aver belato senza posa ed
“Intelletto” per ricor- di evangelizzazione e di riunio-
darmi che l'apparire essersi mosse da ogni parte, si ne della gente. Gesù ne sente
non è decisivo: se ba-
stasse l'apparire, la rosa buttano per terra come aspet- compassione perché erano stan-
dovrebbe fare la mine-
stra meglio del cavolo. tando la morte, disperse, incapa- chi e sfiniti, dispersi, cioè inca-
Ma, soprattutto, dammi ci di stare insieme.
“Intelletto” per ricor- paci di ritrovarsi, incapaci di
darmi che quando tu Dio ha compassione della gente formare unità e di formare co-
prendi le misure di un
uomo metti il metro dispersa, della città sradicata, di munità, di vivere nella pace.
attorno al cuore, non
attorno alla vita. questi uomini che non sanno (C.M.Martini, Il riposo, pag.74)
(Pino Pellegrino, Il gi-
gante invisibile) guardarsi in faccia, che non san-

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 6


Santi del giorno: Dedicazione della Basilica La-
teranense; sant'Agrippino di Napoli, vescovo.

“La pazienza è il miglior rimedio per ogni diffi-


coltà”. (T.M. Plauto)
Martedì
Novembre
32^ settimana Tempo Ordinario
9
Il santo del giorno: santa Elisabetta d. Santissima Trinità
Parola di Dio Se è vero che "alla sera della vita resta solo l'amore" allora
in briciole "bisogna fare tutto per amore": a ricordarcelo è santa Elisa-
betta della Santissima Trinità (al secolo Elisabeth Catez), che
pronunciò queste parole poco prima di morire a 26 anni. Gli
ultimi tre anni della sua vita furono segnati dalle sofferenze
Il tempio dove troviamo procurate dal morbo di Addison, ma affrontò questa prova
una realtà viva da portare con il sorriso, certa che il suo era un cammino tutto immer-
all’esterno
so nell'amore di Dio. Era nata a Bourges nel 1880 e nel 1887
Pagina curata da Don Luciano V. M. era rimasta orfana di padre. Fin dall'infanzia aveva sognato
“...…sotto la soglia del tempio usciva una vita da religiosa ma la madre si oppose a questo proget-
acqua …...” to, sognando per la figlia un "buon matrimonio". A 21 anni,
(Ez 47,1-2.8-9.12) finalmente, Elisabetta poté entrare nel Carmelo di Digione
ma pochi mesi dopo la professione religiosa nel 1903 si ma-
La visione profetica di Eze- nifestò il morbo che la portò alla morte il 9 novembre 1906.
chiele si proietta oltre la fine
dell’esilio e descrive il tempio
futuro. L’elemento saliente di
questa descrizione è la sorgen-
te di acqua che sgorga dal tem-
pio: la presenza di Dio in mez-
zo al suo popolo sarà fonte di Vangelo: Gv 2,13-22
grazia e di benedizione sovrab- Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusa-
bondante. Alla luce di questa lemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore
lettura, guardiamo alle nostre e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una
chiese come a luoghi nei quali frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le
la presenza del Signore conti- pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete
nua ad essere come acqua che e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse:
fuoriesce abbondante e rag- «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del
giunge il cuore di ogni uomo, Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono
portando in esso guarigione e che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
vita. Pensiamo ad esse, allora, Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale se-
non come a belle strutture da gno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù:
ammirare, ma come realtà vi- «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorge-
ve, proiettate all’esterno: ci si re». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato
reca in chiesa per attingere dal- costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai ri-
la relazione con Dio la sua sorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
stessa vita da portare fuori di Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ri-
lì, ai nostri fratelli, incarnata cordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrit-
nella nostra esistenza. tura e alla parola detta da Gesù.

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 7


“Il nuovo tempio…….” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

Nella luce della Pasqua i stare nel tempio da figli?


discepoli storici di Ge- Cambiando mentalità
sù, e noi con loro, capi- nella relazione con il Pa-
ranno finalmente quella dre.
parola misteriosa che
A mediare l’incontro tra
Gesù pronuncia oggi:
Dio e l’uomo non sono
“Distruggete questo
più i sacrifici animali, ma
tempio e io in tre giorni
è l’unico e vero agnello
lo farò risorgere”.
immolato per noi, il Fi-
Gesù non è venuto a di- glio unigenito del Padre.
“….Ma egli parlava del tem- struggere o a abolire il
p i o d e l s u o c o r p o. Nel nuovo tempio, che è
tempio, ma a compiere il
Quando poi fu risuscitato dai l’umanità di Gesù pos-
suo significato nel suo
morti, i suoi discepoli si ricor- siamo finalmente stare
stesso corpo, cioè in tut-
darono che aveva detto que- come figli, non più come
sto, e credettero alla Scrittura ta la sua esistenza uma-
schiavi o mercanti. Per
e alla parola detta da Ge- na; quello di Gesù è un
suo dono.
sù….” corpo filiale, una vita da
figlio.
E noi come possiamo

Maestri di spiri- Contemplo: Dio di ogni consolazione


tualità Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Quando non sento
nulla, quando sono Appare la misericordia: Dio è pazienza di Cristo, in particolare
incapace di pregare,
di praticare la virtù, Padre dj ogni misericordia, è durante la sua passione.
quello il momento Dio di ogni consolazione; è Dio Contemplando il Padre nella
di cercare delle pic-
cole occasioni, dei di ogni bontà. Appare poi il per- storia della salvezza e contem-
nonnulla che piac- dono non come qualcosa da plando Gesù nella sua vita e nel-
ciono a Gesù più
che l'impero del compiere ma, “come il Signore la sua morte, sappiamo quali so-
mondo, più del mar- vi ha perdonato, così fate anche no gli atteggiamenti che portano
tirio sofferto eroica-
mente. Per esempio, voi” : è il Dio del perdono. alla pace ed infine quali sono gli
un sorriso, una pa-
rola amabile quando Appaiono quindi gli atteggia- atteggiamenti per godere della
avrei voglia solo di menti del Signore: l’umiltà e la pace di Gesù a cui ognuno di
tacere o di avere
un'aria annoiata. mansuetudine. E’ Gesù che ha noi aspira.
(Santa Teresa di Li- detto di sé: “Imparate da me (C.M.Martini, Il riposo, pag.60)
sieux)
che sono umile e mite di cuo-
re”. Appare la pazienza, che è la

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 8


San Probo di Ravenna, ve-
Santi del giorno:
scovo; sant'Andrea Avellino, sacerdote.

“Non dalle ricchezze ma dalle virtù nasce la


Mercoledì
32^ settimana
Novembre
Tempo Ordinario
10
bellezza”. (Socrate)

Il santo del giorno: san Leone Magno


Parola di Dio Il pastore coraggioso sa mettersi in prima linea per di-
in briciole fendere il popolo; il pastore saggio conosce il valore
della verità e lotta fino in fondo per custodirle. In que-
ste due dimensioni si trova l'eredità preziosa di san Le-
one I, Pontefice del V secolo, dottore della Chiesa, pri-
mo Papa a meritarsi il titolo di “Magno”. Diacono a
Essere esempio nell’umiltà Roma, venne scelto come Successore di Pietro nel 440,
e nell’amore vicendevole in anni segnati dalla decadenza dell'Impero romano,
Pagina curata da Don Luciano dalle resistenze del paganesimo e dal diffondersi di di-
“....ascoltate, o re, cercate di compren- verse eresie. Difensore della dottrina ortodossa delle
dere....” due nature (umana e divina) unite nell'unica persona di
Cristo (proclamata nel Concilio di Calcedonia del 451),
(Sap 6,1-11)
affrontò Attila sul Mincio nel 452 e lo fece desistere
L’ambizione e la sete di potere dalle sue mire distruttive; ottenne dai Vandali invasori
abitano nel cuore di tutti, an- che fosse risparmiata la vita agli abitanti di Roma nel
che di quelli da cui meno ce lo 455 durante il saccheggio della città. Morì nel 461.
aspettiamo. Quando questi
sentimenti prendono il soprav-
vento nella nostra vita, siamo
capaci di compiere scelte che
mai avremmo pensato di fare. Vangelo Lc 17,11-19
Di solito coloro che hanno
incarichi di responsabilità sono Lungo il cammino verso Geru-
più esposti a questo pericolo; salemme, Gesù attraversava la
Samarìa e la Galilea. Entrando
per questo la Sacra Scrittura in un villaggio, gli vennero in-
esorta coloro che esercitano contro dieci lebbrosi, che si fer-
un potere a vigilare su se stessi, marono a distanza e dissero ad
perché il giudizio di Dio terrà alta voce: «Gesù, maestro, abbi
conto di come hanno ammini- pietà di noi!». Appena li vide,
strato il bene pubblico. Ma Gesù disse loro: «Andate a pre-
sentarvi ai sacerdoti». E mentre
facciamo attenzione a pensare essi andavano, furono purificati.
che queste parole riguardino Uno di loro, vedendosi guarito,
soltanto i potenti e i regnanti tornò indietro lodando Dio a
nel mondo. Ognuno di noi ha gran voce, e si prostrò davanti a
responsabilità nei confronti Gesù, ai suoi piedi, per ringra-
degli altri: non sottovalutiamo, ziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono sta-
ti purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato
quindi la nostra responsabilità nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori
davanti a Dio ma cerchiamo di di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha
essere d’esempio nell’umiltà e salvato!».
nell’amore vicendevole.

Non di solo pane 32^settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 9


“La salvezza della fede” a cura di don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bove-

emarginandoli tutti, senza Dio, l’unico a ricevere la


distinzione, dalla comuni- sua lode.
tà.
La fede non consiste solo
Ma il loro grido giunge a nell’obbedire agli ordini,
colui nel quale la bontà di ma soprattutto nel procla-
Dio e il suo amore per gli mare la buona notizia del-
uomini si sono manifesta- la salvezza e riconoscere
ti: la misericordia di Gesù, la grazia ricevuta dinanzi a
che non fa differenze si colui che l’ha elargita, con
effonde in abbondanza la stessa “voce forte” con
su tutti i dieci lebbrosi i cui la si è chiesta!
«…….Àlzati e va’; la tua
fede ti ha salvato!»….. quali, strada facendo ven-
gono purificati.

La lebbra con il peccato Ma un samaritano, veden-


che essa simboleggia, ha dosi guarito, torna subito
radunato dieci uomini, indietro: l’unico a ricono-
scere in Gesù l’opera di

Maestri di spiri- Contemplo: Fino al perdono e all’amore


tualità
Ti amo, o mio Dio, e il
mio solo desiderio
è di amarti fino all'ulti- Le religioni sono certamente gioso, di questa forza. Ce lo inse-
mo respiro della mia una forza formidabile per la gna il vangelo: con questa forza
vita. Ti amo, o Dio
infinitamente amabile, mobilitazione delle coscienze, soprannaturale siamo chiamati a
e preferisco morire
amandoti piuttosto che per coloro che davvero vivono giungere fino al perdono e
vivere un solo istante un credo religioso: ciò significa all’amore del nemico.
senza amarti. Ti amo,
Signore, e l'unica grazia dedicarsi ad un Assoluto, quindi Questa è la forza religiosa così
che ti chiedo è di amar-
ti eternamente. Ti amo, nelle religioni c’è tutta la forza come viene insegnata autentica-
o mio Divino Salvato- dei valori assoluti. mente: perdono, misericordia,
re, perché sei stato cro-
cifisso per me, e mi A questo una religione non può mitezza, umiltà, sono le parole
tieni quaggiù crocifisso
con Te. Mio Dio, fam- mai rinunciare: la forza della so- più tipiche del linguaggio reli-
mi la grazia di morire
amandoti e sapendo prannaturalità. Però non è indif- gioso.
che ti amo. ferente o neutrale l’uso che si fa (C.M.Martini, Il riposo, pag.63)
(San Giovanni Maria
Vianney) di tale forza: l’uso corretto, reli-

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 10


Santi del giorno: San Menna del Sannio, eremi-
ta (VI sec.); san Bartolomeo il Giovane, aba-

“Se sei un uomo ammira chi tenta grandi impre-


Giovedì
Novembre
32^ settimana Tempo Ordina-
11
rio
se, anche se fallisce.” (Seneca)

I santi del giorno: san Martino di Tours


Parola di Dio Il Vangelo è come il mantello di san Martino: offre riparo,
in briciole dona dignità ed è destinato a essere condiviso, ad accogliere
gli ultimi. È questa l'immagine più cara alla tradizione del
santo vescovo di Tours vissuto nel IV secolo. Nato nel 316
o 317 in Pannonia (oggi Ungheria) era figlio di un militare
Lasciarsi guidare dalla luce romano e venne cresciuto nella fede cristiana ma non fu
straordinaria della sapienza battezzato. A quest'epoca risalirebbe l'episodio più
Pagina curata da Don Luciano V. M. "famoso": incontrato un mendicante sulla via, divise il suo
mantello con la spada e glielo donò per difendersi dal fred-
“...…la sapienza...governa a meravi-
do. Prestò servizio in Gallia e fu qui che ricevette il Battesi-
glia l’universo.”
mo dopo aver abbandonato la vita da soldato. Nel 356 rag-
(Sap 7,22-8.1) giunse a Poitiers il vescovo Ilario, che lo ordinò prete. Nel
371 divenne vescovo di Tours, impegnandosi nell'evangeliz-
La sapienza così come ci viene zazione delle campagne. Morì a Candes nel 397.
presentata nell’Antico Testa-
mento, ha caratteristiche tali
da poter essere paragonata alla
terza Persona della Trinità, lo
Spirito Santo. Nella lettura o-
dierna si dice che la sapienza Vangelo Lc 17,20-
prepara amici di Dio. Ciò è 25
evidente in maniera particolare In quel tempo, i
nella vita dei santi che attraver- farisei domandaro-
so una frequentazione conti- no a Gesù:
nua di Dio e la sua amicizia, «Quando verrà il
hanno vissuto la molteplice regno di Dio?». E-
azione e manifestazione dello gli rispose loro: «Il
regno di Dio non
Spirito in loro. La testimonian- viene in modo da
za dei santi è per noi molto attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure:
preziosa, perché ci dice che “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a
quanto è avvenuto in loro è voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desi-
possibile per tutti, per tutti co- dererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio
loro che si rendono disponibili dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”,
a lasciarsi illuminare e guidare oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché
da questa luce straordinaria come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del
che promana da Dio e che a cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma pri-
ma è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da
lui conduce senza possibilità di
questa generazione».
errore.

Non di solo pane 32^ settimana Tempo Ordinario n. 1013 pagina 11


“ Un piccolo seme che cresce in terreni poveri...” a cura da Don Luciano

Se il samaritano ha rico- si offre e cresce nella de-


nosciuto in Gesù il re- bolezza di terreni umili e
gno di Dio, i farisei chie- poveri, misericordiosi, in
dono ancora quando esso chi ha fame e sete di giu-
verrà. stizia.
Lo attendono, ma come E’ accolto quando nella
ciechi non lo riconosco- fragile umanità di chiun-
no nelle parole e nei ge- que riusciamo a vedere,
sti di Gesù. oltre l’apparenza, un fra-
“A che serve sapere tello nel Signore, con il
quando, se poi in questo quale vivere e sperare.
regno, che già è qui, voi A questo regno siamo de-
Il vangelo di oggi è co-
non entrate?” sembra bitori, e proprio di noi stessi!
stituito da due brevi dia-
dire loro il Maestro!
loghi, in ognuno dei qua-
Il regno di Dio non è
li è presente una doman-
una forza che si impone,
da.
ma un piccolo seme che

Maestri di
spiritualità Contemplo: Guardare come Dio agisce

Stai con me, e io ini-


zierò a risplendere co- L’evangelizzazione non è cosa comunità perché siamo per primi
me tu risplendi, a ri- nostra. Il vangelo non è cosa no- dispersi e solitari, per primi biso-
splendere fino ad esse-
re luce per gli altri. La stra, che programmiamo noi. Il gnosi di questa parola.
luce, o Gesù, verrà
tutta da te: nulla sarà vangelo è azione di Dio. Siamo quindi, anche noi , come
merito mio. Dà luce a
loro e dà luce a me; Quindi, prima di tutto è il padro- peccatori, chiamati a unirci insie-
illumina loro insieme a
me, attraverso di me. ne della messe, è Dio, che in Ge- me, ad essere trascinati da questa
Insegnami a diffonde-
re la tua lode, la tua sù Cristo, ha compassione degli parola, e quindi a distribuire an-
verità, la tua volontà. uomini e li raduna. Nessuno di che intorno a noi quella com-
Fa' che io ti annunci
non con le parole ma noi può pretendere di fare un prensione e compassione ricevu-
con l'esempio, con
quella forza attraente, programma capace di incapsulare ta dal Signore.
quella influenza solida-
le che proviene da ciò questa azione con Dio. Siamo (C.M.Martini, Il riposo, pp. 74-75)
che faccio, con la mia
visibile somiglianza ai soltanto invitati a guardare come
tuoi santi, e con la Dio agisce, a imparare dalla com-
chiara pienezza dell'a-
more che il mio cuore passione di Gesù, a lasciarsi por-
nutre per te.
(John Henry Newman) tare da questo desiderio di fare

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Il santo del giorno: San Nilo il Sinaita, confes-
sore; beato Giovanni Cini da Pisa, eremita.

“Non è perché le cose sono difficili che non osia-


Venerdì
Novembre
32^ settimana Tempo Ordinario
12
mo, è perché non osiamo che sono diffici-
li.” (Seneca)

I santi del giorno: san Giosafat Kuncewycz


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
in briciole Anche il cammino verso l'unità ha i suoi martiri e i suoi patroni: san
Giosafat Kuncewycz è uno di questi, un testimone che con tutte le
sue forze lottò perché Oriente e Occidente vivessero in comunione.
Era nato nel 1580 in Ucraina, figlio di ortodossi, si era formato a
Vilnius e nel 1604 era entrato tra i monaci basiliani, divenendo in
Cogliere la presenza del
seguito priore e abate. Nel 1617 diede avvio alla riforma che portò
Signore attorno a noi
alla nascita dell'Ordine basiliano di San Giosafat. Sacerdote nel
pagina curata da Don Luciano
“.....esaminandone le opere, riconobbero 1609, otto anni dopo era arcivescovo di Polack, nell'odierna Bielo-
l’artefice.....” russia. Nel suo ministero mise al centro gli sforzi per valorizzare le
(Sap 13,1-9)
comunità uniati - ortodosse che si erano riunite a Roma - ma questa
La creazione è il grande libro
che ci parla di Dio. Tutti quan- attività gli costò il martirio: nel 1623 fu aggredito e ucciso da un
ti abbiamo la possibilità di leg- gruppo di ortodossi tradizionalisti.
gere le pagine di questo libro,
perché ciascuno di noi porta
iscritta nel proprio cuore la
capacità di cogliere la presenza
del Signore attorno a sé. Allora
perché tante volte non siamo
capaci di ritrovare la sua mano
quando contempliamo il cielo, Vangelo Lc 17,26-37
i monti o il mare? Perché fac-
ciamo tanta fatica ad alzare gli In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avven-
occhi a lui quando ci troviamo ne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio
di fronte alle grandi manifesta- dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie,
zioni della natura? Evidente- prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò
mente la questione è perché nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come av-
abbiamo perso lo sguardo con- venne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano,
templativo. Contemplare non compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel
significa semplicemente guar- giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal
dare qualcosa: piuttosto vuol cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il
dire avere la capacità di vedere
in profondità per capire il si- Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si trove-
gnificato di quello che si pone rà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non
dinnanzi alla nostra coscienza. scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non tor-
Essere attenti ai segni della ni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di
presenza di Dio attorno a noi salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la man-
è un esercizio che ci aiuta a terrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nel-
uscire da noi stessi per svilup- lo stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due
pare questo sguardo contem- donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà
plativo. Grazie a esso siamo in portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Si-
grado di vedere le grandi opere gnore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si ra-
che Dio ha compiuto anche duneranno insieme anche gli avvoltoi».
nella nostra vita.

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“ Perdere la vita a causa dell’amore…….” curata da don Luciano

Ma a loro non interessa conservare la sua vita


quando, ma dove il regno invece di perderla a cau-
di Dio viene. sa dell’amore, della pace
e della giustizia che Gesù
Se alla domanda sul
ha insegnato.
quando Gesù aveva ri-
sposto sempre e ora, a Il giudizio è riservato a
quella circa il dove Gesù Dio; ma se alla fine della
risponde dappertutto e vita saremo giudicati
qui. sull’amore, coloro che
non perdono occasione
Presenta scenari di vita
per amarsi gli uni gli al-
“…..Chi cercherà di salvare quotidiana dove si man-
tri non hanno da te-
la propria vita, la perderà; gia, si beve, si dorme, ci
mere: sapranno in cuor
ma chi la perderà, la manter- si sposa, si compra e si
loro di averlo atteso e
rà viva…..” vende.
preparato insieme a Dio.
Nel dialogo odierno so- Eppure una persona su
no i discepoli a porre la due non se ne accorge
domanda. perché troppo intenta a

Maestri di spiri-
tualità
Contemplo: Riceviamo il suo dono
Se non ritornerete
come bambini, non
entrerete mai. La mia Anche noi siamo chiamati a questa spinti a comunicare questo dono,
porta sarà chiusa per liturgia dalla misericordia di Dio come il Signore l’ha comunicato, e
il ricco e per il forte,
per tutti quelli che per compiere la sua opera, per ri- cioè con compassione concreta,
non hanno amato, trovarci, per creare un nucleo di con capacità di trovare la gente
per chi ha giocato adesione, di solidarietà in una città dove è, come si presenta a noi.
con la morte, per gli
uomini per bene, per dispersa, e lodiamo la misericordia Gesù dà a noi il compito, prima di
chi cerca la sua glo- di Dio. tutto, di lasciar guarire noi stessi e,
ria, per tutti quelli Dio ci chiama: dalla sua misericor- poi, di cercare gli uomini, i nostri
che non hanno ama-
to e per i grandi della dia ci sentiamo spinti, non perché fratelli malati, dispersi, bisognosi
storia. Se non ritor- siamo superiori agli altri o perché di aiuto per portare la parola rice-
nerete come bambi- abbiamo qualcosa da dire di più vuta.
ni, non entrerete
mai. grande, ma semplicemente perché (C.M.Martini, Il riposo, pag.75)
(Claudio Chieffo) riceviamo il suo dono. Ci sentiamo

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I santi del giorno: . San Fiorenzo di Città
di Castello, vescovo; beato Veremondo

“Chi ha il coraggio di ridere è padrone del


mondo.” ( Giacomo Leopardi)
Sabato
Novembre
32^ settimana Tempo Ordinario
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Parola di Dio I santi del giorno: sant’Omobono di Cremona
in briciole
I soldi? Devono servire per portare la speranza al mondo,
la vera speranza, e non c'è altra via per donare speranza
che curare l'umanità ferità, i poveri e gli emarginati. È un
messaggio attualissimo quello che ci ha lasciato sant'O-
mobono di Cremona. Non fu religioso, prete o vescovo,
Vangelo: Lc 18,1-8 eppure con la sua testimonianza di vita seppe evangeliz-
zare i suoi contemporanei e vivere un autentico ministero
In quel tempo, Gesù diceva ai evangelico. Era un abile mercante di stoffe, sposato ma
suoi discepoli una parabola sulla senza figli, sempre attento ai bisognosi tanto da diventare
un punto di riferimento morale per i suoi concittadini: i
necessità di pregare sempre, sen-
suoi guadagni andavano a chi viveva in povertà. In un
za stancarsi mai: «In una città vi- tempo di conflitti e divisioni, Omobono era un testimone
veva un giudice, che non temeva della via della pace. Non ha lasciato scritti o discorsi, ma
Dio né aveva riguardo per alcu- solo la memoria della vita eroica, terminata improvvisa-
no. In quella città c’era anche una mente nel 1197 nella chiesa di Sant'Egidio mentre si stava
vedova, che andava da lui e gli celebrando la Messa.
diceva: “Fammi giustizia contro
il mio avversario”. Per un po’ di
tempo egli non volle; ma poi dis-
se tra sé: “Anche se non temo Medita a cura di Don Luciano - Parroco di Bovegno
Dio e non ho riguardo per alcu- Nella storia della salvezza Dio non è mai stato solo un parto
no, dato che questa vedova mi dà della fantasia, un’ipotesi senza realtà: Dio si fa vedere e sentire.
tanto fastidio, le farò giustizia E camminava con loro: Dio è stato ed è per tutti il Signore che
perché non venga continuamente
vive insieme al suo popolo e lo accompagna nelle sue scelte
a importunarmi”». E il Signore
fondamentali fino al punto di farsi carne come noi perché po-
soggiunse: «Ascoltate ciò che di-
tessimo vederlo così come egli è.
ce il giudice disonesto. E Dio
non farà forse giustizia ai suoi Perché potessimo sperimentare di che tempra sia e cosa si-
eletti, che gridano giorno e notte gnifichi per noi quell’amore pensato fin dalla notte dei tem-
verso di lui? Li farà forse aspetta- pi.
re a lungo? Io vi dico che farà Ma tutto questo attraverso i gesti più piccoli, che non siamo
loro giustizia prontamente. Ma il abituati a compiere nella nostra vita senza pensarci troppo.
Figlio dell’uomo, quando verrà, Siamo chiamati continuamente a vivere con il Signore e a
troverà la fede sulla terra?». percorrere con lui il tratto terreno della nostra esistenza.

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foca. “Com’è che proprio que-
“Una viola al polo nord” sta viola è arrivata qui? Vi dirò
a cura di don Luciano Vitton Mea tutto il mio pensiero: mi sento
alquanto perplessa”. “Come
ha detto che si sente?” do-
mandò l’orso bianco a sua
moglie. “Perplessa, cioè non
sa che pesci pigliare”. “Ecco”
esclamò l’orso bianco,
“proprio quello che penso
anch’io”. Quella notte corse
per tutto il Polo un pauroso
scricchiolio. I ghiacci eterni
tremavano come vetri e in più
punti si spaccavano. La violet-
ta mandò un profumo più in-
tenso, come se avesse deciso
di sciogliere in una sola volta
l’immenso deserto gelato, per
trasformarlo in un mare az-
Una mattina, al Polo Nord, muoveva. A vedere la viola zurro e caldo, o in un prato di
l’orso bianco fiutò nell’aria un vennero foche e trichechi, velluto verde. Lo sforzo la e-
odore insolito e lo fece notare vennero dalla Siberia le ren- saurì. All’alba fu vista appassi-
all’orsa maggiore (la minore ne, dall’America i buoi mu- re, piegarsi sul suo stelo, per-
era sua figlia): “Che sìa arriva- schiati, e più di lontano an- dere il colore e la vita. Tra-
ta qualche spedizione?” Furo- cora volpi bianche, lupi e dotto nelle nostre parole e
no invece gli orsacchiotti a tro- gazze marine. Tutti ammira- nella nostra lingua il suo ulti-
vare la viola. Era una piccola vano il fiore sconosciuto, il mo pensiero deve essere stato
violetta mammola e tremava suo stelo tremante, tutti aspi- pressappoco questo: “Ecco, io
dal freddo, ma continuava co- ravano il suo profumo, ma muoio….Ma bisognava pure
raggiosamente a profumare ne restava sempre abbastan- che qualcuno comincias-
l’aria perché quello era il suo za per quelli che arrivavano se….Un giorno le viole giun-
dovere. “Mamma, papà” grida- ultimi ad annusare, ne restava geranno qui a milioni. I ghiac-
rono gli orsacchiotti. “Io sempre come prima. ci si scioglieranno, e qui ci sa-
l’avevo detto subito che c’era “Per mandare tanto profu- ranno isole, case e bambini.”
qualcosa di strano” fece osser- mo” disse una foca, “deve (Gianni Rodari, da Favole al telefono,
vare per prima cosa l’orso avere una riserva sotto il da La Morale della Favola)
bianco alla famiglia. “E secon- ghiaccio”. “Io l’avevo detto
do me non un pesce.” subito” esclamò l’orso bian- **************
“No di sicuro” disse l’orsa co, “che c’era sotto qualco- “Noi siamo resi felici o in-
maggiore, ma non è nemmeno sa”. Non aveva detto pro- felici, non dalle circostanze
un uccello. “Hai ragione anche prio così, ma nessuno se ne della vita, ma dal nostro at-
tu” disse l’orso dopo averci ricordava. Un gabbiano spe- teggiamento verso di essa.”
pensato su un bel pezzo. Pri- dito al Sud per raccogliere (Inayat Khan)
ma di sera si sparse per tutto il informazioni, tornò con la
Polo la bella notizia: un picco- notizia che il piccolo essere
lo strano essere profumato, di profumato si chiamava viola
colore violetto, era apparso nel e che in certi paesi, laggiù, ce
deserto di ghiaccio, si reggeva n’erano milioni. “Ne sappia-
su una sola zampa e non si mo quanto prima” osservò la