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Istituzioni di Economia Politica

Roberto Bonfatti

Surplus dei produttori e dei consumatori, efficienza di mercato;


domanda, offerta e politiche economiche
Introduzione
Ricordate le tre grandi domande dell’economia politica:
1 Quali beni e servizi dovrebbero essere prodotti?
2 Come dovrebbero essere prodotti tali beni e servizi?
3 Chi dovrebbe ricevere i beni e i servizi prodotti?

Il nostro modello della domanda e dell’offerta ci dà un’idea di


massima di come una società basata su mercato concorrenziale
risponda a queste domande:
1 I beni e servizi prodotti sono quelli per cui c’è una grande domanda e/o
una grande offerta.
2 Tali beni e servizi sono prodotti dai produttori che hanno i minori costi,
uguagliando il prezzo al costo marginale.
3 Tali beni e servizi sono ricevuti da coloro che sono disposti a pagarne il
prezzo.

Una domanda importante è: questo modo di rispondere alle tre


domande è efficiente?
Contenuto della lezione

Il concetto di efficienza.

Il surplus del consumatore.

Il surplus del produttore.

Surplus totale e efficienza del mercato.

Domanda, offerta e politiche economiche

Conclusioni.
Il concetto di efficienza

L’efficienza è definita in vari modi in economia politica. Ne


considereremo due.

1 Una situazione è efficiente se:


Non si produce nessuna unità di bene o servizio il cui costo di
produzione sia maggiore del valore che i consumatori vi
attribuiscono.
D’altra parte, se un’unità di bene o servizio ha un valore maggiore
per i consumatori del suo costo di produzione, la si produce sempre.

L’efficienza Paretiana: una situazione in cui è impossibile


aumentare il benessere di un agente, senza ridurre il benessere di
un altro agente.
In uno stato di efficienza Paretiana, è impossibile generare dei
miglioramenti Paretiani: aumentare il benessere di qualcuno, senza
ridurre il benessere di nessun altro.
Il concetto di efficienza

Vedremo adesso che l’equilibrio di un mercato concorrenziale è


efficiente secondo entrambe le definizioni.

Per farlo, dobbiamo prima definire due concetti chiave: il surplus


del consumatore, e il surplus del produttore.
Il surplus del consumatore

Immaginiamo che la domanda di mercato di chitarre sia descritta


dalla tabella e grafico nella prossima slide.

Il valore di una chitarra per John, Paul, George and Ringo è,
rispettivamente, 1000, 800, 700, e 500 Euro.

Al diminuire del prezzo, il numero di membri del gruppo che


domanda una chitarra aumenta.
Il surplus del consumatore
Il surplus del consumatore

Ora immaginate che il prezzo di mercato sia 801 Euro. A quel


prezzo, solo una chitarra è venduta, a John. Quanto beneficia
John di questo acquisto? Beneficia in misura del suo surplus,
1000 (il valore che ha per lui una chitarra) - 801 (il prezzo che
paga)=199 Euro.

Se invece il prezzo fosse 701, due chitarre sarebbero vendute, a


John e a Paul. Il loro surplus sarebbe rispettivamente 299 e
800-791=99. Il surplus del consumatore sarebbe 299+99=398.

Se il prezzo fosse 501, il surplus del consumatore (ce ne sono tre)


sarebbe 499+299+199=997.
Il surplus del consumatore
Il surplus del consumatore

In generale, l’area delimitata dalla curva di domanda e dalla linea


del prezzo di equilibrio denota il surplus del consumatore in un
dato mercato: il beneficio totale che i consumatori ottengono dal
partecipare a tale mercato.

Da notare che alcuni consumatori beneficiano tanto, altri poco:


pensate alla differenza tra un’acquisto su cui non avete dubbi, e
uno su cui dovete riflettere per mesi.

Una diminuzione del prezzo di equilibrio aumenta il surplus del


consumatore per due ragioni:
Aumenta il surplus dei consumatori già esistenti;
Ammette al mercato nuovi consumatori che erano tagliati fuori dal
precedente prezzo.
Il surplus del produttore
Il surplus del produttore

Parliamo ora di produttori. Consideriamo un caso molto semplice:


l’offerta nel mercato delle tinteggiature è descritta dalla tabella e
dal grafico nella prossima slide.
(parleremo poi di offerte più complesse, come quelle studiate in
precedenza).

Il costo di fare una tinteggiatura per Amy, Beth, Jo and Meg è di


500, 600, 800 e 900 Euro rispettivamente.

L’offerta è crescente, perché all’aumentare del prezzo più e più


tinteggiatrici si fanno avanti.
Il surplus del produttore
Il surplus del produttore

Ora immaginate che il prezzo di mercato sia 599,99 Euro. A quel


prezzo, solo Amy lavora. Quanto beneficia Amy dal suo lavoro?
Ne beneficia in misura del suo surplus, 599,99 (il prezzo che
riceve) - 500 (il costo che soffre)=99,99 Euro.

Se invece il prezzo fosse 799,99, sia Amy che Beth lavorerebbero. Il


loro surplus sarebbe rispettivamente 299,99 e 799,99-600=199,99.
Il surplus del consumatore sarebbe 299,99+199,99=499,98.

Etc...
Il surplus del produttore
Il surplus del produttore

In generale, l’area delimitata dalla curva di offerta e dalla linea del


prezzo di equilibrio denota il surplus del produttore in un dato
mercato: il beneficio totale che i produttori ottengono dal
partecipare al mercato.

Da notare che alcuni produttori beneficiano tanto, altri poco.

Un aumento del prezzo di equilibrio aumenta il surplus del


produttore per due ragioni:
Aumenta il surplus dei produttori già esistenti;
Ammette al mercato nuovi produttori che erano tagliati fuori dal
precedente prezzo.
Il surplus del produttore
Il surplus del produttore

Il concetto di surplus del produttore è valido anche per offerte più


complesse, come quelle considerate in precedenza.

Curva di offerta di breve periodo:


Per ogni quantità, la curva ci dice il costo marginale di produrre l’unità
successiva.
Quindi la distanza tra curva e linea del prezzo di equilibrio ci dice la
differenza tra ciò che si guadagna su un’unità in più, e il costo di
produrla.
Sommando tutte queste distanze, tra zero e la quantità scambiata in
equilibrio, si ottiene la differenza totale tra ciò che le imprese ricavano, e
il loro costo di produzione. .

Curva di offerta di lungo periodo:


Piatta: in questo caso il surplus del produttore è zero.
Crescente: stessa logica usata per offerta di breve periodo.
Surplus totale e efficienza del mercato

La somma di surplus del consumatore e surplus del produttore si


chiama surplus totale.

E’ facile vedere che tale surplus è massimizzato all’equilibrio di


mercato.
Se si producesse di meno, non si produrrebbero delle unità che hanno un
valore maggiore per il consumatore rispetto al costo per il produttore.
Se si producesse di più, si produrrebbero delle unità che hanno un valore
minore per il consumatore rispetto al costo per il produttore.

Quindi, il mercato sceglie un’allocazione che massimizza il


beneficio totale ottenuto dai partecipanti al mercato.
Surplus totale e efficienza del mercato
Surplus totale e efficienza del mercato
Surplus totale e efficienza del mercato

Vedete che l’allocazione di mercato soddisfa il nostro primo


criterio di efficienza.
Non si produce nessuna unità di bene o servizio il cui costo di produzione
sia maggiore del valore che i consumatori vi attribuiscono.
D’altra parte, se un’unità di bene o servizio ha un valore maggiore per i
consumatori del suo costo di produzione, la si produce sempre.

Se tutti i mercati sono in equilibrio, questo vale in ogni mercato.

Ne consegue anche che è impossibile dirottare le risorse di


produzione da un bene o servizio a un altro, e in questo modo
aumentare il surplus totale.
Surplus totale e efficienza del mercato

Il mercato raggiunge anche l’efficienza Paretiana.

Lo scambio è un modo di generare un miglioramento Paretiano:


si aumenta il benessere di qualcuno (consumatore, produttore, o
entrambi) senza ridurre il benessere di nessun altro.

L’equilibrio di mercato può essere definito come il punto in cui


tutti gli scambi volontari possibili sono avvenuti. E’ quindi
efficiente nel senso di Pareto.
Domanda, offerta e politiche economiche

Abbiamo visto che l’equilibrio di mercato concorrenziale è


efficiente. Questo però non vuol dire che sia anche equo o
altrimenti desiderabile.

Immaginate che il mercato di cui stiamo parlando sia quello degli


affitti...
Se l’offerta di immobili fosse molto bassa rispetto alla domanda, il prezzo
degli affitti sarebbe molto alto.
In questo caso, il mercato può generare una situazione in cui molte
persone sono costrette a vivere per strada.

... o che sia quello dell’alcool, o della benzina, o dell’agricoltura:


Se alcool, benzina e agricoltura fossero molto economici da produrre, la
loro offerta sarebbe molto alta, e il loro prezzo di mercato molto basso;.
Il mercato può generare una situazione in cui ci sono molti alcolizzati,
l’aria è irrespirabile, e gli agricoltori abbandonano la campagna.
Domanda, offerta e politiche economiche

Spesso i governi tentano di porre rimedio a questo problema di


iniquità usando la politica economica.

Considereremo qui tre esempi:


L’imposizione di un prezzo massimo o minimo.
Le imposte.
I sussidi.
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo massimo

Prezzo massimo (pmax ): per legge, i venditori non possono far


pagare di più di tale prezzo.
Esempio: equo canone.

Effetto sull’equilibrio? Se pmax ≥ peq , nessuno. Se pmax < peq , si


crea penuria.

Sicuramente il risultato è inefficiente: il surplus totale si riduce,


molti scambi che rappresenterebbero un miglioramento Paretiano
non sono realizzati.
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo massimo
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo massimo

Ma è equo? Non è detto. Le quantità che continua a essere


scambiate viene ora razionata. Cosa determina chi vi ha accesso?
Chi si mette in coda prima;
Chi ha più fortuna;
Chi fa parte di un gruppo preferito;
Chi è disposto a pagare di più sottobanco.

E’ perfettamente possibile che siano coloro con la disponibilità a


pagare maggiore (i “ricchi”) a poter ora pagare un prezzo più
basso!

Anche da considerare il fatto che i proprietari si cureranno molto


di più delle case quando il mercato è libero.
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo minimo

Prezzo minimo (pmin ): per legge, i venditori non possono far


pagare di meno di tale prezzo.
Esempio: alcohol (non per migliorare l’equità, ma per scoraggiare il
consumo).

Effetto sull’equilibrio? Se pmin ≤ peq , nessuno. Se pmin > peq , si


crea eccedenza.

Sicuramente il risultato è inefficiente: il surplus totale si riduce,


molti scambi che rappresenterebbero un miglioramento Paretiano
non sono realizzati.
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo minimo
Domanda, offerta e politiche economiche
L’imposizione di un prezzo minimo

C’è ancora razionamento, ma in questo caso sul lato dei venditori.

La quantità venduta diminuisce, ma l’obiettivo desiderato è


raggiunto? Non è detto, perché è possibile che:
Chi consuma troppo alcohol continui a consumarne tanto, mentre i
consumatori scoraggiati siano quelli che consumano moderatamente.
I consumatori poveri siano colpiti molto di più dei consumatori ricchi.
I consumatori poveri prendano a consumare alcohol di più bassa qualità.

I prezzi minimi hanno spesso alle spalle interessi politici (e.g.


Inghilterra ai tempi delle Corn Laws).
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte

Le amministrazioni pubbliche impongono sull’economia una


varietà di imposte imposte.

Vari tipi di imposta, a seconda di dove gravino...


Dirette: gravano sul reddito.
Indirette: gravano sulle transazioni di mercato (produzione, consumo,
acquisti, vendite, importazioni, esportazioni...).

... o di come siano calcolate:


Specifiche: un ammontare fisso per ogni unità tassata, e.g. 2 Euro per
ogni pacchetto di sigarette venduto.
Ad valorem: una percentuale del valore dell’unità tassata, e.g. 20% del
vostro reddito.
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte

Le imposte indirette, facili da raccogliere in luoghi di scambio,


sono antiche come lo Stato, sono la principale fonte di esazione in
economie meno sviluppate:
Antica città di Troia.
Castelli nelle valli alpine.
Paesi in via di sviluppo oggi.

Le imposte dirette, molto più difficili da raccogliere, sono state


introdotte per finanziare le grandi guerre del 19mo e 20mo secolo,
e sono tipiche di economie più sviluppate.

Due grandi ruoli delle imposte:


1 Finanziare l’attività dello Stato;
2 Alterare i prezzi di mercato (soprattutto le imposte indirette), per
promuovere l’equità o la desiderabilità dell’equilibrio, gli interessi di
parte, etc.
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte

Considerate un’imposta indiretta specifica di 0,50 Euro che i


distributori di benzina devono pagare su ogni litro venduto.

Effetto dell’imposta? Usiamo la nostra procedura in tre fasi:


1 Effetto sulla domanda, sull’offerta, o su entrambe?
2 Direzione del cambiamento?
3 Effetto sull’equilibrio?

L’imposta ha avuto successo? Dipende dal qual era il suo


obiettivo:
Ridurre il consumo della benzina? Si.
Tassare i venditori? Solo in parte.
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte

L’effetto totale e la sua divisione tra venditori e compratori


dipende dalla forma di domanda e offerta.

Più verticali sono la domanda e l’offerta, minore è l’effetto sulla


quantità scambiata. L’effetto sul prezzo dei compratori (venditori)
è tanto maggiore quanto più vertical è la domanda (offerta).

Una domanda o offerta molto verticali si chiamano anche


inelastiche (mentre curve molto orizzontali si chiamano
elastiche).
Domanda, offerta e politiche economiche
Le imposte
Domanda, offerta e politiche economiche
I sussidi

I sussidi sono il contrario delle imposte. Possono essere usati ad


esempio per incoraggiare lo scambio di certi beni.
Esempio: un’alternativa a una tassa sulla benzina è un sussidio sui mezzi
pubblici.
Altro sussidio molto diffuso nella UE: sussidio all’agricoltura.

Considerate un sussidio di 30 Euro pagato alle ferrovie per ogni


biglietto che emettono. Solita analisi in tre fasi:
1 Un sussidio sposta la curva di offerta...
2 ... e la sposta a destra (per ogni prezzo pagato dai viaggiatori, le ferrovie
offrono di più).
3 Il risultato è una maggiore quantità scambiata, un minor prezzo pagato
dai viaggiatori, e un maggior prezzo ricevuto dalle ferrovie.

Come per la tassa sulla benzina, il successo o meno del sussidio


dipende dal suo obiettivo, e dalla forma di domanda e offerta.
Domanda, offerta e politiche economiche

Da notare che una politica economica che agisce direttamente sul


prezzo (e.g. prezzo minimo o massimo) non sposta né la curva di
domanda né quella di offerta.

Lo stesso varrebbe per una politica economica che agisce


direttamente sulla quantità.

Invece, una politica economica che agisce su variabili esogene


(livello dell’imposta, sussidi), sposta una o entrambe le curve.
Conclusioni

Il mercato concorrenziale massimizza il surplus totale, e ciò è


efficiente.

Ciò non significa che il modo in cui il mercato suddivide il surplus


tra i membri della società sia equo, o altrimenti desiderabile.
Ma attenzione: la politica economica che interferisce con i prezzi di
mercato avrà molti effetti diversi, alcuni dei quali indesiderabili.
Politica economica deve tenere conto del principio per il quale gli
individui rispondono agli incentivi.

Ciò non significa nemmeno che il “libero mercato” sia sempre


efficiente:
Come vedremo, certi beni e servizi hanno caratteristiche tali da rendere il
mercato incapace di allocarli efficientemente.
Abbiamo assunto la concorrenza perfetta, ma questa non é una
condizione che si realizza sempre. In sua assenza, ancora non sappiamo
se il mercato sia efficiente o meno.