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Recensioni

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DIFESA

F-16 Fighting Falcon. The Free World’s Most Gli autori affrontano la questione dal punto di vista operativo tedesco:
l’obiettivo era di conquistare il controllo dell’aria sul teatro dove poteva av-
Popular Fighter venire uno sbarco tedesco: che metodi hanno impiegato, che risposta hanno
dato i britannici e perché non hanno avuto successo?
di Bertie Simmonds, Mortons Media Group, Lincolnshire (UK) La loro analisi parte da lontano ed esamina con particolare attenzione i vertici
2020, pp. 130, £ 7.99 delle due aeronautiche e la preparazione. Viene presentato il sistema di avvi-
stamento e di controllo dei caccia britannici, un elemento fondamentale della
La serie “Aviation Classics” è da molti anni un solido riferimento per gli ap- battaglia, forse decisivo: i radar, naturalmente, ma anche i punti di avvista-
passionati di aviazione, con un ottimo rapporto qualità/prezzo e una vasta mento dell’Observer Corps e la rete di collegamento verso i centri di control-
serie di titoli in continua evoluzione. Questo volume dedicato al celebre F-16 lo che guidavano gli Hurricane e gli Spitfire. Il confronto inizia con gli attacchi
Viper mantiene le promesse. L’impostazione è molto gradevole, con un’al- al traffico navale nella Manica, poi si sviluppa nella battaglia vera e propria, il
ternanza fra la disamina storica e tecnica e numerose interviste a piloti, pro- tentativo di mettere fuori combattimento la caccia britannica in aria e con gli
gettisti e tecnici che hanno visto evolvere il versatile aeroplano da caccia attacchi ai suoi aeroporti, fino alla decisione fatale quando, per le troppe per-
leggero da dogfight a sofisticato multiruolo, in grado di sostituire vere e pro- dite di bombardieri, l’offensiva si sposta contro Londra.
prie leggende dell’aviazione come F-4 Phantom, F-104, Mirage e A-7. Per ogni giornata abbiamo ogni dettaglio, gli orari, i reparti impegnati, i risul-
Molto ben scritto e godibile, il volume inizia con l’analisi delle specifiche tati dei duelli e dei bombardamenti, accompagnati da tabelle, mappe e inseri-
USAF ACF e LWF, fondamentali per plasmare uno dei velivoli più rivoluzio- menti con trafiletti sui protagonisti, generali e piloti. Le illustrazioni sono nu-
nari dell’era recente, proseguendo col prestigioso “contratto del secolo” merose, con molte foto ben note colorate digitalmente, ma è per il testo ap-
in ambito NATO che spiazzò molti vertici dell’Alleanza e provocò un vero e profondito che questo lavoro si merita di essere giudicato definitivo.
proprio trauma nella prestigiosa Dassault, il cui pur valido Mirage F.1 in- (Roberto Gentilli)
vecchiò di colpo di fronte alle innumerevoli innovazioni del prodotto di Ge-
neral Dynamics.
Anche i capitoli sull’operatività e l’evoluzione sono ricchi di dettagli molto in- La Guardia Nazionale Repubblicana,
teressanti, particolarmente quando sottolineano le mancanze delle prime
versioni F-16A e F-16B, ancora acerbe e non in grado di lanciare missili a me- nella memoria del generale Niccolo
dio raggio, al contrario del Mirage F.1C. L’autore analizza anche il servizio con Nicchiarelli 1943-1945
la forza aerea israeliana, i successi nella guerra del Golfo e le versioni più re-
centi, oggetto di importanti aggiornamenti nell’avionica e nei sensori. di Stefano Fabei, Mursia, Milano 2020, pp. 216, € 18
(Marco De Montis)
L’argomento di questo libro è più limitato rispetto ad altri studi di Fabei, anche
solo nell’ottica della storia della Repubblica Sociale Italiana – sulla quale chi
British Battleship vs Italian Battleship - The scrive ha recensito in questa rubrica I neri e i rossi - Tentativi di conciliazione
tra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini (Mursia 2011), che consi-
Mediterranean 1940-41 gliamo anche in questa occasione – ma identiche sono la serietà e l’equilibrio
con cui viene trattato, qualità a loro volta “sigillate” dalla curatela di Maurizio
di Mark Stille, Osprey Publishing, Oxford 2020, pp. 80, £ 13.99 Pagliano, forse l’ultima, o almeno una delle ultime firmate da questo straor-
dinario professionista dell’editoria scomparso nell’agosto 2019.
Agile libretto di 80 pagine, splendidamente illustrato da foto, di- Il testo che qui segnaliamo fornisce una storia della Guardia Nazionale Re-
segni tecnici e mappe, che analizza e riassume il confronto fra le corazzate pubblicana (GNR), la prima tra le forze armate della RSI a essere costituita e
italiane e quelle britanniche nei primi due anni della guerra nel Mediterraneo. una delle più consistenti per numero di uomini, nella quale furono inquadrati
L’autore esamina le differenze tecniche e concettuali fra le navi italiane, le 120.000 “camicie nere” della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale
classi Cavour, Caio Duilio e Vittorio Veneto, e le rivali Queen Elizabeth, Royal (MVSN) e 90.000 carabinieri, con il compito principale di garantire il control-
Sovereign, Nelson e King George V, il loro armamento, i loro corpi ufficiali e gli lo del territorio. L’eterogenea provenienza del personale, plasmato da diver-
equipaggi, la loro preparazione e il loro morale. Considera poi la situazione se tradizioni e sensibilità politiche, diede vita a quello che il generale Graziani
strategica, i compiti delle due flotte e infine analizza le battaglie in cui si sono definì “un ibrido e naturalmente non riuscito connubio”.
affrontate: Punta Stilo, o battaglia di Calabria per i britannici, Capo Teulada e In particolare, i militi dell’Arma, da sempre legati alla monarchia sabauda
Matapan, finendo con un’analisi di come quegli eventi hanno condizionato che li aveva istituiti nel 1814, erano sospetti agli occhi dei tedeschi e dei fa-
l’evoluzione complessiva del conflitto. scisti intransigenti, i quali ordirono progetti per eliminarli. Per proteggerli si
L’autore, ufficiale della US Navy, giunge a conclusioni obiettive sugli uomini e adoperò il generale Niccolo Nicchiarelli, ideatore e vicecomandante della
sulle navi della Regia Marina, criticando gli eccessi della propaganda britan- GNR dall’estate 1944, che pur essendo una “camicia nera” li considerava
nica dell’epoca poi erroneamente accettati come fatti storici, e rifacendosi a “l’unica forza di polizia disciplinata e tecnicamente preparata”, indispensa-
studi moderni, molto più equilibrati, come quelli di Vincent O’Hara citati in bi- bile non soltanto per assolvere i compiti d’istituto della Guardia, ma anche
bliografia. I ritratti dei protagonisti, gli ammiragli Cunningham e Iachino, e un per presidiare il territorio nazionale dopo la fine del fascismo e garantire la
valido indice analitico completano questo bel lavoro, che aggiunge poco per continuità dello Stato.
l’esperto se non un’elegante iconografia, ma è un’ottima e completa sintesi di La ricostruzione di queste complesse dinamiche interne alla RSI è affidato
un capitolo di storia ancora oggetto di polemiche. alle memorie dello stesso Nicchiarelli (al quale ha dedicato una biografia
(Roberto Gentilli) pubblicata da Macchione nel 2013), la cui visione responsabile e “istituziona-
le” emerge anche nel ruolo che egli ebbe nel fallito tentativo di Mussolini di
organizzare un passaggio dei poteri ai socialisti (si legga in proposito I neri e i
rossi) per evitare bagni di sangue e distruzioni fra italiani nella fase termina-
To defeat the Few le del fascismo.
La seconda metà del libro è occupata da un’Appendice con numerosi docu-
di Douglas C. Dildy e Paul F. Crickmore, Osprey Publishing menti e fittissime note al testo. Una sezione centrale presenta immagini fo-
Oxford 2020, pp. 384, £ 30 tografiche tratte per la maggior parte dall’archivio di Paolo e Giorgio Pisanò.
In definitiva, un lavoro di notevole interesse, consigliabile ai lettori che sanno
Sui “few”, i pochi piloti della RAF che salvarono la Gran Bretagna dall’invasio- comprendere e apprezzare le complessità della storia, al di là delle convin-
ne hitleriana, e sulla Battaglia d’Inghilterra, sono disponibili centinaia di libri, zioni politiche.
ma questo nuovo grosso lavoro fornisce una lettura completa e innovativa. (Angelo Pinti)

82 AGOSTO/SETTEMBRE 2020