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Gestione del paziente affetto da malattie delle vie respiratorie superiori (cap.

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Brunner)

Infezioni delle vie aeree superiori


Sono comuni patologie da cui è affetta in vari momenti la maggior parte delle persone.
Alcune sono acute ed altre croniche.

-Raffreddore comune: è caratterizzato da congestionale nasale, tosse e mal di gola. È


un’infiammazione acuta, apiretica e infettiva delle mucose della cavità nasale. In termini
specifici si tratta di rinite, faringite, laringite e raffreddore toracico (tracheobronchite) in
base a dove sono localizzati i sintomi principali. Il raffreddore è altamente contagioso
perché i pazienti diffondono il virus per circa due giorni prima della comparsa dei sintomi e
durante la prima parte della fase sintomatica. L’immunuzzazione dopo la guarigione è
variabile e dipende dalla naturale resistenza dell’ospite e dallo specifico virus respondabile.
I segni e i sintomi sono: congestione nasale, mal di gola, starnuti, occhi lucidi e lacromanti,
malessere, febbre, brividi e spesso cefalea e dolori muscolari. In alcune persone tosse ed
herpes simplex. I sintomi durano da 5 giorni a 2 settimane. Il trattamento medico prevede
riposo, antistaminici, assunzione di vitamina C, gargarismi con acqua salata tiepida,
aspirina, no antibiotici perché non distruggono il virus e vengono somministrati solo per alto
rischio di complicanze ormonali. Il trattamento infermieristico prevede l’educazione del
pz.: lavaggio frequente delle mani perché sono un ottimo mezzo di trasmissione, riposo,
adeguata igiene orale, aumentare l’apporto di liquidi soprattutto caldi, osservare il cavo
orale, se si presentano placche bianche sulle tonsille, se ha i linfonodi cervicali ingrossati.
– Sinusite acuta: infiammazione dei seni. Se gli orifizi che si aprono verso le cavità nasali
sono liberi, le infezioni si risolvono rapidamente, se invece abbiamo ad esempio un setto
deviato o turbinanti ipertrofici, la sinusite può persistere dando vita a materiale purulento.
Quest’infiammazione acuta dura meno di 8 settimane nell’adulto e 2 settimane nel bambino
ed è frequentemente associata al raffreddore comune. Segni e sintomi: pressione e dolore
sulla zona dei seni, secrezioni nasali purulente. Occorre fare una TAC dei seni per escludere
tumori, fistole o allergia. Complicanze: in caso di non trattamento si può avere meningite,
infarto ischemico o osteomielite. Il trattamento medico prevede un decongestionante e
antibiotici. Il trattamento infermieristico consiste nell’insegnare al pz. a drenare i seni con
i sulfumigi, aumentare l’apporto di liquidi e l’applicazione locale di calore, ed evitare il
contatto con persone aventi infezioni delle vie aeree superiori.
– Sinusite cronica: infiammazione dei seni per più di 8 settimane nell’adulto e più di 2 nel
bambino. E’ causata da restringimento o ostruzione degli osti dei seni e può verificarsi a
causa di anomalie strutturali, infezioni o allergie. Occorre fare una TAC dei seni per
escludere tumori, fistole o allergia. Complicanze: meningiti, trombosi dei seni cavernosi,
infezione diretta del cervello, infarto ischemico. Trattamento medico: antibiotici per 21
giorni o chirurgia in caso di fallimento della terapia farmacologica per deformità strutturali.
Trattamento infermieristico consiste nell’educare il pz. a promuovere il drenaggio dei seni
aumentando l’umidità ambientale, l’apporto di liquidi soprattutto caldi, applicare calore
localmente, riconoscere segnio e sintomi precosi. – Rinite:
infiammazione delle membrane mucose nasali, può essere infettiva, allergica o non
allergica. Quelle infettive sono causate da infeioni delle vie aeree superiori, da batteri, virus
e funghi e possono verificarsi anche quando nel naso entrano corpi estranei, vi sono
deformità strutturali, neoplasie o masse, uso cronico di decongestionanti, contaccettivi,
cocaina e antidepressivi. Segni e sintomi: rinorrea (eccessivo drenaggio nasale semiliquido),
congestione e secrezione purulenta nasale, prurito al naso e starnuti, possibile cefalea.
Trattamento medico: dipende dalla causa, se batterica occorre un antimicrobico e
antistaminici per il prurito e gli starnuti. Trattamento infermieristico: insegnare
l’autoassistenza, evitando allergeni e irritanti quali plvere, cipria, spray nasali salini.
– Faringite acuta: infiammazione febbrile della gola causata per il 70% da virus, o nel caso
di batteri in genere si tratta dello streptococco di gruppo A. Quelle causate da virus, nel giro
di 3-10 giorni passano, nel caso di batteri virulenti ci sono complicanze come sinusiti, otiti
medie, ascessi peritonsillari, mastoditi, febbre reumatica e nefriti. Il tampone alla gola o
nasale si effettua per prescrivere un’adeguata terappia. Segni e sintomi: membrana faringea
fortemente arrossata, tonsille e follicoli linfoidi gonfi e chiazzati di essudato, linfonodi
cervicali ingrossati e dolenti, eventualmente febbre, malessere, mal di gola, tosse e rinite.
Trattamento medico: se batterica, antibiotici, se è lo streptococco di tipo A la pennicillina
per almeno 10 giorni; se virale, analgesici. Trattamento infermieristico: consigliare ilpz.
A rimanere a letto durante lo stato febbrile, trattare in maniera appropriata la biancheria per
evitare la diffusione dell’infezione, esaminare la cute per l’eventuale presenza di eruzione
poiché la faringite acuta può precedere altre malattie infettive; consigliare garganismi con
soluzione salina calda, aumentare l’igiene del cavo orale e seguire una dieta liquida o
semisolida e integrare 3l di liquidi al giorno.
– Faringite cronica: è comune in adulti che lavorano o vivono in ambienti polvero, usano
molto la voce e soffrono di tosse cronica e sono dediti all’alcool e al tabacco. Ci sono tretipi
di faringite cronica: ipertrofica caratterizzata da ipertrofia generalizzata e congestione della
membrana mucosa faringea; atrofica in cui la membrana è sottile, biancastra, luccicante e a
volte grinzosa; graduale cronica è caratterizzata da molti follicoli linfatici gonfi sulla parete
faringea. Segni e sintomi: le persone lamentano un costrante senso di irritazione e gonfiore
in gola, presenza di muco che può essere espulso dalla tosse, difficoltà di deglutizione.
Trattamento medico: allevia i sintomi attraverso spray; aspirina e acetominofone controllano
il malessere generale. Trattamento infermieristico: insegnare al pz. di evitare il contatto
con altre persone fin quando dura la febbre per evitare di estendere l’infezione. L’uso di
alcolici, tabacco ed esposizione alle basse temperature, vanno evitate. Incoraggiare ad
assumere liquidi soprattutto caldi in grande quantità; si consigliano garganismi con
soluzioni saline calde.
– Tonsilliti e adenoiditi: gli streptococchi di tipo A sono i patogeni oiù comuni associati a
queste patologie. Segni e sintomi: della tonsillite sono mal di gola, febbre, russare notturno,
difficoltà nella deglutizione. L’ipertrofia adenoidea invece causa respirazione orale, dolore e
secrezione oculare, raffreddore, alito pesante, alterazioni nella voce e respiratorie.
Complicanze: rottura spontanea dei timpani, mastoidite acuta. Il tampone faringeo viene
effettuato per capire di che patogeno si tratta, quindi in caso di batteri si farà
l’antibiogramma. Nell’adenoidite, qualora si verifichi otite suppurativa, è necessario un
esame audiometrico. Tratamento medico: per la tonsillite, qualora si presenti
frequentemente nonostante la terapia farmacologica, in caso di apnea ostruttiva da sonno, e
di ipertrofia delle tonsille si effettuano una tonsillectomia e un’adenoidectomia. Il
trattamento farmacologico prevede l’assunzione di pennicillina per sette giorni, oppure
amoxicillina. Trattamento infermieristico: nell’assistenza post operatorria, occorre una
frequente osservazione perché il rischio emorragia è alto, la posizione più confortevole dopo
l’intervento è quella prona col capo girato di lato per facilitare l’eliminazione di secrezione.
Non bisogna rimuovere la cannula orale fin quando il pz. non dimostra di aver ben ripreso il
riflesso della deglutizione. Intorno al collo viene applicato un collare di ghiacchio e
vengono forniti una bacinella e dei fazzoletto per l’espettorato. Il sanguinamento
dell’espettorato può essere rosso vivo se non è stato degludito, in caso contrario diventa
marrone a causa dell’azione dei succhi gastrici. Se il pz. vomita grandi quantità di sangue
alterato o sputa grandi quantità di sangue rosso vivo ad intervalli brevi, e la frequenza del
polso e la temperatura aumentano, occorre avvisare il chirurgo. Al fine di ricercare la sede
dell’emorragia, l’infermiere deve mettere a disposizione: fonte luminosa, uno specchietto,
una garz, pinze emostatiche ed un’arcella per i rifiuti. A volte può essere necessario suturare
il vaso che perde, portando il pz. in sala operatoria. Se non vi è sanguinamento, al pz.
vengono somministrati acqua e ghiaccio tritato. Istruire il pz. a trattenere la tosse e a parlare
poco. – Ascesso perintonsillare (il pus
soprale tonsille): si sviluppa sopra le tonsille e sui tessuti del palato molle solitamente dopo
un’infezione tonsillare acuta causata da streptococco di tipo A. Segni e sintomi: quelli
caratteristici dell’infezione più disfalgia, ingrossamento della voce scialorrea e dolore
localizzato. Trattamento medico: antibiotico, in genere pennicillina e se non viene trattato in
tempo, occorre eliminare l’ascesso con la chirurgia che si effettua con agoaspirazione in
singole o ripetute, con incisione o drenaggio. Il tutto viene effettuato con pz. in posizione
seduta per facilitare la fuoriuscita di pus e sangue. Trattamento infermieristico: istruire il
pz. a effettuare garganismi con soluzione salina calda ad intervalli di una o due ore per una
durata di 24-36 ore.
– Laringiti: è un’infezione data generalmente da un virus, l’infezione batterica è secondaria
ed è generalmente associata a rinite acuta o rinofaringite. E’ una condizione peggiorata dal
fumo, da agenti chimici, inalazione di polveri sottili ed eccessivo uso della voce. Segni e
sintomi: raucedine o afonia e una forte tosse. La forma cronica è caratgterizzata ada
raucedine persistente. Trattamento medico: astenzione del parlare, dal fumo, occorre il
riposo e terapia con suffumi e aerosol. Se la laringite è grave si effettua una terapia
antibiotica, la maggior parte del pz. guarisce con una terapia non aggressiva. Trattamento
infermieristico: istruire il pz. a riposare la voce, a mantenere un ambiente ben umidificato,
praticare l’espettorato se sono preseni secrezioni ed un apporto quitidiano di 3l di liquidi per
fluidificare le secrezioni.
Piano di assistenza: il pz. con infezioni delle vie aeree superiori

ACCERTAMENTO: l’anamnesi sanitaria rileva possibili segni e sintomi quali cefalea,


mal di gola, dolore attorno agli occhi, deglutizione difficile, tosse, febbre, malessere e
affaticamento generalizzato. Determinare quando iniziano i sintomi, storia di allergia e
malattie concomitanti. L’ispezione può rivelare gonfiore, lesioni o assimetria del naso oltre
sanguinamento o secrezioni. Occorre ispezionare la gola e palpare i seni frontali e
mascellari per valutare l’eventuale presenza di dolore; palpa la trachea per vedere se è in
asse e se ci sono masse.
DIAGNOSI INFERMIERISTICA: Liberazione inefficace delle vie aeree correlata a
eccessia secrezione secondaria ad infiammazione; dolore correlato a irritazione delle vie
aeree superiori; alterata comunicazione verbale; deficit del volume dei liquidi correlato ad
aumentata perdita di liquidi; deficit di conoscenza sulla prevenzione delle vie aeree
superiori.
PIANIFICAZIONE ED OBIETTIVI: mantenimento della pervietà delle vie aeree
(fludificazione con i fumenti); controllo del dolore; mantenimento di un efficace mezzo di
comunicazione (scrivere su lavagne o su fogli ciò che si vuole dire); assenza di deficit di
volume dei liquidi (mantenere un apporto liquido di 3l al giorno); la conoscenza di come
prevenire le infezioni delle vie aeree superiori (lavaggio delle mani, ecc..).

Ostruzioni e traumi delle vie respiratorie superiori

-Ostruzione durante il sonno: si tratta dell’apnea da sonno e si può classificare in 3 tipi:


ostruttiva, mancanza di flusso d’aria dovuta ad ostruzione faringea; centrale, cessazione
simultanea sia del flusso d’aria e sia del movimento respiratorio; mista, combinazione di
apnea centrale e ostruttiva. Segni e sintomi: si verifica maggiormente nei maschi e negli
anziani sovrappeso ed è definita come una frequente e rumorosa cessazione del respiro per
10 secondi o più, che si manifesta 5 o 6 volte in un’ora seguita da un brusco risveglio con
russare rumoroso. Posso anche esserci eccessivo sonno diurno, cefalea, mal di gola,
deterioramento intellettuale, enuresi, impotenza. La diagnosi è fatta basandosi con gli esami
polisomneografici in cui lo stato cardiopolmonare del pz. è monitorato durante un episodio
di sonno. Gli effettio di questo tipo di apnea possono seriamente influenzare cuore e
polmoni con rischio di ipertenzione, infarto e ictus. Trattamento medico: nei casi lievi si
consiglia evitare alcool e farmaci che deprimono le vie aeree superiori e perdere peso; nei
casi più gravi si utilizza l’ossigenoterapia notturna che qualora non basti si provvede
chirurgicamente con una tracheostomia per baipassare l’ostruzione, che sarà aperta solo
durante il sonno. Trattamento infermieristico: l’infermiere spiega i disordini del
linguaggio che non sono comprensibili ap pz. e i sintomi correlati.
– Epistassi (sanguinamento del naso): è causata dalla rottura di minuscoli vasi dilatati
della mucosa, generalmente nella parte anteriore del setto. Le cause includono traumi,
infezioni, uso di farmaci, cardiopatie, tumori nasali, corpi estranei nel naso e l’atto di
soffiarsi troppo bruscamente il naso. Trattamento medico: pressione diretta con pollice ed
indice ai lati del naso col capo chinato in avanti per evitare l’inghiottimento di sangue.
Possono essere prescritti vasocostrittori topici quali adrenalina, cocaina. Se il
sanguinamento ha origine nella zona posteriore, vengono iseriti dei tamponi imbevuti in una
soluzione vasocostrittrice. L’aspirazione, in caso di forte emorragia, può rimuovere coaguli
e sangue in eccesso. Quando l’origine non è identificata il medico può ricorrere ad un
tampone imbevuto di vasellina o antibiotico al fine di non rompere la mucosa alla sua
rimozione (dopo 24-48 ore). Trattamento infermieristico: monitorare i paramentri vitali e
collaborare il controllo del sanguinamento, mette a disposizione fazzoletti e bacinella per
espellere il sangue in eccesso. Rassicurare il pz. con una atteggiamento tranquillo e cortese,
perché una semplice fuoriuscita di sangue dal naso può portare facilmente ad agitazione e
rassicuranre che il sanguinamento è controllabile.
– Ostruzione nasale: il passagio di aria può essere ostruito a causa di una deviazione del
setto nasale o un’ipertrofia dei turbinanti o dalla pressione di polipi (che si trovano
generalmente nei seni). Trattamento medico: rimozione della causa ostruttoria attraverso la
chirurgia che si effettua generalmente in day hospital. Trattamento infermieristico: se il
pz. è ospedalizzato, l’infermiere solleva la testiera del letto per favorire l’eliminazione delle
secrezioni e per alleviare il malessere dell’edema.
– Frattura del naso: dovuta in genere a trauma indiretto che ostruisce parzialmente o
completamnete il passaggio d’aria. Complicanze gravi: ematoma del setto perché non viene
drenato e c’è il rischio he possa diventare un ascesso che logora la cartilagine del setto. Le
fratture della lamina cribrosa possono portare a perdita di liquido cerebrale che per
riconoscerlo occorre semplicemente un destrostick. Segni e sintomi: sanguinamento del
naso interno ed esterno, gonfiore dei tessuti molli e deformazione. Una diagnosi accurata
può essere posta solo dopo che il gonfiore sia diminuito quindi una radiografia da una chiara
visione della frattura ossea e permette di escludere che si sia fratturato anche l’osso cranico.
Trattamento medico: impacchi freddi ed esaminazione del naso per valutare l’asimmegtria.
Trattamento infermieristico: istruire il pz. ad applicare impacchi freddi per 20 minuti 4
volte al giorno per dimuire il gonfiore. Praticare una buona igiene orale per dimuire l’odore
e il sapore del sangue nel rinofaringe.
– Ostruzione laringea: il rigonfiamento della membrana mucosa laringea, può ostruire
l’orifizio laringeo causando soffocamento (quindi la persona che viene al pronto soccorso
con questa diagnosi è un codice rosso). I corpi esranei possono trasportarsi più giù
penetrando nei bronchi e causare sintomi di irritazione come tosse, espettorato di sangue o
muco e dispnea. La diagnosi è confermata dai segni fisici e dalla radiografia. Trattamento
medico: quando l’ostruzione è provocata da una reazione allergica viene somministrata
adrenalina per via sottocutane e l’applicazione di impacchi sul ghiaccio di collo. Nelle
emergenze, quando sono evidenti i segni di asfissia, occorre intervenire immediatamente: se
il corpo estraneo è presente nella faringe lo si può rimuovere con un dito altrimenti se
l’ostruzione si trova nella laringe o nella trachea occorre tentare la manovra di Hemlich. Se
tutti i tentativi sono invani si effettua immediatamente una tracheotomia.
Manovra di Hemlich: 1. Posizionarsi dietro la persona che sta soffocando; 2. Circondare la
cintura del pz con entrambe le braccia; 3. Con una mano posizionare il pugno tenendo fuori
il pollice; 4. Porre la mano a pugno contro l’addome della persona sopra l’ombelico e sotto
il processo xifoideo; 5. Afferrare il pugno con l’altra mano; 6. Rapidamente ed
energicamente esercitare una pressione sul diaframma premendo verso l’alto; 7. Applicare
la spinta da sei a 10 volte o fin quando l’ostruzione non si sia risolta; 8. La pressione della
spinta dovrebbe sollevare il diaframma provocando una tosse artificiale che permette di
espellere l’oggetto.
– Cancro della laringe: si può verificare in tre differenti aree della laringe:l’area glottica
(corde vocali); l’area sovraglottica (include l’epiglottide e le false corde vocali); la
subglottica (area sotto la glottide e la cartilagine cricoidea). Segni e sintomi: raucadine
perché il tumore ostacola l’azione delle corde vocali durante la fonazione; dolore e bruciore
in gola quando si bevono liquidi caldi e succhi di agrumi. Sul collo può essere palpata una
massa. Tra i sintomi tardivi vi sono disfalgia, dispnea, ulcerazioni che non guariscono,
alitori, linfonodi cervicali ingrossati, calo ponderale, debolezza e dolori che si irradiano
all’orecchio (che possono suggerire metastasi). Un accertamento iniziale include esame
fisico della testa e del collo, segue una laringoscopia indiretta dove si possono raccogliere
campioni di tessuto sospetto per eseguire esami istologici; altri esami possono essere la
TAC, RMN per accertare un interessamento dei tessuti molli. Trattamento medico: varia a
seconda della localizzazione, dall’istologia del tumore e dal coinvolgimento del tumore. Le
opzioni di trattamento includono la radioterapia e la chirurgia, efficaci nei primi stadi; e la
chemioterapia può accompagnare una delle due. Le varie chirurgie che possono essere
applicate sono: laringectomia parziale; laringectomia sopraglottica; emilaringectomia;
laringectomia totale. Inoltre può essere esegiota una microchirurgia per via endoscopica,
attraverso un laser a CO2. Successivamente all’intervento, per riprendere la comunicazione
verbale il pz. sarà valutato dal logopedista per stabilire un piano riabilitante postoperatorio,
intanto si serve di scrittura su lavagna per parlare con i familiari. Per la comunicazione
alaringea esistono diverse tecniche: 1. Voce esofagea, il pz. deve essere in grado di
comprimere aria nell’esofago e poi espellerla emettendo una vibrazione del segmento
faringo-esofageo. Questa tecnica può essere insegnata non appena il pz. comincia a nutrirsi
per bocca. Innanzitutto il pz. deve imparare ad eruttare, dopo un’ora dal pasto l’infermiere
gli ricorda di eruttare; in seguito quest’azione si trasforma in semplici esplosioni di
ariamdall’esofago al fine di emettere suoni. A quel punto il logopedista lavora col pz. 2.
Laringe elettrica, è utilizzata se la voce esofageo non ha successo o nell’attesa che il pz.
acquisita la tecnica, la voce emessa è meccanica e i suoni si trasformano in parole
all’articolarsi della bocca. 3. Puntura tracheo-esofagea, viene posta una valvola nella
tracheostomia per deviare l’aria nell’esofago e fuori dalla bocca. E’ la più usata perché il
linguaggio prodotto è simile a quello normale ed è facile da apprendere. Per prevenire
l’ostruzione delle vie aeree la protesi è rimossa e pulita quando si accumula muco. Un
logopedista educa il pz. sul modo di produrre la voce.

Piano di assistenza: il pz. sottoposto a laringectomia


ACCERTAMENTO: l’infermiere accerta la presenza di sintomi quali: raucedine, dispnea,
disfagia o dolore e bruciore in gola; palpa il collo per evidenziare possibille gonfiore.
DIAGNOSI: deficit di conoscenza sulla procedura chirurgica e sul decorso postoperatorio;
ansia correlata alla diagnosi di cancro e all’imminente inetrvento; liberazione inefficace
delle vie aeree correlata ad alterazioni chirurgiche; alterazioni della comunicazione verbale
correlate alla resezione della laringe e dell’edema; nutrizione alterata che è inferiore al
fabbisogno a causa della difficoltà di deglutizione; alterazione dell’autostima e del concetto
di sé; defitit della cura si se postoperatoria; rischio di non adesione al programma
riabilitativo e alla cura di mantenimento a domicilio.
Potenziali complicanze: distress respiratorio, emorrafia, infezione, cedimento delle suture.
PIANIFICAZIONE E OBIETTIVI: il raggiungimento del pz. di un adeguato livello di
informazione, diminuzione dell’ansia, il mantenimento della pervietà delle vie aeree.
L’infermiere effettua l’educazione preoperatoria del pz. al quale consegna materiale
informativo (scritto e audiovisivo) sulla chirurgia. Se verrà sottoposto a laringectomia totale
deve essere informato che perderà completamente la sua voce naturale, ma che ci sono
metodi sostitutivi. L’infermiere deve ridurre l’ansia e la depressione permettendo al pz. e
alla famiglia di fare domande, esprimere sentimenti e condividere percezioni e far vedere di
stare a loro disposizione anche nel periodo postoperatorio, cosicchè il pz. e la famiglia
possano capire di poter contare su qualcuno che li aiuti nella ripresa. L’infermiere al fine di
amntenere la pervietà delle vie aeree deve posizionare dopo l’intervento, il pz. nella
posizione di Fowler o semi-Fowler. SE è stata eseguita una laringectomia totale, verrà
posizionato una cannula da laringectomia che costituirà l’unico passaggio di aria per il pz.
Quotidianamente l’infermiere pulisce la stomia con una soluzione salina o un’altra
soluzione prescritta; promuove metodi alternativi di comunicazione, quali una lavagna su
cui cui scrivere; si occupa di dare una nutrizione adeguata: per i primi 10-14 giorni il pz.
non potrà alimentarsi per bocca, quindi la nutrizione dovrà essere parenterale o enterale.
L’infermiere promuove l’autostima e monitori le complicanze postoperatorie quali: 1.
Distress respiratorio ed ipossia,l’infermiere monitora il pz. per segni e sintomi del distress
respiratorio e ipossia, quali irrequietezza, irritazione, agitazione, confusione, tachipnea. In
caso di ostruzione questa deve essere aspirata se il semplice tossire non basta. Avvisare il
medico delle manovre attuate. 2. Emorragia, sanguinamento del sito chirurgico o dei
drenaggi. In caso di rottura dell’arteria carotidea, l’infermiere deve applicare una forte
pressione diretta, quindi cercare aiuto perché il vaso avrà quasi sicuramente bisogno di
essere suturato. Quindi cercare di traquillizzare il pz. e monitorare i parametri. In caso di
cute pallida, fredda e sudata e un polso accelerato, vuol dire ce c’è un’emorragia in corso. 3.
Infezioni, l’infermiere osserva se vi sono segni di infezione, quindi un aumento del polso,
arrossamento dell’erea sito chirurgico, drenaggio purulento, odore. 4. Deiescenza della
ferita, incompleta guarigione o sviluppo di una fistola, è dovuta ad infezione e può erodere
l’arteria carotidea che è vicina allo stoma. Quindi l’infermiere osserva l’area stomale per
deiescenza, amatomi e sanguinamento, quindi occorre valutare se è ad alto rischio di
emorragia.
N.B.: quando un pz. del genere necessita rianimazione, dovrebbe essere eseguita una
ventilazione diretta nello stroma.

Nell’ambito della promozione dell’assistenza domiciliare, l’infermiere insegna al pz. la


cura della tracheostomia e dello stoma, la cura della ferita e l’igiene orale per evitare alitosi
ed infezioni. E’ buona abitudine che beva spesso durante la giornata al fine di mantenere
umido il cavo orale. Inoltre occorre un buon sistema di umidificazione in casa e non l’aria
condizionata perché può essere troppo fredda e secca. E’ importante pulire la cute attorno
allo stoma e usare unguenti o pinzette in caso di incrostazioni. In caso di radioterapia
potrebbe essere necessaria della saliva sintetica. Durante la doccia occorre indossare una
protezione di plastica sulla tracheostomia, il nuoto non è consigliato perché il pz. potrebbe
annegare anche se l’acqua non gli arriva alla faccia, ma va bene dell’esercizio fisico
eseguito in sicurezza e non bisogna che la persona si affatichi troppo perché può avere
maggiore difficoltà a parlare con la nuova voce. Consigliare alla persona di sottoporsi a
regolare visita medica e cercare consigli per qualsiasi problema relativo al recupero e alla
riabilitazione. Per quanto riguarda le emergenze domestiche, occorrerebbe registrare dei
messaggi di emergenza per la polizia e i vigili del fuoco, per usarli velocemente.