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L'espressione si riferisce alla pratica di contrapporre a un cantus firmus, cioè a

una voce avente una melodia tratta dal canto gregoriano ed esposta lentamente, una
nuova melodia, secondo regole che si andarono sviluppando nel corso della storia
della musica e che giunsero a maturazione nel XVIII secolo. La nuova melodia era
creata con un'idea imitativa, ovvero doveva avere caratteristiche che ricordassero
il cantus firmus.

Nella scrittura contrappuntistica lo scopo principale che si vuole ottenere è


l'indipendenza melodica delle varie parti della composizione che, ad esempio,
possono essere in relazione tra loro anche attraverso procedimenti imitativi. Nel
contrappunto l'effetto di accordo dato dal sovrapporsi delle diverse voci è in un
certo senso incidentale. In primo luogo, infatti, il contrappunto si concentra
sull'aspetto melodico piuttosto che sull'effetto armonico.

Il termine deriva dal latino punctus contra punctum[1], ovvero nota contro nota
(punctum è il termine del latino medievale equivalente al nostro termine "nota").