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VIII domenica Tempo ordinario – Anno C – 3 Dalla Prima lettera di san Paolo apostolo ai

marzo 2019 Corinzi (15,54-58): Fratelli, quando questo


corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità
Invocazione iniziale: O Spirito Paraclito, uno e questo corpo mortale d’immortalità, si
col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno compirà la parola della Scrittura: «La morte è
nell'intimo dei cuori. Voce e mente si stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la
accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo
pungiglione?». Il pungiglione della morte è il
unisca in un'anima sola. O luce di sapienza,
peccato e la forza del peccato è la Legge.
rivelaci il mistero del Dio trino ed unico, fonte Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria
d'eterno Amore. Amen. per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!
Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e
Colletta (II): La parola che risuona nella tua irremovibili, progredendo sempre più nell’opera
Chiesa, o Padre, come fonte di saggezza e del Signore, sapendo che la vostra fatica non è
norma di vita, ci aiuti a comprendere e ad vana nel Signore. Parola di Dio.
amare i nostri fratelli, perché non diventiamo
giudici presuntuosi e cattivi, ma operatori
instancabili di bontà e di pace. Per il nostro Dal Vangelo secondo Luca (6, 39-45):
39
Signore Gesù Cristo... Disse loro anche una parabola: «Può
forse un cieco guidare un altro cieco? Non
cadranno tutti e due in un fosso? 40Un
Dal libro del Siràcide (27,5-8): Quando si discepolo non è più del maestro; ma
scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando ognuno, che sia ben preparato, sarà come
un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi il suo maestro. 41Perché guardi la
del ceramista li mette a prova la fornace, così il pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello
modo di ragionare è il banco di prova per un
e non ti accorgi della trave che è nel tuo
uomo. Il frutto dimostra come è coltivato
l’albero, così la parola rivela i pensieri del occhio? 42Come puoi dire al tuo fratello:
cuore. Non lodare nessuno prima che abbia «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che
parlato, poiché questa è la prova degli uomini. è nel tuo occhio», mentre tu stesso non
Parola di Dio. vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita!
Togli prima la trave dal tuo occhio e allora
[Sal 91] Rit.: È bello rendere grazie al ci vedrai bene per togliere la pagliuzza
Signore. dall'occhio del tuo fratello. 43Non vi è albero
-È bello rendere grazie al Signore e cantare al buono che produca un frutto cattivo, né vi
tuo nome, o Altissimo, annunciare al mattino il è d'altronde albero cattivo che produca un
tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte. (Rit.) frutto buono. 44Ogni albero infatti si
riconosce dal suo frutto: non si raccolgono
-Il giusto fiorirà come palma, crescerà come fichi dagli spini, né si vendemmia uva da
cedro del Libano; piantati nella casa del un rovo. 45L'uomo buono dal buon tesoro
Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo
(Rit.) cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il
male: la sua bocca infatti esprime ciò che
-Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno dal cuore sovrabbonda. Parola del
verdi e rigogliosi, per annunciare quanto è retto Signore.
il Signore, mia roccia: in lui non c’è malvagità.
(Rit.)
Il diavolo combatte con Dio e il campo di battaglia è il cuore dell'uomo» (F. Dostoesvskij, I fratelli
Karamazov, parte I, III, 3 - Confessioni di un cuore ardente. In versi)

VARIAZIONI SUL TEMA DEL CUORE

Dai Padri del deserto e orientali:

–Abba Antonio confessava: «A chi siede nel deserto per custodire la quiete con Dio… rimane una sola
guerra: quella del cuore» (Apoftegma 11)
–«Guai a coloro che hanno perduto il cuore. Che cosa faranno quando il Signore verrà a visitarli?»
(Esichio Presbitero, A Teodulo, 162)
–«Se hai cuore, puoi salvarti» (Pambone, Apoftegma 10)
–«Dio non guarda a quel che appare di ciò che diciamo o facciamo, ma alle disposizioni delle anime e
allo scopo per cui compiamo un atto visibile o esprimiamo un pensiero… L’uomo guarda al volto, Dio,
invece, al cuore» (Niceta Stetathos)
–«Il Signore non vede come l’uomo: l’uomo vede la faccia, mentre Dio vede il cuore» (Efrem il Siro)
–«Quando senti dire che Cristo disceso nell’ade liberò le anime che vi erano trattenute, non pensare
che queste cose siano molto lontane da quelle che si compiono tuttora. Credimi che il cuore è un
sepolcro dove sono seppelliti i pensieri e l’intelletto, afferrati da pesante tenebra. Viene dunque il
Signore, dalle anime che gridano a lui dall’ade, viene cioè nella profondità del cuore, e là, dando ordini
alla morte, dice: “Rimanda le anime prigioniere che hanno cercato me potente a salvarle”; poi, sollevata
la pesante pietra posta sull’anima, apre la tomba e risuscita colui che è veramente morto, liberando
l’anima reclusa dalla prigione senza luce» (Parafrasi di Simeone Metafrasto in centocinquanta capitoli
ai cinquanta discorsi di Macario Egiziano, 116, in La Filocalia, vol. 3, p. 327)
–«Quando lo Spirito Santo scende nel cuore degli uomini, essi si rinnovano e mettono rami nel timore
di Dio» (Giovanni Nano, Apoftegma 10)
–«Il timore di Dio, quando giunge nel cuore dell’uomo, lo illumina e gli insegna tutte le virtù di Dio»
(Giacomo, Apoftegma 3)
–«La sua grazia sempre visita i nostri cuori, in continuazione; se essa trova riposo, entra e dimora per
sempre nell’anima; se però non trova puro il cuore, subito si ritira» (Efrem il Siro)
–«Non ho mai lasciato nel mio cuore un pensiero che potesse far adirare Dio» (Silvano, Apoftegma 6)
–«Purifica il tuo intelletto dalla collera, dal rancore e dai pensieri turpi: allora potrai conoscere
l’inabitazione di Dio» (Massimo il Confessore)
–«Un cuore severo e impietoso non è mai puro. L’uomo compassionevole è medico della sua anima:
come con vento violento scaccia da dentro di sé la tenebra delle passioni» (Isacco il Siro)
–«Chi ama Dio e non giudica nulla più prezioso dell’amore di lui e del prossimo ha conosciuto anche
le profondità di Dio e i misteri del suo Regno» (Niceta Stetathos)
–«Misericordioso è chi trascende la sua giustizia, cioè colui che è compassionevole con gli uomini non
solo dando del suo, ma anche sopportando con gioia l’ingiustizia afflitta dagli altri e avendone pietà…
Non solamente dobbiamo sopportare con gioia l’ingiustizia – in ciò che attiene ai beni e alle altre realtà
esteriori –, ma occorre dare la propria vita per il fratello. Questi, infatti, è misericordioso e non chi ha
pietà del fratello facendo solo dei doni: chi, ascoltando o vedendo qualcosa che rattrista il fratello,
patisce un incendio nel suo intimo. Ugualmente, chi è stato percosso dal fratello e si rifiuta di
rispondergli duramente per non affliggerne il cuore… Quando egli vince la giustizia con la misericordia,
viene incoronato non con le corone dei giusti secondo la Legge, ma con quelle dei perfetti secondo
l’Evangelo» (Isacco il Siro)
–«Al misericordioso il Signore perdona immediatamente i peccati. Il misericordioso non rammenta il
male. Se anche è stato trattato ingiustamente o privato degli averi, rimane imperturbato, perché conosce
per esperienza la misericordia divina. Nessuno può sottrarti la misericordia del Signore: essa è infatti
inviolabile e dimora in alto, accanto a Dio» (Sofronio archimandrita)
–«Vuoi unirti a Dio nel tuo spirito, sperimentando quel godimento che non è soggetto ai sensi?
Lasciati guidare dalla misericordia: quando essa si trova nel tuo cuore, prende forma in te quella santa
bellezza a somiglianza della quale sei stato creato» (Isacco il Siro)
–«Abbi misericordia con tutti, perché la misericordia trova accesso sicuro davanti a Dio» (Pambone,
Apoftegma 14)
–«Come la pioggia, tanto più ne scende sulla terra, tanto più la ammorbidisce, così anche il santo
nome di Cristo, gridato e invocato frequentemente da noi, fa gioire e allieta la terra del cuore» (Esichio
Presbitero, A Teodulo, 41)
–«Quanto al calore e alla freddezza, è noto che il Signore è stato chiamato fuoco che riscalda e
infiamma i cuori e i reni. E se è così, allora il diavolo è freddo, e da lui è ogni freddezza. Perché, se non
è così, come mai dice: Allora si raffredderà la carità di molti?… Dunque, se sentiamo della freddezza
invochiamo Iddio, ed egli venendo ci riscalderà il cuore fino alla sua perfetta carità, non solo verso di lui
ma anche verso il prossimo; e la freddezza di colui che odia il bene sarà cacciata lontano dal suo calore»
(Barsanufio e Giovanni di Gaza, Epistolario, 18)
–«Non allontanare mai il cuore da Dio» (Palladio)
–«Ricordati sempre di Dio e la tua mente diverrà un cielo» (Nilo Asceta)
–«Come possiamo conservare il nostro cuore immune da peccato quando la porta della nostra lingua è
aperta?» (Vita e Detti degli Anziani del Sinai)
–«Beato chi si è preso a cuore l’edificazione e la salvezza degli altri!» (Efrem il Siro)
–«“Se l’uomo non conserva nel cuore il pensiero di essere peccatore, Dio non lo esaudisce”. Disse il
fratello: “Che cosa significa avere nel cuore il pensiero di essere peccatore?”. Dice l’Anziano:
“Significa che chi porta il peso dei propri peccati non guarda quelli del prossimo”» (Mosè, 3)
–«Per giungere all’amore di Dio, il nostro cuore deve compatire ed amare non l’uomo soltanto:
dobbiamo provare compassione per ogni creatura di Dio, per una foglia verde che hai strappato senza
alcuna ragione. Non è certo peccato, ma il cuore che ha imparato ad amare si affligge anche per la
foglia, come per l’intero creato» (Sofronio archimandrita)
–«Se il tuo cuore non si affanna a cercare il Signore in ogni cosa, tu non puoi progredire» (Barsanufio
e Giovanni di Gaza, Epistolario, 277)
–«Custodisci dunque la carità, come le pupille degli occhi: in essa vi sono luce e vita. Custodiscila: è
gioia per quanti ad essa si attaccano. È un bene divino, è condizione angelica. Custodiscila. Se l’amerai,
si rinnoverà, come di aquila, la tua giovinezza…, riuscirai in tutte le tue opere…, abiterà in te la grazia
di Dio, e la grazia sarà sorgente che farà scaturire rimedi per gli uomini, il suo profumo allieterà il tuo
cuore» (Efrem il Siro)
–«Un Anziano disse a un giovane monaco da lui visto entrare in osteria: “Fuggi nel deserto, dove ti è
possibile trovare la salvezza che desideri!”. “Suvvia, mio buon padre!”, rispose il giovane, “Dio non
chiede altro che un cuore puro!”. L’Anziano allora levò le mani al cielo e disse: “Gloria a Te, o Dio! Ho
trascorso cinquant’anni a Scete e non ho conseguito la purezza di cuore, mentre l'ha conseguita
quest'uomo che frequenta le osterie!”. Poi si rivolse al giovane monaco e disse: “Dio salvi te e non
deluda me nelle mie speranze…”» (Giovanni Mosco)

Da Agostino di Ippona:

–Quanto al nostro cuore: esso ha nel Signore e la luce e la voce e l'odore e il cibo. È tutte queste cose
perché non è alcuna di esse; e non è alcuna di esse perché di tutte è il creatore. Egli è luce per il nostro
cuore, per cui gli diciamo: Nella tua luce vedremo la luce. È melodia per il nostro cuore, e per questo gli
diciamo: Al mio udito tu darai esultanza e letizia. È profumo per il nostro cuore, e pertanto nei suoi
riguardi diciamo: Noi siamo il buon odore di Cristo. Se poi cercate il cibo - dato che siete digiuni - beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, e proprio del Signore Gesù Cristo è stato detto che è
diventato per noi giustizia e sapienza. Ecco, il banchetto è preparato. Cristo è la giustizia: non c'è posto
in cui non si trovi.
–Se vuoi conoscere se hai ricevuto lo Spirito, interroga il tuo cuore, per non correre il rischio di avere
il sacramento ma non l'effetto di esso. Interroga il tuo cuore e se là c'è la carità verso il fratello, sta'
tranquillo. Non può esserci l'amore senza lo Spirito di Dio, perché Paolo grida: L'amore di Dio è stato
diffuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che fu dato a noi.
–Il salmista: Ho corso nella via dei tuoi comandamenti, quando tu dilatasti il mio cuore.  Questa
dilatazione del cuore è l'amore.
–Amando il prossimo purifichiamo gli occhi del cuore per arrivare a vedere Dio.
–Sia dunque ognuno un albero buono. Non creda d'aver frutti buoni se rimane un albero cattivo. Non
saranno frutti buoni se non quelli d'un albero buono. Cambia il cuore e si cambierà l'opera. Estirpa dal
cuore l'avidità e piantaci la carità. Poiché allo stesso modo che l'avidità del denaro è la radice di tutti i
mali, così la carità è la radice di tutti i beni.
–Siamo forse già nel Cielo? Siamo nel Cielo secondo la fede. Se non fossimo nel Cielo come
potremmo dire: in alto il cuore? Se non fossimo nel Cielo come potrebbe dire l'apostolo Paolo: Perché
la nostra vita è nei Cieli? Con il corpo camminiamo in terra, con il cuore abitiamo nel Cielo. Abitiamo
nel Cielo se vi mandiamo qualche cosa che ci trattenga in esso. Nessuno infatti abita con il cuore se non
nel luogo cui pensa, e colà ove si volge il suo pensiero, ammassa il suo tesoro. Se ha ammassato il
tesoro in terra, il suo cuore non si allontana dalla terra; se ha ammassato il suo tesoro in Cielo, il suo
cuore non si allontana dal Cielo, come apertamente dice il Signore: Dove è il tuo tesoro, ivi sarà anche
il tuo cuore
–Al cuore cristiano Dio fa ammirare degli eventi così meravigliosi che nulla può trovarsi di più
giocondo. Occorre, però, avere il palato della fede capace di gustare il miele di Dio.
–Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che
si senta pellegrino e assetato in questo deserto, un cuore che sospiri la fonte... e capirà ciò che io dico

Dalla Liturgia Bizantina:

–Luce unica trifulgida, sostanza senza principio, bellezza inesplicabile, o Sovrano, abita nel mio cuore
e rendimi tempio luminoso e puro della tua Divinità.
–Luce indivisibile dell’unica natura, distinta nelle caratteristiche, trilucente, senza tramonto, illumina
il mio cuore con i tuoi fulgori.
–Il ladro sulla croce credette che tu sei Dio, o Cristo e confessò con cuore sincero, dicendo: Ricordati
di me, Signore, nel tuo regno.
–O Padre, fonte e radice, autore della comune Divinità che è nel Figlio e nello Spirito santo, fa’
scaturire nel mio cuore il trisolare splendore e rischiarami con la partecipazione al fulgore divinamente
efficace.
–Consolida sulla pietra della fede e dilata nell’oceano del tuo amore il cuore e la mente dei tuoi servi,
Unità trisolare; poiché tu sei il nostro Dio, in cui speriamo e non saremo delusi.
–Incircoscritta trisolare divina Maestà, che sapientemente e potentemente costituisci il mondo e lo
conservi sempre in ordine perfetto, abita anche nel mio cuore, perché senza sosta ti inneggi e glorifichi
con i cori degli angeli per tutti i secoli.
–Noi tuoi servi ti supplichiamo, piegando le ginocchia del cuore: Piega, o pura, il tuo orecchio, e
salvaci, immersi come siamo nelle tribolazioni.
–Te, o Cristo, che come Dio dalla tomba sei risorto, senza vederti con gli occhi, ma avendo creduto
con l’amore del cuore, te con inni noi magnifichiamo.
–Come la meretrice mi getto ai tuoi piedi per ottenere la remissione delle colpe, e al posto
dell’unguento, ti offro lacrime dal fondo del cuore, o Cristo Dio, affinché tu abbia compassione di me
come di lei, o Salvatore, e mi conceda il per-dono dei peccati, perché anch’io come lei a te grido:
Riscattami dal fango delle mie opere