Sei sulla pagina 1di 22

Nicola Mattia Verna Triennio Jazz

Francesco Albini

TESINA DI ACUSTICA SUL


BASSO
ELETTRICO

Anno Accademico 2015/2016 Conservatorio G. Nicolini (Pc)


INDICE
____________________________________________________________________

CENNI STORICI pag. 3

COSTRUZIONE pag. 5

 IL CORPO pag. 5
 IL TRUSS ROD pag. 5
 LA TASTIERA pag. 6
 LE CORDE pag. 6
 I PICK –UP pag. 7
 IL PONTE pag. 7
 IL CAPOTASTO pag. 7

COMPONENTISTICA E MATERIALI pag. 8



 I MATERIALI pag. 8
 LA VIBRAZIONE DELLA CORDA pag. 9
 LA TIMBRICA pag. 11
 I PICK-UP pag. 11
 LE CORDE pag. 12

IL SUONO: ESECUZIONE SULLO STRUMENTO pag. 14

 I GENERI MUSICALI pag. 14


 LE TECNICHE DI ESECUZIONE pag. 15

ANALISI AUDIOGRAFICA pag. 16

 PREMESSA pag. 16
 STRUMENTAZIONE UTILIZZATA pag. 18
 ESEMPIO 1: CONFRONTO PICK-UP pag. 19
 ESEMPIO 2: CONFRONTO SPOSTAMENTO MANO DESTRA pag. 20
 ESEMPIO 3: CONFRONTO PIZZICATO – PLETTRO – SLAP pag. 21

CONCLUSIONI - BIBBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA pag. 22


CENNI STORICI
____________________________________________________________________

Il basso elettrico è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni (ad
amplificazione elettronica) dalla tessitura grave.

Nasce in California nell’ottobre del 1951 ad opera di Clarence Leo Fender, al quale
spetta il merito di avere affinato e sviluppato le caratteristiche di uno strumento che
in realtà esisteva già dagli inizi degli anni 30’ in una prima versione (FOTO 1)
realizzata dal musicista ed inventore Paul Tutmarc, successivamente rivisitata dal
figlio Bud negli anni 40’, ma che non trovò mai un significante successo di mercato.

FOTO 1: chitarra basso realizzata da Paul Tutmark agli inizi degli anni 30’.

Leo Fender con quello che chiamò “FENDER PRECISION BASS” (FOTO 2), cambiò
radicalmente la storia della musica, introducendo per la prima volta uno strumento
che presentava lo straordinario vantaggio di essere molto più pratico da trasportare
rispetto al Contrabbasso e certamente più maneggievole da utilizzare sulla scena.
CENNI STORICI
____________________________________________________________________

Inoltre l’aggiunta dei tasti (FRET) ha reso immediata l’individuazione delle note sulla
tastiera, non dovendole “intonare” come avviene per il Contrabbasso. Proprio per
questo motivo Leo Fender gli diede il nome “PRECISION”, come garanzia di
perfezione di emissione della nota.

FOTO 2: Fender Precision Bass 1951.


COSTRUZIONE
____________________________________________________________________

IL CORPO

Il corpo del basso elettrico è solitamente realizzato in legno massiccio (solid body). La
forma del corpo, la qualità del legno utilizzato e la tipologia di innesto del manico nel
corpo condizionano la qualità del suono dello strumento, ma costituiscono anche un
criterio di valutazione che viene influenzato dalle tendenze del periodo. Sono presenti
sul mercato anche bassi elettrici con la cassa armonica cava (hollow body).

Il manico ospita la tastiera dello strumento. Termina da un lato con la paletta che,
per mezzo delle meccaniche, consente di porre in trazione le corde e di accordarle
fino alla tensione desiderata. E’ di solito realizzato in diversi strati, anche più di nove;
questo consente all’elemento una sufficiente stabilità per mantenere l’intonazione e
un’adeguata capacità di trasmettere le vibrazioni al corpo. Il modo in cui il manico
viene congiunto al corpo infatti determina in gran parte il sustain dello strumento.
Fra i metodi più diffusi vi sono il “bolt on neck” e il “neckthrough body”:

-il manico bolt-on è avvitato al corpo dello strumento nel quale è stata ricavata
un’apposita sede. La precisione della fresatura della sede è determinante ai fini della
qualità sonora;

-il manico “neck through body” è inserito nel corpo, o meglio, costituisce la parte
centrale del corpo, prolungandosi fino alla fine dello strumento. Questo metodo
permette al manico un contatto molto efficace con il corpo, a tutto vantaggio della
trasmissione delle vibrazioni.

IL TRUSS ROD

Il truss rod è un’asta metallica, di solito a concavità anteriore, contenuta nello


spessore del manico che, sottoposta a tensione tramite un bullone installato ad una
delle sue estremità, controbilancia la tensione esercitata sul manico stesso dalle
corde evitando che si deformi, compromettendo la suonabilità e l’intonazione dello
strumento.
COSTRUZIONE
____________________________________________________________________

LA TASTIERA

La tastiera del basso elettrico, come negli altri strumenti a corda, è quella superficie
di legno su cui è possibile premere le corde per variare l’intonazione della nota
prodotta. La tastiera del basso elettrico può ospitare i tasti oppure esserne priva
(fretless). E’ ormai di uso comune indicare come fretted le tastiere provviste di tasti
(frets). Nel primo caso, ogni tasto definisce l’avanzamento di un semitono della nota
prodotta. Il tasto è una barretta metallica inserita nella tastiera perpendicolarmente
alle corde. Nel secondo caso invece,nei bassi elettrici fretless, l’altezza della nota
prodotta varia spostando il punto in cui la corda viene premuta sulla tastiera.

Le tastiere più comuni ospitano da 20 a 24 tasti.

I legni più utilizzati con cui si realizzano le tastiere dei bassi elettrici sono l’ebano, il
palissandro e l’acero. Negli ultimi anni, sulla scia dei bassi costruiti da Steinberger, è
invalso l’uso di materiali sintetici, che usano una particolare resina fenolica.

LE CORDE

Le corde del basso elettrico sono prevalentemente in acciaio, con un’anima solida,
che può essere a sezione circolare o esagonale, ed un avvolgimento esterno. I
materiali più usati sono l’acciaio o il nichel; in alcuni casi la corda metallica può
essere rivestita in materiale sintetico. Altra importante caratteristica è il tipo di
avvolgimento, cosa che determina il tipo di superficie della corda, che può essere
ruvida, semi-liscia e liscia. Il basso tradizionale, nato come evoluzione del
contrabbasso, presenta il suo stesso numero di corde, quattro, con la medesima
accordatura: Sol, Re, La, Mi (in ordine di altezza dalla più acuta alla più grave).
Tuttavia nella storia del basso elettrico si trovano anche strumenti con
2,3,5,6,7,8,9,10,11,e 12 corde.
COSTRUZIONE
____________________________________________________________________

I PICK –UP

Il più diffuso è lo split-coil (chiamato “tipo precision” o “P” dal nome del basso per il
quale è stato ideato), composto da due bobine ognuna con quattro magneti (due per
corda). Segue il single-coil (chiamato “tipo jazz” o” J” dal nome del basso più
popolare con questa tipologia di pick-up), composto da un unico corpo allungato che
interessa tutte le corde. Con il tempo, di pari passo con il variare delle esigenze
sonore degli artisti, si sono aggiunte altre tipologie di pick-up: fra i più comuni
ricordiamo l’humbucker tipo Music-Man (o “MM”, dal nome del basso per il quale è
stato ideato), costituito da due avvolgimenti paralleli con due magneti per corda,
seguono inoltre le Soap-Bar. Solitamente i pick-up sono passivi, ma alcuni modelli,
come gli EMG, hanno un preamplificatore integrato che necessita di alimentazione
dedicata, tipicamente una batteria da 9v.

IL PONTE

Il ponte è la struttura alla quale si ancorano le corde, ed è fissato sulla superficie


anteriore del corpo nella stragrande maggioranza dei casi. Di solito è fabbricato in
metallo, ma in qualche caso anche in legno. Trasmette le vibrazioni della corda al
corpo e partecipa cospicuamente alla caratterizzazione del timbro dello strumento.
Può incorporare un pick-up piezoelettrico sensibile alla pressione diretta delle corde.

IL CAPOTASTO

Il capotasto, detto anche “nut”, è la struttura posta al termine della tastiera, dal lato
della paletta, su cui appoggiano le corde all’uscita dalle meccaniche. Viene costruito
in vari materiali, come l’osso, materiali sintetici o metalli come l’ottone. Ha il compito
di dare alle corde la corretta spaziatura e trasmettere al manico le vibrazioni.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________

Il suono di uno strumento elettrico è fortemente influenzato da diversi fattori, tra cui
hanno importanza particolare:

- I MATERIALI con cui è costruito (principalmente legno, ma anche materiale sintetico,


carbonio o metalli)

- I PICKUP utilizzati e il loro posizionamento lungo la scala

- LE CORDE

I MATERIALI

Il Basso elettrico può essere costruito con materiali diversi ed anche assemblato in
modo diverso.

Per la maggior parte viene utilizzato il legno, che può essere lo stesso tipo di legno
per manico e corpo, ma possiamo avere anche tipi di legno diversi (legno del manico
diverso da quello corpo) o strati di legni diversi incollati tra loro.

Si possono trovare anche bassi costruiti con fibra di carbonio, materiali sintetici o
metalli come l’alluminio.
Al legno va la responsabilità di risuonare e restituire a corde e pickups l'energia da
tradurre in suono, avrà quindi una grande importanza il tipo di legno (o i tipi di legni)
con cui è costruitito lo strumento.

Due sono i fattori di vitale importanza per il suono di uno strumento:


- la purezza della vibrazione della (sustain)
- la timbrica

Nel costruire uno strumento occorre perciò utilizzare legni in modo che essi
favoriscano al massimo la vibrazione della corda senza interferire.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________

LA VIBRAZIONE DELLA CORDA

Pensando al suono in termini di risonanza, il manico e il corpo del basso risuonano ad


una determinata frequenza, ovvero quella del legno, o della somma dei legni di cui è
composto.
Inoltre ogni manico (anche preso dallo stesso albero o dalla stessa tavola) suonerà
comunque diversamente. Lo sanno bene i costruttori di bacchette per batteria che
utilizzano metodi uditivi e anche meccanici per "intonare" la coppia di bacchette cioè
per far sì che le due bacchette di ogni coppia suonino il più simili possibile.
Le corde hanno anch' esse una loro risonanza e le frequenze simili si cancellano.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________

Se la risonanza del materiale di cui è composto lo strumento interferisce con la


risonanza delle corde, alcune armoniche verranno cancellate o enfatizzate e avremo
problemi di vibrazione sulla corda: poco sustain (durata della vibrazione), "wolf noes"
(note ululanti), note morte (dead notes), etc.

Se la risonanza del legno non interferisce con la risonanza delle corde avremo una
vibrazione pura.

Nella costruzione di uno strumento, se il picco di risonanza del legno è troppo lontano
da quello delle corde, il legno non contribuirà al suono del nostro strumento in modo
significativo.I liutai dovranno quindi scegliere e lavorare su un tipo di legno per corpo
e manico, che risuoni (vibri) in modo "ADIACENTE" alla risonanza delle corde ma
senza "sovrapporsi" ad essa, il picco di risonanza del legno si dovrà trovare quindi
vicino al picco di risonanza delle corde senza incontrarlo mai.

Gli stessi liutai nella costruzione di uno strumento mirano prima di tutto ad una
vibrazione pura e secondariamente costruire un suono intorno a questa vibrazione
utilizzando legni diversi a seconda della timbrica che vogliono ottenere.

Il principio alla base di come il materiale di cui è costruito uno strumento ne influenza
il timbro, può essere enunciato come segue: più elevata la massa, più alto è il grado
di ritenzione di energia e più è favorita la diffusione del suono all'interno di esso.

In altre parole, tanto più è denso il materiale di cui è costruito uno strumento, tanto
meno la vibrazione della corda verrà assorbita dallo strumento stesso, il che si
traduce in una vibrazione più lunga.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________
LA TIMBRICA

In generale legni meno densi e più leggeri generano più volume, meno attacco e
meno sustain, mentre legni più duri e pesanti saranno caratterizzati da un maggior
sustain e attacco con una maggior presenza dell'armonica fondamentale e meno
volume.
Immaginiamoci di essere dei liutai e di aver già scelto il legno con cui costruire il
nostro strumento dopo esserci sincerati che il legno utilizzato permetta alla corda di
vibrare liberamente.

Ora immaginiamo di "rivestire" lo scheletro di legno che abbiamo accuratamente


scelto con la timbrica che abbiamo in mente. Per fare questo abbiamo disponibili
diverse possibilità tra legni e pickups.

I pickups però altro non fanno che rilevare il suono della vibrazione delle corde la
quale dipende interamente dal legno utilizzato. Ecco perchè il legno fa quella
differenza che sentiamo quando paragoniamo lo stesso modello di basso e notiamo
che alcuni suonano meglio di altri.

I PICK-UP

Nello strumento elettrico i pick-up hanno un'enorme importanza, dai pick-up dipende
il 70% del suono di un basso elettrico. Tra quelli di uso più comune troviamo:

Single coil, termine inglese che significa bobina singola, è il primo tipo di pick-up,
elemento indispensabile in uno strumento musicale amplificato elettricamente. Il
termine si riferisce al fatto che il filo di rame che lo costituisce è avvolto attorno ad
un'unica bobina. Questo tipo di pick-up ha un timbro distintivo ma molto rumoroso,
poiché ha il campo magnetico fortemente localizzato, infatti ogni polo non è altro che
il magnete stesso. Ne consegue che questo tipo di pick-up è sensibile a qualsiasi fonte
di rumore elettrico: è sufficiente l'interferenza di una semplice lampadina.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________

Humbucker è un tipo di pick-up il cui nome deriva dall'espressione "buck the hum"
che tradotta significa "invertire il ronzio" o annullare l'interferenza. E’ composto da
due bobine avvolte in due direzioni opposte e da magneti disposti anche loro in due
direzioni diverse, in modo che il moto della corda induca una tensione nelle bobine
che hanno la stessa direzione. I segnali di "modo comune", ovvero i segnali indotti in
entrambe le spire in pari ampiezza ma fase opposta, tipicamente disturbi e ronzii,
vengono sommati mettendo le bobine in serie e tendono a cancellarsi mutualmente.
Invece i segnali in "modo differenziale", ovvero quelli indotti sulle bobine con la
stessa fase, si sommano rafforzandosi. In questo modo si ha un miglior rapporto
segnale-rumore.

LE CORDE

Come abbiamo già detto il suono di un basso elettrico dipende da una serie di fattori
quali il modello di pick-up utilizzato e il tipo di legno impiegato per la costruzione del
manico e del corpo. Ma poche cose hanno un impatto maggiore sulla qualità del
suono come le corde. Questo fatto è particolarmente evidente se le corde sono state
utilizzate per qualche tempo, il loro sound diventa offuscato dalla corrosione e
dall'ossidazione. Quando si passa a una nuova muta, si può essere sorpresi dal
miglioramento repentino di nitidezza e chiarezza di tono. Le corde rivestono un ruolo
determinante: queste infatti non modificano solo il suono complessivo dello
strumento, ma determinano anche il modo in cui esso può essere suonato.

I materiali generalmente impiegati per la fabbricazione delle corde sono l'acciaio e il


nichel, esistono anche alcune corde prodotte con delle fibre sintetiche. Le corde
d'acciaio sono state a lungo impiegate in passato e producono un suono tipicamente
metallico, "ferroso", tagliente e brillante ed è leggermente più duro al tatto.
Mentre il nichel ha come vantaggio quello di essere più morbido al tatto e di fornire
una vibrazione maggiore della corda, che si traduce in maggiore sustain delle note
prodotte.
COMPONENTISTICA E MATERIALI
____________________________________________________________________

Le corde per strumenti acustici possono essere fatte di nylon o di budello.


Le corde per basso elettrico sono fatte di una corda centrale, "nucleo o anima" su cui
sono avvolte altre spire di corda metallica che ne incrementano lo spessore. La corda
centrale, è generalemente rotonda, sebbene esistano nuclei esagonali. Le spire
aggiuntive possono essere di filo piatto o rotondo. I Nuclei rotondi hanno più massa
di quelli esagonali, per esempio, e sono in grado di fornire un contatto più coeso con
l'involucro esterno, questo da alla corda un sustain maggiore e un' altrettanta
maggiore potenza dei toni bassi.
La parte esterna è sostanzialmente prodotta in due maniere, il primo è "Round
Wound" che è un tipo di corda che presenta delle striature sulla sua superfice: questa
produce un tipo di suono caldo, brillante ed allo stesso tempo avvolgente; motivo per
il quale sono le più usate.
L'altra modalità costruttiva è la Flat Wound: con il termine flat wound invece
s'intendono delle corde perfettamente lisce, capaci di riprodurre un suono in qualche
maniera più simile a quello di un contrabbasso, un suono più "scuro". Il fatto che
siano liscie giova alla tastiera e ai tasti, specialmente nei bassi senza tasti (fretless)
perché non rovina il manico. , di fatti le Round Wound tendono a logorare tasti e
tastiera.
Vi sono anche due tipi di corda ibrida: le Ground Round e le Half Flatwound (o Half
Wound). Entrambi sono piatti su un lato e rotondi sull'altro, un risultato ottenuto
appiattendo un lato nelle corde roundwound o avvolgendo il nucleo con un filo che
sia alternativamente piatto e rotondo. Queste ultime non sono semplici da trovare.

Altro fattore da prendere in considerazione è lo spessore delle corde, che è sempre


indicato sulla confezione. Ad esempio, una corda SOL solitamente può variare tra i
valori 0.40 (corda più sottile, detta “light”), 0.45 (“medium”) e 0,50 (“heavy”, corda
più spessa). La scelta dello spessore è legata a vantaggi e svantaggi: una corda più
spessa ha un miglior segnale, ma è più dura da premere, mentre una corda più sottile
presenta uno sforzo molto più basso, e quindi migliora anche la velocità di esecuzione
(ad esempio Jaco Pastorius utilizzava un Sol da 0.30).
IL SUONO: ESECUZIONE SULLO STRUMENTO
____________________________________________________________________

Oltre i materiali, la componentistica ed il tipo di configurazione dello strumento, non


bisogna trascurare altri importanti fattori che vanno a sommarsi nel definire quello
che sarà il suono reale finale prodotto dal basso elettrico.

Tra questi i più importanti sono:

_GENERE MUSICALE

_TECNICHE DI ESECUZIONE

GENERE MUSICALE

Ogni genere musicale ha infatti un modo o diversi modi per approcciarsi allo
strumento, “regole” non scritte, ma suggerite da anni di storia della musica dai più
grandi esecutori dei vari stili, modi di approciare lo strumento che nel tempo sono
cambiati o si sono evoluti così come si è evoluto lo strumento stesso nel corso degli
anni, nato come strumento relegato al ruolo di accompagnamento per diventare poi
anche strumento solista e portato a livelli impensabili di virtuosismo dalle più svariate
tecniche improvvisative.

Immaginiamo di utilizzare lo stesso basso per suonare due generi musicali


completamente diversi come possono essere ad esempio l’HARD ROCK e la BOSSA
NOVA. Ho preso ad esempio questi due stili perchè basati su ritmi diversi, strutture
formali diverse e che utilizzano giri armonici e tipi di accordi molto lontani tra di
loro.Ciò implica già di partenza scelte di ritmi e di note da parte dell’esecutore per
accompagnare ed improvvisare, che lo porteranno a suonare non solo con
diteggiature diverse ma il più delle volte anche con una postura diversa. La storia
dell’HARD ROCK ci ha mostrato come la maggior parte dei bassisti tengono lo
strumento molto basso rispetto al corpo. Questo modo di tenere lo strumento ad
esempio implica minor maneggevolezza nell’esecuzione delle note più alte, in
particolare nella seconda parte del manico dopo il dodicesimo tasto. Questo però non
importa dato che la maggior parte delle linee sono costruite sulle note poste nella
prima parte del manico con una ricerca particolare per le note più gravi,
IL SUONO: ESECUZIONE SULLO STRUMENTO
____________________________________________________________________

mentre per il genere bossa nova è importante arrivare agevolmente anche alle note
più acute, non solo per una chiarezza maggiore di linguaggio, ma soprattutto per il
ruolo più solistico che lo strumento ha nel genere. Senza contare tra l’altro la scelta
di molti bassisti hard rock di utilizzare il Plettro, cosa che nel genere bossa nova non
si avviene.

LE TECNICHE DI ESECUZIONE

Dalla sua nascita il basso elettrico si è evoluto non solo materialmente, ma anche
stilisticamente. Sono state introdotte oltre ad esempio l’uso del PLETTRO, diverse
altre tecniche di esecuzione che vengono utilizzate in diversi generi musicali. Per
citarne una lo SLAP, tecnica percussiva dove il pollice percuote la corda (THUMB) e
l’indice la strappa (POP), particolarmente usata nel FUNK. Queste stesse tecniche
sono in continua evoluzione, generando a loro volta nuovi modi di suonare lo
strumento e di conseguenza nuove sonorità.
ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

PREMESSA

In questo capitolo porterò alcuni esempi audiografici di come può cambiare il suono
del basso elettrico a seconda di come viene suonato. Per fare questo avrei a
disposizione centinaia di combinazioni possibili, tra il confronto ad esempio tra bassi
costruiti in modo diverso o con materiali diversi, utilizzando configurazioni dei pick-up
diverse (il pick-up al manico da origine ad un suono più “rotondo” mentre quello al
ponte più “definito” e medioso), utilizzando tecniche di esecuzione diverse o magari
con generi musicali diversi...

Ma per far capire le potenzialità timbriche di questo strumento limiterò il più


possibile i parametri di confronto, utilizzando un unico basso (con la stessa muta di
corde) equalizzato flat e passando direttamente dallo strumento alla scheda audio in
modo da evitare ogni tipo di preamplificazione (se non quella della scheda audio
stessa). Per i primi due esempi ho deciso di tenere un beat di 100 bpm e fare minime
sulla nota Re 2 utilizzando il tasto 5 della corda La.

Questo è un fattore importante poichè è molto differente la sonorità che si ottiene


suonando la stessa nota Re2 al quinto tasto corda La, piuttosto che Re2 come corda
Re a vuoto.

Quando una corda viene messa in vibrazione, si producono due nodi all’estremità
ed un ventre al centro . Lo spazio coperto dalla corda nel suo vibrare verso l'alto e
verso il basso viene chiamato ampiezza della vibrazione.
Le vibrazioni di tali corde sono chiamate onde stazionarie. Esse soddisfano alla
relazione tra la velocità di propagazione e la frequenza di oscillazione che è propria
delle onde: =fdove con  indichiamo la velocità dell'onda, con f la frequenza e
con  la lunghezza d'onda. Inoltre, sappiamo che la velocità di un'onda dipende dalla
tensione T della corda e dalla densità di massa di questa: =(T/)1/2.
ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

Dunque la frequenza di un’onda che si genera pizzicando la nota Re2 corda a vuoto e
la nota Re2 quinto tasto corda La, sarà:

1. inversamente proporzionale alla lunghezza della corda: più lunga una corda,
minore è il numero delle vibrazioni al minuto secondo e meno acuto è il
suono prodotto;
2. inversamente proporzionale al diametro: più grossa una corda, minore è il
numero delle vibrazioni e meno acuto il suono prodotto;

Alla frequenza dell'onda è legato il tono o altezza del suono che ne deriva, quindi per
ottenere suoni acuti occorrono corde sottili, corte e ben tese; per ottenere suoni gravi
occorrono corde spesse, lunghe e leggermente tese.
ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

STRUMENTAZIONE UTILIZZATA

_Basso elettrico EKO MM305

Il basso che ho utilizzato per questi esempi è un basso Eko, dotato di pick-up
Humbucker passivo; la peculiarità di questo basso sta proprio nella opportunità di
utilizzare un pick up modello MM, avendo una gamma dimamica molto più ampia.
E’ inoltre dotato di due controlli per i volumi delle due bobine (al manico e al ponte) e
il controllo del tono.
Il corpo in Tiglio forma la struttura solid body di questo basso.

_Scheda audio Zoom B3 StompBox

_Programma di audio editing Audacity 2.0.5


_Computer HP Pavillion (sistema operativo Windows 10)
ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

ESEMPIO 1 – CONFRONTO PICK UP

In questo primo esempio farò un confronto tra le sonorità del pick-up Humbucker al
manico e quella al ponte. Questo basso mi permette infatti di avere 3 sonorità
differenti con humbucker passivo in equalizzazione flat.

a) HUMBUCKER BOBINA PONTE

b) HUMBUCKER BOBINA MANICO

c) HUMBUCKER: ENTRAMBE LE BOBINE


ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

ESEMPIO 2 – CONFRONTO SPOSTAMENTO MANO DESTRA

Altra caratteristica del suono è il timbro dovuto al contenuto delle sue armoniche.

Fondamentale è la posizione della mano destra, ovvero il punto dove vengono


pizzicate le corde.

Quando la corda viene pizzicata al centro, nel suono prodotto sono presenti sia
l'armonica fondamentale che le armoniche dispari che hanno un ventre nel punto
centrale, mentre quando viene pizzicata in un punto vicino al ponte allora sono
presenti anche le armoniche pari ossia quelle cha hanno un nodo al centro. Risultato:
pizzicando le corde più vicino al ponte prenderò in causa un maggior numero di
armoniche che mi cambieranno sensibilmente il timbro.

Più la mano destra verrà posizionata vicino al manico, più il suono emesso sarà
“grosso e rotondo”, mentre spostandosi verso il ponte il suono risulterà più “piccolo e
definito”.

In questo secondo esempio utilizzo entrambe le bobine, limitandomi appunto a


suonare con la mano destra al manico e poi al ponte.

a) MANO DESTRA AL MANICO

b) MANO DESTRA AL PONTE


ANALISI AUDIOGRAFICA
____________________________________________________________________

ESEMPIO 3 – CONFRONTO PIZZICATO – PLETTRO - SLAP

In questo terzo esempio prendo in considerazione l’utilizzo della tecnica del Plettro,
tecnica che si è sviluppata molto nel corso degli anni e che oggi e diventata di uso
comune in diversi generi musicali, come Rock, Pop, Dance, Funk ecc., confrontandola
con la sonorità del pizzicato e dello slap, tecnica sviluppata negli anni ottanta nell'
ambito del Funk, ma ormai di uso comune in tutti i generi musicali

Per questo terzo esempio ho utilizzato un Groove con una batteria. Questo perchè
volevo far sentire quale poteva essere l’effetiva resa di una scelta timbrica differente
all’interno di un genere musicale.

Di seguito un frammento delle tre linee registrate con Audacity: sopra il Groove
registrato con il pizzicato, sotto quello registrato con il Plettro, e in basso quello con
tecnica Slap.

Come si può notare anche visivamente, nella seconda linea (quella suonata con il
Plettro) abbiamo un decadimento più veloce della vibrazione, che si riproduce
uditivamente in un suono sostanzialmente più “piccolo” e “asciutto”, mentre nello
Slap è molto più presente l' attacco, in quanto tecnica prevalentemente percussiva.

a) GROOVE PIZZICATO

b) GROOVE PLETTRO

c) GROOVE SLAP
CONCLUSIONI
____________________________________________________________________

Materiali, componentistica, assemblaggio, generi musicali, tecniche esecutive, il


basso elettrico è uno strumento dalle mille facce ed altrettante sfumature. Se si
considera che non ho volutamente preso in considerazione tutta la parte riguardante
Amplificazione ed Effetistica, ci si può fare un’idea di quanto questo strumento possa
offrire. Gli esempi finali che ho riportato sono solo una goccia di un mare di sonorità
in continua evoluzione.

BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA
____________________________________________________________________

BIBLIOGRAFIA

John R. Pierce, La Scienza Del Suono, Bologna, Zanichelli

Pietro Righini, L’Acustica Per Il Musicista

AA. VV., The New Groove

Ulrich Michelis, Atlante Di Musica

SITOGRAFIA

http://fisicaondemusica.unimore.it/

http://www.frudua.com/suono_del_legno.htm

http://www.frudua.com/importanza_legno_suono.htm

http://www.frudua.com/tipi_di_pickup.htm

http://www.frudua.com/posizione_pickup.htm

http://www.frudua.com/vibrazione_corda.htm

http://www.frudua.com/corde_da_basso.htm