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Wednesday 1 April y

Cristologia.
Riassunto lezione precedente.
Se ci relazioniamo in modo positivo affermiamo il senso, se invece ci
relazioniamo in modo negativo neghiamo il senso.

Il senso si da e allo stesso tempo sollecita il nostro consenso. Il nostro


consenso può essere anche negato.

Il soggetto si da nelle realtà mediante una risposta culturale.


Questa cultura è determinata da un patrimonio simbolico. D’altro lato la
realtà è data delle cose, persone, sé e Dio ha una struttura data dalle
esperienze (l’essere generati, essere amati, innamorarsi…)

Il nostro corpo ci precede nella consapevolezza e realtà di esserci. Noi


non ci siamo dati la vita ma veniamo introdotti. Quindi il senso della vita,
come abbiamo visto, si offre promettendoci una vita buona e felice,
suscitando il nostro consenso.

Quando si cresce ci si assume responsabilmente il senso della esistenza,


non come senso che uno costruisce, ma come senso che ancora si offre,
come nell’innamorarsi.

Il senso è sempre quello del nostro esserci grazie alla premessa che mi
viene fatta della vita buona e felice.

Tutto questo avviene in una conoscenza che è originariamente


credente. E diventa anche morale, e impara a discernere ta bene e male.

Questa coscienza la Bibbia la chiama Cuore.

In questo modo noi accediamo al senso fidandoci.

Noi abbiamo una fiducia innata anche per il più ateo degli scienziati.
L’opposto della fede è l’incredulità. Quando si unisce la razionalità e la
fiducialità si arriva al senso.

Questo si offre promettendo ma non obbligando.

Il simbolo.
Il simbolo indicativo si riferisce a qualche cosa, ma non contiene (es. il
segnale dello stop che precede lo stop…).

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Il simbolo reale contiene ed attua quello che significa (es. carezza, bacio,
stretta di mano…).

La nostra condizione primaria nella vita si nutre di questa simbolicità


reale. La nostra risposta non si da a sua volta se non mediante attività
simboliche reali.

Noi iniziamo a declinare cristianamente la nostra fede esistenziale quando


incontriamo il Cristo e aderiamo alla forma di vita buona che egli per
primo ha vissuto. Quando noi viviamo esperienze particolari della vita allo
stesso modo in cui le ha vissute Gesù di Nazareth. Il tutto aderendo a qual
Dio che egli chiama “Padre suo e nostro”.

Quando la fede diventa cristiana.


Il passaggio dalla fede esistenziale (credere in qualcosa) alla fede
cristiana è il riconoscimento di Cristo.

Questo riconoscimento del senso è la verità nella esperienza che io sto


facendo. Il senso è l’esperienza che io faccio della verità. Il lato
esperienziale è l’incontro della verità. Riconosciamo il senso come verità
stessa della storia di Gesù di Nazareth.

Secondo quali modalità la verità della storia si è data in Gesù?

Secondo modalità simboliche reali, innestandosi in una storia


particolare è diventata universale.

I questo modo il modello che abbiamo chiamato “drammatico” (=


“azione”) diventa Teo-drammatico (= azione di Dio). Questa azione non si
è innestata mediante costrizioni, ma mediante una storia particolare
(nato, vissuto, morto…). In questo modo ha accettato di dipendere dalle
scelte del mondo. Questo è un Dio che si lascia condizionare da noi, fino a
farsi ammazzare. Affermando la verità della storia come razione vissuta
come dono di se all’altro.

La storia particolare di Gesù è il compimento della storia particolare


di Israele, la quale è compimento della storia di salvezza universale.

A noi resta mettere in evidenza come si collegano queste tre storie.

Per fare questo come possiamo fare?

Noi collochiamo la storia di Israele come la storia universale, ma la Bibbia


ci dice che questa è fatta da episodi particolari staccati tra di loro (Storia
di Abramo, storia in Egitto, quello che è accaduto nei giudici…). Questi

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episodi però sono tra loro isolati che trovano il loro culmine in Cristo
(per noi). È un Dio che fa storia con quel popolo fino a coinvolgersi
imprima persona.

Questa storia viene riconosciuta come alleanza. È un Dio che vuole fare
alleanza con noi. La storia di Israele è dell’alleanza, un Dio che si mette a
camminare con loro fino a dipendere da quel popolo. Dio si è legato a
quella gente accettando di dipendere da quelle storie positive e negative.

Gli episodi singoli entrano a fare parte della storia universale.


Questa è una lettura poetica.

Come possiamo identificare gli eventi particolare di questa storia


universale? La lettura profetica permette il riconoscimento degli eventi.

Troviamo 2 principi per identificare questi eventi:

Principio di elezione —> Dio sceglie gli eventi e li indica mediante la


lettura profetica (Dio mi fa capire gli eventi particolari che fanno parte
della storia universale mediante i profeti)

Principio di rappresentanza —> Dio non solo elegge, ma mostra che


quell’evento particolare, o quel particolare personaggio è per tutti. Gli
eventi salvifici sono sempre in vista e favore di tutti. Quando Dio sceglie
qualcuno lo sceglie per tutti. Ad un certo momento la storia particolare
viene riconosciuta come volontà di prendersi cura da parte di Dio di tutta
la storia umana.

Un gruppo di giudei nel I secolo, riconosce e confessa quel frammento di


storia come compimento escatologico della storia particolare di Israele e
con essa della storia universale.

Questa pretesa viene espressa in termini escatologici. Definitivo e


insuperabile rilevamento di Dio. La storia particolare di Gesù è
l’eskaton stesso. Gesù ha determinato il definitivo avvento.

Si da una attualizzazione anticipatrice dell’eskaton nel tempo


della storia che continua.

Se tutto il bene che Dio ci può dare è già stato dato in Gesù Cristo questa
storia che continua come può essere compresa?

Noi abbiamo parte mediante i sacramenti.

Punti del corso. - (Non chiaro)


Escatologico—> appena detto

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Pneumatologico—>

Proto-logico —> Quello che accaduto alla fine ha rivelato l’intenzione


originaria di Dio. Vale a dire che l’eskaton ha rivelato l’arche. Quello che
Dio ha dato alla fine era l’intenzione originaria di Dio. Cristo era presso Dio
in principio…

Quando ci si trova davanti a Gesù Cristo ci si trova davanti alla vita che
Dio voleva che ogni vita fosse vissuta.