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Scritto di Analisi Vettoriale (31.01.

2017)
Proff. F. Lanzara, E. Montefusco, P. Vernole
COGNOME e NOME:
MATRICOLA:
DOCENTE: ° Lanzara ° Montefusco ° Vernole
Se ammesso, sosterrò la prova orale: ° in questo appello ° in un appello successivo
Istruzioni: il testo d’esame deve essere riconsegnato insieme all’elaborato, tutti i ragionamenti devono
essere adeguatamente motivati!

Esercizio 1. Data la funzione H (x, y, z) = x 2 − x + y 2 + z 2 si dica


i. perché H ammette massimo e minimo assoluti in

y 2 z2
½ ¾
3 2
E = (x, y, z) ∈ ’ : x + + ≤1
4 9
ii. dove tali valori estremali sono assunti e quanto valgono.

Svolgimento. i. Osserviamo subito che H (x, y, z) è una funzione continua in tutto ’3 . Inoltre E è un ellis-
soide, cioè un insieme chiuso e limitato, infatti la limitatezza segue dal fatto che

E ⊂ [−1, 1] × [−2, 2] × [−3, 3] ⊆ ’3

mentre E è chiuso perché E = {(x, y, z) ∈ ’3 : G(x, y, z) ≤ 0} con

y 2 z2
G(x, y, z) = x 2 + + − 1 ∈ C 0 (’3 )
4 9
Per il Teorema di Weierstrass H possiede massimo e minimo assoluti in E .
ii. Dobbiamo cercare i valori estremali tra i punti di non derivabilità di H interni ad E (si noti che non ce ne
sono perché H ∈ C ∞ (’3 )), tra i punti critici di H interni ad E (ovvero tra i punti stazionari della funzione
H ) e tra i punti stazionari di H vincolati sulla frontiera dell’ellissodie.
I punti stazionari sono caratterizzati dall’essere i punti p ∈ ’3 tali che risulta nullo il vettore ∇H (p), quindi

∇H (x, y, z) = (0, 0, 0) ⇐⇒ (∂x H , ∂ y H , ∂z H ) = (2x − 1, 2y, 2z) = (0, 0, 0) ⇐⇒ (x, y, z) = (1/2, 0, 0)

Il punto P 0 = (1/2, 0, 0) ∈ int(E ) è la sola soluzione del sistema, si noti che H (P 0 ) = −1/4. Inoltre vale che
 
2 0 0
Hess(H )(x, y, z) =  0 2 0 
0 0 2

quindi il punto P 0 è un minimo locale, visto che la matrice Hessiana è diagonale e definita positiva.
Per cercare i punti stazionari vincolati su ∂E applichiamo il metodo dei moltiplicatori di Lagrange. Siccome
µ ¶
2 2
(∂x H , ∂ y H , ∂z H ) = (2x − 1, 2y, 2z) (∂x G, ∂ y G, ∂z G) = 2x, y, 9z
4 9
osserviamo che ∇G , (0, 0, 0) su ∂E quindi non esistono punti di non regolarità.
Cerco i punti di ∂E nei quali i due gradienti sono praralleli, cioè dove
 
µ
∇H
¶ 2x − 1 2y 2z
rango = rango  2 2 =1
∇G 2x y z
4 9

1
ovvero le soluzioni del sistema
y 2 z2
µ ¶
1
y 3x + = 0, y z = 0, z(16x + 1) = 0, x2 + + =1
2 4 9
che ha soluzioni
Ãp !
3 p
µ ¶
1 1 35
P 1,2 = (±1, 0, 0) P 3,4 = − , 0, ± 255 P 5,6 = − , ± ,0
16 16 6 3

Il precedente sistema è equivalente a cercare le soluzioni (x, y, z, λ) del sistema

2x(1 − λ) = 1


 y(4 − λ) = 0


∇H (x, y, z) = λ∇G(x, y, z)
½ 
cioè z(9 − λ) = 0
G(x, y, z) = 0  2 2
 x2 + y + z = 1



4 9
che possiede le seguenti soluzioni
µ ¶ µ ¶
1 3
P1, λ = P2, λ = P 3,4 , λ = 9 P 5,6 , λ = 4
¡ ¢ ¡ ¢
2 2
A questo punto possiamo affermare di avere 7 punti candidati, confrontando i valori che la funzione as-
sume in tali punti otteniamo
1 289 49
H (P 0 ) = − H (P 1 ) = 0, H (P 2 ) = 2, H (P 3,4 ) = H (P 5,6 ) =
4 32 12
da cui
289 1
max(H ) = H (P 3,4 ) = min(H ) = H (P 0 ) = −
E 32 E 4

Esercizio 2. Si consideri la seguente equazione differenziale

(4 + w 2 (x))w 0 (x) = w(x)


½
(1)
w(0) = w 0

i. si spieghi perché (1) possiede un’unica soluzione locale,


ii. discutere l’esistenza globale della soluzione di (1),
iii. risolvere (1) con w 0 = 1.

Svolgimento. i. L’equazione può essere scritta equivalentemente nella seguente forma normale
w(x)
w 0 (x) = w 0 = f (w)
4 + w 2 (x)

La funzione f (w) = w/(4 + w 2 ) ∈ C ∞ (’). Ciò implica che sono verificate le ipotesi del teorema di Cauchy
che assicurano l’esistenza e unicità locale del problema (1).
ii. La funzione f è limitata e globalmente lipschitziana in ’, infatti (ricordando che ξ2 ≥ 0) si ha

¯ f (u) − f (w)¯ = ¯ f 0 (ξ)¯ |u − w| = ¯ 4 − ξ ¯ |u − w| = ¯ ξ − 4 ¯ ¯ 1 ¯ |u − w|


¯ ¯ ¯ ¯
¯
¯ 2 ¯¯ ¯ 2
¯
¯¯
¯¯
¯
¯
¯ (4 + ξ2 )2 ¯ ¯ 4 + ξ2 ¯ ¯ 4 + ξ2 ¯
¯ ¯¯ ¯ µ ¶¯ ¯
¯ 8 ¯¯ ¯¯ 1 ¯¯ 8 ¯ 1 ¯
¯ |u − w| ≤= 3 |u − w|
= ¯1 −
¯ |u − w| ≤ 1 + ¯
4+ξ 4+ξ
2 ¯ ¯ 2 ¯ 4+ξ 2 ¯ 4+ξ ¯ 2 4

2
e anche che
| f (w)| ≤ max | f | = 1/4
’
quindi possiamo applicare il teorema di esistenza in grande e affermare che la soluzione esiste in tutto ’.
iii. Notiamo che w(x) ≡ 0 è soluzione dell’equazione differenziale. Per l’unicità due soluzioni distinte non
possono intersecarsi, quindi w(x) > 0 se w 0 > 0 e w(x) < 0 se w 0 < 0. Se w 0 = 1 sarà w(x) > 0, integrando
per separazione di variabili otteniamo

w2
Z µ ¶
4
+w dw = x +c da cui 4 ln(w) + = x +c
w 2
e imponendo la condizione iniziale troviamo c = 1/2. A questo punto possiamo scrivere

w 2 (x) 1
ln(w 4 (x)) = − +x +
2 2
2
w 4 (x) = e 1/2 e x e −w (x)/2

2
H (w(x)) = w 4 (x)e w (x)/2
= e x+1/2
2
Siccome la funzione H è invertibile sulla semiretta (0, +∞) (si noti che H 0 (s) = (4 + s 2 )s 3 e s /2 ha lo stesso
segno del suo argomento e w(x) > 0) possiamo concludere che la soluzione w è definita implicitamente
dalla relazione
w(x) = H −1 e x+1/2
¡ ¢

Esercizio 3. Dato l’insieme D = {x ≥ 0, ln(3) ≤ y ≤ ln(4), y ≥ ln(x + 2)} ⊆ ’2


i. si calcoli la circuitazione di F(x, y) = (xe y , y) lungo la frontiera di D percorsa in verso antiorario,
ii. indicato con T il solido generato dalla rotazione di D intorno all’asse y, si calcoli il volume di T .

Svolgimento. i. Applichiamo il teorema del rotore nel piano:


Z Ï
F·Tds = rot(F)3 d xd y
∂D D

dove T indica il versore tangente orientato nel verso antiorario. Scriviamo D come domino normale rispetto
all’asse y
D = {(x, y) ∈ ’2 : 0 ≤ x ≤ e y − 2, ln(3) ≤ y ≤ ln(4)}
e siccome vale
rot(F)3 = ∂x F 2 − ∂ y F 1 = −xe y
otteniamo Ï Ï Z ln(4) ·Z e y −2 ¸
y y
rot(F)3 d xd y = −xe d xd y = − e x dx dy
D D ln(3) 0
¸ln(4)
ln(4) (e y − 2)2 y (e y − 2)3 7
Z
=− e dy =− =−
ln(3) 2 6 ln(3) 6
ii. Per calcolare il volume del solido di rotazione procediamo integrando per sezioni
Z ln(4) Z ln(4) Z ln(4)
y
m3 (T ) = m2 (S y ) d y = 2
π(e − 2) d y = π (e 2y − 4e y + 4) d y
ln(3) ln(3) ln(3)
2y ¸ln(4)
e
· · µ ¶¸
y 1 4
=π − 4e + 4y = π − + 4 ln
2 ln(3) 2 3

3
In alternativa si può ricorrere al teorema di Guldino ottenendo
Ï Z ln(4) Z e y −2
1 y
Z ln(4)
m3 (T ) = 2π xd xd y = 2π dy (e − 2)2 d y
xd x = 2π
D ln(3) 0 ln(3) 2
¸ln(4)
e 2y
Z ln(4) · · µ ¶ ¸
y 2y y 4 1
=π (−4e + e + 4)d y = π 4y − 4e + = π 4 ln −
ln(3) 2 ln(3) 3 2

Esercizio 4. Data la successione


cosk (x)
f k (x) = x ∈ [0, 2π]
3 + cosk (x)
i. si studi la convergenza puntuale della successione,
ii. determinare gli intervalli di convergenza uniforme.

Svolgimento. i. Osservando che



 1 x = 0, 2π
k
lim cos (x) = 0 x ∈ (0, π) ∪ (π, 2π)
k→∞
non esiste x = π

si ha 
 1/4 x = 0, 2π
lim f k (x) = f (x) = 0 x ∈ (0, π) ∪ (π, 2π)
k→∞
non esiste x = π

ii. La convergenza è uniforme in ogni intervallo [a, b] contenuto in (0, π) ∪ (π, 2π). Infatti posto
m = max(| cos(a)|, | cos(b)|), si ha che m ∈ (0, 1) e per ogni x ∈ [a, b] vale

¯ cosk (x) ¯ | cos(x)|k 1


¯ ¯
k 1 k
¯ 3 + cosk (x) ¯ ≤ 3 − 1 = 2 | cos(x)| ≤ 2 m −→ 0
¯ ¯

Quindi
lim sup | f k (x)| = 0.
k→∞ [a,b]

La convergenza non è uniforme in [0, b], con b < π e in [a, 2π], con a > π perché la funzione limite non è
continua, pur essendo continue le funzioni f k .

2 2
Esercizio 5. Dato il campo vettoriale F(x, y, z) = (xe y − y, ln(x 2 + 1) − 8y, 16z − ze y ) se ne calcoli il flusso
uscente dal solido
T = x 2 + y 2 + z 2 ≤ 4, z 2 ≤ 1 ⊆ ’3
© ª

Svolgimento. Applichiamo il teorema della divergenza in ’3


Z Z
F · n d σ = div(F) d xd yd z
∂T T

dove n denota la normale uscente dalla frontiera di T .


2 2
Si ha div(F) = e y − 8 + 16 − e y = 8 quindi il flusso cercato vale
Z
F · n d σ = 8m 3 (T )
∂T

4
per calcolare il volume è possibile procedere in diversi modi.
Integrazione per strati: scriviamo

T = {x, y, z) ∈ ’3 : |z| ≤ 1, (x, y) ∈ D z } D z = {(x, y) ∈ ’2 : x 2 + y 2 ≤ 4 − z 2 }


Z 1 Z 1 22
m 3 (T ) = m 2 (D z ) d z = π (4 − z 2 )d z = π
−1 −1 3
Coordinate cilindriche: introduciamo un sistema di coordinate cilindriche

x = ρ cos(θ) y = ρ sin(θ) z=z

il solido T si trasforma in
p
S = {(ρ, θ, z) : ρ 2 + z 2 ≤ 4, −1 ≤ z ≤ 1, 0 ≤ θ ≤ 2π} = {(ρ, θ, z) : 0 ≤ ρ ≤ 1 − z 2 , −1 ≤ z ≤ 1, 0 ≤ θ ≤ 2π}
p
Ñ Z 1 Z 4−z 2 Z 1 1 22
m 3 (T ) = ρd ρd θd z = 2π dz ρ d ρ = 2π (4 − z 2 ) d z = π
S −1 0 −1 2 3
Coordinate sferiche: Introduco un sistema di coordinate sferiche

x = ρ sin ϕ cos θ, y = ρ sin ϕ sin θ, z = ρ cos ϕ, ρ ≥ 0, θ ∈ [0, 2π], ϕ ∈ [0, π] .

Il solido T si trasforma in

T ↔ S = {(ρ, θ, ϕ) : 0 ≤ θ ≤ 2π, 0 ≤ ρ ≤ 2, −1 ≤ ρ cos ϕ ≤ 1} = S 1 ∪ S 2

con
S 1 = {(ρ, θ, ϕ) : 0 ≤ ρ ≤ 1, 0 ≤ θ ≤ 2π, 0 ≤ ϕ ≤ π};
S 2 = {(ρ, θ, ϕ) : 1 ≤ ρ ≤ 2, 0 ≤ θ ≤ 2π, ϕ0 (ρ) ≤ ϕ ≤ ϕ1 (ρ)}
dove
π 1
ϕ1 (ρ) ∈ [0, ] : cos ϕ1 (ρ) = ;
2 ρ
π 1
ϕ2 (ρ) ∈ [ , π] : cos ϕ2 (ρ) = − .
2 ρ
Si ha
Ï Z 1 Z π Z 2 Z ϕ2 (ρ) 2 22
2 2 2
m 3 (T ) = ρ sin ϕd ρd θd ϕ = 2π ρ dρ sin ϕd ϕ + 2π ρ dρ sin ϕd ϕ = 2π( + 3) = π .
S 0 0 1 ϕ1 (ρ) 3 3

In tutti i casi possiamo concludere che il flusso cercato vale

176
π
3