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CAPITOLO 2

Il SENTIMENT E LA PSICOLOGIA

2.1.Cosa muove i mercati?

Il primo passo operativo da fare nel trading è l’analisi del sentiment dei mercati .
Con questa espressione faccio riferimento al livello di fiducia che gli operatori
hanno nei confronti del mercato. Per capire bene il concetto ,spiego,nella
maniera più semplice possibile , cosa muove i mercati.
Il mercato è il luogo in cui si incontra domanda ed offerta. Dove si incrociano
acquirenti e venditori. Quando ci sono più acquirenti il mercato sale .Al contrario
quando ci sono più venditori ,il mercato scende. Ora, cosa spinge gli operatori
ad acquistare , e cosa invece li spinge a vendere? Gli operatori acquistano
quando credono che il mercato salirà, vendono quando credono che il mercato
scenderà. Quindi dipende dal grado di fiducia che essi hanno nei confronti del
mercato. In genere esiste una forte correlazione tra il sentiment esistente in
Europa e quello esistente in America, o forse meglio, il sentiment americano
influisce su quello europeo. I fattori che influenzano il grado di fiducia degli
operatori sono: l’andamento delle principali variabili macroeconomiche(Vedi
sezione apposita variabili macro cap 6 ); l’andamento delle trimestrali delle
società più significative; il prezzo delle materie prime; eventi particolari
(attentati, guerre, uragani…). Quindi i mercati saliranno quando c’è un
sentiment positivo,al contrario scenderanno quando c’è un sentiment negativo.
In realtà ciò che muove i mercati è qualcosa di astratto,qualcosa che non si può
misurare oggettivamente.
.

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Il grafico rappresenta il principale indicatore del sentiment. Analizzare un grafico
non vuoI dire tirare qualche linea o fare qualche composizione geometrica.
Esso deve essere guardato in funzione di tutto ciò che accade nella realtà.
L’analisi grafica ( i trend , la rottura di resistenze e supporti, le figure grafiche) ,
è legata a tutto ciò che accade nel mondo (crescita
economica,petrolio,guerre,attentati,ecc…) . Quindi una regola da seguire per il
trading è considerare il grafico, non come semplice disegno, ma come
indicatore del sentiment.
Esso ci indica come varia il grado di fiducia degli operatori :

NASDAQ - S&P 500 - MIB 30 – (1995 -2005)

Questo grafico riporta il Nasdaq, S&P 500 ,MIB 30 , dal 1995 al 2005. Esso ci
permette di capire come cambia il sentiment nel tempo. Sentiment positivo negli

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anni 1995-2000 , legato alla robusta crescita economica americana che traina
l’economia mondiale. Sentiment negativo dal 2000 al 2003, legato alla difficile
situazione economica americana (recessione). L’inizio della crescita economica
riporta nel 2003 un sentiment positivo. Quest’analisi riguarda il sentiment di
lungo periodo,legato in maniera indiscindibile al ciclo congiunturale.

Ma anche i grafici di breve ci indicano il sentiment degli operatori nel breve:

Nasdaq agosto2005-ottobre2005

Come è possibile notare il Nasdaq dopo aver toccato un massimo a inizio


agosto 2005 forma un canale decrescente. Il sentiment di breve diventa

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negativo. Il sentiment peggiora a causa dei timori relativi l’aumento di inflazione
(dovuti all’alto prezzo del petrolio), che comporterebbero manovre di politica
monetaria (aumento tassi). Quindi anche nel breve il grafico ci descrive il grado
di fiducia che gli operatori hanno nel mercato.
Ho riportato questi semplici esempi per spiegare come il grafico sia il principale
indicatore del sentiment di mercato.

2.2.Analisi del sentiment di mercato:concretizzare l’astratto

Conoscere il sentiment di mercato non vuol dire , studiare tutte le variabili


macroeconomiche per effettuare complicatissime e comunque impossibili
previsioni macroeconomiche. Noi dobbiamo soltanto capire com’è il
sentiment,ovvero cosa pensano gli operatori.
Il primo strumento attraverso il quale possiamo analizzare il sentiment di
mercato sono le analisi delle testate giornalistiche finanziarie (anche siti web)
più importanti. Io considero gli articoli dei diversi media(giornali ,siti ,TV) come
un vero e proprio indicatore del sentiment dei mercati. Difficilmente infatti
troverete articoli relativi le previsioni sui mercati discordanti. Leggere quindi le
previsioni dei media non perché gli analisti che le hanno scritte sono più bravi di
noi, ma perché quel tipo di articoli tende a modificare in maniera reale il
sentiment degli operatori. Mi spiego meglio. Se su diverse testate giornalistiche
di rilievo troviamo articoli che prevedono un rialzo del mercato , o che
comunque parlano di mercati al rialzo (e ripeto è difficile trovare articoli
discordanti), chi legge, e quindi tutti gli operatori , sono influenzati da tali articoli,
e tenderanno più a comprare che a vendere. C’è un sentiment positivo. Ecco
cos’ è il sentiment. Un concetto astratto che ogni trader deve essere in grado di
concretizzare attraverso la lettura e l’esperienza.
Un altro strumento per capire il sentiment dei mercati è l’analisi tecnica. Se si
considerano gli indici di mercato più importanti e si analizzano tecnicamente ,è
possibile in maniera immediata capire il trend (trend sarà trattato nel prossimo
capitolo) e quindi il sentiment del mercato. Se gli indici sono inseriti in un trend

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crescente, vuol dire che gli operatori stanno acquistando. Cè quindi un
sentiment positivo. L’analisi tecnica non è altro che lo studio del comportamento
degli operatori attraverso l’analisi dei prezzi. Quindi incrociando le analisi delle
testate giornalistiche con le analisi tecniche sugli indici è possibile avere un’idea
chiara del sentiment del mercato.

2.3.Sentiment e operatività

E’ importantissimo conoscere il sentiment di mercato, poiché ,in presenza di un


trend di mercato positivo, e quindi di un sentiment positivo,un segnale tecnico di
ingresso (long) sarà un segnale molto valido. In presenza di un trend di mercato
negativo invece un segnale tecnico di entrata(long)avrà molte probabilità di
rivelarsi un falso segnale.
E quindi in funzione del sentiment di mercato che decideremo se assumere
posizioni long o short. Bisogna sempre assecondare il mercato, mai decidere di
andare contro corrente, le probabilità di uscire vincenti risulterebbero molto
minori.

2.4.Sviluppo dell’intuito nel trading

Chiarito il concetto di sentiment, esso può essere applicato non solo al


mercato,in generale, ma anche ad un singolo titolo.
C’è chi ad intuito riesce a prevedere rialzi di un titolo.In pratica è in grado di
capire quando si crea un sentiment positivo su di esso. Faccio un esempio per
chiarire il conetto.
Guardiamo diversi giornali e notiamo che su tutti c’è un titolo X che deve
compiere determinate operazioni. Dagli articoli si evince subito , che i giornalisti
reputono buone tali operazioni. Poi studiamo le analisi operative fatte sempre
dai giornali e dai diversi media(compresi TV e siti web), anche qui notiamo che
il titolo è previsto al rialzo. Molto probabilmente il titolo nel giro di una settimana
registrerà un aumento consistente. La previsione non viene fatta in funzione di

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grandi analisi matematiche o algoritmiche, ma semplicemente in funzione
dell’insieme di informazioni accumulate,e della loro interpretazione da parte del
trader.In pratica attraverso l’elaborazione di tutte le informazioni il trader
intuisce che si sta formando un clima positivo intorno al titolo , un sentiment
positivo. Quindi l’intuito è la capacità di interpretazione delle informazioni
recepite dai media. Sottolineo questo concetto poiché spesso il termine intuito
nella borsa porta a pensare a qualcosa di magico o astrologico.
Perché il titolo di cui si parla, salirà?La risposta ci permette di capire meglio il
concetto di sentiment; rispondiamo a queste semplici domande ed avremo la
risposta .Quando un titolo sale?quando aumentano gli acquirenti;Quando gli
operatori e le persone acquistano un titolo? Quando credeno che salirà,quando
hanno fiducia nel titolo,quando sul titolo si crea un clima positivo. Quando si
crea un clima di fiducia su di un titolo? Quando se ne parla in maniera positiva
sui media. Si è chiuso il cerchio.
La bravura del trader sta:
 nel capire se esiste un clima di fiducia su un determinato titolo (quindi
necessita dell’intuito)
 acquistarlo prima che lo facciano tutti
 venderlo prima che lo facciano gli altri.

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