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Capitolo Dodicesimo

Ottimizzare il capitale1
La ripartizione del tempo.

Il tempo che possiamo dedicare alla gestione delle nostre


finanze può essere catalogato in tre momenti specifici:
• La prima parte è la meno importante ed è l’unica dove
tutti perdono tempo… tanto tempo. A questa attività si
dovrebbe dedicare al massimo il 2% del tempo, non di
più. Dal punto di vista pratico, è il trading, in senso
stretto… pigiare bottoni per comprare o vendere
qualcosa.
• La seconda è abbastanza importante e quasi tutti la
fanno: dedicare un po’ di tempo alla scelta dei titoli su
cui operare. Se prima ci siamo fermati ad un misero
2%, in questo caso possiamo tranquillamente salire fino
al 40% del tempo che abbiamo a disposizione per il
trading;
• La terza attività è la più importante di tutte e, forse
proprio per questo, non la fa quasi nessuno… per dirla
tutta, la maggior parte di chi opera sui mercati non la
considera proprio. Peccato, perché una seria analisi dei
risultati ottenuti è, in assoluto, l’aspetto più importante
di tutta l’attività di trading.
La conoscenza approfondita della nostra metodologia operativa
è il punto di partenza per evitare di incappare nell’evento più
funesto per chi opera sui mercati finanziari: finire in rovina
perdendo tutto il capitale a disposizione.

1
Al presente capitolo ha dato un contributo molto importante l’Ing. Andrea
Segatta.
I risultati che possiamo ottenere dipendono solo in parte dalla
nostra metodologia operativa. Per riuscire a fare le cose per
bene bisogna tener conto anche di aspetti relativi alla gestione
del denaro che nulla hanno a che fare con gli aspetti di analisi
tecnica o fondamentale.
Difficilmente l’investitore si pone il problema di individuare
quanta parte del suo capitale va utilizzato sulla singola
posizione. Difficilmente si pone il problema di capire come
ottimizzare il rapporto fra i profitti e le perdite nell’attività di
trading.
Non fa parte del programma di questo corso e la sola pretesa
che posso avere con quanto vado ad esporre nelle pagine
seguenti è quella di instillare il dubbio e la curiosità per indurvi
ad approfondire il problema.
Di sicuro, posso dirvi che è molto importante.
Dal punto di vista pratico, il bilancio della nostra operatività
dipende da due soli fattori:
• il rapporto fra il numero di operazioni in utile e quelle
in perdita;
• il rapporto fra i profitti e le perdite generati da tali
operazioni…
Vale sicuramente la pena di impegnarsi un po’ per capire come
questi parametri possono influire sulla nostra capacità di
generare profitti…
Testa o Croce - un modello per la comprensione.
Per introdurre il problema in
maniera semplice ed immediata,
riconduciamoci al classico
esempio della scommessa sul
lancio della monetina: testa o
croce.
Ancor prima di iniziare è
opportuno sottolineare che il
paragone non è appropriato
all’investimento sui mercati
azionari in quanto si tratta di un
tipo di puntata “vinci tutto o
perdi tutto”, mentre nei mercati
azionari non è praticamente mai
così. Ci serve però per chiarirci
le idee in merito.
Supponiamo di disporre di un capitale iniziale di 100 euro, e lo
puntiamo tutto sull’uscita della testa.
La probabilità che la monetina ci mostri la facciata che
desideriamo è solo del 50%: dopo il primo lancio abbiamo ben
il 50% delle possibilità di avere esaurito totalmente il nostro
capitale.
Testa e mi ritrovo con 200 euro; croce e ho perso tutto….
Nel secondo lancio, che si potrà fare solo nel caso di vittoria
nel primo, puntando di nuovo tutto il capitale a nostra
disposizione ovvero 200 euro, le probabilità di vincita sono le
medesime del lancio precedente e quindi avremmo il 50% di
probabilità di trovarci con 400 euro e il 50% di probabilità di
perdere tutto.
Combinando le probabilità dei due lanci e ricordando che
abbiamo sempre puntato sull’uscita della testa ecco uno
specchietto riassuntivo degli eventi che si possono presentare:

1° LANCIO 2° LANCIO % di probabilità Capitale finale


0,5*0,5 = 0,25
TESTA TESTA 400
(25%)
0,5*0,5 = 0,25
TESTA CROCE 0
(25%)
0,5*0,5 = 0,25
CROCE TESTA 0
(25%)
0,5*0,5 = 0,25
CROCE CROCE 0
(25%)

Già da questo specchietto abbiamo capito qualcosa di molto


utile: puntando in questo modo avremmo una probabilità
elevatissima, pari al 75% (25%+25%+25%) di rimanere senza
denaro dopo soli 2 lanci. Per contro avremmo il 25% di
possibilità di trovarci con un capitale di quattro volte quello
iniziale.
Le percentuali sopra esposte sono proprie della scommessa e
credo che veramente pochi sarebbero così incoscienti da
investire il proprio denaro in questo modo.
Riduciamo il capitale…
Ripetiamo ora l’esperimento effettuando una prima
razionalizzazione del capitale da puntare; decidiamo di
scommettere anziché tutto il capitale a disposizione, solo la
metà di esso.
Partendo con 100 euro la prima puntata sarà quindi di 50 euro.
Dopo il primo lancio in caso di vincita ci troveremmo con 150,
in caso di perdita con 50.
Nel secondo lancio, la puntata sarà il 50% di quello che
abbiamo a disposizione ovvero di 75 (150/2) in caso di vincita
oppure 25 (50/2) in caso di perdita.

Aggiorniamo lo specchietto precedente:

1° LANCIO 2° LANCIO % di probabilità Capitale finale


0,5*0,5 = 0,25
TESTA TESTA 225 (100+50+75)
(25%)
0,5*0,5 = 0,25 75
TESTA CROCE
(25%) (100+50-75)
0,5*0,5 = 0,25 75
CROCE TESTA
(25%) (100-50+25)
0,5*0,5 = 0,25 25
CROCE CROCE
(25%) (100-50-25)

Quello che balza subito all’occhio è che anche in caso di due


eventi negativi ci rimarrebbe in tasca almeno una piccola parte
del nostro capitale. Nel caso di un evento positivo ed uno
negativo avremmo una perdita di un quarto dei nostri soldi.
Pur essendo le cose migliorate, le prospettive non sono ancora
entusiasmanti in quanto in tre casi su quattro ci troveremmo
con una somma inferiore a quella di partenza.
Solo un caso, con il 25% di probabilità sarebbe a noi
favorevole, permettendoci di ottenere poco più del doppio di
quanto puntato.
… trucchiamo la moneta
Facciamo un altro passo avanti e supponiamo di poter disporre
di una moneta truccata in grado di garantirci una probabilità del
75% a nostro favore.
Decidiamo inoltre di puntare solamente il 25% del nostro
capitale.
Partendo con 100 euro e puntando solo 25 euro, dopo il primo
lancio ci potremmo trovare con 125 euro (75% di probabilità) o
con 75 euro (25% di probabilità).
Nel secondo lancio la nostra puntata sarebbe nei due casi
125*0.25=31.25 euro oppure 75*0,25=18.75 euro.

Analizziamo il tutto con la solita tabellina:

1° LANCIO 2° LANCIO % di probabilità Capitale finale


0,75*0,75 = 0,56 156.25
TESTA TESTA
(56%) (100+25+31.25)
0,75*0,25 = 0,19 93.75
TESTA CROCE
(19%) (100+25-31.25)
0,25*0,75 = 0,19 93.75
CROCE TESTA
(19%) (100-25+18.75)
0,25*0,25 = 0,25 56.25
CROCE CROCE
(6%) (100-25-18.75)

Nella peggiore delle ipotesi (ed è una cosa molto intelligente


porsi in questa ottica) avremmo comunque salvato il 56% del
capitale.
Nel caso di un evento positivo ed uno negativo, la cui somma
delle probabilità fa 19+19=38%, la perdita sarebbe limitata ad
un accettabile 6.25%.
Le probabilità di incrementare il capitale, legate all’uscita di
due eventi vincenti sono del 56%.
Siamo pronti per una piccola resa dei conti. Investendo una %
sempre fissa del nostro capitale l’unica possibilità di
incrementare la somma iniziale è unicamente legata all’uscita
di due eventi positivi.
Le rimanenti combinazioni saranno sempre in perdita (provate
a modificare a piacimento la % di capitale investito…otterrete
grosse perdite per percentuali alte, perdite ridotte per % minori
di denaro investito…ma sempre di perdite dovremo parlare).
La probabilità di guadagno è quindi strettamente legata alla %
di probabilità di vincita.
…e complichiamo le cose…
In una sequenza di tre lanci esistono otto possibili
combinazioni; aumentando il numero di lanci oltre i tre, le cose
si complicano ulteriormente e quindi non è il caso di andare
oltre.
E’ importante comunque evidenziare che con un alto numero di
eventi, modificare i nostri due parametri di input comporta
notevoli differenze sia in termini di % di probabilità di
aumentare il guadagno , sia sull’entità della possibile perdita.
Sintetizzando il parametro che comanda per quanto riguarda la
probabilità di guadagnare è la % di probabilità di successo del
singolo evento, il parametro che diminuisce o aumenta il
rischio di rovina è la % del nostro capitale che puntiamo su
ogni evento.
Ora dobbiamo abbandonare il mondo della scommessa e
applicare la metodologia a cose che ci interessano veramente,
come l’investimento su azioni.
Capitale
1° L 2° L 3° L % di probabilità
finale
0,75*0,75*0.75 = 195.3
TESTA TESTA TESTA 0,422 (100+25+
( 42,2% ) 31.2+39.1)
0,75*0,75*0,25 = 117.2
TESTA TESTA CROCE 0,14 (100+25+
( 14,1% ) 31.25-39.1)
0,75*0,25*0,25 = 70.3
TESTA CROCE CROCE 0,047 (100+25-
( 4,7% ) 31.35-23.4)
117.2
0,75*0,25*0,75 =
(100+25-
TESTA CROCE TESTA 0,14
18.75+
( 14,1% )
23.4)
70.3
0,25*0,75 *0,25 =
(100-
CROCE TESTA CROCE 0,047
25+18.7-
( 4,7% )
23.4)
117.2
0,25*0,75 *0,75 =
(100-
CROCE TESTA TESTA 0,14
25+18.7-
( 14,1% )
23.4)
0,25*0,25 *0,75 = 70.3
CROCE CROCE TESTA 0,047 (100-25-
( 4,7% ) 18.7+14.1)
0,25*0,25 *0,25 = 42.2
CROCE CROCE CROCE 0,01562 (100-25-18.7-
( 1,562% ) 14.1)
Parametri per l’ottimizzazione della percentuale di
capitale da investire
L’esempio della monetina ci ha mostrato in maniera evidente
che per poter avere delle percentuali accettabili a nostro
vantaggio che ci consentano di aumentare il capitale, occorre
considerare la probabilità di successo del sistema e la quantità
di denaro da investire.
Vogliamo quindi valutare la % ottimale del nostro capitale da
investire su una singola operazione.
Per fare questo in maniera analitica è necessario adottare dei
criteri ben precisi e sempre uguali per le operazioni di acquisto
e vendita, e disporre di una serie di dati inerenti alle operazioni
svolte sufficientemente lunga.
Ciò può essere fatto avendo preso manualmente nota di tutte le
operazioni eseguite in un arco di tempo sufficientemente lungo,
oppure avvalendosi di un software di analisi tecnica che
permetta di scrivere dei trading system: il report generato da un
trading system consente di disporre dei dati necessari.
I parametri da analizzare potrebbero essere moltissimi, ma
volendo arrivare ad un metodo che dia indicazioni profittevoli
senza complicarci troppo la vita dovremmo considerare:
• il rapporto fra operazioni in guadagno e operazioni
totali; chiamiamolo E interpretandolo come indice di
efficienza del sistema;
• il rapporto fra i guadagni delle operazioni positive e le
perdite delle operazioni negative; chiamiamolo GP
(guadagno/perdite)

La conoscenza di questi dati ha già di per se delle conseguenze


molto importanti e positive ovvero:
• stiamo mettendo in pratica delle regole operative;
• sappiamo quali sono le caratteristiche salienti del nostro
sistema. Sappiamo quante operazioni esegue nell’arco
di tempo che consideriamo, quante di queste operazioni
danno risultati positivi e quante invece finiscono in
negativo; sappiamo i massimi guadagni e le massime
perdite generate, i valori medi di profitti e perdite e
volendo molte alte informazioni

Conoscendo le caratteristiche della nostra strategia possiamo


fare un ulteriore passo avanti, ottimizzando la quantità del
capitale da investire per minimizzare il rischio di rovina.
La ripartizione del capitale
Personalmente ritengo che la suddivisione del capitale debba
dipendere anche dalla sue entità in termini assoluti.
Per essere più chiari dividere un capitale di 2000 euro in 4 parti
ci porterebbe ad assumere posizioni da 500 euro l’una il che è
abbastanza limitativo. Se disponessimo di 100.000 euro avere
anche 10 porzioni di capitale da 10.000 euro l’una ci
consentirebbe un discreto approccio.

Da un punto di vista matematico, la formula per trovare la


percentuale di capitale da investire sulla singola operazione è la
seguente:

% di Capitale da investire = {[(GP+1)*E]-1 / GP}*100

Come sempre un esempio chiarisce per bene cosa: supponiamo


di disporre del classico capitale di 10.000 euro.
I risultati della nostra operatività passata (o i risultati di un
trading system che ci ripromettiamo di seguire) ci dicono che
nel periodo considerato ha prodotto 40 operazioni di cui 24 in
guadagno e 16 in perdita.
Nelle 24 operazioni positive abbiamo guadagnato 3.000 euro,
nelle 16 operazioni negative ne abbiamo persi 1.500.
Il rapporto fra operazioni in guadagno e operazioni totali,
identificabile come indice di efficienza del sistema vale:

E = 24/40 = 0,60

il rapporto fra i guadagni delle 24 operazioni positive e le


perdite delle 16 operazioni negative vale:

GP = 3.000/1.500 = 2
Ora è davvero semplice applicare la formula:

% di Capitale da investire = { [(2+1)*0,60]-1 / 2} * 100


= 0,40 *100 = 40%

Disponendo di 10.000 euro di capitale ne dovremmo investire


sulla singola operazione 4.000.
L’approccio è tutto sommato semplice da applicare e la
formula è funzione di due soli parametri di input. Per facilitare
il lettore allego a fine articolo una tabella che esplicita la % di
capitale di investire per una serie di coppie di valori GP, E.
Tabella per il calcolo della percentuale di capitale da
investire in funzione dei parametri sopra descritti:

VALORI DI E
GP 0,40 0,45 0,50 0,55 0,60 0,65 0,70 0,75 0,80
1,0 -20,0 -10,0 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0
1,1 -14,5 -5,0 4,5 14,1 23,6 33,2 42,7 52,3 61,8
1,2 -10,0 -0,8 8,3 17,5 26,7 35,8 45,0 54,2 63,3
1,3 -6,2 2,7 11,5 20,4 29,2 38,1 46,9 55,8 64,6
1,4 -2,9 5,7 14,3 22,9 31,4 40,0 48,6 57,1 65,7
1,5 0,0 8,3 16,7 25,0 33,3 41,7 50,0 58,3 66,7
1,6 2,5 10,6 18,8 26,9 35,0 43,1 51,3 59,4 67,5
1,7 4,7 12,6 20,6 28,5 36,5 44,4 52,4 60,3 68,2
1,8 6,7 14,4 22,2 30,0 37,8 45,6 53,3 61,1 68,9
1,9 8,4 16,1 23,7 31,3 38,9 46,6 54,2 61,8 69,5
2,0 10,0 17,5 25,0 32,5 40,0 47,5 55,0 62,5 70,0
2,1 11,4 18,8 26,2 33,6 41,0 48,3 55,7 63,1 70,5
2,2 12,7 20,0 27,3 34,5 41,8 49,1 56,4 63,6 70,9
2,3 13,9 21,1 28,3 35,4 42,6 49,8 57,0 64,1 71,3
2,4 15,0 22,1 29,2 36,3 43,3 50,4 57,5 64,6 71,7
2,5 16,0 23,0 30,0 37,0 44,0 51,0 58,0 65,0 72,0
2,6 16,9 23,8 30,8 37,7 44,6 51,5 58,5 65,4 72,3
2,7 17,8 24,6 31,5 38,3 45,2 52,0 58,9 65,7 72,6
2,8 18,6 25,4 32,1 38,9 45,7 52,5 59,3 66,1 72,9
2,9 19,3 26,0 32,8 39,5 46,2 52,9 59,7 66,4 73,1
3,0 20,0 26,7 33,3 40,0 46,7 53,3 60,0 66,7 73,3
Applicare questa tabella è molto semplice: la prima riga elenca
il rapporto fra operazioni in guadagno e operazioni totali, la
prima colonna il rapporto fra i guadagni delle operazioni
positive e le perdite delle operazioni negative.
Incrociando i valori nella tabella si ottiene la % di capitale
investibile.
Analizzando qualche valore è interessante notare che:
• anche con in sistema che ha solo il 40% di operazioni
positive si può investire a patto di avere un rapporto fra
guadagni e perdite di almeno 1,6 (anche se con tali
prestazioni potremmo investire solamente il 2,5% del
nostro capitale!!!!);
• con un sistema neutro in termini di efficienza (E=0,5)
per investire solo un terzo del nostro capitale occorre
avere un impegnativo rapporto guadagni perdite pari a
tre;
• con un sistema di ottime prestazioni pari al 70%, per
investire il 50% del nostro capitale occorre che il
rapporto fra i guadagni delle operazioni positive e le
perdite delle operazioni negative sia almeno di 1,5;
• la miglior prestazione contemplata dalla tabella ovvero
80% di efficienza e rapporto guadagni/perdite di 3
permette di investire il 73,3% del capitale a
disposizione.
Conclusioni
Un approccio anche semplice come quello appena proposto
permette una efficace razionalizzazione del rapporto fra
benefici ottenibili e rischi.
Ovviamente non è pensabile riuscire a calcolare in maniera
perfetta e costante i valori sopra esposti: da un punto di vista
operativo basta ed avanza riuscire ad andarci vicino evitando di
investire troppo o troppo poco su una singola operazione.
Investendo percentuali di capitale maggiori a quelle indicate
dalla formula ci esporremmo ad un rischio di rovina
statisticamente troppo alto in relazione alle performaces del
nostro trading system, specialmente nel caso di una serie
consecutiva di operazioni in perdita.
Investendo percentuali minori non utilizzeremmo la nostra
tecnica al meglio delle sue possibilità….