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Domenico Scarlatti nacque a Napoli nel 1685.

Il suo atto di battesimo, nella chiesa


di Santa Maria della Carit� o San Liborio, ci fa sapere che fu condotto al fonte da
don Domenico Marzio Carafa duca di Maddaloni, che cinque anni prima aveva accolto
nel suo palazzo il padre Alessandro Scarlatti, facendogli rappresentare l'opera Gli
equivoci del sembiante, apprezzata trionfalmente l'anno prima al teatro Capranica
di Roma[1]. Fu il sesto di dieci figli, studi� prima con suo padre Alessandro,
celebre compositore, insegnante ed esponente di spicco della Scuola napoletana; dei
suoi fratelli anche il maggiore, Pietro Filippo, fu un compositore e
clavicembalista. La formazione del ragazzo, soprannominato Mimmo, sar� stata curata
dal padre e avr� beneficiato dell�ambiente familiare: le zie Anna Maria e
Melchiorra e lo zio Tommaso erano cantanti, lo zio Francesco compositore.

Quindicenne, il vicer� Medinaceli lo nomin� organista e compositore della Cappella


Reale di Napoli il 13 settembre 1701, con la funzione di suo �clavicembalista di
camera�. Risalirebbero a quest�epoca le prime composizioni: un mottetto a 5 voci,
archi e basso continuo; le tre sonate K 287, K 288 e K 328, individuate come opere
giovanili destinate all�organo; e, tra il 1699 e il 1703, le prime cantate da
camera.

Nel 1702 il padre lo port� con s� in un breve viaggio a Firenze, alla corte del
granprincipe Ferdinando de' Medici non senza una sosta a Roma per offrire al
marchese Francesco Maria Ruspoli una cantata composta dal figlio. Di ritorno a
Napoli, tra il 1703 e il 1705, Scarlatti lavor� per il teatro di S. Bartolomeo,
gestito dallo zio Nicola Barbapiccola: compose L�Ottavia ristituita al trono e
revision� Il Giustino di Giovanni Legrenzi e l�Irene di Carlo Francesco Pollarolo.
Entusiasta delle esperienze professionali del figlio, nel 1705 Alessandro Scarlatti
lo mand� a Venezia con il castrato Nicol� Grimaldi, con una tappa a Firenze nella
speranza di un incarico presso il granprincipe. In una famosa lettera cos� scrisse
a Ferdinando: �Io l�ho staccato a forza da Napoli, dove, bench� avesse luogo il suo
talento, non era talento per quel luogo. L�allontano anche da Roma, perch� Roma non
ha tetto per accoglier la musica, che ci vive mendica. Questo figlio ch�� un�aquila
cui son cresciute l�ali non deve star oziosa nel nido, ed io non devo impedirle il
volo�[2]. Ma il granprincipe Medici si limit� a lodarne il talento. Giunto a
Venezia, non trov� impiego e poco si sa dei suoi successivi quattro anni, cos�, nel
1708, si stabil� a Roma, dove il padre Alessandro era ritornato nel 1703 con la
famiglia.

Scarlatti era gi� un clavicembalista eminente: celebre una sua prova di abilit� con
H�ndel al palazzo del Cardinale Ottoboni a Roma, dove fu giudicato superiore a
H�ndel al clavicembalo, anche se inferiore all'organo. Il padre Alessandro, allora
alla testa della cappella liberiana in S. Maria Maggiore, chiam� presso di s� il
figlio come direttore del secondo coro nella messa di Spagna per sant�Ildefonso del
23 gennaio 1708 e come organista in quella del settembre successivo. Alcune sue
composizioni vi vennero eseguite, come la Missa La stella, conservata con alcuni
mottetti nell�archivio di S. Maria Maggiore.

Apprezzato dalla nobilt� romana, Scarlatti ebbe un posto di spicco come maestro di
cappella della regina polacca in esilio Maria Casimira, vedova di Giovanni III
Sobieski, che, nel 1699, si era stabilita a Roma ed emulava il mecenatismo
artistico espresso da Cristina di Svezia nel secolo precedente. A Roma, nel 1709,
incontr� Thomas Roseingrave suo estimatore a cui si deve l'accoglienza entusiasta
delle sonate del compositore a Londra, dove fu pubblicata nel 1738 una raccolta,
dal titolo Essercizi per gravicembalo, contenente 30 delle sue 555 sonate che sono
giunte ai giorni nostri. Si tratta delle sole opere tastieristiche di Scarlatti che
furono pubblicate durante la sua vita.

Palazzetto Zuccari a Roma.


Per la regina Scarlatti compose l�oratorio La conversione di Clodoveo (settembre
1709) e sette opere recitate per Carnevale nel teatrino del Palazzetto Zuccari,
architettura e scene del messinese Filippo Juvarra: il dramma pastorale La Silvia
(1710) e i drammi per musica Tolomeo et Alessandro overo La corona disprezzata e
L�Orlando overo La gelosa follia (1711), Tetide in Sciro (1712), Ifigenia in Aulide
e Ifigenia in Tauri (1713) e Amor d�un�ombra e gelosia d�un�aura (1714). Oratorio e
drammi ebbero libretti di squisito gusto classicistico, autore il segretario della
regina, Carlo Sigismondo Capece, arcade come lei (e come Alessandro Scarlatti). Due
sole di queste opere, Tolomeo e Tetide, sono pervenute in partiture pi� o meno
complete; di una terza, Amor d�un�ombra, fu poi stampata una versione rimaneggiata
sotto il titolo Narciso (Londra, 1720). La recente riscoperta della partitura di
Tolomeo[3] ha consentito di rivalutare appieno la musica teatrale di Scarlatti,
spavalda ed elegante nel focalizzare sulla patetica rappresentazione degli affetti
e dei conflitti ogni risorsa armonica, melodica e ritmica. Per la regina, Scarlatti
compose inoltre cantate, serenate e oratori.

Nel 1714, sommersa dai debiti, Maria Casimira ripar� in Francia (mor� poco tempo
dopo). Nello stesso anno Scarlatti ottenne la protezione del mecenate che gli
avrebbe spalancato una nuova carriera nella penisola iberica, Rodrigo Anes de S�
Almeida e Menezes, marchese de Fontes, ambasciatore straordinario del Portogallo a
Roma. In alcuni documenti dell�epoca Scarlatti risulta �mastro di cappella� del
diplomatico. Non si ha notizia di altre attivit� musicali per conto del marchese,
ma il rapporto dovette avere un seguito, se cinque anni dopo fu assunto alla corte
portoghese.

Negli ultimi anni romani Scarlatti fu maestro di cappella a San Pietro fino al
1719, e in quello stesso periodo fu a Londra per dirigere la sua opera Narciso al
King's Theatre. Del considerevole incremento di composizioni ecclesiastiche che il
servizio vaticano dovette comportare rimangono scarse tracce, in particolare due
Miserere conservati nel fondo della cappella Giulia e forse il famoso Stabat mater
a 10 voci, documentato in numerose copie, del quale peraltro non � certo se sia
stato scritto per Roma oppure per Lisbona (d�Alvarenga, 2008, p. 54). Un�idea
dell�entit� della produzione vaticana di Scarlatti la d� un inventario di
manoscritti (perduti) dell�archivio della cappella Giulia risalente al 1770:
registra sette messe e una cinquantina di pezzi sacri[4].

A detta del diario di David Nairne, che in qualit� di segretario del pretendente
cattolico al trono inglese, Giacomo III Stuart, soggiorn� a Roma dal 22 maggio al
17 luglio 1717, Scarlatti si esibiva come cantante in palazzi privati, a conferma
della formazione polivalente dei musicisti dell�epoca.[5]. Tra il 1708 e il 1719
svariate sue cantate e serenate furono eseguite in spazi nobiliari o pubblici,
inclusi palazzo Mignanelli (del principe Guido Vaini), il palazzo Apostolico e il
Campidoglio, dove nel 1711 fu data La virt� in trionfo, per commissione
dell�Accademia di S. Luca. A Roma, Scarlatti scrisse sia cantate da camera[6], sia
partiture operistiche per il teatro Capranica: nel 1715 Ambleto (libretto di
Apostolo Zeno e Pietro Pariati) e gli intermezzi La Dirindina (Girolamo Gigli;
edizione a cura di F. Degrada, Milano 1985), una salace satira del sottobosco
operistico, che per� non and� in scena (fu allestita solo nel 1729, al Valle, tra
gli atti di una tragedia in prosa) e nel 1718, in collaborazione con Nicola
Porpora, Berenice regina di Egitto.

Gaspare Traversi, Scarlatti insegna a Maria Barbara di Braganza


Successivamente, grazie ai rapporti con il marchese de Fontes, si trasfer� a
Lisbona, il 29 novembre 1719. Scarlatti arriv� a Lisbona il 29 novembre 1719,
�impazientemente atteso dal Re�, come scrisse il nunzio Vincenzo Bichi[7]; accolto
a palazzo, cant� accompagnato dalla regina Maria Anna d�Austria. Assunto come
compositore della cappella patriarcale e maestro di musica della famiglia reale,
ebbe due alunni di talento: il fratello minore del re, Ant�nio, che nel 1732 fu poi
il dedicatario delle Sonate da cimbalo di piano e forte di Lodovico Giustini da
Pistoia (la prima edizione musicale espressamente destinata al pianoforte), e Maria
Magdalena Barbara che, ben presto divenuta un�egregia interprete di musica da
tasto, stabil� con Domenico una relazione artistica e didattica destinata a durare
una vita intera.

Nell�apparato musicale della monarchia portoghese, in aggiunta alle mansioni di


�capo e direttore di tutta la sua musica della Patriarcale�, di cui parla il nunzio
apostolico[8], Scarlatti doveva provvedere alle serenate e cantate per i genetliaci
e gli onomastici della famiglia reale e per altre occasioni festive, secondo un uso
che la regina aveva introdotto sull�esempio della corte di Vienna.

Il soggiorno portoghese fu interrotto a pi� riprese. Tra il 1723 e il 1725


Scarlatti fu variamente a Napoli, Parigi, Roma e di nuovo Parigi. Un soggiorno
romano nella seconda met� del 1724 � testimoniato dall�autobiografia di Johann
Joachim Quantz, una visita all�anziano genitore a Napoli � riferita da Johann Adolf
Hasse. I carteggi dell�ambasciatore Lu�s da Cunha documentano la presenza di
Domenico a Parigi nel maggio del 1724 e nell�agosto del 1725 e la concessione di
2500 cruzados portoghesi per spese di viaggio; a Parigi pare si fosse esibito anche
in pubblico.

Sulla sua attivit� dopo il rientro a Lisbona la documentazione scarseggia. Un


manoscritto inedito (Di�rios de not�cias de Lisboa, 1� dicembre 1725 - 11 ottobre
1727, dedicato a Teresa Marcelina da Silveira, contessa Sarzedas, collezione
privata) riferisce il successo di una �Serenata de Escarlatti� data il 12 gennaio
in casa del conte di S�o Miguel e conferma che fu dell��Escarlate� la serenata del
26 luglio 1726, onomastico della regina, a palazzo reale: il che consente di
attribuirgli la musica di Andromeda (il libretto, adespoto, � nella Biblioteca
nazionale di Lisbona).

Nel febbraio del 1727 Scarlatti ritorn� a Roma, grazie a un sussidio regale di 1000
scudi per il viaggio. Il 15 maggio 1728, in S. Pancrazio, il musicista
quarantaduenne spos� Maria Caterina Gentili, giovane romana di 16 anni.

Nel periodo lisbonese compose almeno 23 opere di grande mole: di tante composizioni
(tra cui Il trionfo della Virt� e Cantata pastorale, Gli amorosi avvenimenti, Amore
nasce da un sguardo e Festeggio armonico) non sopravvive altro che la prima parte
della Contesa delle stagioni (Venezia, Biblioteca nazionale Marciana, ms. It.IV.198
= 9769), data il 7 settembre 1720 per il genetliaco della regina. Delle musiche da
chiesa composte in Portogallo restano un Laetatus sum, il mottetto Te gloriosus e
un Te Deum a otto voci (in varie copie). Quest�ultimo brano, per l�officio del
mattutino, non va confuso con il Te Deum a quattro cori (perduto) eseguito in un
grandioso rendimento di grazie a San Silvestro del 1721 nella chiesa gesuitica di
S. Roque. La produzione sacra di Scarlatti eseguita nella capitale, ben pi�
ingente, incluse serie complete di responsori per l�Immacolata Concezione ed il
Natale, e svariati mottetti.

La scarsit� di sonate di Scarlatti nelle fonti portoghesi contrasta con il suo


ruolo di insegnante della principessa Maria Barbara e con il favore di cui esse
godevano a corte e presso la nobilt�: fu forse colpa del terremoto del 1755. Anche
dopo che Domenico ebbe lasciato il Paese continuarono le richieste di copie delle
sue sonate per la corte portoghese, come risulta dalla corrispondenza del
segretario particolare del sovrano, Alexandre de Gusm�o, nel 1747 e nel 1751 Fatto
sta che soltanto quattro sonate in manoscritti di musica da tasto portoghesi del
secondo Settecento e del primo Ottocento sono concordemente accettate come
antesignane degli ��Essercizi�� del 1738; tra queste spicca la Sonata n. 25 in La
maggiore contenuta nel Libro di tocate per cembalo, oggi nella Biblioteca nazionale
di Lisbona[9].

Scarlatti, allora a Roma, non presenzi� all�esecuzione del Festeggio armonico da


lui composto per le doppie nozze reali di Maria Barbara con l�erede al trono di
Spagna, il futuro Fernando VI, e di Marianna Vittoria di Borbone con il principe
Giuseppe, futuro re del Portogallo; n� prese parte al corteo cerimoniale della
troca das Princesas sul fiume Caia alla frontiera tra i due reami[10]. Poco dopo il
rientro a Lisbona, nel 1729, a Scarlatti fu ordinato di mettersi in viaggio per
Siviglia, al seguito dell�augusta discepola.

Louis-Michel van Loo, la famiglia di Filippo V di Spagna.


Nel 1729 si trasfer� nella citt�, rimanendovi per quattro anni. Tra il 1729 e il
1733 la corte di Filippo V e Isabella Farnese risiedette a Siviglia per volont�
della regina, desiderosa di scongiurare l�abdicazione del consorte, afflitto da
gravi depressioni. In quel quinquennio (il cosiddetto lustro regale) la citt�
andalusa ospit� musicisti, pittori e artisti di ogni genere. Dalla posizione
pubblica detenuta in Lisbona, che abbracciava i diversi organismi musicali della
corte e le funzioni di rappresentanza della monarchia in campo sacro e profano, il
musicista pass� alla condizione esclusivamente privata di maestro di musica della
principessa delle Asturie. Il che, almeno in parte, spiega la modesta visibilit� di
cui godette poi nella corte spagnola. Alcune serenate di Scarlatti gi� eseguite a
Lisbona furono riprese a Siviglia: � il caso di Amor nasce da un sguardo, data il
27 dicembre 1725 sul Tago per l�onomastico di Giovanni V e ripetuta sul
Guadalquivir il 1� maggio 1731 per l�onomastico di Filippo V. L�elenco delle
musiche possedute da Maria Barbara, passate poi a Farinelli, menziona una pastorale
e ben 14 serenate a 4 ed 8 voci di Scarlatti[11], che peraltro potrebbero ben
risalire al periodo lusitano. Nel 1733 si rec� a Madrid, sempre come maestro di
musica della principessa Maria Magdalena Barbara.

Dedicati al re Giovanni V, gli Essercizi per gravicembalo (K. 1-30) incisi a Londra
nel 1738 nell�edizione di Benjamin Fortier, diedero grande impulso alla notoriet�
europea di Scarlatti. Prima di questa vi era stata un�edizione parigina nel 1737,
probabilmente non autorizzata. Dal canto suo Roseingrave pubblic� a Londra in
simultanea con l�edizione Fortier una diversa raccolta degli stessi 30 brani,
accresciuta di 12 sonate (K. 31-42).

Il 21 aprile 1738 il re del Portogallo aveva insignito Scarlatti del titolo di


cavaliere dell�Ordine di Santiago e, con decreto del 10 giugno 1739, gli concesse
un appannaggio vitalizio annuo di 400.000 r�is portoghesi, da dividere in parti
eguali tra i discendenti dopo la morte. Deve risalire a quest�epoca il noto
ritratto di Scarlatti, gi� attribuito a Domingo Antonio Velasco, oggi nella
collezione Jos� Relvas, Casa dos Patudos (Museo di Alpiar�a).

Nel 1746, morto Filippo V, Fernando e Maria Barbara assursero al trono di Spagna.
L�ascesa al soglio dei suoi padroni non comport� per Domenico un ritorno ai grandi
generi vocali drammatici: al contrario, continu� nel ruolo di maestro di musica
privato dei monarchi. Sotto il nuovo sovrano la direzione delle opere in musica e
delle feste reali fu affidata al cantante castrato Farinelli, impiegato a corte,
come detto, dal 1737. Pur essendo stato chiamato a Madrid da Isabella Farnese, il
castrato aveva instaurato uno stretto rapporto con gli sposi principeschi,
prendendo parte agli intrattenimenti musicali nei loro appartamenti privati: alcune
cantate da camera della maturit� di Scarlatti potrebbero essere state concepite per
lui; Scarlatti ebbe infatti una duratura amicizia con il cantante castrato e la
corrispondenza tra i due fu definita dal musicologo e clavicembalista Ralph
Kirkpatrick "la pi� importante fonte di informazioni su di s� che Scarlatti abbia
trasmesso alla posterit�."

Nell�ultima fase della carriera, per volont� della regina, Scarlatti progett� il
riordino delle sonate e la confezione dei volumi manoscritti che le contengono
quasi tutte, disposte perlopi� a coppie della stessa tonalit�. Risale al 1742 la
copiatura di un volume di 61 sonate, al 1749 un altro di 41. Nel 1752 il lavoro fu
ripreso forse dal copista Joseph Alaguero[12], che in un quinquennio ricopi� 28
volumi, in due serie quasi gemelle passate poi a Farinelli: i volumi I-XIII della
prima, adornati di fregi e stemmi portoghesi e spagnoli, sono infine approdati con
quelli del 1742 e 1749 a Venezia (Biblioteca nazionale Marciana; facsimile, I-XV,
Firenze 1985-1992), i quindici della seconda a Parma (Biblioteca Palatina;
facsimile, I-XVIII, New York-London 1972) Quando la principessa divenne Regina di
Spagna, Scarlatti rimase nel paese per venticinque anni, ed ebbe cinque figli. Dopo
la morte della moglie nel 1742 spos� la spagnola Anastasia Maxarti Ximenes.

Domenico Scarlatti mor� a Madrid, all'et� di 71 anni. La sua residenza in Calle


Leganitos � segnalata con una targa storica, e i suoi discendenti vivono ancora
oggi a Madrid. Le sue spoglie sono andate perdute, con la tomba che le conservava e
il convento in cui essa era, a causa del rinnovamento urbanistico di Madrid
dell'inizio del '900. L'intero quartiere � stato sostituito da un altro.