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Capitolo nono

La Matematica
“ Se la matematica non è un’opinione, 1 più 1 fa 2….”

Parole sante. E’ stato uno dei concetti che a scuola abbiamo


imparato per primi. Anche agli scolari più zucconi è entrato in
testa in un modo più o meno indolore. Il concetto è abbastanza
semplice:

1 + 1 = 2;
2 + 2 = 4;
4 + 4 = 8;
8 + 8 = 16...

E abbiamo imparato le somme.


Poi sono venute le sottrazioni:

1 - 1 = 0;
2 - 1 = 1;
9 - 4 = 5;
18 - 9 = 9…..

E abbiamo imparato le sottrazioni….


Poi sono venute moltiplicazioni, divisioni, logaritmi, potenze,
radici quadrate, frattali, pi grechi ecc.. ed abbiamo imparato a
far di conto.
Tutto abbastanza semplice. Così semplice che ormai tante
operazioni avvengono automaticamente, quasi senza pensarci.
Abbiamo penato tanto per la matematica ma, alla fine, abbiamo
imparato tutto (o quasi) per benino.
Ovviamente il tutto funziona in maniera egregia anche per gli
investimenti finanziari, bisogna però tener presente che,
generalmente, in borsa i calcoli si fanno in percentuale e non in
valori assoluti. Far di conto in termini percentuali non è una
cosa usuale e si rischia concretamente di fare un po’ di
confusione.
Vale la pena di esporre alcune esemplificazioni che ci possono
aiutare nella corretta messa a fuoco del problema…
• Se è vero che +10 -10 fa zero, in borsa, se ad un rialzo
del 10% segue un ribasso del 10%, il risultato non sarà
zero ma -1%….. Allo stesso modo, se a un ribasso del
10% segue un rialzo del 10%, il risultato sarà sempre -
1%… Il concetto è facilmente assimilabile se, invece
che parlare di numeri asettici, facciamo di conto con i
soldi. Oggi investo 10.000 euro su un titolo e domani lo
vedo fare un bel + 10%. I miei 10.000 euro sono in un
solo giorno diventati 11.000 euro. Passa un altro giorno
ed il mio titolo perde un 10%… che su 11.000 euro
equivale a 1.100 euro ed il mio capitale si riduce a
9.900 euro…. La regola, ovviamente, è rispettata anche
nel caso contrario: oggi investo 10.000 euro su un titolo
che perde subito un 10% ed il mio investimento arriva a
9.000 euro. Il giorno dopo la giornata è decisamente
buona ed il titolo guadagna un bel 10%. Il mio capitale
però si ferma per incanto a soli 9.900 euro… - 10% +
10% = -1%.
• Se aumentiamo le percentuali di perdita, aumentano in
maniera drammatica le percentuali di utile necessarie
per pareggiare i conti. Anche in questo caso qualche
esempio chiarirà le idee. Conosco gente che ha
comprato nel 2007 le azioni Unicredit a 6 euro e poi le
ho viste scendere un anno dopo a 3 euro con una perdita
del 50%. Purtroppo se da 3 euro le Unicredito si fossero
fatte un 50% di rialzo sarebbero arrivate solamente a
4,5 euro, ben lontane dai 6 euro di partenza di partenza.
Per rivedere i 6 euro di partenza, le quotazioni
dovevano fare un 100% di rialzo…
• Le formule matematiche sono semplici:
-50% + 50% = -25%;
-50% + 100% = 0%.
Più sono alte le percentuali di ribasso più aumentano
queste differenze…

Unicredito nell’autunno del 2008 è scesa fino a sotto i 0,6


euro con un ribasso superiore al 90%… per ritornare a quota 6
euro gli basta un rialzino del 900% ... e quindi -90% + 900% =
0.
Alla faccia della matematica. Quasi tutti coloro che hanno
comperato le Unicredito verso quota 6 hanno imparato a loro
spese (ed è stata una lezione particolarmente cara) a cosa
servono gli stop-loss.
Hanno anche imparato (anche questo a caro prezzo) che in
borsa non si media mai un titolo al ribasso.
La cosa più paradossale di queste situazioni è però un'altra e,
per capirla pienamente serve un piccolo esame di coscienza da
fare serenamente.
Pensate per un momento a quella che è stata la vostra migliore
operazione borsistica in termini percentuali….
A qualcuno sarà anche capitato di fare performance a tre cifre
ma sono situazioni sicuramente non all'ordine del giorno,
generalmente ci si accontenta di molto meno.
Se però abbiamo le Unicredito (o altri titoli) in portafoglio a
prezzi ormai assurdi, tutto quello che speriamo è di poter un
giorno rivedere i nostri soldini e vendere il titolo non appena si
avvicina ai prezzi di carico… avremmo fatto la più grossa
performance di tutti i tempi senza guadagnare il becco di un
quattrino.
C'è un qualcosa di perverso nelle nostre aspettative, anche in
questo caso esce la doppia anima del dottor Jekill e di Mr.
Hide:
• quando impostiamo una nuova operazione ci
accontentiamo di guadagnare pochi punti percentuali e
ne siamo pienamente soddisfatti;
• sui titoli dove stiamo perdendo molto, riponiamo le
nostre speranze in rialzi stratosferici solo per poter
uscire in pari…..

Dal punto di vista pratico, quello che dovrebbe essere chiaro è


che un titolo, al massimo può perdere il 100%, non di più….
Specularmente, non esiste un limite a quanto possano salire le
quotazioni di un titolo: i rialzi possono essere nell’ordine di
decine, centinaia, migliaia di punti percentuali… e tutto il
rialzo di un titolo si rispecchierà fedelmente nel 100% massimo
di ribasso che può fare…
Dal punto di vista pratico, questo significa che è più facile
guadagnare che perdere…
Per capire appieno le dinamiche, ipotizziamo un investimento
di 10.000 euro fatto su due titoli, uno con un andamento
positivo, uno viceversa con un andamento negativo. Per
semplificare il tutto, ipotizziamo che i due titoli si muovano in
maniera opposta, l’uno guadagna il 2% al giorno, tutti i santi
giorni; l’altro perde il 2% al giorno, tutti i santi giorni….
andamento del capitale ipotizzando rialzi del 2% al giorno.

andamento del capitale ipotizzando ribassi del 2% al giorno.


Diciamo subito che l’esempio è stato volutamente spinto un
tantino al di là dei limiti e che nella realtà non credo si sia mai
presentata una situazione del genere però credo che il
meccanismo appaia in maniera molto evidente…
Dopo 10 giorni di rialzi del 2% al giorno, il guadagno è di poco
inferiore ai 22 punti percentuali; dopo 10 giorni di ribassi del
2% al giorno, la perdita è di poco superiore ai 18 punti
percentuali…
Dopo 100 giorni, il guadagno supera il 624% e il capitale
iniziale è lievitato a più di 70.000 euro; le perdite, sempre dopo
100 giorni, hanno superato l’86% e il capitale si è ridotto sotto
i 1.400 euro… e non andiamo avanti.
Metodo e disciplina
"Figlio, sin dalla giovinezza medita la disciplina,
conseguirai la sapienza fino alla canizie.
Accòstati ad essa come chi ara e chi semina
e attendi i suoi ottimi frutti;
poiché faticherai un po’ per coltivarla,
ma presto mangerai dei suoi prodotti."1

Per prima cosa è meglio chiarire che tutti coloro che operano
sui mercati lo fanno con metodo.
Tutti, nessuno escluso.
Questo da solo dovrebbe bastare per chiarirci un aspetto che
rischia di non avere il peso che merita: ammesso e verificato
che la maggior parte di chi opera in borsa perde, dovrebbe
essere chiaro che le perdite non sono dovute al caso o alla
sfortuna2 ma, con ogni probabilità, chi opera sul mercato attua
inconsciamente una precisa strategia per conseguire l’obiettivo
di perdere soldi.3
In secondo luogo va specificato che la maggior parte di chi
opera non sa di avere un metodo… assolutamente inconscio.
Il metodo altro non è che l’insieme di regole che governano la
nostra operatività.
La disciplina altro non è che l’applicazione ferrea di tali regole.
Presi singolarmente, metodo e disciplina valgono come il due
di picche quando la briscola è cuori; in coppia formano un
team formidabile.

1
La Sacra Bibbia – Siracide Capitolo 6 - 18,19 – La Scuola della Sapienza
2
Se le perdite dipendessero dal caso, solo il 50% degli operatori sarebbe in
perdita; se invece dipendessero dalla sfortuna ci sarebbe almeno un 50%
degli operatori in utile…
3
Avete letto bene, non è un refuso…
Per chi inizia ad operare in borsa, il matrimonio o la semplice
convivenza fra metodo e disciplina non sono quasi mai
possibili.
Del metodo non si trova traccia manco a cercarlo con il
lanternino, e non parliamo della disciplina!
Un metodo operativo non si può comperare: non è uno
strumento ma una capacità che si acquisisce solamente
operando in prima persona, costa fatica, tempo e molti soldi
persi.
Un metodo non è trasmissibile.
Lo stesso metodo, applicato da persone differenti, porta a
risultati diversi.
Metodi diversi, applicati da diversi operatori, possono portare a
risultati uguali.
Nella stragrande maggioranza dei casi, qualsiasi metodo
(inconscio) utilizzato da chi approccia per la prima volta il
mercato, porta allo stesso risultato: perdite su perdite.4
Per creare un metodo operativo è di fondamentale importanza
rendersi conto dei propri limiti e delle proprie capacità, della
differenza che c’è fra quello che vogliamo fare e quello che
possiamo fare…
Tutti noi abbiamo un metodo per operare in borsa, riuscire a
capirlo e affinarlo ci permette di imparare dai nostri errori e,
possibilmente, evitare di ripeterli.
L’acquisto di un titolo è solamente l’ultimo anello di una
catena di eventi: si verifica una determinata condizione e parte
la conseguente azione. Il semaforo diventa verde e noi ci
mettiamo in moto, quando torna rosso ci fermiamo. Tutto qui,
tutto molto semplice.

4
Se avete iniziato guadagnando, non disperate… è solo questione di tempo
(e, in ogni caso, bisogna tener conto anche delle operazioni non ancora
chiuse…)
Riuscire a rendersi conto che quando compriamo o vendiamo
utilizziamo un metodo, è già un buon risultato. Probabilmente
ancora ci sfugge che tipo di metodo usiamo, però sappiamo che
le nostre operazioni vengono predisposte in base ad una
determinata combinazione di eventi. Se le operazioni che
facciamo sono prevalentemente corrette e ci fanno guadagnare
soldi, abbiamo la fortuna di avere un buon metodo operativo,
anche se non ce ne rendiamo pienamente conto. Quando
facciamo delle operazioni che regolarmente ci vanno male, il
metodo esiste ugualmente, peccato sia sbagliato.
Se operiamo senza in realtà renderci conto del perché poniamo
in essere determinate operazioni (giuste o sbagliate che siano)
il rischio è quello di continuare a ripetere gli stessi errori.
C’è della gente - qualcuno lo conoscerete sicuramente anche
voi - che ha un particolare fiuto per le operazioni finanziarie. Il
fiuto per gli affari altro non è che un metodo talmente raffinato
da essersi completamente integrato nella personalità di chi ha
la fortuna di possederlo: si tratta, in buona sostanza, del saper
riconoscere immediatamente il crearsi di determinate situazioni
ed agire di conseguenza, senza nemmeno esserne consapevoli.
Raramente chi ha un buon metodo commette gravi errori.
Non è una cosa facile crearsi un metodo operativo, gli ostacoli
maggiori sono a livello inconscio, dobbiamo imparare a capire
quali sono gli interruttori che scattano e riuscire a controllarli;
se riusciamo a far questo, piano piano, noteremo che inizierà a
crescere dentro di noi un fiuto particolare per le operazioni
finanziarie.
Purtroppo - o per fortuna - un metodo operativo non si può
comperarlo al supermercato, sicuramente non è possibile
acquisirlo con un corso di un paio di giornate: per ottenerlo
bisogna lavorare molto e riuscire a sviluppare un senso critico
non indifferente.
Dobbiamo quindi iniziare a scrivere il nostro "diario di bordo"
delle operazioni. Non è una cosa difficile da fare, basta
annotarsi diligentemente quali sono state le cause che ci hanno
fatto impartire l’ordine d’acquisto o di vendita. In altre parole,
dobbiamo scrivere quello che abbiamo fatto e perché lo
abbiamo fatto, senza barare e cercando di essere il più concreti
e oggettivi possibile.
Non acquistiamo le Fiat perché oggi è una bella giornata di
sole, le acquistiamo perché sono scese tanto, ci sono gli
incentivi, la borsa sale, alla televisione hanno detto che è una
azienda buona e avanti di seguito con una serie di motivazioni
più o meno valide.
Togliamo tutti i fronzoli e cerchiamo di farci uno schema più o
meno ampio di dati che possano essere comparati e confrontati
con le operazioni che faremo in futuro.
Un mese con un grande trader.

La scorsa estate ho avuto l'opportunità di conoscere ed


apprezzare quello che a ragione posso annoverare fra i più
bravi trader che io abbia mai conosciuto. Poche volte sono
stato a contatto con una persona dotata di una tale genialità e
voglia di sperimentare. Posso dire di avere imparato molte cose
in quel mese; non credo di essere altrettanto bravo a
ritrasmettervi tali conoscenze e sensazioni ma provarci non
costa nulla....
Lui era in ferie, ben deciso a godersele tutte e a non farsi
prendere dal lavoro, ci trovavamo il mattino presto a colazione
difronte ad un bel bicchiere di latte e, immancabilmente tutte le
mattine, prima che io lo congedassi per recarmi in ufficio a
lavorare mi indottrinava su cosa avrebbe fatto il mercato in
quella giornata.... era in ferie e non aveva alcuna voglia di
seguire i titoli così i suoi consigli erano mirati solamente
sull'indice: oggi sale....., oggi scende... ragazzi che splendide
operazioni ho concluso!
Mi ritrovavo poi in ufficio e, una mezzoretta dopo l'apertura
inserivo gli ordini sulla base di quanto ci eravamo detti a
colazione. L'unica regola che mi aveva dato era quella di
chiudere l'operazione qualora il mercato fosse sceso per più di
tre punti percentuali dal livello di entrata o dal successivo
massimo, non voleva seguire lui le posizioni - aveva di meglio
da fare - questo era compito mio.

In poco più di un mese, seguendo le sue indicazioni ho


guadagnato più del 47% con una dozzina di operazioni in utile
e una decina in perdita.
Non sono riuscito a capire qual'era il suo segreto per avere una
tale tranquillità nell'impostare le operazioni, era in ferie e
voleva godersele tutte. Parlavamo di moltissime cose ma
l'unica cosa che mi diceva sulla borsa erano quattro parole....
oggi sale..... oggi scende...
.........
Poi è arrivato settembre e con settembre mio figlio Daniele ha
ripreso ad andare all'asilo. Io continuo ad alzarmi presto, lui
dorme più a lungo e così non riusciamo più a trovarci a
colazione per parlare di borsa; come non bastasse, all'asilo non
permettono il telefono cellulare....

Tutti noi abbiamo un figlio, una moglie, una fidanzata o


un'amante che di borsa non ci capisce una mazza con cui fare
colazione.
Basta chiedere cosa farà la borsa ed agire di conseguenza con
l'accortezza di chiudere al più presto le operazioni sbagliate e
lasciare correre quelle giuste. E' veramente così semplice...

Per coloro che vogliono un rischio maggiore c'è sempre a


disposizione la suocera....
Lo schema operativo
Carta e penna5 sono gli strumenti più importanti di cui devono
dotarsi tutti gli aspiranti traders. All’inizio i software di analisi
tecnica servono a poco, le piattaforme di trading servono
principalmente a perdere soldi. Carta e penna permettono di
tener traccia dell’operatività fatta, permettono di mettere nero
su bianco le motivazioni che hanno scatenato l’operatività,
permettono, ex post, di capire dove, come, quando e perché si
sono guadagnati e persi soldi. E non è poco. Diciamo che è
pressappoco il 95% di quello che serve per riuscire ad imparare
a far soldi in borsa….
Nel diario di bordo dell’operatività vanno identificate tutte le
possibili cause che scatenano la vostra operatività. Non esiste
un modello predefinito, di seguito trovate uno schema che però
deve essere adattato alla vostra specifica operatività. La
difficoltà maggiore, all’inizio, sarà quella di identificare le
variabili che entrano in gioco nelle vostre scelte. Una volta
fatto questo, compilare lo schema prima di operare vi porta via
pochissimo tempo (scoprirete come per magia che le cause
sono quasi sempre le stesse) e vi potrà aiutare tantissimo nella
comprensione del vostro modo di operare sui mercati.
Alcune puntualizzazioni su quanto ci deve essere nello schema
operativo:
• l’operatività (breve, medio, lungo periodo) va definita
prima di piazzare l’ordine. Se un’operazione nasce di
breve, non dovrebbe morire di lungo e viceversa.
Breve, medio e lungo periodo sono definizioni
assolutamente soggettive e valgono solo per voi. Una

5
Visti i tempi direi che anche un foglio di Excel può andar bene…. (se non
sapete cos’è un foglio di Excel di sicuro carta e penna bastano ed
avanzano…)
volta che però avete definito cosa per voi significano,
non cambiate le carte in tavola;
• il panorama economico, le voci, le notizie, i giornali,
internet e la TV all’inizio sono sicuramente presenti nel
vostro schema; non appena vi renderete conto che
incidono negativamente sull’operatività6 cercherete di
non tenerli più in considerazione (e non sarà facile);
• gli elementi di analisi tecnica entrano nello schema
solamente se utilizzate tali ausili informatici. Se non
masticate nulla di analisi grafica, si possono
tranquillamente saltare…;
• obiettivo e stop-loss sono fondamentali. Prima di porre
in essere una qualsiasi operazione dovete aver chiaro
l’obiettivo e lo stop-loss. Da una parte si chiude in utile,
dall’altra in perdita ma, cosa più importante, si pianifica
l’operazione e si elimina completamente la possibilità
di errori… Si riesce anche a capire se rischiamo tanto
per guadagnare poco (e non va bene) o se rischiamo
poco per guadagnare tanto (e va decisamente
meglio…).

Tutto il resto lo lascio a voi, tenete presente che questa è la


cosa più importante da fare per poter iniziare a capire e
migliorare la vostra metodologia operativa, senza questo
passaggio, difficilmente si riescono ad ottenere risultati di
rilievo.

6
Riuscirete a rendervene conto solo inizierete a segnarvi tutte queste cose…
Stress e assuefazione
L’operatività in borsa è solo un mezzo, non il fine.
Un’operatività sana dovrebbe avere un impatto emotivo
tendente a zero ed essere basata su elementi il più razionali
possibile.
Più il trading è emotivo, più aumentano le probabilità che
questo sia poco profittevole o, per essere più chiari, che porti a
delle grosse perdite.
Se l’attività di trading si porta dietro l’emotività, si porta dietro
anche il rischio concreto di essere stressante e creare
assuefazione.
Lo stress da trading ti fa perdere, oltre ai soldi, porzioni più o
meno grosse di fegato (i soldi si possono riguadagnare,
recuperare il fegato non sempre riesce).
Lo stress non ti permette di dormire serenamente, non ti da la
tranquillità necessaria per operare correttamente, non ti
permette di goderti la partita di pallone o la cena con gli amici.
Lo stress da trading ti pone in uno stato di profonda insicurezza
e apatia.
L’assuefazione ti obbliga a operare con cifre sempre maggiori:
l’obiettivo ormai non è più il guadagno ma l’emozione che ti da
l’operatività e per ottenere la stessa gratificazione emotiva devi
investire cifre sempre maggiori.
E’ importante tener presente che l’operatività sui mercati può
dare stress e portare all’assuefazione: non è nulla di
particolarmente grave se si riesce a prenderne coscienza per
tempo. Se però non ce ne rendiamo conto, il problema rischia
di diventare molto grave e portare a grosse perdite, non solo
economiche.
Un’affidabile indicatore e nel contempo uno dei vaccini più
importanti che abbiamo a disposizione per stress e assuefazione
è dato dall’inattività: per sapere se siamo in assuefazione da
trading basta liquidare tutte le posizioni e… aspettare...
• Qualche giorno o qualche settimana di assoluta
inattività finanziaria sono generalmente sufficienti a
liberare la nostra mente e farci ricaricare le batterie un
po’ scariche.
• Se però dopo qualche giorno o peggio qualche ora
siamo nuovamente attaccati al monitor delle quotazioni
beh, in questo caso c’è un problema. Serio. Molto serio.
A dirla tutta, in questi casi non si può nemmeno più parlare di
attività di trading, il termine corretto è un altro: patologia
compulsiva e non è una bella roba.
Non sono un medico ma se siete in questa situazione,
difficilmente ne uscirete da soli. Chiedete aiuto…

“Okay, Houston, we've had a problem here"7

7
John L. Swigert, dall’Apollo 13 nell’aprile 1970… “Houston, abbiamo
avuto un problema…”