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Accordo (i) di 6a aumentata.

  
6a "italiana" 6a "francese" 6a "tedesca"

           
  [  ]    [  ]   

     [ ]   []  

6 ted.

[I ] [I ]
6 it. 6 6 franc. 6 6
IV V 4 II 4 V 4 IV 5 I 4 (---> V)
3

trasformazione enarmonica della "6a tedesca"


  
        
9

     

  do m Re b M   
do m si m

 
6 ted. 6 ted. 6
7
IV 5 = V7 I V = IV 5 I4

L'accordo di 6a aumentata è un accordo Alterato: prende il nome dal'intervallo che lo caratterizza, la 6a aumentata
che si viene a creare tra il Basso e il 4° grado, alterato (com'è ovvio) in senso ascendente. La denominazione tradi-
zionale non tiene evidentemente in considerazione altre possibili forme (alias: rivolti) dell'accordo; ciò dipende da
una prassi molto diffusa (dal tardo '600 alla prima metà '800), che vede l'accordo impiegato, con rarissime eccezioni,
sempre in quelle forme. Da un uso sporadico nel barocco (gli esempi si trovano soprattutto nei recitativi delle ope-
re Italiane, mentre è pressochè assente in Bach), è il classicismo ad utilizzarlo spesso, assumendo quasi la fisionomia
di un topos (vedi soprattutto situazioni cadenzali): eloquenti in questo senso sono gli esempi che possono leggere in
due ben note composizioni di Beethoven: la sonata "Patetica", (soprattutto il III movimento) e il Tema principale della
5a Sinfonia - I movim. (prego leggere e individuare!). La situazione cadenzale, ovviamente nelle risoluzioni regolari, è
confermata dalla prosecuzione "standard" verso il V (fondamentale) oppure la 4a/6a di appoggiatura*.
L'accordo di 6.a aumentata si presenta in 3 "varianti" (la distinzione tradizionale secondo la "nazionalità" è un po'
buffa, ma tutto sommato utile!); si tratta davvero di varianti di una stessa base: un accordo di 3a/6ache si arricchisce
di suoni aggiunti (la 4a nella 6a francese e la 5a nella 6a tedesca) che ne variano il colore:

- essenziale (italiana...) anche se l'esecutore del continuo poteva benissimo aggiungere altre note NON indicate dalla numerazione
- colorita, "un peu piquante" (francese)
- rotonda, sonora e più' imponente (tedesca)

ma NON la funzione, evidentemente Pre-dominantica (alias: fase preparatoria).


la 3a variante (6a tedesca) presenta una caratteristica interessante: coincide enarmonicamente con l'accordo di 7a
di Dominante, per cui offre un prezioso strumento per modulazioni che collegano ambientazioni tonali decisamente
contrastanti. Un esempio molto leggibile, poichè esplicito nella grafia, si trova nella Sonata in la Kv 310 di Mozart
(I movimento, miss.56-57-58). Si lascia allo studente il compito di cogliere la precisa corrispondenza tra l'esempio
mozartiano e lo schema sopra riportato.

* la risoluzione alla 4a /6a di appoggiatura è quasi obbligatoria e comunque "di prassi" per la 6a "tedesca", a causa delle 5e
parallele che si formerebbero con la risoluzione al V.