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Capitolo 35 – Assistenza a pazienti con patologie intestinali e rettali

Stipsi
Il termine stipsi si riferisce a una frequenza anomala o irregolare della defecazione, a un
anomalo indurimento delle feci che rende la loro espulsione difficile e spesso dolorosa, alla
diminuzione del volume delle feci o alla prolungata ritenzione delle feci nel retto.
La stipsi può essere provocata da alcuni farmaci, da patologie anali o rettali (emorroidi o
ragadi), da ostruzione (cancro intestinale), da patologiemetaboliche, neurologiche e
neuromuscolari, debolezza, immobilità e affaticamento.
Si ritiene che la disfuzione sia da mettere in relazione alla compromissione di una delle tre
principali funzioni del colon: 1. Il trasporto mucoso, 2. L’attività mioelettrica 3. I processi
implicati nella defecazione.
Manifestazioni cliniche
Le manifestazioni cliniche sono: distensione addominali, brontolii intestinali, dolore e
pressione, diminuzione dell’appetito, cefalea, affaticamento, indigestione, un eccessivo
sforzo al momento della defecazione, e l’espulsione di feci di volume ridotto, dure e
disidratate
Accertamento e valutazioni diagnostiche
La diagnosi di stipsi si basa sull’anamnesi, su una visita medica completa, sigmoidoscopi, e
sull’esame delle feci per la ricerca di sangue occulto. Queste analisi vengono fatte per
valutare se la stipsi proviene da spasmo o da un restringimento del lume intestinale.
Trattamento medico
Sospensione dell’uso di lassativi, si consiglia una dieta ricca di fibre, si prescrive un attività
fisica regolare che rinforzi la muscolatura addominale.
Trattamento infermieristico
L’anamnesi dovrebbe includere domande sull’insorgenza e la durata della stipsi, sulle
abitudini intestinali presenti e passate, su quelle che il paziente giudica normali, sullo stile
di vita. L’infermiere deve inoltre informarsi sulla storia medica e chirurgica del paziente,
sull’eventuale assunzione di farmaci e lassativi, l’educazione del paziente è alla base del
trattamento. Gli obiettivi per il paziente saranno il ripristino e/o la la conservazione del
ciclo regolare di evacuazione intestinale, l’abitudine a una dieta e la liberazione dall’ansia.
Diarrea
la diarrea è una condizione patologicacaratterizzata da un aumento della frequenza delle
evacuazioni (maggiore di 3), da un aumento della quantità di feci espulse (più di 200gr. al
giorno) e dall’alterazione della consistenza delle feci (eccessiva liquidità). E’ solitamente
accoppiata con dolori perianali e incontinenza.
Manifestazioni cliniche
Oltre all’aumento della frequenza delle evacuazioni e del contenuto di liquido nelle feci
espulse il paziente lamenta crampi addominali, distensioni, borborigmi, anoressia, sete e
tenesmo.
Accertamento e valutazioni diagnostiche
Esami delle feci comprendenti la ricerca di organismi infettivi e di parassiti, tossine
batteriche, sangue, lipidi, elettroliti.
Complicanze
Disaritmie cardiache correlate alla perdita di liquidi e elettroliti, debolezza muscolare,
ipotensione, anoressia e sonnolenza
Trattamento medico
Controllo dei sintomi, prevenzione delle complicanze e cura della patologia che ha
provocato la diarrea con farmaci che possono ridurre quest’ultima.
Trattamento infermieristico
L’infermiere deve valutare e monitorare le caratteristiche della diarrea nel tempo,
l’anamnesi dovrebbe includere domande sull’insorgenza e la durata della diarrea, sulle
abitudini intestinali presenti e passate, sulla dieta e sulla storia medico chirurgica del
paziente.
Inoltre l’ispezione dell’addome, delle membrane mucose e della cute è importante per
valutare lo stato di idratazione, si raccomanda una dieta bilanciata con alimenti solidi e
semisolidi. Da evitare: bevande gassate, caffè cibi molto caldi o molto freddi che stimolano
la motilità intestinali e latticini. Per una rapida idratazione somministrare liquidi per via
endovenosa. Inoltre tener sotto controllo il bilancio idro-elettrolitico.
Incontinenza fecale
Perdita involontaria di feci dal retto. Può derivare da un trauma (es. procedura chirurgica)
da una patologia che interessa il sistema nervoso (es. infarto cerebrale, sclerosi multipla),
da infiammazione, infezione, radioterapia, ristagno fecale, rilassamento del pavimento
pelvico o invecchiamento.
Manifestazioni cliniche
Il paziente può perdere tracce di materiale fecale, avvertire occasionalmente uno stimolo
che non riesce a controllare, o avere una vera e propria incontinenza.
Accertamento e valutazioni diagnostiche
Siccome dipende dalla causa questa deve essere identificata per mezzo di studi diagnostici.
L’esame rettale e altre indagini endoscopiche quali la sigmoidoscopia con endoscopio
flessibile consentono di escludere tumori, infiammazioni o ragadi. Studi radiografici sono
utilizzati per identificare possibili alterazioni della mucosa intestinale.
Trattamento medico
Se l’incontinenza fecale dipende da una condizione permanente, si intraprendono
trattamenti quali un programma di rieducazione intestinale, oppure chirurgicamente con la
ricostruzione, la riparazione degli sfinteri o la diversione focale, se invece non è una
condizione permanente si rimuove il ristagno fecale e viene ripristinata automaticamente
la funzione evacuativa normale.
Trattamento infermieristico
L’infermiere deve raccogliere un anamnesi esauriente, che comprenda informazioni quali
eventuali interventi chirurgici, patologie croniche, abitudini e problemi intestinali. Viene
intrapreso un programma di educazione intestinale che comprende il condizionamento a
un ritmo regolare di evacuazione. Il mantenimento dell’integrità cutanea è indispensabile
soprattutto per pazienti anziani, allettati e con pannolone.

Appendicite
L’appendice è una piccola estroflessione della parete intestinale, di forma simile a un dito,
lunga circa 10 cm, attaccata al cieco appena sotto la valvola ileocecale.
L’appendicite è la più comune infiammazione del quadrante inferiore destro della cavità
addominale nello specifico avviene quando l’appendice si infiamma o diviene edematosa in
seguito a una ripiegatura o ad un occlusione.
Manifestazioni cliniche
Il dolore al quadrante inferiore è di solito accompagnato da un leggero stato febbrile,
nausea e spesso vomito
Accertamento e valutazioni diagnostiche
La diagnosi si basa su un esame fisico completo, sugli esiti degli esami di laboratorio e
sull’indagine radiografica. Una conta ematica completa rivela un aumento del numero di
leucociti, che possono essere più di 10000/mm³. Indagini ecografiche e radiografiche
sull’addome rivelano opacità al quadrante inferiore destro o distensione intestinale
localizzata dovuta alla presenza di sacche d’aria.
Complicanze
Perforazione dell’appendice che può portare alla peritonite o alla formazione di un
ascesso.
Trattamento medico
È indicato l’intervento chirurgico ed in attesa di esso vengono somministrati liquidi per via
endovenosa e antibiotici. L’appendicectomia viene eseguita quanto prima per ridurre il
rischio di perforazione.
Trattamento infermieristico
Mira ad alleviare il dolore, prevenire la disidratazione, ridurre l’ansia del paziente,
eliminare l’infezione dal sito di potenziale o avvenuta perforazione del tratto
gastrointestinale, mantenere l’integrità cutanea e raggiungere uno stato nutrizionale
ottimale. Dopo l’intervento il paziente viene messo in posizione semi-sdraiata per ridurre la
tensione sulla linea dell’incisione e favorire l’attenuazione del dolore, se i parametri sono
ottimali il paziente può ritornare a casa in giornata.
Peritonite
È l’infiammazione del peritoneo, la membrana sierosa che riveste la cavità addominale e
protegge i visceri. E’ un infezione provocata di solito da batteri patogeni provenienti dal
tratto gastrointestinale. E’ causata dalla perdita del contenuto di organi addominali nella
cavità addominale, di solito a seguito di perforazione dovuta a infiammazione, infezione,
ischemia, trauma o tumore.
Manifestazioni cliniche
Si avverte dapprimauna sensazione di dolore diffuso, che tende a diventare costante e a
localizzarsi con maggiore intensità nella sede del processo infettivo e che è aggravato dal
moto, possono manifestarsi anche dolenzia da rimbalzo e ileo paralitico.
Accertamento e valutazioni diagnostiche
La conta leucocitaria sarà elevata. La radiografia nell’addome può rilevare la presenza di
aria e di liquido e la distensione delle anse intestinali. L’aspirazione del liquido peritoneale
e l’esame colturale con antibiogramma rivelano l’infezione e permettono di identificare il
microrganismo patogeno.
Trattamento medico
La somministrazione di liquidi, colloidi e elettroliti per rimpiazzare le perdite costituisce lo
scopo principale del trattamento medico. La somministrazione di ossigeno per mezzo di
una cannula nasale favorisce la ventilazione. Il trattamento della peritonite richiede fin
dalle fasi iniziali una massiccia terapia antibiotica.
Trattamento infermieristico
E’ molto importante il monitoraggio del dolore, dei parametri vitali, della funzione
gastrointestinale e del bilancio idro elettrolitico. Si somministrano liquidi per via
endovenosa, sotto monitoraggio continuo.
Enterite regionale (Morbo di Crohn)
Il morbo di Crohn può interessare qualsiasi area del tratto gastrointestinale, ma colpisce
soprattutto l’ileo distale e il colon. E’ un infiammazione subacuta e cronica che coinvolge
tutti gli strati della parete intestinale a partire dalla mucosa.
Manifestazioni cliniche
La diarrea è presente nel 90% dei pazienti, quindi ne risultano perdita di peso,
malnutrizione, anemia secondaria, ancora, possono essere spesso presenti anche febbre e
leucocitosi ed inseguito ai numerosi attacchi di diarrea possono verificarsi ascessi, fistole e
ragadi anali.
Accertamento e valutazioni diagnostiche
L’indagine iniziale è solitamente la proctosigmoidoscopia che consente di determinare se
l’area rettosigmoide è infiammata. Si esegue inoltre un esame delle feci, che può rivelare la
presenza di sangue e grassi (steatorrea) inoltre sempre utile anche un esame radiologico.
Trattamento delle patologie intestinali infiammatorie croniche
Terapia nutrizionale
Per far fronte alle esigenze nutrizionali è indicata una dieta ricca di liquidi, proteine e
calorie, povera di residui, accompagnata dalla somministrazione di vitamine e ferro
Terapia farmacologica
Per favorire il riposo dell’intestino infiammato, riducendo al minimo la peristalsi, si
utilizzano sedativi, antidiarroici e antiperistaltici. La somministrazione continua fino a che
la frequenza delle evacuazioni e la consistenza delle feci non tendano a normalizzarsi.
Trattamenti chirurgici
Colectomia totale con ileostomia, colectomia parziale con anastomosi, colectomia
subtotale con anastomosi ileorettale, colectomia totale con ileostomia continente,
colectomia totale con anastomosi ileoanale.
PIANO DI ASSISTENZA: IL PAZIENTE AFFETTO DA PATOLOGIA INFIAMMATORIA
DELL’INTESTINO
Accertamento
Anamnesi di segni e sintomi, auscultazione dell’addome per valutare le caratteristiche dei
rumori intestinali, la palpazione dell’addome, per rilevare rigidità, dolori e dolenzia.
L’ispezione della cute alla ricerca di eventuali fistole o segni di disidratazione, l’esame
dell’aspetto delle feci, alla ricerca di sangue e/o muco.

Diagnosi infermieristiche
 Diarrea dipendente dal processo infiammatorio
 Dolore dovuto a aumentodella peristalsi e a infiammazione gastrointestinale
 Deficit di liquidi, dovuto a anoressia, nausea e diarrea
 Ansia dipendente dall’imminente intervento chirurgico
Pianificazione e obiettivi
Ripristino e mantenimento di un normale ciclo di evacuazione intestinale, l’alleviamento
del dolore e dei crampi addominali.
Interventi infermieristici
 Mantenimento della regolarità nelle evacuazioni accertando se il processo dipenda
da alcuni alimenti o altri fattori influenti, considerando anche le caratteristiche
dell’aspetto delle feci
 Alleviamento del dolore
 Mantenimento dell’apporto di liquidi (quindi anche il controllo del bilancio idro
elettrolitico)
 Mantenimento di un adeguato stato nutrizionale
 Riduzione dell’ansia
 Mantenimento dell’integrità cutanea
Valutazione – risultati attesi
Il paziente: segnala una minor frequenza degli attacchi di diarrea; assume i farmaci
secondo le prescrizioni; mantiene il bilancio idrico; accetta senza riserve la diagnosi;
mantiene la dieta in maniera bilanciata; mantiene l’integrità cutanea; ha piena
consapevolezza delle sue condizioni di salute.

Ileostomia
L' ileostomia è una tecnica chirurgica che consente l'apertura dell'ileo sulla superficie
addominale eseguita in caso di morbo di Crohn, colite ulcerosa, tumori del colon. Prima
dell'intervento il paziente deve assumere pochi cibi solidi sino ad annullarli completamente
nelle ultime 24 ore che precedono l'operazione, assumendo nel caso antibiotici.
Si opera principalmente la fossa iliaca destra fra ombellico e spina iliaca anteriore, qui si
può intervenire con una ileostomia temporanea collegando il tratto prossimale a quello
distale, invece la forma definitiva (permanente) la parte danneggiata viene completamente
eliminata.
Cambio della sacca di drenaggio da ileostomia
1. Mettere a proprio agio il paziente e farlo partecipare alle operazioni
2. Togliere la sacca precedente facendo sedere il paziente
3. Pulire la cute
4. Applicazione della nuova sacca
5. Controllare la tenuta del fondo della sacca, applicando la striscia di gomma o la
pinza in dotazione
Diagnosi infermieristiche correlate al paziente con ileostomia
 DIAGNOSI: insufficiente conoscenza della procedura chirurgica e della preparazione
all’intervento
OBIETTIVO: comprensione della procedura chirurgica e della preparazione all’intervento
 DIAGNOSI: disagio derivante dalla prevista alterazione dell’aspetto fisico
OBIETTIVO: raggiungimento di un grado soddisfacente di autostima
 DIAGNOSI: ansia derivante dalla perdita del controllo della funzione intestinale
OBIETTIVO: riduzione dell’ansia
 DIAGNOSI: rischio di danno cutaneo dovuto all’irritazione della zona peristomaleda
parte dell’effluente intestinale
OBIETTIVO: salvaguardia dell’integrità della cute
 DIAGNOSI: possibile deficit nutrizionale dovuto all’eliminazione della dieta di
alimenti controindicati
OBIETTIVO: raggiungimento di un adeguato stato nutrizionale

Occlusione intestinale
L’occlusione intestinale deriva da un impedimento al normale flusso del contenuto
dell’intestino lungo il tratto intestinale. Questo impedimento può dipendere da processi di
due tipi:
Meccanico: ostruzione intraluminale dovuta alla pressione sulle pareti intestinali
Funzionale: la muscolatura intestinale non è in grado di sospingere il contenuto lungo
l’intestino
Trattamento infermieristico
il trattamento infermieristico di un paziente non chirurgico con un’occlusione modesta
include il mantenimento della funzione del sondino nasogastrico, l’esame e la misurazione
del volume del drenaggio nasogastrico, l’identificazione di un eventuale alterazione del
bilancio idroelettrolitico, il monitoraggio dello stato nutrizionale e l’accertamento del
miglioramento delle condizioni del paziente.
La colostomia
È la creazione, per via chirurgica di un apertura (stoma) nel colon. Può costituire una
diversione temporanea o permanente e consente il drenaggio del contenuto del colon o lo
svuotamento del colon stesso.
PIANO DI ASSISTENZA: IL PAZIENTE CON CANCRO DEL COLON O DEL RETTO
Accertamento
Oltre ad una dettagliata anamnesi di segni e sintomi l’accertamento include l’auscultazione
dei rumori addominali, la palpazione dell’addome per rilevare aree di dolenzia, rigidità o
masse solide, l’esame dell’aspetto delle feci e la valutazione della presenza di sangue.
Diagnosi infermieristiche
 Insufficiente apporto nutrizionale, dovuto a vomito e disidratazione
 Rischio di deficit di liquidi dovuto a vomito e disidratazione
 Ansia per l’imminente intervento e per la diagnosi di cancro
 Compromissione dell’integrità cutanea dovuta alle incisioni chirurgiche
Pianificazione e obiettivi
I più importanti obiettivi per il paziente saranno il raggiungimento di un adeguato stato
nutrizionale, il mantenimento dell’integrità cutanea e dell’equilibrio idro elettrolitico, la
riduzione dell’ansia.
Preparazione del paziente all’intervento chirurgico
Preparare fisicamente il paziente all’intervento, nell’informarlo circa l’operazione e circa
l’assistenza nella fase post operatoria inclusa la cura dello stoma se si prevede una
colostomia e fornire al paziente e ai familiari un adeguato supporto psicologico.
Cura della ferita chirurgica
Durante le prime 24 ore occorre osservare spesso la medicazione per rilevare un eventuale
emorragia, mobilizzare la ferita chirurgica per ridurre la tensione sui margini d’incisione.
Ragade anale
La ragade anale è una lacerazione longitudinale nel rivestimento del canale anale causata
di solito dal passaggio di un blocco eccessivamente solido di feci solide, oppure da un
restringimento persistente del canale anale dovuto a stress o ansia, con conseguente
stipsi.
Emorroidi
Le emorroidi sono dilatazioni di vasi venosi all’interno del canale anale, queste causano
prurito e dolore, e sono la principale causa delle perdite di sangue color rosso vivo durante
la defecazione.
PIANO DI ASSISTENZA: IL PAZIENTE AFFETTO DA PATOLOGIE ANORETTALI
Accertamento
Durante l’anamnesi l’infermiere si accerta sulla presenza delle caratteristiche di prurito,
bruciore o dolore. L’accertamento include inoltre l’ispezione delle feci, per rilevare la
presenza di sangue o muco, e dell’area perianale per riscontrare eventuali emorroidi,
ragadi, irritazione, presenza di pus.
Diagnosi infermieristiche
 Stipsi derivante dall’abitudine di trascurare gli stimoli della defecazione per evitare il
dolore associato all’evacuazione
 Dolore per irritazione, pressione e dolenzia nella regione anale e rettale, dovuti a
disturbi anorettali e spasmi post operatori dello sfintere
 Ritenzione urinaria dovuta a spasmo riflesso post operatorio e al timore di minzione
dolorosa
 Rischio di una scarsa adesione al regime terapeutico prescritto
Pianificazione e obiettivi
I più importanti obiettivi per il paziente sono il raggiungimento di ritmi intestinali
accettabili, la riduzione dell’ansia l’alleviamento del dolore, il ripristino di una buona
eliminazione urinaria.

Interventi infermieristici
 Misure per combattere la stipsi
 Riduzione dell’ansia
 Alleviamento del dolore
 Favorire l’eliminazione urinaria facendo bere abbondantemente il paziente e se
richiesto dal caso cateterizzarlo
 Monitoraggio e trattamento delle complicanze
Risultati attesi
 Il paziente stabilisce un ritmo regolare di evacuazione
 Esegue esercizi di rilassamento secondo necessità
 E’ meno ansioso
 Accusa meno dolore
 Attua la minzione volontaria senza difficoltà
 Mantiene asciutta l’area perianale
 Aggiunge alla dieta alimenti ricchi di fibre
 Assume almeno 2 litri di liquidi al giorno