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Protonazione

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In chimica, la protonazione è una reazione che consiste nell'addizione di un protone (H+) a


un atomo, molecola o ione.[1][2]

Alcune molecole o ioni, definiti polibasici, sono in grado di subire più di una protonazione. La specie
protonata, oltre ad aumentare la propria massa approssimativamente di 1 uma, assume anche una carica
positiva e subisce una modifica delle proprietà chimiche e chimico-fisiche (come idrofilia, potenziale
standard di riduzione, proprietà ottiche, etc.).

In chimica organica, la protonazione è in grado di produrre specie particolarmente reattive quali


i carbocationi. La protonazione rappresenta anche un processo di ionizzazione chimica che si verifica
nella spettrometria di massa.[3]

Reazioni acido-base[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito di una reazione acido-base, e in particolare nella teoria di Brønsted-Lowry, la protonazione


assume un ruolo centrale. In questo contesto viene comunemente schematizzata nel seguente modo:

dove  rappresenta la base protonata. Come si nota, trattasi di un equilibrio chimico. Il processo inverso,


ovvero la rimozione di un protone, rappresenta la deprotonazione.

Più un acido è forte, maggiore è la sua tendenza a dare protonazione. Di contro, basi comuni come
gli idrossidi non sono in grado di deprotonare gli acidi molto deboli, ragion per cui si ricorre a composti a
carattere maggiormente basico quali l'idruro di sodio o la sodio ammide.

Il protone è una particella subatomica composta dotata di carica elettrica positiva, formata da


due quark up e un quark down uniti dalla interazione forte e detti "di valenza" in quanto ne determinano
quasi tutte le caratteristiche fisiche.
Costituisce il nucleo atomico assieme al neutrone, con il quale si trasforma continuamente mediante
l'emissione e l'assorbimento di pioni. In quanto formato da quark appartiene alla famiglia degli adroni, in
particolare al gruppo dei barioni, e avendo spin semi-intero è un fermione. Oltre che legato, sempre
dall'interazione forte, nel nucleo atomico, può trovarsi libero, stato nel quale è fra le particelle più stabili
esistenti, con un tempo medio di decadimento spontaneo ipotizzato pari o superiore all'età
dell'universo.
Scoperto da Ernest Rutherford nel 1919,[6] il nome "protone" venne introdotto nel 1920 dallo stesso
Rutherford e deriva dal greco antico pròton (πρῶτον), che significa "primo", con l'aggiunta del suffisso -
one[7]. Esperimenti precedenti, fra cui quelli condotti dai fisici Eugen Goldstein e Wilhelm Wien, avevano
già messo in luce l'esistenza nei raggi canale di particelle con carica positiva.

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