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CAPITOLI SALTATI: 3(ECONOMIA E LAVORO), parte sui gruppi (non si trova nel libro)

FONDAMENTI DI SOCIOLOGIA

S01
Una definizione: • La sociologia è una disciplina che studia scientificamente le società umane, e il
comportamento sociale. • Soggetto conoscente e oggetto conosciuto • Senso comune (ciò che è
scontato) ed etnocentrismo • Il sociologo, secondo Mills, deve avere la capacità di esercitare
l’immaginazione sociologica che consiste nel vedere da un punto di vista «altro» (liberandocisi dai
condizionamenti della situazione personale), in termini di strutture e istituzioni (C. Wright Mills), e
cioè permette di vedere come eventi che sembrano interessare solo un singolo individuo, in realtà
sono legati a questioni più ampie; quindi si inizia ad esercitare l’immaginazione sociologica quando
si concepisce la vita sociale attraverso i concetti di “società”(=gruppo di persone che vivono in un
determinato territorio condividendo caratteristiche culturali comuni; essa comprende anche le
istituzioni), “istituzioni”(=famiglia, governo ecc) e “struttura sociale” (=modelli persistenti delle
relazioni tra persone, gruppi e istituzioni). Dunque alcuni compiti della sociologia sono per
esempio studiare il valore simbolico dei riti sociali quotidiani, capire i motivi alla base delle
differenze culturali, studiare lo sviluppo storico-sociale che sta dietro ad un qualsiasi gesto,
esplorare le connessioni tra quello che la società fa di noi e quello che noi facciamo di noi stessi,
con la consapevolezza che le società umane sono caratterizzate da un interminabile processo di
strutturazione/evoluzione (come dimostrato dagli eventi rivoluzionari). In poche parole, la
sociologia studia il perché accadono i fatti e per fare ciò vengono costruite delle teorie che li
spieghino, le quali devono essere verificate tramite la ricerca empirica. Le teorie vengono anche
formulate anche in riferimento al modo in cui occorre studiare la vita sociale • Paradigmi (più di
uno): -Azione (micro) / struttura (macro) (cioè lo studio del comportamento quotidiano nelle
interazioni dirette è detto “microsociologia”, mentre l’analisi delle grandi strutture sociali e dei
processi di cambiamento è detta “macrosociologia”: tuttavia vi sono delle interazioni tra i livelli
macro e micro poiché le interazioni nei micro contesti influisce sui grandi processi sociali e
viceversa) -Ordine/conflitto -Ponti…?
Sociologia e scienze sociali: • Soluzione gerarchica (Auguste Comte) • Soluzione residuale (Walter
Runciman) • Soluzione analitico-formale (Georg Simmel) • Secondo Burawoy esistono 4 tipi di
sociologia: – Sociologia professionale (disciplina accademica che si studia nelle università che
accumula conoscenze) – Sociologia pratica (ricerche ad hoc/studi che perseguono obiettivi definiti
da committenti come uffici pubblici) – Sociologia critica (deontologia, cioè l’insieme delle regole
morali che disciplinano l’esercizio di tale disciplina\smaschera gli assunti fatti dalla sociologia
professionale) – Sociologia pubblica (dialogo con la società: dialoga direttamente con i gruppi
sociali e, a differenza di quella professionale che però produce i metodi di ricerca e le teorie
necessarie affinchè quella pubblica possa essere attuata, ammette la possibilità che i loro interessi
possano modellare la disciplina stessa)
Origini della sociologia: i primi studi circa la vita sociale risalgono alla rivoluzione francese (1789) e
alla rivoluzione industriale (19° secolo), le quali modificarono i modi di vita tradizionali e di
conseguenza i fondatori della sociologia si chiesero il perché di tali cambiamenti• Cambiamento
sociale• Modernità• Globalizzazione: serie di processi che comportano crescenti flussi
multidirezionali di beni, persone e informazioni in tutto il pianeta e tramite cui individui, gruppi e
nazioni diventano più interdipendenti; l’elemento fondamentale della globalizzazione è lo sviluppo
della ICT (tecnologia dell’informazione e della comunicazione) che grazie per esempio ad internet,
tv ecc ha accresciuto la velocità e l’ampiezza delle interazioni tra persone di goni parte del mondo,
ha facilitato la circolazione di informazioni e ha accresciuto il senso di responsabilità sociale,
poiché la comunità ha acquisito la sensazione di avere il dovere di agire per difendere i diritti
umani delle persone la cui vita è in pericolo; altri fattori della globalizzazione sono per esempio lo
sviluppo delle imprese transnazionali che sono aziende che producono beni e servizi in più di un
paese e l’ascesa dell’individualismo, poiché essa spinge l’individuo a vedere in modo più aperto e
riflessivo chiamandolo ad adattarsi costantemente all’ambiente in mutamento. In generale in
riferimento al concetto di “globalizzazione” esistono 3 scuole di pensiero: 1)iperglobalisti, secondo
cui la globalizzazione porterà a un nuovo ordine globale in cui le forze di mercato (produzione e
commercio) saranno più potenti dei governi internazionali i quali stanno perdendo il potere di
controllo 2)Scettici, secondo cui la globalizzazione non avrà degli effetti così esagerati e i governi
nazionali conservano sempre un ruolo fondamentale nel regolamentare l’attività economica,
poiché secondo loro l’economia mondiale non è davvero globalizzata, ma si parla invece di
processi di “regionalizzazione” 3) trasformazionalisti, secondo cui la globalizzazione determina dei
cambiamenti nelle società contemporanee ma mantenendo comunque l’esistenza delle vecchie
strutture (infatti alcuni affermano che addirittura le forza globali possono avere l’effetto di
rafforzare i valori tradizionali) • Rivoluzione scientifica • Rivoluzione industriale • Rivoluzione
politica
I fondatori della sociologia:

• Auguste Comte: Egli coniò la parola “sociologia” (per distinguere il suo pensiero dai suoi
contemporanei che la definivano “fisica sociale”), riferendosi ad una scienza della società
che potesse spiegare le leggi del mondo sociale così come le scienze naturali spiegano le
leggi del mondo fisico; in particolare egli era intenzionato a far diventare la sociologia una
“scienza positiva” in grado di applicare gli stessi metodi scientifici delle scienze naturali e
che, osservando l’evidenza\realtà empirica, potesse individuare le leggi che spiegano le
relazioni causali tra i fenomeni sociali osservati al fine di prevederne la ripetizione futura.
Egli formulò la “legge dei tre stadi” secondo cui la comprensione del mondo sociale si è
evoluta passando per tre stadi: 1) stadio teologico: il pensiero viene guidato da idee
religiose 2) stadio metafisico: la società è vista in termini naturali e non soprannaturali 3)
stadio positivo: avviene l’applicazione del metodo scientifico. Inoltre i suoi pensieri
nascevano dalle disuguaglianze che erano state generate dall’industrializzazione le quali
minacciavano la coesione sociale
• EMILE DURKHEIM: egli riteneva che si dovessero studiare i fatti sociali con la stessa
oggettività con cui gli scienziati studiano la natura, dove con “fatti sociali” si intende
l’insieme di quelle istituzioni o regole dell’agire che determinano il comportamento umano.
In particolare egli si sofferma sul concetto di “solidarietà sociale e morale”, cioè ciò che
“tiene insieme la società” e che si ha nel momento in cui nei gruppi sociali esistono valori e
coatumi condivisi. Tuttavia, egli afferma (nel suo “la divisione del lavoro sociale”) che l’era
industriale ha portato un mutamento sociale con cui si è affermato un nuovo tipo di
solidarietà: infatti mentre prima le società tradizionali erano caratterizzate dalla
“solidarietà meccanica”, in cui la scarsa divisione del lavoro faceva si che gli individui
avessero occupazioni simili e che quindi fossero legati da esperienze e credenze condivise
comuni, invece con l’industrializzazione che ha portato alla specializzazione delle mansioni
e alla crescente differenziazione sociale, si afferma una “solidarietà organica” per cui
svolgendo attività diverse tra loro, gli individui diventano più dipendenti gli uni dagli altri.
Di conseguenza egli affermava che, dato che i processi di cambiamento nel mondo
moderno (cambiamento di società, stili di vita ecc) sono troppo rapidi, ciò implicava che i
vecchi valori andassero perduti senza che altri ne prendessero il posto; egli indicava questa
condizione di disagio caratterizzata da senso di inutilità, timore e disperazione, derivante
dalla diffusa percezione di assenza di significato e di struttura nell’esistenza, con il termine
“anomia”.
• Karl Marx: egli si concentrò sul concetto di “capitalismo”, cioè il novo modo di produzione
(diverso dai precedenti) che si era affermato tramite lo sviluppo industriale e che era
caratterizzato da due elementi: il capitale, ovvero i mezzi di produzione che erano
posseduti dalla classe dominante (borghesia\capitalisti) e il lavoro salariato che invece si
riferiva all’insieme di lavoratori che non possedevano mezzi di produzione e che
costituivano il proletariato (classe subordinata). Quindi i capitalisti e gli operai dipendevano
gli uni dagli altri, ma tale dipendenza era sbilanciata; il capitalismo era un sistema classista
caratterizzato da un rapporto conflittuale tra classi. Tuttavia, Marx affermava che tali
conflitti tra classi fossero il motore della storia (“Manifesto del partito comunista”): infatti,
così come i sistemi feudali (che erano basati sulla lotta tra proprietari terrieri e servi della
gleba) vennero spazzati dalla comparsa della borghesia, allo stesso modo la borghesia
sarebbe stata spazzata via dal proletariato tramite una rivoluzione dei lavoratori che
avrebbe dato vita a una nuova società in cui non vi sarebbe più stata la divisione tra
proprietari e lavoratori (stadio del COMUNISMO).
• MAX WEBER: egli individua alcune caratteristiche delle società industriali e nella sua opera
“l’etica protestante e lo spirito del capitalismo” egli sottolinea l’importanza dei valori
religiosi (puritanesimo) nella creazione della mentalità capitalista. Egli inoltre riteneva che
la sociologia dovesse studiare l’agire sociale e cioè le azioni individuali facendo riferimento
al concetto di “tipi ideali”, cioè quei modelli caratterizzati da caratteristiche comuni che
possono essere utilizzati per indagare e comprendere un fenomeno sociale (es: il tipo
ideale di gruppo terrorista è dato da un insieme di caratteristiche comuni che lo
definiscono), dove con “ideale” egli non si riferisce alla perfezione o alla desiderabilità ma
al fatto che i tipi ideai sono forme pure o monodimensionali di fenomeni reali. Inoltre
Weber sosteneva che con l’industrializzazione le credenze nella religione e nelle usanze
tradizionali fossero state sostituite dal calcolo strumentale razionale, cioè un processo di
razionalizzazione tendente al raggiungimento dell’efficienza che lasciava poco spazio al
sentimento e allo spirito umano.
Il pensiero degli ultimi 3 autori ha dato vita a 3 tradizioni di ricerca all’inerno della storia della
sociologia:

• FUNZIONALISMO (Durkheim): secondo tale pensiero la scoietà è un sstema complesso le


cui parti cooperano per produrre stabilità così come un orgamismo vivente le cui
comonenti operano in funzione delle altre al fine di permettere il funzionamento
complessivo (della società); la sociologia ha dunque il compito di indagare le relazioni che
le varie parti intrattengono ta loro. In particolare secondo il funzionalismo per garantire la
stabilità della scoietà è fondamentale che vi sia un consenso morale che si raggiunge
quando gli individui condividono gli stessi valori. I principali esponenti del funzionalismo
(fino agli anni 60) furono Parson e Merton; quest’ultimo distingueva tra funzioni
MANIFESTE (le funzioni di un’attività sociale note ai partecipanti) e quelle LATENTI (quelle
di cui i partecipanti non hanno consapevolezza). Merton distingue anche le funzioni dalle
disfunzioni del comportamento sociale, che sono quegli aspetti della vita sociale che
contraddicono l’ordine esistente delle cose (per es: i conflitti sociali).
• TEORIE DEL CONFLITTO (Marx): esse propongono un modello di funzionamento della
società secondo cui quest’ultima è composta da gruppi distinti (quelli dominanti e quelli
svantaggiati), ciascuno guidato dal proprio interesse, il che comporta la costante presenza
di un conflitto; in particolare l’obiettivo di tali teorie è quello di studiare come vengono
mantenute le relazioni di dominio. Un esempio di teoria del conflitto è il femminismo che si
concentra sulla disparità tra uomini e donne nelle società.
• INTERAZIONISMO SIMBOLICO (Weber): tale movimento teorico, come afferma Mead, si
concentra sull’interesse per il linguaggio e il significato: il linguaggio permette all’individuo
di diventare autocosciente e consapevole della sua individualità tramite i SIMBOLI (le
parole, i gesti e le altre forme di comunicazione non verbale infatti sono dei simboli che
rappresentano ciò che vogliamo dire. In particolare tale movimento si concentra sull’analisi
delle interazioni dirette che avvengono nella vita quotidiana.

Azione, interazione, relazione


L’azione sociale: Con azione sociale “si deve […] intendere un agire che sia riferito – secondo il suo
senso, intenzionato dall’agente o dagli agenti – al comportamento di altri individui, e orientato nel
suo corso in base a questo” (Weber, 1922, p. 4).
Definizione della situazione. Profezie che si autoadempiono.
• Azione razionale rispetto ad uno scopo • Azione razionale rispetto ad un valore • Azione
tradizionale • Azione determinata affettivamente
La classificazione di Habermas: • Agire teleologico • Agire normativo • Agire drammaturgico
Interazioni e relazioni: • Differenze • Tipi: – Interazioni dirette/indirette – Interazioni focalizzate
(=si verificano quando un individuo presta direttamente attenzione a ciò che gli altri fanno o
dicono; un tipo di interazione focalizzata è l’incontro)/non focalizzate(=si verificano quando gli
individui si limitano a mostrare reciproca consapevolezza dell’altrui presenza) – Incontri (= si
hanno nel momento in cui avviene un’“apertura” che segnala il superamento della disattenzione
civile): • Si distinguono: Espressioni trasmesse consapevolmente (=parole ed espressioni del volto
che gli individui usano per produrre sugli altri determinate impressioni) e espressioni che
trapelano inconsapevolmente (=i segni che gli altri possono cogliere nel verificare la sincerità o la
veridicità di ciò che si dice) – Relazioni cooperative/competitive
L’approccio drammaturgico: Goffman al fine di capire perché le persone si comportano in un certo
modo e quindi descrivere il mondo sociale, usa un’analogia drammaturgica: Tutto il mondo è un
palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori. Hanno le loro uscite e le loro
entrate; e un uomo nel suo atto interpreta diverse parti (W. Shakespeare, Come vi piace,
monologo di Jaques). In particolar modo Goffman afferma che la vita sociale può essere divisa in
ribalta (=quelle circostanze sociali in cui gli individui agiscono secondo dei ruoli codificati
“recitando come in un palcoscenico”) e i retroscena (=quegli spazi in cui gli individui si preparano
all’interazione che dovrà avvenire nella ribalta e in cui possono abbandonarsi a sentimenti e
comportamenti che tengono sotto controllo quando si trovano in scena). Goffman:
ribalta/retroscena/maschere/frame
I rituali dell’interazione: • Giochi di faccia: «posta», controllo delle impressioni (=poiché ogni
individuo è sensibile al modo in cui viene visto dagli altri, egli si sforza di esercitare forme di
controllo delle impressioni che essi possono avere su di lui), allineamento • Rituali (routine) e
repertori sociali (disattenzione civile=secondo Goffman si riferisce a quegli atti quotidiani inconsci
che in genere si fanno con gli sconosciuti per strada, come per esempio uno scambio veloce di
sguardi, che segnalano all’altro di avere preso atto della sua presenza senza però mettere in atto
nessun tipo di gesto che possa essere interpretato come troppo invadente; ciò perché la vita
quotidiana deve svolgersi in maniera efficiente senza alcun tipo di timore) → Ruoli (=aspettative
socialmente definite a cui deve prestare attenzione una persona che appartiene a un certo status
o posizione sociale) • Ruoli incongruenti: – Delatore – Compare – Intermediario – Spettatore puro
– Non-persona • Stigmatizzazione
Perché le routine sono importanti? • La fenomenologia (Schutz) è lo studio di come le persone
arrivano a dare per scontate alcune cose e come queste cose vengono continuamente riprodotte
nelle interazioni sociali. Studiare le interazioni sociali quotidiane è importante per 3 ragioni: 1. Le
routine della vita quotidiana (=ripetizioni di modelli di comportamento giorno dopo giorno)
insegnano sulla natura sociale dell’individuo e sul suo vivere in società 2. Le routine strutturano la
società (=la realtà non è una cosa fissa, ma viene modificata\creata attraverso le interazioni
sociali), ma la cambiano anche 2. Le routine spiegano l’emergenza delle istituzioni sociali (queste
ultime dipendono dai modelli di interazione nella vita quotidiana)
Corpo-comunicazione-identità: • Comunicazione verbale e non verbale: – La faccia
(biologia+cultura: la comunicazione facciale che gli essere umani sono in grado di attuare, tramite
cui vengono comunicate una vasta gamma di emozioni, dimostra che in essi l’elemento biologico e
quello sociale sono sempre intrecciati): Ekman ha elaborato un sistema di codificazione
dell’attività facciale (sistema Facs) per identificare e classificare le emozioni (anche se
l’espressione facciale appaia innata, tuttavia essa è anche influenzata dal contesto culturale) –
Anche i gesti e gli atteggiamenti del corpo servono ad arricchire le informazioni trasferite tramite
parole (oppure a far capire che ciò che diciamo non corrisponde con quanto pensiamo) – Il corpo:
non si può non comunicare (Paul Watzlawick), Hall affronta il concetto di spazio personale, cioè la
distanza che intercorre tra gli individui nel corso delle interazioni sociali al fine di sentirsi al proprio
agio (esistono 4 tipi di distanze: intima, personale, sociale e pubblica) – Il genere: Nell’articolo
“Throwing like a girl” (Iris Marion Young) si evidenzia come la comunicazione verbale e non
verbale sono espresse in maniera differente da uomini e donne a causa della disuguaglianza di
genere che esiste in società, per esempio in riferimento a come guardano uomini e donne (lo
sguardo di un uomo viene interpretato come innocente, lo sguardo di una donna come
sessualmente esplicito). Butler afferma che il genere è performativo (non chi sei, ma cosa fai: non
esiste una distinzione biologica\naturale di genere donna\uomo ma il genere è definito
esclusivamente da come si è, e cioè da come ci si comporta)• Identità: essa è la capacità (sostruita
e non già data) umana di sapere chi siamo e chi sono gli altri. L’identità è sempre embodied
(incorporata, poiché le identità prive di corpo non hanno senso), in parte individuale\personale
(individuazione) e in parte sociale\collettiva (identificazione). Inoltre si può distinguere tra:
Primaria (=identità che si formano nei primi anni di vita che comprendono il genere, l’etnia e la
disabilità) e secondaria (=identità che comprendono i ruoli sociali come il ruolo occupazionale)
Scoprire le regole dell’interazione sociale: • Harold Garfinkel ha coniato il termine
“etnometodologia” (=studio delle pratiche di uso comune radicate in una specifica cultura che
servono a conferire senso a ciò che gli individui fanno e dicono in una conversazione). Secondo
egli, al fine di garantire la stabilità della vita quotidiana e delle relazioni è essenziale che esistano
delle “supposizioni tacite”, che consistono nella condivisione di convenzioni culturali e cioè degli
aspetti assodati che riguardano ciò che si dice e perché in una conversazione (es: sapere quando
parlare o quando tacere ecc), poiché se esse non esistessero di conseguenza ogni momento della
conversazione dovrebbe essere seguito da una “procedura di accertamento” per verificare la
comprensione, e in questo modo si danneggerebbe l’interazione • L’uso “strategico” del
linguaggio – Interazione quotidiana – Giochi di parole • L’analisi della conversazione=tecnica che
esamina il significato di ogni elemento della conversazione, come: – Aperture e chiusure (per
garantire stabilità nelle conversazioni quotidiane gli interlocutori in genere cooperano nell’aprire e
chiudere gli scambi verbali e nel parlare a turno e di conseguenza nel momento in cui si ignorano
tali regole tacite, ciò può generare tensione nell’interazione e tale fenomeno viene chiamato
“vandalismo interazionale”) – Riempitivi (“Ehm”, “ah”) – Prontezza controllata (=dimostrazione di
competenza che si attende da noi stessi o dagli altri nelle routine e nelle relazioni della vita
quotidiana, poiché non si è mai solo “presenti” sulla scena ma si è tenuti in qualche modo a
partecipare): gridi di reazione (= esclamazioni che vengono usate in situazioni di scarsa gravita
come “ops”, “oplà” ecc) e allineamento – Tempi e spazi\regionalizzazione (=nell’analizzare le
interazioni sociali è utile comprendere come le interazioni sociali sono organizzate nel tempo e
nello spazio tramite il concetto di “regionalizzazione”: infatti le regioni in cui si svolgono le
interazioni sono delimitate da confini sia spaziali che temporali. In particolare nelle società
moderne la presenza di internet ha provocato un cambiamento dello spazio, dato che possiamo
interagire con ogni angolo del mondo, e del tempo, poiché permette una comunicazione
immediata)
L’interazione e le sue regole nel ciberspazio: • CMC (=computer mediated communication):
Messaggi, chat, social media • Pro(=riduce forme di discriminazione poiché non rivela l’età, l’etnia,
il sesso ecc e permette agli individui di esprimersi più liberamente) e contro(=finzione rispetto al
mondo reale, creazione di false identità che può portare a manipolazioni e inganni e quindi
all’erosione della fiducia reciproca nella società reale, isolamento ecc) • Secondo Baym bisogna
considerare il ciberspazio (interazioni online) come un’estensione e non una sostituzione
dell’interazione diretta nel mondo reale • Tuttavia, Boden e Molotch hanno studiato la cosiddetta
“compulsione alla prossimità”, cioè il bisogno degli individui di sostenere interazioni faccia a faccia
perché queste ultime offrono informazioni più ricche sui pensieri, sui sentimenti e sulla sincerità •
Con le interazioni online si verifica una cancellazione del confine pubblico/privato • Privacy (le
informazioni condivise sono potenzialmente accessibili a tutti nello stesso momento)• Identità
online (dall’avatar alla “carta d’identità”) • Netiquette (regole e norme della comunicazione
online; è una variante dell’etichetta sociale): per esempio essere onesti sulla propria identità reale
I gruppi: = insieme di persone che interagiscono sulla base di aspettative condivise riguardanti il
rispettivo comportamento. Cosa definisce un gruppo?: – Interazione stabile – Membership
(membri) – Un gruppo non è una categoria sociale • I gruppi in base al numero: – Diadi – Triadi –
Gruppi pari/dispari – Il numero ideale di componenti
Cosa succede in un gruppo?: • Si formano dei ruoli: – Un ruolo è un’insieme di aspettative
normative di comportamento:– Ruoli diffusi e ruoli specifici • Confini: – identità – conflitto
Tipi di gruppo: • Primari (=gruppo di almeno 3 persone che interagiscono per ul lungo periodo
sulla base di rapporti intimi, come la famiglia e piccole comunità)/secondari(=gruppi di persone
che interagiscono temporaneamente e che spesso non si conocono, per conseguire finalità
specifiche come gruppi di lavoro) • Formali (=gli individui assumono ruoli formalizzati in vista di
realizzare certi obiettivi non determinati dalle loro preferenze)/informali (=integrazione affettiva
dei membri)• Totalitari (istituzioni totali=insieme che impiega il comportamento di tutti i ruoli di
un individuo)/Segmentali(=impegna solo uno o alcuni dei ruoli dell’individuo)
Il potere : • Macht (potenza) / Herrschaft (potere legittimo, autorità) • Potere è la capacità di
ottenere obbedienza ad un comando (=di far valere la propria volontà all’interno di una relazione
sociale) • Tre tipi di potere legittimo (quando il potere viene riconosciuto come legittimo esso
diventa “autorità): – Potere carismatico (riferito a leader dotati di qualità eccezionali\carisma i
quali tendono a sovvertire la tradizione; come Gesù) – Potere tradizionale (=potere legittimato dal
rispetto di particolari modelli culturali; per es. il dominio ereditario delle dinastie) – Potere legale-
razionale (=legittimato da norme adottate nel rispetto di procedure legali)• Il potere secondo
Foucault: egli sostiene che il potere non è detenuto da una sola istituzione o da un gruppo di
individui identificabile, ma che esso opera ad ogni livello dell’interazione sociale e attraverso
ciascun individuo, infatti egli sottolinea il legame che c’è tra potere e conoscenza (=maggiore è la
conoscenza che si ha maggiore è il potere) e descrive anche lo sviluppo di “DISCORSI” che
delimitano le modalità in cui gli argomenti vanno conosciuti• Il potere genera conflitto, divide e
oppone: – perché è una risorsa scarsa – perché determina confini • Proprietà formali del conflitto:
– contribuisce a stabilire e mantenere i confini del gruppo (in-group/out-group) – aumenta la
coesione interna (capri espiatori) – può generare nuovi tipi di interazione – nei gruppi totalitari il
conflitto è represso, ma può esplodere violentemente
La banalità del male (sociologia della violenza): • Qual è il confine tra una persona “normale”
(anche desiderabile) e uno sterminatore? Perché ne abbiamo paura? • I contributi principali: 1) T.
Adorno (1949), La personalità autoritaria (psiche): egli identificò un tipo di carattere che i
ricercatoridenominano personalità autoritaria. Tratti di personalità autoritaria derivano da un
modello educativo nel quale i genitori non riescono a esprimere in modo diretto il loro a
more ai figli e mantengono un certo distacco e disciplina nei rapporti famigliari. Questi ind
ividui affrontano rigidamente la realtà, pensano per stereotipi e non accettano incoerenze.
– G. Anders (1963), Noi, figli di Eichmann (modernità e olocausto, “sindrome Nagasaki”) –
Situazioni -> L’esperimento di Ash -> S. Milgram (1962): Obbedienza all’autorità. – P. Zimbardo
(1971), L’effetto Lucifero (da Stanford ad Abu Ghraib)
Perché si diventa “cattivi”? • Fattori situazionali attivano una violenza dormiente • Diffusione
della responsabilità: – Ideologie (bene vs. male, parole “alate”) – Deindividuazione e
disumanizzazione • Regole che limitano alternative di azione • Creazione di ruoli e status
“soddisfacenti” • Atti nocivi “minimi” favoriti dalla tecnologia • Autorità (ma anche disciplina,
dovere, lealtà21:50)
Associazioni e organizzazioni:• Gruppi secondari e formali • Regole e scopi comuni • Attori
collettivi • Confini sfuggenti tra le due
Associazioni: • Alexis de Tocqueville (1835-1840) • Associazionismo e democrazia • La società
civile • Il capitale sociale (Coleman e Putnam) – Legami e riconoscimento di obblighi e fiducia –
Bridging (estroverso e inclusivo) – Bonding (introverso ed esclusivo) • Il familismo “amorale”
(Banfield) • L’associazionismo meridionale • Bowling alone – Le donne lavorano – Disincanto per la
politica (riflusso) – Spostamenti casa-lavoro – Televisione
L’impatto delle nuove tecnologie: • L’“amicizia” favorita dalle reti informatiche • Comunità
virtuali (fandom) • Nuove forme di attivismo politico (es. la Primavera Araba del 2011) e lobbying
• Democrazia partecipativa vs rappresentativa • Nuove identità sociali (LGBT)
Organizzazioni: Un’organizzazione è un’associazione di individui che seguono condotte
impersonali al fine di conseguire determinati obiettivi. • Burocrazia (Weber afferma che essa è la
componente centrale del processo di razionalizzazione della società e ha elaborato un tipo ideale
di burocrazia): Secondo WEBER le organizzazioni moderne tendono ad essere burocratiche e per
funzionare un’organizzazione ha bisogno di: – Regole scritte (che regolino la condotta) su divisione e
standardizzazione dei compiti e archivi per conservare la propria memoria storica – Competenze
specializzate (carriere e concorsi) – Gerarchia (le organizzazioni sono fortemente gerarchiche e
caratterizzate da una concentrazione di potere al vertice) – Remunerazione in denaro – Separazione tra
vita privata e professionale e non ereditarietà del posto di lavoro • Relazioni formali (=relazioni
definite dalle regole dell’organizzazione; secondo Weber hanno un ruolo primario in
un’organizzazione; tuttavia esse hanno spesso un carattere rituale quindi molte persone fingono di
rispettarle ma svolgono il vero lavoro attraverso procedure più informali) e relazioni informali
(=esse spesso sono il mezzo fondamentale per operare con un certo livello di flessibilità e
accrescere l’efficacia dell’organizzazione)• Efficacia ed efficienza: – Robert Michels (egli afferma
che nelle grandi burocrazie agisce la cosiddetta legge ferrea dell’oligarchia (governo di pochi); a
suo avviso le organizzazioni sono necessarie perché sono l’unico strumento capace di consentire
alla massa di partecipare al processo politico; non potendo essere governate dalle grandi masse,
bisogna eleggere dei rappresentanti che vanno a costituire l’oligarchia; consolidatasi, quest’ultima
ha un interesse maggiore a conservare il proprio potere che ad agire per i fini e i valori dei propri
mandanti democratici) – I «burocrati invisibili» (Weber, Orwell; Orwell nel suo famoso romanzo
esprimeva i timori comuni legati alla possibilità di essere sorvegliati dallo stato dato che
quest’ultimo possiede molte informazioni sui cittadini e che poteva in questo modo reprimere i
principi democratici) – Sorveglianza diretta, nascosta, autonoma (Foucault)=secondo Foucault
l’architettura degli edifici che ospitano le organizzazioni è direttamente connessa al loro sistema di
autorità, (espressione piani alti), inoltre egli afferma che le attività di un’organizzazione devono
essere coordinate nel tempo e nello spazio; la disposizione delle stanze, dei corridoi e degli spazi
aperti in un edificio che ospita un’organizzazione può offrire indicazioni significative sul suo
sistema d autorità; Foucault ha sottolineato come la presenza o l’assenza di visibilità nelle
strutture architettoniche delle organizzazioni moderne ne influenzi ed esprima il modello di
autorità. Il grado di visibilità condiziona quella che Foucault chiama sorveglianza, cioè il controllo
delle attività nelle organizzazioni; nelle organizzazioni vi sono due tipi di sorveglianza, una è quella
che possiamo chiamare il grado di visibilità, cioè il controllo delle attività, l’altra che è più sottile
consiste nel tenere archivi di schede personali dei dipendenti – L’olocausto (Bauman: egli sostiene
che i sistemi burocratici siano più dannosi e distruttivi di quanto Weber pensasse) libro capitolo
organizzazioni
Perché le organizzazioni non funzionano?: • R.K. Merton, sociologo americano, dopo aver
analizzato il tipo ideale di Weber di burocrazia, temeva che questa rigidità portasse ad un
ritualismo burocratico, una situazione in cui le regole formali sono difese ad ogni costo anche
quando una soluzione diversa sarebbe più vantaggiosa per l’organizzazione. Infatti, i burocrati
essendo addestrati a fare rigoroso affidamento sulle regole e sulle procedure scritte, non sono
incoraggiati a prendere decisioni sulla base del proprio giudizio, o a cercare soluzioni creative. Uno
dei punti deboli della burocrazia sta proprio nella difficoltà di gestire casi che necessitano di un
trattamento particolare. • M. Crozier • Burns e Stalker distinguono due tipi di organizzazione: –
Sistemi meccanici (verticali, rigidi: i lavoratori sono responsabili di un compito specifico e il vertice
comunica raramente con essi; sono più adatti a forme di produzione tradizionali che non sono
soggette a mutamenti) – Sistemi organici (orizzontali, flessibili, basati sulla comunicazione: gli
obiettivi dell’organizzazioni hanno precedenza sui compiti dei lavoratori e ciascuno può
contribuire alla risoluzione dei problemi tramite comunicazione; sono più adatti ad affrontare
mutevoli esigenze del mercato)
Tipi di organizzazione (Mintzberg): • No best way • Dimensioni, ambiente, tecnologie
Nuove tendenze: • Nella sociologia delle organizzazioni vi è stato uno spostamento da approcci
sistemico-funzionalisti alle prospettive interazioniste e del conflitto, secondo cui un’organizzazione
è una: “coalizione persistente e in continuo movimento di individui con interessi e scopi differenti
e spesso conflittuali che sono disposti, entro limiti definiti, a svolgere compiti che soddisfano le
richieste dei responsabili” (Watson) • Ritzer afferma che la società moderna è investita dal
processo di “McDonaldizzazione”, che si basa in un processo di “razionalizzazione” tramite cui la
società segue i 4 principi su cui si basano i fastfood: efficienza, calcolabilità, uniformità, controllo;
tuttavia tale processo ha degli esiti irrazionali: disumanizzazione, danni alla salute (panini calorici
ecc), danni all’ambiente (uso di plastica)• Castells sostiene che la struttura organizzativa che
definisce la nostra epoca che egli chiama “Società in rete” è quella che permette un’economia
dell’informazione globale; essa è caratterizzata da: – reti sociali a maglia larga come organizzazioni
formali (=relazioni\contatti a distanza) – importanza dell’information and communication
technology (ICT) che permette l’interconnessione tra organizzazioni dislocate in zone diverse del
mondo
Organizzazioni transnazionali: grazie alle tecnologie dell’informazione molte organizzazioni si
sono estese su scala globale superando i confini nazionali; tali organizzazioni globali vengono
suddivise in: • Governative= vengono istituite da trattati stipulati dai governi al fine di favorire le
relazioni tra nazioni , la sicurezza, le regolamentazione dei commerci, il benessere sociale, i diritti
umani e la protezione dell’ambiente• Non governative (ONG)=organismi internazionali costituiti
sulla base di accordi tra individui o associazioni private (hanno un’influenza minore)
Si può essere razionali?: • Prendere decisioni → Informazione: – Quali alternative ho? – Quali
conseguenze hanno le mie azioni? – In quali condizioni opero? • Razionalità limitata (H. Simon) •
Razionalità sinottica e incrementale (Lindblom) • Razionalità individuale e collettiva • Razionalità
funzionale (o formale) e sostanziale • Decisioni tecniche e decisioni politiche
Il comportamento collettivo: • Uno stimolo comune agisce su un grande insieme di persone (non
in relazione) • Sospensione dei comportamenti “normali”, e “uscita” dal ruolo • Tipi di
comportamento collettivo: – Panico (egoismo → reazione scoordinata) – Folla (espressiva/attiva)
(solidarismo → reazione circolare) – Pubblico (opinioni → reazione interpretativa)

S02-FAMIGLIE E RELAZIONI D’INTIMITA’


ASPETTI DEFINITORI: Unità domestica (household): un gruppo di individui che condividono la
stessa abitazione Famiglia: › Come istituzione sociale : “un gruppo di persone unite fra loro da
legami di parentela, con la responsabilità di allevare bambini” › Come pratiche (David Morgan): le
pratiche familiari sono tutte quelle attività che le persone percepiscono come parte della vita
familiare, dunque la famiglia secondo questa prospettiva rappresenta una dimensione
dell’interazione umana e non un oggetto di una indagine sociologica Matrimonio: è l’unione
sessuale socialmente riconosciuta e approvata tra due (o più) individui (adulti) Parentela: un
insieme di individui legati da rapporti di matrimonio e discendenza (cognatica o unilineare) ›
distinzione tra Parenti effettivi (=quelli con cui abbiamo rapporti sociali attivi), non effettivi (=quelli
con cui non abbiamo contatti regolari ma che fanno parte del gruppo familiare allargato) (Firth,
1956) e fittizi
L’AMORE ROMANTICO: Quanto è naturale? › Si tratta di una costruzione sociale › tale concetto si
sviluppò nel XVIII secolo e prevedeva rapporti basati sulla reciproca attrazione › Dalla “coazione
passionale” all’idealizzazione (doppia morale=essa prevedeva che la donna rimanesse vergine fino
al matrimonio mentre ciò non era richiesto all’uomo; due pesi due misure) Quanto è legato al
matrimonio? › Il matrimonio è storicamente una forma di contratto: -Il tabu dell’incesto (=l’incesto
designa un rapporto sessuali tra parenti prossimi) - La verginità › L’amore romantico viene prima o
dopo?
Perché esiste?: Aiuta il distacco dalla famiglia di origine Serve da sostegno nelle difficoltà È
un’‘esca’ per il matrimonio
Perché sta cambiando? Sta avvenendo una trasformazione della natura dell’amore che sta
portando ad una sgretolazione degli ideali romantici, tramite: lo sviluppo della sessualità
plastica: › il sesso è slegato dalla riproduzione (contraccezione) › Ridefinizione del quando, quanto
e con chi fare sesso Costruzione attiva dell’identità (sessuale?) › Contingenza (=accidentalità) vs
eternità (l’amore romantico prevedeva che una coppia, una volta sposata, rimanesse assieme per
la vita anche se il rapporto non funzionava) › Conseguenza: separazioni e divorzi Il partner viene
scelto: relazione pura (gli individui rimangono assieme per scelta non per obbligo) Ulrich ed
Elisabeth Beck studiano la natura caotica dell’amore (dovuta ai cambiamenti della società e al
fatto che le tradizioni e regole di un tempo non valgono più), la quale consiste in: › Collisione di
interessi tra lavoro, famiglia, amore, libertà › Tendenze contraddittorie (es: mentre i matrimoni
diminuiscono, la voglia di essere una coppia aumenta oppure mentre la natalità diminuisce la
domanda di cura contro l’infertilità aumenta ecc) › Spirale della “fame d’amore” e desiderio, e cioè
il matrimonio, il divorzio ecc sono spinti dalla fede costante nella possibilità di trovare il vero
amore › Amore “liquido”= Bauman usa tale espressione per indicare che nella società moderna i
continui mutamenti determinano→ assenza di legami durevoli (famiglia, classe, religione), tra
bisogno di libertà e sicurezza (=da un lato gli individui hanno il desiderio di avere legami liberi da
cui sfuggire quando vogliamo, mentre dall’altro hanno l’aspirazione ad una maggiore sicurezza che
si realizza rafforzando il legame con il partner)
Quando funziona un rapporto? Intimità › … a scapito della sessualità (Perel) Dialogo: › Sincerità
› Fiducia Comunicazione delle emozioni: › Dà vita ad un rapporto › Mantiene un rapporto
Parità
Numero e tipo di partner: Monogamia (20% delle società conosciute, circa 1.200; è prevalente
nelle società occidentali) e Poligamia (80%)-> esistono 2 tipi di poligamia: › Poliginia= permette
all’uomo di sposare più di una moglie (essa ha vantaggi demografici, quindi vantaggi economici ,
sono necessarie due pre-condizioni, cioè una forte differenza fra l’età al matrimonio degli uomini e
quella delle donne e le mogli restano vedove molto presto (levirato) o le coppie divorziano dopo i
primi anni) › Poliandria= che permette alla moglie di avere contemporaneamente due o più mariti
Endogamia ed esogamia Omogamia ed eterogamia
Tipi di famiglia: •La tipologia di Le Play: ~ I criteri di classificazione: autorità del pater familias
regola di residenza dopo le nozze (Matrilocale per cui dopo il matrimonio si va ad abitare in
prossimità dei genitori della sposa o patrilocale e cioè in prossimità dei genitori dello sposo,
Neolocale, cioè in un’abitazione separata dalle rispettive famiglie) • La tipologia di Laslett: ›
nucleare (=formata dai genitori più i bambini) › estesa (= quando insieme alla coppia e ai suoi figli
vivono sotto lo stesso tetto anche altri parenti; può essere in orizzontale o in verticale) › senza
struttura coniugale › del solitario.
Relazioni familiari: •Mutamenti nelle relazioni familiari: › L’allevamento dei bambini (le balie, il
fasciamento, l’abbandono, l’infanticidio) › Mariti e mogli (autorità patriarcale, gerarchia,
sottomissione, deferenza, distinzione dei ruoli, distacco e riserbo, scelte coniugali)
“the way we never were” (Stephanie Coontz, 1992): Coontz in risposta alla credenza diffusa che
la famiglia di oggi è molto più fragile di quella tradizionale passata, afferma che nella realtà la
famiglia tradizionale non era così “rosea” come si pensa, infatti essa era caratterizzata da: Alta
mortalità dei genitori (quindi i matrimoni duravano molto meno che oggi) Rigida autorità dei
genitori sui figli (ciò oggi sarebbe inaccettabile) Scarsa comunicazione nella coppia Le donne
erano confinate in casa Libertinaggio (=agli uomini erano consentite licenze sessuali fuori dal
matrimonio) per gli uomini, virtù per le donne (=esse dovevano rispettare una rigida morale)
Nessuna vita domestica per i ceti sociali più bassi (=poiché nei ceti più poveri adulti e bambini
lavoravano nelle fabbriche tutta la giornata) Alcolismo e violenza Il «problema senza nome»
(Betty Friedan, La mistica della femminilità, 1963): con tale definizione Friedan si riferiva alla
natura oppressiva della vita familiare vissuta da parte della donna, la quale era vincolata alla cura
dei figli, alle faccende domestiche, alla cura dei figli e ad un marito assente.
Una classificazione alternativa: Sulla base del tipo di rapporti di autorità e di affetto, e dei modi di
interazione, la famiglia può essere distinta in: •Famiglia patriarcale: maggiore autorità, relazioni
asimmetriche (=disuguaglianza nella distribuzione di ruoli e compiti tra uomo e donna), influenza
nella scelta del coniuge, maggiore importanza del legame familiare (=famiglia estesa) •Famiglia
coniugale intima: minore autorità, relazioni simmetriche, libera scelta del coniuge, maggiore
importanza del legame coniugale (=famiglia nucleare)
Le famiglie nel mondo: i fattori che hanno influenzato il cambiamento delle forme tradizionali
familiari nel mondo sono: Tendenze nei paesi in via di sviluppo: › Diffusione della cultura
occidentale tramite i mass media (ideali dell’amore romantico) › Formazione di governi
centralizzati (i quali modificano gli stili di vita tradizionali › Movimenti migratori interni (dalle aree
rurali a quelle urbane) ed esterni, che hanno come conseguenza l’indebolimento dei sistemi di
parentela tradizionali (famiglie estese) Therborn (2004) afferma che sulla base di 3 elementi (1)
patriarcato= tuttavia il potere patriarcale ha avuto un ridimensionamento con il progressivo
rafforzamento della posizione delle donne 2) matrimonio, 3) politiche demografiche= fertilità e
controllo delle nascite) è possibile fare comparazioni internazionali tra famiglie, distinguendole in
5 tipi fondamentali: › Animista (Africa subsahariana) › Cristiana (Europa e Nord America) ›
Confuciana (Asia orientale) › Indù (Asia meridionale) › Islamica (Asia occidentale/Nord Africa) ›
Sistemi interstiziali (Asia sudorientale e America creola; combinano elementi di più dei 5 tipi)
Le tendenze\modelli di cambiamento più recenti nel mondo: Diminuita importanza dei clan e
dei sistemi di parentela Libera scelta del coniuge Libertà sessuale Diritti delle donne Diritti
dei bambini Unioni omosessuali
La teoria funzionalista: dato che la prospettiva funzionalista concepisce la società come un
insieme di istituzioni che svolgono funzioni orientate a garantire continuità e ordine sociale
(=cooperano per produrre coesione sociale), secondo quest’ultima quindi la famiglia svolge dei
compiti fondamentali che contribuiscono a soddisfare i bisogni sociali, cioè: Socializzazione
primaria (latency)= processo attraverso cui i bambini apprendono le norme della società in cui
nascono (sviluppo della personalità) Stabilizzazione della personalità (supporto emotivo)=ruolo
della famiglia di fornire supporto emotivo ai suoi membri adulti Sopravvivenza, cura, protezione
e sostegno dei membri Regolamentazione del comportamento sessuale Sostituizione dei
membri della società Collocazione sociale (status) Ordine sociale Legge di contrazione
progressiva della famiglia (Durkheim) Incompatibilità della famiglia complessa tradizionale con la
modernità (Parsons - Goode): >la teoria funzionalista è stata criticata poiché giustifica come
“naturale” la specializzazione dei ruoli all’interno della famiglia nucleare secondo cui l’uomo debba
assumere il ruolo strumentale (di mantenere la famiglia lavorando) mentre la donna debba
assumere il ruolo affettivo (occuparsi della casa e dei figli) › mobilità geografica › mobilità sociale ›
formalizzazione di alcune funzioni familiari › importanza del successo e della realizzazione
individuale › i figli non sono più una risorsa In realtà, non esiterebbe una relazione diretta fra
trasformazione della famiglia e industrializzazione, e vi sono delle disfunzionalità nella famiglia
nucleare
Teorie del conflitto e femministe: Il matrimonio è la prima forma di lotta di classe che appare
nella storia (Engels) Il femminismo è riuscito a fare emergere le condizioni di sfruttamento e
disuguaglianza che costituiscono il concetto di famiglia riguardanti le donne e in particolare:
Divisione domestica del lavoro (=modo in cui una serie di compiti viene distribuita tra i
componenti di una famiglia): › Patriarcato e/o capitalismo (alcune femministe ritengono che tale
divisione sia un risultato del capitalismo mentre altre che sia collegata al patriarcato e quindi sia
nata prima dell’industrializzazione) › L’ipotesi del “secondo turno” e della “rivoluzione in stallo”
(Arlie Hochschild, 1989) La violenza familiare; Intimità, frustrazione, abitudine: > L’abuso sui
minori (10-20% in Europa) consiste nello sfruttamento sessuale di un minore da parte di un
adulto/a (p.s. l’incesto non è un abuso ma è un rapporto sessuale tra parenti prossimi), che spesso
può essere collegato a fattori come la povertà o la tossicodipendenza > La violenza domestica
(20%)= maltrattamento fisico di un componente della famiglia ai danni di uno o più familiari (le
femministe ritengono che la violenza domestica da parte dell’uomo sia legata con il potere
patriarcale e che nei rari casi in cui essa sia esercitata da parte delle donne tale violenza è di tipo
difensiva e non offensiva, mentre altri ritengono che la violenza domestica ha a che fare con le
famiglie disfunzionali e cioè con la crisi della famiglia e con l’erosione dei valori morali; i fattori che
la determinano inoltre in genere sono collegati alla forte emotività dei rapporti intimi
caratterizzata da un misto tra amore e odio e anche al fatto che spesso una dose di violenza
all’interno della famiglia è accettata, come è dimostrato dai “ceffoni” giustificati verso i figli)
Il declino della famiglia coniugale: fattori: Ci si sposa sempre di meno: › precocità del primo
rapporto sessuale completo › aumento dei giovani che vanno a vivere da soli o che rimangono
nella casa dei genitori più a lungo › differimento (=ritardo) del matrimonio
Divorzio (mentre prima il matrimonio era considerato indissolubile, oggi non più): Alto numero
Non è sempre causa d’infelicità (=esso può rappresentare l’inizio di una nuova vita; infatti il tasso
di divorzi non è un indice di infelicità poiché vi sono per esempio coppie separate ma non
divorziate legalmente o coppie infelici che decidono di non divorziare) Dal divorzio come
sanzione (=prima il divorzio veniva concesso solo per giustificati motivi, come la mancata
consumazione) al divorzio come fallimento/rimedio (=fallimento della coppia) La famiglia
tradizionale si comincia a sfaldare nei ceti più alti e solo molto più avanti ciò avviene anche in
quelli più bassi Semplificazione delle procedure per il divorzio “senza colpa” (=oggi il divorzio
viene concesso anche “senza colpa\motivo” ma semplicemente per insoddisfazione della coppia)
Perché si divorzia?: con i mutamenti sociali Il matrimonio è sempre meno un accordo economico
Tensioni e vulnerabilità nel nucleo familiare Separazione tra sessualità e matrimonio Fine
dell’amore romantico Il matrimonio viene costantemente “valutato” dai componenti della
coppia sulla base della soddisfazione personale Minori pregiudizi Le donne sono sempre più
indipendenti economicamente e con ruoli diversi
Chi divorzia più di frequente? Chi si è sposato molto giovane Chi non appartiene ad alcuna
confessione religiosa (alcuni invece rimangono sposati per credenze religiose) Chi ha o ha avuto
genitori separati Chi appartiene ad un ceto alto (solo in Italia) Le coppie dove la donna lavora
(“ipotesi della casalinga”)
E perché non si divorzia? Credenze religiose Timori per le conseguenze negative sui figli
Mancanza di autonomia finanziaria
Famiglie sui generis: Famiglie monoparentali (formate da un solo genitore con figli), esse sono: ›
In maggioranza donne (“madri mai sposate” che hanno figli fuori dal matrimonio) › In maggioranza
nuclei poveri › soffrono di disapprovazione sociale il fenomeno di “Padri assenti” (in passato
nelle famiglie il padre era sempre assente o per guerre o per lavoro, dato che aveva il compito di
mantenere la famiglia, oggi invece con l’aumento dei divorzi tale concetto si riferisce al fatto che i
padri in seguito ad una separazione hanno un contatto limitato con i figli) ha degli impatti sociali: ›
viene trascurata l’importanza dell’esposizione continuata a esempi di negoziazione, cooperazione
e compromesso tra adulti (i bambini con un padre assente non sono esposti a tali esempi e quindi
avranno problemi a diventare membri di un gruppo sociale) › Importanza dei diritti dei padri
divorziati al fine di mantenere rapporti con i figli › Nuova cultura della paternità (a causa dei
divorzi è cambiato il concetto stesso di paternità; in europa sono state introdotte norme legislative
per promuovere una paternità attiva) Famiglie omosessuali: › crescente interesse per esse, tanto
da passare gradualmente dalle unioni civili (=rapporti legalmente riconosciuti, ma non considerati
“matrimonio” in senso religioso, che hanno stessi diritti giuridici delle coppie sposate) al
matrimonio › Tre caratteristiche: maggiore uguaglianza tra i partner (rispetto alle coppie etero),
maggiore negoziazione interna (mentre le coppie eterosessuali nelle loro negoziazioni sono
influenzate da ruoli di genere socialmente radicati, le coppie omosessuali hanno meno aspettative
su chi deve fare cosa all’interno del rapporto), impegno (fiducia, disponibilità e responsabilità
condivisa) › Il problema dell’adozione e dell’antagonismo sociale Seconde nozze: › in termini
statistici hanno meno successo delle prime nozze (predisposizione al divorzio) › “Monogamia
seriale” Famiglie ricostituite= famiglie in cui almeno uno degli adulti ha figli nati da una relazione
o matrimonio precedente: - confini incerti e ambigui, in termini: spaziali (genitori e figli sono
spesso separati), biologici, giuridici (=sono poche le norme che regolano i rapporti giuridici tra
genitori e figliastri)- L’influenza dei genitori naturali continua - Tensioni frequenti tra i genitori
naturali quando essi si risposano (devono rimanere lo stesso in contatto per i figli) -Modelli e
aspettative divergenti tra i bambini provenienti da famiglie diverse che si ritrovano uniti→
Negoziazioni Single (=viene posta l’indipendenza al di sopra della vita familiare): › Lo status
cambia a seconda dell’età (i più giovani sono single perché non si sono mai sposati, le persone di
età media a causa di divorzi, le persone più anzione ppoichè sono vedove)
Le convivenze: Sono sempre più diffuse (prima erano considerate come qualcosa di
scandaloso) Convivenze propriamente dette: relativamente brevi, non feconde, preparano al
matrimonio (fase sperimentale prima del matrimonio) Unioni libere: durature e feconde,
alternative al matrimonio (si possono avere anche figli) Perché le convivenze e le unioni libere?
Esse si hanno quando vi sono: › ragioni di principio › la legge impedisce un nuovo matrimonio
(separazione) › ragioni economiche (per non perdere l’assegno familiare) › sperimentazione ›
esigenze delle donne più istruite e con un’attività professionale
Principali cambiamenti giuridici in Italia: L’adulterio (relazioni di persone sposate con amanti)
non è più reato (1968-1969) Il delitto d’onore (=delitto finalizzato a salvaguardare il proprio
onore\reputazione) e il matrimonio riparatore vengono aboliti (1981) I figli naturali hanno gli
stessi diritti di quelli legittimi (2012) Il divorzio da sanzione diventa rimedio (divorzio\fallimento)
(2015)

S03-MODERNITA’, GLOBALIZZAZIONE E MUTAMENTO SOCIALE


Le società premoderne: Durante il tempo vi è stato il succedersi di più società: 1) società di
cacciatori e raccoglitori in cui gli individui per sopravvivere cacciavano e pescavano e che erano
caratterizzate da una limitata disuguaglianza, dato che non accumulavano nessuna ricchezza
materiale aldilà dei beni necessari alla sopravvivenza, e da valori religiosi e attività rituali. Quindi le
caratteristiche erano : ◦ Assenza di accumulazione ◦ Limitate disuguaglianze, tranne per sesso ed
età ◦ Cooperazione 2)società pastorali e agricole in cui venivano allevati animali e praticata
l’agricoltura, in cui grazie alla stanzialità dovuta a quest’ultima vengono accumulati più beni
materiali. Caratteristiche: ◦ Popolazione più numerosa ◦ Accumulazione ◦ Maggiore complessità 3)
società tradizionali, civiltà e imperi in cui vi è lo sviluppo delle città e si affermano disuguaglianze
di ricchezza e di potere. Caratteristiche: ◦ Grande accumulazione ◦ Sviluppo delle città ◦ Marcate
disuguaglianze ◦ Autorità politiche 4) società moderne caratterizzate dall’industrializzazione, cioè
dalla nascita della produzione meccanizzata in sostituzione degli esseri umani
Società moderna: essa è caratterizzata da un rapido mutamento sociale dovuto a 3 fattori: 1)
sviluppo economico, che è influenzato dall’ambiente fisico, dalla facilità di comunicazione e
dall’innovazione tecnologica 2)organizzazione politica (la presenza di attori politici è essenziale
nell’orientare lo sviluppo di una società) 3)mutamento socio-culturale in cui è rilevante il ruolo
della convinzioni religiose, la comunicazione (per es la scrittura consente di conoscere la storia
passata per comprendere come si muove la società e contribuire a tale sviluppo), i leader (essi
possono essere capaci di modificare i modelli di pensiero prevalenti) e le idee (idee di
autorealizzazione, libertà, uguaglianza ecc)
La società moderna-Economia: La rivoluzione scientifica La rivoluzione industriale: ◦
Produzione meccanizzata + Energia inanimata (elettricità ecc) ◦ Urbanizzazione Nascita del
capitalismo: “Per capitalismo intendiamo un determinato sistema economico con le seguenti
caratteristiche: è un’organizzazione economica di scambio, in cui collaborano, uniti dal mercato,
due diversi gruppi di popolazione, i proprietari dei mezzi di produzione, che contemporaneamente
hanno la direzione […], e i lavoratori nullatenenti e che è dominata dal principio del profitto e del
razionalismo economico” (Werner Sombart). ◦ Le enclosures: gentry e yeoman ◦ Il “Nuovo Mondo”
◦ Gli uomini nuovi (Schumpeter) ◦ L’ipotesi weberiana: egli sosteneva che l’agire economico fosse:
1) fondato su“razionalità strumentale”, cioè su azioni guidate solo dall’interesse e dal profitto 2)
“tradizionale”, e cioè fondato su usi e costumi, oppure “affettivo”, cioè nato da un sistema di
valori; inoltre egli affermava poi che alla base della mentalità capitalista vi fosse l’etica protestante
che induce l’individuo a impegnarsi per il successo delle proprie iniziative economiche ( tale etica
vedeva nel successo economico un segno del favore divino)
La società moderna-Politica: Fine del feudalesimo (deboli poteri locali) Assolutismo ->
Dispotismo illuminato -> Stato moderno (Weber) L’importanza della variabile militare ◦
Innovazione ◦ Fisco (centralizzazione e razionalizzazione) Sovranità: ◦ monopolio militare, fiscale
e monetario Legittimità: ◦ Ständestaat (ceti e corporazioni) ◦ Cittadinanza (diritti civili, politici,
sociali) ◦ Separazione dei poteri ◦ Stato di diritto Il colonialismo
La società moderna-Cultura: L’Illuminismo (un fenomeno complesso…) L’individualismo ◦
Status ascritti e status acquisiti ◦ Diritti naturali, uguaglianza, contratto sociale Razionalismo e
razionalizzazione Sviluppo delle comunicazioni (la stampa) Secolarizzazione
Il mutamento sociale: Spiegazioni materialiste e spiegazioni idealiste Teorie dicotomiche: ◦
Spencer (società militare e società industriale) ◦ Maine (status e contratto) ◦ Durkheim (solidarietà
meccanica e organica) ◦ Tönnies ( Gemeinschaft und Gesellschaft ) ◦ Parsons ( pattern variables ): -
Affettività vs neutralità affettiva -Orientamento all’interesse privato vs. collettivo - Particolarismo
vs. universalismo -Diffusione vs. specificità - Ascrizione vs. acquisizione
La globalizzazione: Il sistema-mondo (Wallerstein) ◦ Esiste un solo mondo interconnesso ◦
Divisione globale del lavoro (neomarxismo): -Nucleo – Semiperiferia – Periferia Globalizzazione: ◦
Interdipendenze: – Flussi - Tempo reale
Dimensioni della globalizzazione: Information and communication technology (ICT) Economia
◦ Capitalismo estremo ◦ Trasferimenti globali ◦ Imprese transnazionali ◦ New economy (società
della conoscenza) ◦ Reti Politica ◦ Indebolimento delle identità nazionali e rafforzamento di
quelle locali: glocalizzazione (Roland Robertson) ◦ Crollo del socialismo reale ◦ Governi e
governance globali ◦ Interdipendenza e responsabilità sociale
Approcci alla globalizzazione (David Held): Iperglobalisti: ◦ Mondo senza confini Scettici ◦
Regionalizzazione Trasformazionalisti ◦ Persistenze e trasformazioni ◦ Tendenze opposte

S04-Stratificazione e disuguaglianze sociali:


Definizioni: • Uno strato sociale è un insieme di individui (o famiglie) che godono della stessa
quantità di risorse (ricchezza e prestigio) o che occupano la stessa posizione nei rapporti di potere
• La stratificazione è un sistema di disuguaglianze strutturate: – Persone classificate in base a
caratteristiche – Esperienze e opportunità dipendono da tali caratteristiche – I rapporti tra le
categorie cambiano lentamente • Universalità della stratificazione (sesso, età, surplus)
Forme di stratificazione: • Schiavitù: – Possesso di una persona – Instabilità e rivolte →
Inefficienza – La questione “morale” – Schiavitù e società globale • Caste – Status ascritti –
Ghettizzazione, purezza, endogamia – Il caso dell’India e del Sudafrica • Ceti – Feudalesimo →
Ständestaat – Sistema meno rigido che consente status acquisiti • Classi
Teorie della stratificazione sociale: • Teoria funzionalista (la stratificazione è giusta) – Diversa
importanza funzionale degli individui – Diverse capacità degli individui – Sacrifici per
l’addestramento professionale • Teoria del conflitto (la stratificazione è sbagliata) – Marx – Weber
• Tre dimensioni: economia (classe), prestigio e cultura (status o ceto), potere (partito) • Tre
mercati: merci, lavoro, credito • Classi possidenti e classi acquisitive • Chiusura di ceto:
commensalità, connubium, onore di ceto
Intersezioni: • Erik Olin Wright – Marx + Weber – Controllo sul processo di produzione •
Investimenti (capitale monetario) • Mezzi (terra, fabbriche, uffici) • Lavoro – Collocazioni di classe
contraddittorie → Colletti bianchi – La maggior parte delle persone vende forza lavoro: • Rapporto
con l’autorità • Possesso di specializzazioni • Intersezionalità – Genere, sessualità, disabilità ed
etnia si aggiungono alla classe – Approcci femministi – Ricerca empirica qualitativa – Problema
dell’“eccetera”
Misurare le classi: • Modelli descrittivi • Modelli teorici (relazioni tra le classi) • Sylos Labini (fonti
di reddito): – Borghesia (redditieri, dirigenti, imprenditori, liberi professionisti) – Piccola borghesia
relativamente autonoma (coldiretti, artigiani, commercianti) – Classe media impiegatizia – Classe
operaia – Sottoproletariato • Goldthorpe (Situazione di lavoro e situazione di mercato – Contratto
di lavoro e di servizio) – 11 classi sociali (classe di servizio, intermedia, operaia) – CASMIN (Oxford)
vs. CAMSIS (Cambridge)
Questioni e tendenze: • La questione della classe superiore: – Sappiamo molto sui “poveri” e
poco sui “ricchi” – Il 10% più ricco possiede l’85% della ricchezza mondiale (2007) – I ricchi non
sono un gruppo omogeneo: >Alti dirigenti > Imprenditori industriali > Capitalisti finanziari • La
classe media (che è molto eterogenea) cresce – Espansione delle burocrazie – Welfare state –
Domanda crescente di “esperti” • La classe operaia – È in netta diminuzione – Imborghesimento?
• Il sottoproletariato (underclass) – “Esclusione sociale” – Dipendenza dal Welfare → Cultura della
povertà – McJobs • Ma chi è il soggetto della classe?
Lo status sociale: • Status ascritti e status acquisiti • Squilibrio di status: aspettative vs posizioni –
Reazione intrapunitiva – Reazione extrapunitiva • Povertà – Strutturale vs. congiunturale –
Povertà assoluta e povertà relativa
Classe e stile di vita • Classe anche come cultura e consumi • Stile di vita → identità (vs. classe) •
Bourdieu: – Capitale economico – Capitale sociale – Capitale culturale (mercanti di bisogni) →
Gusto – Capitale simbolico (reputazione) • Tempo libero e consumi. Approcci: – Omologia
(highbrows, lowbrows) – Individualizzazione – Onnivorismo, univorismo
La mobilità sociale • Ogni passaggio di un individuo da uno strato, un ceto, una classe sociale ad
un altro – Orizzontale e verticale – Lungo e breve raggio – Inter e intra-generazionale – Soggettiva
e oggettiva – Individuale (assoluta e relativa) e collettiva: > La mobilità relativa (apertura o fluidità
sociale) riguarda l’influenza che ha la classe di origine di un individuo sulla possibilità di poter
accedere ad un’altra classe
Conseguenze della mobilità sociale • Sdradicamento (anomia, alti costi sociali e psicologici) –
Superconformismo (asc.) – Rifiuto (disc.) • Acculturazione (convivenza “creativa” fra vecchio e
nuovo, ridefinizioni identitarie)

S06-“RAZZE”, ETNIE E MIGRAZIONI


Concetti fondamentali:  Razza (classificazione per caratteristiche somatiche): >Le razze
esistono? E quante sono: 4, 5, 10, 30? > Teorie «scientifiche» (‘700-’800): ◼ Joseph Arthur de
Gobineau (caucasica, mongoloide, negroide) → Intelligenza (QI), moralità, forza di volontà ◼ Il
Nazismo ◼ L’abbandono su base genetica del concetto di razza (Luigi Luca e Francesco Cavalli-
Sforza): deriva genetica e selezione sessuale > Posizione della sociologia: prodotto di relazioni
sociali ◼ Razzializzazione: codificata (Apartheid) e non codificata ◼ Profezia che si autoadempie

 Etnia : >Un tipo di identità sociale correlato a differenze culturali (storia, religione, lingua,
mode), che si “attiva” in determinati contesti sociali (es. conflitti) ◼ Le differenze NON sono innate
(es. i meridionali pigri) ◼ Strumenti di esclusione: noi/loro, connubium ◼ Non si può prescindere
dal gruppo di riferimento >Minoranze: ◼ In senso statistico / in senso sociologico ◼ Minoranza
come “posizione subordinata” (es. le donne) ◼ Varie condizioni di minoranza (pachistani,
omosessuali, …)

 Stereotipi: rappresentazioni rigide riguardanti un gruppo : >Possono avere un fondamento


iniziale (esperienza) > Possono essere effetto di un dislocamento → Capro espiatorio  Pregiudizi:
opinioni e atteggiamenti preesistenti dei membri di un gruppo verso i membri di un altro >Non
derivano dall’esperienza >Resistono al cambiamento >Positivi/negativi  Discriminazione:
comportamento effettivo di esclusione da parte dei membri di un gruppo

Il razzismo:  È la credenza che alcuni individui o gruppi siano superiori ad altri sulla base di
differenze razzializzate : >Etero ed auto-razzizzazione > “Naturalizzazione” delle disuguaglianze
sociali >Non è un fatto individuale, ma sociale (razzismo istituzionale) >Razzismo culturale (non
biologico) > Razzismi multipli  Processi di razzializzazione: >Etnocentrismo > Chiusura di gruppo
(connubium, relazioni, separatezza) >Allocazione differenziale delle risorse

Integrazione e conflitto: Confini contesi, occupazioni, migrazioni :  Modelli di integrazione 1.


Assimilazione 2. Crogiuolo (melting-pot) 3. Pluralismo: ◼ Multiculturalismo (armonia tra gruppi)
(Parekh) ◼ Abbandono del “solitarismo” nella comprensione delle persone (Sen) ◼ Tendenze e
problemi: - Multiculturalismo politico (favorito dallo Stato) e problemi - Separatismo -
Multiculturalismo “raffinato”: identità, diritti, doveri

Le migrazioni: modelli ed eventi  Modelli: >Modello classico (le «nazioni d’immigrati») >
Modello coloniale >Modello dei lavoratori ospiti (Gastarbeiters) > Modelli illegali  Due eventi
importanti: il 1989 e i conflitti nella ex Jugoslavia > Da paesi di emigrati a paesi di immigrati
>Schengen (1995) >Movimenti di estrema destra >Aumento dei controlli e… aumento dei traffici
illegali

Le migrazioni: teorie  Push, pull, choice  Approccio sistemico micro-macro e multifattoriale 


Tendenze (Castels e Miller, 1993): >Accelerazione >Diversificazione (di etnie e tipi)
>Globalizzazione > Femminilizzazione  Le diaspore (Cohen, 1997): di vittime (schiavi, ebrei,
armeni), di lavoratori (indiani, cinesi), di commercianti, imperiali e culturali (popolazioni
caraibiche) >Caratteristiche: trasferimento da una patria, ricordo comune della patria, impegno,
nóstos; identità etnica, solidarietà, tensione con le società ospiti, ibridazione  Migrazioni non
definitive: mobilità, pluricollocazione (Urry)
Il dilemma americano (Myrdal):  Incongruenza tra costituzione e società reale  Profezie che si
autoadempiono  Prossimità-ostilità  Il melting-pot e de-segregazione  Subculture e orgoglio
etnico
S05-GENERE E SESSUALITA’
Aspetti definitori: • Sesso e genere, essenzialismo e costruzionismo • La prospettiva biologica: –
Caratteri sessuali primari (testicoli, pene, ovaie, vagina) – Caratteri sessuali secondari (peli, seno,
muscoli, voce) – Dimensioni e lateralizzazione del cervello – Il ruolo degli ormoni (androgeni ed
estrogeni) • La sociobiologia: ovuli, spermatozoi e Investimento parentale • La socializzazione di
genere – Mascolinità e femminilità – Sanzioni e incentivi
Forme di sessualità: • Le Identità sessuali (LGBT+) e le pratiche sessuali • L’identità sessuale
s’intreccia con l’orientamento (che riguarda l’oggetto dell’attrazione sessuale ed emotiva
dell’individuo): – Eterosessualità – Omosessualità – Bisessualità – Travestitismo – Transessualità •
Fattori biologici e fattori sociali (norme sulle pratiche) • La doppia morale • Il rapporto Kinsey
L’omosessualità: • Risorsa, peccato (sodomia), Reato, malattia, “ruolo sociale” • Tipi di
omosessualità (Kenneth Plummer, 1975) – Casuale – Situata – Personalizzata – Come stile di vita
(coming out) • L’omofobia come minaccia alla maschilità. – Reazioni: • L’effeminatezza smodata •
Il macho • Le conseguenze sociali dell’epidemia di AIDS
Questioni di diritto…: • Riconoscimenti, divieti, «cure» • Unioni civili e matrimoni –
Discriminazione o tutela? • Diversa attenzione a gay e lesbiche • Diverse forme di organizzazione
tra Gay e Lesbiche – Gli interessi maschili dei gay – Il lesbismo come «impegno per le donne»
Il corpo: • Metà degli anni Ottanta: è possibile un corpo pre-sociale? – Scienza e nuove tecnologie
biomediche, virtualizzazione della realtà, femminismo, movimenti LGBT, AIDS, pornografia,
invecchiamento della popolazione, doping, cultura del narcisismo → Somatic societies (Bryan
Turner) • La tematizzazione: – Costruzione sociale del corpo (la società nei corpi) –
Rappresentazione sociale del corpo (i corpi nella società) – Politiche del corpo
1. La costruzione sociale del corpo: • Piani individuali di costruzione del sé (è cambiata la libertà di
scelta e la responsabilità rispetto a pluralità di opzioni) • Affrancamento dalla biologia • I disturbi
alimentari
2. Rappresentazione sociale del corpo • Nascita, salute, riproduzione, morte • Dal corpo-
macchina al corpo-testo (empowerment, enhancement, augmentation): – Body-building – Body-
art (ORLAN, Stelarc) – Chirurgia estetica • La tecnologia: CMC (rafforzamento di stereotipi e
controllo delle impressioni), IA e VA, trans- o post-umanesimo • Il corpo nel diritto e nei diritti • Il
corpo come valore e come merce
3. Politiche del corpo • Il corpo non è solo natura, è un luogo in cui si iscrivono i rapporti di potere
• Il “corpo docile” (Foucault): – anatomo-politica (individuo) – bio-politica (specie) • Due
specifiche politiche del corpo: – Regimi disciplinari – Sessuali (medicina, pedagogia, demografia): >
Isterizzazione del corpo della donna > Pedagogizzazione del sesso del bambino > Socializzazione
delle condotte procreatrici > Psichiatrizzazione del piacere perverso • Il processo di civilizzazione
(Elias): Stato + repressione emozionale ed autocontrollo – Il corpo del Re – Il corpo può diventare
sede di lotta politica senza armi e dal basso
Uno sguardo sulle donne nella società: • Avvertimenti cristiani (I) • Avvertimenti cristiani (II) •
Rappresentazioni mediatiche
Gli ambiti della discriminazione • Il lavoro –segregazione economica –segregazione gerarchica e
spaziale • La politica (potere) • Il tempo –Lavoro retribuito e lavoro non retribuito –Il tempo libero
–Le banche del tempo • La comunicazione e la rappresentazione mediatica
Globalizzazione e lavoro sessuale (l’industria del sesso) • Turismo sessuale – Centri di “riposo e
ricreazione” americani – Pacchetti “turistici” e profili di legalità – Aumento del fenomeno (Low
cost, Povertà nei paesi asiatici, Esigenze di emancipazione, Il mito della “ballerina”) – Il traffico di
esseri umani • Prostituzione – Definizione, Cause, Legislazione • Sex workers – Tipi (attori porno,
stripteasers, lapdancers, chat e cam) – Riabilitazione e sindacalizzazione – Ambiguità
Teorie delle disuguaglianze di genere • Teorie biologiche e funzionaliste • Teorie costruttiviste e
femministe • La teoria queer
Teorie biologiche e funzionaliste • Differenze naturali – Essenzialismo tradizionale e femminista •
Divisione sessuale del lavoro – Dalle società di caccia e raccolta alle società orticole – Forza, care
giving, spendibilità (sacrificio) – Ruoli espressivi e ruoli strumentali • La socializzazione di genere
Il femminismo • Femminismo liberale • Femminismo socialista e Marxista – Patriarcato e
capitalismo (Engels) • Femminismo radicale – Rovesciamento del patriarcato universale – “Classe
sessuale” – Violenza quotidiana, norme linguistiche, modelli di bellezza • Femminismo nero –
Interrelazione razza, genere, classe – Movimentismo • Femminismo postmoderno – Decostruire
l’alterità e le dicotomie
Un’altra classificazione (Grosz, 1994): • Femminismo egualitario (che rivendica uguaglianza) –
corpo biologicamente determinato, mente sessualmente neutrale – due versioni: (1) natura
superiore, (2) rifiuto della biologia – lesbismo • Costruzionismo sociale – corpo determinato, sono
le ideologie che discriminano le donne • Differenza sessuale (molte declinazioni) – corpo come
natura e cultura – luogo di conflitti economici, politici e sociali – riconoscimento e valorizzazione
delle differenze (anche fra donne) – pratiche corporee che smascherano l’ideologia del/sul corpo
(“grasso è bello”, BDSM, female ejaculation, ecc.)
Evoluzione dei movimenti femministi • Prima ondata (fino agli anni ‘50) – Diritto di voto e pari
opportunità • Seconda ondata (Anni ‘60 e ‘70) – “Il personale è politico” – Liberazione ed
emancipazione – Lotta e movimentismo radicale – Dalla “classe” femminile alle differenze • Terza
ondata (dalla metà degli anni ’90) – Risposta a cambiamenti epocali (la globalizzazione, la fine del
socialismo reale, il multiculturalismo, i fondamentalismi, Internet e le biotecnologie) – Attivismo a
più livelli e su più temi – Definizioni identitarie mobili – Risignificazione di vecchie categorie
Queer theory • Foucault e Butler • Costruzionismo radicale • Sia il genere sia il sesso sono
costruiti da “discorsi” • Rifiuto delle categorie binarie (transgenderismo) • Identità mobili e plurali
(anche quelle omosessuali) • Analisi (e impiego) dei prodotti culturali
L’ordine di Genere (Raewyn Connell) • Due concetti: patriarcato e maschilità • Quotidiano e
sociale sono collegati • L’ordine di genere è un complesso di modelli che regolano i rapporti tra
maschilità e Femminilità: – Lavoro, Potere, Catessi (rapporti personali e sessuali) • Esiste anche un
regime di genere che riguarda ambiti specifici • Tipi ideali di Maschilità e Femminilità: – Maschilità
egemone (nel senso gramsciano) – Maschilità complice, subordinata, omossessuale – Femminilità
subordinata, enfatizzata, resistente • Si tratta di un ordine mobile, dinamico – Crisi
dell’istituzionalizzazione (famiglia e stato) – Crisi della sessualità – Crisi degli interessi costituiti