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TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 7
GENERALITA’ SULLA TRASMISSIONE DEL
CALORE E SULLA FLUIDODINAMICA

y T∞ < TS
u∞ u∞ = 0
TS

xcrit x

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 7_Introduzione TFD 1


Cap. 7 – Generalità sulla trasmissione del calore
e sulla fluidodinamica
Indice
7.1 Generalità sulla meccanica dei fluidi
7.2 Le proprietà dei fluidi
7.3 La classificazione dei flussi di un fluido
7.3.1 Flusso viscoso e flusso non-viscoso
7.3.2 Flusso interno e flusso esterno
7.3.3 Flusso comprimibile e flusso incomprimibile
7.3.4 Flusso laminare e flusso turbolento
7.3.5 Flusso naturale e flusso forzato
7.4 Generalità sulla trasmissione del calore
7.5 Generalità sui meccanismi di scambio termico
7.5.1 La conduzione termica
7.5.2 La convezione termica
7.5.3 L’irraggiamento termico

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LA MECCANICA DEI FLUIDI

Le fasi di una sostanza pura:


SOLIDO
LIQUIDO
FLUIDO
AERIFORME

Disposizione delle molecole nelle diverse fasi:


a) Fase solida b) Fase liquida c) Fase aeriforme

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La meccanica dei fluidi
La distinzione tra un solido e un fluido può essere fatta in base alla capacità di
un fluido di resistere ad uno sforzo di taglio (o tangenziale) che tende a
cambiare la sua forma.

Sforzo = forza per unità di area


Forza normale F Forza agente
alla superficie sull’area dA
Fn
Sforzo normale Sforzo tangenziale Ft Forza tangente
alla superficie
Fn
σ= Ft
dA τ=
dA

Componente normale della


Componente tangenziale
forza per unità di area
della forza per unità di area

In un fluido in quiete lo sforzo normale è detto pressione.

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La meccanica dei fluidi
Un solido può resistere ad uno sforzo di taglio deformandosi:
tra sforzo e deformazione esiste una relazione di proporzionalità.
Al contrario un fluido si deforma continuamente sotto l’azione di uno sforzo di
taglio, comunque piccolo questo sia.
Lastra F
α
SOLIDO Solido τ
deformato
Lastra
F

FLUIDO τ

Sebbene solidi e fluidi siano facilmente distinguibili nella maggior parte dei casi, ci sono
materiali che in alcuni casi si comportano come solidi (resistono a sforzi di taglio per brevi
periodi) in altri come fluidi: asfalto, plastiche, piombo ecc.

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LE PROPRIETA’ DEI FLUIDI
La densità
m
La densità è definita come la massa per unità di volume ρ= ⎡⎣ kg/m3 ⎤⎦
V

Il reciproco della densità, ovvero il volume per V 1


v= = ⎡⎣ m3 /kg ⎤⎦
unità di massa è il volume specifico m ρ

La densità relativa, o gravità specifica, è il


ρ
rapporto tra la densità di una sostanza e la SG =
densità di una sostanza di riferimento ad una ρ rif
determinata temperatura.
kg
Di solito la sostanza di riferimento è l’acqua a 4°C: ρ H O = 1000
2
m3
ρ
per cui SG =
ρH O2

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Le proprietà dei fluidi
Densità relativa di alcune sostanze a 0°C
Sostanza SG
Acqua 1.0
Sangue 1.05
Acqua di mare 1.025
Benzina 0.7
Alcool etilico 0.79
Mercurio 13.6
Legno 0.3 - 0.9
Oro 19.2
Ossa 1.7 - 2.0
Ghiaccio 0.92
Aria (a 1 atm) 0.0013

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Le proprietà dei fluidi
Coefficienti di compressibilità e di espansione volumica
In generale il volume (o la densità) di un p1
fluido è funzione della temperatura e della v1
pressione. Usualmente i fluidi si espandono
p2>p1
quando sono riscaldati o depressurizzati e si
contraggono quando sono raffreddati o v2<v1
pressurizzati.

L’entità di tali variazioni dipende dal tipo di fluido e sono esprimibili mediante
proprietà misurabili che correlano i cambiamenti di volume ai cambiamenti di
temperatura e pressione.

Due di tali proprietà sono il coefficiente di compressibilità k (detto anche modulo


di elasticità) e il coefficiente di di espansione volumica β.

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Le proprietà dei fluidi
∂p
Coefficiente di compressibilità k = −v [ Pa ]
∂v T =cos t
Che in prima approssimazione può essere Δp Δp
k ≈−
Δv
=
Δρ
( T=costante )
espresso in termini di variazioni finite
v ρ
k è per i fluidi l’analogo del modulo elastico di Young per i solidi

k ha le dimensioni di una pressione e rappresenta il cambiamento di pressione


corrispondente ad una variazione percentuale di volume o di densità.
Pertanto per k →∞ la sostanza è incompressibile, poiché v = costante.

In pratica, un grande valore di k indica che occorre una forte variazione di


pressione per provocare una piccola variazione di densità del fluido, quando la
sua temperatura viene mantenuta costante.
Questo è tipico dei liquidi che quindi vengono considerati incompressibili.

Per i gas ideali, per i quali pv=RT si ha: kgas ideale = p


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Le proprietà dei fluidi
1 ∂v 1 ∂ρ
Coefficiente di espansione volumica β= =− ⎡⎣ K -1 ⎤⎦
v ∂T p = cos t ρ ∂T p = cos t

Che in prima approssimazione può essere Δv Δρ


ρ
espresso in termini di variazioni finite come β ≈− v =− ( p=costante )
ΔT ΔT

β ha le dimensioni dell’inverso di una temperatura ed esprime la variazione di


densità (o di volume specifico) di un fluido al variare della temperatuta,
mantenendo costante la pressione.

In pratica, un grande valore di β indica che una piccola variazione di


temperatura provocare una forte variazione di densità del fluido, quando la sua
pressione viene mantenuta costante.
Questo può dare luogo a intense forze di galleggiamento quando il fluido viene
riscaldato o raffreddato.

Per i gas ideali, per i quali pv=RT si ha: β gas ideale = 1 T

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Le proprietà dei fluidi
Viscosità
Quando due corpi solidi in contatto tra di loro si muovono l’uno rispetto all’altro
si sviluppa una forza di attrito aulla superficie di contato in direzione opposta al
moto. L’intensità di tale forza è proporzionale al coefficiente di attrito.

Si ha una situazione del tutto analoga quando un fluido si muove rispetto ad una
superficie solida. La forza che il fluido esercita sulla superficie (e viceversa) è
detta forza di resistenza e la sua intensità dipende dalla proprietà del fluido detta
viscosità.

La resistenza viscosa dà luogo ad uno sforzo di taglio τ =F S


du
che per la maggior parte dei fluidi è dato da: τ =μ ⎡⎣ N m 2 ⎤⎦
dy

I fluidi che rispondono a tale relazione sono detti fluidi newtoniani (ad es aria,
acqua, benzina, oli). I fluidi pastosi (sangue, plastiche ecc.) non sono newtoniani.

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Le proprietà dei fluidi
du
τ =μ ⎡⎣ N m 2 ⎤⎦
dy
La costante di proporzionalità μ è detta coefficiente di
τ
viscosità o viscosità dinamica del fluido μ=
La sua unità di misura è [kg/m] o [N• s/m2] o [Pa •s] . du
Una unità di misura molto usata è il poise = 0.1 Pa •s. dy

Il rapporto tra la viscosità dinamica e la densità del


μ
fluido è detto viscosità cinematica. υ=
La sua unità di misura è [m2/s]. ρ
Una unità molto usata è lo stoke = 1 cm2/s

In generale la viscosità di un fluido dipende sia dalla pressione che dalla temperatura, anche
se la dipendenza dalla pressione è debole.
Per i liquidi si può trascurare la dipendenza dalla pressione sia per la viscosità dinamica che
per la cinematica. Per i gas la dipendenza dalla pressione non può essere trascurata nel caso
della viscosità cinematica, poichè la densità dipende sensibilmente dalla pressione.
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Classificazione del flusso di un fluido
Regioni di flusso viscoso e di flusso non-viscoso

Quando due strati di fluido scorrono l’uno sull’altro, per effetto della viscosità
del fluido, si sviluppa uno sforzo di taglio che fa si che quello più veloce tende a
trascinare quello più lento e, viceversa, quello più lento tende a frenare quello
più veloce. I flussi in cui tali effetti sono significativi sono detti flussi viscosi.
Tali effetti sono generalmente importanti in
prossimità di superfici solide.

Tuttavia in molti flussi di interesse pratico ci y Flusso non-viscoso


sono regioni in cui le forze viscose sono u∞ u∞
trascurabili rispetto alle forze di inerzia e di
pressione. Tali regioni vengono dette a flusso u(y)
non-viscoso e tale approssimazione x
semplifica notevolmente la analisi
fluidodinamica. Flusso viscoso
(Regione di strato limite)

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Classificazione del flusso di un fluido
Flusso interno e flusso esternou (a)

Un flusso di fluido è classificato come interno o
esterno a seconda che il fluido scorra all’interno
di un canale o su una superficie.
(b)
Il flusso su una superficie, un filo o sulla
superficie esterna di un tubo o un canale è detto u∞
flusso esterno. (c)
u∞
Il flusso in un tubo, in un condotto o in un
canale è detto flusso interno.
Il flusso di un liquido in un canale
parzialmente riempito e quindi con una
superficie liquida libera è detto flusso a (d)
canale aperto.
I flussi interni sono dominati dall’influenza della viscosità sull’intero volume di fluido.
Nei flussi esterni gli effetti della viscosità sono limitate alle regioni di strato limite in
prossimità delle superfici solide.

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Classificazione del flusso di un fluido
Flusso incomprimibile e flusso comprimibile
Un flusso è detto comprimibile o incomprimibile a seconda del livello di
variazione della densità del fluido durante il flusso.
Il flusso è detto incomprimibile se la densità rimane all’incirca costante.

Se il fluido è un liquido tale approssimazione, in pratica, è sempre verificata.


Ad es. la densità dell’acqua liquida sottoposta ad una pressione di 200 bar cambia solo
dell’1% rispetto al valore a pressione atmosferica.
Al contrario gli aeriformi possono essere considerati incomprimibili o no a
seconda della velocità di flusso.
Numero di Mach Ma < 1 flusso subsonico
Ma = 1 flusso sonico
u Velocità di flusso
Ma = = Ma > 1 flusso supersonico
c velocità del suono Ma >> 1 flusso ipersonico

Un gas può essere ritenuto incomprimibile quando la sua densità varia meno del
5%, il che avviene per velocità di flusso per cui Ma <0.3
(In aria significa u < 100 m/s)
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Classificazione del flusso di un fluido
Flusso laminare e flusso turbolento
Un flusso laminare è costituito da un moto ordinato,
in cui il fluido sembra scorrere strato su strato.
In altri termini la componente della velocità
ortogonale alla direzione prevalente di flusso è
trascurabile. Si ha nel caso di fluidi viscosi a bassa
velocità ovvero in un flusso lungo una superficie in
prossimità del bordo di attacco.

Un flusso turbolento è un flusso altamente disordinato con fluttuazioni di


velocità, con componenti trasversali non trascurabili che danno luogo ad un moto
vorticoso. Si ha nel caso di flussi ad alta velocità ed è prevalente nei flussi interni
in canali lunghi.

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Classificazione del flusso di un fluido
y
Il parametro fondamentale per la
u∞
determinazione del regime di flusso
(laminare o turbolento) è costituito dal
numero (adimensionale) di Reynolds
xcrit x

u∞ ρ x u∞ x dove u∞ = velocità di flusso indisturbato


Re x = = ρ = densità del fluido
μ υ μ = viscosità del fluido
ν = μ/ρ = viscosità cinematica del fluido

Per ogni geometria può essere determinato u∞ ρ xcrit u∞ xcrit


un numero di Reynolds critico Recrit = =
μ υ
Re x < Recrit Flusso laminare
tale che:
Re x > Recrit Flusso turbolento

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Classificazione del flusso di un fluido
Flusso naturale e flusso forzato
Un flusso viene detto naturale o forzato a seconda di come è iniziato il moto
ovvero della causa che ha fornito la forza che ha messo in moto il fluido.

Nel flusso forzato il moto è dovuto ad


una macchina come una pompa, un
ventilatore o un compressore.

Nel flusso naturale il moto è dovuto allo T∞ < TS


sbilanciamento tra peso del fluido e spinta
idrostatica quando una parte del fluido è TS u∞ = 0
riscaldato o raffreddato rispetto al fluido
circostante.

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Il flusso forzato esterno
Numero di Reynolds
Per un flusso forzato:
u∞ ρ L u∞ L
Forze d'inerzia
Re L = = ∼
μ υ Forze viscose
Numero di Reynolds locale Numero di Reynolds critico
u∞ ρ x u∞ x u∞ ρ xcrit u∞ xcrit
Re x = = Recrit = =
μ υ μ υ
dove y
u∞ = velocità di flusso indisturbato u∞
ρ = densità del fluido
μ = viscosità del fluido
ν= μ/ρ = viscosità cinematica del fluido
L = lunghezza caratteristica xcrit L x
xcrit = distanza dal bordo di attacco in cui si Per flusso su
può ritenere che avvenga la transizione da
lastra piana Recrit ≈ 5 ⋅105
flusso laminare a flusso turbolento
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Il flusso forzato esterno
y
La forza di trascinamento
u∞
F =τ ⋅S
(di attrito) può essere
calcolata come:
du
dove τ =μ ⎡⎣ N m 2 ⎤⎦ A xcrit L x
dy y
∂u
u∞ u∞ ∂y
Gli sforzi viscosi possono essere valutati y =0

teoricamente o sperimentalmente
determinando il gradiente di velocità
all’interfaccia solido-fluido.
x
Coefficiente di attrito I risultati vengono quindi resi disponibili
τ sotto forma di relazioni analitiche che
Cf =
ρw 2 correlano grandezze adimensionali del tipo:
2 C f = C0 f ( Re )
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Il flusso forzato esterno
I coefficienti locali di attrito Cf,x variano lungo la superficie della lastra in
conseguenza della variazione dello strato limite di velocità e quindi del gradiente
di velocità all’interfaccia solido-fluido. Poichè di solito si è interessati alla forza di
trscinamento sull’intera superficie della lastra dai coefficienti locali si ricava il
coefficiente medio (o globale) come: y
u∞
Coefficiente di attrito medio
L
1
C f = ∫ C f , x dx xcrit L
L0 A
Cf

Naturalmente i coefficienti di attrito sono


espressi da funzioni diverse a seconda che il
flusso sia laminare o turbolento
0 xcritico L x
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Il flusso all’interno di un condotto
Strato limite Profilo di velocità
di velocità

Regione di ingresso
Regione idrodinamicamente
idrodinamica
pienamente svuluppata

0 xingr,idr L x

Alla distanza xingr,idr lo starto limite che si forma a causa degli sforzi viscosi occupa
l’intero volume di fluido: la regione lungo il tubo da quel punto in poi si dice di
flusso completamente sviluppato. In tale regione non esiste più flusso indisturbato,
per cui il profilo di velocità non presenta più una zona piatta ma risulta parabolico.

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Il flusso all’interno di un condotto
dove
i
Numero di Reynolds m = portata massica di fluido
i um = velocità media nella sezione considerata
um D
4m ρ = densità del fluido
Re D = = μ = viscosità del fluido
υ πμ D ν= μ/ρ = viscosità cinematica del fluido
D = diametro del tubo
Per condotti
non cilindrici
D = 4 At p dove At = area trasversale della sezione del condotto
p = perimetro della sezione
I REGIMI DI FLUSSO IN UN TUBO

FLUSSO LAMINARE ReD < 2300 xingr ,idr ≈ 0.05 D Re D

Transizione alla turbolenza 2300 < ReD < 4000

ReD > 4000 xingr ,idr ≈ 10 D


FLUSSO TURBOLENTO

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Il flusso all’interno di un condotto
LA CADUTA DI PRESSIONE

Nel flusso all’interno di un condotto si è soprattutto interessati al calcolo delle


perdite di pressione dovute agli sforzi viscosi

L ρ wm2
Δp = f f = fattore di attrito
D 2
i
i i m
La potenza di pompaggio richiesta per
L p = V Δp = Δp
vincere tale caduta di pressione è data da:
ρ
Il fattore di attrito f è legato al coefficiente di attrito Cf da: f = 4C f

dove τS
Cf =
ρ wm2
2

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Il flusso all’interno di un condotto
IL FATTORE DI ATTRITO
64
FLUSSO LAMINARE ReD < 2300 f =
Re D

FLUSSO TURBOLENTO ReD > 4000

per tubi lisci f = 0.184 Re −0.2

Il fattore di attrito e quindi la caduta di pressione per il flusso in tubi può variare
molto a seconda della rugosità della superficie.

Diagramma di Moody
E’ il diagramma che fornisce il fattore di attrito per flusso in tubi con
superfici sia lisce che rugose, per un ampio campo di valori del numero di
Reynolds.

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Il diagramma di Moody

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LA TRASMISSIONE DEL CALORE
Analisi termodinamica Determina la quantità di calore scambiata da un sistema
qualunque e per qualunque processo senza avere alcuna informazione sulla durata
del processo e sul dimensionamento dell’apparato di scambio termico.
La trasmissione del calore si occupa di questi aspetti.

I principi della termodinamica sono alla base della trasmissione del calore:
1° principio: stabilisce che, in assenza di scambio di lavoro, la quantità di calore
assorbita (ceduta) da un sistema uguaglia l’aumento (la diminuzione) di energia
interna (trascurando le variazioni di energia cinetica e potenziale) del sistema
2° principio: stabilisce ce il calore fluisce nella direzione in cui la temperatura
decresce

Trasmissione del calore Differenza di temperatura

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La trasmissione del calore
Trasmissione del calore Differenza di temperatura ΔT

Più grande è la differenza di temperatura, più grande è la potenza termica scambiata.

Quando si conosce la potenza termica Δt i


scambiata, la quantità totale di calore scambiato Q = ∫ Q ( t ) dt
durante un intervallo di tempo Δt si può 0
determinare con la relazione:
i
Nel caso particolare in cui la potenza termica è Q = Q Δt
costante rispetto al tempo:
i i
Spesso siamo interessati al flusso termico (o
densità superficiale di potenza termica):
q = Q '' S

Conduzione termica
Meccanismi di scambio termico Convezione termica
Irraggiamento termico
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I MECCANISMI DI SCAMBIO TERMICO
Conduzione termica
Trasferimento di energia dovuto alla interazione delle molecole di una
sostanza dotate di maggiore energia con quelle adiacenti meno energetiche.

Ovviamente richiede la presenza di un mezzo materiale T1>T2


e può avvenire
nei SOLIDI:
• vibrazioni delle molecole all’interno dei reticoli;
• trasporto di energia da parte degli elettroni liberi di T1 T2
valenza (nei solidi metallici). i
nei FLUIDI: Q
• collisioni tra le molecole durante il loro moto casuale

Nei fluidi in quiete lo scambio di calore può avvenire solo per conduzione, mentre
nei fluidi in moto, in presenza di una differenza di temperatura, lo scambio
termico è innalzato dal meccanismo della convezione termica.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 7_Introduzione TFD 29


I meccanismi di scambio termico
Convezione termica

La convezione termica è la trasmissione del calore che si verifica in presenza di


un fluido in moto (termofluidodinamica).
In tale situazione nel fluido si ha contemporaneamente scambio di calore e
trasporto di massa.

Pertanto la convezione termica richiede la presenza di un mezzo materiale fluido.

Un caso di grande importanza y


ingegneristica è quello della u∞ T∞
convezione termica che avviene
tra un fluido ed un corpo solido in
moto relativo l’uno rispetto
all’altro. TS xcrit x

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I meccanismi di scambio termico
Irraggiamento termico
E’ il meccanismo di scambio termico che avviene tra corpi a diversa temperatura
per effetto dello scambio di energia radiante emessa da ciascun corpo sotto forma
di onde elettromagnetiche.

La radiazione elettromagnetica emessa a causa dei moti vibrazionali e rotazionali


delle molecole, atomi ed elettroni di una sostanza è detta radiazione termica.
Poiché la temperatura è una misura dell’intensità di questi processi a livello
microscopico, all’aumentare della temperatura aumenta l’emissione di radiazione
termica. Pertanto ogni oggetto che si trovi al di sopra dello zero assoluto emette
radiazione termica.

A differenza della conduzione termica e della convezione termica, l’irraggiamento


termico non richiede la presenza di un mezzo materiale ma può avvenire anche nel
vuoto.

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TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 8
TRASMISSIONE DEL CALORE PER CONDUZIONE

A
T i
H
Q (t )

L T2 w
T(x,t)
T1(t) T2(t) L
i
Tsi Q T2
T1
0 x L x ri Tse
re
∂T (x, t ) L
∂x
i
Q (x, t )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 1


Cap. 8 – Trasmissione del calore per conduzione
Indice

1) Il postulato di Fourier per la conduzione termica


2) La conducibilità termica dei materiali
3) La conduzione termica monodimensionale in regime stazionario
3.1 Conduzione termica in uno strato piano
3.2 Conduzione termica in uno strato sferico
3.3 Conduzione termica in uno strato cilindrico
4) Analogia elettrica per la conduzione termica
4.1 Resistenze termiche in serie
4.2 Resitenze termiche in parallelo
5) La conduzione termica multidimensionale in regime stazionario
5.1 Il metodo del fattore di forma per conduzione

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 2


CONDUZIONE TERMICA
Conduzione termica
Trasferimento di energia che si verifica per effetto della interazione delle particelle
di una sostanza dotate di maggiore energia (punti a temperatura più alta) con
quelle adiacenti dotate di minore energia (punti a temperatura più bassa).
i
i Q Potenza termica trasmessa [W]
Q = 360 W
3m 1 W = 0.86 kcal/h 1 kcal/h = 1.16 W
i
i i i
q = Q A = 20 W/m 2 Q
q= Flusso termico trasmesso [W/m2]
A = 18 m2 A (calore trasmesso per unità
di tempo e di superficie) L
6m
La potenza termica che si propaga per conduzione tra due A A
i
diverse regioni di un corpo (ad es. le facce di una parete Q
piana) dipende dalla geometria (forma e dimensioni) del
corpo, dalle proprietà termofisiche del corpo e dalla T1 T2
differenza di temperatura tra le due regioni considerate.
T1>T2

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Conduzione termica
Ipotesi semplificativa: Flusso monodimensionale A
T H
Postulato di Fourier per la conduzione termica i L<<H
Q (t )
∂T ( x, t )
T1>T2
i
q x = −λ T(x,t)
∂x T1(t) T2(t)
i
qx = potenza termica trasmessa per conduzione nel punto x [W/m2]
λ(x) = conducibilità termica del materiale nel punto x [W/(m·K)] 0 x L x
∂T ∂x = gradiente di temperatura nel punto x [K/m]
i
N.B. Nel caso tridimensionale q x = − λ ∇T ∂T ( x, t )
∂x
⎛ ∂T ∂T ∂T ⎞
∇T ≡ ⎜ , , ⎟
i
Q ( x, t )
⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 4
CONDUCIBILITA’ TERMICA DEI MATERIALI
Conducibilita’ termica λ
Potenza termica che si trasmette attraverso uno spessore unitario di materiale per
unità di superficie e per una differenza di temperatura unitaria.
λ elevato Il materiale è un buon conduttore di calore
λ basso Il materiale è un buon isolante termico

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 5


Conducibilità termica dei materiali

CONDUTTORI TERMICI
λ ≥ 10 W/(m K)
Materiale ρ λ Materiale ρ λ
(T = 300 K) [kg/m3] [W/m K] (T = 300 K) [kg/m3] [W/m K]

Argento 10500 430 Ferro 7870 80


Rame 8900 400 Acciaio al carbonio (AISI1010) 7854 60
Bronzo (10% Alluminio) 8800 50 Acciaio inox (AISI 302) 8055 15
Ottone (30% Zinco) 8920 23 Nichel 8900 91
Costantana (45% Nichel) 5360 60 Nicromo (20% Cromo) 8400 12
Oro 19300 317 Inconel (15% Cromo, 7% Ferro) 8510 12
Alluminio 2700 240 Piombo 11340 35
Lega leggera 2024-T6 2770 177 Uranio 19070 28
Tungsteno 19300 174 Titanio 4500 22

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 6


Conducibilità termica dei materiali

ISOLANTI TERMICI
λ ≤ 0.1 W/(m K)
Materiale ρ λ Materiale ρ λ
(T = 300 K) [kg/m3] [W/m K] (T = 300 K) [kg/m3] [W/m K]

Fibra di vetro 16 0.046 Sughero (granuli) 160 0.045


40 0.035 Sughero (pannello) 120 0.039
Fibra minerale 35 0.046 Cotone (tessuto) 80 0.06
55 0.036 Asfalto 2115 0.062
Polistirolo espanso 25 0.035 Neve (273 K) 110 0.050
55 0.027 Foglio di alluminio
Vermiculite (scaglie) 80 0.068 e carta vetrata; 75- 120 0.00002
150 strati, sottovuoto
160 0.063 Aria (in quiete) 0°C, 1 bar 0.024
Uretano (schiumato) 70 0.026 38°C, 1 bar 0.027

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 7


Conducibilità termica dei materiali

MATERIALI DA COSTRUZIONE
0.1 < λ < 10 W/(m K)
Materiale ρ λ Materiale ρ λ
(T = 300 K) [kg/m3] [W/m K] (T = 300 K) [kg/m3] [W/m K]

Laterizio pieno 1920 0.72 Granito 2630 2.79


Blocco forato 0.52 Calcare 2320 2.15
Blocco calcestruzzo 1.0 Marmo 2680 2.80
Calcestruzzo 2300 1.4 Sabbia 1515 0.27
Intonaco cemento 1860 0.72 Terreno argilloso 1500 1.4
Intonaco gesso 1680 0.22 Ghiaccio (273 K) 920 2.2
Vetro (lastra) 2500 1.4 Neve (273 K) 200 0.12
Teflon 2200 0.35 Legno di pino 640
Cloruro di polivinile 1350 0.17 ⊥ alle fibre 0.11
Gomma 1198 0.15 = alle fibre 0.24

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 8


Conducibilità termica dei materiali

MATERIALI BIOLOGICI
0.1 < λ < 10 W/(m K)
Materiale ρ λ Materiale ρ λ
(T = 300 K) [kg/m3] [W/m K] (T = 300 K) [kg/m3] [W/m K]

Tessuto umano Prodotti alimentari


pelle 0.37 Banana (H2O 75.7%) 980 0.48
strato grasso 0.2 Mela (H2O 75%) 840 0.51
muscolo 0.41 Torta pasta 720 0.22
Torta cotta 280 0.12
Carne di pollo (H2O 74.4%)
198 K 1.60
273 K 0.48
293 0.49

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 9


DIFFUSIVITA’ TERMICA DEI MATERIALI

λ Conducibilità termica:
Esprime l’attitudine di un materiale a condurre il calore.

ρcp Capacità termica specifica:


esprime l’attitudine di un materiale ad accumulare energia
termica.
cp (J/kg·K) la esprime per unità di massa;
ρcp (J/m3·K) la esprime per unità di volume

λ calore trasmesso per conduzione


α= = = diffusività termica
ρcp calore immagazzinato
Diffusività termica [m2/s]:
Un alto valore di diffusività termica indica una veloce propagazione del calore,
mentre un valore basso indica che il calore è prevalentemente accumulato.

La diffusività termica è importante nello studio della conduzione termica in regime


variabile nel tempo.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 10
Diffusività termica dei materiali

Diffusività termica di materiali


(a temperatura ambiente)
Materiale α (m2/s) Materiale α (m2/s)

Argento 149 10-6 Calcestruzzo 0.75 10-6


Oro 127 10-6 Laterizio 0.52 10-6
Rame 113 10-6 Terreno (pesante secco) 0.52 10-6
Alluminio 97.5 10-6 Vetro 0.34 10-6
Ferro 22.8 10-6 Lana di vetro 0.23 10-6
Aria (pressione atm) 22.1 10-6 Acqua (liquida) 0.14 10-6
Mercurio (liquido) 4.7 10-6 Carne di manzo 0.14 10-6
Marmo 1.2 10-6 Legno (quercia) 0.13 10-6

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 11


CONDUZIONE TERMICA IN REGIME STAZIONARIO
Conduzione termica stazionaria
Tutte le grandezze, quindi in particolare la distribuzione di temperatura e la
potenza termica trasmessa, non variano nel tempo.

A
i
Postulato di Fourier q x = − λ ∇T T H
i L<<H
Q T1>T2
⎛ ∂T ∂T ∂T ⎞
dove ∇T ≡ ⎜ , , ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠ T(x)
T1 T2
Nel caso monodimensionale

∂T ( x, t )
i dT ( x )
i
q x = −λ q x = −λ
∂x dx 0 x L x

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 12


Conduzione termica in regime stazionario
Parete a facce piane e parallele (strato piano)
Ipotesi semplificative A
1) Regime stazionario T H
2) Flusso monodimensionale, ovvero parete indefinita i L<<H
ovvero parete finita con L<<H e effetti di bordo Q T1>T2
trascurabili
i i dT
Q = q A = −λ A T1
T(x)
T2
dx
i i
T2
Q L
Q
dx = −dT
λA ∫0 λ A dx = −T∫ dT 0 x x
1 L
Ipotesi semplificative:
i
3) λ = costante Mezzo omogeneo Q
L T2

4)
i
Q = costante Stato stazionario +

λA 0
dx = − ∫ dT
T1
assenza di generazione interna
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 13
Conduzione termica in regime stazionario
Parete a facce piane e parallele (strato piano) A
T H
i i
T2 i L<<H
Q
[ x ]0 = − [T ]T1
L
Q L T2

∫ dx = − ∫ dT Q T1>T2
λA 0 λA
T1
T(x)
T1 T2
i
i λA
Q
L = − (T2 − T1 ) Q= (T1 − T2 )
λA L
0 x L x
Ponendo
ΔT = T1 − T2 Nei limiti di validità delle ipotesi semplificative fatte, la
potenza termica per conduzione attraverso una parete piana è:
λA
i - direttamente proporzionale alla conducibilità termica del
Q= ΔT materiale, all’area della superficie frontale della parete e alla
L differenza di temperatura tra le facce;
- inversamente proporzionale allo spessore della parete.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 14


Conduzione termica in regime stazionario
Per quanto riguarda l’ipotesi 4) si ricava dal 1° principio della termodinamica (in
assenza di lavoro scambiato):

Potenza termica - Potenza termica + Potenza termica = Variazione nel tempo


entrante uscente generata della energia interna

i i dU
Q in − Q out =
dt
dU
Allo stato stazionario la variazione di energia interna è nulla =0
dt
i i i
Q in = Q out Ovvero il flusso termico che
Q = costante
attraversa la parete è costante

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 15


Conduzione termica in regime stazionario
Distribuzione di temperatura all’interno della parete
T
i i dT
Q = costante Q = −λ A = costante i
dx Q
dT dT
= c1 = c1 dT = c1dx T1 T(x)
dx dx
A T2
T ( x) = c1 x + c2
∫ dT = ∫ c dx
1
0 L x
x=0 T (0) = c2 = T1

x=L T ( L) = c1 L + T1 = T2 c1 =−
( T1 − T2 )
L
x
T ( x) = T1 − (T1 − T2 ) La temperatura all’interno della parete
L decresce linearmente da T1 a T2.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 16


ANALOGIA ELETTRICA
La relazione che permette di calcolare la potenza T
termica attraverso una parete piana ha la stessa i
struttura della legge di Ohm per la conduzione di Q
corrente elettrica in una resistenza.

ΔV 1 T1 T2
I = GΔV = R=
R G
Conduttanza Resistenza L x
0
elettrica elettrica
i λA i ΔT i

Q= ΔT Q= Q
L L
λA T1 T2
R
λA R=
L
Conduttanza G= Resistenza
termica L termica λA
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 17
Analogia elettrica: strato piano
T
i
λA
Q ⎡W ⎤
i

Conduttanza termica Gk = = ⎢K ⎥
Q
conduttiva L ΔT ⎣ ⎦

i T1 T2
Conduttanza termica λQ ⎡ W ⎤
conduttiva unitaria G k ,u = = ⎢ m2 K ⎥
L AΔ T ⎣ ⎦
0 L x
L ΔT ⎡K ⎤
Resistenza termica Rk = = i ⎢W ⎥ i

conduttiva λA Q ⎣ ⎦ Q
T1 T2
L AΔ T ⎡ m2 K ⎤ R
Resistenza termica Rk , u = = ⎢



λ
conduttiva unitaria i W
Q
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 18
Analogia elettrica: resistenze termiche in serie
Resistenze termiche in serie
i
N resistenze si dicono collegate in
Q
serie se sono tutte attraversate dalla
stessa potenza termica T1 T4
N R1 T2 R2 T3 R3
1
Rtot = ∑ Rn Gtot =
n =1 Rtot

i
Se A1 = A2 = …. = An = ….. = AN
Q

N T1 T4
Ru ,tot = ∑ Ru ,n
1
Gu ,tot =
n =1 Ru ,tot Rtot

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 19


Analogia elettrica: resistenze termiche in parallelo
i
Resistenze termiche in parallelo Q1

N resistenze si dicono collegate in parallelo R1 i


Q2
se ai loro capi hanno tutte la stessa
T1 T2
differenza di temperatura.
R2 i
N
1
Gtot = ∑ Gn
Q3
Rtot =
n =1 Gtot R3

Se A1 = A2 = …. = An = ….. = AN
i
Q
N
Gu ,tot = ∑ Gu ,n
1
Ru ,tot = T1
n =1 Gu ,tot T2

Rtot
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 20
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 1
Determinare la potenza termica trasmessa per unità di superficie attraverso
uno strato piano di spessore L = 1 cm, tra le cui facce viene mantenuta una
differenza di temperatura ΔT = 1°C, nel caso in cui esso sia costituito da:
a) Rame b) Calcestruzzo c) Lana di vetro (ρ = 40 kg/m3)

i ΔT L 1 10−2 m 1 10−2 m -1
Qk = Rk = = =
Rk Aλ 1m λ2
λ

10−2 m -1 10−2 m -1 K
a) λrame = 400
W Rk ,rame = = = 2.5 10-5
mK λ 400
W W
mK
i ΔT 1K
Qk ,rame = = = 40 ⋅103W = 40 kW
Rk ,rame 2.5 10-5 K
W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 21
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 1 (continua)

W 10−2 m -1 10−2 m -1 K
b) λcls = 1.4 Rk ,cls = = = 7.1 10-3
mK λ 1.4
W W
mK
i ΔT 1K
Qk ,cls = = = 140.0 W = 0.140 kW
Rk ,cls 7.1 10-3 K
W
10−2 m -1 10−2 m -1 K
a) λldv = 0.035
W Rldv = = = 0.29
mK λ 0.035
W W
mK
i ΔT 1K
Qk ,ldv = = = 3.5 W
Rk ,ldv 2.9 K
W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 22
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 2
Un isolante termico, costituito da materiale fibroso, è assimilabile ad uno
strato piano a facce parallele avente spessore L=0,5cm e superficie frontale
A=1,8m2. Se tra le facce si applica una differenza di temperatura ΔT=10°C, si
ha la trasmissione di una potenza termica di 120W.
Determinare la conducibilità termica del materiale e la resistenza termica
unitaria dello strato di isolante.
• λ •
Q L 120W ⋅ 0,5 ⋅10−2 m
Qk = AΔT λ= = = 0, 033
W
= 0, 033
W
L AΔT 1,8m 2 ⋅10°C m°C mK

Ru ,k m2 K 1 K
Rk = ≈ 0,15 = 0, 083
0,5 ⋅10−2 m
L m2 K A W 1,8m 2 W
Ru ,k = = ≈ 0,15
λ 0, 033 W W
mK 1 1 W
GK = = ≈ 12
Rk 0, 083 K K
W

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 23


Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 3

Una superficie vetrata a vetrocamera è λ1 λ2 λ3


costituita da due lastre di vetro di 3 mm di
spessore, separate da una intercapedine d’aria
di 2 mm di spessore. Ipotizzando che il flusso
termico sia stazionario e monodimensionale e
che l’aria nella intercapedine sia in quiete, L1 L2 L3
calcolare:
i
a) La resistenza termica unitaria conduttiva Q
della superficie vetrata
b) La potenza termica trasmessa per unità di T1 T4
superficie vetrata ipotizzando che la differenza R1 T2R2 T3 R3
di temperatura tra le sue facce sia di 15 °C. i
Q

T1 T3
Rtot
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 24
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 3 (continua)

W Lvetro 310−3 m m 2
K
a) λvetro = 1.4 Ru ,vetro = Ru ,1 = Ru ,3 = = = 2.1 10-3
mK λvetro 1.4
W W
mK
W Laria 210−3 m m2 K
λaria = 0.025 Ru ,aria = Ru ,2 = = = 0.08
mK λaria 0.025
W W
mK
m2 K 1 W
Ru ,tot = Ru ,1 + Ru ,2 + Ru ,3 = 0.0842 Gu ,tot = = 11.9
W Ru ,tot m2 K
i
i Q ΔT 15 K W
b) q= = = 2
= 178 2
A Ru ,tot mK m
0.0842
W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 25
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 3 (continua)

i
iQ ΔT 15 K W
b) q= = = 2
= 178 2
A Ru ,tot mK m
0.0842
W
Possiamo confrontare la vetrocamera con una superficie vetrata costituita da una
lastra di vetro di spessore uguale a 6 mm, senza intercapedine d’aria.

610−3 m m2 K 1 W
Ru ,tot = Ru ,1 + Ru ,3 = = 0.0042 Gu ,tot = = 238
W W Ru ,tot m2 K
1.4
mK
i
i Q ΔT 15 K W
q= = = 2
= 3571 2
A Ru ,tot mK m
0.0042
W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 26
Analogia elettrica: Strato sferico
Strato fra due sfere concentriche (strato sferico) i
Q k , sfera T
Ipotesi 1) Regime stazionario
λ s,i
semplificative 2) Flusso monodimensionale
ri Ts,e
i dT (r )
Postulato di Fourier Q k , sfera = −λ A(r )
in coordinate sferiche dr re
dove A(r ) = 4π r 2
i i
re Tse
Q k , sfera Q k , sfera
4π r 2
dr = −λ dT ∫
ri
4π r 2
dr = − ∫ λ dT
Tsi

Ipotesi semplificative: i
re Tse
Q k , sfera dr
∫r r 2 = −λ T∫ dT
3) Mezzo omogeneo
4) Assenza di generazione interna 4π i si

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 27


Analogia elettrica: Strato sferico
i
Q k ,sfera
i i
λ Ts,i
re Tse
Q k , sfera dr Q k , sfera ⎡ 1 ⎤ re ri Ts,e
4π ∫r r 2 = −λ T∫ dT 4π ⎣ r ⎦ ri⎢ − ⎥ = −λ (Tse − Tsi )
i si
re
i
i
Q k , sfera ⎛ 1 1 ⎞ Q k , sfera ⎛ re − ri ⎞
⎜ − + ⎟ = −λ (Tse − Tsi ) ⎜ ⎟ = λ (Tsi − Tse )
4π ⎝ re ri ⎠ 4π ⎝ re ri ⎠

Resistenza conduttiva di uno


i Tsi − Tse Tsi − Tse
Q k , sfera = = STRATO SFERICO
re − ri Rk , sfera
4π re ri λ re − ri
Rk , sfera =
4π re ri λ

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 28


Analogia elettrica: Strato cilindrico
Strato fra due cilindri coassiali (strato cilindrico) L ( re − ri )
Ipotesi 1) Regime stazionario L
semplificative 2) Flusso monodimensionale
i
i dT (r ) Tsi Q
Postulato di Fourier Q k ,cilindro = −λ Alat (r ) ri
in coordinate dr re Tse
cilindriche
dove A(r ) = 4π r 2
i i
Q k ,cilindro re
Q k ,cilindro Tse
dr = −λ dT
2π rL ∫
ri
2π rL
dr = − ∫ λ dT
Tsi

Ipotesi semplificative:
i
Q k ,cilindro re dr Tse

∫ = −λ ∫ dT
3) Mezzo omogeneo
4) Assenza di generazione interna 2π L ri r Tsi

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 29


Analogia elettrica: Strato cilindrico
i
Q k ,cilindro re dr Tse

2π L ri r ∫ = −λ ∫ dT
Tsi
L

i i
Q k ,cilindro Tsi Q
[ln r ]r = λ (Tsi − Tse )
re

2π L i
ri Tse
re
i
Q k ,cilindro⎛r ⎞
ln ⎜ e ⎟ = λ (Tsi − Tse )
2π L ⎝ ri ⎠
Resistenza conduttiva di uno
i Tsi − Tse T −T STRATO CILINDRICO
Q k ,cilindro = = si se
1 ⎛ re ⎞ Rk ,cilindro ⎛ re ⎞
ln ⎜ ⎟ 1
2π Lλ ⎝ ri ⎠ Rk ,cilindro = ln ⎜ ⎟
2π Lλ ⎝ ri ⎠

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 30


Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 4
Un tubo di acciaio, avente raggio interno rt,i = 2.5 cm e raggio esterno
rt,e= 3.0 cm, è rivestito con uno strato di materiale isolante di spessore
disol= 3.0 cm e conduttività termica λ = 0.03 W/(m K). Sapendo che la
temperatura della faccia interna del tubo è Tt,int= 80°C e che la
temperatura della faccia esterna dell’isolante è Tis,ext= 20°C,
determinare la potenza termica per unità di lunghezza trasmessa per
conduzione dall’interno verso l’esterno.

Dati
W
Tubo: rt ,i = 2.5 cm rt ,e = 3.0 cm λt = 60
mK
Isolante: ris ,i = rt ,e = 3.0 cm ris ,e = ris ,i + dis = 6.0 cm

W
λisol = 0.03
mK
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 31
Conduzione termica in regime stazionario
Esempio 4 (continua)

1 ⎛r ⎞ 1 ⎛ 3.0 ⎞ K
Rk ,tubo = ln ⎜ tubo ,e ⎟⎟ = ln ⎜ ⎟ = 0.0005
2π Lλtubo ⎜⎝ rtubo ,i ⎠ 2π ⋅1 m ⋅ 60 W ⎝ 2.5 ⎠ W
mK Tt,i
i rt,i
Q rt,e= ris,i
1 ⎛ risol ,e ⎞ 1 ⎛ 6.0 ⎞ K ris,e
Rk ,isol = ln ⎜ ⎟⎟ = ln ⎜ ⎟ = 3.6773
2π Lλisol ⎜⎝ risol ,i ⎠ 2π ⋅1 m ⋅ 0.03 W ⎝ 3.0 ⎠ W Tis,e
mK i
Q
Rk ,tot = ( Rk ,tubo + Rk ,isol ) = ( 0.0005 + 3.6773)
K K
= 3.6778
W W Tt,i Tis,e
Rt T2 Ris
i
i
Qk =
Tt ,i − Tis ,e
=
( 80 − 20 ) K
= 16.3 W
Q
Rk ,tot K Tt,i Tis,e
3.6778
W Rtot

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 32


IL FATTORE DI FORMA PER CONDUZIONE
La trattazione analitica dei casi considerati in precedenza risulta particolarmente
semplice grazia alla ipotesi di monodimensionalità del flusso termico.
Però, in molti casi di interesse ingegneristico tale approssimazione non è
applicabile, per cui il flusso termico deve esssere considerato bi- o tridimensionale

La trattazione di tali casi richiede la soluzione della equazione generale della


conduzione.
Si può però ottenere semplici soluzioni approssimate nel caso di due superficie
mantenute a temperature uniformi e costanti T1 e T2 utilizzando il metodo del
fattore di forma per conduzione F:

Fk = fattore di forma per conduzione


i
Qk = Fk ⋅ λ ⋅ ΔT Fk ha le dimensioni di una lunghezza e
dipende solo dalla geometria del sistema

I fattori di forma per conduzione sono stati calcolati per un certo numero di configurazioni.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 33


Il fattore di forma per conduzione
i
Qk = Fk ⋅ λ ⋅ ΔT

i λA A
Strato piano Qk = ΔT Fk =
L L

i 4π re ri 4π re ri
Strato sferico Qk = ⋅ λ ⋅ ΔT Fk =
re − ri re − ri

2π L
i 2π L Fk =
Strato cilindrico Qk = ⋅ λ ⋅ ΔT ⎛r ⎞
⎛r ⎞ ln ⎜ e ⎟
ln ⎜ e ⎟
⎝ ri ⎠
⎝ ri ⎠

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 34


Il fattore di forma per conduzione

T2 Cilindro orizzontale isotermo di lunghezza L


interrato in un mezzo semi-infinito
z (L >> D e z > 1.5 D)
T1
D 2π L
Fk =
⎛ 4z ⎞
L ln ⎜ ⎟
⎝D⎠
Cilindro orizzontale isotermo di lunghezza L
T2
interrato in un mezzo semi-infinito
(L >> D)
L
T1 2π L
Fk =
⎛ 4L ⎞
ln ⎜ ⎟
D ⎝ D⎠

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 35


Il fattore di forma per conduzione

w Bordo di due pareti adiacenti di uguale spessore


T2
L
T2 Fk = 0.54 w
T1

L
Angolo di tre pareti di uguale spessore
T2 w

L
T2
T2 T1 Fk = 0.15 L
(interno)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 36


Il fattore di forma per conduzione
ESEMPIO 1
Il petrolio greggio spesso viene riscaldato prima del pompaggio al fine di
ridurne la viscosità e quindi i costi di pompaggio.
Si consideri una condotta orizzontale costituita da tubi con diametro esterno
D = 25 cm interrati ad una profondità z = 45 cm sotto la superficie del terreno.
La temperatura della superficie esterna del tubo è T1 = 60°C e la temperatura
della superficie del suolo è T2 = 18°C.
Assumendo che la conduttività termica del terreno sia λ = 0.125 W/(m K),
calcolare la potenza termica dissipata dal tubo per unità di lunghezza.

T2 = 18°C

z = 45 cm
T1 = 60°C
D = 25 cm

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 37


Il fattore di forma per conduzione
Esempio 1 (continua)
T2 = 18°C
Assunzioni
1) Stato stazionario z = 45 cm
2) Scambio termico bidimensionale: viene T1 = 60°C
D = 25 cm
trascurato lo scambio termico assiale
3) Proprietà termofisiche uniformi e
costanti L
4) L >> D
2π L
i
Fk =
Qk = Fk ⋅ λ ⋅ ΔT ⎛ 4z ⎞
ln ⎜ ⎟
⎝D⎠
W
i
2π ⋅ 0.125 ⋅ ( 60 − 18 ) K
Qk 2π ⋅ λ ⋅ ΔT m K W
= = = 16.7
L ⎛ 4z ⎞ ⎛ 4 ⋅ 0.45 ⎞ m
ln ⎜ ⎟ ln ⎜ ⎟
⎝ ⎠
D ⎝ 0.25 ⎠
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 8_Conduzione 38
TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 9
TRASMISSIONE DEL CALORE PER CONVEZIONE

T∞ ρ (T ) =
m
V (T )
hC •
V
= cost
Qc T

A TS

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 1


Cap. 9 – Trasmissione del calore per convezione
Indice

1. La convezione termica forzata e naturale


2. Legge di Newton per la convezione termica
3. Il coefficiente di scambio termico convettivo
4. I gruppi adimensionali per la convezione termica
5. Le correlazioni di uso pratico
5.1 Flussi esterni in convezione forzata
5.2 Flussi interni in convezione naturale
5.3 Flussi interni in convezione forzata
6. Il modello resistivo per la convezione termica

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 2


LA CONVEZIONE TERMICA
Convezione termica
Trasmissione di calore in presenza di un fluido
soggetto a trasporto di massa al suo interno

Convezione forzata
Il fluido, sotto la spinta generata da gradienti di
pressione prodotti da una macchina operatrice
(pompa, ventilatore), viene fatto scorrere su una
superficie solida o all’interno di un condotto.
Convezione naturale o libera
Il moto del fluido è provocato da forze di
galleggiamento generate dallo sbilanciamento
(dovuto a gradienti di temperatura all’interno del
fluido) tra spinta idrostatica e forza gravitazionale. ρ (T ) =
m
V (T )

Tali florza danno luogo a moti ascensionali del V


= cost
T
fluido più caldo e a moti discensionali del fluido
freddo.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 3
La convezione termica
La legge di Newton della convezione termica
i
i Q

q= = hc ΔT
Qc = hc AΔT ovvero A

dove
y TS > T∞
h = coefficiente di convezione [W/(m2 K)] u∞
T∞
A = area della superficie di scambio termico [m2] •
Qc
TS = temperatura della superficie [K] o [°C]
T∞ = temperatura del fluido indisturbato [K] o [°C]
TS A x
T = | TS - T∞|

Il coefficiente convettivo hc rappresenta la potenza termica scambiata tra una


superficie solida e un fluido in moto relativo, per unità di superficie e per
unità di differenza di temperatura

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 4


La convezione termica
ORDINE DI GRANDEZZA DI TIPICI hC

Condizione convettiva hc
[W/(m2 K)]
AERIFORME, convezione NATURALE 6 ÷ 30
AERIFORME, convezione FORZATA 30 ÷ 300
OLIO, convezione FORZATA 60 ÷ 1500
ACQUA, convezione FORZATA 300 ÷ 10000
ACQUA, in EBOLLIZIONE 3000 ÷ 60000
VAPORE ACQUEO, in CONDENSAZIONE 6000 ÷ 120000

Da cosa dipende hc ?
• forma della superficie (piana, cilindrica, ecc)
• dimensioni della superficie (lunghezza caratteristica L (sup. piana) D (cilindro), ecc)
• tipo di convezione (forzata (u∞), naturale (TS-T∞))
• regime di flusso (laminare, turbolento, misto)
• tipo di fluido (proprietà del fluido: μ , ρ , λf , cp)
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 5
La convezione termica
y
Come si può determinare hc ? ∂u
u∞ u∞ ∂y y =0
Si è visto in precedenza che all’interfaccia
solido-fluido le particelle di fluido a diretto
contatto con la parete, per effetto degli
intensi sforzi viscosi sono praticamente
y dinamico x
ferme. Allora lo scambio termico dalla Strato
∂T termico
superficie solida allo strato di fluido ad essa limite
∂y y =0
immediatamente adiacente avviene per
conduzione pura, per cui: T∞

i Qc ∂T
q= = −λ fluido = hc (TS − T∞ ) TS x
A ∂y y =0
∂T
è il gradiente di temperatura
∂y y =0 all’interfaccia solido-fluido
∂T
−λ fluido In generale, sia il gradiente di temperatura che il coefficiente di
∂y y =0 scambio termico convettivo variano nella direzione del flusso:
hc =
(TS − T∞ ) mediando opportunamente tali valori locali si ottiene il
coefficiente convettivo medio (o globale)
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 6
La convezione termica
Nella trattazione della convezione termica (così come nella fluidodinamica) si
utilizza il metodo di combinare le variabili da cui dipende il fenomeno,
raggruppandole in numeri adimensionali.

In precedenza si è vista l’importanza del numero di Reynolds per


caratterizzare il comportamento fluidodinamico di un fluido in moto forzato.

Numero di Reynolds
dove
u∞ ρ L u∞ L
Re L = =
μ υ u∞ = velocità di flusso indisturbato
ρ = densità del fluido
μ = viscosità del fluido
Numero di Reynolds locale ν= μ/ρ = viscosità cinematica del fluido
u∞ ρ x
L = lunghezza caratteristica della geometria
u∞ x
Re x = =
μ υ

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 7


La convezione termica
Nel caso della convezione naturale si utilizza il numero di Grashof
dove
Numero di Grashof g = accelerazione di gravità
β= coefficiente di espansione del fluido
g β L3 ΔT Forze di galleggiamento ΔT = differenza di temperatura tra
GrL = ∼
υ2 Forze viscose superficie e fluido
ν = viscosità cinematica del fluido

Il numero di Grashof fornisce il principale


criterio per stabilire in convezione naturale se
il flusso è laminare o turbolento.

Es. Lastra piana verticale

Grcritico ≈ 109

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 8


La convezione termica
dove
Numero di Prandtl μ = viscosità del fluido
cp = calore specifico fluido
μcp ν λ = conducibilità termica del fluido
Pr = =
λ α ν= viscosità cinematica del fluido
α = diffusività termica del fluido

Il numero di Prandtl dipende solo dalle proprietà del fluido e può essere visto
come il rapporto tra la capacità di trasporto di quantità di moto e la capacità di
trasporto del calore ovvero come il rapporto tra gli spessori dello strato limite
dinamico e termico.

Tipici valori del numero di Prandtl


Metalli liquidi 0.004 ÷ 0.030 Fluidi organici 5 ÷ 50
leggeri
Gas 0.7 ÷ 1.0 Oli 50 ÷ 100000

Acqua 1.7 ÷ 13.7 Glicerina 2000 ÷ 100000

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 9


LE CORRELAZIONI DI USO PRATICO
y
T∞
Il numero di Nusselt locale ∂T
∂y y =0

hx x
Nu x =
λf
TS x

Il coefficiente di scambio
Il numero di Nusselt medio termico convettivo
____
____
1
L
λ f NuL
NuL = ∫ Nu x dx h=
L0 L

Convezione forzata Convezione naturale

Nu = f (Re, Pr) Nu = f (Gr , Pr)


G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 10
Le correlazioni di uso pratico
____
λ f NuL
h=
Il coefficiente di scambio
termico convettivo
L
Convezione forzata Convezione naturale

Nu = f (Re, Pr) Nu = f (Gr , Pr)

Tali relazioni funzionali hanno, di solito, una struttura del tipo:

Nu = C Re n Pr m Nu = CGr n Pr m

dove C, n, m dipendono dalla forma della superficie e dal regime di flusso


(laminare, turbolento, misto) .

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 11


Le correlazioni per lastra piana in convezione forzata
Flusso laminare Re x < 5 ⋅105 Pr ≥ 0, 6

hx x 1 1
Nu x = = 0,332 ⋅ Re x ⋅ Pr2 3
T∞
λ

hC L 1 1
u∞ TS
NuL = = 0, 664 ⋅ Re L ⋅ Pr 2 3
λ
h
5 ⋅105 ≤ Re x ≤ 107
Flusso turbolento
0, 6 ≤ Pr ≤ 60

hx x 4 1
Nu x = = 0, 0296 ⋅ Re x 5 ⋅ Pr 3
λ

hC L 4 1
Nu L = = 0, 037 ⋅ Re L ⋅ Pr 5 3
λ 0 xcritico L x

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 12


Le correlazioni per lastra piana in convezione forzata
Flusso misto laminare-turbolento 5 ⋅105 ≤ Re x ≤ 107 0, 6 ≤ Pr ≤ 60

1⎛ ⎞
xcritico L
hC = ⎜
L ⎜⎝ ∫ hx ,la min are dx + ∫ hx ,turbolento dx ⎟

0 xcritico ⎠

hC L
( )
1
NuL = = 0, 037 Re − 871 Pr 45 3
λ
L

λ f NuL •
Noto NuL hc = Qc = hc AΔT
L

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 13


La convezione termica
Esempio 1
Aria a temperatura ambiente fluisce, con velocità u∞ = 1 m/s,
lungo una superficie solida assimilabile ad una lastra piana di
area A = 1.8 m2 e lunghezza caratteristica L = 1,7 m.
La differenza di temperatura tra superficie e fluido
indisturbato è ΔT = 7 °C.
Determinare il coefficiente di scambio termico convettivo e la
potenza termica scambiata.

Proprietà termofisiche
dell’aria a Tfilm~300 K
ν = 1,57 10-5 m2/s λa = 0,0261 W/(m K) Pr = 0,71

m
⋅1, 7 m
1
w∞ L s
Re L = = = 1,15 ⋅ 10 5
< 5 ⋅ 10 5

ν −5 m
2
1,57 ⋅10
s

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 14


La convezione termica Esempio 1 (continua)

m
1 ⋅1, 7 m
w∞ L s
Re L = = = 1,15 ⋅105 < 5 ⋅105 Flusso LAMINARE
ν m 2
1,57 ⋅10−5
s

( ) ( 0, 71)
1 1 1 1
NuL = 0, 664 ⋅ Re L ⋅ Pr 2 3
= 0, 664 ⋅ 1,15 ⋅10 5 2 3
= 200, 6

Se il flusso fosse
W TURBOLENTO
200, 6 ⋅ 0, 0261
NuL ⋅ λa m⋅K ≈ 3 W
hC = = hC ≈ 6
W
L 1, 7 m m2 K m2 K

• W
Qc = hc AΔT = 3 2 1,8 m 2 7 K ≈ 38 W
m K
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 15
La convezione naturale

Il moto del fluido è dovuto a forze di


galleggiamento prodotte dall’effetto
combinato di un gradiente di densità del
fluido (generalmente dovuto ad un
gradiente di temperatura) e di una forza di
volume proporzionale alla densità
(generalmente la forza gravitazionale)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 16


Le correlazioni per la convezione naturale
Le correlazioni si possono ricondurre alla formula x

Nu = C ( Gr ⋅ Pr ) = CRa n
n
L

dove Ra = Gr Pr = numero di Rayleigh u∞= 0

Lastra piana verticale T∞


TS u∞= 0
Flusso laminare 10 < R a < 10
4 9

hC L 1 x y
NuL = = 0.059 ⋅ R aL 4
λf L

Flusso turbolento 109 < R a < 1013


TS
hc L 1 T∞
NuL = = 0.1⋅ R aL 3
λf
y
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 17
LA CONVEZIONE TERMICA FORZATA CON FLUSSO INTERNO
Strato limite
Profilo di velocità
di velocità

Regione di ingresso
Regione idrodinamicamente
idrodinamica
pienamente svuluppata

0 xingr,idr L x

Ts = costante

Tu

Ti

x
0 L

Temperatura superficiale costante


Flusso termico costante
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 18
Le correlazioni per la convezione forzata con flusso interno

CONVEZIONE FORZATA ALL’INTERNO DI UN TUBO

FLUSSO LAMINARE completamente sviluppato Re < 2300

Temperatura superficiale costante Nu = 3.66


Flusso costante Nu = 4.36
FLUSSO TURBOLENTO completamente sviluppato Re > 4000

Temperatura superficiale costante

Nu = 0.023Re0.8 Pr1/ 3
Flusso costante
Re > 10000
0.7 ≤ Pr ≤ 160

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 19


IL MODELLO RESISTIVO PER LA CONVEZIONE TERMICA
Il modello resistivo può essere utilizzato anche per la soluzione di problemi di
scambio termico convettivo

T∞
Qc = hc AΔT hC
Qc

• ΔT A TS
Qc = Gc ΔT =
Rc
dove
1 1
GC = hC A Rc = =
Gc hc A •
Qc
o, in termini di grandezze unitarie,
1 1 T∞
Gu ,c = hc Ru ,c = =
Gu ,c hc RC

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 9_Convezione 20


TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 10
TRASMISSIONE DEL CALORE PER
IRRAGGIAMENTO

ε2 T2 A2
i
Q12
ε1 T1 A1

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 1


Cap. 10 – Trasmissione del calore per irraggiamento
Indice

1. Lo spettro elettromagnetico e la radiazione termica


2. Interazione della radiazione termica con la materia
3. La radiazione del corpo nero
4. Irraggiamento termico da superfici reali
5. Lo scambio termico per radiazione
6. Il modello resistivo per l’irraggiamento termico

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 2


SPETTRO ELETTROMAGNETICO E RADIAZIONE TERMICA

Tc Prodotte da:
eccitazione di cristalli o
flusso di corrente
vuoto Ts alternata in conduttori

Ts > Tc speciali tubi


elettronici (klystron,
magnetron)
Un corpo più caldo posto all’interno di una
cavità in cui è praticato il vuoto si raffredda e moti vibratori e rotatori
si porta all’equilibrio termico con l’ambiente. delle molecole, atomi ed
Poichè tra i due mezzi c’è il vuoto lo scambio elettroni di una sostanza
termico non può avvenire nè per conduzione
nè per convezione, esso avviene per
irraggiamento termico. bombardamento di
metalli con elettroni
Consiste nello scambio di onde di alta energia
elettromagnetiche prodotte a causa del moto
per agitazione termica di particelle cariche, prodotti da reazioni
quali molecole, atomi, elettroni: nucleari
radiazione termica.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 3
Interazione della radiazione termica con la materia
Einc = energia emessa da un’altra sorgente
di radiazione e incidente sulla superficie del Einc Erifl Eemessa
corpo in esame
Erifl = energia riflessa dalla superficie del Eass T
corpo in esame
Eass = energia assorbita dal corpo in esame Etrasm
Erifl = energia riflessa dalla superficie in esame

Einc = Erifl + Eass + Etrasm Einc Erifl Eass Etrasm


= + +
Einc Einc Einc Einc
1 = ρ +α +τ
coefficiente di coefficiente di
riflessione trasmissione
1 = ρ +α
Corpo opaco
τ =0
coefficiente di
assorbimento

Eemessa = energia emessa dalla superficie del corpo in esame


dipende dalle caratteristiche del corpo emittente (coeff. di emissività ε) e dalla sua temperatura

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 4


LA RADIAZIONE DA CORPO NERO
CORPO NERO: Assorbitore ed emettitore perfetto
ovvero, corpo ideale che ha le seguenti proprietà:
1. Un corpo nero assorbe tutta la radiazione incidente, da
qualunque direzione e a qualunque lunghezza d’onda.
2. Ad una fissata temperatura e lunghezza d’onda nessuna
superficie può emettere più energia di un corpo nero.
3. Un corpo nero è un emettitore diffuso, ovvero la radiazione Assorbitore perfetto
emessa è la stessa in tutte le direzioni
Potere emissivo del corpo nero Emax
Potenza emessa da un corpo nero alla temperatura assoluta T
per unità di superficie emittente.

En (T ) = σ T 4
⎡W ⎤
⎢⎣ m 2 ⎥⎦ Legge di Stefan-Boltzmann
T
⎡ W ⎤
σ = 5.67 ⋅10−8 ⎢ 2 4 ⎥ costante di Stefan-Boltzmann
⎣m K ⎦ Emettitore

Q i ,n = σ AT 4
perfetto e diffuso
La potenza termica emessa è data da
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 5
La radiazione da corpo nero
Potere emissivo spettrale
( o monocromatico) del corpo nero
Potenza radiante emessa dal corpo nero alla
temperatura assoluta T per unità di area
superficiale e per unità di lunghezza d’onda
nell’intorno della lunghezza d’onda λ.
Legge della distribuzione di Planck
C1 ⎡ W ⎤
Enλ (T ) = ⎢ m2 ⋅ μ m ⎥
⎡ ⎛ C2 ⎞
⎜ ⎟ ⎤ ⎣ ⎦
λ ⎢e
5 ⎝ λ kT ⎠
− 1⎥
dove ⎢⎣ ⎥⎦
C1 = 2π hPlank c02 = 3.742 ⎡⎣ W ⋅ μ m 4 m 2 ⎤⎦
(nel vuoto o in un gas, altrimenti C1/n, dove n è l’indice di
rifrazione del mezzo)

C2 = hPlank c0 k = 1.439 ⋅104 [μm ⋅ K ]


k = 1.385 ⋅10−23 [ J K ] = costante di Bolzmann
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 6
La radiazione da corpo nero
1. La radiazione emessa è una funzione continua della lunghezza d’onda e, fissata
la temperatura, all’aumentare della lunghezza d’onda aumenta sino a
raggiungere un massimo per poi decrescere.
2. Fissata la lunghezza d’onda, la radiazione emessa aumenta all’aumentare della
temperatura.
3. All’aumentare della temperatura le curve diventano più ripide e si spostano a
sinistra nella zona delle lunghezze d’onda più corte, per cui a temperature più
elevate una frazione maggiore di radiazione è emessa a lunghezze d’onda più
corte.
4. La radiazione emessa dal sole, considerato come un corpo nero a circa 5800 K,
ha il suo massimo nella zona visibile dello spettro elettromagnetico. Della
radiazione emessa dal sole circa il 46% si trova nella zona del visibile, circa il
12% nell’ultravioletto e circa il 42% nell’infrarosso.
5. Superfici a T < 800 K (e quindi in particolare quelle a temperatura ambiente,
ovvero con T ≈ 300K) emettono solamente nell’infrarosso e perciò non sono
visibili all’occhio umano (a meno che non riflettano luce proveniente da altre
sorgenti).

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 7


La radiazione da corpo nero
Legge dello spostamento di Wien

Consente di calcolare, nota la temperatura assoluta T del corpo nero emittente,


la lunghezza d’onda λmax,em a cui si ha il massimo di emissione.

λmax,emT = 2897.8 [μm ⋅ K ]

2897.8 μ m K
Radiazione solare T ∼ 5800 K λmax,em = ≈ 0.5 μ m
5800 K

2897.8 μ m K
Lampada al tungsteno T ∼ 2900 K λmax,em = ≈ 1.0 μ m
2900 K

2897.8 μ m K
T ∼ 1000 K λmax,em = ≈ 2.9 μ m
1000 K

Corpo a temperatura 2897.8 μ m K


T ∼ 300 K λmax,em = ≈ 9.7 μ m
ambiente 300 K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 8


IRRAGGIAMENTO TERMICO DA SUPERFICI REALI
Una superficie reale, a differenza del corpo nero, non sarà nè perfettamente
assorbente nè perfettamente emittente.
Le caratteristiche radianti di una superficie reale possono essere espresse
utilizzando come riferimento il corpo nero.
Emissività di una superficie

E’ il rapporto tra il potere emissivo della E (T ) E (T )


ε (T ) = =
superficie e quello di un corpo nero alla En (T ) σT 4
stessa temperatura .
In generale, l’emissività di un corpo varia al variare della lunghezza d’onda della radiazione
emessa e della direzione di emissione, per cui il valore sopra definito va inteso come una
media su tutte le lunghezze d’onda e in tutte le direzioni.

Eλ (T )
Emissività spettrale ε λ (T ) =
En ,λ (T )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 9


Irraggiamento termico da superfici reali
εtotale
ελ
1 ossido di alluminio 1

acciaio
molto ossidato
poco ossidato

tungsteno
0 0
0.1 1 10 λ 300 1500 3000 T

Metalli non lucidati


Metalli lucidati Metalli ossidati
Ceramiche
Carbone, grafite
Minerali, vetri
Materiali da costruzione
Vegetazione, acqua, PELLE, vernici speciali

0 0.2 0.4 0.6 0.8 1.0


Campi tipici di emissività dei materiali

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 10


Irraggiamento termico da superfici reali
Per un particolare materiale
• Ad una fissata temperatura, ελ diminuisce all’aumentare della lunghezza
d’onda (fanno eccezione materiali molto selettivi come gli ossidi metallici)
• Ad una fissata lunghezza d’onda, ελ aumenta all’aumentare della
temperatura (anche in questo caso fanno eccezione gli ossidi metallici)

1. L’emissività di superfici metalliche è generalmente piccola


2. La presenza di strati di ossido aumenta significativamente l’emissività di
superfici metalliche
3. L’emissività di materiali non conduttori è generalmente più grande di
quella di materiali conduttori
4. L’emissività di conduttori aumenta all’aumentare della temperatura; quella
dei non conduttori può sia aumentare che diminuire.

L’emissività dipende fortemente dalla natura della superficie che può essere influenzata dal
metodo di fabbricazione, da reazioni chimiche con l’ambiente ecc.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 11


Irraggiamento termico da superfici reali
Corpo grigio diffondente
Corpo per il quale l’emissività è indipendente dalla direzione (superficie
diffondente) e dalla lunghezza d’onda (superficie grigia).

E’ una ragionevole approssimazione del comportamento di una superficie reale,


che consente di utilizzare le seguenti relazioni per il calcolo del potere emissivo e
della potenza termica irradiata.

E (T )

ε (T ) = E (T ) = εσ T 4
Q i = εσ AT 4
σT 4

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 12


Irraggiamento termico da superfici reali
Piccolo corpo grigio a temperatura T1 posto
La legge di Kirchhoff
all’interno di una grande cavità (corpo nero)
la cui superficie è a temperatura Tc,n.
Il piccolo corpo:
• assorbe una frazione α della radiazione emessa dal corpo nero Ecn = σ Tcn4
ασ Tcn4 ovvero assorbe una potenza termica pari a ασ Tcn4 A1
• ha un potere emissivo pari a εσ T14 Tc,n
En(Tcn)
ovvero emette una potenza termica pari a εσ T14 A1
T1
La potenza scambiata è data da ασ T A1 − εσ T A1
4
cn 1
4

e allo stato stazionario (T1 = Tcn ) è uguale a zero. α,ε

α =ε
E(T1)

Quando un corpo grigio è irraggiato da un


corpo nero a temperatura prossima (entro Corpo grigio opaco
circa 100 °C) alla sua, la sua emissività è α =ε ρ = 1−α
pari al suo coefficiente di assorbimento
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 13
LO SCAMBIO TERMICO PER RADIAZIONE
T2
La potenza termica scambiata per irraggiamento tra A2 ε2 α2 i
due superfici dipende dalla temperatura e dalle Q i ,2
proprietà radianti delle superfici, ma anche dalle i
loro dimensioni e dal loro orientamento relativo. Q i ,1
T1 A1 ε1 α1
Il fattore di vista
Fi→j = frazione della radiazione emessa dalla superficie i che incide direttamente
sulla superficie j
Fi→i = frazione della radiazione emessa dalla superficie j che incide direttamente
sulla superficie i
Fi→i = frazione della radiazione emessa dalla superficie i che incide direttamente
sulla stessa superficie i

Regola di reciprocità Regola della somma Regola della sovrapposizione


N
Ai Fi → j = Aj Fj →i ∑F
j =1
i→ j =1 F1→( 2+3) = F1→2 + F1→3

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 14


Lo scambio termico per radiazione

1 cos θi cos θ j θi
Fi → j =
Ai ∫∫ πR 2
dAi dAj
Ai
R
Aj
Ai A j θj

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 15


Lo scambio termico per radiazione
Scambio termico in cavità con due superfici grigie
ε1 T1 A1
i σ (T14 − T24 )
Q12 = i
1 − ε1 1 1− ε2 Q12
+ +
A1ε1 A1 F12 A2ε 2 ε2
T2 A2

Piastre parallele infinite ε1 T1 A1

A1 = A2 = A i
Q12 =
(
Aσ T14 − T24 ) i
Q12
F1→2 = 1
1 1
+ −1
ε1 ε2 ε2 T2 A2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 16


Lo scambio termico per radiazione
Cilindri coassiali infinitamente lunghi re ri

( )
A1 r1
= i A1σ T14 − T24
A2 r2 Q12 =
1 1 − ε 2 ⎛ r1 ⎞
F1→2 = 1 + ⎜ ⎟
ε1 ε 2 ⎝ r2 ⎠

Sfere concentriche

2
A1 ⎛ r1 ⎞
=⎜ ⎟
A2 ⎝ r2 ⎠
i
Q12 =
(
A1σ T14 − T24 ) r1
2
1 1 − ε 2 ⎛ r1 ⎞
+
F1→2 = 1 ε1 ε 2 ⎜⎝ r2 ⎟⎠ r2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 17


Lo scambio termico per radiazione

Piccolo corpo in una grande cavità

A1 ε2 T2
≈0 F1→2 = 1 A2
A2

( )
i
Q12 = A1σε1 T − T 4 4 T1
1 2 ε1 A1

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 18


IL MODELLO RESISTIVO PER LA RADIAZIONE TERMICA
ε2 T2 A2
( )
i
Q12 = A1σε1 T14 − T24 i
Q12
( )(
T14 − T24 = T12 − T22 T12 + T22 = ) ε1 T1 A1

(
= (T1 − T2 )(T1 + T2 ) T12 + T22 ) T2
i

T1 + T2 Q12
Tm = Tmedia = T1 + T2 = 2Tm
2

(T1 + T2 )
2 T1
= T + T + 2T1T2
1
2
2
2

Se T1 ≈ T2 ≈ Tm ovvero (T1 − T2 ) << Tm

T + T = (T1 + T2 ) − 2T1T2 ≈ ( 2Tm ) − 2Tm2 = 2Tm2


2 2 2 2
1 2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 19


Il modello resistivo per la radiazione termica

( )
i
Q12 = A1σε1 T14 − T24

T14 − T24 = (T1 − T2 )(T1 + T2 ) T12 + T22 ( ) T14 − T24 ≈ 4Tm3 (T1 − T2 )
T1 + T2 = 2Tm T12 + T22 ≈ 2Tm2
con (T1 − T2 ) << Tm

Q i ,12 = εσ 4Tm3 A T1 − T2 = hi AΔT

dove hi = σε 4Tm3

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 20


Il modello resistivo per la radiazione termica
• ε2 T2 A2 i
Q i ,12 = hi A1ΔT Q i ,12
i
Q i ,12
T1 T2
hi = σε1 4T 3
m ε1 T1 A1
Ri

Gi = hi Ai
• ΔT
Q i ,12 = hi AΔT = Gi ΔT = Ri =
1
=
1
Ri Gi hi Ai
In termini di grandezze unitarie

1 1
Gu ,i = hi = εσ 4T 3
m
Ru ,i = =
Gu ,i hi

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 21


Scambio termico per radiazione termica
ESEMPIO 1
Un piccolo corpo, avente superficie A = 1.8 m2 ed emissività ε = 0,9
scambia calore per irraggiamento con una grande cavità che lo
racchiude completamente. La temperatura media tra le pareti della
cavità ed il corpo è Tm = 22°C mentre la differenza di temperatura tra
di essi è ΔT = 10 °C.
Calcolare la potenza termica scambiata tra corpo e cavità.

ΔT = 10°C = 10 K
ΔT << Tm
Tm = ( 273 + 22 ) K = 295K

Q i = hi AΔT
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 22
Scambio termico per radiazione termica Esempio 1 (continua)


Q i = hi AΔT

W W
hi = εσ 4T = 0.9 ⋅ 5.67 ⋅10 ⋅ 4 ⋅ ( 295 ) K ≈ 5 2
−8
3 3 3
m 2 4
m K m K

• W
Q i = hi AΔT = 5 2 ⋅1.8 m 2 ⋅10 K = 90 W
mK

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 10_Irraggiamento 23


TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 11
MECCANISMI COMBINATI DI SCAMBIO TERMICO

Ti Te

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 1


Cap. 11 – Meccanismi combinati di scambio termico
Indice

11.1 Introduzione
11.2 Meccanismi combinati di scambio termico in regime stazionario
11.2.1 Il modello resistivo
11.2.2 Modello termico resistivo di una parete di separazione tra due
ambienti a diversa temperatura
11.3 Alette e superfici alettate
11.4 Scambiatori di calore
11.5 Meccanismi combinati di scambio termico in regime variabile nel tempo
11.5.1 Il metodo a parametri concentrati
11.5.2 Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna
trascurabile

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 2


INTRODUZIONE
Meccanismi di scambio termico

Conduzione Convezione Irraggiamento


termica termica termico
L
ε2 T2 A2
A A
i m i
ρ (T ) =
Q V (T )
Q12
V
= cost
T1 T2
T
ε1 T1 A1
T1>T2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 3


INTRODUZIONE
Generalmente, la trasmissione del calore in un sistema naturale o ingegneristico
avviene per l’effetto combinato di più meccanismi di scambio termico.

Esempio
Convezione
Parete di separazione fra due Convezione
ambienti che si trovano a Conduzione
diversa temperatura
Tamb,1 Tamb,2
• pareti in edilizia
• scambiatori di calore
• scambio di calore tra Irraggiamento Irraggiamento
individuo e ambiente
circostante

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 4


MECCANISMI COMBINATI IN REGIME STAZIONARIO
Il metodo resistivo
La trattazione del problema è enormemente semplificata se si possono assumere
valide le condizioni per cui sia applicabile il metodo resistivo:
• flusso stazionario
• flusso monodimensionale
• assenza di generazione interna
• validità della legge di Newton per la convezione
• nel caso dell’irraggiamento ΔT<<Tmedia

Convezione Convezione
Convezione
Convezione
Conduzione Conduzione
Tamb,1 Tamb,2 Tamb,1 Tamb,2
Irraggiamento Irraggiamento
Irraggiamento Irraggiamento

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 5


Il metodo resistivo
Resistenza termica Conduttanza termica

per conduzione Rk = L/(λ Ak) Gk = λ Ak /L


(per strato piano)
per convezione Rc = 1/(hc Ac) Gc = hc Ac

per irraggiamento Ri = 1/(hi Ai) Gi = hi Ai

Resistenza termica Conduttanza termica


unitaria unitaria
per conduzione Ruk= L/λ Guk = λ / L
(per strato piano)
per convezione Ruc = 1/hc Guc = hc

per irraggiamento Rui = 1/hi Gui = hi

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 6


Parete di separazione tra due ambienti
i i
Q c ,i Q c ,e Taria,i
Taria,i i
Ti Te Qk
Rc,i Rc,e
i
Tp,i Tp,e
i
Q r ,i Rk Q r ,e
T rad,i
Trad,e
Rr,i

Rc,i
i Rc,e
i
Tp,i Tp,e
Q c ,i Ti Rk Te
i Q c ,e
Qk
Ti A A Te
Rr,i Rr,e
Ti = temperatura operativa
i i
Q r ,i Q r ,e Te = temperatura esterna di progetto

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 7


Parete di separazione tra due ambienti
Rc,i
Rc,e
Tp,i Tp,e
Ti Rk Te

Rr,i Rr,e
1
Rc = Gc = hc A 1
hc A Ru ,c ,i = Gu ,c = hc
hc ,i
1 1
Rr = Gr = hr A Ru ,r ,i = Gu ,r = hr
hr A hr ,i
L L
Rk = Ru ,k =
λA λ
N
Ln
Ru ,k = ∑
Nel caso di una N
L
parete multistrato Rk = ∑ n λn
n =1 λn A
n =1
(N strati in serie)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 8


Parete di separazione tra due ambienti
Rc,i
Rc,e
Tp,i Tp,e
Ti Rk Te

Rr,i Rr,e

Ti Rpar,i Tp,i R Tp,e Rpar,e Te


k

Gu , par ,i = Gu ,c ,i + Gu ,r ,i = hc ,i + hr ,i = α i = adduttanza superficiale interna

Gu , par ,e = Gu ,c ,e + Gu ,r ,e = hc ,e + hr ,e = α e = adduttanza superficiale esterna

W W
In edilizia si utilizzano α i = 8.13 2 α i = 23.26 2
i seguenti valori m K m K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 9


Parete di separazione tra due ambienti

1
Rpar,i Tp,i R Tp,e Rpar,e Ru , par ,i =
Ti k
Te αi
1
Ru , par ,e =
αe
Rtot Te
Ti L
Ru ,k =
λ

1 L 1
Ru ,tot = Ru , par ,i + Ru ,k + Ru , par ,e = + +
αi λ αe
1 1
Gu ,tot = = = trasmittanza della parete
Ru ,tot 1 L 1
+ +
αi λ αe
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 10
Parete di separazione tra due ambienti
Rtot Te
Ti 1
Ru ,tot =
i K
Q
1 1
K = Gu ,tot = = ⎡ W ⎤
Ru ,tot 1 L 1 ⎢ m2 K ⎥
+ + ⎣ ⎦
αi λ αe

[W ]
i
Q = KA (Ti − Te )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 11


Parete di separazione tra due ambienti

Nel caso in cui la parete sia composta da N strati in serie

1 1 A
K = Gu ,tot = = N
1 Ln 1
+∑
Ru ,tot
+ λ1 λ2 λ3
αi n =1 λn αe αi αe
i
Q
i L1 L2 L3
Q = KA (Ti − Te )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 12


Esempio 11.1
Strato omogeneo di materiale conduttore
Una lastra di materiale conduttore, con
L=1cm
conduttività termica λ=100W/(m K) e spessore
L=1 cm, separa due ambienti a temperatura,
rispettivamente, T∞,1= 80°C e T∞,2= 20°C.
Le adduttanze superficiali sono α1≈10 W/(m2K) * T =80°C
∞,1
e α2≈1000W/(m2K) **.
Determinare, allo stato stazionario e supponendo
TS,1 ?
che il flusso termico sia monodimensionale, la
potenza termica trasmessa per unità di superficie TS,2
frontale della lastra e la temperatura di ciascuna T∞,2=20°C
delle sue facce.
W W
α1 ≈ 10 2 α 2 ≈ 1000 2
* tipico valore nel caso di convezione naturale in un m K m K
gas e irraggiamento moderato. W
** tipico valore nel caso di convezione forzata in un liquido; λ = 100
mK
in questo caso l’irraggiamento è generalmente trascurabile.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 13
Esempio 11.1: continua

L=1cm
T∞,1 Ru,α,1 TS,1 Ru,kTS,2 Ru,α,2 T∞,2

T∞,1=80°C
2
1 1 −1 m K
Ru ,α ,1 = = = 1⋅10
TS,1 ? α1 10 W W
TS,2 m2 K

T∞,2=20°C L1 ⋅10−2 m 2
−4 m K
Ru ,k = = = 1⋅10
W W λ 100 W W
α1 ≈ 10 α 2 ≈ 1000
m2 K m2 K mK
W
λ = 100 Ru ,α ,2 =
1
=
1
= 1⋅10
m2 K
−3
mK α2 1000
W W
m2 K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 14


Esempio 11.1: continua
m2 K
Ru ,tot = Ru ,α ,1 + Ru ,k + Ru ,α ,2 = 0.1011
W
1 W
K = Gu ,tot = = 9.89 2
Ru ,tot m K
i
Q ΔT W W
Φ= = = K ΔT = 9.89 2 60 K = 593.5 2
A Ru ,tot m K m

W m2 K
T∞ ,1 − TS ,1 = ΦRu ,α ,1 = 593.5 2 0.1 = 59.35K = 59.35°C
m W
2
W m K
TS ,1 − TS ,2 = ΦRu ,k = 593.5 2 1⋅10−4 = 0.06 K = 0.06°C
m W
2
W −3 m K
TS ,2 − T∞ ,2 = ΦRu ,α ,2 = 593.5 2 1 ⋅10 = 0.59 K = 0.59°C
m W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 15
Esempio 11.1: continua
T∞ ,1 = 80°C

T∞ ,1 − TS ,1 = 59.35°C

TS ,1 = T∞ ,1 − 59.35°C = ( 80 − 59.35 ) °C = 20.65°C

TS ,1 − TS ,2 = 0.06°C

TS ,2 = TS ,1 − 0.06°C = ( 20.65 − 0.06 ) °C = 20.59°C

TS ,2 − T∞ ,2 = 0.59°C

T∞ ,2 = TS ,2 − 0.59°C = ( 20.59 − 0.59 ) °C = 20°C

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 16


Esempio 11.1: continua

L=1cm
T∞ ,1 = 80°C T∞,1=80°C

TS ,1 = 20.65°C

TS ,2 = 20.59°C
TS,1= 20.65 TS,2=20.59
T∞,2=20°C
T∞ ,2 = 20°C
W W
α1 ≈ 10 2 α2 ≈ 1000
mK m2 K
W
λ = 100
mK

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 17


Esempio 11.2
Strato omogeneo di materiale isolante
Una lastra di materiale isolante, con conduttività
L=1cm
termica λ=0.1W/(m K) e spessore L=1 cm,
separa due ambienti a temperatura,
rispettivamente, T∞,1= 80°C e T∞,2= 20°C.
Le adduttanze superficiali sono α1≈10 W/(m2K) * T =80°C
∞,1
e α2≈1000W/(m2K) **.
Determinare, allo stato stazionario e supponendo
TS,1
che il flusso termico sia monodimensionale, la ? T
potenza termica trasmessa per unità di superficie S,2

frontale della lastra e la temperatura di ciascuna T∞,2=20°C


delle sue facce.
W W
α1 ≈ 10 2 α 2 ≈ 1000 2
* tipico valore nel caso di convezione naturale in un m K m K
gas e irraggiamento moderato. W
** tipico valore nel caso di convezione forzata in un liquido; λ = 0.1
mK
in questo caso l’irraggiamento è generalmente trascurabile.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 18
Esempio 11.2: continua

L=1cm
T∞,1 Ru,α,1 TS,1 Ru,kTS,2 Ru,α,2 T∞,2

T∞,1=80°C
2
1 1 −1 m K
Ru ,α ,1 = = = 1⋅10
TS,1 α1 10 W W
? TS,2 m2 K

T∞,2=20°C L1 ⋅10−2 m 2
−1 m K
Ru ,k = = = 1⋅10
W W λ 0.1 W W
α1 ≈ 10 α 2 ≈ 1000
m2 K m2 K mK
W
λ = 0.1 Ru ,α ,2 =
1
=
1
= 1⋅10
m2 K
−3
mK α2 1000
W W
m2 K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 19


Esempio 11.2: continua
m2 K
Ru ,tot = Ru ,α ,1 + Ru ,k + Ru ,α ,2 = 0.201
W
1 W
K = Gu ,tot = = 4.975 2
Ru ,tot m K
i
Q ΔT W W
Φ= = = K ΔT = 4.975 2 60 K = 298.5 2
A Ru ,tot m K m

W m2 K
T∞ ,1 − TS ,1 = ΦRu ,α ,1 = 298.5 2 0.1 = 29.85 K = 29.85°C
m W
W m2 K
TS ,1 − TS ,2 = ΦRu ,k = 298.5 2 0.1 = 29.85 K = 29.85°C
m W
2
W −3 m K
TS ,2 − T∞ ,2 = ΦRu ,α ,2 = 298.5 2 1⋅10 = 0.30 K = 0.30°C
m W
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 20
Esempio 11.2: continua
T∞ ,1 = 80°C

T∞ ,1 − TS ,1 = 29.85°C

TS ,1 = T∞ ,1 − 29.85°C = ( 80 − 29.85 ) °C = 50.15°C

TS ,1 − TS ,2 = 29.85°C

TS ,2 = TS ,1 − 29.85°C = ( 50.15 − 29.85 ) °C = 20.30°C

TS ,2 − T∞ ,2 = 0.30°C

T∞ ,2 = TS ,2 − 0.30°C = ( 20.30 − 0.30 ) °C = 20°C

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 21


Esempio 11.2: continua

L=1cm
T∞ ,1 = 80°C T∞,1=80°C

TS ,1 = 50.15°C
TS,1= 50.15°C

TS ,2 = 20.30°C
TS,2=20.30°C
T∞,2=20°C
T∞ ,2 = 20°C
W W
α1 ≈ 10 2 α2 ≈ 1000
mK m2 K
W
λ = 0.1
mK

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 22


Esempio 11.3
Parete multistrato in laterizio con intercapedine isolata
Una tipica parete multistrato utilizzata in edilizia è
costituita da un intonaco interno in calce e gesso
(spessore L1 = 2 cm e conduttività termica λ1 = 0.70
W/(m K)), da un muro in laterizio forato (spessore
L2 = 8 cm e conduttività termica λ2= 0.40W/(m K)),
da una intercapedine riempita di uno strato di
materiale buon isolante termico (spessore L3 = 6 cm
e conduttività termica λ3=0.037 W/(m K)), da un
secondo muro in laterizio forato (spessore L4 = 12 Ti Te
cm e conduttività termica λ4= 0.40W/(m K)) e da i
un intonaco esterno in calce e cemento (spessore Q
L5=2 cm e conduttività termica λ5 = 0.70 W/(m K)).
a) Calcolare la trasmittanza della parete
b) Sapendo che la parete separa due ambienti alla
temperatura Ti=20°C e Te=0°C calcolare il flusso
termico trasmesso e le temperature sulle facce di
ciascuno strato.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 23
Esempio 11.3: continua

Ti Te
i
Q

T1 T2 T3 T4 T5 T6
Ti Te

Ru,α,i Ru,k,1 Ru,k,2 Ru,k,3 Ru,k,4 Ru,k,5 Ru,α,e

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 24


Esempio 11.3: continua
Parete multistrato in laterizio con isolante
Materiale Spessore Conducibilità Resistenza unitaria
L [m] λ [W/(m K)] Ru,k,n [m2 K/W]
Intonaco (calce e gesso) 0.02 0.70 0.029
Mattoni in laterizio forato 0.08 0.40 0.200
Isolante 0.06 0.037 1.622
Mattoni in laterizio forato 0.12 0.40 0.300
Intonaco (calce e cemento) 0.02 0.90 0.022
Resistenza unitaria conduttiva interna 2.173
Adduttanza unitaria superficiale interna Ru,α,i = 1/ αi 0.123
αi = 8.13 [W/(m2 K]
Adduttanza unitaria superficiale esterna Ru,α,e = 1/ αi 0.043
αe = 23.26 [W/(m2 K]
Resistenza unitaria conduttiva totale 2.339

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 25


Esempio 11.3: continua

Trasmittanza della parete

1 1 W
K = Gu ,tot = = 2
= 0.428 2
Ru ,tot m K m K
2.339
W

Potenza termica trasmessa per unità di superficie frontale della parete

i
Q W W
Φ = = K ΔT = 0.428 2 ( 20 − 0 ) K = 8.56 2
A m K m

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 26


Esempio 11.3: continua
Distribuzione di temperatura
Ti = 20 °C
W m 2 °C
T1 = Ti − ΦRu ,α ,i = 20°C − 8.56 2 0.123 = 19.0°C
m W
W m 2 °C
T2 = T1 − ΦRu ,k ,1 = 19.0°C − 8.56 2 0.029 = 18.7°C
m W
W m 2 °C
T3 = T2 − ΦRu ,k ,2 = 18.7°C − 8.56 2 0.200 = 17.0°C
m W
W m 2 °C
T4 = T3 − ΦRu ,k ,3 = 17.0°C − 8.56 2 1.622 = 3.1°C
m W
W m 2 °C
T5 = T4 − ΦRu ,k ,4 = 3.1°C − 8.56 2 0.300 = 0.5°C
m W
W m 2 °C
T6 = T5 − ΦRu ,α ,i = 0.5°C − 8.56 2 0.022 = 0.3°C
m W Te = 0° C
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 27
Esempio 11.3: continua
Distribuzione di temperatura

Ti Te
Ti 20.0
T1 T2 T3 T4 T5 T6
T1 19.0
20,0
T2 18.7 18,0
16,0
T3 17.0 14,0
12,0
T (°C)

T4 3.1 10,0
8,0
6,0
T5 0.5 4,0
2,0
T6 0.3 0,0
0 5 10 15 20 25 30
Te 0.0 x (cm)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 28


Esempio 11.4
Un modello fortemente semplificato della
interazione individuo – ambiente

Si consideri un corpo di area Ab=1,8 m2, ricoperto con un rivestimento


isolante di spessore trascurabile e resistenza termica unitaria
Ru,k≈0,155 (m2K/W) (ovvero conduttanza unitaria Cu,k=1/Ru,k≈6,45
(W/m2K)). Il corpo si trova alla temperatura Tb≈37°C in un grande
ambiente chiuso le cui pareti sono alla temperatura Tp≈18°C, in aria
alla temperatura Ta≈20°C.

Determinare il bilancio termico allo stato stazionario supponendo che


i coefficienti di scambio per convezione ed irraggiamento siano
rispettivamente hc≈5 (W/m2K) e hi≈4 (W/m2K).

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 29


Esempio 11.4: continua

R
Ta
c Ta
Tcl Rk •
• Tcl
Acl ≈ Ab Tb Q conv Tb Q conv
• Ri
• Q kond Tp
Q irr •
Tp
Q irr

• • •
Allo stato stazionario Q kond = Q conv + Q irr

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 30


R Esempio 11.4: continua
c Ta
Rk •
Tcl Allo stato stazionario
Tb Q conv
• Ri
Q kond • • •
Tp
Q kond = Q conv + Q irr

dove
Q irr
• Tb − Tcl
Q kond = = Ck (Tb − Tcl ) Ck =
1
Ab
Rk Ru ,k essendo
• Tcl − Ta
Q conv = = Cc (Tcl − Ta ) Cc = hc A b Acl ≈ Ab
Rc
• Tcl − Tp
= Ci (Tcl − Tp )
Ci = hi A b
Q irr =
Ri
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 31
• • • Esempio 11.4: continua
Q kond = Q conv + Q irr

Ck (Tb − Tcl ) = Cc (Tcl − Ta ) + Ci (Tcl − Tp )

( Ck + Cc + Ci ) Tcl = CkTb + CcTa + CiTp


Ck Tb + CcTa + CiTp Cu ,k AbTb + hc AbTa + hi AbTp Cu ,k Tb + hcTa + hT
Tcl = = = =
i p

Ck + Cc + Ci Cu ,k Ab + hc Ab + hi Ab Cu ,k + hc + hi

W W W
6, 45 2 ⋅ 37°C + 5 2 ⋅ 20°C + 4 2 ⋅18°C
= m °C m °C m °C ≈ 26, 6°C
W W W
6, 45 2 + 5 2 + 4 2
m °C m °C m °C

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 32


R Esempio 11.4: continua
c Ta
Rk •
Tcl
Tb Q conv
• Ri
Q kond Tp

Q irr
• W
Q k = Cu ,k Ab (Tb − Tcl ) = 6, 45 2 ⋅1,8m ⋅10, 4°C ≈ 120W
2

m °C
• W
Q c = hc Ab (Tcl − Ta ) = 5 2 ⋅1,8m 2 ⋅ 6, 6°C ≈ 60W ≈ ( 50% ) Tk
m °C

Q i = hi Ab (Tcl − Tp ) = 4 2 ⋅1,8m 2 ⋅ 8, 6°C ≈ 60W ≈ ( 50% ) Tk
W
m °C
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 33
ALETTE E SUPERFICI ALETTATE
Potenza termica scambiata per convezione
i
tra una superficie solida a temperatura TS Q = hA (TS − T∞ )
ed un fluido a temperatura T∞:

Se le temperature della superficie e del fluido sono fissate come grandezze di


progetto, si può aumentare la potenza termica scambiata aumentando il
coefficiente di scambio termico h (ad esempio passando da convezione naturale
a forzata, aumentando la velocità di flusso, promuovendo la turbolenza del
flusso, utilizzando un fluido liquido piuttosto che gassoso ecc.) ovvero
aumentando l’area della superficie di scambio.

Il metodo più utilizzando per innalzare lo scambio termico aumentando l’area di


scambio è quello basato sull’uso di superfici estese (superfici alettate),
realizzate apponendo sulla superficie delle appendici di materiale fortemente
conduttore termico, dette alette.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 34


Alette e superfici alettate
Tipologie Alette diritte

L
t

Alette circolari

De Di

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 35


Alette e superfici alettate
Alette diritte

Alette circolari
con profilo costante

L
t
L
D
t

circolare rettangolare
De Di
con profilo non costante

L
L con profilo
D0
t0 rettangolare
costante

circolare conico rettangolare triangolare

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 36


Alette e superfici alettate
ALETTA A SPILLO T∞

h
L T0
λ T(x)
• x
D Q h

D << L
T∞
Se la resistenza termica conduttiva della aletta
P = perimetro = πD fosse nulla (aletta ideale: λ→∞) la
temperatura lungo l’aletta sarebbe uniforme e
πD 2 la potenza termica dissipata sarebbe:
Abase = i
4 Q ideale = hAaletta (T0 − T∞ )
In una aletta reale la temperatura diminuisce
Aaletta ≈ Alaterale = PL all’aumentare di x per cui la potenza dissipata
è minore rispetto al caso ideale.
i i
Q reale < Q ideale
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 37
Alette e superfici alettate
T∞
hP
h m=
T0
λAbase
λ T(x)
• L x Aletta ideale
Q h
T ( x ) = T0
T∞ •
Q ideale = hAaletta (T0 − T∞ )
T Aletta con estremità isolata
cosh[m(L − x )]
T0 T ( x ) = T∞ + (T0 − T∞ )
1 cosh (mL )

2
Q = λPhAbase (T0 − T∞ )tgh(mL )
Aletta infinita
3
T ( x ) = T∞ + (T0 − T∞ )e − mx
T∞ 4 •
Q aletta = λPhAbase (T0 − T∞ )
L x
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 38
Alette e superfici alettate
EFFICIENZA DI UNA ALETTA

Q aletta = potenza dissipata dalla aletta

potenza dissipata dalla aletta se fosse tutta alla stessa
Q ideale =
temperatura della base

• •
Q aletta Q aletta
η aletta = =

Q ideale hAaletta (T0 − T∞ )

Se si conosce l’efficienza η

• •
Q aletta = η aletta Q ideale = η aletta hAaletta (T0 − T∞ )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 39


Alette e superfici alettate
πD 2
Esempio: Aletta a spillo Abase =
4
Se si trascura la dissipazione Aaletta ≈ Alaterale = PL = πD
dall’estremità dell’aletta
hP 4h
m= =
λAbase λD

λPhAbase (T0 − T∞ )tgh(mL ) tgh(mL ) tgh(mL )


η aletta ≈ = =
hPL(T0 − T∞ ) hP mL
η aletta λAbase
L

1
η aletta diminuisce

al crescere di
hP
mL = ⋅L
0 λA
mL
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 40
Alette e superfici alettate
EFFICACIA DI UNA ALETTA
Le alette aumentano la superficie di scambio e quindi innalzano lo scambio termico,
ma tale aumento deve essere tale da giustificare l’aumento di costo, di peso e di
ingombro. Pertanto oltre ad utilizzare alette con elevata efficienza occorre verificare
che il loro uso sia vantaggioso: la grandezza utilizzata a questo scopo è l’efficacia.
T∞
i
Q aletta Rconv ,aletta
i Dal punto di vista termico, la
Q base T∞ presenza della aletta riduce la
resistenza convettiva
T0 h
Rconv ,base Rcond ,aletta (1/hAletta<1/hAbase)
ma introduce una resistenza
Abase conduttiva che in assenza di
aletta non c’è.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 41


Alette e superfici alettate
T∞
i
i Q aletta Rconv ,aletta
Q base T∞

T0 h
Rconv ,base Rcond ,aletta

Abase

i i
Q base = hAbase (T0 − T∞ ) Q aletta ≈ hPλ Abase (T0 − T∞ )

ε aletta = Efficacia = Potenza dissipata dalla aletta


=
Q aletta
i
Potenza dissipata dalla base senza aletta
Q base

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 42


Alette e superfici alettate
i
Q aletta hPλ Abase (T0 − T∞ ) 1
Aletta infinita ε aletta = = =
i
Q base hAbase (T0 − T∞ ) hAbase
λP

ε aletta >> 1 per


hAbase
<< 1
λP

Lcaratt
hAbase
=
h
Lcaratt = λ = Ru ,cond = Rint
= Bi Bi = numero di Biot
λP λ 1 Ru ,conv Rext
h

tgh(mL) tgh(mL)
Aletta con estremità isolata ε aletta = =
hAbase Bi
λP

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 43


Alette e superfici alettate
Si è visto che l’alettatura è vantaggiosa nel caso

ε aletta >> 1 per Bi =


hAbase
<< 1
λP

La conducibilità termica λ del materiale dell’aletta deve essere


più alta possibile.
Il rapporto tra perimetro e area della sezione della aletta P/Abase
deve essere più elevata possibile: il criterio è soddisfatto da alette
piane di piccolo spessore o da alette a spillo sottili.

E’ più conveniente alettare nei casi in cui il coefficiente di scambio


termico convettivo h è basso, ad esempio quando lo scambio avviene
per convezione naturale e quando il fluido refrigerante è un gas.
In alcune applicazioni con h particolarmente elevato (liquidi in
convezione forzata o fluidi in cambiamento di fase) l’alettatura può
addirittura essere controproducente.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 44
Esempio 11.5

Aletta a spillo in alluminio (λ = 200 W/(m K)), diritta con profilo


circolare costante, con D = 4 mm = 4 10-3 m e L = 2 cm = 2 10-2 m.
Determinare: efficienza, efficacia e potenza termica scambiata, nel
caso di coefficiente di scambio termico convettivo:
a) h = 5 W/(m2 K), b) h = 500 W/(m2 K), c) h = 50000 W/(m2 K).

a) h = 5 W/m2 K L

Abase = πD 2
P
4 Abase D
= = 10 −3 m Abase
P 4
P = πD hAbase
Bi = = 5 ⋅10−5 << 1
λP
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 45
Esempio 11.5: continua

hP tgh(mL ) ⎛ e mL − e − mL ⎞ 1
m= = 5m −1 η aletta = = ⎜⎜ mL − mL ⎟⎟ = 0,997
λAbase mL ⎝ e + e ⎠ mL
tgh(mL )
mL = 0,1 ε aletta = ≅ 20
Bi

Infatti

Q aletta −3 W
= ηhPL = 1,3 ⋅10 •
T0 − T∞ K Q aletta
• •
≅ 20
Q base −5 W Q base
= hA = 6,3 ⋅10
T0 − T∞ K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 46


Esempio 11.5: continua

h (W/m2 K) 500 50000


m (m-1) 50 500

mL 1 10

η aletta 0,76 0,1


Bi 0,05 0,5

ε aletta 15 2

Q aletta (T0 − T∞ ) (W/K) 9,6 10-2 1,25


Q base (T0 − T∞ ) (W/K) 6,3 10-3 0,63

• •
Q aletta Q base 15 2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 47


SCAMBIATORI DI CALORE

Gli scambiatori di calore sono apparecchiature utilizzate per realizzare la


trasmissione di calore tra due fluidi.
Si distinguono in:
• scambiatori di calore a miscela, in cui i due fluidi si miscelano;
• scambiatori di calore a superficie.

Negli scambiatori di calore a superficie i due fluidi non si miscelano in quanto


sono separati da una parete solida buona conduttrice di calore.
Lo scambio termico avviene per convezione tra i fluidi e la superficie della parete
di separazione e per conduzione attraverso la parete stessa.
Generalmente lo scambio di calore per irraggiamento è trascurabile.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 48


Scambiatori di calore
Scambiatore tubo in tubo Batteria alettata Batteria di tubi in
in cross-flow cross-flow

in equicorrente

Scambiatore a tubi e mantello

in controcorrente

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 49


Scambiatori di calore: distribuzione di temperatura

T equicorrente T evaporatore
Th,in Th,in
Th,out
Th,out
Tc,out
Tc,in Tc,out
Tc,in
0 L x 0 L x

T T
controcorrente condensatore
Th,in
Th,in Th,out
Tc,out
Th,out Tc,out

Tc,in Tc,in
0 L x 0 L x
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 50
Scambiatori di calore

i ____
Q = UA ΔT
U = coefficiente globale di scambio termico

A = superficie di scambio

1 1
UA = =
Rtot 1 1
+ R parete +
hc ,i Ai hc ,e Ae

____
ΔT = differenza di temperatura media

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 51


MECCANISMI COMBINATI IN REGIME TRANSITORIO
In generale, la temperatura di un corpo varia con il tempo e la posizione.

Consideriamo un corpo solido immerso Stato iniziale Stato finale


in un fluido che scambia calore per
convezione con un fluido, che si trova a
temperatura (costante) diversa da quella
iniziale del solido.
Si instaura uno scambio termico tra la
superficie del corpo ed il fluido per
convezione e all’interno del corpo solido
per conduzione, fino a quando la
Stato iniziale Stato finale
temperatura in ogni punto del solido sarà
uguale a quello del fluido (condizione
termica di equilibrio).
Se il corpo separa due fluidi a diversa
temperatura, la condizione di equilibrio
termico sarà quella corrispondenza alla
distribuzione di stato stazionario.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 52
Meccanismi combinati in regime transitorio

Il caso generale

Ti t0
t1

t2
t3
t4
T∞ t5
t→∞

-L 0 L x

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 53


Meccanismi combinati in regime transitorio
IL SISTEMA A PARAMETRI CONCENTRATI
Lo studio dello scambio termico in regime variabile
nel tempo tra un solido ed un fluido, nel caso
generale, richiede la soluzione di complesse T = T(x,y,z,t)
equazioni differenziali alle derivate parziali, poiché
la temperatura è funzione sia delle variabili spaziali
che del tempo.

La soluzione è notevolmente più semplice nel caso di


corpi (ad esempio di piccole dimensioni) per i quali si
possa supporre che durante il processo di scambio
termico la temperatura interna del corpo sia uniforme
(ovvero indipendente dalla posizione). In altre parole T = T(t)
la temperatura in ogni punto interno del solido varia
nel tempo ma ad ogni istante di tempo è uguale alla
temperatura della superficie del corpo. In questo senso
si parla di temperatura del corpo (sistema a parametri
concentrati).
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 54
Meccanismi combinati in regime transitorio
IL SISTEMA A PARAMETRI CONCENTRATI

t=0 t = t1
i
Q (t ) i
Ti Ti T Q (t )
Stato i T∞ T1 T1 T
Ti Ti Ti Ti T T T
1 T∞
iniziale T1 1 1 1
Ti Ti T1 T1
Ti Ti T1 T1
TS(t) = Ti
TS(t) = T1

t = t2 i
t→∞
Q (t )
T2 T2 T∞ T∞ T
T2 T∞ ∞ T∞
T2 T2 T2 T2 T T
Stato T∞ ∞ ∞ ∞T
T2 T2 finale T∞ T∞
T2 T2 T∞ T∞
TS(t) = T2
TS(t) = T∞

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 55


Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna trascurabile
Rint Rext
Ti Te
i
Q ( t ) T∞ L
Rint →
T0 λA
h
λ Rext →
1
hA

Bi << 1 Bi < 0.1


Rint hL
→ = Bi
Rext λ Rint trascurabile con
una approssimazione
Bi = numero di Biot
Rint trascurabile del 5%

L << h << λ >>


G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 56
Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna trascurabile

Solido a temperatura T0 immerso in un fluido a temperatura T∞

T0 Ipotesi
λ • Bi < 0.1
i
• Immersione così rapida da poter
Q ( t ) T∞ approssimare la variazione della
T0 temperatura ambiente con una
h variazione a scalino
λ
• coefficiente medio di scambio
termico convettivo h e conduttività
λ costante
• temperatura T∞ del fluido costante

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 57


Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna trascurabile
1
Variazione di energia interna del sistema
i
nell’intervallo di tempo dt (negativa se T0<T∞)
Q ( t ) T∞ 2
T(t) h Energia termica scambiata tra sistema e fluido
durante l’intervallo di tempo dt

Applicando il 1° principio della termodinamica

1 = 2 −c ρVdT = hA ⎡⎣T ( t ) − T∞ ⎤⎦ dt

dT ( t ) hA
Equazione differenziale =− ⎡⎣T ( t ) − T∞ ⎤⎦
da risolvere dt c ρV

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 58


Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna trascurabile

dT ( t ) hA
Equazione differenziale =− ⎡⎣T ( t ) − T∞ ⎤⎦
da risolvere dt c ρV

T (t ) t
dT hA
Separando le variabili
ed integrando ∫
T0
T ( t ) − T∞
= −∫
0
c ρV
dt

⎛ T ( t ) − T∞ T ( t ) − T∞
hA
⎞ hA −
c ρV
t
ln ⎜ ⎟=− t =e
⎝ T0 − T∞ ⎠ c ρV T0 − T∞

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 59


Flusso termico transitorio in sistemi con resistenza interna trascurabile
Ponendo

T ( t ) − T∞
hA
− t C = c ρV Capacità termica del solido
c ρV
=e
T0 − T∞ R=
1
= Rext Resistenza convettiva esterna
hA
R

T ( t ) − T∞
T(t) T∞
t
− T*
T =
*
=e RC C
T0 − T∞ 1

τ = RC = costante di tempo del sistema


0.36
Dopo 4 o 5 costanti di tempo si può
0
ritenere concluso il transitorio termico
τ t

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 60


Esempio 11.6
Raffreddamento di un filo di rame

Determinare l’andamento della temperatura di un filo di rame di


diametro D = 0,8 mm e lunghezza H = 1 m, inizialmente alla
temperatura T0 = 150°C, immerso improvvisamente in un fluido a
temperatura T∞ = 30°C, costituito da:
a)Acqua in convezione naturale [h = 80 W/(m2K)]
b)Acqua in convezione forzata [h = 350 W/(m2K)]
c)Aria in convezione naturale [h = 10 W/(m2K)]
d)Aria in convezione forzata [h = 30 W/(m2K)]

Proprietà termofisiche del rame

W kg J ρc m
λ = 400 ρ = 8933 3 ctc = 385 α= = 117 ⋅10−6
mK m kgK λ s

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 61


Esempio 11.6: continua

A = π DH = 2,5 ⋅10−3 m 2
V D
L= = = 0,2 ⋅10 −3 m
πD 2 H A 4
V= = 5,0 ⋅10 −7 m 3
4

hL
Bi = <0,1 ?
λ
C = cρV
1 τ = RC
R=
hA
t

T (t ) = T∞ + (T0 − T∞ )e τ

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 62


Esempio 11.6: continua

Situazione Bi R C τ = RC
fluidodinamica
[K/W] [K/W] [s]
(a) Acqua in 4,0 10-5
convezione 5,0 1,7 8,6
(<< 1)
naturale
(b) Acqua in 1,5 10-4
convezione 1,1 1,7 1,9
(<< 1)
forzata
(c) Aria in 5,0 10-6
convezione 40,0 1,7 68,0
(<< 1)
naturale

(d) Aria in 42,5 10-5


convezione 8,0 1,7 14,0
(<< 1)
forzata

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 63


Esempio 11.6: continua

t

T (t ) = T∞ + (T0 − T∞ )e τ

(°C)
160,0
140,0
120,0
(a)
100,0
(b)
80,0
60,0 (c)
40,0 (d)
20,0
0,0
0 100 200 300 (s)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 64


Esempio 11.7
Prontezza di una sonda termometrica

Confrontare la risposta di una termocoppia ferro-costantana nuda,


assimilabile ad un cilindro di diametro Dtc=0,8 mm e lunghezza Htc=50mm,
con quella di un termometro a mercurio assimilabile ad un cilindro di
mercurio di diametro Dtm=6mm e lunghezza Htm=25 mm. Gli strumenti,
inizialmente alla temperatura T0=16°C, vengono usati per misurare la
temperatura di un fluido a T∞=80°C, ipotizzando che il coefficiente di scambio
termico convettivo tra sonda e fluido sia h=30W/(m2K).

Proprietà termofisiche della termocoppia

W kg J ρtc ctc m
λtc = 50 ρtc = 8400 ctc = 415 α tc = = 14,9 ⋅10−6
mK m3 kgK λtc s

Proprietà termofisiche del termometro

W kg J ρtm ctm m
λtm = 8,9 ρtm = 13500 3 ctm = 139 α tm = = 4, 7 ⋅10−6
mK m kgK λtm s

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 65


Esempio 11.7: continua

Dtc = 0,8 10-3 m Dtm = 6,0 10-3 m


Ltc = Dtc/4 = 0,2 10-3 m Ltm= Dtm/4 = 1,5 10-3 m

hLtc −4 hLtm
Bitc = = 1,2 ⋅10 << 1 Bitm = = 5,1⋅10−3 << 1
λtc λtm
ρc
ρc
L = λ L2 =
1 1 2
τ = RC = ρcV = L
hA h h
L αBi
λ

1 1
τ tc = Ltc ≈ 22 secondi τ tm =
2
L2tm ≈ 95 secondi
α tc Bitc α tm Bitm

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 66


Esempio 11.7: continua

t

T (t ) = T0 − (T0 − T∞ )e τ

90,0

80,0

70,0

60,0

50,0 Termocoppia
40,0 Termometro

30,0

20,0

10,0

0,0
0 100 200 300 400 500 600

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 67


Esempio 11.8
Raffreddamento di una persona deceduta

Una persona viene rinvenuta morta in una stanza in cui la temperatura


ambientale è stata mantenuta praticamente costante da un impianto di
riscaldamento al valore Ta=22°C. Per poter risalire all’ora del decesso, si
misura la temperatura corporea del morto e si ottiene il valore Tb=26°C.
Si stima che il coefficiente di scambio termico tra la superficie del corpo e
l’ambiente circostante sia h=10W/(m2K). Determinare da quanto tempo è
avvenuto il decesso

D = 30 cm
In prima approssimazione si può modellizzare il corpo
come un cilindro avente diametro D=30 cm ed altezza
H=1,70 m.

H = 1.70 m
π D2 Tb=26°C
T∞=22°C
H
V 4 D 0,3m
L= = = = = 0, 07 m
A π D2 4+2
D
4+2
0,3
π DH + 2
4 H 1, 7

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 68


Esempio 11.8: continua

Per quanto riguarda le proprietà termofisiche del corpo si assumono i


seguenti valori (molto prossimi a quelli dell’acqua, considerando che circa
il 70% della massa del corpo umano è costituito da questo elemento):
kJ W kg
c p ≈ 4, 2 λ ≈ 0, 7 ρ = 1200
kgK mK m3

Utilizziamo il metodo a parametri concentrati Tb=Ts(t)


ipotizzando che la temperatura corporea iniziale sia T0=37°C.

t R

Tb (t ) = T∞ + (T0 − T∞ ) e RC T(t) T∞
C

1
R= C = ρ c pV
hA

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 69


Esempio 11.8: continua

kg J
1200 ⋅ 4, 210 3
⋅ 0, 07 m
ρ c pV ρcp L m 3
kgK
RC = = = ≈ 3,5 ⋅104 s ≈ 10h
hA h W
10 2
m K
t
− R
Tb (t ) = T∞ + (T0 − T∞ ) e RC
T(t) T∞
C

t = − RC ln
Tb − T∞
= −3,5 ⋅10 ⋅ ln
4 ( 26 − 22 )
≈ 46260 s ≈ 13h
T0 − T∞ ( 37 − 22 )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 70


Esempio 11.8: continua

Il metodo a parametri concentrati è applicabile ?


R
Si se Bi è almeno minore di 0.1 T(t) T∞
C

W
10 2 ⋅ 0, 07 m
Rint erna hc L
Bi = = = m K = 1 > 0,1
Resterna λb 0, 7
W
mK

Il metodo a parametri concentrati NON è applicabile con


buona approssimazione

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Meccanismi combinati 71


TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 12
IL COMFORT TERMOIGROMETRICO

S = M − W − R − C − Ck − Ed − Esw − Eve − Cve

PPD

10%

5%
+1,0
+1,5
+2,0
+0,5
-2,0
-1,5
-1,0
-0,5

0 PMV

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 1


Cap. 12 – Il comfort termoigrometrico
Indice
1. Termodinamica e sistemi biologici
2. Il bilancio di energia del corpo umano
2.1 L’energia interna
2.2 La temperatura e la termoregolazione
2.3 La produzione termica metabolica ed il rendimento meccanico
2.4 Gli scambi termici tra corpo umano ed ambiente
3. L’equazione di Fanger del comfort termoigrometrico
4. Gli indici di discomfort termoigrometrico
5. La determinazione delle condizioni di comfort termoigrometrico
6. Le cause di discomfort termico locale

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 2


TERMODINAMICA E SISTEMI BIOLOGICI

• La termodinamica si applica ai sistemi biologici, in quanto


soggetti a (complessi) processi di trasformazione e scambio di
energia
• Difficoltà maggiore nella analisi termodinamica dei sistemi
biologici: NON sono in equilibrio termodinamico
• Equilibrio termodinamico: Equilibrio termico + Equilibrio
meccanico + Equilibrio chimico
• In ogni cellula di un organismo vivente, per ogni secondo,
accadono migliaia di reazioni chimiche (decomposizione di
alcune molecole, rilascio di energia, formazione di nuove
molecole ecc.)

Modelli semplificati

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 3


Termodinamica e sistemi biologici
1° principio della termodinamica

∂Q − ∂L = dET = dU + dEC + dEP


Per un sistema senza deflusso, in cui trascuriamo le variazioni di Energia
cinetica e di Energia potenziale ed in cui il lavoro utile scambiato tra
sistema ed ambiente coincide con il lavoro totale

• dU •
∂Q − ∂L = dU ovvero Q− L =
dt

L’analisi termodinamica di un sistema biologico implica oltre che scambio di


energia anche scambio di massa, quindi dovrebbe essere trattato come un
sistema con deflusso. Per semplicità lo si tratta come un sistema chiuso,
considerando l’energia trasportata con la massa come semplice scambio di
energia.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 4
IL BILANCIO DI ENERGIA DEL CORPO UMANO
dU u i i i i i i i i
= G u − Lu − Q u ,irr − Q u ,conv − Q u ,kond − Q u ,diff − Q u , sud − Q u ,resp
dt

S = M − W − R − C − Ck − Ed − Esw − Eve − Cve


Equazione di Fanger del bilancio di energia del corpo umano

Tutte le grandezze sono potenze per unità Ab = 0, 202 ⋅ m0,425 ⋅ H 0,725


di superficie del corpo umano [ W/m2 ]

dove
Ad esempio: m=70 kg e H=1,70 m Ab = area della superficie del corpo
umano nudo [m2]
Ab = 1,80 m2 m = massa del soggetto [kg]
H = altezza del soggetto [m]
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 5
dU u
=S = Variazione unitaria di energia interna del corpo umano per unità di tempo
dt
i
Gu = M = Potenza unitaria prodotta dal metabolismo umano
i
Lu = W = Potenza meccanica unitaria che il corpo umano cede all’ambiente

i
Q u ,irr = R = Potenza termica unitaria dispersa per irraggiamento

i
Q u ,conv = C = Potenza termica unitaria dispersa per convezione

i
Q u ,kond = Ck = Potenza termica unitaria dispersa per conduzione
i
Q u ,diff = Ed = Potenza termica unitaria dispersa per diffusione attraverso la pelle
i
Q u , sud = Esw = Potenza termica unitaria dispersa per sudorazione attraverso la pelle
i
Q u ,resp = Eve + Cve = Potenza termica unitaria dispersa nella respirazione come
calore latente (Eve) e come calore sensibile (Cve)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 6


La variazione di energia interna del corpo umano
dove
cb = calore specifico del corpo umano [J/(kg°C)]
dU u cb mb dTb
S= = mb = massa del corpo umano [kg]
Ab = area del corpo umano [m2]
dt Ab dt Tb = temperatura del corpo umano [°C]

Materiale Calore specifico [kJ/(kg K)]


Acqua (300 K) 4,18
Ammoniaca (liquida) (gassosa) 4,80 2,30
Alcool etilico 2,40
Refrigerante R12 0,97
Aria (300K, 1,013 bar) 1,01
Banane (frazione massica H2O: 74%) 3,35
Mele (frazione massica H2O: 83%) 3,60
Tonno (frazione massica H2O: 68%) 3,18
Carne di bue (frazione massica H2O: 70%) 3,08
Grasso di maiale (frazione massica H2O: 7,7%) 2,60
Carne di pollo (frazione massica H2O: 66%) 3,31

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 7


La variazione di energia interna del corpo umano
1998 ASHRAE Refrigeration Handbook - Chapter 8: Thermal properties of foods

Il calore specifico di un cibo, a temperatura superiore al suo

cunf = ∑ ci xi
punto iniziale di congelamento, può essere ottenuto dalla
media pesata con la frazione massica dei calori specifici dei
componenti (acqua, proteine, grasso, carboidrati, fibra, residuo
secco).
Un modello più semplice è quello cunf = 4,19 − 2,30 xs − 0, 628 xs3
di Chen, per il quale non è
necessario conoscere la dove
composizione dettagliata ma solo cunf = calore specifico del cibo
la frazione massica di solido non congelato [kJ/(kg K)]
(ovvero il complemento a 1 della xs = frazione massica di solido
frazione massica di acqua).

Esempio: Il corpo umano è costituito mediamente per il 72% di acqua

cb = 4,19 − 2,30 ⋅ 0, 28 − 0, 628 ⋅ ( 0, 28 ) ≈ 3,53 ⎡⎣ kJ ( kgK ) ⎤⎦


3

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 8


La temperatura del corpo umano
Nella fisiologia della termoregolazione il corpo
umano viene generalmente diviso in due zone
principali:
• una esterna: la pelle ed i tessuti sottocutanei Tsk
• una interna (core): comprendente gli organi vitali Tb

Tb ~ 37°C praticamente costante in un soggetto sano

Tsk molto variabile: tra un massimo di 45°C ed un minimo che dipende


dalla zona del corpo (ad es. per le dita 4°C, per la fronte 17°C)

La Tb può essere considerata approssimativamente uguale a:


• temperatura esofagea • temperatura orale • temperatura auricolare
• temperatura rettale • temperatura timpanica • temperatura delle urine
In realtà possono essere anche sensibilmente diverse fra loro.
Per la loro interpretazione e misura: norma ISO 9886

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 9


La termoregolazione del corpo umano
La funzione di mantenere quasi isotermo il nucleo a Tb~37°C è
delegata al sistema di termoregolazione del corpo umano

Temperatura di
riferimento Sistema Trasferimento interno di
vasomotorio Vasi energia termica
+ Ipotalamo sanguigni
- Perdita di energia termica
Sudore per evaporazione
Ghiandole
sudoripare
Trasformazione di energia
Brivido meccanica in energia termica
Muscoli

Capacità
termica
corporea

Ricettori termici Tb

Regolatore Sistema regolato

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 10


La termoregolazione del corpo umano
I meccanismi di termoregolazione
Il primo ad entrare in azione è il meccanismo della:
vasodilatazione contro il caldo
termoregolazione
vasomotoria
vasocostrizione contro il freddo

Se non è sufficiente ad assicurare la omeotermia entra in azione il


meccanismo della:
sudorazione contro il caldo
termoregolazione
comportamentale
brividi contro il freddo

Se neanche questa è sufficiente ad assicurare l’omeotermia, si può


avere ipotermia (fino alla morte per fibrillazione cardiaca) o ipertermia
(fino alla morte per danni irreversibili alle proteine dei tessuti nervosi)
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 11
Comfort termoigrometrico, omeotermia e meccanismi di termoregolazione

Condizione necessaria (ma non sufficiente) per avere condizioni di


comfort termoigrometrico: condizione di omeotermia

dU u cb mb dTb
S= = =0 Tb = costante
dt Ab dt

Una condizione necessaria e sufficiente potrebbe essere del tipo:

Si è in condizioni di comfort termoigrometrico se le condizioni


ambientali consentono di realizzare la omeotermia, senza che il
corpo sia costretto ad attivare i meccanismi di termoregolazione

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 12


Il metabolismo del corpo umano

• I cibi e le bevande subiscono nel corpo umano un enorme numero di


trasformazioni chimiche, che nel loro complesso, costituiscono il metabolismo
• Tali processi, essenzialmente ossidativi, sono complessivamente esoenergetici
• Ovvero, parte dell’energia potenziale chimica dei cibi, delle bevande e, in caso
di bisogno, delle sostanze di riserva, si trasforma in energia termica all’interno
del corpo umano.

Energia metabolica [J]

riferita all’unità di tempo Potenza metabolica [W]

spesso viene riferita all’unità di Potenza metabolica [W/m2]


superficie del corpo umano (unitaria)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 13


Il metabolismo del corpo umano

BASALE: necessaria per il funzionamento degli


Potenza organi vitali. Si misura nel soggetto a riposo,
digiuno da almeno 12 ore, in condizioni di neutralità
metabolica termica
unitaria ~ 43 W/m2
M
legata all’ ATTIVITA’

Si può considerare funzione unicamente della attività svolta

Per la sua misura si utilizza spesso la unità incoerente met

1 met è la potenza metabolica unitaria


W kcal relativa ad una persona seduta a
1 met = 58, 2 = 50, 0
m2 h ⋅ m2 riposo. Nel caso di attività leggera
sedentaria la potenza metabolica è
circa 1,2 met.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 14


Tipici valori della potenza metabolica unitaria per diverse attività
ATTIVITA’ Met W/m2
soggetto sdraiato dormiente 0,7 ~ 40
soggetto sdraiato sveglio 0,8 ~ 50
RIPOSO
soggetto seduto 1,0 ~ 60
soggetto rilassato in piedi 1,2 ~ 70
SEDENTARIA in ufficio, abitazione, scuola 1,2 ~ 70
LAVORATIVA IN UFFICIO dattilografia, scrittura, varie 1,2 ~ 70
LAVORATIVA IN NEGOZIO commesso 2 ~ 115
industria leggera 1,2 ÷ 2,4 ~ 70 ÷ 140
falegnameria a mano (chiodare ecc.) 1,8 ~ 105
LAVORATIVA INDUSTRIALE
falegnameria a macchina (forare 4,0 ÷ 4,8 ~ 230 ÷ 280
ecc.)
industria pesante (fonderia ecc.) 4,0 ÷ 7,6 ~ 230 ÷ 440
DOMESTICHE cucina, lavaggio, stiratura 1,6 ÷ 3,6 ~ 95 ÷ 210
ginnastica 3,0 ÷ 4,0 ~ 175 ÷ 230
tennis 4,6 ~ 270
GINNICO-SPORTIVE
pallacanestro 7,6 ~ 440
marcia 2,4 ÷ 5,0 ~ 140 ÷ 290
corsa 8,0 ÷ 10,0 ~ 465 ÷ 580
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 15
Il rendimento meccanico del corpo umano
La potenza meccanica unitaria W è l’energia (per unità di superficie del
corpo umano) che nell’unità di tempo viene scambiata con l’ambiente
esterno sotto forma di lavoro

W
Rendimento meccanico del corpo umano η=
M

Allora la differenza (M – W), ovvero la parte della potenza metabolica che


non si trasforma in energia meccanica e che, quindi, o viene dissipata verso
l’ambiente esterno oppure provoca un aumento di energia interna (cioè di
temperatura interna) del corpo, è data da:

M − W = M (1 − η )
Il rendimento meccanico del corpo umano è mediamente molto basso: ~ 0,2
Spesso, soprattutto nel caso di attività a bassa potenza metabolica, come
quelle che si svolgono negli edificili civili, si pone W = 0.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 16


Lo scambio termico per convezione

i
Q conv = hc Acl (Tcl − Ta )
dove
hc = coefficiente di scambio termico convettivo [W/(m2K]
Acl = area della superficie del corpo umano vestito [m2]
Tcl = temperatura media della superficie esterna del corpo umano
vestito [K] o, indifferentemente [°C]
Ta = temperatura dell’aria ambiente [K] o, indifferentemente, [°C]

i
Q conv Acl
C= = hc (Tcl − Ta ) = f cl hc (Tcl − Ta )
Ab Ab

definendo fcl = coefficiente di area dell’abbigliamento = Acl / Ab

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 17


Lo scambio termico per convezione

i
Q conv Acl
C= = hc (Tcl − Ta ) = f cl hc (Tcl − Ta )
Ab Ab

dove
fcl = coefficiente di area dell’abbigliamento = rapporto tra Acl
l’area della superficie del corpo umano vestito (Acl) e fcl =
l’area della superficie del corpo umano nudo (Ab)
Ab

Generalmente fcl è valutato come funzione della resistenza termica del vestito

Ovviamente se il soggetto è nudo: fcl = 1 e Tcl = Tsk

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 18


Lo scambio termico per convezione

Per il calcolo del coefficiente di scambio termico convettivo, per condizioni


di flusso tipiche di ambienti chiusi, si possono usare le seguenti relazioni

hc = 2,38 (Tcl − Ta )
0,25
in convezione naturale

in convezione forzata hc = 12,1 war


dove war = velocità relativa soggetto-aria [m/s]

war = wa + 0, 0052 ( M − 58, 2 )


dove wa = velocita misurata dell’aria [m/s]
M = potenza metabolica unitaria [W/m2]

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 19


Lo scambio termico per convezione

Quindi, la potenza termica dispersa dal corpo umano per


convezione dipende dalle seguenti variabili:

• temperatura della superficie esterna del corpo vestito


• temperatura dell’aria
• velocità relativa soggetto-aria (variabile questa che
scompare nel caso di convezione naturale
• coefficiente di area dell’abbigliamento, che a sua volta
dipende essenzialmente dal tipo di abbigliamento

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 20


Lo scambio termico per irraggiamento

La potenza termica che il corpo umano scambia per irraggiamento con


l’ambiente circostante può essere calcolata con la legge di Stefan-Boltzmann
per un corpo grigio

( )
i
Q irr = Aeff εσ Tcl4 − Tr4

dove
ε = emissività del corpo umano ~ 0,95
σ = costante di stefan-Boltzmann = 5,67 10-8 [W/(m2K4]
Tr = temperatura media radiante, ovvero temperatura di un ambiente fittizio
termicamente uniforme che scambierebbe con il corpo umano la stessa potenza
termica radiante scambiata nell’ambiente reale. Si può misurare ad es. con il
globotermometro. Per la sua misura o il suo calcolo vedi norma UNI-EN 27726.
Aeff = area efficace del corpo umano per l’irraggiamento

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 21


Lo scambio termico per irraggiamento

Aeff = Ab f cl f eff
dove
fcl = coefficiente di area dell’abbigliamento. Si è già visto che viene messo
in funzione della resistenza termica dell’abbigliamento.
feff = coefficiente di area efficace = Aeff / Acl. E’ valutato pari a 0,696 per
soggetti seduti e 0,725 per soggetti in piedi; se non è fissata la posizione
si assume il valore di 0,71.

Allora la potenza termica unitaria scambiata per irraggiamento, è data da

R=
Q irr Aeff
Ab
=
Ab
( )
εσ Tcl4 − Tr4 = f c f eff εσ Tcl4 − Tr4 ( )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 22


Lo scambio termico per irraggiamento

Ricordando che nel caso in cui la differenza tra la temperatura della


superficie del corpo umano vestito e la temperatura radiante
dell’ambiente circostante sia sensibilmente minore del valore medio Tm
tra di esse: Tcl – Tr << (Tcl + Tr)/2 = Tm si ha

(T 4
cl )
− Tr4 ≈ 4Tm3 (Tcl − Tr )

Allora la potenza termica unitaria scambiata per irraggiamento, è data da

( )
R = f cl f eff εσ Tcl4 − Tr4 = f cl f eff εσ 4Tm3 (Tcl − Tr )
ovvero, sostituendo i valori numerici noti, da:

⎡ W ⎤
R = 1,58 ⋅10 ⎢ 2 4 ⎥ ⋅ f clTm3 (Tcl − Tr )
−7

⎣m K ⎦

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 23


VARIABILI AMBIENTALI: LA TEMPERATURA MEDIA RADIANTE

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 24


VARIABILI AMBIENTALI: LA TEMPERATURA MEDIA RADIANTE

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 25


VARIABILI AMBIENTALI: LA TEMPERATURA MEDIA RADIANTE

La stessa normativa fornisce una metodologia di calcolo analitico per i fattori di vista
FP ,n = Fmax ⋅ [1 − e − ( a / c ) /τ ] ⋅ [1 − e − (b / c ) / γ ]
τ = A + B(a / c)
γ = C + D(b / c) + E (a / c)

E’ possibile effettuare una misura diretta in ambiente della temperatura media radiante
mediante appositi sensori detti globotermometri o globosonde (il cui utilizzo è normato
dalla ISO 7726). Tali sensori sono in grado di simulare i fattori angolari di una persona
in piedi o seduta, in funzione della forma e dell’inclinazione della sonda stessa (sferica o
ellittica). La norma ISO 7726 fornisce anche le precauzioni da utilizzare nella misura
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 26
MISURA DELLA TEMPERATURA MEDIA RADIANTE

Globotermometri
per la misura della
temperatura media
radiante
(black globe
thermometer)

La sonda è costituita da una sfera o ellissoide di emissività nota al cui interno è posto un
sensore di temperatura, che misura la temperatura del globo stesso. Ipotizzando che le
superfici interna ed esterna di esso, una volta raggiunto l’equilibrio con l’ambiente (tempo di
risposta 20-30 min), si portino alla stessa temperatura, la Tmr si ricava facendo il bilancio
termico del globo e conoscendo la temperatura dell’aria ambiente.
La forma sferica simula più correttamente il fattore angolare di un individuo seduto, mentre
l’ellissoide può simulare i fattori di vista di un soggetto sia in piedi che seduto in funzione
dell’angolazione (verticale per persona in piedi, orizzontale per persona sdraiata, a 30° per
persona seduta). Posizione Sensore Soggetto in piedi Soggetto seduto
Nel caso di ambiente con radiazione Testa 1,7 m 1,1 m
eterogenea la norma consiglia di ricorrere Addome 1,1 m 0,6 m
a tre sonde posizionate a diverse altezze: Caviglie 0,1 m 0,1 m

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 27


Lo scambio termico per irraggiamento

Quindi, la potenza termica dispersa dal corpo umano per


irraggiamento dipende dalle seguenti variabili:

• temperatura della superficie esterna del corpo vestito


• temperatura media radiante delle pareti dell’ambiente
• coefficiente di area dell’abbigliamento, che a sua volta
dipende essenzialmente dal tipo di abbigliamento

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 28


Lo scambio termico per conduzione

Il termine Ck rappresenta la potenza termica unitaria dispersa per


conduzione attraverso i solidi a contatto con il corpo umano.
Ad esempio
• quella scambiata tra i piedi ed il pavimento;
• quella scambiata con la sedia nel caso di soggetto seduto;
• quella scambiata con oggetti tenuti in mano.

Nella quasi totalità dei casi il termine Ck è trascurabile

In alcuni casi, ad esempio, se ne tiene conto variando la resistenza


termica del vestito, tenendo conto in questo modo ad esempio anche
del contatto con la sedia da parte di una persona seduta

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 29


La potenza termica “secca” - La temperatura operativa

Trascurando il termine conduttivo, la potenza termica unitaria dispersa


come calore sensibile attraverso la pelle (spesso chiamata “potenza
termica secca in quanto non entrano in gioco scambi di vapore acqueo) è
data dalla somma dei termini radiativo e convettivo.

R + C = f cl hr (Tcl − Tr ) + f cl hc (Tcl − Ta ) =

= f cl ( hrTcl − hrTr + hcTcl − hcTa ) =

⎡ hrTr + hcTa ⎤
= f cl ⎢( hr + hc ) Tcl − ( hr + hc ) ⎥ = f cl h (Tcl − Top )
⎣ hr + hc ⎦

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 30


La potenza termica “secca” - La temperatura operativa

R + C = f cl h (Tcl − Top )

dove h = hr + hc = adduttanza superficiale [W/(m2 K)]

Temperatura operativa
Media pesata di Tr e Ta, rispettivamente, con hr e hc come coefficienti di peso

hrTr + hcTa
Top =
hr + hc

Negli
Tr +Ta
ambienti
Tr − Ta < 4°C Top =
termicamente 2
moderati

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 31


La resistenza termica dei vestiti

Essendo molto difficile conoscere la temperatura superficiale dei vestiti

Tsk − Tcl
R + C = f cl h (Tcl − Top ) =
Rcl
dove Rcl = resistenza termica unitaria dell’abbigliamento [(m2 K)/W]
Tsk = temperatura superficiale della pelle [°C]

spesso per Rcl si utilizza la unità di misura incoerente detta clo

m2 K resistenza termica unitaria


1 clo = 0,155 dell’abbigliamento tipico
W invernale da ufficio

Tsk − Top
R+C =
Rcl = 0,155 ⋅ I cl 0,155 ⋅ I cl +
1
f cl h
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 32
La resistenza termica dei vestiti

Tsk − Top
R+C =
1
0,155 ⋅ I cl +
f cl h

Abbigliamento Iclo
Abbigliamento tipico estivo 0,3 ÷ 0,6 clo
ad es: abbigliamento intimo, camicia,
pantaloni, calzini scarpe 0,70 clo
Abbigliamento tipico invernale 1,0 ÷ 1,5 clo
ad es: abbigliamento intimo, camicia,
pantaloni, gilet, giacca, calzini, scarpe 1,0 clo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 33


La resistenza termica dei vestiti

La misura della resistenza termica dell’abbigliamento (norma ISO 9920) è molto


complessa e richiede una struttura sperimentale che al mondo solo pochi centri
specializzati posseggono (nessuno in Italia).
Pertanto si ricorre a valori tabellari e si possono avere tre tipi di tabelle:

1. Tabelle con valori della resistenza termica di abbigliamenti completi.


2. Tabelle con valori della resistenza termica di singoli capi di abbigliamento.
3. Tabelle (le più precise) con valori della resistenza termica di capi di
abbigliamento caratterizzati in modo più preciso possibile.

Nel caso si utilizzino tabelle del tipo 2. o 3.,


una volta valutata la resistenza termica di I cl = ∑ I cl ,n
ogni singolo capo Icl,i, si ricava quella n
dell’abbigliamento completo Icl, mediante la
relazione:
Noto Icl si può quindi determinare il
coefficiente di area dell’abbigliamento f cl = 1, 00 + 0,31⋅ I cl
fcl con la relazione

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 34


Lo scambio termico per diffusione

La diffusione di vapore acqueo attraverso la pelle è un fenomeno


indipendente dal sistema di termoregolazione.
i
Ed = Q u ,diff = r μ ( psk − φ ⋅ pas ) Legge di Fick

dove

r = calore latente di vaporizzazione dell’acqua alla temperatura della pelle [J/kg]

μ = permeabilità della pelle alla diffusione del vapore d’acqua [kg/(s m2 Pa)]

psk = tensione di vapore (pressione di saturazione) dell’acqua alla


temperatura della pelle [Pa]

Ф = grado igrometrico (umidità relativa) dell’aria ambiente [adimensionale]

pas = tensione di vapore (pressione di saturazione) dell’acqua alla


temperatura dell’aria ambiente [Pa]

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 35


Lo scambio termico per diffusione
J kg
Assumendo r ∼ 2, 41⋅10 6 μ = 1, 27 ⋅10 −9

kg s ⋅ m 2 ⋅ Pa
e per psk l’espressione lineare,
valida nel campo di temperatura psk = 256 ⋅ Tsk − 3373 [Pa]
27 – 37°C, con Tsk in °C
i
si ha Ed = Q diff = 3, 05 ⋅10−3 ( 256 ⋅ Tsk − 3373 − φ ⋅ pas )

Quindi, la potenza termica dispersa dal corpo umano per diffusione


dipende dalle seguenti variabili:

• grado igrometrico (umidità relativa) dell’aria


• temperatura dell’aria dell’ambiente
• temperatura media della pelle

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 36


Lo scambio termico per sudorazione
La sudorazione consiste in varie fasi:
1. Produzione di sudore (prevalentemente soluzione acquosa di cloruro
di sodio) da parte delle ghiandole sudoripare (sotto il controllo
dell’ipotalamo)
2. il sudore arriva sulla superficie esterna della pelle attraverso appositi
condotti
3. il sudore forma un film sottile sulla pelle
4. il sudore evapora assorbendo calore latente di vaporizzazione

La quantità di sudore evaporata e quindi la potenza termica Esw dipendono da

• temperatura della pelle


• temperatura dell’aria
• velocità relativa soggetto-aria
• grado igrometrico (umidità relativa) dell’aria
• permeabilità al vapore dell’abbigliamento
• percentuale di pelle bagnata dal sudore

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 37


Lo scambio termico per respirazione
1. L’aria a temperatura e titolo di vapore ambiente quando viene inspirata
scambia calore e vapor d’acqua con le mucose del tratto respiratorio
2. Giunta negli alveoli polmonari l’aria si trova satura di vapor d’acqua e ad
una temperatura praticamente uguale a quella del nucleo corporeo
3. L’aria espirata ha una entalpia ed un titolo di vapore maggiori che nelle
condizioni di inspirazione (ovvero nelle condizioni dell’ambiente)

La potenza termica (per unità di superficie corporea) scambiata tra corpo


umano ed ambiente connessa con i processi sopra descritti viene vista
come somma di due contributi: quello per “calore latente” e quello per
“calore sensibile”.

Eve potenza termica unitaria


i dispersa come “calore latente”
Q u ,resp potenza termica unitaria dispersa
Cve come “calore sensibile”

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 38


Lo scambio termico per respirazione
i
Eve = m a ,ve r ( xex − xa ) potenza termica unitaria dispersa come
“calore latente”
dove
i
m a ,ve = ventilazione polmonare, ovvero portata massica di aria respirata [kg/s]
r = calore latente di vaporizzazione dell’acqua alla temperatura del nucleo [J/kg]
xex = titolo dell’aria espirata xa = titolo dell’aria ambiente
r = 2, 41⋅106 [ J kg ]
i
−6
Ponendo m a ,ve = 1, 43 ⋅10 ⋅ M
( xex − xa )1atm = 0, 029 − 4,94 ⋅10−6 ⋅ φ ⋅ pas
si ha
Eve = 1, 72 ⋅10−5 M ( 5867 − φ ⋅ pas )
con
pas = tensione di vapore (pressione parziale) dell’acqua alla temperatura dell’aria
ambiente [Pa]

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 39


Lo scambio termico per respirazione
i
Cve = m a ,ve c p ,a (Tex − Ta ) potenza termica unitaria dispersa
come “calore sensibile”

dove
i
m a ,ve = ventilazione polmonare, ovvero portata massica di aria respirata [kg/s]

cp,a = calore specifico a pressione costante dell’aria [kJ/(kg°C)]

Tex = temperatura dell’aria espirata [°C] Ta = temperatura dell’aria ambiente [°C]


i
Ponendo m a ,ve = 1, 43 ⋅10−6 ⋅ M Tex ≈ 34°C

c p ,a 1 kJ ( kg °C )

si ha
Cve = 0, 0014 M ( 34 − Ta )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 40


Lo scambio termico per respirazione

Eve = 1, 72 ⋅10−5 M ( 5867 − φ ⋅ pas )


Pertanto

Cve = 0, 0014 M ( 34 − Ta )

da cui si ricava che la potenza termica dispersa nella respirazione dipende da

• grado igrometrico (umidità relativa) dell’aria


• temperatura dell’aria dell’ambiente
• attività svolta dall’individuo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 41


L’equazione del comfort termo-igrometrico
La condizione di comfort termico (o benessere termico):
• quello stato psicofisico in cui il soggetto esprime soddisfazione nei
riguardi del microclima;
oppure
• la condizione in cui il soggetto non ha sensazione né di caldo né di
freddo, condizione che viene detta di neutralità termica.

Come esprimere tale sensazione in termini fisiologici ovvero


in termini di parametri microclimatici ?

Variazione
Condizione dell’energia OMEOTERMIA
NECESSARIA interna del Tb = costante
corpo NULLA

S=0

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 42


L’equazione del comfort termo-igrometrico

S=0

M − W − R − C − Ck − Ed − Esw − Eve − Cve = 0


Tsk − Top
M (1 − η ) potenza per
0,155 ⋅ I cl +
1 sudorazione
f cl h
( )
M ⎡⎣ 0,101 − 1, 72 ⋅10−5 φ ⋅ pas + 0, 0014(34 − Ta ⎤⎦
attività
abbigliamento 3, 05 ⋅10 ( 256 ⋅ Tsk − 3373 − φ ⋅ pas )
−3

Ta attività
Top
Tr Ф
Ф
h wa Tsk Ta

2 variabili legate al soggetto (attività ed abbigliamento)


4 variabili ambientali (temperatura, velocità ed umidità dell’aria, temperatura media radiante)
2 variabili fisiologiche (temperatura della pelle, potenza termica dispersa per sudorazione)
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 43
L’equazione del comfort termo-igrometrico

Le variabili che influenzano il comfort termoigrometrico

f(abbigliamento, attività, Ta, wa, Ф, Tr, Tsk, Esw) = 0

2 variabili legate al soggetto (attività ed abbigliamento)


4 variabili ambientali (temperatura, velocità ed umidità dell’aria, temperatura media radiante)
2 variabili fisiologiche (temperatura della pelle, potenza termica dispersa per sudorazione)

In realtà le due variabili fisiologiche non sono indipendenti ma


dipendono (con legge complessa) dalle altre.
Pertanto le variabili indipendenti sono 6

Condizione
f(abbigliamento, attività, Ta, wa, Ф, Tr) = 0 necessaria
per il comfort

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 44


L’equazione del comfort termo-igrometrico

f(abbigliamento, attività, Ta, wa, Ф, Tr, Tsk, Esw) = 0 (1)

Altra condizione necessaria

non attivazione dei meccanismi di termoregolazione

In realtà si è visto che, in condizioni di comfort termico, non si ha


l’attivazione dei meccanismi di termoregolazione solo se il soggetto è a
riposo.
All’aumentare della attività, anche in condizioni di benessere, si
innescano e si intensificano sia il meccanismo vasomotorio che la
sudorazione.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 45


L’equazione del comfort termo-igrometrico

f(abbigliamento, attività, Ta, wa, Ф, Tr, Tsk, Esw) = 0 (1)

Secondo Fanger le ulteriori condizioni che devono essere soddisfatte sono:

In caso di attività sedentaria


(2) Esw = 0, 42 ⎡⎣( M − W ) − 58, 2 ⎤⎦ la sudorazione è sgradita,
mentre in caso di attività
motoria una certa dose di
sudorazione risulta gradita.

(3) Tsk = 35, 7 − 0, 0275 ( M − W ) In caso di attività motoria è


gradita una temperatura della
pelle più bassa

In definitiva, le possibili condizioni di comfort termico sono le


combinazioni delle sei variabili indipendenti che soddisfano
l’equazione (1), insieme alle (2) e (3).

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 46


L’equazione del comfort termo-igrometrico

Tsk − Top
M − W = M (1 − η ) = + 3, 05 ⋅10−3 ( 256 ⋅ Tsk − 3373 − φ ⋅ pas ) +
1
0,155 ⋅ I cl + (1)
f cl h

( )
+ Esw + M ⎡⎣ 0,101 − 1, 72 ⋅10−5 ⋅ φ ⋅ pas + 0, 0014 ⋅ ( 34 − Ta ) ⎤⎦

dove Esw = 0, 42 ⎡⎣( M − W ) − 58, 2 ⎤⎦ (2)

e
Tsk = 35, 7 − 0, 0275 ( M − W ) (3)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 47


Esempio
Uno studente assiste ad una lezione nel periodo invernale in un’aula in
cui si hanno le seguenti condizioni termoigrometriche:
• Temperatura operativa: Top = 20°C
• Temperatura dell’aria: Ta = 22°C
• Velocità dell’aria: wa = 0,10 m/s
• Umidità relativa dell’aria: Ф= 50% = 0,50
Determinare, sulla base del bilancio termico, se lo studente si trova in
condizioni di comfort.

Attività fisica M = 1,2 met ~ 70 W/m2


sedentaria
W=ηM~0

Abbigliamento tipico invernale Icl ~ 1 clo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 48


Esempio: continua

Coefficienti di scambio termico:

war = wa + 0, 0052 ( M − 58, 2 ) = ⎡⎣0,10 + 0, 0052 ( 70 − 58, 2 ) ⎤⎦ [ m s ] 0,16 m s

⎡ W ⎤ ⎡ W ⎤ W
hc = 12,1 war ⎢ 2 ⎥ = 12,1 0,16 ⎢ 2 ⎥ 5 2
⎣m K ⎦ ⎣m K ⎦ m K

⎡ W ⎤ 3 ⎡ W ⎤ ⎡ W ⎤
hr = 1,58 ⋅10 ⋅ f T ⎢ 2 ⎥ 1,58 ⋅10 ⋅1 ⋅ ( 20 + 273) ⎢ 2 ⎥
−7 3
cl m
−7
4⎢ 2 ⎥
⎣m K ⎦ ⎣m K ⎦ ⎣m K ⎦

W
h = hc + hr 9 2
m K

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 49


Esempio: continua

Temperatura della pelle Calcolata in condizioni di comfort

Tsk = 35, 7 − 0, 0275 ( M − W ) ≈ ( 35, 7 − 0, 0275 ⋅ 70 ) °C = 33,8°C


Potenza termica unitaria “secca”

Tsk − Top 33,8 − 20 W


R+C = = ≈ 52 2
1 1 m
0,155 ⋅ I cl + 0,155 +
f cl h 9

Potenza termica unitaria


Calcolata in condizioni di comfort
per sudorazione

W W
Esw = 0, 42 ⎡⎣( M − W ) − 58, 2 ⎤⎦ = ⎡⎣ 0, 42 ( 70 − 58, 2 ) ⎤⎦ 2 ≈ 5 2
m m

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 50


Esempio: continua

Pressione del vapor saturo

Ta = 22 °C pas = 0, 0265bar = 2650 Pa


Potenza termica unitaria per diffusione
di vapore acqueo attraverso la pelle

Ed = 3,05 ⋅10−3 ( 256 ⋅ Tsk − 3373 − φ ⋅ pas ) =


W
= 3,05 ⋅10 ( 256 ⋅ 33,8 − 3373 − 0,5 ⋅ 2650) ≈ 12 2
−3

m
Potenza termica unitaria per respirazione

( )
Eve + Cve = M ⎡⎣ 0,101 − 1, 72 ⋅10−5 ⋅ φ ⋅ pas + 0, 0014 ⋅ ( 34 − Ta ) ⎤⎦ =

( ) W
= 70 ⋅ ⎡⎣ 0,101 − 1, 72 ⋅10−5 ⋅ 0,5 ⋅ 2650 + 0, 0014 ⋅ ( 34 − 22 ) ⎤⎦ ≈ 7 2
m
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 51
Esempio: continua

Potenza termica unitaria per W


sudorazione in condizioni di comfort Esw ≈ 5 2 5/76 ~ 7%
m
W
Potenza termica unitaria “secca” R + C ≈ 52 2 52/76 ~ 68%
m
Potenza termica unitaria per W
diffusione di vapore acqueo Ed ≈ 12 2 12/76 ~ 16%
attraverso la pelle m

Potenza termica unitaria per W


Eve + Cve ≈ 7 2 7/76 ~ 9%
respirazione m
Potenza termica unitaria dissipata totale
Etot ~ (5 + 52 + 12 + 7) W/m2 = 76 W/m2

Etot > M = 70 W/m2


G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 52
GLI INDICI DI DISCOMFORT TERMO-IGROMETRICO

Una volta determinate le condizioni di benessere, sorge il


problema di verificare se in un ambiente reale i valori delle
grandezze microclimatiche permettono di raggiungere tali
condizioni o di valutarne lo scostamento.

indici di discomfort

se si considerano i valori delle


globale quattro variabili ambientali come
uniformi nell’ambiente
Indici di
discomfort
se si tiene conto della reale
localizzato distribuzione spaziale di
dette variabili nell’ambiente

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 53


VARIABILI AMBIENTALI: LA TEMPERATURA DELL’ARIA

L’importanza della temperatura dell’aria sul benessere termoigrometrico è piuttosto ovvia in


quanto influenza direttamente lo scambio termico convettivo e quello sensibile attraverso la
respirazione. Essa potrebbe essere misurata con un normale sensore di temperatura. Tuttavia la
misura in un punto di tale grandezza non è un indicatore sufficiente per stabilire condizioni di
comfort. Possono infatti verificarsi gradienti verticali ed orizzontali di temperatura non
trascurabili, a causa di effetti di stratificazione e circolazione.
Le disuniformità locali di temperatura sono in
generale funzione delle temperature superficiali
degli oggetti inseriti nell’ambiente, in
particolare la presenza di elementi fortemente
irraggianti rende molto variabile il campo di
temperatura (la tipologia di impianto influenza
fortemente il gradiente verticale di Ta).
Il limite per il gradiente verticale di
temperatura generalmente accettato dagli
standard è di 3°C tra (0,1 m ed 1,1 m o 1,7 m)
L’influenza delle disuniformità di temperatura
vengono considerate nel determinare le
condizioni di discomfort locale

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 54


Gli indici di discomfort termico-igrometrico

Le condizioni reali vengono considerate accettabili se sia


l’indice di disagio globale che quelli localizzati rimangono entro
certi valori numerici, che sono valutati su base statistica.

Ambienti termicamente
moderati Indici di disagio
(abitazioni, uffici ecc.)

Ambienti termicamente
Indici di stress
severi (il problema è la salute)
(fonderie, laminatoi ecc.)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 55


Gli indici di discomfort termico-igrometrico

basati sul metodo della inchiesta


empirici storicamente i primi ad essere introdotti
ET (Effective Temperature)
Houghten e Yagoglou, 1920
Indici di oggi praticamente abbandonato
disagio
basati su un approccio integrato tra
razionali l’equazione di bilancio termico e
l’indagine statistica

PMV (Predicted Mean Vote)


Fanger, 1970

ET* (New Effective Temperature)


Gagge, anni 70

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 56


L’indice globale: PMV

L’indice razionale PMV (Predicted Mean Vote) proposto da


Fanger nel 1970, per la completezza delle variabili prese in
considerazione è oggi il più usato e dal 1984 è stato introdotto nelle
norme ISO 7730.

L’indice PMV consente di prevedere il voto medio espresso


dagli occupanti un dato ambiente, supponendo di chiedere a
ciascuno di formulare un giudizio sulla sensazione nei riguardi
del microclima

L’indagine fu effettuata in camera climatica su circa 1300


individui, in eguali condizioni di attività e di abbigliamento

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 57


L’indice globale: PMV

L’indice razionale PMV (Predicted Mean Vote)

VOTO SENSAZIONE
+3 molto caldo
+2 caldo
+1 leggermente
Corrispondenza tra
caldo
voto assegnato e
sensazione soggettiva 0 neutro
-1 leggermente
freddo
-2 freddo
-3 molto freddo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 58


L’indice globale: PMV

Per valutare il PMV (Predicted Mean Vote) il metodo di Fanger


utilizza l’equazione di bilancio termico (1), insieme alle equazioni del
comfort (2) e (3)
La sensazione di caldo o di freddo che prova un soggetto è proporzionale
al carico termico CT, definito come la differenza tra (M-W) e la potenza
termica unitaria che il soggetto disperderebbe globalmente verso
l’ambiente ove si trovasse in condizioni di comfort (ovvero calcolata
mediante le eq. (1), (2) e (3)

CT = ( M − W ) − ( R∗ − C ∗ − Ed∗ − Esw

− Eve − Cve ) (1)

Esw = 0, 42 ⎡⎣( M − W ) − 58, 2 ⎤⎦ (2)

Tsk = 35, 7 − 0, 0275 ( M − W ) (3)

I termini con l’asterisco sono calcolati usando le equazioni (2) e (3).


G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 59
L’indice globale: PMV

CT = 0 Condizioni di neutralità termica

CT > 0 Sensazione di caldo

CT < 0 Sensazione di freddo

Mettendo in relazione il Carico Termico CT con i dati ricavati


nell’indagine statistica, Fanger ha elaborato un algoritmo che
definisce il PMV in funzione della potenza metabolica unitaria M e
del Carico Termico CT stesso.

PMV = ⎡⎣0,303e −0,036⋅ M


+ 0, 028⎤⎦ ⋅ CT

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 60


L’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied)

Considerando l’approccio statistico nella definizione dell’indice PMV,


esso esprime il voto medio espresso nei confronti del microclima
dalla maggioranza dei soggetti. E’ chiaro però che i voti dei singoli
individui presentano una certa dispersione attorno al valore medio.

percentuale prevista di insoddisfatti, individuando


Indice PPD
come insoddisfatti coloro che votavano ±2 oppure ±3.

(
− 0,03353 PMV 4 + 0,2179 PMV 2 )
PPD = 100 − 95e
Si vede che anche per PMV = 0 la percentuale di insoddisfatti è
pari al 5%, ovvero è impensabile individuare condizioni
ambientali che siano di comfort per tutti.
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 61
L’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied)

Considerazioni di tipo economico hanno, sino ad oggi, indotto la


normativa a ritenere accettabili ambienti con un PPD inferiore o uguale
al 10%, ovvero con un PMV compreso tra -0,5 e +0,5

PPD

10%

5%
0
+1,0
+1,5
+2,0
-1,5
-1,0
-0,5

+0,5
-2,0

PMV

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 62


L’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied)
ESEMPIO
Uno studente assiste ad una lezione nel periodo invernale in un’aula
in cui si hanno le seguenti condizioni termoigrometriche:
• Temperatura operativa: Top = 20°C
• Temperatura dell’aria: Ta = 22°C
• Velocità dell’aria: wa = 0,10 m/s
•Umidità relativa dell’aria: Ф= 50% = 0,50
In un precedente esercizio è stato calcolato che lo studente dissipa
verso l’ambiente una potenza unitaria M* = 76 W/m2.
Determinare se lo studente si trova in condizioni di comfort.

Attività fisica M = 1,2 met ~ 70 W/m2 W=ηM~0

Abbigliamento tipico invernale Icl ~ 1 clo

Potenza unitaria dissipata: M* ~ 76 W/m2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 63


L’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied)

Potenza unitaria Carico Termico


dissipata
M* ~ 76 W/m2 W W
CT = M − M * = ( 70 − 76 ) 2 = −6 2
m m

CT < 0 Sensazione di freddo

Predicted
PMV = ⎣⎡0,303 ⋅ e −0,036⋅M + 0, 028⎦⎤ ⋅ CT =
Mean Vote

= ⎣0,303 ⋅ e −0,036⋅70
+ 0, 028⎤⎦ ⋅ ( −6 ) = −0,31

0 < PMV < -1 Leggermente freddo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 64


L’indice PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied)
Esempio

PMV = - 0,31

Predicted (
− 0,03353⋅ PMV 4 + 0,2179⋅ PMV 2 )
Percentage of PPD = 100 − 95 ⋅ e =
Dissatisfied
(
− 0,03353⋅0,314 + 0,2179⋅0,312 )
= 100 − 95 ⋅ e 7%

Condizioni di comfort
PPD = 7% < 10% ACCETTABILI

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 65


Il diagramma a temperatura operativa di neutralità termica costante

Norma UNI-EN-ISO 7730

Top ottimale
ΔT ammissibile per
rimanere nel campo
di valori (-0,5 +0,5)
per PMV

Il diagramma è valido per:


Φ = 50%
η=W=0
war = 0,0052(M-58,2) [m/s]

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 66


Esempio

Ufficio con attività leggera M ~ 1,2 met

INVERNO, con abbigliamento tipico Icl ~ 1 clo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 67


Esempio

1,2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 68


Esempio

Ufficio con attività leggera M ~ 1,2 met

ESTATE
con abbigliamento tipico Icl ~ 0,5 clo

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 69


Esempio

1,2

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 70


Il diagramma ASHRAE St 55-1981 del comfort termico

Condizioni accettabili per il


comfort termico secondo
ASHRAE Standard 55-1981

• attività sedentaria:
M<= 1,2 met
• abbigliamento da interno:
estate Icl ~ 0,5 clo
inverno Icl ~ 0,9 clo
• velocità dell’aria:
wa ~ 0,15 m/s

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 71


Le cause di discomfort termico locale

Principali cause di Disuniformità di temperatura


discomfort termico locale Fluttuazioni di velocità dell’aria

1. Notevoli gradienti verticali di temperatura dal pavimento al soffitto.


Particolarmente fastidiosa quando la temperatura a livello delle
caviglie è inferiore a quella della testa: PPD ~ 5% ΔT < 3°C
2. Pavimento troppo caldo o troppo freddo: 20°C ÷ 30°C
3. Disuniformità locali della velocità dell’aria. Un raffreddamento
indesiderato anche di una piccola parte del corpo dovuto ad una
corrente d’aria può provocare forte disagio. In inverno wa < 0,12 m/s.
In estate wa < 0,16 m/s.
4. Elevata disuniformità della temperatura delle pareti. Si verifica in
inverno in presenza di grandi superfici vetrate fredde (asimmetria
orizzontale) ovvero da un soffitto troppo caldo (asimmetria verticale).
Per attività sedentaria o leggera, asimmetria orizzontale < 10°C.
Per attività sedentaria o leggera, asimmetria verticale < 5 ÷ 7 °C

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 72


Scheda 1
Condizioni di comfort INVERNALI, attività sedentaria

Temperatura operativa* 20 ÷ 23 °C

Differenza di temperatura verticale < 3 °C


fra 0,1m e 1,1m dal suolo (caviglie-anche)
Temperatura superficiale del pavimento 19 ÷ 26 °C

Velocità media dell’aria < 0,15 m/s

Asimmetria della temperatura radiante da < 10 °C


finestre o altre superfici verticali fredde
Asimmetria della temperatura radiante da < 5 °C
superfici orizzontali calde
Umidità relativa 50% ± 10%

* In G.Italia la legge
Cesini 10/90 sul
Termodinamica risparmio energetico
e termofluidodinamica prevede Tambiente = 20°C
- Cap. 11_Comfort 73
Scheda 2
Condizioni di comfort ESTIVE, attività sedentaria

Temperatura operativa 24 ÷ 26 °C

Differenza di temperatura verticale < 3 °C


fra 0,1m e 1,1m dal suolo (caviglie-anche)
Velocità media dell’aria < 0,25 m/s

Umidità relativa 50% ± 10%

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 11_Comfort 74


TERMODINAMICA E TERMOFLUIDODINAMICA

Cap. 13
LA TERMODINAMICA DELL’ARIA UMIDA

ARIA
T UMIDA
Tbu
gocce d’acqua
liquida (rugiada)

T<TR

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 1


Cap. 12 – La termodinamica dell’aria umida
Indice
1. L’aria umida
1.1 Miscele aria-vapore
1.2 Parametri caratteristici dell’aria umida: l’umidità
1.3 Parametri caratteristici dell’aria umida: la temperatura
1.4 Parametri caratteristici dell’aria umida: l’entalpia
2. Il diagramma psicrometrico
3. I trattamenti dell’aria umida
3.1 Riscaldamento sensibile
3.2 Raffreddamento sensibile
3.3 Raffreddamento con deumidificazione
3.4 Saturazione adiabatica
3.5 Miscelazione adiabatica
3.6 Esempio di trattatamento estivo dell’aria umida
3.7 Esempio di trattamento invernale dell’aria umida
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 2
L’aria umida
Aria atmosferica (ARIA UMIDA):
miscela di aria secca e vapore acqueo (umidità)

ARIA SECCA: miscela di diversi gas, in prevalenza azoto ed ossigeno

N2 O2 Ar CO2 Altri
% in volume 78,09 20,89 0,93 0,03 0,06
% in peso 75,45 23,21 1,29 0,04 0,01

In pratica, la trattiamo come un gas perfetto:


R0 ⎡ J ⎤ ⎡ kg ⎤
paVa = ma RaT → pa va = RaT dove Ra = = 287 ⎢ ⎥ Ma = 28.966 ⎢ ⎥ va = V ma
Ma ⎣ kgK ⎦ ⎣ kmol ⎦

Il volume specifico in condizioni ⎡ m3 ⎤ ⎡ kg ⎤


va,N = 0,773 ⎢ ⎥ ovvero ρa,N = 1,3 ⎢ ⎥
normali (0°C e 1 atm) è: ⎣⎢ kg ⎦⎥ ⎣ m3 ⎦

Il calore specifico cp può essere considerato ⎡ kJ ⎤


cp = 1,005 ⎢ ⎥
costante nel campo di temperatura tra -10°C e +50°C : ⎣ kgK ⎦

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 3


Miscele di gas
Per determinare le proprietà di una miscela di gas, è necessario conoscere sia la
sua composizione sia le proprietà dei suoi componenti.

Per individuare la composizione di una miscela o si indica il numero di moli di ciascun


componente (analisi molare), o si indica la massa di ciascun componente (analisi
gravimetrica).
n

∑m
Per una miscela costituita da n componenti,
la massa della miscela mm è pari alla somma mm = i
delle masse dei singoli componenti e il i =1
numero di moli della miscela Nm è pari alla n
somma dei numeri di moli dei singoli
componenti
Nm = ∑N
i =1
i

n
Il rapporto tra la massa di un componente e la
massa complessiva della miscela è chiamata xi =
mi
mm
∑x =1
i =1
i

frazione massica xi, mentre quello fra il


numero di moli di un componente e il numero n

∑y =1
N
di moli complessivo è chiamato frazione yi = i i
molare yi Nm
i =1

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 4


Miscele di gas
Se i gas che compongono la miscela possono essere considerati come gas perfetti, il loro
comportamento p-v-T si basa sulle seguenti due leggi:

La legge di Amagat La legge di Dalton


(o della somma dei volumi) (o della somma delle pressioni)
Il volume di una miscela di gas perfetti è La pressione di una miscela di gas perfetti
uguale alla somma dei volumi che è uguale alla somma delle pressioni che
ognuno dei gas costituenti occuperebbe ognuno dei gas costituenti avrebbe se da
da solo nelle stesse condizioni di solo fosse nelle stesse condizioni di
pressione e temperatura della miscela volume e temperatura della miscela
N N
Vm = ∑V (T , p
i =1
i m m) pm = ∑ p (T ,V )
i =1
i m m

dove dove
Vi = volume parziale del componente i pi = pressione parziale del del componente i

Ni R0⋅Tm R0 ⋅Tm Vi Ni R0⋅Tm R0 ⋅Tm pi


yi = = Ni Nm = yi = = Ni Nm =
Nm pm pm Vm Nm Vm Vm pm

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Miscele aria-vapore
Nel caso dell’aria umida atmosferica si ha una miscela aria secca + vapore acqueo

Vapore acqueo: data la sua bassa pressione parziale, può


essere considerato un gas perfetto

R ⎡ J ⎤ ⎡ kg ⎤ V
pv vv = RvT dove Rv = 0 = 462 ⎢ ⎥ Mv = 18,012 ⎢ ⎥ vv =
Mv ⎣ kgK ⎦ ⎣ kmol ⎦ mv

Miscela aria-vapore: la pressione totale p della miscela è la somma


delle pressioni parziali pa dell’aria secca e pv del
vapore
p = pa + pv

con pa/p = ya = frazione molare dell’aria ya + yv = 1


pv/p = yv = frazione molare del vapore

La concentrazione di vapore è limitata superiormente


dal valore della pressione di saturazione pv,s alla yv,max = pv,s p
temperatura T
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 6
Pressione di saturazione dell’acqua
⎡ 7066, 27 ⎤
Psat = exp ⎢65,81 − − 5,976 ⋅ ln(T ) ⎥ [ Pa]
⎣ T ⎦
T psat T psat (kPa) T psat (kPa) T psat (kPa)
(°C) (kPa) (°C) (°C) (°C)
0,01 0,611 15 1,705 25 3,169 35 5,628
4 0,813 16 1,818 26 3,363 36 5,947
5 0,872 17 1,938 27 3,567 38 6,632
6 0,935 18 2,064 28 3,782 40 7,384
8 1,072 19 2,198 29 4,008 45 9,593
10 1,228 20 2,339 30 4,246 50 12,349
11 1,312 21 2,487 31 4,496 …… ……….
12 1,402 22 2,645 32 4,759 100 101,35
13 1,497 23 2,810 33 5,034 ….. ……….
14 1,598 24 2,985 34 5,324 374.14 22089
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 7
Parametri igrometrici dell’aria umida

UMIDITA’ SPECIFICA (o titolo dell’aria umida) x = mv ma


Rapporto tra la massa di vapore acqueo mv e la massa di aria secca
ma contenute nello stesso volume V

V RaT
m v v p R p 287 pv p
x= v = v = a = a = a v = = 0, 622 v
ma V vv RvT Rv pa 462 pa pa
va pv

Ovviamente x è adimensionale, ma generalmente viene espresso in


grammi di vapore acqueo per kilogrammo di aria secca, per cui:

pv 1000 g di vapore pv ⎡ g di vapore ⎤ pv ⎡ g di vapore ⎤


x = 0, 622 ⋅ = 622 ⎢ ⎥ = 622 ⎢ ⎥
pa kg di aria secca pa ⎣ kg di aria secca ⎦ p − pv ⎣ di aria secca ⎦
kg

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 8


Parametri igrometrici dell’aria umida
Si consideri una certa quantità di aria secca, che per definizione, non contiene vapore
acqueo e quindi ha umidità specifica x=0. Aggiungendo del vapore acqueo all’aria secca
x aumenta. Da un certo stato in poi l’aria non sarà più in grado di contenere altro
vapore acqueo: si dice che essa è satura di vapore.
In queste condizioni qualunque ulteriore quantità di vapore acqueo venisse aggiunta
all’aria condenserà sotto forma di acqua liquida.
La quantità di vapore d’acqua contenuta nell’aria satura in ogni condizione di
temperatura e pressione può essere determinata dalla equazione precedente
sostituendo pv con pv,s, che rappresenta la pressione di saturazione dell’acqua alla
temperatura considerata.
x=0
aria secca
Aria a T = 25 °C e p = 100 kPa
0 < x < xsat
psat,H2O,T=25°C = 3,169 kPa aria umida
insatura
pv = 0 aria secca x = xsat
pv < 3,169 aria insatura
aria umida
pv = 3,169 kPa aria satura
satura
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 9
Parametri igrometrici dell’aria umida

La quantità di vapore acqueo contenuta nell’aria influenza il comfort


termico delle persone, ma il livello di benessere dipende principalmente
dalla quantità di vapore che l’aria contiene rispetto alla quantità massima
che essa potrebbe contenere alla stessa temperatura.

UMIDITA’ RELATIVA (o grado igrometrico) φ = m v m v , s


Rapporto tra la massa mv di vapore presente in un certo volume V di aria
umida e la massa mv,s di vapore contenibile in condizioni di saturazione
alla stessa temperatura nello stesso volume V di aria umida

mv V vv vv,s p
φ= = = = v
mv , s V v v , s vv pv,s

L’umidità relativa varia tra 0 (aria secca) e 1 (aria satura), ovvero tra 0% e 100%

Si ha x⋅p 0, 622 ⋅ φ ⋅ pv,s con x espresso in kg di


φ= x=
anche: ( 0, 622 + x ) pv,s p − φ ⋅ pv,s vapore per kg di aria
secca
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 10
Esempio
Una stanza ha un volume Vamb=5x5x3 m3 e contiene aria, alla
temperatura T=25°C e alla pressione p=100kPa, avente umidità
relativa Ф=75%.
Si determini:
a) la pressione parziale del vapore e dell’aria secca;
b) l’umidità specifica dell’aria;
c) le masse di aaria secca e vapore acqueo contenute nell’ambiente.

T = 25°C pv,s= 3,169 kPa

pv
φ= pv = φ ⋅ pv,s = 0, 75 ⋅ 3,169 = 2,38 [ kPa]
pv,s

pv = 2,38 [ kPa ]
pa = p − pv = (100 − 2,38) kPa = 97,62[ kPa]
p = pa + pv

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 11


Esempio

pv ⎡ gdi vapore ⎤ 2,38 ⎡ gdi vapore ⎤ ⎡ gdi vapore ⎤


x = 622 ⎢ ⎥ = 622 ⋅ ⎢ ⎥ = 15, 2 ⎢ ⎥
p − pv kg
⎣ di aria secca ⎦ 100 − 2,38 kg
⎣ di aria secca ⎦ kg
⎣ di aria secca ⎦

Poiché sia l’aria che il vapore


acqueo riempiono l’intero ambiente Va = Vv = Vamb = 75m3

⎡N ⎤
2,38 ⋅103 ⎢ 2 ⎥ ⋅ 75 ⎡m3 ⎤
pV ⎣m ⎦ ⎣ ⎦
mv = v v = = 1,3 [ kg ]
Rv T ⎡ J ⎤
Applicando la 462 ⎢ ⎥ ⋅ (273 + 25) [ K ]
⎣ kgK ⎦
legge dei gas
ideali all’aria e al ⎡N ⎤
vapore acqueo 97, 62 ⋅103 ⎢ 2 ⎥ ⋅ 75 ⎡m3 ⎤
paVa ⎣ m ⎦ ⎣ ⎦
ma = = = 85, 6 [ kg ]
Ra T ⎡ J ⎤
287 ⎢ ⎥ ⋅ (273 + 25) [ K ]
⎣ kgK ⎦

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 12


Parametri caratteristici dell’aria umida: l’entalpia
Nell’ipotesi di miscela di gas ideali, l’entalpia dell’aria umida può essere espressa
come somma dell’entalpia dell’aria secca e dell’entalpia del vapore.

H = ma h a + mv h v
Poiché nei processi di trattamento dell’aria umida generalmente la portata di aria
secca rimane inalterata mentre può variare il suo contenuto in vapore d’acqua,
conviene esprimere l’entalpia specifica dell’aria umida con riferimento all’unità di
massa di aria secca, invece che all’unità di aria umida.

H ma mv
h= = ha + hv = ha + x ⋅ hv
m a ma ma

h = ha + x ⋅ hv

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 13


Parametri caratteristici dell’aria umida: l’entalpia

Entalpia (specifica) dell’aria secca

Assumendo come stato di riferimento per l’entalpia quello a 0°C e


pressione atmosferica, si ha:

T=0°C e p=1atm=101,3 kPa ha= 0


allora

ha = c p, a ⋅ T
dove

cp,a = calore specifico a pressione costante dell’aria ~ 1 kJ/(kg K)

T = temperatura di bulbo asciutto espressa in °C

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 14


Parametri caratteristici dell’aria umida: l’entalpia

Entalpia (specifica) del vapore d’acqua (surriscaldato)

hv = c p,l ⋅ TS + r + c p, v (T − TS )
1 2 3
calore per riscaldare l’acqua liquida da 0°C alla temperatura di saturazione TS
1
cp,l = calore specifico a pressione costante dell’acqua liquida ~ 4,19 kJ/(kg K)
2 calore latente di vaporizzazione alla temperatura di saturazione

3 calore di surriscaldamento del vapore d’acqua


cp,v = calore specifico a p. c. del vapore surriscaldato ~ 1,92 kJ/(kg K)

( )
hv = c p,l − c p, v ⋅ TS + r + c p, vT = r0 + c p, vT
r0 = calore di vaporizzazione T = temperatura di bulbo
dell’acqua a 0°C ~ 2500 kJ/kg asciutto espressa in °C
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 15
Parametri caratteristici dell’aria umida: l’entalpia

Entalpia (specifica) dell’aria umida

h = c p, a ⋅ T + x r0 + c p, vT( )
dove T = temperatura di bulbo asciutto in °C

x = umidità specifica in kg di vapore per kg di aria secca

⎡ kJ ⎤ ⎡ kJ ⎤ ⎡ kJ ⎤
c p, a = 1 ⎢ ⎥ c p, v = 1,92 ⎢ ⎥ r0 = 2500 ⎢ ⎥
⎣ kgK ⎦ ⎣ kgK ⎦ ⎣ kg ⎦

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 16


Parametri termometrici dell’aria umida

Temperatura di bulbo asciutto T


E’ la temperatura dell’aria atmosferica misurata con un
normale termometro con il bulbo direttamente a contatto
con l’aria.

La temperatura di bulbo umido Tbu

E’ la temperatura dell’aria atmosferica misurata con un


termometro il cui bulbo è mantenuto umido, ad esempio
T
con una garza imbevuta di acqua attraverso la quale viene
Tbu
fatta circolare l’aria di cui si misura la temperatura.
perché l’evaporazione dell’acqua sottrae
Tbu ≤ T calore all’aria e quindi ne diminuisce la
temperatura

ΔT = T − Tbu dipende dalla umidità relativa dell’aria, e


quindi può essere utilizzata per misurare Ф
G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 17
Parametri termometrici dell’aria umida

La temperatura di rugiada TR

E’ la temperatura alla quale si raggiunge la condizione di saturazione


mediante un processo di raffreddamento a pressione costante, senza
variazione dell’umidità specifica.
Se l’aria umida viene ulteriormente raffreddata a temperatura T < TR si
verifica una parziale condensazione del vapore d’acqua.

T
ARIA p
UMIDA
Ta stato del vapore acqueo
nell’aria umida

punto di rugiada
gocce d’acqua TR (di saturazione)
liquida (rugiada)

T<TR
s

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 18


Parametri termometrici dell’aria umida

La temperatura di saturazione adiabatica T*

E’ la temperatura alla quale l’acqua, evaporando adiabaticamente, porta


l’aria a saturazione allo stesso valore di temperatura. In pratica, si può
ritenere coincidente con la temperatura dell’aria satura allo stesso valore
di entalpia specifica dell’aria umida nelle condizioni iniziali.
Se l’aria entra nel canale già satura ,
T la temperatura di saturazione
p adiabatica T* è identica a quella di
stato di ingresso T1. In generale la
saturazione
T1 adiabatica
stato del vapore acqueo temperatura di saturazione adiabatica
nell’aria umida
T* è compresa tra quella di ingresso e la
punto di rugiada temperatura di rugiada.
TR

Aria fredda
Aria calda e umida
e secca T* ≤ T1,
T1 , h1
s h* ~ h1
dh = ∂q − ∂l ' → dh = 0 Acqua

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 19


Il diagramma PSICROMETRICO
I diagrammi psicrometrici vengono molto utilizzati nel dimensionamento
degli impianti di condizionamento dell’aria, in quanto consentono di
determinare in modo facile e rapido le grandezze di stato dell’aria umida e le
loro variazioni per effetto dei processi termodinamici denominati trattamenti
dell’aria umida.

Dalla regola di Gibbs delle fasi I valori di due grandezze di


stato sono riportati sui due assi
coordinati del diagramma
V =C−F +2 psicrometrico, mentre la terza è
la pressione totale, che è
considerata nota. il diagramma
dove C=2 è il numero di componenti utilizzato di seguito si riferisce
(aria e acqua), F=1 è il numero delle alla pressione di 101,3 kPa, ma
fasi (aeriforme) si ricava che per sono disponibili diagrammi per
determinare lo stato termodinamico altre pressioni, utilizzate per
dell’aria umida sono necessarie V=3 località ad una altezza notevole
variabili di stato indipendenti. rispetto al livello del mare.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 20


Il diagramma PSICROMETRICO

Esistono due tipi di diagrammi psicrometrici, che sono comunque del tutto
equivalenti:
• il diagramma di Mollier (usato esclusivamente in Europa)
• il diagramma di Carrier o diagramma ASHRAE* (in passato usato
esclusivamente negli USA ma oggi di uso generalizzato in tutto il mondo)
* ASHRAE = American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 21


Diagramma
psicrometrico
di Mollier

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ASHRAE Diagramma psicrometrico n. 1
Pressione barometrica: 101325 Pa

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ASHRAE Diagramma psicrometrico n. 1
Pressione barometrica: 101325 Pa

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 24


ASHRAE Diagramma psicrometrico n. 1
Pressione barometrica: 101325 Pa

36

6,5

19

83,5

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 25


I trattamenti dell’aria umida
Il mantenimento delle condizioni di comfort per la temperatura e l’umidità
all’interno di un ambiente richiede che si compiano determinate
trasformazioni di condizionamento dell’aria.

Tali trattamenti consistono:

nel riscaldamento e raffreddamento sensibile, che danno


luogo ad aumento o diminuzione della temperatura
dell’aria;

nella umidificazione e deumidificazione, che danno


luogo ad aumento o diminuzione della umidità specifica;

nella combinazione di tali trattamenti al fine di variare


contemporaneamente temperatura e umidità dell’aria

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 26


I trattamenti dell’aria umida

Lo studio termodinamico di tali


trattamenti è fortemente
semplificato dall’uso del
diagramma psicrometrico.

Umidificazione

ne
to
en

zio
am

ica

Umidità specifica
al d

dif
mi
sc
Ri

eu
ed
Raffreddamento

Riscaldamento

Deumidificazione
to
en
am

ne
dd

io
az
fre

ific
af
R

id
um
e

Temperatura di bulbo asciutto

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 27


Riscaldamento sensibile

Consiste nel riscaldamento dell’aria umida senza modificare la


quantità di vapor d’acqua in essa contenuta.

Riscaldamento sensibile: processo in cui la


temperatura dell’aria umida viene aumentata
mantenendo costante l’umidità specifica x

I sistemi di riscaldamento tradizionali a corpi scaldanti denominati


radiatori, le stufe elettriche ecc. sono esempi di apparati che
realizzano processi di riscaldamento sensibile.
Negli impianti di condizionamento dell’aria tale processo viene
generalmente realizzato mediante batterie alettate, riscaldate
mediante un fluido termovettore che fluisce all’interno dei tubi.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 28


Riscaldamento sensibile

i
TA TB > TA
xA Aria
Q xB = xA
ФA ФB < ФA
hA Batteria h B > hA
riscaldante

La potenza termica scambiata è data da

i i
Qa = ma ( hB − hA )

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Esempio: Riscaldamento sensibile

25%

A B

7 27

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Raffreddamento sensibile
Consiste nel raffreddamento dell’aria umida senza modificare la
quantità di vapor d’acqua in essa contenuta

Raffreddamento sensibile
Raffreddamento sensibile:
E’ un processo in cui la temperatura dell’aria umida viene
diminuita mantenendo costante l’umidità specifica x.

Negli impianti di condizionamento dell’aria tale processo viene


generalmente realizzato mediante batterie alettate, raffreddate
mediante un fluido termovettore che fluisce all’interno dei tubi.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 31


Raffreddamento sensibile

TA i
TB < TA
xA
Aria
Q xB = xA
ФA ФB > ФA
Batteria
hA raffreddante hB < hA

La potenza termica scambiata è data da


i i
Qa = ma ( hB − hA )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 32


Esempio: Raffreddamento sensibile

25%

B A

7 27

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 33


Raffreddamento con deumidificazione
L’umidità assoluta dell’aria rimane costante durante un raffreddamento
sensibile e questo fa si che la umidità relativa aumenti. Se l’umidità relativa
raggiunge valori incompatibili con il comfort è necessario togliere vapore
acqueo dall’aria, ovvero deumidificare.
Ciò richiede un raffreddamento dell’aria al di sotto del punto di rugiada.

Raffreddamento con deumidificazione:


processo in cui la temperatura dell’aria umida viene diminuita
diminuendo allo stesso tempo l’umidità specifica x, facendo
condensare parte del vapore. All’uscita l’aria è in condizioni di
saturazione.

Il processo avviene in una batteria alettata raffreddata mediante un fluido


termovettore che passa all’interno dei tubi e che si trova ad una
temperatura inferiore a quella di rugiada dell’aria umida. Se la batteria è
abbastanza lunga, l’aria raggiunge il suo punto di rugiada e quindi una
parte dell’umidità condensa e viene raccolta

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 34


Raffreddamento con deumidificazione

i TB < TA
TA
xA Aria
Q xB < xA
ФA ФB = 1
hA hB < hA

Scarico della condensa

La potenza termica scambiata è data da


i i
Qa = ma ( hB − hA )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 35


Esempio: Raffreddamento con deumidificazione

7,5
B

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 36


Processo di saturazione adiabatica
Tl = Ts

(
h A = c p, aTA + x A r0 + c p, vTA ) Aria calda
Aria fredda
e secca
hl = c p,lTl e umida

(
hB = hs = c p, aTs + xs r0 + c p, vTs ) TA
Acqua
TB=Ts < T1
xA xB=xs > xA
ФA Tl = Ts ФB =1
xs − xA = quantità di acqua liquida hA hl hB ~ hA
che si trasforma in vapore
Acqua

Dal 1° principio della termodinamica


per un sistema con deflusso Aria calda Aria fredda
e secca e umida
h A + hl ( xs − x A ) = hs

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 37


Processo di saturazione adiabatica

hA + hl ( xs − x A ) = hs
kJ
hA è dell’ordine di grandezza di c p ,aT1 = 1 T1
kg °C
kJ
hl = c p ,lTl = 1,92 ⋅ Tl è dello stesso ordine di grandezza di h1
kgK

xs − x A = essendo qualche grammo di vapore per ogni kg di aria, è dell’ordine di 10-3

Perciò: hl ( xs − x A ) hA ovvero

hs ≈ hA
Il processo di saturazione adiabatica può essere considerato ISOENTALPICO

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 38


Esempio: Saturazione adiabatica

5,5 A

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 39


Miscelazione adiabatica
Molti sistemi per il condizionamento dell’aria richiedono la miscelazione di più
flussi d’aria, che possono essere in condizioni igrotermiche diverse.

Ad esempio, nelle applicazioni in Miscelazione adiabatica


grandi edifici, nella maggior parte di TA
xA
impianti industriali e negli ospedali è ФA
i
necessario miscelare l’aria trattata con hA i TC
una certa quantità di aria esterna prima ma, A xC
i m a ,C ФC
dell’immissione nell’ambiente da TB ma,B hC
condizionare. xB
ФB
hB

Poiché lo scambio termico tra sistema ed ambiente è trascurabile la trasformazione


può essere considerata adiabatica.

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 40


Miscelazione adiabatica
Applicando il principio di conservazione della massa ed il 1° principio
della termodinamica per sistemi con deflusso

Bilancio di massa: ARIA SECCA Miscelazione adiabatica


TA
i i i
xA
m a , A + m a , B = m a ,C (1) ФA
i
hA i TC
ma, A xC
i m a ,C
Bilancio di massa: VAPORE D’ACQUA ФC
i i i
TB ma,B hC
xB
m v , A + m v , B = m v ,C ФB
hB
i i i
m a , A x A + m a , B xB = m a ,C xC (2)

Bilancio di energia: i i i
ARIA UMIDA m a , A hA + m a , B hB = m a ,C hC (3)

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 41


Miscelazione adiabatica
i i i i
Sostituendo la (1) nella (2) m a , A xA + m a , B xB = m a , A xC + m a , B xC
da cui
i
i i
m a , B ( xB − xC ) = m a , A ( xC − xA )
( xB − xC ) = ma , A
( C A ) ma, B
x − x i

Quindi, l’umidità e l’entalpia specifiche all’uscita sono combinazioni lineari


dei corrispondenti valori agli ingressi, con coefficienti che dipendono dal
rapporto tra le portate massiche.

Nel diagramma
psicrometrico lo stato
dell’aria umida all’uscita si i
troverà in un punto ( hB − hC ) = ( xB − xC ) = ma , A =
BC
intermedio C lungo la
congiungente i due stati di ( C A ) ( C A ) ma,B
h − h x − x i
AC
ingresso A e B, secondo la
legge della leva:

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 42


Esempio: Miscelazione adiabatica

35 B
7,5 C
C
C
A

7
16

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 43


Esempio di trattamento estivo
Con riferimento agli esempi svolti nella trattazione del Comfort termico, si
assuma come condizione igrotermica normalmente richiesta in un
ambiente in cui si svolge una attività sedentaria nella stagione estiva:

Temperatura dell’aria: 25°C ± 1°C Stato C


Umidità relativa: 50% ± 10% nel diagramma psicrometrico

Le condizioni termoigrometriche dell’ambiente esterno dipendono dalla


località considerata e dalla situazione climatica.
A titolo di esempio si assumono le seguenti condizioni di progetto:

Temperatura dell’aria: 35°C Stato A


Umidità relativa: 50% nel diagramma psicrometrico

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 44


Esempio: Trattamento estivo

17 A

C
B

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 45


Esempio: Trattamento estivo

TA TB TC
xA i
xB i xC
Q AB Q BC ФC
Ф1 ФB
hA hB hC

Batteria di
Batteria di postriscaldamento
raffreddamento e di
deumidificazione

La potenza termica scambiata è data da La potenza termica scambiata è data da

i i i i
QAB = ma ( hB − hA ) QBC = ma ( hC − hB )

G. Cesini Termodinamica e termofluidodinamica - Cap. 12_Aria umida 46


Esempio di Trattamento invernale
Con riferimento agli esempi svolti nella trattazione del Comfort
termico, si assuma come condizione igrotermica normalmente
richiesta in un ambiente in cui si svolge una attività sedentaria nella
stagione invernale:

Temperatura dell’aria: 20°C ± 2°C Stato A


Umidità relativa: 50% ± 10% nel diagramma psicrometrico

Le condizioni termoigrometriche dell’ambiente esterno dipendono


dalla località considerata e dalla situazione climatica.
A titolo di esempio si assumono le seguenti condizioni di progetto:

Temperatura dell’aria: 0°C Stato D


Umidità relativa: 90% nel diagramma psicrometrico

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Esempio: Trattamento invernale

39
C
7 D
9
3 B
A

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Esempio: Trattamento invernale

TA TB TC TD
xA i xB xC i xD
ФA Q AB ФB ФC Q CD ФD
hA hB hC hD

Batteria di Saturatore Batteria di


preriscaldamento adiabatico postriscaldamento

La potenza termica scambiata è data da La potenza termica scambiata è data da


i i i i
QAB = ma ( hB − hA ) QCD = ma ( hD − hC )

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