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Carlo Alberto Lugli – Tecnologo Alimentare

Benvenuti
Presentazioni
• Nome e cognome
• Lavoro
• Esperienza professionale
• Esperienza specifica nella gestione
della conformità legislativa dei MOCA
I MOCA E IL PANORAMA
LEGISLATIVO
Esercitazione 1
Individualmente, abbinare a ciascuna definizione il
termine che si pensa essere più appropriato.
MOCA: cosa sono?
Materiali e oggetti che sono destinati a entrare in
contatto con gli alimenti e che sono stati progettati
per una funzione specifica.
1. Contenere
2. Proteggere e preservare
3. Facilitare la movimentazione e il trasporto
4. Presentare e vendere il prodotto
5. Consentire una lavorazione specifica
Alcuni esempi…
Il perché di una normazione unitaria?
• Armonizzazione
• Valutazione del rischio EFSA
• Responsabilizzazione del business operator
• Rintracciabilità
• RASFF
Il ruolo della normativa nazionale
I materiali gestiti da norme nazionali specifiche:
1. Acciaio (DM 21/03/73)
2. Alluminio (DM 76/2007)
3. Banda cromata (DM 243/1988)
4. Banda stagnata (DM 18/02/1984 aggiornato con DM n. 405
del 13/07/1995)
5. Carta e cartone (DM 21/03/73)
6. Legno e sughero (Decreto del Presidente della Repubblica
23 agosto 1982 n. 777)
7. Vetro (DM 21/03/73)
8. Elastomeri (DM 21/03/73)
Legge 283/1962 e DPR 777/1982
La legge 283 è tuttora in vigore, MA non per i MOCA, in
particolare l’art. 11 è stato sostituito dal DPR. I MOCA non
devono essere:
a) piombo, di zinco o di leghe contenenti piu' del 10 per
cento di piombo
b) stagnati internamente con stagno contenente piombo
al di sopra dell'1 per cento;
c) rivestiti internamente con strati vetrificati, verniciati o
smaltati che, messi a contatto per 24 ore con una
soluzione all'1 per cento di acido acetico, cedano
piombo alla temperatura ordinaria;
d) costituiti da materiale nella cui composizione si trovi piu'
di tre centigrammi di arsenico per 100 grammi di
materiale.
D.Lgs 29/2017
Dal 31 Luglio 2017 grazie al D.Lgs. 29/2017 tutte le
aziende coinvolte nella filiera MOCA (escluse quelle
che vendono direttamente al consumatore) devono
segnalare la propria attività. Ogni regione ha recepito
in maniera differente il decreto.

Il decreto contiene anche la disciplina sanzionatoria


rispetto ai regolamenti comunitari.
D.Lgs 29/2017
Le sanzioni riguardano articoli specifici dei
regolamenti UE, in particolare:
1. Reg. CE 1935/2004: fino a 80000 €
2. Reg. CE 2023/2006: fino a 40000 €
3. Reg. CE 450/2009: fino a 60000 €
4. Reg. UE 10/2011: fino a 60000 €
5. Reg. CE 282/2008: fino a 30000 €
6. Reg. CE 1895/2005: fino a 60000 €
La normativa quadro:
Reg. CE 1935/2004
Nel 2004 è stato pubblicato il Reg. CE
1935/2004, norma quadro per i MOCA, ma
sono esclusi dal campo di applicazione:
1. Oggetti di antiquariato, che hanno perso
la loro funzione originale
2. Parti alimenti che fungono da copertura e
che possono essere commestibili
3. Impianti di approvvigionamento idrico
La normativa quadro: Reg. CE
1935/2004
1. I MOCA non devono costituire un
pericolo per la salute umana
2. Non devono comportare una
modifica inaccettabile della
composizione dei prodotti alimentari
3. Comportare un deterioramento delle
caratteristiche sensoriali
4. Nascondere il deterioramento degli
alimenti (materiali attivi)
La normativa quadro: dichiarazione di
conformità
Documento che deve accompagnare i MOCA ed è
diverso a seconda della filiera. Contiene almeno:
1. Identità del business operator che emette la DdC
(se importatore, chi è il produttore originale)
2. Indicazioni sui materiali utilizzati, limitazioni d’uso e
restrizioni
3. Esplicito riferimento alle leggi di riferimento del
materiale
4. Prove di migrazione
5. Data, firma e revisione
La normativa quadro: rintracciabilità
La normativa quadro: rintracciabilità
La normativa quadro: etichettatura
Etichettatura dei MOCA
«Per contatto con prodotti alimentari» o indicazione
specifica dell’impiego o il simbolo
La normativa quadro: etichettatura
Istruzioni d’uso sul corretto utilizzo dei materiali a contatto, in
particolare tempo e temperatura di contatto, etc.
La normativa quadro: etichettatura
Il nome o la ragione
sociale e l’indirizzo
dell’operatore
economico che fabbrica
distribuisce o importa il
MOCA
La normativa quadro: etichettatura
Un’identificazione che ne consenta la rintracciabilità
La normativa quadro: etichettatura
Informazioni sui materiali e oggetti attivi e sulle
sostanze rilasciate.
IL SISTEMA DI ASSICURAZIONE
QUALITÀ
REG. CE 2023/2006
Campo di applicazione
Il Reg. 2023/2006 richiede che tutte
le aziende coinvolte nella filiera
MOCA abbiano un sistema di
assicurazione qualità:
1. Esclusi i produttori delle sostanze
di partenza
2. Esclusi i produttori di macchine
per la trasformazione di alimenti
Il sistema di assicurazione qualità
Il sistema di assicurazione è l’insieme di pratiche e
informazioni documentate che gestiscono i processi.
Può comprendere:
1. Manuali
2. Procedure
3. Istruzioni operative
4. Accordi
Il sistema di controllo qualità
Insieme di attività documentate per verificare la
conformità ai requisiti specificati nel sistema di
assicurazione qualità. Si traduce in:
1. Registrazioni
2. Documentazione di supporto
3. Dichiarazione di conformità
SAQ SCQ GMP
GMP
Le buone pratiche di fabbricazione devono tener
conto:
1. Conoscenze e competenze del personale
2. Scopo e campo di applicazione
dell’organizzazione
3. Complessità
4. Non essere troppo onerose
GMP

MedProds Ltd
Foodstuff Ltd
Fictious Food Product
Esercitazione 2
Quali GMP avete previsto nella
vostra azienda?
Personale
Il personale svolge un ruolo fondamentale, per cui si
rende necessario renderlo consapevole e
competente. Bisogna tener conto di:
1. Il campo di applicazione (tipo di materiale,
processi, etc.)
2. Destinazione d’uso del materiale a contatto (baby
food, prodotti stabili a temperatura ambiente,
etc.)
3. L’impatto che il personale può avere sul
processo/materiale
Personale
Le aziende della filiera MOCA devono assicurare che
il personale sia formato:
1. Rispetto a ruoli e responsabilità assegnate
2. Rispetto alle questioni di sicurezza alimentare e
qualitative attinenti al prodotto/processo
3. Sulle questioni generali di igiene
Personale
Mansionario
Descrizione della mansione, delle competenze e delle conoscenze che deve avere quella
figura professionale

Programma di formazione
Stabilire un programma a lungo termine della formazione necessaria per sviluppare le
competenze del personale, in base alle esigenze del singolo

Verifica dell’efficacia e miglioramento


Verificare l’efficacia della formazione tramite monitoraggi in campo e pianificare formazioni
di potenziamento
Sostanze chimiche
Le sostanze chimiche sono presenti a vario titolo
all’interno della filiera MOCA, in particolare sono da
gestire in maniera oculata:
1. Solventi
2. Vernici, inchiostri, coating e lacquer
3. Lubrificanti
4. Detergenti e igienizzanti
Sostanze chimiche
Per lo stoccaggio, la manipolazione e l’utilizzo sono da tenere in
considerazione:
1. Aree ventilate o camere con aspirazione per evitare
l’accumulo di vapori (zona preparazione vernici e inchiostri
litografia, magazzini, etc…)
2. Vasche di raccolta, chiare etichette e SDS
3. La contaminazione dei materiali da vapori durante le fasi ad
alta temperatura (forni)
4. L’alimentarietà (food grade) delle sostanze che possono
venire a contatto con alimenti, anche accidentale
(lubrificanti)
5. La rintracciabilità di lacquer, coating, vernici e inchiostri
utilizzati
Pulizia
Le pulizie servono per mantenere sotto controllo
pericoli fisici (sporco), chimici (residui di sostanze
chimiche e allergeni) e microbiologico (importante
per produttori di materiali a contatto con alimenti
deperibili e baby food).
Pulizia
CHI DOVE COME QUANDO COSA PERCHE’

- Chi svolge le Area - Quali Frequenza - Linea Obiettivo


pulizie detergenti - Macchina dell’attività
- Quali - Quali - Impianto di pulizia
competenze attrezzi
deve avere
Qualifica fornitori
I fornitori delle sostanze di partenza
(granuli di polimeri, lingotti, etc.) devono
essere selezionati, valutati, e rivalutati
secondo criteri stabiliti dall’azienda,
tenendo conto di:
1. Requisiti cogenti
2. Requisiti interni (processo,
destinazione d’uso, etc.)
3. Requisiti dei clienti
Qualifica fornitori: criteri
Regolamenti,
leggi nazionali
Cogente e del Paese di
esportazione,
DdC, DdS

Storicità,
prezzo, sistemi
Interni
di sicurezza e
qualità, etc.

Destinazione
Clienti
d’uso
Qualifica fornitori: valutazione
Questionario Audit esterno
PRO CONTRO PRO CONTRO

Economico Non mi assicura la Osservazione completa Più costoso


conformità e l’efficacia di processi e prodotti
dei processi

Di immediata leggibilità Non vedo Verifica degli aspetti di Richiede competenze


processi/prodotti sistema specifiche

Di facile gestione Valutazione parziale Maggiore garanzia


della conformità e
dell’efficacia rispetto ai
requisiti
Informazioni essenziali Maggiori informazioni
organizzate utili

Non richieste particolari


competenze
Qualifica fornitori: rivalutazione
I fornitori vanno rivalutati con cadenza pianificata o
se subentrano modifiche sostanziali:
1. Cambio destinazione d’uso
2. Cambio sostanze di partenza o nei processi da
parte del fornitore
3. Cambio ragione sociale
4. Etc.
Specifiche
Con specifiche si intendono i parametri di processo e
le caratteristiche dei materiali di partenza, dei
semilavorati e dei prodotti finiti.
Queste dovrebbero essere stabilite a monte della
produzione in base alla destinazione d’uso e solo il
personale autorizzato dovrebbe poter impostare
specifiche di prodotto/processo.
Specifiche
Le specifiche devono essere:
1. Presenti come informazione documentata
2. Materia di formazione/informazione specifica
3. Disponibili al personale coinvolto
4. Soggette ad aggiornamento ogni volta che
subentrino modifiche al sistema che possono
impattare prodotto/processo
Specifiche
Esempi di PARAMETRI
specifiche di Grandezze dimensionali
processo? Condizioni macchine da stampa
Temperature dei forni e lampade
UV
Proprietà fisico-chimiche e
meccaniche (saldature, etc.)

Set off
Etc.
Nella maggior parte degli Stati Occidentali
Allergeni esistono norme specifiche su alimenti
allergenici, in quanto contengono proteine o
loro derivati che sono definiti allergeni, che
quindi, possono scatenare reazioni avverse
ad alcune classi di consumatori.
Allergeni
Cosa c’entrano i materiali a contatto?

I processi per la fabbricazione di MOCA possono comportare la


CONTAMINAZIONE dei MOCA stessi con allergeni. Le principali
fonti di allergeni sono:
• Lubrificanti di origine vegetale
• Cattiva gestione dei flussi delle persone, soprattutto in presenza
di mense e punti ristoro
Allergeni: lubrificanti
1. Indagare sull’origine dei
lubrificanti e richiedere, qualora
non siano di origine sintetica,
una dichiarazione del
produttore/fornitore sulla
possibilità che ci siano
ingredienti allergenici.
2. Valutare la contaminazione da
parte dei lubrificanti dei MOCA,
soprattutto nelle parti a diretto
contatto con alimenti.
Allergeni: flusso del personale
Studiare il flusso delle persone da/per i punti ristoro, in
maniera da prevedere tappe obbligate di cambio
vestiti e lavaggio mani.
Allergeni

OGNI STATO HA I PROPRI ALIMENTI ALLERGENICI.


CONSIDERARE GLI ALLERGENI IN BASE AL PAESE DI
ESPORTAZIONE!
Gestione non conformità
Le organizzazioni della filiera MOCA devono disporre
procedure per gestire non conformità, sia che siano di
prodotto che di processo. Le non conformità possono
riguardare:
1. Fornitori
2. Materiali
3. Personale interno
4. Audit/ispezioni
5. Reclami
Gestione non conformità
Il processo di gestione delle non conformità dovrebbe
essere un processo sistematico per prevenire il
ricorrere della non conformità stessa, garantendo così
il miglioramento continuo. Il processo è documentato.
Gestione non conformità
• Confinare la non conformità
CORREZIONE • Di processo e di prodotto

• Trovare la vera causa della non


ANALISI DELLE
CAUSE
conformità

• Eliminare la causa di NC
AZIONE
CORRETTIVA • Pianificata
Ritiro e richiamo
Qualora il prodotto non conforme non sia più sotto il
diretto controllo dell’organizzazione, e nel caso in cui
possa costituire un pericolo per la sicurezza
alimentare:
1. Ritiro: B2B
2. Richiamo: B2C
Ritiro e richiamo
1. Procedura di gestione emergenze
(chi, cosa, come, quando, dove e
perché)
2. Elenco contatti interni, dei fornitori
(qualificati), dei clienti e delle autorità
competenti (ausl) compresi i contatti
24/7 e delegati per attuare un rapido
ritiro e richiamo
3. Modulistica disponibile
4. Test di ritiro e richiamo abbinato ad
una prova di rintracciabilità
Locali
In genere tutti i locali devono essere idonei allo scopo,
cioè prevenire o ridurre l’introduzione di PERICOLI:
1. Pareti, soffitti, elementi sospesi e pavimenti in
materiale idoneo e lavabile
2. No ristagni d’acqua
3. Flussi di materiale e persone che non consenta
contaminazioni crociate, in particolare prodotti
finiti/materie prime e aree di lavorazione/officine
4. Aria compressa gestita
5. Impianti ben tenuti
6. Etc.
Servizi
Dovrebbero essere disponibili per il
personale e per i visitatori locali e servizi
adeguati:
1. Spogliatoi
2. Punti di lavaggio mani con acqua
(calda), sapone, asciugamani (carta a
perdere o elettrico in base al rischio) e
disinfettante (in base al rischio), prima
di accedere alle aree di lavorazione
3. Bagni
Magazzino
1. Pallet in buone condizioni e distanziati dal muro di 45-60 cm
2. Mantenere, se possibile, i pallet distanziati da terra
3. In caso di utilizzo di cartoni ondulati, accertarsi di rispettare le
condizioni di UR% indicate dal produttore
4. Separare i diversi tipi di materiali ed evitare la
contaminazione
5. Valutare le misure di prevenzione per lo stoccaggio esterno
6. Rispettare le regole di FIFO o FEFO
7. Verificare con frequenza prestabilita l’integrità delle strutture
per evitare l’ingresso di infestanti
Trasporto

1. Ispezione dei vani di trasporto prima del carico per


accertarsi che siano puliti, senza tracce di
infestanti, senza cattivi odori o acqua stagnante
2. I carichi devono essere protetti da eventuali
danneggiamenti durante il trasporto
3. I fornitori di servizi logistici devono essere qualificati
Rifiuti

I rifiuti sono un nascondiglio e forniscono cibo agli infestanti. Se


sono manipolati scorrettamente, possono contaminare i
materiali. Bisogna:
1. Identificare contenitori idonei o aree adatte allo stoccaggio
dei rifiuti in base al tipo di rifiuto (solventi, rottami, etc.)
2. Identificazione chiara dei rifiuti per evitare contaminazione
ed errata manipolazione (inchiostri ad esempio)
Gestione infestanti
Gli infestanti possono causare danni agli imballaggi e causare
contaminazione fisiche e biologiche dei materiali.
L’organizzazione deve avere un sistema di gestione infestanti
che preveda:
1. Mappa delle trappole installate e che identifichino il tipo di
trappola
2. Schede di sicurezza di eventuali rodenticidi
3. Piano di monitoraggio e registrazioni della loro esecuzione
4. Procedura di gestione infestazioni, con le soglie di azione
5. Formazione specifica per il personale
Gestione infestanti

+ =
Manutenzione
MANUTENZIONE PREVENTIVA
Manutenzione al fine di prevenire guasti o rotture. Deve essere pianificata

MANUTENZIONE CORRETTIVA
Manutenzione per correggere guasti o rotture in atto. Verificare la corretta pulizia a
fine attività

MANUTENZIONE PREDITTIVA
Manutenzione che serve ad evitare guasti alle prime avvisaglie di problemi
Manutenzione

1. Personale interno consapevole e formato; personale


esterno qualificato
2. Piano di manutenzione e registrazioni come informazioni
documentate
3. Verificare l’efficacia della manutenzione e della corretta
pulizia, soprattutto se svolta durante i turni di lavoro
4. Attenzione all’igiene del personale, ai flussi ed alle
sostanze chimiche
Taratura
Gli strumenti e gli impianti che richiedono una verifica
periodica devono essere gestiti. In particolare
strumenti che hanno un ruolo cruciale su parametri
qualitativi, come:
• Selezionatrici ottiche
• Sistemi di allarme
• Soffiatrici
• Rilevatori di pressione e temperatura
• Etc.
Informazioni documentate

• Documenti Politica - Manuale


cartacei
• Supporto
elettronico Procedure
• Fotografie
• Etc.
Istruzioni operative

Registrazioni
Informazioni documentate
1. Protette da alterazioni e gestite
secondo gerarchia: chi le può
modificare, chi le verifica, chi le
approva e chi le può consultare
2. Sicurezza e back up
3. Tempo di mantenimento delle
registrazioni
4. Comunicazione degli aggiornamenti
5. Informazioni di origine esterna:
gestione
ANALISI DEI PERICOLI E
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
La metodologia HACCP
HACCP
Il Reg. GMP non impone di adottare un sistema di
analisi dei pericoli e valutazione dei rischi basato
sull’HACCP, ma è il sistema di prevenzione dei pericoli
utilizzato nella filiera alimentare, che permette di
comunicare allo stesso modo lungo la filiera.
Principi dell’HACCP
Identificazione dei pericoli

PERICOLO TIPO DI LIMITE RIFERIMENTO


PERICOLO

MOAH Chimico 0.5 ppm Germany


Mineral Oils
Regulation
Valutazione del rischio
R= P x D
• P= probabilità di poter ritrovare un pericolo
nel prodotto finito PRIMA dell’applicazione
delle misure di controllo.
• D= danno alla salute del consumatore in
relazione alla destinazione d’uso
Valutazione del rischio
Identificazione dei CCP
Gestione dei CCP
•Valutare se la misura di controllo raggiunge gli obiettivi desiderati prima che il
processo venga messo su larga scala.
Validazione •Da rifare periodicamente, o almeno, dopo ogni modifica di prodotto/processo

•Teorici (letteratura scientifica)


•Pratici: applicati al processo specifico
Limiti critici

•In continuo: la misura di controllo sta funzionando


Monitoraggio
•Focus: formazione del personale, verifica strumenti, correzioni e AC in caso di
perdita di controllo

•In sito, documentale e analitica


•Conferma dell’efficacia di processo: la misura di controllo ha funzionato
Verifica
Misure di controllo
PRP operativo QCP CCP
Fase di Fase di Fase di
processo per processo per processo
prevenire o prevenire o essenziale per
ridurre un ridurre un prevenire o
pericolo difetto ridurre in
significativo a qualitativo a maniera
livello livello significativa un
accettabile accettabile pericolo per la
sicurezza
alimentare
MACCHINE E REQUISITI
IGIENICI
Hygienic Design e Direttiva Macchine
Le legislazione applicabile alle
macchine alimentari

Dir.
•Allegato I cap. 2
2006/42

Reg. CE
•Conformità dei materiali a contatto
1935/2004

•Requisiti acciaio
DM
21/03/73 •Requisiti elastomeri
Direttiva 2006/42/CE
La direttiva macchine è stata recepita dal D.Lgs
17/2010, nel quale ritroviamo i requisiti di sicurezza e
tutela della salute per le macchine alimentari (2.1
allegato I):
1. Conformità dei materiali a contatto
2. Possibilità di essere pulite e disinfettate facilmente.
Ove non è possibile: monouso
3. Assenza di crevices (spazi e irregolarità con effetto
sulla pulizia)e rugosità. Anche tra i collegamenti tra
le superfici (joint), sia mediante adesivi (bond) che
mediante saldature.
4. Riduzione al minimo di sporgenze, angoli e bordi
(no dead space)
Direttiva 2006/42/CE
6. I liquidi e i gas aerosol provenienti da prodotti
alimentari e dai prodotti di pulizia, di disinfezione e di
risciacquatura devono poter defluire completamente
verso l’esterno della macchina. Self draining and
smooth surfaces
7. Prevenzione dall’ingresso di infestanti (vermin) e
accumulo di materia organica in zone impossibile da
pulire
8. Fornire un manuale di istruzioni per pulizia,
disinfezione e risciacquo delle parti accessibile e
inaccessibili della macchina
Direttiva 2006/42/CE
5. I prodotti ausiliari (lubrificanti) pericolosi per la salute
non possono entrare in contatto con gli alimenti.

Idonei al contatto Agenti per il


accidentale con alimenti. Agenti distaccanti. trattamento di
Limite di migrazione: 1 ppm Idonei al contatto diretto condutture per
per gli oli a base di silicone, con alimenti vapore a
10 ppm per gli altri contatto con
alimenti
La direttiva macchine in sintesi
Prevenire la contaminazione crociata e la
contaminazione degli alimenti con microrganismi
(biofilm), corpi estranei (metalli e plastiche dure) e
chimici (lubrificanti non di grado alimentare e
allergeni).
La macchina è stata progettata per uno scopo:
modifiche alla macchina ed allo scopo fa decadere
la dichiarazione di conformità della macchina.
Norme armonizzate
La comunicazione della Commissione nell’ambito
dell’applicazione della direttiva 2006/42/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio
2006 e aggiornata, elenca tra le norme armonizzate
sui requisiti igienici delle macchine alimentari:
1. ISO 14159
2. EN 1672-2
ISO 14159
La norma guida, attraverso un albero delle decisioni,
nella valutazione del rischio dell’igiene della
macchina:
1. Destinazione d’uso (uno o più prodotti alimentari)
2. Tipo di prodotto (materia prima o prodotto
asettico o sterilizzato?)
3. Posizionamento nel diagramma di flusso (ci
saranno altri impianti e hanno un impatto sui
pericoli?)
4. Il prodotto è destinato al consumo diretto o sarà
destinato ad altri trattamenti (cottura da parte del
consumatore ad esempio)
ISO 14159
5. A quali consumatori è destinato il prodotto
(popolazione generale, allergici, immunodepressi,
etc.)
6. La macchina è pulibile, igienizzabile, ispezionabile,
etc.?
7. È designata per uso discontinuo o continuo? La
manutenzione?
EN 1672-2
Norma armonizzata in fase di revisione e simile nei
contenuti alla ISO 14159. Si ricollega alla valutazione
del rischio secondo HACCP.
Documentazione a supporto della
macchina
Cosa ci piacerebbe vedere all’interno della
documentazione?
• Dichiarazione di conformità dei materiali a contatto
ai sensi del Reg. CE 1935/2004 e del DM 21/03/73
(conformità acciaio ed elastomeri)
• I riferimenti alle norme armonizzate ISO 14159 e EN
1672-2, più alle norme specifiche per il tipo di
macchina (serie UNI EN)
E le macchine per il packaging
alimentare?
• Nessuna norma specifica a riguardo
• Presunzione di conformità dei produttori di
packaging ai Reg. CE 1935 e 2023
• Il produttore di macchine per il packaging potrebbe
essere coinvolto nell’analisi del rischio svolta
dall’industria alimentare/packaging, in quanto
apportatori di pericoli, con gravità e probabilità da
valutare
Linee guida pratica per la verifica
dell’igiene delle macchine alimentari
• NSF/ANSI/3-A Standard for Food Processing
Equipment (riferimento alla ISO 14159 con note
specifiche e linee guida, riferimento alle norme FDA)
• EHEDG (European Hygienic Engineering & Design
Group) Guidelines
• Sanitary Equipment Design by the Foundation for
Meat and Poultry Research and Education (checklist
operativa)
CERTIFICAZIONI
A cosa servono? Che valore hanno?
La filiera

Negli ultimi decenni la filiera


agroalimentare si è allungata e
ramificata, complice la globalizzazione e
l’apertura delle frontiere a merci e
persone.
La certificazione
• Complessità della filiera (quanti passaggi per arrivare
al nostro prodotto?)
• Norme sempre più stringenti
• Clienti esigenti: GDO e le multinazionali in particolare
• Migliorare gestione del rischio della catena di
fornitura
NASCE LA NECESSITA’ DI DARE EVIDENZA OGGETTIVA
ALLE PARTI INTERESSATE
Gli standard di certificazione
• BRC Packaging and Packaging Materials
Certificazione di
• BRC Consumer Product
prodotto volontario • IFS Pack
non regolamentato • IFS HPC

Certificazione di
• DOP, IGP, STG
prodotto volontario • BIO
regolamentato

• ISO 9001
Certificazione di • ISO 22000
sistema • FSSC 22000
Come scegliere la certificazione?
Campo di applicazione
MACCHINE IMBALLAGGI (B2B) OGGETTI (B2C)
ISO 22000 ISO 22000 ISO 22000
ISO 9001 FSSC 22000 ISO 9001
BRC Packaging BRC CP
and Packaging
Material
IFS Pack IFS HPC
Come scegliere la certificazione?
STANDARD QUALITA’ LEGALITA’ GFSI DIFFUSIONE
ISO +++ - - ++++
9001:2015
ISO ++ + - ?
22000:2018
FSSC 22000 ++/+++ + + ++

BRC + + + +++
Packaging
IFS Pac + + + -
Secure
EN 15593 - + - +
Domande?
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!