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IMPRESSINISMO

Corrente artistica sviluppatasi in Francia nel 19° secolo.

La storia dell'impressionismo nasce ancora prima che si possa parlare di un vero e proprio
movimento: nel 1863 Napoleone III inaugurò il Salon des Refusés, per ospitare quelle opere
escluse dal Salon ufficiale.

La prima manifestazione ufficiale della nuova pittura si tenne il 15 aprile 1874, presso lo studio
del fotografo Felix Nadar.Questa mostra fu di per sé un'azione eversiva in quanto, al di là
dell'estrema modernità delle singole opere che sconvolse la critica, venne compiuta in risposta e
contro il Salon, che le aveva rifiutate, e gli studi accademici in generale.

Il nome di battesimo del nuovo movimento si deve ai critici d'arte dell'epoca, che definirono la
mostra Exposition Impressioniste, prendendo spunto dal titolo di un quadro di Monet,
Impression, Soleil levant. Inizialmente questa definizione aveva un'accezione negativa, che
indicava l'apparente incompletezza delle opere, ma poi divenne una vera bandiera del
movimento.

Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi,
che avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso era
usato in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi
,per esempio,prendono tinte insolite, come l'azzurro, il nero viene escluso, preferendo le
sfumature del blu più scuro o del marrone.

Si dipingeva en plein air, questo portò a scegliere un formato delle tele più piccole e, grazie
anche l'invenzione dei tubetti per i colori a olio e del cavalletto da campagna, tutto era facile da
trasportare.

Nonostante un filo colleghi tutti gli artisti impressionisti, sarebbe un errore considerare questo
movimento come monolitico. Ogni artista, infatti, secondo la sua sensibilità, lo rappresenta in
modo diverso. Per esempio Monet non si interessò principalmente alla rappresentazione di
paesaggi urbani, ma soprattutto naturali, arrivando negli ultimi anni della sua vita, a ritrarre
moltissime volte lo stesso soggetto (le Ninfee) in momenti diversi, per studiarne i cambiamenti
nel tempo. Altri, come Renoir o Degas, si interessarono invece alla figura umana in movimento
(ad esempio scene di vita quotidiana o ballerine).

MONET

Claude Monet, pittore francese, è uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo. Il giovane
Monet sviluppa una particolare predilezione per la pittura di paesaggio e inizia a dipingere en
plein air, all’aria aperta, di fronte agli scenari naturali che intende raffigurare. In questo modo,
coglie con immediatezza i colori e gli effetti di luce nel paesaggio.

A 19 anni a Parigi stringe amicizia con alcuni artisti che, come lui, intendono rinnovare la pittura.
Abbandonando le norme accademiche, invece di ispirarsi all’arte del passato, dipingono soggetti
tratti dalla realtà del loro tempo con uno stile che riproduce ciò che l’occhio vede. Monet ritrae
scene di vita moderna: scorci della città, momenti di svago all’aria aperta. Eliminando il disegno
di contorno, dipinge con piccoli tocchi di colore puro, privilegiando tonalità luminose e brillanti.

Nel 1874 Monet e gli artisti della sua cerchia organizzano una mostra nello studio del fotografo
Nadar a Parigi. Per l'occasione Monet espone: Impressione, levar del sole. È dal titolo di questo
dipinto che ha origine la definizione di Impressionismo.

MANET

La tecnica pittorica di Manet è profondamente innovativa e suscita accese polemiche negli


ambienti accademici sia per i soggetti raffigurati sia per la tecnica pittorica. Manet accosta colori
puri, disegna le figure con decise linee di contorno e abbandona la ricerca dei volumi eliminando
i toni cromatici intermedi e i chiaroscuri. Tra i primi disegni esposti abbiamo 'Dejuner sur l'herbe'
e 'Olympia'. Il nudo femminile di Le déjeuner sur l’herbe, per esempio, è ambientato in un parco
molto familiare ai parigini: questa scelta accentua il realismo della scena, e scandalizza l’opinione
pubblica.

DEGAS

Edgar Degas è un pittore francese dell’Ottocento. Vicino al gruppo degli impressionisti, ama però
definirsi artista indipendente. Le sue prime opere rivelano grande abilità tecnica. Interessato
principalmente alla figura umana, Degas si distingue nel genere del ritratto.

Dagli anni ’60 la pittura di Degas mostra elementi sempre più innovativi, sia nei temi, sia nello
stile. Acuto osservatore, dipinge opere ispirate alla vita moderna: corse di cavalli, scene di caffè-
concerto, interni domestici che hanno la vivacità di una fotografia istantanea.

L’impostazione diagonale, che conferisce profondità all’immagine, è un tratto distintivo della


pittura di Degas.

Dal 1874 al 1886 Degas espone alle mostre degli impressionisti, con i quali condivide la
predilezione per i soggetti tratti dalla realtà contemporanea.

Tuttavia, a differenza degli altri impressionisti, che dipingono solo con tocchi di colore, Degas non
rinuncia alla linea di contorno, che nelle sue opere è sempre netta e marcata. Inoltre, al contrario
dei compagni, l’artista non ama dipingere all’aperto. Osserva attentamente i soggetti che intende
rappresentare, preferisce dipingere in studio, sulla base del ricordo e dell’elaborazione mentale.
Dagli anni ’80, Degas rappresenta soprattutto figure femminili nell’atto di svolgere le loro attività
quotidiane. Stiratrici al lavoro, ballerine alla sbarra, signore che provano abiti e cappelli nei
negozi di moda.

POSTIMPRESSIONISMO
Il postimpressionismo è un termine convenzionale, usato per individuare le molteplici esperienze
figurative sorte dopo l’impressionismo. Il denominatore comune di queste esperienze è proprio
l’eredità che esse assorbono dallo stile precedente. Il postimpressionismo, tuttavia, non può
essere giudicato uno stile in quanto non è assolutamente accomunato da caratteri stilistici unici.
Esso è solo un’etichetta per individuare un periodo cronologico che va all’incirca dal 1880 agli
inizi del 1900.

La grande novità dell’impressionismo è stata la rivendicazione di una specificità del linguaggio


pittorico che ponesse la pittura su di un piano totalmente diverso. Da ricordare che, in questi
anni, la nascita della fotografia aveva messo a disposizione uno strumento di riproduzione della
realtà totalmente naturalistico. La fotografia registra la visione ottica con una fedeltà e velocità a
cui nessun pittore potrà mai giungere. Competere con la fotografia sul piano del naturalismo
sarebbe stato perdente e perfettamente inutile. Alla pittura bisognava trovare un’altra specificità
che non fosse quella della riproduzione naturalistica. Agli inizi del Novecento, l’arte, ed in
particolare la pittura, hanno completamento cambiato funzione: non riproducono, ma
comunicano.

Nel breve volgere di pochi decenni, le premesse di questo nuovo atteggiamento porteranno a
rivoluzioni totali nel campo dell’arte dove, la nascita dell’astrattismo, intorno al 1915, sancisce
definitivamente la rottura tra arte e rappresentazione del reale.

ESPRESSIONISMO

Nella fase del postimpressionismo l’attività di alcuni pittori crea le premesse di uno degli stili
fondamentali del Novecento: l’espressionismo. Il termine «espressionismo» nacque proprio in
opposizione a quello di «impressionismo». I pittori impressionisti esprimono le proprie
sensazioni visive. Esprimono, in sostanza, le emozioni del proprio occhio. I pittori espressionisti
vogliono esprimere molto di più. Vogliono esprimere tutta le proprie emozioni interiori e
psicologiche, non solo quelle sensoriali ottiche.

Quello che storicamente viene definito «espressionismo», nasce intorno al 1905


contemporaneamente in Francia ed in Germania con due gruppi artistici: i «Fauves» e «Die
Brucke». Questa pittura non riproduce realtà visibili dall’occhio, ma riproduce il riflesso interiore
della realtà esterna.

I pittori del periodo esprimono una forte carica di drammaticità che li pone su un piano opposto
rispetto all’impressionismo.

CEZANNE

Paul Cézanne, pittore francese dell’Ottocento, è considerato uno dei padri della pittura moderna.
I dipinti della sua prima fase mostrano uno stile realista. Sono caratterizzati da colori cupi, forme
vigorose e impasti molto densi. Nei primi anni ’70 Cézanne si avvicina alla cerchia degli
impressionisti, in particolare a Camille Pissarro. Influenzato da quella pittura rarefatta, basata
sugli effetti di luce, Cézanne comincia a dipingere all’aperto; schiarisce i colori e li stende a piccoli
tocchi. Tuttavia, la ricerca di Cézanne prende presto una direzione opposta a quella degli
impressionisti. Interessato alla struttura delle cose, ai valori eterni ed immutabili della forma,
Cézanne costruisce solide geometrie, concentrandosi sulla composizione dell’immagine e sullo
studio dei volumi.Come afferma lui stesso, intende “trattare la natura secondo il cono, il cilindro,
la sfera, il tutto messo in prospettiva”. Dalla fine degli anni ’70, Cézanne applica questo principio
a una serie di soggetti ricorrenti. La natura morta si presta particolarmente bene alla paziente
analisi dei volumi e allo studio della prospettiva. Ma lo stesso principio è applicato alla figura
umana. Tra le opere a cui Cézanne lavora più intensamente vi è la serie delle bagnanti. I corpi,
profilati da nitidi contorni, si inseriscono perfettamente nell’ambiente grazie allo studio attento
delle pose, che riprendono l’inclinazione degli alberi. Sui nudi, i tocchi di colore azzurro-verde
richiamano le tonalità della natura circostante. L’ultimo ciclo è dedicato alla Montagna Sainte-
Victoire. Nelle opere di questa serie l’artista dipinge il monte da diversi punti di vista. Le tele
sono costruite con piccoli tasselli di colore che sembrano scomporre la natura e riprodurne la
struttura nascosta. Questi dipinti apriranno la strada allo sviluppo del Cubismo.

VAN GOGH

Esordisce con opere realiste in cui prevalgono colori cupi: nature morte, scene di villaggio,
contadini, tessitori, dipinti con intensa partecipazione emotiva. Appartiene a questa prima fase I
mangiatori di patate. Nel 1886 van Gogh si stabilisce a Parigi, presso il fratello Theo, che lavora
come mercante d'arte. Nella capitale francese, conosce gli sviluppi più recenti dell’arte moderna
e imprime una svolta alla sua pittura. Ora usa colori chiari e brillanti, che stende con pennellate
allungate. Amplia la gamma dei suoi soggetti, dipingendo ritratti e scene della città.

Nel 1888 si reca ad Arles, in Provenza alla ricerca di quiete. Qui dipinge paesaggi inondati di luce,
campi di grano e giardini fioriti. Abita nella famosa “casa gialla”, dove sogna di istituire una
comunità di artisti. Ad Arles lo raggiunge l’amico pittore Paul Gauguin. Per un breve periodo i
due dipingono insieme, ma presto emergono i contrasti. Dopo un violento litigio, Gauguin decide
di andarsene. Van Gogh, profondamente scosso, si taglia un orecchio. Colpito da frequenti crisi
nervose, è ricoverato a più riprese all’ospedale di Arles. In seguito, decide di entrare all’istituto
psichiatrico di Saint-Remy.

Suo grande conforto è l’affetto del fratello Theo, con il quale intrattiene una fitta corrispondenza.
Nonostante i problemi di salute, van Gogh seguita a dipingere, sia durante i ricoveri, sia ad
Auvers-sur-Oise, dove si trasferisce nella primavera del 1890. Qui, il dottor Gachet, suo amico e
appassionato d’arte, si prende cura di lui. Nelle sue ultime opere, il colore diventa sempre più
intenso e materico, e la pennellata diventa sempre più mossa, fino a distorcere le forme.
Esemplare è Notte stellata dove il dato naturale è quasi trasfigurato. Nell’estate 1890, mentre sta
dipingendo in mezzo ai campi di grano van Gogh è colpito dall’ultima crisi nervosa. Muore il 29
luglio 1890, a 37 anni, dopo essersi sparato al petto.

DIE BRUCHE

Die Brücke ("Ponte") è stato un gruppo di artisti dell'avanguardia tedesca formatosi nel 1905.

Gli intenti della Die Brucke sono imbevuti della filosofia di Nietzsche ( da cui prende anche il
nome), il cui ideale è quello del superuomo, l'unico che, elevandosi dalla massa, è capace di
intendere la realtà del mondo. Il Die Brucke vuol porsi come l'ideale ponte tra vecchio e nuovo,
contrapponendo all'Ottocento realista e impressionista un Novecento violentemente
espressionista e antinaturalista.

Il gruppo dei Die Brucke elaborò nel 1906 un manifesto. L'espressione di un impulso creativo
accomuna tutte le personalità del gruppo. I soggetti sono abbastanza eterogenei: essi sono tratti
da scene di realtà metropolitana, sono nudi nel paesaggio o interni, gruppi di ballerine e scene di
circo. Nei dipinti si riscontra un enfatizzazione dei colori e una voluta spigolosità delle forme,
legate da un'ironia sottile, dolorosa e a volte macabra.

FAUVES

Con il termine fauves si indica un movimento artistico d'avanguardia, che in realtà è un gruppo di
pittori, perlopiù francesi, che nella prima parte del Novecento diedero vita a un'esperienza di
breve durata temporale, ma di grande importanza nell'evoluzione dell'arte, perché ne
proponevano l'innovazione.

I Fauves si differenziarono dall'espressionismo tedesco per una minore angoscia esistenziale, un


minore intento polemico e critico nei confronti della società e, allo stesso tempo, un maggiore
interesse per il colore, usato in modo libero e in funzione anche emotiva, oltre che costruttiva.

La loro arte si basava sulla semplificazione delle forme, sull'abolizione della prospettiva e del
chiaroscuro, sull'uso di colori vivaci e innaturali, sull'uso incisivo del colore puro, spesso
spremuto direttamente dal tubetto sulla tela e una netta e marcata linea di contorno.
L'importante non era più, come nell'arte accademica, il significato dell'opera, ma la forma, il
colore, l'immediatezza.

MATISSE

Maggiore esponente del fauves. Ispirato particolarmente dall'arte africana. Le sue opere sono
ricche di arabeschi e inserti che rimandando a diversi paesi

CUBISMO

Il Cubismo nacque a Parigi nel 1907 dalle ricerche di Pablo Picasso e Georges Braque

I pittori cubisti si proponevano di rappresentare la realtà raffigurando gli oggetti non come
appaiono ma come li percepisce la nostra mente. L’artista dipingeva lo stesso oggetto come se
fosse visto contemporaneamente da vari punti di vista; inoltre queste immagini venivano
intersecate per ricomporre la totalità dell’immagine. È una percezione del tutto nuova

Un ruolo fondamentale nello sviluppo del Cubismo ebbero la pittura di Cézanne, con la sua
rigorosa sintesi di volumi geometrici, e lo studio delle culture primitive e della scultura africana.

Cubismo analitico

In questa periodo gli artisti sperimentano un linguaggio artistico che consente loro di
rappresentare in modo totale la realtà, in base ad un intento assolutamente razionale,
ponendosi di fronte ad essa con un atteggiamento scientifico e, appunto, analitico.

I cubisti tendono sempre a non rappresentare la dimensione interiore, bensì una realtà concreta.
Le rappresentazioni tradizionali della realtà sembrano parziali e di contro sviluppano una tecnica
pittorica che segna la dissoluzione della prospettiva tradizionale. Partendo dalla meditazione
sull'operato di Paul Cezanne, puntano ad una riorganizzazione dello spazio pittorico, sviluppando
una lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista secondo cui il
soggetto rappresentato viene osservato.

Il cubismo reagisce direttamente all'Impressionismo accentuando il valore del volume su quello


del colore, che viene eliminato quasi totalmente (al massimo vengono utilizzate le gamme del
grigio e del bruno) e gli elementi chiaroscurali sono dati da luce ed ombra. Il colore infatti è visto
come componente solo decorativa, come elemento di disturbo per l’artista quanto per lo
spettatore, capace di distogliere entrambi dalla necessità di analizzare ed indagare la realtà.

Cubismo sintetico

Tra il 1910 e il 1911 Picasso e Braque si rendono conto che spezzando troppo la superficie
pittorica, i suoi singoli frammenti non sono più ricomponibili virtualmente e l'opera si avvicina
sempre più ai caratteri dell'astrattismo, infatti i cubisti non vogliono perdere la riconoscibilità
dell'oggetto.

Con la collaborazione di Juan Gris elaborano una serie di tecniche per uscire da questo
paradosso in cui sono incappati portando alle estreme conseguenze la loro tecnica di
rappresentazione del reale. Introducono nel quadro frammenti di realtà, di oggetti reali
combinati alle parti dipinte (tecnica del collage).

PICASSO

Dal 1901 lo stile di Pablo picasso iniziò a mostrare dei tratti originali.

Ebbe inizio il cosiddetto «periodo blu» che si protrasse fino al 1904. Il nome a questo periodo
deriva dal fatto che Pablo picasso usava dipingere in maniera monocromatica, utilizzando
prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili. I soggetti erano soprattutto
poveri ed emarginati. Pablo picasso li ritraeva preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate
e con aria mesta e triste. Ne risultavano immagini cariche di tristezza. Dal 1905 alla fine del
1906, Pablo picasso schiarì la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più
calde rispetto al blu. Iniziò quello che, infatti, viene definito il «periodo rosa». Oltre a cambiare il
colore nei quadri di questo periodo cambiarono anche i soggetti. Ad essere raffigurati sono
personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte, quali Arlecchino.

La svolta cubista avvenne tra il 1906 e il 1907. In quegli anni vi fu la grande retrospettiva sulla
pittura di Cezanne, da poco scomparso, che molto influenza ebbe su Pablo picasso.E, nello stesso
periodo, come molti altri artisti del tempo, anche Pablo picasso si interessò alla scultura africana,
sulla scorta di quella riscoperta quell’esotico primitivo che aveva suggestionato molta cultura
artistica europea da Gauguin in poi. Da questi incontri, e dalla volontà di continua
sperimentazione che ha sempre caratterizzato l’indole del pittore, nacque nel 1907 il quadro
«Les demoiselles de Avignon» che segnò l’avvio della stagione cubista di Pablo picasso.

FUTURISMO

Il termine avanguardia deriva dal linguaggio militare dove è utilizzato per indicare la prima linea
che avanza sul campo di battaglia, quella che per prima si getta all’attacco del nemico, che apre
la strada al grosso dell’esercito.

La parola è stata quindi acquisita dalla Storia dell’Arte per indicare una serie di nuovi linguaggi
che nascono e si affermano in Europa nei primi venti anni del ’900. Linguaggi in alcuni casi anche
molto diversi tra loro, che hanno però in comune un sentimento rivoluzionario nei confronti
della tradizione e l’obbiettivo di porsi in avanti, proprio come l’avanguardia militare, rispetto alle
esperienze del secolo precedente.

Il primo manifesto del Futurismo è pronto all’inizio del 1909. In undici punti descrive l’identità
del gruppo futurista e i suoi propositi. Fiducia incondizionata dunque nel progresso, nella
tecnologia, nella capacità dell’uomo di dominare la natura, di determinare il corso della storia. Il
manisfesto viene pubblicato a Parigi sul giornale Le Figaro. Perchè l'italia non era pronta a una
simile rivoluzione essendo proprio la culla dell'accademismo.

Contro le tendenze della pittura tradizionale e contro il passatismo borghese, Marinetti inneggiò
alla nascita di un’arte fortemente caratterizzata in chiave dinamica, espressione di una nuova
società urbanizzata e industrializzata, capace di fornire nuovi miti portatori di una nuova
bellezza: la velocità. I soggetti principali del movimento furono “le grandi folle agitate dal lavoro
e dalla sommossa”, le rivoluzione delle capitali moderne, il fervore notturno dei cantieri
incendiati dalle violenti luci elettriche, le automobili da corsa, i piroscafi e gli aeroplani, tutto ciò
che rappresenta il ritmo frenetico della trasformazione della società contemporanea compresa la
lotta violenta e la guerra rigeneratrice.

In queste opere scomparve la differenza fra oggetti e spazi, fra elementi immobili e dinamici.
Inoltre i futuristi avranno un ruolo di primo piano tra gli interventisti e i fascisti: l’atteggiamento
aggressivo non sarà più riferito solamente alla loro produzione letteraria e artistica ma anche alle
loro posizioni politiche e ai loro comportamenti.

Spinti dal culto per l’azione su posizioni interventiste, allo scoppio della prima guerra mondiale
alcuni futuristi partiranno per il fronte. Tra di essi Umberto Boccioni.

SURREALISMO

Il Surrealismo è un movimento culturale sorto a Parigi dopo la Prima guerra mondiale. Nato
come corrente letteraria, riguarda principalmente la poesia. In seguito, si estende alle arti visive,
influenzando la pittura, la scultura, il cinema. Si presenta come un movimento rivoluzionario. Per
questo, propone una nuova concezione della realtà e una nuova idea di bellezza. Il Surrealismo
intende esprimere ciò che va oltre la realtà tangibile. Si propone di rappresentare la dimensione
del sogno, i turbamenti dell’inconscio, le libere associazioni del pensiero. Per fare questo, è
necessario oltrepassare i limiti della ragione e accantonare il buon senso comune, dando libero
sfogo all’immaginazione.

Secondo questa concezione, la bellezza di un’opera risiede nella sua forza visionaria, nella sua
capacità evocativa, nell’effetto straniante che suscita. Il Manifesto del Surrealismo è pubblicato a
Parigi nel 1924. Lo redige il teorico del movimento, André Breton. Breton è approdato alla critica
d’arte dopo aver studiato medicina. Interessato alle teorie di Sigmund Freud sul funzionamento
della mente, sostiene che l’arte possa porsi come sintesi fra la sfera della veglia e quella del
sogno.