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Sembra molto facile essere guarito da Gesù.

Quelli che lo toccano, nello stesso istante sono


guariti. “Lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello”.

Ma non è così. Non basta con toccare Gesù. Non tutti quelli che lo toccavano venivano guariti.

Le letture di oggi ci fanno vedere quanto è importante, necessario il contatto con Gesù.

La lettera agli Ebrei descrive la nostra situazione con una immagine sportiva. Siamo allo stadio,
c'è la gara e ci sono gli spettatori, cioè i santi, quelli che hanno raggiunto la meta e ci guardano
dal Paradiso. E siamo esortati e incoraggiati da loro a correre «tenendo fisso lo sguardo su Gesù,
autore e perfezionatore della fede».

Tenere lo sguardo fisso su Gesù è un primo modo per essere in contatto con lui. C'è un secondo
modo: parlargli, chiedergli di intervenire nelle nostre difficoltà, di manifestare la sua potenza
nelle nostre infermità come ha fatto Giairo che, dice il Vangelo, «gli si gettò ai piedi e lo pregava
con insistenza: "Vieni, perché la mia bambina sia guarita e viva".

Un altro modo è quello seguito dalla donna ammalata. Si vergogna di parlare della sua malattia,
infatti per la sua malattia non poteva toccare a nessuno per non renderlo impuro, ma vuole
essere guarita da Gesù e gli si mette alle spalle, cercando un contatto quasi nascosto: «Se riuscirò
a toccare anche solo il suo mantello ...». Ma Gesù vuoi sottolineare questo contatto, per dire che
non è il semplice contatto che salva, ma la fede. Chiede: «Chi mi ha toccato?». E quando la donna
confessa il suo gesto, Gesù ha la parola illuminante: «Figlia, la tua fede ti ha salvata».

Quando guardiamo Gesù, guardiamolo con fede; quando gli parliamo, parliamogli con fede;
tocchiamolo con fede. Allora egli ci trasformerà, si comunicherà a noi, ci farà simili a lui, capaci
di aiutare gli altri.

Anche noi stiamo in quella folla che “seguiva Gesù e lo stringeva”. I cristiani seguiamo Gesù. Pure
noi possiamo toccare Gesù. Come? In ogni Santa Messa.

Anzi, comunichiamo del suo Santissimo Corpo e del suo Santissimo Sangue e facciamo molto di
più che toccarlo, ci facciamo uno con Lui. Si unisce alla nostra anima e si fa uno con essa.

Basterebbe una sola Santa Messa vissuta con fede per essere grandi santi, per essere guariti...
Tutto dipende di come sia il mio rapporto con l’Eucaristia; il mio rapporto con la eucarestia è
indifferente? allora probabilmente la mia vita cristiana abbia queste caratteristiche. Il mio
rapporto con l’eucarestia è superficiale? probabilmente la mia vita sia un po’ così.

Diceva saggiamente il p. Fabro; ognuno diventa quello che comunica. Fai delle buone
comunioni, cioè devotamente, in grazia di Dio sapendo a chi stai ricevendo? Allora vedrai dei
buoni cambiamenti. Fai delle comunioni mediocri, cioè distrattamente, senza rispetto, senza
sapere quello che sto facendo né dicendo o solo perché lo fanno gli altri? allora non vedrai
nessun cambiamento nella tua vita cristiana, continuerai ad essere la stessa persona di sempre

Chiediamo a Maria santissima, la donna Eucaristica come la chiamo san Giovanni Paolo II, che
c’insegni a conoscere internamente a Cristo Eucaristia che ci faccia comprendere che tutto quello
che facciamo e faremmo come religiosi dipende in modo essenziale del mio contatto intimo con
Lui.

Tuttavia, ora come allora, non tutti coloro che in qualche modo «toccano» il Cristo, ne
sperimentano la virtù, la forza, la salvezza. Molti premevano e pigiavano il Cristo da tutte le parti,
come dicono gli apostoli nel racconto di Marco, ma soltanto quella donna malata, sfiorando
appena le vesti del Cristo, ne sperimentò l'energia salvifica umanamente e spiritualmente. C'è
modo e modo di «toccare» il Cristo.

Anche ora non si tratta più di toccarlo come lo toccò la donna malata, anche sensibilmente. Si
tratta di toccarlo con la fede pura, con l'amore, nella contemplazione, nella vita liturgica e
sacramentale. È proprio da scartare del tutto l'ipotesi che persino noi cristiani, sacerdoti, religiosi,
che per certi aspetti siamo chiamati a «toccare» il Cristo con una intensità e frequenza
assolutamente eccezionali ne percepiamo scarsamente l'influsso salvifico, l'inesauribile energia,
la divina seduzione? È questo un momento per rinnovare in noi la fede nel toccare il Cristo,
specialmente nell'eucaristia, nella preghiera liturgica e privata, nel sacramento della penitenza.